50 Layers of Chocolate (and Vanilla)

Christian Grey ama avere il controllo su tutto: il suo mondo è ordinato, metodico e completamente vuoto fino al giorno in cui Anastasia Steele irrompe nel suo ufficio come un turbine con il suo corpo incantevole e i suoi splendidi capelli castani”.

Correva l’anno 2011, quando il fenomeno letterario di Cinquanta Sfumature di Grigio divampò come un incendio in pieno agosto… un incendio di cui, ancora oggi, sono visibili i danni.
Nato originariamente come serie di fanfiction di Twilight intitolata Master of the Universe (He Man ne sta ancora richiedendo i diritti), in seguito rimossa per violazione del regolamento di varie piattaforme (Demoni di EFP worldwide) e poi pubblicata suddivisa in tre romanzi con nomi e contenuti minori editati, ha in realtà ben poco della sua opera originaria, nonché un netto passaggio dal gusto per l’horror al gusto per l’orrido, ma ne condivide il successo su scala planetaria.
Universo BDSM svelato in ogni suo minimo particolare a lettrici da romanzi rosa? Trasgressione, taboo ed espressione della propria sessualità alla luce del sole, sulla mensola del salotto?
Nulla di tutto questo.

Il vero fautore del successo di questa fortunata saga non è nient’altri che il protagonista maschile della storia, il fascinoso miliardario Christian Grey, che lesto ha conquistato il cuore della stragrande maggioranza del pubblico femminile (tanto da divenire un vero e proprio modello di riferimento per il “maschio alpha” dei romanzi del successivo fenomeno Young Adult), nonché lo sdegno di chi vede in lui la morte di anni di lotte femministe.
Ma chi è, nel dettaglio, questo controverso personaggio, capace di accendere furiosi dibattiti degni di Forum tra schiumanti fangirl e haters?

Addentrandoci nei melmosi meandri dell’opera (o, come sarebbe il caso di dire, “a volersi sporcare le mani” con cotanto cioccolatoso materiale), il profilo completo di codesto baldo giovine appare come quello di un giovane uomo di ventisette (poi ventotto) anni, amministratore delegato di successo della sua compagnia di telecomunicazioni, socialmente impegnato, secondo figlio adottivo di una più che benestante coppia, gusti ricercati in fatto di musica, arte e vestire, costosi hobby e molteplici talenti (tra cui, il prediletto, è fare all’ammore, se di talento possiamo parlare). Ultimo, ma non ultimo, bello come il Sole (LODE AL): dopo cinque minuti che lo fissi, sei cieco.
L’uomo quasi perfetto, insomma, ma ancora non ci siamo. Manca quella dannazione, quel passato oscuro che il malcapitato custodisce nel suo logorato cuore ogni giorno della sua misera (ma remunerativa) esistenza, tale da risvegliare il più pericoloso e (a tratti) degradante istinto femminile per retaggio culturale: quello della crocerossina. Del resto, come potrebbe altrimenti essere avvincente una storia priva del taumaturgico “Potere dell’Ammore” che tutto può e nulla teme?

Ma non preoccupatevi, Vostro Onore, E.L. James le ha pensate proprio tutte!
Christian Grey, infatti, reduce da un’infanzia di miseria (madre, prostituta drogata, morta di overdose e violenze subite dal magnaccia della stessa) prima della sua adozione, ha sviluppato un trauma talmente grande da causargli afefobia (paura di essere toccato) e da portarlo a provare piacere sessuale nell’infliggere dolore a donne brune come la sua genitrice, mascherando il tutto con la pratica del BDSM, al quale sarebbe stato introdotto alla veneranda età di sedici anni dalla migliore amica della mamma.
Non vi sembra un quadretto adorabile?

Dopo questo quadro riassuntivo del nostro anfitrione dei bad boys in giacca e cravatta, non si può non entrare nel merito della relazione che egli instaura con la malcapitata pulzella di turno, Anastasia Steele, per cercare di rispondere al fantomatico quesito “cos’è che le donne trovano irresistibile di Mr. Cinquanta Sfumature?”.

La relazione parte inizialmente come partirebbe uno stage in azienda per un povero neolaureato, con tanto di contratto e accordo di riservatezza: Christian vuole Anastasia, ma alle sue condizioni (rapporto dominatore-sottomessa), mentre lei, seppur reticente, vuole dapprima capirlo e in seguito guarirlo dai suoi mali e amarlo teneramente come solo un’eroina ottocentesca saprebbe fare. Tuttavia, seppur di fatto Anastasia finisca col non diventare la sua sottomessa e la coppia si instradi verso una classica relazione vaniglia, il retrogusto al cioccolato non manca di certo. Christian è di fatto un uomo prepotente, ossessivo, possessivo e violento (come citato precedentemente); tormentoni del romanzo, i suoi costanti imperativi “mangia!”, “non alzare gli occhi al cielo!”, “impara ad accettare i miei regali” e tanti altri riassumibili in “fai quello che ti dico, senza discutere” (mi stupisce come, in realtà, Ana non abbia finito col chiamarlo “daddy”), pena sculaccioni e frustate.
Costantemente allupato come un preadolescente in un night club, spesso propone alla sua galoppina fidanzata piccole sfide erotiche in pubblico al limite del ridicolo (es. le ruba le mutandine prima di una festa, aah libidine!), ammesso che le sue reazioni siano sempre sotto il suo controllo (un minimo di iniziativa? Quella sì che è trasgressione!).
Amici maschi, fratelli di amiche o datori di lavoro penemuniti non sono contemplabili, per lui tutti mireranno sempre a giocare a Indiana Jones con l’entrata del tempio di Ana e, per questo, quest’ultima può frequentare costoro soltanto con lui attaccato a lei come una cozza a un palo.
Dulcis in fundo, lo stalking, dall’abuso di potere all’interno della sua azienda di mezzi e personale (Welch, spero almeno ti paghino bene) a veri e propri appostamenti.

Non vedo l’ora di rivederla: i suoi occhi azzurri mi perseguitano, persino nei sogni. Non ho raccontato di lei a Flynn e sono contento di non averlo fatto perché ora mi sto comportando come uno stalker.
“Forse dovrei parlargliene.”
Alzo gli occhi al cielo: non voglio che lui mi perseguiti con l’ennesima cazzata “orientata alla soluzione”. Voglio solo distrarmi… e, ora come ora, l’unica distrazione che vorrei è quella che lavora come commessa in un negozio di ferramenta.

Il fidanzato modello, non c’è che dire.
Eppure, nonostante tutti questi evidenti difetti e il malcelato maschilismo… piace.

L’ipotesi maggiormente sollevata dagli “haters” del romanzo ruoterebbe attorno alla bellezza e alla ricchezza del personaggio. Se non fosse stato ricco e bello, avreste accettato un simile trattamento?
La risposta arriva chiara e unanime: ovviamente sì.
L’immedesimazione delle lettrici nel personaggio di Anastasia è ai massimi storici, è logico supporre che risentirebbero comunque del fascino di Mr. Mistero anche se dovesse assomigliare a Massimo Boldi con uno stipendio da proletario (purché la protagonista sia convincente nel suo slancio amoroso e passionale nei suoi confronti, ma ehi, saremmo a livelli di scrittura già di diverse spanne superiori a quello attuale).

La risposta al nostro quesito va cercata più in profondità, ironicamente proprio nella “complessità” del personaggio stesso e in come esso ci viene presentato.
Partendo dal secondo punto, la trilogia originale punta i suoi riflettori sui modi di fare di lui molto cavallereschi, raffinati e apparentemente attenti ai bisogni di lei (nonché la sua bravura a letto, stiamo pur sempre parlando di un romanzo erotico, o meglio quasi pornografico); non essendoci una trama di fondo decentemente costruita, la storia ha la necessità di scoprire subito le carte in tavola, rendendo palese già da capitolo 1 l’attrazione che i due protagonisti svilupperanno neanche troppo gradualmente in corso d’opera, invitandoci a puntare tutto su di lui. Non che, del resto, vi sia molta scelta, visto che lo sviluppo caratteriale di tutti gli altri personaggi maschili (così come quelli femminili) è totalmente assente, tanto da renderli simili a sagomati in cartone. Di nessuno di loro verrà mai mostrata alcuna qualità o particolare talento tali da rendere il paragone con Mr. Grey meno impari di quanto non sia già. Non c’è cosa che il nostro beniamino non sappia fare meglio di chiunque altro!
Tranne cucinare, quello lo lasciamo fare ad Ana.
Un minuto di silenzio per Paul Clayton, José Rodriguez e Ethan Kavanagh.
Ma, come abbiamo precedentemente convenuto, è il bello e dannato che fa sangue e, proprio in virtù di ciò, l’altra operazione che la storia compie è quello di muovere a compassione le masse di lettrici per quello che il povero Cristiano Grigio ha dovuto subire in tenera età. Questa manovra ci fa entrare di diritto nella Croce Rossa, promuovendo il potenzialmente pericoloso messaggio di giustificare atteggiamenti sbagliati e/o violenti come manifestazione di sofferenza e richiesta di aiuto, da affrontare con pazienza e sopportazione. Persino il dottor Flynn, medico psichiatra che ha in cura il nostro eroe, lo tratta con condiscendenza come si farebbe con un bambino monello, nonostante conosca le sue inclinazioni violente.

«Se n’è andata perché l’hai frustata. Puoi biasimarla se non ha i tuoi stessi gusti?».

Io biasimerei più il fatto che la avesse picchiata gratuitamente e senza il vincolo di un contratto, non so voi.

Passando, invece, alla complessità del personaggio, essa si esplicita più chiaramente nella trilogia (ancora in corso) riscritta dal punto di vista di Christian e meglio ci aiuta a far luce sull’intero caso. Che ci crediate o no, signore e signori della giuria, il personaggio di Mr. Grey è complesso nel carattere, ma non per questo ben costruito. Talvolta, anzi, si rasenta quasi l’incoerenza a livello formale fra ciò che di lui traspare in pubblico e i suoi reali pensieri; volendo fare un esempio più pratico, nella trilogia originale, presentata dal punto di vista di Miss Steele, la maniera in cui si esprime nei suoi monologhi interiori è pressoché identica in toni e modi alla maniera in cui interagisce col mondo esterno, salvo ovviamente per commenti più piccati non esternati per contegno e iniziale timidezza.
Ricordate i modi raffinati e la sensualità che contraddistinguevano il nostro patriarca delle vergate sul deretano?
Forget about that e diamo tutti un caloroso benvenuto a Mr. Cinquanta Sfumature di Tir!

Cazzo!” Come ho fatto a non accorgermi prima di quella bocca?
«M-mi scusi. Non sono abituata a usare questo arnese.» [insert Lenny face here]
“Lo vedo, piccola” penso con ironia “ma in questo momento non me ne frega un cazzo, perché non riesco a togliere gli occhi dalla tua bocca.”

Calma, dignità e classe, come direbbe un certo Federico Frankenstein.

Lo scandalo, si precisa, non nasce certo dall’utilizzo (seppur smodato in termini di frequenza) di un linguaggio volgare al quale chiunque, superata la quinta elementare, penso sia abituato e che, in determinati contesti, dà credibilità a un certo tipo di dialoghi (Genny caro, gradisci un’altra tazza di tè?); ciò che ci lascia spiazzati è, ovviamente, l’abisso che si viene a creare fra ciò che Christian pensa e come lo pensa e come agisce in pubblico.
Schizofrenia?
Con ogni probabilità, penso che si tratti solo di un intento malriuscito della James di distinguere i monologhi di lei da quelli di lui e a dare maggiore enfasi al fatto che si stia osservando tutto da un’ottica maschile. Uomini in sala, non vi sentite onorati e pienamente riconosciuti in codesto stereotipo?

Ma a parte ciò, veniamo al dunque del perché riesco ad affermare con convinzione il fatto che il nostro principe blu cobalto sia variegato nella sua essenza e che, sommato agli altri punti presi precedentemente in considerazione, dovrebbe fornirci il quadro completo della eziopatogenesi del suo travolgente fascino.

Scelta voluta o meno, Christian Grey pensa e agisce esattamente come un adolescente alla prima cotta e in piena crisi ormonale e non come un uomo della sua età. C’è da sottolineare come, in realtà, la sua immaturità tipica da teenager venga più volte criticata dalla stessa Ana e dal dottor Flynn nel corso della storia, facendo comunque riferimento solo a una determinata serie di atteggiamenti (dalla gelosia all’inesperienza in campo puramente sentimentale, ecc.), mentre lo spettro della nostra analisi è, chiaramente, più vasto.
Considerando il linguaggio da scaricatore di porto, il commentario sessualmente esplicito di una volgarità per giunta superiore e alcuni atteggiamenti al limite del criminale, questi tumulti del tutto innocenti, a confronto, appaiono stonati quanto un paio di infradito a un matrimonio, tanto da risultare infilati a forza e incollati con lo sputo, giusto per appagare il desiderio delle ardimentose lettrici. Perché se c’è una cosa di cui E.L. James è maestra, bisogna ammetterlo, è il conoscere appieno i desideri del suo pubblico e dargli ciò che desidera.

Il misterioso dominatore freddo e apparentemente aromantico, in realtà nasconde un lato tenero che si taglia con un grissino che ci porta dritti a un ulteriore livello di secondaria immedesimazione secondo il quale le lettrici passerebbero dalla simpatia alla vera e propria empatia nei di lui confronti, dettata proprio dall’affinità di pensiero e dalle mai tradite aspettative.

Sono seduto. In attesa. Mi martella il cuore. Sono le 17.36 e dai finestrini oscurati dell’Audi fisso il portone d’ingresso dell’edificio in cui lavora. Lo so, sono in anticipo, ma è tutto il giorno che aspetto questo momento.
“Sto per vederla.”
Mi agito sul sedile posteriore. Mi sento soffocare, e anche se cerco di restare calmo l’aspettativa e l’ansia mi chiudono lo stomaco e mi fanno mancare l’aria. Taylor è al volante e guarda dritto davanti a sé, in silenzio, imperturbabile come al solito, mentre io fatico a respirare.
Piuttosto seccante.
“Ma dove si è cacciata?”

Che dire… c’è da sciogliersi come un gelato sul cofano di una macchina.

In conclusione, potrei azzardare come definizione riassuntiva per il nostro Cavaliere Oscuro amante delle caverne quella di mitologica creatura: chiaramente, un uomo del genere nel suo insieme non esiste. Ebbene sì, miei cari telespettatori, mettetevi l’anima in pace (e se già la avete, beccatevi un’amichevole pacca sulla spalla).
Tuttavia, di certo esistono uomini che condividono appieno il suo lato maschilista e che nutrono poco (se non un del tutto assente) rispetto per la persona amata, facendo passare il tutto per normali atteggiamenti da persona innamorata ma complicata, facendo leva sul senso di colpa e la richiesta di comprensione. Ed è proprio in questi casi che l’unica cosa che andrebbe compresa sarebbe quella di abbandonarli a loro stessi e puntare ad altro.

HacchanADL

Un pensiero su “50 Layers of Chocolate (and Vanilla)

  1. Ottima analisi!
    Sinceramente, credo che Christian Grey sia un personaggio studiato a tavolino, con il preciso scopo di attirare il più alto numero possibile di donne: dopotutto è stato modellato su Edward Cullen. Se possiamo accettare che Stepehenie Meyer abbia creato il suo eroe-vampiro per appagare le sue fantasie personali, senza conoscere in anticipo l’impatto che avrebbe avuto sulle lettrici, lo stesso discorso non può valere per la sua “allieva” E. L. James. Insomma, Edward aveva ammaliato un sacco di ragazze (e anche donne adulte)… James lo sapeva, oltre a essere probabilmente una delle “vittime” di questa malia! Credo che, già dai tempi in cui “Cinquanta sfumature” era “Master of the Universe”, abbia scritto con l’obiettivo di piacere al proprio pubblico. In altre parole, Christian non è un personaggio realistico, non deve esserlo: deve solo appagare le fantasie del maggior numero di lettrici possibili, anche a costo di subire cambiamenti repentini e inspiegabili. Le romantiche probabilmente sono affascinate dai suoi modi cavallereschi (qui mi baso su quello che hai detto tu, perché non ho visto i film, né ho letto i libri); altre sono più attratte dalla bellezza esteriore e dall’idea che sappia il fatto suo in camera da letto; poi ci sono quelle che credono all’amore salvifico, anche solo nella finzione, e sono entusiaste del fatto che Anastasia sia riuscita, in qualche modo, a cambiare Christian…
    Eppure, se proprio devo dirla tutta, qualcosa continua a non tornarmi. Perché il bello e dannato piace così tanto? E perché si continua a credere che la donna possa redimere l’uomo? Io penso che dovremmo averne le tasche piene di questi stereotipi… invece no, anzi, ho l’impressione che dopo il fenomeno “Cinquanta sfumature” stiano proliferando! E soprattutto a opera delle donne. Perché?

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