“I’m Danger” (“Danger” ha sposato “Dark” e questo è il risultato) – Seconda Parte

Bentrovati a tutti quanti, o voi che mi leggete! Io sono Shade Owl, colui che usa le forze del male per fare del bene, ovvero, per distruggere le ficcyne, e sono tornato con la seconda parte di questa recensione! La prima parte, naturalmente, la trovate qui:

Vi avevo lasciati l’ultima volta per sistemare alcuni affari privati con l’aiuto di Cthulhu-Avvocato, ma ora che ho finito e lui è tornato ad essere Cthulhu-Carpentiere posso ricominciare con la mia stroncatura di “I’m Danger”, l’ennesimo obbrobrio partorito dall’autrice Bieber23 che, come scoperto da Evgenij (io non ci avevo fatto caso) a suo tempo è stata anche segnalata per essere aggiunta alle storie scelte. Senza successo, per fortuna.

Ricordatevi che ne esiste anche una trasposizione su Wattpad ad opera di CarmelaSabatino:

https://www.wattpad.com/story/36358746-i%27m-danger-justin-bieber

Questa versione Wattpadiana, inoltre, è stata demolita nello specifico dalla videorecensitrice CryBaby (alias, LaRaccontatrice) sul suo canale Youtube con quattro video, di cui uno già pubblicato:

Ci eravamo fermati alla fine del quattordicesimo capitolo. Finora, il nostro Justino, Bedboy per eccellenza, ha picchiato un giorno si e l’altro pure la nostra Hope, tale Evelyn Smith, nella totale indifferenza o quasi di suo fratello Chris, uno dei migliori amici di Justin, e di Chaz, altro amico di Justin e personaggio la cui utilità può essere paragonata a quella di un binocolo senza lenti.

Justin ha inoltre manifestato gelosia a caso nei confronti di Evelyn, che non è nemmeno la sua ragazza, solo per averla vista parlare con Dean, il Decklon di questa storia, un ragazzo che in passato era amico di suo fratello e che è tornato in visita dopo il suo trasferimento a New York (avvenuto anni fa) solo per vederla.

I genitori di Hope, inoltre, ci sono stati presentati come freddi e disinteressati ai figli (pare), e a scuola Hope non ha amici, da quando la sua “migliore amica” Cassie si è trasferita a Boston con la madre nel corso del terzo capitolo.

Inoltre, Justin è un pugile che combatte in incontri clandestini di boxe organizzati da Kevin Maddox, un mafioso mai comparso (e che mai apparirà) in tutta la fic, cosa che lo rende di conseguenza un criminale.

Ho riassunto tutto correttamente? Bene, perché ora dobbiamo ricominciare da dove ci eravamo interrotti! E ricordatevi: per ogni cliché presente nella ficcyna, quando avrò terminato berò uno shot di vodka. In tal modo, se mai dovessi sopravvivere (e sopravvivrò), ne uscirò più forte che mai, con un fisico più resistente, in grado di reggere anche le ficcyne più squallide!

Ma voi non fatelo, eh… mica tutti possono provarci e poi raccontarlo in giro…

Attualmente il contatore di Gaia, che tiene il punteggio, segna ben sedici cliché, ma contiamo di arrivare ancora oltre. Auguratemi buona fortuna.

Ordunque, riprendiamo: abbiamo lasciato la storia prima di cominciare il quindicesimo capitolo, con Hopevelyn che parlava con Dean, il nostro Decklon di turno (che, come ho detto, è appena arrivato da New York, e sono pure le otto di sera), subito prima di uscire con Justin per andare ad assistere a una gara automobilistica clandestina a cui parteciperà anche lui, e successivamente dormire a casa sua. Sì, è pure un pilota di corse illegali, tanto per non farci mancare niente.

Poi è arrivato proprio Justin che, al momento, non sta ancora con la Hope, ma malgrado ciò è geloso di lei, al punto che il capitolo terminava con lui che pensava “lei è mia”. Siamo ancora sulla porta di casa (ma che diavolo, o entrate o uscite! Fa freddo, sapete?) e i tre si fanno una bella e piacevole (o meglio, assurda e al limite della psicopatia) chiacchierata, tanto che abbiamo sottoposto a una delle allieve di Severus la scena per sapere cosa ne pensava. La sua reazione:

Come vedete, Hermione era un po’ in difficoltà.

Non vi riporterò la scena, è fuffosa e inutile. Di fatto serve solo a sottolineare quanto Justin sia geloso di Evelyn e non serve assolutamente a niente per la trama, ma va avanti finché Hope non va da Justin dicendogli che “non ne vale la pena”. A quel punto lui si lascia convincere e mollano entrambi Dean lì dov’è, anche se non c’è nessuno a parte i genitori di Evelyn in casa. Ricordiamoci che New York è alla costa opposta degli Stati Uniti, quindi sono migliaia di chilometri, e servono moltissime ore per percorrerli, anche in volo. Che bell’accoglienza per uno che si è fatto un viaggio del genere solo per vederla!

E inoltre Evelyn ha pure la faccia tosta di chiedere a Dean di non dire ai suoi che sta uscendo con Justin!

In macchina Evelyn spiega a Justin chi è effettivamente Dean e lo definisce come un ragazzo “molto intelligente”, con Justin che se ne esce così:

“Non credo sia molto intelligente se dice che non staresti bene con un ragazzo come me”

Già, proprio un deficiente, vero?

A me sembra invece che ti abbia inquadrato alla grande, Justin. Gli è bastata un’occhiata per capirti, e anzi per capire probabilmente che nessuna ragazza starebbe bene con uno come te!

Seguono lunghissimi paragrafi straripanti di fuffa, durante la quale Justin approfitta del momento di totale assenza di eventi degni di nota per fermare l’auto sul ciglio della strada e cominciare a sbaciucchiare il collo di Hope.

Finalmente ripartono e arrivano a destinazione:

Una grande pista da corsa probabilmente in regola, ma utilizzata la notte da ragazzi come Justin che non possedevano una carica tale da poter guidarci all’interno.

Sorvolando la grammatica da sanguinamento oculare, se la pista da corsa è in regola ti assicuro che sarebbe estremamente improbabile usarla per corse clandestine… ma sticazzi, non è la cosa più assurda finora…

Lì conosciamo gli amici di Justin, ovvero Peter, Kail (che dovrebbe essere scritto Kyle), Emma, che sta con Kail che ha il nome scritto male, e Sarah, che per esclusione sta con Peter. Non sforzatevi di segnarvi i loro nomi, tanto compariranno sporadicamente e non avranno alcuna rilevanza nella storia. Veniamo anche a sapere che un certo John è l’avversario della serata, e tutti pensano naturalmente che Justin sia troppo bravo per lui, e che lo abbia sfidato solo per farsi umiliare.

Grazie al cielo questa gara automobilistica, a differenza di quella che ho trovato in “Welcome To My Hell”, non è descritta, sia mai che ci siano scene non correlate alla love story in un romanzo. Visto però com’era quella nella storia succitata, devo davvero esserne felice…

Non che ci siano timeskip o altro: tutta la scena è narrata senza interruzioni, ma l’attenzione è portata esclusivamente sulla fuffosa conversazione con gli amici di Justin, che nemmeno si cagano di striscio la corsa. E non ci viene descritto nessuno degli altri presenti ad assistere, non vengono neppure menzionati di sfuggita, neanche con una frase tipo “raggiungemmo i bordi della pista insieme agli altri spettatori”. Justin si è raccomandato con Evelyn di non avvicinarsi a nessuno a parte i quattro che le ha presentato, ma per come è scritta questa parte sembra che ci siano solo loro!

Finita la gara (mah…) Justin decide di portare Hopevelyn in “un posto carino”.

Poi fuffa e fine capitolo.

Il sedicesimo, quello in cui vi ho promesso il loro primo bacio all’inizio della prima parte della recensione, è anche il primo a menzionare il cliché preferito dalle ficcynare. Non vi dico qual è, ve lo lascio indovinare, per adesso.

Cominciamo con tanta fuffa, pensieri fuffosi e ancora altra fuffa, poi squilla il telefono di Justin ma non sappiamo chi sia malgrado Hopevelyn gli rompa le scatole perché glielo dica. Come se fossero cavoli suoi.

I due iniziano quindi una piccola discussione, con Justin che le intima di non alzare gli occhi al cielo perché gli dà fastidio. Da lì si ha una veloce escalation:

“Non iniziare con le tue paranoie” risposi spostandomi una ciocca di capelli dagli occhi. Mi osservò appena senza proferir parola, ci vollero un paio di minuti di nervosismo perchè si voltasse finalmente verso di me, pronto in qualche modo a rispondere.

“Paranoie? Dio.. e poi sarei io quello lunatico” enfatizzò roteando gli occhi.

“Non ti ho mai detto che lo sei” puntualizzai corrugando la fronte, mi osservò per un breve istante prima di alzare velocemente le spalle.

Pazzesco, ora potevo dirlo.

Quel ragazzo era lunatico davvero, per non dire bipolare.

Devo proprio dirlo?

CHECK!

E, se voi tutti avete detto “bipolarismo”, prima, complimenti: avete indovinato. Come premio vi riporterò altre frasi di questa discussione che meritano di essere menzionate.

“Non scherzare con il fuoco, ti brucerai” rispose dopo svariati secondi passati nel più completo dei silenzi.

“Oh che paura” dissi mordendomi il labbro inferiore e roteando gli occhi all’insù, in un certo senso senza pensarci, di certo non mirando ad innervosirlo.

“Non tirare troppo la corda, si spezzerà”

Ma chi cavolo parlerebbe così?

Comunque, la fuffa prosegue e finalmente arrivano a “una piccola locanda” (e che cos’è, siamo a Skyrim?), si siedono e bla bla bla bla bla…

Sul serio, fuffa. Riescono solo a continuare a discutere, almeno fino all’arrivo della cameriera, che chiede loro cosa può portargli.

“Beh a me veramente basteresti tu”

Non so bene descrivere cosa provai in quel momento, disgusto credo.

Si, disgusto per quel ragazzo seduto a meno di un metro da me che stava flirtando senza problemi con una cameriera qualsiasi.

Disgustoso, potevo solo pensare questo.

Un sorriso furbo, troppo per i miei gusti, comparve sul viso di Justin diretto solo ed esclusivamente alla ragazza tra di noi.

Mi voltai appena a guardarla.

Il grembiule le copriva gli shorts neri e permetteva di intravedere solo parte della sua canotta bianca, i capelli biondi, mossi, lunghi appena fino a sotto le spalle, gli occhi verdi puntati su Justin, le labbra socchiuse, stupite per via della sua affermazione e le gote rossastre.

Non so, forse vivevo nelle favole.

Chiamatemi sciocca ma mi sarei aspettata che si arrabbiasse, che lo pregasse di non essere così impertinente o anche solo che si inventasse che fosse occupata.

Ebbene, no.

Sorrise lasciandosi sfuggire una risatina prima di mordersi il labbro e di catturare ulteriormente l’attenzione di Justin sulle sue labbra.

Pff, patetici.

Tutti e due.

La sua reazione nei confronti di Justin è comprensibile, visto che lui sta palesemente cercando di farla ingelosire, ma non condivido minimamente ciò che pensa della cameriera: ma, tipo, pensare che magari debba assecondarlo perché lavora lì e, forse, dico forse, sia obbligata a civettare coi clienti? Sai in quanti posti lo fanno? Porca miseria, io una volta, alle tre di notte, stavo tornando a casa, stanco e stravolto, ma una promoter riuscì ugualmente a intercettarmi e a convincermi a bere una birra che nemmeno volevo prima di andarmene! È il loro lavoro, accidenti!

Bah… dopo questo abbiamo ancora fuffa, e scopriamo che Evelyn sarà la prima ragazza che Justin porterà a casa e a conoscere la sua famiglia (check!).

“Perchè non hai mai presentato Bridget ai tuoi? Voglio dire, è la tua ragazza infondo” corrugai la fronte.

Justin sembrò confuso dalla mia domanda ma allo stesso tempo consapevole di ciò che avrebbe dovuto rispondere.

“Lei non conta niente. Non ho mai incontrato nessuna ragazza tanto importante da ritenere di doverla portare a casa mia, per di più a conoscere la mia famiglia” rispose dando alla fine una scrollata di spalle.

D’accordo, non avevo alcun senso.

Okay, è vero che come personaggio non hai alcun senso, Evelyn, ma immagino che quel tuo “avevo” volesse essere un “aveva”. E avresti ragione in entrambi i casi.

Non che sia il caso di farsi troppe domande… è ovvio che Hope sia “speciale” e le altre “non contino niente”. A non avere senso è proprio il fatto che sia Hope ad essere “speciale”, dato che non ha nulla di diverso da nessun’altra.

Cthulhu: – Blmn’he tklhu nnpy yyrt’ss tkl’han bhuk.- (In realtà ha i suoi Poteri da Hope.)

Shade: – Giusto… ma non sono un buon motivo per ritenerla migliore delle altre. Anzi, semmai servono a ritenerla peggiore.-

Tutto il resto il capitolo è un accumulo di fuffa inutile in cui Hope conosce la famiglia di Justin e, poco prima della conclusione, compare il primo bacio (consensuale, nessuno obbliga nessuno) tra i due. Ve l’avevo detto che sarebbe arrivato verso il capitolo sedici, no?

E la cosa peggiore è che questo capitolo ha ben VENTI RECENSIONI POSITIVE!

Mentre Cthulhu mi serra i tentacoli attorno alla gola nel tentativo di soffocarmi così che non senta il bisogno di sfondare a craniate altre pareti, soddisfacendo quindi il mio desiderio di farmi del male senza dover poi fare altri lavori in muratura, passiamo al capitolo diciassette.

La fuffa questa volta è talmente tanta che sono arrivato quasi alla fine del capitolo prima di trovare qualcosa da segnalare:

Scesi dall’auto sparendo poco dopo tra le piante del vialetto per la porta d’ingresso. Presi le chiavi dalla tasca esterna degli shorts e la infilai nella serratura, uno.. due scatti e la porta si sbloccò.

“Ehi Evelyn!”

Oh no, ancora la sua voce.

Dean.

Ma che, ha dormito lì? È rimasto tutta la notte nel vialetto?

Comunque, dopo altre due righe il POV passa a Justin e così torna la fuffa. Insieme a Chaz, una volta tanto, decide di andare in palestra per allenarsi, e per farlo guarda caso deve per forza passare davanti alla casa di Evelyn, e a questo punto comincio a supporre che Dean abbia deciso di abitare definitivamente nel suo giardino, perché sono entrambi ancora davanti alla porta a parlare, tant’è che Justin li vede e decide di fermarsi e fare la sua conoscenza.

Tradotto, lo appiccica al muro.

Lo afferrai per il colletto senza badare ad Evelyn a pochi centimetri da lui, lo sbattei al muro arrivandogli ad un nulla dal volto. Era un codardo, sentivo la sua paura scorrere nelle mie vene per poi trasformarsi in rabbia, non aveva le palle quello era certo, se la stava già facendo sotto.

Pff, patetico.

Patetico un paio di palle… se qualcuno più grosso di me dovesse aggredirmi anche io avrei paura! Poi vabe’, magari reagirei, se costretto, ma non è questo il punto: Dean stava parlando con la sua amica, e questo arriva dal nulla col chiaro intento di riempirlo di botte. Grazie tante che ha paura!

Meravigliosa (si fa per dire) è la frase “non provare mai più ad avvicinarti, lei è mia” che Justin gli ringhia in faccia, e grazie al cielo non va oltre, convinto da Chaz, che per una volta fa qualcosa di utile, a lasciar perdere.

E a questo punto arriva una scena ancora più raccapricciante.

[…]Non feci in tempo a rispondere che Evelyn fece qualche passo in avanti prima di allacciare le braccia attorno al mio collo. Inizialmente rimasi immobile non aspettandomi un gesto simile, ma bastarono pochi secondi perchè le portassi le braccia intorno alla vita e la stringessi a me, posando le labbra nell’incavo fra il suo collo e la sua spalla.

“Sono sempre tua” sussurrò appena in modo quasi impercettibile.

Subito dopo Evelyn congeda Dean, che assurdamente prova a dare un bacio sulla tempia alla Hope la quale, all’istante, viene tirata via da Justin che ne sottolinea di nuovo la proprietà con un “non la toccare”.

Ma scappa, Dean! Scappa e non voltarti indietro! Vattene, torna a New York, trovati una bella newyorkese, sposala, fai tanti bambini e dimenticati di questi psicopatici!

Cioè, Evelyn vede Justin sbucare dal nulla e aggredire un amico che è tornato da New York (che, sottolineo, è letteralmente dall’altro lato del Paese) solo per vederla e cosa fa? Gli salta al collo e lo abbraccia dichiarando di essere sempre stata sua? MA SCHERZIAMO???

Cthulhu: – Myl’tkhe n’lkah blrty nhku jewyyk n’lyt…- (Divorerò tutti loro tra atroci sofferenze…)

Finito il capitolo c’è il solito angolo autrice, che non vi riporto per intero, limitandomi a questo estratto:

Passando al capitolo – e saltando i miei piccoli schizzi del martedì – vi è piaciuto?

Spero proprio di si, mi sono impegnata per scriverlo e poi personalmente ho sempre avuto un debole per il Justin bad boy geloso, voi no?

A me fa impazzire!

Ah, quindi vorresti stare con un Justin geloso, possessivo, violento e psicopatico? Ragazzina, credimi: se ti capitasse una cosa del genere finiresti prima in ospedale, e poi in obitorio!

Il capitolo diciotto inizia nel mio più totale disgusto, con Dean che annuncia il proprio imminente ritorno a New York.

Ma non affrettatevi ad esultare credendo che mi abbia dato retta: subito dopo invita Hopevelyn ad andare con lui. La reazione di Justin è di stringerla così forte da farle male.

Ovviamente Evelyn rifiuta, poi segue fuffa e Chris le dice di non fidarsi di Justin perché “non ha un cuore e, se ce l’ha, è di ghiaccio”.

Piton: – Sono sempre più sicuro che sia in realtà un Wendigo.-

Shade: – Ma non ha ancora mangiato nessuno.-

Piton: – Beh, c’è mancato poco, però.-

La fuffa prosegue per buona parte del capitolo. Siamo arrivati al pomeriggio, e Justin telefona a Hope per invitarla al combattimento di quella sera. Certo, portiamo la ragazza che solo due sere prima ha ballato attaccata a un palo davanti a quegli stessi sconosciuti infoiati e criminali della volta precedente… cosa potrebbe andare storto?

E ovviamente lei accetta, ci mancherebbe altro!

Anzi, poco dopo Justin la porta sul mare e le fa promettere di assistere ad ogni suo combattimento, e anche stavolta lei accetta! In fondo che c’è di male a frequentare abitualmente un posto dove si riuniscono dei criminali, per una sedicenne? Anzi, per chiunque?

Il resto del capitolo lo saltiamo a piè pari, non merita menzione.

Arriviamo al diciannovesimo capitolo: i genitori che se ne fregano di Evelyn erano a casa e quando la vedono ancora bagnata fradicia (al mare Justin si è tuffato da un molo lì presente e l’ha portata in acqua con sé, completamente vestita) le chiedono giustamente cosa diavolo le sia capitato. E lei potrebbe tranquillamente dire che è stata al mare con Justin e che cosa è successo di preciso visto che stavolta non hanno fatto nulla di male, ma preferisce dire di esserci andata “con un amico” e di essere caduta in acqua.

Questo malgrado i genitori non sappiano che Justin è un criminale. In ogni caso, Evelyn ora è preoccupata, perché è convinta che non la lasceranno mai uscire per andare a vedere il combattimento. Come qualsiasi genitore farebbe, aggiungerei, ma che cosa vuole andare a fare lei non lo sanno, quindi semplicemente non la lascerebbero uscire.

Ma ci pensa Chris: se c’è lui non diranno nulla. Beh, un po’ è comprensibile, ma ricordiamoci che vogliono andare a vedere un combattimento illegale, per non ripetere la cosa della pole dance.

Dopo un altro po’ di fuffa Hopevelyn decide di parlare di nuovo con Diario. Cioè, in realtà secondo quanto leggo si mette a scrivere nel diario, ma siccome si rivolge a lui come una persona reale ho deciso che da adesso in avanti mi comporterò allo stesso modo.

In sostanza, racconta a Diario tutto quello che è successo fino ad ora, in un lungo e inutile paragrafo di cui qualsiasi lettore potrebbe fare a meno. Di nuovo.

Più tardi arriva la madre di Evelyn per dirle che la cena è pronta, ma lei non ha fame, così si trattiene per parlare con lei qualche minuto, chiedendole come sta, della serata che passerà con suo fratello (pensa che andranno al cinema), notando che “ha una luce diversa negli occhi”, chiedendole se è per via di Justin e finendo col dire che è felice di averle parlato e ricordandole che le vuole bene e che ci sarà sempre per lei.

Okay, finora sono stati genitori intermittenti, che per convenienza di trama si sono eclissati più volte, ma dopo aver letto questo pezzo sono giunto alla conclusione che, di nuovo, sia Evelyn il problema! In fondo sono comparsi pochissime volte, spesso chiedendole come sta… a questo punto mi pare più che evidente che la loro evanescenza dipendesse piuttosto dal poco spazio riservato loro!

Questo non è il comportamento di una madre che si disinteressa dei figli, porca Era!

Persino Hope pensa di sentirsi in colpa e che forse dovrebbe dirle che le vuole bene… ma no, è “troppo presto”! MA TROPPO PRESTO PER COSA, INGRATA CRETINA?

Ha frignato per DICIASSETTE CAPITOLI che i genitori non se la considerano (quando nel frattempo lei per prima non voleva passare tempo con loro) e quando sua madre le dimostra CHIARAMENTE di volerle bene pensa “non le dico niente perché è troppo presto”!

Dopo questa parte abbiamo un bel po’ di fuffa che comprende lunghe e inutili descrizioni sugli abiti di Hopevelyn, di Chris, di Justin e di Cha… no, di Chaz no, non frega niente a nessuno di lui, nemmeno all’autrice.

Ad ogni modo arrivano al classico Capannone Abbandonato™ (check!), continuiamo con un po’ di fuffa fino a quando Justin è sul punto di salire sul ring, al ché Chris chiede da chi riceverà il tradizionale “bacio portafortuna”.

Non era un’esperta d’incontri e cose del genere ma non avevo mai sentito parlare di questa usanza, nemmeno un ragazzo dei miei corsi scolastici ne aveva mai accennato, il solo nome però mi faceva presagire qualcosa che avrebbe potuto darmi fastidio.

Le labbra di Justin appiccicate a quelle di una delle tante puttane presenti quella sera.

Giusto, lo slut shaming non può mancare, dico bene? Comunque, tranquilli: sceglierà Hope.

Segue combattimento con “pugni al petto” che non ho capito cosa siano stati sferrati a fare visto che il petto, in nessuna disciplina di arti marziali, è considerato un buon bersaglio, al contrario di addome e testa. Ovviamente vince Justin, in un crescendo di pathos che mi ha costretto a ficcarmi una forchetta nel palmo della mano per non dormire. Il tutto senza riportare danni di sorta, nemmeno un livido.

Il resto del capitolo è totalmente inutile, salvo l’ultimo pezzetto: la madre annuncia a Evelyn che Dean, siccome il giorno dopo tornerà a New York, andrà a mangiare da loro.

Ed ecco che subito la nostra protagonista si fa venire le paturnie: Justino El Biebero andrà su tutte le furie quando lo scoprirà!

Dalla regia mi dicono che questo è sintomo di una relazione tossica e pericolosamente abusiva. Tuttavia, io personalmente trovo persino più schifoso quanto è scritto nello spazio autrice:

[…]Beh, poi c’è questo Dean..

Porterà qualche problemuccio questo ragazzo, ve lo dico io..

Insomma, vuole rovinarli mi sembra chiaro ahah

Ma tranquilli, come dice – non ricordo chi (?)_

L’AMORE VINCERA’

[…]

Quindi, da quello che capisco da queste righe:

1) il Decklon si trasformerà in kattivo a caso un’altra volta;

2) l’autrice è VERAMENTE CONVINTA che quella tra Evelyn e Justin sia una grande storia d’amore!

Capitolo venti, Chaz e Justin parlano di fuffa, e quando si arriva a nominare Bridget il nostro Bedboy pensa che vuole lasciarla:

Non fraintendetemi, lei era una ragazza fantastica – per lo meno sotto le coperte – per quel poco che la conoscessi, ma era solo la mia puttana, mi ero messo con lei esclusivamente per avere sesso senza problemi e lei con me per avere popolarità. Eppure non avevo ciò che mi spettava da un pò troppo, circa da un paio di settimane, non perchè lei non fosse disposta anzi, ma perchè io non lo volevo. Qualche volta la “malsana” idea di chiamarla per andare da lei prendeva il sorpavvento, ma non riuscivo a non pensare ad Evelyn, non era normale e lo sapevo ma ormai non aveva più senso stare con una ragazza per il sesso se poi, non mi dava l’unica cosa della quale avevo bisogno.

Di una scarica di botte, avresti bisogno.

Davvero, ormai ho parlato così spesso dello slut shaming che mi sembra inutile ripeterlo ancora, ma non posso esimermi: cos’ha fatto di male Bridget? Sta con Justin solo per “convenienza”, in pratica ci fa solo sesso. E allora?

Diamine, non è che, magari, anche lei vuole solo sesso da lui? Andiamo, è così impensabile? Magari la stessa Bridget pensa a Justin come al “suo puttano” o qualcosa di simile! Vero, è sempre Justin ad andare da lei, ma questo non significa niente.

Non vedo poi come mai abbia bisogno di stare con Justin per la popolarità: a scuola, anche se per qualche oscuro motivo gli insegnanti non ne sanno niente (o magari fingono di non sapere), ha fama di essere un tizio pericoloso e un criminale, come ci è già stato detto. Quale popolarità riflessa potrebbe mai avere una ragazza stando con lui?

Anzi, Bridget ci è stata descritta come molto appariscente e bella, come ogni #troja che si rispetti… non ha certo bisogno di Justin per essere popolare, le basterebbe pavoneggiarsi un po’ e tutti le correrebbero dietro. E parlo solo del suo aspetto, se usasse anche la testa (perché non posso escludere a priori che ne abbia una funzionante, dato che l’ho vista una volta sola e unicamente per una scena di sesso), potrebbe diventare la migliore di tutte.

Diavolo, pagherei per leggere la storia di una ragazza che, da #troja insalvabile degna della peggiore delle ficcyne, diventa la migliore delle ragazze della sua scuola e surclassa una Hope sbattendole in faccia tutti i suoi difetti, facendo poi vedere al Bedboy quello che si è perso! Davvero, se qualcuno di voi lettori scrivesse una cosa del genere me lo faccia sapere, verrò a lasciarvi commenti a volontà!

Il discorso continua, con tanti “puttana” riferiti a Bridget e pronunciati sia da Justin che da Chaz e che mi fanno venir voglia di andare lì col mio piede di porco (residuato di quando lavoravo in cantiere) e fare loro un paio di carezze delle mie, poi fuffa ancora e Justin se ne va a letto.

Il mattino dopo inizia con “drin drin drin” (check!) e di nuovo ce lo ritroviamo in macchina con Chaz entro un paio di righe (mah… non riesce ad andare in giro da solo?) a cui dice che, essendo il compleanno di Hopevelyn, vuole portarla a cena fuori.

A scuola, Chaz raggiunge Evelyn, le dà un bacio sulla guancia e un regalo di compleanno.

Scusate, ma fino a pochi capitoli fa Hope e Chaz interagivano a malapena, e lui (come del resto Justin e Chris) la trattava anche piuttosto di merda… cos’è, si è già dimenticata tutto? Non ha neanche chiesto scusa!

Piton: – Nemmeno Justin, eppure adesso stanno insieme.-

Shade: – Hai ragione… cosa ne pensi di questa cosa?-

Piton: – Potrei vomitare.-

Shade: – Se avessi voluto questo commento avrei messo il tuo meme. Mi chiedevo se avessi un qualche parere vero e proprio.-

Piton: – Beh… ritengo che questa sia una situazione impossibile, nella realtà: ammettiamo pure che una ragazza abbia il fratello che frequenta abitualmente un soggetto come Justin e un soggetto come Chaz. E poniamo pure che Justin trovi questa ragazza attraente. Di certo, dopo essere stata picchiata, vessata e insultata ripetutamente lei non troverebbe mai attraente Justin, se non dal punto di vista fisico, che comunque non sarebbe abbastanza per iniziare con lui una relazione. A lungo andare questa ragazza avrebbe cominciato anzi ad accusare una serie di problemi psicologici estremamente gravi dovuti a questa situazione, quali depressione, disturbi alimentari (bulimia nervosa o anoressia nervosa, a seconda), persino autolesionismo, ma non quello delle ficcyne. Una persona che subisce costantemente abusi simili e che vede le persone a lei vicine, come appunto suo fratello e i genitori, disinteressarsi totalmente o quasi alla cosa, stai pur certo che sarebbe estremamente a rischio di conseguenze persino più gravi: la sua autostima svanirebbe, dato che nessuno ha mai provato ad aiutarla, autoconvincendosi così di non valere nulla. A quel punto sì, comincerebbe la spirale delle relazioni abusive, confondendole con l’amore, e perché no, anche abuso di sostanze o alcolismo, se non entrambe le cose. Ci sono persone che, proprio per questi motivi, si danno persino alla prostituzione. Molte non sopravvivono a lungo e muoiono giovani, vuoi per le relazioni abusive che cominciano con soggetti pericolosi, vuoi per la tossicodipendenza e l’alcolismo, vuoi perché vittime di qualche cliente… insomma, il mio parere è che questa storia è semplicemente inverosimile. Nella realtà Evelyn non riceverebbe mai un regalo da Chaz, non lo ringrazierebbe e, semplicemente, non avrebbe mai cominciato la relazione con Justin.-

Shade: – Questo è senz’altro il tuo intervento più lungo, almeno fino ad ora… ma devo dirlo, è piuttosto dettagliato. Grazie della tua consulenza.-

Piton: – Sono qui anche per questo.-

Dopo la parentesi di Severus, che onestamente è stata una boccata d’ossigeno, per me, direi che possiamo tornare a immergerci nel mare di assurdità di questa fic.

Dicevamo, Chaz ha dato il suo regalo a Evelyn, una spilla luccicante. No, non sono io a non volermi dilungare, questa è proprio la descrizione che c’è nel testo.

Justin invece se la porta qualche passo più in là e le dice che le darà il suo regalo la sera successiva. Evelyn, dal canto suo, gli dice che quella sera Dean cenerà a casa loro, e invita Justin a partecipare.

In una parola: CRETINA!

E gli chiede anche di dormire da lei.

STRACRETINA!

Separatosi da Hope, Justin va per la sua strada, fino ad incrociare la povera Bridget in un corridoio. Ci viene anche descritto il suo abbigliamento, come se contasse qualcosa per la trama.

In questa scena, Bridget viene di nuovo dipinta come una stronza che, avendo sentito dire che Justin sta uscendo con Evelyn, teme di perdere la propria reputazione perché il Bedboy la sta tradendo.

Ora mi era tutto più chiaro, le persone non parlavano del fatto che la mia reputazione si distruggesse se Evelyn fosse stata al mio fianco, ma parlavano del fatto che io tradissi Bridget con lei addirittura preferendola. A Bridget non importava della mia reputazione, ma della sua che lentamente stava precipitanto.

Pff, era patetica.

“A dire la verità dovrei parlarti proprio di questo, insomma.. non stai rispettando i patti”

[…]

“Sei tu che non ti sei più fatto vedere da quanto c’è lei di mezzo!” esclamò alterando il tono della voce. “Non mi porti più agli incontri o alle corse ma porti lei, non mi accompagni a scuola ma accompagni lei e vuoi che io mantenga i patti? Forse non ti rendi conto che mi stai rovinando” alzai gli occhi al cielo infastidito incrociando le braccia al petto.

Solo di popolarità sapeva parlare Bridget, di nient’altro.

Okay, magari è vero, quindi: Bridget è interessata solo alla popolarità. Ma, ripeto, se davvero fosse una ragazza superficiale che pensa solo alla reputazione, avrebbe un sacco di ragazzi tra cui scegliere: giocatori di football, baseball o basket, per esempio, che sono presenti in ogni liceo americano, o membri dei club scolastici più in vista come quello di teatro. Di certo sarebbero molto meglio di questo delinquentello da quattro soldi che è famoso solo perché è bello! Magari non saranno figaccioni come lui, ma se non altro non sono criminali o psicopatici!

Insomma, in poche righe Justin la molla, e per me è la cosa migliore che le potesse mai capitare, e se ne va in classe, naturalmente in ritardo. Non segneremo di nuovo questo cliché, è già apparso, quindi non conta.

Gaia: – Miao.-

Shade: – Lo so, ma tranquilla: non importa il numero, riuscirò ugualmente a sopravvivere. Te l’ho detto, le Hope non mi sconfiggeranno!-

Cthulhu: – Lktn’y mbthuk llnah nkhne llmy?- (Ma se mi hai fatto redigere un testamento?)

Shade: – Cthulhu, chiudi quella bocca tentacolosa o non ti do in pasto Hope!-

Piton: – Vorrei dire qualcosa anche io: se questo fosse un mio studente e arrivasse ogni volta in ritardo, vi assicuro che lo terrei tutte le sere nei sotterranei a sgusciare lumace carnivore. Senza guanti.-

Insomma, in classe Justin ha l’occasione di riferirsi alle sue compagne come “puttanelle”, tanto per non far finire troppo presto la Fiera dello Slut Shaming. Poi timeskip, suona la campanella (segnalata con un “driiiiin”) e può tornare a casa, dove c’è un po’ di fuffa familiare in cui persino suo padre si interessa a lui (secondo Justin è Jane che lo ha “contagiato”) fino a fargli dire che quella sera andrà da Evelyn a cena per il suo compleanno, per proteggerla “da quel bRuTtO KaTtIvOnE che le muore dietro”.

No, sul serio, leggete qui:

Nessuno avrebbe mai toccato la mia principessa per lo meno in mia presenza e soprattutto contro la sua volontà. Dean era evidente avesse un debole per lei e la cosa non mi piaceva, voleva toccarla e non si faceva problemi a farlo senza chiedere il permesso. Speravo solo non esagerasse quella sera.

Ma Justin, brutta merda ipocrita che non sei altro:

1) TU PER PRIMO LA MENAVI QUASI OGNI GIORNO!

2) DEAN NON HA MAI NEMMENO SFIORATO EVELYN, QUINDI DA COSA MAI VORRESTI PROTEGGERLA?

3) L’UNICO CHE POTREBBE ESAGERARE SEI TU!

*

Piton estrasse repentinamente la bacchetta, puntandola contro il recensore.

Immobilus!- gridò – Incarceramus! Impedimenta!-

La sfilza di incantesimi e fatture investì Shade Owl tutta insieme, bloccandolo nel bel mezzo del salto carpiato che, dal letto su cui era seduto un momento prima, stava facendo in direzione della Finestra. Il Passante, proprio lì fuori, tirò un sospiro di sollievo.

– Blny, k’thuk nl’eek ynt?-

– Senti, ringraziami per averlo fermato, intanto, o lo staremmo di nuovo inseguendo per la strada!- protestò il mago, mettendo via la bacchetta.

Gaia zampettò circospetta fino alla porzione di pavimento sopra la quale era sospeso il suo padrone, fissandolo col naso per aria.

– Miao?-

– La mia soluzione sarebbe insistere col Distillato della Pace Potenziato, ma sospetto che si stia assuefacendo rapidamente. Per questo non funziona quasi più. Cthulhu, non conosci qualche rituale di voi Grandi Antichi che possa placarlo?-

Cthulhu ci pensò un po’ su, grattandosi i tentacoli.

– Mlyk nk’thne ll’trpa nuhk l’tteb s’yyrt R’lyeh.- rispose.

– No, confinarlo per diecimila anni a R’lyeh mi pare troppo.- sconfortato, Piton si passò una mano sul mento, pensieroso. – Aspettate, forse ho una mezza idea… credo di conoscere una persona a cui darà retta. Vado di là a spedire una lettera via gufo. Cthulhu, tu agguantalo coi tentacoli prima che i miei incantesimi si esauriscano e non lasciarlo andare. Gaia, tu mischia tutto il mio rimanente Distillato della Pace Potenziato con la vodka e versagliela direttamente in gola, con un po’ di fortuna lo terrà buono almeno un paio d’ore. Coraggio, diamoci da fare!-

*

La scorta di Distillato della Pace Potenziato di Severus è terminata, e lui al momento è nell’altra stanza a spedire un gufo a qualcuno, non so a chi. Io sono un po’ stordito, ma almeno non sento più la necessità di saltare dalla Finestra, schiacciare il Passante e correre urlando per la strada.

Allora… dopo quel pezzo allucinante che palesava DI NUOVO la gelosia psicotica e delirante di Justin, e che termina pure in modo inquietante (dico davvero, è roba che io scriverei per un antagonista, non per il love interest della protagonista!) il POV torna a Hopevelyn, che pensa di non essere pentita di avere invitato Justin quanto di aver “assecondato sua madre nell’invitare Dean”.

MEGACRETINA!

Abbiamo poi l’ennesima, inutile, dettagliata descrizione di come si veste e si trucca per la serata, poi arriva Dean ed Evelyn si accorge di essersi dimenticata di avvertire i genitori che verrà anche Justin, quindi sbologna Dean a Chris e corre da sua madre per comunicarle la novità. Meglio tardi che mai…

Poco dopo arriva proprio quest’ultimo, e di nuovo ci perdiamo con una lunga e inutile descrizione sul suo abbigliamento. Ma forse non devo lamentarmi: se non altro, Bieber23 non ha usato foto.

Almeno non per questo.

Insomma, Justin non perde tempo e, al minimo tentativo di Dean di ricordare a tutti che esiste anche lui, se ne esce con una simpatica provocazione in stile Bugs Bunny (“problemi, amico?”) che spinge Evelyn a chiedergli di non esagerare.

Poco dopo finisce il capitolo, con l’ennesimo angolo autrice da incubo:

Beh che ne dite? Vi è piaciuto?

Spero proprio di si, mi sono impegnata tantissimo per scriverlo e spero lo abbiate apprezzate, non so voi ma a me

Justin così protettivo fa impazzire ahah lo voglio io!!!!

Guarda, non te lo auguro solo perché poi sarei un ipocrita… l’unica cosa che posso augurarti, a questo punto, è di crescere e di capire quanto è sbagliato ciò che hai scritto. Anzi, considerando che la storia risale al 2015, e che da anni Bieber23 non è più attiva, posso forse nutrire una minima speranza che abbia effettivamente capito, anche se avrebbe potuto cancellare da sola questi accumuli di stronzate che sto recensendo.

E pure alcune lettrici mi lasciano letteralmente di sale:

“Heii bella 🙂

Ti sono mancata? Scusami per non aver recensito i capitoli scorsi ma li ho letti entrambi. Sia quelli che questi sono meravigliosi, cavolo amo questo lato di Justin. Giuro che cercherò di recensire tutti i prossimi capitoli, solo che sono parecchio impegnata. Leggere i tuoi capitoli mi rilassa quindi anche se non vedi una mia recensione, sappi che io li leggo lo stesso. Un bacio, El.”

“No ceh, io svengo. Il capitolo è bellissimo come al solito.

Mi urta un sacco Bridget. Giuro, se fosse reale la ucciderei.

Come si dice qua in Sardegna:”D’arrogu a corpusu”

Comunque, aggiorna presto perchè ormai la tua storia è diventata una droga per me me.

Un bacio grande grande. Al prossimo capitolo!”

“Ehi ciao bellissima♥

Si mi è piaciuto il capitolo e finalmente il primo ostacolo per avere la nostra “jevelyn” se n’è andato… dio non l’ho mai potuta patire quell’oca… il problema ora è questo Dean che, lo ripeterò fino alla morte, non lo posso patire! Ti prego fallo emigrare in Alaska! Non lo voglio! Io voglio il justin gelosone che (FINALMENTE) dichiara il suo amore per la nostra Evelyn!!!!!! Cavoli ormai lo hanno capito tutti che si vogliono da morire! Comunque ti prego aggiorna presto perché mi hai lasciata neanche a metà cena e voglio vedere cosa combineranno quei due!

un bacio lysanna ♥”

E queste sono solo alcune delle quattordici (QUATTORDICI!!!) recensioni che sono state lasciate al capitolo. Io veramente non capisco come si possa apprezzare Justin e la sua gelosia psicotica e disprezzare Dean che, letteralmente, non ha fatto assolutamente niente! Si è presentato alla porta di Evelyn la sera, appena arrivato da New York, perché non la vedeva da anni e voleva salutarla, ci ha riprovato il giorno dopo quando lei lo ha snobbato, probabilmente pensando che dipendesse dal fatto che in quel momento stava uscendo, ha invitato Evelyn a raggiungerlo a New York e poi ha accettato l’invito della madre di lei.

Non ha fatto nient’altro! Non l’ha menata, non l’ha sfiorata, non l’ha insultata… queste sono tutte cose che ha fatto Justin!

E loro preferiscono Justin a Dean?

Santo Chernobog, andiamo avanti prima che i miei neuroni si spegnano tipo lampadine fulminate…

All’inizio del capitolo ventuno otteniamo finalmente qualche informazione in più su Dean: a quanto pare va all’università da un paio d’anni (ma in effetti un accenno del genere c’era anche prima, benché minimo) e che vanta ottimi voti (o meglio, viene definito “il primo della classe”, malgrado all’università non ci siano classi ma corsi…) e suo padre è sul punto di diventare “il direttore dell’accademia più prestigiosa di New York, la Oper New York Accademy”.

Ho cercato in rete, e l’unico risultato che mi è uscito è la Academy of Music di New York, un rinomato teatro, o meglio, una “Opera House”, che essenzialmente è un teatro creato specificatamente per l’Opera. Tuttavia sono abbastanza certo che l’autrice non si riferisse a quella, dato che è esistita nel 1854, è bruciata nel 1866 e, dopo essere stata ricostruita è stata sostituita dalla Metropolitan Opera House nel 1883, che a sua volta è stata demolita nel 1926 per fare posto all’Edison Building.

Tutto ciò, comunque, serve per quanto segue:

“Non mi avevi detto che era anche un figlio di papà” mi sussurrò Justin all’orecchio abbassandosi alla mia altezza, mi portai una mano alle labbra trattenendo una risata, ebbene si, Dean era il figlio di papà per eccellenza, almeno a primo impatto.

Andate tutti e due a cagare.

Poi squilla il cellulare della madre di Evelyn (ma è possibile che io ancora non conosca il nome di questa donna??): deve uscire di corsa per andare a San Diego. E non per lavoro: Nonna Jenna è stata ricoverata ed è da sola, quindi lei e il marito devono correre da lei.

Così rimarranno in casa solo Evelyn, Justin, Chris e Dean.

DEAN, SCAPPA, CAZZO! DAI RETTA A GANDALF, SCAPPA!

No, non scappa (maledetto ragazzo, sei fuori di testa??), e anzi si arrischia persino a rivolgere la parola a Hope:

“Sono davvero felice di vederti dopo tanto tempo, mi sei mancata tantissimo in questi tre anni con il tuo sorriso e la tua bontà. New York senza di te è davvero noiosa ” arrossii alle parole di Dean ma in un certo senso non mi fecero effetto.

Dannazione, cosa stai facendo? Gente, non ha ancora capito, questo rischia la vita! Qualcuno faccia qualcosa!

“Ho chiesto ad Evelyn di venire a New York per un pò, per passare del tempo con lei”[…]

Perché continua a parlare? Perché nessuno lo ferma?

VI PREGO, AIUTATELO!

[…]“.. infondo, non credo sarebbe una grande perdita rinunciare ad un ragazzo del genere se a New York puoi avere me”[…]

Nutre istinti suicidi, è chiaro. Ormai non lo possiamo più salvare.

Anzi, per toglierci la voglia l’autrice ha deciso di renderlo odioso e, dopo quest’ultima uscita, quando ormai la torta è in tavola e Justin ha pure cantato “tanti auguri”, Dean inizia a comportarsi in ben altra maniera, del tutto incoerente con le azioni dei precedenti capitoli:

“Buon compleanno principessa” mi sussurrò all’orecchio.

Stavo per lasciargli un bacio sulla guancia a mia volta che una forte mano mi afferrò il polso facendomi gemere, in pochi secondi mi ritrovai completamente incollata al corpo di Dean che con la forza mi aveva “imposto” di lasciare Justin per dedicarmi a lui.

“Lascialo perdere, lo sappiamo entrambi che sei mia” posò le labbra velocemente all’angolo delle mie labbra sfiorandole appena con le sue, rabbrividii subito, ma non perchè era vero che fossi sua, ma perchè non osavo immaginare la reazione che avrebbe avuto Justin se avesse sentito le ultime parole di Dean.

Tranquilli, ha sentito. Prima di esaminare le ovvie conseguenze, comunque, concentriamoci sulle azioni compiute adesso: ha afferrato Hope con forza, tanto da farla gemere, imponendole di “dedicarsi” a lui e dichiarando che “lei è sua”.

Che ne dite di fare un gioco?

“Buon compleanno principessa” mi sussurrò all’orecchio.

Stavo per lasciargli un bacio sulla guancia a mia volta che una forte mano mi afferrò il polso facendomi gemere, in pochi secondi mi ritrovai completamente incollata al corpo di Justin che con la forza mi aveva “imposto” di lasciare Dean per dedicarmi a lui.

“Lascialo perdere, lo sappiamo entrambi che sei mia” posò le labbra velocemente all’angolo delle mie labbra sfiorandole appena con le sue, rabbrividii subito, ma non perchè era vero che fossi sua, ma perchè non osavo immaginare la reazione che avrebbe avuto Dean se avesse sentito le ultime parole di Justin.

Che ve ne pare? Considerando quanto abbiamo letto su Justin, le sue azioni passate, i suoi comportamenti… non mi sembra affatto improbabile tutto questo! Dean, qui, si è comportato esattamente come ha fatto Justin fino ad ora, ma ovviamente nessuno se ne renderà conto, e anzi, sarà il nostro Decklon ad essere massacrato di botte, mentre Justin sarà l’eroe della situazione, nonostante abbia tenuto per primo comportamenti di questo genere!

Come stavo dicendo prima, comunque, Justin non esita a strappare Evelyn dalle “grinfie” del rivale, che poi appiccica al muro cominciando a menarlo fino a fargli sanguinare la faccia. Viene fermato solo dall’intervento di Chris che lo trascina via da Dean, anche se in mezzo rigo il nostro Bedboy si libera salvo essere definitivamente bloccato da Evelyn che lo abbraccia stretto stretto, calmandolo come farei io con un animale. Letteralmente, eh: lo coccola, gli dice paroline rassicuranti, lo accarezza… e non la posso biasimare, qui Justin sembra quasi un cane rabbioso!

Quando finalmente Justin sembra essersi sufficientemente calmato, Evelyn caccia via Dean dicendo che “non è sua, è di Justin”, tanto per sottolineare un altro po’ il fatto di essere solo un oggetto di proprietà di quest’ultimo.

Rimasti soli Justin si scusa se “per colpa di quel coglione le hanno rovinato il compleanno”, ma io con le sue scuse al posto di Hopevelyn, non mi ci pulirei nemmeno le terga. Poco dopo i due, insieme a Chris, decidono di andare al “Lord”, un Night Club, che ha lo stesso nome di quello che c’era in “Top Secret”.

Ah, adesso Evelyn ha diciannove anni.

Bentornato, Severus.

Parleremo con lui più tardi, quando uscirà dalla catalessi. Intanto, seguiamo questi quattro allegri deficienti al Lord con un timeskip di quelli che tanto piacciono a Bieber23, segnalato con un “Circa mezz’ora dopo, al Lord-” (il trattino è anche nel testo). I nostri vengono fatti entrare senza pagare o dare documenti (cosa ASSOLUTAMENTE ILLEGALE in un Night Club, dato che è vietato per legge ai minori di ventun’anni, in America), questo perché mesi prima Justin ha “combattuto nello stabile adiacente con un noto James Hallan”.

Mi dispiace allora per gli altri James Hallan, che sono ignoti.

Arrivati trovano di nuovo i quattro ragazzi che abbiamo conosciuto alla corsa (ovvero Sarah, Emma, Kail che ha il nome scritto sbagliato e Peter. Se ancora non vi ricordate non importa perché non contano una sega) già seduti a un tavolo. Segue inutile descrizione dei loro vestiti, trucchi e acconciature.

Carino è il gruppo di frasi che ho trovato al termine di questo pezzo:

Emma non si fece attendere troppo, mi strinse a se prima di tornare in fretta sulle gambe di Kail[…]. Kail del resto non le levava gli occhi di dosso e sono convinta non lo facesse solo perchè era il suo ragazzo ma anche per evitare spiacevoli incidenti.

E quindi che vuol dire, che non si può andare in un locale la sera senza il proprio fidanzato come protezione?

Comunque, Justino arriva con delle birre che nessuno di loro potrebbe acquistare non avendo l’età giusta, ma ad Hope è riservato un drink offertole da Emma, un “bicchiere di liquido rossastro con venature verdognole”.

In parole povere, una specialità (secondo Emma): vodka all’anguria.

Cthulhu non è riuscito a fermarmi e ho fatto un triplo salto carpiato con avvitamento, terminante in una craniata direttamente contro la parete.

Io sono andato FINO IN POLONIA pur di comprare della vodka di qualità, quindi capite che non sono un bevitore occasionale di quella particolare bevanda. Quando qualcuno definisce queste schifezze “specialità”, quindi, mi sento morire dentro.

In tempo due minuti la nostra Hope ha finito il bicchiere, sentendosi la testa rimbombare, e malgrado Justin non sia d’accordo se ne fa portare ancora, poi Sarah ed Emma la trascinano sulla pista da ballo:

Certo, non era un grande spettacolo onestamente. Tra gente che beveva intere bottiglie di birra, ragazzi che davano spettacoli poco idonei ai miei occhi e puttanelle che si strusciavano contro i pali al centro della stanza, non ci si poteva annoiare la vista di certo.

Ovviamente non viene sprecata l’occasione per fare un po’ di slut shaming.

Subito dopo questa parte edificante in cui Hopevelyn ci dà prova di essere una vera femminista nonché un’icona e modello di comportamento da seguire, un ragazzo la approccia in pista con qualche strusciatina e lei accetta di ballarci insieme. Rigorosamente incollati l’uno all’altra.

Comunque non dura a lungo, Justin arriva a trascinarla via dopo pochi secondi, quindi tutto a posto. Fortunatamente non mena il tipo, che si è già dissolto da solo.

I due tornando dagli altri con l’intenzione di andarsene, dato che Evelyn è stanca, ma prima fa in tempo a mettere le mani su un bicchiere di vodka alla menta che prontamente Justin le porta via, dichiarando che sta esagerando con l’alcool. Sono più che d’accordo: è la prima volta che beve e si è già fatta fuori mezza birra (che però non ho visto, l’ha detto Justin), due bicchieri di vodka all’anguria (SCHIFOOOOO!!) e ora vuole anche la vodka alla menta. Lasciamo da parte il discorso che negli USA è illegale, è comunque astemia e sta già bevendo parecchio, soprattutto per una che non ha mai nemmeno assaggiato il colluttorio.

Evelyn pensa che in effetti Justin ha ragione, quindi decide di lasciar perdere e di darsi una calmata, così da non sentirsi male.

No, scherzo… pensa che abbia ragione, sì, ma siccome si è impuntata e vuole dimostrargli di poter fare come le pare gli scippa il bicchiere e se lo finisce tutto d’un fiato.

Subito dopo sviene.

Sapete, io personalmente sarei stato d’accordo con il discorso della dimostrazione di libertà di scelta, se questo fosse stato fatto in un contesto migliore: per una volta Justin si stava comportando in maniera responsabile (tralasciando, ripeto, il fatto che nessuno di loro aveva l’età per bere) e a voler essere precisi anche Chris avrebbe dovuto fare lo stesso, visto che Evelyn è sua sorella. Ma già sappiamo che come fratello fa più schifo di quanto ne faccia Cthulhu con le parole crociate.

Però Evelyn, come tutte le Hope, deve dimostrarci di essere una badass, quindi via di alcool finché non si sente male!

Poche righe dopo, POV di Justin, scopro che Chris non ha fatto una beata mazza per sua sorella perché è andato in pista da tempo con una brunetta.

MA DIRLO PRIMA NO, PORCO AZATHOTH??

SHOW! DON’T! TELL! STRACAZZO!

Insomma, Justin se la carica in macchina e la riporta a casa. Lungo il tragitto Hopevelyn, usando i suoi poteri da Hope, rinviene e comincia a blaterare che “lo vuole”. Fortunatamente Justin ha un altro sprazzo di maturità e rifiuta di fare sesso, visto che è ubriaca e non sarebbe giusto.

Meno male, dai… almeno questa volta ha fatto qualcosa di buono. Non cancella tutto quello che c’è stato prima, però è un inizio.

Lei gli dice anche che lo ama, e questo manda Justino in brodo di giuggiole. Oh, che tenero…

Il capitolo finisce poco dopo, e non c’è altro da menzionare.

Arriviamo al ventiduesimo (ne mancano solo una quindicina, coraggio!), che inizia con diversi paragrafi fuffosi finché Evelyn, rintronata dopo la sbronza che si è presa, incontra Justin a scuola, e lì c’è un flashback della sera prima (naturalmente segnalato con “-Inizio Flashback” e “-Fine Flashback”, perché i lettori sono stupidi e non capirebbero) in cui la nostra Hope ricorda brevi momenti della sera precedente, in particolare quando gli ha detto di amarlo. L’imbarazzo la assale completamente e con la scusa delle lezioni scappa via di corsa.

Segue tanta altra fuffa, finché non arriviamo al pomeriggio, con Evelyn a casa, ancora stordita dai postumi della sera precedente, che inizia a scambiarsi messaggi pucciosi con Justin. Qui abbiamo un pezzo assurdo:

[…]Una cosa era ormai evidente, stava facendo di tutto per farmi innamorare di lui. Insomma, come potevo non innamorarmi ogni giorni di più di lui se mi mandava certi messaggi?

In passato avevo avuto una relazione seria con un certo Tomas, Tomas Pattinson per la precisione, nonchè ex compagno di squadra di basket di Chris fino a qualche anno prima. Credevo fosse quello giusto, la nostra storia durò nove mesi e se dico che mi immaginavo già con l’abito bianco pronta a dire il fatidico si, non è tanto per dire. Credevo di amarlo sul serio.

E soprattutto credevo che lui amasse me.

Poi però, non so cosa successe ma qualcosa si ruppe e lui iniziò a vedersi con una mia compagna di corso, Ashley o Sherly, sinceramente non ricordo il nome, come se nulla fosse, dopo dieci mesi di fidanzamento ci lasciammo o per meglio dire, lui mi lasciò.. per lei. Ma non fece un grande affare onestamente, non perchè ce l’avessi con lei per avermi “rubato” il ragazzo, ma perchè dopo sole tre settimane lo tradì e ruppero.

Esattamente un mese dopo la nostra rottura Chris diventò molto, troppo amico sia di Justin che di Chaz poichè iniziarono a frequentare gli stessi corsi a scuola, esattamente un anno prima di ricevere quel messaggio, forse erano solo coincidenze, ma dopo la rottura con Tomas nella mia vita apparve Justin – se per migliorarla o per peggiorarla non lo so – e non mi innamorai più, nemmeno una volta.

Allora, intanto i motivi per non amarlo te li ho elencati almeno trenta volte, fino ad ora, quindi è inutile che te li ripeta, tanto non mi dai retta… per quel che riguarda questo “Tomas Pattinson” (sarà mica il boss mafioso di “Top Secret”?), perché non ne sapevamo niente? Anzi, ricordo distintamente che hai detto di non aver mai avuto successo con i ragazzi, prima d’ora. In generale di non essere una persona socievole, e proprio per questo avevi solo Cassie come amica (che poi, grande amicizia la vostra…).

E adesso ci dobbiamo bere questa storia di un ex che ti ha ferita e ha congelato il tuo povero cuore Hopesco? Ma fammi il favore, vai…

Lo scambio di messaggi prosegue, e dal nulla i due cominciano a litigare, tirando anche in ballo Bridget e Dean, tanto per avere qualcosa da rinfacciarsi a vicenda. Saltiamo tutta questa parte e arriviamo al POV di Justin, che tira un altro pugno alla parete facendola crepare al grido di “HULK SPACCA”!

No, okay, il grido ce l’ho messo io.

Saltiamo anche questa parte, meritava menzione solo il pugno alla parete.

Quella sera, Hope e Justin escono insieme (sì, anche se hanno litigato, e no, non hanno fatto la pace) così che lui possa darle il regalo di compleanno che le aveva promesso (ricordate?). Saltiamo di nuovo un altro pezzo, visto che serve unicamente a descrivere per l’ennesima volta vestiti e trucco, e arriviamo al timeskip (di cacca) segnalato da “Mezz’ora dopo presso spiaggia Sette Venti-”. Justin ha approntato un picnic sulla spiaggia, e sul telo c’è una scritta fatta con vernice color oro.

Okay, fermiamoci un secondo…

1) sono le otto passate, quindi è buio, e a quanto ne so io l’unica luce la danno due candele.

2) il telo ci viene detto che è “dello stesso colore della sabbia”, quindi è sul marroncino chiarissimo.

3) la vernice non si stende bene sulla stoffa.

4) suddetta vernice è coloro oro.

COME FAI A LEGGERLA, ME LO SPIEGHI?

Vabe’, lasciamo perdere… il punto è che sono le scuse di Justin per la litigata. Anche se in realtà pure lei dovrebbe chiedere scusa, visto che è iniziata perché tutti e due si sono provocati a vicenda. Ma è una Hope, le Hope non chiedono scusa.

Fuffa, gif e fine capitolo.

Arriviamo al successivo, superiamo tutta la fuffa e raggiungiamo la fine.

Sì, lo saltiamo a piè pari. La trama non avanza di un micron.

Il ventiquattesimo inizia così:

Chiusi la piccola porta di metallo dell’armadietto mettendomi lo zaino in spalla, alzai lo sguardo sino all’orologio fisso sulla parete, erano le 13.00 esatte, anche quella mattina d’inferno era passata. Varcai la soglia d’uscita sospinta dalle decine di ragazzi che si affrettavano ad uscire dall’istituto, percorsi l’intero viale affollato, ragazzi che discutevano sulla prossima partita di basket, ragazze che sparlavano di altre compagne di corso e ragazze che si scambiavano consigli sui trucchi, no, quella non era proprio la mia vita.

Insomma, ero così diversa da loro io.

Eh, certo… tu non ti trucchi e non parli male delle tue compagne. Sei tutta un’altra persona.

Salto l’enorme quantità di fuffa. Arriviamo in un pub dove tutti e quattro si sono ritrovati per pranzo (anche se l’orario scolastico, in America, dura fino al pomeriggio, ma sticazzi…), pranzo che viene servito loro da una cameriera di cui Hope non può non fare la descrizione dettagliata:

Indossava una canottiera molto, troppo aderente e scollata, bianca e degli shorts cortissimi, nemmeno un grembiule, niente, sembrava una delle tante ragazze che si potevano benissimo incontrare a dozzine in giro per Los Angeles. Si passò una mano fra i capelli rossi, lisci corti fino alle spalle, prima di soffermarsi con lo sguardo su Justin, inutile dire che lo stesse spogliando con gli occhi, con quelle riluttanti pupille verdi che avrei volentieri distrutto.

Fece un ulteriore passo in avanti allungando la mano verso Justin ed attirando la mia attenzione all’istante, le sue unghie – finte – tinte di rosso si posarono sulla sua spalla ed iniziarono a picchiettare.

Con mia somma gioia, ho la scusa per usare di nuovo un elenco numerato:

1) Se è vestita così sul posto di lavoro, probabilmente è costretta;

2) le cameriere non indossano unghie finte quando lavorano, perché potrebbero staccarsi e finire nei piatti;

3) le cameriere non toccano i clienti senza un buon motivo, tipo fargli una manovra di Heimlich perché si stanno strozzando (sempre che ne siano capaci).

Comunque, questa scena è la scusa per Hope per mostrarsi gelosa di Justin. Subito dopo torna la fuffa inutile, ma per la fine del capitolo, quando Justin è a casa con la famiglia, Chaz gli telefona per dirgli che Evelyn ha avuto un incidente e ora è in ospedale.

Nel capitolo venticinque Justin è impegnato a maledire se stesso perché senza di lui Evelyn non può muovere un passo, doveva proteggerla e usare i suoi poteri da Avenger per impedire che il mondo le facesse del male.

Cioè, non dice proprio questo, ma siamo lì.

Mentre è impegnato a incolparsi per non aver potuto evitare una cosa inevitabile e totalmente casuale, entra di gran carriera in ospedale, correndo per i corridoi e le rampe di scale, senza che nessuno intervenga per fermarlo. Dopotutto a chi interessa se qualcuno corre in un ospedale?

Arrivato da Chaz e Chris (non so in quale reparto siamo, se chirurgia, terapia intensiva, psichiatria… io raccomanderei psichiatria) gli viene detto che stava portando “un fascicolo” a scuola e che è stata investita mentre attraversava la strada.

Per la cronaca, ci sono ancora le limitazioni dovute al Covid-19, quindi non guardate me, non sono stato io. E non vi fidate delle dodici persone che affermano di aver visto un’auto identica alla mia allontanarsi sfrecciando lungo la strada, non sanno quello che dicono.

In ogni caso, Evelyn è ancora in sala operatoria, quindi presumo che siamo in chirurgia, ed è dentro da una quarantina di minuti. I tre si siedono ad aspettare, e intanto arrivano anche i genitori di Evelyn, ovviamente sconvolti. Meno male che dei figli se ne fregavano…

Subito dopo esce un dottore, “pulendosi le mani su un pezzo di carta che si affrettò a gettare”, e fanculo alle norme di igiene negli ospedali.

Secondo il dottore ora Evelyn è stabile (machecazz…), però non è ancora fuori pericolo, e dovranno “agire con cautela”. Anche se non capisco di preciso cosa intenda, posso capirlo e sono perfettamente d’accordo con lui. Questo è un bravo dotto…

“La prego ho bisogno di vederla” sentii gli occhi pizzicare e capii cosa significasse davvero tenere ad una persona. Gli occhi neri dell’uomo mi scrutarono per vari secondi, volevo solo vedere lei.

“E’ il suo ragazzo?” deglutii.

[…]Annuii.

Si, lei era la mia ragazza.

“D’accordo, con cautela però[…]

Niente, un medico decente non lo si può proprio trovare nelle ficcyne… specialmente in quelle di Bieber23. Non ha idea di come funzioni la sanità…

La parte migliore è che sconsiglia ai genitori di entrare, dato che non si sveglierà presto. No, scusa, fai entrare Justin e non i genitori? Ma chi ti ha dato l’abilitazione? Sapete come avrebbe dovuto rispondere un vero medico, alla richiesta di Justin?

Pressappoco così:

Il gruppo, comunque, scende alla stanza 345, al primo piano, anche se generalmente le sale operatorie e la terapia intensiva sono al pian terreno, insieme al pronto soccorso, così che i pazienti urgenti vengano portati lì senza perdere tempo, dove c’è già la famiglia di Justin ad aspettarli. Sì, pure Jaxon e Jazmine, che logicamente schiamazzano. A questo punto mancano solo Emma, Sarah, Kail col nome scritto male e Peter, poi siamo tutti.

Dopo poche righe Justin entra e ci viene descritta la scena di Evelyn nel letto, che non so come sia arrivata là dentro visto che erano tutti davanti alla sala operatoria e sono andati direttamente alla camera, quindi devono averla teletrasportata.

Vi risparmio i dettagli di Evelyn nel letto: mi è bastato leggere che “due tubicini attaccati al naso le davano l’ossigeno collegati ad una sacca” per staccare altri pezzi di muro a craniate.

Cthulhu: – Mblgg… yk’tnhum nhuyk’taah…- (Uffa… altro lavoro…)

Ma il rigo dopo scopro che non è entrato solo Justin: anche tutti gli altri lo hanno seguito!

MA CHE RAZZA DI OSPEDALE SAREBBE???

Bah… segue fuffa, poi timeskip (“Il mattino seguente, casa Bieber-”) e dopo mezzo rigo Justin torna subito in ospedale (quindi l’annuncio poteva benissimo fermarsi prima della virgola) e “dalla vetrata della camera” guarda insieme ai suoi amici il dottore che visita Evelyn. In realtà ci viene detto che le inietta anche qualcosa. Spero che sia candeggina.

Ci viene anche detto, da Chris, che ai genitori non è stato permesso di vederla (MA COSA CAVOLO DITE?? A VOI SÌ E LORO NO???). Subito dopo esce il dottore e dice a Chris che durante la notte ha perso il battito un paio di volte ma ora sono riusciti a stabilizzarla:

“Ma si risveglierà, vero?” mi anticipò Chaz con voce tremolante, il dottore sussultò quasi alla domanda, sembrava sperasse non gliel’avremmo posta.

“Onestamente non lo so, la ragazza è..” deglutii, troppa attesa, troppi misteri per i miei gusti.
Le mie mani si serrarono in due pugni così come quelle di Chris, volevamo sapere, io se avrei potuto baciare ancora le labbra della mia ragazza e lui se avrebbe potuto ancora stringere la sorella fra le braccia la sera per darle la buonanotte.

“E’?” chiese lui impaziente, lo capivo, credo nessuno dei tre reggesse più l’ansia di avere notizie, di sapere.

“E’ entrata in coma questa notte” sussurrò.

Cioè… il dottore fa delle pause, esita e spera che non gli facciano quella domanda? Amico… TORNA SUBITO ALL’UNIVERSITÀ E RICOMINCIA A STUDIARE DA ZERO, CAZZO!

La buona notizia, però, rimane: Hope è in coma. Purtroppo ci dobbiamo ricordare che è appunto una Hope, vedrete che entro due capitoli sarà di nuovo sveglia e pimpante.

Salto il resto, arrivo al capitolo successivo, il ventiseiesimo, e vedo che l’autrice si raccomanda di leggere per prima cosa la nota in fondo alla pagina.

Pensando che sia come al solito un avviso con cui avverte le lettrici che in quei giorni era impegnata e quindi avrebbe tardato ad aggiornare non ho dato un gran peso alla cosa, ma ho comunque letto ciò che aveva da dire. Ho scoperto questo:

[…]Volevo inoltre dirvi che ho appena scoperto di essere stata segnalata, o per meglio dire la storia lo è stata, ecco, vedete, vi prego di non fare queste cose Insomma, perchè? Non ho fatto nulla di male, mi dispiace ma sono delusa da questo Non me lo aspettavo Comunque a presto, Grazie a tutte

ERA GIÀ STATA SEGNALATA??? E LA STORIA NON È STATA ANCORA RIMOSSA???

Suinogiallo, amico mio, che cosa ti è preso?

Beh, va detto che all’epoca il fenomeno delle Hope non era così noto, o magari la storia è stata segnalata per i motivi sbagliati. O ancora, troppe poche persone l’hanno segnalata e così l’amministrazione di EFP non ha preso davvero in considerazione la cosa. Oppure, di nuovo, la regola che impone di non rappresentare celebrità reali come criminali è successiva, anche se ne dubito, specie perché non è il solo motivo per segnalare, in questo caso.

Ad ogni modo, Bieber23 si è detta delusa e ha affermato di non aver fatto nulla di male. Inutile sottolineare quanto si sia sbagliata, visto che confido di vedere rimosso questo aborto cosmico quanto prima.

Tornando al capitolo, Justin entra di straforo nella stanza di Evelyn (ma perché? Ti facevano entrare subito dopo l’operazione, quando è fondamentale tenere le distanze, mentre ora te lo impediscono? Ma chi è che comanda, là dentro?) e le dice che a scuola nessuno sa cosa le sia successo, tutti pensano abbia l’influenza.

Di nuovo, perché? Cosa c’è di male a sapere che è in coma? Cos’è, dovrebbe vergognarsi? Se è così, allora vale lo stesso discorso per tutte quelle persone che, dopo essere state investite (a proposito, chi l’avrebbe investita? L’avete identificato? È fuggito? Boh…) o aver subito un grave trauma dovrebbero vergognarsi di essere state ferite. In pratica è colpa loro se stanno male, giusto?

Ma vai a cagare, Justin…

Beh, comunque, pensate un po’ il colpo di scena? Evelyn decide di svegliarsi proprio adesso! Sì, esatto! Mentre Justin le parla! Ma dai, non me lo sarei mai aspettato!

Evgenij:- A questo punto, io proporrei di aggiungere anche il coma delle Hope alla lista dei cliché, assieme al successivo (e convenientissimo) risveglio di fronte al Bad Boy. –

Shade: Beh… okay, tanto uno più, uno meno. Gaia: CHECK!-

Gaia: – Miao.-

Insomma, Justin corre a chiamare il dottore, il fatto che non dovesse entrare viene bellamente dimenticato da tutti (sì, pure dai genitori, sono arrivati anche loro, adesso) e il dottore dice che dovrà fare riabilitazione.

Ben detto. In fondo è stata in coma. Certo, solo cinque giorni, ma comunque non è una cosa da nie…

“Ma se tutto andrà bene, non ne servirà molta e fra un paio di giorni ti dimetteremo”

………………………………………

………………………………………

………………………………………

………………………………………

………………………………………

………………………………………

*

Cthulhu agitò una mano artigliata davanti al volto di Shade Owl, il quale fissava lo schermo del computer senza dire una parola o accennare un solo movimento. Gaia, preoccupata, miagolava al suo fianco.

– Niente… lo abbiamo perso.- disse Piton, scuotendo la testa con aria sconfitta.

Appena finì di parlare il campanello suonò un paio di volte. Cthulhu andò ad aprire e, poco dopo, tornò con un uomo.

Era alto, vestito di nero, con un lungo mantello dell’identico colore che arrivava fin quasi a terra. Indossava un elmo che gli copriva il volto, gli occhi e la testa, da cui usciva ad ogni suo respiro un sibilo penetrante.

Vedendolo, Piton allargò le braccia.

– Oh, grazie al cielo, Vader, sei venuto!- esclamò – Grazie! Giusto in tempo, occorre il tuo aiuto! Ha perso il contatto con la realtà, devi riportarlo indietro!-

Senza dire una parola, il Signore Oscuro dei Sith si avvicinò a Shade Owl e gli mise una mano guantata sulla testa, serrando forte la presa.

– Shade!- esclamò Darth Vader, con la sua voce profonda. – Il tuo destino non è soccombere! Ma non potrai lottare contro le Hope se continuerai a ricorrere al debole Lato Chiaro. Cedi al Lato Oscuro! Diventa ciò che sei nato per essere! Unisciti all’Impero Sith!-

Dalle dita di Lord Vader cominciarono a uscire scariche elettriche che percorsero il corpo di Shade Owl, facendolo sussultare. Poco a poco il recensore tornò cosciente, con un grido furioso che riempì la stanza, mentre la Forza erompeva dalle sue mani in potenti onde che devastarono la stanza.

Gaia corse a rifugiarsi in corridoio, Piton lanciò un incantesimo di protezione per difendersi e Cthulhu si limitò a guardare, forte del suo potere di Grande Antico, grazie al quale avrebbe potuto resistere anche all’Imperatore Palpatine.

Shade Owl, ora in piedi sul letto, fissava lo schermo del computer con rinnovato odio.

– VOI… DOVETE… SPARIRE!- gridò.

Dalle sue dita, come da quelle di Darth Vader poco prima, uscirono saette che colpirono lo schermo del computer, attraversarono la rete e andarono a incenerire la camera d’ospedale in cui erano rinchiusi tutti i protagonisti della ficcyna, il finto dottore e i genitori della Hope.

– Ti senti meglio?- chiese Piton, abbassando la bacchetta.

Shade Owl annuì.

– Sì, ma non credo di aver risolto nulla.- rispose – Quella è una Hope, respawnerà tra poco. La sola cosa che posso fare è finire la recensione.-

– Allora terminala.- disse il Signore Oscuro dei Sith – E non dimenticarti di usare a tuo vantaggio il potere del Lato Oscuro. Ora devo andare. L’Imperatore mi aspetta per una partita a bocce su Coruscant.-

– Tu giochi a bocce?- chiese Shade Owl.

– Sì, per giocare usiamo le teste dei Ribelli.-

*

Dopo l’intervento di Lord Vader, che mi ha restituito vigore e la fiducia in me stesso, i personaggi della ficcyna, appena respawnati malgrado la mia tempesta di Fulmini della Forza, lasciano la stanza come se nulla fosse successo, a parte Justin che viene trattenuto da Hopevelyn. Ma non ci interessa, è tutta fuffa.

Meno fuffa è il pezzo in cui il dottore, dopo un timeskip gestito, come sempre, ad minchiam (“17.00 presso Los Angeles Hospital”, ospedale che non esiste, tra l’altro), dopo aver misurato la temperatura a Hopevelyn, accetta di far restare Justin perché lei glel’ha chiesto.

Sempre peggio, questi dottori…

Cthulhu: – Yt lln’k tkl’he bmny thek. Ptffha nn’yk kl’eheg tj’kthu ll’nhkaa?- (Quindi non sarebbe una gran perdita per voi miseri umani. Ti dispiace se lo divoro?)

Shade: – Guarda, appena smetterà di comparire potrai farne quello che vuoi.-

La mia voglia di far mangiare quest’uomo a Cthulhu cresce di parola in parola, anche perché dopo un paio di righe invita a Evelyn ad alzarsi dal letto e provare a camminare.

Certo, in fondo è solo reduce da un incidente stradale così grave che è rimasta per cinque giorni in coma, chi non riuscirebbe a camminare?

Se non fosse una Hope, e quindi dotata di capacità di recupero che nemmeno un X-Man potrebbe mai immaginare, non riuscirebbe neanche a sedersi, figuriamoci ad alzarsi!

[…]Spostai le coperte dal mio corpo guardandomi le gambe per la prima volta dopo una settimana. Beh, non erano messe male direi, a parte qualche graffio qua e la erano oserei dire presentabili.

Afferrai la sua mano e camminai, onestamente a fatica.

“Mh.. a quanto pare la riabilitazione servirà, signorina”[…]

Che poi, come cavolo fa ad avere appena qualche graffio sulle gambe? L’ha investita una macchina o un triciclo?

Piton: – Shade, l’hai detto tu che si rigenera.-

Shade: – Ah, giusto… perdonatemi, il mio cervello si sta ancora riavviando.-

Quel gran cretino di un dottore, ad ogni modo, annuncia che comincerà la riabilitazione per alcuni giorni, ma se tutto andrà bene la dimetteranno martedì. E lei pensa scocciata che dovrà rimanere là dentro per altri quattro giorni, che per lei… non ce la faccio a ripeterlo:

[…]Quattro giorni lì dentro era pari a morire, e non sto scherzando.

MA RINGRAZIA DI ESSERE ANCORA VIVA, PIUTTOSTO, BRUTTA CRETINA!

Uscito il medico (VAI, CTHULHU, ADESSO!) entrano Chris e Chaz, e subito si passa a parlare degli incontri di pugilato, il primo dei quali sarà il venerdì successivo.

Justin dice che non intende portarla, e giustamente, aggiungerei, ma Hope è troppo scema per rendersi conto che nelle sue condizioni dovrebbe stare a riposo e, sfruttando le sue capacità di persuasione tipiche di tutte le Hope, convince i tre a portarla con loro.

Dopo la fuffa termina il capitolo, e io vado a vedere cosa ne pensano le lettrici della segnalazione.

“No vabbè segnalata?! Ma sarà stato un errore è bellissima… Comunque ti adoro perchè scrivi magnificamente. Menomale che si è svegliataa😍😍 sono bellissimi insieme. Continua presto un bacio<3
Clod”

“Ciao bellissima!

Si è svegliata cavolo.. E Justin è dolcissimo. Da bad boy è diventato un sweet boy hahahahah ad ogni modo sei bravissima a scrivere i capitoli. Sai..ci sono rimasta anche io della segnalazione, insomma..perché? Saranno state le solite bambine invidiose solo perché la tua storia ha così successo e che tu sei davvero brava a scrivere. Continua per la tua strada a testa alta che vai benissimo e continua a scrivere questa storia hahahah perché è veramente una meraviglia come te.

Alla prossima, un bacio

El.”

Credo che queste due (su un totale di quattordici) siano sufficienti.

Nel capitolo successivo (ventisette, coraggio!) Hopevelyn viene dimessa dall’ospedale, e non ha nemmeno bisogno delle stampelle o di qualcuno che l’aiuti mentre sta a casa da sola malgrado sia reduce da un incidente stradale. Infatti addirittura si fa la doccia senza cadere e rompersi di nuovo qualcosa, come sarebbe normale nella realtà.

Ciò che segue è un mare di fuffa, ma ad un certo punto qualcuno suona al campanello. Evelyn va ad aprire insieme a Chris (che nel frattempo è tornato) e trovano un tizio sconosciuto e dall’aspetto tutt’altro che rassicurante:

[…]Un uomo mi squadrò prima di passare a mio fratello, si passò una mano sulla testa rasata facendomi notare involontariamente il tatuaggio, che gli ricopriva il collo. Prese una busta dalla giacca in pelle e la porse verso di noi.

“Per Bieber, mi hanno detto che lo avrei trovato qui” deglutii spostando lo sguardo dall’uomo a Chris in cerca di spiegazioni.

“Gliela consegneremo noi, grazie” il tono di mio fratello era freddo, quasi quanto un iceberg, mi diede l’impressione di essere nel ben mezzo di una missione o qualcosa del genere e al sol pensiero un brivido mi attraversò.

L’uomo annuì prima di darci le spalle ed andandosene lentamente, non si stava nascondendo, ma la sua aria losca e minacciosa lo facevano apparire in tutto e per tutto un poco di buono, non mi stupii però, che conoscesse Justin. Sapevo bene che i giri che frequentava non erano propriamente i più consigliati ma ormai c’ero dentro, ero in un tunnel senza ritorno.

Già, quello che è palesemente un criminale, o comunque uno straniero inquietante, si presenta a casa tua con una busta dal contenuto ignoto e tutto quello che riesci a pensare è traducibile con un “meh…”!

Tu hai dei seri problemi cerebrali, e nessuno di essi è imputabile all’incidente e successivo coma.

Anzi, c’è effettivamente una cosa che le dà fastidio: che non le dicano niente!

Sapevo che tutti avevamo i nostri spazi, ma non riuscivo ancora a tollerare il fatto di non avere voce in capitolo, insomma, ero la sua ragazza ma venivo ancora trattata come una qualunque, una semplice ragazza che sapeva pressa a poco, degli incontri. Ridicolo.

Ridicolo è che tu pensi questo, maledizione! Davvero vorresti essere direttamente coinvolta in chissà quali affari palesemente illegali che il tuo ragazzo intrattiene con persone inquietanti che vengono a suonare a casa tua? Ringrazia che quello non fosse un picchiatore mafioso venuto a riscuotere qualche altro debito random, o saresti di nuovo finita in coma, se non peggio!

Altro che offenderti per essere tenuta all’oscuro, dovresti infuriarti perché dei criminali sanno dove vivi! Dovresti mollare seduta stante quello psicopatico di Justin e andare per la tua strada, magari scappare da Los Angeles!

Nuovo timeskip (fatto alla cazzo) e siamo davanti a casa di Justin, che ha invitato lei e Chris da lui. Sì, c’è anche Chaz.

Ormai non posso più evitarlo: ma questo qui non ce l’ha una casa? Una famiglia? Da dove viene? Chi è? A cosa serve? Boh… è un personaggio più inutile di Crilin… tipo Yamcha.

Comunque, il quartetto decide di guardare un film, di cui non sapremo mai il titolo e che, nel paragrafo dopo, è già terminato, con Justin che lo definisce “il miglior film della sua vita”. Se davvero era così bello allora datemi il titolo, almeno passo un paio d’ore in allegria.

mattheus93: – Se il film è Epic Movie… fuggi, sciocco! –

Finalmente Chris ed Evelyn si ricordano che hanno quella dannata busta da consegnare a Justin, anche se io, al posto loro, gliel’avrei data subito, sarei poi rimontato in macchina furioso e non sarei più tornato, ma la logica è morta in agonia molto tempo fa.

Justin apre quindi la busta, legge la lettera e, dopo qualche riga messa lì solo per fare suspance, annuncia che andranno tutti a Chicago.

Piton: – Perché?-

Shade: – Non lo so, il capitolo si chiude così. Lo scopriremo solo leggendo. E soffrendo.-

La risposta alla domanda di Severus in effetti arriva proprio all’inizio del capitolo successivo, quando Justin ci spiega che gli hanno scritto (ma chi, di preciso, gli avrebbe scritto?) di recarsi al “Chicago Open Slate”, che nemmeno esiste, per le ore 22.30, scritto così come l’ho scritto io, per affrontare un certo Jason McTodh (non McCann?) per una vincita in contanti fino a 1200 dollari.

Il combattimento sarà sabato sera. L’incontro di venerdì per il quale Hopevelyn ha rotto tanto le scatole verrà semplicemente rinviato, perché basterà chiedere a Kevin Maddox di spostarlo. Certo, i boss mafiosi sono famosi per la loro flessibilità.

E tutti insieme partono il giorno successivo, con Evelyn che, appena salita sull’aereo, scopre di avere paura di volare anche se non ci ha mai nemmeno provato, così si mette a gridare in preda al panico che potrebbero precipitare. Ottimo, è cosa buona e giusta mettersi a gridare subito prima della partenza che l’aereo potrebbe precipitare, cosa vuoi che succeda?

Subito dopo (sì, subito dopo, senza controlli prevolo né indicazioni da parte del personale riguardo alle uscite di emergenza o alle procedure da seguire) l’aereo decolla, ma siccome Evelyn non è ancora tranquilla Chaz fa con lei una scommessa:

“Scommettiamo piccola..” corrugai la fronte quando Chaz attirò la mia attenzione […]

“Del tipo?” chiesi.

“Beh, se arriveremo vivi a Chicago, correrò per tutta la scuola in mutande ed avrai tutti i massaggi che vorrai, ma se precipiteremo, in caso di sopravvivenza, dovrai farmi un massaggio ai piedi, ogni sera” Justin e Chris ridacchiarono a vicenda mentre gli occhi di Chaz duri e freddi, non si spostarono un secondo dai miei.

Se precipitate sarai fortunato ad averli ancora, i piedi.

Il premio per l’imbecillità, tuttavia, possiamo darlo (ovviamente) a Justin che vorrebbe permettere a Evelyn di bere qualcosa di alcolico. Grazie al cielo, tuttavia, interviene Chris che, di tanto in tanto, ricorda di essere suo fratello maggiore e stabilisce che, essendosi appena svegliata dal coma, non dovrebbe bere.

Si potrebbe anche obbiettare che non ha ventun’anni, ma sticazzi, non avrebbe dovuto bere nemmeno quando è andata al Lord, o addirittura entrare, quindi…

Sorvoliamo il resto del volo (ahahah, che battutona!) e anche l’atterraggio fuffoso. Purtroppo non si sono schiantati.

Arrivano all’albergo di cui non ci viene detto il nome né qualsiasi dettaglio che non sia “di lusso”. Tutto qui, so che è un albergo di lusso. Se vi chiedete dove abbiano trovato i soldi, vi state facendo la stessa domanda di Hopevelyn:

“Davvero ci possiamo permettere questo?”chiesi guardandomi attorno più volte, Justin ridacchiò prima di avvicinarsi al bancone della reception.

“Sai, principessa, paga tutto Kevin” mi chiedevo cosa potesse mai guadagnare questo famoso Kevin dagli incontri in quanto i soldi se li intascavano i lottatori, eppure molto di certo. Infondo, poteva permettersi di pagare hotel di lusso a tutti i suoi lottatori e a tutti i loro accompagnatori.

Certamente. Hanno fatto rimandare un incontro che aveva organizzato, è giusto chiedergli anche di pagare un albergo di lusso per Justin, i suoi amici e la sua ragazza per farlo partecipare a un altro combattimento organizzato da chissà chi a Chicago.

Alla reception si fanno dare le chiavi delle due camere che sono state riservate (una prenotazione fatta il giorno prima? Complimenti!) e abbiamo un momento di tensione: Chris non vuole che Justin ed Evelyn condividano la camera, perché ormai è diventato un vero fratello maggiore, malgrado all’inizio della storia lasciasse che Justin la menasse a ripetizione dando a lei la colpa “perché lo provocava”.

Per risolvere la cosa fanno come si fa nelle serie TV, cioè indietreggiano lasciandola tra loro e aspettano che decida da sola da chi andare, tipo i cani contesi tra due padroni. In quel caso, tuttavia, il cane sceglie sempre una terza persona, ma qui potete stare tranquilli che sceglierà Justin. Non il cane, Hopevelyn. Il cane sarebbe più intelligente.

“Chris, lui non mi farebbe mai del male, non so nemmeno come ti faccia a passare per la testa un’idea del genere […] è il mio ragazzo per qualcosa dopotutto, non hai nemmeno idea di cosa abbia dovuto fare per avere la mia fiducia” aggiunsi.

Bimba, io mi sono puppato ventisette capitoli prima di questo, e ti assicuro che nemmeno io ho idea di cosa abbia dovuto fare, visto che non ha fatto una beata sega.

E poi, cosa cacchio dici “non mi farebbe mai del male”, se per tutta la prima parte ti ha menata e maltrattata come se lui fosse un qualsiasi cattivo di Dragonball Z e tu Vegeta subito prima dell’arrivo di Goku…

Superato il momento, che tra l’altro ha avuto luogo nella hall dove chiunque tra personale e ospiti poteva assistere, Justin ed Evelyn raggiungono la camera, che naturalmente ha un letto matrimoniale. Sì, tranquilli, faranno sesso.

Tutto contento, Justin dice di avere tutto quello che potrebbe mai volere in quel momento, ovvero un posto tutto per loro, ma a Evelyn sembra invece che manchino “due piccoletti che corrono per tutta la stanza”.

Di nuovo a parlare di bambini… e va bene, eleggiamolo ufficialmente a cliché (check!) a questo punto… tanto uno più, uno meno…

Gaia: – Miao!-

Piton: – Cosa vuole?-

Shade: – Segnalarmi che siamo arrivati a ventidue. Non so se mi bastano i bicchieri, onestamente…-

Ma poi, stanno insieme da quanto, due settimane, una delle quali di coma? E già parlano di figli? Se fosse una vera relazione, Justin a sentir parlare di figli già adesso scapperebbe tipo Beep Beep!

Dopo, i nostri scendono a cena, che è fuffosa e quindi possiamo saltare. Siamo di nuovo in camera con Hope e Justino, che spendono ancora qualche riga per alimentare la fuffa, sia mai che ne manchi, e poi come avevo promesso fanno sesso. Una volta tanto sarà Justin a deflorare la Hope, così almeno ci siamo risparmiati le stesse scene di “Top Secret” e “Welcome To My Hell” in cui diventa pazzo scoprendo che lui non è il primo.

Certo, visto come va sarebbe stato meglio se Evelyn avesse fatto sesso per la prima volta con qualcun altro, visto che Justin riesce a farla gridare di dolore quando la penetra per la prima volta, e soprattutto NON USANO IL PRESERVATIVO. Ma tranquilli, niente gravidanze né malattie.

Poi torna la fuffa, e siamo al capitolo ventinove, che si apre con l’ennesimo plagio a “Danger”:

Mi alzai dal letto raggiungendo con la porta del bagno quando la mia attenzione venne attirata da Justin il quale, divertito mi osservava infilandosi una maglietta pulita.

“Che c’è di divertente?” chiesi alzando un sopracciglio. Si strinse nelle spalle.

“Cammini in un modo.. assurdo, direi” rispose semplicemente con un’altra scrollata di spalle. Roteai gli occhi.

Ditemi che differenza c’è con questa scena:

Iniziai lentamente ad avviarmi verso il bagno. Ad ogni passo diventava sempre più doloroso camminare.

Justin rise dietro di me e non potei fare a meno di voltarmi a guardarlo, curiosa di sapere cosa ci fosse di divertente. “Cosa?”

Niente. È solo che… stai camminando come un pinguino” Scoppiò a ridere, tenendosi lo stomaco.

Beh, scusa tanto se non riesco a camminare dritta!”

Questo è un copia-incolla di un pezzo riportato dal grande FearTear nella terza parte della sua recensione del primo “Danger”. Coraggio, ditemi cosa c’è di diverso, vi sfido!

Dopo di questo la sola cosa a meritare menzione è un ascensore “non del tutto idoneo per i claustrofobici in quanto, davvero piccolo”.

Meno male che era un albergo di lusso…

La scena della colazione è fuffosa, ridicola e superflua. Anche qui la sola cosa che merita menzione è la parte che riguarda il conto. O meglio, una frase detta al cameriere venuto con il conto:

“Siamo qui per conto di Kevin, Kevin Maddox” disse serio con un piccolo ghigno che ormai, avrei riconosciuto immediatamente. Il cameriere sbiancò riprendendo lo scontrino stropicciato infilandoselo in una tasca.

Okay…

1) La colazione non si paga, è compresa, a meno che non abbiate solo il pernottamento, e visto come vi ha trattati finora questo Kevin Maddox non penso proprio che si sia limitato a procurarvi il letto;

2) L’autrice è chiaramente convinta che basti pronunciare il nome di un mafioso anche in città lontanissime da quella dove quest’ultimo ha la sua sede abituale e tutti subito sbiancano e se la fanno nei pantaloni. Se fosse così, ci sarebbe l’FBI sulle sue tracce, come minimo, e pronunciarne il nome significherebbe essere prelevati tipo due secondi dopo per essere interrogati! È la stessa cosa che succedeva in “Top Secret”, ed è ugualmente assurdo!

Ma non è finita qui: il Carosello delle Stronzate prosegue, eccome se prosegue!!

[Il cameriere di prima]“Justin Bieber..” sussurrò osservandolo. “.. non hai idea. Non vedevamo l’ora che arrivassi, tutti” disse sorridendo. Justin corrugò la fronte portandosi il caffè alle labbra.

“Sapete dell’inconto, chi?” domandò poi leccandosi le labbra.

“Tutti, non si parla d’altro se non del tuo incontro di questa sera. Verranno tutti qui, dal primo all’ultimo” disse indicando un paio di ragazze al bacone del self service.

“Anche tu?” chiese Chaz mandando giù un sorso di caffè.

“Certo! Diamine, chi si perderebbe l’incontro dell’anno. Varrà migliaia” Justin ridacchiò bevendo un altro sorso di caffè.

“Non supereremo i 1300 dollari” puntualizzò poi. Il ragazzo annuì riprendendo il vassoio fra le mani.

[…]Beh, non credevo di certo che quell’incontro fosse così importante e non avevo idea che sarebbe valso più di mille dollari, dire che le parole di Justin mi avevano immobilizzato, sarebbe stato dire poco.

Bevetti un sorso del mio cappuccino prima di addentare il mio muffin al cioccolato.

“Cristo, verrà tutta la città!” esclamò Chaz passandosi una mano fra i capelli.

[…]Non riuscivo a capacitarmi che quell’incontro sarebbe valso tanto, che tutta la città di Chicago sarebbe stata presente. Dedussi che l’avversario, sarebbe stato un osso duro.

“Dove si terrà?” chiesi.

“Al ring per eccellenza per incontri illegali. Al Pentagono, sorellina” disse Chrsi sorridendo. Rabbrividii al suono di quelle parole, il solo nome mi provocava una sorta di agonia, di ansia verso quel posto, verso quell’incontro.

“Perchè ho una brutta sensazione?” sussurrai portando le braccia al petto. Justin ridacchiò chinandosi alla mia altezza.

“Forse perchè lì hanno combattuto i più grandi lottatori di tutti i tempi, principessa. Lo conoscono tutti, in tutta l’America” mi rispose lasciandomi un bacio al gusto di caffè sulle labbra.

No, cioè… mi tocca usare un altro elenco numerato.

Come se mi dispiacesse…

1) Tutto l’albergo sa che quello è un pugile che partecipa a combattimenti clandestini…

2) Tutta la città sa del combattimento…

3) Suddetto combattimento frutterà solo 1300 dollari, una cifra assurdamente bassa, per non dire ridicola…

4) Il “ring per eccellenza” è il Pentagono. IL PENTAGONO! Ed è noto in tutti gli Stati Uniti!

Non devo certamente dirvi che l’unico Pentagono, negli USA, è la sede del quartier generale del Dipartimento della Difesa, ma se anche ne esistesse un altro a Chicago (magari per licenza autoriale, e ci può stare, anche se poteva scegliere un nome molto migliore di questo), se davvero è così famoso per i combattimenti illegali, perché cavolo la polizia non l’ha ancora trovato?

Piton: – Shade, non è così insolito che le forze dell’ordine ignorino l’ubicazione di luoghi del genere. Possono conoscerli a livello di fama, ma non sapere dove si trovino con esattezza. L’hai visto in tanti telefilm e letto in tanti libri.-

Shade: – Certo, e non me ne sono mai lamentato. E sai perché? Perché era roba BEN SCRITTA, accidenti! E poi, come DIAMINE è possibile che, se TUTTA LA CITTÀ verrà a vedere il combattimento NESSUNO delle forze dell’ordine lo sia venuto a sapere? Come fanno a ignorare l’arrivo in città di Justin se lo riconoscono solo a guardarlo in un cavolo di albergo? Anzi, com’è possibile che, se in un albergo di un’altra città, lui viene riconosciuto a vista, NESSUNO A LOS ANGELES abbia mai scoperto che è un criminale, a maggior ragione vista la sua fama in praticamente tutta la città?-

Non ce la posso fare, le stronzate sono davvero troppe… ma devo tenere duro, ricordare le parole di Darth Vader.

La scena prosegue, con Chris che intuisce che i due hanno fatto sesso e ne resta sconvolto. Beh, forse lo sarei anche io al suo posto, ma al suo posto avrei anche cacciato Justin al primo episodio di violenza, così si sarebbe risparmiato lo sconvolgimento, adesso, quindi…

Comunque, i tre cominciano a litigare, e non a bassa voce. Ah, e ovviamente sono ancora nel ristorante dell’albergo, ma il fatto che stiano dando spettacolo non viene nemmeno menzionato, un buco di trama ha ingoiato tutti gli altri presenti, benché ci sia stato detto che il ristorante è veramente affollato.

Alla fine della lite Hopevelyn scappa in camera per poi essere raggiunta da Justin poco dopo. Segue momento pseudo-profondo tra i due, in cui Justin la consola e le spiega le ragioni di Chris, ma per me che ricordo perfettamente il comportamento di quest’ultimo nei primi capitoli è tutta ipocrisia mista a lacrime di coccodrillo.

Non manca ovviamente l’occasione per fare un po’ di slut shaming nei confronti della povera Bridget, che viene definita a più riprese “puttana”.

Il resto è fuffa, incluso il momento in cui Chris ed Evelyn si chiariscono, e finiamo qui il capitolo.

Il successivo, per mia fortuna, è solo un avviso relativo al fatto che il computer dell’autrice si era guastato, forse a causa della quantità di idiozie presenti nella fic, e l’ha portato a far riparare. Malgrado ciò, pure questo capitolo ha ben nove recensioni, ma vabe’…

Saltiamo quindi al trentuno e saltiamo anche una grossa parte, in cui essenzialmente tutti sono nervosi per lo scontro di quella sera, così decidono di andare al centro commerciale, e io trovo un pezzo che secondo me merita menzione:

“Oh mio Dio, fratello hai visto?” esclamò Chaz battendo la mano sulla schiena di Chris. Portammo tutti lo sguardo al negozio che pareva aver incantato Chaz e scoppiai a ridere.

“Un negozio di trattori, sei serio?” chiesi portandomi una mano alla pancia cercando di frenare quel mio divertimento. Il moro annuì avvicinadosi alla vetrina che teneva esposti due piccoli trattori e vari ingegni per la cura del giardino, dell’orto e cose varie.

“Sai, mia madre era una contadina prima di andare a vivere con mio padre a Los Angeles. Ogni estate torno a casa a coltivare campi dai miei nonni” spiegò poi senza distogliere un solo secondo lo sguardo dalla bella vetrina.[…]

L’ho voluto riportare solo perché questa è la primissima (e unica!) volta in cui scopriamo qualcosa su Chaz e sul suo background.

L’U-NI-CA.

Ora, posso capire che una storia, talvolta, abbia tanti di quei personaggi che sacrifichi i retroscena di quelli meno importanti. Lo faccio anche io, in molte mie storie non do troppe informazioni sui comprimari, a meno che non siano fondamentali a un certo punto della storia, o rischierei di intasarla, ma qui i protagonisti sono quattro, e tutti gli altri personaggi sono totalmente inutili, visto che arrivano e se ne vanno nel giro di uno o due capitoli. Chaz è uno dei quattro personaggi centrali, non quanto Justin ed Evelyn (ma nessuno può essere fondamentale quanto loro, visto che sono il Bedboy e la Hope), ma comunque abbastanza importante. Eppure, solo adesso scopriamo qualcosa su di lui.

In secondo luogo, in quale centro commerciale sono andati? Ditemi voi quale centro commerciale vende trattori!

Tutto il resto è fuffa inutile che non merita menzione… o di esistere, a seconda di come volete vederla.

La sera arrivano al classico Capannone Abbandonato™, il resto è irragionevole.

Nella nota autrice, come al solito, quest’ultima dichiara di volere le opinioni delle lettrici perché per lei sono fondamentali. Si è scordata di scrivere “se sono positive”.

Nel capitolo successivo (il trentadue, ne mancano solo cinque) l’autrice scrive che è importantissimo leggere la nota autrice. Cosa ci sarà di così importante, mi chiedo?

Scendo a controllare e scopro quanto segue:

Ehi, vi prego di leggere questo avviso. Allora, cerco una ragazza che sia registrata su Wattpad e che sia disponibile per pubblicare la mia prossima storia che inizierò a pubblicare su EFP da fine luglio.

Questa ragazza deve appunto pubblicare con regolarità i capitoli, quindi da duando io li posto qui con un massimo di tre giorni dopo. Deve mettere inoltre nella trama quando registra la storia, che l’autrice è Bieber23 e che la storia è stata presa da EFP.

Vorrei una persona affidabile. La ragazza potrà contare sulla mia efficente”segretaria”, registrata su Wattpad che risponderà a tutte le sue domande, lei sul sito di EFP non c’è, ma su Wattpad si chiama LaraDreams.

Possiamo quindi far risalire a questo momento l’incontro tra Bieber23 e CarmelaSabatino. Confesso di aver spulciato tutte le dodici recensioni per vedere se riuscivo a risalire al suo profilo EFP, ma senza successo. Non che fosse importante, ma ero curioso di capire se almeno lei, tra le due, fosse ancora attiva sul sito. Comunque, non ci sono riuscito.

Abbiamo inoltre scoperto l’esistenza di un’altra sua collaboratrice, tale LaraDreams che, o era sua omonima o ha voluto omaggiarla (Bieber23 si firma sempre come “Lara”, sia a fine capitolo che nelle risposte alle recensioni che nella bio del suo profilo). Nel secondo caso la faccenda, almeno per me, si fa inquietante. Comunque non ho rintracciato nemmeno lei, quindi pazienza.

Tornando al capitolo, ci viene fatto sapere che dopo poco tempo “decine e decine di persone” lo affollano (ma come, non doveva venire tutta la città?), tutti ragazzi “tra i quindici e i venticinque anni” (ripeto, non doveva venire tutta la città?).

Viene fatto un po’ di slut shaming da parte di Hope nei confronti delle ragazze che generalmente frequenta suo fratello (anche se stavolta variamo un po’, visto che le definisce “prostitute”, senza quindi aver capito una mazza di cosa sia davvero una prostituta) e viene il momento di tensione sessuale a caso: scopriamo che il “rituale” di buon auspicio di Chicago è diverso da quello di Los Angeles dove di solito il lottatore si limita a farsi dare un bacio dalla sua ragazza.

Sì, perché qui devono scegliere una ragazza tra il pubblico e toccarle il sederino davanti a tutti.

Oddio, mi sciolgo…

Shade: – Oh, ma dai, stavo scherzando!-

Piton: – No, parlavo della storia. Tu sei solo ridicolo.-

Shade: – E tu sei cattivo, ecco!-

Insomma, il “campione in carica” sceglie una #troja a caso tra quelle del pubblico, mentre Justino afferma di avere già una ragazza:

[…]Le urla delle ragazze si bloccarono di colpo e seguirono solo dei lamenti di disperazione per le speranze infrante.

“Cavolo, Justin le hai distrutte decisamente. Volevano tutte essere scelte da te”

Ma è possibile che negli universi ficcynari tutte non vedano l’ora di essere trapanate (o meglio, molestate in pubblico, in questo caso specifico) da Justin???

Bah… procediamo.

Passiamo al combattimento, dove scopro che l’avversario di Justin pesa novanta chili. O meglio, me lo dice Hopevelyn, e quindi a meno che lei non sia segretamente una bilancia non lo può sapere, ma sticazzi, diciamo che ha ragione.

Ho cercato il peso di Justin Bieber (sì, in rete si trova pure questo, e non avete idea di cos’altro, e non mi riferisco solo a Justin), che pare aggirarsi intorno ai settantacinque chili, come me, e sul metro e settantacinque, poco meno di me.

Confido ricordiate tutti la tabella delle categorie nel pugilato che ha così esaustivamente riportato fanwriter91, Justin e io saremmo tra i Pesi Supermedi (o meglio, ci sarei anche io se fossi un pugile, ma non facevo pugilato e comunque sono fuori allenamento da un po’, ma passatemela…). Il suo avversario però è sui novanta chili. Non conosco l’altezza, ma posso ipotizzare che sia vicino a quella di Justin, quindi uno e settantacinque, ottanta al massimo.

In questo caso, lui è un Peso Massimo Leggero. Molto superiore, direi. Ben due categorie al disopra.

Ora, è vero che spesso i combattimenti illegali sono pilotati (anzi, praticamente sempre) dai boss mafiosi che li organizzano per guadagnare di più (aspetto, questo, che come moltissimi altri è stato bellamente ignorato nella fic), ma generalmente le categorie vengono rispettate, tanto per salvare le apparenze.

Cthulhu: – Vntky l’mnhe t’kkhaa ll’nys tuhk?- (Stai davvero cercando la logica in tutto questo?)

Shade: – Perdonami, hai ragione… ho detto una scemenza.-

Non mi soffermerò ulteriormente sul combattimento, tanto è irragionevole, e finisce con l’ovvia vittoria di Justin. Vittoria che gli frutta un assegno da duemila dollari, perché come ben sappiamo dopo aver letto “Top Secret” la mafia tratta i suoi affari con assegni, contratti e cose del genere.

Rimasti soli in camera (siamo tornati in albergo), Evelyn e Justin si infilano insieme sotto la doccia e fanno di nuovo sesso, malgrado nella realtà Justin avrebbe dovuto essere tumefatto, pieno di tagli e con gli occhi pesti, come minimo, oltre che stanco morto, mentre qui non ha un graffio, come al solito, ed è più che in grado di trivellare un po’ la nostra Hope manco fosse un pozzo petrolifero.

Naturalmente non usano il preservativo nemmeno stavolta (Evelyn dice chiaramente “venne dentro di me”).

Capitolo finito, avanti un altro.

Il successivo comincia con l’ennesima stronzata:

[Chris]“Sapete..” si portò il bicchiere pieno di vodka vicino alla labbra bevendone un sorso “.. potrei anche abituarmi a questa vita, insomma.. dopo questo combattimento ci siamo sistemati sul serio, ragazzi” disse gesticolando.

Certo, duemila dollari, siete sistemati a vita!

Evelyn comunque lo riporta (parzialmente) alla realtà ricordandogli che lunedì torneranno a scuola e che tra poco inizieranno gli esami del primo semestre.

Dopo qualche rigo fuffoso, poi, è Chris a ricordarle che entro l’indomani arriverà in città Hanna, che nessuno ha mai nominato prima.

A quanto pare, Hanna è figlia di alcuni amici dei loro genitori, ed è tutto ciò che ci è dato sapere, visto che nemmeno Hopevelyn ricorda altro. Anzi, l’idea che venga non la entusiasma neanche.

“Magari diventerete amiche, che ne sai?”

“Senti, non voglio esserle amica insomma.. non abbiamo niente in comune e con niente intendo davvero niente” gli puntai l’indice contro. ” Che ci fa qui inoltre?” chiesi poi.

“Dice di essersi trasferita e pensa, inizierà a venire a scuola con noi” rabbrividii alle sue parole sentendo un miscuglio di rabbia e nervosismo prendere parte del mio stomaco.

“Per quale motivo? Non stava forse bene ad Harvard?” Chris ridacchiò negando con la testa.

“I suoi genitori si sono separati, lo sai come funziona da loro.. il giudice l’aveva affidata alla madre e sai che rapporto hanno. Così ha deciso di venire a vivere dai suoi zii, qui a Los Angeles” mi spiegò. Annuii sospirando. Non avevo nulla contro Hanna o per meglio dire Hannabel, come la chiamava mia madre, per quel che mi ricordavo parte delle estati della mia infanzia le avevo vissute con lei. Eppure mi ero costruita una vita ormai, mi ero abituata a vivere in un gruppo strettamente maschile, non ero pronta a cambiare per il suo ritorno e francamente, nemmeno volevo farlo. Forse la verità, è che non avere mai vuto un’amica vera prima, mi aveva davvero fatto dimenticare ciò che significasse averne una.

Grazie. Grazie, Evelyn, per darmi così tante opportunità di usare gli elenchi numerati!

1) Sei una stronza, ma questo già lo si sapeva. Una persona fa tanta strada per venire a trovarti e tu reagisci con fastidio? Ti auguro di rimanere da sola, veramente! Ci credo che Cassie se n’è andata senza preavviso e non si è più fatta viva!

2) Letteralmente DUE RIGHE FA hai detto di non ricordare niente di Hanna/Hannabel, ma adesso ricordi persino come la chiama tua madre!

3) Non è colpa di Hanna/Hannabel e nemmeno di Justin e compagnia se non hai amiche, sei tu che non ne hai mai volute, quindi non giocare a scaricabarile!

4) Harvard è UNA FAMOSISSIMA UNIVERSITÀ PRIVATA che ha sede a Cambridge, nel Massachusetts, non una città! Cos’è, vive in un’università? Bene, ci può stare, il campus ha dei dormitori, ma non ha senso che si trasferisca dagli zii per tornare al liceo!

In realtà il punto quattro non è per Evelyn quanto per l’autrice, che come sempre non ha svolto ricerche.

Qualche rigo dopo, quando sono di nuovo in camera:

Bum, bum.

Il temporale.

Ancora.

Davvero, qualcuno mi sa dire da quando i fulmini fanno “bum, bum”?

Bah… Hope ha paura, come l’ultima volta, quindi passerà la notte a farsi rassicurare da Justin, con un lungo momento fluff/fuffoso che serve a mostrare la dolcezza di lui e la tenerosa impressionabilità di lei.

No, scherzo, nel rigo dopo si è addormentata e in quello dopo ancora suona la sveglia.

Cthulhu: – Tlyynk rtgflhuu nt’kehh n’hak! Ktynp llt’nnha bhak ntl’y rres’thu njak!- (Tutto questo è assurdo! Andiamo da un estremo all’altro!)

Piton: – Ha ragione Cthulhu: sono felice che non ci sia un pezzo come quello che hai descritto, ma anche così è ridicolo. Davvero non viene dato il minimo spazio alla presunta paura di Evelyn?-

Shade: – Più o meno: in pratica, dopo che sente i tuoni, Justin dice tipo tre parole in croce sul fatto che la notte del primo temporale è stata la migliore della sua vita, poi lei si addormenta e, subito dopo, suona la sveglia.-

Gaia: – Miao!-

Shade: – Già… pure la gatta lo trova ridicolo. E lei una volta si è chiusa nella scarpiera.-

Il gruppo torna a Los Angeles, ognuno a casa propria. Chris ed Evelyn vengono accolti dai genitori, che appena li vedono corrono ad abbracciarli manco fossero tornati dalla guerra:

“Mamma, ci stavi aspettando?” mi lasciò andare annuendo e portando le valigie in un lato appartato della stanza.

“Vi stavamo aspettando, oggi non lavoriamo” disse. Sembrava più felice rispetto al solito e la cosa per quanto mi avrebbe dovuto rendere calma, in realtà mi agitava, lei non era mai così ma ad essere onesti, dal giorno dell’incidente il suo comportamento era cambiato radicalmente nei miei confronti.

“Potete sistemare le vostre cose, vi ho preparato i biscotti per dopo” si strinse nelle spalle e non feci in tempo a dire o a pensare nulla che Chris mi travolse stringendola in un forte abbraccio.

“Ti adoro, mamma!” feci un finto sorriso cercando di capire da dove prendesse tanta felicità mio fratello. Afferrai il manico del trolley ed iniziai a salire le scale. Mi chiusi la porta alle spalle lasciandomi andare ad un sospiro. Perchè mia madre si comportava così? E soprattutto, da quando mio fratello le diceva di adorarla?

Insomma, aveva vent’un anni ormai, e posso giurare di non averlo mai sentuto dire una cosa del genere prima di allora.[…]

L’atteggiamento di Evelyn non è una novità, quindi non mi dilungherò oltre su di lei, tanto ho già detto cosa ne penso.

Non dovrei nemmeno soffermarmi troppo sull’età di Chris, ma porca miseria! Fin dall’inizio della storia i nostri protagonisti frequentano il liceo, accidenti! Ora l’autrice vorrebbe darci a bere che ha ventun’anni? Che poi ci può stare, magari a scuola è così capra da essere pluriripetente (perché, se a ventun’anni vai ancora al liceo, non hai semplicemente delle difficoltà, sei proprio una capra) ma non è questo il caso! No, l’autrice ha semplicemente deciso, di nuovo, che l’età del personaggio in questione è diversa da quella che ci ha comunicato in precedenza, e l’ha fatto perché sì!

Mi dispiace, non posso farci niente, ma questa cosa mi fa semplicemente imbestialire! Lo ammetto, ho sempre pensato che uno scrittore ha nelle mani il potere di Dio, visto che di fatto è in grado di creare personaggi, mondi, situazioni, letteralmente qualsiasi cosa voglia, decidendo arbitrariamente come andranno gli eventi della storia, ma questo non significa fare quello che ci pare e piace! Uno scrittore dovrebbe essere coerente, creare una storia bella, che chiunque possa apprezzare, non cazzeggiare con i personaggi!

Bieber23 dimostra chiaramente di non rispettare minimamente i lettori e anche di non interessarsi in alcun modo alla forma del proprio lavoro! Per lei conta solamente creare una protagonista in cui immedesimarsi che possa fare sesso con Justin Bieber ogni tre capitoli!

Scusate lo sfogo, torniamo alla storia.

Salto il resto, è solo un’altra occasione per Evelyn per discutere con Chris di quanto sua madre le stia sulle scatole, poi Justin la invita a uscire e la porta non so dove. Letteralmente, quando l’auto si ferma ci viene detto solo che lo fa “lungo una strada”. Non so nemmeno cosa c’è intorno, se sono ancora in città, se sono in campagna, in collina, sottoterra, a Digiworld…

Bah…

I due dispersi raggiungono “uno stabile bianco e blu”:

[…]Una ragazza se ne stava di la del bancone e teneva fra le mani delle carte. Non aveva la nostra età, al massimo avrebbe potuto dire di avere quindici anni, teneva i capelli stretti in due code ai lati della testa, un top a stampe colorate le copriva la parte superiore del corpo.

“Salve, quanto vi fermerete?”

Fermerete? Ci saremmo dovuti fermare? Justin prese il portafoglio dalla tasca posteriore dei pantaloni e posò dieci dollari sopra il bancone, appena sotto lo sguardo della piccola ragazza.

“Un paio d’ore andrà più che bene” disse. Lei annuì prendendo i soldi e in cambio gli diede due piccoli biglietti grandi quanto la mano di un bambino. Justin li prese facendo un cenno con il capo verso la ragazze e portarmi un braccio attorno alle spalle.

“Mi spieghi dove siamo?” mi alzai in punta di piedi ma non vidi nulla, Justin ridacchiò e premette le labbra fra i capelli.

“Sei mai stata in barca?” chiese continuando a camminare al mio fianco. Corrugai la fronte mentre raggiungevamo un piccolo porto che teneva attraccate molte, moltissime barche.

“Questo è un lago, lo hanno aperto da poco al pubblico rendendolo un posto balneare, ora fanno gite in barca quasi tutti i giorni” mi spiegò.[…]

A parte che una ragazzina si occupa da sola dei clienti (i genitori? Il direttore? Un pupazzo di carne con le sembianze di un adulto?), sono in riva a un lago. Un lago. Come cavolo ha fatto Evelyn a non vederlo? Cos’è, lo “stabile bianco e blu” le copriva la visuale?

E come si fa ad “aprire da poco” un lago? Un lago è un lago, non un armadio! Avranno aperto da poco il porticciolo, okay… ma un lago?

Vabe’, tutto il resto è inutile fuffa. Nella nota autrice ci viene promesso che “d’ora in poi ci saranno grandiose sorprese nella storia”, che però è a cinque capitoli dalla fine, quindi boh… dove lo trova lo spazio per le “grandiose sorprese” lo sa solo lei.

Saltiamo una grossa parte del capitolo successivo, che è fuffosa, compresa la dettagliata (e anche irragionevole) descrizione di come Hopevelyn si trucca e si veste per la scuola, come sempre, fino ad arrivare all’incontro con Hanna/Hannabel, che come già detto si stava trasferendo nella loro scuola.

La guardai da capo a piedi senza proferir parola, non sembrava così male. Capelli biondi, lisci, che arrivavano sino a sotto le spalle, occhi blu truccati con dell’ombretto bianco e della matita nera, labbra ricoperte da del lucidalabbra trasparente. Indossava dei jeans chiari, sandali con qualche centimetro di tacco ed una maglietta a maniche corte gialla con delle scritte.

Strano che non sia una #troja, di solito quelle vestite così lo sono, nelle ficcyne. Ma non importa, in fondo è una cosa buona: una volta tanto l’aspetto non pregiudica la persona. Anche se devo dire che mi sembra un po’ al limite, per quel che riguarda il dress code delle scuole statunitensi.

Hopevelyn e Hanna/Hannabel cominciano a parlare, e di nuovo la conversazione prende una piega assurda:

“Oh beh qui c’è da divertirsi se hai le compagnie giuste” ridacchiò annuendo.

“Ad esempio la tua? Onestamente, mi ha dato una buona impressione insomma, sembrano tipi con i quali divertirsi” disse. Bhe, non le si poteva dire che non era furba, affatto.

“Lo sono, hai già sentito parlare degli incontri di boxe?” sembrò pensarci su qualche secondo poi ridacchiò apparentemente senza motivo, ed annuì.

“Non appena ho messo piede nel cortile della scuola un ragazzo mi ha letteralmente assalita dandomi una locandina che trattava di incontri di boxe ma da quel che ho capito, non sono in regola. Ne sai qualcosa immagino” annuii.

“Justin è uno dei lottatori e si, non sono legali anzi, fanno tutto in segreto ma è una cosa seria, si vincono tantissimi soldi” spiegai, lei annuì.

Già, sono fatti così in segreto che distribuiscono volantini nei cortili delle scuole superiori… e duemila dollari sono un sacco di soldi, quindi io che ogni mese guadagno una cifra poco differente ho un maggiordomo, sei domestici e vivo in un castello sul Monte Fato, al sicuro dalle eruzioni perché ho pagato Sauron per proteggermi.

Ma porca miseria, se le idiozie fossero commerciabili potrei vendere quelle che ci sono qui e comprare casa!

Ah, due righe dopo Evelyn dice che lei e Justin ora stanno insieme da un mese e mezzo, anche se due capitoli (e due giorni) prima erano solo due settimane, coma compreso.

Piton: – Ho il sospetto che il tempo sia un concetto estremamente relativo, in questa fic.-

Cthulhu: – Ky ll’nmeh tkh’a nn’he ghrft’hu nehk!- (Un po’ come nelle altre della stessa autrice!)

Passiamo ora alla Fiera dello Slut Shaming, che iniziava a mancare.

No, non mi mancava, ma per esserci c’è:

[…]Tu invece, sembri una ragazza tranquilla, non una di quelle che ho conosciuto stamattina” disse alzando gli occhi al soffitto.

“Chi?”

“Una certa Destiny e la sua amichetta, qualcosa come Jenice” disse puntandomi la penna contro.

Ci pensai qualche secondo, forse avrei potuto conoscerle di vista e rimuginando sui nomi mi apparve l’immagine di due bellissime ma anche stupide, ragazze del secondo corso, le classiche ochette, nonchè amiche di Bridget, ma onestamente con me, non avevano mai avuto niente a che fare.

Destiny? Strano che sia nemica di Hope, di solito lavorano insieme…

Battute a parte, ecco un altro personaggio che esce da un buco di trama. Solo per essere dimenticato il rigo dopo, tranquilli.

La Fiera non è finita, ci spostiamo al ristorante, dopo scuola:

[…]Un ragazza ci si avvicinò prima che qualcun altro potesse dire anche solo una parola di più, non appena portò le mani sul tavolo un brivido m’invase il corpo, e i miei occhi si posarono subito sul suo corpo. Gli occhi verdi esageratamente truccati di ombretto nero, labbra rossissime appena dipinte, camicia estremamente scollata e gonna di jeans estremamente corta.

“Vi porto?” fantastico, la voce da oca era ancora più acuta di quel che credevo.

“Tu, piccola?” Justin mi baciò la guancia attirando la mia attenzione.

“Io, mh..”

“No, scusa..” la voce della ragazza m’interruppe facendomi alzare lo sguardo dal listino. “.. il ragazzo seduto accanto a te è decisamente troppo carino per farlo aspettare” ehm, okay. Non credevo di aver capito bene tantè che rimasi in silenzio per qualche secondo.
Justin ridacchiò, ridacchiò, capite? Lui ridacchiò, lui non era infastidito, per niete.

Subito dopo questa edificante scena Hopevelyn s’incazza con Justin al punto dal tirargli uno schiaffo e se ne va pensando che “forse non aveva mai conosciuto il vero Justin”.

No, ciccina bella, l’hai conosciuto eccome, fin dalla prima riga di questo cumulo di fuffa, scempiaggini e letame, ma come tutte le Hope ti sei resettata il cervello appena è venuto il momento di far cominciare la storia d’amore e te ne sei dimenticata. E te ne dimenticherai di nuovo entro due minuti, ovviamente.

Per adesso il capitolo termina così, e tanti saluti alla sottotrama della nuova amica, con Evelyn che respinge Justin.

Arriviamo al momento dell’ultima recensione neutra (nonché ultima non positiva) di tutta la storia:

“Ehi!

Allora, ho recensito alcuni capitolo all’inizio e poi dopo non ti ho più scritto nulla perchè sembrava che non ti piacesse avere delle critiche ma nonostante tutto ho continuato a seguire la storia perchè mi ha appassionata molto.

Mi sono sempre piaciuti i tuoi capitoli ma su questo devo per forza lasciarti una recensione neutra.

Ripeto che mi piace il tuo modo di scrivere ma questo capitolo è davvero patetico.

Non voglio offenderti ma credimi, se volevi farli lasciare dovevi trovare una scusa migliore di una semplice frase detta alla ormai famosissima e banalissima cameriera sexy.

Avresti potuto far svolgere questa situazione in altri cento modi e invece hai scelto il più banale e probabilmente il più rapido.

Ho capito che avevi bisogno di dividerli ma credimi, potevi inventarti un litigio migliore.

Per non parlare della reazione di Evelyn che è esageratissima. E’ scappata in lacrime pensando che Justin non l’avesse mai amata solo perchè ha detto una cosa alla cameriera per prenderla in giro.

Non voglio scrivere ancora molto perchè potrei risultare antipatica.

So che la storia è tua e decidi tu come gestirla. Questi sono dei miei pareri e spero di non essere stata troppo dura.

Baci, Mars.”

In effetti ha usato termini un po’ più duri di quelli che avrei scelto io al suo posto (ovvero al posto di qualcuno che apprezza la storia ma vuol fare notare una mancanza), ma considerando che questa storia fa totalmente schifo, in questo caso ci è andata anche troppo leggera.

Risposta dell’autrice:

“Ehi. Io accetto le critiche anzi, le uso per migliorare solo non accetto che mi si dica che la storia è copiata come è capitato. Ad ogni modo lo so che il capitolo non è il massimo ma se avessi letto le note autrice sapresti che avevo detto di avere poco tempo e molti problemi nell’ultimo periodo. È per questo che faccio svolgere le cose abbastanza in fretta

Comunque accetto la tua opinione ma ti assicuro che il prossimo capitolo ti lascerà senza parole per la sorpresa.

Sono felice comunque che il mio modo di scrivere ti piaccia”

Eh no, un cavolo che le accetti. Questa lettrice in particolare, nella precedente recensione, non ha detto che la trama è copiata, ha detto che è poco originale, e ti ha dato dei suggerimenti su come migliorare. C’è una bella differenza, sai? E tu le hai risposto permettendoti di chiederle di smetterla di seguirti.

Ora che abbiamo finito con le formalità, arriviamo al terzultimo capitolo, il trentacinquesimo.

Inizia con Justin che si autoflagella per la battuta che ha fatto e per come sono andate le cose. Beh, da un lato è stato di cattivo gusto da parte sua comportarsi in quel modo, dall’altro Evelyn ne ha fatto un dramma vero e proprio, visto che era evidentemente un pessimo scherzo e basta… e non mi date del maschilista, per favore: non intendo difendere nessuno dei due, come ho detto quello di Justin è stato uno scherzo di pessimo gusto, che io non farei mai perché offensivo. Dico solo che Evelyn poteva benissimo rimetterlo in riga senza fare scenate davanti a tutti, passando per una bambinetta.

Ah, i “tutti” (Chris, Chaz, Hanna/Hannabel) sono scomparsi nell’istante in cui è apparsa la cameriera, risucchiati in un buco di trama.

Salto tutto ciò che viene dopo, che è inutile fuffa, fino a quando Justin se ne rimane da solo in un anonimo bar:

Non sarei rimasto ancora tanto lì senza fare niente come mi aveva suggerito Chris, me ne stavo come uno stupido al bar nell’angolo più remoto della città con una birra fra le mani, la ventesima. Sarei dovuto essere a combattere e invece, me ne stavo in un bar ad ubriacarmi, distrutto. Dopo circa dieci bicchieri di vodka, avevo la vista appannata ma riuscivo a dire dove fossi perciò, non ero preoccupato.

Devo proprio dirlo:

STRONZATE!

Dopo dieci bicchieri di vodka non sei nemmeno cosciente, figuriamoci se te li bevi dopo venti birre! In due parole: COMA ETILICO!

E il bello è che subito dopo sale in macchina (con una bottiglia di vodka in mano) e guida fino da Evelyn!

MA SCHERZIAMO? GUIDA IN COMPLETO STATO DI EBBREZZA! Nella realtà si ammazzerebbe lui o ammazzerebbe qualcun altro, o entrambe le cose, ammesso e non concesso che riesca a muoversi!

Ma niente, in qualche modo arriva fino da lei, ovviamente senza che uno straccio di poliziotto, ausiliare del traffico, giovane marmotta lo fermi e gli sequestri auto e patente e si piazza sotto il suo balcone (che non dovrebbe neanche distinguere) e comincia a schiamazzare come un tacchino.

Ah, prima che me ne scordi: cliché di lui che dopo la litigata corre alla sua finestra (check!) rispettato!

Vi risparmio la scena, che tanto è fuffosa e potrebbe essere composta anche solo da dieci righe di “garbagarbagarba, barbabarbabarba” ripetuti all’infinito, Hope farebbe entrare Justin lo stesso. Se non altro è meglio di quella in “Top Secret”, originata da un pestaggio e successiva a un pompino.

Ah, a proposito di questo, i due fanno sesso. Sì, anche se in casa ci sono i genitori di lei, ma pazienza.

La scena dura per tutto il resto del capitolo, quindi non c’è altro da dire e possiamo passare al successivo, che è l’ultimo. Su, ormai ho finito.

Il capitolo si apre così:

Non ci potevo credere, non volevo forse crederci, era troppo irreale. Il dottore mi guardava confuso dalla soglia della porta mentre nella mia testa la sua frase continuava a rimbombare senza pietà.
Lei aspetta un bellissimo bambino

E di cosa ti stupisci? Hai fatto sesso più volte senza protezione e senza che Justin uscisse prima dell’orgasmo, sarebbe irreale il contrario! Piuttosto, ennesimo cliché, la Hope che a fine storia rimane incinta (check!).

Ma poi, hai avuto almeno qualche indizio? Qualche nausea? Ritardi nelle mestruazioni? Perché sei andata dal dottore? Per l’amor di Esculapio, di Era e del buon senso (che non hai), mi dici qualcosa?

Sì, qualcosa me lo dice, ed è irragionevole come sempre:

Avevo passato tutto il tempo a toccarmi la pancia con le dita, a dirmi che sarei stata madre, a dirmi che aspettavo un figlio, a convincermi che non era un sogno, era tutto vero ed ero lì, a diciottanni in una stanza di ospedale e sapere, che sarei diventata madre.

Adesso è ringiovanita, di anni ne ha diciotto.

Bah… perché mi sorprendo?

Vabe’, poco dopo dice ad Hanna/Hannabel, che entra di botto nella stanza, di aspettare un bambino, e lei comincia a strepitare che è una notizia meravigliosa. Certo, non ha ancora nemmeno il diploma ed è incinta, che vuoi che sia?

Subito dopo entra Chris, seguito da Justin, che la porta al parco, e dopo qualche altro rigo di fuffa lei gli dice che è incinta.

Alla notizia lui è tutto contento, manco fosse arrivato il Natale. Non ha un lavoro, non ha una casa ed è invischiato con la mafia, ma chissene… diventerà un padre nullafacente che non potrà mantenere suo figlio e che ha messo incinta una ragazza prima ancora di aver finito la scuola, dobbiamo gioire!

Segue cumulo di fuffa totalmente inutile e ridicola, con tutti che sono felicissimi per la novità. Sì, pure i genitori di Evelyn. Tutti. A nessuno passa per la mente che sono entrambi due poveri spiantati che ancora si fanno mantenere dai genitori e vanno a scuola, malgrado Justin sia chiaramente più che adulto (Chris sembra avere ventun’anni, e Justin è suo coetaneo, quindi fatevi due conti…).

Se mia figlia arrivasse un giorno a casa e mi dicesse di essere incinta di uno come questa versione di Justin mi vedrebbero inseguirlo per strada brandendo una mazza chiodata, altro che festeggiamenti! La festa la farei, ma a lui!

Per concludere il capitolo, l’autrice ci regala una tale perla che, se non avessi letto tutto questo dopo le undici di sera, avrei cominciato a gridare. Giuro, mi sono trattenuto per pochissimo.

“Sai, credo di sapere già come chiamerò mio figlio..”

[…]

“Ah si, e come?” chiese Hanna […]

“Credo lo chiameremo, Danger

HO TROVATO L’ORIGINE DEL MALE!

No, impossibile, quella schifezza è precedente, oltre che americana… è un “omaggio” dell’autrice a quell’immane cagata.

Ma poi… capisco che nei paesi anglofoni sia normale chiamarsi “Speranza”, “Destino” e “Estate”, ma addirittura “Pericolo” mi sembra un po’ troppo! E certamente non è di buon augurio.

Ora vi devo necessariamente riportare anche l’angolo autrice.

Okay, mi sono detta di non piangere ma sarà difficile. Voglio ringraziare tutte, da quelle che mi hanno recensito, criticato, supportato, aiutato, o anche solo letto. Siete le miglior lettrici che io abbia mai avuto, non vi cambierei con nessun altra. Justin e Evelyn sono riusciti ad avere una famiglia nonostante nessuno credesse avrebbero mai avuto qualcoaa in comune, loro non si sono arresi ed è questo il messaggio che vi voglio lasciare. Va male? Riprovateci ma non mollate. Vi ringrazio da morire, chi mi lascerà un’opinione a questo capitolo verso fine luglio riceverà il messaggio dove le dirò che ho pubblicato il primo capitolo della mia nuova storia! Si chiamerà “Top Secret” Spero vi piaccia come questa, ora io vado altrimenti piango ahahaha

No, tesoro, non è questo il messaggio che ci lasci. Il messaggio che ci lasci è che, se un tizio ti mena, ti tratta male, ti insulta e ti usa come schiava in casa tua, tu devi solo avere pazienza, sopportare e fargli vedere che sei secsi mentre balli attorno a un palo, e lui magicamente cambierà, smetterà di picchiarti e trattarti da schifo (anche se resterà uno psicopatico possessivo e geloso) e sarà tuo per il resto della vita.

Su Wattpad è anche presente un epilogo. Non ve lo riporto, perché davvero non ne vale la pena. In sintesi Evelyn è quasi al momento del parto, e mentre Justin le offre un caffè (certo, offriamole un caffè mentre è incinta, GENIALE!) le si rompono le acque.

Arrivato in ospedale, Justin si carica Evelyn in braccio (superforza a gogo!) e comincia a correre per i corridoi dell’ospedale. Di nuovo.

Il resto è fuffa, in cui spiccano ancora le scarse conoscenze che Bieber23 ha per quanto riguarda il sistema sanitario, visto che sembrano limitarsi alle sitcom americane, e questo è tutto.

Ecco… le mie conclusioni finali… come posso esprimerle…

FA SCHIFO!

Sul serio, è una delle cose peggiori che abbia mai letto, incluse le altre ficcyne della stessa autrice. Non mi capacito di quanto successo abbia avuto, e sono più che felice delle recensioni negative che ho trovato al primo capitolo.

Come ho già ricordato, tutto questo comincia con Justin che mena Hopevelyn, la tratta di merda e poi all’improvviso cambia e diventa un puccettoso amoroso ma sempre invischiato con mafia e combattimenti illegali.

Ci sono poi infiniti personaggi che entrano e escono a caso dalla trama, buchi qua e là che ingoiano o sputano gente, ovviamente sempre a caso, incoerenza, età che come al solito cambiano appena mi volto dall’altro lato, infinito slut shaming, alcolismo trattato alla carlona… io rimango semplicemente basito.

Non posso credere che esistano, o siano esistite, persone che ritengono questa una buona storia, da ammirare e amare. I personaggi sono odiosi, Evelyn per prima. E i genitori, che non hanno mai avuto uno straccio di nome? All’inizio sono presentati come freddi e distanti, poi dopo una manciata di capitoli sono normalissimi e la Hope, malgrado si sia lamentata del loro distacco, non fa altro che tenerli a distanza.

Senza contare Cassie, la migliore amica di staceppa, che sparisce dopo due capitoli e non torna manco a pagarla! A che cavolo serviva, me lo spiegate?

E anche se questa storia non infrangesse il regolamento di EFP, ovvero se Bieber non fosse un violento e un criminale, anche se vi togliessimo tutto il sessismo e l’incoerenza, anche se non fosse palesemente ispirata a “Danger” (o a un’altra sua copia, nonostante l’autrice abbia sempre rigettato una tale critica), cosa ne rimarrebbe? Una storiella sentimentale che però non saprebbe comunque né di carne né di pesce, e che procederebbe un po’ a caso, seguendo solo la logica elementare del “lui e lei si devono mettere insieme e costruire una famiglia felice”. Per carità, una fanfiction romantica del genere non sarebbe certo un male, ma neanche meriterebbe di essere acclamata come un capolavoro. Considerato che però sessismo, incoerenza, slut shaming ed elogio di una relazione tossica da manuale ci sono eccome, quel che abbiamo è solo una schifezza.

Boh. Semplicemente… boh.

Vi prego di segnalare questa roba, va rimossa quanto prima.

Ora, Gaia… quanti sono?

Gaia: – Miao.-

Piton: – Quanti?-

Shade: – Ventiquattro. Gaia, hai già preparato i bicchieri?-

Gaia: – Miao.-

Cthulhu: – Lk’neh mmyl’n?- (Sicuro di farcela?)

Shade: – Lo scopriremo presto, Cthulhu.-

Mentre io mi appresto a cimentarmi in quest’altra, titanica sfida che potrebbe provocarmi un’intossicazione da alcool, vi saluto tutti quanti e, nel caso dovessi sopravvivere, io e i miei assistenti vi diamo appuntamento alla prossima volta, quando l’effetto della vodka sarà finito e, forse, mi avrà dato il coraggio di affrontare un’altra recensione, con un ringraziamento particolare anche a fanwriter91 per i meme su She-Ra.

Saluti a tutti!


Potete trovare qua sotto la recensione del seguito, “I’m Danger 2”:



P.S. (Aggiornamento del 30/05/2020): Suinogiallo colpisce ancora, riscattandosi per aver mancato la precedente segnalazione mancata. Difatti ha già rimosso la fic! Un lampo! Coraggio, va rimossa anche da Wattpad!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...