“The flower and the flame” (Copio un intero libro, ma non sto plagiando!)

Il grande e antico tomo giaceva sulla scrivania illuminata dalla tenue luce del crepuscolo nordico. La rilegatura dalle sfumature grigie scure pareva di cuoio, ma si diceva che fosse stata realizzata con la pelle delle incarnazioni delle Hope torturate e massacrate nelle fyccine più orribili. Una mano accarezzò lo spigolo superiore del grimorio, e lo aprì: nella prima pagina campeggiavano oscure e funeste parole.

Lo squallore emerge dall’orlo dell’abisso fyccinaro. Le sezioni Una Directione, Justinus Bieberus e sempre nuove tane demoniache sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo clic si desterà qualcosa di orrido. Cerca le abominazioni, distruggile e sii soddisfatto. Pure, non indugiare troppo a lungo, o smarrirai la luce.*

Altro non era il tomo che il Fanfictionomicon, il libro nero delle fanfiction squallide. La mano scorse le pagine e immagini terrificanti si offrirono alla mente del lettore.

Legioni di Rang e Ranger Rover bianche e nere in corsa nei viali di Londra, Holmes Chapel, Mullingar, Stratford o una qualche non meglio identificata città britannica, irlandese o nordamericana. Justino Pericoloso con le mani sporche di sangue che veniva abbracciato e difeso da Hope-Kelsey pronta a sfidare ogni evidenza, Enrico Stiloso alto fino alle nuvole grigie che stringeva nella destra Hope-Bo incapace di reagire, Zayner Malicht in divisa da SS che sbatteva a terra Hope-Evelyne vestita di una trapunta di stelle gialle. Sterminate pianure color pelle coperte da tatuaggi malvagi sotto cieli neri trafitti di occhi verdi, alcuni lucenti, altri ammiccanti, altri ancora oscuri d’ira. Boschi di alberi di riccioli castani, campi di lamette già spillanti sangue, dune di sabbia dalla forma cangiante, ora di fossette ora di pettorali, di fronte a un mare di fuffa dall’ingannevole placidità. Fiamme di grandi roghi di volumi di grammatica, attorno ai quali malvagi abomigni danzavano alimentando gli incendi con secchiate di virgole inutilizzate. Torrenti gorgoglianti di foto di celebrità dai ghigni grotteschi precipitavano in abissi senza logica, dove scatole venivano malmenate da una miriade di guantoni infilati alle estremità di tentacoli di informi blob, diverse età si rincorrevano, scambiandosi a vicenda, e svariati PoV si davano feroce battaglia, a colpi di ripetitività e vacui plot twist.  Fuori, una pallida luce rischiarava fanciulle dai capelli dorati legate a monoliti fallici: affilati sgualdrina ed epiteti ben peggiori dilaniavano le loro carni. Tali beceri e feroci strali venivano da creature ben nascoste nell’ombra, a eccezione della loro chioma formata da serpi sibilanti. Non lontano, una battaglione di BadBoy si accaniva su una protagonista a terra a colpi di possessività, gelosia, dolce stronzaggine e suo bene. La ragazza venne poi trascinata nel bosco del mancato consenso, e le sue urla fecero librare in volo sciami di piccola dalle ali membranose verso una luna sfregiata da varie incisioni profane: “Proprietà di Enrico Stiloso”, “Mine”, “Justino El Biebero”.

Simili visioni non erano nuove al recensore, eppure ogni volta provocano grandi patimenti. Passò quindi alle pagine nuove e iniziò a esaminare casi inediti, benché per la maggior parte assai affini agli orrori già evocati. Febbrilmente prese appunti, segnalò e parecchi abomini scomparvero per sempre, anche il loro nome evaporò dalle pagine del libro.

Infine, giunse a un titolo che rimandava a un racconto chiaro e scorrevole, immagini di un passato crudele riportate in maniera decente: nessun demone pareva essere stato coinvolto, sebbene Justinus fosse fra i principali attori della vicenda. Ancora una volta, il suo agire portava il lettore nel bosco del mancato consenso, e quindi già ciò avrebbe giustificato l’epurazione del testo, eppure ciò non veniva mostrato sotto la gialla luce dell’approvazione mostruosa. O almeno non subito, sebbene vi fossero preoccupanti indizi.

E tuttavia… Tuttavia qualcosa sembrava fuori posto: pareva di stare osservando le scene della vicenda sulla superficie di uno specchio antico, con i bordi oscurati dall’incuria e dal tempo.

Il recensore interruppe perciò la lettura e cercò di comprendere le ragioni di quella sensazione. Si lambiccò inutilmente il cervello fino a che non scorse un nome, appena visibile in basso a destra sulla metaforica superficie dello specchio. I nomi nascondono l’essenza delle cose, ma fu sufficiente una breve ricerca per diagnosticare il vero male occultato nella fyccina: altro non era che l’ombra di un libro vero, proiettata dalla luce distorta di fiamme mistificatrici nell’antro oscuro di Justinus Bieberus.

Risate maniacali si levarono dalla bocca del recensore mentre la sua testa si alzava dal tomo demoniaco. 

-Evgenij, per favore… – sospirò Sonja alzando lo sguardo da Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? che leggeva comodamente seduta a letto. – Ho capito che di giorno lavori e solo di sera hai tempo per le recensioni, ma almeno evita di fare tanto rumore. Se proprio devi imitare un personaggio lovecraftiano, fallo in silenzio. –

[*Ispirato alla prefazione del Necronomicon immaginata da H. P. Lovecraft.]




Care lettrici e cari lettori, qui è Evgenij e, come avrete capito, oggi di parliamo di plagio.

Di recente mi sono messo a spulciare la lunghissima lista di fanfiction su EFP messe da parte per eventuali future recensioni nel corso degli anni: alcune fin dal gennaio 2017. Molta roba era in effetti innocua (per quanto scritta male), dato che avevo salvato varie fic solo per via del titolo, degli avvertimenti e, naturalmente, della sezione nelle quali si trovavano (ovvero, One Direction e Justin Bieber). Insomma, se una fic a rating rosso è nella sezione Justino El Biebero e ha un titolo come “Il Capo” (ma scritto in English, because it’s cooler!), c’è da aspettarsi che sia una fyccina a tema criminalità alla “Top Secret”. Invece no, questa in particolare era solo una noiosissima storia d’amore fra un’impiegata e il suo datore di lavoro: tanti capitoli di bisticci che poi sfociavano in ammmore puro. Niente di grave, quindi, a parte il fatto che la Hope di turno era parecchio irritante.

Ma noi non siamo certo qui per segnalare ogni Rang o Ranger Rover, quindi ho ovviamente espunto dalla mia lista queste fic.

Se non sai come si scrive, almeno prova a cercarlo su Google!!

Altre fyccine erano invece dei brutti cloni di “Dark” e “Danger”, come quello che ho recensito su Instagram usando solo alcuni screen. Per completezza, li riporto qua sotto.

Perfino agli albori del 2016 ancora venivano pubblicate fyccine su Justino El Biebero!
Quanto male ha causato “Danger“…
Apprezzabile variante del “BOOM uno sparo”, anche se, naturalmente, quella in “Afraid of you” resta la migliore.
Justino El Biebero ha freddato la nonna davanti agli occhi della Hope di turno (qui chiamata Chanel): che cattiveria!
Cliché della protagonista rapita per via dei debiti dello zio, simile alla motivazione dei rapitori in “Top Secret“.
E lo zio è stato ammazzato prima ancora che potesse pagare il riscatto. Ma allora… Perché cavolo l’hanno rapita? Va bene, sarà per sfruttarla come oggetto sessuale, ma non sarebbe stato il caso di spremere fino all’ultimo lo zio, prima?
Non so, la logica di questi gruppi criminali dove opera Justino El Biebero lascia sempre perplessi.

E tuttavia, fic come quella qua sopra erano davvero brevi e incomplete, e, visto che ormai abbiamo parlato in maniera direi esauriente delle due saghe fyccinare originali, le ho semplicemente segnalate a Suinogiallo (e sono ormai sparite dal sito, evviva!).

Così, mentre mi dedicavo a questa attività masochista, mi è capitato di dare un’occhiata a questa fic nella sezione Justin Bieber.

https://efpfanfic.net/viewstoryv.php?sid=3340812

“The flower and the flame”: fanfiction a rating rosso nella sezione Justin Bieber, con “contenuti forti” fra gli avvertimenti. Decisamente una possibile preda: ho quindi aperto il link e letto la presentazione della fic.

“Inghilterra, 1799: in una fattoria a pochi chilometri da Londra vive una ragazza giovane e bellissima con cui la sorte non è stata generosa.

Orfana fin dalla prima infanzia, adottata da una zia avida e senza scrupoli, violentata a soli diciotto anni da un uomo ripugnante, la splendida Heather è costretta a fuggire per costruirsi una vita lontano dalla perfidia dei familiari e dalla brutalità degli uomini che vogliono soltanto il suo corpo.

Ma non è che l’inizio di una serie di avventure all’insegna dei pericolo e della depravazione: i marinai di una nave americana, scambiandola per una donna di malaffare, la rapiscono per rallegrare la notte al loro capitano. Ed è così che Heather si trova imbarcata per un lungo viaggio, ancora una volta vittima di un uomo che crede di poterla usare secondo i suoi piaceri.

Eppure il capitano Bieber non è come gli altri: è affascinante, ricchissimo, e forse capace anche di innamorarsi di una donna troppo giovane e troppo bella.”

A questo punto, devo ammetterlo, mi sono in parte ricreduto. Certo, la trama non è affatto accattivante, per me, ma il testo pare scritto bene. Inoltre, sì, la protagonista Heather pare essere una Hope della fine del Settecento, ma d’altra parte le sue disgrazie non sembrano affatto inverosimili, considerato il periodo storico.

Quanto al “capitano Bieber”, sebbene questa espressione mi faccia ridere, pare non essere un personaggio del tutto spregevole, almeno non tanto quanto gli altri che circondano Hopether (come scriverebbe il buon Shade Owl).

Insomma, così mi sono messo a leggere i primi capitoli. E ancora, per quanto non fosse affatto il mio genere di narrativa, lo stile di scrittura era decente, diciamo da romanzo harmony, non buono, ma neanche scadente come quello a cui le fyccine ci hanno abituato.

Il prologo e il primo capitolo sono in effetti già riassunti nella prefazione, sebbene vadano fatte alcune correzioni e aggiunte: non è vero che la nostra Heather viene violentata “da un uomo ripugnante” (ovvero lo zio). Si tratta di un tentato stupro, al quale la protagonista riesce a sottrarsi uccidendo il suo aggressore durante la colluttazione. Non si tratta certo di una bella scena, ma la descrizione è realistica specialmente per quel che riguarda il terrore della protagonista.

Heather quindi fugge dalla casa londinese dello zio, dove era stata portata il giorno prima dalla campagna, perché teme di venire arrestata per l’omicidio. Purtroppo, è una reazione comprensibile, e non solo considerato il periodo storico: anche adesso vi sono casi di donne che si sono difese da aggressioni sessuali e che sono messe comunque sotto processo.

Un caso attuale e terribile è quello delle sorelle Khachaturyan, di cui mi ha parlato Sonja.

Si tratta di una vicenda veramente orribile: per anni Krestina, Angelina e Maria erano state tenute prigioniere nella loro casa, picchiate e violentate dal padre Mikhail Khachaturyan, legato alla mafia russa. La madre, allontanata dall’abitazione, aveva cercato di salvarle, ma era stata impotente, data l’assenza di legislazione in difesa delle donne vittime di violenza domestica nella Russia di Putin. Alla fine, il 27 luglio 2018 le tre sorelle hanno assassinato il loro padre con un coltello. Quindi, sono state arrestate con l’accusa di omicidio premeditato. Nel mese di gennaio 2020 il procuratore generale aveva riconosciuto loro la legittima difesa, ma il 13 maggio scorso, questa sentenza è stata ribaltata e ora le due sorelle più grandi (di diciassette e diciotto anni all’epoca dei fatti) rischiano vent’anni di prigione, mentre le più piccola (di sedici anni) dieci.

Vi lascio una serie di link a riguardo, inclusa una petizione su change.org per chiedere giustizia per il loro atto di legittima difesa:

https://www.corriere.it/esteri/18_luglio_31/uccidono-padre-anni-violenze-delitto-tre-sorelle-che-sconvolge-mosca-f793fb04-94af-11e8-8f62-924e37ed6a9a.shtml

https://www.huffingtonpost.it/2018/08/01/tre-sorelle-in-russia-uccidono-il-padre-dopo-anni-di-torture-e-abusi-sessuali_a_23493702/

https://www.bbc.com/news/world-europe-52651477

https://www.change.org/p/stop-prosecution-of-khachaturyan-sisters-victims-of-sexual-and-domestic-violence?signed=true

Torniamo alla fic. Mentre Hopether cammina sconvolta per le vie del porto, vestita solo da un leggero abito da sera, due marinai l’adocchiano, la scambiano per una prostituta e la costringono a venire con loro sulla nave per compiacere il loro capitano. Ancora, ci si potrebbe domandare perché lei non reagisca, ma bisogna tenere conto del fatto che si trova in uno stato di puro terrore per la violenza subita e l’omicidio commesso suo malgrado, quindi la sua arrendevolezza è tristemente verosimile. Così come lo è il fatto che due marinai vadano in giro per il porto a cercare una prostituta per il loro capitano: siamo pur sempre alla fine del Settecento.

Ed ecco che all’inizio del secondo capitolo appare Justino El Biebero, stavolta nei panni del capitano Bieber.

Vi risparmio la descrizione dei tratti estenuantemente seducenti del capitano, paragonato sia a un pirata che a Satana. Ma per favore…

mattheus93: – Paragonato ad un pirata perché affascinante? Oh, e io che credevo che i pendagli da forca del Mar dei Caraibi fossero generalmente brutti, sporchi e cattivi. –

Mentre Justin parla con i suoi sottoposti, possiamo leggere i pensieri di Heather e scopriamo che la poverina è ormai convinta di essere stata arrestata per l’omicidio.

“[Heather] Trovava difficile conciliare l’idea di un magistrato con quella di una nave, ma essendo poco al corrente delle procedure legali, si disse che con tutta probabilità l’avrebbero spedita in qualche colonia penale, dato che in cuor suo si riteneva colpevole di omicidio. “Oh Dio” pensò, “quale destino, essere sottratta a un porcile dalle tentazioni di una vita di agi e per mio peccato gettata in una prigione. Ho ucciso un uomo e sono stata arrestata e ora devo accettare qualunque cosa la sorte mi riservi”. La sua mente cessò di lavorare e si bloccò e fu intrappolata da quei dati di fatto incontrovertibili.

Era colpevole. Era stata arrestata. La giustizia l’aveva condannata e lei non aveva più voce in capitolo.”

Questo escamotage narrativo mi pare in verità assai fiacco: capisco che sia giustamente sconvolta e incapace di ragionare, ma da quando in qua si porterebbero gli arrestati su una nave anziché in prigione?

Shade Owl: – Beh, va detto che all’epoca del colonialismo gli inglesi spesso spedivano i carcerati nelle colonie penali oltreoceano. Un caso su tutti e l’Australia (che come ci insegnano i complottari non esiste), la cui popolazione in larga parte discende da galeotti inglesi importati dall’impero britannico nel corso degli anni. Certo, anche lì si parla comunque di gente che è andata a processo… capisco che questa ragazza sia sconvolta e, come ci ha detto l’autrice, non abbia una gran dimestichezza del sistema penale… ma ha diciotto anni, avrà assistito a qualche processo, all’epoca erano praticamente spettacoli pubblici! Una infarinatura minima ce l’avrà! –

Infatti, la protagonista pensa che la vogliano mandare in una colonia penale oltremare, ma non dovrebbe esserci almeno un processino, prima? Cos’è, siamo al livello della Regina di Cuori?

Però pazienza, diamo per buono che lei non sia in grado di mettere assieme i precedenti ammiccamenti dei marinai e il fatto che il capitano si complimenti per l’eccellente lavoro fatto frugando le strade del porto, parafrasando il testo.

Congedati i sottoposti, Justin si mette a fare il galante con Hopether, le chiede come si chiama, le offre del vino e poi si fionda a baciarla. Come spesso accade nelle fyccine squallide, il bacio viene descritto come così bello e dolce da spingere lettrici e lettori a dimenticarsi che Hope non è affatto consenziente. Tra l’altro, mentre la bacia, il capitano allunga le mani e le slaccia l’abito, lasciandola quindi in sottoveste.

A questo punto Hopether capisce che questo individuo, magistrato o no, la vuole stuprare proprio come suo zio, e quindi cerca di ribellarsi. Inutile dire che non ci riesce: d’altra parte, si tratta di Justin Bieber, pardon, capitan Justin Bieber, mica di “un uomo ripugnante” senza prestavolto famoso, come era suo zio.

A proposito, sì, alla fine di ogni capitolo dopo il prologo ci sono delle immagini inesistenti di individui famosi che dovrebbero offrire al lettore l’immediata visione delle fattezze fisiche dei personaggi principali. Tuttavia, non esistono, appunto, quindi non vale la pena di menzionarle oltre.

Di fronte al comportamento di Heather, Justino, anziché rendersi conto che c’è qualcosa che non va, pensa che lei stia recitando, e così continua a spogliarla e a svestirsi.

“ “Ben recitato, damigella, ma ti consiglio di non avere dubbi in merito al vincitore.””

Lei arriva persino a morderlo su un polso per liberarsi dalla sua presa, ma né questo né le sue suppliche lo fermano, al contrario.

“”No!” [Heather] boccheggiò. “Lasciatemi stare! Non toccatemi!”Lui ridacchiò e mormorò qualcosa contro la sua gola. “Oh, no, mia sgualdrinella assetata di sangue. Oh, no, non ora.”

Inutile girarci troppo attorno: il personaggio di Justin Bieber stupra la protagonista. E meno male che era il capitolo precedente a questo a essere intitolato “Il tentato stupro”, mentre il titolo di questo è “L’incontro con il capitano Bieber”.

La cosa ripugnante è che il tutto viene descritto in modo velato, come se non dovessimo renderci conto che si tratta effettivamente di una violenza sessuale a tutti gli effetti: costui l’ha denudata, ha vinto i suoi tentativi di ribellarsi, l’ha fatta finire sulla sua cuccetta e poi le è saltato addosso per copulare.

“La fanciulla giacque inerte sui guanciali, agitando la testa. L’uomo le sfiorò teneramente la guancia e mormorò qualcosa con voce bassa e impercettibile; lei, gli occhi chiusi, non lo guardava.

Il capitano le si accostò dolcemente, baciandole i capelli e la fronte e accarezzandole il corpo con le mani. Heather continuò a restare inerte, senza reagire, e tuttavia la passione divorante di lui crebbe e poco dopo Justin la penetrò a fondo incapace di trattenersi oltre. Heather aveva l’impressione che ogni suo movimento la squarciasse, e le salirono le lacrime agli occhi. Passata la tempesta,vi fu un lungo attimo di silenzio mentre l’uomo si afflosciava su di lei,tornato di nuovo gentile. Ma quando alla fine si ritrasse, Heather si girò verso la parete e giacque singhiozzando piano con un lembo della coperta tirato sulla testa e il corpo nudo, non più intatto, offerto agli sguardi di lui.”

Ma che schifo!

Lei chiaramente non vuole fare sesso, anzi, giace “inerte”, e lui comunque la violenta!

Purtroppo, qui neanche vale il discorso riguardante il periodo storico e tanto meno il fatto che Justin creda che lei sia una prostituta: ancora oggi si leggono testimonianze atroci di “clienti” di prostitute che “prendono quanto pattuito” nonostante la donna pianga o sia assente. Senza consenso, il sesso è stupro, non c’è altro da aggiungere.

Vi lascio alcuni link del blog “Contro l’industria del sesso”, dove sono riportati commenti di “compratori di sesso” veramente vomitevoli: sul serio, non apriteli se non avete lo stomaco forte.

https://econtrolindustriadelsesso.wordpress.com/2019/09/26/quale-sesso-e-quale-piacere/

https://econtrolindustriadelsesso.wordpress.com/2019/04/18/nella-prostituzione-lo-stupro-diventa-rassegnazione/

https://econtrolindustriadelsesso.wordpress.com/2019/04/15/nella-prostituzione-contano-solo-i-desideri-del-compratore/

E guardate come il testo vorrebbe farci credere che, in fondo, non sia colpa di Justin: è descritto come “incapace di trattenersi oltre”, la sua “passione divorante” cresce, e dopotutto le si è accostato “dolcemente” (dopo averla svestita a forza e costretta sul letto); poi, “passata la tempesta”, “l’uomo” torna “di nuovo gentile”. Ovvero, povero, è che era tanto eccitato, lei ha dovuto stare ferma e subire, cosicché lui poi si calmasse.

Ma che schifo, non ho veramente altro da dire.

Shade Owl: – Serve ovviamente a dare spazio alla futura Redenzione Random™ del Bedboy. Come direbbe un mio amico, potrei vomitare. –

La mattina dopo lo stupro i due si parlano. Bieber si stupisce che una prostituta fosse vergine (infatti, nota che ha macchiato le lenzuola di sangue e che non è “più intatta” – ancora con questi atroci luoghi comuni legati alla verginità!) e lei finalmente gli dice che non è affatto una prostituta. Per tutta risposta, il capitano prima le fa una serie di domande per accettarsi che sia sola al mondo e che nessuno venga a cercarla, e poi conclude che diverrà quindi la sua amante. Heather tenta ancora di scappare, ma lui mette subito in chiaro le cose.

“”Credi forse che sia disposto a lasciarti sgattaiolare via? Sei troppo unica per trovarti un rimpiazzo e non ho la minima intenzione di permettere che mi sgusci tra le dita.””

In sostanza, aggiungiamo pure il rapimento allo scopo di sfruttamento sessuale allo stupro: infatti, per non farci mancare proprio nulla, Bieber stupra nuovamente la protagonista nel paragrafo successivo, dicendo tranquillamente che prima o poi le piacerà.

“”Tanto vale che accetti la tua sorte di amante, dolcezza mia, e apprenda le arti raffinate della professione. La prima cosa che ho intenzione di insegnarti è che non dev’essere necessariamente doloroso. Ti sei già difesa due volte contro di me e l’ultima volta sei stata tu stessa la causa della tua infelicità. Questa volta ti rilasserai e mi lascerai fare a modo mio, senza ribellarti, e anche se può darsi che ancora non ne cavi piacere, vedrai che quanto ti dico risponde a verità.”.  “No! No!” gridò la fanciulla, tentando di svincolarsi, ma Justin le premette saldamente una mano all’altezza della vita. “Sta’ ferma.” […] “Rilassati,” le mormorò contro la gola. “Resta lì ferma e non resistermi. Più avanti imparerai quello che dà piacere a un uomo. Per il momento basterà che te ne stia immobile.””

Mi viene davvero da vomitare! E siamo appena a metà del secondo capitolo!

Bene, a questo punto della lettura avevo già materiale sufficiente per segnalare la fic sul forum di EFP, poiché viola palesemente il regolamento sulle fanfiction sulle celebrità, in quanto Justin Bieber è stato inserito nel ruolo di uno stupratore. Poco importa che sia effettivamente descritto come un personaggio negativo o che, molto peggio, venga poi redento come accade nelle peggiori apologie di stupro alla “Slave”.

Tra l’altro, la prefazione lascia pochi dubbi circa l’eventuale redenzione di capitan Justin Bieber:

“Eppure il capitano Bieber non è come gli altri: è affascinante, ricchissimo, e forse capace anche di innamorarsi di una donna troppo giovane e troppo bella.”

Meno male che non sarebbe dovuto essere come gli altri, eh! Altrimenti che avrebbe fatto, l’avrebbe anche squartata dopo il secondo stupro?

Tuttavia, non è raro che una stessa autrice abbia prodotto più fanfiction che violano il regolamento in modo simile: basta pensare al caso di Bieber23, che ha pubblicato su EFP sette fic su Justin Bieber (e un’altra solo su Wattpad) e sei di queste mostrano il famoso cantante nel ruolo di un criminale invischiato in vari giri (principalmente combattimenti illegali di quello che l’autrice credeva essere pugilato). Se non avete letto le eccellenti recensioni di Shade Owl a riguardo, correte subito a rimediare!

mattheus93: – Credevo avresti citato le “storie” di badgurl. –

Perciò, ho guardato il profilo di gnegne9393, e vi ho effettivamente trovato un’altra fic a rating rosso incentrata su Justin Bieber.

Il titolo è “The heart wants what it wants” e qui il personaggio di Justin Bieber è un mafioso che ha prestato dei soldi a strozzo a un certo Tom, il quale poi non può ripagarlo, e quindi, al momento di riscuotere, Bieber chiede che gli dia sua figlia Talita come moglie, dopo averlo più volte minacciato di morte e altre spiacevoli conseguenze nel caso rifiuti.

Shade Owl: – Ma come, non lo ammazza? Alla scuola per Mafiosi Ficcynari deve essere stato bocciato… –

Eccovi la scena che vi ho descritto, che si trova verso la fine del primo capitolo:

“Justin-“Se fossi in te starei attento con le parole bello mio. Allorq vuoi estinguere il debito?”- nel frattempo lui annuisce –“Fammi sposare tua figlia e con me avrai chiuso”-

A quell’affermazione l’uomo sgrana gli occhi e mi guarda impaurito.

 Tom-“Cosa? Ma sei diventato pazzo? Non darò mai mia figlia in sposa a te per saldare un debito, puoi scordartelo”- a quell’affermazione inizio a tendere la mascella e stringere i pugni lungo i fianchi, così con un sorrisetto malvagio sul viso gli do il colpo di grazia.

 Justin-“Sicuro di quello che stai dicendo? Se fossi in te eviterei tutto ciò che potrebbe accadere a tuo figlio e alla tua bella mogliettina, in più sarà un vero spasso vedere la tua cazzo di faccia quando manderò in polvere la vostra bella tenuta di famiglia”- a quell’affermazione vedo le sue pupille dilatarsi per la paura così continuo –“Allora? Fossi in te accetterei, dopotutto con me non condurrà una brutta vita, posso ottenere tutto ciò che voglio e non le mancherà niente e infondo neanche a voi avendomi come membro della famiglia”-

 Un sorriso compiaciuto affiora sulle mie labbra al sentire quella splendida frase.

 Tom-“Hai vinto! Accetto, mia figlia diventerà tua moglie, ma tu prova anche solo a….”- no lo lascio neanche finire che continuo dicendo…

 Justin-“Bhè sai, quello sarà normale, diventerà mia moglie e tutto ciò diventerà reale”- dico già immaginandomela nuda sotto il mio corpo pregandomi di spingermi fin dove posso. –“Sarà bello diventare padre con una ragazza del genere”-“

Di conseguenza, anche questa fic viola il regolamento sulle fanfiction sulle celebrità e può essere segnalata assieme alla precedente.

Inoltre, vale la pena di notare che alla fine di quasi ogni capitolo delle sue due fic l’autrice chiedeva alle sue lettrici un numero minimo di recensioni per continuare la sua storia.

Non solo, stando alle sue note nello spazio autrice, ha pure smesso di pubblicare la fic “The heart wants what it wants” per un certo periodo perché non aveva ancora ricevuto abbastanza recensioni!

“non ho ancora ricevuo le 7 recensioni quindi se andiamo a vedere io non ne ho colpe….”

Poco poco fastidioso come comportamento. 

E sono state proprio queste odiose richieste poste vicino alle inesistenti ma altrettanto odiose foto (ACH!!!) ad avermi spinto a guardare i commenti, nella speranza di trovarne qualcuno di negativo che mi rinfrancasse.

Mentre “The flower and the flame” non ha commenti critici, se ne trovano quattro nell’altra fic, “The heart wants what it wants”. Due di questi hanno immediatamente catturato la mia attenzione e hanno di fatto portato alla stesura di questa recensione.

Il primo, lasciato al capitolo cinquantadue, è il seguente:

“Mi sembra di aver già letto da un altra parte questo capitolo! Non è che l’hai preso da un libro?”

Nessuna risposta da parte dell’autrice.

Nel secondo commento negativo in questione, invece, la lettrice ha fatto notare che una parte dello stesso capitolo cinquantadue della fic è copiata in tutto e per tutto (esclusi i nomi dei personaggi) dal libro “La Trasgressione” di C. L. Parker.

Cito parte del commento, saltando la citazione del pezzo copiato dal libro:

Il tuo si chiama plagio, lo sai questo vero? Hai spudoratamente copiato la scena dal libro ‘La trasgressione’, pure le altre scene di sesso sono copiate dal primo e secondo libro -.- Dovresti scrivere tu, non copiare.”

Non posso dire per certo che sia vero, perché non conosco questo libro. Grazie a qualche ricerca fatta in rete posso concludere anche di non aver alcun desiderio di leggerlo, giacché pare una versione ancora più squallida e poraccia delle Cinquanta Sfumature di Abuso, stando alla trama della storia che ho trovato su Amazon:

“Per due milioni di dollari il ricco e affascinante Noah Crawford ha fatto sua Delaine Talbot, e l’ha trascinata in un mondo di irrefrenabile piacere. Lanie è la donna più attraente che abbia mai conosciuto, ma adesso è il momento di liberarla: non potrà essere sua per sempre. Non ora che Noah ha scoperto che cosa l’ha spinta a vendere il suo corpo, a diventare sua schiava… Lanie non può credere che Noah voglia davvero lasciarla andare. Non dopo tutto quello che c’è stato tra loro. E non è stato solo sesso. Un sentimento profondo si è fatto strada durante i loro focosi incontri. Lanie lo sa, e dovrà dimostrarglielo, affrontando il nemico che sta tramando per distruggere Noah e l’oscuro segreto che aleggia sulla sua vita.”

In ogni caso, poco importa, dal momento che è stata l’autrice stessa ad ammettere di averlo copiato!

Eccovi la sua risposta:

molto scrittirici prendono spunto da altri libri e questa in tutta la mia vita è stata la prima volta ad aver copiato un pezzo da un libro per una piccola mancanza di idea! diplomata al liceo psico-pedagogico e università giornalistica e non pretendo di farmi dire questo, so di aver copiato quel pezzo da puoi ben vedere che la storia è tutta mia e che quando si hanno dei piccoli blocchi da scrittore si può ricorrere a questo.

stava bene con il discorso che dovevo fare e l’ho messo, mi scuso se non ho anticipato nel capitolo questa cosa ma ho avuto una svista d’occhio.

anche i migliori scrittori si approfittano di altri e prendono spunti da altri libri quindi ho fatto lo stesso anche io per una sola volta in tutta la storia.”

In Toscana si dice “chi si loda s’imbroda”. Autrice, ma ti pare una buona mossa vantare diplomi e lauree nel momento in cui ti si accusa di plagio, plagio che tu stessa ammetti di aver commesso?!

Tra l’altro, se proprio vuoi farlo, almeno assicurati di scrivere in italiano decente, prima di paragonarti ai migliori scrittori e “scrittirici”.

mattheus93: – “anche i migliori scrittori si approfittano di altri e prendono spunti da altri libri”… Beh, molti pezzi de La Spada di Shannara di Terry Brooks somigliano al Signore degli Anelli. Una mia conoscente ha definito il romanzo di Eragon “un copia-incolla in chiave fantasy di Star Wars: Una Nuova Speranza” e non aveva tutti i torti. –

Shade Owl: – Sì, beh, da lì a fare copia-incolla per “mancanza di idee” ce ne passa di strada. Io sono fermo con un romanzo che posterò in futuro da quasi un anno (ma lì dipende anche dal poco tempo), ma non è che mi metto a copiare pezzi dei miei autori preferiti perché non ho idee! –

Dunque, di bene in meglio: adesso non si tratta più solo del regolamento relativo alle fanfic sulle celebrità, ma c’è pure un plagio di mezzo. Un plagio di un libro di qualità molto probabilmente discutibile, ma pur sempre di plagio di tratta.

A questo punto, mi sono insospettito: infatti, lo stile di scrittura di “The heart wants what it wants” è decisamente peggiore di quello di “The flower and the flame”. Lo potete osservare voi stessi confrontando le varie citazioni che ho riportato sopra.

Insomma, è proprio come se la prima fic fosse effettivamente farina del sacco dell’autrice (a parte il passaggio incriminato nel capitolo cinquantadue), mentre l’altra…

“[…] questa in tutta la mia vita è stata la prima volta ad aver copiato un pezzo da un libro per una piccola mancanza di idea! […] ho fatto lo stesso anche io per una sola volta in tutta la storia.

La prima volta, sì, ma anche l’ultima? E poi, per una sola volta? In questa storia forse (e sottolineo il forse) sì, ma nell’altra?

Datemi pure del sospettoso diffidente, ma sono tornato subito a controllare “The flower and the flame” e così ho scoperto questa nota dell’autrice nel prologo, che avevo letto un po’ di corsa la prima volta.

“Ps.(storia ispirata ad un libro letto alcune settimane fa e rigirato in modo che il protagonista possa essere justin, mi scuso per chi avesse pensato che avrei pubblicato “the heart wants what it wants” ma per alcuni motivi personali pubblicherò quel capitolo il giorno di natale in modo che anche i personaggi possano festeggiarlo con noi LOL, pullicherl uno o due capitoli a settimana di questa storia in modo che nel frattempo possiate leggere qualcosa mentre starete aspettando l’altra storia. -the flower and the flame di Kathleen Woodiwiss-).”

Non vi stupirà sapere che tutto ciò non ha fatto altro che accrescere i miei sospetti.

Ho quindi cercato su Google le ultime parole di questo Post Scriptum, ovvero “the flower and the flame Kathleen Woodiwiss” e ho trovato che effettivamente esiste un romanzo con questo titolo, The Flower and The Flame, scritto proprio da tale Kathleen Woodiwiss.

Purtroppo, la pagina su Wikipedia è solo in lingua inglese,

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Flame_and_the_Flower

ma possiamo leggere la descrizione del libro in italiano su Google Reads, ad esempio:

“Londra, 1799. La giovane e bella Heather è in fuga dopo avere commesso un efferato crimine per difendere la propria virtù. Troverà rifugio sulla nave del capitano Birmingham, in partenza per le Americhe, dove l’aspetta una nuova vita. Ma prima di approdare nel Nuovo Mondo, Heather dovrà difendersi dalla torbida passione del capitano e dai travolgenti sentimenti che le ispira.”

Non ci sono dubbi: almeno per quel che riguarda i primi capitoli, è la stessa identica trama, salvo che, al posto del capitano Birmingham, c’è capitan Justino El Biebero.

E fin qui si tratterebbe di un caso di ispirazione non debitamente creditata, poiché in quel suo post scriptum non è detto chiaramente che il libro abbia effettivamente lo stesso titolo della fic o che la trama sia uguale (in tutto o fino a un certo punto).

Sarebbe comunque assai poco carino, ma, essendo una fanfiction, ci potrebbe stare (anche se ovviamente i crediti andrebbero riscritti in modo esplicito, e inseriti anche nella presentazione del testo).

Tuttavia, ormai l’avrete capito, la realtà dei fatti è assai peggiore.

La nostra cosiddetta autrice ha semplicemente tradotto questo libro, inserendo il nome di Justin Bieber al posto di quello del capitano Birmingham.

Anzi, a dirla tutta, in alcuni punti nei capitoli successivi al secondo ha pure lasciato il nome Birmingham, anziché mettere Bieber!

Per darvene la prova riporterò alcuni passaggi del libro originale in inglese, e li confronteremo con la sua fic.

Il primo capitolo di quel romanzo inizia così:

“Somewhere in the world, time no doubt whistled by on taut and widespread wings, but here in the English countryside it plodded slowly, painfully, as if it trod the rutted road that stretched across the moors on blistered feet. The hot sweltering air was motionless; dust hung above the road, still reminding the restless of a coach that had passed several hours before. A small farm squatted dismally beneath the humid haze that lay over the marsh. The thatched cottage stood between spindly yews and, with shutters open and door ajar, it seemed to stare as if aghast at some off-color jest. Nearby, a barn sagged in poor repair about its rough-hewn frame and beyond, a thin growth of wheat fought vainly in the boggy soil for each inch of growth.

Inside the house, Heather wearily turned potatoes against a dull worn knife that more scraped than peeled. Two years she had lived in this cottage, two years so miserable that they seemed to blot out her life. She could barely summon the happy times prior to that weary day she had been brought here, the softer days spilling over the years as she grew from baby to young woman, when her father, Richard, had been alive and she lived with him in a comfortable London house, wearing stylish clothes, having enough food to eat. Oh yes, it was better then. Even the nights her father left her alone with servants didn’t seem so frightening now. She could understand now his agonies, his loneliness for a wife long dead, the sweet, beautiful Irish lass whom he had fallen in love with and married and lost giving birth to their only child. Now Heather could even comprehend her father’s need to gamble, that cruel sport which had robbed him of life and her of home and security, leaving her at the mercy of her only kin, a pluckless uncle and a shrewish aunt. Heather wiped her brow and thought of Aunt Fanny lounging in the other room; the straw mattress would be flattened under her more than generous frame. Fanny was not a woman easy to get along with. Everything seemed to displease her. She was without friends. Not a soul ever came to call.

Il prologo della fic è questo:

“Da qualche parte, nel mondo, senza dubbio il tempo sfrecciava su ali tese e spiegate, ma lì nella campagna inglese passava lentamente, penosamente, come se calpestasse con piedi piagati la strada accidentata che si allungava nella brughiera.

La calda aria afosa era immobile; una nube di polvere stagnava sulla strada, ricordando agli scontenti una carrozza che era passata di lì parecchie ore prima.

Una piccola fattoria era acquattata tetramente sotto la cappa di umida foschia che incombeva sulla palude.

Il cascinale col tetto di stoppie sorgeva in un folto di snelli tassi, e le finestre con le imposte aperte e la porta socchiusa parevano occhi sbigottiti, sgranati per una burla di pessimo gusto, Poco lontano, un granaio cedeva sotto il peso della malandata struttura in legno rozzamente squadrata e, più in là, una rada distesa di grano lottava vanamente nel terreno acquitrinoso.

Dentro, Heather rigirava stancamente le patate sotto la lama consunta e spuntata di un coltello che, più che pelarle, ne grattava via la buccia.

Erano due anni che viveva in quel cascinale, due anni così infelici che sembravano cancellare tutto il resto della sua vita.

Non riusciva quasi più a ricordare i tempi felici che avevano preceduto il giorno in cui l’avevano portata lì, i giorni ben più dolci che si erano succeduti negli anni in cui da bambina si era fatta donna, quando era ancora vivo suo padre, Richard, e abitavano insieme in una comoda casa londinese e lei indossava abiti eleganti e aveva cibo in abbondanza.

Oh, sì, quant’era meglio allora! Persino le sere che suo padre la lasciava sola con la servitù non le sembravano più così spaventose, ora.

Ora riusciva a comprendere le sue sofferenze, la sua disperata nostalgia per una moglie morta da lungo tempo, per la dolce, splendida fanciulla irlandese di cui si era innamorato e che aveva sposata e persa nell’atto in cui dava alla luce la loro unica figlia.

Ora Heather riusciva persino a comprendere il bisogno che il padre aveva del gioco, di quel crudele divertimento che aveva tolto a lui la vita e a lei la casa e la sicurezza, lasciandola alla mercé dei suoi soli congiunti, uno zio pavido e sottomesso e una zia bisbetica.

Heather sì asciugò la fronte e pensò a zia Fanny che oziava nel l’altra stanza; il pagliericcio doveva essere schiacciato dalla sua mole massiccia.

Fanny non era una donna con cui fosse facile andare d’accordo. Niente le dava più piacere. Mai che venisse a trovarla anima viva…”

Si tratta palesemente della traduzione italiana del brano che ho riportato sopra!

A onor del vero, rileggendo con più attenzione l’angolo autrice del primo capitolo ho trovato questa frase:

“alcune scene le ho riscritte io diverse per non rendere tutto uguale al libro e soprattutto quando viene descritto justin che entrerà in scena nel secondo capitolo…spero vi piaccia, a 2/3 recensioni posterò il prossimo quindi fatevi avanti lettrici, un bacione enorme bellissimeeeee”

Lo ha ammesso! Ha palesemente ammesso di stare di fatto copiando quel libro, a parte “alcune scene”!

E quanto al riscrivere, per lei significa tagliare solo dei brani un po’ lunghi o modificare un minimo delle descrizioni.

Ne volete una prova? Prendiamo proprio il brano dove ci viene presentato il capitano Birmingham/Bieber.

Testo originale in inglese:

“As they entered the captain’s cabin, a man rose from the desk where he had been sitting and had it not been for her bruised state of mind, Heather would have noticed his tall, muscular build and piercing green eyes. Fawn colored breeches were fitted snug about his narrow hips and a white ruffled shirt, opened to the waist, revealed a chest wide and firmly muscled beneath a mat of crisp black hair. He had the look of a pirate about him, or even Satan himself, with his dark, curly hair and long sideburns that accentuated the lean, handsome features of his face. His nose was thin and straight except for a slight hook in its profile just below the bridge. His hair was raven black and his skin darkly tanned. White teeth flashed in contrast as he smiled and came forward, sweeping her with a bold gaze from top to toe.

“Aye, you’ve done a handsome night’s work with this one, George. You must have searched hard and wide for her.”

“Nay, cap’n,” the old man returned. “We found her walking the streets of the waterfront. She came most willingly, cap’n.”

The man nodded and walked slowly, deliberately, completely around Heather as she stood rooted to the floor, not touching her with anything but those emerald eyes and they were enough, boldly, rudely evaluating every angle of her visible assets. A coldness grew deep inside her and she clutched her small bundle to her bosom. She felt naked in the thin gown and wished for some sack of heavy black that would cover her from neck to wrist to toe. He paused before her for a moment, smiling, but her eyes would not meet his. She kept them cast downward and stood humbly awaiting some indication of her fate. Behind her the two men grinned, extremely pleased with themselves.

Testo della fic (inizio del secondo capitolo):

“Appena entrarono nella cabina del capitano, un uomo si alzò dalla scrivania alla quale era seduto; se non fosse stata così stravolta, Heather ne avrebbe notata l’alta struttura muscolosa e i penetranti occhi caramellati. Un paio di brache color fulvo gli aderivano ai fianchi stretti e una camicia bianca guarnita di un davantino pieghettato e aperta fino alla vita, metteva in mostra un torace ampio e muscoloso. L’uomo aveva l’aria di un pirata, o addirittura di Satana in persona, con quei capelli lisci e sembranti grano e le lunghe basette che accentuavano le belle fattezze asciutte del volto.

Il naso era sottile e diritto a eccezione di una lieve gobba appena sotto l’attaccatura. I capelli erano di un biondo cenere e la pelle intensamente abbronzata. I denti bianchi balenarono in contrasto, quando sorrise e venne avanti, scrutandola da capo a piedi con un’occhiata audace. “Ehi, hai fatto un eccellente lavoro questa volta, George. Devi aver frugato un bel pò per le strade del porto”, il capitano sorrise beffardo. “ Non ha fatto nessuna difficoltà per venire, capitano”. L’uomo annuì e girò lentamente, deliberatamente, tutto attorno a Heather, che se ne stava inchiodata al pavimento, senza sfiorarla se non con quegli occhi caramello, che però erano di per sé già sufficienti,valutando audacemente, con insolenza, ogni particolare delle sue grazie visibili.

Heather si sentì nascere nell’animo un senso di gelo e si strinse contro il petto il fagottino. Si sentiva nuda in quell’abito lieve e avrebbe voluto coprirsi dal collo ai polsi alla punta dei piedi con un pesante sacco nero. L’uomo si soffermò dinanzi a lei un momento, sorridendo, ma Heather non levò gli occhi a incrociare il suo sguardo. Li tenne abbassati e ristette umilmente in attesa di una qualche indicazione della sorte che l’attendeva. Alle sue spalle i due uomini sogghignarono, oltremodo compiaciuti di sé.”

Certo, le descrizioni dei due capitani differiscono perché, per dirne una, Birmingham ha dei neri capelli ricci, mentre Bieber è biondo, ma, a parte che una frase tagliata dal dialogo con i marinai, si tratta ancora della traduzione del romanzo originale!

Nel caso ve lo steste chiedendo, sì, anche le due successive scene di stupro sono state copiate, in tutti i loro atroci dettagli.

Quindi, possiamo ragionevolmente dubitare anche della qualità del romanzo di Kathleen Woodiwiss, dato che, spoiler che alla fine non lo è, Heather e il suo capitano Birmingham finiranno felicemente sposati. Ci sono perfino altri personaggi di kattivi e troje che cercheranno di dividerli, proprio come nelle fyccine squallide.

Tuttavia, che sia un romanzo atroce o meno, il plagio resta comunque sbagliato: non è solo contrario al regolamento di EFP, ma è proprio illegale!

Beh, d’altra parte nella risposta al commento critico riportata sopra la nostra ““““autrice”””” diceva che era la prima volta che aveva copiato “un pezzo da un libro” e di averlo fatto “una sola volta in tutta la storia”, quella storia, mica questa!

E pretendeva pure un numero minimo di commenti per capitolo per continuare questa traduzione spacciata per fanfiction originale!

Salve bellezze…spero che la storia mi stia piacendo, io l’ho trovata molto interessante ed oggi ho deciso di aggiornare per un piccolo gruppo di lettrici, e sottolineo “PICCOLO” visto che qui non c’è una buon’anima che spenderebbe due secondi per dire in una piccola recensione se la storia è di suo gradimento o meno!! a presto tesori byeeeeee ❤ <3”

Ma al massimo potrebbero dirti se la tua traduzione piace o meno, come ti permetti di chiedere commenti e recensioni per una storia non tua?! Ma un minimo di onestà, no?!

E a dirla tutta, due lettrici avevano capito che lei stava effettivamente copiando da quel libro, sostituendo il capitano Birmingham con Justin Bieber, ma, lungi dal muoverle alcuna critica, si complimentavano con lei!

Vi riporto i loro commenti e le risposte della nostra ““““autrice””””.

Lettrice 1: “La storia è molto ma molto bella.. scrivi proprio bene e ti devo fare i miei complimenti perché storie così ben strutturate e scritte ce ne son poche. P.s: Posso sapere qual’è il libro alla quale ti sei ispirata?”

““““Autrice””””: “bellezzaaaa, sono contenta che la storia ti piaccia….ma la storia è proprio basata sul libro di questo titolo, io ho ritoccato ciò che riguarda la figura di justin e heather, i verbi e i discorsi li ho resi più capibili visto che nel libro originale ci sono certe cose che sembrano essere scritte in arabo, almeno per voi e ciò che potrebbe risultare anomale…..tranquilla, martedì posto il prossimo capitolo, un bacio splendore <3”

Quando si dice usare un eufemismo!

Nooo, non sto copiando! Sto solo prendendo quel libro, cambiando due dettagli per quel che riguarda due personaggi e tagliando alcuni riferimenti storici per poi pubblicare il tutto come fosse opera mia!

Lettrice 2: “Ehilà, sono una nuova lettrice 🙂

Tu non ci crederai, ma Kathleen Woodiwiss è una delle mie autrici preferite. Ho letto diversi suoi libri, compresa tutta la trilogia sui Birmingham, incluso quindi anche ” Il fiore e la fiamma “, che resta uno dei miei romanzi preferiti. Quindi immagina la mia gioia quando ho scoperto che tu stai pubblicando la storia, cambiando il mio Brandon con Justin Bieber!

Sono contenta che diverse persone la stiano seguendo, prende molto e la trama è assolutamente diversa dal solito.

Un bacio

A presto

Keiley **”

““““Autrice””””: “tesoro….a quanto pare siamo entrambe appassionate di epoche storiche, non so neanche io il perchè ma è una cosa che mi affascina! forse perchè molte stronzate che si fanno oggi prima non esistevano e mentre prima anche se si aveva a che fare con guerre e malattie si viveva molto meglio mentre oggi bisogna tenersi in allerta perchè non si può mai sapere chi è il primo a pugnalarti.

ti mando un bacione tesoro e se per caso conosci altri romani storici come questo o anche ancora più storici vorrei tanto che mi dicessi i titoli e te ne sarei talmente grata…..un bacione splendore e buona epifania!! ❤ <3”

Stendiamo un velo pietoso su questa risposta, che sembra una versione ancora più insensata e assurda del qualunquistico “si stava meglio quando si stava peggio”.

Le altre, invece, si sbracciavano nelle lodi. Ad esempio, leggete questo commento, uno dei più positivi:

“E chiedi pure se la storia è di mio gradimento? Certo che lo è!!!! Guarda, che rimanga tra me e te, ma su questo sito ci sono certe storie orribilanti, scritte male e tutte uguali che hanno una marea di recensioni..bha. La tua storia è la migliore che abbia letto (e sono iscritta da 4 anni su efp) sei troppo brava.. poi i capitoli sono stra lunghi ed io amo questa cosa”

E gnegne9393 ha accettato questo e altri simili complimenti ben sapendo che questa storia non è affatto una sua creazione originale.

Non ho parole.

Questa utente di EFP (non posso chiamarla autrice, neanche con le virgolette), in base al diploma e alla laurea che ha vantato, avrà avuto almeno ventitré anni, quando ha pubblicato un simile plagio: ma come si fa?!

In conclusione, vi invito a segnalare entrambe le fanfiction presenti sul suo profilo, sia per la violazione del regolamento relativo alle fanfiction sulle celebrità sia per i plagi, specialmente per quel che riguarda “The flower and the flame”.

Con indignazione e incredulità,

Evgenij



I pallidi raggi lunari illuminarono ancora per un attimo i nefasti titoli sulla pagina del Fanfictionomicon. Poi, il volume fu chiuso da una mano stanca. Evgenij si passò l’altra sul volto.

“No, non ho riportato tutto quello che ho visto… Questo caso di plagio non è nulla al confronto…” pensò il recensore. “Orrori antichi e inauditi si sono svelati ai miei occhi, fra le fanfiction dal 2012 al 2014, nella sezione One Direction. E presto tornerò a stroncarle.”

-Sh’mflui nklw’maph Hop frhiuh Uan Dairectcion ujah’mafl ghdamjn. (Atroce e illogica, Hope infesta ancora la sezione One Direction.) – mormorò poi con una voce gutturale.

-Preferivo di gran lunga quando parlavi in tedesco… – borbottò Sonja semiaddormentata. – Dai, vieni a dormire…-

Evgenij si alzò dal tavolo e ripose il grimorio sullo scaffale più alto della libreria. I ragni che vivevano sul soffitto se ne allontanarono impauriti, mentre il recensore chiudeva le tende alla finestra.

[Questo finale è ispirato a quello del romanzo La maschera di Innsmouth di H. P. Lovecraft.]

PS (Aggiornamento del 19/08/2020): Suinogiallo ha rimosso i due plagi denunciati in questa recensione! Evviva!

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