“Dark”: abuso e controllo

Cari lettori, qui è il vostro fanwriter91.


Tempo fa abbiamo finito di recensire “Dark“, storia che ha fatto sognare milioni di ragazzine in tutto il mondo, con Harry bad boy considerato un’icona femminista, un difensore delle donne, la cui gelosia viene vista come segno di true lovve.

Ebbene, ho voluto fare una ricerca sui tipici segni della violenza sulle donne. Sotto al segno una breve scena in cui si verifica nella tristemente famosa fanfiction in questione:

-attacchi verbali come la derisione, la molestia verbale, l’insulto, la denigrazione, finalizzati a convincere la donna di “non valere nulla”, per meglio tenerla sotto controllo;


“So prendermi cura di me stesso, cosa che invece non può essere detta per te!” Gridò [Harry] tagliente (dal capitolo 45 di “Dark“)

-isolare la donna, allontanarla dalle relazioni sociali di supporto o impedirle l’accesso alle risorse economiche e non, in modo da limitare la sua indipendenza;


(Harry definisce ripetutamente uno stronzo, oltre che a minacciarlo di morte, un tale Dan, personaggio secondario colpevole di aver parlato a Bo. Inoltre, quando Harry esce di casa, chiude Bo dentro, per impedirle di scappare.)

-gelosia ed ossessività: controllo eccessivo, accuse ripetute di infedeltà e controllo delle sue frequentazioni;

(Quello che segue è un dialogo tra Dan e Bo su Harry.)

““Harry è solo un po’ protettivo.” Spiegai.
Lo sbuffo di scherno che Dan emise dalla bocca mi prese alla sprovvista.
“Un po’ protettivo?” C’era sarcasmo nelle sue parole. “Mi ha detto che mi avrebbe ammazzato se avessi anche solo provato a toccarti. E io te lo sto ripetendo in modo carino.”
Non sapevo cosa rispondere. Il negozio si era leggermente svuotato, alle casse non c’erano clienti quando Dan si voltò verso di me.
“Andiamo, Bo. Non puoi dirmi che lui non ti fa paura.” Aggrottò la fronte.
Quell’affermazione infondata mi irritò. Nè Dan nè nessun altro sapeva nulla riguardo la mia relazione con Harry. Mi avvicinai un po’ a lui, trovandomi in svantaggio a causa della mia altezza.
“Harry non mi spaventa.” Il mio tono era rude.
Lui guardò in basso verso di me, lanciando un’occhiata oltre le mie spalle prima di tornare ad incrociare il mio sguardo. Era come se stesse decidendo mentalmente qualcosa. I suoi occhi si posarono su di me, fermandosi sulle mie labbra per qualche secondo di troppo prima di tornare sulle mie iridi blu.
“Il tuo fidanzato mi ha assicurato che non gli sarebbe difficile procurarsi una pistola. Ha proseguito poi dicendomi che non si farebbe problemi a crearmi un altro buco da cui poter respirare.” Dan fece una pausa. I miei occhi si spalancarono mentre deglutivo visibilmente. “Hai paura ora?””

-minacce verbali di abuso, aggressione o tortura nei confronti della donna e/o la sua famiglia, i figli, gli amici;


“Cosa c’è che non va in voi donne?” Chiese retoricamente. “E’ una mia decisione, non m’interessa se a voi non sta bene!” Gridò Harry. (Harry, capitolo 30, quando voleva sconfiggere sul ring l’abusatore della sua amica, quindi un violento sulle donne.)

I segni successivi, ovvero


-minacce ripetute di abbandono, divorzio, inizio di un’altra relazione se la donna non soddisfa determinate richieste,
-danneggiamento o distruzione degli oggetti di proprietà della donna,
-violenza sugli animali cari alla donna e/o ai suoi figli/e,

in effetti non erano presenti nella fic, ma dobbiamo considerare che la relazione tra Bo e Harry è durata solo pochi mesi (il contesto spazio-temporale non è per nulla chiaro), da quel che abbiamo visto. Harry poi non danneggia le cose di Bo perché NON ha gli scatti d’ira in casa di lei, ma altrove.

Bo inoltre è palesemente incapace d’intendere e di volere, dato che pare essersi completamente dimenticata delle varie violenze che ha subito.

Piccoli esempi di tali violenze tratti dai primi orridi capitoli:

  • dal capitolo 2, nel quale Harry entra in casa di Bo sfruttando la stupidità della madre di lei e le impone di uscire con lui la sera del giorno successivo:


“La porta della cucina si chiuse con un rumore leggero e mi ritrovai sola nell’ingresso insieme ad Harry. Non perse neanche un secondo e mi spinse contro il muro. I miei occhi si chiusero all’istante in una smorfia di dolore mentre il suo corpo premeva contro il mio, tenendomi ferma. Entrambi i miei polsi erano chiusi in una delle sue grandi mani. Lo vidi sorridere mentre facevo del mio meglio per tentare di aumentare la distanza tra noi, ma lui era troppo forte. La sua figura imponente torreggiava di fronte a me.
“Non farlo.” Lo supplicai.
Harry ignorò la mia protesta, le sue dita sfiorarono leggermente la mia guancia. I miei lunghi capelli furono spostati dalla mia spalla mentre guardava il livido che aveva creato sulla mia pelle. La sua bocca si piegò in un sorriso.
“Ti dona.” Sussurrò al mio orecchio.
Trasalii quando premette le sue labbra sul segno sul mio collo; almeno era attento a non premere troppo forte. Mi rilassai un po’ quando si allontanò, sperando che questa fosse la fine della torntura e che se ne sarebbe andato. Ma sfortunatamente questo non successe. Harry rimase vicino, tanto che i suoi ricci mi solleticarono una guancia mentre lasciava un altro bacio nel punto in cui la mia mascella incontrava il mio collo.
“Hai un buon profumo.” Disse col fiato corto.
M’inchiodò dolorosamente i polsi al muro prima di premere forte i suoi fianchi contro i miei. Piagnucolai al rude contatto, mentre Harry si lasciò sfuggire un profondo gemito dalla gola. La mia testa cadde in avanti sulla sua spalla: mi sentii come se le gambe mi avrebbero abbandonato in qualche secondo. Il suo petto si alzava e abbassava velocemente mentre il suo respiro aumentava.
Prima che me ne rendessi conto, Harry mi aveva lasciata andare. Mi voltai per trovarlo accanto alla porta.
“Ci vediamo domani sera, Bo.”
Mi fece un occhiolino prima di andarsene. La mia testa girava mentre mi appoggiavo al muro, scivolando fino a sedermi sul pavimento.”

  • dal capitolo 7, dopo che Harry ha pestato il compagno di lavoro di Bo, Steve, colui che ha osato intromettersi mentre Harry stalkerava e terrorizzava Bo:

“”Entra in macchina.” M’impose in modo aggressivo.
Il respiro cominciò a tremare mentre lo guardavo. Le mie dita lasciarono andare la mano di Harry mentre lentamente indietreggiavo. Mi voltai rapidamente e cominciai a correre attraverso il parcheggio, infilandomi tra le diverse macchine che lo riempivano. Il cuore cominciò a battere più forte nel mio petto quando mi voltai indietro, trovando Harry proprio dietro di me: le sue gambe lunghe gli davano un grande vantaggio, rendendomi ancora più difficile riuscire a seminarlo.
Gemetti quando una grande mano si chiuse intorno al mio polso, impedendomi di scappare ancora. Il mio corpo fu tirato all’indietro contro il suo. Non controllai le mie azioni quando la mia mano volò in alto contro il volto di Harry: era la seconda volta da quando l’avevo incontrato che gli davo uno schiaffo e, a giudicare dalla sua espressione, non ne era per niente felice. Le sue iridi verdi si socchiusero mentre mi guardava.
Lanciai un grido quando le sue mani calde si poggiarono sui miei fianchi, sollevandomi e caricandomi su una spalla. Cominciai a colpirlo a pugni chiusi dietro la schiena, cercando di costringerlo a mollare la presa sul mio corpo. Ma non lo fece. Ignorò completamente le mie proteste mentre camminava attraverso il parcheggio.
“Harry!”
Strinsi in un pugno la parte di dietro della sua maglia.
“Mettimi giù!”
Qualche secondo dopo mi sollevò dalla sua spalle e mi poggiò a terra di fronte a sè. Harry si avvicinò di più a me; istintivamente feci qualche passo indietro, ansimando quando il mio corpo entrò in contatto con la fiancata della sua macchina.
“L’hai colpito.” Lo accusai.
“Già.” Rispose con indifferenza.
La sua risposta sembrò quasi una beffa. Voleva che io mi vendicassi.
“Bene, perchè?”
“Si è messo tra i piedi.” Disse Harry con voce roca.
Non dissi nient’altro. Cos’avrei mai potuto dirgli?
“Entra in macchina.”
Afferrò il mio polso ma riuscii a staccarlo subito dalla sua presa. Invece di continuare a lottare spalancò la portiera dal lato del passeggero, aspettando che entrassi. La mia schiena rimase attaccata alla fiancata del veicolo mentre scivolavo verso la porta, mantenendo quanta più distanza tra noi mi fosse possibile.”

Se dovessi fare altri esempi dovrei copiare metà della prima parte della fic, quindi mi fermo qui, ma vi rimando alla prima parte della recensione.



Quel che voglio dire è che “Dark” è una vera e propria romanticizzazione di una relazione abusiva, nella quale Harry stesso non si rende conto che molestare una ragazza è una forma di violenza. La sua incapacità di capirlo è coerente, dato che, secondo quanto ho letto, spesso il molestatore non comprende di esserlo!

Prima l’ha molestata, stalkerata, perseguitata, terrorizzata, ha picchiato chi lo contrastava, poi d’un tratto è cambiato senza motivo e si è fatto apparentemente più gentile. Questo è un altro segno di un uomo violento: le persone più cattive e ipocrite che ho mai conosciuto lavoravano per costruirsi un’immagine da brava persona.
In breve Bo è isolata, ha con sé le amiche generiche e la madre, ma nessun uomo.
Non è da escludere che prima o poi una delle amiche vorrà fidanzarsi, ma Harry di certo non permetterà che qualche altro maschio si avvicini a Bo, non accetterà di formare un gruppo sessualmente misto di amici. Rendetevi conto che va in escandescenza perché Bo scherza con Tom, amico di Harry stesso.
Quindi Bo rimarrà isolata anche dalle amiche, rimarranno solo lei e la madre. Quest’ultima non fa testo perché fa entrare in casa uno sconosciuto solo perché è bello e, pur essendo infermiera, non capisce che la figlia è chiaramente terrorizzata, ma anzi la forza a uscire con lo sconosciuto che la terrorizza.

Sempre secondo le mie ricerche, le manie di controllo dell’abusatore sono considerate, sia da lui che dalla vittima inconsapevole, segni di vero amore. Pure questo avviene puntualmente nella fic.

In conclusione, “Dark” è la storia di un maniaco ipocrita e meschino che, usando la cattiveria del proprio padre, giustifica i propri soprusi fisici e psicologici e la coercizione di una ragazza. Quest’ultima (nonostante abbia letto tantissimo, stando a quel che ci è raccontato e non mostrato) è totalmente incapace d’intendere e di volere, è un animaletto che Harry tiene al guinzaglio e che non può allontanarsi da lui, una sua proprietà (ricordate che quando le mette la collana le dice “così la gente sa che sei mia”), e da lì a essere considerati un oggetto il passo è breve.
E vi ricordo che, durante gli scatti d’ira, l’Harry di questa fic distrugge gli oggetti.

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