“Se tu non sei qui, credimi non so di niente.” (Non è che non sai di niente, fai schifo)

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Hope sorrise divertita: i suoi fedeli, gli One Direction Cattivi, avevano appena costruito una macchina del tempo, uguale spiccicata a quella di Dragon Ball.
La malefica risata di Hope risuonò mentre guardava soddisfatta i libri che teneva tra le mani.
Inizialmente aveva pensato di scriverne uno di mano propria, ma poi si era resa conto che il suo talento non sarebbe stato comprensibile alle menti inferiori del passato.
Aveva quindi preso tutta la saga delle Cinquanta sfumature.
La sua destinazione? Inghilterra, 1937.

Salve lettori, qui è mattheus93, e benvenuti ad una nuova recensione di una fic sugli adorati One Direction! Stavolta, i nostri cantanti si comporteranno bene, circa, e i veri problemi saranno altri.

 

 

La fic in questione, presente su EFP, è stata scritta da Gailycurly e consta di quattro capitoli pubblicati tra il dicembre 2012 e il luglio 2013.

https://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1492967&i=1

Inoltre, il suo titolo cita una nota canzone di Nesli!

La protagonista della storia è una ragazza di nome Allyson Havey, detta Ally.

“Ecco arrivato il momento più bello della giornata per Ally, finalmente era arrivata la sera.
Adesso si trovava in bagno, per fare ciò che ormai faceva quotidianamente negli ultimi tre anni. Perché? Perché una ragazza come lei, bella, dolce, simpatica, è un’autolesionista?”

Oh santa polenta, già nelle prime tre righe tiriamo in ballo l’autolesionismo!

“Era autolesionista perché all’età di 9 anni perse il papà a causa di una grave malattia. 6 anni dopo perse la mamma per un brutto incidente stradale. E lei? Lei era rimasta sola, indifesa. La portarono in un orfanotrofio, dove veniva perennemente picchiata, violentata e umiliata dai cosiddetti ‘tutori’.
Dopo un anno passato in quell’inferno, una famiglia apparentemente gentile e dolce si fece avanti per adottarla. Era diventata una ragazza di 17 anni, spezzata in due dal dolore, angosciata, chiusa.
Quella famiglia dimostrò alla ragazza ciò che meritava: DOLORE.
La famiglia Laudigns si rivelò alla fine, peggio dei tutori. La picchiavano, costantemente. La umiliavano, la ridicolizzavano. E lei era sempre più indifesa, molte volte aveva pensato di farla finita, di suicidarsi. Ma non c’era mai riuscita.”

Santo cielo, e nessuno fa niente!? Purtroppo tutto questo potrebbe anche essere verosimile… peccato che ci sia sbattuto in faccia nel modo più sbrigativo e scialbo possibile per giustificare l’autolesionismo: il tutto è stato palesemente partorito dalla mente di una che al massimo avrà preso una sculacciata, e che lo vuole mettere solo perché fa figo.

“Ora era il 13 Novembre del 2012, un giorno prima dei suoi diciotto anni. E si trovava in bagno, per rilassarsi…utilizzando una lametta. Vedeva il sangue gocciolare dal suo polso, dalle sue braccia e dalle sue gambe, e questo la faceva sentire bene, perché nella sua vita nessuno le aveva mai detto ‘’tu non meriti di stare male’’, no. Tutti le avevano detto “fai schifo” “non servi a niente” “sei la cosa più brutta che io abbia mai visto”. E lei ci credeva.
Stava seduta a terra, sul pavimento ghiacciato, in un angolino del bagno, quando ad un tratto sentì bussare.
“Senti Allyson, apri questa porta!” era Katye, la sua “mamma adottiva”.
“Un minuto.” Sussurrò, intimorita la ragazza.
Si alzò e si rimise la felpa, coprendo i tagli e asciugando il sangue che ancora scorreva lungo le sue braccia.”

Naturalmente, la famiglia adottiva non si accorge dell’autolesionismo, come al solito, e considerando che la famiglia adottiva è brutta e cattiva, anche se lo sapesse se ne fregherebbe.

E ancora una volta, mentre la protagonista si sta dissanguando, le basta tamponare un attimo e tac, tutto risolto. Qualcuno dica all’autrice che il sangue si coagula tanto in fretta, e quando accade si deve grattare via!

“ “Cosa c’è?” disse, una volta aperta la porta.
“Domani fai diciotto anni, finalmente.” Rispose la donna. “Quindi te ne torni dai tuoi parenti a Bradford.” concluse, facendo per uscire dalla stanza di Ally.
“Cosa? A Bradford? Non si sono degnati neanche di sapere se io fossi ancora viva e adesso mi volete spedire da questi presunti ‘parenti’?” disse la ragazza, alterandosi.
“Sta zitta, ho detto che tu domani parti, preparati le tue cazzo di cose e vattene a fanculo.” E così, uscì definitivamente dalla stanza, Katye.
“Vaffanculo troia.” Borbottò tra sé e sé la ragazza.
Erano ormai due ore che preparava le sue cose, quella stanza era diventata spoglia, bianca e vuota com’era realmente dentro Ally.”

Che famigliola felice…

Ma perché si vogliono sbarazzare di lei? Non si divertivano a torturarla? Se ne sono stufati?

L’unico a darle del misero amore è Tom, il suo piccolo fratellastro, l’unica persona dei Laudigns a cui Ally è realmente affezionata. Infatti, il piccolo Tom è davvero triste nel non rivederla mai più.

Un attimo, fratellastro? Questo termine indica che si è figli dello stesso padre ma con madre diversa, o viceversa. Cosa c’entra? Forse l’autrice intendeva “fratello adottivo”?

Probabilmente sì, visto che i Laudigns sono solo la famiglia adottiva, ma non illudetevi di ottenere spiegazioni.

“Una volta scesi di sotto, tutti si sedettero a tavola. Katye, Mark erano felici, si vedeva. Mentre il piccolo Tom era abbattuto come lo era Ally.
“Allora, finalmente ti togli dalle palle!” iniziò Marck.
Ally manteneva sempre lo sguardo basso di fronte ai suoi occhi, se solo voleva rimanere viva.
“Il tuo biglietto è sulla tua valigia, domani mattina prendi il primo treno e scappa via da qua, non voglio più sapere niente, né di te, né della tua vita.” ”

Sempre meglio.

Ripeto: perché s’impegnano tanto per mandarla via in modo legale e pulito? Se avessero voluto semplicemente sbarazzarsene l’avrebbero ammazzata e gettata da qualche parte, no?
Suppongo che non volessero finire in galera, semplicemente.
Senza arrivare a tanto, viene però sul serio spontaneo domandarsi come mai l’avessero presa in affido. Tutte domande senza risposta.

L’indomani, alle 6:30, Ally saluta teneramente Tom, esce di casa e va in stazione. In treno si chiede se i nuovi parenti siano crudeli e menefreghisti come gli altri.
Avrebbe potuto anche andare dalla polizia e mostrare i vari segni di percosse, ma oggettivamente ciò richiede grande coraggio, e qui siamo solo in una fyccina.

Cinque ore dopo, la protagonista arriva a destinazione ed incontra uno dei nuovi parenti:

“Piacere mio, sono Yaser, Yaser Malik, il fratello…di Anne, tua mamma.”

Ally è fredda nell’atteggiamento, ma Yaser si dimostra gentile e dopo mezz’ora di macchina arrivano davanti ad una enorme casa davvero con tanto di giardinetto, mansarda e piscina.

E ancora super ricco, come sempre! Ma questo caro zio non poteva farsi sentire prima? Anzi, Hope non doveva venir affidata a lui fin da subito? Lui ha rifiutato, per caso? Nessuno vuole spiegarci nulla?!

Ally conosce Trisha, la moglie di Yaser, che la accoglie calorosamente. Una volta fatto il giro della casa e vista la sua cameretta, Ally decide di farsi una bella doccia cercando di rendersi presentabile: Trisha le ha detto che tra un po’ sarebbe rientrato il figlio, un certo Zayn.

Zayn, Zayn, Zaaaayn! –cit. Francesco Gamba

Ally esce dalla doccia, si mette l’intimo e fa per asciugarsi i capelli, quando qualcuno bussa alla porta:

“ “Occupato!” disse la ragazza.
Subito, con una furia infernale, un ragazzo entrò nel bagno. Ally arrossì notevolmente, dato che era soltanto in mutande e reggiseno. Così, velocemente prese un asciugamano.
“Ciao…” disse Ally, non sapendo come comportarsi.
“Ciao ciao ciao, tu sei Ally, lo so. Bene, complimenti, adesso che ti sei piantata in casa mia hai intenzione di stare due ore in bagno?!” disse il ragazzo, con aria arrabbiata.”

Ed ecco il mezzo pakistano nazista! Se ti scappa da morire puoi dirlo gentilmente, sai?

Qui sorge spontanea una domanda su un problema presente in tutte le fyccine in cui la Hope di turno è adottata dalla famiglia del bad guy di turno: perché dei genitori che hanno un figlio arrogante, sgarbato, ostile a tutti, eccetera, dovrebbe voler adottare una ragazza, tra l’altro maggiorenne?

Risposta: per far andare avanti la storia.

Ally sta davvero morendo di paura e prova a scusarsi.

“ “Scusa un cazzo, non sai che è maleducazione non presentarsi neanche? So che non hai mai avuto un padre o una madre, ma cazzo, un po’ di contegno!” continuò. Ad Ally vennero gli occhi lucidi, stava per scoppiare.
“Scusami, la zia Trisha aveva detto che potevo usare il bag…”
“ALT, fermati. Tu non sei nessuno per chiamarla con il suo nome, figurati zia! Per te è ancora ‘signora Trisha’, okay?” continuò ancora.
“Scusami, scusami, non era mia intenzione farti alcun torto…” si giustificò ancora Ally.
“E poi, dà qua! Questo è il mio asciugamano!” strappò l’asciugamano dal corpo di Ally, facendola rimanere in mutande e reggiseno. Il ragazzo, alla vista di un corpo così maltrattato, pieno di lividi, di tagli, di segni, non seppe più che dire. Era quasi incantato e si faceva schifo da solo.”

Incantato…
INCANTATO?!
Inorridito, semmai! Spaventato, anche sorpreso, magari scioccato!
Ma incantato… ma che è? Un serial killer represso che in cuor suo vorrebbe mutilare le vittime?

Ok, adesso che succederà?

“ “Scusami…io…” disse il ragazzo.
“N-non fa niente, scusami tu. Tu dovresti essere Zayn…devo chiamarti…per cognome? Non so… non voglio farti alcun torto..” cercò di dire la ragazza.
“No, chiamami semplicemente mostro.” Concluse il ragazzo, uscendo ad occhi lucidi dal bagno.”

E questo è solo il primo dei quattro capitoli, cari i miei lettori/lettrici! Drammatico, vero?

Da una parte, fa indubbiamente piacere vedere che Zayn non è sadico nei confronti di Ally, dall’altra, come accade spessissimo, il suo atteggiamento cambia solo perché nota i segni della violenza subita da lei in precedenza. Quindi, se per assurdo Ally fosse stata una ragazza normale, si sarebbe meritata le angherie che le stava infliggendo?

Ehi, leggete queste note dell’autrice:

“Praticamente questo è un sogno, l’ho sognato circa due sere fa, e da lì mi sono prolungata a scrivere il resto dfivgiovgew.
Fatemi sapere cosa ne pensate, vi aspetto nelle recensioni :)”

Più che sogno direi “trip di acidi”, ma ognuno si esprime a modo suo.
Spezziamo una lancia in favore della fic: in apparenza, Zayn sembra veramente spaventato per ciò che ha visto, o almeno scosso, forse non è così cattivo.

Comunque, cosa fa Ally, dopo che Zayn se n’è andato?

“La ragazza rimase con gli occhi sbarrati, ancora con l’asciuga capelli in mano. All’inizio pensò che Zyan avesse problemi di personalità… chi poteva saperlo? Si sistemò, asciugò i capelli e prese la sua bella lametta.”

Ah logico: accuse di bipolarismo e autolesionismo usato come antistress.

“Stava meglio adesso.”

Lei si asciuga il sangue, si benda e si mette una felpa per nascondere i tagli, e scende di sotto, dove è pronto il pasto.
Zayn tiene lo sguardo basso, mentre la nostra eroina non si sente a suo agio tra persone che non conosce, tra cui un ragazzo che l’aveva aggredita con arroganza e prepotenza.

Yaser nota che Ally ha del sangue sulla felpa, ma lei ribatte che è solo del sugo.

“L’uomo non ci fece più caso, ed alzò le spalle.”

Certo, crediamo ad una palese bugia.

Evitiamo poi di ri-ri-ri-ri-ri-…-ri-ripetere che la protagonista dovrebbe essere minimo pallida, avere svenimenti, eccetera.

Ally chiama la madre di Zayn “signora Trisha”, ma lei fa “ma và ti ho detto che puoi chiamarmi zia o semplicemente Trisha”. E Zayn avvampa per l’imbarazzo, suscitando confusione in Ally.

In ogni caso, Ally si alza dicendo di essere a posto e di non riuscire a mandare giù più nulla.

I coniugi Malik comunicano poi che devono trasferirsi per lavoro, assolutamente.
Ovvio, adottiamo a caso la tizia che abbiamo sempre ignorato e poi saltiamo via come anguille!

Non per dire, ma è appena arrivata vostra nipote in casa. E questo posto quanto sarebbe lontano? Guardate che ci sono anche dei mezzi di trasporto pubblico (chiamati treni) che permettono di percorrere lunghe distanze. Sono solitamente usati dai comuni mortali come mezzo di spostamento, specie per andare al lavoro.

“ “In quanto a te, Ally…” stava iniziando lo zio.
“Io mi troverò un lavoro ed un appartamento, tranquilli, non voglio disturbare più di tanto!”
“Ma scherzi? Tu rimani con Zayn, andiamo! Se non ci fossi stata tu, Zayn sarebbe stato costretto a venirsene con noi. E poi tu devi tenergli testa! O lui mi sfascia una casa!” disse sorridendo, la zia.
“Oh no no, non vorrei creare problemi, sul serio.”
“Non crei problemi, rimani qui.” Disse, deciso, Zayn.
La ragazza, udendo le sue parole non seppe più che dire. Era sicura, adesso, che quel ragazzo avesse seri problemi di personalità.
“Okay.” Disse, semplicemente per non andargli contro. Sarebbe andata via, probabilmente.”

Magari, più che bipolare, questo qui è preoccupato perché ha capito che sei autolesionista, Ally, non credi?
Non è che magari è semplicemente un ragazzo un po’ spaccone, o magari addirittura uno trascurato dai genitori?
Beh, ne potrebbe venir fuori qualcosa d’interessante, se non fosse per le devastanti premesse.

I Malik comunicano che il loro aereo parte tra due ore (ma non è dato sapere dove vadano), e Ally è terrorizzata all’idea di stare da sola con Zayn.

Costui, una volta partiti i genitori, va a scusarsi da Ally.

“ Devo, devo e come. Mi faccio schifo da solo, è che oggi la giornata non è iniziata nel migliore dei modi, e poi…sono un tipo difficile, faccio fatica ad aprirmi con le persone, e sapere che una sconosciuta verrà ad abitare in casa mia…ecco, non è stato il massimo. Tu non meriti quello che ho detto.”

Beh, non possiamo che apprezzare i gesti di questo bad guy, che sicuramente è molto meno bad di tanti altri.
Ally però si tira indietro spaventata: dopo tutto quello che aveva passato aveva paura di chiunque. Una reazione verosimile, ma Zayn prova a rassicurarla.

Suona il campanello: gli amici del cantante, ovvero gli altri quattro One Direction, sono arrivati a casa, e…

“ Il ragazzo aprì la porta, e da lì entrarono 4 persone. Uno biondo, uno castano chiaro, uno moro ed uno…riccio. Quest’ultimo le sembrò una faccia familiare, come se l’avesse già visto da qualche parte…fece velocemente mente locare…beh…pensò ad una serie di nomi…quando…puff.
“Allyson!” esclamò il riccio.
“Oh mio dio, oh mio…H-Harry.” Disse, la ragazza, mettendosi la mano davanti per lo stupore.”

Tan tan taaaaaaaaan!

Sì, Ally ed Harry si conoscono a quanto pare. Zayn presenta alla ragazza Liam, Louis e Niall e la nostra Hope ricorda come ha conosciuto Harry:

“Conobbi Harry all’orfanotrofio, all’età di 15 anni. Passarono un pezzo della loro adolescenza assieme, fin quando non decisero di provare come coppia.
In quel periodo, Ally veniva violentata costantemente, ogni volta che vedeva quell’uomo dentro di lei scattava una specie di depressione. Stava immobile, non capiva più niente. Passò i periodi più brutti della sua vita, ed Harry non sapeva nulla. Dopo 6-7 mesi, si scoprì che quell’uomo era il papà di Harold Edward Styles.”

WHAT? Qui non è Harry Styles a essere lo stupratore, ma suo padre?

Cerchiamo di capire: il padre di Harry gestisce (o gestiva) l’orfanotrofio dove stava Hope. Se Harry o Zayn non si sono trasferiti negli ultimi tempi, vuol dire che erano piuttosto vicini! Insomma, gli zii della Mary Sue di turno erano tipo dietro l’angolo, e non si sono fatti vivi?!

Segue un flashback corredato da “*Flashback*” all’inizio e da “*Fine Flashback” alla fine, in cui vediamo appunto il padre di Harry dirle con un tono da maniaco di venire in camera sua.

“La ragazza continuava a chiedersi come potesse avere, uno come lui, un figlio. E soprattutto, come poteva fare una cosa del genere ad una ragazza che potrebbe essere, appunto, sua figlia?
Entrarono in camera, e lui iniziò a toglierle i vestiti, prima la maglia, poi il reggiseno, i jeans e le mutandine. Ormai era di consuetudine, e non serviva a niente opporsi. Ally aveva preso l’abitudine di chiudere gli occhi, aspettare, e tutto sarebbe finito.”

Orribile, ma quella volta ecco che entrò in camera nientepopodimeno che Harry Styles, che colse il babbo sul fatto.

“ “Papà!” disse, Harry, guardando suo papà con le lacrime agli occhi.
“H-Harry…scusami…” disse l’uomo.
“Mi fai schifo.”
Detto questo, prese la ragazza, l’aiutò a vestirsi e la portò con sé. Lei piangeva, e lui non sapeva cosa dirle, cosa farle.
“Amore, mi dispiace, mi sento così… mi faccio schifo!” sussurrò Harry, piangendo a sua volta.
“No Harry, io faccio schifo! Avrei dovuto parlartene, ma avevo paura.” Sibilò lei.
“E’ il momento di farla finita amore, domani compi 17 anni. Tu devi andartene via. Devi trovare una vita migliore, una casa migliore.”
“Ma io non voglio lasciarti, Harry.” Disse, piangendo ancora di più, Ally.
“Verrò da te, prima o poi, ti ritroverò.”
Queste furono le sue ultime parole, dopo di ciò, la famiglia Laudigns si fece avanti, e completò del tutto il lavoro iniziato dal signor Styles.”

Ma in che cazzo di situazioni finisce questa benedetta ragazza?

Poi, un attimo… lei è stata adottata per circa un anno scarso?
E come mai l’hanno adottata subito dopo questo fatto?
Il padre di Harry ha forse pagato un’ingente somma alla famiglia?
E soprattutto, Harry Styles non ha fatto nulla per denunciare il padre? Insomma, è una situazione incredibilmente drammatica e tragica, ma non può essere completamente sorvolato il fatto che nessuno ha denunciato la vicenda!

Ally è scossa dai ricordi e piange, cosa che preoccupa un po’ Zayn, ma il riccio assicura che va tutto bene, spiegando che lei e lui sono vecchi amici.

Ma perché non ha raccontato nulla a nessuno?!

Il gruppo guarda un film tranquillamente e Ally si sente un po’ di più a suo agio. Poi va un attimo in bagno.

Di palo in frasca passiamo dalla narrazione in terza persona a un PoV. Nello – stesso – capitolo!

Scopriamo che il padre di Harry dovrebbe arrivare a villa Malik tra poco: Harry ha la macchina dal meccanico, e quindi suo padre gli porterà le quattro o cinque valigie.

Ora, in che rapporti sono adesso Harry e il suo padre pedofilo, considerando quel che è successo neanche un anno fa?

“Sì, avevo fatto pace, diciamo che dopo 5 mesi di scuse, dopo la scena orrenda, da parte sua, avevo iniziato a riparlargli.”

Io non lo avrei più voluto rivedere sinceramente, ma non siamo tutti uguali e comunque Gesù ci insegna ad amare e perdonare i nostri nemici.

No, ma lo ha perdonato sul serio così?!

Vorrei far notare anche che Harry aveva chiamato “amore” la protagonista, quindi ne era innamorato? Non ha cercato di mantenere, almeno in parte, i rapporti, non si è sincerato che stesse bene…?

Vabbé, il padre scarica dalla sua jeep tutte le valigie, poi chiede se può andare in bagno dato che gli scappa.

“ “Sì, papà, anzi no aspetta.” Dissi, pensando ad Ally.
“Avrià finito Harry, vada pure signor Syles, la prima porta a destra di sopra!” disse Zayn.”

Beh, Harry almeno lo seguirà, oppure lo indirizzerà all’altro bagno almeno, no? Stiamo parlando di una villetta, ne avranno almeno due!

No, ovviamente no.

Sì, sta per succedere quello che vi immaginate.

Pov di Ally: il padre pedofilo entra in bagno, forse per pisciare, ma trova, con sua grande sorpresa, Ally. Anche la ragazza è scioccata, sebbene cerchi di farsi coraggio. Il babbo bastardo, ovviamente, cerca di violentarla.
Tutto ciò si sarebbe evitato chiudendo la porta a chiave.

“Chiuse la porta a chiave, ed iniziò. Non aveva perso le sue abitudini, allora.
Fanculo la mia vita di merda. Fanculo.
Mi tolse la maglia, i jeans, e mi spostò le mutandine.
Entrò in me con uno, due, tre, dita. Fino a provocarmi un male cane. Non potevo urlare, non ce la facevo. Poi mi abbassò completamente le mutande, e stava per entrare in me.
Non poteva andar così, non un’altra volta.
Entrò. Mettendoci tutta la forza che quel bastardo si ritrovava in corpo.
Due, tre, quattro spinte.
“Basta! Basta!” urlai, dandogli un pugno in piena faccia. Mi rimisi le mutande, e un paio di shorts che avevo in bagno, molto velocemente, mentre il bastardo stava asciugandosi il sangue che gli colava dal naso.”

Caspita, bel cazzotto!

Segue una colluttazione nel bagno, lei (finalmente!) urla ed entrano tutti gli One Direction che la salvano e la portano in camera sua, dove le disinfettano i tagli sui polsi che si son riaperti nella colluttazione. E infine Harry l’abbraccia piangendo.

Angolo dell’autrice: “Beh, quindi…spero vi piaccia questa schifezza, perché non ho avuto altre idee. Quindi, ricapitolandolo, Harry e Ally hanno già avuto una storia in passato, ma questa soria è finita per colpa del papà di Harry che, come vediamo, non perde le sue abitudini.
Nel prossimo capitolo diciamo…ci saranno scene meno depresse, non come queste °-° ”

Ok, lo hai detto tu che la tua storia è una schifezza, eh…

Passiamo all’ultimo capitolo pubblicato. Harry è scosso dalle azioni del padre, e prova indifferenza quando scopre che è stato picchiato brutalmente da Zayn.

“ “Se tu, brutto bastardo, ti permetti ad entrare di nuovo nella vita di Allyson, dopo averle rovinato l’adolescenza, giuro su… su non so chi che la prossima volta non mi limito a spaccarti il naso e a romperti gli zigomi. Ti sto avvertendo, io ti uccido con le mie mani, non mi faccio problemi.”
Erano queste le parole che stavano uscendo dalla bocca di Zayn, appena misi piede nella stanza.
Mio “papà” era disteso a terra con del sangue attorno. Si meritava la lezione, non mi faceva né caldo né freddo, lo meritava.”

Zayn chiama la polizia, il padre di Harry supplica il figlio di non abbandonarlo, ma il riccio gli dimostra solo disprezzo.

Miracolo! Qualcuno chiama la polizia!

Il padre è portato via in manette, poi due poliziotti vanno a fare ad Ally un paio di domande.

“ “Bene, quindi, signorina Laudigns…” iniziò un polizziotto, David Stret c’era scritto sulla targhetta che portava attaccata alla tasca della divisa.
“Malik, per favore. Allyson Malik.” intervenne Zayn. Sbarrai gli occhi.
“Ma a noi risulta che la signorina sia Allyson Laudigns.” il poliziotto puntò gli occhi in quelli del moro accanto a me.
“Da adesso sarà Allyson Malik, scusi, le crea problemi chiamarla con un nome diverso? Non penso che lei muoia, quindi non si perda in chiacchiere e proseguiamo.” disse ancora Zayn, in tono fermo e deciso.”

Il poliziotto chiede da quanto tempo vada avanti quella storia, e Ally risponde parlando un po’ della sua vita, in un monologo condito di cose talmente caricate, dal punto di vista drammatico, che si fa fatica a prenderlo sul serio.

” Ero nel periodo dell’adolescenza, non avevo esempi da seguire ed ero molto influenzabile. Allora mi si presentò davanti quest’uomo, facendo finta di amarmi. Ed io, da bambina ingenua, gli credetti. Avevo bisogno di una figura maschile nella mia vita. Non come ragazzo, assolutamente. Ma come padre. Credevo di aver trovato la “reincarnazione” di mio papà. Ma non fu quello che trovai. Anzi, l’unica cosa che ricevetti fu solo dolore su dolore. Mi picchiava e mi violentava giornalmente, quando ne aveva voglia. Ed io non avevo voglia di fermarlo perché ero stanca, e mi sono convinta che io merito tutto questo. Poi… tutto finì, almeno in parte. Il figlio di quest’uomo lo scoprì, e allora mi salvò. Mi salvò e mi portò via. Dopo di ciò, entrò in scena la famiglia adottiva. Non esattamente una famiglia, ma una specie di demoni messi assieme. Continuarono a picchiarmi e a maltrattarmi. Fin quando non avessi compiuto 18 anni non avrei potuto essere libera. Finalmente quel tanto aspettato giorno arrivò, cioè oggi.”

Non nego che potrebbero accadere situazioni simili, ma cioè, come faccio a prendere sul serio le disgrazie di questa Ally se sono così caricate?
Poi, Harry, che l’ha “portata via”, non poteva almeno sincerarsi che la famiglia fosse adeguata? E la famiglia cattiva perché l’ha liberata? A tal proposito, qualcuno pensi al fratellino adottivo nominato due volte! Non lasciatelo con dei pazzi del genere!

“ Non so neanche più per cosa io stia vivendo. Dentro quell’ufficio ne ho passate di tutti i colori, mi creda. E’ arrivato a tagliarmi… con un suo coltellino. Lo eccitava vedermi soffrire, vedermi urlare dal dolore. Ed io non sapevo ribellarmi, avevo paura, ho tutt’ora paura. L’unica cosa che vorrei è che i miei genitori tornino indietro, ma cosa posso fare? Niente, sono così inutile rispetto al mondo, conto così poco, faccio così schifo. Cosa potrei fare, se non uccidermi ed andarli a trovare io stessa? Nulla. Ma poi ci ripenso, quelle poche forze che mi sono rimaste mi fanno ricordare che non ne vale la pena, che i miei genitori mi vedono da lontano, sì, ma mi vedono viva. Non vogliono vedermi morta, e questo mi aiuta ad andare avanti. E adesso, ho anche Zayn, Trisha, Yaser Harry, e i ragazzi, che in meno di 3 ore mi hanno salvato la vita. Tiro avanti, cosa vuole che le dica?” dissi, in preda alle lacrime, ormai. “Ecco la vita disastrada di Allyson Laud… Allyson Malik.” finii, singhiozzando. Harry mi seguiva a ruota, assieme a Liam e a Niall che aveva gli occhi lucidi. Zayn e Louis erano schockati, direi.”

Che lei si senta distrutta e poi trovi la forza di andare avanti la posso accettare, solo che questo monologo è anche molto delirante, tanto da lasciare “shockato” anche me.
Per non parlare del salvataggio in tre ore: Harry non poteva mobilitarsi prima? Dopo l’affidamento non c’è stato qualche controllo?
No, nulla.

Il poliziotto esterna il suo dispiacere e le assicura che lei è più forte di quanto creda e spera che i ragazzi la aiutino, e la incoraggia ad andare avanti con la sua vita prima di uscire di casa.

Ally si scusa coi ragazzi, affermando che non voleva creare tutti questi casini, ma loro replicano che non deve scusarsi di niente, e che ora loro ci sono per lei.

Adesso Ally vuole ricominciare a vivere, e dice che è tempo di lasciarsi tutto alle spalle.

“ “Se la metti così allora… piacere, Harold Edward Styles, ma tu puoi chiamarmi Harry.” disse porgendomi la mano, asciugandosi le lacrime e sorridendo.
Sorrisi anche io, felice dopo tanto tempo.
“Oh, ma quale onore signor Styles. Io sono Allyson. Allyson Malik.” dissi, guardando Zayn che a sua volta i guardava divertito. Lo abbracciai d’istinto, e subito dopo fui sommersa da tutte quelle braccia e quelle teste. Un abbraccio di gruppo che aspettavo da troppo tempo, ormai.
Grazie ragazzi.”

Angolo autrice: “Ciao a tutti, buon pomeriggio 🙂 Eccomi tornata qui, dopo anni e anni di pausa. Eh, mi serviva. Non avevo più idee, mentre adesso ho la testa in esplosione, per quante ne sto sfornando!
[…]
Che mi dite voi? Vi piace? O interrompo direttamente, ancora prima di aspettare le vostre recensioni? c.c Non so, ditemi voi.”

Seguono infine le foto di Allyson, di Harry, di Zayn e di tutti gli OD messi insieme. Oh, che gioia!

Ed è così che questa fic si interrompe, restando incompleta da anni.

In sintesi, questa fic vorrebbe essere drammatica, ma non ci riesce. Già passare dalla narrazione in terza persona ad un’alternanza di PoV in prima persona nello stesso capitolo è spiazzante. Inoltre, le disgrazie della sfigatissima protagonista mi sembrano talmente esagerate da risultare inverosimili. Per non parlare poi della solita leggerezza con la quale sono trattati temi come l’autolesionismo, lo stupro e le violenze sui minori.
L’unica nota positiva è che gli One Direction non sono rappresentati criminali prepotenti e stupratori.

Alla prossima,

mattheus93

 

 

Hope, grazie alla sua macchina spazio temporale, era giunta a Oxford nel 1937 assieme agli One Direction Cattivi.
– Xd oke ccied tokkis é li loKo pikensceré ua xeomei occiale! – (trad: Ahah, ora ucciderò Tolkien e il mio libro diventerà un fenomeno mondiale!)
Il gruppo si avviò verso l’edificio di lettere dell’università, ma dall’altra parte del ponte di fronte a loro una figura vestita di grigio lo fermò.
– YOU SHALL NOT PASS! – gridò un tizio agitando un lungo bastone e una spada.
– paka un mciao kiaro! – (trad: Parla in modo chiaro!) gridò Hope.
Il figuro si aggiustò gli occhiali e si sistemò il cappello che gli copriva i capelli ricci.
– Si chiama inglese, ignorante! – spiegò Evgenij.
Gli One Direction Cattivi attaccarono!
Liam mulinò l’ascia, che Evgenij schivò prima di colpirlo al collo con una spada di legno modellata su Glamdring, mettendo al tappeto il bad boy.
-Siemo, xké nn ai 1 sapda vrea?- (trad: Scemo, perché non hai una spada vera?) rise Hope.
-Sonja è contraria alla violenza. E poi, sai quanto costa comprarsi una versione di Glamdring in vero acciaio?-
In quel momento, Zayn corse all’assalto roteando come una trottola mentre stringeva le sue lame, ma nel farlo perse di vista l’obiettivo, cadde dal ponte e annegò. Evgenij fissò perplesso le bollicine levarsi dall’acqua.
-Questo è un po’ anticlimatico.- borbottò.
Niall alzò minaccioso il suo pugnale, ma Evgenij lo sollevò di peso col bastone, roteò su se stesso, inchiodandolo a terra e mettendolo KO.
Louis scoppiò a ridere e corse impugnando la sua spada.
Le lame si scontrarono, poi Evgenij indietreggiò e puntò il suo bastone, accumulando energia.
La sfera di luce impattò sul bersaglio, facendolo cadere a terra fumante.
-Però, Sonja non ha detto nulla circa usare la vera magia degli Istari!- ridacchiò il recensore.
Harry Cattivo, unico superstite, sparò dei globi di energia col suo bastone bianco, prontamente deviati con la rotazione delle armi.
Alzato il braccio sinistro verso l’alto, Evgenij gridò alcune parole, circondandosi con una barriera magica.
Harry mandò all’attacco orde di orchetti appena evocate, in mezzo alle quali Evgenij si mosse, protetto dalla magia, prima di alzare il suo bastone e scatenare un attacco ad area, uccidendoli tutti con un sol colpo.
Spaventato, Harry indietreggiò e scivolò su una buccia di banana, e il suo unico neurone morì nel conseguente trauma cranico.
Hope rise.
– XDXDXDXDXD anke sé mi… –
– Silenzio! – impose Evgenij. – Questo è il momento in cui finalmente spiego dove ero finito! Ti ho seguita nel tempo perché ho intuito i tuoi piani, quando ho notato che la storia di Beren e Luthien nella mia copia del Silmarillion si intitolava “Bad Elf sarai mia”, e che il racconto di Eöl e Aredhel era diventato “Cinquanta Sfumature di Elfo Scuro”. Così, ho deciso di dover intervenire: ma come viaggiare nel tempo? Doc Brown purtroppo risultava sempre occupato al telefono. Poi mi sono ricordato che, come sa bene l’orango bibliotecario dell’Università Invisibile sul Mondo Disco, la conoscenza è potere, ossia energia, e ciò significa massa, la quale curva lo spazio-tempo: quindi, in parole povere, mi è bastato restare nel cuore della biblioteca dell’università dove studio e circondarmi di libri per generare un varco spazio-temporale. Poi ne ho anche approfittato per fare qualche altra ricerca di matematica e lasciar in giro dei biglietti per i miei compari recensori.-
Nel tempo dello spiegone, a Hope sbucarono due enormi ali, mentre il suo corpo prendeva fuoco, una frusta e una spada di fiamme apparivano dal nulla, e un drago vermiglio si materializzò sotto di lei.
– Cosa? Un balrog lo posso affrontare, ma un balrog che cavalca un drago? –
Evgenij non si perse d’animo e scagliò una folgore, ma questa s’infranse contro un campo di forza.
– Oh no! Sta usando i poteri dell’AU e dell’OOC per cambiare le regole del gioco! –
Una tempesta di fiamme avvolse il recensore, sbattendolo contro la parete del palazzo neogotico dietro di lui.
Hope si preparò a finirlo, ma si fermò.
Una mano si appoggiò con gentilezza sulla spalla di Evgenij.
Levato lo sguardo, il recensore vide un signore di mezza età dai capelli lisci scuri, una pipa in bocca, uno sguardo gentile, e vestito con un abito inglese di buona fattura.
– Professor T… Tolkien? –
Il Professore gli sorrise e si avviò con passo tranquillo verso Hope.
Lei scoppiò a ridere, ma l’uomo alzò una mano in ammonimento.
– Sciocco demonio, tu avrai anche il potere della bimbominchiaggine… ma io ho loro! –
Delle figure fatte di energia apparvero alle sue spalle.
– I Valar! –
Tulkas il valoroso, sempre primo di battaglia, si gettò sul nemico, ingaggiandoci un duello a fil di spada, uccidendo rapidamente il drago e costringendo il balrog Hope a volare con le proprie ali.
Manwë, sovrano dell’aria, scatenò le sue folgori, obbligando l’abominio a tentare di fuggire in cielo, dove fu in balia dei venti.
Hope a quel punto provò a scappare immergendosi nel fiume, ma qui incontrò una possente entità che sembrava composta da quel liquido.
Ulmo, re dei mari, la trafisse col suo tridente; lei contrattaccò con un turbine di fuoco, ma prontamente il maglio di Aulë la colpì in volto, facendola volare via.
Precipitata a terra, Hope venne avvolta da radici giganti evocate da Yavanna: tuttavia, il demone rise, evocando il massimo dei suoi poteri, riducendo in cenere le piante e costringendo i suoi avversari a retrocedere.
– Io kono inviccibileeeeee! –
Il suolo iniziò a tremare, e l’infernale Melkor emerse, stritolandola nel suo abbraccio mortale.
– Quanto è caduta in basso la malvagità, se dobbiamo essere rappresentati da esseri come te. Sebbene io sia il Male incarnato, tu sei un orrore sia ai miei occhi che a quelli dei miei fratelli! Vieni, hai perso un’altra volta, patetica sciocca!-
Sordo alle sue suppliche, Melkor trascinò Hope tra le fiamme nere di Udûn.
Mandos aggrottò la fronte:- Melkor non era stato chiamato assieme a noi. Temo che abbia un piano tutto suo.-
-Forse non voleva egli stesso sparire dal mondo della fantasia…- aggiunse Vairë, al suo fianco.
-Tuttavia, dubito che tratterrà questa Hope a lungo, costei tornerà.- concluse Nienna tristemente, mentre Vána faceva rinascere le piante e i fiori assieme a Yavanna, Oromë aiutava a porre rimedio alla devastazione prodotta dallo scontro.
Quando tutto fu finito, i Valar scomparvero dissolvendosi nella pura luce, e Tolkien si rivolse ad Evgenij.
– Stai bene, giovane? –
Il recensore scattò in piedi.
– Professore, è un grande onore potervi incontrare! –
I due si strinsero la mano, per pochi secondi, in modo molto inglese.
– Ti ringrazio per l’aiuto, magico viaggiatore spazio-temporale! In cambio potrai ricevere la primissima copia de Lo Hobbit! –
Evgenij si mise la mano sul cuore, rischiando di svenire, e sfoggiò un sorriso che andava da un capo all’altro della faccia.
Con movimenti lenti e delicati, afferrò il prezioso tomo che gli veniva offerto.
– W… wow… è più pesante di quanto mi ricordassi… –
– Beh, sono tre libri in uno! – rispose Tolkien sorridendo.
Evgenij alzò un sopracciglio e cominciò a sfogliare il testo, notando però che qualquadra non cosava.
– Ma… ma mi pare un po’ lunghetto… e… un attimo, qui c’è Legolas?! –
– Esatto! Sto pensando di dargli un ruolo molto importante anche nel seguito che sto progettando! Sai, bisogna stare attenti alla continuità, incontrerà anche il figlio di un nano che cattura nel secondo libro! –
Evgenij cominciò a sudare e controllò quanto durava il terzo libro, “La Battaglia delle Cinque Armate”.
– C-credevo che la battaglia n-non sarebbe durat… durata più di cinque-dieci pagine… –
Tolkien si accese la pipa, tranquillo.
– By Eru, no! Voglio fare uno scontro spettacolare. Ci saranno decine di migliaia di orchetti, raffiche di frecce, troll, mostri vari, e poi voglio dare agli orchi l’organizzazione di una legione romana. –
Il recensore tracannò un supradin.
– Ma… questo dovrebbe essere un libro per bambini… –
– Ah, ho capito, tu parli della bozza. – rispose Tolkien mostrando un altro libretto. – Questo è solo un piccolo esperimento, qualcosa che ho scritto per fare pratica. Vedrai, questo nuovo progetto sarà anche innovativo, apparirà pure un’Elfa bellissima che è anche prode guerriera, va oltre gli schemi sia razziali che culturali, mi permetterà anche di dare più profondità a Kili, in effetti quasi tutti i nani sembravano uguali nella precedente versione, e… –
Evgenij sbiancò, poi fissò il Professore con occhi da matto e disse, tranquillissimo:- Noi due dobbiamo fare una piccola chiacchierata in privato.-
– Ma stiamo già parlando…- ribatté Tolkien perplesso. In quel momento, gli occhi del recensore diventarono neri come la pietra di Orthanc, e la sua voce divenne dura e fredda.
– Sì, ma ci vorrà molto tempo, perché devo spiegarvi che non dovete osare inserire un simile personaggio! I Nani e gli Elfi sono ostili tra loro! Saranno Legolas e Gimli a cambiare le cose! E che senso mai avrebbe un triangolo amoroso fra due Elfi e un Nano?! Inoltre, la battaglia non deve essere descritta nei minimi dettagli, perché non è il centro dell’opera, che è, appunto, lo Hobbit, da cui il titolo! E poi, Smaug attacca subito Esgaroth, mica sta lì a giocare con una decina di nani dopo averne massacrati a centinaia come se nulla fosse! E… –

E fu sera e fu mattina, e fu sera di nuovo. In effetti, divenne uno spettacolo alquanto insolito per gli studenti, gli altri professori e gli abitanti di Oxford vedere Tolkien fermo di fronte all’ingresso del Pembroke College, come irretito dagli sproloqui di un giovane vestito di cenci grigi che continuava a blaterare di certe sottotrame inutili e di personaggi comici che non facevano ridere.

Dopo cinquanta ore, Evgenij concluse.
-Quindi, avete capito perché queste idee sono assolutamente insensate e stupide?-
Con le ultime forze rimastegli, Tolkien replicò:- Sì, sì, pietà, basta… Pubblicherò la prima versione, lo prometto…- E così dicendo, si accasciò a terra.
-Per la barba di Durin, effettivamente ho parlato un po’.- osservò Evgenij rendendosi conto del tempo trascorso. –Ma, ahimè, non c’è tempo da perdere a riposarsi, almeno non per quelli come noi. Una nuova missione mi attende. A proposito, potreste darmi il permesso di entrare nella vostra biblioteca? Sapete, mi serve per i viaggi spazio-temporali.-
Il Professore, ormai sfinito, si sfilò un anello e lo porse a Evgenij:- Con questo nessuno ti dirà nulla, ma ora vattene, ti prego…-
Evgenij rimirò il gioiello: era tanto bello, di oro puro e perfettamente levigato, senza nessun segno visibile. Pensò che dopotutto non poteva essere nulla di ché, solo il minore degli Anelli, una bazzecola alla quale magari solo un certo Gioielliere poteva essere interessato. Ma anche no, che strane idee che gli venivano in mente. Così, si allontanò salterellando, mentre Tolkien si portava entrambe le mani alle tempie.

-Perché non mi sono messo a scrivere di fantascienza?- si lamentò. –Proprio ieri è arrivato quell’altro giovane dal futuro su una macchina volante che si è messo a darmi una serie di consigli e idee incredibili, poi oggi arriva quest’altro che le smonta tutte. Ma che si mettessero d’accordo su cosa vogliono, questi benedetti figli della generazione futura!-
Sospirò profondamente. -Nessuno che mi chieda mai di Tom Bombadil e Dama Baccador, poi: sono i miei personaggi preferiti. A proposito della Dama, santi Valar, Edith! Sarà furiosa, manco da casa da ben due giorni! Giovane!- chiamò correndo dietro a Evgenij. –Aspetta, fa’ viaggiare indietro nel tempo anche a me, o nessuno vedrà mai alcun Silmarillion, neanche la brutta copia, temo!-

6 pensieri su ““Se tu non sei qui, credimi non so di niente.” (Non è che non sai di niente, fai schifo)

  1. “Santo cielo, e nessuno fa niente!? Purtroppo tutto questo potrebbe anche essere verosimile…” MMmmh no, è assurdo, specie se è una storia moderna. Un bambino, se violentato fino a quei livelli, in una casa famiglia, è totalmente “buttato di fori”.

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  2. “Sta zitta, ho detto che tu domani parti, preparati le tue cazzo di cose e vattene a fanculo.” E così, uscì definitivamente dalla stanza, Katye.
    “Vaffanculo troia.” Borbottò tra sé e sé la ragazza.

    Ehm! Se fosse stata davvero una famiglia come ha scritto, col cazzo che questa avrebbe lasciato la figlia adottata rispondere così. E meno male che si sentiva indifesa. Questa non sa niente sulle famiglie terribili.

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  3. “Nel prossimo capitolo diciamo…ci saranno scene meno depresse, non come queste °-° ”

    Ok, lo hai detto tu che la tua storia è una schifezza, eh…”

    “depresse”… Semmai terribili, scioccanti, proprio quello che dovrebbero essere, quando si tratta di spiegare tragedie del genere, altro che farle “meravigliose”.

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  4. L’ultima parte della recensione è esilarante! E non pensavo che avrei mai tifato per Morgoth 😀
    Quanto alla storia, secondo me non è tanto terribile… Certo, la questione della pedofilia è tremenda, ma almeno non si giustifica più o meno indirettamente il violentatore. Direi che si tratta di una fanfiction molto ingenua, chi l’ha scritta ha messo troppa carne al fuoco e poi non è riuscita a gestire la situazione, creando svolte forzate e poco verosimili…
    Però c’è una cosa che continuo a non capire: perché nove volte su dieci tirano in ballo l’autolesionismo? Ho notato che è un tema molto sfruttato e trovo un po’ inquietante tutto questo “interesse” verso di esso, come se fosse qualcosa da mettere sotto i riflettori… Certo, è un problema molto serio, che merita attenzione (e chi è autolesionista va assolutamente aiutato/a), ma ho l’impressione che in queste fanfiction venga usato solo come “aggiunta” per rendere più drammatiche le vicende della protagonista, che dev’essere quasi sempre piena di traumi e nei guai (i quali, però, finiscono per risolversi in maniera stranamente semplice).

    P.S. Ho notato che il vostro “staff” si è allargato e ci sono anche delle ragazze nell’elenco… Sono felice per voi, il vostro blog è una forza 🙂 Posso darvi un consiglio, però? Invece di scrivere “le recensore e i recensori”, io scriverei “le recensitrici e i recensori”. Secondo il Vocabolario Treccani, i termini sono entrambi corretti, ma sinceramente trovo che “recensitrici” suoni meglio… poi la scelta sta a voi, ovvio!

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    1. Ciao! Allora, secondo me l’autolesionismo è tirato in ballo semplicemente perché lo vedono ingenuamente come una cosa che aumenta il dramma della storia.
      Però si finisce per scadere nel ripetitivo e nella scarsa emotività, dato che si tratta di un tema stra-abusato.

      Terremo a mente il tuo consiglio, grazie per il suggerimento! 😉

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