“Different” (Macché differente, è piena di cliché!)

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Anno domini 2019: le forze di Hope avanzano.
Un esercito di più di un milione di orchetti in computer grafica scadente, creati dal Consumismo, distrugge tutto ciò che trova nel Mondo della Fantasia. Al loro fianco marcia il Divoratore dei Sogni, un orrido abominio dotato di una fame insaziabile.
I boschi sono stati ridotti a cumuli di macerie, i laghi sono stati prosciugati, più la terra viene distrutta più l’immaginazione si deteriora.
Un ultimo baluardo di erge in difesa dei sogni e delle favole: il Fantabosco.
Le armate di Hope sono pronte per l’invasione!
– Io sono Pocoai Signore degli Eserciti la vostra fine è segnata – gridò il comandante oscuro.
In risposta, gli orchetti in computer grafica scadente udirono un ruggito che fece tremare cielo e terra.
Come un fulmine a ciel sereno atterrò un possente drago, le cui narici, simili alle bocche di un vulcano, eruttavano fiamme vermiglie.
In groppa, un fiero cavaliere dall’armatura dorata.
Questi lanciò un urlo, le forze della foresta emersero per supportarlo.
Scintillanti cavalieri dalle corazze di luce sguainarono le loro spade, il valoroso re Giglio a guidarli.
Ululati si fecero largo nella vegetazione come bestie affamate, creature dalle orecchie di lupo ringhiarono, la saliva che colava dalle loro bocche.
Giganti alti fino al cielo parvero scendere dalle nubi, orchi dalle voci possenti superarono l’intero bosco con un sol balzo.
Streghe dalle vesti nere e dai capelli di fuoco si affiancarono a fate dagli abiti lucenti, bacchette nelle mani, gli occhi privi di pietà.
I cuochi le seguivano impugnando mannaie affilate come rasoi.
Centinaia, migliaia di abitanti del bosco avevano imbracciato le armi ed erano pronti a lottare per difendere i sogni dei bambini.
Il supremo generale alzò la visiera dell’elmo, un sorriso sul suo volto.
Egli era il sommo protettore del Fantabosco.
Egli era maestro di molti bambini.
Egli era colui che era pronto a immolarsi per la Fiabola Magica.
Il suo nome era celebrato in miti e leggende.
Egli era…

TONIO CARTONIO!

Puntata la spada, egli urlò:
– VENDICHIAMO RADIOGUFOOOO! –
Pocoai rimase interdetto, poi comandò ai suoi soldati di avanzare.
Le forze del Consumismo e della fantasia si dettero battaglia!
Drago Focus ruggì e sputò le sue fiamme, ardendo i soldati nelle loro corazze, il metallo si sciolse e colò sulle ferite, alimentando l’agonia a cui i folli erano condannati, i suoi artigli smembrarono le carni, la sua coda era un gigantesco maglio.
Le nubi che in realtà erano i geni passarono come mortale nebbia tra la folla, strappando e consumando le anime.
I giganti incassarono ridendo i macigni delle catapulte, allungarono le mani e afferrarono decine di nemici, scagliandoli poi in aria.
Le truppe ricaddero come mortale pioggia sui loro alleati.
Le fate e le streghe combinarono le loro magie, i soldati del Consumismo si deformarono ed esplosero in turbini di sangue e ossa, folgori nere e bianche li colpivano come frecce scoccate dalle stelle.
Gli orchi travolsero le formazioni, le lance e le spade che s’infrangevano contro i loro corpi, i lupi balzarono e smembrarono il metallo con le loro zanne, le ossa vennero frantumate.
Uno gnomo corse in mezzo ai nemici lasciando dietro di sé una scia di fiamme, le spade vennero loro strappate di mano, lanciate in aria e sparse dai magici venti che gliele rivoltarono contro.
Le forze del re si compattarono come un’invincibile muraglia, corsero in avanti travolgendo ogni cosa, la loro forza superiore a quella di un fiume in piena; sui loro scudi incantati le frecce s’infrangevano, le spade non erano in grado di scalfirli, poiché erano i sogni dei bambini a dar loro la forza.
Il supremo paladino scese dal suo dragone, deviò un affondo e recise una gola, con un sol colpo tranciò tre uomini, levò un bracciale per intercettare l’assalto di un colosso e con un colpo gli fracassò il cranio.
Caricata la massa di nemici, fece roteare la spada, liberando un’onda d’urto che sollevò in aria un intero plotone.
Un sorriso attraversò il suo volto prima che il possente dragone sputasse le sue fiamme: i nemici non ebbero scampo, vennero inglobati e di loro non rimasero che scheletri fumanti.
Pocoai indietreggiò di un passo, poi riconquistò la sua sicurezza.
Lui e Tonio si fissarono negli occhi, le armate alle loro spalle.
Con un grido, le forze si assalirono ancora.

 

 

Cari lettori, qui è il vostro fanwriter91.
Ho trovato questa storia mentre cercavo qualche collaboratore per Demoni di EFP nella sezione bullismo, ma principalmente ho beccato storie che violavano il regolamento.

Questa è una di quelle: cominciamo!

https://www.wattpad.com/story/90023484-different

Vediamo che ci offre Hurricane7!

L’introduzione ci fa diversi spoiler, ma ve li salterò per non rovinarvi le mirabolanti sorprese. L’autrice addirittura ci precisa che alcuni di questi fatti sono davvero capitati nella vita reale. Non a lei forse, oppure sì. Insomma, vuol dire tutto e niente, direi.

Il capitolo 0 spiega che il libro è dedicato ad alcune persone che hanno insegnato all’autrice a combattere.
Beh, fin qui ok, ma questa è solo la dedica.

Il primo capitolo si apre con… una citazione, ma lasciamola perdere (ce ne sarà una per capitolo), perché la sveglia suona!

Cliché della storia che si apre con la sveglia che suona, CHECK!

La nostra protagonista è la classica sfigata della scuola (CHECK!), maltrattata dai genitori (CHECK!) in base all’introduzione, ma qui suo padre, prima di andare via, le fa almeno il caffè. Vuoi vedere che in realtà non sarà un padre abusivo?

La protagonista si veste, dandoci qualche pensiero condivisibile (come il fatto che la società obblighi molte ragazze a essere belle, mentre a lei non piace truccarsi), prende l’autobus e via verso nuove avventure, avendo l’accortezza di dirci che NESSUNO può cambiare la sua situazione.

Purtroppo su tal autobus è infastidita dal maschio semi-alpha.

(Parte la musica di sottofondo di Super Quark.)
I maschi semi-alpha sono una categoria a sé. A differenza dei maschi beta, inutili e presenti solo per essere picchiati e umiliati, e dei maschi gamma, sottoposti di questi, i maschi semi-alpha sono amici/quasi pari ai bad boy alpha. Esempi di questa categoria sono Liam e Niall nelle fyccine sugli One Direction, che non hanno un vero ruolo, ma almeno sono trattati quasi alla pari dai loro capoccia.

Il semi-alpha si chiama Drew Mikeson, bad boy che se le fa tutte, ma questi fa presto largo per lasciare spazio al suo diretto superiore, un certo Jace Stivenson.

Sarà “Stevenson”, ma si sa: rileggere è da sfigati.

“Rischio e pericolo sono i suoi secondi nomi. Inutile dirvi che ha la fila dietro di se vero?”

CHEEECK!

Viene anche paragonato a un dio greco…

CHECK!

Comunque, costui è l’incubo della protagonista…

CHECK!

Abbiamo anche modo di sapere che la Hope di turno si chiama Parker di cognome. Purtroppo non verrà morsa da un ragno radioattivo.

Questo ragazzo ha uno sguardo che ucciderebbe un basilisco e Fluttershy al tempo stesso, uno per occhio. Così figo che nessuno, tranne la protagonista (che sottolinea la sua modestia) può distogliere lo sguardo. Solo Hope può, e ci spiega pure che lei ha gli occhi così neri che non ci sono distinzioni tra iride e pupilla. Il che vorrebbe dire che soffre di aniridia (il cui nome significa appunto assenza di iride) una malattia rara agli occhi, che, tra le tante cose, si può accompagnare anche a un glaucoma.
Oppure la cosa è solo buttata lì a caso per associare costui all’oscurità.

Segue un pezzo triste in cui si parla del bullismo. Essendo io stato vittima di violenze varie, seppur principalmente verbali, provo sempre un po’ di malessere quando se ne parla. Ma a differenza di Hope, io non ho mai pensato di tagliarmi!

Autolesionismo causato dal bullismo, CHECK!

A scuola, Hope incontra la sua unica amica: Dakota Stivenson.

STIVENSON. Lei è la sorella di quello che le rovina la vita!

Ma sono amicissime! (CHECK…)

Ora, seriamente: se questa è sua amica, perché si limita a dire “mio fratello non cambierà mai”?

Fai qualcosa! Aiutala! Rimettilo in riga! Cerca di convincerlo!
No, niente. Solo due parole di supporto. (CHECK…)

Beh, dopo averci detto che Hope odia la matematica…

Evgenij (sfogliando un Death Note):- Come hai detto che si chiama? –

Light:- Tanto è una Hope: su di lei non funziona, perché non è un vero essere umano, ma un conglomerato di stereotipi ambulante.-

Ma ancor di più la fisica, per via di tutti i calcoli, ma ama la psicologia… beh, arriviamo al momento in cui gli studenti verranno divisi in coppie per fare un progetto scolastico.

Anziché dirvi con chi Hope finisce in coppia, vi dirò solo CHECK!

La classe ride, lui le urla che è una sfigata e che sono in coppia, e poi la chiama ancora sfigata facendo ridere i suoi amichetti.
Livello intelligenza: quattro anni, ma restano coerenti con la realtà del bullismo.

Veniamo a sapere che l’amica generica ha soprannominato Hope “Hurricane”, ossia uragano.

Commenti vari:
1) il comandante Hurricane di My Little Pony avrebbe da ridire;
2) è il nickname dell’autrice, che ha però un 7, immagino si sia identificata un po’ con la Hope;
3) perché chiamare “uragano” una persona mite, tranquilla e solitamente silenziosa? Sarebbe come chiamare Evgenij “colui che odia la matematica” o me “colui che non vuole diventare uno scrittore vero”!

Ora conto i cliché, per non perdermi: dieci, se non ho saltato nulla. Una storia che si chiama “different” ha dieci cliché in un solo capitolo! Che non è nemmeno finito!

Re Robert: – Idea! Per ogni cliché che troverò, berrò un sorso di vinoh! –

Anzi, in realtà sarebbero undici, perché l’autrice ci ha detto che la storia conterrà autolesionismo e bullismo, e quindi “se sei sensibile, NON LEGGERE!” (CHECK!)

The Someone (emergendo da un buco di trama e spalancando ali demoniache al ritmo della “Notte sul Monte Calvo” di Modest Mussorgsky): – IRA FUNESTA! –

Re Robert: – E andiamo! – (Beve.)

Passiamo al POV del bullo, pieno di elementi tipici del suo cliché, con lui che progetta quanti scherzi e prese in giro potrà fare alla vittima!
Ehm, gli atteggiamenti di un bullo definito un “incubo” non penso che siano definibili “scherzi e prese in giro”.

Evgenij:- Forse, dal suo punto di vista distorto, pestaggi e cattiverie possono esserlo.-

Ci dicono pure che è brutta e secchiona… Fermi tutti: questa qui viene picchiata, è autolesionista, è vittima di incubi da tanto soffre, ma ha voti alti?

CHECK!

Ed è l’unica a non essere caduta ai piedi del bullo…

CHECK!

Jace il Bullo Generico, di fronte a una scommessa del suo amico riassumibile in “Hope ti farà cadere ai suoi piedi!” pensa che lei ha un bel fisico, è carina e “è come un demone che perseguita un’anima in pena”.

Ehm, demone? Anima in pena? E se è carina, allora perché la insulti e le dai della sfigata? Perché è chiusa?

The Someone (che intanto sta pensando a quale altra idea del menga da propinare a fanwriter91): – Che fa Jace nel tempo libero? L’Arcidiacono di Notre-Dame? –

Evgenij:- E poi, non ci avevano detto poco fa che la protagonista è brutta? La bellezza è soggettiva, certo, ma questo è il POV del bullo: o la trova brutta o la trova carina. Oppure è deficiente.-

Ah, Hope si chiama Alexis, ma non importa. Segue litigata: Hope e amica generica vs ochetta generica, ma è tutta fuffa.

Il capitolo dopo si apre con un incubo e la protagonista che si prepara.
Sarò sincero: a livello stilistico la storia è senza infamia e senza lode. Non eccelle, ma non è assolutamente da buttare.

Purtroppo, però, quando la protagonista scende in cucina per fare colazione, Hope è attesa da Paul (Padre Abusivo, Ubriacone e Lercio).

“- Ah, eccola qua! La puttana di mia figlia! -”

The Someone : – Solo io ho avuto un momento idiota in cui mi sono immaginato il Paul parlare con una prostituta assoldata per la figlia? Almeno sarebbe stato effettivamente originale. Grottesco e sbagliato, ma originale. –

Sì, il padre è ubriaco.
Sotto col pestaggio tra 3,2,1…

CHECK!

E meno male che era differente…

Il punto è che queste cose succedono davvero, quindi non sarebbe male parlarne!
Solo che qui, come in molte altre fic, la protagonista, che sarebbe una normale ragazzina, dopo aver preso da un uomo adulto:
– un ceffone che la fa cadere,
– due calci nello stomaco,
si rialza con qualche difficoltà, va in camera, si dà una pomata (immagino che farà sparire il livido – come il trucco di Hope Ever in “Luce e ombra”) e si taglia!

CHECK del tagliarsi per sopportare il dolore, con tanto di braccio “coperto di sangue”. E basta tamponare, eh!

E pensare che quando, una volta, mi sono fatto un taglio in gita (chiudendo l’ombrello la mia mano ha sbattuto contro una delle “punte”) mi sono dovuto fasciare con un fazzoletto dopo che averlo tenuto su mezz’ora non era bastato! E sul braccio dovrebbe esserci la famigerata arteria radiale, quella che gli infermieri controllano per avvertire la pressione. Si trova giusto sul polso e sull’articolazione a livello del gomito.

Beh, almeno si porta le garze, dai. Però devo dire di essere colpito per la rapidità con cui la fuoriuscita di sangue si è arrestata. Chissà poi se i tagli fanno infezione…

Ora elenchiamo i motivi dell’autolesionismo:
– coping: ossia il soggetto si arreca dolore fisico per scacciare quello mentale,
– autopunizione,
– comunicazione del proprio disagio.

Ce li vedete in questo contesto? Io no!

Di certo, la protagonista non ha nessuna ragione per punirsi e, dato che nasconde tutto, non penso che voglia comunicare qualcosa.

Evgenij:- Potrebbe tuttavia provare molto dolore a livello psicologico, e non solo fisico, per le percosse paterne, e quindi il primo motivo potrebbe avere un qualche senso. Il tutto però andrebbe argomentato, spiegato, non lasciato all’immaginazione del lettore, altrimenti pare che sia messo a caso.-

Ci viene detto che Paul provvede a picchiarla tutti i giorni. Non so voi, ma se un uomo adulto mi prendesse a botte tutti i giorni penso che in una settimana avrei serie difficoltà a stare in piedi.

E si vedrebbe! Ripeto che un pugno in faccia che non mi ha fatto nemmeno retrocedere di un passo mi ha gonfiato il labbro per una settimana, immaginiamoci una botta che fa cadere!

Ah, giusto: cliché delle ferite che scompaiono subito, CHECK.

Una volta raggiunto l’autobus, Hope si rende conto di una cosa: qualcuno si è seduto vicino a lei (ovviamente Jace)!

Cosa le farà ora? Si divertirà a insultarla?
La umilierà?

No, prima le frega le cuffie, vede che ascoltano tutti e due i Rolling Stones (lei afferma che le danno una scarica di adrenalina, ma dubito che possano aiutare uno veramente depresso), ridono e scherzano, e quando lei gli dice che è un po’ scemo…

Cala un silenzio inquietante.

Che le farà mai il bullo definito “il suo incubo”?

Il solletico.
Il solletico…
Il solletico!

TIPICO ATTEGGIAMENTO DI UN BULLO CHE FA DI TUTTO PER ROVINARTI!

E nel farlo la fa agitare, coi tagli che fanno male. Addirittura tra poche righe Hope penserà che lui le ha “scoperto i tagli”.
Ottimo, redenzione in arrivo. Robert, bevi solo un sorso, abbiamo solo il bullo che è il primo a scoprire i tagli (CHECK) non si è ancora redento!

In classe, Hope raggiunge la sua amica e lì… ridono tra loro.
Certo, tipico atteggiamento di una persona depressa e terrorizzata!

Immagino che sia un modo per farcela apparire forte, ma è solo incoerente.
Ah no, scusate: sorride FALSAMENTE. (CHECK).

Quando poi è ora di fare la ricerca col bullo, questi capisce che lei ha dei problemi, le alza la maglietta, scopre le garze (per delle contusioni che dovrebbero aver lasciato delle ferite interne? Non so se siano adeguate…) e, capendo la situazione, l’abbraccia con dolcezza.

Signori, bullo definito un incubo che è redento senza nemmeno averci mostrato la sua pericolosità!

Re Robert: – CHECK! –

E qui lascio un commento:
“Chiedo scusa, ma questo non era il bullo che lei aveva definito il suo incubo?”

Hope però, sorpresa dal fatto che il terribile super bullo la voglia aiutare solo dopo che ha visto la sua situazione, dice di non aver bisogno di compassione!

“Spero solo che non dica a Sasha delle fasce. Perché prima lo uccido e poi mi trasferisco in Alaska con i pinguini.
Adoro i pinguini.”

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Sono davvero questi i pensieri di una persona che considera la propria vita orribile ed è a un passo dal meditare il suicidio?

S’inventa pure la parola “carinosi”… Sul serio, o è un delirio oppure l’autrice non sa nulla di depressione.

Arriva l’amica generica, ridono e scherzano… non so se definirlo un cliché o meno…

Ma ecco che arriva il cliché (CHECK) della troja generica!

Ora non guardo, non leggo, giuro. Per me sarà:
– bionda
– tettona
– scollata
– con tanto trucco
– con la voce da oca.

Vediamo…

“tacchi ai piedi e gambe scoperte e perfette”
“la parte superiore è interamente in pizzo e mostra ciò che una donna non vorrebbe mai vedere” (cioè…? Vabbé, vada per “la scollatura”)
“I capelli biondi sono sciolti e perfettamente ondulati”
“trucco in abbondanza e smalto turchese sulle unghie”

Oh, giusto, dimenticavo: è ricca e con le seguaci! E ci hanno detto in precedenza che è la capo cheerleader!
Un check dietro l’altro!

Gimli: – THAT STILL ONLY COUNTS AS ONE! –

“Parker!” – sbotta con la sua voce irritante.”

Non è un altro cliché, no, è solo incorporato in un altro!
Il discorso della bulla è chiaro: solo perché è in coppia col bad boy non significa che possa stargli appiccicata come una cozza!

E se ne va… DANDOLE UNA SPALLATA!

Oddio, che mostro!

Sul serio, niente commento intriso di cattiveria profonda? Niente commento sadico volto a sottolinearle un difetto reale o immaginario? Nulla?

Ohibò, era più fantasioso il mio bullo omofobo. E lui comunicava bestemmiando e scoreggiando.

Ah, da una scena:

“Soprattutto la cioccolata calda!
Tu ti ci droghi.
Ma magari guarda.”

… possiamo dedurre che Hope ha la vocina interiore (Check).

Jon Snow (tracciando un segno su una lavagna con un gesso): – Ci sono più cliché che morti da dove vengo io, e sto tenendo conto delle comparse senza nome! –

Al bar le due sono raggiunte dal maschio alpha e dal semi-alpha, e il primo riceve da Alexis un commento in cui lo definisce:

“egocentrico, scorbutico, stronzo ma non abbastanza, insopportabile, finto menefreghista e incoerente. – Finisco il mio monogolo. – Ah giusto gli piace il caffè macchiato e le ragazze facili.-”

Segue un:

“Parker 1 Stivenson 0
Boom Baby! Adoro questi scontriiii!”

Yeeeh, i tipici pensieri di una persona sull’orlo del crollo psicologico!

Evgenij:- A me sembrano più i pensieri di una al livello di Misa Amane.-

Il bullo risponde a tono (qui sembra più un battibecco tipico degli anime dove prima si “odiano” e poi si amano) e lei pensa, tra le tante cose, di aver ricevuto dai suoi genitori solo insulti, delusioni e botte.
Entrambi? La madre si è vista solo per svegliarla in modo sgarbato.

Mi sorprende che non l’abbiano abbandonata in qualche hotel (“La ragazza della stanza 257” intensifies!)…

Lui fa il commento idiota del “anche i tuoi genitori si vergognano di te”.

Questo colpo basso la ferisce e la fa andare via.

Nella scena dopo, mentre Hope torna a casa da sola (l’amica non la segue?), riflette su tutte le cattiverie che le hanno detto, qui ce le cita… il fatto è che non abbiamo mai visto nessuno dirgliele!

Insomma, entra in casa, si svena, nel senso che si fa proprio dei tagli profondi, ma tac, una compressione con fasciatura e tutto risolto!

Arriva poi la madre (che appare dolce) e alla quale Hope dice che è andato tutto bene.

Durante la notte c’è un altro incubo. Alexis si alza, ha un giramento, sviene, si risveglia a letto, la porte si apre e arriva Jace che in qualche modo si è teletrasportato in casa sua. Dato che non ho capito, chiedo con garbo all’autrice. Poi le offre una cioccolata calda con cannella e panna.

Tremate davanti al bullo che in teoria le stava rovinando la vita! Questo è il comportamento di un dolce innamorato o di un amico fraterno!

Addirittura veglia su di lei per tutta la notte!

Ok, bullo redento.
Check.

Evgenij:- A me questa scena ricorda un po’ Twilight, ma ok.-

Il giorno dopo lei si sveglia col bullo sotto le coperte, col sorriso dolcissimo, insomma “da stupro immediato” (c’è scritto, eh).

Lei va in bagno camminando in stile Walking Dead (c’è scritto così) e si fa la doccia.
Qualcuno dica all’autrice che con una doccia calda (che lei pare farsi tutti i giorni) i cerotti si bagnano e devono essere subito tolti, le garze sono inzuppate e non utilizzabili e quindi dovresti rimettere subito un sacco di roba, sperando che le ferite non si riaprano.

Jace (che mi rifiuto di chiamare bad boy, perché, anche se era stato descritto come un incubo, qui pare al massimo un premuroso e dolce coglioncino) si è pure tolto la maglietta, mostrandoci quanto è figo.

I due si salutano (genitori assenti CHECK), vanno a scuola per vie diverse e… e Alexis ha educazione fisica.
Ora spiegatemi come ha fatto a fare sempre educazione fisica senza mai avere collassi o riaperture dei tagli.

L’ochetta generica però arriva subito a insultare, tutto il corridoio ride (non che sia inverosimile, eh)
e Jace torna da un servizietto in bagno.

C’era bisogno di specificare che qui ci sono minorenni (Jace è in quarta) che fanno pompini nei cessi scolastici?

Comunque Jace è qui! Dai Jace, fai vedere chi sei! Mostra la tua redenzione!

“-Forse l’unica che non ha il diritto di parlare sei proprio tu, sfigata, dovresti pensare a come sparire da questo mondo, facendo un favore a tutti, invece di sparare cazzate e tu sorellina cara non hai fatto altro che deludermi, non ti credevo una persona del genere.-”

Ehm… siamo davanti al cliché del bipolarismo?

Quindi il bad boy è tornato tale e ha insultato sia Hope che la sorella e dopo ci ride sopra, cerca di sminuire l’accaduto!

Ok, questo è tipico delle persone spregevoli con cui ho avuto a che fare: prima ti fanno un torto, poi lo minimizzano per darti ancora più torto.

E la invita a una festa. (CHECK).
Cosa direbbe una persona che vuole evitare guai?

“No”.

Io avrei fatto così, non importa quanto insistesse, oppure avrei detto “sì” per poi fare spallucce. E a casa avrei chiuso meglio la finestra e tutte le porte.

Da un dialogo tra l’autrice e una lettrice, pare che Alexis sarebbe in realtà forte, così forte da poter fingere di star bene.

HacchanADL: – Confermato, è la nipote di Harold “Hide the Pain”. –

Ora, smontiamo questo cliché.

Perché uno che soffre finge di essere a posto?

Pensateci, poi rispondete.

Perché ha paura.
Ha paura che la situazione peggiori, ha paura di essere umiliato sempre di più, ha paura di non ricevere alcun aiuto e accanimento.

Chi trattiene le lacrime per sua scelta e non perché è obbligato dalla situazione non è forte, è uno che crede di esserlo e che agendo così sembrerà migliore. Negare un problema non lo risolve.

Comunque, Jace è tornato buono, dato che ammette che Alexis prima diceva la verità, ma ha insultato lei e sorella perché “la testa ha prevalso sul cuore”.

HacchanADL: – Oddio, no, non di nuovo questi conflitti interiori alla “Insane”! –

What…? Fa così perché teme di perdere la reputazione?

Bello, sei il re della scuola, se tu dici che 2+2=5 così diranno tutti, tranne il prof di matematica!

Ramsete II (uscendo dallo stesso buco di trama di The Someone): – Se io dico che il giorno è notte, così sarà scritto! –

Arriva l’amico generico del bad boy, che ci spiega come stanno le cose: Jace ha difeso l’oca bionda e insultato la sorella perché ha ragionato col pene.

“vuoi solo tenerti stretta quella troia per quando ne hai bisogno”.

Evgenij:- Non sia mai che ci perdiamo una buona occasione per dello slut-shaming.-

Oh, ok che è stronza, ma per voi è proprio un oggetto… mi sto seriamente chiedendo come mai questo qui non abbia messo incinta mezza scuola.

Ramsete II (noto per l’abnorme quantità di figli legittimi e non) si dà il brofist con Robert.

Che poi, se sei quello che ha tutte le ragazze ai suoi piedi, hai davvero bisogno di quella? Per te è un oggetto, non hai nessun legame sentimentale, no? E allora!

Dai, questa è la seconda scusa più fiacca mai sentita, superata solo da quella del personaggio di Justin nella fic “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, il quale picchiava Corinne/Hope perché sennò altri misteriosi ragazzi mai appari le avrebbero fatto di peggio.

Tra l’altro, questo è totalmente incoerente rispetto a quanto mostrato prima: ditemi voi quante persone sarebbero disposte a farsi chilometri nel cuore della notte portandosi dietro il materiale per fare un dolce, violare di nascosto un domicilio, preparare il dolce e dormire in una casa che non conoscono solo per star vicino a una persona che si è comportata in modo strano! Non ditemi che questo è un normale gesto che chiunque farebbe per qualche semi sconosciuto!

Eh, ma sta cambiando! In meglio! E questo, immagino, perché ha capito che Alexis soffre!

Ipocrita del cazzo, se invece non avesse sofferto avresti continuato a umiliarla?
Jace nota Alexis, la segue in silenzio sull’autobus, osserva come lei cambia espressione mentre legge, a volte illuminandosi in un radioso sorriso.

GENTE, QUELLA SI SENTE (o si sentiva?) MORIRE!

State male? Siete sull’orlo del baratro? Pensate al suicidio?
Tranquilli, un bel libro e passerà tutto, di certo avrete la concentrazione!

Quando scendono ci fanno sapere che abitano a poche case di distanza.

A casa, Jace trova un dolce ambiente che sicuramente lo avrà influenzato nel diventare un cattivo ragazzo: sorellina pucciosa, madre amorevole e padre… BUONO! Gioca anche con lui alla play!

Abbiamo due alternative:
1) sono genitori stronzi che difendono il figlio a spada tratta qualsiasi cosa faccia;
2) Jace non ha ricevuto una sola nota disciplinare e gli scoppi di risate d’interi corridoi non hanno mai attirato l’attenzione di nessuno;
2 bis) tutti i prof sono stronzi e i non stronzi sono isolati.

Vediamo poi che Jace guida… forse ho frainteso e in realtà è in quinta? Vabbè, poco cambia.

Scopriamo anche perché Alexis è soprannominata uragano: perché “distrugge ogni cosa”.

A me pare che distrugga solo se stessa, ma tant’è.

Ci dicono alcune cose: Dakota (la sorella del bad boy e amica generica) quando morì il vero padre (questo è un dolce patrigno) si isolò, Jace a quanto pare non ha fatto nulla (deficiente, è tua sorella minore, provaci!), ma con Alexis è tutto diverso!

E Jace soffre, eh, Alexis ha ridato il sorriso alla sorella e, pur avendo quattro-cinque anni di tempo, anziché ringraziarla l’ha umiliata ripetutamente!

Evviva l’incoerenza!

Evgenij:- Cioè, costui perseguitava la protagonista perché lei era capace di far sentire meglio la sua sorella minore, mentre lui o non sapeva o non voleva farlo?!-

La festa si celebra in discoteca… sono stufo di ripetere “tipico (parola a caso) di uno che soffre”.

E nel discorso ci viene infilato a caso un commento di Hope…

“Odio i cliché”.

Quindi Alexis odia il suo stesso racconto? Interessante…

Comunque, in discoteca uno guardava Alexis come un maniaco. (CHECK).

Lei pensa che sta male nei luoghi affollati, esce, prende le sigarette (occasionalmente fuma) e viene raggiunta da Jace.

Nel caso vi chiedeste di cosa tratti il progetto scolastico, deve essere un generico “Parla e descrivi il tuo collega”.

A ravvivare la situazione arrivano due omoni simpatici e compassionevoli quanto un Ser Gregor che ha appena sbattuto il mignolo contro uno spigolo di un comodino dopo essersi alzato dal letto col piede sbagliato e la luna storta.

E Alexis, seppur a parole, li sfida con aria da dura.

CHECK.

I due sono lì per conto di Marcus… sta per partire la sfida tra bande rivali?

HacchanADL: – Ma io aggiungerei anche il cliché del boss malavitoso/rivale che si chiama Marco (in tal caso Marcus), ma siamo lì… –

Robert (con in mano il calice): – C… –
Ned (fermandolo): – Non ancora! –

Dopo aver indicato la porta e aver detto che Marcus è dentro la discoteca, Jace afferra Hope per il polso e fugge! E corre pure lei, affiancando un atleta con un abito che forse non è proprio adatto alla corsa!
In breve arrivano alla macchina, montano su e fuga, coi tizi a pochi metri.

Ma chi saranno mai?

Durante la discussione Jace afferma che casa sua non è molto sicura… quindi ha problemi con la mafia? La famiglia lo sa?

E sappiamo ora (o forse lo hanno detto prima ma mi è sfuggito) che i genitori di Alexis erano assenti (cliché) per il cliché del viaggio di lavoro (CHECK). Cosa potrà fare di lavoro un alcolista violento che non ha mai combinato nulla è un mistero.

Si fa largo un altro cliché (CHECK): il bullo era in un giro di alcool e droga, ma i suoi lo hanno rimesso a posto mettendolo in un centro. Dall’entrata (ora è fuori) sono passati due anni.

Evgenij:- Quindi, visto che costui ha diciassette o diciotto anni, era nel giro quando ne aveva quindici o sedici? Purtroppo, non è irrealistico, ma dubito che questa seria problematica verrà analizzata seriamente.-

Segue un dibattito infantile e fuori luogo tra Alexis e la voce interiore.

Evgenij:- Te pareva.-

Lei poi spiega un motivo del suo dolore, e questa spiegazione è un riferimento a un precedente accenno secondo cui qualcuno era morto per colpa sua.

Quattro anni fa lei era col suo migliore amico, ma un’auto sfrecciò, lui la spinse di lato e fu investito. Da notare che camminavano sul marciapiede.

Segue fuffa.

Il capitolo 8 si apre con Alexis che litiga come una bambina con la sua vocina interiore, che qui è un vero personaggio a parte (CHECK) e pensa che Jace sia bello come un dio greco.
Ovvio, non sapete che i depressi sull’orlo del suicidio provano un fortissimo desiderio sessuale?

Evgenij:- Ma vogliamo finirla con questi riferimenti continui alla bellezza degli dei greci? A parte il fatto che Efesto non era un gran ché, le statue greche rappresentanti l’ideale di bellezza, come i Bronzi di Riace, non erano sempre simulacri delle divinità, ma spesso di guerrieri, giovani o eroi mitologici.-

Dopo essere scampati a morte certa, i due vanno a dormire come niente fosse, con lui che fa tutto il dolcino e l’accarezza.

“Ho una fame che potrei mangiare anche i piatti se ce ne fosse bisogno”.

Ok, è vero, un depresso può voler mangiare molto, ma non è che si gusta il cibo! Semmai cerca di colmare il vuoto che ha dentro, fallendo.

Fuffa: lei va a farsi la doccia, scende giù, lui le fa la cioccolata calda stando solo in boxer (fanservice) scambio di battute fuffoso.

Questo qui è il tuo bullo che ti ha messo contro tutta la scuola, cretina!

Oh, e la invita anche al luna park!

Ripeto: questo qui più che il sadico bullo che è il tuo incubo sembra più… non so come definirlo.

Alexis è incerta perché anche quando il suo vecchio amico è morto stavano andando al luna park, poi accetta.

Evgenij:- Ma non avevano una banda di mafiosi sulle loro tracce?-

E lei pure si emoziona del fatto che “colui che non è mai riuscito a farla cadere ai suoi piedi” la tenga per mano.
Seriamente, se lo considera bellissimo e non dà così tanto peso ai suoi momenti offensivi, come mai non è caduta ai suoi piedi? Come mai ora è sul punto di cedere, ma per quattro anni non ha fatto una piega?

Perché lei non è troja come le altre?

Al luna park vanno sulle montagne russe, lei è pure euforica!
Wow, e io che credevo che i depressi fossero quasi impossibili da tirare su un pochino.

Tanta allegria, insomma, poi Hope torna a casa, e chi l’aspetterà mai alzato?

CHECK! Cliché di Paul che ti aspetta!

Evgenij:- Ma il padre non era andato via per un viaggio di lavoro?-

Lui la picchia fino a farla svenire e nelle scene dopo scopriamo che lei è rimasta svenuta per DUE GIORNI!

Ora, sono abbastanza sicuro che infierire così su una persona e farla svenire per così tanto dovrebbe averle causato qualche danno serio! Non ha lottato tra la vita e la morte? Non è nemmeno stata portata in ospedale, solo sdraiata sul letto!

Jace arriva, le spiega la situazione e le racconta che lei è stata aggredita, non si sa da chi.
Si spiega tutto: la madre è complice del pestaggio e ha inventato una scusa.

Alla fine, rimasta sola e respinto ogni aiuto, Alexis scoppia in lacrime e insiste che deve essere forte.

Sapete, una persona forte penso che cercherebbe di risolvere i suoi problemi.

Ha Dakota, la sua amica generica. Chiedere aiuto a lei?
Ci dice che la prof di psicologia è brava e simpatica. Contattare lei?

Evgenij:- E Jace era lì un attimo fa: se lei ormai si fida di lui (nonostante sia strano), perché non gli chiede di aiutarla?-

Questo è il punto: in questi racconti (CHECK) si ripete che è forte chi risolve da solo i suoi problemi.
No, non è necessariamente così, per il semplice fatto che la risoluzione non è fattibile!

Io per risolvere dei miei problemi di bullismo ho dovuto fare a pugni, questo perché l’autorità non è intervenuta. Per fortuna questo ha sollevato un polverone. E comunque, la violenza non è la soluzione migliore.

Isolarsi e voler risolvere tutto da soli può portare a due estremi, o far del male a se stessi o agli altri, e entrambe sono scelte sbagliate. E tutto si potrebbe evitare chiedendo l’intervento di un qualche adulto responsabile, o anche di altri coetanei!

Ci sono punti in cui la “forza” deve fare spazio alla “saggezza”, dicasi buonsenso: se un problema si può risolvere chiedendo aiuto, è molto meglio ingoiare l’orgoglio e risolvere tutto con la via più pacifica e civile!

Alexis qui ha dei potenziali aiuti! Solo che non li usa perché “io sono forte!”

Non sei forte, sei scema!

Evgenij:- Proprio come Corinne della fic “Bianca come il latte, rossa come il sangue”.-

C’è il salto temporale. Non sappiamo come sia stata la settimana, quanto ci abbia messo Alexis a rialzarsi, ma evidentemente le capacità rigenerative hanno risolto tutto.
Veniamo anche a sapere che la madre è presumibilmente una psicopatica, avendo spifferato tutto alla madre dell’ochetta generica, di cui è amica.
E per tutto intendo “mio marito ha picchiato mia figlia”, ma la cosa è appena accennata.

Sull’autobus, la ragazza che va incontro a crisi di pianto legge con entusiasmo il suo thriller, formulando pure ipotesi su chi sia l’assassino.

E Jace la raggiunge in modalità good boy, ma appena arrivano a scuola e l’ochetta bionda scatena gli insulti si schiera subito dalla parte di quest’ultima, ridendo delle sue battute offensive.

La bulla, in presenza di Dakota, provvede anche a inzupparle (per l’ennesima volta) gli abiti che si era cambiata per fare ginnastica.
Eh? Non c’erano armadietti? E perché Dakota non ha fatto niente?

Jace poi riappare e fa ancora il bullo con Alexis.

Continuo a non capire il senso.

HacchanADL: – L’unica ipotesi che posso azzardare è che Jace soffra di un vero e proprio sdoppiamento di personalità. –

Alexis esce, l’ochetta la insulta, Alexis risponde, Jace interviene, etichettando Hope a una sfigata e offrendosi di occuparsene.

“Mi spieghi quanti problemi hai? Hai il ciclo per caso?”

Ma è ritardato o stronzo? La vittima sta reagendo agli insulti!

“L’hai sempre ignorata, non puoi farlo anche adesso?”

Caro, mai sentito parlare di eruzione esplosiva? Si impara alle medie. Il processo è lo stesso del dentifricio che forma un grumo, tu stringi e poi schizza fuori a getto. Lo stesso vale per la rabbia (spesso repressa) della gente.

Quindi Jace prende la sua decisione: vuole capire come Alexis vuole vendicarsi della bulla!
Strano che lei non voglia vendicarsi anche di lui…

Non sapremo mai come il piano verrà applicato, semplicemente Alexis, durante gli allenamenti di pallacanestro, va nel piano superiore della palestra e rovescia in testa alla bulla un secchio di vernice rossa. Fine.

mattheus93: -Citazione a Carrie di Stephen King? –

Dopo la bulla torna all’attacco tirando una sberla a Hope e, sotto gli occhi di Jace, le afferra il polso coi tagli che finora nessuno ha mai notato. Il dolore di Hope fa capire a Jace la verità!

Jace segue Hope a casa, attende per due ore in attesa che lei lo faccia entrare e scopre la verità: Hope si taglia da quattro anni e lui è una delle cause!

Il bullo quindi rinsavisce.
CHECK.

Vi salto il fuffoso capitolo dopo. Cara autrice, se la trama è traballante e le interazioni sono insensate, delle descrizioni profonde di visioni/incubi non bastano a risollevare il tutto.
Ah, l’amico morto si chiamava Marco.

HacchanADL: – La fantasia coi nomi si spreca… –

Nel capitolo successivo… sia lodato il sole, la prof fa qualcosa! Parla degli argomenti bugia e finzione, del mentire a fin di bene, di come nascondere una cosa per paura che possa far male possa finire con l’essere sbagliato! Sembra fatto apposta per Alexis!

Ok, questa prof è brava, anche se poteva agire prima!
Ah, ci dicono che la prof “non poteva fare niente per fermare i bulli”.
Tipo, telefonare a casa? Segnalarli al dirigente scolastico? Prenderli in disparte e fargli un bel discorso?

No, nulla, è impotente, può solo dire “sei una persona forte e intelligente, sai cosa fare”.

Guarda, un’insegnante seria avrebbe detto “dobbiamo rivolgerci alle associazioni contro il bullismo, ma serve che sia tu a denunciare”.

Le associazioni NON nascono solo per aiutare le vittime e per prevenire suicidi, ma anche per evitare che le vittime risolvano tutto prendendo a coltellate i bulli!

Evgenij:- O si vendichino con della vernice rossa. Insomma, anche quello di Alexis è un atto di violenza, e a rigore dovrebbe essere punito: in questa scuola vige la pura anarchia.-

Ora, può essere che il preside qui sia un sadico menefreghista che si bea delle sofferenze degli studenti e che impone agli insegnanti di non agire, pena la perdita del posto o andare incontro a seri guai. Ma allora un’insegnante dovrebbe almeno consigliare lo studente di cambiare scuola, se qui sono tutti dei sadici!

Veniamo anche a sapere che Alexis odia le persone “copia incolla”.
Detto da un personaggio di una ficcina copia incollata risulta bizzarro…

HacchanADL: – PLOT TWISTONE! Un altro motivo della presunta depressione di Alexis potrebbe essere quello dell’odio verso se stessa in quanto personaggio “copia incolla”. In altri contesti, sarebbe uno sfondamento della quarta parete che approfondirei molto più che volentieri. –

Segue discorso finale tra le due amiche: Dakota ha deciso di lasciare le cheerleader. Questo perché la bulla l’ha messa di fronte alla scelta “o nel club o con la sfigata”. Immagino che qui gli insegnanti non abbiano alcun potere decisionale.

Nel capitolo dopo siamo un autunno, Alexis è tutta presa dalla lettura del suo libro, che avviene su una panchina.
Ora, apprezzo che ce la mostrino spesso a leggere. Ma è totalmente incoerente col suo morire dentro!

Ned Stark: – Quindi è un cliché oppure no? –
fanwriter91: – Direi di no. –
Re Robert: – Sigh… –

La scena dopo è pesante e veritiera, dato che Sasha e le altre due bulle generiche le strappano di mano il libro, glielo strappano, la prendono a sberle e a calci. Ovviamente il posto è vuoto e Alexis non oppone nessuna forma di resistenza, non mancando di darle della puttana e dell’obesa.

Tutto questo è coerente, i bulli fanno effettivamente così! Il problema è che Alexis, che dovrebbe essere forte, non fa nulla! I prof sanno, ma non fanno nulla, sono impotenti! Vorrebbero, ma non possono fare niente! Il mondo è impotente! Non è menefreghista qui, proprio non può fare nulla!
Ma nella realtà, quando accadono queste cose, è perché l’autorità se ne frega, lo ripeto!

Alexis va in bagno, si taglia e arriva Jace.
Ora, razza di deficiente, fai qualcosa sì o no? Davvero sei uno che dà anima e corpo per aiutare una persona, soffri come non mai per il suo dolore, ma all’idea che una delle tante ti neghi la scopata decidi di andare contro tutto ciò in cui credi? Seriamente?

Pare di no, nel senso che… dirà a Sasha di tacere.

Ma perché?! Chiama uno psicologo! Avvisa il personale scolastico! Agisci per migliorare la sua reputazione!

Poi… come posso dire… Alexis rifiuta l’aiuto di Jace, dice che non può amarlo, che non potrà amare nessuno finché non amerà se stessa.
Ok, è ritornata la depressa sul punto si suicidarsi. Ma penso che un buon libro risolverà tutto il disagio, come ha sempre fatto.
Sorvoliamo sul flashback di lei con l’amico, non è trash per niente.

Dopo l’ennesimo incubo, Alexis si sveglia dopo l’una di notte, Jace le telefona e le dice che l’aspetta fuori in un certo posto. Alexis ovviamente ci va, portando il costume da bagno.

Dove la vorrà portare?
Semplice: al lago… Blake?

Yang (facendo schioccare le nocche): – … –

Ok…
I due fanno il bagno nel lago, i tagli di Alexis non fanno infezione nemmeno questa volta e baci e abbracci.

Evgenij:- Perché sto pensando a una scena del trailer di After?-

Io ormai non so più come commentare i cambiamenti di atteggiamento di Jace.

Il giorno dopo, Alexis va a scuola in macchina, ma suo padre, che l’accompagna, mette i brividi pure a Jace.
Fuffa in cui Alexis si sente morire dentro e finge ancora…

Fuffa in cui si parla della gita a Londra… check.

Che poi, perché sempre gite a Londra? Perché gli studenti sono anglofoni quindi vanno in un paese anglofono?

mattheus93: – Tante città europee sono idonee per gite scolastiche: io, in terza media, sono andato a Vienna. –

Il padre viene a prendere Alexis, ma lei fugge con Jace senza trattenere le lacrime… per cui ora… vanno a mangiare al McDonald, poiché hanno entrambi fame e voglia di mangiar lì.

mattheus93: -Altro cliché: anche quando la storia è ambientata in Italia vanno tutti a mangiare al McDonald’s, mai che si citi un semplice ristorante, un ristorante di sushi o una pizzeria. –

Ma la giornata finisce, Alexis deve tornare a casa dal padre che la riempirà di botte. E ancora non dice nulla.

Il padre la mena, ma Jace sopraggiunge perché aveva dimenticato una cosa e…

Alexis si risveglia in ospedale, dove viene raggiunta dalla madre! Che è buona e dolce! E sa che il marito è un bruto! Ma lei manda avanti la famiglia senza dire nulla!

Evgenij:- Non ci credo, è proprio come la zia di Corinne!!-

E questo perché… boh?
Immagino che abbia paura, ma allora, se Alexis è così forte, perché non agisce?

Ora potrebbe parlarne con Jace e gli altri venuti a trovarla, no?

NO! Perché la fa soffrire troppo!
Ma se dici che sei forte e per questo reprimi il dolore, ma ti danno la possibilità di risolvere tutto ma non lo fai perché ti fa soffrire troppo… logica?! Dove?

Guardate, è vero che le vittime spesso non ne parlano, ma per terrore che deriva dalla solitudine e dall’isolamento! Qui il terrore si vede solo occasionalmente e poi viene messo da parte come nulla! E la protagonista, per quanto venga tormentata da molte persone, certamente ne ha altrettante (se non di più) che potrebbero aiutarla: se non fosse che anche loro non fanno nulla…

Dalle note viene fuori che l’autrice, nel 2017, momento del capitolo, era in terza superiore. Mh, la storia è ancora in corso, quindi ormai sarà in quinta.

E…
E…

I MEDICI NON HANNO NOTATO I TAGLI! NULLA!
Ma l’autrice lo sa che una delle prime cose che ti fanno quando entri in ospedale è controllarti la pressione? Lo sa che di solito i pazienti indossano i camici e quindi i loro abiti vengono cambiati?

CHECK!

E… non ci credo… Sasha, la bulla, ha chiesto a Jace di passare la serata assieme in gita a Londra, e lui ha accettato!

Questo tira e molla sta diventando ripetitivo. Ma anche questo è un tipico cliché: mostrare un personaggio che passa da una parte all’altra o ripetere la stessa situazione per tirarla per le lunghe.

Check (e scarsità di idee improvvisate sul momento).

Comunque, il giorno dopo si parte per la gita. Non so con che soldi Alexis abbia pagato. E poi, non stava in ospedale?!

Jace va a prenderla il giorno dopo, la porta da lui, sono tutti belli allegri, si respira gioia e serenità, e Jace pure si scusa per aver accettato l’invito dell’oca.

Ma se ti dispiace così tanto perché lo fai?!

Fuffa, fuffa e fuffa. Vi sto saltando interi capitoli dove Alexis e Jace fanno i carini.

Dai, visitiamo Londra…

“Osservo il Big bang intensamente”.

Wow, ha viaggiato indietro fino all’alba dei tempi? Beh, questo errore un sorriso me lo strappa. Dai, stupiscimi dopo tutta la fuffa!

E niente. Cari lettori, i capitoli si fanno sempre più corti e fuffosi.

Ci regalano però una perla: l’amica generica SA che Hope si taglia, ma non fa nulla, perché la povera Hope non è pronta ad affrontare l’argomento!

“Lo so che stai male, l’ho notato Ale, non sono stupida o cieca. Lo so cazzo che ti tagli, li ho visti quei bastardi sui tuoi polsi, ho visto i lividi e il tuo sguardo perdersi. Ho visto un tale casino dentro di te, uragano.
(…)
“Ma lo accetto, quando ti sentirai pronta me ne parlerai, lo so.
(…)
“Soltanto Ale, fa che non lo scopra al tuo funerale, capito? Non ti perdonerei mai!”

Insomma, è come dire “lo so che ti droghi, ma se non vuoi disintossicarti mica posso intervenire in qualche modo: aspetto che tu lo decida da te!”
Dai, almeno chiedi ai genitori!

CHECK.

Hope, dopo la fuffa, va a trovare Jace per riprendersi gli auricolari e lo trova sul punto di baciarsi con l’ochetta.

E daglie…

Nel capitolo dopo la gita è già finita e Hope è dalla mamma bella, tutta contenta e desiderosa di sapere com’è andata… io sarei più interessato a capire cosa passa per la testa di questa donna.

Si tratta di una vittima inconsapevole di abusi? Direi di no, lo sa. Allora vuole cambiare il marito? Ma se sa che la figlia viene picchiata di continuo perché non fa nulla? Ha paura? Non mi pare che abbia l’atteggiamento di una persona spaventata.

Boh.

Il padre arriva ed è sul punto di picchiare/stuprare sua figlia (CHECK tentato stupro) con la madre che si limita a implorarlo.

Alexis fugge da Jace! Dai trama, vai avanti!
E no, non gli dice nulla di nulla.

Ma c’è… un’altra festa! Ancora!

Ma basta!

Dopo fuffa… i due tornano e Jace decide di seguire Hope… a tal proposito, in precedenza non aveva sentito l’odore di alcool nell’aria? Sapete, prima che Alexis finisse in ospedale?
Dai… finiamola…

Il padre dà ancora alla figlia della puttana… Jace lo spintona… il padre cerca di picchiarlo… Jace lo picchia.
K.O.

Due giorni dopo Alexis discute con la madre del fatto che devono mettere un punto alla situazione.
Ah, la madre è sconvolta dal fatto che il padre picchiasse la figlia. Manco lo ha notato. Nulla. Zero. Ma se lo aveva coperto e…
Niente, lasciamo perdere.

Evgenij:- Troppa incoerenza.-

Allora, cosa si fa?

SI DENUNCIA.

Quindi la polizia, che evidentemente non è italiana, decide d’installare delle telecamere in casa delle vittime e lascerà una pattuglia per ben una settimana.

Wow…

Evgenij:- Ovvero, bastava fare una denuncia e si sarebbe ottenuto subito un aiuto concreto, in questo universo?! Ma allora… Basta, voglio anch’io del vino!-

La storia, per ora, si conclude con una rivelazione: la prof aveva messo insieme il bullo ex tossicodipendente con l’autolesionista vittima di violenze affinché si aiutassero a vicenda.

GENIALE!
D’altronde, lo sappiamo tutti che il prodotto tra due numeri negativi è un positivo!

Che altro dire… non sarebbe neanche male come idea, se non fosse che la fic tratta con estrema superficialità le tematiche.

HacchanADL: – Ma poi il tutto si viene a sapere sempre così all’improvviso e all’ultimo momento, come a voler mettere delle eleganti pezze a colori su delle voragini nel pavimento. –

Alexis, la nostra Hope, si ripete di essere forte, ma non lo è. Ci sta. Smette in fretta di essere autolesionista (NON funziona così, e giusto, check!), dovrebbe essere distrutta e sull’orlo del baratro, ma alterna momenti di depressione ad altri di gioia e allegria, riuscendo pure a concentrarsi nella lettura e nello studio con passione.

Dakota, l’amica generica, è il classico personaggio che sa tutto ma non fa nulla.

Jace prima ha rovinato la vita di Alexis, poi ne è diventato l’angelo custode e per tutto il racconto alterna momenti di assoluta stronzaggine ad assoluta generosità, come un tipico “bipolare” delle ficcine.

La madre non nota niente manco a sbatterglielo in faccia (salvo che in certi momenti pareva aver coperto il padre violento e alcolista, o sparlato della figlia alle sue spalle).

I prof vogliono aiutare, ma sono impotenti di fronte alla bulla generica: manco un richiamo, una nota, nulla.

Gli altri personaggi manco li nomino.

Da vittima di bullismo, posso garantire che non funziona così: spesso ci vogliono anni perché la polizia possa fare qualcosa (basta citare i casi di stalking), le autorità si voltano dall’altra parte, tutti ti abbandonano, ma per menefreghismo e indifferenza più che per impotenza.

Beh, dopo l’ultimo check, cari lettori, penso che accompagnerò Re Robert a una battuta di caccia al cinghiale. Per sicurezza mi porterò un kit di pronto soccorso.

Con un po’ di delusione perché la storia era partita come una perla del trash,

fanwriter91

Il Consumismo vagava nel campo dove si era consumata la terribile battaglia.
Superato il corpo senza vita del campione maligno, vide Tonio Cartonio ancora in piedi: la spada spezzata, l’armatura in frantumi, il corpo trafitto da decine di frecce.
Con un grido, il supremo difensore si scagliò, ma il Consumismo alzò una mano e lo trafisse con un tentacolo.
In un ultimo, disperato tentativo, Tonio gli recise la serpentina appendice, la lama dei Sogni dei Bambini squarciò le tenebre dell’ignoranza, ma solo per un istante.
Alimentate dall’avarizia, le membra del Consumismo si rigenerarono.
Il Fantabosco era stato dato alle fiamme, la strada era spianata.
Hope, Mr. Grey, il Mostro delle Foto, Gary Stue e Hitler giunsero un istante dopo attraverso un buco di trama.
Il Divoratore dei Sogni, unico maligno superstite, si affiancò loro.
Erano le incarnazioni dei Sette Peccati.
Hope, la Superbia, poiché si riteneva migliore di chiunque altro.
Hitler era l’Ira.
Mr. Grey la Lussuria.
Gary Stue era l’Invidia, poiché sapeva di non essere possente come sosteneva.
Il Mostro delle Foto era Pigrizia: solo un pigro metteva foto al posto della descrizione.
Il Consumismo incarnava l’Avarizia.
Il Divoratore dei Sogni, ultimo arrivato, simboleggiava la Gola.
I sette emisero un grido che si propagò nei mondi della fantasia: il cielo dei sogni andò in frantumi come uno specchio, le stelle si oscurarono e la Fiamma della Fantasia si spense.
Con essa anche la diversità si sarebbe presto estinta, tutti sarebbero stati o bad boy oppure dei cloni di Hope.
Il mondo non sarebbe stato più a colori, ci sarebbero state solo cinquanta sfumature di grigio nell’arco di poco tempo.
Sciocchi personaggi che non avevano saputo allearsi tra loro!
Il Consumismo primo fra tutti era venuto, aveva sparso segretamente il seme dell’avarizia, gocce di tenebra che inquinarono puri laghi e scintillanti fiumi.
La sete di potere aveva diviso i personaggi, impedendo loro di coprire ogni fronte, mura vennero erette dove bisognava costruire ponti.
Eppure, anche se la Fiamma si era spenta, le sue ceneri erano ancora calde, pronte a incendiarsi nuovamente.

Angolo autore:
Cari lettori, come avrete visto le forze di Hope procedono!
Volete fermarle?
Volete impedir loro di distruggere la fantasia?
Volete vendicare Tonio Cartonio?

Il vostro fanwriter91 combatte ogni giorno, ma ha bisogno del vostro aiuto. Come sapete ho il sogno di diventare uno scrittore vero, sto cercando di far crescere il mio fandom, ma sono spesso soverchiato dalle storie che scalano le classifiche infrangendo il regolamento (o comunque riproponendo sempre le stesse storie di relazioni abusive).
Il mio libro è un dark fantasy in cui cerco di trattare tematiche a me care, come la religione, la manipolazione della massa, il nepotismo e tanto altro. Nel racconto figura anche un personaggio omosessuale che abbatte gli stereotipi con un sol colpo.

https://www.wattpad.com/477156686-l%27avvento-dell%27imperatrice-dura-verit%C3%A0-revisionato

Quindi, se vi va aiutatemi a crescere, o magari chiedete ai vostri amici/conoscenti se sono interessati! Fate girare!
Ogni visual è una ventata d’aria calda alla Fiamma, un colpo in più a Hope e uno in meno per il Passante!

Grazie!

Un abbraccio

fanwriter91

8 pensieri su ““Different” (Macché differente, è piena di cliché!)

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