“È Qui Per Picchiarmi, Vero?” (Siamo parenti ma non siamo cugini)

La stanza era buia, le imposte chiuse, il silenzio rotto solo dal suono del respiro di Shade Owl che cercava di riposare dopo una settimana di lavoro estenuante, di traffico, di trasferte, di macchine guaste e colleghi psicotici. Nei suoi sogni pieni di zombie e apocalissi trovava rifugio da tutto questo, rilassandosi con mostri antropofagi che lo inseguivano per tutto il tempo, urlando e ringhiando.

Poi qualcosa gli balzò sullo stomaco, facendogli sbuffare tutta l’aria che aveva nei polmoni in una sola volta e costringendolo a sedere. Artigli felini gli si conficcarono nella pelle dell’addome, mentre un rombo di fusa gli riempiva le orecchie.

Mentre Gaia si faceva le unghie su di lui, portandosi via ad ogni movimento pezzi di pelle, Piton aprì la finestra lasciando entrare aria e luce nella stanza. Dalla cucina giunsero rumori di piatti e acqua che scorreva, segno evidente che Cthulhu stava lavando le stoviglie della sera prima.

– Buongiorno.- disse Piton, avvicinandosi al letto – Dormito bene?-

– Dormivo bene fino a tre secondi fa…- grugnì Shade Owl, acchiappando Gaia e levandosela dallo stomaco – Cosa volete da me? E perché Cthulhu sta facendo la brava massaia, di là?-

– Il fatto che sia un mostro Lovecraftiano con l’hobby del genocidio non significa che gli piaccia il disordine.- disse Piton – E poi siamo qui perché è un po’ che non recensisci niente, e ci avevi chiesto di fare irruzione nel caso in cui fosse passato troppo tempo dall’ultima volta.-

– Ah, sì… è vero.- ammise il recensore, strofinandosi un occhio – Beh, in effetti mi sono riposato abbastanza, credo. Aspetta…- disse subito dopo, guardandosi intorno con preoccupazione – Non è che c’è anche Ellie, vero?-

Il professore non rispose, limitandosi a guardarlo con la bocca semiaperta, come se fosse indeciso. Un attimo dopo, proprio sotto la finestra, risuonò un botto tremendo che fece balzare Gaia direttamente sulla testa del padrone, soffiando furiosa. Piton fece un salto di un metro, e Shade Owl rotolò giù dal letto, con Gaia ancora ancorata al suo cuoio capelluto. Cthulhu entrò tranquillamente in camera, asciugandosi gli artigli in un asciugamano, e si sporse dalla finestra da sotto la quale aveva iniziato a levarsi un denso fumo nero.

– Yktl nm’eh vbt’rakw niiyrtl lnme’ht.- disse.

– Quella squilibrata ha fatto esplodere che cosa?- sbottò Shade Owl, strappandosi di dosso la gatta mentre si rialzava.

Raggiunse il Grande Antico e si sporse anche lui dalla finestra: proprio sotto di loro, seduta sul marciapiede, c’era Ellie che tossicchiava un po’ mentre raccoglieva i resti di un involucro di metallo. Il Passante giaceva scompostamente cinque metri più in là, infilato di faccia nel finestrino di un’auto.

– Mmmh… credo che possa andare.- disse Ellie – La trappola esplosiva funziona. Hai del filo interdentale in casa?- chiese, rivolgendosi a Shade Owl – Io sto finendo la lenza da pesca per l’innesco, mi farebbe comodo. Oh, e mi serve che rimettiate in piedi il Passante, anche…-

Shade Owl fece per scagliarsi su di lei con la Spada della Furia di Quelaag +5, ma venne trattenuto da Cthulhu.

*

Bentrovati a tutti quanti, o voi che leggete! Dopo un meritato riposo, ecco che torno a recensire qualcosa, nella fattispecie la ficcyna “È Qui Per Picchiarmi, Vero?” di letbiebershine.

https://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1438243

Tale storia, risalente al lontano 2012-2013, tratta (come potete intuire dal nick dell’autrice) del nostro Justin Bieber, che davvero mi sta facendo pena, ormai, nel ruolo dell’ennesimo Bedboy alle prese con l’ennesima Hope stracciamaroni. Ovviamente la presentazione della fic è solo un breve estratto di un capitolo random, così che non si possa avere idea della trama senza leggere, che non è propriamente contro il regolamento di EFP ma sarebbe carino se venissero presentate più di tre frasi in croce, tanto per far capire non solo che la storia è traGGGGica e i protagonisti hanno un passato traGGGGico, ma anche chi sono e cosa dovrei aspettarmi da loro.

Sul profilo dell’autrice ce n’è un’altra, incompleta, di soli sedici capitoli, anch’essa su Justino, ma ci penseremo eventualmente in un altro momento. Non l’ho ancora guardata.

Vabe’, a parte questo, la storia conta trentacinque capitoli con un totale di ben cinquecento recensioni, una sola delle quali è critica. Peraltro, tale recensione non appartiene a una lettrice, ma all’ex admin di EFP Ladynotorius (ora non più attiva, purtroppo), che a suo tempo è stata una delle più feroci e spietate persecutrici di chi violava il regolamento. Vi riporterò tale recensione al momento giusto, per non sciuparvi la sorpresa riguardo a ciò che ha scritto e perché.

Tornando alla fic e alla “trama” in sé, possiamo dire preliminarmente che, come potevamo supporre fin dai tempi della mia amica Bieber23, che si è dichiaratamente ispirata a ‘sta monnezza per “Protect Me”, la storia vede la nostra Hope di turno, tale Evelyn (sì, un’altra Evelyn), andare a vivere/venire adottata (nella storia non viene detto chiaramente e non si capisce se non molto più avanti) da Pattie Mallette, che era la cugina di sua madre, dopo che è rimasta senza genitori.

Lì fa la conoscenza di Justin, e da quel momento inizia una travagliata love story fatta di oscenità letterarie, psicopatia e tanta tanta fuffa. Ci tengo a precisare che anche una relazione tra cugini si può considerare incesto. Ma secondo l’autrice Evelyn e Justin non sono cugini, sono “solo parenti”.

Ah. E quindi non è incesto?

Iniziamo bene…

A proposito di “Protect Me”, avremo modo di vedere un’infinità di punti in comune con quella fic, e di tanto in tanto anche con “I’m Danger” e “I’m Danger 2”, segno evidente che Bieber23 non si è solo ispirata (come ha sostenuto) a questa storia… ha proprio copiato a piene mani! Ma tanto lo sappiamo che la sua originalità è pari alla sobrietà di Tyrion Lannister.

La storia è inoltre incompleta da ben sette anni (l’autrice ha smesso di pubblicare nell’ottobre 2013) e non ha più postato altro su EFP, di conseguenza la storia è abbandonata malgrado l’enorme numero di recensioni, alcune delle quali risalenti al 2015, che chiedono quand’è che riprenderà a scrivere. Io spero mai.

Grammaticalmente parlando è quasi decente, pur essendo costellata da errori di vario tipo (il classico “tutto apposto”, “un pò” o qualche mancata concordanza verbale), quindi non è un completo incubo, pur avendo bisogno di una certa dose di correzioni. Anzi, di una caterva di correzioni.

Inoltre, l’autrice ha aperto praticamente ogni capitolo con una sua nota personale. Generalmente si tratta di ringraziamenti deliranti alle ancor più deliranti recensioni, quindi nulla di che, anche se qualche volta vorrò citare qualcuna delle cose che dirà, tanto per farvi capire con chi abbiamo a che fare.

Non c’è molto altro da dire, in realtà, quindi suppongo che possiamo benissimo procedere verso le tenebre tutti insieme. Come al solito sarò accompagnato dalla mia squadra, composta da Severus Piton…

Piton: – Ammirevole.-

… il Grande Antico Cthulhu…

Cthulhu: – Hylfk’ny llmabht en’hk!- (Sono pronto a cominciare!)

… la mia gatta Gaia…

Gaia: – Miao!-

… e, purtroppo, quella psicopatica di Ellie.

Ellie: – Allora, ‘sto filo interdentale?-

… ma vai a cagare…

*

Il primo capitolo inizia fin da subito in media res, con Justin che sta discutendo con sua madre Pattie riguardo all’arrivo di Evelyn, su cui non è d’accordo ma fa niente, perché appena i due finiscono di parlare la nostra Hope entra in casa. Quindi in pratica Pattie ha preso con sé questa ragazzina senza nemmeno avvertire il figlio, che l’ha saputo tipo cinque minuti prima che arrivasse.

E siamo alle prime dieci righe.

Dopo nemmeno un’altra decina Evelyn viene lasciata sola, col paragrafo che si chiude così:

Chissà perchè tutti pensano che io amavo mia madre, pensò Evelyn. Siete tutti così ingenui.

Già, chissà perché la gente dàper scontata una cosa del genere. Non è impossibile odiare i propri genitori, e conosco qualcuno che di problemi ne ha eccome, in questo senso, però se non me l’avesse detto non lo avrei certo potuto sapere. È ovvio che tutti diano una cosa simile per scontata.

Ad ogni modo, questa frase già è utile per capire che la nostra Hope ha un passato traGGGico e che odiava sua madre. Non voglio spoilerarvi nulla, ma vi avviso che sconfineremo abbondantemente nella psicopatia, andando avanti. E non quella di Ellie, che nuoce solo a me, intendo quella delle Hope alla Kelsey.

Nel paragrafo successivo Evelyn, che è in camera da sola, fa la conoscenza di Justin, venuto a chiederle di scendere perché di sotto ci sono i suoi amici che la vogliono conoscere, con un dialogo che va da 0 a 100 nel giro di mezza parola:

« Chi è? »

« Sono Justin, posso entrare? »

« Sì. »

Justin aprì piano la porta, e sorpreso la trovò in lacrime sul letto.

Si avvicinò cautamente a lei.

« Che succede? » le chiese.

« Niente. Che volevi? »

Justin alzò un sopracciglio infastidito da quella risposta, ma lasciò correre.

« Ci sono i miei amici di sotto, e vogliono conoscerti. »

Vogliono conoscermi? Vogliono conoscere me?

« Scherzi, vero? » ❞

« Senti scendi o no? Non voglio perdere tempo. »

« Nessuno ti sta facendo perdere tempo. »

Justin diventò rosso dalla rabbia.

« Non mi rispondere così ragazzina! »

« Ragazzina? Si da il caso che io sia più grande di te! »

« Sei solo una ragazzina, indipendentemente dall’età che hai! Guardati, mia madre prova solo pena per te. »

Justin alzò la voce, e nella testa di lei si susseguirono una serie di flashback. Le urla di sua madre e suo padre. Le urlavano cose orribili, e scoppiò a piangere indifesa, vuota, impaurita.

« E adesso piangi pure? » Justin scoppiò a ridere e si avvicinò ancora di più a lei, minaccioso.

Vide suo padre nel gesto di Justin, e cominciò ad urlare impaurita.

E’ qui per picchiarmi, vero? Perchè mi fa questo?

E così si conclude il capitolo, che era breve.

In pratica inizia con Justin che la invita a conoscere i suoi amici e in due secondi si passa al litigio perché sì. Litigio che evoca uno pseudoflasback di Hopevelyn dei Genitori Abusivi Senza Spessore™. Sì, a quanto pare stavolta li abbiamo entrambi.

Il capitolo ha ben dieci recensioni, che però non vi riporto. Mi limito a dire che una ragazza le ha consigliato di fare la scrittrice.

fanwriter91 (mettendosi una mano sul cuore e collassando): – ARGH!-

Stendiamo un velo pietoso.

Il capitolo successivo si apre sempre su questa scena, con Evelyn che è così agitata da cadere dal letto piangendo e supplicando che non le venga fatto del male. Al che accorre Pattie, che prontamente mette Justin in punizione dicendo di aver già rimandato a casa Thomas e Ryan, i suoi amici.

Nel paragrafo dopo Evelyn e Pattie sono da sole e, come quest’ultima prova a toccarla, la Hope salta dall’altro lato del letto. Sì, anche qui, come in “Protect Me”, c’è una Hope che non vuole essere toccata.

L’urlo che lancia nello schivare Pattie attira Justin, che dovrebbe essere in punizione ma pazienza, ci può stare che accorra. Essenzialmente le righe successive sono parecchio fuffose, la nostra Hope insiste nel direche tutti vogliono farle del male e poi inizia a chiedersi perché quei due la guardano come se fosse pazza. Sarebbe un pezzo piuttosto tragico se trattato nel modo giusto e scritto come si deve, ma qui è tutto estremamente superficiale. Nemmeno ridicolo, perché non mi fa neanche ridere. È solo superficiale.

Poi, dal nulla, Evelyn dice che vuole uscire, e Pattie dice a Justin di accompagnarla, perché se è con lei la punizione non vale.

Merita di essere letto l’angolo autrice:

TADAAAAANNNNNN!

eccomi ancora qui, con il secondo capitolo.

sìsìsìsìsì lo so che fa schifo, mi sono impegnata pochissimo.

e sono anche corti, lo so, ma deve ancora..cominciare la storia babes!

Sì, brava che lo ammetti, ma poi? Sai che fa schifo, quindi tutto a posto?

Bah…

fanwriter91 (con gli occhi che cambiano colore): – Ma davvero?-

Ellie: – Forse si sta trasformando.-

Shade: – Non so. Se fosse un Bedboy direi che è il Coglionegan.-

Capitolo tre. Hope si appresta a uscire, e passando in corridoio scorge la camera di Justin, che è piena di trofei: in pratica, il nostro Bedboy è un campione in un qualche tipo di sport. Siete liberi di indovinare quale. Tanto non ci verrà mai detto, e subito dopo questo dettaglio sparirà per sempre dalla trama.

Dopo qualche riga fuffosa i due escono, e ovviamente Justin guida l’unico modello di automobile esistente, una Range Rover nera, il cui nome per una volta è scritto giusto. Nel corso del capitolo scopro che siamo nel periodo natalizio, a dicembre (come scopriremo solo nel quarto capitolo) e che siamo in Canada, per la precisione a Stratford.

Arrivati a destinazione, Justin si sente al telefono con qualcuno, dicendogli che arriva, ed Evelyn teme che lui la voglia lasciare sola (come peraltro aveva chiesto nel capitolo prima…) ma subito risponde di no:

« Non posso, mia madre mi castra se lo faccio. Andiamo. »

Ellie: (affilando il machete) – Lo posso fare io?-

Shade: – …-

Andando avanti, scopriamo che la persona con cui si è sentito Justin è una ragazza. Una ragazza mora di nome Allyson. E questo è tutto ciò che sapremo di lei, anche se i poteri deduttivi di Evelyn ci vengono in soccorso, perché vedendo che si tengono per mano intuisce che sono “fidanzati”.

Il pezzo migliore però arriva solo adesso:

Io, non ho mai avuto un ragazzo. Non ho mai voluto che nessuno si avvicini a me. Anche se ho avuto qualche cotta,due volte.

Non mi sono mai ambientata più di tanto, andavo poco a scuola, i miei non mi ci volevano mandare.

Sapevo che agli occhi degli altri ero strana, ma alla fine non ho mai sentito nessun insulto, o almeno credo.

Entriamo in un bar, con i muri colorati di rosso. Io amo il rosso. Anche se il rosso mi fa pensare al sangue, a tutto il sangue che mi ho visto addosso, non mi da fastidio.

Ricapitoliamo un momento: dice di non avere mai avuto un ragazzo, ma solo un paio di cotte. E di non essere mai andata a scuola perché i genitori non volevano che ci andasse. Il che si può tradurre con una reclusione, visto ciò che sappiamo finora… e visto anche che abbiamo a che fare con una Hope, quindi è matematico.

Dove diavolo se li è fatti gli amici, a catechismo? Sempre che almeno lì ci andasse.

Per chiarire: negli USA l’istruzione privata in casa esiste. Nella maggior parte dell’Europa è illegale, e solo pochi paesi la consentono, molti dei quali però la subordinano ugualmente all’autorità scolastica. Negli Stati Uniti è legale, invece, benché anche lì sia subordinata a norme che variano a seconda dello Stato, quindi sì, Hopevelyn potrebbe essere stata istruita in casa.

Il problema dell’istruzione privata, tuttavia, è che limita parecchio i contatti che i bambini hanno con i loro coetanei, e considerando ciò che sappiamo della nostra protagonista possiamo stare sicuri che non abbia mai avuto contatti con l’esterno.

Per chi l’ha presa la cotta, per il comodino?

Piton: – Per l’insegnante, magari.-

Shade: – Ammettilo, ti piacerebbe.-

Piton (accigliato): – Non parlo di me. Dico che i genitori potrebbero avere assunto un insegnante privato per la quale Evelyn potrebbe aver preso una cotta.-

Shade: – Sarebbe plausibile, ma nessuno ci sta dicendo una cosa del genere, e anzi per tutta la storia verrà posto l’accento (in modo naturalmente molto superficiale, come in tutte le ficcyne) sugli abusi domestici che ha subito. Non avremo altri dettagli all’infuori di questi sulla sua vita prima di Justin.-

Andando avanti, mentre Justin va a prendere due cioccolate calde Evelyn chiede ad Allyson se è la sua ragazza, perché per lei al momento è importante sapere questo, ma lei risponde che non stanno davvero insieme e si sono baciati una sola volta due giorni prima. Tutto a posto, allora.

Cioè, no, non è a posto… e tra poco vedremo perché.

Insomma, arriva Justin con le cioccolate, e Allyson invita Hopevelyn a una festa lunedì, a cui dopo una breve resistenza la nostra protagonista accetta di andare. Sulla via del ritorno, tuttavia, Justino non pare molto contento della cosa e, quando finalmente rientrano, ci viene spiegato come mai:

« Non devi avvicinarti a loro. »

[…]

« Loro chi? » chiedo, spostando la testa verso destra.

« Quelle la tipo Allyson. Non sono le mie ragazze, domani già la mando a fanculo. »

Deglutisco. Cosa?

« E quali sono, le altre? »

Scoppia a ridere,incrociando le braccia, di nuovo.

Ride di me, di nuovo.

« Le puttanelle che mi stanno dietro, ovviamente. Credo che dato che stai accanto alla mia camera, ne vedrai molte entrare e uscire. Ti sto solo avvisando. […] Non ti avvicinare a nessuna di loro, non devi farci amicizia. Sono una cosa diversa dalla mia famiglia, sono solo un gioco.»

Un gioco?

« Ma, tu piaci davvero ad Allyson. »

Ride, rilassandosi.

« Lo so, le piaccio da tempo, l’ho accontentata e da domani non mi vedrà più. » alza un sopracciglio, mostrandomi i suoi denti bianchi.

La porta mi tiene ferma. Voglio scappare.

« Non intrometterti. » continua serio, di nuovo. Si avvicina e allunga una mano verso di me.

[…]

Sussulto per quel contatto. Non mi toccare.

Chiaro, quindi? Justin esce con ragazze a cui piace, ma in realtà a lui fanno solo schifo e quindi le pianta dopo un paio di giorni, perché “sono solo un gioco”.

Che uomo, eh?

Evgenij: – Della serie “è talmente figo che prova disgusto per le donne che lo desiderano”: la nuova frontiera del machismo. –

Ah, prego di notare il “non mi toccare”.

I ricordi di “Protect Me” riaffiorano. Flash di frasi sottolineate ogni paragrafo. Un mantra ripetuto all’infinito.

Afferro il fucile di Ellie e me lo punto alla bocca.

*

Vedendo Shade Owl tentare di ingoiare il suo fucile, Ellie lo afferrò da dietro, cingendogli il collo con un braccio e costringendolo con l’altro ad allontanare la mano dal grilletto. Cthulhu gli tolse l’arma e lo costrinse ad aprire la bocca, mentre Piton beveva del the in un angolo insieme a Gaia.

– Ehi, Piton, accidenti!- esclamò Ellie, mentre il recensore, semisoffocato dalla stretta, tentava di divincolarsi – Che fai lì impalato? Tu e Gaia dovete dargli il Distillato della Pace!-

Il professore e la gatta si scambiarono un’occhiata da sopra le tazze, poi tornarono a rivolgersi a lei.

– Miao.- disse Gaia.

– Indubitabilmente.- replicò Piton.

– Ehm… cos’ha detto?- chiese Ellie.

– Shade non ti ha insegnato il linguaggio felino?-

– Non… è… degna…- boccheggiò il recensore, che ora cercava di allentare la presa di Ellie prima di svenire.

– Beh, ha detto che non ne vale la pena.- rispose Piton – Si riprende troppo in fretta. Non abbiamo voglia di sprecare ancora energie. Ora però lascialo, lo stai strangolando.-

*

Giuro che domani la caccio di casa…

A parte i miei problemi con Ellie, questa cosa del “Non mi toccare” non durerà a lungo, e tipo entro cinque minuti per Evelyn non sarà più un problema farsi spupazzare da Justin, e a farsi tranquillamente toccare da praticamente chiunque nella fic, come se la sua fobia non fosse mai esistita. Sempre meglio del tragico “Nessuno doveva toccarmi” di “Protect Me”, che possiamo considerare un plagio di questa schifezza, ma “Non mi toccare”, malgrado la breve durata, è comunque abbastanza da farmi desiderare di ficcarmi le forchette negli occhi.

Insomma, torniamo alla recensione.

Passiamo al capitolo quattro, Justin sta facendo colazione mezzo nudo anche se, come ci dice Evelyn, ci sono quattro gradi sotto zero e, per qualche motivo, lui non muore assiderato. Forse è un Estraneo.

Secondo Justin è perché i Canadesi amano il freddo. Deve essere per questo che hanno deciso di vivere in Canada…

fanwriter91: – Chiaramente siamo di fronte al potere della termoregolazione del bad boy: usa il testosterone e altri ormoni per regolare la sua temperatura corporea. Oppure è una cazzata.-

In ogni caso è solo una scusa per consentire alla Hope di ammirare i suoi tatuaggi, confessare che le piacciono e che ne avrebbe tanto voluto uno.

Quando, tra una botta e l’altra?

Justin le propone di andare insieme da qualche parte, così Evelyn esce dalla stanza camminando all’indietro, che poi è il modo migliore per farsi del male.

Infatti il rigo dopo la vediamo inciampare e ferirsi una gamba. Cadendo sul pavimento, ma vabe’… più tardi scopro che è caduta su un tavolino di vetro che non so da dove sia saltato fuori e che non viene menzionato mai se non di sfuggita da Justin.

Prontamente El Biebero chiama sua madre al telefono in cerca di aiuto.

Salto essenzialmente tutto quanto, non c’è bisogno di essere approfonditi: Evelyn in qualche modo si è fatta un taglio di qualche tipo alla gamba, cosa che le provoca degli scrausi flashback su suo padre e una bottiglia e delle scale:

Questa scena già l’ho vista. Mio padre. Scale. Bottiglia.

Piccione. Zio Augusto. Zappa.

Che c’è, solo lei può dire parole a caso?

Il capitolo finisce con Justin che le sfila i pantaloni della tuta, pure strattonandoli (certo, è caduta su un tavolino di vetro, ha i pezzi tutti addosso, qualcuno sicuramente conficcato nella pelle dato che sta sanguinando, strattonale via i pantaloni, è la cosa migliore!) e scopre che è piena di cicatrici sulle gambe.

Siamo al quinto capitolo, che comincia con un salto temporale: siamo in ospedale (presumo), e una certa dottoressa Susanne (nel caso ve lo steste chiedendo sì, Cthulhu sta già apparecchiando la tavola) entra “di soppiatto” nella stanza:

La dottoressa entra di soppiatto. Sobbalziamo tutti al suo arrivo.

«Ciao Evelyn, sono la dottoressa Susanne, come va la gamba?» chiede sfiorandomela.

Ma cosa sei, un medico o un Dissennatore? E poi, cosa cacchio tocchi una gamba ferita a una paziente? E, per inciso, Evelyn è già stata medicata!

Comunque, dopo qualche riga, la dottoressa dice che dovrà tornare entro una settimana per farsi togliere i punti (cosa che non avverrà) e poi la dimette, e appena qualcuno prova ad aiutare la Hope a scendere dal letto/dalla barella/dal trespolo (mica ci viene descritta la scena, figuriamoci) questa ribatte che fa da sola, pensando “Non mi toccare”.

Trattenendomi dal lanciarmi sotto un bus, faccio presente che una gamba piena di tagli e ferite così profonde da richiedere i punti, e che probabilmente è anche stata anestetizzata, non regge tanto bene il peso di una persona.

Ellie: – I suoi poteri rigenerativi sono terrificanti, dovrei usare almeno un lanciafiamme per neutralizzarla.-

Shade: – E siamo alle solite… –

Joel (bevendo il caffè): – Tranquillo, è solo una fase. –

Shade: – Joel, almeno annunciati quando arrivi!-

Ah, e ovviamente sta camminando coi pantaloni zuppi di sangue. Figuriamoci se a qualcuno è venuto in mente di portarne di puliti!

Arrivati a casa (indossa ancora gli stessi pantaloni) Hopevelyn si dirige in camera, ma Justin la segue:

« Dobbiamo parlare. » mi gela con il suo sguardo miele, e annuisco, impaurita dai suoi occhi, facendolo entrare.

La stanza è buia, e mi dimentico di accendere la luce, ma non importa.

[…]

« Perchè sei piena di cicatrici sulle gambe? » la sua voce bassa mi fa sobbalzare.

Deglutisco rumorosamente. Oh, no.

E ora cosa gli dico? Non posso mica dirgli che mi facevano del male.

Ehm… perché?

Cthulhu: – Hjkny ll’bhut nhjkaht’he llm’bak.- (Perché sennò la storia dura troppo poco.)

Shade: – Non sarebbe proprio un male, questo…-

Evelyn tenta di inventarsi che non ha un buon equilibrio (come tutte le Hope dai tempi di Bella Swan, ovviamente), ma Justino non ci crede e fa un po’ di pressing.

Rievocando i ricordi dei genitori che la picchiano, lei giustamente piange (e se la scena fosse descritta meglio non avrei niente da ridire), poi sente Justin sospirare e vede che piange anche lui.

« Perchè piangi? » gli chiedo.

Mi guarda, tirando su con il naso. « Perchè voglio capire cosa ti è successo. »

Cioè, sta piangendo sulla fiducia?

Poi, dal nulla, Justin ha la brillante idea di abbracciarla:

« Ti prego, ho paura, lasciami! » sussurro.

Mi stringe un pò più forte. « Non devi avere paura di me, io non ti farò del male, nessuno di noi ti farà del male. Respira, Evelyn, respira insieme a me. »

Ma che cazzo vuol dire??? Ti ha appena detto che devi lasciarla perché ha paura! Altro che respirare, così la mandi in iperventilazione! Non si abbraccia una persona affetta da… Severus, non mi ricordo come si chiama… di nuovo.

Piton: – Afefobia o aptofobia. Scrivitelo, maledizione!-

Shade: – Perché? Tanto ci sei tu…-

Dopo una scena assurda strapiena di abbracci, carezze e “inspira, trattieni, espira” in cui ci viene dato a bere che in questo modo si fa passare il terrore del contatto fisico a una persona che ne è terrorizzata, Justin si sdraia sul letto appoggiandosi addirittura la testa di Hope sul petto (ma certo, GENIALE!) e la nostra protagonista accetta di rivelargli il suo tragico passato:

« I miei genitori mi picchiavano. »

Ma dai? Non s’era capito!

E la parte migliore viene adesso:

« Non smettere di abbracciarmi o accarezzarmi, ti prego. »

Dopo un momento di silenzio, parla, sembra divertito. « Perchè? »

« Mi fai rilassare, mi.. sento al sicuro. » abbasso la voce notevolemente, imbarazzata.

NON REAGIRESTI COSÌ NELLA REALTÀ! NON LO DIRESTI MAI DAVVERO! MAI E POI MAI!!!

Ellie: – Conoscevo un medico specializzato nell’apertura di crani, ma Joel l’ha ucciso. Forse però posso trovare i suoi appunti, conosco la figlia. Magari riusciamo a inculcare un po’ di buon senso a questa ragazzina.-

Shade: – … okay, stavolta sono d’accordo.-

Joel (rintanato in un angolino e in preda a una serie di flash-back in stile Vietnam): – Io no… –

Shade: – Eh no, un altro col DPTS no…-

Insomma, Justin chiede perché la picchiassero, e lei risponde che lo facevano perché la odiavano e perché faceva loro schifo come figlia. In pratica, perché sì.

Cioè, nemmeno esiste un motivo. La violenza domestica ha sempre delle motivazioni. Non sono buone, non sono giustificazioni accettabili, ma esistono comunque. Nella testa di chi compie violenza verso la propria compagna o i propri figli, le loro azioni sono motivate.

Generalmente tali situazioni avvengono in contesti di disagi economici e/o lavorativi, di degrado, o magari di alcolismo o dipendenza da sostanze. Altre volte, invece, le cause sono infantili (magari gli autori stessi delle violenze hanno subito violenze da piccoli), oppure dovute a una malattia mentale di qualche tipo.

Sono solo alcune delle cause, queste… non ho la pretesa di conoscerle tutte, quali che fossero i miei problemi familiari in passato non ho mai avuto casi di violenza in famiglia, grazie al cielo (al contrario di qualcuno che conosco, purtroppo), quindi non posso andare molto oltre.

Il punto è che, in ogni caso, dire “lo facevano perché mi odiavano” non è una spiegazione. Perché ti odiavano? Cosa li ha spinti a detestare la propria figlia al punto da massacrarla con una bottiglia o a bruciarle sigarette addosso (perché nel testo è detto anche questo)?

Se non altro, la storia della reclusione in casa (anche se non propriamente esaustiva) spiegherebbe almeno in parte perché nessuno si è mai accorto delle violenze. D’altra parte, mi pare strano che non abbia mai fatto neanche una visita medica: ciò significa niente vaccini, niente dentista, niente medicazioni quando veniva sminuzzata tipo spezzatino da mamma e papà.

Come cavolo ha fatto a sopravvivere? Cos’è, è come Kaido che non riesce a morire?

Cthulhu: – Byjh, nl’hkwey n’hrtuk…- (Beh, posso sempre fare una prova…)

Ellie (caricando un fucile d’assalto e sistemandosi le granate nella cintura): – Aspetta, ti seguo.-

Shade: – Ah, Gaia non la capisci e lui sì?-

Ellie: – Ho studiato sul Necronomicon. –

In ogni caso, ci troviamo di fronte a una ficcyna atipica: come ben sapete, generalmente le Hope e i Bedboy giungono al Momento Condivisione™ molto più in là, e le sfighe della protagonista vengono a galla solo dopo una decina e passa di capitoli. Qui invece siamo al capitolo cinque, e già adesso abbiamo avuto la gran rivelazione sul passato traGGGGGico di Evelyn.

La storia, tuttavia, di capitoli ne conta ben trentacinque. Di cosa parleranno mai?

Risposta: di niente.

Passiamo al capitolo sei, ambientato direttamente al giorno successivo (ci viene detto, a un certo punto, che è il ventidue dicembre, ovviamente scritto a numero). C’è una gran quantità di fuffa, anche se merita menzione la nuova #troja, stavolta di nome Kate, che se ne va dalla camera di Justin dopo una nottata di sesso. Segue un pochino di slut shaming, ma appena appena, il resto è tutta fuffa sul fatto che “Justin Bieber non si innamora mai” (cit. Justin).

La fuffa prosegue, poi verso la fine del capitolo Justin convince Hopevelyn ad andare con lui a una festa organizzata da un certo Matt malgrado lei sia riluttante, ma tanto è una Hope quindi sticazzi. Siccome però non c’è niente di adeguato nell’armadio fanno come le Winx quando hanno un problema e vanno a fare shopping.

Siamo al capitolo sette. No, non è che quello prima fosse più corto del solito, è che non succede una sega.

Dicevo, siamo al capitolo sette, e questi due stanno provando dei vestiti per Hope, che ancora insiste che non ha molta voglia di andare alla festa. La parola di un Bedboy è però legge, quindi ci deve andare.

Ah, alla fine Evelyn compra dei leggins. Ha una gamba ferita e fasciata, mi pare giusto comprare un paio di pantaloni attillati ed elasticizzati che stringono e tirano…

Poi, mentre camminano, l’orrore:

« Ciao Justin. » dice una voce, lontana.

Una ragazza mora lo saluta, guardo Justin che le lancia uno sguardo freddo.

« Hey, Kelsey. » risponde Justin, alzando gli occhi al cielo, visibilmente annoiato. »

*

L’intero appartamento venne improvvisamente stravolto da una serie di eventi concatenati.

Nell’ordine: Gaia balzò in cima all’armadio, soffiando furiosa con il pelo tutto ritto e la schiena inarcata; Piton si ribaltò sulla poltrona, lanciando la tazza lontano e spargendo il tè tutto intorno, sfoderando nel contempo la bacchetta e sparando maledizioni a casaccio; Cthulhu tornò ad assumere le proprie colossali dimensioni consuete, distruggendo completamente il palazzo mentre lo faceva (e seppellendo il Passante nelle macerie), lanciando un furioso grido di rabbia R’lyehana che fece fuggire Abby, appostata sul tetto di fronte; Joel svenne ed Ellie cominciò a lanciare granate e molotov senza badare a dove stava mirando, facendo presto prendere fuoco alla città.

Shade Owl, invece, balzò in piedi sul letto, infilandosi repentinamente l’Elmo del Gufo e impugnando a due mani la Spada della Furia di Quelaag +5.

– LURIDA HOPE PRIMORDIALE!!!- gridò il recensore, roteando l’arma – LA TUA SOLA ESISTENZA È ABOMINIO! DEBBO RIMEDIARE A TALE NEFANDEZZA! VERRAI MONDATA NELLE FIAMME!-

*

La situazione, come vedete, è vagamente sfuggita di mano un po’ a tutti, e dopo questi fatti ci sono stati alcuni momenti di confusione… è intervenuto l’esercito, che però si è ritirato dopo aver visto Ellie e Cthulhu che facevano Tag Team, mentre Piton è scomparso per qualche ora e al ritorno era coperto di sangue, piume di civetta delle nevi e in una mano portava degli occhiali rotti appartenenti a qualcuno.

Gaia invece è scomparsa nella mischia, e l’ho ritrovata più tardi che dormiva su una pila di cadaveri di origine ignota. Quando mi ha visto stava facendo le fusa.

Io, d’altra parte, ho iniziato a mulinare la Spada della Furia di Quelaag per un po’, tranciando arti a destra e a manca. Non so di chi fossero, ma Cthulhu adesso sta facendo merenda.

Dopo il massacro ci siamo rimessi al lavoro (e dopo che, ovviamente, il Grande Antico mi ha ricostruito casa).

Siamo di nuovo alla recensione. Kelsey (brrrr… un brivido…) è appena comparsa, e a quanto pare stavolta interpreta una #troja. Ciò è particolarmente insolito…

Insomma, Kelsey chiede a Justin se Evelyn è la sua ragazza, e subito la nostra Hope pensa “ma che vuole?”.

Chiedere che rapporto avete, a occhio…

Il resto è solo fuffa. Una sofferenza intensa ma breve.

Per chiarire, il personaggio di Kelsey qui, malgrado le reazioni vagamente esagerate mie e della mia squadra, non avrà molto a che fare con la sua precedente incarnazione, essendo relegata al ruolo di passata trombamica di Justin. Anzi, per fortuna non comparirà mai più.

Dopo un breve salto temporale siamo arrivati alla sera, e i nostri vanno alla festa, dove vedono “almeno 100 macchine” (scritto così) parcheggiate nel vialetto.

E che è, una casa o Woodstock?

E poi…

Justin mi prende per il polso e mi strattona accanto a lui.

« Scusa ma, sai, devo marcare il territorio. »

Non credo sia una buona idea fare incavolare Ellie, Justin…

Alla festa Justin presenta Evelyn a un po’ di gente di cui non ci frega nulla, a parte Matt, l’anfitrione della festa, che subito scambia Hope per una #troja, ma è subito corretto da Justin.

Certo, lei è una Hope. Tutte le altre sono #troje.

Poi uno di questi altri ragazzi, Ryan, pressoché onnipresente nelle ficcyne su Justin, va a prendere da bere e torna con due birre e due ragazze, rigorosamente bionde.

Ryan si assenta un attimo, per poi tornare in mano con quattro birre, due tenute da lui, e due da due ragazze bionde.

Mi squadrano. Non gli piace come sono vestita? Non gli piacciono i miei capelli? No, non gli piace il braccio di Justin sulla mia spalla.

Godo.

Non l’avessi mai detto. In quello stesso momento, Justin toglie il braccio dalla mia spalla, e lo poggia sulla ragazza difronte a me. Le da un bacio sulla guancia e le sussurra qualcosa all’orecchio. Lei ride, arrossendo, con il suo vestitino stranamente non scollato e non troppo corto, sono tacchi vertiginosi e un trucco che fa invidia a Moira Orfei. E la sua bellezza, che fa invidia a me.

Mi mancavano gli elenchi numerati.

1) Se ti squadrano non vuol dire che tu non piaccia loro, Evelyn… semplicemente cercano di farsi un’idea preliminare di te. Che poi, tra parentesi, sei la prima a giudicare, qui.

2) Cosa “godi”, che finora tu e Justin non avete combinato niente nemmeno per sbaglio, e anzi lui non fa altro che andare con la prima che capita? Da dove arriva questo “godo”? Nemmeno hai manifestato sentimenti di qualche genere nei suoi confronti!

3) Sei americana! Va bene, Moira Orfei era piuttosto famosa ai suoi tempi, ma non penso che negli Stati Uniti fosse conosciuta tanto quanto qui da noi… potevi scegliere un sacco di attrici persino più attuali (la fic è del 2013)…

Comunque, la Hope si allontana arrabbiata senza dire una parola, ma viene presto raggiunta da Thomas, un altro dei tizi che le ha presentato Justin, che sarà poi l’unico ad avere una minima rilevanza tra i presenti, siccome è il Decklon di turno, al quale spiega di non essere la cugina di Justin, ma che sono “solo parenti” perché erano cugine le loro madri.

Il che vi rende cugini di secondo grado, cretina!

Vabe’, mi premeva dire questo e basta. Il resto è fuffa.

Ah, il capitolo ha diciassette recensioni, sapete? Vediamone qualcuna…

“Ti suupplico dimmi che non mi sto solo sognando tutto.

Dimmi che finalmente ho trovato una fanfiction seria!

Davero? Allora ne sono felicissima. Abdgeubshsjdhdhsjsjxj

Aggiornami quando continui ti pregooo”

Ehm… no, non l’hai trovata, temo. Continua a cercare.

“eccomi qui,brutta come sempre(?)

allora il capitolo è ggtbvjk*-* e Justin è un coglione :’)

continua presto,ciao. c:”

Sì, devo darti ragione… hai pienamente capito l’essenza del personaggio.

“ODDIO MIO, E’ BELLISSIMA, PERO’ NON MI IMMAGINAVO CHE JUSTIN LA LASCIASSE DA SOLA, CI SONO RIMASTA MALISSIMO, CONTINUA P R E S T O, SONO CURIOSA VOGLIO LA COPPIA JUSTYN(?) JAKJXKAJJA, BACIO!”

E di preciso, ragazzina a cui è esploso il casp-lock, cosa immaginavi sarebbe successo andando a una festa con uno che si porta a casa una ragazza diversa ogni notte?

Apro una parentesi: ma la madre di Justin non nota tutto questo viavai? Non si accorge che delle estranee fanno sesso in camera di suo figlio e se ne vanno il mattino dopo? Cos’è, prende potenti sonniferi, dorme con i tappi nelle orecchie o è solo scema?

Andiamo avanti… raggiungiamo il capitolo otto.

Inizia con Evelyn ancora gelosa di Justin, che si è spaparanzato su un divano con una delle #troje senza nome di prima, così Thomas decide di portarla a fare un giro. Ah, e indovinate chi viene nominato?

CHAZ!

Cioè, Chaz è anche qui? Ma cos’è, un’epidemia? “The Night Of The Useless Chaz”?

Nello specifico, viene nominato perché Thomas non lo trova. Vedo che, per l’appunto, mantiene la sua tipica utilità.

Insomma, i due vanno in giardino, dove c’è pure una enorme piscina riscaldata in cui c’è gente che fa il bagno malgrado siamo di notte in Canada a dicembre, e sticazzi che l’acqua è riscaldata… appena usciti da lì vi trasformereste in ghiaccioli, ma fa niente.

In ogni caso, Hope e Decklon non fanno il bagno con gli altri, ma piuttosto decidono di esplorare il giardino:

C’è un archetto di piante con dei fiori sopra, ed entriamo in un vero e proprio giardino.

Per fare così freddo, ci sono davvero tanti fiori, colorati e di tutti i tipi.

Sorrido, è davvero bellissimo.

Cioè, ma quanto è grande ‘sta casa? Ci sono stanze (parecchie stanze) strapiene di ragazzi che ballano, un vialetto con un centinaio di auto parcheggiate, una piscina riscaldata, un giardino con un boschetto di rose e fiori che peraltro sono fuori stagione…

Di chi è quella casa, di Bill Gates?

Ma il bello viene adesso…

« Ormai tutta la gente a questa festa conosce a memoria questa casa, ogni fine settimana Matt ne organizza una.»

« E i suoi genitori non dicono nulla? » chiedo.

« E’ straricco, ha 19 anni e vive da solo. » dice con fare ovvio, poggiandosi su una panchina.

Il che mi sembra davvero salutare per un ragazzo di quell’età…

Cioè, intendiamoci… è adulto, e anche io appena finita la scuola sono andato a vivere per conto mio. Vero, ero in una casa condivisa con altre tre persone, tutti estranei, ma era un contesto diverso. Questo organizza feste una volta alla settimana e possiede una casa che sembra il Castello di Drangleic per quanto è grande… si può almeno sapere dove li prende questi soldi? Ha ereditato? Ha avuto successo in qualche modo? Pagano tutto mamma e papà? Traffica organi umani?

Procedendo, Thomas fa qualche domanda personale alla Hope, e scopriamo che i genitori di quest’ultima sono morti per un incidente d’auto (ma dai?) e che sia lei che Thomas vorrebbero fare medicina. Insomma, iniziano a conoscersi, a scoprire interessi in comune e a legare, finché il nostro Decklon le chiede di uscire, richiesta che lei accetta prontamente. Dopodiché torniamo a scadere nella psicopatia:

« Justin mi ucciderà. » ridacchia, strofinandosi la nuca.

Lo guardo confusa. « Che intendi? »

« E’ geloso delle sue cose. E tu sei una di quelle. »

Cthulhu: – Vln’y thkke’luhm kthul bnty’luhk nyykh’eh l’hna!- (Solo il Grande Antico può rivendicare il possesso sui deboli umani!)

Il discorso prosegue e, malgrado Evelyn dica che non appartiene a Justin, Thomas insiste col dire stronzate:

« Quando Justin dice di fare una cosa, si fa e basta. E quando dice di non farla, non si fa.»

« Che vuoi dire? » credo che gli occhi mi siano usciti dalle orbite. Dice sul serio, o mi prende in giro?

« Justin va preso sul serio, ha le sue conoscenze e potrebbe farmi castrare. » ride nervoso.

Ellie (giocherellando col machete): – Posso?-

Shade (strappandoglielo di mano e scaraventandolo fuori dalla Finestra, colpendo il Passante): – Piantala!-

Cioè, ma scherziamo? Tutti hanno così paura di Justin da fare quello che dice quando lo dice? E chi è, Don Corleone?

Poi, mentre Hopevelyn ribadisce che non è di nessuno, questisi materializza dicendo che devono tornare a casa perché Pattie deve uscire e lui non ha le chiavi. Ah, e ovviamente è arrabbiato con Hope.

Se qualcuno di voi sta obbiettando che è notte fonda ed è strano che una persona sui quaranta esca a quell’ora, tranquilli… quando i due arrivano a casa Justin ci spiega tutto (ora sta anche piovendo a dirotto):

Entra nel vialetto di casa ed esce correndo, esco anche io, bagnandomi i capelli perchè a casa non risponde nessuno.

« Dov’è Pattie? » gli chiedo urlando. Sto congelando. Lui e la sua fottuta giacchetta di pelle leggera.

« E’ già uscita! » Mi urla di sopra cercando disperatamente le chiavi sotto lo zerbino, e le trova.

Rimango a bocca aperta. « Mi hai mentito?!»

Apre la porta ed entro, ancora sconvolto. Ride. « Ma dai? » dice con fare ovvio.

Lo odio, lo odio con tutto il cuore.

Lo congelo con lo sguardo. « Perchè mi guardi così? » mi chiede tra il divertito e l’incazzato.

Si toglie la giacca zuppa, appendendola comunque e si toglie la maglietta davanti a me.

« Perchè sei un pezzo di merda! Perchè mi hai mentito? » chiedo, buttando le braccia sui fianchi, arrabbiata.

« Perchè mi dava fastidio che parlavi con lui, allora ti ho portato a casa. Semplice no? » sorride. Ora gli spacco la faccia.

Giusto, lui poteva andare in giro per la festa con le #troje, ma se Evelyn parla con un tizio che in teoria è un suo amico allora dobbiamo intervenire! Come ci insegna la Triade Archetipale (“Danger”, “Slave” e “Dark”), appena una Hope passa mezzo secondo con un ragazzo diverso dal Bedboy questo deve correre ai ripari e allontanarla, mentre nessuno può offendersi se lui passa del tempo con altre ragazze.

Insomma, dopo questa scena Evelyn se ne va così arrabbiata che si ricorda di avere una gamba fasciata solo un attimo prima di entrare in doccia. Ma decide che non le interessa e rimetterà le bende più tardi.

No, cioè, sul serio? Il problema secondo te sono solo le bende?

Fatta la doccia (probabilmente calda, tanto per essere sicuri), poi, sbatacchia la gamba “come una cogliona”, a suo dire. Beh, mi sento davvero di concordare. Certo, a malapena impreca, quando nella realtà dovrebbe tirar giù tutti i santi di tutte le religioni esistenti, ma fa niente, è importante sapere che chiede a Justin di aiutarla a rifare la fasciatura, il resto conta zero.

Mentre lui la aiuta abbiamo l’occasione di leggere un dialogo che merita di salire sul podio per il premio Assurdità dell’Anno e almeno la nomination per quello di Grammatica alla Cazzo:

« Scusami. » dice, non alzando lo sguardo […] « Sono stato davvero stronzo. Non volevo farti arrabbiare. » sussurra.

Un tuono proveniente da fuori mi fa rabbrividire. Porto lo sguardo fuori dalla finestra, sta grandinando.

« Perchè stavi con lui? » chiede alludendo a Thomas. Sorrido al pensiero di lui.

Non rispondo, imbarazzata. Non alza lo sguardo, comincia a fasciarmi la gamba. « Allora? » continua.

« Tu.. tu sei andato via con lei. Mi ha fatto fare un giro perchè stavo da sola. E mi ha portato nel giardino, abbiamo parlato. »

[…]

« Non mi aspettavo che te ne fossi andata con lui. Mi sono preoccupato. »

« Mi hai lasciata da sola Justin, me l’avevi promesso! » dico, alzando il tono della voce.

Non dice nulla, sta in silenzio, guardandomi. « Dovevo finire una cosa. »

« Scoparti quella ragazza? » dico, incazzata, di nuovo.

« Sì. » dice serio.

Aspetta, sì?

Lo guardo tra il confuso e lo sbigottito.

« Sì, dovevo finire di fare sesso con lei. » mi guarda.. imbarazzato? « Mi ha ricattato e.. ho dovuto farlo, mi dispiace. »

Ricattato?

Do voce ai miei pensieri. « Su cosa ti ha ricattato? »

[…]

« Ho.. » tossisce. « Avuto diversi problemi con dei pagamenti. » deglutisce, nervoso.

« Per che cosa? »

« Erba, droga, ed altro. »

Cosa?! Lo sguardo sbigottita, non credendo alle sue parole.

« Se non avessi fatto sesso con lei, sarebbe andata a dire tutto a quei ragazzi e mi avrebbero fatto fuori, ecco. » taglia corto, visibilmente stanco di questo discorso.

Sottolineature, sottolineature, sottolineature… ARGH!!!

E ti credo che Bieber23 pensava fosse una cosa figa da fare! L’ha copiata spudoratamente da quest’altra ficcyna! Beh, notizia flash per tutti quanti: se una persona sbaglia non è che poi siete giustificati a fare come questa persona! Basta leggere qualcosa ogni tanto per rendersi conto che nessuno sottolinea frasi o pensieri in una storia di narrativa!

Passando poi al contenuto in sé di questo pezzo… ma che cavolo vuol dire?

Cioè, a quanto ci ha detto Thomas, grossomodo, Justin è un tipo pericoloso, che tutti devono stare a sentire sennò sono guai, che quando dice una cosa allora è quella… però adesso viene fuori che una ragazzina random lo stava ricattando per fare sesso con lui (che poi, ricattarlo per fare sesso… ricattalo per avere soldi o bei regali, il sesso glielo devi solo chiedere, visto ciò che ci è stato mostrato finora…) minacciando di spifferare… cosa?

Che ha le mani in pasta in “erba, droga, ed altro” (che cosa sia questo “altro” non l’ho mai capito). Ma a chi dovrebbe dirlo, poi?

Chi sono “quei ragazzi”? Non gli invitati alla festa, mi pare chiaro che già sappiano quanto basta, stando alle parole del Decklon (anche perché non penso che dei semplici liceali ucciderebbero qualcuno). Saranno mica gli “Altri” di “Bianca Come Il Latte, Rossa Come Il Sangue” che minacciavano di massacrare Corinne? O è tornato il mitico “The Boss” di “Hazzard Hall”? Oppure si sono alleati e ora formano una gang di supercriminali?

fanwriter91: – Ma è chiaro! Forse prima potevano sembrare dei personaggi occasionali, ma adesso ne abbiamo le prove! Gli “Altri” sono dei veri cardini delle fanfiction, entità il cui potere trascende sia quello di Hope che del bad boy! Ricordatevi che Justin subiva passivamente i colpi di The Boss, perché sapeva di non avere speranze contro di lui! Dobbiamo farceli alleati! Non hanno neanche un nome proprio, sono come il Nemesis e il Pyramid Head! Orrori incarnati che possono solo essere rallentati e corrotti, ma mai sconfitti! –

Shade: – E ancora non sai che ho scovato una ficcyna che si intitola “The Boss”…-

E poi torno a parlare di Pattie: ma in tutto questo lei non sa niente? Non si accorge che il figlio è un criminale che praticamente si prostituisce?

Ah, finita questa parte scopriamo che Evelyn ha paura dei temporali.

Piton: – Ancora? Ma non era così anche in “I’m Danger”?-

Shade: – Già. È pazzesco, Bieber23 non aveva proprio il senso della decenza… tra “Protect Me” e “I’m Danger” qui abbiamo una marea di cose che ci rimandano alle sue storie. Non si è limitata a “Dark” e “Danger”, direi.-

Gaia: – Miao!-

Insomma, Hopevelyn si addormenta abbracciata a Justin, anche se nella realtà una ragazza che scopre di vivere con un puttaniere geloso, possessivo, invischiato con la mafia e potenzialmente pericoloso dovrebbe in realtà desiderare di stargli il più lontana possibile, chiudendosi in camera fino al mattino per poi scappare da qualche parte la mattina dopo. Sempre che non scappi subito, ovvio. E, come ho detto, la sua paura del contatto fisico è già scomparsa da un pezzo…

Passiamo oltre, arrivando al nono capitolo.

Vi cito un’altra volta l’angolo autrice iniziale, in cui la nostra letbiebershine ci promette un colpo di scena. E quale sarà mai, vi chiederete voi?

Essenzialmente nessuno. Neanche mezzo.

La nostra Hope si sveglia ancora abbracciata a Justin, ma il suo POV finisce dopo poche righe, perché subito abbiamo un classico “Justin pov”, perché siamo tutti deficienti e non capiremmo senza un segnale chiaro.

Tale POV cela anche un timeskip fatto veramente da cani, perché non si capisce assolutamente che l’autrice ha voluto saltare tutta la scena del risveglio e dell’uscita di casa per portarci con Justin da qualche parte. Sarebbe stato più che sufficiente iniziare il capitolo proprio dal punto di vista di Justin, lasciando perdere completamente le tre stronzate di Evelyn che pensava a quanto fossero morbidosi i capelli di El Biebero… ma no, è fondamentale sapere che le Hope si arrapano coi Bedboy.

Insomma, Justin va a parlare con un certo Uomo Armadietto (in originale si chiama Lockerman), che da quanto capisco leggendo è uno spacciatore. Naturalmente non ci viene detto chiaramente chi è, devo aspettare un accenno di sfuggita di Justin, così come non ho idea di dove si svolga la scena, forse in un Vico Vicoloso™, ma dato che non ci sono descrizioni potremmo anche essere su Eternia.

fanwriter91: – Questo Uomo Armadietto deve fare parte degli “Altri”. Un’entità senza volto, la cui presenza aleggia sopra all’intera storia, egli permette al bad boy di vivere solo finché questi esegue il suo volere. –

Shade: – Magari… la realtà è ben più incoerente di così…-

Insomma, Justin è andato dall’Uomo Armadietto per saldare il debito a cui accennava nel capitolo precedente. Un debito di duecento dollari.

E io che mi lamentavo quando Bieber23 riteneva somme gigantesche duemila o addirittura cinquecento dollari…

Comunque, l’Uomo Armadietto è un po’ esoso:

« Fors’è c’è qualcosa che potresti fare per me. » ha un sorriso nervoso sul viso.

[…]

« Sai, Evelyn è davvero una bella ragazza. » dice. Piega la gamba sul muro, incrociando di nuovo le braccia.

Sento tutti i muscoli irrigidirsi. « Cosa vuoi da lei? » stringo i pugni. « Come sai il suo nome?»

« Bieber, Bieber, Bieber mi sembri così sciocco.. Davvero me lo stai chiedendo? »

Non rispondo. Scoppia a ridere. Ora gli spacco quella faccia che si ritrova.

« Cosa. Vuoi. Da. Lei. » scandisco ogni signola parola.

« Mi piacerebbe tanto uscire con lei, sai? Una chiaccherata o.. una scopata. Che ne pensi? » Sposta la testa di lato, sorridendo in modo maligno. Sento il sangue ribollire in tutte le vene, arrivando al cervello, passando per i polmoni, e scendere giù fino ai piedi.

« Non permetterti di avvicinarti a lei, o ti stacco quelle cose che tu credi che siano coglioni, intesi? Non ho paura di te, lo sai benissimo ragazzino, dovresti averne tu di me, come tutti gli altri. Se mi conoscessi bene, non ti permetteresti di pensarla nemmeno una cosa del genere. » mi avvicino a lui, portando la mia mano sul colletto della sua giacca di pelle.

Ride nervoso, spostandomi violentemente la mano. « Allora, la prossima volta che ti serve dell’erba, coltivatela in casa. »

Mi allontano, ridendo. « Credi di essere l’unico spacciatore, qui? » Non lo faccio nemmeno rispondere, e mi avvicino di nuovo. « La mia famiglia non si tocca, loro sono fuori da queste cose. »

Quindi… elenco numerato, aiutami tu…

1) Ha ragione Justin: cosa cavolo sa lui di Evelyn? Ha usato un dannato Palantìr? O la sua onniscienza?

2) Fatico a capire chi dei due è quello in vantaggio: Justin un capitolo fa aveva così tanta paura di questo Uomo Armadietto e dei suoi amici, malgrado sembrasse che l’intero Canada avesse paura di Justin, da fare sesso con una ragazza solo per evitare che andasse da loro a spifferare tutto, ma subito dopo si permette pure di minacciarlo! Che poi, spifferare tutto cosa? Che ha un debito nei loro confronti? Cosa, nemmeno lo sapevano? Sono ancora peggio del tizio per cui ho lavorato una volta: installava tende da sole per esterni e ogni volta chiedeva ai clienti quanto doveva farsi pagare perché non se lo ricordava!

3) Ancora erba? Ancora tutto questo casino per dell’erba? Va bene, nel 2013 era illegale pure in Canada, che l’ha approvata solo nel 2018, ma comunque è robetta per un supercriminale… mi aspettavo come minimo eroina, altro che cannabis!

4) Il pezzo in cui Justin paga 200 dollari all’Uomo Armadietto è subito prima di questo, roba di tre righe prima, non l’ho riportato perché non ne valeva la pena. Ma comunque va detto: chi accidenti farebbe mai tanto casino per 200 dollari? Va bene, sei uno spacciatore e vuoi i tuoi soldi, ma se proprio hai fretta o pretendi un minimo di duemila o sei davvero con l’acqua alla gola! E anche duemila non è che siano tantissimi, a meno che tu non sia un pesce piccolo!

Dopo qualche altra frase da duro Justin va a casa, dove finalmente rivediamo Pattie. Il suo contributo però dura tre righe scarse, il tempo di dire che Evelyn è in camera sua con Thomas. Al chédecide di andare a giocare un po’ ai videogiochi.

No, scherzo, si precipita da loro a spiare.

Scappo di sopra, correndo verso la sua porta, faccio per bussare ma mi blocco, decido di spiarli.

La porta è mezza aperta. Mi nascono in camera mia e vedo Evelyn di spalle seduta sul letto, e quello stronzo accanto a lei. Che cosa ci fa qui? Come si permette? Eppure lo sa! Lo sa che non deve avvicinarsi alle mie cose!

Direi che abbiamo un altro punto in comune con quella merda di “Protect Me” e le due storie di “I’m Danger”: Justin è possessivo, geloso e fiero di esserlo.

Poco dopo irrompe in camera, e come Thomas lo vede inizia a balbettare e a tremare, decidendo all’istante di andare via. Segue fuffoso litigio a suon di “io non sono tua” “sì che lo sei” e di Justin che insiste che a tutti i ragazzi (a parte ovviamente lui) “interessa solo quella cosa” (cit. Justin).

Al termine del capitolo a Justin scappa di darle un bacio a stampo. A caso.

Ci sono poi diciotto (DICIOTTO) recensioni a questo capitolo.

Diamo uno sguardo:

“sdfodsfdfndfsodfsn è bellissima dfsodfsanfdsdoafsdfsn l’ho letta tutta stasera quando me l’hai passata-Sono Melany dell’OIB- e la trovo fantastica giuro!”

“dio dio dio dio diooooooooooooo sto sclerando lol amo questo capitolo,lo amoooooo dhfdsjj spero che con il tempo ci sarà qualcosa tra justin ed evelyn,sono troppo stupendi insieme c’:”

“si,si,si,si,yeah,yeah,yeah IO LO SAPEVO *ballalaconga*

sono una coppia bellissima,cioè btgfgjk*-*

continua presto e mi raccomando la coppia Juslyn(?)

cciao c:”

Dopo il delirio vi riporto un’ultima recensione, che non è proprio diversa ma, quantomeno, dice UNA COSA GIUSTA:

“hey, ciao.

il capitolo è stupendo però non ho capito molto, il pov di justin è un sogno? perché nel pov di evelyn lui dorme e poi inizia tutto dal pov di justin (?) cioè, non ho capito molto, lol. beh comunque lo adoro, l’ha davvero baciata? wo wo 😮 poi mi spiegherai bene se è un sogno o meno o sono io ritardata e non capisco.. boh. aggiorna presto, alla prossima, un bacio,

sharon.”

Lasciamo perdere che è una recensione positiva, che la ragazza ha apprezzato il capitolo e il bacio dato a caso… ha ASSOLUTAMENTE ragione: anche io ho faticato a capire che quello all’inizio del capitolo era un timeskip, uno dei peggiori che abbia mai visto in vita mia!

L’autrice ha risposto nell’angolo relativo all’inizio del capitolo dieci:

“scieao bele ragaze.

nuovo capitolo pieno di sorprese!

volevo ricapitolare due cose:

1) il pov di Justin nel capitolo precedente non è un sogno. Racconta direttamente la mattinata successiva.

2) Justin ed Evelyn NON sono cugini, le loro madri lo erano, quindi loro sono semplicemente parenti.

dopo aver detto questo, vi voglio ringraziare per le belle cose che mi dite e le recensioni.

grazie di cuore, sul serio, siete fantastiche.

scusate se non vi ho risposto, non ho avuto tempo, vi risponderò in questo capitolo!

Apprezzo l’elenco numerato. Per ringraziarti te ne lascio uno anche io:

1) Se hai bisogno di spiegare chiaramente che il pov di Justin non era un sogno allora devi farti due domande su come hai scritto quel capitolo, perché fa davvero pena.

2) SE LE LORO MADRI ERANO CUGINE LORO SONO CUGINI DI SECONDO GRADO, MALEDIZIONE! Tu stessa dici che sono parenti! E il grado di parentela, secondo te, quale sarebbe? Che poi non è che una relazione tra cugini è incesto ma tra “parenti” come lo intendi tu allora no! Se sono parenti, a prescindere dal grado, è SEMPRE INCESTO!

3) Per favore, piantala di promettere sorprese, se tanto poi non ce ne sono mai…

Dopo questo, il capitolo vero e proprio inizia ESATTAMENTE alla maniera del precedente: le prime sei-sette righe sono narrate (per la prima volta) dal punto di vista di un narratore onnisciente che parla in terza persona, e subito dopo arriviamo al pov di Justin. Ovviamente segnalato.

Essenzialmente il Bedboy si fa mille paturnie perché ha rovinato il primo bacio di Evelyn (ma il primo appuntamento no, di quello non gliene frega niente…), poi a pranzo Pattie siccome l’indomani è la vigilia di Natale decide di portarla fuori a fare spese e se ne va, lasciandoli da soli.

L’utilità di questa donna si riassume in un’immagine:

Ho detto tutto.

fanwriter91: – Dovevi mettere Yamcha. Crilin ha fatto anche cose utili. –

Shade: – Yamcha è solo per Chaz.-

Tutto ciò che segue è solamente fuffa.

Nella seconda parte del capitolo Evelyn torna a casa dopo lo shopping e, siccome c’è troppo silenzio, prova a origliare alla porta di Justin, ma siccome è goffa come tutte le Hope fa rumore e arriva una ragazza, naturalmente bionda perché è #troja, la quale le dice di mettersi in fila perché loro hanno appena iniziato.

Piton: – Forse servirebbe un eliminacode. Sai, di quelli col numeretto.-

Ellie (puntando il fucile di precisione): – Se c’è qualcosa da eliminare, sono qui per questo.-

Shade: – Tu in teoria saresti qui per darmi un parere sulle tematiche di genere, veramente…-

Ellie: – Questo è più divertente.-

Sarei anche tentato di lasciar fare Ellie stavolta, dato che dopo qualche rigo la nostra Hope strilla a Justin:

« Vai a finire quello che hai iniziato, io non ne posso più di tutte queste che mi trattano come una puttana come loro! »

E, per togliervi ogni dubbio sul significato di questa frase:

« E’ per questo che non voglio che tu ci faccia amicizia. » mi sussurra all’orecchio.

Nel buio del corridoio sciogle l’abbraccio e mi asciuga le guance.

« Non è possibile essere loro amiche se mi reputano una loro “collega”. » sputo fuori, incazzata.

« Ma tu non lo sei, Evelyn. » sussura con voce bassa.

« Questo lo pensi tu, non quel Matt alla festa, non quella Kelsey, non quella Marianne. » mi guardo i piedi. « Stare vicino a te vuol dire essere classificata una puttana. »

Rimane una persona inquietante, ma a volte ha ragione Ellie.

Per Hopevelyn il problema non è che Justin faccia sesso con più ragazze di quante mai ne conoscerò io in vita mia, portando di fatto delle estranee in casa, rischiando di beccarsi qualcosa di venereo, e tra l’altro mancando gravemente a sé stesso di rispetto come uomo, ma che queste ragazze la ritengano una “puttana come loro”.

A me qui, come in “Never Say Never”, il puttano sembra Justin, porca miseria! È lui che cambia una ragazza a sera (se non di più), anche se non ci viene detto se lo pagano o no. Loro, più che puttane, sono arrapate! Mi spiegate cosa c’è di male se vogliono fare sesso? Al massimo si può obiettare che dovrebbero prendere qualche precauzione, visto il numero di amplessi sostenuto da Justin, che ormai potrebbe avere anche le piattole, come minimo!

fanwriter91: – T’immagini se la tipa che lo ha obbligato a fare sesso con lei avesse avuto delle malattie veneree che voleva trasmettergli? –

Shade: – Visti quanti coiti dice di avere Justin, è più facile che sia lui a trasmettere qualcosa a tutte le altre…-

Il resto del capitolo è solo un cumulo di inutile fuffa, e possiamo saltarlo.

Nell’undicesimo Justin va al parco da “l’unica persona che voleva evitare di incontrare”, tanto che quest’ultimo, come vede Justino, inizia pure a balbettare per la paura. Peccato che non ci venga detto chi sia.

Davvero, eh! Justin va da questa persona misteriosa a comprare due grammi d’erba, ma non ci dice il nome manco per sbaglio! E dal testo si capisce pure che si sono già incontrati! Posso solo presumere che si tratti di Lockerman l’Uomo Armadietto, visto che è il solo spacciatore comparso finora, ma l’ultima volta non sembrava minimamente spaventato da lui! Cosa accidenti è successo?

fanwriter91: – Volendo per forza trovare una spiegazione interna alla storia, potremmo dire che Justin si è lasciato andare per via della rabbia e della paura, poi, riacquistata lucidità, si è ricordato che nemmeno i suoi poteri di bad boy, combinati con quelli di una Hope, possono contrastare l’Uomo Armadietto. Ce ne fossero più di uomini come lui e The Boss. Altro che Avengers!-

Shade: – Magari fosse così… vai avanti a leggere!-

Dopo aver fumato un po’, Justin va in un pub dove Ben, il proprietario…

fanwriter91 (canticchiando): – Se passa per la strada può sorprenderti lo sai, può trasformarsi e i cattivi poi sono nei guai, veloce e sorprendente in dieci forme lo vedrai! –

Shade: – Sì, ha fumato anche lui…-

Dicevo, Ben, il proprietario, lo conosce bene e gli serve una birra.

Già… peccato che in Ontario, lo Stato dove si trova Stratford, sia illegale servire da bere a chi ha meno di diciannove anni! E Justin, qui, ne ha solo diciotto!

Piton: – Abbiamo un altro caso di autrice allergica alle ricerche…-

Segue fuffa.

Torniamo al pov di Evelyn, che confessa a Pattie (dopo altra fuffa) che i genitori la picchiavano. La reazione di Pattie è intermittente, anche se grossomodo prende le distanze dal comportamento della cugina e di suo marito. Il che è bene, anche se tutto viene trattato in modo alquanto superficiale.

Ah, ci dice pure che Justin ha avuto in passato problemi di alcool e droga, tanto che ha avuto paura di perderlo. Beh, direi che li ha ancora, sai?

Poco dopo rincasa Justin, bello ubriaco (appunto!), e finisce il capitolo.

Arriviamo al dodicesimo. Pattie è rimasta in cucina, ha aperto Evelyn, quindi non sa che Justin è sbronzo. La Hope lo manda in camera sua e, quando Pattie le chiede chi fosse le risponde che era Justin, ma che è andato in camera perché era stanco.

Cioè, questa ti ha appena detto che ha avuto paura di perdere suo figlio per colpa di alcool e droga e tu lo copri? Ma dille la verità, porco Dioniso! Non lo aiuti coprendolo, lo aiuti mandandolo in un centro di recupero!

Il resto è inutile fuffa.

Passiamo repentinamente al tredicesimo capitolo, che l’autrice, nello spazio iniziale, dice che fa schifo.

Brava, lo ammetti, quindi tutto a posto, giusto?

Ma porca miseria, quante volte devo ripeterlo? Non vi corre dietro nessuno! Prendetevi il tempo che vi occorre, anche mesi, se pensate che il capitolo faccia schifo! Postare un capitolo scritto male vuol dire che non ve ne frega una beata mazza della vostra storia, volete solo l’attenzione di chi vi legge!

Passando alla narrazione, Justin si sveglia e si rende conto che quel giorno, essendo la vigilia, verranno a casa un po’ di persone: il semionnipresente Ryan, Caitlin (che ci crediate o no, si scrive pure così, quindi va bene), Chaz l’Inutile (sul serio, Ron Weasley è narrativamente più rilevante di lui!) e Thomas il Decklon. L’Uomo Armadietto no, purtroppo. Avrebbero potuto usarlo per stipare tutti i loro cappotti.

Per Thomas in particolare Justin sembra irrequieto. Prevedo grane.

Passiamo al pov di Evelyn, dove la nostra Hope ha un flashback in cui ci ripropone esattamente la stessa scena fuffosa della sera prima, trasposta tramite copia-incolla.

Non ve l’ho riportata, è un pezzo inutile che non ci interessa, in cui Justin essenzialmente espone le sue ragioni sul perché si comporta come si comporta nei suoi confronti e finisce col prometterle di non lasciarla mai. Fa un po’ vomitare ma è essenzialmente inutile.

Però bisognava allungare il brodo, quindi l’autrice ce lo ripropone pari pari.

Insieme a uno molto più breve, di tre righe, in cui Justin dice che non può starle lontano.

Scusate, ma cosa c’è di male in capitoli un po’ più corti, finché sono ricchi di contenuti? Io ho scritto anche capitoli da tipo due o tre pagine word al massimo, e non ricordo che qualcuno sia venuto sotto casa mia con un badile per pestarmi!

Certo, qui non abbiamo nemmeno i contenuti, ma avete capito cosa intendo…

Insomma, arriva la combriccola, accompagnata da Margaret, la madre di Ryan, e Hopevelyn fa la conoscenza di Caitlin, che la abbraccia all’istante. Siccome all’improvviso l’autrice si è ricordata che Evelyn dovrebbe aver paura del contatto fisico…

Piton: – È afefobica oppure aptofobica! Ma lo fai apposta?-

Shade: – Forse.-

… dicevo, siccome all’improvviso se ne ricorda, la fa sussultare, e prontamente Justino separa le due. Che premuroso. Ma tanto questo è l’ultimo accenno alla sua fobia.

Poi tocca a Christian (il fratello di Caitlin) presentarsi:

« Piacere babe, sono Christian. »

L’apoteosi del trash.

Andando avanti con la fuffa, viene fuori che Caitlin qui è la Migliore Amica™ di turno, dato che appena può chiede a Evelyn se le piace Justin e senza esitare dice che piace a Thomas. Inoltre, ha notato che Justin è strano nei confronti della nostra Hope.

Piton: – Oh, cielo… abbiamo un personaggio intelligente?-

Shade: – Non so… di certo ha fatto un’osservazione corretta, e nel testo promette di “indagare”. Io chiamerei più che altro la polizia, ma vabe’…-

Gaia: – Miao!-

Poco dopo arriva l’Apoteosi dell’Inutilità (ovvero Chaz) con i suoi genitori, che sono persino più inutili.

Saltiamo la sequela di fuffa e arriviamo a una frase di Pattie:

« Jeremy non verrà a pranzo, arriverà nel pomeriggio. » Percepisco Justin irrigidirsi. Le sue iridi miele si fanno più scure e abbassa il volto. Faccio per dire qualcosa ma sto zitta, guardandomi intorno. Caitlin, Ryan, Chaz, Christian e Thomas sembrano tesi e deglutiscono a fatica, facendo silenzio. Chi è Jeremy?

Per togliervi ogni dubbio parliamo di Jeremy Bieber, che mi stavo effettivamente chiedendo che fine avesse fatto. Parleremo di lui più avanti, tanto potete già immaginare qual è il rapporto con Justin…

Vi cito poi un pezzo che merita menzione:

C’è un tale casino da farmi girare la testa. Tutti ridono e scherzano, compreso Justin adesso. Tutti parlano felici ad alta voce, e mi rendo conto di quanto io mi senta da parte. Non ho mai passato una vigilia di Natale del genere, anzi non l’ho mai festeggiata. A volte venivano a pranzo il giorno di Natale amici dei miei a casa, e tutti noi seguivamo un copione della “famiglia perfetta”. E nessuno sospettava niente, nessuno se ne accorgeva che magari proprio quella mattina, io ero triste e depressa. Non importava a nessuno il motivo per cui non mangiavo, perchè avevo le occhiaie o perchè quando mia madre mi ordinava di togliere i piatti dalla tavola cadevo per terra stanca e rompevo le stoviglie che avevo in mano. Nessuno sapeva che per questo mio gesto venivo picchiata anche la mattina dopo, quella di Natale.

Quindi c’era della gente che veniva in casa vostra, allora? E nessuno si è mai chiesto perché non frequentassi la scuola, nessuno ha mai notato lividi o ferite, il tuo atteggiamento spaventato, la debolezza che manifestavi… nulla? Non un solo segno? Ma cosa, erano tutti ubriachi quelli che frequentavano casa vostra? Un bambino abusato si riconosce, sai?

Non dico subito, non dico che tutti lo notino, ma porca miseria, io avevo in classe una ragazzina che veniva picchiata, quando ero alle elementari, e lo si vedeva eccome! Non dai lividi, in faccia non ne aveva mai, ma dai suoi atteggiamenti e da alcune cose che raccontava! E andavo alle elementari!

Tutto ciò che segue è fuffa, a parte Evelyn che chiede a Justin di parlare di Jeremy, e finisce il capitolo.

Siamo al quattordici, e la scena prima è come se manco fosse esistita, perché all’improvviso è Natale.

Sì, l’autrice ha usato lo stesso scadentissimo trucco che già abbiamo notato in altre fic di altre autrici altrettanto scadenti per alzare un po’ il livello di suspance. Quando avrebbe benissimo potuto far rifiutare Justin di parlare e chiuderla lì, almeno per ora. Oppure, se proprio voleva tenere la gente in sospeso, poteva far dire a Justin che ne avrebbero parlato dopo.

La realtà tuttavia è ben peggiore… e vedrete presto che idea ha avuto.

A proposito, siamo proprio nel pov di Justino, ma a lui non frega niente di quello che è successo la sera prima, infatti corre schiamazzando per la casa gridando che è Natale. Essenzialmente tutto il suo pov è fuffa, e infatti non succede nulla di utile.

Subito dopo c’è quello di Hopevelyn, che ci propina un’inutile sviolinata su Justin, che è seduto accanto a lei in cucina:

I suoi occhi sono sul mio viso e mi sento bollire. Sposto lo sguardo nei suoi occhi e mi sorride triste.

Si sta scusando per stamattina. Alzo le spalle, cosa dovrei mai fare? Ruota di scorta, vero?

I suoi poveri ormoni hanno bisogno di questo, da quant’è che non va a letto con qualcuno?

Alzo lo sguardo al soffitto stizzita al pensiero che qualche cagna del momento se lo porti al letto. Ottimo linguaggio, Evelyn.

Ho riletto il pezzo della mattina: perdonare di cosa, lo sa solo lei. E prego notare lo slut shaming… non poteva mancare.

Poco dopo arriva Pattie che annuncia ai due che Jeremy verrà a cena con Jaxon e Jazzy (ovvero Jazmyn), immancabili fratellini di Bieber, che poi a livello di trama hanno praticamente l’identica utilità di Chaz.

Ricordiamoci che, anche nella vita reale, Jaxon e Jazmyn sono il fratellastro e la sorellastra minori di Justin, figli di suo padre ma non di sua madre, e straabusati dalle autrici fin dai tempi di “Danger”.

Abbiamo poi un flashback di quando Evelyn ha chiesto a Justin di dirle chi fosse Jeremy.

Un flashback.

……………………….

MA CHE CAVOLO, ALLORA QUESTA SCENA LA POTEVI METTERE ALL’INIZIO, NO?

Davvero, non ha senso! Ha messo un timeskip per una scena che poi arriva DUE PARAGRAFI DOPO! Come minimo mi aspettavo un paio di capitoli di stacco prima della “grande rivelazione”… come se le fan di Justin Bieber non sapessero che suo padre si chiama Jeremy. Alla faccia del colpo di scena!

Insomma, per farvela breve: quando Justin aveva dieci anni, suo padre se ne andò via di casa, lasciando lui e Pattie a “morire di fame”, e per rimediare Justin è andato a fare dei piccoli lavoretti dopo la scuola, finendo poi con l’entrare “in quel giro”, a suo dire per colpa di Jeremy.

SBAGLIATO!

Justin, bimbo bello… sarà pur vero che tuo padre vi ha mollati (totalmente a caso) nella più totale miseria, ma non è che tutti quelli che si ritrovano in queste situazioni allora entrano “in quel giro” (avresti benissimo potuto specificare quale giro, ma vabe’… supponiamo che sia la troka). Esistono molti modi di affrontare le difficoltà, ed è stata una tua scelta spacciare droga. E poi, quando tuo padre se ne andò, avevi dieci anni. Chi diavolo assumerebbe un bambino di dieci anni? Al massimo potevi consegnare i giornali la mattina in bicicletta! O fare il corriere occasionale!

Boh, vabe’… anche Justin deve avere un passato traGGGGGico. Ma la sua storia non è finita:

« Ho cominciato a spacciare per avere soldi, ho cominciato a drogarmi a quindici anni. Ho cominciato ad usare le donne proprio come mio padre ha fatto con la mia. Ma, un giorno, ci arrivò una donazione. Erano i soldi di mio padre. Mia madre non voleva accettarli ma entrambi sapevamo che ci servivano quei soldi. Mia madre fu assunta in una scuola, e facendo dei corsi diventò una maestra a tutt gli effetti. Abbiamo trovato una casa, ed ogni mese ci arrivavano donazioni di mio padre. Siamo riusciti a pagare la casa anche grazie ai miei di lavori, e quando mia madre venne a sapere cosa facevo per quei soldi entrò di nuovo in depressione. » Vedo una lacrima scendere per tutta la lunghezza del suo viso. Un altra, un altra ancora.

« Era tutto così ingiusto, così sbagliato. Perchè doveva succedere a me ed a mia madre? Cosa avevamo fatto di male? Jeremy si risposò con una donna, ed adesso ho due fratellini, Jazzy, la mia piccolina e Jaxon. Mia madre e Jeremy fecere pace anni fa. Ma io, non lo perdonerò mai. Io lo amavo Evelyn, lo amavo con tutto il cuore. Ma per sua colpa ho passato le pene dell’inferno. E ci sto dentro tutt’ora. »

E rieccoci con l’incolpare il genitore…

Questo è un atteggiamento autoassolutorio altamente tossico, sapete? Ne so qualcosa perché, in un periodo piuttosto deprimente della mia vita, ce l’ho avuta con tutti quelli che conoscevo senza alcun motivo. Mi sono ritrovato da solo, lontano dalla città dove volevo stare e dalle persone con cui volevo passare il mio tempo libero, costretto al primo di una lunga serie di trasferimenti. Ho iniziato ad avercela con tutti quanti, a trattarli male quelle poche volte che riuscivo a vederli e a comportarmi da perfetto stronzo solo perché ero depresso.

Sono stato molto fortunato, e mi hanno perdonato appena mi sono reso conto di aver sbagliato e ho chiesto scusa, infatti adesso le cose vanno molto meglio. Justin, tuttavia, continua ad attribuire a suo padre la colpa delle sue stesse scelte.

fanwriter91: – Scusate, ma… non ci avevano detto, all’inizio, che Justin era stracolmo di trofei? Dubito che fossero trofei ottenuti a giochi intellettuali, e dato che è palestrato (un tossicodipendente e alcolizzato palestrato? Ok…) immagino che sia un campione sportivo. Niente borse di studio atletiche? O almeno tentare l’agonismo, che avrebbe fruttato moooolto di più? –

Shade: – Come ho già detto, quel dettaglio c’è stato e poi è stato dimenticato, inghiottito in un Buco di Trama. Nessuno ci dirà quale sport praticasse e come mai abbia smesso.-

Tornando al discorso di prima, è vero che Jeremy (ripeto, totalmente a caso, dato che non ci viene fornita alcuna spiegazione) ha lasciato la moglie e il figlio, ma è Justin che ha scelto di darsi alla droga, di venderla e di assumerne. Certo, ci sono eccome bambini che lavorano in quell’ambito, vengono usati per trasportarla da un posto all’altro, quindi è tristemente plausibile, questo, e non ho da obiettare.

È questa ostinazione a incolpare Jeremy a non piacermi: come ho già detto è Justin che ha deciso di lavorare per gli spacciatori. È Justin che ha deciso di assumere la prima dose (o almeno così penso io, non ci viene detto niente, non so se è stato costretto dagli spacciatori o dalle circostanze… è tutto lasciato al caso, come al solito).

E poi, ancora, incolpa suo padre per il fatto che anche adesso si trova nel giro dello spaccio di droga. Come se non potesse uscirne da solo! Come se Jeremy (che, anche stavolta totalmente a caso ha iniziato a inviare soldi per aiutare Pattie e Justin) lo costringesse a spacciare!

Piton: – Ho formulato un’ipotesi in merito. Ti interessa?-

Shade: – Certo, come sempre.-

Piton: – Bene. La mia teoria è che Justin, malgrado affermi (nel pezzo che non hai riportato) di essere stato costretto a crescere in fretta, sia rimasto in realtà un bambino che vuole la protezione dei genitori. Ciò è plausibile, e niente affatto insolito, specie se consideriamo che ha iniziato a spacciare da piccolo. Ovviamente non conosciamo l’età precisa che aveva quando è entrato in contatto per la prima volta con quel mondo, sia mai, ma poniamo per ipotesi che già a dieci anni venisse usato come corriere, cosa che come hai detto tu non sarebbe poi tanto insolita. Dopo anni passati in quel giro, tuttavia, Justin ha sviluppato una dipendenza da sostanze, come accennato più volte. Io credo, onestamente, che sia quello il motivo principale per cui non riesce a lasciare quella vita. Incolpare il padre, quindi, è una forma di autodifesa: Justin dà la colpa a Jeremy per tutte le sue disgrazie e le sue scelte sbagliate perché così, per lui, è più semplice accettare di non poter essere altro che un criminale. Oltretutto, se la colpa è di Jeremy e non sua, è giustificato a continuare, perché fino a quando non avrà (nella sua testa) la responsabilità e il controllo delle proprie azioni allora non ci sarà motivo per smettere di fare ciò che sta facendo attualmente.-

Ellie: – Ma parla sempre così tanto?-

Shade: – Potrei farti la stessa domanda.-

Andiamo avanti, superiamo il flashback. Scopriamo che verranno anche Caitlin Migliore Amica™ e Chaz Capitan Inutile con le rispettive famiglie, poi solo fuffa e finisce il capitolo.

Siamo al quindicesimo, subito arriva a casa Jeremy con Jazzy e Jaxon (ah, Jazmyn è scritta “Jasmine”, e meno male che l’autrice è pure una fan…), sviolinate, fuffa, sviolinate, ancora fuffa. Essenzialmente la sequenza è questa, forse un po’ sbilanciata verso la fuffa, finché Evelyn non si mette a parlare con Justin, in un momento in cui sono da soli in camera di lui, dicendo un paio di cose abbastanza condivisibili:

« Justin, io ti capisco meglio di chiunque altro. Io sono cresciuta con due genitori, ma in realtà non c’erano perchè mi picchiavano ogni giorno tutti i giorni. E ti posso assicurare che soffro per questo. Ti capisco, so cosa vuol dire soffrire per loro. Ma lui è ancora qui per te Justin, lui ti vuole bene. E si vede che è dispiaciuto per quello che ha fatto. Non sai le sue ragioni, non l’hai mai voluto ascoltare. Sei grande abbastanza per capire tuo padre, e lui è in grado di sapere ciò che ha fatto a te e sentire ciò che tu hai da dirgli. » gli dico, alzandomi.

« E adesso, se permetti, vado di sotto a cenare con la tua famiglia, con una famiglia che io non ho mai avuto. Sembra come se quel Dio lassù, se esiste, mi stia dando un altra possibilità per avere una famiglia che mi vuole bene. E non voglio perdere questa opportunità. Ti aspetto seduto accanto a me. » prendo Jaxon in braccio ed esco fuori dalla camera, sbattendo la porta.

Sì, tutto questo mappazzone gliel’ha fatto ingoiare mentre Justin teneva suo fratello sulle ginocchia. Neanche chiedergli di uscire per parlare di una cosa delicata.

A parte questo, il discorso essenzialmente fila: lasciamo stare che il passato traGGGGico di Hopevelyn è buttato a caso come sempre, lei ha avuto dei genitori che con la sua faccia ci facevano il pesto, mentre Justin ha sempre avuto sua madre e, anche se per un po’ è sparito, ha suo padre. Padre che non ha mai voluto ascoltare (e che mai ascolterà), con cui non si è mai voluto chiarire e a cui anzi ha sempre addossato la colpa di ogni cosa negativa (e di ogni scelta sbagliata) della sua vita. Ci può stare che una come lei gli faccia un discorso del genere.

Certo, se tutto questo fosse inserito in una storia ben scritta per una volta starei scrivendo una recensione positiva, ma accontentiamoci… se fosse positiva non sarebbe divertente.

Ulteriore fuffa per un bel pezzo, poi i nostri protagonisti e gli amici (ricordo: Chaz, che è inutile, Caitlin Migliore Amica™ e Chris, suo fratello) decidono di andare al pub. Essenzialmente non ce ne frega niente, ma ho trovato questo pezzo e devo per forza riportarlo:

C’è troppa gente e Justin mi prende per mano, trascinandomi al bancone e mi fa sedere sullo sgabello. Stessa cosa fa con Cait e ci tiene d’occhio. In mezzo c’è Justin, alla mi sinistra Christian e alla destra di Caitlin c’è Chaz.

Io e lei ci guardiamo, scoppiando a ridere. « Siamo circondate! » dico, causando una risata generale.

« Almeno siamo sicuri che nessuno vi stupri. » dice Chaz, strizzando l’occhio.

Eh, certo, lo fanno ogni sera…

A parte il fatto che la storia di un paio di ragazze che escono da sole non finisce per forza con uno stupro, non è che avere dei ragazzini (perché è questo che sono…) come guardie del corpo possa necessariamente fare la differenza. Nemmeno se fossero adulti: un branco infoiato di certo non si ferma per così poco!

E comunque, ripeto: ragazze che escono non vuol dire per forza “serata stupro”!

fanwriter91: – Dimentichi che tra loro c’è il terribile Justino el Biebero: egli può essere sia ricco che povero al tempo stesso, essere preciso e ubriaco al tempo stesso e sconfiggere campioni di arti marziali senza sapere nemmeno le basi teoriche. Egli ha i poteri che l’autrice decide di conferirgli. –

Il capitolo prosegue per un po’, Justin decide che parlerà con suo padre (anche se non lo farà mai), poi arriva una certa Jolene, l’ennesima #troja di turno, ma è tutta fuffa.

Passiamo al capitolo sedici, che vede continuare la fuffosa discussione provocata dalla comparsa di Jolene, ma dura comunque un nulla.

Fuffa è la parola che uso per descrivere la quasi totalità del capitolo, in cui non succede niente di rilevante, fino a quando non arriviamo all’ultima parte, nel pov di Evelyn, che è un cumulo di stronzate e mala scrittura come pochi.

Non voglio riportarvi tutto, ma vi riassumerò a grandi linee cosa succede.

In pratica, Hopevelyn ci racconta che non parla con Justin da tipo due settimane (quindi siamo ormai a gennaio), da quando “quella sera” sono usciti tutti insieme e lei si è appartata con Thomas, che l’ha baciata, cosa che ha portato Justin ad aumentare il numero di sue frequentazioni femminili, per ripicca.

Sono tornato indietro a leggere, anche nel capitolo prima, e vi assicuro: non è successo niente di tutto questo. Anzi, Justin ed Evelyn stavano sviluppando un rapporto, c’erano le avvisaglie di Justino che cominciava a respingere le #troje in favore della Hope. Ergo, questo pezzo si riferisce a un momento accaduto nelle due settimane di timeskip.

UN EVENTO CHE NON CI VIENE MOSTRATO, SOLO NARRATO!!!

L’autrice ha voluto creare suspense ed emozione, ma per farlo ha detto “ma sì, saltiamo questa parte e riassumiamola, chissenefrega…”, facendoci raccontare tutto da Evelyn! Nemmeno vediamo la scena tramite flashback, ci viene proprio raccontata!

Ora che vi ho esposto la mala scrittura, vi espongo le stronzate:

Bussano alla camera, e Justin entra. Mi alzo di fretta, sedendomi nel letto. Forse è qui per parlarmi. Invece mi porge solamente il telefono.

[…]

« Pronto? » chiedo, tirando di nuovo su con il naso.[…]

« E’ la signorina Evelyn Dominique Rudford? » mi chiede, una voce maschile.

« Sì, sono io. » rispondo insicura.

[…]

« Il caso della morte dei suoi genitori si è concluso. Sappiamo che lei compirà la maggiore età tra due giorni, e sarà maggiorenne nello stato del New Yersey. Dovrebbe venire a firmare diverse carte, comprese quelle del testamento lasciato dai suoi genitori. »

Mi risiedo sul letto, vuota. Testamento? Mi ero dimenticata delle faccende legali.

« Quanto tempo ho? » chiedo.

« Massimo due settimane di tempo, le carte devono essere rispedite al tribunale. Sappiamo che lei adesso risiede in Canada, Stratford in Ontario, tramite l’adozione, giusto? » mi chiede, come se non sa già la risposta.

« Sì. » sussurro.

« Spero che non sia un problema per lei. »

Deglutisco.

« No, non lo è. »

« Ci vediamo al tribunale locale, sono l’agente Steward. Buona giornata signorina Rudford. »

Ma che cazz…

1) BIEBER23 HA COLPITO ANCORA!!! Ma porca miseria, ci è stato detto nel primo capitolo che questa Hope ha diciannove anni! È maggiorenne da un anno! Non compirà altro che vent’anni tra due giorni, non diventerà maggiorenne, lo è già!

2) Essendo maggiorenne NON PUÒ ESSERE ADOTTATA, DANNAZIONE! Perché le autrici delle ficcyne non lo capiscono! Se è adulta allora, semplicemente, non può essere adottata! Al limite la zia la sta ospitando, nient’altro!

Piton: – È mia opinione che l’autrice se ne sia uscita con un’età a caso all’inizio della storia e, quando ha deciso di scrivere questa parte, peraltro improvvisando visto che sicuramente non l’aveva programmata, si fosse dimenticata di avere assegnato un’età specifica alla protagonista. Voleva inserire un pezzo che suscitasse emozione e non ha pensato a cosa stava facendo. Di certo non ha riletto.-

3) Agente cosa? Agente un paio di ciufole, non sono i poliziotti a occuparsi dei testamenti! Lo fanno gli avvocati, doveva essere un legale, un notaio, qualcuno con una laurea in legge e un’abilitazione alla professione a fare quella telefonata, non un poliziotto random!

4) Loro erano i suoi genitori, il che significa che, anche senza testamento lei, in quanto unica figlia, era erede universale di tutti i loro averi, a meno che non l’abbiano disconosciuta. Non serve un testamento per fare ereditare qualcosa a un figlio!

Ah, questo inutile, assurdo e stupido capitolo ha avuto ben ventuno recensioni. Vediamone un paio:

“SONO. OSSESSIONATA. DA. QUESTA. FAN. FICTION.

ceh, non so se te ne rendi conto, ma è STUPENDA. cazzo, sono gfdklghbs justin ed evelyn, troppo teneri. mi immagino l’abbraccio finale. MADDDDDDDDDOOOOO’ GFDSJKLHG

continua, non mi far stare sul rogo. Cwc

love. ♥ lol”

kavolokavolokavolokavolo!!!!!!!!!!! ma questa storia è

supermegastrafantastica!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! continua al più presto ti

pregotipregotipregotipregotiprego!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! grazie mille<3<3<3<3<3

“Ciao bella 🙂 allora, la tua storia è qualcosa di magnifico, stupendo davvero! Sono riuscita a leggerla tutta oggi e mi ha davvero colpita! Amo il Justin ” poco di buono” , e amo il personaggio di Evelyn, è così dolce e innocente! Spero che aggiornerai presto, perché non so quanto potrò resistere 😛 Ciao :)”

… vado a fare i gargarismi con l’acetone.

Ma questo è niente: il capitolo dopo, estremamente fuffoso e privo di eventi significativi, a parte Evelyn e Justin che arrivano in tribunale e si accingono a leggere il testamento nell’ultimissima parte, e di recensioni ne ha ben VENTISETTE!

Non ve le sto a riportare, sono essenzialmente gli scleri delle lettrici che smaniavano di sapere cosa ci fosse scritto su quel pezzo di carta. Peraltro trovato, secondo l’agente Assistente di Volo (Steward), “nella camera” dei suoi genitori. Cioè, nemmeno è stato approvato da un notaio? Lo hanno trovato e basta, appoggiato da una parte? Ma che idiozia è questa?

Passiamo al capitolo diciotto, e vi riporto subito l’angolo autrice che lo apre:

ecco il capitolo che aspettavate con tanta ansia,

dio mio fa schifo.

scusatemi sul serio.

vi lascio leggere senza allungarmi troppo dato che non vedete l’ora di leggerlo.

lol vi amo.

GRAZIE PER LE RECENSIONI, SONO SENZA PAROLE.

continuo dopo 20 recensioni.

grazie di cuore, grazie grazie grazie.

SCUSATE PER I POSSIBILI ERRORI NON HO RILETTO.

AAAAAAAAAAAAAHHHHHH!!!!

COSA FAI? CONTINUI A COSA? A QUANTE RECENSIONI?

Gaia: – Miao!-

Shade: – Hai perfettamente ragione! Non solo ha chiesto un numero minimo di recensioni per postare il capitolo successivo, ma ne ha pure preteso un numero esorbitante! Ma stiamo scherzando?-

Ellie (armeggiando con la vodka): – Inizia a venirmi il prurito alle molotov.-

Shade: – Solo a te possono prudere delle molotov. E smetti di giocare con la vodka! Devo ubriacarmi!-

E dico davvero, eh! Ho bisogno seriamente di ubriacarmi! E anche voi, ve lo garantisco! Perché, se la cosa delle venti recensioni vi ha sconvolti, non avete idea di cosa sta per arrivare!

Sedetevi, allacciate le cinture di sicurezza e aggrappatevi molto forte, perché stiamo per sprofondare negli abissi della follia!!!

Allora, intanto vi dico che il testamento non è niente di che, i genitori di Hopevelyn si limitano a dichiarare che le lasciano casa e fondo bancario. In tutto sei righe, e non suona assolutamente come un documento legale.

Ma passiamo oltre… in allegato c’è una lettera. L’apoteosi della psicopatia!

Ve la voglio riportare tutta, anche se è lunga. Dovete leggerla.

Abbiamo deciso di scriverti questa lettera, per spiegarti diverse cose, successe prima della nostra morte.

Nel 1990, io e tuo padre ci sposammo. Un anno dopo, scoprimmo che tuo padre non era fertile, in nessun modo possibile, quindi non avremmo avuto bambini.

L’adozione era una via troppo lunga, sai? Eravamo sconfitti da questo problema, e facemmo la cosa più sbagliata al mondo.

Finsi una gravidanza, e un giorno, il 13/03/1993 io e tuo padre ci avviamo verso un parco pieno di bambini.

Ti vedemmo, in una carrozzina rossa, elegante, e con i tuoi piccoli occhi da neonata di soli due mesi mi guardasti, sorridendomi.

Mi avvicinai a te, insieme a tuo padre, e ti accarezzai il viso, notando quando una neonata fosse così bella.

Si avvicinò la tua vera madre, e mi disse il tuo nome, Dominique. Rimasi estasiata dal tuo nome, dai tuoi occhi, dal tuo piccolo corpicino.

Ce ne andammo via da quel parco, sconfitti, sapendo che io non avrei mai guardato mio figlio con lo stesso sguardo di quella signora verso di te. Ma io feci marcia indietro, e guardai la tua carrozzina da lontano, con rabbia, con confusione. Tua madre non c’era vicino a te, e io ti presi in braccio e ti portai via dalla tua vita, per entrare nella mia. Nessuno si accorse di nulla dei nostri amici e parenti, perchè ci trasferimmo nella mia città natale, Newark, dove non avevamo nessuno. Quando tornammo a casa, tu cominciasti a crescere, intelligente e bella più che mai. E ogni giorno che passava, io e tuo padre ci sentivamo sempre più in colpa. Cominciammo ad avere paura, perchè quel giorno in cui ti rapimmo tu ci stregasti con i tuoi occhi. Avevamo paura che la polizia ti trovasse e ti strappasse da noi, potevi farci passare dei guai più grossi che tu possa immaginare, e covai una specie di odio verso di te, sia io e tuo padre. Mi vergogno, Evelyn, di dirti tutte queste cose, ma hai bisogno di sapere. Non ci sono parole, per descrivere quello che io e mio marito ti abbiamo fatto. Non riusciamo più a reggere questo peso troppo grosso, meritiamo la giusta punizione, lasciandoti libera di decidere la tua vita, lontana da quei mostri che eravamo e siamo tutt’ora. Ti lasciamo tutti i nostri averi in modo che tu possa essere felice e, ti lascio anche il nome della tua vera madre. Cercala, tu ne hai bisogno. E lei di te.

Non voglio il tuo perdono, ne io, ne mio marito. Non ce lo meritiamo. Spero solo che le cicatrici sul tuo corpo si cuciranno, prima o poi.

Questo pomeriggio, prenderemo la macchina. Non ho il coraggio di salutarti, perchè questa mattina sarà l’ultima volta che ci vedrai.

Fingeremo un incidente, e ci prenderemo le nostre colpe.

Sii felice Dominique.

La tua finta madre, Rossane DeBlanco.

Martha Corinne. [questo penso che sia il nome della madre biologica di Hope, lasciato in fondo alla lettera]

Piton: – …-

Cthulhu: – …-

Gaia: – …-

Ellie: – …-

Joel (con una lama vicino al collo): – … –

Abby (bloccando la lama e paralizzandosi): – … –

Passante: – … –

PC di fanwriter91 (bloccato a mezz’aria a pochi centimetri dal Passante): – … –

Fanficcinopoli: – … –

Infetti: – … –

Azathoth: – … –

Se non altro sono contento che Ellie si sia zittita.

*

Cthulhu era rimasto immobile nell’atto di ingurgitare l’ennesimo pezzo di cadavere, probabilmente appartenente a un pessimo dottore, mentre Piton si trovava in una posizione simile, ma in mano aveva una tazza di the.

Gaia, invece, era seduta davanti allo schermo del computer come congelata, mentre Ellie era rimasta con una bottiglia rossa piena di liquido e uno straccio tra le mani.

Lentamente, Shade Owl si avvicinò a quest’ultima e le prese la bottiglia dalle mani, portandosela alla bocca.

– Aspetta!- esclamò Ellie – Quelle rosse sono con la benzina!-

– Lo so.- rispose Shade Owl, finendola in tre sorsi.

*

Più tardi vado a fumarmi una sigaretta.

Torniamo alla recensione. Spero che dopo la sbronza siate ancora in grado di seguirmi. Perché sono certo che avrete afferrato come me qualsiasi cosa nei paraggi e ve la siete scolata. Visto che ora si sta meglio?

Ora, con calma e moderazione…

RAPITORI? SONO RAPITORI? E NESSUNO SI È MAI ACCORTO DI NIENTE???

Ma che… cumulo di… STRONZATE!

Hanno rapito una bambina in un parco perché l’adozione era troppo lunga, senza che nessuno se ne accorgesse, l’hanno cresciuta per quasi vent’anni e hanno iniziato a picchiarla per i sensi di colpa? E hanno confessato tutto in una lettera?

Ma da quale pianeta proviene l’autrice? Cos’è questa storia? Non sta né in cielo né in terra!

Va bene, ci sono casi di rapimenti e sparizioni di minori in cui le vittime non saltano mai più fuori… ma se devo bermi questa roba prima devo essere così sbronzo da finire in coma etilico!

Dopo aver letto questa roba delirante Evelyn va praticamente in catalessi e segue un mare di fuffa, da cui salta fuori che l’agente Assistente di Volo sapeva già tutto e ha pure rintracciato la madre biologica di Evelyn, alla faccia dell’efficienza. Anzi, leggete pure cosa dice!

« […] Abbiamo cercato quella bambina con gli occhi verdi per anni, tutti noi agenti dello stato del New Jersey vogliamo che torni a casa. »

Ma allora come cavolo avete fatto a non ricostruire tutto prima? Porca miseria, il rapimento è avvenuto in pieno giorno, in un parco affollato! Non è successo all’aeroporto in mezzo al casino, non è successo di notte in un Vico Vicoloso™, non è successo in una fogna abitata a malapena dalle Tartarughe Ninja che in quel momento stavano combattendo contro Shredder! È successo davanti a una folla! E poi, ora che mi viene in mente, i bambini tendono a piangere quando vengono presi da estranei (non sempre, dipende da bambino a bambino, da persona a persona, da come viene tenuto, dalle circostanze… ma in questo caso, con agitazione, paura e tutto il resto, sarebbe stato plausibile).

In parole povere, come accidenti è possibile tutto questo?

Ma niente, la logica viene massacrata ancora una volta in favore della trama priva di senso. Intanto i nostri due scarsi eroi tornano in albergo, quando finalmente Evelyn si riprende e cerca di fare sesso con Justin, che però si rifiuta perché secondo lui non sarebbe giusto e lei non è nelle condizioni. Non vale la pena approfondire troppo, è tutta fuffa. Passiamo al capitolo successivo.

Ah, prima di questo: Evelyn non cercherà mai la sua madre biologica. Mai! Un inserimento persino più inutile di Chaz.

Procediamo. Stavolta, nel capitolo diciannove, l’autrice chiede “solo” diciotto recensioni, contro le venti del precedente.

Ellie: – Ma la tortura qui è ancora illegale?-

Shade: – Non ti degnerò nemmeno di una risposta.-

Una grossa parte del capitolo è inutile fuffa, poi Evelyn ripensa al bacio che ha dato a Justin (era tra la fuffa del capitolo prima, nulla di importante) e pensa che sia strano perché dopo il suo compleanno ha baciato Thomas (e questa è una scena che non ci è mai stata mostrata, di nuovo, visto che il suo compleanno è stato saltato a piè pari!) e si rende conto che il nostro povero Decklon…

E’ davvero bello, simpatico, solare e mi tratta bene, ma non sarà mai come Justin.

E te ne lamenti pure? Analizziamo i due soggetti, per favore:

1) Thomas: è il Decklon di turno. Come hai appena detto è bello, simpatico, solare e ti tratta bene. Io aggiungo pure che, stando a quanto abbiamo visto finora, è onesto, ha la testa sulle spalle e non va in cerca di guai, ma anzi cerca di starne alla larga.

2) Justin: è il Bedboy. Bello quanto ti pare, ma frequenta spacciatori, vende droga, beve, fuma erba (cosa che per l’autrice è un peccato capitale), minaccia la gente per costringerla a fare quello che vuole lui, va a letto con una ragazza diversa ogni due minuti e incolpa suo padre per qualsiasi cosa non vada nella sua vita.

Non credo di dover aggiungere altro.

I due tornano in tribunale, dove l’agente Assistente di Volo li porta in un’altra stanza, dove vengono ricevuti da una persona nuova:

« Piacere di conoscerti signorina Rudford, sono il generale Grewik. »

E che siamo, in caserma o in tribunale?

Ma sono in agguato altre scempiaggini…

« Signorina Evelyn, questo foglio è il numero di conto corrente dei suoi rispettivi, ehm.. genitori. Abbiamo controllato il numero di dollari presenti sul conto, e ammonta sui 200 milioni. Adesso, ovviamente, è tutto suo. I suoi genitori lo hanno lasciato a lei. »

A parte il fatto che avrebbe dovuto dire “quantità di denaro”, più che altro… e poi questi avevano… DUECENTO MILIONI DI DOLLARI? Meno male che la odiavano!

Piton: – Beh, questo spiega perché nessuno li abbia mai rintracciati… avranno corrotto un bel po’ di persone.-

Cthulhu: – Gry thla k’nha blyk jhuk thn’ku l’huk. Bkllna tkyyy rhus rt’bbjan k’thaa.- (Voi deboli umani venerate troppo il Dio denaro. Meglio venerare il Grande Antico).

Ma piuttosto, come diavolo faceva Evelyn a non sapere che i suoi erano così ricchi? Perché lo chiede, chiede come sia possibile che le abbiano lasciato tanti soldi!

« Bè, signorina, il suo rispettivo padre era a capo di una delle più grande fabbriche di agricoltori, plastica e indumenti dello stato del New Jersey. Non ne era consapevole? »

Fabbricava agricoltori?

Mi sto immaginando una fabbrica in cui con la plastica vengono assemblati agricoltori artificiali che poi vengono vestiti con gli indumenti e mandati a lavorare nei campi del New Jersey…

fanwriter91 (giocando a Age of Empires 2): – Dilettante, io faccio un tuttofare con cinquanta unità di cibo. –

Shade (inserendo i codici e creando un esercito di Cobra Car): – Pfff… noi cheater siamo un passo avanti!-

Ma quante stronzate sto leggendo?

Al massimo poteva essere un imprenditore agricolo che ha finito col differenziare la sua attività, producendo abiti e poi articoli plastici di qualche genere (non è che basti dire “fabbricare plastica”, la plastica è un materiale ottenuto dal petrolio con cui si possono fare oggetti d’ogni tipo… “fabbricare plastica” è come dire “nevicare melanzane”!).

E, ripeto, lei non ne sapeva niente? Vabe’ che la odiavano, vabe’ che la menavano, ma in casa ci viveva! Qualcosa doveva sapere per forza! Non si è mai chiesta perché la casa fosse così grande, l’auto così bella, i vestiti così eleganti? Quando invitavano a cena la gente c’erano sicuramente dirigenti d’azienda, soci in affari, colleghi di lavoro… non ha fatto due più due? Le botte le hanno danneggiato il cervello a tal punto?

Insomma, Evelyn vorrebbe rifiutare i soldi e accettare solo la casa, ed ecco come risponde il tizio che pretende di essere un generale:

« Non può non accettarli, signorina, quel conto è intestato a lei sin dal principio, non è mai stato dei suoi genitori. Loro ne avevano il possesso prima che lei avrebbe avuto la maggiore età nel nostro stato. Non può rifiutare nulla. »

Bene, andiamo avanti con le stronzate!

Può essere relativamente plausibile la cosa del conto intestato a lei ma gestito dai genitori fino al raggiungimento della maggiore età (che ha raggiunto da due anni ma questa autrice soffre dello stesso disturbo di Bieber23), ma comunque i genitori dovevano avere un conto intestato a loro nome. Per pagare cose come bollette, rate dell’auto, mutuo, dipendenti, supermercato. O pagava tutto la figlia? Era tutto intestato a lei?

Inoltre, certo che può rifiutare! Può donare tutto in beneficenza, può chiudere il conto, può bruciare quel denaro, può fare quel che cavolo le pare! Cosa diavolo vuol dire “non può rifiutare nulla”? Se vuole può eccome! Che li dia a me, io non li rifiuto!

Inoltre, ora che ci penso, in teoria dovrebbe ereditare anche tutte le attività dei genitori, quindi questo significa che la “fabbrica di agricoltori, plastica e indumenti” dovrebbe andare a lei. Questo vorrebbe dire visitarla, incontrare chi la dirige, il consiglio di amministrazione, prendere decisioni importanti, capire come potrà gestirla o cosa dovrà farne… si parla di mesi e mesi di noiose riunioni e incontri con avvocati, economisti, consulenti e quant’altro!

Ma non qui! Qui non verrà mai nominato niente di tutto questo!

fanwriter91: – Plot twist: il padre è Norman Osborne, ossia il Green Goblin. Spiegherebbe gli squilibri mentali e la perdita dell’attività. Attendo il seguito in cui Spiderman si allea con l’Uomo Armadietto per sconfiggere Justino el Biebero. –

Saltiamo tutto il resto del capitolo e arriviamo al ventesimo, dove chiede un minimo di quindici recensioni per andare avanti.

Trattieni il vomito, perché Hopevelyn ed El Biebero vanno in un ristorante di lusso per festeggiare e dopo tanta fuffa parlano di Thomas:

« E’ un appuntamento? »

[…]

Lui crede che sia un appuntamento. « Vorrei una risposta. » sussurro, cercando di ottenere una voce ferma.

« Evelyn.. » si accarezza il viso con la mano e si sistema meglio sulla sedia. « Sì, per me lo è. E mi chiedevo chi è il migliore dei due. »

[…]

« Ma cosa centra adesso Thomas? » chiedo, spostandomi una ciocca di capelli dietro l’orecchio.

E chi accidenti ha nominato mai Thomas? Cos’è, sei telepatica?

« Sta sempre in mezzo, cazzo, e non lo voglio più! » sbatte un pugno sul tavolo, facendo girare tutti i presenti verso di noi

Ma sì, diamo spettacolo in un ristorante elegante! Non è che vi cacciano, in fondo!

Sussurro il suo nome cercando di farlo calmare. « Non dire così, siete amici fin dalla nascita. » sussurro, cercando di farlo calmare, ma sembra impossibile.

« Non me ne fotte niente, lo sa! Lo sa che non deve avvicinarsi alle mie cose! » si avvicina con il busto al tavolo, enfatizzando la parola ‘mie’ sbattendo un dito sul petto. Il suo sguardo è duro, e sento gli occhi di tutti su di noi. Mi sta facendo vergognare, questa scenata se la poteva anche risparmiare.

Ellie: – Concordo. È la prima volta che leggo una cosa intelligente tra queste frasi. Questo pezzo di sterco di ratto meriterebbe di finire in pasto ai Clicker: Evelyn, malgrado sia un personaggio stupido e insulso, non è una cosa, e qualsiasi donna dovrebbe sentirsi offesa sentendo un uomo parlare così nei suoi riguardi.-

Shade: – …-

Piton: – …-

Cthulhu: – …-

Gaia: – …-

Abby (fermandosi un attimo prima di colpire Joel con una mazza da golf): – … –

Joel (mettendosi l’Elmo del Gufo in testa): – … –

Ellie (infastidita): – Che c’è, che cosa ho detto, adesso?-

Shade (strappando l’Elmo del Gufo a Joel, che non è degno di indossarlo): – Chi sei tu? Cosa ne hai fatto della vera Ellie?-

Ellie: – Oh, ma vaffa…-

« Non capisco come mai tutto questo accanimento con lui. Alla fine non stiamo insieme e.. » sussurro, ma lui mi blocca prendendomi il polso destro.

« Non voglio che tu stia con lui, okay? Lui è migliore di me, lui è tutto più di me, ma non ce la farei mai a lasciarti a lui. »

La reazione di Hermione dovrebbe essere esauriente.

Tuttavia, dopo nemmeno mezzo rigo questa conversazione di fatto evapora: nessuna reazione da parte di Evelyn, arriva la cameriera a portare da mangiare e nessuno dice più nulla in proposito. Anzi, quando ricominciano a parlare si chiedono cosa fare dopo cena! In pratica fanno finta di nulla!

In un’altra situazione la donna avrebbe iniziato a gridare, a fare una scenata, a protestare e contestare ogni singola parola! Altro che cena! Sarebbero volati i piatti!

Saltiamo un po’ di roba fuffosa, torniamo a casa Bieber. I nostri stanno passando del tempo con gli amici, ma si è fatto tardi e devono andarsene. Thomas vorrebbe prima fare un giretto con Evelyn, ma Justin non è d’accordo:

Ridacchio. « Mi dispiace, ma lei sta con me. » lo spingo via, ed alza lo sguardo, infuriato. Porto le mani al petto, cosa vorrai mai fare.

Il petto di Thomas si alza e si abbassa velocemente e si avvicina pericolosamente a me.

« Mi hai rotto il cazzo. » dice, a un palmo dal mio viso e sorrido. « Davvero, Tommy? » chiedo strafottente, e lui sembra ancora più incazzato.

« Perchè non posso uscire con lei? Fa parte della tua famiglia, ma non è tua, dio santo! Ci conosciamo dall’infanzia, non le farò mai del male! » urla incazzato, e vedo Chaz e Ryan mettersi in mezzo e spostare Thomas indietro.

« Thomas.. » supplica Evelyn, stringendomi un braccio, e la blocco dietro di me.

« E’ mia in tutti i modi. » sento la presa sul braccio diminuire.

Dopo questo esempio di sana mascolinità e amicizia, Justin scappa via confuso (quello confuso a dire il vero sono io) e arriva nel parco, dove inizia a dare pugni al terriccio fino a sanguinare e si mette a piangere.

Tutto questo perché lui “non può innamorarsi” ma essere geloso di Evelyn lo uccide e lo confonde. Ma andasse un po’ a cagare…

Abbiamo pure un inutile flashback che poi è un copia-incolla di uno stralcio di conversazione tra lui e Hopevelyn di qualche capitolo fa, quando parlavano del modo in cui Justin tratta le donne. Perfettamente superfluo.

Poi ricomincia a correre, come Tommaso Crociera in tutti i suoi film, e arriva davanti alla camera di Evelyn, e segue un lungo, fuffoso, pesudotoccante momento in cui i due parlano cuore a cuore che non avrebbe nulla di sbagliato se non ci fossero state tutte le tirate psicotiche di Justin sul fatto che lei è una cosa di sua proprietà. E, tanto per sottolinearlo ancora, il capitolo finisce così:

« Vuoi essere mia? »

[…]

« Sì. »

Quello era il mio cervello che si suicidava.

Ma ora leggiamo alcune delle ventitré recensioni che sono state lasciate al capitolo, così si suicideranno anche i vostri:

“3.. 2.. 1.. PUFF. MORTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA.

SEI CONTENTA?! SONO MORTA E ORA TI PERSEGUITERO’ DALL’ALDILA’ PER SAPERE COME TERMINERA’ QUESTA SOFTTUTISSIMA STORIA.

Possibile che Justin appaia tanto bipolare quando la sua unica colpa è quella di essersi completamente innamorato di Evelyn?

E possibile che Evelyn appaia tanto incerta, quando in realtà ama Justin? O meglio “le piace” ma sappiamo tutti che lo ama, avanti. Lol

E poi, caspita.. lui che a momenti pesta Thomas, lei che tenta di porre un limite alla questione, lui che scappa, si fa del male per lei, lei che non attende altro che Justin, lui che ad un suo minimo richiamo corre verso casa, preoccupato per Evelyn, lei che lo medica con tutta la premura del mondo e per finire loro che si rivelano, poi si amano.

MY MY MY FAVORITE CHAPTER, THIS IS. OH, YEAH BABE. Lol

No, okay. Stavo improvvisando una stupida canzoncina. Giusto per farti intendere quanto io sia stata sopraffatta da questa diamane di storia.

Tutta colpa tua, eh. Tua e del tuo essere così geniale.


« Vuoi essere mia? »

La vedo sorridere, e stringe le braccia al mo collo, lasciandomi una serie di baci per tutto il viso.

« Sì. » sussurra, e mi chiedo cos’ho fatto di così giusto nella mia vita per averla potuta ospitare a casa mia e rendermi la vita così strana, aprendomi un mondo nuovo.

Ricorda che sono morta. Lol


yobiebsx.”

Ehm… no. No, non è possibile che sia tanto bipolare per il semplice fatto che NON È BIPOLARE, CAZZO!

Tra parentesi, mi pare di riconoscere il nick di questa lettrice, o quantomeno la sua firma, e di averla già vista recensire pure Bieber23.

“ommioddio, questo capitolo è bellissimo, l’hanno ammesso finalmente, dio aahh *_*

poi la fine oddio, è tutto così emozionante, questo capitolo mi ha davvero preso, è stato bellissimo,

thomas però non si deve intromettere, è così antipatico lol, no ok

continua prestoo fgjkbnvkjf baci (:”

Antipatico cosa, che non ha fatto niente? Nemmeno possiamo dire che si sia intromesso tra Evelyn e Justin, visto che qui mi pare più il contrario…

“Oh mio dio è bellissima questa storia! l’ho praticamente letta tutta d’un fiato 🙂 mi piace molto il fatto che lui non sia famoso per il fatto di essere un cantante ma……. beh per altro xDxD lei poi è dolcissima 🙂 bello bello davvero bello! non vedo l’ora di leggere il seguito!”

Giusto, è così raro che Justin sia famoso per la sua vita criminale, in queste fic…

“morirò per la dolcezza.

awwwwh, oddio.

ce, cavolo, finalmenteeee sdjfksd.

sono così belli.cwwc

datemi quel justin, vi preego sdfhjksd.

gna, aggiorna presto dai.çç

un bacio,

@itsdrewslaugh

O la tastiera si è suicidata o ci è passato sopra un gatto maestro di tip-tap.

Passiamo ora al capitolo ventuno, dove l’autricechiede diciotto recensioni per proseguire.

Saltiamo la fuffa e arriviamo al momento in cui telefona Ryan, che informa Justin del fatto che l’Uomo Armadietto ha bisogno del suo aiuto.

« E come posso aiutarlo io? » chiedo, come se fosse una cosa ovvia.

Mi tolgo i calzini, lasciandoli a terra.

« Scherzi, Justin? Si sa quello che fai e hai fatto in giro per la città. E sappiamo anche il giro di Lockerman. Su queste cose è ovvio chiedere a te, o sbaglio? »

Sbagli sì, visto che finora non abbiamo idea di come Justin abbia costruito la sua reputazione. Ci è solo stato detto che ha delle misteriose “conoscenze” da Thomas, che le ha poi citate solo una volta di sfuggita e basta, e che è nel giro della droga. Non abbiamo idea di cosa abbia fatto e di cosa faccia, a parte portarsi a letto qualsiasi scaldabagno con le tette.

Piton: – Forse è un problema di donne e per risolverlo Lockerman ha deciso di chiamare Justin perché vada a letto con la ragazza di turno.-

Shade: – Giusto, magari l’Uomo Armadietto è perseguitato da una ninfomane e ha bisogno di Justin per appagarla…-

Ellie (infilando a forza un chilo di chiodi in un barattolo insieme a dell’esplosivo): – Non si guarisce così dalla ninfomania.-

Shade: – Visto il livello di cultura delle ficcyne è facile che le autrici lo pensino. E spero davvero che quel coso che stai costruendo sia finto.-

Insomma, anche se Justin è titubante a “rientrare nel giro” (ma perché, quando ne è uscito?) accetta, così si mettono d’accordo: Evelyn verrà sbolognata a Caitlin Migliore Amica™ e Chris Fratello di Migliore Amica™, mentre Justino, Ryan l’Onnipresente e Chaz Capitan Inutile andranno a incontrare l’Uomo Armadietto.

Non succede altro di rilevante, quindi passiamo direttamente al capitolo ventidue, il solo ad avere una recensione negativa, che però voglio riportarvi solo quando avremo parlato del capitolo stesso.

Ah, stavolta non compare alcuna richiesta di recensioni. Ma sospetto che sia stata eliminata in un secondo tempo, e tra non molto capirete perché.

Intanto, parliamo del contenuto.

Dopo qualche riga di fuffa arriva Thomas a casa di Caitlin, che a quanto pare era stato invitato dalla stessa, e dopo un altro pochino di fuffa si mette a parlare con Hope della scena del giorno prima, quando Justin ha detto a più riprese che lei è una sua cosa. Vi avverto, il dialogo è delirante:

« Ripresa dalla scenata di Justin? » ridacchia, riferito alla scenata della sera prima e alla loro piccola litigata e rompendo il giaccio.

« Conosco Justin, ma ha davvero esagerato ieri. » continua, facendomi irrigidire.

Gli darei un pugno in mezzo ai denti, non deve ridere di Justin. Lui vuole solo proteggermi. Certo, a volte è davvero esagerato, come un maniaco del controllo, ma senza il suo carattere così forte mi sentirei persa, come sempre. Non sono qui per parlare male del comportamento di Justin insieme a lui.

« Non ha esagerato. Ha solamente ragione. » deglutisco, e abbasso lo sguardo.

Lui fa silenzio e scende dall’isola, mettendosi in piedi difronte a me. Non vedo la sua espressione, i miei occhi sono fissi sulle mie mani.

« Che intendi? » sussurra nervoso, e mi si stringe il cuore.

« Intendo dire che, lui ieri aveva ragione. Adesso sono “sua in tutti i modi”. » cito la frase detta ieri da Justin in un sussurro e fa silenzio, troppo silenzio. Vedo le sue mani chiudersi a pugno lungo i suoi fianchi. Spalanco gli occhi, vorrei allontanarmi. E se mi colpisce, se mi fa male? Ti prego, non farlo.

« Siete.. fidanzati? » chiede come se fosse un ringhio e annuisco leggermente, troppo impaurita dalla sua reazione.

NO, NON SONO FIDANZATI! Prima di tutto, non le ha chiesto di sposarlo, e poi dopo quanto ti ha appena detto nessuno penserebbe che stanno insieme, ma al limite che è stata plagiata, circuita, che le è stato fatto il lavaggio del cervello… non esiste che una dica “sai, non possiamo più vederci, ora sono solo sua” e l’altro risponda “ah, ti sei fidanzata”.

E per di più il nostro Decklon, alla fine del paragrafo, si scusa per avere “fatto la vittima”! E accetta di farsi da parte in virtù dell’amicizia che lo lega a Justin!

Thomas… Justin per te è stato un amico di merda! Appena ti ha visto nei pressi di Hope (peraltro mentre lui si faceva un’altra) è corso ad allontanarvi e a vietarti di vederla! Non si fa così tra amici! Se a due amici interessa la stessa ragazza se ne parla, si giunge a un compromesso, si trova un modo di far funzionare la cosa… oppure si litiga e non ci si parla più, succede anche questo, ma in quel caso non si è proprio amici, a mio parere. Se basta una ragazza a rovinare le cose, allora non vi importava molto l’uno dell’altro dall’inizio.

Di certo, comunque, non si lanciano minacce così, a caso! Thomas, malgrado tu stia dimostrando idiozia, sei comunque per Justin un amico molto migliore di quanto lui possa mai esserlo per chiunque!

Shade: – Seveurs, tu che ne pensi?-

Piton: – Perché lo chiedi a me?-

Shade: – Perché Gaia sa dire solo “miao”, Ellie è psicopatica, Joel è scappato urlando e inseguito da Abby, la quale non ha alcuna competenza che mi possa essere utile,e Cthulhu non lo capisce nessuno e comunque parlerebbe solo di divorare questi qua. Inoltre, tu sei l’opinionista.-

Piton: – Mettiamola così: se esprimerò una qualsiasi opinione, poi tu mi prenderai in giro per via di Lily?-

Shade (a disagio, sudando freddo): – Ehm…-

Piton: – Vai a farti fottere.-

Ci spostiamo ora al pov di Justin, che arriva sul luogo dell’appuntamento e vede Mark e Joe avvicinarsi all’Uomo Armadietto.

Cthulhu: – Thr… Shade, mpy n’jhke nl’ba ll’uhk n’uhn buf thffkuyy. Tlnhe bly’nha?- (Ehm… Shade, non ci hai detto chi sono questi due. Sono spuntini?)

Shade: – Sì, nemmeno l’autrice ha detto chi sono, mica è colpa mia…-

Davvero, eh: sono tornato indietro a cercarli e non vengono mai nominati. Carino, vero?

Una parodia di spiegazione su questi due arriva con questo breve pezzo:

« Justin. » dicono sia Mark che Joe, salutandomi con un pugno sulla mano. Non li vedevo dal mio ultimo arresto, quando ho deciso di smettere di spacciare insieme a loro. Li ho abbandonati, dopo aver tracciato il territorio qui a Stratford. Avevo tutto e tutti sotto di me. Mi sono fatto rispettare, diventando una specie di capo in città, e avevo in mano troppe piantagioni nascoste, troppo peso, e paura delle guardie. Mark e Joe mi hanno parato il culo in tribunale, slittando la colpa fuori dal mio conto.

Sticazzi! Hai diciotto anni, Justin! Come diavolo hai fatto a diventare il capo della città? Ad avere troppe piantagioni nascoste? E poi, paura delle guardie? Cos’è, siamo a Skyrim o a Stratford? Al limite paura della polizia!

Inoltre, ricordo bene che avevi paura di misteriosi figuri a cui dovevi dei soldi, prima! Deciditi, o sei tu il capo della città o sono loro!

fanwriter91: – Ricorda i suoi poteri: come in “Danger”, può passare dall’essere il criminale più ricercato dello Stato a un banditello di strada che nessuno riconosce solo perché serve alla trama. Egli possiede il Potere della Realtà. –

Shade: – Gli presento Zelith e Orlaith Alexander, uno solo di quei due lo apre come una mela…-

Infine, “slittando la colpa fuori dal mio conto”? Che cosa vuol dire? Cos’è, ti inventi pure il gergo?

Vabe’, l’Uomo Armadietto voleva vedere Justin perché un certo Alan Cerder di Toronto ha ammazzato “uno dei loro” che si era trasferito lì per spacciare (sì, spacciare erba).

« Si è portato via oltre 20 mila dollari di erba, e ci sta tenendo sotto controllo da parecchi mesi. » parla Mark. 20 mila dollari.

« Non sappiamo come fermarlo Justin. Avevamo pensato di attaccarlo a Toronto, ci inseguiamo da quando è morto Logan a Toronto. Lo sai anche tu, la prima cosa è il rispetto tra i gruppi. Ma anche non commerciare nel territorio di altri, e Logan senza il nostro permesso lo ha fatto. Ce ne siamo accorti troppo tardi. »

Ehm… non so se sapete come funziona la lotta tra bande, ma generalmente se uno dei vostri fa il cane sciolto e prende una simile iniziativa, le conseguenze sono solamente sue. Nessuno rischia una guerra per un idiota che va a invadere senza permesso il territorio di un rivale.

E poi, questo spacciava erba! Nessuno arriva ad ammazzare per dell’erba! È una droga da poco, che non crea dipendenza e quindi un giro di clienti fisso e costante, e soprattutto che non costa molto ed è facile da procurare!

Fossero coca, meth, eroina, polvere d’angelo, che per produrle servono denaro, lavoro, conoscenze, competenza… allora sì che a qualcuno possono girare le scatole, che si arriva ad ammazzare se un tizio venuto da fuori prova a soffiarti il giro! Per dell’erba si arriva al limite a tirare qualche pugno!

Va bene, sono ventimila dollari (che poi si scrive così), ma faccio notare una cosa: stiamo parlando di dollari canadesi, quindi al cambio attuale sono meno di quindicimila dollari. Sempre una cifra abbastanza alta, ma è meglio specificarlo. Anche perché l’autrice non si è resa conto della differenza. Per lei sono due valute identiche.

In ogni caso, pur essendo ventimila dollari si tratta ugualmente di erba… nessuno ci perderebbe troppo tempo. Magari gliel’avrebbero rubata dopo averlo pestato, causando qualche attrito con la banda dell’Uomo Armadietto, ma comunque qualcosa di risolvibile! I coltivatori sì, non sono persone con cui scherzare, ma è un’altra storia, qui parliamo di bande! Trattano soprattutto droghe pesanti!

Insomma, questi vogliono attaccare Alan, ma solo il suo magazzino, non vogliono ammazzare nessuno perché hanno paura di ritorsioni.

E perché, a rubare la droga non succede niente? (che poi, droga… è sempre erba…)

fanwriter91: – Così questo Alan è addirittura al di sopra dell’Uomo Armadietto. Deve essere equiparabile al Tribunale Vivente.-

Ellie: – Qua stiamo davvero sconfinando nella mitologia nerd.-

Shade: – Senza i nerd tu nemmeno esisteresti, lo sai, sì?-

Justin è indeciso, non se la sente di accettare di aiutarli ma nemmeno rifiuta, così promette di pensarci. Il resto è solo fuffa.

Ora veniamo finalmente alla mia recensione preferita, quella di Ladynotorius:

“Ciao.

Non so se cancellarti la storia o bannare tutti i recensori che ti danno retta quando dici “continuo solo con tot recensioni”.

Questo è il primo e ultimo WARNING che ti do’.

La storia si continua anche se solo una persona ti sta seguendo, si chiama RISPETTO, qualcosa che in questa storia non è mostrata.

Si ricevono duecento recensioni? Si ringrazia.

Se ne riceve solo una? Si ringrazia e si incensa per bene la persona che ha speso due minuti per scrivere, non sotto minaccia, ma perché ha pensato che ne valesse la pena.

non voglio vedere più un atteggiamento del genere, alla prossima blocco l’account, CHIARO?”

Penso di essermi innamorato.

L’autrice non ha più chiesto recensioni, dopo, ma ha comunque avuto il coraggio di rispondere:

“mi permetto di rispondere.

1 io ringrazio ogni singola volta per le recensioni.

2 con le persone che seguono la mia storia ci parlo anche fuori da efp, su twitter e rispondo personalmente ogni recensione, ringraziando e commentando le loro recensioni.

3 non credo di aver mai costretto ogni signola persona a lasciare una recensione, non è assolutamente un diritto. anche se “Non sono arrivata a quel tot di recensioni” ho sempre continuato, perchè io semplicemente amo scrivere e le recensioni non sono la cosa più importante

4 se proprio hai da farmi la ramanzina, devi sapere che non sono nè la prima, nè l’ultima che si permettere di dire “continuo dopo ecc”

5 mi permetto di dire “continuo dopo ecc” perchè molta gente legge senza recensire, e io non parlo di dirmi “come sei brava” ma semplicemente sapere nel bene o nel male cosa pensa la gente di come scrivo e della storia, se devo cambiare qualcosa o se non va bene il linguaggio, ed è esattamente quello che ho chiesto nei primi capitoli, e credo che è quello che la gente pensi di scrivere nelle recensioni che mi lascia.

6 se è una cosa che non va bene, non lo farò più.

mi scuso, e con tutto rispetto, grazie per l’avvertimento.

buona notte, agnese.”

Oh, sì… un elenco numerato…

1) Sticazzi che ringrazi! Lo faccio pure io, ogni volta che pubblico un nuovo capitolo, alla fine, inserisco lo spazio autore in cui ringrazio ogni singolo lettore citandone il nickname solo per il fatto che ha aggiunto la storia a un qualche elenco, ma non ho mai chiesto recensioni per andare avanti! Non vuol dire nulla ringraziare!

2) Rispondo anche io alle recensioni, e ci sono lettori che conosco di persona, con cui parlo persino su facebook o whatsapp, ma ancora non chiedo recensioni per continuare!

3) Ma come puoi permetterti di dire “le recensioni non sono la cosa più importante” se ne chiedi un numero minimo? E non inganni nessuno, ho fatto due conti e sei sempre arrivata al numero minimo prima di postare! I capitoli hanno la data di pubblicazione, e le recensioni persino l’orario! Non freghi nessuno, sai? E non dire che non credi di aver mai costretto ogni singola persona, non è necessario! Se i lettori vedono un messaggio “continuo a tot recensioni” si sentono costretti a prescindere, anche se non li citi per nome!

4) NON È UNA CAZZO DI GIUSTIFICAZIONE! Non è che se io ammazzo qualcuno allora domani il mio amico è giustificato ad ammazzare qualcun altro! Non sono Cthulhu!

5) Se vuoi sapere semplicemente cosa ne pensano le lettrici invece che ricevere un commento tipo “ODDIOAMOLATUAFICSEITROPPOBRAVAKISS”, ti basta dirlo! Scrivi “per favore, nelle recensioni lasciatemi un parere sincero sulla trama e sui personaggi, e non le solite sviolinate” e vedrai che qualche commento sensato comincerà ad apparire! Scrivere “continuo a tot recensioni” fa solo crescere il numero, non la qualità!

6) Ti bastava leggere il regolamento per sapere questo. O anche solo usare la testa. Non era così difficile immaginarlo.

7) “Con tutto rispetto” il sudicio perizoma di Mildred Mangiauomini… sei fortunata che probabilmente LadyNotorius non abbia sprecato tempo a leggere la tua risposta, io al suo posto ti avrei eliminato la storia solo per questo, dato che evidentemente non hai capito una mazza di ciò che ti ha detto…

Bene, procediamo… siamo al capitolo ventitré. Qui Justin ci dà un po’ di background su di lui, su com’era prima che Ryan l’Onnipresente e Chaz Capitan Inutile lo aiutassero a uscire dal giro (di cui però facevano parte anche loro, sembra):

Cosa avrei fatto senza di loro? Non volevo uscirne, era così bello stare lì, sentirsi importante, sentirsi il capo di qualcosa di così grosso a soli sedici anni e avere anche gente di venti sotto di te. Ero così assatanato di potere, da non capire quanto mi stavo rovinando. Loro, mi hanno trascinato via con la forza. Quale sano di mente avrebbe lasciato tutto quel potere e tutti quei soldi in mano a quell’altre teste di cazzo? Io non volevo, quel gruppo, era diventato la mia famiglia. Ma stavo dimenticando quella vecchia. Mia madre era da sola, i miei amici mi richiedevano, e non avevo “tempo da perdere”. Pensavo solo ad uscire la sera, prendere una mega sbronza e scoparmi qualche ragazza in discoteca, a casa, fuori, per terra. Tutto era lecito. Fumare e bere in continuazione, andare a ballare, spacciare qualsiasi tipo di roba. Non c’era nessun tipo di regola lì in mezzo, tranne una, la più importante: non spacciare sul campo di un altro gruppo. Ed è proprio quello che ha fatto Logan a Toronto, e per sua sfortuna, nel territorio di Alan. Rabbrividisco, sentendomi impotente a confronto di quel tempi, così belli e fottutamente liberi e pazzi, senza nessuna ragione.

A sedici anni? A sedici anni? Hai fatto tutto questo a sedici anni? A quell’età se provi a fare il capetto arriva il primo criminale di turno che dopo averti dato una sprangata di quelle buone ti dice di levarti di torno che puzzi ancora di latte! E vuoi farmi credere che comandavi persino dei ventenni?

Nessun criminale prenderebbe ordini da un ragazzino! Ma vuoi prendermi in giro o che? Non è assolutamente possibile che tu abbia avuto tra le mani un impero del crimine a quell’età! Al limite potevi essere a capo di una baby gang di teppisti e piccoli spacciatori, ma di strada per arrivare a fare il boss malavitoso ne avresti avuta ancora parecchia!

Inoltre, cosa diavolo dovresti decidere? Tralasciamo l’assurdità (di nuovo) di questo tuo essere stato il Big Boss di Stratford a soli sedici anni… lo dici pure tu che eri una persona orribile, che sei più sereno, adesso, e che ti senti in colpa per avere abbandonato tutti (anche se mi risulta che passassi dei soldi a tua madre per aiutarla, stando a quanto hai detto, quindi questa cosa non mi torna granché…). Non c’è molto da decidere, sfancula l’Uomo Armadietto e fregatene!

fanwriter91: – E non è finita qui: davvero l’autrice crede che uno che passa il tempo a scopare, ubriacarsi e drogarsi abbia l’intelligenza e le capacità tattiche per tenere in mano un impero del crimine dove chiunque non vede l’ora di spodestarti? Che un ubriacone manesco ed esaltato la faccia franca con la polizia alle calcagna? E soprattutto… ma non erano poveri? Non avevano difficoltà economiche? Non poteva usare anche solo un centesimo di quello che guadagnava per risollevare la famiglia? –

Segue un oceano infinito di fuffa in cui a Hope viene la febbre, quindi passiamo al capitolo ventiquattro. Ne mancano solo undici, forza…

La sola cosa rilevante che succede è che Justin prima comunica all’Uomo Armadietto di non volerlo aiutare, poi però ci ripensa e accetta.

In una parola, deficiente.

Arriviamo al venticinque, saltiamo l’enorme quantità di fuffa e incontriamo l’Uomo Armadietto, che si imbatte casualmente in Justin e Hopevelyn, che accenna alla loro partenza l’indomani.

Trovatosi così con le spalle al muro, il nostro Bedboy preferito deve necessariamente spiegare la situazione, e ovviamente Evelyn non ne è molto contenta:

« Ero il capo di Joe e Lockerman. L’altro giorno mi hanno chiamato e hanno chiesto il mio aiuto per un controllo di.. “merce” a Toronto. » sento la gola seccarsi, e il tono diminuisce notevolmente. « Dato che sono esperto, mi hanno chiesto una mano. Non è nulla di pericoloso. »

Giusto, andare a rubare droga a un boss mafioso non è pericoloso.

« Non hai accettato, vero? » chiede, con un minimo di speranza nella voce.

Sento il battito veloce del mio cuore echeggiare nel cranio. « Sono stato costretto. Non ho potuto fare nulla. »

Ma costretto cosa, che all’inizio hai pure rifiutato e hai cambiato idea solo perché l’Uomo Armadietto ti ha praticamente implorato!

« Guardami. » le dico duro, incazzato con me stesso. « Ho fatto di tutto per non andarci. Io ho bisogno di proteggerti, di stare accanto a te, perchè staccarmi da te ormai mi sembra impossibile. Ma non è nulla di grave Evelyn. »

NON HAI FATTO UNA SEGA! E poi nulla di grave i mutandoni di Joel, stai andando a derubare un boss mafioso!

E il bello è che alla fine Hope accetta la cosa e lascia correre!

Sì, mi pare una buona idea. Sei sicura di sentirti bene, oggi?

Siamo al capitolo ventisei. Facciamo un altro po’ di salto in lungo per superare la fuffa, incluso il piano da Giovani Marmotte dei poveri che elaborano questi deficienti per entrare nel magazzino, il classico Capannone Abbandonato™. Vi dico solo che per distrarre una guardia (pure disarmata) sparano a un albero. E questo cretino corre pure verso l’albero!

fanwriter91: – Siamo al livello delle guardie del primo Assassin’s Creed. –

Sarebbe esilarante se non fosse così assurdo! O forse sono io che mi sono desensibilizzato, non lo so…

Insomma, entrano nel magazzino e trovano la roba che era di Logan, ma la guardia che era corsa verso l’albero rientra e chiude la porta. Quindi nemmeno l’hanno tramortito? Sono criminali più stupidi di Cattivik!

Vabe’… andiamo avanti, c’è il capitolo ventisette.

Alan è apparso nel magazzino, probabilmente materializzandosi, visto che l’ultimo a entrare è stato il tizio di guardia, che non so che fine abbia fatto ora, e in perfetto stile Nemesis inizia a inseguire implacabile il protagonista, sfoggiando pure qualche frase in perfetto stile kattivo.

« Non sei cambiato per niente, Bieber. » […] « I bambini non dovrebbero andare in giro con le pistole. »

Poi però Justin gli punta contro la pistola, mentre Alan alza le mani perché è disarmato. E Justin non spara.

« Non sono in vena di scherzare, Alan. Ho ucciso il tuo amico, non ho problemi ad uccidere te. » ringhio, mentre vedo spuntare un sorriso sulle sue labbra. Alza le mani in aria e si avvicina lentamente, lasciando solo un metro di distanza tra di noi.

Stringo le dita intorno alla pistola, saldandola alla mia mano mentre la tengo fissa contro la sua figura.

« Ricordati, che anche io ho ucciso il tuo amico. » sussurra a voce bassa, ma lo capisco perfettamente. Stringo i denti, pensando quanto bastardo sia.

« Se non stai zitto ti faccio saltare la testa in aria. »Urlo, sentendo la vena sul mio collo ingrossarsi. Un rumore dietro di me mi fa abbassare la guardia, ma non mi guardo dietro.

MA COSA STRACACCHIO ASPETTI?? SPARA, DANNAZIONE! SIETE PURE IN VANTAGGIO NUMERICO!

« Dammi la droga di Logan. […] Ora. » gli urlo contro, prima di tirargli un ennesimo pugno sullo zigomo, sentendo le nocche andare a fuoco. Gira il viso di lato mentre il suo labbro sanguina e sputa accanto al mio pugno chiuso per terra vicino alla sua faccia.

AVETE GIÀ TROVATO LA ROBA DI LOGAN! COSA GLI ORDINI DI DARTELA???

Insomma, com’era prevedibile alla fine Alan lo disarma e inizia una stupida e fuffosa scazzottata tra i due (no, gli amici di Justin, pur potendolo fare, non muovono un dito), ma alla fine Justin lo massacra di pugni e, quando finalmente gli altri gli comunicano che hanno recuperato la droga, gli spara. Meno male che volevano solo riprendersi l’erba…

fanwriter91: – Quindi hanno appena ucciso un boss, giusto? –

Shade: – Avranno ricevuto una fraccata di Punti Esperienza…-

Ellie: – Sempre più neeeerd…-

Shade: – Vatti a sparareeeee…-

Saltiamo di nuovo la fuffa, che è parecchia, e torniamo a casa Bieber, dove il Bedboy sta per fare sesso con Hopevelyn per la prima volta, salvo bloccarsi perché:

Non posso farlo, sono un assassino.

Okay, a parte il fattoche pure gli assassini fanno sesso, stai dimenticando che sei anche uno spacciatore. Ma vabe’, è encomiabile che tu abbia dei sensi di colpa. Per avere ucciso uno che volevi uccidere da tanto tempo, ma ce li hai… cioè, è tutto incoerente, è questo il mio problema! Sei un criminale incallito e ti fai venire i sensi di colpa dopo? Non eri un boss già a sedici anni? O pensi che si possa comandare un impero criminale senza uccidere nessuno?

Arriviamo al ventotto. Hope è confusa per il cambio di atteggiamento di Justin, così va a fare un giro e incontra Chaz Capitan Inutile, che le consiglia di parlare con lui. Grazie di nulla, Chaz, era ovvio che dovessero parlarne per risolvere la cosa…

Al suo ritorno Hopevelyn trova Justin ad accoglierla:

« Dove cazzo sei stata? » la voce di Justin mi spaventa tanto da farmi quasi cadere i cupcake di mano.

Deglutisco spaventata dalla sua reazione avvicinandomi d’istinto alla porta con la schiena. « S-sono andata a f-fare un giro. » sussurro balbettando e vedo la vena sul collo di Justin ingrossarsi.

I suoi occhi miele sono scuri, quasi nocciola.

Ellie: – Coglionegan Mode On.-

Gaia: – Miao!-

« E non ti è passato minimamente per la testa che forse a me le chiavi della mia macchina mi possano servire? » urla marcando il “mia” avvicinandosi a me, e strappa con forsa le chiavi dalla mia mano destra, facendomi male. Spalanco gli occhi, terrorizzata dal suo comportamento.

« Eh? » mi urla in faccia, prendendomi stretta per un braccio e tirandomi verso la porta. Sento le sue dita immergersi nella mia pelle nonostante la giacca. La pelle mi brucia sotto il suo tocco. I suoi occhi ardono contro i miei.

Ha sviluppato un nuovo potere, il Tocco Ustionante! E chi è, Endeavor?

Urlo, facendo cadere i cupcake per terra, cercando di liberarmi dalla sua mano intorno al mio braccio. Sento gli occhi inondarsi di lacrime.

« Mi fai male! » urlo sentendo le gambe cedere. Sbatte il mio corpo contro la porta facendomi sbattere violentemente la schiena per poi lasciarmi cadere al pavimento ed uscire via di casa. Le ginocchia sbattono per terra e mi tengo in piedi poggiando le mani davanti al viso. Le lacrime mi bruciano il viso e cerco di raccogliere due cupcake un pò rovinati aggiustandoli come prima. Tocco il braccio destro stretto dalle dita di Justin e urlo per il dolore. Pensavo che non mi avesse mai fatto male, pensavo che non si sarebbe mai permesso di toccarmi in questo modo. Non come loro, non come le persone che mi facevano del male ogni giorno. Come ha potuto? Passo le dita sotto il naso e cerco di alzarmi, ma sento le gambe tremare così forte da farmi cadere di nuovo. Perchè sento come se il mondo si sia invertito? Perchè adesso sembra lui il pericolo? La porta dietro di me si apre e urlo spaventata, con la paura che possa farmi di nuovo del male. Mi accovaccio per terra sentendo il viso anare a fuoco.

« Evelyn! » Pattie si avvicina al mio corpo e mi allontano sbattendo contro l’attaccapanni. « Evelyn, che succede? »

« Non mi toccare. » sussurro in preda al panico, e mi sembra di essere tornata al punto di partenza. Non avrà mai fine, vero?

No, ovvio che no, altrimenti le lettrici si annoiano.

Ormai lo sappiamo che vogliono vedere Justin nelle vesti di psicopatico violento guarito dall’aMMMMMore della Hope.

Dopo questa scena Pattie vorrebbe cacciare Justin di casa, ma Evelyn invece decide di andarsene lei l’indomani. L’avesse fatto venticinque capitoli fa sarebbe stato meglio.

Nel capitolo ventinove ci spiega che vorrebbe andarsene per frequentare medicina al college, che è una buona idea, tutto sommato, ma secondo Pattie, e anche secondo Justin, non è pronta, infatti lei se la prende col nostro Bedboy perché è colpa sua se ha preso questa decisione.

A parte il fatto che spetta a Evelyn decidere se è pronta o no…

Comunque, Justino garantisce alla madre che la convincerà a desistere e poi se ne andrà lui. Beh, anche questa cosa di lui che si leva di torno mi piace.

Saltiamo l’enorme quantitativo di fuffa successiva, incluso l’ennesimo litigio tra Hope e Justin, e arriviamo al mattino dopo. Evelyn deve andare in aeroporto, ed è in cucina che parla con Pattie:

« Alle tre ho l’aereo. » le dico, prendendo un bicchiere dalla mensola.

Fa silenzio e poggia rumorosamente la tazza sul bancone. « Non posso credere che te ne vai davvero. » sussurra e il cuore mi si stringe violentemente. […] « Ti voglio tanto bene Evelyn. Sono le tue scelte di vita e non posso assolutamente ostacolarle. Devi vivere la tua vita adesso che finalmente puoi, senza i tuoi.. genitori. Qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno, chiamami. Ci sarò sempre per te, la mia famiglia è aperta. Fai parte di noi. » […] « Mi dispiace così tanto che Justin ti abbia ferita.. è distrutto, e tornerebbe indietro. » quando nomina il suo nome il mio corpo si paralizza. « Non lo vedevo così da due anni, forse. Così sconvolto e spaventato. » sussurra pensierosa, prima di avvicinarsi al piano cucina. Mi chiede se pranzo a casa e rispondo di si, annuendo leggermente. Dei passi per le scale mi fanno girare di scatto. Justin scende lentamente.

[…]

« Justin, dovrai accompagnare tu Evelyn in aeroporto, oggi ho l’incontro scuola-famiglia con i genitori. Me l’ha appena ricordato il preside.» sussurra, forse capendo lo stato di disagio tra me e lui. Annuiamo entrambi leggermente, prima di sparire nelle nostre camere e riapparire a pranzo.

Pattie, sei più deficiente di tuo figlio.

Ma porco Hank Pym, è facile intuire che non bisogna lasciar sola la vittima col carneficie! Un uomo che picchia una donna va allontanato quanto prima, non gli chiedi di portarla all’aeroporto perché così possa andare via da lui!

E infatti…

« Non posso farti partire. » dico, fermando la macchina in una piazzola di servizio. Mi guarda scioccata.
« Cosa stai facendo? » urla, indicandomi con una mano. « Metti in moto, perdo l’aereo! »

Ridacchio nervoso. « Credi davvero che io ti lasci andare via da me? » chiedo sarcastico, ma lei sa benissimo che non è una domanda.

Alzi la mano chi non sta sudando!

Cthulhu (alzando la mano): – Lny!- (Io!)

Shade: – Tu non hai le ghiandole sudoripare, grazie al cacchio…-

« Sto cercando di proteggerti! » urlo, prima di chiudere gli occhi e sbattere il mio corpo sul sedile, troppo stanco per continuare. Tocco il mio petto sentendo i lividi farmi male. Perchè non l’ascolto?

« Non lo stai facendo nel modo giusto. » dice, prima di sedersi di nuovo sul sedile, incrociando le braccia al petto. « Da cosa dovresti proteggermi? » sussurra dopo un pò, come ricordandosi delle mie parole.

« Dal mio passato, da me, da ciò che ho fatto. Non sono pronto per dirtelo Evelyn, ed è per questo che sto così! E invece di aspettare stai dicendo di scappare.. da me! » urlo in preda al panico, sentendo l’aria mancare.

Se davvero vuoi proteggerla lasciala andare, maledizione! A maggior ragione se temi che il tuo passato le possa far del male! Ma cosa diavolo deve aspettare, che la ammazzi?

« Non voglio che tu ti senta costretta a.. rimanere. Non hai nessun motivo per perdonarmi. Volevo solo chiederti scusa, per quello che ti ho fatto. »

Ah, no, giusto, non deve sentirsi costretta… MA FATTI DUE GARGARISMI COL NITRATO DI AMMONIO!

Per fortuna, comunque, Evelyn parte per San Francisco, e si chiude il capitolo.

Questo non prima che quella eminente cretina dica a Justin che l’ha perdonato.

Arriviamo al trenta, dove si confida con gli amici, che gli offrono conforto e supporto:

« Sta succedendo di nuovo? » chiede [Chaz Capitan Inutile], con un filo di voce, e io non posso far altro che annuire. Sbuffa di nuovo, prima di poggiare una mano sul mio ginocchio, richiamando la mia attenzione. « Non puoi permettere che riaccada. Sei più forte di questo Justin. Non puoi rifarti del male, hai dovuto uccidere Alan per difesa personale. E quando hai ucciso il suo amico due anni fa è stato per sbaglio. »

DIFESA PERSONALE UNA SEGA, LO AVEVA MASSACRATO DI PUGNI ED ERA DISARMATO!

Quanto all’amico di Alan, forse ho tagliato il pezzo: Justin lo uccise durante uno scontro tra bande, o almeno è quello che si riesce a presumere, visto che non viene specificato. Ad ogni modo NON ERA LEGITTIMA DIFESA L’OMICIDIO DI ALAN!

Segue un gigantesco cumulo di fuffa, anche nel pov di Evelyn, quindi andiamo avanti.

Abbiamo poi un capitolo e mezzo di fuffa, e arriviamo praticamente all’ultimo paragrafo del trentadue, quando Justin si presenta alla porta di Evelyn. Non so come l’abbia trovata.

Arriviamo al trentatré. Evelyn lo fa entrare in casa, anzi, lo fa accomodare e gli offre qualcosa. Le regole dell’ospitalità sono più importanti della violenza domestica.

Insomma, Justin racconta a Evelyn i dettagli del suo passato e ciò che è successo a Toronto.

« Due anni fa, facevo parte di quel gruppo, che conosci bene. E per sbaglio, ho ucciso un ragazzo. » […] « Fu tutto uno sbaglio e sono caduto in una depressione profonda. Ho bevuto e fumato come non mai. Passavo giorni a dormire, oppure non dormivo per niente, mi sentivo benissimo e poi da merda. » sospira pesantemente, distogliendo lo sguardo dal mio e posando i suoi occhi sul muro dietro il mio corpo.

Più emo di Trafalgar Law.

Se non altro, almeno, ha involontariamente descritto qualcosa di molto simile al disturbo bipolare, almeno in parte. Anche se, precisiamo, Justin non ne è affetto, perché non si guarisce in due anni nemmeno coi farmaci giusti.

Non vi riporto altro della sua spiegazione, non servirebbe a niente, è ridondante, e neanche la storia di quello che è successo a Toronto, in cui insiste nel dire che ha ucciso Alan per difendersi, anche se, insisto, lo aveva massacrato di pugni un attimo prima. Alla fine comunque, Hopevelyn se ne esce così:

« Mi dispiace così tanto.. » sussurro piano, cercando di bloccare il mio sfogo. […]

« Per cosa? » chiede sbigottito, come se io non avessi colpe e alzo subito la testa, incontrando i suoi occhi stanchi e spenti.

Deglutisco, incerta sul da farsi, ma alla fine, cosa ho da perdere?

« Per essere scappata, per non averti dato il tuo tempo, per aver insistito e averti fatto passare dalla parte del torto. Dovevo aspettarti Justin, e non l’ho fatto. Ho pensato solo a me ed a come mi trattavi.. » […] « ..avevo capito che c’era qualcosa che non andava in te, ma non riuscivo a spiegarmi il perchè, tu non mi hai detto nulla.. » lascio a mezz’aria la frase, non sapendo più cosa dire, come scusarmi per il mio gesto orribile.

Prima di esplodere vi dico che rincara la dose il mattino dopo, a colazione:

« Non ho niente da perdonarti, ma devo dirtelo. » sussurro, prendendo le sue mani tra le mie. « Ti perdono Justin, ho davvero bisogno di te, e l’ho capito solamente in questo momento. Scusa per ciò che ti ho fatto. »

MA STIAMO SCHERZANDO???

Depressione o no, non è minimamente giustificabile! Justinha parecchio da farsi perdonare, e questa deficiente di una Hope non deve scusarsi di nulla! Ha fatto benissimo a scappare! Qui stiamo completamente rovesciando la dinamica di quanto è accaduto tra i due!

Piton: – Beh, è pur vero che le vittime di abusi domestici spesso e volentieri addossano la colpa su se stesse e giustificano in tutti i modi i loro compagni violenti. Tua madre ti ha raccontato storie del genere, se ben ricordi (ovviamente senza violare il segreto professionale, dato che non erano suoi pazienti), non più tardi dell’altra sera.-

Shade: – Non so se mi sento a mio agio sapendo che origli le mie conversazioni private, ma hai ragione. È una triste realtà, e non deve in alcun modo essere fatta passare per una cosa normale o una relazione sana, come sta succedendo qui.-

Cthulhu: – T’rhyl sha’khnath khmuthun’ga!- (Farò di loro il mio pasto!)

Ellie (brandendo il lanciafiamme): – Se vuoi te li faccio flambé!-

Gaia: – Miao!-

Mentre questi tre decidono come ucciderli, noi procediamo con la recensione. Abbiamo quasi finito.

Siamo al capitolo trentaquattro, il penultimo. Nell’angolo autrice ci viene comunicato che il primo capitolo ha superato le novemila visualizzazioni. Io voglio morire.

Ellie: – Okay.-

Shade: – Tu stai lì nel tuo angolo! Questa soddisfazione non te la do.-

L’autriceci chiede anche di leggere la nota in fondo. Salto subito laggiù, anche perché è la prima volta che ne inserisce una a fine capitolo. Leggendola capisco che è il capitolo in cui i protagonisti faranno sesso la prima volta:

“okay mi sto vergognando un casino, ma finalmente ce l’ho fatta.

sicuramente vi deluderò. è la prima volta che scrivevo qualcosa del genere, e sinceramente non

avevo idea come scriverlo.

non volevo che fosse come tutte quanti lo scrivevano.

volevo che tra justin ed evelyn fosse speciale, intimo, non uno sbatti sbatti qualsiasi, lol.

btw im so sorry. non pubblicavo da una vita e finalmente ci sono riuscita.

scusate per l’attesa (lo dico sempre lo so) ma non avevo ispirazione.

spero che ne valga la pena, E VI PREGO, FATEMI SAPERE COSA NE PENSATE”

Tranquilli, si vedrà benissimo che era per lei la rima volta in cui scriveva una cosa del genere… e no, non sarà poi tanto diverso da ogni altra ficcyna.

Torno in cima e i due iniziano subito a darci dentro. Si parte alla grande!

Tuttavia vengono interrotti subito da Baylee, una ragazza che Evelyn ha conosciuto a San Francisco (e che è pure figlia del suo padrone di casa, pensa te…). In ogni caso l’intrusione dura poco, e dopo un po’ di fuffa ricominciano.

Ma oh-oh, sorpresa! Hope non è vergine! E indovinate chi l’ha sverginata?

Esatto, suo padre!

« Non sono vergine, Justin. » […] « Tre anni e mezzo fa mio padre.. » le parole mi muoiono in gola, ricordando ogni singola cosa, ogni singolo momento di quel giorno di cui ho deciso di dimenticare. Avevo deciso che quell’avvenimento non mi avrebbe mai cambiata, non mi avrebbe mai fatto stare male, e ciò ho fatto. Tempo fa quel ricordo è ritornato a galla, ma per me, non è mai stato importante. Non ho mai pensato all’amore, i miei finti genitori non me l’hanno mai mostrato.
[…]

« Mi dispiace davvero tanto.. » sussurra al mio orecchio.

« Non importa, non mi è mai importato. »

Non ti è… mai importato?

Ma porca di quella scrofa fangosa con la tenia, TE NE DEVE IMPORTARE ECCOME! Sei stata violentata! Chissenefrega dell’amore, qui parliamo di stupro! Non c’entra un accidenti di niente!

È come paragonare il burro con la ferrovia, come diceva Renato Pozzetto!

Vabe’, la scena prosegue, per fortuna col preservativo. Saltiamo tutto, arriviamo al capitolo successivo, che è l’ultimo. O meglio, l’ultimo pubblicato, nelle intenzioni dell’autrice la storia doveva proseguire, ma non ha mai più aggiornato.

Insomma, per riassumere Evelyn e Justin discutono del loro futuro, e Hope gli propone di trasferirsi con lei. Dopo un timeskip, tuttavia, questi due sono di nuovo in Canada e arrivano da Pattie, ma solo per comunicarle che si trasferiscono entrambi. Il resto è inutile fuffa.

Con questo posso dire di aver finito la recensione. Non c’è altro.

In sostanza, possiamo dire che questa fic è tutta da buttare: Hope è la classica ragazzina timida e impacciata alla Twilight che non ha alcuno spessore come personaggio, con un passato traGGGGico a caso. E una fobia del contatto (stavolta ti frego, Severus!) che svanisce dopo tre secondi!

Justin, come al solito, è un criminale psicopatico, violento e assurdo, che già a sedici anni era a capo di un impero della droga. Sì, e io sono il Gigante Corazzato.

Tutti gli altri personaggi sono inutili, primo tra tutti Chaz, che merita come sempre il primato (difatti è un nuovo Avengers, Capitan Inutilità), ma anche il Decklon della storia, Thomas, che scompare appena Evelyn e Justin si mettono insieme, non scherza. Crea un po’ di “tensione”, poi basta… si ritira in buon ordine, come se fosse una cosa normale. Peraltro tirando in ballo un’amicizia che, tra lui e Justin, di fatto non esiste!

Boh… non posso credere al successo di ‘sta porcheria… la trama è banale, gli eventi sono assurdi, ci sono slut shaming, apologia di violenza e di reato, persino di omicidio e incesto.

Perché, ricordiamolo, Evelyn e Justin sono cugini, malgrado si definiscano “solo parenti”, cosa che comunque lo rende incesto. Certo, alla fine viene fuori che in realtà è stata rapita, quindi non è biologicamente figlia della cugina di Pattie, e quindi non è parente proprio di nessuno, ma il concetto di “non siamo cugini, siamo solo parenti” sostenuto dalla protagonista (e quindi dall’autrice) per tutta la fic suggerisce che se il tuo love interest è tuo cugino non ci puoi fare nulla, ma se è tuo parente sì.

Oltre a essere una cosa insensata è comunque un messaggio sbagliatissimo! Cugini o parenti è comunque incesto! Il fatto che lei sia stata rapita da piccola, poi, non migliora le cose, risolve la questione incesto, ma non rende la situazione meno tossica!

Oltre a tutto questo ci sono anche temi delicati trattati come sempre alla cavolo e, non dimentichiamolo, KELSEY!

Inutile dirlo: questa robaccia va segnalata di corsa. Speriamo nell’operato di Suinogiallo, nella sua spietata giustizia.

Un saluto da me e dai miei assistenti:

Piton: – Ammirevole.-

Cthulhu: – Tlye nl’va ktn’hy blut.- (Vado a mangiare qualche dottore.)

Gaia: – Miao!-

Ellie: – Ora posso sparare a qualcuno?-

A presto, gente!

P.S. (aggiornamento del 30/10/2020): Suinogiallo ha rimosso la fic da EFP! Vinciamo ancora!

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