“Protect Me” (Don’t Touch Me) – Seconda Parte

[Potete trovare la prima parte di questa recensione qui.]

Rigenerato dal meritato riposo, Shade Owl si avvicinò stiracchiandosi alla porta della stanza dove aveva rinchiuso Ellie e Joel al termine della prima parte della recensione. Cthulhu, che fino a quel momento aveva montato la guardia, in quel momento stava giocando a carte con Piton, il quale aveva con sé numerose fiale di Distillato della Pace fresche di calderone.

– Ragazzi, come va?- chiese Shade Owl – I nostri amici?-

– Tly’ff n’kjleh by’jra n’jkwth.- rispose il Grande Antico.

– E non hanno provato a fuggire?-

– Una volta sola, ma ho usato una Pozione Soporifera Vaporizzata.- spiegò Piton, calando un poker d’assi – Dopo sono stati molto più tranquilli.-

– Miao.- disse Gaia, leccandosi una zampa.

– Ha ragione lei, dobbiamo liberarli.- annuì il recensore – C’è ancora la seconda parte della recensione da finire.

*

Beh, siamo tornati, gente! L’ultima volta ci siamo interrotti quando Kevin Potter, malgrado gli “ordini” di Justin, si è presentato a casa di Hope e viene lasciato tranquillamente entrare dalla madre adottiva di quest’ultima.

Anzi, riassumiamo più o meno tutto: Hope, ovvero Abby, è una povera orfana cresciuta per strada e adottata dalla famiglia Bieber dopo essere sfuggita a un Padre Abusivo Senza Spessore™, conoscendo il proprio fratellastro, Justin, che è uno psicopatico possessivo e violento che per ingannare il tempo combatte in incontri clandestini di “box”, che poi dovrebbe essere “boxe”, ma l’autrice non l’ha mai capito. Ci sono poi anche gli amici di Justin, ovvero Chaz, Ryan e Jenny, che però non servono a una beata sega.

Come stavo dicendo, siamo rimasti con Kevin Potter, un rivale di Justin che grazie a quest’ultimo è rimasto ossessionato da Abby, che si presenta a casa di questa e viene fatto entrare da Kate, la madre di Justin (il quale, al momento, non è in casa) prima ancora che Hope sappia di chi si tratta.

Dopo questa scena Joel e Ellie, i nuovi assistenti che mi ha procurato fanwriter91, sono diventati così inquietanti che ho dovuto rinchiuderli per un po’. Ora possiamo continuare.

Come dicevo, il nostro Kevin Potter si è presentato da Hope, che stupita e preoccupata nel vederlo.

Stranamente, tuttavia, Kevin sembra comportarsi in modo normale. Forse per l’assenza di Justin, forse per la presenza in casa dei genitori, fatto sta che con molta calma e pacatezza (o almeno è questo che mi trasmette la fic) spiega alla nostra Hope che vorrebbe conoscerla e, quando lei risponde che non le piace parlare di sé, capisce e le chiede semplicemente se sta con Justin.

No?”

No.. sono come una sorella per lui suppongo” ribadii alzando le spalle.

Già..”

Emm.. vieni ti offro qualcosa, perdonami ma sono ancora un po’ scossa” risi riprendendomi e cercando di essere il più naturale possibile, lui alzò lo sguardo dal pavimento e sorrise alzando le spalle.

E’ tutto ok” disse solo.

Gente, mi sento di affermare che, per la prima volta nella storia, abbiamo assistito alla trasformazione di un kattivo in un Decklon!

Non che mi dispiaccia, onestamente: questo ragazzo non è un kattivo, probabilmente, ma solo un Decklon con abbastanza grinta e forza di volontà da affrontare senza paura il Bedboy.

Poco dopo Justin rincasa e, nel trovarlo lì, si arrabbia all’istante. Il nostro Kevin gli risponde che voleva semplicemente conoscere Abby, che non prende ordini da lui e che lei non gli appartiene. Non sto parafrasando, e per una volta ne sono molto felice.

Non parafraso nemmeno quando Hope pensa che Justin, sentendo una cosa del genere, “si sarebbe irritato ulteriormente”. Giusto, non gli diciamo che una persona non gli appartiene e che gli altri non prendono ordini da lui, il piccolino potrebbe fare i capricci…

Alla fine, comunque, Kevin accetta di andarsene, dando prova a mio parere di enorme maturità. Inoltre, c’è da dire che Kevin non tornerà, come vuole la tradizione, ad essere un kattivo, anche perché sparisce definitivamente dalla trama dopo questa parte. Il punto è che da ora in poi è il mio personaggio preferito, e pazienza se si chiama “Potter”. Severus si attacca.

Subito dopo Justin e Abby litigano, perché lui non vuole che si avvicini a Kevin e bla bla bla. Sarebbe solo fuffa, se quell’enorme pezzo di sterco non dicesse chiaro e tondo quanto segue:

[…]“Io non ti appartengo!” urlai puntandogli l’indice contro, lui negò con la testa mordendosi il labbro.

Invece si”

Che dici?”

Tu mi appartieni e lo sai benissimo” rispose.

Mi soffermerei ulteriormente su questo pezzo se non fosse che, dopo un’enorme quantità di fuffa in cui Justin continua a insistere che lei è sua e solo lui deve poterla toccare e Hopebby ribatte che non lo è con la stessa convinzione con cui io potrei dire che non mi piace Lindsey Stirling (fuffa utile solo a farmi saltare fino al soffitto pur di colpire qualcosa di solido con la testa), questi due si baciano per la prima volta.

Piton: – Tutto questo è romantico quanto un cassonetto. Dico sul serio: quale donna, dopo aver sentito un uomo dire più e più volte che lei è sua e che nessun altro deve toccarla, avrebbe voglia di baciarlo? Mettersi con un soggetto del genere, palesemente disturbato e possessivo, non è solo dannoso ma anche pericoloso. Una relazione come questa potrebbe portarla alla morte!-

Shade: – Ho quasi pensato di prenderti in giro per via di Lily, ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.-

Piton: – … a volte mi chiedo perché siamo amici…-

Severus ha comunque ragione: non c’è nulla di romantico in questa scena, niente che potrebbe portare una donna a provare altro che paura e disgusto. È totalmente irreale! Non vi ho riportato tutta la scena, che è assurdamente lunga, ma vi garantisco che non c’è nient’altro che possessività, in quelle righe.

Il capitolo finisce sul bacio, e il successivo si apre con questi due che ancora stanno pomiciando, ma all’improvviso Abby si distacca, inizia a piangere e scappa via. Non perché le sia appena spuntato un cervello. In realtà non viene ancora detto cosa le sia preso, la narrazione è dal punto di vista di Justin, ma più avanti ci verrà detto che ha avuto un altro flashback su suo padre che abusava di lei.

Stavolta non ho battute da fare, è comprensibile. Malgrado Justin (totalmente a caso) fosse l’unico a poterla toccare, la pomiciata era un po’ troppo. Anche per questo insisto nel dire che le serviva un supporto psicologico, ed è assurdo che all’orfanotrofio nessuno abbia capito che ne aveva bisogno.

Di base il capitolo è fuffa, a eccezione di questo aspetto. Serve solo a far rosicare le lettrici, che vorrebbero vedere i protagonisti fare i pucciosi e invece c’è un altro ostacolo da superare, e che si rifugiano dagli amici per parlare dei loro problemi: Justin esce a bere con Chaz e Ryan (non si ubriaca, per fortuna) e Abby corre da Jenny per sfogarsi e poi uscire. Nello stesso posto dove sono andati gli altri tre, ovviamente.

Perché una ragazza che ha una crisi isterica non vede l’ora di andare per locali.

Lo possiamo saltare tranquillamente.

Arriviamo al capitolo tredici, e tutto il pov di Hope è fuffa. La cosa importante da dire è che Jenny viene “obbligata” a partecipare a una sfida di ballo, lasciando sola la sua amica che, tre secondi dopo, viene avvicinata da un Maschio Gamma che con la scusa di invitarla a ballare, invito che lei declina a più riprese, la trascina a forza in un corridoio e la scaraventa oltre una porta.

Sì, abbiamo di nuovo un Momento Aggressione™, perché lei è una ragazza da sola in un locale ed è ovvio che succedano brutte cose se non c’è un uomo a proteggerla.

Passiamo al pov di Justin che, vedendo Jenny sulla pista da ballo, capisce che anche Abby è lì. Recuperata Jenny, quindi, lui e tutti gli altri cominciano a cercarla disperatamente finché non giungono a una conclusione:

Ryan si voltò verso di me sbuffando per poi passarsi una mano tra i capelli.

Resta solo quel posto Justin” sussurrò.

Mi sentii morire nel sentirmi dire così, rimaneva solo quel posto.

L’avevano toccata.

Nessuno doveva toccarla.

Sì, ora lo dice pure Justin.

Ho voglia di suicidarmi.

Evgenij: – Io trovo abbastanza inquietante il fatto che lo dica anche Justin, proprio in base alla logica della storia: era il padre abusivo che ripeteva sempre ad Abby quella frase, se ora si mette a farlo anche Justin, ciò non vuol dire nulla di buono. –

Comunque, prendono il Corridoio Corridoioso per andare in “quel posto” (okay, forza, ridete pure…), trovano Hope sul punto di essere stuprata e all’istante il nostro Bedboy riempie il Maschio Gamma senza nome di mazzate (nel testo c’è scritto che gli tira “circa dieci pugni”, quando ne basterebbero molti meno per ridurre un uomo adulto in fin di vita, soprattutto se a sferrarli è un pugile…) e, quando finalmente si ferma, Ryan pensa bene di aggiungere un calcio nelle costole mentre è steso a terra.

Non che biasimi Ryan, visto che il Maschio Gamma di turno stava per violentare una ragazza, ma come al solito nessuno pensa a chiamare la polizia. Comunque, passiamo oltre, c’è ancora di peggio da dire.

Sì, perché mentre Ryan trascina fuori quello che resta del Maschio Gamma senza nome (per farne non so cosa), Justin rimane lì con Hopebby che gli chiede di stringerla. Come ogni vittima di violenza vorrebbe, naturalmente, soprattutto una che ha paura del contatto fisico: altro contatto fisico. E subito dopo Justin prende una decisione:

Non l’avrei più lasciata senza una difesa, senza un qualcuno che la difendesse.

Nessuno doveva toccarla.

Da quel momento in poi all’eternità sarei stato il suo angelo custode.

Non è finita, però: subito dopo passiamo al pov di Abby, che ha un flashback di sua madre.

“Tesoro?” la voce di mia madre mi chiamò.

“Si?”

“Devo dirti una cosa importante” disse prendendomi fra le braccia.

“Un giorno incontrerai una persona speciale..”

“Più speciale di te mamma? No non accadrà” la interruppi.

“Oh invece si, sarà così speciale che non riuscirai a passare un secondo senza di lei, sarà il tuo ossigeno, sarà il tuo angelo custode, sarà la ragione per cui andrai avanti e non lascerai tutto”

Ma che razza di ragionamento è?

Ora, può essere che prima o poi si incontrino persone che per noi sono estremamente importanti e che per noi saranno sempre un sostegno nel corso della vita. Io personalmente ho un amico che mi è stato vicino durante un brutto periodo, una delle poche persone ad aiutarmi davvero mentre rischiavo seriamente di non riprendermi, ma è sbagliato pensare che persone del genere debbano essere la sola ragione per andare avanti. In pratica, questa donna le ha detto che un giorno incontrerà qualcuno che la proteggerà da ogni male del mondo e sarà l’unica ragione che avrà per vivere.

Piton: – Può darsi che questa stessa donna fosse in passato così depressa e disperata da sentire il bisogno di appoggiarsi totalmente a qualcuno, e questo qualcuno era il marito che, alla fine, si è rivelato essere la persona più sbagliata possibile. Questo spiegherebbe anche il motivo per cui è scomparsa all’improvviso, lasciando Abby da sola con un padre abusivo: non era in grado di affrontare niente da sola, nemmeno la sofferenza di sua figlia, ed è scappata appena ha potuto. Con questo non giustifico niente di tutto questo: è profondamente sbagliato, e per quanto possa essere tragicamente realistico non deve essere preso come un buon messaggio. Soprattutto perché dubito seriamente che qualcosa di ciò che ho detto fosse nelle intenzioni dell’autrice: il background di Abby, malgrado alcune incoerenze con la realtà attuale delle cose e con certe sue azioni, è tristemente plausibile, soprattutto ora che abbiamo questi elementi, ma la sua risposta è di appoggiarsi completamente a un uomo che la vede come una sua proprietà esclusiva. Il che è possibile, ancora, ma qui viene lasciato intendere che è una cosa positiva, e non lo è. Non lo è per niente.-

Shade: – Era pure ora che te ne uscissi con un’analisi vera e propria. Grazie del contributo, mi serviva davvero.-

Il resto del capitolo è fuffa, quindi passiamo direttamente al successivo.

Siamo al quattordicesimo, che rappresenta la metà esatta della fic, ed è solo fuffa. Lo salto a piè pari, non ci serve a niente.

Nel successivo, tra la fuffa, compare Kate, ma nessuno si preoccupa di informarla di quanto successo nel locale e dell’aggressione subita da Hope, perché ormai lo sappiamo: se il Bedboy riesce a salvarla da solo, a cosa serve informare persone come le autorità o la famiglia?

Anzi, parlando di autorità: ma non c’è un qualche assistente sociale che vada a controllare di tanto in tanto come sta Abby? Solitamente le adozioni prevedono che, nei primi tempi, la famiglia venga osservata da un assistente sociale che valuti l’andamento della loro convivenza con il bambino/la bambina che hanno adottato, o almeno questo è quello che ricordo io.

Vabe’, andiamo avanti.

Nel paragrafo successivo c’è un nuovo link non funzionante per la foto di un outfit, e a questo punto mi chiedo che armadio abbia, visto che ogni volta i vestiti sono diversi, accessori compresi. Nemmeno nelle serie TV le protagoniste hanno così tanta roba.

La fuffa prosegue, ma arrivati a scuola scopriamo che Ryan sta facendo a botte con un altro ragazzo, con tutti gli altri che inneggiano alla rissa.

Per una volta, succede qualcosa di veramente interessante.

Non sappiamo con chi si sta menando Ryan, il suo avversario non viene né nominato né descritto in alcun modo, a parte per il fatto che ha i capelli neri (i dettagli si sprecano, proprio…), ma Abby ha la prontezza di chiedere a Justin di fermarli e, dopo che questi è riuscito a separare i due con l’aiuto di Chaz, che per una volta serve a qualcosa, quando Justin chiede all’amico perché si stessero picchiando, la sua esauriente risposta è che quello era solo “un figlio di puttana”.

Questa è la risposta più generosa che avremo: Jenny evidentemente sa qualcosa, ma nessuno si preoccupa di farle domande, e subito l’attenzione torna su Justin e Abby, in un crescendo di fuffa che mi fa quasi vomitare.

Della serie, come inserire una volta tanto un evento interessante, ovvero un personaggio secondario che ha un problema e arriva a fare qualcosa di abbastanza eclatante, qualcosa che può spingere il lettore a interessarsi, ma dopo tre righe tutto viene messo da parte per concentrarsi di nuovo sull’inutile storia d’amore. In un romanzo normale le due cose sarebbero scambiate, la storia d’amore farebbe da sfondo a tutto il resto, ma no… è vitale parlare dei sentimenti dei due protagonisti, fottiamocene degli altri personaggi e di quello che succede loro. E non sperate che più tardi ci venga detto qualcosa… l’intera scena viene ingoiata in un buco di trama!

Dicevo, la fuffa si interrompe quando, dal niente, Justino riceve una telefonata da Chaz e decide di r
aggiungerlo di corsa senza darci spiegazioni. Hope quindi ha una brutta sensazione.

Arriviamo al capitolo sedici, e Fanny arriva a casa di Hope dopo aver cercato Ryan per tutto il pomeriggio.

Piton: – Ehm… Fanny?-

Shade: – Sarebbe Jenny, ma l’autrice ha sbagliato il nome. Tornerà a chiamarsi Jenny al paragrafo dopo. Tranquillo, non è la fenice di Silente.-

Insomma, Fanny/Jenny spiega che Justin, Ryan e Chaz sono stati “convocati d’urgenza da Patrick” (chi cacchio è questo Patrick? Il padre di Hope Ever? Patrick Stella?) per un combattimento in serata. Subito la nostra Hopebby si preoccupa di non poter sopportare di vedere di nuovo Justin combattere, magari finendo col riempirsi di lividi.

Cosa impossibile, dato che tutte le volte se la cava senza una minima contusione.

Le due, quindi, raccontano una balla a Kate:

I ragazzi sono tutti via, dormiranno fuori mi hanno chiesto di avvisarti da quel che so nel posto in cui sono i cellulari non prendono molto bene” mentì Jenny.

Se avevo capito una cosa su quella ragazza è che era un’attrice formidabile, inventava storie come un fulmine e tutte avevano in qualche modo una logica.

Dove sono andati per non riuscire a chiamare?”

Oh sono qui vicino, è da un po’ che i cellulari fanno brutti scherzi” rispose la ragazza, la donna storse il naso annuendo, guardai Jenny che si preparava a raccontare qualcos’altro.

Hanno anche chiesto a me e Abby di accompagnarli è per questo che sono qui” azzardò poi, la donna si spostò la frangia a lato guardandomi.

Ma si può sapere dove sono, cosa fanno?”

In quel momento mi sarei voluta alzare ed andare ad abbracciarla, potevo solo immaginare cosa potesse provare avendo il figlio sempre in giro con due ragazzi senza sapere nemmeno dove, mi si strinse il cuore vedendola.

Ecco.. Ryan non mi ha detto bene, dice mi spiegherà dopo” balbettò Jenny, io annuii sorridendo a Kate che cercava conferme nel mio sguardo.

Beh d’accordo, me lo saluteresti?” chiese poi posandomi una mano sulla spalla, io sorrisi ed annuii.

Certo” dissi poi.

Possiamo dare il via a un altro elenco numerato, direi…

1) Attrice formidabile una ceppa, non ha detto assolutamente niente a Kate per giustificare l’assenza dei ragazzi: va bene, passeranno la notte fuori, ma non ha detto né il perché né dove si trovano. Nessuna madre sarebbe d’accordo con questo. Anche se va detto che Justin ha vent’anni, e in teoria dovrebbe già essere all’università e avere un minimo di indipendenza in più…

2) Non si sa dove sono i ragazzi, ma, quando Jenny dice che andranno da loro, Kate non fa una piega. Ma almeno le importa un po’ di loro?

3) Quando Kate domanda per l’ennesima volta dove sono e cosa fanno e ottiene come risposta solo un “me lo spiegherà dopo”, si limita a chiedere di salutarlo. Questa è la risposta meno soddisfacente possibile! Cioè, non si sa dove sono i ragazzi, non si sa cosa stanno facendo, le ragazze stanno per raggiungerli senza sapere né dove sono né cosa fanno e a lei importa ancora di meno? Che razza di madre sei, Kate?

Passiamo poi al pov di Justin, che sta finendo di prepararsi. Non per l’incontro, per una cena. Non so come, ma l’incontro è diventato una cena. E lui si metterà lo smoking.

Ma che ca…

Ovviamente preoccupato per Hope, il nostro Bedboy decide di affidarla ai ragazzi.

Questa sera è vostra” mi faceva strano pronunciare quella frase, incomprensibilmente m’innervosiva anche dirla, i due si scambiarono un’occhiata divertita accompagnata da una risata.

Perché di solito di chi è?” azzardò il moro.

I due risero ancora di più io invece no, corrugai la fronte come per capire se davvero aveva chiesto una cosa del genere, che assurdità; la domanda più stupida della storia.

E’ mia” dissi poi.

Mai una risposta sana, da Justin… possibile che non gli entri in testa il concetto di “relazione normale”?

Pure Chaz gli spiega che lei non è sua, dicendo qualcosa di intelligente (e a questo punto passando al rango Crilin, avendo dimostrato una minima utilità), ma Ryan gli dice invece che, se la vuole, deve andare a prenderla. Sarei d’accordo se non stessero parlando di lei come di un soprammobile.

Pur di fare ammettere a Justin che è geloso di Hopebby, Chaz arriva anche a inventarsi che un ragazzo si è presentato da loro quando Justin non c’era e che ha abbracciato Abby, e naturalmente lo scarso eroe della storia reagisce con rabbiosa gelosia alla notizia.

Tutto ciò che segue è fuffa.

Nell’angolo autrice, Bieber23 ci dice di avere problemi al computer. Di nuovo.

Sul serio, ci pensavo l’altro giorno: praticamente in tutte le sue storie, prima o poi, ha fatto sapere a chi leggeva di avere problemi al computer. Consideriamo che ha scritto, nell’arco di tempo di quattro anni, sette fanfiction, di certo ne ha pubblicate almeno due o tre l’anno. E più o meno ogni volta il suo computer si è suicidato.

PC di fanwriter91: – Bip! – (trad: come lo capisco)

fanwriter91: (lanciandolo dalla Finestra) – Non fare la vittima! –

Ora, a prescindere dal desiderio di morte dei PC (che immagino dipenda dall’essere stati usati per scrivere questa roba), anche se non li ha propriamente rotti è comunque riuscita a fare un bel danno che, per essere riparato, ha richiesto soldi. Un minimo di cura per le proprie cose no, eh?

Scusate, non c’entrava niente con la storia, ma non ho potuto non rifletterci su. Passiamo al capitolo diciassette.

Il gruppo arriva al ristorante dove si terrà la cena (ma, ripeto, Jenny ci aveva detto che doveva essere un incontro…), dove i “signori Anderson” li aspettano.

Se fossero i “signori Anderson” che intendo io, al tavolo ci sarebbero un Demone Maggiore della Rabbia incazzato e una strega che ha sposato e di cui quest’ultimo ha una paura fottuta. Ma questo non è uno dei miei romanzi, e il mio amico Anderson non è qui. Peccato. Avrebbe incenerito Justin…

Il signor Anderson (e no, non è nemmeno Neo) ci viene descritto con meno di tre parole, mentre la signora Anderson, per la quale Bieber23 si è sprecata un pochino di più, scocca una rapida occhiata fredda a Justin, il che mi dice che non vanno d’accordo.

Al tavolo degli Anderson ci sono anche altri ragazzi, e scopriamo che questo signor Anderson (qualcuno chiami l’Agente Smith, per favore!) li ha convocati perché… ma perché dovrei riassumerlo? Leggete, è meglio…

Buonasera a tutti, vi abbiamo fatti venire qui perché vi abbiamo osservati quasi tutti[…] e abbiamo constatato che siete i migliori lottatori attuali di pugilato dello Stato, per questo ad ognuno di voi vorremmo fare una proposta diversa. Dopo cena vi aspettiamo al terzo piano, chiedete dell’ufficio dei signori Anderson e in ordine secondo la lista entrerete” disse la donna guardando uno ad uno i ragazzi che ogni mese partecipavano a quegli incontri illegali di box.

Insomma, questi sono essenzialmente due mafiosi che organizzano combattimenti clandestini e vogliono i membri di questo gruppo perché sono bravi.

Aggiungerei che, in base alle scarse descrizioni presenti nel testo, tutti i lottatori invitati sono piuttosto giovani. Uno di essi addirittura viene detto chiaro e tondo che ha quindici anni, e gli altri presumo non siano più vecchi di Justin. Possibile che la mafia recluti solo ragazzini?

Evgenij: – In parte avrebbe anche senso, come carne da macello. Ma qui è assurdo come sempre.-

Segue un mare di fuffa, poi finalmente Justin e Ryan vengono ricevuti in privato dal signor Anderson, che dice quanto segue:

Allora noi a dire la verità non sappiamo ancora bene cosa ti vorremmo proporre ma vogliamo dirti che questa sera al tuo incontro noi ci saremo” disse l’uomo mettendosi un paio di grigi, sottili occhiali.

Ma allora a cosa cavolo serve tutta la scena della cena (che, ve l’assicuro, per gli standard di queste ficcyne è veramente lunga, oltre che inutile) e la manfrina sui “migliori combattenti dello stato” che sono stati osservati eccetera? Se ancora non sapete cosa volete proporgli tanto valeva aspettare direttamente l’incontro di quella sera (ah, ma allora c’è un dannato incontro! Ma ditelo che è dopo cena, cacchio!) e decidere dopo se valeva la pena parlare con lui o no!

Poi il signor Anderson, dal nulla, vuole sapere qualcosa di Abby, e la signora Anderson gli chiede di dirle che è molto graziosa. E quindi?

Boh… non so a cosa serva tutto questo, a dire il vero…

fanwriter91: – A preoccuparci, direi. Insomma, dei mafiosi hanno messo gli occhi su una povera ragazza indifesa di bell’aspetto? Io due domande me le farei… –

Ellie: – Potrei centrarli con una freccia da qui, magari.-

Shade: (guardando tutti gli altri e sudando freddo) – Sul serio, ma questa inquieta solo me?-

Joel: (tracannando altro caffè) – Perché? A me sembra normale.-

Segue fuffa, con Justin che urla a Ryan che Abby è sua, tanto per sottolinearlo un altro po’… io non capisco proprio perché l’autrice debba insistere così con questo concetto. Crede sul serio che sia una cosa romantica?

Insomma, Justin arriva pure a litigare con Ryan per questo, ma essendo un Maschio Beta al suo servizio non lo riempie di legnate, si limita a urlare un pochino, e poco dopo a dare qualche ordine a Hopebby, tanto per manifestare la sua autorità.

Dopo tutta la fuffa che segue finisce il capitolo, con tanto di gif su Barbara Palvin e l’angolo autrice:

Ciao bellezze, questo è il capitolo spero vi piaccia,

vi aspetto come sempre siete importantissime, un bacione

Lara

Perché ve l’ho riportato? Perché questo capitolo ha una recensione neutra:

“Voglio mettere una recensione neutra, né positiva né negativa per il semplice fatto che questo capitolo e il capitolo precedente non mi hanno colpito più di tanto, anzi, stavo anche per chiudere la pagina e passare a fare altro.

Io non voglio offenderti in alcun modo, non voglio sembrare Stronza perché sono tutto tranne quello, ma, visto che anche io scrivo fanfiction e non solo, mi permetto di dirti che la tua storia ha perso quel.. non lo so, ha persooil fascino.sta diventando noioso, troppo lunga e banale.

La gente, i lettori vogliono un po di pepe nelle storie, vogliono litigate che non durino tre battute e vogliono particolari, descrizioni emotive che non siano così banali e corte come le metti tu. A me sembra tanto che tu scriva tanto per, che all’inizio avevi una storia in mente, un idea, magari anche molto bella, e hai deciso di scriverla. Ma si vede che hai perso il tocco, io lo vedo. Magari mi sbaglio ti ripeto, però a me non piace più come sta andando la storia.

Non ha senso aver fatto una cena solo per quelle cose, e perché lei è tutti sono così agitati per un solo e banale incontro di box. A me mi sembra un po una presa per il culto, ci sono momenti e scene che hanno bisogno di più ansia ma non questa.

quindi, questo capitolo è stato alquanto inutile e privo di senso.

vuoi un consiglio? Non allungare le cose con i baci in guancia e gli abbracci, no. La gente non vuole quello è se anche li volesse, la stai tirando un po troppo per le lunghe.

Io ti ripeto, non voglio offenderti in alcun modo, e, come ti ho detto, anche io sono una scrittrice e ne ricevo di critiche e ad ogni critica io cresco di più e cerco di riparare ai miei errori.
io voglio solo aiutarti, non offenderti!

Infatti non ho messo una critica negativa proprio perché la tua storia non mi sembra da buttare via, ma si può migliorare:)

Ora ti lascio, spero prenderai in considerazione queste mie parole o se ti sembrano inutili, cancella pure la recnsione:)

un bacio”

In una parola: sacrosanta.

Tutto ciò che ha detto è vero: l’intero capitolo (e anche alcuni dei capitoli precedenti) sono totalmente assurdi per quanto sono inutili. Questo in particolare non ha alcun evento significativo e, come ho detto anche io, la lettrice trova che la scena della cena non serva assolutamente a nulla.

Aggiunge anche che la storia non ha pepe, non ha grinta… io direi proprio che non ha trama, ormai. Sì, succedono delle cose, ma come anche la ragazza ha osservato durano poche righe e, subito dopo, torniamo allo status quo. Anzi, ricordate la rissa di Ryan? Quello è l’esempio perfetto: finalmente succede qualcosa e subito l’autrice se ne scorda, tornando a parlare di fuffa!

Purtroppo, Bieber23 non ha mai risposto a questa lettrice, quindi non so come abbia preso le sue critiche. Conoscendola, direi non troppo bene, ma non posso esserne certo. La sola cosa di cui sono sicuro è che l’ha ignorata, anche perché la storia non cambierà di una virgola.

Arriviamo al capitolo diciotto, e dopo che il gruppo ha raggiunto il Capannone Abbandonato™ Justin decide che Abby non deve assistere al combattimento. Immagino sia perché è troppo delicata… beh, visto com’è andata l’ultima volta, devo dargli ragione. Certo, va detto che non è una buona idea portare la propria ragazza ad assistere a un combattimento illegale in mezzo a dei criminali, ma vabe’… lei dovrà restare con un certo Lenny, che purtroppo non è quello dei Simpson.

Segue una fuffosa e ridicola scena di preparazione, con Justin che indossa dei pantaloni “grigi rovinati sporchi di olio e catrame” al posto di un più pratico e adeguato paio di calzoncini da palestra. Ci vengono anche proposte delle sviolinate assurde su tatuaggi e muscoli del Bedboy che fanno sbavare Hope, l’autrice, le lettrici e Anastasia Steele, che non fa parte di questa storia ma essendo mononeurone ci s’incastra benissimo.

Poi Justin si spalma addosso dell’olio.

COSA FA?

Shade: – Olio? Si passa dell’olio addosso? Ma che cavolo sta facendo?!?!? Deve combattere, non posare per una rivista di intimo maschile!

Cthulhu: – Mmmmh… gltjhy, n’fkllhtu nk’leh thyk nlum…- (Mmmmh… oliato, panato e fritto…)

Piton: – Mi sa che anche Cthulhu sta sbavando…-

Gaia: – Miao.-

Shade: – Sì, va bene, a parte Cthulhu che ha fame… questa scena, puramente fanservice… è ridicola! Okay, gli atleti dell’Antica Grecia lo facevano, ma ora è passato di moda! Quale pugile si spalma l’olio addosso? Autrice, guardati Rocky, guardati Creed, guardati Fight Club, guardati Never Back Down, e dimmi quanti di quei pugili si oliano prima di un combattimento! Penso sia pure irregolare, visto che l’olio rende scivolosi e quindi facilita le cose per chi ne fa uso!-

Joel (prendendo la bottiglia di vodka e pronto a trasformarla in una molotov): – Beh, se fosse infiammabile… –

Ellie: (imbracciando il lanciafiamme) – Aspetta, Joel! Questo è più efficace!-

Ma il bello è che Hope gli chiede se sia questo che fanno i lottatori, e la risposta di Justin è la seguente:

Sono le istruzioni, sai l’olio a contatto con il sudore ha come un effetto droga sulle ragazze che assistono” rispose facendomi l’occhiolino, scoccai la lingua sul palato quasi disgustata.

A parte il disgusto di Abby, chiaramente segno di slut shaming (sia mai che le altre ragazze presenti non siano #troje), questo discorso è assurdo: che razza di olio sta usando? Cos’è, l’ha preparato Walter White?

Piton: – Ehi! Sono io il pozionista!-

Shade: – E lui era un barone della droga.-

E comunque, non è a questo che servono i combattimenti illegali… servono a tirar su denaro sporco, non a far ingrifare delle ragazzine! I soldi vengono dalle scommesse, non dal numero di femmine infoiate presenti! Cos’è, l’autrice pensa che sia una questione di biglietti, come nei combattimenti normali? E, per inciso, nemmeno in quelli si utilizza l’olio…

La fuffa torna a occupare il capitolo, finché non raggiungiamo il pov di Justin, che, nel momento in cui si appresta a salire sul ring, ha un flashback. E non è uno di quei flashback integrati nella storia, o che vengono segnalati con “inizio flashback” e “fine flashback”:

Salendo nel bordo del ring ebbi un flashback..

In pratica è Justin che rivive la scena! Si è imbambolato mentre saliva sul ring!

Gaia: – Miao…-

Sì, Gaia ha ragione: probabilmente a furia di fare a botte ha preso tanti di quei colpi in testa da danneggiarsi il cervello.

“Lenny?” entrai nell’ufficio di quell’incredibile ragazzo, lo ammiravo dal primo momento che ci eravamo conosciuti e la cosa era reciproca. Era riuscito a convincere decine di ragazzi a partecipare a incontri illegali di box organizzati da lui, tra i quali io ovviamente.

Era il suo sogno ed ora per lui era diventato realtà.

Ma non ci aveva detto che erano stati Sharon e Adam a organizzare gli incontri, quando ha portato Abby la prima volta? Okay che non sono più ricomparsi… bah, che stupido, perché mi ricordo dettagli che l’autrice ci ha comunicato quando dovrei concentrarmi sulla fuffa?

[…]
“Allora.. dimmi di che si tratta” dissi portandomi le braccia al petto.
“E’ un combattimento al palazzetto abbandonato del quartiere di chi, indovina un po’? Di Luke Tomson” scandì il suo nome così bene da farmelo rimbombare in testa.

Un altro Luke? Di nuovo? E che cavolo… sta diventando come Kayla, questo poveretto!

In ogni caso, pare che per quanto sia bravo Justin, per quanto sia superiore a Luke (che Lenny definisce “l’asso del pugilato”), per quanto eccetera eccetera, preferisce non fare assistere Abby a un combattimento del genere e quindi dovrà mentirle.


“Allora accetti?”

“Quando non ho accettato Lenny.. ma devi tenere con te una persona mentre io sarò sul ring” il suo sorrisetto si accentuò ulteriormente per poi alzare una mano e farmi segno di proseguire.

“E’ una mia amica, devi tenerla con te” dissi schietto alzando le spalle.

“Oh è un’altra delle tue troiette? Perché se è così non ne voglio sapere niente, l’ultima era tanto stronza da far invidia persino a me” sbottò, alzai le spalle per poi negare con la testa.

[…]

“Non sto scherzando Lenny, girale alla larga.. lei è mia” marcai l’ultima parola con così tanta rabbia che Lenny scoccò la lingua al palato guardandomi alquanto interessato alla cosa.

“Non vedo l’ora di conoscerla, deve essere speciale per avere questo trattamento da Bieber” sorrise a denti stretti lui.

Naturalmente non poteva mancare nel discorso un po’ di slut shaming, condito con la possessività. E comunque, se non voleva che Abby assistesse all’incontro, non poteva limitarsi a lasciarla a casa invece di portarsela a fuffose cene con la mafia e in mezzo a una folla di potenziali criminali con l’adrenalina a mille a causa di un combattimento illegale di pugilato?

E poi, a cosa ci serviva tutto questo flashback? Era proprio necessario? Non bastava riassumere il discorso in poche righe, magari quando ci è stato presentato Lenny? O addirittura farci vedere la scena di prima mano, se proprio doveva essere presente nella storia? Qui è totalmente inutile, anzi… è superflua!

Subito dopo, quando finalmente comincia l’incontro, troviamo una coppia di frasi che ho personalmente adorato per la loro assurdità:

Il ragazzo dagli occhi neri sferrò un pugno, ero certo che non si sarebbe tirato indietro come solitamente facevano i miei avversari, quello era Luke Tomson, quello era un campione del pugilato.

Cadde a terra tenendosi una mano al volto dopo un mio pugno e l’arbitro fermò per un istante l’incontro, mi guardai attorno in cerca dei ragazzi, vidi un cartellone bianco con sopra scritto il mio nome e chi c’era se non loro a sorreggerlo..

Campione? CAMPIONE? L’hai steso con un pugno, che razza di campione è? Ma andiamo!

Giuro, sto ridendo tantissimo… ci è stato ripetuto che questo Luke Tomson è un grande lottatore, che è bravo, che è forte eccetera… lo stesso Justin lo dice… e nel rigo dopo è a terra che si tiene la faccia!

Ma nemmeno io sono mai andato giù dopo un solo pugno! Una volta il mio istruttore, durante un allenamento, mi incrinò due costole con un calcio, ma non smisi di combattere! Un’altra volta un amico mi colpì la faccia, anche lui con un calcio (anche se fu più colpa mia che, invece di bloccare, mi abbassai), ma non andai giù, mi procurai solo un occhio nero! E io non sono mai stato un campione!

fanwriter91: – Rimane pur sempre un personaggio meno sottosfruttato di Sienna Khan. –

Quando Luke si rialza e ricomincia a combattere sferrando “pugni uno dietro l’altro” con Justin che glieli para “a raffica” (ehm… cosa?) sorridendo perché non era il primo a usare con lui quella tattica e, “da un mito della box” come lui (BOX VUOL DIRE “SCATOLA”, CAZZO!) si aspettava di meglio.

Beh, pure io.

Insomma, non volendo rimanere lontano da Abby troppo a lungo, perché lui è il solo a poterla toccare e a potersi avvicinare e a poterle dare il permesso per fare le cose (questo ce l’ho messo io), decide di finire il combattimento in fretta e lo spedisce di nuovo a terra con un pugno. A quel punto Luke si arrende e si ritira.

Alla faccia del campione, steso da un imbecille che fa pugilato da soli due anni!

Alla fine del combattimento Justin viene definito “una leggenda” (mah… Usop è più bravo di lui a fare a pugni…) e passiamo poi al pov di Abby.

Lì scopro che il suo “Nessuno doveva toccarmi” si è evoluto in “Nessuno doveva toccarmi tranne lui”. Non che questo renda la cosa più tollerabile.

S
altando la fuffa, Abby e Justin, che si è riunito a lei, incontrano di nuovo il signor Anderson, che però si limita a dire che lui e sua moglie (presumo) dovranno consultarsi prima di decidere. Quindi ancora una volta il signor Anderson è un personaggio totalmente inutile. Come Yajirobei.

Bravo, allora fatti una zuppa.

Il signor Anderson, comunque, insiste che Abby è una bella ragazza e lui è fortunata ad averla. Ma quale mafioso si comporta in questo modo, porca miseria?

Arriviamo al capitolo successivo, e scopriamo che il gruppo passerà la notte in un “rifugio”. Tornare a casa per dormire immagino che sia troppo mainstream.

Il rifugio in questione è un piccolo albergo dove non chiederanno al gruppo di pagare perché “conoscono Justin”. Beh, se basta conoscere degli albergatori allora io, che sono nato in una località turistica dove si conoscono tutti, non avrei problemi a farmi ospitare gratis in un albergo.

Naturalmente, al momento di assegnare le camere, Justin e Abby scelgono l’unica con un letto matrimoniale, mentre gli altri tre dormiranno nella stanza accanto.

Piton: – Non me lo sarei mai aspettato…-

Gaia: – Miao…-

Joel: – Mi sono rotto. Io vado a giocare a golf.-

Ellie: – Ti seguo!-

Shade: – Come? Niente discorsi inquietanti?-

Ellie: – È che non fa ridere se sei distratto.-

Fortunatamente non fanno sesso, anche se me l’aspettavo, e l’intero capitolo è un cumulo indecente di fuffa inutile, sviolinate sui loro sentimenti, di lei che è sua, di Justin che è il solo a poterla toccare ed essenzialmente un sacco di roba inutile che serve solo ad allungare il capitolo.

Finito questo passiamo al venti. Che è solo fuffa. Fuffa e manifestazioni di gelosia e possessività, che culminano quando una ragazza (di cui ci viene fatta un’altrettanto fuffosa descrizione) arriva in classe per comunicare a Abby che Justin sta “facendo rissa con un ragazzo per lei”.

A parte il fatto che si dice “sta facendo una rissa” o “sta combattendo in una rissa”, ma perché cacchio qualcuno dovrebbe andare a chiamare Abby interrompendo la lezione? Che motivo c’è? È un problema di Justin, non di sua sorella/della sua ragazza! Chiamate i suoi genitori, chiamate un insegnante, chiamate la polizia che non esiste, chiamate la neuro, ma non chiamate lei! Che poi uno scontro tra due persone non è una rissa!

Il capitolo ventuno si apre, come vuole la tradizione dei cliffangher di Bieber23, conle ultime righe del capitolo precedente, poi c’è uno stacco e vediamo la reazione di Hopebby:

In quel momento fu come quanto si è piccoli e tua madre viene da te ed improvvisamente ti dice che Babbo Natale non esiste perché crede tu sia abbastanza grande da capirlo e da affrontare la realtà.

La verità però è che il mondo ti cade addosso e per un secondo sembra non avere più un senso, le parole di quella ragazza dette quasi con imbarazzo da parte sua, ebbero lo stesso effetto su di me.

Il mondo mi cadde addosso.

Cioè… l’autrice vuole mostrarci quanto la notizia sconvolga Abby, e per farlo la paragona alla scoperta che Babbo Natale non esiste? Un paragone migliore sarebbe la morte di un parente, la cosa di Babbo Natale va bene solo per un bambino delle elementari, e forse oggigiorno nemmeno per uno di quelli!

fanwriter91: – Io ero in quarta elementare e ho pianto… –

Ellie: – Nemmeno tu dureresti a lungo contro gli infetti…-

Shade: – … okay, qualcuno la può portare via, per favore?-

Inoltre, qui parliamo di Justin che fa a botte! Combatte sul ring continuamente e Hopebbysi sconvolge se si picchia con un tizio random a scuola? Quel poveretto non ha possibilità, sarà fortunato se continuerà a respirare alla fine della lotta! Cosa ti cade addosso il mondo? E se anche non fosse un pugile, sticazzi! Insomma, capisco che fare a botte è una cosa grave, ma qui la stiamo facendo più grande di quel che è!

Quando finalmente riacquista la parola chiede dov’è Justin, e la ragazza senza nome dice che hanno portato lui e il suo avversario in infermeria. L’insegnante, fregandosene del fatto che sta facendo lezione, che questo non è un buon motivo per farla uscire e che la situazione non riguarda nessuno dei presenti le dà subito il permesso di raggiungerlo.

Almeno fosse gravemente ferito…

Tra l’altro scopriamo che la ragazza, che dice di chiamarsi Paige, non è stata mandata da un insegnante, dall’infermiera o da Justin, ma ha deciso di propria iniziativa di avvertire Abby.

Ma allora a maggior ragione l’insegnante doveva cacciarla!

Insomma, Hope raggiunge Justin in infermeria, e per una volta lo vediamo coperto di lividi.

Ma come, combatte contro un “campione” e lo sdraia con un pugno senza farsi niente, poi fa a botte con un compagno di scuola ed è tutto tumefatto e pieno di tagli?

Comunque, Abby insiste per sentire la sua versione, e ci dice che il tizio senza nome né volto (dovrebbe essere in infermeria anche lui, ma non lo vediamo nemmeno per sbaglio) ha fatto un “commento poco carino” su di lei, dicendo di volersela portare a letto o di sbattersela alla prima occasione.

Onestamente, se questa è la verità (e trattandosi di Justin non posso darlo per scontato) credo di poter capire come mai ha fatto a botte, tutto sommato. Malgrado non sia una cosa da fare ci sono situazioni che ti tirano fuori il peggio, e può capitare di perdere la testa. Certo, non ha detto niente di veramente negativo, non ha detto cose degne delle chat di Telegram o di alcuni utenti dei social che, vedendo foto o video di ragazze particolarmente belle, se ne sono uscite con roba tipo “ti appendiamo ai ganci come la carne e ti stupriamo”.

Non me lo sto inventando: l’altro giorno ho letto un articolo, era un’intervista a una cosplayer di Instagram che aveva postato un video di lei con il filtro delle orecchie e il naso da cane. Nulla di che, non mostrava neanche tanta pelle. In risposta, due ragazzi che lavorano in una macelleria di Roma (se ben ricordo) hanno postato un video in cui dicevano frasi come quella che vi ho citato (e vi garantisco che sono stato molto fedele all’originale, non ho inventato). Il cugino di uno dei due, quando la ragazza ha reso pubblico il video per tutti gli utenti, che le hanno consigliato di denunciarli, ha persino detto che se l’è presa troppo.

Vi lascio anche il link, se volete leggervelo:

Esclusivo TPI: “Ti appendiamo al gancio come la carne e ti stupriamo”: il video shock di due ragazzini a Roma

Inutile dire che la ragazza, su suggerimento anche di una collega dei due, che ha visto il video e l’ha contattata, ha denunciato tutto alla polizia postale. Queste sono cose che sembrano ragazzate a un occhio superficiale, ma in verità sono piuttosto gravi, e non bisogna scherzarci su.

Chiudo la parentesi dicendo che in questo caso potrei capire se il ragazzo di lei, infuriato, avesse fatto una visitina a questi due e li avesse riempiti di sganassoni.

Justin, tuttavia, ha massacrato di botte uno che non ha detto una cosa così grave. Certo, non è proprio un commento elegante o piacevole, ma arrivare alla rissa mi pare esagerato. Sarebbe bastato dirgli di darci un taglio e, se poi avesse insistito, allora avrei potuto capirlo… insomma, è andato un po’ troppo oltre.

Naturalmente questa è solo la mia opinione, e se qualcuno la pensa in modo diverso è libero di dirmelo.

Andiamo avanti con la recensione, forza.

Justin, forse capendo una volta tanto di aver sbagliato nel proprio comportamento e che fare a botte non è la risposta, dice che gli dispiace. Ottimo. Sono colpito: hai avuto una giusta risposta emotiva, il rimorso. È segno di maturità, il primo che vedo in tutta la fic.

A me anche.. è solo colpa mia” dissi poi, alzò gli occhi dal letto e fui costretta ad abbassare i miei, non volevo che vedesse le mie gote bagnate, i miei occhi lucidi poiché da qualche secondo non ero più riuscita a reggere quel peso opprimente.

No, aspetta, cosa?

Sei cretina? SEI CRETINA?

TI COLPEVOLIZZI PER LE CAZZATE DI JUSTIN?

Piton (osservando Shade mentre colpisce ripetutamente una parete di testa): – Probabilmente dovremmo fermarlo.-

Cthulhu (giocando a solitario in un angolo): – Lh… gyhl’nt fhlkhrtu. Nlmb’e hnk yyt.- (Bah… fai tu. Io ci rinuncio.)

Gaia: – Miao!-

Ellie: (prendendo la mira col fucile) – Posso farlo io.-

Piton: – Oh, per l’amor… expelliarmus!-

Ridotta la parete a un cumulo di polvere (e disarmata Ellie) trovo sollievo leggendo che Justin insiste nel dire che le responsabilità delle sue azioni sono sue e basta, non di Abby, la quale di fatto è proprio deficiente, mentre una volta tanto lui ci dà prova di maturità. Deve dipendere dalle botte che ha preso in testa durante la rissa.

Tale convinzione si rafforza quando dice quanto segue:

Dirò a tutti che sei mia e basta e che non ti si devono avvicinare”

Subito dopo queste parole, Abby ha un flashback che ci ripropone pari pari, sicuramente grazie a un copia-incolla, la scena in cui Justin salì sul banco e disse a tutta la classe di non avvicinarsi a Abby. Ricordate?

Evgenij: – Appunto, non l’ha già fatto? Alla faccia della ripetitività. –

Beh, Abby sì, e prova a dirlo a Justin, il quale ribatte che, dopo la rissa, staranno tutti più attenti.

Giusto, non dovete nemmeno guardarla, non le respirate addosso, perché il suo ragazzo è cattivo e vi picchia.

Il capitolo successivo (il precedente termina con la fuffa) si apre con l’autrice che ci avverte di aver lasciato delle anticipazioni alla fine. Non mi va di riproporvele, sarebbe assurdo, e comunque non è niente di che. È solo la classica scena di gelosia con un cameriere che fa il carino con Hope.

L’originalità si spreca davvero. Bieber23 non ha mai usato questo espediente, nelle sue storie.

Ovviamente c’è ancora fuffa, almeno fino a quando la coppia esce da scuola. Al cancello incontrano un ragazzo.

[…]Aveva il volto gonfio e rosso, un occhio nero e il labbro superiore violaceo, il polso fasciato e un vistoso taglio sulla guancia. Era alto, muscoloso e robusto da sembrare uno di quegli sportivi che praticano judo a livello professionale.

Era Robert Jones.

Non so chi sia Robert Jones, ma vista la teatralità della sua presentazione pensavo che fosse un momento di pathos.

Piton: – Piantala di dire cretinate.-

Shade: – … cattivo…-

In ogni caso, anche se non viene detto esplicitamente, questo è il ragazzo con cui ha fatto a botte Justin, ma lo spazio dedicatogli è minimo, e subito dopo i due se ne vanno lasciandolo lì dov’è. Saltiamo tutta la fuffa e arriviamo all’ultima frase del capitolo, che mi lascia veramente la bile sulla lingua:

Se c’era una cosa che avevo capito, era che aveva bisogno di tutto il supporto possibile da parte mia, lui voleva dire e mostrare a tutti che ero sua ed io avevo intenzione di aiutarlo a fare ciò, mi chiedevo soltanto se sarebbe riuscito davvero ad essere meno geloso nei miei confronti.

Io… io davvero non ho parole per commentare. È… un pensiero assurdo!

Segue l’angolo autrice, con le promesse anticipazioni di cui vi ho parlato, e una gigantografia di Justin.

Il capitolo ventitré inizia proprio con la scena del ristorante di cui vi parlavo, e io mi chiedo come ci siamo arrivati, ma fa niente, è più importante la scena del cameriere che fa un po’ il galante con Abby e subito Justin s’incazza.

Subito dopo, però, abbiamo Hope che è a casa, e ci fa sapere che Justin è uscito da una decina di minuti.

Questo perché all’inizio del capitolo l’autrice ha riproposto la stessa anticipazione del capitolo precedente.

Perché? A cosa serve? Ci sarà pari pari la stessa, identica scena più avanti, l’avevi anticipata (del tutto a caso) nel capitolo precedente, cosa la metti subito all’inizio del capitolo? Dimmi la verità, avevi previsto che sarei passato a leggere e hai voluto farmi del male!

Insomma, torniamo alla storia.

Dicevo, Justin è uscito da una decina di minuti, a quanto pare in palestra a prepararsi per il combattimento successivo. Hope è da sola con Jenny, e parlano della relazione che ha con Justin. La Migliore Amica™ pensa bene di darle un grande consiglio:

Si vedi, non sarebbe male se tutti ti sentissero dire che ormai sei di Justin. Potrebbe funzionare” vi pensai un po’ su e per qualche secondo non mi sembrò una grande idea, mi sarei dovuta mettere davanti a tutti a dire che appartenevo a Justin?

Pff, una sciocchezza.

Per inciso, Abby la ritiene una sciocchezza solo perché pensa che sia un gesto troppo spontaneo da parte sua.

La scena prosegue per un altro po’, ma non c’interessa, questa era la parte assurda. Rimasta da sola, Abby viene raggiunta da Pattie che le chiede se tra lei e Justin c’è qualcosa.

Chi è Pattie? Beh, è Kate, ma Bieber23 si è scordata di averle cambiato nome. Anche una lettrice, nell’ultimissima recensione neutra della storia, gliel’ha fatto notare. Ed è anche tutto il contenuto della recensione, tra parentesi.

Malgrado l’autrice abbia riconosciuto l’errore, vi garantisco che non ha fatto nulla per correggerlo, e Pattie resterà il nome di Kate fino alla fine della fic. Proprio come fece Adriana v coi genitori di Kelsey, cambiando loro il nome totalmente a caso. FearTear sa bene di cosa parlo.

Il resto della scena è fuffa.

Insomma, gira che ti rigira finalmente Justin invita la nostra Hope a cena, e dopo lunghissimi paragrafi inutili, in cui ci viene pure proposta la dettagliata descrizione dell’abbigliamento di Abby con allegato il link (stavolta funzionante, ahimè) alla relativa foto, perché è fondamentale che il lettore sappia con esattezza come si vestono le protagoniste, Justin la porta in un ristorante d’alta classe.

Era simile ad un albergo, l’entrata era illuminata da grandi lampioni luminosi e costeggiata da piante su dei vasi colorati.

Justin mi posò la mano dietro la schiena sospingendomi in avanti per incitarmi a camminare verso l’entrata. Un uomo dalla barba e lo smoking grigio si chinò al nostro arrivo aprendoci la porta.

Era questo il vero mondo di Justin?

Per qualche ragione mi ero abituata al ragazzo rozzo, illegale e non a lussi e ristoranti costosi ma forse quella era solo un’altra parte di Justin, fino a quel momento a me sconosciuta.

Sticazzi, Hope.

Io sono un tecnico meccatronico, sono sporco di polvere e grasso di macchina quasi tutti i giorni per il lavoro che faccio, e nella vita di tutti i giorni indosso jeans, magliette non stirate perché sono troppo pigro per farlo e felpe col cappuccio sformate perché mi piacciono le felpe col cappuccio sformate, ma questo non significa che ogni tanto non mi sappia mettere una camicia e una bella giacca e scegliere un bel posto dove portare una ragazza.

Justin ha fatto una cosa carina, ma non farla più lunga di quel che è. Anche con la camicia rimane comunque un criminale, un possessivo e un violento.

E poi, dove li ha trovati i soldi per un ristorante del genere? Ancora non l’ho mai visto incassare denaro dai combattimenti, lavorare figuriamoci. Cos’è, stampa pure banconote false?

Dopo una lunghissima sequela di fuffa arriviamo finalmente alla scena delle anticipazioni, che non ha assolutamente nulla di diverso da tutte le altre volte in cui Bieber23 ce l’ha riproposta in tutte le altre storie: il cameriere arriva per prendere le ordinazioni, Justin spiccica mezza parola e subito lui lo interrompe perché vuole prima quelle della “bella signorina” che è con lui, e prontamente il nostro Bedboy Alfa lo scaccia tipo cane che ringhia.

Dopo un altro po’ di fuffa, il capitolo si conclude con un pensiero della Hope:

Sospirai poi annuii, forse dovevo farmene una ragione e quindi convincermi che Justin sarebbe rimasto sempre quel ragazzo rozzo ad ogni singola parola su di me, forse nemmeno il gesto di cui parlava Jenny sarebbe servito.

Di certo però tentare non costava nulla in una situazione del genere..

Giusto, facciamo una bella dichiarazione di appartenenza, come ci ha consigliato quella deficiente di Jenny!

E poi, che cacchio s’ignifica “rozzo ad ogni singola parola su di me”? Accidenti, meno male che l’autrice, in un’altra storia, si è vantata di essere la prima della sua classe!

Dopo questa perla di idiozia, abbiamo l’ennesima gif di Barbara Palvin e possiamo passare al capitolo ventiquattro. Ormai manca molto poco alla fine. Kevin Potter e gli Anderson sono svaniti, risucchiati in un buco di trama.

Ora, rileggetevi le ultime righe della fic che vi ho riportato, per favore, e quando l’avete fatto ditemi cosa (a parte il disgusto) vi trasmettono. Intendo, a livello di emozioni della Hope (e no, la cretinaggine non è un’emozione, è un deficit).

Io ci vedo, nella psicopatia che caratterizza quelle poche righe, rassegnazione, forse un po’ di risentimento, ma non tristezza, anche perché l’intero capitolo era solo una lunghissima e fuffosa sviolinata su quanto romantico fosse Justin. Di conseguenza, non c’era un filo di tristezza.

Bene, detto questo, ecco come si apre il capitolo dopo:

Una lacrima mi rigò il volto.

Stavo piangendo, ancora.

Perché? Semplice, non ero abbastanza forte da affrontare ciò che stava succedendo, avevo sopportato le violenze di mio padre, il rinnego di mia madre ed il distacco dall’orfanotrofio ma non potevo sopportare una sofferenza tale.

Non ci riuscivo.

Forse Justin non se ne rendeva conto eppure il dolore che mi provocava con la sua gelosia incontrollata era tale da sembrarmi un qualcosa di ruvido che giorno dopo giorno lacerava il mio corpo dall’interno.

Cioè, ma che cavolo! Letteralmente il capitolo prima Hope è tutta contenta, col cervello affogato in un mare di fuffa pseudoromanticheggiante e in quello dopo è di nuovo la povera sfigata col mondo contro a cui capitano solo cose brutte?

Ora, è vero che la gelosia di Justin è una cosa malata e per niente romantica, come ripeto dall’inizio, ma se tu, autrice, scegli un’impostazione, per quanto sbagliata possa essere cerca almeno di mantenerla per tutto lo stracavolo di romanzo! Rimarrebbe una schifezza, ma se non altro avrebbe coerenza!

Sul serio, mi sta venendo la nausea con tutti questi cambi di direzione! È disorientante!

Insomma, andando avanti veniamo a sapere che Hopebby è stata spedita in auto da Justin, che sta facendo non si sa che. Nel frattempo, quella epocale deficiente pensa che può scegliere tra una vita senza di lui, che (giuro, riporto pari pari, senza parafrasare) “non sarebbe mai stata completa ma sarebbe stata libera”.

E va avanti pensando che doveva scegliere tra “felicità e libertà”, chiedendosi se vuole una vita “felice ma controllata o una più monotona ma libera”.

MA PORCA DI QUELLA SCROFA POSSEDUTA, ABBY! TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE STAI DICENDO?

Addirittura, dopo aver bestemmiato così tante volte contro il pantheon greco, è intervenuto Zeus in persona per suggerirmi come agire di fronte a cotanta, abnorme idiozia, e le sue parole sono state poche, semplici e concise:

Non ho un Kraken, ho Cthulhu, che poi ci va abbastanza vicino. È solo più cattivo, e non vede l’ora di banchettare.

fanwriter91: – Io risolvo tutto con una citazione: “chi sacrifica la propria libertà per la sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza”.-

Andiamo avanti… sorvoliamo la parte in cui tornano a casa, dove Hope pensa che non potrebbe mai vivere senza Justin, serve solo a sottolineare ulteriormente la psicopatia intrinseca. Cito più che altro il fatto che Justin, per calmarsi, si metta a bere tequila.

Arriviamo al momento in cui i due decidono di avere l’ennesimo battibecco:

Sei tu che hai qualcosa, lo sapevi sin dall’inizio che sono possessivo con te ed ora sembra che non puoi sopportare la cosa” rispose alzando gli occhi al cielo.

Ma che dici?”

Lo sai bene, anche quando non stavamo insieme non permettevo a nessuno di toccarti ed ora che pretendi? Forse che lasci a tutti di avvicinarsi?” la vena ingrossata sul collo, il volto rossastro e le mani chiuse in due pugni talmente forte dal fargli venire le nocche bianche mi fecero intendere che non era arrabbiato, molto peggio.

E tu hai sempre saputo che non voglio essere posseduta, lo sono già stata per troppo tempo” dissi cercando di mantenere la calma.

Allora non hai capito niente di me.. tu sei mia e..”

Basta con questa storia, io non appartengo a nessuno fattene una ragione!” urlai.

[…]

Beh mi dispiace, io sono così, sono possessivo con la mia ragazza okay? Se non ti va bene allora forse non è più il caso di continuare” quelle sue ultime parole mi trafissero.

Sì! SÌ! Sì, si stanno lasciando! SI STANNO LASCIANDO!

No, non è vero… una ventina di righe più tardi si baciano e tutto è perdonato e dimenticato.

Ma dico io, far durare una cosa più di dieci secondi no, eh? È come per la scena della rissa di Ryan: una volta che succede qualcosa, che la trama è a una potenziale svolta, tutto viene accantonato in poche righe e tanti saluti! Ma che cavolo, allora evita proprio di scrivere queste scene se tanto poi hanno la stessa utilità di una zanzariera squarciata!

Addirittura, oltre alla pomiciata, i due arrivano a sfregarsi l’una sull’altro fino a che Hope non prova un orgasmo.

La cosa si chiude così, ad ogni modo, e dopo questa gigantesco esempio di incoerenza e inutilità narrativa, i due vanno a letto. No, non fanno sesso, per fortuna.

Il capitolo non è finito, ma visto che tutto ciò che viene dopo è fuffa possiamo passare oltre.

Arriviamo al capitolo venticinque. Si apre con l’autrice che chiede di leggere la nota in fondo, ma è solo un altro avviso sul computer che si sta suicidando, quindi non ce ne frega granché. È lei, semmai, che avrebbe dovuto interpretarlo come un segno, soprattutto nelle fic successive, ma pazienza… il danno è fatto.

Tornando alla storia, il mattino dopo Justin e Hope scendono a fare colazione, e finalmente confessano a Pattie/Kate la loro relazione, che viene presa dalla donna con la stessa preoccupazione che ho avuto io per Gaia quando è salita la prima volta sul letto.

Come ho già detto nella recensione di “Never Say Never”, in California le relazioni tra fratelli adottivi non sono illegali, ma di certo tra illegalità e approvazione generale ne passa di strada… e una madre che sente i suoi figli ammettere una cosa del genere dovrebbe quantomeno turbarsi, magari chiedere del tempo per metabolizzare la cosa, rifletterci un po’ su…

Pattie/Kate, invece, ci ride su, aggiungendo che è molto felice, e poi dichiara che farà tardi al lavoro. Lavoro che non le ho mai visto svolgere prima d’ora, e non so nemmeno quale sia.

Dopo viene fuffa, finché non arriviamo a scuola e Hope sente qualcuno alle sue spalle che tossisce per attirare la sua attenzione. Voltandosi vede Dean.

Ho letteralmente detto: “chi cazzo è Dean?”.

La risposta è “nessuno”, perché compare solo adesso e scompare in pochissime righe. Introdurlo non serviva proprio a niente.

In classe, la Professoressa Senza Nome™ di turno dice di avere un annuncio: la squadra delle cheerleader cerca un nuovo membro.

Piton: – Beh, ci sta che le squadre scolastiche più in vista, come appunto le cheerleader, facciano annunci del genere. Strano però che non sia il capitano della squadra, come è norma e regola, a fare tale comunicazione nelle classi, di persona o tramite il sistema degli altoparlanti presente in ogni scuola americana.-

Shade: – Oh, ma non è la parte più assurda, vecchio mio. Vai avanti a leggere…-

Non ci saranno provini ma i professori di ginnastica proporranno delle loro alunne” disse la donna sistemandosi gli occhiali.

[…]

E Mr. Holew chi ha proposto?” una ragazza dall’ultima fila della quale non conoscevo il nome alzò la mano, la donna ascoltò la sua domanda sedendo sulla sedia dietro la cattedra.

Ho qui il foglio…” rispose.

Aprì un librò di testo prendendo da esso un foglio di carta leggermente stropicciato, iniziò a leggere vari nomi.

[…]

.. Abby Bieber, Maggie Holmes..” al suono del mio nome alzai di colpo la testa, perché ero in lista?

Giusto, perché sei in lista? Anzi, perché esiste una lista?

Non è così che si fanno le selezioni per una squadra! Anzi, per qualsiasi cosa! Le cheerleader, poi, richiedono doti molto, molto particolari, che non si fermano alla bellezza, come ci fanno intendere molte sitcom americane!

Chi ha mai visto il film “Ragazze nel Pallone”, con Kirsten Dunst, Eliza Dushku e Clare Kramer?

Malgrado sia una commedia, è piuttosto accurato sul tipo di vita che fanno le ragazze appartenenti a quella ristretta cerchia, e non sono necessariamente delle snob altezzose: sono ragazze che seguono un rigido programma di allenamento, che hanno spiccate doti atletiche e acrobatiche e che adottano regimi alimentari ferrei per mantenere un ideale peso forma e il giusto tono muscolare. Addirittura esistono campionati di livello nazionale, negli USA, per le squadre di cheerleader, campionati a cui è pure piuttosto difficile partecipare, e le squadre che vi entrano si impegnano ancor più duramente per riuscire a primeggiare.

Insomma, sono atlete loro stesse, non semplici pezzi di carne in minigonna e ponpon che sculettano!

Quale preparazione ha Hope, o anzi una qualsiasi ragazza su quella lista per fare una cosa del genere? O magari anche solo la voglia di provarci?

È per questo che le squadre tengono dei provini: non per escludere le racchie, ma per valutare la preparazione, la prestanza e in generale la determinazione delle candidate (o dei candidati, perché può capitare, anche se più raramente, che ci siano dei membri maschili nelle squadre).

Né Abby né questa Maggie Holmes né una qualsiasi delle ragazze innominate su quel pezzo di carta ha mai espresso il desiderio di fare la cheerleader! Con quale diritto e criterio il professore che l’ha compilata ha deciso di selezionare proprio loro?

Ora che mi sono sfogato e che ho espresso dei pensieri logici e coerenti, torniamo alla storia.

Ovviamente Abby è convinta che non verrà mai scelta per le cheerleader, quindi possiamo dare per certo che verrà scelta, come era certo che Freezer sarebbe risorto di nuovo.

Per la lezione successiva è di nuovo in classe con Justin, così la nostra decerebrata preferita pensa bene di mettere in pratica il consiglio di quell’altra decerebrata della sua amica e, prima che l’insegnante arrivi, si mette a cavalcioni di Justin, lo sbaciucchia un po’ e poi proclama a gran voce:

Ehi ascoltate! […] Io sono solo sua intesi? Di nessun altro”

No comment, per favore. Andiamo avanti.

Che poi non c’è molto da dire: subito dopo questa parte arriva un ragazzo per annunciare che i professori (non la squadra, i professori) hanno scelto lei come nuova cheerleader, cosa che già fa agitare Justin, ma prontamente Abby lo calma dicendo che non vuole diventarlo e che lascerà il posto a un’altra.

Insomma, il pezzo sulla squadra delle cheerleader, che poi è assurdo, è stato inserito solo in funzione di questo momento, della sua rinuncia al ruolo in favore di Justin.

Sarà anche vero che lei non voleva diventarlo, ma qui parliamo comunque di annullamento della propria personalità, sai, Hope? Non è una bella cosa. Oddio, è pur vero che una personalità tu praticamente non ce l’hai, quindi il lavoro è già mezzo fatto, ma comunque…

Il capitolo si chiude con una foto di Barbara Palvin, e passiamo oltre.

Il ventiseiesimo si apre con l’ennesimo sogno di Hope sul padre e sul fatto che lei è indifesa e ha bisogno di qualcuno che la protegga. Io vado a bucarmi con la candeggina.

Quando si sveglia scopriamo che è in auto con Justin, il quale ha appena saputo di avere un incontro a Wallace.

Ho cercato Wallace sia su Google Maps che su Wikipedia: l’unica Wallace in California è un Census-Designed Place, ovvero una località degli Stati Uniti priva di una forma di amministrazione comunale legalmente riconosciuta.

In pratica, è un posto vero, ma così piccolo che a malapena è riportato su Maps. In effetti sarebbe il luogo ideale per un combattimento clandestino…

… se non fosse che è vicino Sacramento, a più di cinque ore e mezza di macchina da Los Angeles! E conta di arrivarci in serata (e magari tornare a scuola il mattino dopo)? Stai fresco, Justin!

Poco più tardi, i due vanno in centro a fare un giro e poi in un locale per prendersi qualcosa.

Volete ordinare?”

Accadde un qualcosa di inspiegabile, Justin non mi chiese cosa volessi bensì mi guardò per qualche secondo prima di ritornare a guardare la cameriera.

Due frullati al cioccolato” disse.

Le mie pupille si dilatarono, era proprio quello che volevo.

Come hai fatto?” chiesi non appena la ragazza ci voltò le spalle andandosene […].

A fare che?” rispose lui.

A sapere che volevo un frullato al cioccolato” […]

Non so.. i tuoi occhi mi parlano”[]

Signore e signori, proprio come in “Top Secret” il nostro Justin è dotato di capacità telepatiche che David Copperfield scansati!

Superata questa piccola perla, abbiamo un momento che voglio citarvi non per il contenuto trash, ma perché è uno dei rari momenti in cui Justin tenta di mostrarsi maturo e, ancor più raramente, ci riesce, facendo persino un discorso piuttosto sensato, anche se ci sono degli elementi veramente assurdi che sottolineano l’ignoranza di fondo dell’autrice.

Sai.. non so se accetterò la proposta dei signori Anderson” disse cambiando radicalmente argomento.

E perché no? Non era il tuo sogno?” corrugai la fronte.

Il pugilato è la mia più grande passione ma non voglio diventi il mio mestiere nella vita.. è troppo rischioso e non voglio ritrovarmi a sessant’anni dietro delle sbarre per essermi divertito ora” disse.

Annuii, in un certo senso lo capivo, entrambi conoscevamo la pericolosità a livello legale della boxe ma forse era davvero quello il futuro di Justin, diventare un pugile.

Ma non potresti prenderti questo impegno per un ò e poi lasciare tutto?” chiesi, lui alzò le spalle.

E’ sempre un rischio.. se mi beccassero perderei troppe cose”spiegò poi.

Tipo?” chiesi curiosa.

La mia vita in generale, i miei amici, la mia famiglia, la mia libertà.. te” sorrisi alle sue parole, allungò la ,ano verso la mia facendo sfiorare le nostre dita.

Non voglio perderti per due guantoni” aggiunse poi senta guardarmi negli occhi, anche se non mi guardava sorrisi comunque, erano quelle frasi che Justin non diceva spesso.

In ogni caso penso che dovresti pensarci un po’ e parlarne con i ragazzi” dissi, lui annuì bevendo un sorso dal suo bicchiere.

Ve l’ho riportato per intero, visto che merita.

In pratica, Justin fa un discorso sensato: non vuole rischiare di finire in carcere semplicemente perché sta facendo qualche sciocchezza ora che è giovane, malgrado quella apocalittica cretina di una Hope lo incoraggi a continuare.

C’è però da dire, come vi ho accennato, che l’autrice non ha proprio idea di come funzionino le cose: la boxe, in se e per sé, non ha nulla di illegale. È anzi uno sport estremamente complesso, molto più raffinato di quanto si pensi e che richiede doti veramente eccezionali in campo fisico e mentale. Muhammad Ali, Shugar Ray Leonard, Mike Tyson, Shugar Ray Robinson, Henry Amstrong… tutta questa gente ci ha costruito sopra una carriera di tutto rispetto e, malgrado persone come Tyson abbiano avuto problemi con la legge, non si possono considerare criminali, almeno non in virtù del pugilato.

È il come lo fa Justin a essere illegale: a livello clandestino, non regolamentato, fra scommesse e malavita… quello potrebbe portarlo a finire in manette, ma non la boxe in generale. Se gli piace così tanto è libero di regolarizzarsi e diventare un professionista. E dovrebbe pure diventare ricco, visto che ha steso facilmente “un campione” ed è considerato “una leggenda”. L’unico che sia riuscito a tenergli testa è un compagno di classe random.

Tuttavia per l’autrice “boxe” equivale a “crimine”, quindi ciccia. Documentarsi, come sempre, è una cosa sopravvalutata. A saperlo prima mi sarei risparmiato anni di fatica.

Siamo quasi alla fine del capitolo, e credo di poter saltare l’ultimo paragrafo, ma all’improvviso qualcuno chiama Justin, spingendolo a voltarsi:

Chi è?” sussurrai.

Una ragazza alta, mora con grandi occhi scusi si avvicinò a noi, non l’avevo mai vista prima ma a quanto pare conosceva Justin.

Ehm.. Lola, la mia ex ragazza”

A parte che avevamo già una #troja bella e pronta (ricordate Sarah, la poveretta che credeva di essere la ragazza di Justin e che è stata cacciata in mutande da camera sua?), a parte che mancano due capitoli alla fine, che bisogno c’era di aggiungere anche questo personaggio, soprattutto dopo una scena così profonda (più o meno) in cui il protagonista ha finalmente una stramaledetta presa di coscienza e formula un pensiero minimamente sensato?

E il bello è che nell’angolo autrice Bieber23 dice che questo capitolo gliel’hanno chiesto in molte!

Ma io boh…

Il capitolo ventisette ci ripropone, ancora, le ultime righe del capitolo precedente, perché gli anime insegnano che si fa così, e Lola (inventarsi un nome migliore no, vero?), che secondo Justin dovrebbe vivere in Minnesota, è in città per suo fratello, che abita ancora a Los Angeles, ma tornerà da suo padre presto.

Intanto, Hope ha le paturnie perché sente che quella ragazza sarà un problema:

Mi chiedevo cosa potesse esserci stato fra lei e Justin, forse qualcosa di molto profondo, qualcosa di tanto forte da poter ritornare in un attimo.

Sì, ma rilassati! Ha solo detto “ciao”, non gli è saltata addosso ficcandogli la lingua in gola! Ha visto il suo ex, con cui sembra essere in rapporti amichevoli, e lo sta salutando! È così che fanno le persone civili!

E non finisce qui! Altre stronzate in arrivo!

Io amavo Justin? No, non era possibile.

Non dopo tutto quello che avevo passato, il mio cuore apparteneva a lui certo ma amare era un’altra cosa, amare era quello che provava mio padre per me.. o no?

Okay, questo è senz’altro un espediente dell’autrice per dipingere una protagonista problematica, che non ha ancora capito cosa sia davvero l’aMMMMore, per quanto mal reso, ma ha appena detto “il mio cuore gli apparteneva”… vai a cercare la parola “amore” sul dizionario, porco Ermes!

Segue un oceano di fuffa inutile, in cui annega il personaggio di Lola che non riapparirà più, e a casa i due litigano. Ma non per Lola. Lola non viene nemmeno nominata di striscio. Nemmeno l’ho capito per cosa hanno iniziato a litigare. O meglio, Hope non vuole di nuovo essere toccata da Justin, ma il perché mi sfugge totalmente.

A che cacchio serviva Lola?

Insomma, dopo lunghi e fuffosi pezzi su sentimenti, prove d’amore eccetera, Abby per la prima volta parla a Justin di suo padre, e anche a noi lettori è stata data qualche vera informazione su di lui e sulla vita della nostra Hope in generale.

Aggrappatevi forte a qualcosa, perché state per cadere dalla sedia:

E’ mio padre… ora è agli arresti domiciliari” […]

Tua madre?”

Lei se n’è andata molto tempo fa.. […] Tutto è iniziato quando avevo quattro anni, ero a casa da sola con mio padre e non so cosa sia successo ma mi strinse il polso e mi scaraventò sul letto prima di..” le parole mi morirono in gola, deboli e fragili proprio com’ero io in quel momento.

[…]

.. mi violentò.. lo fece per mesi ogni singolo sabato pomeriggio quando mia madre mi lasciava da sola a casa con lui. Poi un giorno la trovai davanti alla porta, aveva una borsa in mano e gli occhi lucidi, iniziò a dirmi cose strane, sembravano consigli per un mio futuro, consigli che io ancora non capivo.. mi disse che non l’avrei più rivista..” una lacrima mi rigò il volto.

.. le dissi che non poteva lasciarmi a casa con mio padre, sarei morta ma lei non sapeva nulla e diceva che lui mi voleva bene.. non poteva immaginare cosa mi facesse. Mi abbracciò così forte da farmi male e corse fuori, l’ultima immagine che ho di lei sono i suoi lunghi capelli biondi che ondeggiavano all’aria, i suoi occhi verdi che mi sorridevano ed il solito profumo alla lavanda che indossava” sorrisi al ricordo sentendo un altro paio di lacrime rigarmi il volto.

Rimasi da sola con lui.. ogni sabato sera, ogni dannato sabato sera mi faceva sua, andò avanti per otto anni fino a quando non vidi una pubblicità, diceva di non permettere a nessuno di usarti così decisi di scappare. Fuggii il più lontano possibile, presi il primo treno e me ne andai. Mi trovò un uomo mentre camminavo, mi disse qualcosa che però non capii e mi portò a casa con se, rimasi li per tre anni ma poi mi mandarono via” altre lacrime , più amare, più acide mi solcarono il volto.

Non mi potevano nemmeno toccare, dicevano di non poter andare oltre, non volevano una figlia che non si facesse avvicinare e mi portarono all’orfanotrofio”

Evviva le stronzate!

Allora… andiamo con ordine. E con “ordine” intendo “elenco numerato”, che stavolta sarà davvero lungo:

1) Stando al racconto di Abby, il padre non è mai stato denunciato da nessuno, nemmeno da lei. Di conseguenza, perché è agli arresti domiciliari? Ha commesso qualche altro reato? Se sì, qualcuno si degna di dircelo?

2) Le violenze sessuali su minore non iniziano dal niente. Ho studiato (nei limiti delle mie possibilità) la scienza dietro al profiling, quando ho creato un personaggio serial killer, e mi sono puppato un bel po’ di cultura sui reati federali. Ora, la pedofilia non è necessariamente un reato federale, benché spesso l’FBI sia coinvolta (succede che i pedofili portino via i bambini, anche attraverso altri Stati), ma comunque c’è sempre qualche segnale. L’esecutore materiale del crimine, i primi tempi, tende a comportarsi in maniera più affettuosa, a cercare un contatto più stretto con la vittima, a riempirla di regali e di attenzioni, poi si passa alla svestizione, e anche quella va per gradi.

È vero che ci sono reati di natura sessuale che cominciano direttamente con la violenza, ma si tratta di situazioni in cui vittima e carnefice non vivono insieme e, nella maggior parte dei casi (anche se non sempre), non si rivedono più. Qui parliamo di padre e figlia, e all’inizio c’era pure la madre, all’oscuro di tutto (e della quale parlerò nel prossimo punto). Se si fosse trattato di una violenza improvvisa, come ce l’ha descritta Abby, di certo si sarebbero notati quantomeno dei cambiamenti nell’atteggiamento della bambina, per non dire lividi e altri segni.

Ovviamente parlo solo in base a ciò che ho letto e siete liberi di contraddirmi, ma credo che le mie conoscenze in materia siano più validedi quanto scritto in questa ficcyna.

3) Come promesso, parliamo ora della madre: davvero non si è accorta di niente? Posso capire che Abby non abbia voluto dire nulla, le vittime spesso tendono a tacere, per paura o per vergogna, ma questa donna non ha notato alcun cambiamento negli atteggiamenti della figlia o del marito? Non si è accorta che lui passava sempre più tempo con Abby e lei, per contro, era sempre più infelice e cupa? O forse ha volutamente chiuso gli occhi, come spesso succede in realtà ben più drammatiche? Se è così d’accordo, ci può stare, e sarebbe coerente con la sua fuga: non sopportava la vergogna di un marito pedofilo e di non poter proteggere la figlia, così è scappata via piuttosto che rimanere e sopportare in silenzio una situazione che non sapeva gestire. Rivoltante, ma tristemente plausibile.

Inoltre, subito prima di essere abbandonata da lei Abby le abbia detto chiaramente che sarebbe morta se l’avesse lasciata sola con suo padre. Questo avvalora la mia tesi… ma nel testo nulla di tutto ciò lo conferma. Certo, è narrato dal punto di vista esclusivo di Abby, che era molto piccola, e i suoi genitori non sono personaggi realmente presenti nella storia, quindi non possono essere approfonditi… tuttavia, questa mia analisi è lasciata completamente al caso, e non sono sicuro che l’autrice abbia fatto lo stesso ragionamento. Non ci è dato sapere se ho ragione o no. Importa solo che Hope abbia un passato drammatico.

4) Hopebby è scappata perché convinta da una pubblicità? Per di più su un cartello? Aveva quattro anni all’inizio delle violenze, diciamo che magari ne aveva cinque quando la madre se n’è andata, ed è rimasta con suo padre otto anni. Ne aveva dodici-tredici, quindi, il giorno in cui scappò. Davvero non ha mai detto niente a nessuno, o nessuno si è accorto che qualcosa non andava? Potrei capire se si fosse trattato di una situazione in cui la vittima è segregata in casa col suo aguzzino, ma da quello che ho capito leggendo lei andava a scuola, usciva ogni giorno. Non aveva amici con cui si confidava? Insegnanti che si interessassero a lei? Un dannato lattaio che vedendola piena di lividi ha chiamato la polizia?

Inoltre, come già detto, ha deciso di scappare! Questo (oltre a confermare la sua libertà di movimento) vuol dire che sapeva quello che stava facendo, l’ha deciso da sola di volersi sottrarre agli abusi di suo padre. E si è limitata a girare per strada? Perché non è andata in ospedale o alla polizia? Posso capire l’allontanarsi, ma una volta al sicuro poteva correre a cercare aiuto! Non aveva degli zii, dei nonni, un manichino che si fingesse un parente?

5) L’ha trovata un uomo e l’ha portata a casa. L’ha trovata un uomo e l’ha portata a casa! Ma scherziamo? La prima cosa che farebbe chiunque (tranne un pervertito pari a suo padre) sarebbe portare un bambino smarrito alla polizia! A casa, al limite, ce lo porta col benestare delle autorità per dargli un posto dove dormire! E invece lei è rimasta con questo sconosciuto senza nome e la sua (presunta) famiglia per te anni! TRE ANNI! E in tutto questo tempo nessuno ha detto niente? Il padre non ha nemmeno provato a cercarla prima che spifferasse tutto, inventandosi magari qualche balla per giustificare le storie sugli abusi? O quantomeno provando a rintracciarla per conto suo?

6) Siccome non voleva farsi toccare l’hanno portata in orfanotrofio? Ma portala da uno psicologo, da un medico, da un esorcista, piuttosto! Non è un frullatore che se non funziona lo porti in negozio e te ne vai, magari con un altro che funziona bene! Che razza di discorsi sono questi? E poi, già dal fatto che non volesse essere toccata si poteva capire che c’era qualcosa che non andava, che aveva subito degli abusi! Ma quale famiglia l’ha trovata, la Famiglia Manson?

Il capitolo finisce poco più tardi, con Abby che si sente finalmente “libera” (tanto da sottolinearlo con la frase “Ero libera”, così come l’ho scritta io).

L’ultimo capitolo, il ventotto, non riporta alcun evento eclatante ed è solo fuffa, tranne alla fine quando Justin e Hope fanno sesso per la prima volta, chiudendo la fic, che è anche l’unica finora tra quelle di Bieber23 a non avere una protagonista che alla fine della trama scopre di essere incinta. È anche l’unica fic fino ad ora a non presentare scene in un ospedale. La cosa più vicina è la scena in infermeria.

Nel complesso, posso concludere la recensione dicendo che, pur non arrivando ai livelli di “I’m Danger”, “I’m Danger 2” e “Welcome To My Hell”, questa fic presenta un sacco di motivi per segnalare all’amministrazione di EFP. Direi che potremmo porla grossomodo sullo stesso piano di “Top Secret”.

Ricapitolando, abbiamo un protagonista maschile che è un violento scapestrato nonché criminale, invischiato (tanto per tirar fuori una trama tutta nuova) in combattimenti clandestini di pugilato, e, secondo la presentazione della fic anche in affari di droga, che io non ho mai visto una volta. Fumare avrà fumato sì e no due volte a essere generosi e bere ha bevuto un po’ di tequila per calmarsi, che non è un buon segno ma non significa automaticamente “alcolismo” (ricordiamoci le venti birre e i dieci bicchieri di vodka di “I’m Danger”…).

La Hope è un personaggio piatto, monodimensionale, capace solo di dire “Nessuno doveva toccarmi” ogni paragrafo, una cosa che mi ha veramente sfracellato i maroni, e che arriva ad accettare la gelosia possessiva di Justin dichiarando persino in pubblico di essere solamente sua e di nessun altro, arrivando anche ad accennare un autoannullamento pur di farlo felice. Arriva addirittura, se ben ricordate, a incolparsi per le cazzate di Justin, come quando fa a botte con uno che aveva fatto un commento poco carino nei suoi confronti.

Tra l’altro, questo non ve l’ho detto: in quel capitolo ci viene fatto sapere che Justin rischia la sospensione, sospensione che lo porterebbe alla bocciatura, se sommata a tutte le altre sanzioni scolastiche ricevute. Tuttavia, una volta finito il capitolo la sospensione, la rissa e la probabile bocciatura vengono del tutto cancellate, risucchiate come sempre in un buco di trama.

Lasciamo perdere Jenny, altra epocale cretina, che poi è la prima a suggerire ad Abby di comportarsi in questo modo… che razza di amica…

Gli altri personaggi sono ancor più piatti, inutili, senza un ruolo vero e proprio, e sto parlando dei membri del gruppo di Justin e Abby. Gli altri, tutte comparse solitamente senza nome, sono solo macchie grigie su uno sfondo opaco. Un colpo di spugna e vengono via.

Cito poi gli Anderson, mafiosi non dichiarati che vorrebbero mettersi in affari con Justin, e Kevin Potter: i primi vengono visti solo durante quella fuffosissima e inutile cena e alla fine del combattimento, per poi essere citati a malapena molti capitoli più tardi.

Kevin, il miglior personaggio di tutta la storia, l’unico ad avere le palle per fronteggiare a muso duro Justin, a parte Robert Jones, il tizio con cui fa a botte per Hope e che compare solo in un paragrafo striminzito, si fa vivo in pochissime scene e, malgrado ci venga fatto intendere che sia il principale rivale di Justin, si comporta in maniera a mio parere impeccabile con Abby, facendomi quindi capire che la sua ostilità è unicamente nei confronti di Justin, e che è costui tra i due il problema, non Kevin.

Ovviamente, proprio per questo motivo, scompare immediatamente dalla trama senza che qualcuno lo nomini mai più. La Damnatio Memoriae colpisce ancora.

In parole povere, questa fic è scritta male: di una pesantezza assurda, priva di qualsiasi originalità, i cui unici eventi degni di essere narrati vengono accantonati in poche righe per lasciare spazio unicamente alla fuffosa love story e con personaggi privi di qualsiasi senso.

Senza contare il fatto che le azioni dei protagonisti dipingono un quadro piuttosto malato di come debba essere una vera relazione.

Non mi resta che invitarvi a segnalare e darvi appuntamento per la prossima recensione. Toccherà a “Un Vicino Di Troppo”, l’ultima rimasta a Bieber23. Ormai ho quasi terminato!

Ciao!

P.S. (Aggiornamento del 25/07/2020): Suinogiallo ha rimosso la fic da EFP! Vittoria!

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