“World War II” (Hitler ha costruito il muro di Berlino…)

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Per celebrare il 25 aprile e la liberazione del nazifascismo, io e fanwriter91 abbiamo deciso di inaugurare una nuova categoria, dove recensiremo le storie su Hope e il vero amore (true love, pardon) che però sono state ambientate nel periodo storico dal 1933 al 1945 in Germania.

Lo so, può sembrare assurdo e inconcepibile scrivere fanfictions insensate come quelle già recensite su questo blog che però si svolgono al tempo della dittatura nazista e addirittura dentro i campi di sterminio. Verrebbe da pensare che, di fronte ad una delle più grandi tragedie della storia dell’umanità (forse la più grande), ogni persona dovrebbe necessariamente mostrare rispetto e rendere omaggio alla memoria delle vittime innocenti (tolti neonazisti, razzisti e negazionisti, ma appunto ho detto ‘persona’, non bestia).

Eppure, le nostre adorate autrici di fyccine innamorate degli One Direction e di Justin Bieber non si fermano di fronte a nulla. C’è da dire che queste ragazzine non vogliono negare la Shoah o alcunché del genere, no, anzi, molte pensano di aver onestamente reso omaggio alla Memoria, mentre raccontavano le loro storielline romantiche da quattro soldi. Ebbene, non è così: infatti è necessario conoscere la Storia, averla studiata veramente, per poterla raccontare correttamente e in modo da renderle giustizia. L’ignoranza porta solo a scrivere semplificazioni, se non addirittura falsità, in questo modo causando disinformazione ed arrecando danno proprio a quella memoria storica che si voleva omaggiare in principio.

Chiedo venia per questa lunga introduzione, ma mi è sembrata doverosa.

Senza ulteriori indugi, buttiamoci a capofitto nella storia degli One Direction durante la Seconda Guerra Mondiale (ma in inglese fa più figo, no?).

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=2218788&i=1

La fic inizia con un monologo interiore di Liam Payne.

“I bombardamenti stanno risuonando nelle mie orecchie, temo che fra poco diventerò sordo.
La guerra c’è in tutta Europa, soprattutto a Berlino, temo che anche io dovrò combattere per questa causa ingiusta prima o poi, combattere contro gli Ebrei che poi qualcosa di male non l’hanno nemmeno fatto.”

Dunque, Berlino è sotto attacco aereo: ciò significa che siamo già nel 1940 almeno. Ve lo dico perché all’inizio non è specificato affatto.

Dal testo intuiamo che Liam James Payne è un tedesco: devo dire che dal nome solo leggerissimissamente anglosassone non me lo sarei aspettato. E qui c’è già il primo piccolo problema (in confronto agli altri): i nomi degli One Direction non sono tedeschi neanche a morire. Ora, ammettiamo che si voglia scrivere una fanfiction storica con un cantante famoso: se è italiano, non possiamo fargli interpretare il ruolo di un giapponese! Dai, non avrebbe il minimo senso! E qui è lo stesso: questi ragazzi non sono tedeschi, né nel nome né nell’aspetto. E dovrebbe essere tutto a posto, considerato il feroce razzismo dei nazisti? Boh…

Ma che ne so, si poteva almeno germanizzare un po’ il nome: Leim Jakob Pein. È la prima cosa che mi è venuta in mente, per dire. In realtà, non bisognerebbe proprio scrivere storie di questo genere, quindi andiamo avanti.

Nella seconda riga troviamo già la prima inesattezza: “combattere contro gli Ebrei”. Cosa vorrebbe dire? La guerra era combattuta contro Francia e Gran Bretagna (in seguito anche URSS e USA), e nel mentre prendevano atto in Europa le persecuzioni nazifasciste (sì, anche noi vi abbiamo preso parte!) contro Ebrei, Rom, Sinti, omosessuali, oppositori politici, malati di mente e malati incurabili. Nella propaganda nazista la guerra veniva anche definita un attacco al “sionismo internazionale”, qualunque cosa la follia di Hitler volesse intendere, ma pare chiaro che Liam qui non sia un sostenitore del regime: dunque perché mai dovrebbe ragionare con quegli slogan?

E queste sono solo le prime due righe!

“Temo che prima o poi dovrò combattere contro la gente della mia fidanzata, che dovrò sterminarli. Mi è arrivata una lettera di convocazione. Devo partire e andare con l’esercito. Combattere con le SS tedesche e sterminare gli Ebrei, ma io non voglio, non voglio dover andare a combattere per una causa in cui non credo nemmeno io.”

Che colpo di scena: la sua fidanzata è ebrea, non me lo sarei mai aspettato… mentre raccolgo i miei testicoli da terra, vi segnalo che ancora viene scritto che sarebbe andato a combattere contro gli ebrei: no, i nazisti e i loro alleati li sterminarono, “combattere” implica che vi fosse un esercito ebreo, mentre c’erano solo esseri umani inermi. Potrebbe anche essere che l’autrice si sia espressa male (il livello lessicale e grammaticale del testo è basso), ma questa non è una scusante: sta già facendo disinformazione storica.

E poi, la seconda idiozia: Liam sarebbe stato chiamato a combattere nelle SS.

Le SS (Schutz-Staffeln, “squadre di protezione”) erano il braccio paramilitare del partito nazista, formato da membri di provata fede nazista e devoti oltre ogni limite al Führer. Come dice il nome, erano proprio note come guardie personali di Hitler. Di certo non accettavano gente a caso nelle proprie fila, men che meno soggetti sospettati di non essere del tutto fedeli al regime!

L’autrice qui ha confuso le SS con la Wehrmacht, il vero esercito tedesco. L’esercito era sì obbligatorio per tutti i cittadini tedeschi ritenuti idonei alle armi. Tuttavia, erano quasi esclusivamente le SS ad occuparsi della “Questione ebraica” (Judenfrage), e poi a portare avanti il piano della “Soluzione finale” (Endlösung) dopo la Conferenza di Wannsee nel gennaio 1942.

Quindi, ricapitolando, in una storia verosimile Liam si sarebbe dovuto arruolare nell’esercito, e sarebbe stato mandato al fronte a combattere contro altri soldati regolari, non avrebbe preso parte attiva nello sterminio dei “non ariani”. Comunque si sarebbe sentito colpevole, in quanto contrario agli ideali nazisti, e avrebbe voluto far qualcosa.

Vedete, scrivo tutto questo per mostrarvi quanto gli errori siano grossolani e facilmente correggibili: per dire, tutte le informazioni che ho citato si trovano sulla pagina di Wikipedia sulle SS. Certo, sarebbe meglio studiare realmente questi fatti sui libri di storia, ma almeno, dico almeno, bisognerebbe leggere Wikipedia!

Tornando all’obbrobrio storico, Liam sta scrivendo una lettera ad Elisabeth: e che cavolo, ma lei non è una cantante famosa! Perché non ha un nome tipicamente ebraico? Vero, Elisabeth ha origini ebraiche (Elisheba è un personaggio dell’Antico Testamento), ma in questa forma era più usato dai cristiani. Un po’ come Hans, per dire. Non poteva chiamarsi, che ne so, Annah, Sarah o Judith, che vuol dire proprio ‘giudea’?

Pazienza, a quanto pare può vederla solo la domenica (perché??) e l’indomani non potrà salutarla dopo averle lasciato la lettera: ancora, ma perché?? Se già potrà andare fino a casa sua, potrebbe anche salutarla di persona! No, non viene spiegato nulla.

Spendo ora altre due righe su quest’idea del tedesco innamorato di un’ebrea: non è assurda. Ora, dato che non tutti i tedeschi erano nazisti, la cosa non era impossibile, e c’erano delle coppie miste, proprio contro le quali si scagliarono le infami Leggi di Norimberga del 1935. Inoltre, questo Liam viene descritto come un oppositore al regime, quindi la cosa acquista un qualche senso. Ci sarebbe da dire che, in base alle suddette leggi razziali, Liam incorrerebbe in una seria condanna (non a morte, ma alla galera sì), in caso fosse scoperto dalla Gestapo. Ma presumo che sia un emerito sconosciuto, poco abbiente e noto: della serie, proprio l’opposto del personaggio reale!

Niente paura, è tutto il resto ad essere privo di coerenza e di correttezza storica.

“Parto per la guerra, per combattere contro la tua gente. Mi hanno mandato la lettera per la partenza, mi dispiace tanto tesoro, avrei voluto non accettare, ma la pena era di morte e se fossi morto te avresti sofferto di più, lo so.” 

A parte il fatto che viene ancora detto che Liam sarebbe andato a combattere contro gli ebrei (errare humanum est, perseverare diabolicum), ma perché non ha mai pensato di disertare? Immagino per timore di quello che poteva succedere alla sua famiglia, ma vorrei sottolineare che è appunto quello che fecero moltissimi partigiani italiani: ignorarono la chiamata alle armi di Mussolini al momento della creazione della “Repubblica di Salò”, e fuggirono sui monti, ben consci di rischiare la vita, ma disposti al sacrificio pur di non dover più vivere sotto la dittatura.

E non erano eroi, tantissimi erano ragazzi. Questo Liam che vorrebbe essere un eroico ribelle mi sembra un po’ troppo pronto ad obbedire agli ordini: sarà perché è tedesco (battuta brutta, lo so).

Poi le scrive di non piangere e non essere triste: ma no, non essere triste, è solo in atto lo sterminio completo della tua etnia ed una guerra mondiale!

“Nasconditi e fa in modo che non ti trovino e che non ti portino nei campi di concentramento, porta le poche persone essenziali e parti, ora che i viaggi aerei sono ancora possibili per voi Ebrei puri, abbandona Berlino prima che finiscano di costruire il muro che non ti permetterebbe di scappare. Vai in Inghilterra, lì Hitler non ha ancora introdotto le leggi razziali, abbandona Berlino e i tuoi mille ricordi, se ti nascondi bene prima o poi li rivedrai e spero che rivedrai anche me.” (Cosa rivedrà? Com’è scritto da cani…)

Terza cretinata: nel 1940 per gli ebrei era difficilissimo lasciare la Germania. Le persecuzioni erano iniziate fin dall’inizio del regime nel 1933 (e anche prima il clima non era dei migliori), e si erano inasprite dopo le leggi di Norimberga (1935), fino ad arrivare al pogrom della Notte dei Cristalli (Kristallnacht, 1938). Non era ancora iniziata la deportazione sistematica, ma erano già stati privati del diritto di possedere negozi e aziende, o di lavorare per lo Stato. Infine, il passaporto degli ebrei fu privato di validità, negando di fatto la possibilità di espatriare, a meno di poter provare di poter essere accolti in qualche altro Paese. C’è inoltre da dire che Gran Bretagna e Francia (con tutte le loro colonie) e USA non furono mai molto aperti all’immigrazione di perseguitati ebrei: anzi, in alcuni casi li costrinsero ad andarsene e tornare in Europa. Non sto parlando di personalità come Einstein, ma altri meno famosi, ma comunque esseri umani, furono abbandonati. Giusto per ricordare anche le colpe di chi lasciò crescere il nazismo per sette anni senza fare nulla. Vi lascio un link:

https://www.ushmm.org/wlc/en/article.php?ModuleId=10005468

In ogni caso, l’emigrazione ebraica fu vietata definitivamente nell’ottobre 1941: a quel punto, i nazisti avevano ormai deciso di sterminarli.

Quarta abominevole idiozia: “abbandona Berlino prima che finiscano di costruire il muro”… Mi sento male. A quale muro si sta riferendo l’autrice, in nome del cielo?!? C’è poco da fare, è proprio quello che sembra: si sta riferendo al muro di Berlino, costruito dai sovietici nel 1961, durante la Guerra Fredda. Questo va al di là di ogni comprensione: sarebbe davvero bastato aprire Wikipedia per rendersi conto di questo assurdo errore!

Immagino che l’autrice pensasse alla creazione di un ghetto, come quello di Varsavia, ma allora perché non ha parlato esplicitamente di ghetto?? Questa parola non compare mai nella fic, ed è assurdo, considerato che la storia parla della persecuzione nazista degli ebrei!!

Infine, questo muro sarebbe davvero invalicabile? E che è, le mura dell’Attacco dei Giganti? Ma cos’aveva in testa l’autrice?

Quinta stupidaggine: “in Inghilterra Hitler non ha ancora introdotto le leggi razziali”, e te credo, mica governava lui in Gran Bretagna! Né tantomeno l’ha mai conquistata!

Sesta inesattezza storica: nel 1940 pochissimi aerei venivano usati per il trasporto di persone, e si trattava di militari, dato lo stato di guerra. I primi voli di linea ci furono nel dopoguerra: quindi non è che Elisabeth e la sua famiglia dovessero solo andare a Berlin Tegel e prendere un volo per London Heathrow!

Liam finisce di scrivere la lettera giurando eterno amore ad Elisabeth e piange: sto piangendo anch’io, dopo aver letto tutte queste scemenze e falsità storiche.

Il giorno dopo parte con il suo amico Harry Styles (Heinrich Steilisch, no, eh?), saluta la sua famiglia e la madre fa la finta tonta sul fatto che Elisabeth potrebbe non trovarsi in una buona situazione di lì a breve: ma no, è solo perseguitata da uno dei regimi più sanguinari della Storia!

Va a portare la lettera da Elisabeth e se ne va senza salutarla (proprio non capisco perché, bastava che bussasse alla porta, ormai era lì…), raggiunge Harry e vanno assieme al comando.

Poi passiamo al punto di vista di questa ragazza (neanche in questo contesto ci si salva dal maledetto POV!): lei trova la lettera, ripete ancora una volta la scemenza “Liam è andato a combattere contro la sua gente”, e poi va a dire ai genitori che devono andarsene.

“Mamma, papà, noi siamo sempre stati benestanti, abbiamo abbastanza soldi e possiamo tranquillamente partire finché non finiscono di costruire il muro, dobbiamo andarcene.”

E dagli con l’idiozia del muro!

Aspetta, sono benestanti?!? A parte il fatto che poco sopra è stato detto che vivono in una baracca in periferia e che Elisabeth non mangia da due giorni (ma dai!), ma ebrei benestanti nel 1940 a Berlino?!? Stiamo scherzando?!? Al massimo, erano stati benestanti, prima degli espropri e delle razzie naziste. Le squadracce di SS o della gioventù hitleriana andavano tranquillamente a saccheggiare le case degli ebrei dopo il 1938: tanto nessuna legge avrebbe difeso questi ultimi.

“Tesoro hai perfettamente ragione, ma non possiamo partire adesso…” Dice mio padre guardandomi.
“Dobbiamo andarcene oggi stesso, ho sentito che domani finiranno il muro, quindi dobbiamo prepararci alla svelta e partire.”
“D’accordo tesoro.”

Che diamine di dialogo è?? A parte l’ennesima ripetizione della storia del muro, che mi fa venire in mente Trump e l’Attacco dei Giganti, sembra un dialogo scritto da Thommy Wiseau (cercate “The room” su Youtube), della serie:

-Dobbiamo andare.-

-Non possiamo.-

-Ma dobbiamo.-

-D’accordo, andiamo.-

Io non so cosa dire… E anche qui:

“Noi Ebrei possiamo ancora girare con mezzo alla gente con le biciclette qualche borsa della spesa.”

Cosa cavolo ho letto?

Nuovo stacco, torniamo su Liam che scrive alla famiglia dall’Olanda: dunque siamo proprio nel 1940, quando la Germania nazista invase e annesse rapidamente l’Olanda.

Ora preparatevi, perché c’è un pezzo di comicità brillante e nonsense, al confronto i Monty Python sono noiosi.

“Le cose procedono diciamo “bene”, adesso siamo in Olanda e stiamo per andarla a conquistare. Continuo a dire che questa guerra è stupida. Continuo a sostenerlo, ma non dico nulla, potrebbero controllare la lettera e non farvela arrivare.”

Liam… non so come dirtelo senza ferire i tuoi sentimenti… ma vedi… l’hai appena scritto!! Hai appena scritto che la guerra è stupida! E hai anche scritto che continui a sostenerlo, ma senza dirlo: come fai, sei telepatico?!?

E non è che “potrebbero controllare la lettera”: l’esercito controllava tutta la posta, e la Gestapo censurava quanto opportuno e prendeva provvedimenti se necessario.

Una lettera del genere equivaleva ad un plotone d’esecuzione, e magari anche all’internamento della famiglia del soldato stesso. Il nazismo era un regime dittatoriale che non ammetteva alcun dissenso ed era efferato ed efficiente nel sradicarlo, e i primi campi in Germania (Dachau, ad esempio) furono creati subito nel 1933 proprio per gli oppositori politici tedeschi.

Infine, quel “bene” virgolettato nel contesto della guerra è grottesco.

Liam chiede un po’ di cose su Elisabeth e sulla mamma di Harry, e poi scrive questo:

“So benissimo che voi non potete rispondermi, ma vi faccio comunque queste domande.” 

Ma allora perché cavolo poni queste domande?? A parte il fatto che la corrispondenza con il fronte (previa censura), funzionava benissimo: siamo ancora nel 1940, la Germania sta stravincendo.

“Harry ed io abbiamo conosciuto dei nuovi ragazzi di nome Louis Tomlinson, Zayn Malik e Niall Horan. Zayn è un tedesco semi pakistano e Niall un irlandese semi tedesco, nonostante questo sono con noi nell’esercito. Voglio raccontarvi che noi cinque, insieme ad altri ragazzi, facciamo parte della ribellione dell’esercito, complottiamo contro Hitler e le leggi razziali dall’interno.” 

Andiamo con ordine: prima di tutto, un mezzo pakistano non mi sembra affatto un esempio di ‘razza superiore’. A parte l’incoerenza storica (non c’era alcuna emigrazione dal Pakistan verso la Germania, e anche se vi fosse stata, l’eventualità di un matrimonio misto tra un tedesco cristiano e un pakistano musulmano negli anni trenta era certamente nulla), per i nazisti Zayn sarebbe un mezzosangue, un essere inferiore e disprezzabile. Nella realtà, avrebbero ammazzato lui e il suo genitore pakistano, e imprigionato quello tedesco per offesa alla razza. È orribile, ma è così che andavano le cose nella Germania nazista, e questa storia sta sbeffeggiando le vittime di quelle atroci persecuzioni.

Poi Liam racconta di far parte della ribellione: e scrive il tutto in una lettera che sarà certamente controllata dalla Gestapo. Faceva meglio a scrivere di voler essere fucilato, al posto dei saluti, a questo punto. O magari, ad aggiornare il suo profilo su Facebook (tanto, anacronismo in più o in meno) con qualcosa del genere:

“lol, io e miei amici siamo tutti in una congiura per uccidere lo zio adolf! #stayrebel”

Sul serio, è il peggior ribelle possibile! Spiattella tutti i suoi segreti e i nomi dei cospiratori in una lettera che potrebbe benissimo cadere nelle mani sbagliate (e nella realtà vi cadrebbe subito).

Immagino che l’autrice abbia letto “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman, o abbia visto “Operazione Valchiria”, per trarre qualche ispirazione circa l’esistenza di complotti interni all’esercito volti a togliere il potere ad Hitler. Oppure potrebbe essersi inventata tutto di sana pianta, visto come il testo sia pieno di cose campate per aria, finora.

In ogni caso, di cospirazioni interne all’esercito non ve ne furono fino a che non fu palese che la Germania stava andando incontro ad una nuova e ancor più rovinosa disfatta. Fuori dall’esercito, invece, poche voci isolate furono cacciate e stroncate senza pietà. La maggior parte degli intellettuali socialisti e comunisti era stata internata o uccisa fin dal 1933, e nel 1940 non restava quindi virtualmente nessun dissenso. Con ciò non voglio dire che tutti erano nazisti, ma la maggior parte lo era, e tutti quelli che ancora non avevano la tessera nel partito vivevano a capo chino, in un clima di sospetto e terrore. Recentemente è uscito al cinema “Alone in Berlin”, la storia di una coppia di persone isolate che protestarono contro il regime, prima di essere giustiziate: ve lo consiglio vivamente, se volete sentire il clima di cui sto parlando.

Ma tutto ciò non esiste se non in minima forma nella squallida fanfic che sto recensendo.

Liam dà la lettera al suo amico Josh Levine (altro nome non tedesco, ma porco Goethe!), perché lui a quanto pare la porterà direttamente ai suoi genitori. Ovviamente non ha senso: tutta la posta veniva controllata. Questo Josh avrebbe dovuto rendere conto ai suoi superiori di ogni singola lettera. Magari sarebbe riuscito a consegnarne un paio senza essere scoperto, ma non di più.

Inoltre, sembra di capire che venga recapitata una lettera al mese: ammazza, considerato che erano in tempo di guerra, questo Josh è più efficiente delle Poste Italiane! Basta così: non vale la pena di perdere altro tempo su questa insensatezza.

Anzi, bisogna soffermarsi maggiormente sul nome del nostro postino: ‘Josh’ è l’abbreviazione americana (degli anni settanta, altro anacronismo) del nome ebraico ‘Joshua’, ossia ‘Gesù’. Questo soldato tedesco ha un nome ebraico.

I miei complimenti, cara autrice! Sei riuscita a non dare un nome ebraico alla protagonista femminile, mentre ne hai affibbiato uno ad un soldato della Wehrmacht!

Mi pare di aver capito che questo Josh Levine fosse il batterista degli OD, ma questa non è affatto una scusante!

Devo davvero sottolineare quanto tutto ciò non abbia il minimo senso?!?!

Torniamo da Elisabeth, e facciamo un salto temporale fino all’agosto 1943.

A quanto pare, lei e la sua famiglia sono stati catturati e portati in un campo: ma non dovevano fuggire? Si vede che non hanno potuto, per le ragioni che dicevo: nella fic non c’è alcuna spiegazione. Anzi no, c’è scritto che erano partiti!

“È quasi passato un anno da quando io e la mia famiglia siamo partiti.
Papà era uscito per fumare, un vizio che non si era ancora tolto. È stato catturato. Un tedesco l’ha visto e l’ha preso con la forza. Adesso io non so dove sia. Né se sia ancora vivo.
Due giorni fa due uomini delle SS sono arrivati e ci hanno detto di preparare le valigie.”

Cos…? Il padre è stato catturato perché è uscito a fumare?? Ma cos’è, una barzelletta o un brutto slogan contro il vizio del fumo??

E poi sono arrivate le SS?? Ma non erano andati in Inghilterra?? Cosa sto leggendo!?!

Sarebbe stato meglio che non ci fosse stata alcuna spiegazione, a questo punto.

fanwriter91:- Aspetta, ci sono, finalmente ho capito!-

Evgenij:- Cosa?-

fanwriter91:- Com’è andata la vicenda: ascolta.

“Padre:- Figliola, non possiamo scappare ora!-

Figlia:- Ma papà! Dobbiamo!-

Padre:- Uff, ok… volevo aspettare un altro giorno, sai, oggi c’è uno sconto enorme sulle sigarette riservato agli ebrei! C’era anche la settimana scorsa e ho mandato tuo zio, ma quel traditore non si è fatto vivo… vabbè, ne fumo un’ultima e poi scappiamo!- (Esce e la fuma.)

Ufficiale nazista:- Ehi, che stai facendo?!-

Padre:- Le assicuro che non sono ebreo!-

Ufficiale nazista:- Chi se ne frega! Fumare fa male! (Lo prende a randellate.) Per punizione tu e la tua famiglia finirete in un campo di concentramento!-“-

Evgenij:- In effetti, ha più senso del testo in sé…-

Poi il resto del brano di Elisabeth non contiene altre assurdità, c’è qualche vago accenno alle docce dove gli ebrei venivano gasati, alla sofferenza e alla fame, ma nulla di più. Per chi ha letto Primo Levi o Elie Wiesel, queste righe suonano come una presa in giro.

In seguito, Liam viene ucciso e raccomanda Elisabeth ad Harry prima di morire: la scena potrebbe anche essere decente, se non fosse che Liam dice ad Harry di “vincere la guerra” e lo chiama Hazza. In punto di morte usa un nomignolo stupido? E anche accettando questo, ma loro non era oppositori al regime e pensavano che la guerra andasse fermata??

Infine, c’è un monologo di Harry. Veniamo a sapere che siamo nel gennaio 1945 e che la guerra è finita. Sì, avete capito bene!

“Gennaio 1945
La guerra è finita”

Questa ragazzina non ha mai aperto un libro di storia, o anche solo si è mai chiesta perché si festeggi il 25 aprile!! Vorrà dire che, forse forse, la guerra sarà finita in primavera, come minimo!

Immagino che ciò sia dovuto al fatto che il giorno della Memoria è il 27 gennaio, dato che l’Armata Rossa entrò ad Auschwitz il 27 gennaio 1945. Ma ciò non è ovviamente una scusante!

La guerra in Europa è finita l’8 maggio, e nel mondo il 2 settembre 1945.

Se questo fosse un compito di storia, l’autrice si meriterebbe non 5, ma 0! Anzi, – 10!

Poi ci viene spiegato com’è morto Liam:

“Un partigiano italiano gli ha sparato, forse se avesse saputo che esisteva una ribellione e che lui ne faceva parte non lo avrebbe fatto.”

Date una medaglia a questo partigiano!

Va bene, questa è una battuta di pessimo gusto, ma tutta la storia è di pessimo gusto!

Cos’ha mai fatto questa fantomatica ribellione? A parte spedire lettere compromettenti, pare nulla! Non viene detto nulla sulle loro azioni o sui loro obiettivi! Ci viene raccontato solo come sono morti: a quanto pare, alcuni di loro sono anche stati scoperti dai nazisti. Sono basito, erano tanto bravi ad agire in segretezza!

Ci viene anche detto che Elisabeth è sopravvissuta ad Auschwitz: non ci è dato sapere come fosse finita lì, ma poco importa ormai. Pure Niall è vivo, ma, vista la sua utilità per la trama, la notizia mi lascia indifferente, chissà perché.

Harry ora è tornato a Berlino, e fa il giornalista, per far sapere a tutti della ribellione e del coraggio dei suoi amici (ma cosa, dove??).

“Il muro qui a Berlino non è ancora stato distrutto, qui mancano le banane. Mi mancano quei frutti giallastri e così gustosi, chissà quando potrò assaggiarne di nuovo uno.”

Mi arrendo, è proprio il muro di Berlino: se fossi il professore di storia di questa ragazzina penso che dovrei andare in terapia.

E poi… cosa c’entrano le banane, in nome di Dio?!?

Ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto che, a quanto pare, le banane erano un bene di lusso nella DDR (Germania Est). Non appena cadde il Muro di Berlino, i tedeschi dell’Est andarono nella parte Ovest della Germania a fare incetta di banane, fra le altre cose.

http://blogs.economictimes.indiatimes.com/onmyplate/bananas-and-the-berlin-wall/

Ciò tra l’altro prova senza nessuna ombra di dubbio residua che l’autrice pensava davvero che Hitler avesse costruito il Muro. Amen, non c’è nulla da fare.

In ogni caso, anche accettando questo incredibile errore storico, comunque il testo non migliora!

Alla fine di un racconto tragico (vabbeh…) sulla Seconda Guerra Mondiale e l’Olocausto, ci sono queste due frasi a caso sul fatto che ad Harry piacciano le banane!! È grottesco al punto da risultare aberrante!!

Il tutto si chiude con un pensiero rivolto agli amici morti. E poi con l’angolo dell’autrice, ovviamente!

“Allora, ho voluto cimentarmi
nel mondo delle Os drammatiche
e questo non è affatto da me.
Sopprimetemi. Sto male.
Ovviamente questa One Shot non ha fatto
emozionare nemmeno il mio calzino.
Non sono brava a scrivere cose strappalacrime,
lo so e non c’è bisogno di scrivermelo nelle
recensioni, se mai ce ne saranno.
In seguiiiito… Ho scritto una Os che ricordi i tempi
della Seconda Guerra Mondiale per ricordare e perché
mi volevo incasinare la vita buttandomi su un genere
che non mi rispecchia affatto e in cui faccio proprio pena.”

Allora, ciccina cara, voglio ignorare tutte le tue stupide lagne e i finti piagnistei, e concentrarmi solo sulle cose più gravi.

Volevi scrivere una “cosa strappalacrime”??? E allora perché diavolo non hai scelto la solita trama trita e ritrita di Hope Destiny Dreamer che va a scuola con gli OD e loro la menano, ma poi la amano, o una variante (per modo di dire) del genere?? No, tu hai scelto di trattare della Seconda Guerra Mondiale, delle persecuzioni razziali e dello sterminio degli ebrei per raccontare la tua storiella strappalacrime non mostrando alcun rispetto per i morti: devi vergognarti, non ho altro da dire.

Poi l’autrice cerca di correggere il tiro e dice che l’ha fatto “per ricordare”: il punto, mia cara, è che, prima di ricordare qualcosa, bisogna conoscerla! E tu non sai un tubo di Storia! Il muro di Berlino nel 1940, tedeschi non nazisti a caso arruolati nelle SS, la Seconda Guerra Mondiale finita nel gennaio del 1945: non c’è nulla che possa giustificare questa tua ignoranza! Nel momento in cui uno scrittore vuole cimentarsi con la rievocazione di un periodo storico, deve studiarlo nei minimi dettagli, tanto più se si tratta di raccontare di simili tragedie per l’umanità.

Infine, hai scelto tu, cara autrice, di “buttarti” su questo genere: avresti anche potuto lasciar perdere, se il risultato scontentava anche te. Ma ovviamente, questo è solo un atteggiamento passivo-aggressivo, nella speranza di ottenere commenti positivi (e infatti non ci sono critiche!): ma sì, sfruttiamo la tragedia di milioni di persone morte per ottenere due commentini. I miei complimenti, davvero!

Questa storia non viola il regolamento, ma è aberrante per il contenuto di inesattezze e falsità storiche e l’estrema leggerezza e mancanza di rispetto con cui viene descritta la Shoah.

Con indignazione e rabbia,

Evgenij

PS:

fanwriter91:- Aspetta, ho appena capito tutto!-

Evgenij:- Tutto cosa?-

fanwriter91:- Questa fic spiega perfettamente la ragione dei fallimenti degli attentati contro Hitler: c’erano questi cinque idioti che scrivevano tutti i piani segreti nelle loro lettere per i genitori! Infatti, secondo questa ipotesi, le cose potrebbero essere andate così: prima uno degli OD avrebbe scritto una lettera del tipo:

“ragazzi, vi inviamo questa lettera per comunicarvi che a questa tal ora organizzeremo un attentato contro Hitler: ci nasconderemo nel suo armadio, poi usciremo urlando “surprise, motherfucker!” e lo accoltelleremo! Non lo saprà nessuno! 😀”

E poi, la lettera successiva sarebbe stata:
“Non so perché, ma l’attentato è fallito miseramente, le guardie di zio Adolf hanno sparato contro l’armadio e hanno beccato i nostri compagni! Come diavolo facevano a sapere tutto?”

E nel mentre, alla sede della Gestapo…

Ufficiale 1:- Ecco un’altra lettera dei ribelli!-
Ufficiale 2:- Herr Obersturmbannführer, non dofremmo catturarli, ja?-
Ufficiale 1:- Ach, nein, sai quante informazioni ci rifelano ogni folta questi Idioten?- “-

Evgenij:- In effetti, avrebbe senso… Certo, rimane un argomento su cui c’è poco da scherzare, ma questa storia ci ha fatto proprio male…-

PPS: (Aggiornamento del 13/01/2018) Mesi fa suinogiallo, amministratore di EFP, aveva ammonito l’autrice di questa fic e le aveva chiesto di cambiare almeno i nomi dei personaggi. Dato che lei non l’ha fatto e non gli ha neanche risposto, oggi lui ha rimosso questo ammasso di insensatezze: grazie, suinogiallo!

Riportiamo qui alcuni screen della fic, per ricordare!

WWII1WWII2WWII3WWII4WWII5WWII6

WWII7

2 pensieri su ““World War II” (Hitler ha costruito il muro di Berlino…)

  1. “Il coraggio dei ribelli…”
    Ah, certo, mi ricordo quando Harry e gli altri si sono infiltrati tra le fila delle SS per rubare i piani del Landkreuzer P-1000 Ratte… no, aspetta, ho sbagliato, ho fatto confusione con star wars!

    La cosa delle lettere dove c’è scritto tutto è demenziale, non so nemmeno come commentarla… però mi sto immaginando gli ufficiali che fanno tutta una raccolta delle lettere dei ribelli in una cassetta a parte! T’immagini se ogni ribelle ne avesse spedita almeno una?

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  2. “mi volevo incasinare la vita buttandomi su un genere
    che non mi rispecchia affatto e in cui faccio proprio pena.”

    Allora, come tutte le persone normali… NON LO FAI!!
    Sul serio che schifo, volevo recensirla il prossimo 27 gennaio, ma non ce l’ho fatta ad attendere fino ad allora.

    Piace a 1 persona

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