“FERMO IL LIBRO” (Fascisti su Instagram!)

fascisti su Instagram

L’altro giorno ho notato che l’apologia di fascismo plagiata da un sito neofascista è stata aggiornata: il nuovo capitolo si intitola “FERMO IL LIBRO”, appunto.

Tutto maiuscolo perché altrimenti non si capisce, immagino.

Tra l’altro, ci vuole una bella faccia di tolla, per usare un eufemismo, a chiamare “libro” due brani copia-incollati da un sito, ma tant’è.

https://www.wattpad.com/508887817-le-cose-buone-del-fascismo-fermo-il-libro

Sentiamo cosa ci dice il nostro AblazeITA.

“Come potete leggere dal titolo, smetto di scrivere il libro (anche se in realtà ho smesso da un bel po’). Ma vorrei che mi veniste a seguire su instragram: fascistapersempre. Wattpad non mi sembra più il posto adatto in cui dimostrare la bontà del fascismo e a quanto vedo non mi vedono di buon occhio. Vi aspetto lì”

Comincio col precisare che l’ultimo aggiornamento del plagio in questione risaliva a fine ottobre, ed è in effetti stata una spinta a pubblicare più in fretta la mia stroncatura.

Il nostro plagiatore poi ci dà un’altra prova di come non voglia fare apologia di fascismo (vi ricordate l’introduzione di “Le cose buone del FASCISMO”?): il suo account su Instagram ha come nickname “fascistapersempre”.

Decisamente moderato e pacato, devo dire.

Ma perché fugge su Instagram?

Perché Wattpad non sarebbe il posto più adatto per dimostrare la bontà del fascismo.

Concordo: in effetti, nessun luogo virtuale o reale è adatto allo scopo, giacché non si può dimostrare il falso. E tantomeno lo si può fare plagiando testi altrui che contengono errori storici e sono smaccatamente di parte.

Certuni poi non vedrebbero AblazeITA di buon occhio: che tensione, ma chi saranno mai? Non si riferirà forse a noi dei Demoni di EFP e Wattpad, e in particolare a me?

Battute a parte, AblazeITA, io non credo di averti in nessun modo insultato o altro: ho soltanto mosso obiezioni argomentate e ragionate alle tesi che tu sostenevi e ho denunciato il tuo plagio.

Ho condannato con fermezza e sdegno il tuo tentativo di mettere in buona luce la dittatura che ha oppresso il nostro Paese, ma non mi pare di esserti venuto a cercare con manganelli e olio di ricino: noi non facciamo queste cose.

Se per caso mi stessi leggendo ora, vorrei aggiungere che ti consiglio vivamente di rivedere le tue fonti di informazioni storiche. A giudicare dai post tuoi e dei tuoi cameratini su Instagram, voi pensate che esistano solo fascismo e comunismo. Niente di più falso: ci sono i fautori della democrazia (di sinistra, centro e destra), che combattono tutte le dittature, che siano all’ombra di svastiche e fasci littori o di falci, martelli e stelle.

E infatti il fascismo in Italia e nel mondo ha distrutto le democrazie, non regimi comunisti. Anzi, nella Russia odierna vige perfino una sorta di alleanza fra i nostalgici dell’Unione Sovietica e i fascisti russi nazionalisti omofobi e fanatici religiosi: entrambi i gruppi riconoscono in Putin un uomo forte come Stalin o uno zar, entrambi i gruppi vogliono la fine della debole democrazia russa. Tra l’altro, non a caso, Putin è celebrato anche come difensore della Chiesa Ortodossa dal patriarca Kirill, come un altro tale pelato che fu definito “uomo della Provvidenza” da papa Pio XI.

In ogni caso, mi sono reso conto che durante la scorsa recensione non ho fornito a voi lettori fonti autorevoli, almeno, un po’ più di quello che possono essere dei link di pagine su internet. Voglio rimediare.

Per prima cosa, vi consiglio senz’altro di leggere il brano “Il fascismo eterno” (o “Ur-fascismo”) di Umberto Eco.

Eco analizza le caratteristiche fondamentali di tutti i fascismi, quali la paura per la differenza e la modernità, il culto per la tradizione, la violenza e la guerra, il machismo e il populismo.

Se invece volete conoscere maggiormente la storia del fascismo italiano, senza fronzoli e senza condanne ideologiche, consiglio i testi dello storico Emilio Gentile. Forse per i più giovani di voi questi libri risulteranno complessi, ma dalla terza o quarta superiore in poi si possono senza dubbio prendere in mano. E tentare di imparare non fa mai male.

In particolare, in “Teoria e interpretazione del fascismo”, viene spiegato come “il fascismo è un fenomeno politico nazionalista, totalitario, razzista e imperialista, deciso a distruggere la civiltà democratica e liberale, proponendosi come una alternativa radicale ai principi di libertà e di eguaglianza attuati nel processo storico di affermazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, iniziato con l’Illuminismo e le rivoluzioni democratiche alla fine del Settecento”.

Quindi, ti domando ancora, AblazeITA, come puoi in coscienza voler difendere una simile ideologia, che sosteneva l’ineguaglianza fra gli uomini, il diritto di usare la violenza pur di ottenere ragione e la necessità di un regime totalitario e dispotico che rendesse i cittadini dei servi di un dittatore dai poteri pressoché illimitati?

Ti consiglio senza malizia di leggere il libro che ho citato: dopotutto, è un testo che parla del fascismo, dovrebbe pur interessarti, no?

Tra l’altro, visto il tuo ultimo post su Instagram su Vittorio Emanuele III, penso che tu abbia studiato davvero poco di storia, perché noto molta confusione.

https://www.instagram.com/p/Bc8FI47F8-3/?taken-by=fascistapersempre

“Dopo le discussioni che abbiamo avuto sul nostro re vorrei dirvi la mia opinione:

Vittorio Emanuele 3 è stato un ottimo re a mio parere e vi spiego il motivo.

1) Ha lasciato salire il fascismo una cosa ottima perché grazie il fascismo l’Italia si è salvata dalla bancarotta che abbiamo quasi toccato per colpa del comunismo.

2) Ha guidato l’esercito e ha combattutto la prima guerra mondiale che, sicuramente, avremmo perso se non fosse stato per lui(ma non dimentichiamoci di Diaz eh)

3) Mentre tutti i sovrani della Francia, Olanda ecc scappavano durante le invasioni, il nostro re è rimasto in Italia, ha cercato la pace con le altre nazioni ma quando gli e l hanno negata non è scappato ma ha continuato a comandare l’esercito e ha combattuto fino alla fine finché non è stato esiliato.

Insomma, non ha mai abbandonato la sua nazione neanche nei momenti più bui, una cosa che pochi re hanno fatto. Secondo me lui è l’esempio che devono seguire tutti i pochi re rimasti al mondo.”

Vado con ordine:

1) Vittorio Emanuele III ha lasciato lo Stato italiano in balia di Mussolini, dopo che quest’ultimo ha organizzato la marcia su Roma il 28 ottobre 1922, ovvero un’insurrezione violenta di gruppi armati illegali paramilitari. Detto in altri termini, ha ceduto il governo al capo di un gruppo di criminali che ha invaso Roma in assetto di guerra, e ha ignorato le proteste del governo Facta, che chiedeva di dichiarare lo stato d’assedio e di mobilitare l’esercito. Certo, molti politicanti moderati e reazionari in Parlamento e nel governo si illudevano di poter trattare con Mussolini e perfino di ottenere posizioni di rilievo: inutile dire quanto fossero in errore. L’Italia non era in crisi economica per colpa del comunismo perché, e lo so che è una notizia bomba, in Italia non c’è mai stato un regime comunista! Già, con buona pace di Berlusconi e dei neofascisti. La crisi c’era per colpa della guerra, guerra voluta dagli interventisti, che avevano tra i propri capi un certo tale di nome Benito. Già.

2) Vittorio Emanuele III non ha mai guidato l’esercito in battaglia, al massimo sarà andato qualche volta a salutare i feriti, a distanza di sicurezza dal fronte. Tra l’altro, era un tappetto gracilino, quindi decisamente inadatto alla vita militare. Il generale Armando Diaz, invece, ha risollevato le sorti della guerra, dopo la disfatta di Caporetto (novembre 1917) dovuta all’inettitudine del generale Luigi Cadorna, al quale hanno pure dedicato una stazione a Milano… Invece, Diaz riuscì a fermare l’avanzata austriaca sul Piave, forte anche dell’esperienza diretta della guerra in trincea sul Carso che a Cadorna mancava, e infine a conseguire il trionfo di Vittorio Veneto (30 ottobre 1918). In tutto questo, il contributo del nostro re, che se ne stava al sicuro a Roma, fu nullo.

3) a) In Francia non c’era più nessun re dal 1848, e nessun imperatore dal 1871: c’era una repubblica democratica. Il governo francese, guidato da Paul Reynaud, e il generale Charles de Gaulle subirono una disastrosa sconfitta da parte dei nazisti fra maggio e giugno del 1940. Charles de Gaulle e parte dello stato maggiore fuggirono in Gran Bretagna, da dove organizzarono la resistenza francese. Invece, Paul Reynaud venne sfiduciato dal parlamento e divenne prigioniero dei nazisti. Fu quindi nominato presidente il maresciallo Philippe Petain, che formò il governo collaborazionista filonazista di Vichy e aiutò attivamente le deportazioni degli ebrei. Dopo la guerra, questi fu condannato alla fucilazione come traditore, ma venne risparmiato per la sua età avanzata e la fama che si era creato durante la prima guerra mondiale; tuttavia, fu privato di tutti i titoli e riconoscimenti e morì in prigione.

b) La regina Wilhelmina d’Olanda fuggì con la famiglia per non diventare prigioniera di Hitler (prospettiva poco allettante, ne converrete), ma organizzò la resistenza in esilio in Gran Bretagna. Lei stessa trasmise molti messaggi sulla Radio Oranje, una radio segreta per i ribelli olandesi, e definiva Hitler “arcinemico del genere umano”.

c) La granduchessa Charlotte del Lussemburgo fuggì pure a Londra, dopo che la Wehrmacht conquistò il Paese in un solo giorno, e da lì pure fu il simbolo dell’unità e dell’indipendenza lussemburghese.

d) Dal 10 al 24 maggio 1940, le truppe belghe al comando del re Leopoldo III resistettero all’invasione nazista come poterono, dando agli anglofrancesi bloccati a Dunkirk più tempo per scampare al massacro. Tuttavia, il 27 maggio il re firmò la resa con i nazisti: un simile atto fu vissuto dal governo e dal popolo belga come un tradimento, tanto che ci fu una forte opposizione al suo ritorno alla fine della guerra, dopo la sua deportazione in Austria (a opera di Himmler), e nel 1951 fu definitivamente costretto all’abdicazione e all’esilio dal parlamento in seguito a una serie di scioperi e manifestazioni. Tutto questo per la sua resa, per il fatto che non si era opposto ai nazisti fino alla fine.

e) Il re di Danimarca Cristiano X restò a Copenhagen e si adoperò per impedire il più possibile le violenze naziste, finanziando organizzazioni che aiutarono gli ebrei a fuggire in Svezia (fra loro vi era il fisico quantistico Niels Bohr, che lavorò poi al progetto della bomba atomica). In Danimarca gli ebrei non furono mai costretti a indossare la stella gialla.

f) Il re di Norvegia Haakon VII rifiutò di arrendersi ai nazisti nella primavera del 1940 e di nominare primo ministro il capo dei fascisti norvegesi. Organizzò la resistenza nell’estremo Nord, a Tromsø, e poi dalla Gran Bretagna, dopo un’iniziale sconfitta. Durante tutta la guerra, la resistenza norvegese fu una spina nel fianco per la Wehrmacht, e il loro simbolo erano una H e un 7 sovrapposti: il loro re si era opposto al nazifascismo e i norvegesi erano fieri di combattere per lui.

g) Il re Giorgio VI d’Inghilterra, padre dell’attuale regina Elisabetta II, restò a Buckingham Palace sotto le bombe della Luftwaffe, nonostante avrebbe certamente potuto fuggire nelle campagne. Lo stesso fece il capo del governo Winston Churchill. Lo fecero per solidarietà con la popolazione londinese e per far passare un forte messaggio: “We shall never surrender” (Winston Churchill).

Tolto Leopoldo III, tutti questi monarchi e capi di Stato che fuggirono lo fecero solo quando ormai la situazione era critica, ma continuarono a lottare attivamente contro i nazifascisti.

Il nostro re invece, non appena comprese che l’Italia stava irrimediabilmente perdendo la guerra (ovvero, quando gli americani sbarcarono in Sicilia il 10 luglio 1943), in accordo con alcuni gerarchi fascisti destituì Mussolini e lo fece arrestare: ma neanche in questo ebbe coraggio, dato che lasciò ai gerarchi il compito di sfiduciare il duce, e poi lo fece arrestare dopo averlo congedato in seguito a un’udienza dove accettava le sue dimissioni. Tra l’altro, ma i neofascisti non dovrebbero odiare Vittorio Emanuele III per aver fatto arrestare il loro duce? Sono tanto confusi, poveri.

Poi il re affidò il governo al generale Badoglio, ben noto per i crimini contro l’umanità commessi durante la guerra d’Etiopia, e per la sua fede fascista, rinnegata all’ultimo minuto. Badoglio, non il re, trattò con gli Alleati, e ottenne un armistizio (8 settembre 1943), che comunicò all’esercito con un messaggio sibillino: “L’armistizio è stato firmato. La guerra continua”. Subito dopo, all’alba del 9 settembre 1943, Badoglio, la famiglia reale e le altre alte cariche dello Stato fuggirono a Brindisi, già occupata dalle forze angloamericane, abbandonando Roma in mano agli ex alleati nazisti.

Quindi il nostro infame re fuggì eccome e abbandonò il suo popolo.

Il 16 ottobre 1943, poco più di un mese dopo, i nazisti e i fascisti loro alleati rastrellarono il ghetto di Roma e deportarono ad Auschwitz 1023 ebrei: ne sopravvissero solo 16. Erano cittadini italiani, sudditi del re, che li aveva abbandonati.

Il nostro re appoggiò Mussolini, decretò la fine della democrazia e della libertà in Italia, chiuse gli occhi di fronte alla persecuzione e agli omicidi degli antifascisti, fu orgoglioso dell’invasione dell’Etiopia, in seguito alla quale si fregiò del titolo di “Imperatore”, firmò le abominevoli leggi razziali senza un rimorso e infine abbandonò l’esercito, del quale era il comandante supremo, e gli italiani nel momento del maggiore bisogno, lasciandoli in balia delle forze di occupazione naziste e dei fascisti della Repubblica di Salò.

Un tale re non merita altro che disprezzo, figuriamoci di essere sepolto nel Pantheon, nel cuore di Roma.

abbasso_il_re

E suo figlio Umberto II (che succedette al padre per un mese da maggio a giugno del 1946) non è stato affatto migliore: inutile che abbia poi cercato di dirsi antifascista, dato che non agì mai davvero contro Mussolini e il nazifascismo.

Non parliamo poi del padre. Umberto I insignì con la Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia il generale Bava Beccaris, che sparò con i cannoni contro la popolazione milanese che protestava pacificamente per il rincaro dei prezzi del pane (7 maggio 1898), per poi perseguitare socialisti, anarchici, radicali e tutti coloro che condannarono la strage. Per queste ragioni, l’anarchico Gaetano Bresci lo uccise in un attentato a Monza (29 luglio 1900): ripagare assassinio con assassinio è sbagliato, ma chi mai avrebbe messo in prigione il re e il generale? Umberto I è effettivamente sepolto nel Pantheon: non credo dovrebbe stare lì.

L’esilio di Vittorio Emanuele III è stato troppo poco, avrebbe dovuto essere giudicato come criminale di guerra, e Badoglio e tanti altri con lui. Purtroppo, altri interessi si misero in mezzo, la Guerra Fredda cominciò due anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e in Italia non fu mai celebrato il corrispettivo del processo di Norimberga.

Sarebbe stato necessario e giusto. Invece, ci siamo autoassolti.

Vedete, per spiegare come sono andati veramente i fatti non basta un post di Instagram. E, in fondo, neanche una pagina di un blog o di Wattpad.

La Storia non è frutto della nostra immaginazione personale, la si può imparare solo leggendo, studiando e documentandosi. È necessario conoscerla, per non farsi imbrogliare e per poter pensare liberamente, dato che l’ignoranza è una temibile forma di prigionia.

In ogni caso, sono felice che il plagio apologetico del fascismo non verrà più aggiornato: certo, sarebbe ancora meglio se venisse rimosso.

So che non è molto probabile: su Facebook è pieno di pagine che inneggiano alla figura di Mussolini e che incitano palesemente all’odio nei confronti di presunti nemici dell’italianità, per non parlare di auguri di morte a tutti gli uomini e le donne di colore. Eppure, Facebook non li rimuove.

Su Instagram è ancora peggio: non si può neanche segnalare chi incita all’odio nei confronti di etnie!

Per questo, forse, i fascisti su Instagram pensano di avere vita facile: peccato per loro che anche io abbia un account. Mi sentiranno.

“Libertà e liberazione sono un compito che non finisce mai. Che sia questo il nostro motto: “Non dimenticate”.“ (Umberto Eco)

Con determinazione,

Evgenij

PS: E ora, ecco a voi l’inno dei “Fascisti su Instagram”!

(Ovviamente, mi sono ispirato al mitico “Fascisti su Marte” di Corrado Guzzanti: se non l’avete mai visto, correte a rimediare!

A proposito, la fighissima immagine di copertina è merito di fanwriter91.)

Con un Iphone comprato dal papà,

anziché studiare o andare a lavorar,

eccoci a qua a scriver balle belle nere,

e postar del pelatone tanti meme!

Fascisti su Instagram,

blu social network pien di foto e di tag,

fascisti su Instagram,

con un “le foibe” e “quando c’era LVI” in ashtag!

Siamo i plagiari,

siamo i block-maiuscari,

siamo i “non-voglio-far-apologia,

ma-solo-dire-che-ha-fatto-tante-cose-buone”-ari,

un bel po’ equivoci, revisionisti,

e ora anche su Instagram

le nostre fandonie noi diffonderem!

Fascisti su Instagram,

aspetta, non riesco più ad accedere,

fascisti su Instagram,

con LVI il wi-fi era certo più celere!

Siamo i falsari,

siamo i caps-lockari,

siamo i “treni-bonificati-paludi-in-orario

porte-grandi-impero-aperto”-ari,

un bel po’ confusi, ma tanto razzisti,

e ora anche su Instagram

con la Boldrini e la Kyenge ce la prenderem!

PPS: (Aggiornamento del 06/04/2018) Pare che, in seguito alle numerose segnalazioni, l’account di fascistapersempre su Instagram sia stato rimosso! Evviva!

PPPS: (Aggiornamento del 22/08/2018) Questa orrida apologia di fascismo (oltretutto, plagiata) è finalmente sparita da Wattpad! Festeggiamo!

Un pensiero su ““FERMO IL LIBRO” (Fascisti su Instagram!)

  1. L’unico Re d’Italia decente era Vittorio Emanuele II; anche se l’Italia l’hanno unificata soppratutto Cavour e Garibaldi, non si può dimenticare che i patrioti lombardi scrivevano “Viva VERDI” per dire: “Viva Vittorio Emanuele Re Di Italia”!

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