La discriminazione nell’intrattenimento per nerd

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Salve a tutti, belli e brutti, oggi parliamo di #femminismo e #discriminazione!

E per farlo cominceremo con le super-eroine.

Ne ho lette di cose assurde su Facebook.

Gente che dice che “Avengers: Endgame” avrebbe fatto schifo perché Carol Danvers, alias Capitan Marvel, forse avrebbe potuto sconfiggere Thanos, e questo è segno delle “diaboliche femministe” che hanno fatto pressione sull’industria per “rovinare tutto”.

Non si sapeva neanche che ruolo avrebbe avuto Carol, ma criticavano già il film perché c’era la possibilità che (inaudito!!!) un personaggio femminile fosse più rilevante di alcuni di quelli maschili, e pare che le pressioni siano state tali che i Russo avrebbero effettivamente ridotto l’importanza di Capitan Marvel nel film.

Tali cosiddetti “fan” sostenevano che la Danvers fosse stata potenziata arbitrariamente per fare contenti i SJW (Social Justice Warriors, termine usato dai nerd bianchi più repressi per etichettare in modo offensivo chiunque sia dalla parte della basilare decenza umana), ma così dicendo dimostrano che del personaggio non sanno una cippa-lippa di niente.

1) Carol ha combattuto contro un essere con la forza fisica combinata di Hulk (modalità Sfregio Verde), Freccia Nera e Sentry; ha sopportato per vari minuti lui che la colpiva ripetutamente nella colonna vertebrale con tutta la sua forza e alla fine l’ha battuto, portandolo in volo fuori dall’atmosfera, dove non poteva respirare. Questo nei fumetti, oltre dieci anni fa, quindi non si dica che è una roba che si sono inventati per renderla popolare per i film.

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2) Carol è in grado di assorbire quantità pressoché illimitate di radiazioni stellari, diventando Binary; in questa forma, è più potente di un Araldo di Galactus

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3) Sai quanto si incazzerebbero, i suoi detrattori, se sapessero che, già ai vecchi tempi, c’è stata una Capitan Marvel donna E PER DI PIÙ DI COLORE? Parliamo di Monica Rambeau, eroina nera creata nel 1982 da Roger Stern e John Romita Jr. Correntemente si fa chiamare Spectrum, ha cambiato “nom de guerre” più spesso di quanto io e voi ci cambiamo i calzini. La figura di Monica Rambeau è anche accennata nel film di Capitan Marvel, come figlia di Maria Rambeau (Lashana Lynch), adorata collega di Carol.

Altri dissero che ci sarebbe dovuto essere prima un film su Mar-Vell, il Capitan Marvel originale

Altri dissero che ci sarebbe dovuto essere prima un film su Mar-Vell, il Capitan Marvel originale

Sapete, no?

Quello che nessuno si è mai cagato di pezza da vent’anni, salvo tutti riscoprirsi suoi fan per avere una scusa per sputare vetriolo su un personaggio femminile.

Ancora, c’è chi dice che Capitan Marvel avrebbe dovuto indossare il costume di quando era Miss Marvel; costume che consisteva, vi ricordo, in un body di pelle nera e stivaloni da dominatrice alti fino alla coscia con tacchi a spillo.

Poi si chiedono perché lo stereotipo dell’appassionato di fumetti viene dipinto come un maniaco sessuale che considera le donne come oggetti.

Ho letto di gente che ha scritto che il film di Wonder Woman fa schifo perché Gal Gadot non ha le tette abbastanza grosse e non sembra ripescata da una copertina di “Heavy Metal”.

Vorrei farvi notare che Wonder Woman è una SUPER-EROINA: il suo scopo primario è sconfiggere i cattivi e essere mitica e stupefacente mentre lo fa, quindi l’aspetto fisico è abbastanza secondario.

Come se poi Gal Gadot non fosse una splendida donna!

Senza contare che, nel caso qualcuno non avesse afferrato il concetto, in un film d’azione è importante che la protagonista sappia eseguire coreografie d’azione e Gal, che è esperta di Krav Maga, risponde al requisito.

Ma la cosa finora più stupida che io abbia sentito come critica mossa al film di Wondie, è che sarebbe stato definito un “film di propaganda femminista e SJW” perché “una donna sconfigge il Dio della Guerra”.

[respiro profondo per non sclerare]

Questa “argomentazione” (e uso il termine nel suo senso più ampio, me ne vengono in mente di assai meno lusinghieri) è la prova del fallimento dell’umanità come civiltà e come specie.

È la prova che Magneto aveva ragione e che l’Homo Sapiens andrebbe tenuto sotto controllo.

È la prova che, come pianeta, ci meritiamo di essere consumati da Galactus prima di sviluppare una tecnologia aero-spaziale abbastanza evoluta da permetterci di infettare il cosmo interstellare con la nostra idiozia.

Rendiamoci conto, il voto di questi antropoidi vale quanto il mio!

Ora, tanto per esplicitare esattamente quanto l’autore di questa bella pensata sia un cretino senza arte né parte, un neckbeard della mutua, un essere insulso, un servo della gleba ultimo tra gli ultimi, mi farò del male e analizzerò, nel dettaglio, come mai ha sparato una giga-stronzata mega-fotonica.

Prima di tutto, parliamo della cosa più ovvia: questo è un cacchio e contro-cacchio di FILM DI SUPER-EROI!

È tipo la prassi che l’eroe alla fine sconfigga il cattivo!

Passando oltre, secondo voi, chi aveva più possibilità contro la letterale incarnazione divina del massacro?

Come la buon’anima di Mike Bongiorno, vi do TRAH opzioni:

1). Steve Trevor, un uomo normale che non ha nemmeno armi adeguate, però è un maschio bianco eterosessuale che quindi fa contenti i neckbeard.

2). Wonder Woman, un’Amazzone super-forte con armi magiche e poteri divini derivanti dall’essere figlia di Zeus.

3). Io, che ho il FENOMENALE POTERE COSMICO di recensire film carichi di trash e disagio.

Credo che la risposta sia chiara.

Io.

Ma visto che io nel film non ci sono, ripieghiamo sulla seconda scelta migliore, ovvero Wonder Woman, l’invincibile Principessa Guerriera forgiata dal fuoco di mille battaglie.

Ma visto che io nel film non ci sono, ripieghiamo sulla seconda scelta migliore, ovvero Wonder Woman, l'invincibile Principessa Guerriera forgiata dal fuoco di mille battaglie

Ma visto che io nel film non ci sono, ripieghiamo sulla seconda scelta migliore, ovvero Wonder Woman, l’invincibile Principessa Guerriera forgiata dal fuoco di mille battaglie
Secondo, “Wonder Woman è femminista”.

Wow.

Quale altra grande scoperta hai fatto? Che l’acqua è bagnata?

Insomma, per parafrasare Fiorello, questa opinione “è come un ovetto Kinder, solo che dentro non c’è manco la sorpresa!”.

Di recente, l’industria fumettistica ha cercato di allargarsi, con un cast più diversificato.

Abbiamo visto decisioni abbastanza senza senso, come una Thor donna (il punto non è dare ad una donna i poteri di Thor, ma il suo nome di battesimo, fermo restando che le storie di questo ciclo sono fantastiche), ma anche cose ben eseguite, come un Capitan America nero, che è stato usato anche come satira verso il contraccolpo razzista che ne è scaturito sui social media.

A coloro che si sentono offesi dalle minoranze, voglio offrire due cose: prima di tutto, una sincera richiesta di andare a giocare a mosca cieca sulla pista del GP di Monza.

Secondo, i seguenti fatti:

1). Il cast dei personaggi Marvel è diversificato e multi-etnico da quando esistono: Ben Grimm (la Cosa dei Fantastici 4) è ebreo, la Marvel ha creato il primo super-eroe afro-americano e il primo di origini completamente africane (rispettivamente Luke Cage e Pantera Nera, da cui ha poi preso il nome il movimento di protesta contro la segregazione razziale), il Fulmine Vivente è Latino e omosessuale, negli originali Howling Commandos di Nick Fury c’erano, per dirla alla Sergente Maggiore Hartman, “neri, ebrei ed Italiani”, col Messicano rimpiazzato da un omosessuale, eccetera.

2). Capitan America, quello contro il cui cambio di etnia hanno protestato tutti, è stato creato per incoraggiare la discesa in guerra contro l’Asse, e i filo-nazisti americani hanno cercato di letteralmente ucciderne gli autori, ai tempi.

3). Gli X-Men sono letteralmente una metafora per qualunque minoranza che subisca discriminazioni.

4). Nemici classici di Daredevil, Capitan America eccetera sono il gruppo di suprematisti bianchi dei Figli del Serpente.

5). Tutti i creatori originali della vecchia guardia di autori Marvel erano Ebrei, brutti impuniti della mutua che non siete altro, razza di servi ultimi tra gli ultimi!

Tutti i creatori originali della vecchia guardia di autori Marvel erano Ebrei, brutti impuniti della mutua che non siete altro, razza di servi ultimi tra gli ultimi!

 Tutti i creatori originali della 	vecchia guardia di autori Marvel erano Ebrei, brutti impuniti della 	mutua che non siete altro, razza di servi ultimi tra gli ultimi!

 
Ora, state a sentire, gente: eccovi i principali motivi per cui Miss Marvel, Kamala Khan, è un personaggio figherrimo:

1)Si sono ricordati che, quando si crea un personaggio proveniente da una minoranza etnica, bisogna anche fargli avere una personalità che si estenda oltre la minoranza etnica in questione.
2)Kamala è una di noi: una nerd fangirl all’estremo, la sua introduzione la vede scrivere una fanfiction in cui gli Avengers e gli X-Men si alleano con i My Little Pony per sconfiggere un Abominio Cosmico di stampo lovecraftiano.
3)Le scene comiche della sua serie sono tra le migliori che mi sia capitato di leggere.
4)Quando il tema dell’integrazione delle culture viene affrontato, è fatto in maniera intelligente.
5)Nella sua serie c’è Loki in alcuni dei suoi momenti più divertenti.
6)Kamala usa il cervello per trovare usi migliori dei suoi poteri e per affrontare i nemici contro cui i poteri e basta non servono.
7)Quando interagisce con gli altri Avengers, è semplicemente adorabile.
8)Ha un bel costume, nella sua semplicità.

La serie dei Champions, per quanto abbia la sua bella dose di scontri con i super-cattivi, è basata sull’affrontare problemi sociali: i diritti delle donne e delle minoranze, gli abusi commessi dalla polizia brutale, e potrei continuare.

Nessuno di questi temi è mai trattato con leggerezza né, viceversa, con fare pedantesco, ma anzi rende il lettore partecipe grazie a personaggi di cui rapidamente ci innamoriamo, per quanto sono realistici e ben scritti.

Se proprio devo muovere una critica a questa serie, è che uno dei miei personaggi moderni preferiti, Amadeus Cho, il nuovo Incredibile (o meglio, Fighissimo) Hulk, ci fa un po’ la figura del cioccolataio.

Appare arrogante, ego-riferito, a volte sembra che gli importi più di fare bella figura che di fare la cosa giusta e, soprattutto, non viene manco menzionata Delfina Gorgone, il suo primo amore.

   Appare arrogante, ego-riferito, a volte sembra che gli importi più di fare bella figura che di fare la cosa giusta e, soprattutto, non viene manco menzionata Delfina Gorgone, il suo primo amore

Appare arrogante, ego-riferito, a volte sembra che gli importi più di fare bella figura che di fare la cosa giusta e, soprattutto, non viene manco menzionata Delfina Gorgone, il suo primo amore
Per il resto, “Champions” rimane un fumetto che non delude e che raccomando caldamente a chiunque ami i super-eroi, o anche solo una storia ben scritta.

Ora, vi devo parlare di una mia conoscenza.

Un individuo i cui gusti cinematografici sono “peculiari”.

In sintesi, ritiene che “Spiderman 3” sia un capolavoro perché l’ha fatto Raimi (e fottesega che Raimi l’abbia rinnegato, definendolo una ciofeca, perché la Sony ha interferito nella sua visione originale al punto che quel film può a malapena essere definito un’opera di Raimi), e che tutti i cinecomics moderni (a parte i Guardiani della Galassia) siano spazzatura perché non sono fatti da Raimi.

Esempio emblematico è la sua opinione sul film di Black Panther, uno dei cinecomics di maggior successo mai fatti.

La sua opinione è che tale film “ha avuto successo solo perché l’attore è nero”.

In sintesi, secondo lui il film, avendo come protagonista un tizio di colore, non ha avuto successo perché ben fatto (dopotutto, non l’ha fatto Raimi o Gunn, quindi non può essere un bel film [#SARCASMO]), ma solo per colpa del politically correct di tutti che correvano a vederlo per non essere accusati di razzismo.

E in tutto questo, lui “Black Panther” non l’aveva neanche guardato, quindi la sua opinione, qui lo dico e non lo nego, vale meno di niente.

Vorrei ora spendere due parole per rivolgermi direttamente a tutti coloro che dicono che sto esagerando, che questa fantomatica “discriminazione” non esiste, in realtà.

O siete dei ciechi che non vogliono vedere o siete proprio in malafede.

Ogni volta che viene fatto un film “nerd” con protagonista una qualsiasi minoranza, i nerd maschi e bianchi si fiondano ad affossarlo di critiche prima ancora che sia uscito, in modo da distruggerlo e convincere tutti che sia brutto IN QUANTO incentrato sulle minoranze.

E questo ci riporta a Carol Danvers: tutti a dire che è un personaggio odioso, a dire che sperano che Thanos la uccida, per quello che ha fatto nella saga a fumetti Civil War II.

Sorvolando sul fatto che dare ad un essere come il Folle Titano un piedistallo morale su cui starsene tutto tronfio come se fosse il suo trono spaziale richiede una discreta dose di sociopatia, sapete cosa ha fatto la Danvers in Civil War II?
Sorvolando sul fatto che dare ad un essere come il Folle Titano un piedistallo morale su cui starsene tutto tronfio come se fosse il suo trono spaziale richiede una discreta dose di sociopatia, sapete cosa ha fatto la Danvers in Civil War II?

Per la maggior parte, errori in buona fede, causati anche da un lutto personale (in breve, Thanos le aveva ammazzato l’husbando e lei avrebbe potuto prevenirlo se avesse utilizzato bene quello che poi sarebbe divenuto il “casus belli” della seconda Guerra Civile) e per il resto è stata manipolata a sua insaputa da un falso Steve Rogers che era in realtà un agente dormiente dell’HYDRA; sapete, no? I fottuti nazisti che odiano le minoranze e il cui leader, il Tezkio Rossen, ha quasi ucciso la sua stessa figlia neonata per la colpa di essere nata femmina.

Ma mi raccomando, eh: i nerd non sono razzisti o misogini, è solo uno stereotipo spinto da qualunque spauracchio sia di moda al momento sulle imageboard.

Vediamo invece cosa ha fatto Tony Stark quando ha combattuto LUI la sua Civil War.

Ha creato uno squadrone della morte di super-criminali per cacciare i super-eroi che non la pensavano come l'establishment e l'ha messo in mano alla persona più mentalmente sana ed equilibrata che conoscesse

Ha creato uno squadrone della morte di super-criminali per cacciare i super-eroi che non la pensavano come l’establishment e l’ha messo in mano alla persona più mentalmente sana ed equilibrata che conoscesse.

Questo qui:

Ha manipolato psicologicamente ed emotivamente Peter Parker, spingendolo a rendere pubblica la propria identità di Spider-man
Ha manipolato psicologicamente ed emotivamente Peter Parker, spingendolo a rendere pubblica la propria identità di Spider-man.

Ha mandato Goblin ad uccidere degli ambasciatori di Atlantide in modo che Namor (l'Aquaman della Marvel, anche se è venuto prima di Jason Momoa) non si fidasse del mondo di superficie e non venisse ad aiutare Capitan America
Ha mandato Goblin ad uccidere degli ambasciatori di Atlantide in modo che Namor (l’Aquaman della Marvel, anche se è venuto prima di Jason Momoa) non si fidasse del mondo di superficie e non venisse ad aiutare Capitan America.

Ha mandato Goblin ad uccidere degli ambasciatori di Atlantide in modo che Namor (l'Aquaman della Marvel, anche se è venuto prima di Jason Momoa) non si fidasse del mondo di superficie e non venisse ad aiutare Capitan America
Ha creato un carcere extra-dimensionale in cui rinchiudere senza processo a tempo indeterminato tutti quelli che gli stavano sulle balle.

L’ha costruito nella Zona Negativa, un luogo che, a causa della propria natura, corrode la salute fisica e mentale di chi ci resta troppo a lungo.

Di base, Guantanamo Spaziale.

Ha sfruttato l'intera faccenda per un personale tornaconto economico

Ha sfruttato l’intera faccenda per un personale tornaconto economico.

Ha finanziato gruppi sovversivi per rafforzare l'idea che l'Atto di Registrazione dei Super-Umani fosse necessario

Ha finanziato gruppi sovversivi per rafforzare l’idea che l’Atto di Registrazione dei Super-Umani fosse necessario.

Ha creato un clone cibernetico di Thor che ha ucciso un altro super-eroe (e sorvoliamo sulle sfortunate implicazioni date dalla scena di un tizio biondo e dagli occhi azzurri che, agendo come Forza dell'Ordine, uccide un uomo di colore perché oppo...
Ha creato un clone cibernetico di Thor che ha ucciso un altro super-eroe (e sorvoliamo sulle sfortunate implicazioni date dalla scena di un tizio biondo e dagli occhi azzurri che, agendo come Forza dell’Ordine, uccide un uomo di colore perché oppone resistenza).

Ha creato un clone cibernetico di Thor che ha ucciso un altro super-eroe (e sorvoliamo sulle sfortunate implicazioni date dalla scena di un tizio biondo e dagli occhi azzurri che, agendo come Forza dell'Ordine, uccide un uomo di colore perché oppo...
Ha creato un gruppo di super-eroi pagati dalle tasse dei contribuenti e l’ha messo in mano ad un ex-alcolizzato, solo perché tale alcolizzato era suo amico personale, a cui ha anche dato dei super-poteri.

Ha creato un gruppo di super-eroi pagati dalle tasse dei contribuenti e l'ha messo in mano ad un ex-alcolizzato, solo perché tale alcolizzato era suo amico personale, a cui ha anche dato dei super-poteri
Quando Spider-man si è ribellato, ha dato personalmente l’ordine di dare la caccia a lui e ai suoi cari.

Ha causato indirettamente la morte di Capitan America e ne ha usato il cadavere come esca per attirare i ribelli allo scoperto
Ha causato indirettamente la morte di Capitan America e ne ha usato il cadavere come esca per attirare i ribelli allo scoperto.

Ha causato indirettamente la morte di Capitan America e ne ha usato il cadavere come esca per attirare i ribelli allo scoperto
Ma a quanto pare, siccome l’ha fatto il maschio bianco eterosessuale ad alto reddito interpretato da Robert Downey Jr., è tutto perdonabile.

È in momenti del genere che mi vergogno di essere un nerd.

Perché, vedete, gira su Internet una versione pirata di “Avengers: Endgame”: una versione che dura meno della metà del film vero.

Sono state tagliate tutte le scene in cui delle donne fanno qualcosa che non sia “essere la ragazza dell’eroe”, perché considerate “diseducative”.

Inclusa la scena in cui l’Antico conversa con Hulk riguardo al continuum temporale (nella “nuova versione” lei ne è intimorita e gli cede subito la Gemma del Tempo), quella in cui Pepper convince Tony Stark a prendere parte alla missione di recupero, e addirittura quella iniziale in cui Clint insegna alla figlia il tiro con l’arco.

Cioè, mica vogliamo che le ragazzine fan della Marvel osino pensare di poter avere un ruolo attivo nella vita, anziché essere solo dei trofei, vero?

Sono state tagliate le scene con protagonisti di minoranze etniche, perché a quanto pare è “sbagliato” mostrare che, anche se non sei bianco, puoi contare qualcosa.

Sono state tagliate le scene comiche e quelle in cui i super-eroi mostrano una qualsiasi emozione diversa dalla rabbia, perché se esprimi i tuoi sentimenti (magari a ri-incontrare un parente morto o a rivedere vivo il ragazzo che consideri come un figlio e della cui morte ti senti responsabile) allora non sei un modello positivo per i ragazzi, che DEVONO per forza adorare la mascolinità tossica.

Secondo voi è un caso che il personaggio Marvel preferito di questi tizi sia il Punisher, o meglio, la loro idea del Punisher?

Un maniaco omicida che sa esprimersi solo attraverso la violenza e la vendetta, un malato d’armi che viene completamente giustificato dalla narrazione, perché in qualche modo le sue vittime “se lo meritano”, e tutti i sistemi meno estremisti di fermare il crimine si rivelano, nelle sue storie, sempre inefficaci?

Gli stessi tizi che adorano alla follia il vigilante sono i primi a dire che “non fa mai del male a degli innocenti!”, ma è spudoratamente falso: nelle sue prime apparizioni, per il Punisher bastava un sospetto, un sentito dire, per firmare la condanna a morte anche di altri super-eroi, come Spider-Man, e anche durante la prima Civil War si è reso colpevole di omicidi di innocenti.

Prendiamo Stilt-Man: una barzelletta di criminale, uno con il FENOMENALE POTERE COSMICO di… avere i trampoli!

Non ha mai fatto male a nessuno, e l’ultima volta che è apparso, si stava redimendo e stava diventando un super-eroe.

Frank Castle, nonostante tutto questo, ha deciso che un criminale innocuo come lui meritava lo stesso trattamento del capo dell’ISIS, e gli ha sparato nell’uccello con un bazooka, prima di finirlo freddandolo con un colpo di semi-automatica in bocca.

Questa è la mascolinità tossica: l’idea che la compassione sia debolezza, che fare del male sia giustizia, che la virilità di un uomo si misuri in base a quanto possa (e, soprattutto, apprezzi) schiacciare chiunque incorra nelle sue ire, o chiunque sia anche solo divertente schiacciare.

Vi lascio in proposito questa riflessione di Lewis Lovhaug, alias Linkara.

E chi criticano, invece?

Riri Williams, alias Ironheart, ragazzina nera che per un breve periodo ha fatto le veci di Ironman, e ogni singolo numero della sua testata causava la pubblicazione di una dozzina di video, ognuno lungo come una messa pasquale, aventi come scopo il dire che è una Mary-Sue e che tutto quello che ha fatto in quel numero è la prova del fatto che in realtà è una super-criminale.

Sono arrivati al punto che l'hanno condannata per super-criminalità
Sono arrivati al punto che l’hanno condannata per super-criminalità… per aver attaccato il Dr Destino!

Parentesi: in quel periodo Destino si faceva chiamare Iron-Man e tentava di fare il super-eroe, e più o meno chiunque lo conoscesse non gli credeva.

Lo SHIELD e vari super-eroi gli davano la caccia, ma loro hanno avuto un free pass.

Qualcuno ha la faccia di sedere di dirmi che è una coincidenza che la cacca venga tirata addosso alla RAGAZZA NERA che fa la stessa cosa che i maschi bianchi fanno impunemente?

Mi domando perché questo odio per Riri, poi.

Non può essere solo perché è stata l’erede di Tony Stark.

Sarà perché è una ragazza?

Sarà perché è di colore?

Sarà perché è una ragazza di colore che, in una delle sue prime storie, non si lascia assassinare senza motivo da dei poliziotti bianchi?

Sì, perché una delle prime imprese di Riri, una volta completata la sua armatura, consiste nel fermare un’invasione di mostri extra-dimensionali; nonostante la polizia abbia visto Riri salvare la situazione, le puntano contro le pistole, e lei si limita a difendersi disabilitando le armi da fuoco degli sbirri.

Ma nel mondo reale, i nerdacci recensori dicono che questo fa di lei una super-criminale.

Ora, alla luce di questo, voglio rivolgermi a tutti coloro che dicono che questo problema non esiste, o che lo sto esagerando, o che non è davvero un problema: o siete degli idioti, o siete in malafede, ma probabilmente siete entrambe le cose.

E quelli che dicono che “Ma ci stiamo solo difendendo dal politically correct e dalla diversificazione forzata!”, o “Se non cercassero di imporci di accettare il diverso, noi non lo odieremmo!”, o ancora “Se le femministe e le minoranze non si triggerassero così facilmente per i nostri insulti, noi non ci divertiremmo ad insultarle, e quindi in qualche modo è colpa loro!”… non solo sono idioti in malafede, ma anche dei patetici perdenti.

Sempre a definire “fragili fiocchi di neve che si offendono per un nonnulla” chiunque sia contro l’uso di stereotipi offensivi, e poi sono i primi che, appena esce un prodotto in cui le donne non sono eye-candy, o qualcuno di colore fa bella figura, mettono tale prodotto all’Index Librorum Prohibitorum, radunano una folla inferocita che manco Gaston e gli assedianti del Castello di Frankenstein messi assieme, e vanno a frignare dalla mammina, dai loro pari e dal Papa Re perché costringano TUTTI a cambiare il suddetto prodotto.

Ve lo ripeto, se proprio voi state leggendo questo articolo: siete dei patetici perdenti, siete nati patetici perdenti, morirete patetici perdenti, e in nessun nanosecondo della vostra vita di patetici perdenti sarete altro che patetici perdenti.

Perché, diciamocelo, come si può definire uno che non solo si sente costantemente in competizione, ma ha tanta di quella paura di essere sconfitto che, nonostante tale competizione abbia avvantaggiato LUI E SOLO LUI praticamente da quando esiste, deve proprio PROIBIRE a chiunque altro di partecipare, altrimenti si sente minacciato, perché i suoi preziosi privilegi diminuiscono leggerissimamente se a qualcun altro vengono date possibilità oneste?

A casa mia, questo è un bulletto, uno sfigato, in parole povere: un patetico perdente.

A coloro che dicono che “non esistono razzismo e sessismo istituzionalizzati” devo fare un discorso complesso.

Prima di tutto, in America, specificatamente in Alabama, ma si sta già progettando di renderla una legge federale, una donna che abortisce viene accusata di omicidio.

Anche se la gravidanza è frutto di uno stupro.

O di un incesto [Sweet Home Alabama Intensifies]

Anche se portare avanti la gravidanza ucciderebbe sia lei che il bambino.

Anche se non è lei ad aver abortito, ma qualcuno che le ha sparato, facendole perdere il bambino (link nel commento).

Questa legge, senza “se” e senza “ma”, non è per proteggere la vita del feto: è per opprimere le donne, i fatti lo dimostrano.

E che scusa usano, i Repubblicani? Che “il feto, a sei settimane, ha già un battito cardiaco”.

Numero uno: è falso, il feto a sei settimane è grande come un chicco di ribes, non può avere un battito cardiaco né tantomeno un cervello funzionante (il che significa che è pronto a votare Repubblicano).

Numero due: anche gli immigrati che il Governo Trump sta mettendo nei lager hanno un battito cardiaco, dico bene?

E così anche i bambini di colore uccisi a sangue freddo da poliziotti che non la pagano mai, e i musulmani vittime di bombardamenti nelle moschee americane da parte del Klan e dei neo-nazisti che vengono poi protetti dalla polizia, o gli omosessuali linciati, o i prigionieri di guerra che vengono stuprati col manganello ad Abu-Ghraib, o i Nativi che vengono sfrattati dalle loro terre per farci passare gli oleodotti, o le donne che Trump ha incoraggiato a violentare.

Ma immagino che, siccome sono dei “diversi”, o siccome far loro del male è piacevole per chi compone la maggioranza al potere, il loro battito cardiaco valga un po’ di meno.

Passiamo ora al razzismo istituzionalizzato.

Non parlerò dell’Italia, perché se dico che l’Italia ha come Ministro degli Interni un bugiardo mangia-a-sbafo che diffonde bufale razziste per creare allarmismo, accaparrarsi voti e tenersi buoni i neo-fascisti, il suddetto Ministro manda la Digos e le squadracce di Casa Pound ad aspettarmi sotto casa…

Parliamo invece degli Stati Uniti d’America, e di quello che la gente dice per inventarsi che no, il razzismo non esiste.

“I neri uccidono più bianchi, rispetto a quanto i bianchi uccidano i neri”.

FALSO, in tre punti:

1). Le persone di colore vengono INCARCERATE più spesso dei bianchi, specie per delitti in cui la vittima è un bianco. Il punto è che, statisticamente, una giuria di bianchi condannerà più facilmente un nero, anche senza prove, e che molto spesso i giudici annullano le sentenze delle giurie di colore, quando queste dichiarano innocenti dei neri o colpevoli dei bianchi. A causa di questo, è facile convincere sospetti di colore a dichiararsi colpevoli da soli in cambio di una pena ridotta.

2). Quando un nero uccide un bianco, non è praticamente MAI perché il mortammazzato è bianco.

3). Quando un bianco uccide un nero, il bianco di solito viene protetto dalla polizia, questo quando non è proprio direttamente un poliziotto. Emblematico il caso del suprematista bianco che entra in una chiesa, uccide una decina abbondante di persone, ne ferisce molte altre, e viene scortato fuori dalla polizia, senza manette e con un giubbotto anti-proiettile. Gli sbirri gli hanno poi offerto un cheeseburger perché “sembrava molto provato dalla vicenda”.

Quindi, sì, in America esiste un razzismo istituzionalizzato; è dimostrato che i poliziotti bianchi tendono a fermare persone appartenenti a minoranze SENZA CHE CI SIA ANCHE SOLO IL SOSPETTO CONCRETO di un crimine, e che durante l’arresto, sempre i poliziotti FINGANO che la persona di colore sia armata e opponga resistenza, PROPRIO PER AVERE LA SCUSA PER UCCIDERLA.

Ripugnante è dir poco.

Passiamo ora a Star Wars, e prepariamoci ad una flame-war.

Galen Marek ha tirato uno Star Destroyer (una nave che può raggiungere le decine di chilometri di lunghezza, la più grande di tutte, la Classe Malevolent, è una mostruosità di 81 CHILOMETRI, se non vado errato) fino alla superficie di un pianeta, partendo dall’orbita.

Per tacere di Darth Vader, che ha letteralmente disintegrato uno Star Destroyer intorno a sé, senza neanche scomporsi troppo.

Se preferite metodi più sottili di essere over-power, vediamo Darth Sidious, l’Imperatore Palpatina, un tizio che, niente-niente, ha una tale padronanza del Lato Oscuro da impedire ad ogni singolo Jedi esistente di rilevarlo usando la Forza.

Ma mi raccomando, eh: la cosa esagerata è che Rey, una donna, sia brava a fare qualcosa!

E prima che qualcuno dica “no, non siamo sessisti, non critichiamo Ahsoka Tano”, vorrei dire due cosucce.

Primo: no, non è vero, quando Ahsoka è apparsa nelle prime stagioni tutti la odiavano, le tiravano addosso gli stessi insulti che tirano oggi a Rey, e la definivano peggio di Jar Jar;

Secondo: facile con Ahsoka, viene da una serie TV, è più facile inventarsi che non è canon!

Ceeeeeerto, il fatto che Rey sappia pilotare il Falcon è un’esagerazione.

Infatti non è stato detto più volte che tutti i forza-sensitivi, e in particolare quelli con il potenziale per diventare Jedi, hanno dei riflessi iper-sviluppati che li rendono piloti eccezionali.

Oh, aspetta!

Senza contare il fatto che non è manco alla lontana una pilota al livello di Luke (che più o meno senza addestramento andava a guidare un X-Wing in culo alla Morte Nera) e Anakin (che a 9 anni partecipava per hobby a corse mortali e, sia pure con l’aiuto di R2, ha distrutto una ammiraglia della Federazione dei Mercanti), lei ha quasi schiantato il Falcon due volte e avrebbe perso contro i TIE Fighter (i peggiori catorci della Galassia) se non ci fosse stato Finn a pararle il culo (definirei in diversi modi qualcuno che ha bisogno di farsi aiutare da uno stormtrooper e per di più mancato, e ‘troppo competente’ non è uno di questi).

Non entrerò nel merito della diatriba se Rey sia o meno una Mary Sue: il punto è che mi pare di aver ampiamente dimostrato che, se ad avere i medesimi livelli di uber-powah-ness fosse stato qualcuno con il gargagiollo, a nessuno sarebbe fregato niente.

E ora, mi rivolgo di nuovo ai cosiddetti “Veri Fan della Marvel”, quelli che non vogliono che la ditta li “tradisca” dando visibilità agli “altri”.

Quante virgolette in ‘sto periodo, signora mia…

Comunque, se siete sessisti, razzisti, omofobi, se in sintesi la “rappresentanza delle diversità” vi dà fastidio… voi non siete dei Veri Credenti.

Questa non è una mia opinione personale, a cui si può contrapporre un’opinione opposta, ma altrettanto valida.

Questo non sono io che dico come la penso.

Se la pensate diversamente da me, su questo specifico argomento, avete torto.

E sapete perché?

Perché Smiling Stan “L’Uomo” Lee, all’anagrafe Stanley Lieber, ha sempre detto che i fumetti di super-eroi, essendo un prodotto di intrattenimento capace di raggiungere un pubblico vastissimo, soprattutto tra i giovani, hanno il preciso DOVERE di essere dalla parte dell’inclusione delle minoranze, per sensibilizzare l’opinione pubblica al riguardo.

E non parlava mica per sentito dire, eh.
Lui aveva fatto la guerra: veniva dall’epoca in cui i Nazisti ridefinirono il concetto di odio.

Lui aveva fatto la guerra: veniva dall'epoca in cui i Nazisti ridefinirono il concetto di odio

Non cominciate coi discorsi “eh, ma anche i comunisti”, o “e le foibe?” o “e allora il piddì?”.

Nessuna macchina di sterminio ha strumentalizzato l’odio e la paura per il diverso con la spietata efficacia della propaganda del Terzo Reich: hanno elevato lo scaricare la colpa sugli ultimi, in modo che la gente si sentisse autorizzata a fare a tali ultimi le peggiori porcate, ad una forma d’arte, tanto che il modello viene ripetuto ancora oggi in molte parti del mondo.

Dopo la guerra, Stan vide l’epoca in cui la segregazione razziale era ancora legge in molti Stati, e veniva ancora applicata nei fatti anche negli Stati in cui era stata formalmente abolita.

La stessa famiglia Lieber aveva dovuto tenere nascoste le proprie origini ebraiche, per evitare la ghettizzazione.

Stan e molti suoi collaboratori sfuggirono per miracolo a ronde di filo-nazisti americani che volevano “punirli” per aver scritto le storie di Capitan America, che incoraggiavano a battersi contro il Reich.

In parole povere, voi, che pur di avere la scusa per insultare le donne e le minoranze vi definite “Unici Veri Fan”, avete ballato la rumba sulla tomba di Stan Lee, sputando su tutto ciò in cui credeva.

Potrei andare avanti a lungo, parlando di come Superman fosse un’allegoria degli immigrati e un simbolo di aiuto verso gli ultimi e gli indifesi, tanto per dire, ma questo articolo sta già venendo abbastanza lungo, e abbassarmi al livello di gente che crede di perdere diritti quando essi vengono estesi anche a qualcun altro, mi sta facendo venire abbastanza la gastrite.

Alla prossima.

The Someone, Quel Nerd col Pizzetto

Un pensiero su “La discriminazione nell’intrattenimento per nerd

  1. Ho molto apprezzato questo tuo articolo; confesso di sentire mie molte tue obiezioni. Come ebbi occasione di affermare in un commento espresso in un altro blog, il punto importante non è chi sconfigge Thanos, ma che ciascuno degli eroi concorre a farlo, in base alle proprie capacità. Storicamente, i fumetti americani hanno espresso meglio di altri mezzi i cambiamenti della società occidentale: e questo vale, a maggior ragione, per le questioni razziali e di genere. Proprio pochi giorni fa, mi accingevo a rileggere il volume che raccoglieva alcune delle più importanti storie di Spider-man, che uscì alcuni anni fa a cura del quotidiano La Repubblica; ebbene, si resta turbati nel leggere quanto inizialmente sia Gwen Stecy che Mary Jane fossero considerate soprattutto come delle pin-up, intente a disputarsi le attenzioni del giovane Parker. Inutile dire che una sceneggiatura come questa, oggi, sarebbe ritenuta offensiva; tuttavia, chi conosce la società americana degli anni 50 non può fare a meno di notare come ci fosse un filo rosso a legare queste giovani donne dei fumetti all’immagine generale della donna…e d’altra parte, per avere un’idea della questione del genere in quegli anni, basti pensare che, anche in Italia, i problemi di matematica svolti dagli alunni delle scuole medie e superiori erano strutturati intorno ad evidenti differenze di genere; se da un lato, per esempio, solo i padri potevano fare acquisti di oggetti costosi (automobili, case ecc. ecc.), alle donne era riservata solo la gestione dell’economia domestica minuta (uova, frutta, ecc. ecc.) perchè, implicitamente, si riconosceva che il genere femminile non avesse attinenza con la produzione di ricchezza e non potesse, dunque, procedere con acquisti «costosi». Allo stesso tempo, come tu hai fatto giustamente notare, i fumetti sono stati anche i primi (o fra i primi) strumenti di comunicazione di massa a recepire i cambiamenti occorsi alle Società occidentali (basti pensare alla questione ambientale, tanto per fare un esempio). Questo discorso, inevitabilmente, ci porta ai giorni nostri e a porci la seguente domanda: quale figura di super-eroe avrà la meglio? Quella bianco-protestante-conservatrice che alcune minoranze (per fortuna) di nerd vorrebbero trionfasse? Oppure quella simbolo di una società multiculturale? Credo che la risposta sia profondamente legata allo sviluppo della nostra società, che oggi più che mai, appare incerto.

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