“Bad Life” (Tamarri All’Attacco!) – Seconda Parte

[Potete trovare la prima parte di questa recensione qui.]

Un buonsalve a voi, che siete di nuovo qui a leggere la mia recensione! Siete pronti per la seconda parte del nuovo manga di Hajime Isayama “L’Attacco Dei Tamarri”? No, scusate… mi confondo con un’altra cosa.

Dicevo, siete pronti alla seconda parte della mia recensione di Bad Life?

Ricapitoliamo: la nostra Hope, Noemi CognomeIgnoto, la cui prestavolto è Selena Gomez, viveva con Paul CognomeIgnoto, il suo patrigno, dopo che la madre è morta quando lei era una ragazzina, subendone le violenze per anni. Diventata adulta non ha nemmeno provato a sfuggirgli e anzi ha passivamente accettato di fare due lavori e di fargli da serva subendo percosse più che quotidiane nella totale indifferenza dei suoi “amici”.

Tutto questo finché Paul, a causa dei suoi numerosi debiti dovuti ad alcool e droga, l’ha venduta a una gang di tamarri tatuati guidata da James, interpretato in questa ficcyna dal modello Stephen James, un criminale inetto tanto quanto lo era il Justin di Everything Can Change, che come ben sappiamo non era una cima.

Finora la nostra Hopemi ha subito non meno di cinque o sei stupri (ora non ricordo il numero esatto) ad opera del “migliore amico” di James, tale Demon, un figuro che il Bedboy di turno non ha punito malgrado le ripetute violazioni dei suoi ordini (difatti James aveva ordinato a tutta la banda di non toccare Hope, la quale era solo per lui, cosa di cui Demon si è sbattuto altamente in più occasioni) fino al capitolo venti, quando FINALMENTE ha deciso di agire da capo mafioso e ammazzare il sottoposto ribelle.

La nostra Hope, quindi, ha pensato che quel posto in confronto al luogo dove viveva con Paul fosse il paradiso (sì, è fuori di testa). Questo subito prima che James cercasse di tirarle fuori il suo passato a sganassoni.

Ci tengo a citare anche Liam, interpretato dall’omonimo ex One Direction, e Giuly (che dovrebbe essere scritto “July”), interpretata da Taylor Swift: Liam è un inutile membro della banda di tamarri di James che finisce col diventare il Best Friend di Hopemi e James, mentre Giuly è la Migliore Amica™ di Hope e sua ex collega in un night club in cui quest’ultima lavorava. Una di quelle persone che non ha fatto una beata sega per aiutarla malgrado sapesse degli abusi di Paul, per intenderci.

Ho finito la prima parte con James e Hopemi che facevano sesso, ma Noemi per motivi ignoti ha iniziato a sentire dolore. Malgrado ciò non ha fermato James, il quale si è accorto che lei stava sanguinando solo ad atto sessuale compiuto. E si è arrabbiato ed è uscito sbattendo la porta.

Per togliervi ogni dubbio, una lettrice lo ha già definito “bipolare”, e quando le ho fatto notare che sbagliava mi ha dato, perdonate il linguaggio, una vera e propria risposta del cazzo.

Ora, direi che è il caso di riprendere. Avevamo appena finito il capitolo ventotto.

Nel capitolo ventinove James ha chiamato un medico per far visitare Noemi, cosa più che giusta: non capisco nemmeno io cosa sia successo, perché si sia fatta male al punto da sanguinare in quel modo. Nulla da obbiettare. D’altra parte è un ginecologo. E un ginecologo solitamente riceve in uno studio privato, non fa visite a domicilio. Poi oh, io non mi sono mai servito di un ginecologo, quindi potrei sbagliarmi, ma non ho mai sentito una cosa simile finora.

Cthulhu (con in mano le posate): – Yltns…?- (Potrei…?)

Shade: – Bah, apparecchia… tanto lo faresti comunque…-

Insomma, arriva una donna che dice di chiamarsi Lucia (nemmeno dottoressa Lucia, solo Lucia) che ha sentito la sua vecchia dottoressa dalla quale si è fatta passare tutte le cartelle cliniche.

E la vecchia dottoressa non aveva nulla da ridire in merito al fatto che una sua paziente, di punto in bianco, sia sparita nel nulla e che ora compaia questa sua sedicente sostituta per chiederle le cartelle cliniche? Per quanto ne sapeva lei poteva anche essere una millantatrice… aveva un qualche tipo di autorizzazione da parte di Noemi?

Io non so di preciso come funzioni il cambio di medico curante, ma non mi risulta che si possa fare senza l’esplicito consenso del paziente.

Ah, James dice a questa Lucia che due giorni prima Noemi è pure stata violentata. E lei non fa una piega.

Le dicono che una sua paziente ha subito abusi e non gliene frega niente, di fatto. Continua col suo lavoro come se nulla fosse. Cioè, dopo scocca a James uno sguardo arrabbiato, davanti al quale lui si giustifica dicendo che non è colpa sua perché era fuori per lavoro.

Una sega che non è colpa sua!

Sapeva benissimo che Demon non era affidabile e che Liam era una protezione insufficiente! Non ha fatto NULLA per evitare che succedesse!

Ad ogni modo, la dottoressa (se davvero è una dottoressa, perché non lo so) dice che le perdite sono dovute alle violenze subite e non a una qualche infezione, quindi le raccomanda dei lavaggi con un qualche tipo di prodotto non meglio identificato, aggiungendo che non deve spiegarle come fare perché stando alla sua cartella lo ha già fatto.

E lo dici così? Davanti a James, che non ha alcun diritto di sentire nulla? Noemi non lo ha invitato a restare, e quando tu gli hai chiesto di uscire ha rifiutato da solo. Okay che c’è lì la paziente, ma siamo un po’ in una zona grigia e tu hai appena ammesso che ha già avuto bisogno di curarsi in questo stesso modo per questo stesso motivo davanti a qualcuno che non è un parente.

Cthulhu: – Yks, tnha lhneh’khu lthhk.- (Va bene, dovrò mangiarla.)

Shade: – Già, lo vedo che sei molto dispiaciuto…-

Rimasti soli, i due hanno una discussione a riguardo, poco dopo, ma è fuffosa e poco interessante.

Siamo al capitolo trenta, saltiamo un altro po’ di fuffa e arriviamo con James al locale dove era solita lavorare anche Noemi. Subito il gruppo viene avvicinato da un gruppetto di ragazze, tra cui spicca una certa Linda, che chiede se possono unirsi a loro. Poco dopo abbiamo una testimonianza della strafigaggine di James:

Verso l’una di notte dopo esserci scolati vari drink decidiamo di andarcene e tutti noi torniamo a casa con una ragazza, ovviamente io ho quella più bella.

Ho sempre attirato le ragazze più belle e riesco sempre a portarmele a letto senza insistere.

Poi incrociano Noemi, ma il nostro Bedboy si limita ad augurarle la buonanotte prima di andare a farsi la #troja di turno. Il capitolo finisce poco dopo, con un fuffoso POV di Noemi. Nel trentunesimo arriva James che pretende la colazione, e poco gli importa che Hope gli risponda “non mi sento bene” e, alla fine, se la carica in spalla e la porta in cucina, ordinando dei pancake.

Questo è il love interest della protagonista, ricordiamolo.

Saltiamo la fuffa, Hopemi sta disegnando in camera sua (forse non ve l’ho detto, ma a lei piace disegnare, e infatti ci sono state diverse scene in cui disegnava qualcosa) e fa un originalissimo paragone più sbagliato di quanto possa esserlo paragonare la pucciosità di Cthulhu a quella di Gaia.

Cthulhu: – Gly!- (Ehi!)

Gaia: – Miao!

Il soggetto è Belle di la Bella e la Bestia mi sento proprio lei in questo momento, una ragazza intrappolata da una bestia, il problema è che io in questo momento me ne sono anche innamorata.

Inutile che mi soffermi più di tanto su questa frase, visto che i miei colleghi hanno già ampiamente dibattuto in varie sedi l’argomento “La Bella e La Bestia” e quanto le ficcynare siano fuori strada quando paragonano le loro protagoniste a quella favola.

Passiamo ora al capitolo trentadue (sono passati quattro giorni), saltiamo la fuffa finché James non pretende che lei lo segua in camera per fare un po’ di sesso, ma quando lei dice di no il nostro eroe di staceppa replica che “da come lo guarda non sembrerebbe”, così da bravo primate sottosviluppato se la carica come un sacco di patate per l’ennesima volta (fateci caso, è successo almeno cinque volte finora… tutti se la mettono in spalla senza tante cerimonie…) e la scarica sul letto, spalmandosi su di lei.

Tranquilli, si limitano a pomiciare finché non decidono di uscire insieme a cena, dopo un fuffoso dialogo su come lui non sarà mai un fidanzato romantico e dolce e di come lei non voglia queste cose.

Prima di procedere vi riporto un momento un pezzo di questo dialogo, che è la parte fondamentale, sia perché voglio che la leggiate coi vostri occhi sia perché voglio analizzare la situazione con Severus.

< Quelle che tu chiami puttanelle [ovviamente si riferisce alle #troje generiche come la ragazza dell’altro capitolo] io non le bacio così > mi informa guardandomi negli occhi.
< Oh certo solo con la tua puttana personale lo fai … > ribatto io.
< Tu non sei la mia puttana! > urla sollevandosi di più arrabbiato.
< Beh non è quello che mi hai detto l’altro giorno >
[…]
< Ti ho detto quelle cose perché ero arrabbiato, non le penso veramente. Io sento qualcosa per te, ma io non so amare e fare il fidanzato > […] < Io no potrei mai essere il ragazzo perfetto per te, quello che fa gesti romantici e ti tratta dolcemente > continua prendendomi il viso tra le mani.
< E se io non volessi quelle cose? Io ti voglio così come sei, non diverso > gli rispondo per poi unire le nostre labbra.

Bene, ora che avete letto anche voi questa parte, passiamo all’analisi.

Shade: – Mi pare più che evidente che il “vero” James, quello che lei vuole, sia un criminale, per quanto poco competente, abituato a trattare le donne come oggetti, ad ammazzare la gente a sangue freddo sentendosi però migliore di gentaglia come Demon e Frank (ricordiamoci come ha ammazzato Frank, mentre era legato, riempiendolo di botte con Liam e poi sparandogli), commerciando esseri umani e, inoltre, prestando denaro a strozzo a gente come Paul (che, per quanto abbietto e odioso, rimane comunque un disperato). Uno che non si fa problemi a trattarla di merda appena lei gli dice “no”, a farle fare la serva pretendendo che cucini e pulisca per lui e usandola come antistress di quando in quando, malgrado dica che è speciale e diversa dalle altre ragazze con cui va a letto. Non serve un genio per rendersi conto che questa è una cosa da malati.-

Piton: – Potremmo dire che Noemi, dopo una vita segnata dalla perdita di entrambi i genitori, lo stupro in età adolescenziale, l’obbligo di fare da schiava a Paul, le botte, gli abusi, circa cento ore di lavoro ogni settimana e la totale assenza di persone disposte ad aiutarla (perché ricordiamo che quella sua amica del locale, pur sapendo perfettamente quale fosse la sua situazione, non ha mai mosso un dito per aiutarla) abbia finito col farsi un concetto di relazione totalmente sbagliato, motivo per il quale ora dice di volere un criminale inaffidabile come fidanzato. Questo è possibile, comunque: esistono situazioni in cui si finisce col perdere di vista la realtà, costruendosi un’immagine totalmente sbagliata dei rapporti umani, e grossomodo è possibile che una persona col suo passato commetta quest’errore. Tuttavia c’è da obbiettare un’altra cosa che ci impedisce di dire che il suo è un personaggio plausibile e approfondito: non ha mai cercato di scappare in alcun modo. Già quando Paul la violentò la prima volta avrebbe potuto correre da qualche amico, da un insegnante, magari da un parente (perché non ci è dato sapere se ad esempio i nonni, materni o paterni, sono vivi o morti) per non dire dalla polizia e denunciare tutto fin dall’inizio. Si può sempre obiettare che era una ragazzina, ma nel corso degli anni Paul ha preteso che facesse due lavori per mantenerlo, quindi di casa poteva uscire. Era libera di muoversi, di correre da chiunque potesse aiutarla e denunciarlo per tutto ciò che le ha fatto, ma così non è stato. Ha accettato passivamente tutto quello che ha subito, senza alcuna motivazione. Non era obbligata a stare con Paul, né a subire in silenzio la situazione. Non è un personaggio forte, è una spettatrice passiva della sua stessa vita, che subisce gli eventi che le accadono senza provare a cambiarli minimamente. Il fatto che abbia ricevuto violenza da uomini più grandi e forti di lei non è una giustificazione, dato che di occasioni per sottrarsi a tutto questo ne ha avute molte. Di fatto, alla luce di tutto questo, potremmo anche concordare con James quando dice che lei è una sua cosa: col suo comportamento non è una persona, è una bambola.-

Shade: – E… sipario.-

Ellie (guardandosi attorno confusa, mentre infila pezzi di corpo in un tritalegna): – Quale sipario?-

Shade: – … tornatene nel tuo mondo malato e piantala di rovinarmi le frasi a effetto.-

Insomma, chiusa la lunga analisi, si può chiudere anche questo capitolo, menzionando semplicemente il fatto che Hopemi è tutta contenta perché James secondo lei è già perfetto così e starà bene con lui dato che l’ha “salvata per ben due volte dai mostri”. Sticazzi, ti ha comprata dal tuo patrigno e ha ammazzato due elementi ribelli (cosa che avrebbe dovuto fare fin da subito), non mi pare un gran salvataggio…

Siamo al capitolo trentatré, e saltando la lunga sequela di fuffa che comprende doccia, scelta dell’abito e delle scarpe, trucco, parrucco, il set di acquerelli (con tanto di foto che ce lo mostrano) regalatole da James, arriviamo alla macchina, che non è l’Unico Modello™ (leggasi: Range Rover) per una volta, ma una BMW M2.

E qui sorge lo stesso dubbio che viene sull’Unico Modello™.

Ho fatto una ricerca veloce veloce. Le BMW M2 sono belle macchine, senza dubbio, ma come tutte le belle macchine hanno un difetto: o vendi qualche organo o non potrai mai permettertele senza essere miliardario.

Sul serio, eh… come ho detto, la mia ricerca è stata rapida e superficiale, non ho approfondito, ma anche usata una macchina di quel modello specifico costa quasi 50.000 €… va bene che è un criminale che vive in una megavillona, quindi ha certamente un po’ di soldi, ma non è che abbia davvero capito da dove provengano questi soldi.

È lo stesso problema di Top Secret: Tomas NonHoUnCognome gestiva un impero criminale (basato su dei ragazzini che lavoravano per lui) prestando soldi a strozzo (e facendo firmare dei contratti…) alla gente, gente che poi ammazzava se non restituiva il dovuto.

Tuttavia i soldi che concedeva in prestito non avevano un’origine nota, malgrado a un certo punto sia venuto fuori che spacciasse anche droga (cosa che venne menzionata solo una volta di sfuggita) e che rubava valigette che poi rivendeva al relativo mercato nero usando chiavi MAGGGICHE capaci di aprire qualsiasi porta, inclusi i catenacci interni e le serrature elettroniche. In pratica, dei Keyblade.

Se davvero James è così ricco, vorrei sapere quali attività di preciso gli permettano di mantenere il suo tenore di vita. Presta soldi, okay, ma dove li prende? Accetta delle schiave come risarcimento, ma non è che possano fruttargli soldi, se le tiene in casa propria (e in effetti va detto che finora c’è una sola schiava comprovata, Noemi, e non ha più menzionato il commercio di esseri umani se non riferito a lei, quindi non fa soldi così). In più tutte le sere o quasi va per locali.

Ha dei soldi che sperpera in ville giganti, serate alcoliche, forse prostitute (ma è improbabile, i Bedboy non pagano per il sesso, sono le donne a implorare di essere trivellate) e macchine di lusso. Ma non si sa da dove arrivino.

Procediamo.

James porta Hopemi in un ristorante di lusso (altri soldi che se ne vanno) dove il maître, tale Michael, saluta tutto contento James come se lo conoscesse bene (taaaaanti altri soldi che se ne vanno), poi il cameriere lascia un biglietto col suo numero a Noemi quando porta loro l’ordinazione (in un ristorante di lusso un cameriere che si permette di fare una cosa simile?) e prontamente arriva il direttore, che pure lui sembra conoscere James (okay, sono davvero PARECCHI altri soldi che se ne vanno!) e viene fuori che il cameriere è suo figlio, ma lo licenzia su due piedi.

Non è una scena poi così importante, ma quando il ragazzo protesta James gli risponde che non sa chi è lui e che non dovrebbe parlargli così, di fatto minacciandolo pubblicamente e lasciando intendere che il direttore del ristorante sappia quantomeno qualcosa sulle sue attività illecite. Va bene, è stato inopportuno e tutto, ma, se davvero James è così noto ai più come criminale, come mai nessuno lo ha arrestato, ancora?

Mistero.

Siamo ora al capitolo trentaquattro. I due decidono di tornare al Karma (ricordate? Il locale dove lavorava di notte Noemi) per salutare i vecchi amici di Hope, a cui lei decide di raccontare che finalmente è scappata da casa di Paul per poi incontrare James. È certa che la sua vecchia amica Giuly (che dovrebbe essere July, ma vabe’) le crederà perché:

< […] , lei sa di quello che lui mi faceva >

Ripeto: se lo sapeva, allora, PERCHÈ CAZZO NON HA MAI FATTO NULLA PER AIUTARLA? MA QUALE AMICA SI COMPORTEREBBE COSÌ?

Saltiamo le scene fuffose e arriviamo alla parte interessante: Giuly ci fa sapere che spesso Paul viene lì per ubriacarsi, e infatti è nel locale anche quella sera. Appena la vede afferra Noemi, presentandole un tizio che le mostra un distintivo:

< Dove sono i tuoi rapitori? Sono qui per arrestarli, veniamo tutte le sere con la speranza di prenderli > mi dice l’amico mostrandomi il distintivo nascosto sotto la giacca.
< Io non sono stata rapita, sono scappata e ora sono felice > gli rispondo e con la coda dell’occhio vedo James alzarsi e venire verso di me.
< Tutto ok? > mi chiede lui.
< Si Amore, questo signore pensava che io fossi stata rapita e io gli stavo raccontando quello che è successo veramente > gli rispondo dandogli un bacio a stampo.
< Ok allora torniamo al nostro tavolo > mi dice e io annuisco.
< No tu l’hai rapita e me l’hai portata via > gli urla contro Paul.
< Io sono scappata da te che mi maltrattavi e usavi, io a casa non ci torno > rispondo arrabbiata.

Questa scena è così inutile che se non fosse stata scritta sarebbe stato lo stesso: cioè, Paul va lì quasi tutte le sere per ubriacarsi accompagnato da un sedicente poliziotto nella speranza di rivedere lei e i suoi “rapitori” così da farli arrestare e riprendersi Noemi? Ma che razza di stronzata è questa?

Se davvero volevano arrestarlo, perché cavolo non sono andati a cercarlo a casa sua direttamente?

E per di più, dopo l’uscita di Hopemi sui maltrattamenti subiti, il (sedicente) poliziotto non fa una piega e si limita a darle il suo biglietto da visita. Cioè, ma questa qui ha appena dichiarato pubblicamente davanti a uno che si spaccia per agente di polizia che il suo patrigno la maltrattava e lui se ne frega? Sarà anche vero che esistono pessimi poliziotti, ma qui stiamo andando oltre qualsiasi possibilità di comprensione, specie se consideriamo l’intera scena nel suo insieme!

Ah, e aggiungiamo anche che, rimasti soli, James promette a Noemi che se Paul tornasse a cercarla lo ucciderebbe.

< Grazie so che tu mi proteggerai sempre > gli rispondo girandomi verso di lui e guardandolo negli occhi, so che non mi sta mentendo.

Certo che lo sai… è il fatto che tu non te ne preoccupi a farmi paura! Cioè, okay, Paul è un personaggio veramente abietto e tutto, ma questo qui sta dicendo che è disposto a uccidere per te, come ha già fatto in passato. Ho già sottolineato quanto la cosa sia straniante, e se anche in quel momento potevamo dire che eri turbata, scossa, arrabbiata, ora sei più serena, ti stavi divertendo… sul serio una promessa di morte ti rende così tranquilla? Ma stiamo scherzando?

Procediamo, raggiungendo il capitolo trentacinque. Fuffa, i due fanno sesso, e poi di nuovo fuffa.

Capitolo trentasei (esatto, non succede una beata mazza di nulla nel precedente), fanno sesso di nuovo, di nuovo inutile fuffa. È quasi la fotocopia del precedente.

Trentasette. Fuffa in piscina, poi la sera a cena lei chiede a James il permesso di tornare al Karma una di quelle sere, cosa che lui le dà, decidendo che andranno tutti insieme (giusto, mai che vada da sola e sia libera di vedere chi le pare…), e a chiudere il capitolo ancora sesso.

Capitolo trentotto, saltiamo altra fuffa e arriviamo al Karma. Hopemi ordina da bere, un Tequila Sunrise, e segue un simpatico scambio di battute:

< Non è un po’ forte per te dolcezza? > mi sussurra all’orecchio James.
< No, io reggo benissimo l’alcool > rispondo.
< Lo spero, non vorrei scoparti da ubriaca > ribatte e la cosa mi infastidisce abbastanza.
< Chi ti ha detto che succederà? > lo stuzzico io.
< Io > dice semplicemente.

Ah, giusto, l’ha deciso lui, quindi lo faranno per forza…

Poco dopo Hope raggiunge la sua “amica” Giuly nella sala relax per parlare con lei e Alan, il barista, e prontamente entrambi la informano che James cambia ragazza ogni sera e che dovrebbe lasciarlo.

< Cambia ragazza ogni sera > mi risponde Alan triste, mi giro verso Giuly e anche lei lo è e abbassa lo sguardo non riuscendo a reggere il mio arrabbiato.
< Io … > inizio a dire ma da quanto sono arrabbiata non riesco a dire altro prendo solo il bicchiere ormai vuoto e lo scaravento a terra.
< Quel bastardo pezzo di merda > continuo sempre più infuriata.
< Tranquillizzati tesoro, sta venendo qui > mi informa il mio amico.
< Ho bisogno di aria > dico alzandomi e uscendo dal bar.

Ma cosa cacchio ti arrabbi che tanto lo sapevi! Lo hai pure visto portarsi una tizia qualsiasi in camera per fare sesso, continui tu stessa a dire che ha tante “puttane” ai suoi servizi e che non vuoi essere una di loro, lo vedevi anche prima, quando nel locale ci lavoravi anche tu, che era spesso in compagnia! Alla faccia della grande rivelazione!

Ellie: – Magari non regge l’alcool così bene e si è ubriacata al punto di dimenticarsene.-

Shade: – Hai detto una cosa stranamente intelligente.-

Ellie: – Io sono inquietante, mica stupida.-

Shade: – Obiezione accolta.-

Insomma, fuori dal locale ha luogo una breve lite tra i due che comprende un ceffone da parte di James quando lei lo chiama “puttaniere”. Al ché, offesa e scazzata, Hopemi torna dentro e ordina due shottini di tequila. Essenzialmente sono scene piuttosto fuffose, comunque, e molto brevi, poi finisce il capitolo.

All’inizio del capitolo trentanove il nostro Bedboy ricorda a Hopemi di averla comprata, a gran voce e davanti a un intero locale affollato, dopo che lei ha affermato che non andranno più a letto insieme.

< Ti ricordo che ti ho comprata quindi fai quello che dico io > ribatte e queste parole proprio non me le aspettavo, rimango a bocca aperta dallo stupore.
< Non puoi obbligarmi! > ringhio arrabbiata.
< E invece sì, se no guadagna 20.000 $ e sarai libera > mi risponde per poi andarsene al suo tavolo, io vado dalla mia amica.

Cioè, lo ha APPENA AMMESSO! LO HA FATTO PUBBLICAMENTE! Ha detto chiaro e tondo che l’ha comprata, ha anche sparato la cifra esatta! E nessuno dice niente? Nessuno ha sentito?

Ah, giusto, se anche avessero sentito, in questo universo quando la gente sa che un uomo commette crimini contro una donna il massimo che succede è che le dicono “dai, dai…” facendole un sorrisetto di incoraggiamento.

Cthulhu: – Tlyns thak’nhe lkrauht nrk’stha.- (A me sembra molto simile alla realtà.)

Shade: – Beh, su questo devo darti ragione… non è una verità universale, ma hai ragione.-

Ad ogni modo, Noemi decide di tornare a lavorare al Karma per guadagnarsi quei soldi, e vi garantisco che con uno stipendio da barman ventimila dollari li tiri su in un anno mettendo da parte ogni singolo dollaro, se hai fortuna. E riottiene il lavoro in tre secondi, presentandosi dal proprietario che le ridà il posto senza battere ciglio, dicendole che ricomincerà l’indomani.

Scusate, ma questa qui è di fatto sparita dal giorno alla notte senza dare un minimo di preavviso a nessuno (non per sua volontà, ma questo non lo sa nessuno) lasciando il suo turno di lavoro scoperto. Nessuno restituirebbe l’impiego a una persona tanto inaffidabile.

Poi, mentre torna verso il tavolo dei ragazzi, viene fermata da qualcuno.

Mi dirigo verso il tavolo dei ragazzi, ma vengo bloccata prima.

< Ciao bellissima, è un po’ che non ti vedo in giro > mi dice un vecchio cliente, ma non del bar e nemmeno del negozio, di un lavoro che facevo ogni tanto per racimolare dei soldi extra.
Fecevo…

Potrebbe non essere chiaro, anche io ho avuto bisogno di un momento per capire (e di rileggere sia questo pezzo che una frase dell’autrice), quindi ve lo spiego io: in aggiunta ai suoi due lavori Noemi, per avere qualche altro soldo extra, faceva un’altra cosa. Il capitolo si chiude qui, perciò lo scopriamo solo nel prossimo cos’era questa cosa.

Indovinate un po’ cosa faceva?

Esatto: come dice proprio nella primissima riga del capitolo quaranta, faceva la prostituta.

Fecevo la prostituta, Paul mi obbligava ad andare a letto con un cliente fisso, il ragazzo di 30 anni che mi ha appena fermata, un bellissimo ragazzo biondo con un bel fisico e molti tatuaggi, non era poi così male andare a letto con lui e mi trattava bene non come James.

Cioè, già coi tuoi due lavori dormivi quattro ore al giorno, quando avevi il tempo di fare la prostituta? Vi facevate una sveltina nel camerino del negozio d’abbigliamento e nei bagni del Karma? (Sì, in effetti più avanti dice che si vedevano durante i suoi quindici minuti di pausa durante il turno al Karma…)

Ah, per di più questo tizio, che si chiama Sam, se ne esce così:

< Mi sei mancata così tanto. Io te l’avevo detto che se ti fosse servito aiuto io ci sarei stato > mi sussurra ad un’orecchio.
< Lo so ma lui mi avrebbe trovata troppo in fretta > gli rispondo.

Ma chi, l’alcolizzato drogato che si indebita con la mafia? È già un miracolo se riesce a trovarsi l’ombelico, figurati trovare una ragazza che scappa di casa!

Vabe’, questo tizio uscito dal niente, mai menzionato prima e che lei coi suoi orari non avrebbe mai potuto incontrare nemmeno per sbaglio le chiede se possono tornare a vedersi, e dopo una prima esitazione perché ha paura di James la nostra Hopemi accetta pensando “che si fotta”.

Considerando che metà delle scene di cui ho parlato finora erano di sesso, penso che sia già accaduto.

Per inciso, Sam potrebbe essere assimilato ai famosi Decklon, ma non lo chiamerò mai così, dato che per quanto possa essere un personaggio piuttosto positivo e un ragazzo migliore di James, la sua relazione con Hopemi si basa sul sesso mercenario. Non merita il titolo di Decklon.

Segue una lunga serie di scene fuffose finché non si torna a casa. Una volta rientrati James, per punirla per essersi ribellata e ripresa il lavoro, la stupra.

Sì, proprio così: il Bedboy stupra Hope. Lei gli dice di no, gli dice che le sta facendo male, ma il nostro “eroe” se ne frega e continua, dicendo che da ora sarà così e che in questo modo imparerà a non sfidarlo mai più.

Piton: – Persino io quando ho chiesto a Voldemort di uccidere sia Harry che James ma di risparmiare Lily così che potessi averla per me ero meno rivoltante.-

Shade: – Sì, non è stato il tuo momento migliore, ma per come la vedo io avevi delle attenuanti.-

Ellie: – Tipo?-

Shade: – Tipo che Potter Senior era il Bedboy della situazione, mentre Potter Junior era un imbecille.-

Il mattino dopo Noemi si sveglia con l’amichetto di James praticamente davanti al naso, e quest’ultimo (James, non l’amichetto…) le ordina di salire su di lui e farlo venire, cosa che lei fa controvoglia.

Per inciso, non importa se la vittima esegue l’ordine, se lui non la picchia o altro: se lo fa controvoglia è comunque stupro.

Capitolo quarantuno. Fuffa per un po’, poi arriviamo alla sua pausa durante il turno al Karma (nel senso che tra quando esce di casa e questo momento c’è un timeskip… prima le cose importanti) e prontamente si apparta con Sam per praticargli un po’ di sesso orale. Saltiamo questa scena, James e compagnia sono arrivati al locale e come al solito sono nel privée. Naturalmente, Giuly ha troppo da fare per occuparsene e deve pensarci Hope.

Ovviamente James ha notato che la sua schiava personale è uscita da una stanza con un ragazzo ignoto, e difatti Sam, poco dopo, le chiede quanto segue:

< C’è qualcosa tra te e quel ragazzo? > sento chiedermi da Sam che ora è di fronte a me che mi guarda appoggiato al bancone.
< è finito tutto perché? > chiedo guardando nella direzione del tavolo vedendo che mi sta fissando.
< Perché sembra voglia uccidermi > mi risponde per poi ridere.
< Tranquillo > gli rispondo posando le 3 birre e il whisky sul vassoio per poi portarlo ai ragazzi.

Sì, tranquillo, non è che potrebbe venire a cercarti coi suoi amici per riempirti di botte e poi spararti. Non è mica uno pericoloso, dopotutto.

Ah, vi annuncio fin da ora che anche Sam ha un prestavolto, ma per scoprirlo ho dovuto attendere il capitolo novantatré. Ed è stato sconvolgente.

Arriviamo al capitolo quarantadue. Sam è ancora lì perché si è accordato con Noemi per un secondo round già adesso, ma dato che James non accenna ad andarsene decidono di andare a casa di lui dopo la chiusura.

Ovviamente James, che è fuori dal locale ad aspettarla, la vede salire in macchina con Sam e li segue fino all’appartamento. Vi risparmio i suoi pensieri deviati, tanto ormai dovreste averne già un’idea.

Una quarantina di minuti più tardi, quando Sam e Hope escono, il nostro scarso eroe si precipita ad affrontarli:

Dopo 40 minuti escono e prima che salgano in sella esco dalla macchina correndo da loro.
< CHE CAZZO FAI? > le urlo e lei non aspettandosi il mio arrivo si spaventa.
< Mi hai seguita? > mi chiede arrabbiata.
< Ti ho fatto una domanda, rispondimi > insisto.
< Cosa fai a casa mia? > mi chiede il ragazzo al suo fianco.
< Tu stai zitto e fatti i cazzi tuoi o ti ammazzo > gli ringhio contro.
< James calmati > mi dice mettendosi davanti al biondino.
< Non mi calmo, ti sei scopata questo stronzo è il tuo nuovo fidanzato? >

A questa domanda Sam risponde “no sono un suo cliente”. Brillante, davvero.

Di lui sai solo che stava con Noemi, che è evidentemente alterato e che ti ha appena minacciato di morte. Per te è il suo precedente ragazzo, cosa gli vai a dire che la paghi per fare sesso? Come credi che la prenderà?

Il fatto che sia un criminale, inoltre, non migliora le cose… se anche lo sapessi non dovresti certo ammettere una cosa del genere, perché se un ex geloso può solo riempirti di botte e poi denunciarti per essere andato a mignotte, un criminale ti riempie di botte e poi ti spara, e sappiamo che lui ne è capace. Quindi, in ogni caso, cuciti la bocca!

Ad ogni modo James la riaccompagna a casa, e mentre sono in macchina i due hanno un dialogo delirante che non mi va di ripetere né di riassumere, tanto è irragionevole. Accontentatevi di sapere che con un pompino e una mezz’ora di sesso Hopemi ha tirato su duemila dollari.

Passiamo al capitolo quarantatré, nella prima parte del quale James e Noemi fanno la pace e lei lo perdona per essere andato con altre ragazze dato che, a sentir lui, lo faceva solo per togliersi Hope dalla testa. Dei due stupri non ne parla più nessuno, infatti una volta a casa fanno sesso.

Il capitolo successivo non è un capitolo, l’autrice ha voluto prendere in giro chi leggeva fingendo che la storia fosse finita. In sostanza, tre righe che non avevano motivo d’esistere.

Arriviamo al capitolo quarantaquattro, quello vero, con i nostri protagonisti che sono tornati a fare i piccioncini tubando come colombe in amore, ma saltiamo la fuffa e arriviamo a una riunione in un Capannone Abbandonato™ dove, oltre alle solite comparse senza volto né nome, c’è anche il padre di James.

Questo padre senza nome, che non si sa quale ruolo specifico abbia nell’organizzazione, del quale non abbiamo una minima informazione di background o descrizione che ci permetta di contestualizzarlo informa James che “un suo amico” ha bisogno di loro e che lo incontrerà il giorno dopo a una festa, a cui lo invita a partecipare con Noemi perché vuole conoscere la ragazza che è riuscito a farlo arrivare in ritardo alla riunione.

Dopo la breve riunione (perché finisce così) abbiamo lunghi paragrafi di fuffa in cui padre e figlio parlano di Hope. Nello specifico, James gli racconta per filo e per segno più o meno tutta la storia di Noemi, che noi già conosciamo e che poteva benissimo essere tagliata, a questo punto.

Quando più tardi James la informa che l’indomani conoscerà i suoi genitori a una festa, il primo pensiero di Noemi è “e se non gli piacessi?”.

Ragazzina, sai che è andato a una riunione di criminali, vieni a sapere che c’era suo padre il quale ha espresso il desiderio di conoscerti e anziché chiederti se è un criminale pericoloso ti preoccupi di quello che potrebbe pensare di te? Ma sai che ragioni come Kelsey?

Nel capitolo quarantacinque saltiamo tutta la prima parte, che comprende solo la preparazione e la vestizione di Hope per la festa, inclusa la foto di un paio di Louboutin, scarpe che costano più dell’affitto di casa mia (e ancora soldi che volano via dalla finestra…).

Arrivati alla megavillona dei genitori di James (che non so cosa facciano a parte i criminali generici per guadagnare soldi), che ci viene descritta come una specie di Wayne Manor all’ennesima potenza, i due si sperticano per praticamente tutto il capitolo in lodi su questa ragazza sconosciuta che vedono ora per la prima volta ma che è bella quindi è perfetta per James.

Scusate, ma Liam non ci aveva detto, in passato, che James aveva avuto un’infanzia difficile (come tutti i Bedboy)? No, perché io questi qui, che sono i suoi genitori, tutto mi sembrano tranne che abusivi, poveri o comunque in condizioni di dare un’infanzia complicata ai propri figli. Cos’è, l’infanzia difficile l’ha avuta perché per il suo compleanno anziché la torta di fragole ha avuto quella al limone?

E poi, non era stato cresciuto dalla madre di Demon? Che fine ha fatto quella parte della sua storia?

Evgenij:- In un buco nero di trama.-

Il capitolo si conclude con un ragazzo che li raggiunge e chiede a James chi sia Hope.

Nel capitolo quarantasei scopriamo che questo tizio senza volto si chiama Noah, e credendo che Noemi sia una delle tante le raccomanda di cercarlo quando James si sarà stufato di lei.

Non mi soffermerò né sulle reazioni di Hope e James né sul contesto, è roba fuffosa. Mi soffermerò solo sul fatto che, dopo aver scacciato Noah, James commenta dicendo che adora il fatto che Noemi sappia difendersi da sola.

E da quando?

Boh, in ogni caso questi due subito si appartano e fanno sesso un’altra volta, perché James si è ingrifato.

Dopo un altro pochino di fuffa tornano a casa. Dell’amico misterioso a cui accennava il padre di James non s’è saputo nulla. Ingoiato in un Buco di Trama. Il capitolo finisce con questi due che, rincasati, fanno di nuovo sesso dichiarandosi amore e ufficializzando la loro relazione.

Timeskip di due settimane, capitolo quarantasette. Noemi ci fa sapere che ha di nuovo lasciato il lavoro al Karma, ma che ci vanno spesso per vedere i suoi amici.

Io se fossi il proprietario le vieterei l’ingresso… ha mollato di botto due volte il lavoro, senza preavviso, lasciandolo nei pasticci. Poco importa che la prima volta sia stata forzata dagli eventi, lui non lo sa!

Ellie: – Potrebbe darsi che, magari, il proprietario ha paura di James, e per questo è così permissivo con lei.-

Shade: – Potrebbe essere. Vedi che quando vuoi sai dare un reale contributo?-

Ellie (aprendo la finestra e scoccando una freccia fuori, colpendo il Passante in una chiappa): – Lo do sempre un contributo. È grazie a me che gli infetti stanno alla larga.-

Shade: – Echecaz…-

Dicevo, vanno spesso al Karma, e lì la nostra Hopemi ha anche incontrato Sam.

Qui parte un altro flashback, che come il precedente è annunciato dalla parola *FLASHBACK* e chiuso da*FINE FLASHBACK*,tutto scritto così come ve l’ho riportato.

Essenzialmente ci mostra come Hopemi abbia informato Sam del suo “ritiro”, perché il suo nuovo ragazzo è molto geloso. Al che Sam…

< Va bene Noemi, sai che io ho sempre tenuto a te quindi se sei felice io lo sono per te, ti meriti un po’ di felicitá. Però stai attenta, io so chi é lui e non voglio che tu sia in pericolo > mi dice premuroso.

Lo sa pure Sam? Sa anche lui, un tizio uscito a caso da un Buco di Trama, che il suo nuovo ragazzo è un criminale? Ma si può sapere la polizia cosa aspetta ad arrestarlo?

Boh… ad ogni modo, Hopemi è in camera a farsi gli affari suoi mentre James è a fare il criminale quando, all’improvviso, irrompe un tizio col passamontagna/il cappuccio/la maschera di Topolino (il testo dice che è “incappucciato”, ma dopo si parla di “passamontagna”, quindi non è che si capisca benissimo) che, gridandole contro in spagnolo, lingua che lei ha studiato (in tutto il testo ci sono solo poche parole in croce, ma quantomeno sembra scritto bene), la trascina in soggiorno dove la aspetta un tizio ignoto il cui prestavolto è Diego Luna con l’aspetto che aveva nei panni di Felix Gallardo in Narcos.

Lady R: – I-Il mio prestavolto per Raime della Nebbia? OH NO YOU DON’T!-

Evgenij:- Qui ci starebbe bene il mettersi a urlare “Maledetti Hispanici!” alla MightyPirate.-

A quanto pare, questo tizio è un rivale di James e vuole proporgli un “affare” di qualche tipo, usando lei per costringerlo ad accettare.

Amico, io non ho ancora capito chi tu sia, ma ti faccio presente che sei penetrato nella casa di questo qui senza alcuna difficoltà. Non ha guardie, non ha incaricato nemmeno quello sfigato di Liam di tenere d’occhio la sua ragazza mentre lui è assente, non ha un sistema di sicurezza, ha lasciato impuniti Demon e Frank per quindici capitoli… non hai bisogno di rapire Hopemi, è così coglione che ti basterà fargli il giochino “ti ho preso il naso” per spaventarlo e costringerlo a fare quello che vuoi!

Ma anche il nostro nuovo kattivo mica scherza quanto a cretineria… non è che porta via Noemi in un luogo più sicuro, ma la fa legare dal suo scagnozzo (apparentemente l’unico che si è portato dietro…) a una sedia lì in salotto per poi chiamare James e intimargli di tornare a casa.

Piton: – Stai per farlo di nuovo, vero?-

Shade: – Sì. Decisamente.-

Gaia: – Miao.-

Cthulhu: – Tlyka drekneb.- (Buona fortuna.)

Ellie: – Ti copro le spalle.-

ELENCO NUMERATO, A ME!

1) La regola più basilare di un ricatto che prevede un rapimento è portare la persona rapita in un luogo isolato e sconosciuto, dove non potrà essere salvata! Non tenerla nella casa del tuo nemico, luogo che lui conosce perfettamente e da cui potrà salvarla facilmente grazie all’aiuto della sua banda di tamarri palestrati tatuati!

2) Ti sei portato un solo tirapiedi? Va bene che Hopemi ha la personalità di una patata lessa, ma sai che il suo fidanzato è (teoricamente) un criminale pericoloso, almeno un piccolo gruppo era d’obbligo, nel caso in cui ci fossero state delle guardie (ma ovviamente James è così cretino che nemmeno gli passa per la testa di proteggere casa sua…)!

3) Lo devi chiamare per farlo andare a casa sua? Arriverà comunque, con o senza una tua telefonata! La sola differenza è che, se tu non lo chiamassi, avresti tutto il tempo, forse anche ore, per organizzare una trappola come si deve, e lui di certo non saprebbe di dovere affrontare un nemico con tanto di rinforzi, presentandosi quindi quasi certamente da solo!

Miguel Àngel Félix Gallardo, detto El Padrino, è stato uno dei più potenti e pericolosi boss della malavita messicana degli anni Ottanta (attualmente è in carcere, dato che nel 2019 gli hanno negato i domiciliari che aveva richiesto nel 2016). Se sapesse che l’attore usato per interpretarlo in Narcos viene sfruttato per interpretare un criminale tanto scarso come minimo inizierebbe anche lui a dare craniate contro qualsiasi cosa! A proposito, fatemi tornare alle mie pareti…

Finito di demolire i muri di casa (e dato altro lavoro a Cthulhu), mi rimetto a recensire.

Il nostro Finto Gallardo (non so ancora il suo nome, sapete?) ha chiamato James, che dieci minuti dopo arriva, come avevo previsto, con l’intera banda al seguito, mentre lui è lì con un ostaggio in bella vista e un solo scagnozzo come rinforzo. Però, un genio del male!

Il capitolo finisce, dopo una serie di minacce fuffose, con uno sparo. No, non è “BOOM! Uno sparo”, tranquilli.

Nel capitolo dopo, il quarantotto, scopriamo che a sparare è stato James, e che Noemi è solo svenuta per la paura, infatti Liam si precipita ad aiutarla mentre James promette a Finto Gallardo di torturarlo fino a fargli chiedere pietà. Dello scagnozzo generico non si hanno più notizie.

Anche se, a fine paragrafo, c’è questo pezzo:

< Portatelo al magazzino, a lui ci penso io mentre voi liberatevi di loro > comunico e li portano fuori sui furgoni per portarli via, saranno 6 mentre noi siamo 15.

Cosa… “loro” chi? Di chi stiamo parlando? Chi sono in sei? Per caso questa è la prima (E UNICA!!!) menzione al resto della banda di Finto Gallardo? Dove sono stati finora? Perché non erano lì col capo? Cosa diavolo hanno fatto tutto il tempo? Giocavano a ramino mangiando burritos?

Saltiamo la successiva fuffa in cui fa chiamare i suoi genitori, affidando quindi Noemi a quell’inetto di Liam e a sua madre mentre lui e suo padre vanno al Capannone Abbandonato™ per torturare Finto Gallardo.

Che poi è effettivamente quello che James fa: non c’è alcun dettaglio, ci viene solo detto che usa un coltello e che “inizia a torturarlo in modo crudele”, fino a quando Finto Gallardo non supplica di smetterla.

Ora, mi sta benissimo glissare sulle scene di tortura. Probabilmente lo farei anche io, a seconda del tipo di storia. Ma decisamente ci sono modi migliori, così non solo non mi trasmette niente, ma è anche una roba infantile e mal scritta.

Ad ogni modo, dopo che Finto Gallardo implora di smetterla James lo accontenta e gli fa saltare le cervella, mentre “i ragazzi” hanno sistemato il resto del gruppo di Finto Gallardo.

Ora, apriamo una parentesi: un criminale senza nome ha fatto irruzione con sei scagnozzi (dei quali ne è stato intravisto uno solo) in casa del suo rivale solo per essere massacrato peggio di Vegeta in tutto Dragonball Z, mentre i suoi uomini sono già stati eliminati. Ripeto: sei uomini.

Le gang, soprattutto quelle potenti quanto (dovrebbero esserlo) queste qui, non contano solo tre gatti come ci viene lasciato intendere… che Finto Gallardo fosse il capo o no, poco importa: se come immagino era membro di un cartello messicano della droga (lo intuisco a causa di chi lo interpreta, figuriamoci se l’autrice ci spiega qualcosa che non abbia a che fare con la love story) avrà certamente avuto molti più scagnozzi e un papabile successore pronto a vendicarlo. Cose del genere portano a guerre tra gang, il che significa pallottole, sangue, autobombe e chi più ne ha più ne metta! Davvero, guardatevi Narcos e ditemi se ho torto!

Siamo al capitolo quarantanove, e quando James raggiunge la casa paterna la nostra Hopemi non si è ancora svegliata, anche se pare essere già stata visitata da un’amica della madre del Bedboy (forse Lucia la Ginecologa, anche se in teoria Cthulhu ci ha già banchettato da un po’…).

Saltiamo tutta la fuffa, che è parecchia e riempie un bel po’ di paragrafi. Finalmente James ha un’uscita intelligente:

< […] Metterò qualcuno a casa che la protegga quando non ci sono >[…]

Cioè, è la sola cosa intelligente che dice in tutto il dialogo a dire il vero, e se contiamo che avrebbe dovuto farlo tipo trentotto capitoli fa, più o meno, perde anche parecchio valore… ma accontentiamoci, ha tipo tre neuroni di cui uno inceppato, uno che ha avuto un ictus e il terzo che è fatto di flanella e caccole, non pretendiamo più di tanto.

Il padre di James gli suggerisce anche di insegnarle a difendersi.

La risposta di James:

<NO! > urla il figlio sbattendo un pugno contro il tavolo.
< James potrebbe servirmi sapermi difendere > gli dico io posando una mano sulla sua.
< Non ti servirà, non sarai mai sola > dice guardandomi.

Già, sia mai che, una volta tanto, Hopemi diventi indipendente.

< Sai bene che mi piace difendermi da sola > ribatto arrabbiata.

No, quello che piace a te è farti trattare come una bambola e subire passivamente tutto quello che succede nella tua vita, bello o brutto che sia. Ma apprezzo che tu prenda posizione, una volta tanto.

Purtroppo lui s’impunta, insistendo che prima di conoscerlo faceva la barista e la puttana. Anche la commessa in un negozio di abbigliamento, ma vabe’, te la passo. Lei s’incavola e se ne va, così lui, rassegnato, decide di pensarci un po’ su.

No, scherzo, la insegue ancor più arrabbiato e inizia a picchiare sulla porta, con Hopemi che gli risponde di lasciarla in pace perché deve pensare:

< A cosa? > chiede.
< A noi > rispondo semplicemente.

EH MA CHE PALLE!

Ancora? Andiamo, è la centordesima volta che ripetete la stessa tiritera! Ogni volta che litigate tu te ne vai da qualche parte dichiarando che devi riflettere sulla vostra relazione! L’hai fatto talmente tante volte che ormai vale quanto le promesse di Homer Simpson di smettere di calarsi i pantaloni in pubblico!

Ad ogni modo già nel capitolo successivo, il cinquanta, i due si siedono a parlare con calma della situazione e va a finire che Hope lo perdona. Non per averle proibito di diventare indipendente e di imparare finalmente a difendersi, ma per averla messa in imbarazzo davanti ai suoi genitori.

A parte il fatto che già sapevano più o meno tutto quello che aveva fatto in passato Noemi, cosa che James avrebbe dovuto evitare di raccontare perché non erano affari loro e doveva essere lei a parlarne, è vero che l’ha messa in imbarazzo, ma non è solo per quello che dovrebbe scusarsi… ma figuriamoci. Come i due stupri, le botte e via discorrendo, questo discorso verrà dimenticato.

Capitolo cinquantuno, siamo di nuovo a casa di James, dove nessuno si è dato la pena di pulire il sangue di Finto Gallardo né di rimuovere la sedia dove Hopemi era stata legata. E ne parlano molto tranquillamente, dopotutto non è stata un’esperienza spaventosa e traumatica.

Così come James dice tranquillamente di avere ucciso Finto Gallardo e tutta la sua banda al magazzino, parlandone come se avesse cambiato l’olio alla macchina.

Ad ogni modo, dall’indomani Noemi comincerà l’addestramento. Verrà affidata a uno degli uomini più in gamba della banda, con molta esperienza di combattimento alle spalle, che saprà insegnarle come difendersi in caso di attacco.

No, scherzo, la affiderà a Liam.

Saltiamo tutto ciò che viene dopo, che è solo fuffa (anche se una volta tanto c’è una scena in cui cucina James). Passiamo direttamente al capitolo cinquantadue: inizia l’addestramento al combattimento di Noemi.

Non avrei niente in contrario se l’istruttore non fosse Liam. Persino Kermit la Rana se la caverebbe meglio di lui…

Mi preme citare una battuta detta da James quando vede la sua Hope in tuta:

< Waw … meno male che siamo soli se no qualcuno avrebbe sicuramente perso la vita > mi dice facendomi ridere.

Qualcuno mi spiega cosa c’è da ridere? Questo sta dicendo che ammazzerebbe chiunque la guardasse solo perché indossa abiti attillati, non mi pare una battuta molto divertente…

Dopo questa scena edificante, il nostro Bedboy la porta al suo Capannone Abbandonato™. Saltiamo le scene seguenti, che sono fuffose, e anche se non scritte particolarmente bene non hanno nulla di male in sé… anche se devo dire che Liam non compare, l’allenamento lo fa con James.

Boh…

Finisce di nuovo il capitolo, con null’altro di rilevante, e passiamo così al cinquantatré… dove subito ci viene detto che il personal trainer di Hope è proprio James.

Ma non doveva essere Liam?

Intendiamoci, mi sta bene… Liam in combattimento è utile solo come bersaglio, ma quando c’è stato questo cambiamento?

Piton: – Probabilmente quando l’autrice si è scordata di aver deciso che l’allenatore sarebbe stato Liam.-

Shade: – Cioè tipo un rigo dopo averlo detto.-

Non è comunque un capitolo utile… trovo solo un paio di frasi sottolineate che, fin dai tempi di Protect Me, mi provocano riflusso biliare, fuffa romanticheggiante e dichiarazioni d’amore sperticate.

Nel capitolo dopo, il cinquantaquattro, ci troviamo in mezzo ad altra fuffa (tra cui spicca un “chiedere l’accesso con la lingua”… facciamoci del male…) e un’altra scena di sesso. Nulla di interessante.

Arriviamo così al cinquantacinque. Timeskip di un mese, annunciato da *UN MESE DOPO*, perché leggere direttamente nel rigo successivo la frase “è passato un mese” non sarebbe sufficiente per capire.

La cosa mi urta particolarmente perché, in realtà, l’autrice è capacissima di fare timeskip decenti, come avverrà ogni tanto più avanti e come è già avvenuto in altri capitoli… ma niente, anche lei deve cadere nella trappola del “se non lo scrivo non si capisce”.

Non è successo nulla di rilevante in quel mese di stacco, a quanto pare, ma, all’improvviso, James, che rincasa dal suo “lavoro”, prende a trattare male Hopemi senza alcun motivo.

Lei poi gli chiede il permesso (ancora) di andare al Karma per vedere la sua “amica” Giuly, e il nostro scarso eroe, per tutta risposta, le chiede se vuole fare un “lavoretto” a Sam.

Segue fuffoso litigio al termine del quale Hopemi decide di fare di testa sua e disubbidire agli ordini del suo padrone… pardon, del suo ragazzo, così raggiunge il bodyguard che le ha assegnato e gli chiede di portarla al Karma inventandosi che James le ha scritto di raggiungerlo lì (lui è già andato per conto suo).

Tranquilli, il bodyguard non è Liam, James deve aver capito che non vale una sega… magari è Kenny. Ricordate Kenny?

Ormai è da diverse ficcyne che compare, e mi sento di inaugurare un nuovo personaggio di Fanficcynopoli: Kenny il Bodyguard!

Beh, in ogni caso questo genio non chiama il capo per chiedergli conferma, né il Bedboy lo ha informato di tenere Hopemi chiusa in casa da brava schiava/prigioniera/fidanzata (tanto nella sua testa queste parole si equivalgono), e quando lei arriva è giustamente spaventata all’idea della possibile reazione di James.

Capitolo cinquantasei. Come entra, James la adocchia e s’infuria peggio di Paperino per qualsiasi cosa, ma l’attenzione viene distolta subito da Giuly che la intercetta. Scena fuffosa in cui Hope beve un paio di drink, ma già nel paragrafo successivo James l’agguanta per il gomito.

< Che cazzo ci fai qui? Come sei arrivata? > chiede alzando la voce e senza mai mollare la presa.
< Sono venuta come te a sbollire la rabbia e il ragazzo che sorvegliava la casa è stato così gentile da portarmi qui, sai è proprio un credulone mi è bastato dirgli che mi hai scritto tu di venire e subito mi ha portata qui > spiego semplicemente.

Mi spiace, nuovo Kenny, ma la tua fine è segnata.

Piton: – Oh mio Dio… ucciderà Kenny!-

Cthulhu: – Trjynk lr’ahntk!- (Brutto bastardo!)

Segue una lunga sequela di fuffa abusiva, in cui James la costringe a sedersi al tavolo con lui e gli altri, chiamandola “questa”, ringhiando che non esegue gli ordini e anche tirandole un ceffone davanti a tutti quando lei si permette di rispondere.

Dopo lo schiaffo Noemi scappa in bagno, dove viene raggiunta da Giuly, con cui si confida. Segue idea geniale:

< Vuoi andare a casa? Qui fuori c’è un mio amico e ti può portare lui > mi dice lei.
< Sarebbe perfetto, ma non mi deve vedere uscire > rispondo.
< Esci dalla porta sul retro e io gli spiego tutto > mi tranquillizza,
< Grazie mille Tesoro > la ringrazio facendo poi quello che mi dice.

Prima che possiate esplodere in critiche (come stavo facendo io), vi avverto che nel paragrafo successivo, parlando con questo amico di Giuly, tale Rick, Hopemi gli chiederà di aspettarla fuori dalla porta, perché quella notte vuole prendere un aereo e partire.

SÌ! SÌ! FINALMENTE! UNA COSA GIUSTA! UNA DECISIONE CORRETTA! LA SBERLA DEVE AVERLE RIAVVIATO IL CERVELLO!

Il capitolo finisce con un po’ di fuffa e lei che parte lasciando un biglietto (solo due parole di numero, che poi sono più di quanto meriti James) dopo aver preso duecento dollari da qualche parte (che tra due capitoli si trasformeranno in trecento).

Per inciso, nel capitolo successivo, il cinquantasette, ci viene detto che sta andando in Italia, a Milano, e le restano centocinquanta dollari.

Spero vivamente che il biglietto lo abbia fatto con una carta di credito e i cinquanta dollari mancanti dipendano dalle noccioline che ha comprato al bar, perché con cinquanta dollari non compri un biglietto per Milano partendo dall’America. E nemmeno con duecento. Specialmente un last minute.

Intanto James è ancora al bar con gli amici, che gli fanno domande sull’accaduto. La sua risposta:

< Non so che mi è preso … ero accecato dalla rabbia … > spiego mettendomi una mano sul viso.

Sì, beh… notizia flash: io non scherzo quando dico che sono irascibile. Ho davvero poca pazienza, anche se non rimango mai arrabbiato a lungo. Si può dire che sono una testa di cazzo. Ma c’è un limite, e quel limite sono le mani. Arrabbiati pure, non te lo vieta nessuno, ma se non riesci a controllarti allora devi davvero andare da uno specialista, perché non è normale tirare sberle appena ti girano le scatole.

E, a proposito di questo, notando l’assenza di Noemi chiede a Giuly notizie. Lei risponde che è ancora in bagno e, quando James vi fa irruzione e non la trova, chiede ulteriori spiegazioni con i suoi tipici modi garbati:

[…]Mi alzo nervoso dirigendomi verso il bagno spalancando la porta e trovandolo vuoto, più arrabbiato che mai vado dalla cameriera e la sbatto contro un muro.
< Dove cazzo è andata? > chiedo urlando.
< L’ho fatta accompagnare a casa da un mio amico, ha bisogno di stare un po’ da sola per questo non l’ho detto subito > mi informa.

Giuly viene salvata da Liam, che per una volta è utile a qualcosa (spoiler: Liam e Giuly si metteranno insieme), e James corre a casa a cercare Noemi solo per scoprire che è già andata via.

Passiamo al capitolo cinquantotto. L’apertura è questa:

Non può essersene andata così …
So che mi aveva detto che non avrebbe sopportato un’altra mia scenata, ma essendo passato molto tempo e avendo fatto tante cose belle insieme non pensavo che una litigata l’avrebbe fatta scappare così da me.

Piton: – La definisce una litigata? Prenderla a botte in pubblico per lui è litigare?-

Gaia: – Miao!-

Cthulhu: – Ynksna l’huk juhn rhakt lrnhe!- (Mi sazierò con le sue carni!)

Ellie: – Lasciami la pelle, mi serve un nuovo cappotto.-

Ignaro di ciò che i miei assistenti stanno dicendo, James si fionda di nuovo al Karma per parlare (di nuovo) con Giuly, la quale cade dalle nuvole (in effetti non sapeva che sarebbe scappata) e lo porta da Rick. Che, da bravo idiota, non è andato a casa sua o da un amico per nascondersi, no… è tornato al Karma. Dove James può trovarlo facilmente.

Vabe’, inutile citare ciò che segue, non accade nulla di rilevante, Rick vuota il sacco subito, quindi nemmeno deve menarlo. Si limita a ordinare (letteralmente) a Giuly di chiamarlo appena sentirà Noemi.

Passiamo al POV della notra Hope, che è arrivata in Italia. Dopo aver passato la notte in un B&B va a cercare lavoro e, in tipo due o tre paragrafi, è assunta al primo colpo dopo un solo colloquio in un negozio come commessa.

No, sul serio, è ridicolo:

Mi fanno parlare con il responsabile del negozio, è un’uomo alto e bello sui 35 anni ha i capelli corti e ben curati con un filo di barba.
< Buongiorno, io sono Massimo > mi dice presentandosi.
< Buongiorno, io sono Noemi > dico io stringendogli la mano.
< Ha un curriculum da farmi vedere? > mi chiede gentilmente.
< Ho questo, fino a stanotte ero a Miami e il trasferimento non era programmato quindi non ho fatto in tempo a farne uno serio in lingua italiana > lo informo.
< Nessun problema, parlami di te e delle tue esperienze > dice guardando ciò che ho scritto.
< Ho 24 anni, ho lavorato per 5 anni in un negozio di abiti part-time a Miami e la sera lavoravo in un bar come cameriera, mi piace moltissimo stare a contatto con le persone aiutandole a scegliere cosa acquistare dando consigli utili. Ho studiato Italiano a scuola e per tenermi allenata con la lingua guardo molti film Italiani, mi scuso per il mio accento che non sarà perfetto > spiego io.
< Ottimo, per essere straniera il tuo accento è ottimo. Quando puoi iniziare? > mi chiede lui lasciandomi senza parole, sono felicissima di poter avere questa occasione.+
< Da subito > rispondo sorridente.
< Perfetto, ti presento i ragazzi. Come divisa noi chiediamo ai nostri dipendenti di indossare i nostri vestiti, puoi scegliere qualsiasi cosa tu voglia, la prima divisa è in regalo mentre gli altri vestiti dovrai acquistarli e avrai il 40% di sconto > mi informa mostrandomi il negozio.

E io che ci ho messo più di dieci anni per trovare un lavoro vero con un contratto regolare e altri tre-quattro per averne uno a tempo indeterminato… che stupido, mi bastava entrare in un negozio a caso con un CV scritto a penna in lingua straniera per essere preso all’istante e cominciare immediatamente…

Nel fuffoso capitolo cinquantanove, in un McDonald’s Hopemi conosce una ragazza, tale Francesca (interpretata da Francia Raisa, famosa quasi esclusivamente per il suo ruolo in La Vita Segreta Di Una Teenager Americana), ma ci interessa poco cosa si dicono.

Passiamo direttamente al capitolo sessanta, ovvero alla metà esatta della fic. Sto facendo progressi…

Francesca invita Hopemi a unirsi a lei e ai suoi amici, così fa la conoscenza di Lucia (no, non è la ginecologa, quella l’ha già mangiata Cthulhu), Anna, Andrea, Michael e Drake (che non si sa se è il rapper sfigato o quel tizio di One Piece). Subito stringe amicizia con tutti come se si conoscessero da sempre (non mi invento nulla né esagero, lo dice proprio lei), anche se Lucia e Anna, per qualche motivo, la guardano storto.

Ellie: – Saranno due #troje…-

Shade: – Eh… odio darti ragione, ma potresti averne… se non fosse che già nel capitolo sessantadue Hope ci dirà che sono diventate amiche.-

Quando le chiedono il numero di telefono lei risponde di non averne uno perché l’ha lasciato a Miami, e da lì parte in quarta spiegando loro di essere scappata perché ha lasciato il suo ex in fretta e furia. Se proprio voleva dire tutto teniamo conto che ha tagliato gli omicidi, gli stupri, la schiavitù, le botte e un po’ di altra roba… ma vabe’… passiamo oltre.

Siamo al capitolo NIENTE. Sì, dico davvero… perché non è un capitolo, sono solo… per la gioia di Evgenij… FOTO!

Raggiungete questo sito per la sua reazione:

http://www.nooooooooooooooo.com/

Perché ci sono le foto di TUTTI i prestavolto dei ragazzi che abbiamo appena conosciuto! Nell’ordine:

1) Miley Cyrus nel ruolo di Anna.

2) Emily Osment (scritta “Osmet”… era la coprotagonista nella serie Hanna Montana, comunque) nel ruolo di Lucia

3) Cody Simpson (un cantante australiano) nel ruolo di Andrea.

4) Mitchel Russo (l’altro ex coprotagonista di Hanna Montana) nel ruolo di Michael.

5) Jimmy Tatro (uno Youtuber statunitense) nel ruolo di Luca.

6) The Weekend (cantautore e produttore discografico canadese il cui vero nome è Abel Makkonen Tesfaye) nel ruolo di Drake.

***

Lady R, a causa della sua devozione a The Weekend, abbatté a calci un centinaio di colonne per sfogarsi.

– ABEL NO! QUANTO MALE MI DOVETE FARE? Ancora ancora la Cyrus e la Osment potevo far passare – a proposito, ascoltate Plastic Hearts – ma Abeluccio mio no. Ma essere snobbato ai Grammy Awards in favore di Justin Bieber non era abbastanza?-

Ellie la guardò per un momento mentre demoliva un intero colonnato di Fanficcynopoli a calci, poi si voltò verso Shade Owl.

– Ma siete mica parenti?- chiese.

– No, io prediligo le pareti.- rispose Shade Owl, scuotendo la testa – Sono le ficcyne a fare questo effetto. Cthulhu? C’è del lavoro per te!-

Il Grande Antico passò accanto al recensore con aria sconsolata, indossando già un cappellino di carta e trascinandosi dietro una cazzuola e della malta.

– Blyyy…- grugnì scocciato.

***

Finita la carrellata di foto, possiamo andare al vero capitolo… no, scusate, prima l’autrice ha postato un biglietto d’auguri per se stessa.

ORA arriviamo DAVVERO al capitolo sessantuno.

Che si apre con James che chiede se hanno già messo sotto controllo il telefono di Giuly.

Piton: – Il che mi pare perfettamente normale… la sua ragazza è scappata e lui fa mettere sotto sorveglianza il telefono della sua Migliore Amica™, mi pare giusto. Quale donna non vorrebbe un uomo così protettivo?-

Shade: – Forse la stessa che ne vorrebbe uno che le grida contro insulti razzisti.-

Piton: – Okay, finita la recensione usciamo e risolviamo la cosa da soli…-

Insomma, riescono ad ascoltare la prima telefonata di Noemi a Giuly, in cui quest’ultima le dice di non rivelarle dove si trova così che James non possa costringerla a parlare. Ma lui decide di costringerla comunque, anche se non capisco a quale scopo, visto che sa già tutto quello che sa anche lei…

Interviene comunque Liam, che propone al capo di lasciar fare a lui: quella sera al Karma, infatti, prende Giuly da parte per farle qualche domanda. O meglio, per dirle quanto segue:

< Va bene, ho bisogno di informazioni su Noemi > vado diritto al sodo io.
< So solo che sta bene e ha trovato lavoro > dice abbassando lo sguardo.
< Lo so, abbiamo bisogno di sapere dov’è > rispondo secco.
< Non lo so, non me lo ha detto > dice agitandosi.
< So che non hai voluto saperlo tu per non mentirci, ma la prossima volta che la senti devi fartelo dire perché oggi sono venuto io a chiedertelo ma domani al posto mio ci sarà James e non sarà gentile e paziente come me > la informo.

Ahem… signor gentile e paziente? Notizia flash: le tue sono minacce! Poco importa se non sarai tu a riempirla di botte, le hai appena detto che se non vi aiuta il prossimo a farle domande non ci andrà leggero! E questa qui poi dovrebbe mettersi con lui?

Ovviamente Giuly accetta (e non la biasimo del tutto, viste le alternative…), e il capitolo finisce poco dopo.

Passiamo al sessantaduesimo. Dopo tre giorni di lavoro la nostra Hopemi si gode il suo giorno libero (no comment, lasciamo perdere) ed esce coi suoi nuovi amici. Appena la vede Francesca le regala un suo vecchio telefono cellulare, e poco dopo la invita a vivere con lei, Anna e Lucia, dato che hanno una stanza libera.

Un appartamento con quattro camere da letto a Milano? Mica costa poco… ma secondo Franscesca viene 170 € al mese più le bollette per ognuna di loro.

AHAHAHAHAH no.

Facciamo due conti: 170 € per quattro fa 680 € al mese in totale. Non aggiungiamo il condominio, magari è compreso (cosa rara).

Ora che abbiamo la cifra corretta facciamo una rapida ricerca in rete.

Scriviamo nei filtri un prezzo compreso tra 650 e 700 € (più precisi non ce ne sono) e calcoliamo il numero di locali. Se ci sono quattro camere da letto più l’ovvia zona giorno (quantomeno avrà una cucina, no?) e il bagno (DEVE averne almeno uno!) siamo già oltre il quadrilocale. È un appartamento vero e proprio. Nel filtro scrivo quindi da quattro a cinque locali. Non aggiungo altro, ma vi faccio lo screen di come ho impostato la ricerca, così che possiate capire chiaramente.

A questo punto clicco su “cerca”.

Ho trovato DUE risultati. Segue altro screen, perché non voglio che mi si dica che mi invento le cose:

Dopo questo, vi mostro le descrizioni dei due appartamenti:

Questo era il primo.

Questo il secondo.

Ditemi voi SE ESISTE LA POSSIBILITÀ DI TROVARE UN APPARTAMENTO CON QUELLE CARATTERISTICHE! Di certo non a Milano, dove non arrivi a fine mese con uno stipendio da mille euro!

Dopo le assurdità passiamo al capitolo sessantatré, nel quale Hopemi chiama Giuly, la quale all’istante riattacca per poi richiamare con un altro telefono.

Questo perché ha avuto uno sprazzo di intelligenza e ha capito che il suo telefono è sorvegliato:

< Noemi sono Giuly, ho riattaccato perché credo di avere il telefono spiato da James, ora tu mi richiamerai e diremo che è caduta la linea > mi dice lasciandomi confusa.
< Ma che è successo? Che vuole James? > chiedo.
< Vuole sapere dove sei, ora richiamami e inventati un posto dove ti trovi molto lontano da dove sei > mi informa.

Finalmente Giuly si comporta veramente da amica e fa qualcosa per aiutarla… siamo già al secondo gesto di questo tipo, contando quando al bar l’ha aiutata a scappare da James. Peccato che non abbia fatto una beata mazza di nulla quando viveva con Paul…

Il dialogo successivo è un altro copione, coi nomi (poi sostituiti dalle iniziali) delle ragazze davanti a ogni frase pronunciata.

È fuffosa come conversazione, la sola cosa rilevante è che Noemi dice di trovarsi a Dublino. Tutto il resto del capitolo non ci interessa, e lo possiamo saltare.

Nel capitolo sessantaquattro, James, appena viene a sapere che Noemi è a Dublino, salta su un aereo dandosi appuntamento con un certo Davis, che vive lì, e si fionda in Irlanda senza pensarci su due volte. Mollando i suoi affari da mafioso senza delegare niente a nessuno. Geniale.

Seguono pensieri deliranti e possessivi che non starò a ripetere, tanto già conosciamo James, non serve approfondire il suo concetto di relazione. Ah, il suo amico Davis guida l’Unico Modello™, giusto per tornare sui binari corretti.

I due, in appena una giornata, si sono girati TUTTI i B&B di Dublino e TUTTI i negozi di abbigliamento (sanno che alloggiava in un B&B e che lavora in un negozio di abbigliamento perché lo aveva detto a Giuly nella prima telefonata), il che è abbastanza assurdo dato che la città di Dublino ha una superficie di centoquattordici chilometri quadrati e ci abitano più di mezzo milione di persone… provate a girare tutti i negozi e i B&B di una città del genere in meno di un giorno, vi sfido.

Ovviamente non la trovano, e intuiscono che abbia mentito a Giuly. Per sicurezza decidono di andare in aeroporto a chiedere informazioni.

No, sul serio… volete chiedere in aeroporto informazioni su una passeggera?

Beh, sì, sono seri. E la ragazza a cui chiedono gliele dà pure (anche se, per lo meno, si fa prima corrompere con cento dollari… che è un tantino poco per rischiare così il posto di lavoro e una causa per violazione della privacy, ma almeno si è fatta pagare). Così James, sempre più arrabbiato, se ne torna a Miami pensando che Noemi e Giuly gliela pagheranno.

E poi ti chiedi perché lei voglia starti lontano?

Passiamo al capitolo sessantacinque. Noemi si trasferisce nel nuovo appartamento, che ci viene descritto come molto ampio e spazioso, luminoso, arredato con gusto e con una cucina modernissima, composto (come immaginavo) da quattro camere da letto e ben da due bagni.

A Milano col cavolo che per settecento euro totali al mese ti permetti una cosa del genere…

Non c’è altro da dire, arriviamo direttamente al sessantasei, che si apre con *IL GIORNO DOPO*, che è di nuovo il suo giorno libero (il secondo in una settimana? Una cosa del genere è possibile lavorando part-time, ma significherebbe fare la fame, per una come lei…) ed esce a fare shopping con le Totally Spies… pardon, con le Amiche Generiche™, le quali vogliono anche fare una piccola festa in serata per darle il benvenuto.

Lady R: – Le Totally Spies saprebbero difenderla, figuriamoci se mettiamo una donna che combatte (TRE, poi…) in una fyccyna.-

Il capitolo è fuffoso, ma ci sono alcuni indizi che lasciano supporre che Drake è attratto da Noemi. In realtà ce ne sono stati un paio anche prima, ma non mi sembravano rilevanti, sul momento. In ogni caso, abbiamo trovato il nostro Decklon.

Lady R: (prendendo The Weeknd/Drake e mettendolo in cassaforte) – Ti proteggo io, mio signore. Ti voglio bene. After Hours è un disco bellissimo.-

Passiamo quindi al sessantasette, in cui decidono di fare il gioco delle dieci domande per conoscersi meglio. Ovviamente iniziano da Noemi, che è l’ultima arrivata e non la conoscono quasi per niente (malgrado le abbiano già regalato un cellulare e l’abbiano invitata a stare in casa con loro).

Le domande sono fuffose, se non fosse che arriviamo a quelle sui ragazzi:

< Quanti ragazzi hai avuto? > chiede Lucia e la domanda mi turba un po’.
< Pochi, solo 2 > dico contando solo Sam e James.

Ti lascio passare James perché, a conti fatti, era davvero il tuo ragazzo. Ma in quale universo uno che paga per fare sesso può essere considerato un partner? Se il solo fare sesso conta allora possiamo aggiungere anche Frank, Paul e Demon, non ti pare?

Le domande proseguono per un po’, ma anziché passare il turno a qualcun altro (come solitamente funziona in questi casi) appena finito l’interrogatorio fatto a Noemi si passa al gioco della bottiglia.

Apro parentesi: il gioco delle dieci domande è una sorta di indovinello in cui una persona pensa a qualcosa, generalmente un personaggio famoso, e gli altri devono indovinare con dieci domande (spesso aumentate a venti). Quindi non hanno fatto alcun gioco, hanno chiesto delle cose a Noemi. Che mi sta bene, ma chiamiamo le cose col loro nome, per favore!

Dicevo, passano al gioco della bottiglia, ma non succede niente di che, a parte Drake che prova ad “approfondire” il bacio che si scambia con Noemi quando la bottiglia sceglie lui, ma non conta granché.

Poi squilla il telefono di Hope, che mette il vivavoce senza pensare: è James, e come lo riconosce lo manda a quel paese e riattacca.

Fuffa, James prova a richiamare altre quattro volte (stiamo sconfinando sempre più nello stalking…), e solo all’ultima lei risponde, solo per gridargli di piantarla, ma non è più James:

Liam: Noemi sono Liam, James è ubriaco parlagli per favore.
N: Ciao Liam, mi dispiace ma non posso. Se lui è ubriaco sono cazzi suoi e non ne voglio sapere nulla.
Dico e poi riattacco senza aspettare che lui mi risponda.

Sempre detto che Liam è un deficiente. È ovvio che non è una buona idea farli parlare se James è ubriaco. Anzi, se io da ubriaco chiamassi una ragazza con cui sono stato, risulterei solo patetico. Da amico quale dovresti essere per entrambi avresti dovuto prendere James e portarlo a casa per farlo riposare, non rompere le scatole a Noemi.

Segue un bel po’ di fuffa in cui Hope spiega ai suoi nuovi amici che non può chiarirsi con James (spoiler: lo farà entro il capitolo settantuno). Il capitolo finisce con Drake che le lancia una frecciatina sul fatto che nessuno di loro è fidanzato e sono liberi di passare la serata a divertirsi.

Non la citerei se non fosse che questa frase ha ben VENTIDUE commenti delle lettrici che, come per ogni Decklon, già lo odiano:

“Tu caro Drake non avrai vita lunga quando arriverà James😂”

Questo è solo un commento, ma gli altri sono sullo stesso tono. Non mi pare che ci sia molto da ridere, James è davvero capace di uccidere per cose del genere… e non è divertente.

Lady R: – …dovranno passare sul mio cadavere. The Weeknd Über Alles.-

Arriviamo così, allegramente, al capitolo sessantotto, POV James, il quale ha deciso di impiegare tutti i mezzi a sua disposizione per rintracciare Noemi.

Sorvoliamo sul fatto che sta organizzando una vera operazione di stalking ai danni della sua ex, tanto è un criminale violento, possessivo e pure misogino… ma non ha, tipo, delle gang rivali di cui occuparsi e che potrebbero approfittare di questo momento di debolezza e distrazione per rubargli territorio e affari? Delle cose da criminale di cui occuparsi come prestiti a strozzo, pestaggi, traffico di droga/armi/esseri umani (non so ancora quale sia il suo giro)? I suoi sottoposti non stanno iniziando a pensare che il capo si è rammollito e che è tempo di una successione al comando o quantomeno di mollarlo prima che li faccia finire in galera o ammazzati?

No, senza fiatare si mettono tutti al lavoro, e cominciano a tracciare il telefono di Noemi, ora che hanno il suo numero, e in dieci minuti (LETTERALMENTE) sono riusciti a localizzarla.

Senza nemmeno telefonarle.

E riescono pure a fare in modo che il telefono di James possa sempre localizzare il suo.

E che siamo, alla CIA?

Poi altro biglietto last minute e via, verso Milano! Dove alloggerà in un Hotel a cinque stelle!

Con tutti i soldi che butta non è ancora finito sul lastrico?

Capitolo sessantanove, lunga sequela di fuffa finché non entra in scena (Noemi e le Amiche Generiche™ sono uscite per locali con i ragazzi) un “bel figo” non meglio identificato perché poi finisce il capitolo. Ma già sappiamo chi è.

Dopo c’è un avviso dell’autrice, aveva per errore tagliato un pezzo del capitolo quarantanove, ma non c’interessa. Procediamo col capitolo settanta.

Come dicevo, un “bel figo”, ovvero James, è entrato nel locale dove Noemi e gli amici si divertono. Subito raggiunge il gruppo, e inizia una lunga, fuffosa scena di frecciate acide, discussioni e scuse NON per le botte ma perché lui certe volte si innervosisce a causa del lavoro e non si controlla. E lei NON NOMINA le botte, per lei il problema è che le ha dato della puttana.

James, bimbo bello, pure io mi innervosisco parecchio sul lavoro, certe volte, a seconda della giornata (certe sono davvero da dimenticare), ma non vado a menare la gente. Okay, urlo un po’, ma non ho mai picchiato nessuno solo perché mi giravano! Basta lasciarmi sbollire mezz’ora e passa tutto!

In ogni caso, James dice che rimarrà tre giorni, così si accordano per parlare il successivo. Detto ciò lei torna dagli amici e lui se ne sta per i cavoli suoi nel locale.

Passiamo al capitolo settantuno. Hopemi continua a guardare James, che viene avvicinato da una #troja bionda descritta con top estremamente scollato, minigonna vertiginosa e tette planetarie. Anche gli amici di Hopemi vedono la scena e la incitano a correre da lui prima che la “gatta morta”, come la chiamano, glielo porti via.

Nel giro di tre petosecondi James è seduto al tavolo con tutti loro e Noemi praticamente lo ha già perdonato, come vi avevo già detto.

Ora siamo al capitolo settantadue, e tutti meno Drake (il nostro Decklon/The Weekend, che non è scemo) trattano James molto gentilmente, tanto che Michael e Andrea parlano con lui di macchine.

Segue una fuffosa conversazione su come si sono conosciuti (e che ovviamente glissa su tutte le parti criminali) fino ad arrivare a questo:

< Ricordo ogni cosa fatta insieme > risponde lui guardandomi attentamente.

< Waw che dolce > commenta Lucia.

< Non dirgli così, lui odia che gli dicano che è dolce o romantico > le dico prendendolo in giro.

< Lo capisco, anche io odio quando me lo dicono, per noi uomini è imbarazzante ci fa sentire dei mollaccioni, delle femminucce > dice Luca.2

< Uomini … > diciamo in contemporanea noi ragazze scuotendo la testa e poi scoppiare a ridere.

Tutta la componente maschile della squadra si è sentita un po’ offesa. Sì, anche Cthulhu, che non chiamerei “dolce” nemmeno se fosse fatto di caramello. Nemmeno io sono molto contento di ciò che ho letto.

Dopo questa parte tanto lusinghiera per l’intero genere maschile si passa ad altre domande:

< James come hai fatto a trovarla? > chiede Drake rompendo l’atmosfera serena che si era creata, immaginavo che prima o poi Drake avrebbe aperto bocca.

Questa è la prima domanda intelligente che viene fatta in tutta la serata, e che avrebbe dovuto essere anche la prima a essere posta. Non a caso l’ha fatta Drake, il Decklon della situazione.

La risposta di James:

< Con i telefoni si può fare tutto > commenta solo, probabilmente conoscendolo non si è limitato a quello ma ha anche smosso tutte le sue conoscenze in giro per il mondo.

Sto usando troppo poco gli elenchi numerati in questa recensione. Sono però contento, perché ora è il momento di usarne un altro.

1) Hai APPENA AMMESSO di aver messo sotto controllo il suo telefono, anche se implicitamente? E con tanto candore? Ma sei scemo?

2) Le sue “conoscenze in giro per il mondo” finora si limitano a Davis, il ragazzo che vive a Dublino.

3) Se è un criminale con così tante conoscenze, contatti e potere anche fuori dai confini degli USA, allora potremmo benissimo dire che non è solo un gangster di Miami, ma un vero e proprio criminale internazionale! Uno di quelli per cui è pronta a muoversi anche l’Interpol! Non è una cosa da poco! E può prendere l’aereo tanto tranquillamente? Sconfinare e andare ovunque voglia come se nulla fosse? Ma scherziamo? Come minimo dovrebbe avere una decina di furgoni della sorveglianza che lo seguono passo passo, anche quando va al gabinetto!

E il bello è che la conversazione procede, e lui ammette di essere andato fino a Dublino per cercarla, di aver corrotto un’impiegata dell’aeroporto (lui dice “convinta”, ma tanto o l’ha corrotta o l’ha minacciata, per i ragazzi che non lo sanno… o almeno dovrebbe essere così…) e poi ammette APERTAMENTE di aver rintracciato il suo telefono! Aspettate, ve lo riporto!

< Sì, poi sono andato in aeroporto e ho convinto una receptionist a controllare e dirmi se eri atterrata in quell’aeroporto e lei mi hai risposto che non avevi mai messo piede in Irlanda quindi me ne sono tornato a Miami e ho deciso di rintracciare il tuo telefono. Ovviamente la tua amica non sa nulla se no ti avrebbe avvertita, credo che potrebbe nascere qualcosa tra lei e Liam, lui è sempre molto gentile con lei > mi informa.

Sì, se bastasse la gentilezza avrei un harem, amico… Liam, per quanto inetto, è un criminale che fa parte di una gang. Ma sorvoliamo, il punto è che hai APPENA AMMESSO A CHIARE LETTERE DI AVER RINTRACCIATO IL TELEFONO DELLA TUA EX! MA SIAMO MATTI???

Questa è una cosa ILLEGALE ed estremamente grave! E tu la spiattelli così?

Ma Hope invece se la ride al pensiero di Liam che approfitta della situazione per avvicinarsi a Giuly… e nessuno dei presenti fa una piega sentendo la confessione di James!

Il massimo è questo:

< Comunque secondo me dovevi lasciarle i suoi spazi e non venire > commenta ancora Drake, credo che questa discussione finirà male.

Ovviamente le lettrici fanno solo un sacco di battute su come morirà male questo poveraccio.

Lady R: – Ho le forbici, lo resuscito come zombie e lo scateno contro di lui. ATTENTI A VOI CHE THE WEEKND NON ME LO TOCCATE.-

Poveraccio che, per passare dalla parte del torto, deve essere trasformato in uno stronzo. Per la precisione a partire da qui:

< Immagino che il problema sia anche che vorrei riconquistare Noemi > aggiunge guardandomi per un attimo per poi tornare con lo sguardo su di lui.+
< Sì, lei doveva essere mia > gli risponde e la cosa mi spiazza, avevo notato che fossi interessato ma non fino al punto di dire una cosa del genere al mio Ex.

È appena sceso al livello di James, considera Hopemi una cosa da possedere. Ma è l’ultima battuta di Drake, poi James si lancia in uno sperticato elogio alle qualità di Noemi che, come una pera cotta, cade definitivamente tra le sue braccia cancellando le ultime, flebili resistenze che aveva.

Siamo ora al capitolo settantatré, che è tutto fuffa. C’è una scena di sesso, di nuovo, e possiamo passare al settantaquattro. Sono passati un paio di giorni, e l’indomani Noemi e James torneranno a Miami insieme.

Visto che i ragazzi sono stati così gentili con lei, James propone a tutti di seguirli a Miami, dove saranno ospitati da lui. Lo stalker, violento, possessivo, a capo di una gang di tamarri che ha a che fare con chissà quali esponenti della malavita americana.

Passiamo subito al capitolo settantacinque, dato che non c’è altro di rilevante da dire.

Arrivano a Miami dopo dodici ore di volo (abbastanza plausibile) fatte con il JET PRIVATO DI JAMES (e a questo punto dovrebbe essere proprio in bancarotta…), e lì vengono accolti da Liam e Giuly, che ora stanno insieme.

Segue fuffa.

Il capitolo dopo è ritardato dall’annuncio di una nuova storia che l’autrice stava pubblicando. Non so quale, non c’è il titolo, ma non m’interessa. Procediamo.

Capitolo settantasei. Alla fine del capitolo fanno sesso. Nient’altro da riferire.

Settantasette. Timeskip, sono passate un paio di settimane, i ragazzi di Milano sono tornati a casa (bella roba… sono durati appena un capitolo, a Miami…) e Hopemi ha la nausea.

Allarme spoiler… nah, non è uno spoiler, avete già capito.

Nient’altro di interessante pure qui. Passiamo al settantotto, con Hopemi che vomita di nuovo per la nausea. Di nuovo nulla di più interessante.

Arriviamo al settantanove. Giuly, chiamata da Liam, corre ad assistere Noemi, ed è la prima a ipotizzare quello che tutti noi abbiamo già capito da un pezzo. La teoria viene confermata successivamente, quando un medico senza nome (non è Lucia la Ginecologa, ricordatevi che Cthulhu l’ha già mangiata da più di sessanta capitoli) le dice di andare in bagno a fare un test perché potrebbe essere incinta.

Piccola puntualizzazione: i test di gravidanza fatti in casa non sono affidabili al 100%, infatti dopo averne fatto uno di solito è bene andare dal medico per analisi più approfondite, così da confermarne l’esito. Come medico, questo tizio senza nome dovrebbe saperlo.

Shade: – Cthulhu, sei pro…?-

Cthulhu (col bavaglino, le posate e la bava alla bocca tentacolosa): – Ctkena?- (Cosa?)

Shade: – No, lascia perdere… hai già risposto. Aspetta il mio via.-

Il capitolo finisce senza che ci venga comunicato l’ovvio risultato del test.

Siamo al capitolo ottanta. Me ne mancano solo quaranta, poi avrò smesso di patire.

Come è naturale e già sapevamo, il risultato è positivo, ma si dovrebbero fare altre analisi per confermarlo. Tuttavia non esistono ulteriori analisi, un bastoncino con un sensore che reagisce all’urina è affidabile quanto un laboratorio medico. Anzi, pure meglio. Sentite cosa dice il medico:

< Allora era proprio come sospettavo, nel primo periodo sono normali questi sintomi. Da quanto indica qui sei di 4 settimane, ma per esserne sicuri è meglio che tu faccia una visita ginecologica > mi informa.

Scusa… indica che cosa?

Come diavolo fa un test di gravidanza fatto in casa a indicare che è incinta di un mese? Che razza di test le hai fatto fare? Cioè, approvo la cosa delle ulteriori analisi, ma da quando in qua un bastoncino di plastica riesce a determinare l’età del feto?

Lady R: – Tecnicamente si può, come con ClearBlue. E lo so perché la pubblicità era su YouTube SEMPRE.-

Vabe’… io non mi fido di un test di gravidanza, che poi non serve un dottore per farlo. Comunque il medico è uscito. Cthulhu, puoi andare.

Cthulhu (fiondandosi fuori attraverso una parete): – Ytleeah!- (Yuppie!)

Piton (guardando perplesso la parete da sopra una tazza di the): – Ma lo sa che poi dovrà ripararla comunque lui?-

Shade (al suo fianco): – Ora sta ragionando con lo stomaco. Ci penserà dopo.-

Gaia (ai piedi del padrone): – Miao.-

Il capitolo finisce in poche altre righe che non ci interessano granché. Passiamo quindi al successivo.

Abbiamo un nuovo avviso per la nuova storia, stavolta col titolo, Cogli l’Attimo.

Salgo sul tavolo, grido “OH CAPITANO, MIO CAPITANO!” e poi mi scaravento di testa contro una parete, forandola da parte a parte.

Passiamo oltre.

Siamo arrivati al capitolo ottantuno. Hopemi ha deciso di non dire a James che è incinta, un po’ perché non è preparata alla gravidanza e ne ha paura e un po’ perché vuole prima fare altre analisi. Io avrei più paura di far crescere tuo figlio con questo soggetto, ma vabe’… in un altro contesto sarebbe comprensibile.

Il resto del capitolo, che è pure corto, non ci interessa. Passiamo all’ottantadue, che inizia con *IL GIORNO DOPO*, perché siamo troppo stupidi per capire se ci fosse scritto altrimenti.

È il momento delle analisi approfondite presso uno studio ginecologico. Le stesse analisi che dovrebbero dirle di che età è il feto, oltre ad alcuni altri dettagli (come, appunto, la definitiva conferma della gravidanza). Raggiunto lo studio con Giuly, Hopemi viene ricevuta da una ginecologa. Non mi soffermerò sulla visita (in realtà non lo fa nemmeno l’autrice) dato che non ho esperienze ginecologiche e non so come vengano eseguiti certi esami, visto che mi manca l’equipaggiamento fondamentale per aver bisogno di una visita ginecologica, quindi mi limito a dire che, dopo quindici minuti (letteralmente) la dottoressa conferma a Hope che è incinta di cinque settimane.

Ora, come ho detto non ho esperienze di questo tipo, ma sono piuttosto sicuro che uno sguardo alla patata della paziente non basti per determinare la gravidanza o l’età del feto.

Shade: – Severus, è già rientrato Cthulhu?-

Piton (guardando il buco a forma di Grande Antico nella parete): – Mmmh… no.-

Shade: – Okay, mandagli un Patronus per fargli sapere che c’è un altro dottore per lui.-

Intanto Hopemi decide su due piedi e senza prima parlare con James di tenere il bambino (che poi è effettivamente un suo diritto, sono le donne a dover scegliere, in questo caso… solo, è strano che non ci pensi nemmeno mezzo secondo).

Il capitolo finisce dopo un altro po’ di fuffa. Arriviamo così all’ottantatré, ma è fuffoso e non ce ne frega niente.

Si passa così all’ottantaquattro. Lei e James hanno finito di cenare, e gli dice di essere incinta. Per tutta risposta James, sotto shock, esce di casa e se ne va per i cavoli suoi. Il che è comprensibile, ha bisogno di schiarirsi le idee, mica tutti saltano di gioia fin da subito.

Specie i criminali violenti che possono mettere in pericolo la vita del figlio anche solo standogli vicino.

Alla fine, siccome James non ritorna, Hopemi chiama Liam, che le dice che sono tutti al Karma. Quando lei gli confessa di essere incinta lui la saluta e riattacca perché “deve andare”. Il capitolo finisce più o meno così.

Nel capitolo ottantacinque passiamo al POV di James, che si apre così:

“E’ INCINTA” continuo a pensare mentre guuido diretto verso il Karma dove mi incontrerò con i ragazzi.
Sono uscito di casa di fretta lasciandola li sul divano con le lacrime agli occhi, lo so sono stronzo ma non sono pronto per avere un bambino e soprattutto non vorrei che crescesse nel mio mondo.
NO NON POSSO FARGLI QUESTO!
Non posso dare ad un bambino questa vita piena di violenza e pericolo.

È quello che ho appena detto, e sono colpito dal fatto che tu abbia una presa di coscienza per la prima volta in tutta la fic. Certo, non menzioni il pericolo che tu stesso, coi tuoi scatti d’umore, rappresenti per lui e sua madre, ma è un inizio. Peccato che ci siano voluti ottantacinque capitoli.

E, a proposito di scatti d’umore, quando Liam, che ha appena parlato con Noemi, va da lui per farlo smettere di bere (si sta ubriacando) ricordandogli che “i bambini si fanno in due”, lui prontamente gli urla contro, si alza e va al bancone a sfondarsi di alcool. Il capitolo finisce dopo qualche altro rigo e una foto, che rappresenta una #troja senza nome che ci prova con lui e che James respinge dicendo che vuole stare da solo.

Il capitolo ottantasei è fuffoso, e l’unica cosa da segnalare è che, poco prima della fine, Giuly e Liam arrivano da Noemi per parlarle di James.

Nell’ottantasette scopriamo che il nostro Bedboy è partito non si sa per dove. Sbronzo com’era probabilmente la sua destinazione era dietro un cassonetto in un vicolo, ma Liam dice che gli ha mandato un messaggio per dirgli che stava partendo.

Infatti parte, mollando tutto e tutti, inclusa Noemi. Sparirà per dei mesi.

ERA A CAPO DI UN IMPERO DEL CRIMINE! ED HA MOLLATO TUTTO DI PUNTO IN BIANCO!

Sorvoliamo sull’avere abbandonato la sua donna incinta, lo fanno troppe persone, questo… ma un criminale che molla i suoi affari così?

Un criminale che non vuole diventare padre e avere a che fare col figlio in arrivo caccia la sua ragazza imponendole di non farsi più vedere o sentire, se non l’ammazza direttamente! Non scappa così, mollando affari da milioni di dollari come se nulla fosse!

Che poi, ancora non so quali siano questi affari… ma vabe’, inutile sottolinearlo oltre.

Saltiamo tutto il resto, non ce ne frega niente. Arriviamo al capitolo ottantotto, timeskip di un mese segnalato da *UN MESE DOPO*. Hopemi si è trasferita a casa di Giuly, che con uno stipendio da barista riesce a vivere in un appartamento ampio senza coinquilini.

È tempo della prima ecografia (sospetto che Cthulhu non abbia ancora rintracciato questa dottoressa, ma confido che lo faccia a breve) e scopriamo che Hope è in attesa di ben due gemelli.

Capitolo ottantanove, siamo al quarto mese di gravidanza (quindi sono passati altri due mesi, e stranamente non ci viene segnalato dalla solita dicitura di cui sopra…) e stavolta la dottoressa ci fa sapere che sono un maschio e una femmina. Dopo la visita Giuly e Noemi vanno a mangiare al McDonald’s, dove Hope ordina McChicken, patatine, cocacola (menu grande, ovviamente), nove McNuggets e un McFlurry agli smarties.

Ora, io al posto di Noemi vorrei qualcosa di meglio di quello che spacciano per pollo al McDonald e quella fanghiglia con gli smarties… lasciamo perdere che almeno una volta alla settimana, causa lavoro, devo mangiare da McDonalds… io non aspetto due gemelli. Non mi serve cibo vero e facile da digerire.

Comunque, a fine capitolo c’è un “ehi, Noemi”, e chissà chi sarà mai…

No, non è James, è Sam, come scopriamo nel capitolo novanta, il quale dopo una lunga e fuffosa conversazione la invita a uscire a cena. Vuole diventare il Decklon della storia, ereditando il ruolo da Drake, che al momento è al sicuro nella cassaforte di Lady R. Peccato che io ricordi benissimo com’è iniziato il suo rapporto con Noemi… ovvero con luiche la pagava per fare sesso.

Si passa ora al capitolo novantuno. Hope, Giuly e Liam stanno facendo compere per i bambini, quando di punto in bianco salta fuori James. Verrebbe da chiedersi come sapeva dove trovarli, ma ricordiamoci che può tracciare il telefono di Noemi, cosa che non ha mai dato fastidio a nessuno.

Ovviamente l’accoglienza riservatagli non è delle migliori (dopotutto è scappato via), e infatti viene sfanculato dopo poche righe. In effetti è la sola cosa rilevante che succede, quindi passiamo al capitolo successivo.

Siamo al novantadue, e passiamo al POV di James, che ci dice cosa ha combinato in tutto questo tempo:

Sono tornato dopo 4 mesi, sono stato in giro per il mondo curando i rapporti con le bande affiliate fuori dal paese fortificando i rapporti e creandone di nuove affiliazioni.

Ripeto: un criminale internazionale che può andarsene in giro così? Ha pure delle bande affiliate fuori dagli Stati Uniti? E nessuno lo riconosce per la strada? Addirittura può espatriare liberamente?

Se non altro, questo risponde alla mia domanda sul come mai abbia pensato bene di mollare gli affari di punto in bianco: in realtà li stava sempre curando, ma in giro per il mondo. Non che per me abbia molto senso, alla luce di quanto ho detto or ora, ma se non altro è una risposta.

Ad ogni modo, ha deciso di tornare a casa perché sua madre, alla quale ha confessato tutto solo il giorno prima, lo ha sgridato e gli ha ordinato di rientrare.

Shade: – Beh, la mamma è sempre la mamma.-

Ellie: – La mia è morta prima che la potessi conoscere.-

Shade: – Senti, ma te ne vai a fare in…-

Cthulhu (pulendosi la bocca nel bavaglino): – Tlnrja keh’lhet!- (Sono tornato!)

Inoltre, non ha rintracciato Noemi tramite il suo telefono, come sospettavo, ma ci si è imbattuto per puro caso mentre camminava. Lasciatemi dire che Miami non è Grosseto, non è facile incontrare qualcuno che si conosce e che si è pure trasferito fuori dal nostro quartiere solo passeggiando… ma passiamola.

Insomma, James decide di acquistare una culla che Noemi stava fissando attraverso una vetrina quando si è imbattuto in lei (culla descritta sommariamente e poi mostrata tramite una FOTO), poi si reca al Capannone Abbandonato™ per incontrare “i ragazzi”, che dopo il suo abbandono mi pare strano non abbiano problemi con lui. Sì, c’è pure Liam, che non più tardi di un capitolo fa lo ha mandato bellamente a quel paese (è l’ha fatto anche prima, in una scena che ho tagliato, quando James gli aveva telefonato dopo la propria fuga).

In effetti il nostro sfigatissimo OD non è molto soddisfatto del capo, pur avendo prontamente risposto alla sua chiamata a raccolta, e James non manca di notarlo:

[…] In tutto questo Liam mi parla a fatica e quel poco che mi dice lo fa con tono secco e infastidito.
< Senti Amico c’è qualcosa che mi devi dire? > gli chiedo infastidito dal suo comportamento.+
< Visto che me lo chiedi sì, vorrei tanto dirti che sei un vero stronzo e un gran codardo > mi risponde lui nervoso.
< COSA? Non permetterti mai più di dirmi una cosa del genere e abbassa i toni, mi devi portare rispetto! > alzo la voce io.

Sì, sticazzi che ti deve portare rispetto, abbiamo ben visto quanto sei pronto a intervenire in caso di insubordinazione…

Ad ogni modo da qui parte un litigio tra i due che dura per il resto del paragrafo, e sì, avviene davanti al resto della banda, che non fiata e non viene nemmeno nominata. Essenzialmente è una sagoma di cartone messa lì a inizio scena e poi dimenticata.

Anzi no… le sagome di cartone hanno forme e colori, i membri della banda nemmeno quelli.

Inoltre, questa è l’ultima volta in cui viene menzionata la vita criminale di James, tranne un accenno di sfuggita da parte di Hopemi verso il capitolo centododici. Da questo momento in poi sarà solo un tamarro straricco che cerca di provvedere alla ragazza che ha messo incinta e ai suoi figli.

Comunque, Liam gli rivela che non avrà un solo figlio ma due gemelli. Il resto non è molto interessante.

Siamo adesso al capitolo novantatré. Noemi ha il suo appuntamento con Sam. Come vi avevo annunciato, qui scopriamo il suo prestavolto, dato che l’autrice ha ben pensato di mettere una foto per farci vedere com’è vestito.

Dopo una lunga riflessione, ho deciso che anche io seguirò tale esempio e inserirò la foto in questione.

Piton: – Shade, sei sicuro?-

Shade: – Ho già inserito immagini nelle recensioni. Non è molto diverso.-

Cthulhu: – Tly, yhvkn’hu rkka’yt kn’le hnyk thuur.- (Sì, ma mai qualcosa di questa portata.)

Gaia: – Miao.-

Ellie: – Se dovesse schiattare qualcuno stavolta non sarà colpa mia.-

Vi avverto che non è per i deboli di cuore, e anzi qualcuno potrebbe non sopportare la vista di ciò che sta per arrivare.

Vi suggerisco anche di ubriacarvi un po’, non farà male in questa specifica situazione.

Bene. Siete pronti? Eccovi il prestavolto:

È LUI! È JUSTIN! JUSTIN BIEBER È QUI!

Signore e signori, per la PRIMISSIMA VOLTA NELLA STORIA DELLE FICCYNE Justin Bieber riveste un ruolo MOLTO vicino a quello di un Decklon! Ovviamente non poteva essere davvero un Decklon, probabilmente proprio in virtù del fatto che è lui, ma per questa volta non solo non è il Bedboy principale e Love Interest di Hope, ma quanto di più vicino a un Decklon (a parte Drake) ci sia in tutta la fic! È sconvolgente!

Lady R: – È venuto a rubare altri posti ai Grammy Awards? Se ne vada, SUBITO.-

Dopo essermi calato una dose massiccia di Distillato della Pace e vodka per riuscire a riprendermi, ho ripreso con la lettura.

Insomma… come stavo dicendo esce con Sam, ma è una roba fuffosa e non ce ne frega niente. La parte interessante arriva con *FLASHBACK*, quando Hopemi ci racconta di un evento accaduto circa due settimane prima e sta parlando al telefono con Francesca, una delle Amiche Generiche™ di Milano. O meglio… sarebbe interessante se succedesse qualcosa in questo flashback gestito (come spesso succede nelle ficcyne) da cani. Perché, letteralmente, non succede una sega! Si limita a dire a Francesca che è incinta di due gemelli e che James è scappato.

FINE!

Boh… a che serviva il flashback…

Il capitolo novantaquattro è altrettanto fuffoso, anche se va detto che i genitori di James (in un improbabile dialogo che mal si addice a una famiglia criminale) lo convincono a richiamarla, cosa che tenta di fare varie volte senza successo. Decide quindi di scriverle un messaggio per farle sapere che ha intenzione di provvedere ai figli e di volerle parlare l’indomani.

Alla fine Hope accetta l’incontro a casa dei suoi genitori e si chiude il capitolo.

Passiamo quindi al novantacinque, che è ancor più fuffoso e pieno delle paranoie di Hopemi sui vestiti da indossare. Vi risparmio la decisione che ha preso, vi dico solo che ai piedi mette i sandali.

Spero vivamente che siano senza tacco…

Ah… la cosa dei sandali è l’evento più significativo del capitolo, sapete?

Beh, comunque, arrivati al novantasei, siamo a cena coi genitori di James e il nostro Bedboy in persona, dopo la quale lui e Hopemi discutono sulla situazione. Lui vorrebbe tornare a vivere insieme a Noemi, ma lei non è d’accordo, difatti pur permettendogli di provvedere ai figli (il che è una buona idea, visto che lei non ha il becco d’un quattrino) decide di chiudere il capitolo dandogli del codardo.

Considerando che oltre ad essere un padre fuggiasco è anche uno che tortura e uccide la gente indifesa, spesso legata… beh, non ti posso dare torto.

La conversazione prosegue nel capitolo novantasette, con lei che all’improvviso si è calmata quanto basta da accettare di vedere le culle e le giostrine che James ha comprato per i figli. Già che c’era poteva procurare loro un appartamento con tutto il necessario per crescere due gemelli e anche una bambinaia, dato che sembra avere più soldi del Signor Burns e del Ricco Texano messi insieme.

Poi arriva Liam, che è passato a riprendere Noemi, la quale andandosene passa a James una busta da lettere magicamente apparsa e mai nominata anche solo di sfuggita prima di allora, busta che contiene l’ecografia dei due gemelli.

Saltiamo la fuffa che viene dopo (fortunatamente poca, come ho già detto i capitoli ormai sono molto brevi), passiamo al capitolo novantotto.

Sono passati altri due mesi, mesi in cui James a quanto pare si è fatto vivo spesso, anche se lui e Noemi non si sono più visti, mentre è uscita spesso con Sam, col quale però ha chiarito di voler essere solo amica.

È arrivata al settimo mese di gravidanza, tanto per puntualizzare.

In realtà dovrebbe essere al sesto, ma nel capitolo prima magicamente dal quarto è passata al quinto, comunque…

Beh, ad ogni modo Noemi è da sola in casa e aspetta il rientro di Liam con la cena, mentre Giuly è a lavorare. Solo che a entrare non è Liam ma James.

Non si sa come abbia fatto a entrare né se abbia avuto il permesso da Liam e Giuly. Se così non fosse, potremmo aggiungere effrazione e violazione di domicilio alla sua fedina.

Non che serva a qualcosa, la polizia è più inefficiente di una squadra di Commissari Winchester…

Insomma, il nostro Bedboy ha portato a Hopemi la cena: una cofanata di porcherie del McDonald, inclusa una teglia di (quelli che spacciano per) brownies al cioccolato.

Okay che non è sushi accompagnato da una boccia di sake, ma io non darei quella roba a una donna al settimo mese di gravidanza… le darei cibo vero, onestamente.

Dopo cena James la implora di perdonarlo, e, anche se lei non accetta davvero (ancora), lo invita a guardare un film insieme a lei.

Il resto è pura fuffa, non c’interessa.

Capitolo novantanove. Io sto iniziando seriamente a sentire dolori un po’ in tutto il corpo.

Fuffa, i due si sono visti spesso per comprare il necessario a ricevere i bambini in arrivo, e soprattutto sono concordi sul fatto che lei torni a vivere a casa di James, anche se in una stanza privata, poi ancora fuffa e una sequela di foto per descrivere gli oggetti nominati via via.

Nell’ordine:

1) Una giostrina montata su un fasciatoio.

2) Una poltrona a dondolo con poggiapiedi.

3) Una vaschetta da bagno per neonati a forma di balena.

4) DUE seggiolini a dondolo per neonati.

5) Un passeggino per gemelli smontabile.

6) UN ALTRO passeggino per gemelli, stavolta per quando saranno un po’ più grandicelli (ma roba tipo un anno o due… potevano anche aspettare a comprarlo).

Il resto della roba che elenca Hopemi non è mostrato in foto, forse l’autrice non la riteneva fondamentale o non ha proprio trovato nulla che la soddisfacesse. Comunque, per soddisfare la mia fame di elenchi numerati, ve la ripropongo lo stesso:

1) Le “radioline per sentirli se non sono nella loro stessa stanza” (un modo complicato per dire “babymonitor”).

2) Un box “grande e spazioso” con tanto di riduttore.

3) Una borsa “per quando si esce” in cui portare “tutte le loro cose” (di solito i pannolini…).

4) I prodotti per il bagnetto e la cura dei neonati.

5) Dei carillon per farli addormentare (se non rilasciano gas soporifero allora tanti auguri…).

6) Lenzuola di ricambio.

7) Termometro per neonati.

8) Ciucci.

9) Pannolini.

10) Biberon.

11) Vestitini.

12) Calzini.

13) Cappellini.

E STICAZZI!

Ancora un po’ e ci elencava pure gli omogeneizzati gusto per gusto!

Peccato che abbia scordato cose come:

1) Seggioloni.

2) Seggiolini per auto.

3) Un’auto adatta alla famiglia (perché una BMW M2 non va tanto bene per due neonati…).

4) Dispositivi di sicurezza quali chiusure per il water, cassetti e gli sportelli bassi, oltre a cancelletti in cima e in fondo alle scale, che generalmente in America sono AMPIAMENTE utilizzati anche dai privati per la cura dei neonati, e non solo dalle scuole.

5) Biberon (no, non è il nomignolo di Justin Bieber, intendo quello che viene usato per far mangiare ai neonati quando non si possono allattare al seno, cosa peraltro più probabile in caso di gemelli…).

6) Bavaglini.

7) Scaldabiberon.

8) Una valanga di altra roba. Dico davvero, andate su Amazon e cercate i prodotti per i neonati… non dico che sia tutto fondamentale, ma molte cose utili (che uno ricco come James, malgrado non abbia ancora capito da dove arrivino i suoi soldi, vorrà e potrà sicuramente comprare…).

Passiamo ora al capitolo cento (ME NE MANCANO SOLO VENTI!!), dove tra la fuffa parlano dei nomi da dare ai bambini, optando per Chloe e Austin.

Piton: – Ti ho mai detto che sei un deficiente?-

Shade: – Talvolta.-

Il resto è ancor più fuffoso.

Capitolo centouno. Inizio ad avere allucinazioni di tipo mistico.

Probabilmente sono passati un altro mese e mezzo/due, perché Hopemi ci annuncia di essere ormai quasi alla fine della gravidanza, anche se ha ancora dei dubbi su Jemes, essendo preoccupata che un giorno possa scappare di nuovo. Comprensibile, in effetti. Potrebbe sparire in qualsiasi momento… anche in un contesto normale penserei che potrebbe farlo più per la polizia che per i bambini.

Ellie: – Ricordati che la polizia non esiste.-

Shade: – Oh, l’ha imparato pure Ellie…-

Entro la fine del capitolo cominciano le doglie, ed è tutto quello che è importante dire.

Nel capitolo centodue il parto è già finito e lei sta riposando dopo il cesareo. Tutta fuffa.

Saltiamo fino al capitolo centoquattro (prima non succede una sega), quando i nostri protagonisti parlano della loro relazione. Essenzialmente pensano di riprovarci, cosa che decidono di fare nel capitolo successivo (dopo la dicitura *DUE MESI DOPO*), poi comprano una palestrina di cui appare pure la foto, perché come sappiamo le descrizioni non hanno senso, e infine totalmente a caso ricompare Paul, ma anche questa è solo fuffa.

Possiamo correre direttamente al capitolo centootto, evitando diverse altre foto, con una sola tappa a quello chiamato INFO, che serve solo ad avvertire coloro che leggono UN’ALTRA STORIA, quella intitolata Cogli l’Attimo, che sta apportando modifiche a quella. Boh…

Insomma, nel capitolo centootto c’è finalmente la proposta di matrimonio con tanto di foto dell’anello e scena di sesso. In effetti era da un po’ che mancavano.

Nel capitolo centonove c’è direttamente un timeskip di tre anni (*TRE ANNI DOPO*) quando finalmente si sposano, dato che ora i bambini sono un po’ più grandi e gestibili.

Salto la fuffa e le foto dei vari abiti da sposa che si prova Hopemi e di quello che lei sceglie per sua figlia. I prossimi sono i capitoli finali, piuttosto corti e privi di eventi significativi.

Nel capitolo centodieci è il giorno del matrimonio. Fuffa, foto della giarrettiera, foto di James in smoking, cerimonia fuffosa, foto di marito e moglie che ballano al ritmo di Thinking Out Loud di Ed Sheeran, il cui ritornello (con tanto di traduzione) ci viene riproposto fino alla fine del capitolo o quasi.

Nel capitolo centoundici sono passati altri due anni (ma grazie al cielo non c’è quella stramaledetta headline che ce lo dice in grassetto) ed è il quinto compleanno dei gemelli. Fuffa.

Nel capitolo centododici Hopemi è di nuovo incinta di un maschio, e anche Giuly aspetta un figlio da Liam, e così finisce l’intera storia.

L’ultimissima parte pubblicata è un altro avviso della pubblicazione della fic Cogli l’Attimo e poco altro.

In breve, abbiamo FINALMENTE terminato questa lunghissima fic che mi ha tenuto impegnato (anche a causa del lavoro) per più di un mese e mezzo, ha messo a dura prova la mia pazienza e ha sfidato ogni possibile legge logica esistente!

Ricapitoliamo: inizia con Hopemi che vive con un patrigno abusivo, alcolizzato e drogato che la costringe a lavorare un numero improponibile di ore a settimana (e, ad un certo punto, scopriamo anche a prostituirsi) pur di farsi mantenere da lei, che per tutta risposta subisce passivamente TUTTO quello che lui le fa senza provare a chiedere aiuto.

Questo perché sennò lui ucciderebbe chiunque provasse a darle una mano. Considerando che gli amici di Noemi (Giuly, Alan, Sam…) sono tutti decisamente più giovani e in forma di un grassone strafatto che beve più di Bender di Futurama o di Tyrion Lannister e che la polizia non avrebbe certo paura di un personaggio di questo genere non è che ci sia molto da minacciare…

Inoltre, la nostra Hope, malgrado venga più volte descritta come una persona forte e in grado di proteggersi da sola, come abbiamo visto è assolutamente l’esatto contrario di quanto detto, e si limita ad accettare in silenzio tutto quello che le viene fatto di male o quasi e non è in grado di proteggere proprio nulla senza la presenza di qualcuno più forte di lei.

James, il protagonista maschile, è un criminale violento, un assassino, un gangster strapieno di soldi che non si sa da dove vengano, che alterna momenti in cui è un criminale incallito a momenti in cui è solo un tamarro ricchissimo.

Criminale peraltro molto scadente, dato che non alza un dito per punire chi viola i suoi ordini per tanti di quei capitoli che uno può anche scordarsi di quanto accaduto, visto quanto tempo passa prima che lui si degni di fare qualsiasi cosa.

Il tutto senza considerare il fatto che ha acquistato Noemi come schiava, l’ha picchiata, maltrattata, stuprata, stalkerata, le ha tracciato il telefono (cosa che ha pure ammesso candidamente davanti a un gruppo di ragazzi che non hanno fatto una piega) e che, malgrado ci sia stato descritto fin dall’introduzione come il capo della banda più potente e pericolosa di Miami, non ha mai alcuna verainterazione con la polizia o l’Interpol (cosa che dovrebbe accadere, essendo lui descritto come un criminale internazionale).

Il personaggio di Giuly, la Migliore Amica™, pur sapendo alla perfezione tutto quello che sta passando Hope nella sua convivenza con Paul, non muove un dito per aiutarla, e sticazzi che Paul minacci di uccidere chiunque provi a farlo… come ho detto uno nelle condizioni di Paul è ben poco minaccioso, e ci vorrebbe veramente poco a farlo arrestare… insomma, Paul non è certo un genio, visto che pur di liberarsi dei debiti vende la propria figliastra e poi inizia a strepitare che la rivuole, rischiando di farsi davvero ammazzare dalla banda…

Il gruppo di ragazzi di Milano, che compaiono solo nei capitoli relativi, sono anche più inutili, e spariscono in cinque minuti. Se non decidessero che Hope deve diventare la loro BFF dopo tre parole, accogliendola in casa e regalandole un telefono dal niente sarebbero quasi i personaggi più normali della fic, comunque. Quasi passabili.

Liam, poi… lui è veramente la quintessenza dell’utilità, qui, secondo solo al Chaz delle fic di Justin Bieber: dovrebbe occuparsi di Noemi quando viene portata la prima volta nel sotterraneo di James e non lo avverte quando Demon e Frank iniziano a violentarla, dovrebbe proteggerla quando James va fuori città due giorni e viene messo al tappeto in un attimo… inizia a guadagnare punti solo quando lui e Giuly (che si sono messi insieme con la stessa logica con cui Carly si mise con John in Danger) ospitano Noemi, ormai incinta, a casa loro.

Potrei continuare per ore a elencare tutti i personaggi e le situazioni assurde o sbagliate della fic, anche se la cosa più sbagliata di tutte, sicuramente, è il fatto che James è un criminale violento, puttaniere, omicida eccetera che compra una donna come schiava e lei, successivamente, si innamora di lui (un po’ a caso) e finisce col metterci su famiglia.

Malgrado le abbia parlato di omicidi e l’abbia menata, maltrattata e stuprata in più occasioni, senza mai fare ammenda né per i propri crimini (da cui non si è mai ritirato ma che ad un certo punto sono spariti dalla storia) né per i maltrattamenti, né per la schiavitù né per le botte. Né per i due stupri che perpetra ai danni di lei.

Non ho altro da dire… segnalerò questa fic, e vi invito a fare altrettanto.

Un saluto da me, Shade Owl, e dalla mia squadra, Severus Piton…

Piton: – Ammirevole.-

… il Grande Antico Cthulhu…

Cthulhu: – Tlrneh gfkkyy nl’hak tnh’ep!- (Ho mangiato tanti medici in questa fic!)

… la mia gatta Gaia…

Gaia: – Miao!-

… e la mia spina nel fianco, Ellie.

Ellie: – Posso ammazzare altri infetti adesso?-

A presto!

Aggiornamento del 02/09/2022: alla fine l’autrice ha rimosso la storia, che è sparita da Wattpad, e lo ha fatto di propria iniziativa!

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