“The Story Of A Jew” (Romeo e Giulietta in un lager!)

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mattheus93 camminava in luogo bianco e vuoto; non riusciva a distinguere il soffitto, le pareti o quanto fosse vasto il pavimento su cui poggiava i piedi.
– Dove mi trovo? –
D’un tratto mise il piede in fallo e cadde lungo disteso.
– Ohi, chi ha messo i gradini lì? –
– Eccoti qui, ragazzo! – disse una voce maschile e matura.
Alzata la testa, il recensore vide davanti a sé una figura umana che non riconobbe: era sfocata e dai tratti indefiniti, tanto da non distinguerne il volto.
– Proprio te aspettavo, matthues93! –
– Come conosci il mio nome? –
– Lo conosco – fu la laconica risposta.
– Sei un fantasma. –
-Sì. Sono morto da tempo, ma posso comunicare coi vivi in questa pallida forma, sebbene per poco tempo. Attendevo di poterti contattare. Sto infatti cercando qualcuno che creda nei sogni e tra i tanti candidati ho scelto te, tu seguirai i miei dettami per… –
Il giovane, sempre steso a terra, alzò la mano destra per interrompere l’interlocutore.
– Uh… F-frena un attimo… Stai per dirmi: “Luke, tu andrai al sistema Dagobah”? Ti avviso che conosco la solfa. –
– No, stupidotto! Voglio che tu sia la mia voce che si erga in difesa di coloro che hanno un cuore capace di sognare cose belle, oneste e sagge! –
– Ma chi sei? –
– Sono lo spirito di un combattente per la giustizia trapassato da tempo… E prima che tu me lo chieda… no, non sono Obi-Wan Kenobi. Il mio nome è un altro. L’hai già sentito ma non te lo rivelerò ora. –
– E quando scoprirò chi sei? –
– Presto. Fammi vedere ancora che tieni al lavoro di Demoni di EFP, recensendo una storia di convergenzartica e poi mi rivelerò a te. –

Svegliandosi dal suo sonno, il recensore rimase un attimo sdraiato sul letto in stato confusionario, poi, ripresosi, si alzò e si sedette davanti al computer.
– Va bene, cominciamo! –
In quel momento entrò fanwriter91.
– Stai per recensire una fanfic sulla Seconda Guerra Mondiale? –
– Sì… Ehi, come fai a saperlo? –
– Buchi di trama. Comunque, conosco chi potrà aiutarci… Ci serve qualcuno che conosca la storia meglio di noi, roba di livello universitario! –

Francia, anno 2018: le forze armate di Hope erano penetrate a Parigi, ma vennerro fermate su un ponte.

– Fuoco coi cannoni! – ordinò una ragazza, la fiera Intissar, vestita da ufficiale, che stava comandando la difesa.
Benché fosse di bassa statura, la sua voce autoritaria era rispettata da tutti.
– Vive la France! – gridò mentre lanciava delle bottiglie di vokda in cui aveva infilato della carta infuocata.
Le armi detonarono, esplodendo in faccia a decine di soldati nazisti al servizio di Hope, non perché gli attacchi fossero precisi, ma perché le truppe si gettavano sulle bottiglie nel tentativo d’impedire che tanto buon alcool andasse sprecato.
I cannoni spararono, ma non potevano competere coi panzer, che seminarono la morte.
In quel momento, tra i vapori apparve: Connor, l’immortale Highlander, che era riuscito a passare tra il fuoco nemico e ora stava affrontando da solo l’armata!
– Caricaaa! – ordinò la fiera Intissar balzando in groppa al suo destriero.
Sfruttando il diversivo di Connor, i francesi superarono il ponte e abbatterono i nemici che avevano davanti, ma ecco che, d’improvviso, il male assoluto si rivelò!
Eccolo lì, Harry cattivo, armato della sua mazza e protetto dalla sua armatura nera, che si faceva largo tra i suoi alleati.
Un solo colpo di mazza e venti francesi volarono per aria.
Lanciato un grido, Intissar lo caricò, ma il suo fioretto s’infranse contro quell’armatura color pece!
La mazza sbatté, scatenando un’onda d’urto che la fece volare via, poi il nemico la sovrastò.
In quel momento però arrivò un grido:
– SURPRISE, MOTHERFUCKER! –
Lo spadone di Connor tagliò il braccio del nemico, e subito lady Oscar, Andrè e Girodelle lo attaccarono da tre direzioni diverse, trafiggendolo.
Harry cattivo lanciò un grido, poi crollò in ginocchio e il suo corpo andò in pezzi mentre l’onda d’urto distruggeva tutto l’esercito.
– Vittoria! Abbiamo vinto! – esclamò Connor.
– Festeggiamo! – fece André cercando di palpare Oscar, ma lei gli fece lo sgambetto e lo fece cadere nel fiume.
Mentre la resistenza francese gioiva, arrivò un messaggero con in mano un documento per Intissar.
– Da parte di sir fanwriter91, eccellenza. – spiegò.
Intissar alzò lo sguardo al cielo.
– Uff, sarà ancora per chiedermi di recensire una fic… Cosa?! –
Un istante dopo si tolse i panni da comandante francese, rimanendo con un kimono cinese, si arrampicò su una torre, fece un fischio e un gigantesco drago orientale passò a volo radente.
Balzataci sopra, la ragazza si tenne stretta e gridò:- Sto arrivando! –

Evgenij entrò nella stanza degli amici dopo essere tornato dall’appuntamento con Sonja.
– Allora, Intissar è arrivata? –
In quel momento udirono un ruggito e, guardato fuori dalla finestra, videro un drago più grosso di Shenron di Dragon Ball che sovrastava la città.
– Esagarata! Quel coso sfascerà tutto! – si lamentò fanwriter91.
Intissar atterrò con grazia dopo essere passata dalla finestra aperta.
– Tranquillo, è crollata solo una casetta. – spiegò indicando una piccola baracca sulla quale il drago si era adagiato.
– Non è giusto però…- gemette il Passante mentre la sua mano sporgeva dalle macerie.

Salve, sostenitori del nostro gruppo, qui è mattheus93, affiancato da Intissar, (un’amica di penna di fanwriter91 che ci ha già aiutati per altre recensioni sulla Seconda Guerra Mondiale, come “Love me if you dare“, dato che è il periodo storico su cui ha scritto la tesi di laurea universitaria), pronto a commentare una storia d’ammmore travagliato ambientata al tempo della Shoah!

Questa recensione la pubblichiamo proprio oggi, nel giorno della Memoria, coincidente con la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, come monito a non dimenticare, per quanto sia facile dimenticare ed ignorare, la più grande tragedia umana.
Un buon modo per commemorare il giorno della Memoria è leggere libri come La Notte di Elie Wiesel, così capirete come sia importante non mancare di rispetto verso le vittime di questi eventi scrivendo castronerie su EFP, Wattpad e altrove.

Si sa, gli amori tormentati che ricordano il celebre Romeo e Giulietta di Shakespeare hanno sempre riscosso un grande successo presso il pubblico, specialmente tra adolescenti che si affacciano alla scoperta dei grandi eventi della vita come l’amore.
A dispetto del finale triste (sennò non sarebbe una tragedia), l’amore tra i due giovani è tanto intenso da affascinare sempre, al punto che molti autori ed autrici lo hanno riproposto in molte forme. Pensiamo ad esempio al manga ed anime Sailor Moon, dove un ruolo alla Romeo e Giulietta è svolto dagli sventurati Endymion e Serenity, di cui Sailor Moon ed il suo fidanzato sono la reincarnazione.
Anche molte fic ripropongono tale schema, a volte con coppie omosessuali come sberleffo o interessante alternativa.
Spesso alcuni utenti su EFP e su Wattpad ci offrono storie dove un nazista e una ragazza ebrea sono i Romeo e Giulietta della situazione!
E questo è – ahimé – il caso di questa fic!

https://efpfanfic.net/viewstoryv.php?sid=1568040

Scritta da una certa convergenzartica, è una storia incompleta di sei capitoli vecchia di cinque anni fa esatti, e – udite, udite – non è una fic su Justin Bieber o sugli One Direction!

Ebbene sì, la fic è nella categoria “storico” di EFP e non c’entra un tubo coi nostri cantanti preferiti!

Ed, ancora una volta, il titolo è in inglese solo perché fa figo: visto il tema trattato, già significa cominciare male.

Il primo capitolo della storia, non solo ci presenta la protagonista, ma è stato pubblicato il 27 gennaio del 2013, proprio nel giorno della Memoria, a sottolineare come l’autrice ha scritto per ricordare!

“Il mio nome è Nora, Nora Fleischner”

Intissar: – Il mio nome Bond, James Bond! –

“Non mi ritengo una delle tante ragazzine che abitano qui in Germania, ad Amburgo, ma mi ritengo “speciale” se mi è consentito autodefinirmi così. Per quanto riguarda la mia famiglia.. non mi lamento, mio fratello Hermann sembrerebbe il classico tedesco, ha preso dal ramo della mamma; biondo, occhi verdi e pelle chiara. Io, invece, mi ritengo fortunata ad essere la miscela di ambedue! Né troppo chiara e neanche troppo scura, mia madre mi ripete che sono perfetta così come sono anche se la mia autostima è molto molto bassa, ritengo di avere una bellezza semplice, capelli castani e leggermente ricci ed occhi azzurri da fare paura. Odio i miei occhi. Mia madre, come mio fratello, inutile dirlo, mio padre invece si può definire scuro; occhi scuri, capelli scuri, baffi scuri e pelle semi-chiara”

Intissar: – Pelle semichiara? Cosa vuol dire? –
mattheus93: – E’ tipo quella di un marocchino? –
Evgenij:- Mi sa che l’autrice ha una strana idea degli ebrei, se pensa che siano più scuri di pelle delle altre etnie europee…-

“Dopo aver finito la lunga lezione di anatomia, posso finalmente iniziare a parlare dell’autrice, ergo, la sottoscritta, ricominciando dalle origini: Mi chiamo Nora Fleischner, sono nata il 27 Settembre del 1927 ad Amburgo dove risiedo tutt’ora con la mia famiglia: Olivia, mia madre, Zekharia, mio padre e Hermann mio fratello maggiore di due anni. Io frequento una delle scuole più importanti di Amburgo, posso permettermelo dato che economicamente stiamo abbastanza bene. Non ho migliore amiche, le ragazzine della mia classe mi considerano strana perché sono un pò troppo libertina e perché il mio modo di pensare è diverso dal loro… o magari è solo perché i miei capelli non sono biondi come i loro! Ho solo un amico con cui qualche volta parlo: Eduard Schmidt, ma anche con lui parlo raramente, mi sento sola al mondo… per fortuna c’è mio fratello, a lui posso confidare tutto, e mi da sempre i consigli giusti.”

Ok, appena smettono di farmi male gli occhi, cerco di spiegare il pezzo…
Purtroppo l’autrice ignora quella cosa chiamata html, che ti permette di evitare che su EFP tutto quello che scrivi diventi un testo monoblocco. E purtroppo tutti i sei capitoli di questa fic sono dei monoblocchi che si fa fatica a leggere, per fortuna i dialoghi sono tutti segnati in grassetto per distinguerli.
O forse è una variante artistica, non so.

Analizziamo un attimo gli strafalcioni narrativi: innanzitutto è scorretto che la protagonista si presenti col suo nome due volte di fila: in un testo questo si chiama “ripetizione”.

Passiamo ai nomi. Il padre di Nora si chiama Zekharia. Si tratta di “Zaccaria”, un profeta dell’Antico Testamento e ci sta che il babbo di Nora si chiami così, dato che è ebreo. Ma “Zaccaria” non si scrive “Zekharia” in tedesco e neanche in ebraico: le varianti sono rispettivamente Zacharias e Zekharyah. E d’altra parte, dovrebbe esserci la variante tedesca, essendo il padre di Nora un cittadino tedesco di religione ebraica.

Tra l’altro, Fleischner (tradotto letteralmente significa macellaio) è un tipico cognome ebreo? Non mi pare proprio.

http://de.metapedia.org/wiki/Liste_j%C3%BCdischer_Familiennamen

Forse è un riferimento a lui?

http://www.treccani.it/magazine/webtv/esperti/fleischner_edoardo

Nora ha un amico di nome Eduard, che effettivamente è la versione tedesca di Edward.

Comunque, Nora è la nostra ebrea protagonista, e lei e suo fratello sono figli di una coppia mista dove il padre è ebreo e la madre è tedesca “ariana”. E ciò non è inverosimile: c’erano all’epoca coppie miste tra ariani ed ebrei, contro cui i nazisti vararono le infami Leggi di Norimberga.

Intissar: – Il termine tedesco per indicare le coppie miste era “mischling” e i tedeschi avevano stilato una sorta di tabella con la quale determinavano il grado di impurità razziale dell’individuo. –

fanwriter91: – Tipo la scala naturale dell’essere, in cima alla quale svettava l’uomo. Comunque, io non ho capito come mai Nora dovrebbe odiare i suoi occhi “azzurri da paura”… –

“Oggi, il 27 Settembre del 1944 ed io, felicemente, corro verso la mia scuola, essendo in un enorme ritardo! Io e la mia famiglia viviamo nel terrore, mio padre ci ha salvati tutti negando la nostra fede, e tenendoci al sicuro, oramai non vedo un ebreo da due anni credo. Il tempo scorre. Quell’arpia civettuola della Signorina Heinrich me la farà pagare cara, me la sento, mi fermo per un secondo a prendere fiato, neanche il tempo di alzare la testa che davanti mi ritrovo un nazista, quante gliene vorrei dire ad ogniuno di loro! Cosa abbiamo fatto NOI per meritarci tanto odio? Cos’ha fatto di male il mio popolo?”

Allora… Se lei e la sua famiglia vivono nel terrore (e non hanno tutti i torti), lei dove trova la forza di correre “felicemente”? Inoltre quel “felicemente” unito al “terrore” della riga dopo è grottescamente ossimorico.
Questo passaggio è veramente assurdo: il clima di puro terrore viene descritto in questo modo così sciocco?
E poi, scuole ed esami nel settembre del 1944?? La Germania sta perdendo di brutto la guerra: gli Alleati hanno praticamente liberato la Francia, l’Italia meridionale e centrale, e l’Armata Rossa sta sfondando in tutte le direzioni sul Fronte Orientale! Berlino e le città tedesche venivano regolarmente bombardate dalle forze aeree angloamericane: anche per i tedeschi non ebrei era un periodo decisamente poco roseo!

Poi, suo padre ha cercato di sfuggire ai nazisti negando la usa fede nella religione ebraica? No: l’antisemitsimo dei nazisti era esclusivamente razziale, la religione c’entrava quasi per niente, direi. Tra l’altro, i nazisti più convinti erano pure neo-pagani affascinati dalla mitologia norrena, come Himmler.

Anche se fino al Secondo Concilio del Vaticano sugli Ebrei continuava a pendere, informalmente, l’accusa di deicidio. Che poi, se Gesù è risorto gli Ebrei non sono colpevoli di averlo ucciso, no?

Inquisitore medievale: -Eresia! Brucia all’Inferno! –

Intissar: – La resurrezione non nega l’avvenuta uccisione. Semplicemente, annulla la morte e gli ebrei si sarebbero resi colpevoli di non avere capito la divinità di Cristo. Ma questo non è un problema.
Il vero problema è che la protagonista, e dunque l’autrice, non ha capito che, in Germania, essere «ebrei» non era una questione religiosa, ma razziale e per essere considerati «ariani», secondo le teorie di Heinrich Himmler, l’albero genealogico non doveva contenere elementi «ebrei» dal 1750. E le SS potevano sposarsi solo a questa condizione. –

“oramai non vedo un ebreo da due anni”, e chissà come mai? Forse perché sono tutti finiti nei lager dato che siamo nel 1944? Berlino era stata dichiarata Judenfrei, libera dagli ebrei, nel maggio 1943; per Amburgo ed altre città non lo so, ma è molto probabile che non vi fossero più ebrei nelle grandi città nel ’44.
Prima di entrare, la nostra Nora incontra una presenza inquietante: un nazista!

“ « Salve » So di essere una ragazzina petulante, senza autostima e completamente impulsiva ma a guardare quel nazista mi pietrificai, l’unica cosa che vedo nei suoi occhi è l’odio mascherato da un orripilante finto sorrisetto da stolto « Buona giornata signore… Io dovrei.. » Dico balbettando per poi indicare il portone della mia scuola lontano all’incirca sette metri da me, il nazista voltandosi vide il cancello « Sei una studentessa del collegio femminile? » Si, non è una scuola è un collegio, ma a me non piace quel termine mi sa di “ali tappate” cosa che il mio spirito libero non tollera « Si, signore. » Nella mia testa la vocina continuava a dirmi “Parole perfette, piccole e concise. Parole perfette piccole e concise. Parole perfette…”.”

Sottolineo ancora come leggere questo testo sia difficile per me e per voi, almeno il terrore di Nora è coerente.
Ah: Nora si definisce quattordicenne qualche riga dopo. Ma dovrebbe avere diciassette anni se è nata nel ’27. Ma dai!

Evgenji (con un forcone): – Ha offeso la matematica!- (Sonja gli dà manforte reggendo una torcia.)

Poi quei commenti sulle “ali tappate” e su tutta la fuffa da spirito libero… Show, don’t tell! (cit. Scalogno.)

Comunque, il nazista la lascia andare subito senza problemi (e allora perché l’aveva bloccata guardandola male? Boh…), lei va in classe e viene rimproverata dalla professoressa-arpia per il ritardo.
Tuttavia, considerando i tempi, è improbabile che le dessero solo un rimprovero. Allora ti andava già bene se ti sbattevano fuori dalla classe dopo averti bacchettato. Letteralmente.

fanwriter91: – Mio padre è degli anni ’60, e quando lui andava a scuola le bacchettate sulle mani non erano rare. Figuriamoci nella Germania nazista!-

All’intervallo, lei va in cortile, non mancando di farci sapere di ritenere le sue compagne BIONDE oche e civettuole coi ragazzi e che lei non è così.

Evgenij (sospirando): – Solita storia! –
mattheus93: – Secondo mia mamma, da sempre qui in Italia le adolescenti bionde sono ritenute oche e stupide, le serie tv americane con ambientazione liceale paiono non centrare niente. –
fanwriter91: – Ma questo sono delle bionde nnnnnaziste! –

Tra l’altro ricollegandoci a quanto detto sopra, qui non si respira affatto un’atmosfera di guerra considerando l’anno in cui siamo!
Oltretutto non siamo ad Amburgo? Bene, perché quella città era messa malissimo. Tra il 26 luglio ed il 3 agosto del 1943, Amburgo fu vittima dell’Operazione Gomorrah: una serie di pesanti bombardamenti operati dall’aviazione inglese, ed in misura minore da quella americana, che la rasero al suolo!
Il 73,97% circa della città fu distrutta, morirono 42.600 civili, 37.000 vennero feriti e 2000 risultarono dispersi!
Ed i nazisti non ricostruirono la città: avevano altro a cui pensare!

https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Gomorrah

Comunque, in cortile Nora incontra un suo coetaneo che ritiene un amico, tale Eduard che le fa un regalo, dato che oggi Nora compie gli anni.

“sedendomi lo aprì e dentro ci trovai un ciondolo d’argent, una medaglietta con su scritto “Für die kleine Nora” « Ma.. Grazie mille Eduard! Non so come sdebitarmi! » Rimasi lì a fissarla e lui si avvicinò poggiando il mento sulla mia spalla « Potresti iniziare con un bacio nella guancia.. » Risi e lo accontentai, era il mio amico, avevo solo lui e mio fratello. Un ombra coprì la bellezza di quel ciondolo, un ombra con boccoli biondi ed occhi scuri…”

Suspence! Ma anche no!

E vogliamo parlare del tedesco a caso? È grammaticalmente corretto, in base al giudizio di Evgenij, ma a che serve, visto che qui tutti parlano in tedesco? Magari possiamo essere indulgenti, per una volta.

Ma di chi si sarà mai l’ombra? Di un diavolo dai boccoli biondi, come riporta il titolo del secondo capitolo, un diavolo in vesti femminili.

“ « Patetico, a dir poco. » Sentimmo dire, una voce stridula e fastidiosa come il ronzio di un ape, la prima ad alzare la testa fui io e a vedere quella ragazza. Quella perfezione ariana, persino i miei occhi si spegnevano, abbassai la testa immediatamente. Eduard, ne ero certa, non alzava la testa solo per non dargli una soddisfazione lo potevo vedere dalle sue mani, tremavano. « Allora, Schmidt, ti accontenti ancora delle seconde scelte? » La rabbia mi ribolliva dentro, e non potevo fare niente solamente perché ero ebrea ed era giusto che tutti gli ariani mi considerassero una.. di seconda mano. Alzai la testa e i miei grandi occhioni blu erano lucidi, evidentemente lucidi « Piangi ora, Nora? » Disse Barbara Pfeiffer, una ragazza a parer di molti ragazzi del collegio “perfetta” la “perfetta puritana”, buoni voti, bellissima, educata in ogni forma.”

Beh, almeno la bionda popolare di turno non è definita una zoccola.

Notate però le incongruenze? Se lei è ebrea, e se gli altri studenti paiono sapere che lei è ebrea, allora perché continua ancora a frequentare la scuola e non è in un lager?
Vi ricordo che uno dei primi provvedimenti di Hitler fu espellere insegnanti e studenti ebrei dalle scuole. Nora è una meticcia, ma non faceva proprio nessuna differenza.
Per citare Evgenij, nella realtà lei sarebbe finita in un campo di concentramento, mentre sua madre sarebbe minimo finita in carcere per offesa alla razza.

Intissar: – Ci sono anche altri errori da considerare: gli apostrofi.
Lei dice che Barbara ha una voce “fastidiosa come il ronzio di un ape”. Ehm… No, non ci siamo.
La mancanza dell’apostrofo cambia completamente il senso della frase e la bionda “bitch” di turno ha la voce non di un insetto, ma di un motore APE usato per trasportare acqua e succhi di frutta.
Per giunta, il suddetto veicolo è stato inventato in Italia alla fine del Secondo Conflitto Mondiale.
Inoltre, perché la “bitch” di turno è definita “puritana”? Che senso ha? A volere esser pignoli, in Germania, ai tempi di Hitler, non avrebbero mai definito una ragazza in questo modo, perché il termine fa riferimento al movimento religioso inglese del XVI secolo.
E l’Inghilterra e la Germania nazista non mi risulta si amassero tantissimo. O sbaglio?
Poi cosa ci fa un maschio in un collegio femminile? Non mi risulta che all’epoca ci fossero classi miste. –

Tra l’altro, sbaglio o pur essendo nel 1944, in piena guerra in corso, sembra che siamo in un liceo statunitense anni 90?

Ah, dato che la società ariana era molto maschilista, mi pare strano che una ragazzina faccia la voce grossa con un maschio.

Tornando alla storia, Nora scappa, distrutta moralmente e va nei bagni del collegio femminile (sì, i bagni e le docce nei collegi c’erano, specie in quelli di un certo livello e in grandi città come Berlino o Amburgo).
Si chiude in una toilette e piange con l’autostima a pezzi perché Barbara Pfeiffer (citazione a Michelle Pfeiffer, a proposito?) è la “bellezza puritana” e lei, Nora Fleischner, è la “brutta ebrea”.

“mi consideravo bella non bellissima, perché nessuna ragazza sarebbe tanto egocentrica da considerarsi bellissima, ma semplicemente bella e loro; le puritane. Loro erano perfette, io no.”

Intissar:- Ancora una volta il termine “Puritano” è usato fuori contesto, le virgole scompaiono e c’è pure un pochino di sessismo che non guasta mai: perché una ragazza che si vede “bellissima” è egocentrica?-

Viene poi raggiunta da Eduard che se ne infischia se quello è il bagno delle ragazze e le dà la collana, dispiacendosi e dicendole che è perfetta.
Più tardi Nora, finita la scuola, mentre si fa seghe mentali su quanto è diversa dalle altre…

“L’uscita per me era una specie di ricreazione, tutte le ragazze chiaccheravano con i ragazzi per sapere dove andare il sabato pomeriggio; al cinema? Al parco? A fare una passeggiata? Io non potevo fare neanche quello oramai, è già tanto se sono qui, molti ebrei che conoscevo ora non ci sono più, completamente scomparsi nel nulla, qualche giorno ho il terrore di ritrovarmi senza famiglia, senza casa e senza vita, senza neanche aver vissuto un po.”

Che clima allegro! Questi ragazzini sembrano degli adolescenti moderni! Ma c’è la Seconda Guerra Mondiale in corso! Anzi, siamo alle battute finali e la Germania sta perdendo! Hitler di lì a pochi mesi manderà in guerra anche i ragazzini di quattordici anni!

Dicevo, Nora intravede Eduard che discute con suo padre, tal Willhelm Schmidt, un nazista e antisemita convinto e “fedele ad Hitler come nessun’altro”… Ehi, non è che il suo cognome si ispira a Johann Schmidt, il vero nome del Teschio Rosso?

Una volta che il padre se ne è andato, Eduard spiega a Nora che è stato accettato dalla scuola a Berlino dove aveva fatto richiesta di iscrizione.
Nora è felice e gli fa i complimenti, ma Ed confessa di non volerci andare. Nora ribatte che avrà un futuro (con la Germania che sta perdendo su tutti i fronti? Ricordo che siamo nel settembre del ’44, quindi c’è già stato pure lo sbarco in Normandia, che risale al 6 giugno, basta andare su Wikipedia per scoprirlo, non serve seguire corsi universitari per simili nozioni di base), ma Eduard non è persuaso.

Nora poi torna a casa e trova il padre, la madre ed il fratello maggiore in lacrime e sconvolti.

“ « Hermann? Che succede? » Lui si girò di scatto, era arrabbiato e triste, era mio fratello « Succede che dobbiamo scappare… Succede che ci porteranno nei Campi di Concentramento. Succede che le nostre vite sono su un filo, e noi non siamo funamboli. Succede che moriremo tutti.. se non scappiamo. » Mi alzai di scatto con una faccia sconvolta « No! Noi non scapperemo come topi abbordo ad una nave! » Urlai, ma il vocione di mio fratello era molto più grande « Preferisci morire invece?! » Ritornai seduta, e pensai, come oggi al bagno, pensai a tutto… Ma questi furono bloccati da un rumore agghiacciante. Una porta a terra.”

Sono arrivati i crucchi! Guidati dall’uomo che Nora aveva incrociato quella mattina mentre andava al collegio.

“« Ah! tu.. ecco perché mi puzzavi oggi. Ebrea. » Mossi la testa a segno di no con le lacrime che scendevano « No? No cosa? Ebrea.. Prendetela! Caricatela insieme agli altri… » Mi presero per le braccia e mi portarono fino al camion, io camminai fino al camion, io non avrei permesso che mi trascinassero. Mai. Ma quello che avrei visto ad Auschwitz, fu orribile, un trauma. ma il più grande truma di tutti fu solo uno…”

Nora accenna poi ad una grande trauma che l’ha colpita nel lager, scommettiamo che sarà l’amore?
Ma poi complimenti a quel nazista che ha preso lei e la sua famiglia: un vero segugio che va a naso per beccare gli ebrei!
Ma di grazia, per quale motivo li hanno presi solo ora? Hanno scoperto SOLO ORA che l’ebreo era ebreo?

Intissar: – C’è una cosa che sfugge all’autrice: la stella gialla!
Di recente c’è stata la nomina di Liliana Segre, sopravvissuta italiana alla Shoah, come “senatrice a vita” e qualche buontempone si è chiesto come sia stato possibile che i fascisti abbiano saputo delle sue origini, visto che “non ce l’aveva scritto in faccia”.
A parte che parlare di “caratteristiche fisiche ebraiche” è come associare “capelli, occhi e pelle scura” ad uno spagnolo, ossia è uno sciocco stereotipo, ma poi è logico che i fascisti avessero i loro sistemi di ricerca delle persone di religione ebraica.
E molte si conoscevano già, perché i progressi in termini di legislazione fra la fine dell’Ottocento e la Prima Guerra Mondiale avevano portato gli ebrei a non temere più di confessare la loro origine.
Ma non è questo il punto.
Ciò che manca qui è la stella gialla, usata, mi pare, dal 1941 per individuare a colpo sicuro gli ebrei.
E’ assurdo che Nora non ce l’abbia e si comporti normalmente, come se non fosse ebrea!
E poi nel 1944 come mai sembrano vivere in un liceo anni ‘90, visto che Hitler, a causa delle continue sconfitte militari, era più feroce che mai (oltretutto due mesi prima c’era stato l’attentato del conte Stauffenberg) e potevi finire sotto le “amorevoli mani” di Roland Freisler, altrimenti detto “il giudice boia”?-

Evgenij:- A proposito dell’attentato del luglio ’44 contro Hitler, vi consiglio il film Operazione Valchiria, molto ben fatto.-

fanwriter91: – Credo che dovremmo fare un salto su Wikipedia per sapere di più su Roland Freisler.-

“Roland Freisler (Celle, 30 ottobre 1893 – Berlino, 3 febbraio 1945) è stato un giurista tedesco della Repubblica di Weimar e del Terzo Reich.

Durante quest’ultimo periodo giunse all’apice della carriera: dall’agosto 1942 fino alla sua morte durante un bombardamento alleato su Berlino fu presidente del Volksgerichtshof, il supremo tribunale nazista per i delitti politici.

Quale giudice, si è reso responsabile di migliaia di condanne a morte a seguito dei dibattimenti da lui presieduti nell’ultimo triennio del regime nazista, perlopiù processi-farsa, i cui esiti erano scontati fin dal principio. Freisler è tristemente noto come il più celebre giudice penale del Terzo Reich. Il suo atteggiamento aggressivo e mortificante nei confronti degli imputati è un esempio rappresentativo della “stortura del diritto” (Rechtsbeugung) sotto il nazismo e dell’asservimento della giustizia al terrore organizzato di regime. […] La carriera di Roland Freisler coincise con il graduale smantellamento della giustizia nella Germania nazista. I concetti stessi di giustizia e di diritto vennero in quegli anni svuotati di significato, laddove la violenza, la prevaricazione e il sopruso divennero invece pratica diffusa e comune. Nei suoi innumerevoli saggi e discorsi scritti, Freisler illustrò il suo pensiero sugli scopi della giustizia: il crimine comune è da perseguire sia in quanto reato, sia come tradimento verso lo Stato e il popolo, e traditore è considerato chiunque intralci in qualunque modo la strada al nazionalsocialismo. Freisler contribuì a diffondere nel sistema giuridico tedesco concetti quali “razza”, “principio di autorità” e “popolo” e in nome di questi principi avallò le responsabilità del regime.”

fanwriter91: – E ancora una volta si va ad Auschwitz, e lo sapete perché le storie si svolgono SEMPRE lì? Perché è l’unico campo che le autrici conoscano per nome e col cavolo che si sforzano di cercare per dieci secondi su Wikipedia per trovarne un altro. –

La famiglia viene caricata su un camioncino diretta al campo di concentramento, o meglio ad una stazione dove c’è un treno per il lager. Tutti sono giustamente tristi e sconvolti, certi che stiano andando a morire.
Hermann, il fratello di Nora, le sussurra:

“ « Ti prometto Nora, ti giuro su quello che c’è di più caro al mondo. Che uscirai salva da questo posto, anche se fosse l’ultima cosa che faccio. Tu hai una vita d’avanti, sorellina. » Quelle meravigliose parole, da parte di mio fratello, mi fecero piangere come una bambina, contemporaneamente scoprì però la cruda verità “Si, stiamo andando a morire”, tristemente lo abbracciai come se fosse una delle ultime volte e lui ricambio, dopo pochissimi istanti il furgone si fermò e una delle tante guardie delle SS ci fece scendere,”

Oh, bene, un’autrice che conosce la differenza tra soldati regolari ed SS!
Li fanno salire sul vagone d’un treno, e dopo ore di viaggio (nessun commento sul fatto che stavano ammassati in piedi nei vagoni senza spazio alcuno, senza cibo né acqua), arrivano al campo. Lì i soldati delle SS separano i nuovi prigionieri per sesso. Corretto.

“« Nora! » sentii urlare, era la voce di mio fratello, senza accorgermene non era più vicino a me « Hermann! » urlai io in risposta risalendo nel vagone e cercando di uscire dalla parte opposta, ma delle guardie mi sbraitarono contro « Blöder jude! komm zurück bei frauen » io feci di no con la testa e velocemente scesi, potei notare mio fratello che mi correva incontro e mio padre voltato verso di me con un espressione spaventata, fu l’ultima cosa che vidi per quel giorno, un forte colpo alla testa e mio fratello mi credé morta, mio padre mi credé morta e persino mia madre che nel tentativo di correre verso la sua bambina fu fucilata.”

Ma come fa a sapere il destino dei suoi cari se in quel momento è svenuta?

Intissar: – Inoltre come si può notare, in questo pezzo sono sparsi errori vari come “d’avanti” e “ricambio” che dovrebbe essere “ricambiò”, e le virgole latitano. E anche quel “credé” mi pare sbagliato: non dovrebbe essere “credette”?
Oltretutto, sarebbe più corretto scrivere che la madre della protagonista viene “colpita da un colpo di fucile”, perché così sembra l’abbiano condannata alla “pena di morte della fucilazione”, che comportava un rituale particolare.-

Evgenij:- E ancora una volta solo i cattivi parlano tedesco… Ma tutti parlano in tedesco!! Uffa, è chiaro che i personaggi, essendo tedeschi, parlano tedesco e che quindi l’italiano dei discorsi di questa fic è in realtà tedesco. Perché fare inutilmente confusione? Perché il tedesco fa paura? Poco importa che questa volta sia abbastanza corretto (i sostantivi dovrebbero avere tutti la maiuscola) e molto probabilmente non scritto usando Google Traduttore: è comunque inutile e fuori luogo. Vi rimando alla discussione più approfondita che scrissi per recensire “Love me if you dare”, altrimenti qui sproloquio per ore.-

Nora si risveglia in un blocco del campo, con un vestito a righe, viva, anche se avrebbe preferito morire. Si chiede perché non ha i capelli rasati e non indossa uno di quegli strani vestitini leggerissimi che indossano le altre detenute.

Intissar:- Infatti, c’è da chiederselo: come mai non l’hanno rasata dall’inizio alla fine e dalla fine all’inizio? E che cosa significa quel riferimento ai “vestitini leggerissimi” delle altre detenute?-

“La mia testa era fin troppo in confusione, non riuscivo a pensare, la botta era stata pesante, oltre alla testa sento un grandissimo dolore al braccio, alzando la manica potei vedere dei numeri “N72948”, mi salgono le lacrime all’idea di come me lo abbiano inciso. Mi siedo lentamente sul letto toccandomi la fronte.”

Entra poi una signora, bionda alta e dall’aspetto tremendamente severo che sbraita qualcosa che Nora non riesce a capire. La signora allora, la prende per il colletto e la fulmina con lo sguardo.

“ « Ich verstehe nicht, warum es die Prominent sind » Non capisco perché i Prominent esistano. Dopo aver parlato mi spinse all’indietro per poi continuare a fare il giro del blocco, una ragazza si gettò verso di me con l’intenzione di aiutarmi ma la bionda sentendo i suoi passi talmente leggeri i voltò verso di lei « Torna al tuo posto, ebrea » Così lei, obbedì, io lentamente mi rialzai.”

In che senso non capisce? La tedesca ebra non sa il tedesco? Ma dai, non ha il minimo senso!
Magari è perché è spaventata? In ogni caso, il testo risulta grottescamente ambiguo.
E poi, cosa diavolo sarebbero i Prominent?? In tedesco vuol dire esattamente ciò che significa in inglese, ovvero preminente, importante: che saranno mai?

Nora domanda il nome della ragazza e quella di tutta risposta mostra il braccio col numero.
La donna ordina di uscire tra cinque minuti per andare a lavorare, e Nora scambia un paio di parole con la donna rimasta.

« Non abbiamo più un nome, ora siamo numeri » dice lei apatica « No! Io mi chiamo Nora, frequento il Collegio Femminile di Berlino, ho un fratello maggiore e dei genitori! Non sono un numero! » Dico io mantenendo il tono di voce mentre già il freddo si sbatte contro la mia pelle come le onde gli scogli « Se tua madre non era con te, probabilmente non c’è più e spero tu abbia detto addio a tuo fratello e a tuo padre. Lo spero mia cara. » Dice mentre una lacrima, alla fine le scorre sulla guancia. « Hai perso qualcuno? » Lei si volta immediatamente verso di me « Mio marito, mia madre e le mie figlie. Tutti fucilati perché erano considerati non idonei ai lavori. »

Ma Nora e la sua famiglia non stavano ad Amburgo? Dai, che confusione!

E la donna-numero quanti anni ha? Nora pensa che quella donna non sembra più grande di suo fratello. Comunque è vero che nei lager si eliminavano quelli non considerati idonei ai lavori, e i bambini piccoli erano tra loro.

Intissar: – Passi per la madre e le bambine, ma non capisco in base a che principio mandare il marito della donna direttamente alle camere a gas. Si presume sia giovane e prestante, perché non tenerlo per un po’ a lavoro? –

“Abbassai la testa e continuai a camminare, pensando a quale tipo di lavoro ero stata assegnata, continuando a sperare per il meglio, non eravamo nel 1942 non sarei morta lavando i panni, questo è sicuro.”

Ma qual è il senso di questa battuta? Da quando lavare i panni ti stronca dalla fatica? E che c’entra il 1942?!

fanwriter91:- Oddio, se li lavi per venti ore al giorno sì… –

In ogni caso, la “donna-numero” conosciuta da Nora finalmente dice di chiamarsi Ruth. Un nome ebraico, evviva!
Poco dopo, Nora è assegnata ai lavori pesanti e si mette a spaccare pietre. Mentre lavora sente qualcuno dire “che corpo sprecato…”

“Mi guardai intorno mentre stringevo tra le mie esili mani quel piccone e notai un tedesco, di due o tre anni più grande di me che stava fumando, era sicuramente sua la voce, il corpo appariva perfetto e il viso ancora di più; occhi chiari e capelli semi-scuri, viso da perfetto tedesco… ma uno schifoso nazista. I miei occhi lo squadrarono dai piedi fino alla testa e non trovai un minimo difetto, quando arrivai al viso notai la sua espressione; ed è come se mi stesse squadrando anche lui ad egual modo, e l’unica cosa che pensai fu “vorrei potergli leggere nella mente!”, ma quando i suoi occhi si posarono sui miei intravidi in lui intenzioni non pure, per niente pure. Tirai fuori il mio orgoglio, girai la testa con fare da smorfiosa e iniziai a picchiare la pietra, e poi un altra, ed un altra ancora fino a quando le lancette non rintoccarono quel maledetto “12”.”

Smorfiosa. Certo. Dopo che le hanno detto che sua madre è morta.
Alla pausa pranzo, la donna bionda di prima (ma è un soldato donna, vi starete chiedendo? No, dev’essere una Kapò; di solito erano polacche o ucraine, qualche volta criminali tedesche non ebree.) la rintraccia grazie al numero sull’avambraccio e porta la spaventata ragazza in una palazzina, situata nella zona di Auschwitz dove alloggiano le guardie del campo.
La bionda che odia i “Prominent” la lancia dentro un ufficio e non si capisce bene cosa succede, ma Nora sviene dopo aver visto una strana sagoma e si risveglia poi di sera su un divano, sempre nell’ufficio dove avevo visto quella strana sagoma, e non c’è nessuno.

“ Quell’ufficio, in quell’orario ti portava una strana calma, c’era un ottimo odore e tutto era lindo, non come nei Block… Dove se toccavi qualcosa era sicuro che prima o poi ti ammalavi… Mi guardai intorno e potei vedere la mia “salvezza”, una libreria! Mi alzai velocemente barcollando per qualche istante ma riuscì ad arrivare ad afferrare un libro; Romeo e Giulietta. Feci una smorfia di disappunto, non amavo quel libro, il finale mi rattristava molto… « Vedo che ti sei svegliata. »”

E passiamo al quinto capitolo, punto cruciale della trama! D’altronde si intitola “Amore Proibito”!

“Mi voltai velocemente e vidi l’uomo, o meglio il ragazzo che vidi quella mattina; stesso sguardo penetrante, stessa divisa, identico all’ultima volta. Infondo non si può cambiare di ora in ora. Non risposi a quello che mi disse, ma restai lì immobile a fissarlo cercando di trovare una spiegazione razionale al perché mi avesse portata lì, in quell’ufficio che per me era come una gabbia. Le farfalle non sono fatte per le gabbie.”

Ah, lei si considera una farfalla dunque. Ma poi scusate che gabbia devi mettere su per tenere dentro una farfalla? Deve essere fatta con la zanzariera, non con il ferro.

Il nazista si mostra insolitamente gentile, e lei domanda con voce tremolante se a lui piacciono le tragedie, riferendosi al libro di Shakespeare. Lui risponde che lo attraggono.
Ovvio, è occupato a dirigere una delle più grandi tragedie mondiali.
Ok, scusate la battuta pessima, andiamo avanti!

“Lo guardai confusa, non sembrava come gli altri eppure di solito i miei pregiudizi sono sempre esatti ed avrei potuto giurare di aver visto enormi dosi di malizia nei suoi occhi blu. « Si, ha.. ha ragione » Oltre ai pregiudizi mi aveva colpito che mi trattasse come una sua pari, di solito i nazisti non trattavano così un ebrea, neanche una prominent.”

Ma cosa vuol dire Prominent?!? Non è un termine realmente usato nel contesto del lager, che io sappia!

A quel punto Nora si accorge di indossare un vestito celeste da sogno ed ora i suoi capelli sono sciolti, non più raccolti in quel “quel fastidioso turbante”.

fanwriter91:- Oh my Cenarius, come Sailor Moon che dopo essere stata rapita da quel marpione di Demando si risveglia in un letto matrimoniale con un abito bianco da principessa e non si chiede chi glielo abbia messo!-

Nora è un po’ spaventata (e non ha tutti i torti, il rape time è dietro l’angolo), ma il nazista le fa complimenti sulla sua bellezza e sugli zaffiri luccicanti che ha per occhi. Come fa lei a non vedere di essere così bella?

“ « Il tuo ragazzo deve vantarsi di avere una ragazza come te. » Finì lui, ed io sorrisi e quel fastidiosissimo ciuffo cadde ancora davanti ai miei occhi « Io non ho un ragazzo, o meglio un cavaliere… Come diceva mia madre » La tristezza si impadronò di me all’idea che mia madre sia morta, aveva ragione Ruth. Se non è arrivata con te, molto probabilmente è morta. Una lacrima attraversò la mia guancia mentre il naso iniziò a farsi rosso, odiavo piangere. « Ehi! ehi… » Disse lui alzandosi e portando una mano sulla mia guancia, era fredda, glaciale in confronto alla mia guancia calda. « …non piangere. Non so neanche il tuo nome. Come ti chiami? » Ero fin troppo dolce per essere un nazista, un vero nazista non si sarebbe comportato così con me. Era una prova? Sarei sta al gioco « N72948 » Il tono era fermo e composto e gli mostrai il tatuaggio che avevo all’avambraccio, lui sembrò irrigidirsi tutto d’un tratto e mi abbassò la mani della mia giacchetta blu che mi copriva le spalle « No… Non quello stupido numero! Il tuo nome! » Sbraitò il tedesco, strano che un nazista chiedeva il vero nome ad una ebrea. Tutto là dentro era strano ed insensato.”

Il tedesco si dimostra molto accomodante, invitandola a dargli del “tu” e dopo aver saputo il nome di Nora, lei domanda il suo e lui risponde di chiamarsi Hanns Maier.

fanwriter91 (pensieroso):- Mh… L’ho già sentito.-
mattheus93:- Il cognome?-
fanwriter91:- No, il nome!-

“ « Credimi, ti farei mille complimenti e ti metterei in imbarazzo con queste sempre, per vederti arrossire in questo modo alle mie parole… » Improvvisamente, come per una magia oscura, tutto ritornò alla mia mente: i Block, gli ebrei, mia madre, mio padre e Hermann. Lo spintonai via « Perché?! » Sbraitò lui confuso, in effetti tutto sembrava andare bene, fino a quando non lo spintonai « Perché? Tu sei un nazista, io? Io un ebrea, insomma da quale criterio hai deciso di rapirmi e portarmi qui? Corteggiarmi? Incantarmi con le belle parole per poi violentarmi?! » Urlai io, e lui sembrò arrabbiarsi a quelle parole « mai sentito parlare del “Liebe auf den ersten blick”? » Disse lui, come se volesse quasi convincermi « Certo che ne ho sentito parlare! Non sono una stupida, ma io sono sempre stata la stupida della scuola, l’ebrea, le ragazze mi prendevano in giro e solamente una persona mi era rimasta vicino dopo tutto nonostante la sua famiglia sostenesse Hitler, io odio i nazisti e poi arrivi tu; bel faccino, con i tuoi modi di fare da gentiluomo quando in realtà sei un seguace di Hitler! » ”

Giusta osservazione Nora, infatti, dopo aver pensato che milioni di bambini, di donne, di uomini con la scusa di essere semplicemente loro stessi, con la scusa di amare qualcuno del loro sesso, con la scusa di chiamare Dio in un modo diverso erano morti a causa dei nazisti, dichiara che non può stare con un nazista!

Ma, – udite, udite! – Hanns si mette a leggere Shakespeare ad alta voce!

fanwriter91: – Esattamente che significa “Liebe auf den ersten blick?” –
mattheus93: – Traduzione letterale di “amore a prima vista”. Evgenij, che ci dici, è corretta?
Evgenij:- Sì, a parte “Blick” che dovrebbe essere con la maiuscola. Ma ribadisco che i pezzi in tedesco a caso non servono a un tubo.-

“Si diresse verso la libreria e prese Romeo e Giulietta cercando una pagina « Ah! “Il tuo nome soltanto è mio nemico: tu sei sempre tu stesso, anche senza essere un Montecchi. Che significa “Montecchi”? Nulla: non una mano, non un piede, non un braccio, non la faccia, né un’altra parte qualunque del corpo di un uomo. Oh, mettiti un altro nome! Che cosa c’è in un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un’altra parola avrebbe lo stesso odore soave; così Romeo, se non si chiamasse più Romeo, conserverebbe quella preziosa perfezione, che egli possiede anche senza quel nome. Romeo, rinunzia al tuo nome, e per esso, che non è parte di te, prenditi tutta me stessa.” e Romeo decise di rispondere: “Io ti piglio in parola: chiamami soltanto amore, ed io sarò ribattezzato; da ora innanzi non sarò più Romeo.” C’è speranza, Nora! »

Il nostro Principe delle Isole de… Ehm, ehm, il nostro tedesco, dichiara che se Romeo e July alla fine muoiono, Romeo non ha mai fatto parte di un organizzazione politica che aveva in piano di uccidere miliardi di persone! Hanns giura di non sostenere le idee naziste, solo la sua famiglia le sostiene. Ma come Romeo a lui non importa di loro, ma di riuscire a conquistare Nora. La Germania non li accetterà mai? Allora andranno in Inghilterra! E poi gli americani stanno venendo a liberare i Campi di Concentramento.
Vero, d’altronde siamo alla fine del ’44, anche se gli Alleati ignoravano l’esistenza dei lager, e comunque fu l’Armata Rossa a liberare Auschwitz il 27 gennaio 1945. Gli americani e le forze degli Alleati arrivarono dopo, e soprattutto in Baviera e in Austria.

Nora capisce che c’è ancora speranza, Hanns promette che lei rimarrà con lui fino a quando non arrivenno gli americani, e quindi viva l’amore!

fanwriter91:- Fermi tutti: questo ufficiale (generale?) è giovanissimo, ha ordinato di portare nei suoi alloggi un’ebrea bella linda e pulita (i rapporti sessuali tra ebrei ed ariani erano vietati dalle Leggi di Norimberga! Era una cosa che s’imparava alle elementari! Alle elementari!) e afferma di voler fuggire solo per salvare questa ragazzina che trova bella, quando non ha fatto nulla per Eru solo sa quante altre persone?! –

“ Un bacio, il primo bacio della mia vita, l’ho dato ad un finto nazista, pensai che sarebbe stato meglio non dirlo a nessuno se la nostra storia d’amore non sarebbe durata…”

Intissar: – C’è una cosa che non è chiara: cosa è lui?
E’ un nazista pentito, che è rimasto ingrippato in un meccanismo più grande di lui e, per questo, cerca di salvare dall’interno le persone?
Ci può anche stare, non lo nego, ma va narrato bene e con una certa intelligenza.
Dubito che un ragazzino di vent’anni possa fare lo spavaldo in quel clima, anche con le migliori intenzioni.
Certe spavalderie erano possibili a quei buoni che avevano legami con i nazisti.
Esempio? Albert Goering, fratello minore del più conosciuto Hermann, che si servì del suo cognome per aiutare centinaia di ebrei. –
fanwriter91:- Dalla descrizione, pare che questo qui aiuto solo questa precisa ebrea perché se n’è “innamorato a prima vista”.-

Ve lo ricordate lo Zayn di “Il ragazzo ebreo e il sodato nazista – La storia d’amore sbagliata”, quello che faceva parte delle SS fingendo di essere un nazista convinto quando in realtà non era così? Ecco, stessa cosa!
Ma poi questo qui si innamora di colpo di una che ha appena visto? Va bene il colpo di fulmine ma qui si esagera! E’ tutto a caso! A caso!
Dai, ultimo capitolo!

“I giorni passarono veloci, e tra frasi dolci e baci passionali ci ritrovammo già nel primo di Gennaio. Hanns era perfetto, si preoccupava per me e ogni singola volta che entrava nell’ufficio o nella sua stanza aveva il fiatone e sospirava con quel poco di voce che gli era rimasta in gola: « Temevo che non ci fossi più… » Per i soldati tedeschi ero “Nora la fidanzata del Generale Maier” e mi piaceva la cosa, il fatto di essere la fidanzata di un generale e di non essere “N729848”. Fino ad ora a nessuno dei soldati alla mercé di Hanns gli era anche solamente passato per l’anticamera del cervello che io fossi un ebrea.”

Ah, sì? Come hanno fatto a non sospettare che lei non fosse ebrea? Beh, semplice: è tedesca o meglio metà tedesca, quindi può “mimetizzarsi”.
Come, con una parrucca bionda?
E poi scusa, Hanns a venti anni circa è già un generale?
Ma se è così giovane quando è entrato in accademia Hitler doveva essere già al potere, come ha fatto a far carriera così in fretta? Ha sempre mentito? Si è creato un’identità fittizia che getta al vento così?
Risposta: boh…

Ma soprattutto, Nora se ne sta lì felice e contenta mentre appena fuori dalla porta del suo alloggio centinaia di migliaia di esseri umani muoiono per la fatica o gasati vivi e poi vengono bruciati nei forni?!? Neanche una pensiero per loro?!? Per il padre e il fratello ad esempio?! Le basta davvero di aver trovato questo nazista gentile che le ha citato Shakespeare?!

Ora, è vero che nei campi di sterminio non si era altruisti, ma si pensava solo a sopravvivere; tuttavia qui non c’è nessuna introspezione psicologica, nessun pensiero del tipo “ero di ghiaccio, indifferente rispetto alla sorte degli altri: io ero salva e questo era tutto ciò che contava”. No, lei è felice perché si può sbaciucchiare col suo nazistello! Bello schifo!

“Tutto può apparire perfetto, anche perchè tra non molto emigreremo in Inghilterra a Londra dove tutti ci comprenderanno e io potrò finalmente e veramente rinascere con Hanns al mio fianco ma in questo preciso istante in mente mi balena un altro nome, il nome del ragazzo che per me era e sarà sempre il centro del mondo: mio fratello Hermann.”

Nora, pentitasi di non essersi preoccupata del fratellone, chiede ad Hanns di trovarlo.

fanwriter91:- Dunque, da settembre a gennaio sono minimo quattro mesi, forse anche cinque, dipende dal giorno del mese. E ci ha messo cinque mesi per pensare al fratello? Brava, i miei complimenti!-

Evgenij:- E il padre? La madre ormai è data per morta, ma l’altro genitore se l’è scordato?!-

Il generale ventenne promette di portarlo lì, ma non può tenerlo nei suoi alloggi: Hermann è nel lager da troppo tempo e gli altri soldati si insospettirebbero.

“ non posso fare altro che incolparmi, incolparmi di non aver pensato prima a mio fratello. « Non posso vederti triste, Nora! » Esclama lui prendendomi per il mento « Ti prego, sorridimi. Oggi stesso lo andrò a cercare, non preoccuparti. Se è forte come te è sicuramente ancora vivo… » Gli sorrido, un sorriso triste… Non capisco come le sue parole mi calmino in questo modo, come lui possa calmarmi in questo modo. Faccio per allontanarmi verso la libreria ma lui mi afferra per i fianchi stringendomi ed io arrossisco evidentemente « Sei ancora una bambina, arrossisci per qualsiasi cosa io faccia. » Ridacchia lui con tono superbo, come se lui fosse un uomo vissuto « Ma stai zitto… » Affermo io, e per la prima volta sono io a dargli un bacio. Sono così eccitata all’idea che sia stata io a fare la prima mossa che potrei anche gettarmi dalla finestra vicino alla scrivania del mio generale!”

Questa qui davvero non ha pensato al fratello per mesi, e non è un buco nella trama… Sono senza parole…

E dopo essersi dispiaciuta un po’, si fionda a baciare il suo bel arianuccio: mi viene la nausea.

Poco dopo un soldato bussa alla porta.

« Vorwärts! » Sbraita lui ed entra un soldato con un po troppe spille per essere solamente un soldato semplice, sarà qualche grado sotto Hanns « Generale Maier, è arrivato il nuovo Soldato. » Il tono come sempre sottomesso ma rigido, il solito tono che sento uscire dalla bocca di tutti i schifosi soldati tedeschi. « Oh, bene. Fallo entrare. » Espressione fredda, sguardo freddo e voce fredda. Hanns può essere completamente indifferente quando vuole, egli mi indica di sedermi alla poltrona davanti alla libreria, solito piano di sempre ma prima che io possa sedermi… « Generale, Soldato Semplice Eduard Schmidt »

Oh my gosh, il figlio del Teschio Rosso che doveva essere all’Accademia di Berlino!

Questo fatto che adesso arrivi anche il primo ragazzo che piaceva alla protagonista mi ricorda un po’ un libro recensito da Ilenia Zodiaco… The selection, mi pare.

Di grazia, perché un generale dovrebbe avere un colloquio con una recluta?
È solo un soldato, cavolo! Non stiamo parlando di un eroe di guerra che dovrà essere decorato o di un militare che porta un messaggio importantissimo, si tratta solo di una recluta appena arrivata; di queste cose si occuperà al massimo un sergente!
Una precisazione: nel libro recensito da Ilenia Zodiaco, evitando lunghe spiegazioni, la protagonista, a palazzo del principe a capo di una distopia, si ritrovava come guardia reale un suo vecchio amico/ex, appartenente alle caste inferiori. Tutto ciò senza che venga in alcun modo spiegato come sia possibile che un plebeo qualunque venga scelto per tale onore. E qui è lo stesso: un giovanotto noto per la sua amicizia con un’ebrea (già, le SS avranno scoperto della sua frequentazione con Nora: magari il padre l’avrà coperto, ma comunque non è proprio pulito, agli occhi del regime) viene reclutato e fatto ricevere dal generale in persona.
Il tutto avviene solo per il fiacchissimo colpo di scena dato dalla riapparizione del primo interesse amoroso della protagonista: evviva i cliché!
Comunque, Ed riconosce Nora ed è sorpreso. Hanns la presenta come la sua futura moglie, ed Ed, con un lampo di gelosia negli occhi, dice solo che la conosce e che è la sua migliore amica.
Hanns congeda il nuovo venuto, e poi rimprovera Nora perché lei non deve né farsi vedere né farsi riconoscere dai soldati. E poi Ed non gli piace. E Nora ride perché capisce che Hanns è geloso!
Ed Hanns lo ammette!

“« Certo che sono geloso Nora, tu sei mia. »”

Intissar: – Sembrerà strano, ma, stavolta, l’idea del possesso ci può anche stare, in fondo siamo negli anni 40 del XX secolo e non sono propriamente un’epoca femminista. –

“Gli butto ancora una volta le braccia al collo ma più delicatamente « Esatto, non dovresti essere geloso di lui… » Spiego io «…Perchè tu sei tu, e lui è lui. Ora vai a cercare mio fratello. » Dico seriamente, ma può anche suonare come ironico dato che lu icon un sorriso ri-esce dalla porta e lo sento benissimo sbraitare fuori dalla porta.”

E… stop! Da marzo 2013 la fic è incompleta.

Ha ricevuto solo sette recensioni, tutte positive.
Pensate che una delle recensitrici ha detto di trovare un po’ inverosimile l’idea del tedesco che si innamora dell’ebrea; sarebbe stato meglio l’opposto, ovvero l’ebrea che si innamora del nazista per effetto della Sindrome di Stoccolma!

Che dire… questa fic è… stupida e inverosimile.
Non è sbagliato a priori scrivere una storia d’amore travagliata nella Germania nazista: come ho detto, c’erano copie miste prima dell’avvento di Hitler, ma serve grande bravura narrativa, bravura che l’autrice non possiede: l’inumana tragedia e l’orrore dei campi di sterminio vengono totalmente sminuiti e passano subito in secondo piano per lasciar spazio all’ammmore!

A contenuti non è così tanto scabrosa come le altre fic sullo stesso tema che abbiamo recensito, andrebbe segnalata all’amministrazione di EFP solo perché tutti i capitoli sono dei cavolo di testi monoblocco impossibili da leggere.
Non solo l’autrice non conosce l’html, ma poco importa: quel che è grave è che non conosce davvero la storia che cerca di trattare.
Con viva perplessità e male agli occhi per la difficoltà a leggere,

mattheus93 e Intissar.

Rialzatasi dalla sedia, Intissar si avviò alla finestra, dove il dragone la stava aspettando.
– Tornerai? – chiese fanwriter91.
– Mh, non lo so, io non sono una grande appassionata del trash, tuttavia… Non posso permettere che qualcuno continui a stuprare la storia! –
Un balzo e atterrò sulla bestia.
-Ora, scusatemi, devo andare ad assistere l’armata cinese, le loro frecce sono in difficoltà contro i mecha di Hitler!-
Il drago lanciò un feroce ruggito, poi spiccò il volo e sparì nella volta celeste.

PS: (Aggiornamento del 10/06/2018) Pochi giorni fa, questa fic è stata rimossa da suinogiallo! Vittoria!

3 pensieri su ““The Story Of A Jew” (Romeo e Giulietta in un lager!)

  1. Ecco un altro fiocco di neve speciale!
    Nora non è come tutte le altre ragazze, lei è bruna ed edgy! Lei è bella e sa di esserlo, non si reputa stupida, eppure dichiara di avere l’autostima bassa, per motivi non pervenuti!
    Lei è quella “libertina”, che però definisce le altre ragazze oche e civettuole, almeno finché non arriva il mistico potere dell’incoerenza a trasformarle in puritane!
    E poi arriva lui, che se ne innamora appena lei arriva al campo e per questo non le fa rasare i capelli, ma le fa comunque spaccare le pietre! Oppure se ne innamora mentre lei spacca lei pietre, e il barbiere aveva semplicemente finito il suo orario di lavoro prima che lei arrivasse, la cosa non è ben chiara…
    Che schifo 🙂

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  2. Non so cosa dire, sinceramente. Ma perché si usano le grandi tragedie storiche come sfondo delle proprie fanfiction senza documentarsi un po’? Non converrebbe concentrarsi su qualcosa di più semplice, a questo punto? Storia d’amore “alla Romeo e Giulietta” in un contesto che si conosce meglio, o comunque più facile da descrivere… Sarebbe stato già diverso, secondo me. Senza scomodare campi di concentramento e tutto il resto.

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  3. Insomma, qui non c’è un minimo di profondità e drammaticità nel trattare una realtà come quella della Germania nazista del ’44, almeno per come la vedo io. (Scusate il doppio commento, ho sbagliato a pubblicare quello di prima incompleto.)

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