“Bitch!” (Una storia dall’Aldilà)

Era una gelida mattina d’autunno lì a Fanficcinopoli. Le strade deserte erano illuminate solo dalla luce dei lampioni. E solo una persona si aggirava per quelle strade.

Erano da poco passate le sei del mattino quando Mattheus, finito di svolgere le sue mansioni da guardia notturna al Freddy Fazbear’s Pizza, stava tornando a casa, ripensando a quella notte da incubo. Non che le precedenti fossero state diverse, ma, anche se ormai sapeva come comportarsi con ogni animatronico per evitare che gli facesse del male, era sempre un’esperienza agghiacciante. La melodia ripetitiva del carillon che teneva a bada il Puppet, la risata inquietante di Freddy e la voce del Balloon Boy risuonavano nella sua testa anche durante il giorno.

“Forse dovrei cambiare lavoro…” pensò mentre attraversava la strada illuminata a intermittenza dalla luce dei lampioni e il respiro gli si condensava in nuvolette bianche.

Una volta entrato in casa e chiusa la porta d’ingresso a chiave, si sentì finalmente al sicuro. Si recò in camera sua e, guardando fuori dalla finestra, notò il cielo tingersi delle prime luci dell’alba… e anche un biglietto sulla sua scrivania. Accesa la lampada da tavolo, lesse.

“Oggi non ci sarò tutto il giorno. La prossima recensione tocca a te. Buon lavoro.” recitava il biglietto, che era da parte di Evgenij. Sul biglietto era segnato anche il titolo della storia da recensire.

Mentre il recensore sospirava, pensando a quale genere di tortura sarebbe stata leggere e recensire una fanfiction con un tale nome, si accorse che la casa non era totalmente silenziosa, come si aspettava che fosse.

C’era un rumore costante, come di passi.

Ma non di passi normali.

Un rumore simile a quello prodotto dalle unghie di un cane.

Un rumore prodotto da più zampe… e che proveniva dal soffitto.

Lentamente, in preda al panico, girò la testa per guardare dietro di sé e alzò lo sguardo al soffitto. Quello che vide gli fece sgranare gli occhi.

C’era un grande occhio giallo che brillava nell’oscurità… e che lo stava fissando. Accanto a questo occhio c’era un puntino bianco luminoso, sempre puntato su di lui, e poco distante c’era un altro occhio dorato, più piccolo, ugualmente puntato sul recensore.

Mattheus, spaventato, indietreggiò fino ad urtare la scrivania. A quel punto, gli occhi scomparvero e una figura cadde dal soffitto e atterrò sul pavimento, per poi alzarsi in piedi e avvicinarsi a lui.

-Ciao! – esordì la figura che, una volta entrata nel cono di luce della lampada, parve essere una ragazza. Il vestito, pieno di fiocchi e altri fronzoli, le calze parigine e le scarpe basse, tutto in tinte rosa e fucsia… era decisamente un abbigliamento da ragazza.

Ma le orecchie da animale, da cui spuntavano cavi elettrici, l’occhio cieco e nero, la coda da volpe, gli altri cavi che le avvolgevano le braccia e le gambe e la seconda testa meccanica che spuntava da dietro la schiena facevano chiaramente intendere che non era una ragazza.

Ancora spaventato, Mattheus continuò a fissare quella strana creatura. Aveva la sensazione di averla già vista da qualche parte. La trovava familiare, ma non riusciva a capire il perché.

-Ciao, signora Guardia Notturna. – disse ancora la creatura, avvicinandosi a circa mezzo metro da lui, completamente illuminata dalla luce della lampada, – Sono sicura che ti ricordi di me! – esclamò poi con entusiasmo, indicandosi con un dito il viso illuminato da un ampio sorrisone.

Perplesso più che spaventato, il recensore scosse la testa.

-Non ho idea di chi tu sia. – le disse, mentre faceva caso a come l’aveva chiamato, ovvero Guardia Notturna. Come faceva a sapere il suo lavoro? No… non poteva essere…

-Cosa? Veramente non mi riconosci? – chiese ancora lei, con un’espressione a metà tra lo stupore e la tristezza. Mattheus scosse ancora la testa, facendo segno di no.

You meanie! – urlò a questo punto lei, agitando le braccia arrabbiata. Dopo una decina di secondi si calmò, sospirò e disse: -Io sono Mangle the Fox, una degli animatronici della pizzeria dove lavori. Okay, magari attraverso le telecamere non mi hai vista, visto che sto sempre in un angolo del Kid’s Cove oppure nei condotti di ventilazione… ma non mi hai mai vista nel tuo ufficio? Ti guardo sempre pendendo dal soffitto… –

-Uh… no. Di solito sono impegnato a controllare le prese d’aria e il corridoio principale. Il soffitto non lo guardo mai. – rispose il recensore.

Mangle rimase a guardarlo, con un’espressione triste sul volto.

-Quindi tu sei un animatronico… – iniziò a dire Mattheus. Poi realizzò veramente quello che stava succedendo e cosa si trovava davanti a lui. Il panico lo assalì nuovamente e con entrambe le mani afferrò il bordo della scrivania dietro di sé.

-Co- co- cosa volete da me? E come a- avete fatto a scoprire dove vivo?? –

-Mi è bastato seguirti fino a casa… sono brava a non farmi vedere dalle persone… per quanto riguarda cosa vogliamo…beh, niente di che, siamo curiosi di sapere cosa fa la nostra Guardia Notturna una volta tornato a casa… tutti noi siamo curiosi di conoscerti meglio, Mattheus… quando ci avviciniamo a te è per vederti meglio, ma tu sei sempre timido e indossi la testa di Freddy ogni volta che entriamo in ufficio… e Foxy è parecchio irritato perché ogni volta che lo vedi, gli lampeggi la torcia contro e i suoi occhi si irritano. – spiegò Mangle con uno sguardo di rimprovero.

-Come fai a sapere il mio nome? – sussurrò a stento il recensore, ancora atterrito.

-Mh? È scritto sul tuo badge, sciocchino. – rispose l’animatronico con una risatina, per poi continuare: -Quindi, com’è che passi il tempo quando non sei a lavoro? –

-Vuoi proprio saperlo? – chiese Mattheus, ancora incerto sul fidarsi o meno di un animatronico.

Mangle annuì, entusiasta.

-Allora prendi una sedia e siediti accanto a me. – disse Mattheus, preparandosi a vivere un altro incubo.



Ben ritrovati lettrici e lettori. Io sono mattheus93 e oggi, assieme a MangletheFox96, vi parlo di una storia che non è particolarmente brutta ma contiene elementi WTF che ti lasciano una sensazione negativa addosso. Sensazione che non penso fosse quello che l’autrice volesse suscitare.

“Bitch!” è una one-shot su due membri degli Uan Dairescion scritta da _Niallsbestfriend e pubblicata su EFP il 6 gennaio 2013.

MangletheFox:- Dello slut-shaming addirittura nel titolo? Iniziamo bene… –

La fic ci presenta la ancora anonima protagonista in un periodo nero della sua vita:

Me l’aveva detto Loreline di stare alla larga da quel gruppo.
Lei per
ò era morta.
Loreline aveva detto altre cose vere.
Loreline precedeva i miei errori.
Stavo per raggiungere Loreline.
Una ragazza di 17 anni
è prossima a morire per colpa di un soprannome.
Quell’incubo si
è avverato.
Quel cretino irlandese!

Insomma, la protagonista si vuole suicidare per colpa di un “cretino irlandese” di nome Niall Horan, l’Una Direzione celebre anche per, appunto, essere originario dell’antica Hibernia.

Segue un brevissimo flashback che mostra il primo incontra tra Niall e la protagonista:

“Merida…… bel nome” mi disse afferrandomi un ciuffo di capelli e arrotolandoselo tra le dita
“Grazie” dissi prendendo la mia roba, arrossendo e abbassando lo sguardo.
“Dove corri Scozia?” disse lui afferrandomi per un polso
“Cazzi miei.”
“Oh-oh”
Gli tirai una sberla in pieno viso e poi corsi via.
I miei capelli rossi ondeggiavano nell’aria e i miei occhi neri erano lucidi.
Ero rossa dalla timidezza.
Perch
è sono così timida, perchè!

Mh… ma se uno/a è timido/a perché dovrebbe tirare una sberla in pieno viso ad uno sconosciuto? Ok, il tipo la stava importunando e non aveva esattamente l’approccio migliore, però…

MangletheFox: – Io sono una persona timida ma non vado a prendere a pizze in faccia gli sconosciuti. Più che altro, mi sarei allontanata dal tipo se mi avesse agguantato i capelli in quel modo… Da notare il raffinato espediente narrativo con cui l’autrice ci ha comunicato il colore dei capelli e degli occhi della Hope in questione. Un espediente a parer mio orrendo, ma è comunque meglio di una foto o una gif. –

A parte ciò, Merida? La Hope (scozzese) di turno si chiama come una Principessa Disney scozzese?

Shade Owl: – Fosse stata quella vera più che uno schiaffo gli avrebbe tirato tre frecce…-

Vabbè, in realtà la fic si potrebbe riassumere in pochi paragrafi, ma vi riporterò molti paragrafi del testo perché voglio discutere con voi delle perle dei contenuti. Contenuti che si commentano da soli.

Sdraiata in un parco a fissare il luogo della mia morte.
Un laghetto.
Mi vedo gi
à i titoli in prima pagina: “Diciasettenne suicida per colpa dell’ex” “Ragazzina annega in un laghetto, ma non per una nuotata amichevole”.
Raccapricciante vero?

MangletheFox: – Sì, sarebbe raccapricciante se pubblicassero degli articoli su un suicidio con dei titoli del genere. –

Shade Owl: – Vedo anche io dei titoli: “Giornalista licenziato, i suoi articoli facevano schifo”. –

Io mi sto chiedendo quanto sia profondo ‘sto laghetto perché Hoperida sia sicura di annegarsi lì.

In un altro flashback scopriamo che Hope è “rosha” di capelli proprio come la Merida originale e che, quando Niall la bacia…

Quel ragazzo mi mandava in ecstasi.

Non credo che sia il termine inglese corretto…

Bello il bacio, bello tutto quello che mi diceva.
Lo prendeva da Google o da Yahoo?

C’è una probabilità del 95% che fosse effettivamente così.

Shade Owl: – L’Impero Tumblr Colpisce Ancora. –

Ma perché Hoperida si vuole suicidare? Perché ha sbagliato a fidarsi di Niall.

Il ragazzo, infatti, la corteggiava solo per portarsela a letto. In seguito l’ha scaricata immediatamente e ha diffuso per la scuola dettagli piccanti su quella notte di fuoco che hanno fatto guadagnare alla protagonista nomignoli infamanti quali “puttana”. Ed ecco spiegato il “Bitch!” del titolo.

Insomma, cose che succedono anche nella realtà. Ecco perché molti corteggiamenti maschili falliscono: non perché le ragazze d’oggi sono “fighe di legno”, ma perché temono di essere illuse e umiliate così. A meno che non vogliano a tutti i costi il bad boy delle fyccine, sia chiaro.

Ero andata a cercarlo per chiarire e lo trovai incollato ad un’altra.
“Hei pompinara!”
“Niall…..”
“Cosa credevi? Sei brava a letto.” Riscoppiai a piangere sotto le risate sue e del suo gruppo.
Liam fu l’unico.
Tir
ò un pugno a Niall e mi prese portandomi fuori.
“Tutto a posto Mer?”
Io scrollai la testa
“E’ un coglione, nn cambier
à mai!”
“Perch
è dovrebbe? Chi sono io per lui?” dissi con un filo di voce e la testa bassa
“Non dirlo neanche per scherzo. Tu lo ami e lui ti ha usata. E’ un coglione!”
Lui mi asciug
ò le lacrime con le dita.
“Non merita le tue lacrime.” mi sorrise ed io lo abbracciai e l’abbraccio fu subito ricambiato.

Quindi Liam Payne, l’altro One Direction, diventa il suo amico e il suo sostegno: non sostituisce la defunta Loreline, ma almeno la difende da quei bulli.

Loreline era morta l’anno prima per overdosi non volontaria, era stato il suo “ragazzo” ad obbligarla a drogarsi.
Ho sempre avuto paura di avere un ragazzo per questo motivo.

[…]

“Suicidio?”
“No coglione! Overdosi”
“Scema quello
è suicidio”
“Non era volontaria, l’ha “obbligata” il suo “ragazzo”” dissi con gli occhi un p
ò lucidi
“E’ morta davanti ai miei occhi mentre beveva una bottiglia di un liquido trasparente in discoteca, era sbronza e quando mi vide salt
ò giù dallo sgabello da dove era seduta e cadde a terra vomitando. Svenne dopo poco e quando arrivò l’ambulanza non aveva più speranze.”

Sono l’unico che non ha parole per commentare?

MangletheFox: – Quanto pathos in questa scena… è più emozionante guardare la vernice che si asciuga che non leggere queste righe. E poi quel “pò” mi sta facendo letteralmente piangere sangue. –

Shade Owl: – Mh… immagino che andare su Google e cercare la parola “overdose” fosse troppo difficile… così come cercare gli effetti e le cause dell’overdose. –

Evgenij: – Ma no, si tratta chiaramente di lessico fyccinaro di base: anche nel classico “Last Smile” il padre della Hope era morto di “overdosi”. In ogni caso, questa scena avrebbe dovuto essere drammatica, ma io trovo il tutto semplicemente ridicolo. Perché tutte quelle virgolette, ad esempio? Che liquido era? Chi era il ragazzo di costei? Nessuno ha svolto indagini? Tutte domande senza risposta. –

Torniamo al presente: Hoperida, mentre ha Wish You Where Here (canzone dei Pink Floyd) nelle orecchie fa per buttarsi nel laghetto, ma arriva di corsa Liam a fermarla.

Altro flashback in cui scopriamo che la protagonista è…

Avevo il polso sanguinante, la lametta in mano e il lavandino insanguinato.
“Merida, non fai quello che penso vero?” Liam era entrato a casa mia
“Io….”
Non dissi niente e mi limitai ad abbassare la testa.
“Dove tieni il disinfettante e le bende?” disse entrando in bagno e curiosando nei cassetti.
“Primo cassetto”
Mi medic
ò e mi bendò e dopo mezz’ora eravamo a bere cioccolata calda guardando MTV

Già, è, o meglio era autolesionista. Dico era, perché grazie a Liam è guarita in un attimo.

MangletheFox: – Non poteva mancare il solito clichè della Hope che si taglia e il tema dell’autolesionismo trattato all’acqua di rose e buttato lì solo per rendere ancora più traggika la storia della protagonista. Qui addirittura basta solo una mezz’oretta e il problema è risolto. –

Evgenij: – E questo significa voler inserire a tutti i costi una tematica seria e drammatica senza saperla minimamente trattare! In una one-shot che parla di un’aspirante suicida con un ex-fidanzato abusivo e una amica morta per droga, per giunta! Non c’erano già abbastanza drammi trattati alla cavolo in questa quarantina di righe di testo? –

Torniamo nuovamente al presente: Liam prega Merida di non suicidarsi, ma lei non ce la fa più. Infatti, quando il suo amico non c’è, gli altri (non meglio specificati) continuano a prenderla in giro, specialmente Niall che la ricopre di insulti sessisti.

Liam prova a convincere Merida che lei non può ammazzarsi per questo, ma lei non ce la fa proprio più.

Chi vorrebbe mai una scozese brutta come non so cosa, timidissima e antipatica?- dissi io in preda alle lacrime -inoltre con quell’irlandese che mi chiama troia. Io gli ho regalato la mia verginità. Gli ho dato me stessa, non una notte di fuoco divertente. Chi vorrebbe una ragazza usata?- dissi io cercando di liberarmi dalla presa di Liam.

-Io! Tu non sei brutta, sei stupenda. Sei alta formuosa, magra, hai delle belle curve, l’unico difetto sono gli occhiali che però ti donano e ti ingrossano i tuoi occhi stupendi. Sei timida e dolce e anche simpatica, tu per buttarti devi conoscere una persona molto bene. Tu sì, sei stata usata, ma per questo verrebbero mille ragazzi a consolarti. Io sarei il primo perchè mi piaci Merida, tu mi piaci, Quando stavi con Niall avrei voluto prenderti, avrei voluto sverginarti io, avrei voluto che le tue labbra toccassero le mie, ogni volta che mi sfiori la pelle con un dito io inizio a tremare in modo impercettibile. Ti amo Merida Carter, ti amo!- disse quasi tutto d’un fiato prendendomi per i baciani e avvicinandomi a lui.

I dubbi di Merida sono legittimi, questo lo concedo. Voglio dire, è comprensibile che lei si senta “usata”, ma che non sia vero che lei sia “guasta”, sebbene lei si senta così. Anche questo alla fine, è legato agli stereotipi sulla verginità femminile che perdurano tuttora nella nostra società.

Ma come fa una ragazza magra ad essere sia formosa che avere belle curve? Presumo che Liam intendesse che non fosse obesa.

Shade Owl: – Sì, io porrei anche attenzione al romantico pensiero di Liam che voleva “sverginarla”. Di certo dire a una ragazza che vorresti averla sverginata tu è l’approccio migliore…-

Evgenij: – Per citare il tuo opinionista preferito, potrei vomitare. Perfino dalle parole di Liam (che dovrebbe essere un personaggio positivo) trasudano i soliti stereotipi sessisti sulla verginità. –

MangletheFox: – Io vorrei sapere cosa diavolo sono i “baciani”… –

La protagonista è “shockata” dalla rivelazione di Liam, e ammette a sé stessa che “negli ultimi mesi” provava più di una semplice amicizia per lui.

Però non vuole stare con lui: pensa che tutti “lo avrebbero preso per il culo per colpa mia”.

Perciò si butta nel lago.

Ma Liam, coraggiosamente, si butta anche lui e la salva.

Merida si risveglia sulla riva, con Liam talmente sfinito per la fatica che ha gli occhi chiusi, sembra addormentato e non si accorge di nulla di quello che gli accade intorno. Ammazza che sforzo!

Fortunatamente, la protagonista non vuole più suicidarsi.

Doveva amarmi molto per avermi salvato.
Presi un foglio dal mio diari che avevo l
ì vicino.

“Grazie, ti prego non scordarmi perchè ti amo anch’io.
‘Se
è vero amore lascialo andare’
Lo giuro su me stessa e tu lo sai che io le promesse le mantengo sempre.
Merida
£”

Scattai un’istantanea e poi misi la mia foto e il biglietto insieme al fiore che avevo in mano sul suo petto.
Scappai via.
Avrebbe sofferto, ma mai quanto stare con me.

Evgenij: – Scusate, ma questa si è buttata nel lago con il diario, la macchina fotografica e un fiore?! Aveva già tutto l’armamentario con sé per fare questa bella scenetta (per modo di dire)?!-

MangletheFox: – Il realismo è solo un optional nelle fyccine. –

La fic si conclude con un epilogo ambientato cinque anni dopo: Merida è tornata due anni dopo il tentato suicidio, lei e Liam si sono messi insieme e si amano totalmente. Sono entrambi ventenni e prossimi al matrimonio.

La storia finisce così:

Camminavamo mano nella mano.
-Liam un cucciolo- dissi attraversando la strada.
Sentii uno stridio di ruote e un urlo.
Lui era accasciato sopra di me.
Eravamo stati investiti entrambi.
-Liam….- dissi con voce fragile e stanca
-Moriremo insieme o guariremo insieme.- ci baciammo.
Morimmo cos
ì.
Intrecciati l’uno all’altra sulla strada.
Eravamo stati investiti, e lui si era buttato su di me per salvarmi.
Eravamo insieme, sta volta per sempre.

MangletheFox: – Oh… that’s unexpected… non ricordo altre fyccine con un finale tanto tragico. –

Evgenij: – Plot twist, la macchina era guidata da Giovanni Storti!-

Aldo: – Ma i due protagonisti della fyccina si stavano per sposare!-
Giovanni: – Non ho fatto apposta.-
Aldo: – Ma la Hope di turno aveva abbandonato i pensieri suicidi e aveva trovato il vero amore!-
Giovanni: – Lo so, ma non ho fatto apposta.-
Aldo: – Ma bastava che andavi dritto e non li prendevi!-
Giovanni: – Li ho visti lì che attraversavano la strada senza guardare, ho pensato che volessero suicidarsi assieme per altri drammi a casaccio raccontati e non mostrati e che quindi avrebbero fatto avanti e indietro in un tira e molla noiosissimo. Se sono due protagonisti fyccinari anomali è colpa mia? Eh, dai! Io volevo investire il cagnolino, mica loro! –

Ebbene sì, Hoperida e Liam muoiono assieme. Ma quindi lei ci ha raccontato tutte queste cose dall’Aldilà? Non ho capito bene le dinamiche.

MangletheFox: – Eppure nelle righe dove parlava dei titoli di giornale, i verbi erano al presente… –

Che dire? Se l’autrice andava alle medie quando l’ha scritta e pubblicata, posso capire certe assurdità narrative. Se invece l’autrice era molto più grande… beh, la ringrazio per aver regalato al sito di EFP questa trashata.

La fic ha avuto quattro recensioni, tre positive e una neutra che lamenta il finale tragico.

I temi del bullismo, dello slut-shaming, del suicidio e della droga sono trattati in modo ridicolo e superficiale, senza alcun reale interesse nel descriverne realisticamente le tragiche conseguenze, ma solo per introdurre drammi su drammi nella brevissima fyccina. È molto probabile che l’autrice li abbia inseriti solo perché “vanno di moda”.

Tuttavia, non so se l’amministrazione di EFP li riterrà tanto gravi da far rimuovere la storia.

Forse terrà conto del modo in cui è stata rappresentata una celebrità reale, ovvero Niall. Ma, anche se al posto dei due One Direction ci fossero personaggi originali (e si può ovviamente riscrivere la fic inserendo chiunque al posto di quei due), forse la storia migliorerebbe un poco agli occhi dell’amministrazione del sito, ma resterebbe comunque una ciofeca.

Alla prossima recensione,

mattheus93 e MangletheFox96

-E anche questa è fatta. – annunciò il recensore, alzando le braccia verso l’alto con l’intento di stiracchiarsele. Stare tutto quel tempo seduto gli faceva sempre venire mal di schiena. La storia da recensire non era stata così terribile, in fin dei conti.

Concentrato com’era a scrivere il finale, non si era accorto che Mangle era sgattaiolata via dalla sedia. Così come non si accorse, mentre controllava il testo alla ricerca di qualche refuso, che Mangle era ritornata… e brandiva un mattarello. E quando se ne accorse, era già troppo tardi. Senza dargli nemmeno il tempo di spiccicare parola, l’animatronico alzò il mattarello e lo calò con forza sulla testa del recensore. Un attimo e tutto per Mattheus divenne nero.

Quando si risvegliò, non riusciva a capire cosa stesse succedendo. Era steso a terra e il pavimento metallico gelido premeva contro la sua guancia. L’ultima cosa che ricordava era di aver finito di scrivere la recensione, poi dopo il buio più totale (semicit.).

La sua mente era ancora confusa e non riusciva a mettere a fuoco l’ambiente attorno a sé. E c’era quel dolore sordo alla testa… di colpo ricordò. Mangle l’aveva colpito alla testa con un oggetto, e lui aveva perso conoscenza. Spalancò gli occhi di colpo e iniziò ad agitarsi, accorgendosi così che aveva mani e piedi legati da fascette di plastica. Legato in quella maniera, non poteva fare molto, se non cercare di rotolarsi sul pavimento di… di cosa? Cos’era quel posto in cui si trovava?

Cercò di guardarsi attorno e si accorse che era uno spazio chiuso. Uno spazio chiuso in movimento. E con una grande porta.

“Un ascensore! È un ascensore! Ma… dove porta?” pensò Mattheus. Stare legato lo faceva andare nel panico e il dolore alla testa, che si irradiava dal punto in cui Mangle l’aveva colpito, non lo aiutava a pensare ad una soluzione.

Non sapendo che pesci pigliare, fece l’unica cosa che poteva fare, ovvero rotolare su sé stesso.

Dall’altra parte vide Mangle, in piedi accanto a lui e con le braccia incrociate sul petto, mentre aspettava che l’ascensore arrivasse a destinazione. Accortasi del movimento del recensore, abbassò lo sguardo su di lui.

-Oh! Vedo che ci siamo svegliati, mio caro Mattheus! Scusami per la violenza, ma penso che non mi avresti seguita se avessi usato le buone! – esclamò l’animatronico entusiasta, con un bel sorrisone a illuminargli il viso.

-Che… che posto è questo? Dove stiamo andando? E perché mi hai legato?? Cosa volete farmi?? Maledetti! – esclamò Mattheus, mentre il suo tono di voce si alzava man mano che parlava.

-Mh… capisco. È comprensibile che tu voglia delle spiegazioni e io sarò felice di dartele, visto che non puoi scappare e rivelare niente a nessuno. – disse Mangle, mentre il suo sorriso diventava sempre più simile a quello di Tanya von Degurechaff di Saga of Tanya the Evil. Poi si sedette a gambe incrociate accanto al recensore e iniziò a parlare: – Freddy, Bonnie, Chica, Foxy, Golden Freddy e il Puppet: sei animatronici che hanno in comune un’unica cosa, ovvero la rabbia verso una specifica persona. Tu sai… perché noi possiamo muoverci? Perché riusciamo a muoverci liberamente per la pizzeria nonostante siamo solo vecchie carcasse di animatronici? Ho sentito che quel signore al telefono ti ha raccontato delle storie molto simpatiche per ingannarti, ma stava mentendo. Ciò che ci muove… è il remnant di un bambino, un bambino morto. Esatto: tutti noi siamo mossi dall’anima di una persona morta. Il Puppet è stato il primo a prendere vita e poi l’ha donata anche agli altri animatronici, assegnando ad ogni bambino un animatronico. E sai chi è stato il responsabile di questi omicidi? Un uomo chiamato William Afton. Un serial killer che attirava le sue vittime usando il costume di Spring Bonnie e che ha infilato poi i cadaveri nelle tute degli animatronici. La mia è stata una storia differente, essendo io posseduta dallo spirito di un cane, il cane di Susie, la bambina che ora dà vita a Chica. Ora noi vogliamo vendicarci, vendicarci dell’uomo che ci ha uccisi e usati per fare esperimenti. Quel bastardo di Afton, dopo aver visto che noi avevamo preso vita, ha deciso di scoprire il nostro segreto e cercare di ottenere così l’immortalità. Questo posto» disse, alludendo a ciò che c’era fuori dall’ascensore, «è solo il teatro dei suoi ultimi esperimenti, peccato che ci è andata di mezzo la figlia, che ora possiede Baby. Il Circus Baby Pizza World, le cui attrazioni sono Baby, Balloora, Funtime Freddy e Funtime Foxy. Loro hanno trovato un modo per uscire fuori, nel mondo esterno, senza destare sospetti… e anche noi animatronici della Freddy Fazbear’s Pizza intendiamo fare lo stesso. E in questo momento entri in gioco tu. – concluse Mangle con un sorriso che ormai di radioso non aveva più niente.

La mente di Mattheus venne sommersa da una tale mole di informazioni che in condizioni normali avrebbero necessitato di ore per essere digerite dal suo cervello. Ma ora non aveva che pochi minuti a disposizione per trovare una soluzione… anche se Mangle non gli aveva ancora detto perché lo aveva rapito. E ora aveva paura di scoprirlo, questo perché.

-E il mio ruolo in tutto questo… quale sarebbe? – esalò a malapena il recensore, mentre sentiva le lacrime pizzicargli gli occhi. Sarebbe andata a finire male, molto male.

-Beh… tu sarai la nostra skin suit, signora Guardia Notturna! Rimuoveremo dal tuo corpo scheletro e organi interni e ti riempiremo con un endoscheletro che realizzeremo per l’occasione con gli endoscheletri di noi sei, così potremo uscire nel mondo esterno e dare la caccia ad Afton! Lo troveremo… e lo uccideremo… con enorme soddisfazione! – esclamò Mangle, con quel sorriso ampio che ora appariva più inquietante che mai e il suo grosso occhione dorato spalancato e pieno di eccitazione per ciò che stava per succedere.

Oh no! Questo era il peggior scenario possibile! Andava ogni oltre sua terrificante aspettativa! E la sua morte sarebbe stata lenta e dolorosa! Improvvisamente, l’istinto di sopravvivenza si risvegliò in lui, portandolo a tentare di liberarsi. Iniziò ad agitarsi e contorcersi sul pavimento dell’ascensore e le fascette di plastica gli tagliavano la pelle dei polsi mentre tentava di liberare almeno le mani.

-Oh, mio caro Mattheus, è inutile che cerchi di liberarti… tanto ti riacciufferei subito e ti legherei di nuovo! – disse l’animatronico con tono gioioso, poi continuò: – Ah… tanto vale che mi liberi di questo affare, ormai non mi serve più. – per poi staccare dal suo corpo un piccolo dischetto, grande quanto una moneta, con una luce rossa lampeggiante. E il suo aspetto cambiò radicalmente, sotto gli occhi attoniti del recensore, mostrandosi per cos’era veramente.

Mangle, un ammasso di pezzi di endoscheletri diversi, montati a casaccio, con due torsi, tre gambe e due teste, rimasta abbandonata in un angolo della pizzeria perché ormai inutilizzabile.

E fu allora che Mattheus la riconobbe. L’aveva vista svariate volte, con quell’aspetto… ma mai con l’aspetto con cui si era presentata a lui solo poche ore prima.

-Perché… perché… – disse con voce tremante, senza riuscire a completare la domanda.

-Mh? Perché avevo l’aspetto di prima? – proferì il mostro, aprendo a scatti la grossa bocca e mostrando un corredo di denti decisamente inappropriati per un’attrazione destinata a essere a contatto con dei bambini, la voce metallica e interrotta da svariati suoni di interferenze, gli stessi suoni che Mattheus sentiva ogni qualvolta lei si presentava nel suo ufficio.

-Tu non mi avresti mai fatta avvicinare se avessi avuto il mio reale aspetto. Quindi, seppur a malincuore, ho usato questo – disse mostrando nel palmo della sua grossa mano meccanica il piccolo device che aveva staccato prima dal suo corpo, – per assumere un aspetto più innocuo e carino. Queste diavolerie sono opera di quel bastardo di Afton e i Funtime Animatronics hanno le tute e gli endoscheletri pieni di questi affarini, per qualche motivo. Sono capaci di alterare la percezione della realtà di un umano come te grazie a dei suoni ad alta frequenza… nonostante provi ribrezzo ad usare qualcosa inventato da quell’assassino, purtroppo ho dovuto… e ha funzionato! – concluse, agitando le orecchie emozionata.

Proprio in quel momento, l’ascensore si fermò e la grossa porta metallica si aprì sferragliando.

-Siamo arrivati! – disse lei, afferrando il povero Mattheus con la sua unica mano e trascinandolo fuori dall’ascensore.

-Lasciami! Lasciami, ti ho detto! Non voglio morire! – iniziò ad urlare Mattheus, dimenandosi per quanto gli era possibile, ma non riuscendo comunque a liberarsi con quei movimenti dalla presa ferrea dell’animatronico, mentre dei grossi lacrimoni iniziavano a rigargli le guance.

-Mamma mia, quanto sei rumoroso… se l’avessi saputo, ti avrei anche imbavagliato. – disse scocciata Mangle che, una volta giunta a destinazione, ovvero la scooping room, lanciò a terra il recensore come un sacco di patate.

-Sono tornata! – urlò tutta contenta, dirigendosi verso un angolo della grossa stanza.

Con orrore, Mattheus seguì Mangle con lo sguardo… e loro erano lì. Freddy, Bonnie, Chica, Foxy, Golden Freddy e anche il Puppet, venuto ad assistere allo spettacolo. C’erano tutti.

-Ottimo lavoro. – disse Chica, con una voce femminile che sembrava venire direttamente dall’Oltretomba, mentre accarezzava la testa di Mangle che sembrava gradire particolarmente quel trattamento.

Poi, Mangle si diresse in un altro angolo della stanza, dove, accanto ad un braccio meccanico attaccato alla parete e ad un quadro di controllo per azionarlo, c’era Baby, con il suo aspetto clownesco che non avrebbe suscitato la preoccupazione di nessuno e gli occhi verdi che brillavano nell’oscurità. Dietro di loro, oltre una grande finestra di vetro, si intravedeva un ammasso di parti di animatronico dalla forma vagamente umana e quello che doveva essere il volto coperto da una maschera bianca simile a quella del Puppet.

-Tutto pronto, Baby? – chiese Mangle.

-Sì, tutto pronto. Lo scoop è funzionante e per attivarlo basta premere qui. – rispose Baby, indicando un pulsante sul quadro, poi aggiunse: – Nulla in contrario se assiste anche lui? – chiese, indicando la creatura dall’altra parte del vetro.

-Oh, c’è anche Ennard. – disse Mangle, salutando la creatura agitando la sua mano e ricevendo un saluto analogo. Poi Mangle aggiunse: – Certo, non c’è nessun problema. –

Davanti al braccio meccanico, al centro della stanza, c’era una sedia, destinata a Mattheus.

Senza tanta delicatezza, Mangle lo afferrò di nuovo e lo sistemò sulla sedia, legandolo con delle corde all’altezza delle spalle e poi della vita, lasciando libera la porzione di busto in corrispondenza dello stomaco, lì dove lo scoop avrebbe aperto un buco nel suo corpo.

Ormai Mattheus piangeva copiosamente, ripetendo suppliche di lasciarlo andare, di non ucciderlo, ma gli animatronici sembravano sordi ad ogni sua richiesta.

Infine Mangle si avvicinò al pannello di controllo della macchina. Il recensore sentiva addosso a sé gli occhi di tutti gli animatronici… poi sentì la voce di Mangle dire: – Mattheus, con il tuo aiuto potremo finalmente vendicarci e le nostre anime potranno riposare in pace. Quindi, ti dico grazie a nome di tutti noi. – e poi con la sua mano premette il pulsante di attivazione…

…ma proprio in quell’istante un buco di trama apparve sotto la sedia di Mattheus e sia lui che la sedia ci caddero dentro! Lo scoop scattò in avanti velocemente, ma mancò la testa di Mattheus per un pelo.

Mangle, incredula per quello che era successo, corse nel punto in cui doveva esserci il recensore… ma lui era sparito e il pavimento era intatto.

-NOOOOOOOOO‼ – urlò piena di rabbia con una voce animalesca, mentre versi di frustrazione si alzavano dalla folla di animatronici presenti.

Un secondo buco di trama si aprì nella stanza di Mattheus e lui ci cadde dentro ancora legato alla sedia. Non aveva chiaro nella mente cosa era successo, ma la cosa importante era che era ancora vivo! Non era morto!

Rendendosi conto di trovarsi in casa sua, iniziò a urlare per avere aiuto. Subito in camera irruppero Evgenij e fanwriter, preoccupati per la prolungata assenza di Mattheus. Appena vide i suoi amici, il recensore scoppiò di nuovo a piangere più di prima, senza riuscire a dire nemmeno una parola.

-Ma dove eri finito? E perché sei legato ad una sedia? – chiese fanwriter, avvicinandosi a lui preoccupato.

-Prima lo liberiamo e poi aspettiamo che si calmi, così potrà raccontarci tutto, ok? – chiese Evgenij, rivolto a Mattheus, che annuì senza smettere di piangere, mentre fanwriter già iniziava a liberarlo dalle corde.




PS (Aggiornamento del 20/10/2020): suinogiallo, ha rimosso da EFP la questa fic.

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