“Bipolar [Carmen One-Shot]” (spoiler: non si parlerà mai di vero bipolarismo)

La mattina pareva essere cominciata bene per gli standard di Nuova Fanficcinopoly. Shade Owl e i suoi coinquilini avevano fatto colazione (per una volta) tranquillamente, riposando le meningi stanche dall’ultima recensione. Addirittura, Ellie aveva deciso di mettersi all’opera già dalle prime ore del giorno, e da quel momento non si era ancora fermata, lasciando che gli altri vivessero quei pochi istanti senza di lei serenamente.

La pace però, com’era di routine in casa Owl, svanì in poco tempo.

Un pesante colpo sfondò la porta d’ingresso, facendo sobbalzare tutti e riempiendo la casa di polvere e residui di muro.

«Ellie!» urlò Shade Owl, potendo scommettere che quello strano essere vivente avesse già cominciato a mietere vittime. Si voltò subito verso il luogo dell’esplosione, ignorando le urla disperate del Grande Antico, già distrutto dal lavoro che avrebbe dovuto fare.

«Non guardare me! Le mie molotov sono ancora fredde!» si difese lei spuntando fuori dal bagno con in mano due bottiglie. Anche soltanto la sua posizione all’interno della casa fece capire al recensore di essersi sbagliato su di lei.

«Allora chi?» sussurrò avviandosi verso l’ingresso, seguito da tutti gli altri. Mentre il professor Piton teneva impugnata la sua bacchetta, pronto a scaraventare qualche Sectumsempra a chiunque avesse invaso la loro proprietà in questo modo barbarico, due figure si fecero avanti.

Erano un uomo ed una donna, a primo impatto. Il primo era alto, probabilmente uno e ottanta, e dalla carnagione olivastra, con i muscoli che si potevano ben vedere sotto la camicia nera. I capelli neri erano portati alla militare e, dipendentemente dove la luce li colpiva, rivelavano dei riflessi violacei. Gli occhi erano neri, con le iridi dalla strana forma triangolare, come se non fosse umano, e quello sinistro era sottolineato da due nei. Nel complesso, aveva un’aria strafottente e fredda, come se non potesse (o non volesse) provare emozioni.

La seconda era leggermente più bassa, poco più di un metro e sessanta, e sembrava molto più allegra. La carnagione pallida, macchiata di acne sulle guance, i capelli lunghi e castani e gli occhi vivaci che guizzavano tra i vari presenti nella stanza suggerirono al recensore che non poteva avere più di vent’anni.

Entrambi erano abbigliati in modo elegante e professionale, con l’uomo che vestiva come se lavorasse in ufficio, la camicia bianca e i pantaloni neri in seta completamente lindi nonostante la nuvola di calcestruzzo che ancora volava attorno a loro, e con la giovane che, oltre a quei due identici capi, con la sola differenza che i pantaloni erano bluette, indossava anche un gilet in seta dello stesso colore, con un bel pattern floreale dietro.

«Chi siete voi?» chiese Shade Owl, non capendo come mai due persone di quel genere potessero trovarsi a Fanficcinopoly. I Buchi di Trama erano in grado di portare chiunque lì, questo era anche vero.

«Kuki Urie, avresti potuto bussare.» la giovane si rivolse al compagno, ignorando in un primo momento gli abitanti della casa.

«Avrei anche potuto, sì…» sussurrò l’altro, controllando con la mano guantata i danni che aveva fatto. Con un sospiro, la ragazza si diresse verso il recensore, la mano tesa e aperta davanti a sé.

«Shade Owl!» urlò con estrema felicità. Tutti rimasero confusi da tale reazione.

«Presente..?» disse il recensore stringendo la mano alla sconosciuta. Non aveva idea di chi fosse. Non l’aveva mai vista, neppure per sbaglio. E ne era sicuro.

«Ci conosciamo già, ma tu non mi puoi riconoscere.» disse lei facendo un piccolo inchino con il capo verso gli altri presenti. Anche verso Gaia, che ne rimase affascinata. Normalmente gli ospiti del suo padrone non si rivolgevano così a lei.

«Aspetta, come hai detto che ti chiami?» scosse il capo Shade Owl, ricordandosi il nome dell’uomo. Kuki Urie… Doveva l’aveva già sentito? Poi, come un fulmine, la rivelazione.

«Oh, tu devi essere-»

«Micol Izzo! In arte Kim Micol.» lo interruppe mettendosi in posa, come se fosse il villain di un anime.

«-Micol, già.» Shade Owl terminò la sua frase nonostante l’interruzione. Era una lettrice abbastanza presente sulla loro raccolta. Commentava molto e spesso, e più volte avevano conversato in questo modo.

«Come mai sei qui? Non ti ho chiesto di venire e non sei una recensora se non erro.» le chiese facendola accomodare meglio dentro casa sua. Lasciò Cthulhu e il nuovo arrivato occuparsi dell’uscio, sicuro che ce l’avrebbero fatta anche stavolta. Non conosceva le abilità di Urie, ma molto bene quelle del Grande Antico.

«Sai, stavo scrivendo quello che mi avevi chiesto e mi è venuta un’idea.» la giovane prese a parlare dopo un respiro profondo e mostrò il suo telefono al giovane. Sullo schermo lampeggiava la schermata home di Wattpad, tenuta sulla modalità scura.

«Dimmi.» Shade Owl la invitò a continuare, ma era ormai palese cosa volesse mostrargli. Avevano parlato una volta in privato in merito a un articolo che lei avrebbe potuto scrivere sul disturbo di bipolarità, di cui pareva esserne affetta, e che avrebbe aiutato le persone a capire come mai tale disturbo era sempre descritto male nelle fan fiction che recensivano.

«Ho trovato questa fiction.» concluse velocemente. Dopo pochi tocchi gli mostrò di nuovo lo schermo. Questa volta era l’anteprima di una storia. La copertina era abominevole: una ragazza, che riconobbe come Lauren Jauregui, una delle cantanti delle Fifth Harmony, era stata rappresentata con il viso tagliato a metà. La parte sinistra era normale, rivelando il vero aspetto della cantante, mentre quella destra era un tragico lavoro di photoshop che la ritraeva con un tremendo livido sotto l’occhio e le guance magre. Era davvero terribile, soprattutto dopo l’aver notato la scritta “Bipolar” sotto.

«Dovrei chiedere ad Evgenij-»

«Non voglio fare la recensora. Non ancora, almeno. Voglio solo buttare questo sgorbio giù!» ruggì stringendo le mani attorno al telefono. Il recensore e i suoi coinquilini fecero un passo indietro. Solo Ellie parve sempre più interessata a quella sconosciuta.

«Dovrei comunque chiedere…» sussurrò Shade Owl, ma una strana sensazione lo colpì. Spostò lo sguardo dalla ragazza all’entrata e rimase pietrificato. Urie lo fissava, l’occhio sinistro improvvisamente nero con una fiammante iride rossa. Non pareva volergli fare del male, ma il solo guardarlo così gli mise i brividi.

«Va bene, diciamo che per questa volta lo facciamo.» accettò sospirando. Sapeva che avrebbe dovuto chiedere prima, ma se fosse stato per una volta non sarebbe successo nulla di male no?

«Perfetto!» sorrise in modo eccessivamente contento la giovane.

«Non abbiamo tempo da perdere. Ci aspetta una fanfiction da distruggere.» si mise le mani sui fianchi ed aspettò che le facessero strada verso la loro postazione di lavoro. Piton si offrì gentilmente di accompagnarla, mentre Ellie usciva dal bagno e si affiancava a Shade Owl.

«Mi piace questa ragazza.» disse. Micol si girò e con sguardo omicida, ridotto a due fessure dal sorriso macabro, rise.

«Tu a me no.» le rivelò. Piton si coprì il viso con una mano, cercando di non far vedere il sorriso che gli era venuto. Shade Owl sbuffò.

«Piace a me, adesso.» diede una leggera spinta alla ragazza e si diresse verso la porta. Mentre i due signori si occupavano di rimetterla al suo posto, guardò fuori e rimase pietrificato dall’enorme scia di vittime che avevano lasciato dietro di loro. Gli infetti erano stati tutti come tagliati a metà o squarciati in maniera disumana. Neppure Ellie ne era capace.

Scuotendo il capo, Shade Owl si voltò verso lo strano individuo e rimase ancora di più di sasso quando vide lo strappo nella camicia, all’altezza della spalla destra.

Non disse nulla, preferendo solo avviarsi verso la loro postazione, sicuro di aver visto cose molto più strane in quella città.

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Mi chiamo Micol Izzo, in arte Kim_Micol, e oggi vi spiegherò bene che cos’è il disordine bipolare.

Ovviamente, in grande stile Demoni, ho deciso di spiegarvelo tramite la recensione di una fanfiction. Non sono una Demone, ma pensavo fosse meglio per voi, così da capire gli errori e perché vengono commessi. È immorale scrivere certe cose e poi negare l’evidenza.

La storia di cui parlerò oggi si intitola “Bipolar [Camren one shot]” di edwardsangel. Dire che è corta è inesatto. Conta solo cinque capitoli, di cui l’ultimo è solo un avviso, ma sono abbastanza lunghi da farmi penare. Risulta completata nel 2016, anche se in un modo che… Beh, lo vedremo assieme dopo. In fondo, è una one-shot, anche se scritta male. Ahimè, l’inglese viene sempre stuprato malamente nelle fiction. Povera lingua, poco capita e troppo violata. In oltre, vi è anche un sequel, che se volete porterò in seguito. C’è da penare anche su quello, non vi preoccupate.

https://www.wattpad.com/story/116658442-bipolar-camren-one-shot

Con me, in questo breve ma tragico viaggio, ho l’onore di presentarvi Kuki Urie, agente semi-speciale del Fronte Unito di Tokyo, nonché mio bodyguard (with benefits).

Urie:- Non è vero. Ti proteggo dai ghoul solo perché…-

Micol:- Perché? Avanti Kuki, dì perché.-

Urie:- … Perché cucini bene… (Sei morta.)-

Micol:- Certo. E non perché potrei ucciderti in un attimo, giusto?-

Urie:- … (Appena ce ne andiamo, ti affetto.)-

Tranquilli, ci amiamo più di quanto facciamo vedere.

Urie:- Non ti amo. Sei pure minorenne. (perché sono venuto?)-

Dato che mi ha invitato lui a raccontarvi la mia esperienza, abbiamo con noi Shade Owl, l’ormai ben noto a tutti Demone, di cui riconosciamo e ringraziamo la distruzione di tutte le fiction di Bieber23, e la sua squadra, che mi aiuteranno in questa recensione.

Shade Owl:- Ti sei autoinvitata tu qui.-

Micol:- Dettagli. Professore, lei prende del té?-

Piton:- Classico, grazie. Senza zucchero e con un goccio di latte.-

Micol:- Kuki, potresti…-

Urie:- … (Quando la smetterai di trattarmi come il tuo maggiordomo?)-

Micol (con Gaia sulle gambe):- Bene, incominciamo.-

Prima di qualsiasi cosa, dobbiamo spiegare cos’è il bipolarismo, giusto? Giusto.

Il disturbo bipolare, o volgarmente chiamato bipolarismo, rientra nei disturbi dell’umore ed è caratterizzato da gravi alterazioni delle emozioni, dei pensieri e dei comportamenti. Chi ne soffre può essere al settimo cielo in un momento e alla disperazione in un altro senza alcuna ragione apparente. Può manifestarsi a causa di: stress, abuso di sostanze o farmaci (come antidepressivi), cambiamenti stagionali o mancanza di sonno. L’età media in cui si manifesta è di diciotto anni, quindi io ci rientro, la protagonista ci rientrerà e così molte altre persone. Questa cosa del fatto che sono ragazzi a soffrirne lo rende perfetto per le fyccine. DISGUSTING!

Il motivo per cui si è manifestato in me è dovuto allo stress derivato dalla Didattica A Distanza (la mitica e distruttiva D.A.D.) di cui ho usufruito e sto di nuovo usufruendo durante questi mesi di quarantena (frequento la quarta liceo).

Okay. Dopo questa breve parentesi, iniziamo la recensione.

Shade Owl:- Vediamo come te la cavi.-

Micol:- Ho imparato dai migliori.-

Gaia:- Miao!-

La trama della fic è la seguente:

“Lauren Jauregui soffre di disturbo bipolare dall’età di 19 anni, cosciente della propria malattia decide di rivolgersi ad uno psichiatra per potersi curare. Lauren diventa così una paziente della affascinate, carismatica e perspicace dottoressa Camila Cabello. Durante la diciassettesima seduta si rende conto che qualcosa sta cambiando, e ciò non riguarda soltanto la sua guarigione. Si rende conto di provare dei sentimenti per Camila, la sua psichiatra.”

Si tratta, appunto, di una fiction tra Camila Cobello e Lauren Jauregui, al tempo entrambe membre delle Fifth Harmony prima che la Cobello abbandonasse il gruppo nel 2018 per seguire una carriera da solista. Qui c’è scritto correttamente Jauregui, ma subito dopo nel primo capitolo abbiamo Jaurengui. Boh.

Allora, da dove iniziamo? Possiamo soffermarci sull’età, se a voi va bene.

Io ho diciassette anni e ne soffro da poco. L’ho scoperto un paio di mesi prima di parlarne con un esperto, ed effettivamente succede che si sviluppi in età adolescenziale, come quasi tutti i disturbi e le malattie mentali. Ricordiamoci solo che si tratta di un disturbo, e quindi non necessita di cure, come le malattie, a meno che non siano in stato avanzato. Prendere medicinali come antidepressivi potrebbe aiutare, ma io mi sono rifiutata di farmi prescrivere alcunché.

Quindi, la protagonista aveva diciannove anni e posso immaginare come l’abbia presa. Scoprire di soffrire di un disturbo è davvero sconvolgente. Immagazzini le informazioni che meno vorresti sapere e cominci a capire che quello che fai non è normale. Non del tutto, almeno. Io lo capii perché soffrii di depressione così tanto da perdere l’appetito. I miei genitori, pace all’anima loro, non l’avevano capito e pensavano fosse semplicemente anoressia. “Semplicemente per modo di dire.” Non volevo mangiare perché non me la sentivo. Mi veniva la nausea a pensare al cibo, e l’idea che qualche giorno dopo avrei rivisto i miei compagni di scuola mi demoralizzava, sapendo che avrei dovuto passare del tempo con gente bigotta, ottusa e ignorante. Inutile dire che avevo ragione. E forse anche troppa visto quello che è successo. E no, non mi interessa molto se leggeranno questa recensione per qualche mistica ragione. Almeno capiranno che non sono scema, come temo pensino.

Ma bando alle ciance, rimettiamoci al lavoro.

Come prologo abbiamo una partenza a bomba con la presentazione diretta della protagonista. Va bene, è un prologo, lasciamo che i personaggi si presentino.

Sono Lauren Jaurengui, per esattezza la vera Lauren, lo sono da circa due giorni in realtà. La falsa Lauren se sta buona da più di 48 ore, ma è ancora dentro di me. Ci è sempre stata.

Non sentirti confuso, hai capito bene, esistono veramente due Lauren, la vera e la falsa, le mie due personalità. Nel caso tu non lo abbia ancora capito all’età di 19 anni mi è stato diagnosticato il disturbo bipolare, la mia vita, da quel giorno, divenne un inferno.

Mi dici di non essere confusa. Tranquilla, non lo sono. SONO FURIOSA, IN COMPENSO!

Da dove cominciamo?

Shade Owl:- Dalle personalità.-

Giusto. Allora, le personalità. Lauren si definisce come due entità differenti residenti nello stesso corpo. Questa, miei cari, si chiama “disturbo della personalità multipla”, un disturbo mentale che prevede uno sdoppiamento o una frammentazione della persona, e consiste nello sviluppare letteralmente delle personalità diversi da quella che solitamente mostriamo agli altri. Per farla semplice, è come se tante persone differenti condividessero un corpo solo.

È un disturbo interessante dal punto di vista letterario e io ho letto molti libri a riguardo (di cui non ricordo i titoli perché io sono così con i nomi… Non li ricordo). Un caso famoso è “Il curioso caso del Dottor Jekyll e Mr. Hide”. Anche se l’opera è molto più fantasy di quello che davvero succede nella realtà, l’esempio è chiaro. Una persona che normalmente ha una personalità ben definita ogni tanto cade in uno stato di oblio, non ricordando nulla di ciò che gli è successo in quel momento. Esatto, proprio così. Le persone che ne soffrono hanno molti “buchi di memoria”, tanti quante le loro personalità, e tendono a temere molto questa cosa.

Shade Owl: – Io una volta scrissi una storia… si intitola “Salvation – Pianeta Morto”. È una horror/sci-fi, e la protagonista, tale Alexis, soffriva per l’appunto di disturbo della personalità. Forse non sono stato massimamente accurato nel descrivere questo problema, ho liberamente interpretato alcune cose, le ho adattate al tono della storia e al personaggio… potremmo chiamarla “licenza poetica”. Se non altro, non era il centro della storia, pur essendone una parte importante, e soprattutto nessuno di quelli che l’hanno letta (e ve l’assicuro… sono tanti) mi ha avvertito che stavo scrivendo una cazzata.-

Micol:- L’importante è imparare e rendersi conto degli errori. L’autrice però si è lamentata del fatto che due utenti l’abbiano rimproverata per questo, dicendo di aver utilizzato la sua “libertà da scrittore” per scrivere qualcosa che non ha assolutamente senso.-

Da notare il fatto che entrambe le personalità si chiamano Lauren. Sbagliato! Le personalità solitamente si danno nomi vari, volendo definirsi come una persona a parte rispetto al “corpo”. Per esempio, una ragazza di nome Marta avrà la personalità dominante di nome Marta, che consiste nella sua vera personalità, quella che normalmente dovrebbe essere l’unica, ma le altre si daranno nomi come Charlotte, Diana, Julia, Marcus. Sì, anche Marcus, perché a volte le personalità possono essere di genere diverso da quello del “corpo”. Che poi, non si chiamano “vera” e “falsa”. Come ho appena detto, c’è una dominante e una più sottomessa, che viene fuori in momenti definiti. Per esempio, una personalità più dolce e amorevole dovrebbe venire fuori quando l’ambiente attorno è tranquillo, ma appena questa si sente a disagio, un’altra prenderebbe il suo posto. Si tratta di una perenne gara per chi detiene potere. La cosa, al contrario di quanto pensano le scrittrici di fanfiction, è molto più stancante, demoralizzante, snervante di quanto si possa far intendere.

Nel nostro caso, Lauren dice che è la “vera” lei da quarantotto (scritto in cifre, che odio) ore. Se non stessimo cercando di parlare di bipolarismo, penserei che l’ultima volta che la “vera” ha perso il comando di Lauren è stato due giorni prima, ma qui non si parla di personalità multiple. Quello che voleva dire, ma che non è riuscita minimamente a spiegare perché le mancano le conoscenze, è che l’ultima volta che ha avuto una crisi o depressiva o euforica è stato due giorni prima. E qui okay, anche a me non capita di stare male tutto il giorno, tutti i giorni. Ma questa “falsa” Lauren è denominata come negativa.

Io mi sono chiesta più volte cosa intendesse come negativo. La risposta non mi è stata data manco per scherzo, ovviamente. Ho continuato a domandarmi se per negativo intendesse la depressione, che positiva non è, e neppure distruttiva come ci vuole far intendere, o l’euforia. Alla fine ci ho rinunciato e mi sono detta che non aveva senso pensarci su. Questo non è bipolarismo.

In questo momento esatto in cui sto scrivendo, sono nella mia fase euforica. Dormo tre secondi a notte ma non ne accuso il colpo. Non subito. Mi piace questa sensazione di perenne produzione di serotonina, ma mi preoccupa il fatto che molto probabilmente appena questa fase sarà finita io cadrò in depressione. Non voglio, non mi sono ancora ripresa dalla fase precedente. Ma nessuna delle due è negativa e nessuna delle due è positiva nel modo in cui intende la scrittrice.

Continuando a leggere, per l’appunto, capiamo un po’ chi sia questa “falsa” Lauren. Lauren è normalmente una ragazza “gentile, altruista, intelligente e calma” (mica tanto), ma che in situazioni, definite da lei scomode quali lo stare al parco, in banca o al lavoro, l’altra Lauren prendeva il sopravvento.

Vorrei spendere più di due parole su questa falsa Lauren. Secondo la scrittrice, la “falsa” ha un carattere irascibile, violento e volgare, ed esce fuori in queste rare occasioni, pertanto possiamo intendere che situazioni come andare al parco, al lavoro o in banca sono delle situazioni di stress per Lauren. Il che è possibile: ognuno soffre di stress a seconda della situazione in cui si trova. Io soffro di ansia sociale, oltre a tutto. Lo so, sono messa bene. Grazie scuola. Posso immaginare molto bene quindi cosa voglia dire per lei, però non sono delle situazioni che possono alterare l’umore, e qui si capisce il fatto che non abbia capito niente di bipolarismo, intendendo appunto, nonostante lei dica il contrario nei commenti, che si tratta in realtà semplicemente di disturbo della personalità.

Essendo i due umori, come abbiamo detto prima, soltanto depressione ed euforia, questi sbilanciamenti non sono possibili se si è in ansia. L’euforia avviene soltanto quando ci sono dei momenti di estrema felicità, che poi portano a un comportamento socialmente inadeguato, in quanto si pensa di poter fare tutto: di non dormire per giorni, di essere in grado di fare qualsiasi cosa anche inimmaginabile, di non mantenere bene il controllo delle proprie emozioni e delle proprie idee, del proprio parlare e del proprio tono di voce.

La depressione, invece, avviene quando ci si sconforta e presenta i suoi normali sintomi, quali stanchezza, poca autostima, pensieri suicidi, nessuna voglia di fare qualcosa. Il contrario esatto dell’euforia.

In questo caso, nessuna delle precedenti situazioni potrebbero portare a tali cambiamenti, ma solo causare ansia, che è comunque una tremenda sensazione. Questo denota zero e ripeto ZERO voglia di cercarsi che cosa vuol dire bipolarismo. Infatti, se la storia fosse sul disturbo di personalità andrebbe benissimo, perché è abbastanza esatta come rappresentazione. MA NON LO È!

C’è anche una grande inesattezza: Lauren ripete un paio di volte di non ricordarsi nulla di quando perde il controllo, ma poi descrive passo passo ciò che succede.

Shade Owl:- Ah, la coerenza. Sempre presa e buttata dalla finestra.-

Micol:- Ormai penso che se ne vada da sola.-

Inutile dirvi che ai bipolari non capita proprio per niente di perdere la memoria, perché non sono due persone in una! Sono! Una! Sola! Persona! Semplicemente si sentono molto più felici o un molto più tristi rispetto al normale, ma si ricordano benissimo di ciò che è successo in entrambi i frangenti.

Questa storia è ovviamente, l’avete capito, una storia lesbo (girl x girl) e non ha niente di strano per questo, anzi è anche molto carina e soft. Una ventata di gentilezza in questo mondo di daddy e stupratori.

Shade Owl:- Mi sento un poco meglio, devo ammetterlo.-

Mi fa piacere. Il problema unico, minimo, proprio insignificante, è tra chi avviene questo rapporto all’interno della storia. Anche se è soft e amorosa e cute e yara yara, la storia riporta gravi imprecisioni mediche. In quanto bipolare ne sono davvero disgustata, e ciò la posiziona straight up nella lista delle storie da segnalare. Quindi vi pregherei, un secondo dopo aver finito questa recensione, di andarla a leggere e scrivere un commento alla scrittrice. Siate educati però, nel Corpo di Recensione non si insulta la gente in modo diretto. La si rade a zero con il sarcasmo e la cultura. Vero Kuki?

Urie:- Leggetela e segnalatela perché è uno scempio (sono serio, fatelo).-

Quindi, abbiamo ormai ben capito chi è Lauren, che dice di soffrire di bipolarismo. Ora voglio sapere chi è il dottore che le ha detto questo quando è palese che non è vero.

Cthulhu:- Btkheh ll’hkthna? Rtjha l’hej kkhyytnr’u! (trad: Dottori incompetenti? Banchetterò con le loro interiora!)-

Urie:- Non mangi la carne?-

Cthulhu:- Yrhekl? Nthe k’lha brny gh’ku tl’hk? (trad: Perché? Ne vorresti forse un po’?)-

Urie (con l’occhio sinistro che si tinge di nero e rosso):- Non perché lo voglia. Si tratta di sopravvivenza. (Me la dai o no?)-

Micol:- Voi due parlerete di queste cose dopo e da un’altra parte. Ora dobbiamo proseguire.-

Shade Owl:- Come fa a capirlo?-

Micol:- Tra antropofagi ci si intende.-

Camila è la psicologa della protagonista, e le due si vedono da un mese. Non abbiamo idea dell’età della protagonista fino ad adesso, perché c’è sta semplicemente scritto che lei da quando aveva diciannove anni sa di soffrire di ciò che impropriamente viene qui chiamato bipolarismo. E, nonostante sia un po’ strano, dice di frequentare lo studio di Camila da solo un mese appunto, ma non sappiamo se è fin da subito che l’ha deciso o molto tempo dopo. Insomma, nada. Neanche lo sforzo di inventare numeri. Bah.

La relazione tra Camila e Lauren viene descritta come all’inizio molto rilassata e piena di gentilezza da parte della dottoressa nei confronti del paziente, come effettivamente vorremmo che fosse, soprattutto dopo tutte quelle storie abusive.

La storia comincia durante la seduta numero diciassette. Lauren ha manifestato la sua seconda personalità di fronte a Camila solo durante la quattordicesima. Quindi questo evento delle quarantotto- Atena sorreggi il mio animo… dei due giorni prima è avvenuto dopo tale seduta.

Shade Owl:- Ancora con ‘sta storia.-

Piton:- Ho il sospetto che la vedremo ancora per molto.-

Micol:- Vorrei tanto che si sbagliasse, professore.-

Pare che la seconda personalità sia “uscita fuori” e che abbia distrutto lo studio di Camila, mettendolo a soqquadro e urlando contro di lei dolci frasi colorite. Una bufera. Bene.

Urie:- Le ha fatto vedere quanto sia pericolosa. E quanto questa storia della bipolarità non stia né in cielo né in terra.-

Ellie:- Chi sarebbe pericolosa?-

Shade Owl:- Tu vattene in strada a giocare con gli esplosivi…-

Pare che Lauren sia particolarmente attaccata a Camila, cosa abbastanza normale. Molte persone si attaccano ai propri psicologi o comunque a delle persone che sono state con loro nei momenti di bisogno. Io stessa l’ho fatto e gente lo sta facendo con me. Ma in questo caso la cosa che non va bene per niente, dato che si tratta di un palese legame amoroso. E il fatto che la stessa Camila si sia attacca a Lauren lo rende assolutamente non professionale.

Shade Owl:- Oltre che motivo di radiazione dall’albo…-

Gaia:- Miao!-

Questo legame non dovrebbe esserci per nessun motivo e invece la dottoressa dovrebbe cercare di avere una sorta di distanziamento con la propria paziente, perché comunque è illegale il fatto che due persone del genere (un dottore e il suo paziente) abbiano una relazione di questo tipo.

Una cosa che noto tantissimo è che Lauren dice di avere qualche volta attacchi di panico. Io ne soffro raramente, ma ne ho avuto uno l’altro giorno in classe. Gli attacchi di panico, come dice la parola stessa, vuol dire soffrire di momenti improvvisi di ansia e paura. In questo caso, invece, Lauren mi pare che ne soffra soltanto quando qualche cosa la fa andare in estasi. Insomma, Camila non potrebbe fare nulla perché questa respira e Lauren ha una crisi. Okay, non dico che non possa accadere, anzi. Ma mi fa ridere e piangere allo stesso tempo.

Fu in quel momento che le chiesi “Come fai a dire chi sia la vera e chi la falsa?” mi guardò con dolcezza e mi disse che anche se la mia testa delle volte mi faceva combinare qualche casino, mi occhi non mentivano mai.

I miei occhi, lei li nominava spesso. Una volta mi disse che erano gli occhi verdi più belli che avesse mai visto. Non chiedermi perché ma mi fece sentire al settimo cielo, avrei voluto dirle che anche i suoi erano bellissimi ma stava per venirmi un attacco di panico al solo pensiero di dover pronunciare quelle parole così le non le dissi nulla.

Okay… Quindi Lauren è palesemente cotta di Camila. Ci sta, se pensiamo che Camila è una bella donna nella realtà, e che in questo caso sia come un faro per Lauren. Ma la dottoressa pare starci un po’ troppo appassionatamente per uno psicologo.

Il capitolo si chiude con lei che alle 16:30 (in numero!) è pronta per la sua diciassettesima seduta. Il fatto che sia la diciassettesima e che si vedano da un mese e mezzo (sono apparsi quindici giorni in più, incredibile) vuol dire che loro due si incontrano in media due volte a settimana. Impressionante, dato che uno psicologo non costa poco e che vederlo così tante volte per un disturbo e non una malattia mi sembra esagerato. Si va una volta al mese di solito, e le persone con problemi molto più gravi possono forse arrivare ad una volta la settimana. Dipende dal disturbo, ma neanche gli assassini nelle carceri ci vanno così tante volte.

Shade Owl:- All’inizio del mio percorso terapeutico, ormai nel lontano duemilaundici, vedevo il mio psicologo una volta alla settimana. Poi, col tempo, sono migliorato, e anche se adesso per vari motivi non lo vedo più (pur sentendo di avere ancora bisogno di qualche seduta, di tanto in tanto) ero solito incontrarlo non più di una volta al mese già anni. Anche i pazienti di mia madre la incontrano non più spesso di una volta al mese. –

Mercoledì, ore 17:30, seduta 17.

Lauren ci dice di essersi trasferita a New York per lavorare come fotografa dallo zio. La sua famiglia l’ha spronata molto a continuare la sua vita nonostante il suo disturbo e io ripeto: non c’è nulla di male davvero. Il disturbo bipolare non complica la vita di una persona. Allora, è vero che la depressione è tremenda, ma non dura mai troppo come invece quella cronica. Alla fine non è che sbilanci troppo la vita di una persona, non se trattata bene. Non sono la persona migliore per dare consigli sul come superarli, perché variano di persona in persona, ma posso solo dirvi che, anche se mi sta un po’ distraendo dalla scuola, sto cercando di capire come farcela. Come fare a vivere la mia vita senza scombussolare troppo quelle altrui. Ma senza prendere medicine, e tra un po’ vi dirò il perché.

Urie:- … Quando hai finito di deprimerti, avremmo una storia da buttare giù.-

Micol:- Che insensibile!-

Mentre attende di essere ricevuta dalla dottoressa, Lauren ha una conversazione con la segretaria, Layla.

Camila oggi è veramente di ottimo umore” mi disse Layla vedendomi pensierosa “Da un paio di settimane la vedo… meno stressata” aggiunse.

Probabilmente il buonumore le sarà passato, è qui dalle 13:00 e a quest’ora sarà stanca morta”

“Probabilmente sarà stanca, tesoro, ma è di buon umore te lo assicuro”. Mi sorrise “sai che quando è arrivata mi ha detto che era felice di vederti?” Un misto di felicità e confusione prese possesso del mio corpo. Io ero felice di vedere Camila, perché lo era anche lei? “Cosa?” finsi di non capire. Layla non fece in tempo a rispondere perché Camila uscì dalla porta e mi chiamò dicendomi di entrare.

Da notare l’orario scritto in numeri quando poteva essere scritto semplicemente “l’una”. Non lo dice nessuno, per Diana! Sfido io a trovare qualcuno che ti dice “sono le tredici e zero zero”.

Layla mi sembra una di molte parole, in quanto tratta la protagonista in un modo particolarmente privilegiato. Non so se una segretaria tratterebbe così chiunque, ma ci è stato detto che è una figura particolarmente importante per Lauren.

“Allora Lauren, le hai prese le tue medicine in questi giorni?” Mi chiese con tono premuroso. “Certo” risposi.

“E come va? Da quanto non si fa vedere la falsa Lauren?” “Due giorni “. Le raccontai di come quel lunedì l’altra me, in preda ad un attacco isterico, ruppe una delle Canon che avevamo in studio.

“Almeno questa volta è uscita solo per pochi minuti” mi regalò un sorriso, il mio cuore fece un balzo. “Hai più avuto attacchi di panico?” avrei voluto dirle che me ne sta venendo uno adesso, per il semplice fatto che mi avesse sorriso. Ma, ovviamente, non lo dissi. “No, sembra che siano passati” fu la mia risposta. Camila mi chiese anche di raccontare qualcosa di particolare che era successo dopo l’ultima volta che ci eravamo viste, ovvero sabato. Le raccontai di aver segnato di aprire uno mio studio fotografico, lei ascoltava, mi perdevo un po’ nei suoi occhi ed era così bella. Ma che cosa mi mi stava succedendo?

Tralasciando le virgole e i punti a caso, da questo dialogo possiamo già intuire quanto Camila sia una pessima dottoressa. Perché? Perché anche lei usa ‘sta cosa della “falsa” Lauren. Quindi anche lei non hai idea di che cosa sia il bipolarismo, come quel dottore idiota che ha detto a Lauren di soffrirne. Grande Antico, se vuole può mangiarsi entrambi appena finisce la storia. Trovo soltanto io forse molto poco rassicurante questo suo sorridere chiedendo se hai avuto un attacco di panico, come se la cosa fosse normale? Se hai avuto un attacco di panico vuol dire che sei stata male, e lei pensa, tutta felice, che le sta venendo in quel momento.

Shade Owl:- Urge un parere esperto. Anzi, un’opinione. Per fortuna ho qui un’opinionista. Io posso dare l’avvio dicendo che ho sofferto di depressione non una, ma due volte: la prima quando ero ventenne o poco più, e mi trovavo in una situazione totalmente nuova per me, lontano dalla mia città e senza più gli amici che avevo conosciuto fino a quel momento. Per l’esattezza, sia io che alcuni di loro ci eravamo trasferiti a Pisa per l’università, ma malgrado i miei tentativi di mantenere i contatti percepivo poco interesse, da parte loro. Questo, unito a tante altre cose, mi ha portato a deprimermi una prima volta (poi ci furono pure un bel po’ di altre cose, ma lasciamo perdere). Mi ripresi dopo circa tre anni di terapia, e tra il duemilaquattordici e il duemilasedici mi trovai costretto a interromperla per tutta una serie di motivi. Tra l’altro le cose sembravano pure andare meglio, ma alla fine ci ricaddi, specialmente perché non riuscivo a trovare lavoro (o almeno, non trovavo un lavoro vero), oltre che per altri motivi legati prevalentemente alla sfera sentimentale e personale. Quello fu un periodo davvero brutto, probabilmente il peggiore, e durò quasi due anni. Poi, per fortuna, riuscii a riprendermi, ma ancora oggi ne porto le cicatrici. Tu, Severus, cos’hai da dire alla luce di tutto questo? –

Piton: – Che potrei vomitare. –

Shade Owl: – Sì, bella forza… andiamo, impegnati un po’! –

Piton (sorseggiando il tè) – Mmmh… beh, intanto mi pare chiaro che l’autrice non sappia assolutamente niente di psicologia, sia per quello che riguarda i disturbi, sia per quello che riguarda la professione. Il personaggio della dottoressa, pur non essendo totalmente impossibile (purtroppo esistono professionisti che finiscono con lo stabilire relazioni con i pazienti, anche se si tratta di casi estremamente rari, per fortuna), è semplicemente assurdo, dal punto di vista professionale. È palese che questa ragazza soffra di un disturbo della personalità, e non di un disturbo bipolare. Inoltre, la segretaria, che normalmente dovrebbe limitarsi a prendere gli appuntamenti e poco più, non dovrebbe avere alcun tipo di relazione con i pazienti al di là dei saluti di rito e, per l’appunto, del semplice stabilire gli orari per gli appuntamenti. Meno che mai dovrebbe discutere di questi ultimi con la dottoressa: si può accennare ai casi che si hanno in cura, purché ci si mantenga molto sul vago, ma già il fare nomi è motivo di radiazione dall’albo. Se questa segretaria ha già capito che la dottoressa si è presa una cotta per la paziente, possiamo tranquillamente avvertire l’Ordine e aspettare che la buttino fuori. –

Shade Owl: – L’Ordine? Ma dai, fa parte dell’Ordine della Fenice? Non lo sapevo! –

Piton (guardandolo scocciato): – Sei un idiota. –

“Perché questa mattina eri felice di vedermi?” Le parole mi uscirono di bocca senza pensarci, un attimo dopo mi resi conto che ciò che avevo appena detto e impallidii. “Come scusa?” “Uhm… hai capito insomma” le dissi mentre picchiettavo nervosamente le dita sulla poltrona. “Ma come lo hai saputo?” C’era un pizzico di agitazione la sua voce. “No, niente, dimenticalo” ci fu un istante di silenzio, ma lei lo ruppe.

“Sai alcuni sono noiosi, con te parlare piacevole. Sei così intelligente, Lauren, sei una delle poche che ascolto volentieri e non perché è il mio lavoro” Un piccolo sorriso fece spazio sul mio volto “grazie” sussurrai “Ma come lo hai saputo?” non avevo scuse, dissi la verità “me l’ha detto Layla”. “Voglio bene a quella donna ma è una vera chiacchierona non la trovi?”

Urie:- Cos’ha detto? Conversazioni noiose?-

Ellie:- Alla faccia della professionista…-

Shade Owl:- Tu cosa ne sai, che nemmeno hai un lavoro? –

Ellie:- Io sono una professionista della sopravvivenza. Non serve guadagnare denaro per essere definiti professionisti. –

Shade Owl (sfogliando un vocabolario):- Ah, ma davvero? –

Andiamo bene. Camila ci dice che alcuni suoi pazienti sono noiosi, ma che parlare con ‘sta scimunita è piacevole. Intanto viola la professionalità di un medico. Stai dicendo qualcosa sulle altre persone e in più le definisci noiose quando molto probabilmente loro ti stanno raccontando i problemi che li hanno costretti a vederti. Non è bello neppure per loro, eppure eccoci qua. E poi le altre persone possono stare anche peggio di Lauren. Vero, possono essere noiose, ma qui stiamo parlando di traumi a volte. Che poi, interessantissime proprio le vostre conversazioni. Con te parla di cosa lei sogni (sogni sensati? Si riescono a fare? Seriamente, io non ci sono mai riuscita), se ha avuto attacchi di panico, se prende le sue medicine. Molto interessante, molto piacevole da dire. Come se non fossero le stesse cose che ti dicono tutti!

Calcolando che lei è una trentenne, quindi lavora da massimo cinque anni, e che Lauren è una ventenne, le conversazioni non possono essere così tanto interessanti. Io già le ritengo frivole, o come piace dire a Shade Owl fuffose, se vengono fatte con un mio coetaneo.

Shade Owl:- Sei particolarmente sconvolta.-

Micol:- Mi urta questa sua affermazione. Pensare che una persona ti paga per descriverti i suoi problemi, le sue paure, le sue ansie e tu le trovi noiose è davvero disgustoso. E purtroppo anche realistico. Ancora peggio.-

E poi, eccolo. Il fatidico momento. Le medicine.

Non sono pazza, adesso vi spiego perché lo ritengo una cazzata. Camila prescrive a Lauren lo Xanax.

Cos’è lo Xanax? Conosciuto anche come Alprazolam, è un medicinale ansiolitico utilizzato contro disturbi di ansia, attacchi di panico, insonnia e talvolta anche in presenza di altre condizioni. In alcuni casi una terapia a base di alprazolam può essere somministrata per contrastare nausea e vomito nei pazienti sottoposti a cicli chemioterapici, oppure per attenuare le sindromi da astinenza di medicinali antidepressivi alla stregua della paroxetina.

Con la caratteristica secchezza della bocca, una dose di Xanax comporta quanto segue: la tachicardia si ferma, smetti di sentirti un animale braccato, e semplicemente quello che ti sembra insormontabile e gigantesco si riduce. I pensieri che ti tengono sveglio lasciano il posto a un ronzio di fondo.”

(Elena Viale, Storia della mia storia con lo Xanax. Link: https://www.vice.com/it/article/kz5edx/consumo-di-xanax-cosa-sapere )

Io penso che, a sto punto, Lauren abbia sviluppato una dipendenza da antidepressivi. La possibilità che una persona sviluppi un disturbo bipolare o episodi maniaci (si diffrenziano per l’assenza della depressione) a causa di questob è di 11 persone su 1000. Non è tanto, ma neanche poco. Non si è capito molto bene come mai, ma sostengo derivi dal’alternare il proprio umore in maniera artificiaqle, rendendo così poi instabile il prcesso naturale. In breve, il continuo cambiare umore diventa poi normale anche quando non si prendono più i farmaci.

Io non prendo farmaci ma solo perché:

1) Me lo sono imposta.

2) Il motivo per cui me lo sono imposta è perché non sono ancora arrivata al punto di doverli prendere. I miei bassi si manifestamìno meno dei miei alti, non mi sembra ancora il caso di prendere qualcosa.

Shade Owl: – Io, malgrado i periodi passati, non ho mai preso nulla, anche per questo motivo. Tuttavia devo ammetterlo, per la prima volta: ho avuto qualche problema di alcool a causa della depressione. Non ho mai fatto nulla di male dopo aver bevuto, non ho ferito nessuno né ho tenuto comportamenti di cui vergognarmi una volta tornato sobrio, per mia fortuna. Questo perché ho avuto accanto un amico che mi ha aiutato a rimanere nei limiti, che mi ha tenuto a freno e mi ha permesso di affrontare meglio la depressione, ma ho comunque bevuto più di quanto avrei dovuto. Ora va molto meglio, e anche se non ho mai smesso di bere non lo faccio più in maniera smodata e priva di regole. Certo, può capitare che a volte ecceda un po’… a una festa di compleanno, non troppo tempo fa (ovviamente molto prima della pandemia di Covid19) ho bevuto parecchio più del solito, ma non è stato nulla di che, e a parte i dovuti postumi non ci sono stati problemi. Questo lo dico perché, malgrado tutto, abituarsi a usare una certa sostanza (che siano medicine o anche alcool) quando si sta male può diventare una prassi nociva, e ogni volta che ci si sente in quel modo viene voglia di prendere la medicina o bere un bicchiere. È un’associazione facile da fare, ed è proprio così che nascono le dipendenze. –

Però Camila glielo chiede come se fosse Brufen. E, peggio ancora, lei risponde di sì. Quindi hai mentito una seconda volta? Avevi detto di non aver avuto più attacchi di panico, ma ora mi dici che le prendi le medicine. Non dovresti nel caso non ne soffrissi più. Non capisco… I’m in confusion!

Tornando alla storia, Lauren pensa che vuole abbracciare Camila perché le ha detto di ridere più spesso. Ora, uno psicologo bravo direbbe questo perché così il paziente produce serotonina. Qui è palese che Camila stia mandando un flirt a Lauren. E Lauren ritiene che sverrà se la abbraccia, ma lo desidera con tutto il cuore. Carino e coccoloso, insomma.

Sono le sei e mezza (sempre scritto 18:30) e si danno appuntamento per quel sabato. Calcoli a me!

Un mese è costituito da circa quattro settimane. Quindi, seguendo questo loop di mercoledì-sabato-mercoledì-sabato, a fine mese si sarebbero viste otto volte. Non rientriamo, e nenache di poco. Quindi si sono viste per due mesi, non uno. Vabbè, io non sono brava in matematica.

Uscendo, Camila la saluta in un modo troppo fisico per i miei gusti.

Shade Owl:- La tocca?-

Sì, le “sfiora il braccio”. Uhm, no grazie? Sei comunque la sua psicologa, sii almeno per finta professionale. Non c’è motivo di dire che questo è stata messo lì perché bisogna far capire che siano innamorate l’una dell’altra.

Shade Owl sfonda un’altra parete a craniate.

Cthulhu (ancora con la cazzuola in mano e il cappellino di carta in testa): – Thna! Ltgffn’y lel’thuk ltnha kunn!- (Eh no! Non ho ancora finito con la prima!)

Urie : La pregherei di smetterla. (Ma cosa stai facendo?! Tu credi che vogli starci tutta la vita qui?!)

Una volta fuori dalla stanza, Lauren si fionda alla scrivania di Layla e le chiede di parlarne. Layla, da brava segretaria quale è, rifiuta di andarsene dalla sua postazione, indicando le altre persone che stanno per essere ricevute. Sciocchi, non le interessa sapere cosa avete! Cambiate psicologo!

Lauren, con i suoi poteri alla Hope, riesce a dissuadere la donna dal suo lavoro e vanno in un ripostiglio-

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Tutti i presenti si alzarono di scatto, i volti terrorizzati e in mano qualsiasi oggetto vicino a loro che potesse essere utilizzato come arma. Micol e Urie si guardarono sospirando.

«Meno male che vi avevamo detto di stare calmi.» sbuffò la ragazza incrociando le braccia al petto.

«Il ripostiglio è pari ai flashback del Vietnam. Sono sempre lì, dolorosi con i loro ricordi.» disse sibilando Shade Owl.

«No shit. Ma in questo caso mi pare ovvio che la questione sia molto più pericolosa di quanto voi crediate.» Micol si strofinò le tempie e fece scendere un attimo Gaia, anche lei tremendamente spaventata da quella comparsa.

«Prego?» fece Piton, curioso di capire di cosa stavano parlando quei due individui. Urie si voltò leggermente e, senza abbandonare quell’espressione neutrale che aveva stampata perennemente in viso, cominciò a spiegare.

«Perché andare in un ripostiglio quando poteva prenderla da parte, magari in fondo al corridoio? Inoltre, non prendeva farmaci contro l’ansia? Chiudersi in un luogo chiuso e angusto potrebbe causare un attacco di panico. Per non parlare di questo punto qua.» disse, seguito da un gesto di assenso da parte della compagna. Indicando lo schermo, fece così segno agli altri presenti di avvicinarsi.

«“ero euforica, ma dovevo calmarmi, spesso la falsa Lauren usciva quando ero troppo agitata”» lesse ad alta voce.

«In pratica, potrebbe uccidere Layla o anche soltanto farle molto male. È pericoloso per la segretaria in primo luogo.» spiegò Micol. Non sentendo nessun movimento da parte dei suoi ospiti, si voltò di scatto.

«E adesso rimettiamoci al lavoro, che il tempo stringe!» urlò con sguardo omicida. Tutti si sedettero di colpo, cadendo come macigni e stando bene attenti a non emettere un suono di troppo. Neppure Ellie fece tante prediche, contrariamente a quanto si sarebbero aspettati.

«Vieni qua Gaia.» la giovane prese l’animale di nuovo in braccio e proseguì.

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Stavamo dicendo? Ah, sì!

Lauren è euforica e rivela alla segretaria che si è innamorata di Camila. Come se non ce ne fossimo accorti. Ovviamente Layla è felice per lei, mostrando il supporto di cui Lauren parlava ad inizio capitolo. E, come una persona intelligente, dice che la cosa non è fattibile. Solo che non lo è perché è “strano”. Layla, hai studiato diritto o no per fare la segretaria? Allora come mai uno dei divieti a cui è sottoposto uno psicologo rientra: “evitare di effettuare interventi diagnostici, di sostegno psicologico o di psicoterapia rivolti a persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene relazioni significative di natura personale. (art. 28)”?

Questo divieto c’è soltanto perché all’interno del contesto psicologico, le relazioni personali possono provocare una distorsione dell’immagine del paziente, portando così a diagnosi sbagliate. In breve, potrebbe essere influenzata dalla familiarità con il paziente, e quindi portarlo a capire fischi per fiaschi solo perché lo conosce e gli vuole bene. Quindi Camila, realizzando che si sta innamorando di Lauren, avrebbe dovuto chiudere la terapia e dirle di vedersi con un altro medico. Avrebbe potuto anche inventare scuse, come il fatto che lei sia troppo costosa per Lauren o che non le serve più quel genere di visita. Che ne so!

E non c’entra la scusa del “non lo sapeva di amarla”, perché qui mi pare fin troppo esplicita la cosa. Infatti, la seduta successiva, Lauren fa una proposta assai intima alla dottoressa: le chiede di sedersi accanto a lei.

La cosa va per gradi. Dato che Camila sta normalmente dietro la sua scrivania, Lauren le domanda se possa accorciare le distanze. Sarebbe anche corretto nei confronti del paziente avere queste formali barriere abbassate, non vorrei dire. Quindi, Camila si siede davanti alla scrivania, poi più vicino, sempre più vicino, cosa che fa ridere a leggerla. Aspettate, ve la riporto.

“Per oggi potresti non sederti lì?” la mia era una domanda, ma suonò molto più come un’affermazione. “Perché? Ti senti in ansia?” mi chiese preoccupata. “No, è solo che, se per te va bene… almeno oggi vorrei parlarti un po’ più…”.

“Un po’ più?” la vidi confusa, forse stavo dicendo qualcosa di sbagliato. “No, niente” ora mi sentivo in ansia.”Avanti, Lauren, puoi stare tranquilla. Sai che puoi dirmi quello che vuoi, non devi sentirti giudicata. Penso che tu dica cose molto intelligenti, so che non dirai nulla di stupido”. Forse questo mi faceva sentire meglio, o no? Insomma, poteva essere considerata stupida la mia richiesta?

“Un po’ più da vicino, Camila. Se per te non è un problema” abbassai velocemente la testa, speravo che la mia richiesta avesse un minimo di senso logico anche per lei. “Un po’ più vicino? Ma sì, perché no”. E mi sentii sollevata.

“Dimmi, dove vuoi che mi metta?”. Ci pensai un secondo. Vicina, il più possibile. “Qui sulla poltrona con me”. Effettivamente quella poltrona poteva essere considerata quasi un divanetto. Per una persona sola era molto spaziosa, ma non per due. In due saremo state strette. Forse avevo detto qualcosa di stupido adesso.

“Vengo lì con te, Ottima idea, punto speravo che lo fosse, Ma, come avevo immaginato prima, in due ci si stava stretti. La sua coscia era attaccata la mia, ma la cosa non era affatto fastidiosa, speravo che non lo fosse nemmeno per lei.

Vi prego commentatela voi. Il fatto che Camila si appiccichi a lei e le chieda ad uno sputo dal suo volto se per caso è in ansia mi fa rotolare dalle risate. È comico e triste. Non c’è niente di serio e io davvero lo trovo insensato. Uno psicologo che si mette in braccio al suo paziente? Perché no. È cute, è soft e farà impazzire le lettrici, giusto? Giusto?

Micol:- Giusto una sega!- (Sbatte un pugno sul tavolo.)

Shade Owl:- …-

Piton:- …-

Cthulhu:- …-

Gaia:- Miao?-

Ellie (molestando curiosamente Urie per via del suo occhio rosso):- Stai per esplodere?-

Urie (spostandola come un gattino con una mano):- È normale, fidatevi. Lo fa ogni volta che vede qualcosa di assurdo. (Se mi tocchi un’altra volta ti mangio.)-

Come abbiamo detto prima, Camila ha dei palesi sentimenti per Lauren. E qua ne dà la prova definitiva. Voi andreste in braccio al vostro prof se ve lo chiedesse? Io neppure se fosse Levi, e sono seria.

Urie (sarcasticamente):- Davvero?-

Si tratta di professionalità. Saprebbe troppo di me. Bisogna tenere certe distanze. Se Lauren avesse saputo di questo articolo ventotto, avrebbe cambiato dottore e avrebbe potuto incominciare una relazione normale con Camila. Ma no, perché fare ricerche accurate è da plebei.

Shade Owl: – Mah, ricerche accurate… basterebbe guardare persino “How I Met Your Mother”. Ad un certo punto della serie, mi pare nella settima stagione, Robin inizia a vedere uno psicologo, sia perché gliel’ha imposto il tribunale in seguito a una denuncia di aggressione sia perché, successivamente, aveva voluto continuare lei. Col tempo lei e il dottore iniziano a sviluppare dei sentimenti, ma non appena lo psicologo ha capito cosa stava succedendo ha trovato una scusa per smettere di vederla e, quando si sono rivisti per caso tempo dopo, ha ammesso la verità, insistendo comunque col dire che non sarebbe stato il caso, dato che lei gli aveva confidato tante cose personali e si era mostrata così vulnerabile. Insomma, non voleva iniziare una relazione nemmeno dopo averla lasciata come paziente, in virtù della propria professionalità (poi vabe’, lei lo convinse a cambiare idea, e non c’era nulla di male visto che non era più il suo dottore).-

Scopriamo che Lauren e il suo vizio di mentire sulla sua situazione mentale sono all’ordine del giorno, perché lo rifà. Mente a Camila sui suoi attacchi di panico e l’ansia. Ma cosa menti a fare che ti deve aiutare? E come se andassi dal mio medico e mi dicesse: “ti ha fatto male qualcosa in questi giorni?” e io rispondessi: “no tutto bene. Sana come un pesce.” e poi ho avuto un mezzo infarto prima di andare lì.

Si tratta di rispetto. Rispetto nei confronti del vostro dottore che sta cercando di darvi una mano nel sentirvi meglio. Se non gli dite cosa avete con estrema sincerità, cosa ci andate a fare? Tanto non può dire niente a nessuno perché c’è la “segretezza professionale”.

Sentendo questo, infatti, Camila decide di diminuire le dosi di Xanax che Lauren prende. Fa il suo lavoro, anche se in un modo molto poco professionale, ma lo fa bene da questo punto di vista. Se Lauren si sente meglio, perché continuare a somministrarle dei farmaci?

All’improvviso, Camila si accende. Non si capisce perché, non ci sono stati momenti in cui Lauren sia parsa diversa del solito. Forse lo dovevo intuire, ma la storia è scritta in prima persona. Bisognerebbe farlo notare meglio.

Camila chiede a Lauren se sia innamorata. Ovviamente la nostra protagonista vorrebbe dirle la verità, ma non può. Le chiede perché però, cosa assai normale. Vorrebbe sapere se Layla l’ha tradita. In quel caso, io cambierei medico anche per questo.

“Non fare quella faccia. Una persona che soffre di attacchi di panico spesso riesce a superare il suo problema quando s’innamora. Per qualche motivo l’amore neutralizza l’ansia, a meno che non ne sia la causa” Disse quell’ultima frase con un tono sarcastico.

Ma che cosa sta dicendo esattamente? Cioè, secondo lei, io se mi innamoro posso guarire magicamente? Hai seguito il consiglio delle Hope, allora. Ci mancava solo che dicesse che serviva innamorarsi di una persona che ti proibisce di vivere e respirare senza permesso. Saltiamo il fatto che non sappia come mai questo fenomeno avvenga in maniera scientifica.

Il motivo per cui è una stronzata è che sia durante gli attacchi di panico che quando ci innamoriamo, il nostro cervello produce adrenalina. Questo vuol dire che si possono avere attacchi di panico quando ci si innamora.

Shade Owl:- Questo suo tono sarcastico vuol dire che lei lo ritiene poco vero o che lo sa perché ci è passata pure lei?-

Micol:- Boh. Lo ha messo lì come si mette il basilico sulla pizza. Per dare quel sapore che sapore non dà.-

Cthulhu: – Tlwj? Btkaay l’henkka? (Basilico? Cos’è?)-

Shade Owl: – Una pianta da cucina. Serve ad aromatizzare il pasto. Ma tu nemmeno lo sai a cosa servirebbe, mangi carne umana così come viene…-

Seriamente, il discorso non cade qui, ma Camila le chiede di nuovo se c’è qualcuno che le piace a mo’ di amichetta delle elementari e Lauren è “costretta a mentirle”. Cosa, l’hai fatto dall’inizio. Le menti da quando abbiamo cominciato la storia. Non negare l’evidenza, tanto siete nel torto entrambe. Tu per non aver cambiato psicologo e Camila per star facendo queste domande.

Segue un po’ di fuffa sul fatto che Lauren non vuole parlare dei suoi medicinali e poi arriviamo al twist.

Lauren chiede a Camila di parlarle un po’ di lei.

Mi diverte come la gente ami spendere soldi così. Camila accetta e sdolcinatamente le dice cose che io ritengo fuffose. Però veniamo così a sapere che il libro preferito sia di Camila che di Lauren è…

Lo strano caso del Dottor Jeckyll e Mister Hide”…

Piton:- Seriamente? Un libro che parla in modo inesatto del disturbo di personalità è amato da una che ne soffre? E che viene pure citato col titolo sbagliato?-

Professore, vorrei tanto anch’io che non fosse così. Ora, togliendo il fatto che io ve lo abbia citato prima apposta, il libro è un classico ma banale. Non c’è molto di bello in esso, ma i gusti sono gusti.

Shade Owl: – A me non è dispiaciuto. Non è una storia sugli sdoppiamenti di personalità, ma sul dualismo del bene e del male che coesistono in ognuno di noi: Henry Jekyll è un uomo calmo, mite e posato, anche generoso e altruista, molto apprezzato dai sui amici. Hyde, invece, è una persona abbietta, cinica, egoista e meschina, ma prima che Jekyll prendesse la famosa pozione era sotto controllo, una parte di lui così piccola da fargli credere che nemmeno esistesse. Il messaggio di fondo è che il bene e il male albergano in tutti in egual misura. Non è una storia sul disturbo di personalità! E, ovviamente, nemmeno sul bipolarismo!-

Giusto. Oltretutto, se la scrittrice avesse digitato su google “libri sul bipolarismo”, questo le sarebbe uscito fuori: “Toccato dal fuoco”, “Lunatica”, “Una mente inquieta”, “Una vita bipolare”, “La razionalità negata”, “E liberarci dal male oscuro”, “L’istituzione negata”, “Il giorno in cui mia figlia impazzì”.

Sono letteralmente i titoli che ti escono per primi. Non ho letto nessuno di questi, non so se sono adeguati, ditemi voi come sono se li conoscete, ma neanche la scrittrice ha letto il classico di cui parla. Avrebbe saputo così che non c’entrava nulla con il bipolarismo.

E poi Lauren si innamora ancora di più di lei per questo. Da grande amante dei libri, la persona giusta per voi è quella che non ama il vostro stesso libro. Perché? Perché mica volete parlare solo di quello, giusto? Siete persone e la diversità è meravigliosa. Se Lauren avesse amato quel libro avrei capito. Ci si ritrova, anche se è strano perché libri come quelli di solito non piacciono alle persone che soffrono di disturbi mentali. Ma Camila perché? Perché ama i classici.

Perché il libro è importante? Perché così possiamo tirare fuori questo:

“Come ti dicevo, quel libro mi ricorda tanto te. Hai presente quando mi hai chiesto come facessi a dire chi fosse la vera Lauren e chi quella falsa? La mia risposta fu che i tuoi occhi non mentono mai. Come ben sai quando il dottor Jekyll e si trasforma in Mr, Hyde muta completamente anche il sospetto, questo perchè si tratta di fantascienza; ma c’è un cambiamento anche nelle persone che soffrono il tuo stesso disturbo. Voglio dire, i tuoi occhi non diventeranno di certo rossi come quelli di Mister Hyde, ma li ho visti perdere la loro vera luce. Lauren, c’è del buono in te e i tuoi occhi lo riflettono. Quando quella parte di te, che in realtà non ti appartiene, viene fuori riesce a coprire la tua parte buona. Riesce a spegnere quel verde smeraldo che però non si arrende. Infatti, qualsiasi cosa succede, tornerai sempre ad essere te”.

Stronzate! Stronzate stronzate stronzate!

Lo dice come se avesse un criminale davanti a sé. Come se Lauren avesse ammazzato una ventina di persone.

“C’è del buono in te” ma va a cagare!

Urie:- Mentre Micol si riprende vorrei dire due cose.-

Micol:- Vai pure.-

Urie:- Camila non è un personaggio realistico, lo abbiamo capito tutti. Non può davvero dire queste cose dopo aver fatto (probabilmente no a questo punto) medicina. Gli occhi sono lo specchio dell’anima? Forse. Fatto sta che non può dire certe cose come se ci credesse. Uno psicologo serio avrebbe preso molte precauzioni di fronte ad una persona che apparentemente può ammazzarti. Non si sarebbe avvicinato così tanto, avrebbe scalato da un pezzo il consumo dello Xanax, dato che va diminuito di settimana in settimana normalmente, e, accortasi dei sentimenti verso Lauren, le avrebbe detto di cambiare psicologo. Invece qui ci perdiamo in (stronzate) fuffosi atti di amore (disgustoso). Assolutamente non professionale e rispettoso per chi davvero va da uno psicologo e soffre di certi disturbi.-

Micol:- Vuoi aggiungere altro? Non ti ho mai sentito parlare così tanto.-

Urie:- Sono a posto.-

Dopo questo breve ma intenso discorso fatto da Kuki, continuiamo, perché abbiamo un twist. Sì, un altro.

Ad un certo punto sentimmo bussare alla porta, era Layla. “Dottoressa, sono 17:40, dovrebbe entrare il prossimo paziente”. “Oh… grazie mille Layla, devi scusarmi ma non mi ero veramente resa conto di che ora fosse. Lauren sta per uscire, devo dire un’ultima cosa”. Layla chiuse la porta ci lascia nuovamente da sole, non mi ero resa conto che la mia mano era ancora intrecciata con quella di Camila. Avevamo parlato per tutto il tempo tenendoci per mano.

“Sembra che sia ora che me ne vada “dissi dispiaciuta. “Aspetta un momento Lauren. Volevo dirti che questa è stata una delle sedute più interessante della mia carrire, grazie. Sei migliorata tantissimo rispetto alla prima seduta. Credo che oltre alla riduzione dei farmaci potremmo ridurre anche incontri, solo il mercoledì ad esempio”. Cosa? ridurli? No, io non volevo, io volevo vederla. Già due volte alla settimana non erano più sufficienti per me, non poteva dirmi che adesso dovevamo vederci per solo una volta alla settimana.

Ogni tanto Camila si ricorda di fare il suo lavoro. Tagliare le ore se si vede che il proprio paziente non ne necessita più mi pare giusto. Ovviamente alla nostra Hopren non va bene questo.

Ripeto: soldi buttati!

A Lauren non interessa di guarire, a lei interessa solo vedere Camila. E questa ne è la prova.

E lo dice pure, ma la psicologa la manda via freddamente. Non so se esserne felice o disgustata ma sceglierò la prima.

La nostra Lauren corre con il cuore palpitante da Layla che come una bambina delle elementari le urla:“Come sta la mia innamorata della sua psichiatra preferita?”

… Ce ne sono altre?

Scherzi a parte, Layla tesoro, se avevo nutrito due grammi di rispetto per te adesso sono arrivata a meno dieci. Come si fa ad urlare una cosa del genere? Di fronte ad altri pazienti?

Comunque Lauren se ne esce che vuole portare fuori Camila e Layla trova che sia stupendo. Stupendo il mio gomito.

Non puoi dire una cosa del genere Layla! Ne va della legge! C’è un intero articolo per questo! Layla!

Questa cosa, però, ci dà un indizio sull’età di Lauren. Dovete sapere che, nello stato di New York, l’età minima per bere è di ventun anni come per tutti gli Stati Uniti, ma se sei minore di venti non ti fanno proprio entrare in un locale. Poi non puoi bere, ma questo è un altro discorso. Quindi Lauren ha almeno vent’anni. Finalmente abbiamo (si fa per dire) l’età. Certo però che dirlo da subito pareva strano. Che poi potrebbe averne trenta, ma non penso abbia fatto passare così tanto tempo dalla sua “scoperta” alla cura.

Shade Owl: – Ehm… sì, beh… ‘sta cosa dell’età io non la terrei molto di conto, sai? Tieni presente che la mia amicona Bieber23 faceva entrare nei locali e bere fino allo sfinimento personaggi che avevano al massimo vent’anni… le autrici nemmeno se lo sognano di informarsi sull’età minima.-

Micol: Per Diana io la ritengo fondamentale! Odio quando non è rispettata e ancora meno quando non è specificata (sto parlando a te Isajama. Sì, a te e al tuo “30+” di Levi. Dagli un’età precisa, per Sina!).

Lauren come una maniaca si fa trovare davanti allo studio della sua psicologa alle sette (sì… 19:00…) e le chiede di uscire perché è sabato e “tutti escono il sabato”.

Allora bella mia, io il sabato dormo subito dopo le mie finali cinque ore di scuola, normalmente sei, fa un po’ te. Urie fa il turno di pattugliamento nella Circoscrizione 24 fino alle otto di sera, poi rincasa e ricomincia lunedì. Nel mentre dipinge, legge il giornale e si allena. Vedi, non usciamo tutti.

Micol (rivolta a Shade Owl):- Voi che fate?-

Shade Owl:- Considerato quanto lavoro durante la settimana, io il sabato dormo, mangio, dormo di nuovo mentre guardo i Simpson su Disney+, poi mangio, dormo di nuovo e vado da mio padre a guardare vecchie serie televisive. Poi dormo di nuovo. Ovviamente quando dormo sono con Gaia. Neanche a lei piace uscire.-

Gaia: – Miao!-

Piton: – Io preparo qualche variante del Distillato della Pace e leggo un paio di libri. Libri belli, ovviamente.-

Micol: Non ne avevo dubbi professore.

Cthulhu: – Gtlah n’kaaath lkke lineth l’hna, tnha ll’hey krhpna Darth Fener bkehta nt’jha.- (Studio ricette per cucinare pessimi dottori, poi gioco a poker online con Darth Fener e i suoi amici.)

Ellie: – Io gioco al tiro a segno. Col Passante.-

Micol: -A proposito, Kuki lo ha tramortito per sbaglio mentre uccidevamo gli infetti. Non è un problema vero?-

Shade Owl: -Non penso ci faccia più tanto caso ormai.-

Luren, sai che mi piace passare il tempo con te. Ma questo non è professionale, tu sei una mia paziente. Non credo dovremmo passare il sabato sera assieme. Ma grazie per l’invito.”

Ora lo dici? Dopo aver passato un’ora in braccio a lei? Vi siete pure tenute per mano, per Diana!

Comunque ci sono due punti che vi devo riportare.

Nessuno sarebbe mai uscito con una disturbata dalla doppia personalità come me

e

Cosa? Hai cambiato idea? Ma quella bipolare non ero io?”

Sbizzarritevi nel commentare, per favore.

Nella prima frase Lauren ammette di soffrire di personalità multipla. Grazie Atena! Nella seconda invece dice quello che io odio di più al mondo: il prendere in giro un disturbo bipolare.

Ho rimproverato una mia compagna per questo genere di commento, e non ci sono andata leggera. Nessuno difende di più il bipolarismo (inteso come validità) dei bipolari stessi. I giochi di parole come questi, che mi fanno vomitare, li fanno solo i neuropatici bigotti. Chiaro? Ora, se mai sentirete qualcuno dire una cosa del genere, difendete anche voi questo disturbo. Bisogna far capire che essere lunatici≠essere bipolari. E fatelo anche con gli altri disturbi.

Se qualcuno cambia da così a così in un nanosecondo allora è probabile che sia lunatico. Essere lunatici non è un disturbo, solo una peculiarità. Se da arrabbiati passate a tristi e poi ad annoiati allora è quello. Se invece passate lunghi periodi di tempo in cui le vostre emozioni sono tutte al 200% e magari una settimana dopo non volete fare nulla, pensando che ormai il senso di farle non c’è più, allora siete bipolari. Forse. Consultate uno psicologo per avere una diagnosi accurata. Uno psicologo bravo, per cortesia. Non come Camila.

Ma perché Lauren lo dice? Semplice, perché Camila cambia idea.

Cthulhu:- Tklnre ll’hnsat! Tkjjena lwnma wrhkt! (Proprio un pessimo medico! Vado a preparare la tavola!)-

Micol:- Kuki sarà felice di aiutarti.-

Urie:- Per la verità no.-

Camila informa la ragazza che ci ha ripensato e che non le sembra una brutta idea passare il sabato assieme.

Stavamo andando così bene…

Comunque, il capitolo uno (sì, tutto questo nel capitolo uno) finalmente si conclude con loro due che si dirigono al Dizzy’s club.

Il Dizzy’s club è un locale Jazz abbastanza noto a New York. Google ci riporta che non prevede la consumazione all’interno, ma potrebbe essere una regola nuova, dato che Camila e Lauren brindano dentro, e che è costoso (livello: €€€). Non c’entra nulla ma volevo solo dirvelo. Adesso le cose sono diverse perché c’è la pandemia, ma credo che lo abbiano cambiato prima.

Sono le otto e le due lovebirds sono al Dizzy’s. Prendono un tavolo vicino all’uscita (non potrebbero ma come ho già detto potrebbe essere che nel 2016 le cose erano diverse), ma Lauren si sente a disagio per via della tanta gente. Il solo fatto che però stia tranquilla perché Camila è lì con lei mi fa di nuovo incazzare.

Vedete? Tutti i problemi si risolvono con l’aMMMore. Invece io vi dico che non è vero. Sì, aiuta, ma un partner non vi dà la felicità. La felicità ve la trovate amando voi stessi e quello che fate soltanto. Punto e basta! Period point blank!

Continuiamo!

Camila dice che quella sera suonerà un gruppo “jezz”. Primo punto: si dice Jazz. Secondo punto: grazie al cazzo, siete in un locale Jazz. Mi sembrerebbe normale se suonassero Jazz.

Discussione fuffosa sul fatto che Camila e Lauren stravedono entrambe (ma va?) per Ed Sheeran. Ora, mai sentito di una persona LGBT+ che adorasse Ed Sheeran, dato che le sue canzoni sono palesemente per coppie eterosessuali, senza togliergli nulla al povero Ed. Solo che tendenzialmente lo si associa appunto alle persone etero. Ma vabbè, i gusti sono gusti. Ma se non vi piaceva troppo il Jazz che ci siete andate a fare lì? Andavate da un’altra parte dove forse mettevano pure Ed Sheeran.

La conversazione continua, e c’è una nuova allusione sul fatto che ci sia una “vera” Lauren e una “falsa”. Mi voglio sparare.

Da questa allusione si passa al chiedere se Camila sia mai stata con qualcuno. La donna ci dice di essere stata con un uomo più grande di lei per tre anni, mentre Lauren si è “divertita” con molte ragazze tra i suoi diciotto e i diciannove. Per la prima volta sentiamo di una pseudo Hope che non è vergine come la Madonna e che addirittura ha avuto tante “one-night-only fun”. Wow.

Lauren non dice di essere solo attratta dalle donne a Camila, dato che è spaventata dalla reazione, ma la dottoressa la tranquillizza scoprendo la carta della “gelosia”. Come fa la gelosia immotivata a tranquillizzare la gente lo sanno solo loro. Ma poi di cosa ti ingelosisci?!

Lauren ci introduce la sua rovinosa relazione con una certa Lucy che l’ha lasciata non potendo sopportare la sua malattia. Dobbiamo odiarla, abbiamo capito. E faremmo anche bene. Non so cosa voglia dire dall’altra parte, ma non può essere peggio di chi ne soffre. Cercare di aiutare qualcuno è faticoso, ma non dovete buttarlo giù se non ce la fate. Piuttosto portateli a rivolgersi a degli esperti se vedete che le cose peggiorano.

E poi, tutto ad un tratto, Camila si siede sulle gambe di Lauren.

Tutti:- COSA?!-

Non sto scherzando, e non ho neanche tirato troppo la vicenda. Davvero Camila prende e si siede sulle gambe della sua paziente, questa volta seriamente, senza nessun motivo. La scena dovrebbe farmi emozionare, ma mi sciocca soltanto. Non per nulla, soltanto per la velocità con cui accade. Lasciamo stare la cosa del dottore-paziente: qui gli avvenimenti accadono troppo velocemente.

Neanche il tempo di capire cosa sta succedendo che Camila mette la sua testa nell’incavo del collo della giovane, che le commenta in modo positivo il profumo, ricevendo un complimento a sua volta.

Le emozioni di Lauren sono in contrasto: vorrebbe che quella situazione non finisse mai, ma allo stesso tempo si sente a disagio.

E ci credo!

Camila può essere bella quanto vuole, ma lo spazio fisico, per qualcuno che soffre di disturbi, in certe situazioni è SACRO.

Urie:- Parli come se avessi avuto esperienza.-

Micol:- E tu cosa sei?-

Urie (tira fuori il telefono e mette su un audio):- Baby, I’m not even here. I’m an hallucination. Move around! Move around!-

Micol:- Umpf…-

Disagio o non disagio, Lauren si alza perché sente l’irrefrenabile desiderio di baciarla, quindi decide di andare a prendere da bere. Saggia idea.

Una volta tornata al tavolo con due bicchieri di coca-cola (normalmente vi danno le bottiglie ma vabbè, roba da locale “jezz” di lusso immagino), vede un uomo che ci sta provando con Camila, ovviamente non ricambiato.

Prendete un bel respiro, perché state per incontrare la “falsa” Lauren. Ve lo riporto tutto, perché (non) merita.

Mentre camminavo verso il nostro tavolo con i due bicchieri di Coca Cola in mano vidi un uomo seduto al mio posto, stava importunando Camila. Lei sembrava molto infastidita della sua presenza, quel tizio aveva di sicuro il doppio dei nostri anni. Non si vergognava nemmeno un po’ a provarci con una che avrebbe potuto essere sua figlia?

Una strana fitta mi colpì dritta allo stomaco, ma questa non era una di quelle sensazioni belle che provavo mentre tenevo la mano di Camila. Era un qualcosa di diverso e molto fastidioso. Ero gelosa, avrei voluto spaccargli la faccia. Ma no, dovevo contenermi, non potevo permettere alla falsa Lauren di venire fuori proprio adesso, mi avrebbe rovinato la serata con Camila. Desideravo farla stare bene, non volevo che vedesse di nuovo l’altra me.

Camila, che era infastidita e turbata, si alzò di scatto e fece per andarsene. Era l’unico modo per togliersi quel parassita di torno. Ma lui, probabilmente non del tutto sobrio, le diede una pacca sul sedere.

Aveva toccato Camila, la mia Camila.

Lo aveva fatto in maniera così rude e perversa, nessuno poteva permettersi di toccarla così. Nessuno. Lei meritava di essere toccata come il più delicato dei fiori e accarezzata come la più meravigliosa delle creature. Non poteva averle fatto questo. Stava per pagarla cara.

I bicchieri mi cadono dalle mani, non capii più nulla.

Fu così che lei venne fuori.

La vera Lauren gli avrebbe semplicemente detto di sparire di non provarci mai più, poi avrebbe preso Camila l’avrebbe portato al sicuro in un altro posto. L’avrebbe protetta ma senza scatenarsi in maniera violenta su quello schifo di uomo.

Ma in questo momento non ero lei, ero la falsa Lauren. Nonostante la vera Lauren cercasse di combattere per riprendere possesso del proprio corpo non ci riuscì. La parte oscura di me si rivelò.

Così mi gettai direttamente su quell’uomo, lo buttai a terra e iniziai a picchiarlo. Un colpo, poi un altro e un altro ancora. I miei pugni non si sarebbero fermati, la falsa Lauren aveva bisogno vedere la sua lurida faccia ridotta a brandelli. Poi l’uomo riuscì a riprendersi dall’improvviso attacco, questa volta fu lui a sferrarmi un colpo. Iniziamo a picchiarci così forte che il sangue di entrambi stava ricoprendo il pavimento.

Sentiva in lontananza Camila gridare “Lauren! Fermati! questa non sei tu”. La vera Lauren riusciva in parte a sentirla, ma la falsa Lauren non aveva alcuna intenzione di cessare quella rissa.

Camila piangeva, cercava aiuto, mi urlava disperata di tornare in me, urlava quell’uomo di lasciarmi stare perché non era degno nemmeno di guardarmi in faccia.

Ma l’altra me non ascoltava, continuavo a sferrare ed incassare colpi.

Poi finalmente un gruppo di ragazzi riuscì a dividerci. Dovettero tenermi in tre, la rabbia mi faceva ancora dimenare. Volevo continuare a riempire quel porco di pugni, ma sentii le forze abbandonarmi lentamente. Mi divincolavo sempre di meno, iniziai vedere nero.

Ricordo solo la figura di Camila che mi veniva incontro piangendo. Subito dopo il buio più totale.

Ero svenuta.

C’è così tanto da dire e così tanto schifo da spiegare…

Allora, facciamo un elenco numerato.

Shade Owl:- Sbav…-

1) Lauren non è una persona. È un corpo, un involucro vuoto dominata da due personalità. Perché lo dico? Perché se la “vera” Lauren è lei (tanto che la chiama “vera”), allora perché scrive come se non lo fosse? “La vera Lauren gli avrebbe semplicemente detto di sparire di non provarci mai più.” e “Nonostante la vera Lauren cercasse di combattere per riprendere possesso del proprio corpo non ci riuscì. La parte oscura di me si rivelò.” lo dimostrano chiaramente.

2) Lauren non ricorda nulla? Alla faccia! Qui sta spiegando chiaramente quello che succede. Perde la memoria solo quando sviene, cosa corretta (almeno questo).

3) “Camila. La mia Camila.” Datti una calmata. Pure possessiva è.

4) Camila è sempre più inutile come dottoressa. Urlare “Questa non sei tu” è pari a “stai calmo” quando hai un attacco di panico o “è tutto nella tua testa” ad uno schizofrenico. INUTILE!

5) Parlano di questa rissa come se stessero combattendo su di un ring. Le risse durano davvero poco nei bar perché c’è tanta gente e si riesce a dividere subito la coppia.

6) Non è una rissa, è una scazzottata. E non dovrebbe neppure sgorgare sangue come fontane dato che si prendono solo a pugni.

Shade Owl:- Alla faccia dell’elenco.-

Micol:- Lo so, mi faccio trasportare.-

Shade Owl:- Ma hai ancora da imparare. Io ne ho fatti di più lunghi. –

Urie:- Non la provocare, che rimaniamo qui fino a dopodomani. –

Lauren ci racconta le cose come se le vedesse da una terza prospettiva. La “vera” e la “falsa” lei sono due persone distinte che non la riguardano. Ovvio che la scrittrice voleva far intendere che Lauren tentava di calmarsi, ma l’ha scritto con i piedi e questo è quello che si capisce. Tutto quello che capiamo della situazione è che Lauren non sa controllare la sua rabbia. E che è davvero molto forte.

Io non ho molta forza nelle braccia, sono più muscolosa nelle gambe, ma questo non vuol dire che non potrei dare un buon pugno. Però farebbe male. Si tratta comunque di un cranio umano, costruito naturalmente per difendere l’encefalo da minacce ed urti esterni. In sintesi, le avrebbe fatto molto male. Non sappiamo se Lauren va in palestra, ma credo di sì a ‘sto punto. Non sappiamo nulla sul come si sentiva fisicamente fino a quando non ci dice di essere esausta. E questo lo rende un lavoro fatto con i piedi. Lauren avrebbe comunque saputo come stava il SUO corpo. Avrebbe dovuto scrivere del dolore, della fatica, delle lacrime agli occhi che le si stavano formando a causa dei pugni. Pugni, poi, dove? Sul naso non direi. Forse sulle guance e zigomi.

Nel mentre nessuno fa niente, tranne Camila che sembra Misa Amane mentre L e Light si prendono a pugni. Stessa scena, stessa utilità, stessa reazione, stessa intelligenza. Ci mancava Matsuda che chiamava per dire una cazzata e il commento di L.

Urie:- Avrebbe rallegrato le cose.-

Micol:- L che dice “Solo quell’idiota di Matsuda” chiudendogli il telefono in faccia… Arte.-

L’ho detto nell’elenco: COSA DICI A FARE CHE NON È LA VERA LEI?!

Lo è. A ‘sto punto lo è. Non posso credere che abbia assistito come una deficiente a cosa stava facendo in modo impassibile, come se fosse in terza persona. Non ha detto nulla di nulla in proposito. Avrebbe potuto scrivere:

“Sentii un altro pugno pronto, ma non volevo, non DOVEVO farlo. La mano mi rimase a mezz’aria, faticando a calarsi di nuovo sull’avversario. Ce la stavo facendo. La stavo bloccando. Non vedevo nulla, solo sentivo ciò che davo e che ricevevo. Il corpo mi doleva così tanto, ma non potevo arrendermi. Se la falsa Lauren avesse del tutto preso il sopravvento io non avrei più potuto fermarla. La mano era ancora sospesa. Ancora qualche secondo e ce l’avrei fatta. Ma un colpo, molto più forte degli altri, mi fece cadere a terra, levando il mio corpo da sopra di lui. No! Adesso era fatta! Avevo totalmente perso il controllo. Sentivo tutto attorno a me svanire, lentamente farsi silenzioso. Mi sembrava di dormire. Avevo perso. Camila mi aveva persa. Il mio corpo, la falsa Lauren sarebbe stata fermata da qualcuno, ma io non l’avrei mai saputo. Perché per ora ero lì, nel buio. Faceva freddo e avevo paura. Volevo tornare me stessa. Lo volevo tanto.”

Inutile assicurarvi che certe cose ai bipolari non accadono. O meglio: potrebbero succedere, non si sa mai cosa l’euforia ti porta a fare, ma ne sarei consenziente. Al 100%.

Lauren avrebbe dovuto dire che stava lottando e dire che non sapeva cosa stava facendo. Si sarebbe forse concentrata sulla voce di Camila per farsi forza, ma non avrebbe potuto nulla.

Passiamo oltre, perché c’è roba da dire su questo anche dopo.

La nostra protagonista si sveglia da qualche parte che chiama “Casa di Camila”. Però c’è una cosa da dire perché è onorevole per noi amanti di recensioni:

“Le risse nei locali sono molto frequenti, per questo al Dizzy’s c’è un’infermeria. Vi abbiamo portato lì e tu per fortuna non avevi niente di grave, solo qualche lesione, per questo un paramedico mi aiutata a riportarti a casa mentre a quello schifoso gli hai rotto il naso quindi è rimasto lì in infermeria svenuto”

Shade Owl:- Non ci posso credere!-

Micol:- Lo so! L’hanno fatto davvero!-

Piton:- Dimmi che è uno scherzo o…-

Micol:- Purtroppo per noi sì. Nel senso che non esiste davvero questa infermeria, è frutto dell’immaginazione della scrittrice. In più il Dizzy’s è un posto di lusso. Dubito che ne succedano davvero di tutti i colori. Siamo comunque al numero 10 di Columbus Cir, a Manhattan. Zona importante insomma. Mica il Bronx, senza togliere nulla al Bronx.-

Esatto gente. Esatto. In questa fic abbiamo il tanto agognato “ospedale nel bar”. Inutile che vi dica che è una stronzata colossale e che Lauren adesso dovrebbe trovarsi in ospedale sul serio e che Camila non starebbe lì a coccolarla e a farla ingelosire su frivolezze. Dice inoltre che il tipo con cui si è scontrata è messo peggio.

Da donna lo dico con estrema serietà: è davvero difficile che Lauren lo abbia ridotto a ragù. A meno che non fosse un povero ragazzino con il fisico di un undicenne, con un solo pugno avrebbe potuto ammazzarla. E non sto scherzando. Il cranio di una donna è più piccolo e fragile e se un colpo lo si dà con particolare forza, forza data anche dall’alcool in questo caso, può danneggiarsi in modo grave.

Shade Owl: – Ora, per amor di chiarezza: quando avevo ventitré anni iniziai a fare kick boxing. All’epoca il corso lo frequentava anche una ragazzina di sedici anni, alta molto meno di me e decisamente meno pesante. Ma sapete una cosa? Lei picchiava (e continuò a picchiare anche quando divenni più bravo) molto più forte di me! Per dire, diventai uno dei più bravi del corso, alla lunga, ma avevo comunque un po’ di timore a fare sparring con lei, più di quanto ne avessi a farne con un ragazzo mio coetaneo che faceva quello sport da più anni di me! Ma questa ragazzina (che adesso è entrata in Marina) era brava, e faceva kick boxing da molto tempo. Lei sì che potrebbe averla vinta in una scazzottata, e senza nemmeno tanta fatica. Ma una come Lauren, a meno che non sia nelle sue stesse condizioni, verrebbe mandata al tappeto in tipo un petosecondo! –

Micol: – Onore a questa donna.-

Urie (facendo il saluto della CCG): -Mi complimento con lei (chissà come sta Mutsuki…)-

Vabbè ma che c’importa, no? L’importante è che è l’una di notte e che ci troviamo a casa di Camila (quando un paramedico competente l’avrebbe portata all’ospedale o almeno a casa di Lauren, non a casa di una sconosciuta. Ma che sto a dire? Cthulhu, mangiatelo pure). E le due si baciano.

Un bacio carino ma che non ha senso. Lauren potrebbe avere venti tagli al labbro, il naso spaccato, lividi su tutta la faccia. Le farebbe un male cane anche il solo pensare. Che poi erano le otto di sera. Perché Lauren solo adesso la benda? Sono passate cinque ore. CINQUE. Lauren dovrebbe essere ormai morta se avete aspettato tanto.

Shade Owl: – O comunque ridotta a uno zerbino…-

Fuffosa dichiarazione d’amore e le due si addormentano.

Prima di “abbandonarsi tra le braccia di Morfeo” (tranquilli, non lo dice davvero), Lauren manda un messaggio a Layla alle DUE DI NOTTE in cui prima le chiede se è sveglia, e io avrei preferito che non le rispondesse. Sarebbe stato più realistico. Dopo che la segretaria le risponde “Diciamo” (a.k.a. Una sega sono sveglia, che minchia vuoi?), Lauren le rivela di aver baciato il suo capo. E lei ne è felice. Boh boh e ancora boh. Io non mi sarei più riaddormentata, ma la donna le manda la buona notte e chiude così il timeskip. I timeskip, mi sono dimenticata di dirvi, vengono sempre introdotti con giorno, ora in cifre e luogo. Anche quando la protagonista è praticamente in coma e non ha idea di cosa sia successo.

Il capitolo seguente si apre con Lauren che di prima mattina fa le coccole con Camila quando in realtà le dovrebbe fare male l’esistere a causa di tutti quei colpi.

Segue fuffosa scena soft in cui entrambe guardano la televisione, precisamente “Once upon a time”, e Lauren ci lascia delle perle che se le dico all’interrogazione di filosofia mi consigliano di cambiare vita, non solo scuola.

“Camila, tu conosci lo yin o lo yang?” “Si, ma con questo cosa vorresti dire?” “Voglio dire che c’è sempre una punta di bene nel male e una punta di male nel bene. Perché serve ad equilibrare le cose, nulla è completamente buono e nulla è completamente cattivo”. Cercai di spiegare meglio il concetto.

” In poche parole, se il male non esistesse non potremmo conoscere il bene. Pensaci un attimo, sapresti cos’è la pace se non ci fosse la guerra? sapresti cos’è l’amore se non ci fosse l’odio?” Camila mi fece cenno di continuare. “Non sto giustificando l’odio o la guerra, essi sono soltanto la mancanza di amore e di pace. Il bene è la risoluzione del male. Forse Emma, la nostra cara protagonista, aveva bisogno di conoscere al meglio l’oscurità per poterla combattere. Doveva provarla sulla propria pelle “.

“Io penso che tu sia così Lauren” “Cosa intendi?” “Anche tu, come Emma, hai dovuto tirar fuori il tuo lato oscuro. Questo però ti ha permesso di combatterlo, non rimproverarti per il fatto che sia uscito fuori nei momenti peggiori; dovresti invece apprezzare la vera te per essere stata ogni volta più forte. Tu sei mille volte meglio di Emma o del dr. Jekyll, Lauren, io non so se ce l’avrei fatta. Tu stai vincendo contro tutto”.

La falsa Lauren è, lo abbiamo capito, l’antagonista della storia. Non sempre gli antagonisti sono delle persone. In molti casi sonon anche concezioni astratte, come appunto in questo caso. La seconda personalità di Lauren è il suo nemico, ciò che le impedisce di arrivare al suo obbiettivo, ovvero una vita normale. Sembra sempre impedirle di raggiungere il suo fine, per esempio le fa spaccare una delle macchine fotografiche subito dopo che lo zio le da il permesso per la prima volta di lavorarci. Oppure poco fa dove, appena Camila le rivela il suo interesse, le fa fare brutta figura.

Ma la falsa Lauren è cattiva? Non lo sappiamo. Le personalità che la scrittrice ha descritto non sono complete. Sono fragmenti di personalità più complesse.

Non sappiamo, per esempio, la morale di entrambe. Sappiamo che Lauren normalmente non prenderebbe a cazzotti qualcuno, ma questo non vuol dire che abbia una buona morale. E, esattamente come lei, la sua controparte “cattiva” non è detto che avrebbe ucciso quell’uomo. E se l’avesse fatto, l’avrebbe voluto? Avrebbe voluto ucciderlo per vendicarsi del suo atto disgutoso nei confronti di Camila, o perché trova bello uccidere? Quindi la sua morale è come quella di Light Yagami, che ritiene la morte come unico modo per liberarsi dal male, o semplicemente trova piacere nella violenza?

Non lo sappiamo. Almeno non da questa prima parte della storia. Ed è una cosa importante se si deve parlare di bene o male.

A parte il fatto che il suo discorso non è molto realistico, dato che sembra un po’ una scusa per mettere Lauren sotto un faretto. Lauren è forte, sì. Vive con la paura che un’altra persona le rubi l’essistenza e dev’essere estenuante. Ma questo non vuol dire che lei sia il bene a priori. Per tutto il libro Lauren non sembra davvero lottare contro la sua “parte malvagia”. Anzi, preferisce sentire Camila piuttosto che svuotarsi delle sue ansie e ricevere altri suggerimenti. Può succedere, ma mi sarei aspettata, dato che solo due giorni prima aveva avuto il cambio, un perenne stato di allerta. La voglia di andare dallo psicologo per potersi sfogare, per potersi sentire dire che ce la farà e che non deve cedere.

Io questo non l’ho sentito. Non ho percepito il pericolo che la falsa Lauren rappresenta. Anzi, sembra che duri poco il suo “potere”, e che se ne vada per abbastanza tempo. Che venga fuori solo quando fa comodo, senza lasciare molte tracce. Infatti, Camila non ne è terrorizzata, e neanche dopo che la vede mentre fa a polpette un povero ubriacone. Il locale manco la butta fuori, tenendola dentro alla loro “infermeria” e chiamando soltanto il pronto soccorso, anziché la polizia. Per come la vedo io, avrebbero dovuto. Per entrambi. Soprattutto dopo che Camila gli avrà detto che non era davvero lei ma che era la sua seconda personalità. Sembra strano e triste da dire, ma quasi mai ci credono le persone.

La falsa Lauren non è un villain, ma solo un antagonista. Ricordo che un villain è sempre cattivo, ma un antagonista non lo è per forza. Per dire, in un romanzo di guerra, i nemici sono gli antagonisti, ma non sono guidati dall’odio e dalla voglia di uccidere, a meno che non sia un esercito di un Signore Oscuro Random. Hanno la setssa morale patriottica dei protagonisti, solo visti dalla parte opposta.

La scrittrice scrive in un commento che ha interpretato la depressione come positiva e l’eufria come negativa. Questo suo discorso, dunque, ha ancora meno senso. Perché ritrae come il bene una sensazione di nullità e la voglia di fare l’impossibile come il male. Esattamente l’opposto di quello che dovrebbero essere. Ying e yan fino ad un certo punto.

Dunque, la falsa Lauren è l’antagonista, ma non si può pensare a lei come il male. Anche perché cos’è il male? Il comportarsi come scellerati? Ma allora Katsuki Bakugou, che è il protagonista positivo più antieroico che mi viene in mente adesso, è per caso il male? La sua morale non è uccidere, è arrivare al primo posto a tutti i costi. Anche fare del male rientra. Ma non è lui stesso il male. Non è neanche il bene. Perché, per l’appunto, coesistono in armonia in una personalità varia e complessa. Non come invece ci fa intendere Lauren, che dice di far abbattere il male per poter far sopravivere il bene.

No! Il male serve ad equilibrare il tutto. Per finire il cerchio. Si tratta del disegno che lei stessa dice. Coesistono in un unica persona rendendola tale. E senza uno dei due, essa non è completa.

E poi Lauren è ipocrita, perché dice prima che entrambi sono necessari, e poi che bisogna combattero. Deciditi! O si vive composti sia di difetti che di pregi o i difetti sono “il male” e per tanto vanno buttati via. Yeet! Non puoi fare entrambi.

Che poi, Camila è una psicologa, non una filosofa. Lei dovrebbe credere nelle cose concrete, nei fatti scientifici, ovvero che il suo paziente ritrae chiaramente l’alternarsi di due personalità, non che quella che ha davanti a lei è il bene e che la sua seconda personalità è il male. Non ha senso dal punto di vista psicologico, ma solo filosofico. Camila non solo non sa fare il suo lavoro, ma non ha neppure la testa, perché lo accetta. Accetta questa visione disneyana ipocrita della vita descritta da Lauren. DISGUSTING 2.0!

Il capitolo finisce con loro due che si amano e che si fanno il solletico.

Ripeto: a Lauren dovrebbe fare male l’esistenza a causa di tutti quei colpi. Ma pazienza. In fondo è una semi-Hope. Ha la rigenerazione che funzione quasi quanto quella di Kuki. E Kuki è catalogato ormai come ghoul di livello S, con un grado di cellule Rc pari a 1911.

Shade Owl:- Ecco perché volevi la carne.-

Urie:- Ci sono stati degli (incontri del cazzo) imprevisti che mi hanno portato a superare il mio limite. (Donato…)-

Shade Owl:- Non voglio sapere quelle pause a cosa si riferivano*.-

*Le frasi tra le parentesi sono i pensieri che Urie non esprime ma vorrebbe

L’ultimo capitolo è l’epilogo. Camila e Lauren vivono da due anni assieme. Lauren è magicamente guarita grazie a Camila (cosa illegale, sempre per quell’articolo 28 che lo negherebbe).

Lauren infatti ci dice che è lei stessa da un anno e mezzo. Così. Bene.

Tralasciamo morale felice che ci dà, sul trovare la persona giusta e yara yara, e dedichiamo i nostri ultimi neuroni invece sul finale.

Camila va a lavoro e lascia Lauren da sola a prepararsi. Mentre si veste, la ragazza trova una lettera in cui in modo molto fuffoso Camila le rivela tutto il suo amore e le chiede di sposarla. In quell’esatto momento Layla la chiama e le dice che la sua amata ha avuto un incidente.

E fine.

Non sto scherzando. Questo finale aperto vuole soltanto dirci che ci sarà un sequel. Che effettivamente c’è, ma non lo porterò a meno che non mi venga richiesto. Anche perché non è completata dal 2017, quindi boh.

Allora, miei cari soldati del Corpo di Recensione, cosa abbiamo imparato?

Ve lo dico io, anche se so che lo sapete: abbiamo imparato cosa non è il disturbo bipolare.

Se la storia non fosse stata scritta su di questo, la vorrei segnalare soltanto per la trashata insulsa che è. Non so se Lauren nella realtà soffra di bipolarismo, e mi sembra tremendamente irrispettoso attribuire ad una celebrità un disturbo mentale come questo. Davvero irrispettoso anche perché non si sono fatte le giuste ricerche e la scrittrice lo nega fermamente.

Due utenti (95blujm e CheddarBobWuzHere, avete il mio rispetto a vita) le hanno fatto notare questo errore e lei ha risposto che è suo diritto in quanto scrittrice di reinventarsi un disturbo. Non me lo sto inventando, lo dice lei sotto un commento.

edwardangel: Evidentemente il messaggio che volevo dare con questa storia non è stato percepito. So benissimo del cambio repentino di umore, da euforico a depresso. Nella maggior parte dei casi potremmo considerare lo stato euforico come l’ “umore positivo” e quello depresso come “negativo”. Bene, i due stati di Lauren sconvolgono completamente questo, la vera Lauren rappresenta lo stato depresso tramutato in positivo; mentre la falsa Lauren rappresenta lo stato euforico tramutato in negativo. Questo è il vero scopo, tramutare ciò che è positivo in negativo e viceversa. Mentre il fatto che lei non ricordi alcune cose è stato aggiunto da me, ma ne ho avuto bisogno per completare il personaggio di Lauren (nel sequel capirai perché)’. Dunque: questo è un libro e allo scrittore è consentito reinterpretare, mi sono informata sul disturbo bipolare stravolgendo per i motivi che ti ho detto prima. In parole povere, bisognava cogliere oltre. Grazie comunque per il commento.

Non commenterò questo schifo. Cogliere oltre, bah.

Allora, cosa possiamo fare? Certamente si può provare a segnalare la fic, visto che l’autrice pare ignorare le critiche, ma, se volete, potete leggerla voi stessi e provare a spiegare in un vostro commento perché non sia giusto rappresentare il bipolarismo in questo modo assurdo.

Da Kim Micol è tutto. Io e Kuki vi salutiamo e vi auguriamo una meravigliosa giornata o serata, dipendentemente dal momento in cui leggerete questa recensione.

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La giovane si alzò di scatto e stiracchiò le braccia, facendo scendere velocemente il felino dalle gambe. Shade Owl chiuse il portatile e si voltò verso di lei, ricevendo un imbarazzato sorriso.

«Mi dispiace essere entrata in casa tua in quel modo. Avevo mandato Kuki avanti, ma mi sa che è stata una cattiva idea.» rise. L’investigatore fece finta di non aver sentito, ancora intento a parlare di ricette con Cthulhu.

«Non ti preoccupare. Piuttosto, come stai?» chiese, cambiando discorso.

«Sto… Meglio? Credo di sì. Cerco di resistere e di rimanere positiva. Ho delle persone che mi stanno accanto e che mi supportano, ma ho comunque paura.»

«Dev’essere tremendo per te leggere queste cose.» sospirò il recensore prendendo il suo animale e accarezzandolo. Piton si alzò, chiedendo scusa ed andando a cercare Ellie, la quale era sparita da un bel po’.

«Solo perché la gente non sa cosa vuol dire quando parlo di bipolarismo. Pensano sia questo.» rispose indicando il laptop chiuso.

«Sai cosa mi ha detto una mia compagna per sollevarmi il morale?» Shade Owl scosse il capo.

«“Tu hai mille personalità dentro di te e fai fatica a gestirle, ma non sei bipolare. Questo lo so.”» disse sorridendo. Un sorriso triste e tirato. Il recensore rimase senza parole davanti a tale rivelazione.

«Stai scherzando?»

«Vorrei…» sussurrò la giovane. Una lacrima fece capolino tra le ciglia, ma venne prontamente rigettata indietro.

«Ah! Si è fatto tardi. Dobbiamo andare. Avevo ordinato un boba tea e devo andare a ritirarlo» urlò ricordandosi dell’orario. Effettivamente, fuori era ormai buio.

«Shade Owl, è stato un piacere enorme fare la tua conoscenza. Devo ammettere che sono una tua grande ammiratrice. Mi piace il modo in cui scrivi ed esponi le tue opinioni, davvero. Spero un giorno di riuscire a farlo bene come te.» rivelò al recensore tendendogli la mano. Shade Owl sorrise e gliela strinse, contento di sentirsi dire queste cose.

«Il piacere è stato mio.» rispose alzandosi. Accompagnò entrambi gli ospiti alla porta e li salutò un’ultima volta, imitato dai suoi coinquilini.

«Che coppia strana.» disse in maniera seria Ellie. Tutti scossero la testa. Lo erano, questo era certo. In lontananza udirono le urla doloranti dei Runner, segnando così la fine di un’altra giornata nel Corpo di Recensione.

Aggiornamento del 23/06/2021: La storia, così come il profilo dell’autrice, non sono più presenti su Wattpad. Non sappiamo perché abbia deciso di rimuoversi completamente dal sito, ma quantomeno un’altra fic dai contenuti sbagliati è sparita. Il che è bene!

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