“Mrs Styles” (Un anacronismo di nozze e sfruttamenti)

«Guarda il lato positivo, Vat: non ti hanno mai dato un camerino così bello!».

Vat voltò un foglio del blocco di appunti che teneva in mano. «Sarà, Zenny, ma è da quando siamo qui che non riesco a pensare ad altro che allo spettacolo. Mi sembra nuovo ogni volta che lo rileggo».

Zenny gli strappò il blocco di mano. «Datti una calmata, maledizione! Non hai mai fatto così tante storie per una cosa del genere». Richiuse il blocco e lo poggiò sul tavolino di rovere davanti alla seggiola di Vat. «Ora fa’ un bel respiro e preparati!».

Vat si alzò di scatto; fece un respiro profondo e si guardò allo specchio. «Mi aiuti a sistemarmi la cravatta?». Zenny gli mise una mano sulla spalla. «Vuoi parlarne, Cesare?».

Una lacrima scese dall’occhio sinistro di Vat, e si fece strada fino alle labbra strette dal nervoso. «Questa sera non è una cosa del genere, Zenone, o almeno non per me. Non è il solito localetto scadente in cui bastano due battute sui personaggi cialtroni per strappare una risata: qui fanno sul serio! Prima ho sbirciato dal sipario: seduti al Tavolo d’Oro ho intravisto almeno una dozzina di recensori professionisti; quelli fanno presto a prendermi e scaraventarmi fuori».

Tre colpi alla porta interruppero Vat, che si risedette; Zenone si avvicinò alla porta, abbassò la maniglia e aprì un poco. Un ometto mingherlino lo guardò storto, arricciandosi i baffi con una penna a sfera nera. «Posso entrare o serve un permesso speciale?».

Zenone spalancò la porta e fece un passo indietro. «Certo che no; entri pure».

L’ometto entrò nel camerino, squadrò i due e annotò qualcosa su un registro dalla copertina giallastra. Richiuse la penna a sfera e, tenendola tra le dita, puntò l’indice contro Cesare. «Signor Vattazi, cinque minuti in scena!». Puntò il cappuccio della penna a sfera verso Zenone. «Quanto a lei, veda di non cincischiare e di andare al banco del bar entro dieci minuti: i nostri clienti avranno sete, soprattutto se il suo collega sarà in grado di farli ridere». Abbassò la penna e lanciò un’occhiataccia ai due. «Non fatemi pentire di avervi accettati, intesi?». Non aspettò neanche una risposta: sbatté la porta del camerino e se ne andò a passo svelto.

«Zenny, infrango qualche regola se gli lancio uno spezza-anima?».

Zenone l’afferrò per lo smoking. «Non pensarci neanche per scherzo! Non vogliamo pubblicità per l’altro spettacolo». Fissò Cesare negli occhi. «Ora ascoltami bene: ti sei preparato moltissimo per questa serata, e anche io. La fic che abbiamo è così terribile che non potrai andare male».

Fece una pausa, e si sedette sul tavolino staccando i talloni da terra. «Ti dico io come andrà la serata. Tu farai il tuo spettacolo come se fossimo nel localino in cui abbiamo cominciato. Io ti darò supporto dal bar e girerò tra i tavoli, come sempre; e al Tavolo d’Oro, quando sarà il momento opportuno, scambierò qualche parola coi recensori, per vedere se sanno qualcosa. Tu finirai il tuo spettacolo, manderai a casa gli altri ospiti e ci fermeremo a parlare al bar coi recensori».

Cesare si mise una mano sulla tempia e si appoggiò su quel braccio al tavolino. «E se nessuno di loro sapesse nulla?».

Zenone gli diede uno scappellotto leggero e gli puntò la mano tesa contro il naso. «Ma ti pare? Le informazioni parlano chiaro: tra di loro ci sono maghi, portatori di stand e persino un agente di SCP. Anche se non sapessero niente dell’elemento Omega, senz’altro conosceranno qualcuno che possa darci altre informazioni».

Cesare si alzò, si volse verso lo specchio e si diede due schiaffetti sulle guance. «Hai ragione. Non siamo novellini. Possiamo farcela». Si girò verso Zenone. «Grazie».

Zenone gli diede un buffetto sulla spalla. «Di niente, collega». Aprì la porta e mise un piede fuori. «Datti una mossa; tra un minuto sei in scena!».


Benvenuti, avventori! Non potete capire la gioia che io, SpazzinoVattpadiano, provo nell’esibirmi in questo luogo magico; e con che pubblico, che ospiti, che accompagnamento! Oggi, all’angolo dei musici, abbiamo nientemeno che Harry Styles, che ci delizierà col suo album. Ebbene sì, cari avventori: Harry Styles è un musicista, nonostante tutte le diavolerie che le fan scrivono sul suo conto. E proprio una di queste vorrei portare alla vostra attenzione: si tratta della fanfiction Mrs Styles, disponibile (chissà per quanto ancora?) su EFP.

Già il titolo suscita un interesse fuori dal comune: non pregustate la qualità narrativa e gli incredibili colpi di scena? L’introduzione chiarisce sin da subito perché la Hope di turno sarà chiamata signora Styles: le è stato combinato un matrimonio col caro Arrigo Stili, «nonostante la giovane età». Non lo sapevi, Harry? Ora sei sposato con Kaitlin.

E sì, ho controllato: Kaitlin è un nome in uso – anche se a prima vista sembra un modo bizzarro di scrivere Kathleen o Caitlin. Non so cosa pensiate, ma a me è venuta voglia di vivisezionare questa storia immediatamente. Zenone, porta pure il primo giro ai nostri ospiti: iniziamo a divertirci.

La Hope-Kaitlin in questione passeggia per le strade di Holmes Chapel, che per puro caso è proprio la città che ha dato i natali a Styles; domani si sposerà con un perfetto sconosciuto. Questo matrimonio combinato è effetto di un patto stipulato tra Max, il padre di Kaitlin, e il ricco Des Styles: Max, schiacciato dai debiti, ha offerto la mano di sua figlia, non appena questa avesse compiuto ventidue anni, per saldare un debito con Des.

Ovviamente Kaitlin non ne è stata particolarmente entusiasta, ma è bastata una rapsodia di percosse da parte di Max a farla rientrare nei ranghi.

Ricapitolando, abbiamo un matrimonio combinato, una figlia maltrattata dal padre e una sorta di patto di sangue tra due famiglie. Vogliamo fare un gioco? Zenone, raccogli i gettoni per le scommesse; voglio vedere quanti indovinano la risposta alla domanda che sto per fare. Secondo voi, in che anno è ambientata questa storia? Vi do un suggerimento: nel 1971, la sposa media in Inghilterra aveva ventitré anni circa. È vero, il matrimonio combinato suggerisce che la vicenda sia accaduta ben prima dei modernissimi anni settanta, ma mi sono voluto esporre un pochino. Avete dato il vostro gettone a Zenone? Bene!

Non posso credere che nel 2016 qui a Holmes Chapel esista una cosa del genere

Non lo nascondo: ho cercato di imbrogliarvi; ma l’ho fatto per un motivo ben preciso: questa storia avrebbe avuto dieci volte più senso ambientata negli anni cinquanta, sessanta, perfino settanta, rispetto al 2016. Se l’avessi scritta io – e, intendiamoci, io mai mi metterei a scrivere una cosa simile – l’avrei ambientata ancora prima, in piena epoca vittoriana. Se non altro, le premesse che vi ho mostrate non parrebbero completamente campate in aria. Dov’è, infatti, la polizia? Perché Kaitlin non denuncia suo padre per aver stipulato un contratto illegale sotto qualunque punto di vista? Possibile che non si sia mai confidata nemmeno una singola volta con un’amica, un compagno di classe, un insegnante, un prete, un maghetto persosi lungo la strada per Hogwarts?

Pare che non abbia fatto nulla di tutto ciò; né sappiamo il motivo profondo per cui abbia solo subito la situazione, dopo che suo padre l’ha picchiata. O meglio, lo sappiamo perfettamente: la fic sarebbe finita dopo due paragrafetti striminziti e io non sarei qui a parlarvene. Per amor di verità, ci viene detto che Kaitlin ha «pensato tante volte di scappare», ma non voleva «mettere nei guai» la sua famiglia; in particolare non voleva provocare grane a sua madre Daniela, che pure sembra incastrata in una situazione orribile al pari di Kaitlin. Come vi ho già detto, questa motivazione non sta in piedi; ciononostante, mangiamo la foglia e passiamo oltre. Kaitlin rincasa per non far arrabbiare il padre – che di qui in avanti non perderà una singola occasione per confermarsi principe degli inetti.

“Sono tornata”.
[…]
“Dove ti eri cacciata? Avevi detto mezz’ora. Non pensavi mica di scappare signorina?”

Adesso sembra un po’ meno incredibile che questa persona abbia accettato di vendere sua figlia per saldare un debito.

Kaitlin passa oltre suo padre e arriva in camera: là trova il suo vestito da sposa, portatole da un sottoposto di Des. Alla porta della camera si avvicina la madre Daniela, che offre il proprio aiuto per permettere a Kaitlin di fuggire; ma Kaitlin si rifiuta. Neanche la madre dovrebbe essere esente da critiche: conoscendo Max, sarebbe potuta scappare con la figlia anni prima, non il giorno prima delle nozze. Purtroppo l’autrice non ci dà abbastanza informazioni, a questo punto della storia, per completare questo giudizio. Proseguiamo.

Il giorno seguente, alla casa di Kaitlin bussa la parrucchiera, mandata da Des. Segue una panoramica dettagliata di acconciatura e trucchi usati che vi risparmio volentieri. Basti sapere che alla madre piace – e, se piace alla madre, piacerà senz’altro anche a noi. Si salta alla parte in cui la macchina su cui è Kaitlin si ferma dinanzi alla chiesa. Max prende Kaitlin per il braccio e le sgancia un «“Miraccomando!”». Purtroppo la mezza risata che mi ha strappato quando l’ho letto non si accosta alla situazione: solo sull’altare Kaitlin scopre il nome del suo futuro sposo.

“Vuoi tu Kaitlin Eveelin Peters, prendere il qui presente Harry Edward Styles come tuo legittimo sposo, per amarlo e onorarlo finché morte non vi separi?”
Così si chiama Harry, almeno ho scoperto il suo nome. Tornando al prete, ha detto ‘amarlo e onorarlo’ come faccio se neanche lo conosco? Il silenzio cala in chiesa, tutti si aspettano quel sì, tutti tranne me. Mi giro a guardare Harry, sembra tranquillo e mi fa un occhiolino. Magari anche io fossi sciolta come lui

Kaitlin, non temporeggiare su quanto Harry ti sembri tranquillo: di’ di no, getta un’ombra indelebile sulla famiglia Styles e su quel mentecatto di tuo padre! Hai solo ventidue anni: fai in fretta a ricominciare, visto come sei abituata adesso.

“Sì… Lo voglio”

Va be’, io ci ho provato. Visto che anche Harry accetta, i due ora si devono baciare: Kaitlin subisce il bacio, facendosi nel frattempo un mucchio di pare inutili su quanto, benché Harry sia «molto carino», lei non lo ami.

I due entrano in limousine e si presentano. Subito Harry mette in chiaro che l’idea è stata di suo padre, ma che lui ormai è abituato a sopportarne le scelte; tenete a mente questo dettaglio: ci sarà utile più tardi per un discorso molto serio.

I due arrivano a una sorta di ricevimento-pranzo-qualcosa che, nel testo, è solo parzialmente abbozzato e privo di qualunque appiglio per l’immaginazione. Certo, non manca una descrizione fotografica della sala principale del «palazzo imponente, a 5 stelle ovviamente» in cui avviene il ricevimento, ma ciò nemmeno prova a legarsi all’azione, che va per i fatti propri.

In questo contesto molto sfumato, Kaitlin conosce Des, il padre di Harry.

“Sei tu la mi nuora allora”.
[…]
“Godetevi la luna di miele!”
Ammicca verso di noi.
“E mi raccomando voglio presto un nipotino”

Delicatissimo. Un vero gentiluomo. Per di più questo sarà il suo chiodo fisso per tutta la storia e forse addirittura la causa profonda della vicenda. Kaitlin medita di fargli del male, ma questo s’è già allontanato; Harry le offre del vino e la porta in pista a ballare. Kaitlin si vede costretta a ballare sommersa dall’imbarazzo di essere con un uomo che nemmeno conosce. Finita la canzone, Harry la bacia incitato dalla folla: Kaitlin riemerge dal disagio e corre in un bagno a piangere.

Vorrei farvi notare, cari ospiti, che questo concentrato di spasso è solo il primo capitolo. E, d’ora in poi, andrà solo peggiorando. Zenone, comincia a prendere qualche ordine tra il pubblico: ne avranno bisogno. Da questo momento in avanti, però, vi riporterò il cambio tra capitoli solo se è necessario: la maggior parte delle volte si tratta di cliffhanger terribili, di vere e proprie trappole per giovini lettrici in astinenza dal divo Harry.

Kaitlin, dicevamo, resta in bagno a piangere per una buona mezz’ora; rientrata in sala, si rende conto che gli invitati se ne sono in gran parte andati; tra questi ci sono anche i suoi genitori. Ci rimane male, ma poi ripensa a suo padre e lascia perdere: non avrebbero avuto niente di carino da dirsi.

Dal nulla Des la prende per il polso, la porta in un corridoio e la rimprovera per non essersi comportata come si deve. Giusto, signore: una persona costretta a fare la moglie non dovrebbe lasciarsi sopraffare da inezie come esaurimenti nervosi, angoscia e timore per il proprio futuro. D’altronde che cosa mai ci si può aspettare da un supercattivo dei peggiori fumetti? E mi scuso coi fumettisti decenti per il paragone.

Kaitlin si lascia un attimo andare e gli chiede perché la furia divina si sia manifestata su di lei tramite questo vero e proprio mostro malefico; la risposta, signore e signori, potrebbe lasciarvi senza parole.

“A dire il vero è stato tuo padre a propormi l’idea. Sai era nei guai fino al collo con me. L’ho richiamato più volte affinché pagasse il suo debito, ma non aveva i soldi. Così mi ha detto ‘ti darò mia figlia’ ci ho pensato su per un momento, ma poi ho accettato”

Se ho capito bene, quindi, Max non solo è un manesco, ma è un vero e proprio scarto umano. Lui e Des fanno proprio una bella coppietta. Ciò potrebbe stimolare una conversazione su come, in realtà, tutto il racconto sia un’enorme allegoria del modo con cui l’autrice intende le figure paterne tossiche, ma non sarei in grado di sostenerla; né forse l’autrice ha strutturato la storia in questo modo per denunciare le colpe dei genitori egoisti, in quanto è più probabile che abbia voluto solo gonfiare la carica tragica della trama.

Harry interviene e tende la mano a Kaitlin per portarla in limousine; lei esita, e decide di appropinquarvisi da sola. Harry la raggiunge in macchina e se ne esce con questa perla.

“Quando ti dico di venire con me tu lo fai e basta, non devi prendere iniziativa da sola. Capito?”

E questa uscita, carissimi ospiti, è quella che mi ha convinto a non cestinare il libello: finora le cose erano terribili, ma entro un limite. Con una dichiarazione programmatica di possessività come questa, il personaggio di Harry (e non il nostro ospite cantante che ci sta facendo compagnia questa sera) prende una piega verso l’assurdo e il nonsenso ogni volta che apre bocca.

Lo so, sto correndo troppo: perché mai, vi chiederete, sono così duro nei confronti di questa frase? Ebbene, tra questa affermazione e quella fatta nel primo capitolo su quanto Harry sia abituato a seguire gli ordini del padre, uno comincia a farsi una certa idea del comportamento che Harry mantenga col prossimo; ma in seguito, grazie alle sequenze raccontate dal suo punto di vista, scopriremo che sono i buchi di sceneggiatura a dettare le azioni di questo disgraziato.

I due sposi arrivano dinanzi a una villetta bianca.

“Ti piace?”
Harry sembra leggere i miei pensieri. Annuisco in risposta
“È la nostra nuova casa”
Wow! Vivrò qui allora. Quando stamattina mi sono svegliata non mi aspettavo niente di tutto questo, ma la vita ha sempre in serbo delle sorprese, e anche dopo questo matrimonio forzato, ho la fortuna di vivere in una villa. Chi l’avrebbe mai pensato.

Benvenuti alla fiera della superficialità! Non importa, infatti, che tu sia stata maritata contro la tua volontà: importa la villa, importa il giardino. Comunque sia, Harry le fa fare il giro turistico di una parte della villa, giro che si conclude in camera da letto. Qua Harry scompare un attimo in bagno e ricompare in boxer, giusto per far bausciare le fan. Dopo una doccia, Kaitlin esce dal bagno in intimo, visto che nessuno si è preso la briga di farle recapitare una valigia di vestiti; e ovviamente si vergogna ad entrare nel letto con Harry. Ciò che mette me a disagio, però, è quanto accade subito dopo.

Harry si allunga verso il comodino e dal cassetto tira fuori un coltellino svizzero. Oh dio cosa vuole fare? Mi vuole uccidere? Lo guardo spaventata, ma poi vedo che si fa un taglietto sul pollice sinistro, lo stringe forte affinché esca molto sangue, e poi con il dito fa una macchia sul lenzuolo, proprio in mezzo al letto. Ora capisco cosa sta facendo
“Mio padre vorrà sicuramente vederlo”
Una volta che la macchia è stata fatta, si porta il pollice alla bocca per fermare il sangue. Io davvero non so che dire, mi ha risparmiata
“Grazie”
Guardo verso il basso giocando con le mie mani. Sento il suo sguardo su di me
“Buona notte!”
Si gira di schiena e spegne la fioca luce che illuminava la stanza

Che magnanimità! Ma dimmi, caro campione: perché non rimandi questa ragazza a casa, invece di fare queste scenate? Perché non mandi a quel paese tuo padre? Ti pare normale una cosa del genere? E a voi, ospiti, sembra plausibile una cosa del genere? Io sono già stranito; la storia non mi ha più come lettore, ma come aguzzino.

L’indomani, Kaitlin si sveglia e sente l’acqua della doccia scorrere; ripensa, intanto, alla scena terribile della sera prima, ma non nei termini che ho usato io.

Poteva benissimo abusare di me, data la nostra differenza corporea, e la mia scarsa capacità di difendermi, ma non lo ha fatto, e gliene sono molto grata.

Non possiamo darle torto più di tanto, visto che Harry ci è stato descritto come un palestrato nella migliore delle sue forme. Ciononostante, vorrei tanto potervi dire che in questo momento costei capisca che è ora di levare le tende ed eclissarsi; la realtà è tutt’altra, altrimenti Mrs Styles conterebbe tre capitoli scarsi anziché i trentatré di cui consta.

Harry «esce dal bagno, con solo un asciugamano alla vita, e il petto ancora bagnato». Vi chiedo scusa: non sono affatto abituato a questi momenti fangirl così crudi; né credo che mai li sopporterò.

Il nostro ragazzaccio strafigo le indica il bagno qualora voglia farsi una doccia. Doccia che, tra l’altro, si è fatta giusto la sera prima; solo io, se mi sono fatto una doccia subito prima di dormire, non sento il bisogno di farla appena svegliato? Kaitlin cerca di sgusciare verso il bagno, ma Harry la prende per il polso e la fissa negli occhi come un ossesso.

“Io sono abituato a uno stile di vita diverso dal tuo. Se ieri sera non ti ho toccato è stato solo perché non ne avevo voglia, e o capito subito che sei vergine, e non volevo sverginarti così la prima volta. Ci sarà tempo per farlo”

A parte quell’«o» che mi ha fornito l’ispirazione per nuovi crimini contro l’umanità, queste parole messe in bocca ad Harry sono raccapriccianti. Eppure non reggono il confronto con quello che viene subito dopo: Harry la stringe a sé in modo da far sentire la presenza – e, ricordiamolo, solo un asciugamano legato in vita lo separa dalla nudità completa.

“Guarda cosa hai combinato”
[…]
“E ora piccola chi rimedia?”

No, ragazzone; e no, autrice. Questa è una vera e propria violenza ai danni di una persona che di per sé sembra già debole a sufficienza, in quanto non è riuscita ad opporsi né a denunciare abusi e sofferenze subiti.

Tra l’altro, per come è mostrata, la logica fallace di Harry è quella complementare a quella della scena con la scimmietta che, in Tarzan, colpisce un’altra dicendole «non ti picchiare, non ti picchiare!». Nel nostro caso, è come se Harry si colpisse da solo dicendo «non mi picchiare, non mi picchiare!» e desse la colpa a Kaitlin. Harry, poi, fa sempre la figura dell’animale ingrifato nelle tante scene come questa, per tutta la durata della storia; davvero risulta celebrativo di una persona famosa abbassarlo fino a questo punto?

Nel bel mezzo del capitolo, si introduce uno spettacolare cambio di punto di vista: per un po’ seguiamo la vicenda per come la vede Harry. Questo PdV inizia con una fantastica considerazione del nostro campione.

È così fragile questa ragazza, non me la sento proprio di sfogare i miei bisogni sessuali con lei. Eppure non è da me, ma questa ragazza non è come tutte quelle troie che si concedono a me senza pensarci due volte. Kaitlin è davvero bella, non me l’aspettavo. Quando le ho tolto il velo la prima cosa che ho notato sono stati i suoi occhi, con varie sfumature di grigio, oserei dire cinquanta. Lo squillo del telefono mi distrae dai pensieri. Leggo sul display… Bethany, lei era la mia scopata della settimana. Alta, bionda e con occhi azzurri. Il suo seno è rifatto ovviamente e porta la quarta, una tipica puttana insomma.

Che spasso, che goduria! Sono queste le piccole cose che un cabarettista recensore vuole sentire dalle pseudo-storie in cui s’imbatte. Il problema di questo paragrafo non è certo di Harry: mio caro, dovresti inorridire quando qualcuna delle tue seguaci ti mette in bocca simili parole – anche se in questo caso si tratta di pensieri, o meglio di un vero e proprio spiegone. Il problema è che l’autrice vuole ingozzarci di quel marasma etico che si ritrova in testa a diciott’anni – sì, ho i miei motivi e qualche indizio per ritenere che l’autrice abbia avuto diciott’anni quando ha scritto questa cosa.

Altri recensori prima di me vi hanno già ampiamente persuaso di quanto questo schema mentale sia nocivo. A mio avviso, il loro metodo è già efficace per convincere voi, che siete entrati in questo luogo di vostra sponte; ma io credo che sia la persona che si metta a scrivere queste idiozie ad aver più bisogno di una sana dose di diatriba. Proverò, dunque, a dimostrare le stesse cose che avete già sentite e di cui sicuramente sarete convinti, ma seguendo una strada un po’ diversa.

Innanzitutto facciamo un’osservazione di natura quasi economica: le troie, se presumiamo che il significato che ne dà l’autrice sia l’accezione moralistica del termine e non quella tecnica, non possono che cercare lenoni, ove anche a “lenone” attribuirò un significato moralistico. E i lenoni a loro volta cercano le troie. Se, infatti, una persona qualunque sente un bisogno viscerale di contatto fisico, non potrà che ricercarlo in un’altra persona con lo stesso bisogno. Il punto è che, in questo caso, entrambe le persone in questione traggono beneficio da questo scambio di contatto, e mai si lamenterebbero come fa Harry nella sua riflessione. E finché questo scambio non produce danni a persone terze, c’è davvero poco su cui obiettare e bacchettare, per di più se il giudizio morale è messo in bocca a uno come Harry qui.

Il secondo argomento su cui occorrerebbe riflettere è di natura puramente narratologica: di tutti i modi di cui gli scrittori dispongono per persuadere il lettore verso una specifica morale o visione del mondo questo, ovvero parlare direttamente del tema in questione senza un flusso di avvenimenti a supportarlo, è il meno efficace e il più noioso. Vuoi dimostrarmi, cara autrice, che il vero amore e l’unica attività sessuale lecita sono solo quelli coniugali, al netto della realtà sociale che ha portato al matrimonio, e che chiunque non rispetti questa regola sia da condannare? Ti permetto di cercare di convincermi, ma è noto da tempo che esporre la propria tesi direttamente è davvero poco convincente. In una storia che abbia questa tesi come perno andrebbero inseriti personaggi (non macchiette) che, agendo diversamente da come la tesi sostiene, vengono sconfitti e perdono tutto, metaforicamente o no; la protagonista, invece, dovrebbe avere successo proprio imparando e mettendo in pratica la tesi della storia, ovvero la sua morale.

Se vi ho convinto di quello che ho detto, avrete capito che l’intreccio punterà ovunque tranne che dove dovrebbe andare. A voler trarre un insegnamento dalla direzione che prende la trama, direi che… più avanti saprete di che cosa sono stato davvero convinto. Se, nel frattempo, volete fare dei pronostici, potete comunicarli a Zenone e sperare di aver indovinato.

Vi risparmio le battute sulle cinquanta sfumature di grigio degli occhi di Kaitlin e sulla fantasia di ideare un personaggio come Bethany con quelle caratteristiche fisiche e con quel carattere inesistente da cartonato. Non possiamo perderci in questi dettagli: la carne al fuoco è ancora tanta.

Harry invita a casa questa Bethany per consumare su richiesta di lei; scende a fare colazione, e vediamo per la prima volta Marion, la governante, al lavoro. Mentre Harry mangia un pancake, arriva Kaitlin ancora in asciugamano e colma d’imbarazzo.

“Non ho niente da mettermi”

Ah, già: Harry non le ha ancora fatto avere i vestiti. Vi pone rimedio dandole alcuni dei suoi. Quando Kaitlin si siede per fare colazione, Harry fissa intensamente il suo seno, visto che non le ha dato un reggiseno. Quanta virilità nel bruciarsi gli ultimi due neuroni su un paio di tette! Per di più al nostro maschio alfa viene in mente l’idea del secolo.

Acqua e maglietta bianca, una combinazione perfetta. Mi avvicino a lei da dietro, e con un dito tappo il rubinetto, facendo schizzare l’acqua su di lei. Tira un urlo per l’impatto con l’acqua fredda, e poi si gira verso di me rossa dalla rabbia. Il mio intento è riuscito, ho davanti a me miss maglietta bagnata. Cavolo quanto vorrei mettere le mie mani su quel seno così perfetto…

Dopo questo colpo da maestro, Harry esce a fare compere di vestiti per Kaitlin, che nel frattempo corre in camera a piangere. Al suo ritorno, Harry porta i vestiti nuovi in camera da Kaitlin, che però non sembra apprezzare troppo il gesto.

I reggiseni sono quasi tutti neri o rossi in pizzo, poi i tanga naturalmente, che io non sopporto. Le magliette sono tutte scollate, shorts e vestiti troppo corti e striminziti secondo me.

Il capitolo finisce con uno spazio autrice in cui l’autrice chiede direttamente di lasciare un commento. Per inciso, questo comportamento è esplicitamente vietato nel regolamento di EFP per ottimi motivi. Ma l’autrice non lo sa, e nel corso di tutta la storia chiederà recensioni per proseguire.

Alle 18:00 si presenta alla porta di casa Styles la Bethany di prima; salta addosso a Harry, che coglie la palla al balzo e si prepara per l’amplesso. Subito prima che i due possano fare qualsiasi cosa, però, arriva Kaitlin con tutta l’innocenza del mondo.

“Harry c’è qual…”
Interrompo subito la frase a quella scena. Harry steso su una bionda dal seno rifatto sicuramente, intenti a scopare. Spalanco la bocca, mentre Harry si ricompone. Mi allontano correndo verso camera mia, nostra. Non mi aspettavo che si scopasse una così al primo giorno, e poi chissà ora cosa mi aspetta.

Di solito per casi come questo il divorzio è un’ottima opzione: l’infedeltà coniugale è un solido argomento davanti al giudice. Ma noi ovviamente non vogliamo leggere di situazioni reali: vogliamo sognare di convivere con una versione psicopatica e promiscua di Harry Styles. E psicopatico è il termine adeguato alla reazione che ha Harry subito dopo che Bethany esce di casa a bocca asciutta; urla dietro a Kaitlin, le si avvicina e fa uso della sua irresistibile voce roca.

“Dimmi tu piccola Kaitlin, ora cosa dovrei fare?”
[…]
“Io volevo aspettare con te, ma ora… Io oggi avrei dovuto scopare, sai è da più di due settimane che sono in astinenza”
[…]
“Ma sei troppo fragile che non ne varrebbe la pena”

Non so se riteniate questo cambio brusco dell’atteggiamento di Harry nei confronti di Kaitlin una carenza narrativa o un pronunciato sintomo di una qualche malattia mentale; io propendo per la prima solo perché anche Kaitlin darà prova di essere particolarmente lunatica per ragioni non troppo chiare. E, chiariamoci, un po’ tutti i personaggi si comportano da lunatici, se l’autrice ha concesso loro un granello di personalità.

Dopo questo siparietto raccapricciante, i due sposi cenano e vanno a dormire. Nel bel mezzo della notte, Kaitlin si sveglia e sente che qualcosa è a contatto con le sue terga. Se siete entrati in risonanza con questo mondo surreale di cui vi sto raccontando, avrete già preventivato che Kaitlin non si girerà dall’altra parte prendendo sonno di nuovo.

Spingo leggermente il mio fondoschiena contro la sua erezione, e sento le mani di Harry stringermi più forte, e una specie di lamento/gemito uscirgli dalle sue labbra. La situazione mi diverte, perché in un certo senso controllo io. Do un’altra leggera spinta, e stavolta si muove anche.

Come accade praticamente sempre con le fic di questa caratura, assistiamo all’introduzione della seconda misura per il secondo peso: all’Inferno le troie alte, bionde e prosperose e in Paradiso la protagonista, nonostante si comporti nella stessa identica maniera delle altre.

Quest’altro elemento mi permette di aggiungere un terzo argomento ai due di cui vi ho già parlato; se è lecito, potrei definirlo un argomento di natura morale-logica. Ricorre spesso, infatti, nelle fic a sfondo amoroso-erotico quello schema che io chiamo tricotomia femminile, in base al quale i personaggi femminili appartengono sempre a una e una sola delle seguenti categorie:

  • le troie maliziose e perfide, che intralciano la protagonista a suon di tresche e flirt solo per farle un dispetto; di solito hanno un aspetto appariscente e provocante, tratti fisici particolari esagerati per non lasciare alcun dubbio e un intelletto da pera cotta;
  • le caste e pure e passive dinanzi agli eventi, tra le quali si può includere la nostra protagonista; all’inizio della storia sono sempre acqua e sapone, e solo la protagonista uscirà da questa condizione; se fanno qualcosa, nessuno sa il motivo profondo che le spinge ad agire; spesso si mettono a piangere come reazione a qualsiasi problema;
  • le comparse di riempimento; non evolvono per tutta la storia, e spesso è già un miracolo se non sono dimenticate dopo pochi capitoli; spesso sono adulte e servono principalmente come dei ex machina per risolvere in modo semplice e veloce un problema della protagonista.

Nel nostro caso, abbiamo visto Bethany come esempio di donna del primo tipo, Kaitlin e sua madre come donne del secondo tipo, la governante Marion come donna del terzo tipo.

Nonostante persone del genere esistano in gran numero, è leggermente riduttivo creare personaggi femminili ascrivibili a queste tre misere categorie. E questa divisione, unita ai diversi pesi di giudizio dati ad azioni quasi identiche, dà la chiave di lettura finale per tutte queste incongruenze: fascino del proibito e invidia, tantissima invidia. Sparare a zero in quella maniera su un certo comportamento che la protagonista, ovvero il Punto di Vista in senso narratologico, assumerà in modo assai simile dopo qualche capitolo non è altro che la favola della volpe e dell’uva raccontata all’incontrario.

E, al netto delle conclusioni sociali reali che si potrebbero trarre da queste considerazioni, io mi limito a dirvi che preferisco la favola originale, perché almeno dura poco e, nella sua semplicità, mi mostra la sua morale in un modo molto più convincente.

Ma vi ho fatto perdere del tutto il filo; vi sto pur sempre raccontando una storia.

L’indomani Harry si sveglia e si lamenta tra sé di aver dormito male per il tiro mancino di Kaitlin, che lui non sa essere stato volontario. Vi riporto senza ulteriori commenti l’altra considerazione che fa appena sveglio: per un po’ vorrei evitare di sputare sentenze.

Di solito non dormo con le ragazze, ci scopo e basta, è tutta una questione di piacere, io do loro quello che vogliono, e loro danno a me quello che voglio, basta. Ma in questo poco tempo che siamo “sposati” ho notato che questa ragazza non è il genere di ragazza che si accontenterebbe solo di una scopata e basta, niente sentimenti. Sono sicuro che non appena capirà come sono veramente non vorrà più nemmeno stare nella stessa stanza con me, non che ora muoia dalla voglia certamente. Ha già avuto un assaggio di come sono quando mi ha beccato con Bethany, anche se non credo abbia capito bene, ma in fondo chi se ne frega, non devo dare conto a nessuno di quello che faccio.

Kaitlin scende in cucina e conosce Marion. Scende anche Harry, e durante la colazione propone a Kaitlin di riportarla dai suoi per un saluto. Kailtin, che non ha dimenticato che bella personcina sia suo padre, accetta solo di vedere sua madre. Harry la scarrozza e la pianta davanti alla porta.

“Passo a prenderti verso le 20, il mio numero è già salvato sul tuo telefono se hai bisogno”

Non entri neanche per salutare? Va bene che puoi esserti basato sugli stereotipi riguardo i genitori di lei, ma così te la giochi un po’ troppo sul sicuro, caro Harry. E poi solo l’Altissimo sa come Harry abbia toccato il cellulare di Kaitlin senza che lei se ne sia accorta: nel 2016 non bastava più premere OK + * per sbloccare un telefonino.

Kaitlin entra nella casa e subito sua madre l’abbraccia; le due si mettono a piangere. L’unica cosa non convenevole che la madre riesce a chiederle è se abbiano già consumato la prima notte di nozze. Entra in scena Max, e Kaitlin attacca a litigare con lui, mettendo sul tavolo il fatto che a causa di lui è successo tutto questo. Dato che Max è una persona con la risposta sempre pronta, molla un ceffone in faccia a Kaitlin; Kaitlin gli risponde di vergognarsi di essere sua figlia; Max le molla un altro ceffone, che le fa sanguinare il labbro. Un normalissimo momento di qualità in famiglia, insomma.

Kaitlin raccatta le sue cose ed esce in strada; anziché chiamare aiuto e denunciare pubblicamente quella persona orribile che è suo padre, decide di telefonare a Harry. Dov’era Harry, nel frattempo? Al contrario di Perry l’Ornitorinco, la sua assenza non è dovuta ad impegni nobili o rischiosi.

Ho appena finito di scopare per la seconda volta con Beth quando il mio telefono squilla

Appena sente che Kaitlin vuole che vada a prenderla, Harry si alza di scatto e si riveste, piantando Bethany in asso sul letto. Nella testa il nostro Harry ha un solo pensiero.

Chissà cosa le sarà successo. E se qualcuno le ha fatto del male? Non so se potrei sopportarlo, in un certo senso lei mi fa tenerezza perché è così indifesa, e poi io dovrei essere suo marito, difenderla sarebbe il mio compito.

Al contrario di quello che mi sentirei di dire in una situazione “normale”, non ha neanche tutti i torti: Kaitlin ha dato più volte prova di essere del tutto in balia degli eventi e di non essere capace di tirarsi fuori dai guai da sola. Il problema, infatti, non è tanto questo aspetto del comportamento di Kaitlin, ma il fatto che dopo la storia non darà un giudizio coerente su questa sua condizione.

Harry arriva da Kaitlin e la trova a fissare il nulla, con la faccia ribaltata dai due schiaffi. Con un paio di battute riesce a capire che è stato Max e si fionda nella casa, intimando a Kaitlin di salire in macchina e di aspettarlo là. Harry entra nella casa e scassa di mazzate Max, minacciandolo di morte nel caso fosse successa ancora una cosa simile. Due veri gentiluomini che risolvono all’inglese un malinteso, in sostanza. Tornato in macchina, Harry porta Kaitlin a casa; lei prova a chiedere di suo padre, ma non ottiene nessuna risposta diretta.

I due sposi tornano a casa per la cena: Marion ha dato una sistemata in giro e sta cucinando. Nel frattempo, Harry è sparito. Che sia davvero Perry l’Ornitorinco? Kaitlin decide di indagare: apre tutte le porte del piano di sopra, ma non lo trova; sale ancora di un piano, e trova Harry in una stanza adibita a palestra, intento a prendere a pugni un sacco da boxe. Kaitlin s’imbambola dinanzi a questo spettacolo.

Non è molto sudato, ma i suoi ricci stanno iniziando a diventare umidi. Si ripulisce il viso e i capelli buttando poi via l’asciugamano. Il suo petto è così ben definito che mi perdo ad ammirarlo. I tatuaggi gli stanno davvero bene, soprattutto le due rondini sul petto

A questo punto della storia, che pure è ancora abbastanza indietro, Kaitlin già vacilla rispetto al suo proposito iniziale di non avere niente a che fare con Harry; in realtà, non ha mai provato davvero a rispettare quel proposito, visto che sembra sua prerogativa lasciarsi trasportare e non agire per imprimere un cambiamento alla sua tragedia.

“Io, ecco io, insomma volevo ringraziarti”
Gesticolo con le mani agitata
“Non c’è bisogno. L’ho fatto solo perché non mi piace che le persone tocchino ciò che è mio…”
Lo dice come se non ne fosse sicuro “Va bene”

No, no; non va bene. Harry qui commette un doppio errore: non solo dice una cosa abominevole, ma la dice non convinto, come se l’avesse detto perché così si suol dire. Non ti rende una persona migliore fingere che delle persone t’importi nella misura in cui sono sotto il tuo controllo: ti rende solo più viscido.

La cena si svolge come presso i frati, ma senza il fratello che legge testi sacri. Harry sale, poi sale anche Kaitlin; lo trova appena uscito dalla doccia, con «solo un asciugamano in vita».

Kaitlin decide che non vuole cadere in questa trappola infernale e si fionda nel bagno. Grazie allo specchio, si accorge che i poteri rigenerativi della Hope quale è stanno avendo effetto: le ferite provocatele da Max si stanno rimarginando con una velocità da supereroina in stile X-Men. Dalla porta, però, entra Harry ad ammirare il panorama, ovvero Kaitlin rimasta in reggiseno. Ma la chiave? Capisco che i poteri psichici del ragazzaccio ricco e belloccio sono molto potenti e potrebbero aver indotto Kaitlin a prendere lo sposalizio più seriamente del previsto, ma Harry dovrebbe essere un vero esperto di ipnosi per farle dimenticare questa semplice precauzione di riservatezza. A Harry, tuttavia, non basta guardare.

Sta guardando il mio corpo attraverso lo specchio. Io mi vergogno, e istintivamente avvolgo le mie mani attorno al petto, come se servisse ad aiutare. Lui si avvicina di più, e con un braccio da dietro mi sposta le mani, mettendo poi le sue sulla mia vita, e il suo mento sulla mia spalla destra

Non mi piace dare la colpa delle cose alle capacità da barman di Zenone, quindi sarò molto schietto: dov’è finita la pietà di Harry per la quale abbiamo perso tempo qualche capitolo fa? Perché di colpo Harry non si dimostra più il ragazzone comprensivo e noncurante della sua sconosciuta sposa? Questa sua caratteristica, che pure avrebbe avuto un ottimo potenziale narrativo e addirittura senso, visto ciò che Harry penserà tra qualche capitolo, viene buttata all’aria del tutto perché altrimenti, non sia mai!, non ci potrebbero essere scene osé con Harry nei confronti di Kaitlin. E sì, questa disparità di prospettiva rispecchia quello che seguirà.

Kaitlin reagisce confondendosi e accaldandosi: Harry ha davvero i poteri infernali. Harry, però, si ferma a stringerla forte, beandosi di quanto Kaitlin divenga «fragile» soltanto al tocco. Questa sorta di abbraccio a direzione singola dura un bel po’, poi Harry si stacca e va in un’altra camera a dormire. Il motivo di questa scelta è molto semplice, quasi banale.

“Oh piccola, se rimango qui a dormire con te, domani mattina farai fatica ad alzarti da quel letto. Credimi”

Kaitlin deve pure faticare a togliersi certi pensieri dalla testa prima di andare a dormire: ormai è a tutti gli effetti una vittima di una manipolazione psicologica da manuale. Harry si spinge sempre un poco più in là, rende accettabili azioni che, in termini assoluti, sono sempre più inaccettabili; di questo passo, hanno capito pure le piastrelle del bagno dove andrà a finire.

Lo Spazio Autrice a piè di pagina, che per vostra fortuna non citerò più per molto tempo, compare per dirci che la storia continuerà al raggiungimento di cinque recensioni. Benché io non sia certo l’utente più attivo di EFP, ho almeno fatto finta di leggere il regolamento, come d’altronde dovrebbe fare chiunque scelga una piattaforma pubblica per pubblicare, pure gratuitamente, un proprio scritto. Delle pochissime cose legali in Italia che non sono ben viste sul sito una è proprio elemosinare direttamente le recensioni all’interno della storia. Addirittura l’autrice ha creato alcuni “capitoli” solo per chiedere recensioni ulteriori per proseguire o concludere la storia. Capisco che, se qualcuno pubblica i propri scritti, lo fa per avere un minimo ritorno in termini di approvazione; ma almeno dovrebbe farlo nei limiti che chi l’ospita pone. Purtroppo per questa storia, cari ospiti, questo sgarro potrebbe costare caro.

I due soggetti sono sposati da una settimana, e degli sposi hanno solo le carte legali: dormono in stanze diverse e hanno ritmi completamente scollegati. Harry, infatti, esce di casa e torna un po’ quando gli pare, mentre Kaitlin non ha mai messo un piede fuori da quando ha fatto visita a Daniela e Max.

Forse non è il momento giusto per fare questa considerazione, ma io mi annoierei a morte a stare chiuso in un posto che non sento come casa mia. Che cosa ha fatto questa Hope per una settimana? Ha guardato la televisione ininterrottamente? O il cellulare? Non che questi siano passatempi di serie B, ma non c’è neanche un accenno a qualcosa in particolare con cui abbia ammazzato la noia, inevitabile quando si è a casa da soli. Noi lettori rimaniamo senza niente, con un grande punto di domanda che impende sulle nostre teste.

Di notte, un rumore forte sveglia Kaitlin di soprassalto. Lei pensa che sia un tuono e, presa dalla paura, esce dalla sua camera e s’intrufola in quella di Harry; entrata, si mette nel letto con Harry e l’abbraccia. Lui si sveglia e chiede spiegazioni.

“Ho sentito dei rumori provenire dalla mia finestra”

Anziché mandarla a quel paese come sarebbe sacrosanto fare, Harry si alza e va a controllare. Falso allarme: è solo caduto un ramo di un albero in giardino. Il resto della sequenza cerca di convincerci del fatto che Kaitlin sia una persona impaurita, sfruttando il fatto che i tuoni le riportino alla mente brutti ricordi. L’autrice è stata premurosa, ma avevamo già capito che la consistenza di Kaitlin è simile a quella dei fogli di carta velina.

Durante una delle innumerevoli docce, Harry cerca di riassumere quello che pensa dopo una settimana di matrimonio. Sorvolerò su quanto questo paragrafo sia spazzatura letteraria per toccare uno dei punti che ho lasciati in sospeso.

Ricordo ancora il giorno in cui mio padre mi disse che avrei sposato una sconosciuta. All’inizio mi ribellai, perché non sono un ragazzo da matrimoni, insomma ho solo 23 anni, volevo prima almeno godermi la vita. Mio padre però è fissato con questo erede, che vuole assolutamente, infatti mi ha costretto a sposare la piccola innocente Kaitlin. Mi ricordo che mi diceva che era davvero molto bella e sexy, e infatti aveva ragione, ma non mi sento ancora di essere un tipo da relazione normale. Solo in questa ultima settimana ho tradito mia moglie, se così si può dire, almeno tre volte. Mio padre mi ha raccomandato di mettercela tutta, pur di far sfornare a Kaitlin un piccolo Styles, ma io non voglio. Non voglio diventare padre. Mio padre stesso diceva a mia madre quando litigavano, che io ero stato un errore. All’epoca ero solo un bambino, ma quelle parole mi hanno fatto un certo effetto, ora la pensa diversamente, e apparentemente mi vuole bene, per quanto a lui questo si addica. Dopo che mia madre mi ha abbandonato all’età di 9 anni, sono dovuto crescere con lui. Ha subito ingaggiato Marion a prendersi cura di me, mentre lui ogni tanto si portava a casa qualche puttana. Sono cresciuto in un clima che non si addice affatto ad un bambino, sono cresciuto molto più velocemente dei miei compagni di classe, dal punto di vista personale, ed è a causa dell’infanzia di merda che ho avuto se ora sono così, diciamo menefreghista e insensibile. Fin ora mi sono preoccupato molto della differenza di personalità che sussiste tra me e Kaitlin, e questo mi ha frenato da molte cose che avrei potuto farle, ma ora che ci penso dovrei iniziare ad essere più insistente.

Questo paragrafo, cari ospiti, distrugge completamente ogni possibilità di crescita o redenzione del personaggio di Harry. Cercando una spiegazione quantomeno plausibile al comportamento di Harry, l’autrice ha giocato la carta del passato tragico-maledetto; la madre morta e l’infanzia rovinata sono due trappole narrative di tutto rispetto. Ma io a queste rispondo così.

Con questi due espedienti, infatti, la storia si fa fuori con le proprie mani: Harry riconosce la sregolatezza e la promiscuità della vita del padre, eppure a ventitré anni suonati non è capace, benché si dimostri alquanto indipendente, di regolare un minimo la propria vita. Non intendo che debba condurre una vita ascetica o perfettamente canonica, ma almeno non applicare due giudizi distinti a due situazioni identiche. Ma questo è proprio il difetto che ha anche Kaitlin, nonché il motivo per cui anche il personaggio di Kaitlin è da buttare.

Per di più non ha senso mettersi a spiegonare, ovvero spiegare con infodump, le diatribe interiori di Harry se queste non saranno né risolte né tantomeno riprese e ampliate a dovere più avanti nella storia! In pratica, questo mattone-discarica serve solo a sollevare l’autrice dalla responsabilità di rendere credibile i cambi bruschi d’umore di Harry e le sue voglie matte di sesso – con il beneplacito di una specifica categoria di lettrici. Harry esce dal bagno con solo un asciugamano in vita (ci risiamo!), entra nella stanza di Kaitlin e si avvinghia a lei per un bacio appassionato. Lei cerca di farlo smettere.

“Per favore”
“Cosa vuoi che ti faccia”
Mi sto eccitando
“Non in quel senso… Per favore lasciami”

L’unico motivo per cui Harry non arriva fino in fondo è l’arrivo inaspettato di suo padre Des. Padre e figlio discutono al piano terra, mentre Kaitlin scende pian piano le scale per origliare. Da quelle poche frasi che sentiamo, capiamo che il chiodo fisso di Des, cioè l’avere un nipote, è proprio l’argomento di cui stanno parlando.

“Se non lo ottengo almeno per il prossimo anno allora mi incazzo sul serio”

Ossessionato il tipo, eh? Non sarà mai svelato il motivo che lo spinga così tanto a desiderare un nipote; nemmeno accennato. Des si aggiudica per questo motivo il titolo di supercattivo peggiore del millennio.

Kaitlin, cercando di sentire meglio, cade dalle scale. Secondo voi sarà morta? Si sarà fatta male seriamente? Ovviamente no, che domande! Des nota quest’angelo caduto dal cielo e saluta. Kaitlin, però, indietreggia e gli lancia un’occhiataccia. Il padre di Harry si raccomanda con lui e se ne va. Il caro maschiaccio non pare preoccuparsi del capitombolo che ha fatto la sua fresca sposa; per contro si incazza come una bestia perché lei ha origliato. Kaitlin non sa cosa dire, né può aiutarla Marion, che «è uscita a fare la spesa», con un tempismo tattico ai fini della scena. Harry prende Kaitlin per una mano, non sentendola rispondere.

“Sai che ora dovrei punirti?!”
C’è qualcosa nella sua voce, che mi fa venire la pelle d’oca. Dovrei essere spaventata, e lo sono, ma il modo sexy con cui ha pronunciato quelle parole mi ha eccitata, e i due sentimenti dentro di me stanno lottando, non facendomi capire realmente cosa dovrei provare in questo momento.

Non so proprio, signori, per che cosa sbattere la testa: da una parte abbiamo un abuso psicologico e fisico in piena regola; dall’altra abbiamo una sottospecie di sindrome di Stoccolma raccontata così male da diventare ridicola e, se me lo concedete, pornografica. Ho tagliato la seconda parte del pensiero di Kaitlin, lo ammetto, ma fidatevi se vi dico che non fa che confermare le mie conclusioni.

Harry, dopo quest’altra sua perla da sciagurato, si avvinghia a Kaitlin, facendole emettere un urletto smorzato: come volevasi dimostrare, arrivano uno dopo l’altro tutti i canoni della rappresentazione pornografica di un rapporto. Siamo nella stessa situazione di prima: Kaitlin sta per essere… niente. Harry la bacia e se ne va.

Non ci avete capito niente? Be’, se può consolarvi, neanche Harry ci ha capito molto.

Cosa mi prende? Perché non riesco a prendere quella ragazza, e a scoparla come se non ci fosse un domani? Infondo è quello che voglio, e quello che voglio da tutte le ragazze. La sua sensibilità fa scattare qualcosa dentro me che mi ferma, eppure sento che il suo corpo mi brama, ne sono sicuro. E ora grazie alla mia ‘uscita di scena strepitosa’ mi ritrovo nel retro del mio giardino, con un’erezione insoddisfatta, perfetto!

Le erezioni maschili, per chi non ha presente, non sono così rare da dover richiedere una soddisfazione immediata e completa quando arrivano. Ma in questa fic, come vi ho già detto, accorrono i cliché come gli americani agli ipermercati il giorno del Black Friday. Ma queste sono solo inezie, licenze poetiche! Tra qualche capitolo finalmente avremo raccolto tutti i pezzi del puzzle del rapporto malato filtrato attraverso le lenti della pornografia e degli stereotipi peggiori; e allora, come Thanos, annienteremo metà delle relazioni nell’intero Universo. O forse ci salirà solo un altro conato, ma ugualmente non ve lo auguro.

Dal momento che dinanzi a voi sta per aprirsi il decimo capitolo, vi consiglio di fare una pausa passando al bancone del bar: senz’altro il nostro Zenone avrà qualcosa che fa proprio per ognuno di voi. Solo non esagerate, o non potrete gustare appieno questo corroborante bagno di sangue.

Il decimo capitolo si apre con la madre di Kaitlin che riceve una lettera; leggendo il nome del mittente, David Jones, appare particolarmente turbata. Benché non abbia molto senso inviare lettere nel 2016, facciamo che sia una cosa normale e lasciamo in sospeso questo dettaglio.

Torniamo ora ai nostri due piccioncini. Kaitlin ha approfittato della presenza di Marion per iniziarsi alla nobile arte della cucina; e ringraziamo le più alte sfere del cielo, perché altrimenti sarebbe rimasta a fare niente vita natural durante, chiusa in quella casa. A cena, ci racconta l’autrice, Kaitlin ha preparato il roastbeef per Harry; questi arriva, mangia, si accorge che c’è più sale in quel boccone che in tutto il Mar Morto, soffre in silenzio. In sostanza, tutta questa cena è una gag bruttina, quindi vi risparmio il resto.

Seguono un paio di scene in cui la vita “scorre normale”: i due guardano qualcosa alla TV e lei si addormenta sulla spalla di lui. Questa normalità, però, non ha senso: Kaitlin ormai sembra essersi dimenticata dell’abominevole situazione in cui è intrappolata – né pare che abbia provato a fuggire in qualche maniera o a rifugiarsi in un posto in cui non sia tenuta quasi a forza. Da quello che si legge, non è mai uscita da sola neanche una volta, e in Inghilterra non si applicano leggi di stampo greco arcaico sulla libertà delle donne! Va bene che nel 2016 la gente dabbava su qualunque cosa ed è iniziata la grande depressione memetica, ma non era un anno così brutto.

Il giorno dopo, facciamo conoscenza con Nataly, la segretaria di Harry.

È una donna molto sexy, ha il seno rifatto, che ogni volta lascia intravedere con i bottoni slacciati delle camicie che indossa, insomma una puttana

Una donna del primo tipo per la tricotomia femminile, insomma. Non vi ripeterò quanto mi senta male a dovervi riportare certe cose. Questa Nataly invita Harry a casa; la reazione di Harry, vi giuro, vi piegherà in due.

In passato abbiamo, diciamo scopato un po’. Spesso anche nel mio ufficio. Ero attratto solo dal suo fisico, niente di più, anche perché credo che non ci sia altro. Se me lo avrebbe chiesto un mese fa, avrei accettato senz’altro, ma ora come ora non ne sento il bisogno. Ormai è da qualche giorno che non affondo la mia voglia su qualche ragazza a caso, ma davvero sono apposto.
“Non se ne parla”

Il ragionamento non fa una piega: Harry si è dato alla pazza gioia per un po’, poi fa un periodo ascetico per recuperare le forze. E giustamente a rimetterci è una sua sottoposta, che magari è sinceramente attratta da lui. Superlativo. Il problema è che, nel tragitto verso casa, Harry s’ingrifa di brutto pensando a Kaitlin, quindi il castello di carte che vi ho costruito crolla del tutto. Tornato a casa, cena con Kaitlin e sale a farsi un bagno.

Il punto di vista ritorna a Kaitlin giusto in tempo per il capitolo 12. L’autrice ci avvisa sin da subito.

Capitolo mlmlml! Voglio tanti commenti!!

In questo momento avrei voluto tanto avere un forte accento romano e trattare di un’opera diversa, così da poter marciare sopra a quest’infisso dell’autrice. Purtroppo vengo da un altro… luogo, quindi mi limiterò a dire che ho finito la scorta di granate sacre, la prima volta che ho letto questo capitolo.

Kaitlin entra in bagno e trova Harry nudo. Paonazza per la vergogna, esce e si fionda nell’altro bagno a lavarsi. Ritorna in camera da letto in asciugamano, e là trova Harry, anch’egli in asciugamano, intento a cercare un paio di boxer misteriosamente scomparsi. La situazione degenera di colpo. Dal momento che, come vi ho appena detto, ho finito le granate sacre, non scenderò troppo nei dettagli. Dirò solo che Kaitlin dà il suo primo bacio in assoluto, con annesso «quando sento la sua lingua picchiettare sulle mie labbra, gli lascio l’accesso», e che Harry dà sfoggio delle sue celate doti di linguista, con tanto di «“Vieni piccola… Ti prendo io”» alla fine.

Prima di fare qualunque altra cosa, Harry intima a Kaitlin di dormire, e lei esegue. La mattina dopo, Kaitlin si sveglia in stile Biancaneve con tutti gli animaletti strafatti di cocaina euforici che le van dietro. Due battute di numero, e Kaitlin ricambia la cortesia della sera prima. Mi rifiuto di aggiungere altri particolari, ma avvalorerebbero ciò che sto per dire.

Queste due sequenze, infatti, racchiudono in sé il problema di cui vi ho già parlato: l’affettività in questo libro si riduce a una sessualità pornografica raccapricciante. Oserò dire di più: l’autrice, seguendo gli stereotipi ottenuti a partire dalla pornografia, ha perso un’occasione che, per uno scrittore, è insostituibile. La prima delle due sequenze, infatti, è sulla carta narrata dal punto di vista di Kaitlin, ma la scelta delle parole e degli impliciti “movimenti di macchina” porta a pensare che il punto di vista sia quello di Harry. Ho chiesto una consulenza a una mia conoscente, e mi ha confermato che ciò che vi ho detto non è solo una mia impressione.

E da questa cosa si perde l’occasione di mostrare un punto di vista insolito. In quanto uomo, faccio pochissima fatica a trovare materiale che mostri come io possa vivere un momento del genere, e mi risulta facile capirne i punti chiave; per contro, mi è più difficile immedesimarmi in una persona molto diversa da me, e un libro potrebbe darmi degli spunti che da solo non potrei capire. E invece niente; solo cose già note, solo un punto di vista dei due che esistono. Mi dispiace pure per l’autrice, perché senz’altro non avrà fatto apposta questo errore; eppure si è lasciata sfuggire una buona scusa per abbozzare uno scorcio originale.

Finito questo Calvario, almeno per ora, Harry si complimenta con se stesso per aver aggiunto una nuova figurina alla sua collezione.

Mi sono comportato bene con lei per questo, voglio che si fidi di me, e in questi due giorni mi ha un po’ dimostrato che è così. La cosa che mi ha sorpreso, è stato quando stamattina ha voluto ripagarmi per ieri sera. Sinceramente non me lo aspettavo, pensavo che stamattina si sarebbe svegliata, e si sarebbe pentita di avermi concesso l’onore di farla godere. Ma in fondo quello che so fare con la mia lingua stupisce sempre tutte, sono molto bravo in tutto ciò che riguarda il sesso. Pure Kaitlin, che è inesperta se n’è accorta. L’ho fatta godere proprio bene. Bravo Harry!

Era tutto calcolato, insomma; e il rapporto da sogno di due capitoli fa se ne va come è entrato: di botto e senza che nessuno l’avesse chiesto. Che persona orribile.

Seguono due capitoli composti solo dell’avviso dell’autrice su quanto le importino le recensioni e altre amenità simili. Questi capitoli, come vi ho già detto, sono completamente fuori legge presso EFP, quindi da soli potranno valere un martello-bando-ciao ciao istantaneo. Questa storia, insomma, si uccide con le sue mani. E mi permette di esprimere il mio futurista interiore.

Ritorniamo alla sconsolata Daniela, che riceve una visita inaspettata: è Des, e porta un’offerta che Daniela non potrà rifiutare. Lei, infatti, potrà rivedere la figlia, a patto che la porti da un certo dottore a fare dei controlli. Lei non capisce donde venga tanta magnanimità da uno scellerato come Des, ma accetta. Daniela telefona a Kaitlin e le dice dei controlli, ma non del fatto che è stato Des a volerli; d’altronde Kaitlin non le racconta della notte di passione con Harry, quindi sono all’incirca pari.

L’indomani le due si incontrano e vanno dal dottore; per una gaffe del dottore, Kaitlin capisce che c’è lo zampino di Des, ma fa i controlli e torna a casa. I due sposi si scambiano qualche battuta inutile; l’autrice elide un giorno con l’accetta.

Alle nove in punto arriva il postino coi risultati dei test: Kaitlin non potrà avere figli. Deh, guarda che strano! Su questa notizia, comunque, Harry e Kaitlin hanno un piccolo diverbio, perché Harry si stupisce del fatto che Kaitlin abbia desiderato avere figli in generale, e figli con lui in particolare – anche se Kaitlin non l’ha detto esplicitamente. Bastano poche frasi e Kaitlin crolla dal sonno tra le braccia di Harry, che a sua volta si addormenta sul divano. Harry tira un sospiro di sollievo.

Potrò fare sesso con lei senza mettere quei fastidiosi contraccettivi, perfetto.

Avrei voluto proporvi un giro di scommesse sulla veridicità del test e sul suo senso all’interno della storia, ma non credo di avere abbastanza risparmi per ricompensare tutti. E, se non avete mandato in pensione i vostri neuroni, potrete già prefigurarvi il finale quasi perfettamente. Harry, ad ogni modo, non perde tempo: dopo un brevissimo scorcio della piscina di casa, convince Kaitlin a farlo con lui. I due coiscono, e permane quel problema di cui vi ho già parlato. Ai piedi del capitolo, l’autrice cerca di mettere le mani avanti.

Ed eccoci arrivati al momento che tutte aspettavate, essendo una ff rossa. Se fa schifo mi dispiace, ma la mia mente contorta ha sparato fuori questo. Che ne pensate?

Dopo questa fantastica sequenza che, sono abbastanza sicuro, non vorrete leggere di persona, Kaitlin sclera come un’ossessa perché «è tutto inutile», visto che non potrà avere bambini.

Fermiamoci un attimo a ragionare su questa cosa. Kaitlin è sposata contro la sua volontà con un satiro invasato, il quale le ha mosso una strategica ed oculata serie di violenze psicologiche così da poterla possedere sessualmente in ogni forma; e il suo problema più grande è il non poter avere figli con questo scarto d’umanità. Il problema, però, non è tanto in questa cosa, quanto nella stesura povera di questo dialogo: Kaitlin ha dei palesi sensi di colpa per quello che è successo, ma sembra che il suo vero cruccio sia il non poter avere figli.

Harry risponde ai singhiozzi di Kaitlin rincarando la dose con «Vuoi farti suora per caso?», «Tu sei mia!», «Non puoi opporti!»; e chi non vorrebbe un marito tanto compassionevole e comprensivo? A cena Kaitlin non ha fame; Harry cerca di costringerla a mandar giù qualcosa, ma lei si ribella e se ne va da sua madre. O meglio, dice di voler andare da sua madre, e Harry rilancia cacciandola di casa.

“Era solo una scopata Kaitlin, cosa ti aspettavi?”
Il mio cuore fa crack. Questa è stata la cosa più meschina che mi sono mai sentita dire, e il bello è che io stavo iniziando a provare qualcosa per lui, mentre lui voleva solo entrare nelle mie mutande.

Meglio tardi che mai, mia carissima Kaitlin. Ora, però, devi scappare davvero e rifarti una vita altrove!

E invece no: Kaitlin torna davvero a casa di Daniela e Max. L’autrice ci spiegona il perché di quella scelta: tutte le amiche di Kaitlin si sono trasferite all’estero. Certo, credibilissimo, soprattutto se si parla di Inghilterra nel 2016; avrei accettato un trasferimento in un’altra città di alcune e all’estero di altre, e sarebbe stata ugualmente una scusa tirata per non inventarsi qualche personaggio extra, ma il fatto che tutte le conoscenti di Kaitlin abbiano preso l’aereo e siano andate a Quel Paese non è credibile neanche un po’.

Arrivata a casa, Kaitlin scoppia a piangere tra le braccia di Daniela; cerca di andare verso il soggiorno, ma Daniela la blocca. Ohibò, che mistero! C’è un ospite speciale, cari avventori, che discute col padre, e Daniela non vuole che Kaitlin lo veda. Le dimensioni ristrette della casa non aiutano: dal soggiorno esce David, che cerca di scambiare due parole con Kaitlin. Daniela lo ferma, lui l’apostrofa.

“Daniela, non potrai mantenere il segreto per sempre, sappilo”

Per questa cosa chiedo a voi, cari ospiti: fate le vostre scommesse! Quale sarà questo arcano segreto di cui Kaitlin non è a conoscenza? Ve lo rivelerò fra poco; non abbiate fretta. Appena questo signore dall’aspetto rispettabile esce di scena, Max accoglie come si deve la sua bambina.

“Che ci fai tu qui?”
[…]
“Ti sei sposata. Hai una tua vita. Dovresti stare con tuo marito, non qui”

Che tenerone! Quasi sdolcinato. E non è un mistero come abbia fatto a ridursi così: gli è bastato scialacquare tutti i soldi possibili e immaginabili e poi dipendere dai creditori al punto di mettere in vendita una persona.

Kaitlin non la prende benissimo: raccoglie le sue due cose e se ne va; prima di andarsene, riassume la sua situazione bizzarra alla madre.

“La mia vita è uno schifo! Sai, ho scoperto che non posso avere figli. Il ragazzo di cui mi stavo innamorando è uno stronzo, e cosa altro ci deve essere nella mia vita che non va mamma? Sono stanca ormai di fare la buona”

L’ultima frase è l’equivalente su carta di premere un’intera ottava del pianoforte allo stesso tempo: nessuno l’ha richiesto e stona da morire. In base a questa, infatti, sembra che Kaitlin finora abbia sopportato di proposito quel che le capitava. A mio modesto parere, questa lettura non è credibile: nessuna persona sana di mente farebbe quello che ha fatto Kaitlin per bontà; semmai, come invece credo, l’ha fatto un po’ per le pressioni del padre e un po’ per la violenza psicologica da parte di quello scatenato di Harry. E, va bene, a questo punto Kaitlin ne ha passate troppe per darne una visione d’insieme lucida, ma questa affermazione che fa non sta né in cielo né in terra, riguardando come si comporta nelle scene precedenti.

Così si ritorna al mio punto fisso: Kaitlin non agisce mai, subisce solo gli eventi che l’autrice le butta contro perché deve succederle questa o quella cosa. E, per quanto possa contare, preferisco un protagonista che faccia una singola cosa rispetto a un cartonato cui succedano tante cose.

Uscita dalla sua casa, Kaitlin s’imbatte di nuovo nel signore di prima: David si presenta e le dice di dover parlare con lei e che la invita a casa. Kaitlin rifiuta, perché chi mai accetterebbe l’invito di uno sconosciuto? Non riescono a terminare il dialogo, perché arriva in macchina Harry. Ubriaco, rude, molestatore. Costringe Kaitlin a salire in macchina e la riporta a casa. Marion non c’è: Harry le ha dato due giorni di ferie. Porta Kaitlin a forza in camera. A forza la mette sul comò. Kaitlin cerca di liberarsi, ma non serve a niente.

Lo stupro. A metà di questo libro, Harry stupra Kaitlin.

Ho cercato qualcosa per rendere ridicolo questo momento, come le altre scene spinte, ma non ci sono riuscito. L’unica nota positiva che ho trovato è che, per questo particolare, è stata violata un’altra regola di EFP, e in questo caso nessuna interpretazione potrà salvare questa fic dall’oblio.

Harry, finito il misfatto, lascia Kaitlin sul comò, si lancia nell’altra camera, sclera tirando un pugno sul muro e si addormenta sul pavimento. Kaitlin, nell’altra stanza, non si dà neanche una sistemata e si addormenta tra le lacrime, sotto le coperte. L’indomani, Harry cerca di scusarsi in qualche modo, ma fallisce miseramente: ha addirittura la faccia tosta di chiederle di «ricominciare daccapo» con un appuntamento. Kaitlin, a questo giro, l’ha presa molto male, e non ha intenzione di perdonarlo; per contro, ha molta paura di scappare di nuovo, e rimane in quella casa infernale per una settimana. Ci viene raccontato che ha la nausea, e fa fatica a mangiare.

Harry, non sapendo più che pesci pigliare e non riuscendo a convincerla ad andare da un medico per controllarsi, le dice che chiederebbe il divorzio, pur di renderla felice di nuovo. Dopo un dialogo terribile, Kaitlin decide effettivamente di «ricominciare da zero» con Harry, che di colpo si fa premuroso e gentile. Ecco che cosa serviva, cari ospiti, per farmi tornare il buon umore: una sana dose di nonsenso! No, Kaitlin non va dal dottore: ha ancora il trauma dell’ultima volta bello fresco; tutto ciò nonostante le fitte alla pancia. Chissà cosa potrà mai essere?

Passano tre giorni di insensatezza di questo genere, poi Kaitlin riceve una telefonata da Daniela.

“Ti ricordi di David vero?”
“Si”
“Ecco io… gli ho dato il tuo indirizzo. Tesoro lui ti deve dire una cosa importante, ma sappi che quando lo scoprirai, nulla cambierà da parte mia. Ti voglio bene Kaitlin”

Tra poco scoprirete se la vostra scommessa di prima è stata ben piazzata. Vi do solo un indizio.

È un signor indizio, devo dire. Ormai l’avrete capito, ma lascio che sia David stesso a renderlo ufficiale. Ma, prima di questo, una perla di Kaitlin mentre è sola.

Accendo la tv per ingannare il tempo, e vado su MTV music, per ascoltare un po di musica e rilassarmi. La musica per me è come una medicina, perché mi rilassa e non mi fa pensare a niente, liberando così la mia mente. Quando parte work di Rihanna, inizio a cantare con lei, alzandomi e facendo il twerk. Una risata esce spontanea dalla mia bocca, pensando a che faccia farebbe Harry se gli facessi il twerk.

Quanto 2016 in un solo paragrafo! Che ricordi, quando il twerk era una novità fighissima! Ma adesso è ora delle rivelazioni da parte di David!

“Kaitlin io… io sono tuo padre”

Vi riassumo la tragedia greca che intesse David mentre la racconta a Kaitlin. La vera madre di Kaitlin, che si chiamava Kate, è morta di parto. David, non potendosi permettere di crescere la bambina da solo, l’ha affidata a Daniela, sua grande amica e che per pura coincidenza non poteva avere figli. Trasferitosi a Sydney e rifattosi economicamente, David ha provato a contattare e finanziare sua figlia dalla distanza, ma Max ha sempre impedito ogni comunicazione e ha persino ostacolato Daniela nel dire a Kaitlin di questa storia. Su Max, insomma, ricadono tutte le colpe possibili e immaginabili.

David, infine, propone a Kaitlin di ricongiungersi a lui in Australia, per vivere per sempre felici e contenti o cose del genere. Kaitlin tentenna, perché sta prendendo sul serio gli “sforzi” di Harry per non essere un pazzo criminale. David le lascia qualche giorno per decidere, e se ne va.

Il pomeriggio, Kaitlin chiama Harry, ma al telefono risponde una donna che, tra le risate, dice che Harry è impegnato al momento. Kaitlin adocchia una pila di piatti appoggiati su un bancone come sue vittime: in un attimo dei piatti non rimane che un mucchio di frantumi. Dopo aver messo la cucina a soqquadro, Kaitlin chiama David e accetta la sua proposta: volerà in Australia con lui.

Ma chi era la misteriosa donna al telefono? Scopriremo che è stata Nataly a fare questo scherzetto: ha rubato il cellulare di Harry per dispetto. Non è spiegato molto bene quali siano stati gli scopi sul lungo periodo di questo gesto, ma credo che, in base alla classificazione di Nataly a troietta senza dignità, non sia stata una priorità ampliare questa parte.

Harry non ha ancora ritrovato il suo telefono quando torna a casa; scopre il macello che ha piantato Kaitlin prima di andarsene, chiama Daniela e questa lo informa del viaggetto in Australia che Kaitlin sta per fare col suo vero padre. Harry chiede altre informazioni a Daniela, ma lei di David conosce solo il nome per esteso e il fatto che abiti a Sydney.

Kaitlin, intanto, è già arrivata in Australia. L’immancabile autista privato accompagna lei e David in una villa mozzafiato, perché il papi ha comunque la sua fabbrichetta e non si fa mancar niente. In casa, Kaitlin conosce Megan, la nuova compagna di David. Questa signora pare molto solare e saluta Kaitlin in modo caloroso per essere la prima volta che la vede. Decisamente una donna del terzo tipo, visto che emana positività da ogni parte. L’accetta narrativa elide due settimane. Kaitlin continua a stare male e Megan se ne accorge.

“Senti Kaitlin… non è che sei in cinta?”

In quel momento si accende un faro alto nel cielo, nonostante siano le dieci del mattino. È il segnale: è arrivato Capitan Ovvio! Sto scherzando, ma lo sgomento di Kaitlin sembra più una forzatura che una sincera inquietudine. Io non ho esperito per conto mio la cosa, ma una ragazza non ci mette molto a capire che qualcosa non va se non le viene il ciclo per due mesi. Per fortuna c’è Megan, la fata matrigna, a dispensare saggezza.

“Allora io ti propongo di fare il test di gravidanza, qui c’è puzza di bebè”

Benché con un fraseggio improbabile, ciò che dice Megan è sensato, e Kaitlin avrebbe dovuto pensarci prima; ma, pensate un po’, ciò avrebbe significato per Kaitlin prendere in mano la situazione e non esserne vittima. Giammai! Anche ora qualcun altro ha dovuto risolverle il problema.

A proposito di risolvere problemi, Harry è arrivato in Australia; un taxista anonimo lo porta in un albergo vicino all’aeroporto.

“Siamo arrivati signore”
Mi ti è il tassista. Pago il conto in sterline, lasciandogli anche il resto come mancia
“Grazie”

Se questo errore di battitura fosse stato intenzionale, me ne sarei doluto alquanto: Harry avrebbe avuto un ictus giusto prima di ritrovare la ragazza che si è tanto speso a violentare e maltrattare.

Comunque sia, Harry prende una singola ed entra in ascensore per salire al terzo piano. Prima che se ne richiudano le porte, entra anche una comparsa; è molto simile a Kaitlin, e pare provarci subito con Harry. Questi la ignora e si fionda a dormire, cercando di smaltire mezza giornata di jet lag.

Purtroppo questa e molte altre immagini che chiosano i capitoli sono state spedite nel Regno delle Ombre prima che gli archeologi di Internet, cioè noi, potessimo salvarle per esporle nell’Antimuseo delle Brutte Arti. So che tra voi qualcuno ringrazierà ciò in cui crede per questo avvenimento, ma da accatastatore seriale di materiale mi piange il cuore.

Mentre Harry smaltisce la stanchezza, torniamo a Kaitlin e al test di gravidanza, ovviamente positivo.

Io non posso avere figli, e poi l’abbiamo fatto solo due volte, non sarebbe proprio possibile. Qui c’è qualcosa sotto: o il test è sbagliato, o il risultato delle analisi… Ma certo! Ora ho capito tutto. È stato Des ad ingaggiare mia madre, Daniela, a convincermi di andare a fare gli esami. Quello stronzo voleva un nipotino a tutti i costi, credo l’abbia fatto solo per far credere a Harry che io non sia fertile, così che lui non avrebbe avuto l’obbligo di mettere il preservativo. La mente di quell’uomo è così spaventosamente contorta, che neanche il diavolo in persona pensa a questo genere di cose. Ha giocato con la mia vita, i miei sentimenti, solo per il suo egoismo. Se Harry venisse a scoprirlo non so cosa potrebbe succedere.

Per prima cosa, ci fa piacere che tu sia uscita dalla caverna e abbia visto la luce del Sole. In secondo luogo, la Polizia è ancora disponibile a gestire la denuncia che dovresti muovere contro Des e quel satiro di suo figlio. Ah, e poi Harry non dovrebbe essere il centro dei tuoi pensieri, in un momento simile.

Megan porta Kaitlin dal ginecologo, il quale conferma il risultato. Tornate a casa, le due informano David dell’accaduto: sta per diventare nonno. David non la prende troppo bene.

“Kaitlin, quell’essere ti ha fatto qualcosa?”
Viene vicino a me, abbassandosi alla mia altezza, mettendomi una mano sulla spalla
“Io lo uccido… come ha osato?”
Si rialza in piedi, mettendosi le mani tra i capelli, e respira profondamente. A me scende una lacrima dall’occhio, al ricordo di quando Harry mi ha violentata, ma comunque la prima volta sono stata cosciente, lo volevo anche io. Asciugo subito la lacrima, nascondendola da David
“Tutta colpa di Max! È stato lui ad obbligarti. Non avrei mai dovuto lasciarti”
[…]
“Mia figlia è rimasta in cinta da uno stronzo che l’ha violentata!”

Questa caduta di stile di David non è del tutto insensata, ma è l’anteprima di ciò che accadrà dopo. Kaitlin cerca di correre ai ripari un po’ difendendo Harry, un po’ ricorrendo al questa è la mia vita.

E funziona: David si calma, ma giusto in tempo perché Harry possa fare la sua spettacolare entrata in scena. David liquida gli inservienti che non sono riusciti a trattenerlo fuori, si avvicina a Harry e gli molla un pugno sulla guancia.

“Sei un figlio di puttana! Non potevi trovarti una troia per farti esaudire i tuoi desideri? Stronzo”

Sono abbastanza combattuto su questa affermazione: da una parte David non dimostra un grande acume negli insulti scelti, ma dall’altra arriva dritto al punto. Benché non sia un granché la tricotomia con cui vi ho già annoiato, è pur sempre con quella che Harry si orienta – e, a questo punto, si potrebbe migliorare la frase in «Non avresti potuto continuare la tua vita sregolata senza mettere nei guai una ragazza che non rientra neanche lontanamente nei tuoi canoni usuali?». Penso che anche l’autrice se lo sia chiesto, ma la risposta che si è data è ben lontana da quella che avrei dato io.

Dopo questo momento da film brutto, David sta per dire a Harry del bambino, ma Kaitlin lo interrompe: non vuole che Harry lo sappia. I due neuroni in testa a Harry non capiscono più niente e chiedono ad alta voce una spiegazione. Questa arriva, ma con calma: andiamo con ordine. Harry si dichiara apertamente a Kaitlin: è la prima ragazza cui tenga e cose del genere – questa vagonata di latte e miele non cancella le oscenità che ha combinato, ma tant’è. Harry capisce che la segretaria Nataly gli ha giocato un tiro mancino col telefono, e capisce che Kaitlin se n’è andata via per questo motivo. Lui si avvicina a lei, ma lei lo ferma: non possono tornare assieme. Harry sta per dare un’altra prova della sua arte amatoria, ma Kaitlin lo scansa: finalmente gli dice di essere «in cinta».

Harry riesce a volgere la situazione in modo inaspettato.

“Sono sicura che tuo padre abbia truccato il test, per darti via libera, cioè niente preservativo”
Stringo le mie mani in pugni, e mi alzo di scatto dal divano. Sento la voglia di spaccare qualcosa, soprattutto la faccia di mio padre. Mi ha imbrogliato, quello stronzo sapeva che io non avrei mai fatto sesso senza protezione. Se lui fosse qui in questo momento, stasera si ritroverebbe ricoverato in ospedale
“Cazzo!”
Urlo calciando il divano. Non può realmente essere! Io non posso diventare padre, non sopporto i marmocchi
“Kaitlin devi subito liberartene”
Si alza dal divano mettendosi davanti a me. Poco dopo mi arriva uno schiaffo
“Hai tre secondi per sparire, non voglio più che tu ti ripresenti qui”

Do credito a Kaitlin per aver dato un’ottima risposta a Harry, una buona volta. Harry rimane solo nel salone, mentre Kaitlin sale le scale e si chiude in camera a piangere, confortata solo dalla foto della madre che David le ha dato. In piena notte squilla il telefono. Kaitlin risponde: è Harry ubriaco marcio, che straparla di fare all’amore con lei. Kaitlin lo liquida e si ributta a dormire, anche perché ha sentito una voce femminile che richiedeva indietro il telefono.

Era Scarlett, la vicina di stanza di Harry: la somiglianza di Scarlett a Kaitlin e le due ore ininterrotte a bere fanno sì che Harry si ritrovi in camera d’albergo a limonare con una sconosciuta. Ma ora dobbiamo capire che Harry ama davvero Kaitlin: al richiamo di Scarlett risponde con urla, lanciandole dietro i vestiti che le aveva tolto poco prima. Dovremmo chiudere un occhio sul fatto che ha fatto valere le sue lauree in persiano e assirologia con Scarlett, e neanche fino in fondo? Ho deciso di sì, perché altrimenti nulla avrebbe più senso.

Saltiamo qualche riga inutile. Harry è tornato in Inghilterra: arriva da suo padre e gliene dice quattro. Il vecchio Des è sempre più felice a ogni invettiva del figlio, né si risparmia dal fare battute fuori luogo. Questo dovrebbe essere il momento in cui capiamo un pochino perché Des sia ossessionato così tanto dall’avere un nipote, ma semplicemente non viene spiegato. Ad ogni modo, Harry gli dice di essersi lasciato con Kaitlin a causa di questo piano disastroso; Des cambia tono di colpo.

“Io voglio mio nipote! Ovunque lei sia dovrà tornare con te. Con le buone o con le cattive”

Detto, fatto: l’unica volta che Kaitlin esce di sua sponte da casa per farsi un giro in santa pace, un uomo l’addormenta col cloroformio; si risveglia su un aereo. Lo steward ci spiegona come ciò non possa sfociare automaticamente nel dispiego dell’Interpol alla ricerca di Des: lo scagnozzo ha lasciato una lettera a nome di Kaitlin in cui si informano David e Megan che Kaitlin vuole ritornare in Inghilterra per crescere il bambino. Una lettera. Nel 2016. Nello stesso 2016 in cui le e-mail sono vecchie e legnose. Dato che siamo alle battute finali, mi posso concedere qualcosa di molto forte. Zenone, prego, favorisci!

Kaitlin viene scortata nella villetta di Harry; là l’accoglie Marion. Questa apprende di una buona parte della storia appena in tempo perché Harry rientri e rimanga sbalordito nel vedere che Kaitlin è tornata. Non per niente Des è un vero supercattivo: tutto è fatto in gran segreto, e nessuno si aspetta niente. Il resto del capitolo è una sequenza di banalità per cercare di rendere Harry più tenero, quindi la salto a piè pari – ormai quel che c’era da vedere è già dinanzi a voi.

Una piccola chicca dallo Spazio Autrice di questo capitolo.

Ragazze non sapete cosa mi è capitato!!! Ho peso 5 e 1/2 su un tema!!! Non è possibile! Non ho mai preso sotto nei temi io… sono in crisi non so più scrivere… scusatemi

È lecito farsi due domande sui professori di italiano di questa aspirante romanziera? Capisco che la narratologia seria viene snobbata dappertutto e che il programma si è cristallizzato sulla teoria di Propp, ma la forma in sé di questa fic è degna di vigorose cinghiate e di sessioni in ginocchio sui ceci per cinque ore buone. E la cosa peggiore è che nessuno se ne lamenta nelle recensioni, tutte non negative!

Se siete sopravvissuti fino a qui, carissimi ospiti, potete darvi un buffetto sulla spalla: il peggio è passato. Ovvero adesso vi renderò partecipi della fretta dell’autrice di chiudere tutte le porte che questa sua storia ha aperto. Vedendo avvicinarsi il suo esame di maturità, avrà ben pensato di arrivarci libera da pesi come questo.

Kaitlin rifiuta i due inviti di David a tornare in Australia, ma rimane in contatto con Megan. Max e Daniela si sono trasferiti in Scozia. In pratica, non vedremo mai più una figura genitoriale a parte Des. Kaitlin riesce a convincere Harry sul suo futuro da padre in un dialogo che sa di finto lontano un miglio.

Il giorno dell’ecografia per conoscere il sesso del nascituro, Harry si attarda in bagno.

“Non è colpa mia se mi scappa, e poi devo anche risolvere dei problemini che qualcun’altro qui non può fare”

L’ha detto davvero. E sì, intende proprio quello. Per fortuna che sarà un padre eccellente. Il tono rimane imbarazzante quasi allo stesso modo per il riassunto e le gag dei mesi successivi, fino al giorno del parto. Questa sezione è un copia-e-incolla da qualunque film o telefilm standard, quindi non vi perdete niente, ve l’assicuro. Nasce un maschio, comunque.

Saltiamo di netto a due anni dopo. Come regalo per la nascita del piccolo James Styles, Des ha comprato ai due sposi una villa a Primrose Hill, Londra, ovvero dove Harry Styles abita nella realtà. In una riga viene liquidato Des quale sporco manipolatore senza scrupoli.

Ogni tanto Des ci viene a trovare, portando sempre regali a James, gli è così affezionato, dopo tutto un po’ è merito suo se io sono rimasta incinta, anche se l’ha fatto in un modo orribile.

Va anche aggiunto che Kaitlin lavora nella sezione marketing della ditta di Des, giusto per acuire il nonsenso. Oltre a Marion ci sono due nuove cameriere, che però sono solo citate di gran lena. Sorvoliamo sulla lunghissima scena di “vita vera” con James, perché non voglio annegare nell’imbarazzo, e passiamo all’ultimo capitolo.

Anzi, prima vi riporto un’altra stringa dell’autrice riguardo un possibile seguito.

Mi dispiace di non aver suscitato interesse con la mia storia ad alcuni di voi, ma si sa… non si può piacere a tutti. Vi informo quindi che non sono sicura se scriverò ancora, ho perso un po’ la voglia.

Siamo giunti al gran finale. Harry mette James a dormire e si ritrova solo con Kaitlin. L’istinto da satiro non è mai morto, quindi Harry prova a mettere Kaitlin a suo agio. Lei, però, si sente insicura del suo corpo, e in più le volte precedenti non è arrivata all’orgasmo. Harry piazza due frasi di repertorio, poi procede a rivoltarla come un calzino. I due si addormentano. Sipario.

È stato un viaggio lungo e a tratti doloroso, ma siamo arrivati alla fine. Questa storia, come vi ho già detto, ha perso molte occasioni ghiotte: l’ambientazione non si confà al tipo di storia, gli spunti interessanti sono gettati al vento e il finale è scritto di corsa, cosa che ho cercato di riprodurre in un certo modo. I due personaggi principali hanno un interruttore per le emozioni: un attimo sono tranquilli e pacifici, l’attimo dopo distruggono tutto ciò che loro capiti a tiro; questa loro caratteristica acuisce il senso di questa cosa succede perché sì, che è la morte di ogni opera di narrativa. Ha un effetto simile anche la costante passività di Kaitlin: da sola non fa quasi niente, è solo una pedina controllata da un’autrice molesta, che non perde l’occasione per strillarci la sua visione del mondo, poco lusinghiera nei confronti delle donne sue simili. Il tutto condito con una sana dose di diseducazione affettivo-sessuale giustificata dalla bellezza del povero Arrigo Stili.

È pure vero che, sotto sotto, un po’ mi mancheranno questo universo narrativo sopra le righe, queste frasi di circostanza buffe, questi dettagli del 2016 invecchiati male. Benché non sia stato nelle intenzioni dell’autrice, il fattore nostalgia mi ha dato una piccola spinta a proseguire anche nei momenti peggiori.

Spero che vi siate divertiti, e che magari abbiate passato una bella serata. Qui per voi, questa sera, sono stato SpazzinoVattpadiano. Grazie, e buonanotte!


Vat abbozzò un inchino e alzò gli occhi al pubblico. Qualcuno iniziò un applauso, ma la carica scemò in pochi istanti. Si levò un brusio d’imbarazzo; gli ospiti nei tavoli più distanti dal palcoscenico si alzarono e si diressero verso il guardaroba. Cesare trattenne una lacrima; lanciò uno sguardo oltre il bancone del bar: Zenone allungò un poco il collo, come a voler confortare Cesare.

Un tuono ruppe di colpo il brusio. Le porte d’ingresso si spalancarono; entrarono quattro uomini, ognuno con un fucile d’assalto in braccio. Una ragazza al bancone iniziò un urlo, ma Zenone le tappò la bocca, la prese di peso e la nascose sotto il bancone. Harry Styles mollò la chitarra a terra e sparì dietro le quinte.

Uno dei quattro uomini si passò una mano tra i lunghi capelli ricci. «fErMi TuTtI! Che NeSsUnO sI mUoVa!!!1!». Gli altri sconosciuti misero sotto tiro gli ospiti in piedi.

Vat rimase immobile per un istante; questi tizi non erano venuti qui solo per rovinare una serata. No; questi volevano lui. Gettò uno sguardo fulmineo a Zenone: questi accennò un movimento d’assenso.

Vat sorrise e si ricompose. «Non vi siete neanche impegnati ad entrare nella parte, a quanto pare. Da quando un ragazzaccio dice “che” al posto di “ke”?».

I quattro uomini si lanciarono delle strane occhiate l’un l’altro. Uno di loro fece un passo avanti. «Come accidenti hai fatto a… va be’, ma che importa?».

I quattro tizi emisero una luce biancastra; Vat se ne schermò con un braccio. «Soldati Eclisse, quindi? Non vi siete ancora stufati di rincorrere i pesci piccoli?».

La luce si affievolì; i quattro avevano perso del tutto le sembianze di Harry. Erano ancora uguali l’uno all’altro, ma i loro vestiti erano diventati delle vere e proprie divise militari grigiastre. Uno dei quattro estrasse una pistola con strani dettagli fluorescenti dallo zainetto nero spuntatogli poco prima. «La faccenda è molto semplice, Vattazi: tu vuoi quello che vogliamo noi, quindi devi essere annichilito».

Vat portò indietro il piede sinistro e si schiarì la voce. «Signore e signori, vi preghiamo di ripararvi sotto i tavoli o come potete. Tra poco potrebbe volare qualche colpo». I quattro tizi puntarono le armi verso Vat. Premettero tutti il grilletto; partirono tre proiettili e un getto magico. Cesare chiuse gli occhi; sul palcoscenico cadde una lacrima.

Zenone saltò sul bancone e schioccò le dita. La luce nel locale si affievolì d’un tratto; i proiettili si fermarono a un palmo dal naso di Vat; l’orologio appeso sopra il bancone smise di ticchettare.

Zenone attraversò la sala a balzi e arrivò davanti a Vat. Si posizionò sotto i proiettili fermi; il getto magico attirò la sua attenzione. «Energia Eclissi della più aggressiva; ti avrebbe polverizzato all’istante, Vat». Cesare non rispose; anch’egli era immobile come tutte le persone all’interno del locale, a parte Zenone.

Estrasse dalla tasca un paio di guanti giallini, con le cuciture ben visibili. Li indossò e, a uno a uno, direzionò i tre proiettili verso il ripostiglio delle scope. «Almeno là faranno pochi danni». Stette a guardare il getto magico. «Per questo serve qualcosa di più… convenzionale». Si tolse i guanti e si rimise in piedi. «Una Barriera Statica dovrebbe essere sufficiente». Si mise giusto dietro Vat e distese entrambe le braccia in avanti: un quadrato luminoso si frappose tra il naso di Cesare e l’ammasso di energia.

Zenone si avvicinò all’orecchio destro di Cesare. «Prego, collega…». Saltò giù dal palco e s’infilò sotto un tavolo in prima fila, vicino al Tavolo d’Oro. Schioccò di nuovo le dita. «Auguri, Cesare».

Cesare si ritrovò la barriera davanti, che subito sparì con l’Energia Eclissi. Strinse i denti: era il suo momento. Stese di scatto il braccio sinistro verso i quattro soldati e aprì la mano. «Spezza-anima!». L’intera stanza rimase per un attimo in negativo. I quattro tizi lasciarono cadere le armi a terra e si portarono la mano al cuore, chiudendo gli occhi per il dolore.

Cesare si portò l’indice e il medio della mano sinistra alla tempia. «Questo universo non sarà mai vostro! E se pensate che per voi non sia finita, siete dei poveri illusi!».

Portò la mano indietro. «Ora perite dinanzi al Fulmine!». Puntò di scatto l’indice contro i quattro soldati; una saetta si fece strada lungo la stanza e li dilaniò da parte a parte, polverizzandoli.

Cesare ansimò per la fatica, e si sedette a gambe incrociate sul palcoscenico. Gli invitati misero la testa fuori dai loro ripari. Qualcuno iniziò un applauso; gli scrosci si moltiplicarono; tutti si alzarono in piedi e qualcuno urlò di gioia. Anche Cesare si alzò, e questa volta fece un inchino profondo.

Zenone uscì per ultimo da sotto il tavolo; avvicinatosi a Box, gli toccò il gomito. «Dottor Box? Chiedo scusa, ma devo parlare con lei: la mia agenzia potrebbe avere qualche informazione di suo interesse…».

PS (Aggiornamento del 28 febbraio 2021): La storia sopra recensita è stata mandata nel Regno delle Ombre per mano di suinogiallo. Nessuno ne sentirà la mancanza, nemmeno l’autrice che l’ha scritta, visto che non risulta si sia spesa per mantenere pubblicato il suo scritto. Il bar offrirà una bibita a tutti gli ospiti per festeggiare.

Un pensiero su ““Mrs Styles” (Un anacronismo di nozze e sfruttamenti)

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