“Insane Love” (Mi stalker, mi stupra, ma io lo perdono perché ha la cresta e i muscoli!)

Bonjour le monde!  

Sono sploff, ma potete chiamarmi anche Marghe, Guendalina, ehi tu… D’accordo, magari Guendalina no. Mi ricorda le pubblicità dello yogurt della Mila.

Oggi sono qui con voi per la prima volta (si sente un coro di “buuuu!” in sottofondo) per proporvi una storia che tratta di….

*attimo di suspense*

Justino lo Stalker! Ebbene sì, ricordate il pericoloso Justin di “Hazard Hall”? Bene, qui abbiamo una versione “innovativa”, ossia ancora più incompetente e insensata, inserita in una trama che è praticamente un copia incolla per dieci capitoli di fila. Come si può immaginare, la celebrità protagonista di questa fyccina è proprio Justin Bieber. Personalmente la sua musica non mi piace, ma mi sento male per lui che viene rappresentato così da quelle che dovrebbero essere sue fan…

La “storia” che recensirò (o almeno proverò a recensire, essendo io di natura molto prolifica e poco riassuntiva) s’intitola Insane love, è stata scritta da secutebelieber, il cui nome è tutto un programma, è stata iniziata nel 2015 ed è rimasta ferma al ventiquattresimo capitolo. Stando alla trama, dovrebbe parlare in modo serio e maturo della relazione di una ragazza con il suo stalker. Lo farà? Io dico di no.

Se qualcuno di voi, come me, è troppo pigro per cercare la storia su EFP, vi lascio il link:

https://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=2722371

Le recensioni sono 105, e, purtroppo, sono anche tutte positive (l’unica “critica” consiste nella segnalazione di un plagio di questa fic su Wattpad, come ha notato JoSeBach). Argh. La cosa peggiore è che non forniscono altro contenuto a questa recensione, mannaggia… molte chiedono di aggiornare e le altre consistono solo di complimenti rivolti all’autrice per il suo stile di scrittura.

In effetti, per quanto riguarda la grammatica, la fic è anche ben scritta, cosa rara tra le fanfiction che parlano di Justino, a parte qualche svista occasionale e in alcuni casi anche particolarmente comica.

Il problema di questa pseudostoria non è tanto la grammatica o la trama, anche se ci sarebbe da migliorare sotto entrambi i punti di vista, ma come sono affrontati i temi. Io non ho nulla contro un storia che racconta della relazione tra uno stalker e una ragazza, certo forse non la leggerò perché non è il mio genere, ma, se è ben scritta, non ho nulla da ridire. Il punto è che questa storia tratta di temi come il lutto, la morte, accenni di violenza e di stupro, malattie mentali e molti altri simili in un modo talmente leggero e stereotipato, senza contare che le informazioni presentate sono quasi sempre sbagliate o incomplete, che anche io, che non sono un’esperta in nessuno di questi argomenti, mi sono resa conto che qualcosa non andava.

Vorrei fare un momento di pausa per ringraziare l’amico Google, uno strumento che gli scrittori di fyccine dovrebbero imparare a usare, per avermi aiutato a capire quali informazioni erano giuste e quali no. E avermi insegnato a scrivere suspense.

Per quanto riguarda i personaggi, anche loro sono estremamente stereotipati e sembrano fotocopiati da un teleromanzo tipicamente americano, senza contare i fantomatici amici usciti convenientemente dai buchi di trama, e il carattere della protagonista, che sembra cambiare ogni capitolo.

Per evitarvi eventuali mal di testa, ho fatto un riassunto molto pratico della trama. Sembra semplice, ma, credetemi, è molto incasinata. Anche perché c’è una sottospecie di sottotrama dal capitolo 10 in poi, che vorrebbe aggiungere un alone di mistero sulla vicenda ma (spoiler) non ci riesce, e non fa altro che confondere le cose.

Ma bando alle ciance e ciancio alle bande, partiamo con il prologo!

Ho già detto che i capitoli di questa storia sono infiniti? Del senso, letteralmente infiniti. Parliamo dalle cinque alle dieci pagine di word. No?

Beh, troppo tardi. Ora vi tocca leggere! *risata malvagia*

Il prologo, anche se grammaticalmente corretto, è poco amico di noi esseri occhialuti, in quanto scritto con carattere 10. Prendendo una lente d’ingrandimento, si può iniziare.

Già dal principio, ci si rende conto del tipo di fic: ci sono ben due presentazioni del personaggio principale. Non sto scherzando: prima ci dobbiamo sorbire ben venti righe di un’anonima figura che si pavoneggia dicendoci che ha una vita migliore della nostra. Finito il supplizio, l’anonima ci degna della conoscenza del suo nome: Genesis Hill, che d’ora in poi chiamerò Signora Collina.

Ovviamente il tutto parlano all’aria in pieno stile Geronimo Stilton.

Andando avanti, scopriamo che Genesis ha 17 anni, e frequenta il terzo anno della Los Angeles High School. Cercando di sorvolare sul nome della scuola, usato e abusato dalle fyccine scadenti, concentriamoci sul bistrattamento del povero sistema scolastico americano, fin troppo presente nelle storie come questa.

Negli Stati Uniti d’America la scuola non funziona come in Italia. Le classi iniziano sempre dalla prima elementare, ma la numerazione non si interrompe. Quindi, una prima media sarebbe una sesta, la seconda media una settima e così via. Ad essere proprio precisi, come in molti altri Stati, non esistono nemmeno delle vere e proprie medie, ma si frequentano sei anni di elementari e sei anni di superiori. Il termine High school è passabile, anche se è un po’ come dire solo liceo invece di scuola superiore, ma la classe terza assolutamente no. Innanzitutto, casomai sarebbe la nona, ma, stando a quello che ho spiegato prima, la classe nona equivarrebbe alla nostra prima superiore, ma sembra impossibile e surreale che una ragazza di 17 anni, che si vanta di essere così brava ed intelligente, sia ancora in prima superiore.

Capisco che non tutti sappiano come funziona il sistema scolastico americano, è proprio per questo che l’ho spiegato, ma, se si ambienta una storia che tratta di un cantante canadese negli USA, fare qualche ricerca non sarebbe male…

Proseguendo con la storia, l’autrice ci diletta con una descrizione dettagliata dei muscoli del ragazzo della protagonista, un certo Cameron Price. Il famoso Signor Prezzo, insomma. Logicamente, l’essere alfa maschio della storia ha gli occhi verde smeraldo, gioca a football ed è il ragazzo più popolare della scuola.

Segue considerazione su come questo fidanzamento, che fino a mezza riga prima viene presentato come ammoreh puroh, sia in realtà solo una facciata, in modo che i due possano rimanere i ragazzi più popolari della scuola. E la Signora Collina ci tiene pure a precisare che non si sono baciati nemmeno una volta, e tantomeno andati a letto assieme. Vade retro, libera espressione sessuale!

Un po’ in ritardo, Genesis ci informa di non voler deludere le nostre aspettative. Sinceramente, di aspettative per questa fanfiction ne ho molto poche, quindi spara.

Non è la classica ragazza non popolare che sta con il ragazzo popolare, ma è popolare anche lei. Ah. Ma non ce l’aveva detto qualche riga prima?

Quasi alla fine del capitolo si scopre che Genesis si trova per le strade di Los Angeles, e sta camminando.

All’improvviso, sente un rumore. Ah, la suspense! È molto insolito sentire il rumore di altre persone che camminano su un marciapiede a Los Angeles, in effetti. Ma mai quanto vedere un gatto che attraversa la strada: altro che Justino stalker, io mi sarei preoccupata più per il micio che attraversa la strada in una megalopoli! Con tutte quelle macchine, non oso pensare come abbia fatto ad arrivare dall’altra parte ancora vivo.

La protagonista ha “un’iniezione di altra paura” quando sente di nuovo qualcuno camminare, e realizza di non essere sola. Nel bel mezzo di una megalopoli. Mi sembra normale, tutti sanno che a Los Angeles non cammina nessuno sui marciapiedi.

Evgenij:- Se fosse notte fonda, questa sua paura potrebbe avere senso. Tuttavia, immagino che sia pieno giorno. –

A dire la verità non è mai scritto chiaramente, ma sembra che sia mattina. Anche perché dopo troviamo una scena ambientata quella sera, quindi direi che molto probabilmente è pieno giorno…

Il delirio del prologo si conclude qui, ma ci sono altri ventitré capitoli davanti a noi, quindi via con il primo!

L’inizio di questo capitolo è un copia e incolla dell’ultima parte del prologo, quindi passiamo direttamente ad una citazione dal testo.

Avvertenza: è inutile che cerchiate un senso in questa frase, non ne ha.

 “[…] La mia testa si gira ogni qualvolta che il conto nella mia testa arriva a , ma come per magia ” quell’orologio svizzero” sparisce  […]”

Immediatamente dopo, si scopre che la protagonista vive in una villa. Ma non l’aveva già detto nel prologo? Ma sto veramente ancora cercando il senso di questa storia? Ma cosa c’entra con l’orologio svizzero?

Un sorriso “si accampa” sul volto della Signora Collina mentre chiama la domestica. Cos’è, la fiera dei verbi a casaccio? E poi, non immagino neanche quanti soldi ci vogliano per comprare una villetta a Los Angeles, tra l’altro in un quartiere tranquillo a quanto pare, e anche permettersi una domestica. Notate che non è mai spiegato quale lavoro facciano i suoi genitori, si capisce solo che sono delle persone importanti. Cercare qualcosa di plausibile su Google puzzava troppo?

Mariah, la domestica, per tutta risposta le ricorda di non indossare nulla di provocante. Altrimenti si trasforma in una sgualdrinaTM!

Dopo un dialogo immensamente piatto ed insignificante, la Signora Collina si ritira nelle sue stanze e si mette a riflettere ancora su chi la stava seguendo. Fino a tre righe prima pensava di essere la migliore e che nessuno potesse dare dei consigli al suo livello, ma ora come per magia crede che Mariah abbia ragione a consigliarle di non vestirsi in modo troppo provocante. Io vorrei anche sapere come mai si preoccupa di come si veste se rimane a casa, ma finora non c’è ombra di spiegazione.

Saltiamo magicamente alla sera, e troviamo la protagonista nella vasca da bagno, mentre pensa a cosa mettersi per incontrare Cameron. Ammesso e non concesso che non abbia fatto nulla per il resto del giorno, sono abbastanza sicura che tutto il ragionamento riguardo i vestiti si riferisca al fantomatico appuntamento con il suo fidanzato. Fidanzato solo di nome, peraltro.

Dopo tutta questa lagna inutile e parecchio noiosa, si passa direttamente a un dialogo con Cameron, che a quanto pare è entrato in anticipo perché ha trovato la porta aperta e ha avuto la bellissima idea di andare a cercare la sua fidanzata. E qual è la prima stanza in cui è capitato? Il bagno, ovviamente!

Dopo un dialogo delirante, Cameron le mostra un mazzo di rose, dicendo che provengono da un suo ammiratore. Giuro, non si capisce a chi riferisca il “suo”.

Ma di cosa mi preoccupo? Tempo nemmeno due righe i due si lasciano, a quanto pare per quel mazzo di rose, e per ripicca Cameron cerca di stuprare la protagonista. E sapete cosa pensa lei? Che se lo meritava, perché avere un ammiratore segreto era come tradire.

Fermi tutti: mi stai dicendo che stai terminando una relazione che tra l’altro sembra molto insana, sia per il fatto che fosse solo di facciata che soprattutto per la tentata violenza sessuale, e hai anche il coraggio di dire che te lo meriti? Ma un po’ di orgoglio? Non riesco a credere che sia l’autrice che le persone che hanno commentato questa azione con un “Genesis se lo meritava, non doveva tradire Cameron”, perché ce ne sono state, credano davvero che sia giusto che una donna venga violentata. Indipendentemente da quello che si può aver fatto, lo stupro non è mai giustificato, mai.

Dopo aver affrontato un argomento come questo in tuti i modi sbagliati, l’autrice ci delizia con un pezzo scritto in grassetto, in cui Genesis parla in prima persona e cerca di scappare da Cameron:

“Io scappo, lui mi insegue. Io sono la preda, lui è il cacciatore.

Lo scenario del mio film perfetto comincia a cadere a pezzi.   

Chiamate i pompieri, sta andando tutto a fuoco! Il cielo finto è ormai caduto a terra mentre le comparse stanno per essere avvolte dalle fiamme.

Arrivo alla fine della strada e non pensandoci due volte mi faccio strada nel bosco che segue.

<< Genesis torna indietro! >> grida Cameron che piano piano diventa sempre più vicino.

Il fuoco ha raggiunto le case in cartone e divorato tutti i personaggi! Manchi solo tu Genesis, il fuoco sta arrivando.

Scorgo una piccola casetta in legno tra gli alberi alla mia destra. Cambio direzione e corro più veloce che posso verso quel nascondiglio mantenendo con le mani l’asciugamano.

Attenta Genesis il fuoco ti divorerà.

Non do ascolto ai miei pensieri  e apro la piccola porticina, nel buio scorgo una scrivania malandata e mi ci nascondo.

<< Vieni fuori Genesis! >>

Le grida si stanno allontanando.

<< Non finisce qui Genesis. Non finisce qui! >>

I pompieri sono arrivati. Lo scenario è cambiato ma tu sei salva Genesis.

Io sono salva.”

In pratica, in mezzo a questo delirio si capisce che, scappando dal suo ragazzo, la Signora Collina è uscita di casa ed è arrivata in una zona fuori città, descritta come se si trovasse in aperta campagna, dove scorge una casetta in pieno stile “Hansel e Gretel”.

Evgenij:- Ma se era in bagno, è scappata senza vestiti? O ha fatto una sosta in camera?-

A quanto pare aveva un asciugamano attorno, ma, come molte volte in questa storia, questi dettagli sono trascurati. Ergo: quello che non serve a far innamorare Hope di Justino è inutile.

Come ogni persona dotata di buonsenso, Genesis entra nella casa.

E qui passiamo al capitolo due. Che pathos, che narrazione! Non si capisce proprio cosa succederà alla nostra (non) amata protagonista.

Come una persona qualsiasi farebbe, Genesi inizia a curiosare in giro per la casa. Ma sì, tanto di sicuro è disabitata e priva di pericoli. E poi, cosa mi preoccupo, lo sanno tutti che ci sono boschi cupi e misteriosi a due passi da Los Angeles e nessuno ha mai fatto brutti incontri!

Trova un diario firmato J.B., ovviamente acronimo di Justino el Biebero, e inizia a leggerlo.

Lo apre, con accurata descrizione delle sue dita che si muovono sulla copertina per compiere l’azione, non sto scherzando ci sono tre righe di descrizione solo per questo, e cosa vede come prima cosa? Una specie di identikit di tutte le persone che l’avevano conosciuta e con cui lei aveva parlato. Quando legge la parte dedicata a Cameron si scandalizza, con altre dieci righe dedicate a questa sua emozione, per il fatto che l’abbia tradita ben due volte, stando a quanto viene riportato. E qui torna il concetto di prima: quando c’è il minimo sospetto che lei lo tradisca, allora si merita lo stupro, quando invece è lui a farlo ci si può solo scandalizzare un po’? E poi, non aveva detto nel prologo che non si amavano veramente e stavano assieme solo per convenienza? Ma mi sto ancora aspettando coerenza da questa storia?

Dopo essersi guardata un po’ in giro con calma e essere giunta alla conclusione che quella casa è abitata, anche se a noi lettori non viene data la grazia di sapere da cosa l’abbia capito, Genesis esce e torna a casa sua.

Ma non stava correndo per scappare da Cameron senza sapere dove andasse un capitolo fa? Altro che orienteering!

Prima di passare al prossimo capitolo, facciamo una breve parentesi e parliamo dei titoli dei capitoli di questa storia, che sono un pugno nell’occhio per chiunque sappia l’inglese.

*Si sente una sigla generica della pubblicità*

Inizio con il precisare che non sono né in inglese né in italiano, ma un mix. E che l’inglese, quando usato, è (quasi certamente) stato tradotto con Google traduttore. Pensavate di trovare cavolate solo in tedesco, come le fyccine romantiche ambientate ad Auschwitz insegnano? Qui troverete dei rari esempi di orrori di traduzione anche in inglese! Ad esempio, “blu tisane”, un raro mix tra italiano e inglese scritto male.

Ritornando alla storia, troviamo Genesis che si risveglia in un ospedale. Così, senza nessuna spiegazione di sorta. L’unica scena degna di nota del capitolo è quella in cui sua madre, di cui non siamo degni di sapere il nome, entra nella stanza dell’ospedale per insultare e trattare a pesci in faccia l’infermiera che si stava occupando della nostra amata signora Collina.

Dopo aver parlato con sua madre di quanto fosse stato giusto da parte di Cameron tentare di stuprarla e, a quanto sembra, farla finire in ospedale, dopo aver fatto una gita nel covo di Justino el Biebero per motivi di trama, le due decidono di denunciare il ragazzo che l’ha quasi stuprata (ma non bisogna preoccuparsi, perché lei l’ha “tradito” quindi è tutto normale). Finalmente una cosa saggia! Anche se non ne sentiremo più parlare per il resto della storia. Anzi, verrà citato una volta o due come scusa per tenere i genitori lontani da casa.

Passiamo al capitolo successivo, che inizia con la nostra amata (ma non troppo) Genesis in bagno, che riflette sulla storia dello stalker, dicendo che “Non è passato nemmeno un giorno e questa storia dello stalker mi sta distruggendo”. Ora, io non vorrei giudicare nessuno, per carità, ma di eventi strettamente collegati allo stalker per ora ce n’è stato uno, il resto della storia riguardava la sua (assai traumatica)rottura con il fidanzato… sembra un po’ poco per dire che “la sta distruggendo”. Questo capitolo mi puzza di “non so come fare andare avanti la storia quindi mi invento drammi a casaccio”.

Ad ogni modo, la protagonista inizia a leggere il diario appartenuto allo stalker. Dopo qualche riga di nonsense, in cui riflette su dove possa trovarsi ora il ragazzo d cui si era innamorata a dodici (scritto 12 logicamente) anni, riceve un messaggio da un’amica convenientemente uscita da un buco di trama, una certa Sierra, che la avvisa che la denuncia dello stupro di Cameron è al telegiornale. Segue parte molto trash in cui le due si scrivono, e logicamente l’autrice non si è fatta scappare l’occasione per scrivere venti righe abbondanti con il famoso stile “copione”, includendo grassetto e corsivo a caso.

L’ultimo messaggio, da un numero sconosciuto (leggi: stalker), le ricorda che è sua.

Nel nuovo capitolo, troviamo la signora Collina intenta a parlare con i genitori della causa di Cameron. Tutti sono preoccupati perché il padre del ragazzo è un poliziotto, e, come in ogni storia d’amore trash che si rispetti, la polizia è corrotta. Si nota anche una certa indecisione dell’autrice, che una volta dice polizia e una carabinieri, che negli Stati Uniti nemmeno esistono, tra l’altro.

Veniamo anche informati dell’importantissimo dettaglio che la madre di Genesis è una salutista, per questo mangia le patatine fritte. Io, da brava ficcanaso, sono andata a cercarmi la definizione. Vediamo cosa dice: “Chi si preoccupa molto della propria salute, chi dedica grande e spesso eccessiva attenzione alla cura del proprio corpo, preoccupandosi costantemente di seguire un sistema di vita e di alimentazione basato su norme d’igiene e di salvaguardia della salute fisica.”

Ah. Non fraintendetemi, io adoro le patatine fritte, ma non credo che corrispondano esattamente alla definizione di salutista…

Evgenij:- Magari era un tentativo (fallito) di fare del sarcasmo.-

Facciamo finta che sia così, tanto questa fic non può peggiorare ancora… vero?

In pieno giorno, o almeno credo, il tempo in questa storia è molto soggettivo, Genesis decide di andare a dormire.

Quando si sveglia, scopre che lo stalker le ha preparato la colazione. Forse vi state chiedendo come faccia a saperlo, ma non preoccupatevi! Anche io me lo chiedo, perché non viene data nessuna spiegazione. Immagino di non essere all’altezza dei super poteri delle Hope, che con uno sguardo riescono magicamente a capire tutto.

Mentre fa colazione, ovviamente senza preoccuparsi del fatto che lo stalker avrebbe potuto facilmente avvelenarla o drogarla tramite il cibo, si scrive con un certo Cody, anche lui uscito dal famoso buco di trama, suo migliore amico, che la invita a uscire quel pomeriggio. I due escono insieme e ordinano una pizza. Logicamente, ci viene descritto il fattorino figo nei minimi dettagli.

Dopo essere venuti a conoscenza della paura del sangue di Genesis, che mi raccomando non è paura, “è solo che mi fa senso”, scopriamo che c’è del sangue nel ketchup.

“Ehi lo senti anche tu quest’odore?” chiedo immediatamente a Cody.

“Uhg si … ma cos’è? Sembra sangue!” dice mentre fa una smorfia di disgusto.

Ok mi sta prendendo in giro. “Cody non sto scherzando! Sono seria” dico lanciandogli un’occhiata rimproveratoria.

“Nemmeno io! Ti giuro, sembra l’odore del sangue” dice mentre si sofferma a guardare la bustina di ketchup. “Passamela” prosegue il suo discorso. Aggrotto la fronte in segno di confusione e gliela passo. Lui l’afferra e prende un fazzolettino mentre svuota il contenitore su di esso. “O mio Dio!” esclama di colpo allontanandosi dall’isola.

“Cosa?” mi affretto a dire mentre mi avvicino al fazzoletto. Un forte odore mi colpisce e lentamente volgo il mio sguardo alla sostanza rossa e liquida. È sangue.

Questo solleva delle domande. Per primo: a cosa serve il ketchup quando si mangia la pizza? Per secondo: ma cosa c’entra con il resto del capitolo il fatto che ci fosse del sangue nel ketchup? E anche: ma lei come fa a sapere che sia appunto sangue se non l’ha nemmeno assaggiato?

Credete che troveremo una risposta?

Esatto, no! Il capitolo si conclude così, e in quello dopo questo avvenimento non viene nemmeno citato. Capisco che magari l’autrice volesse concentrarsi su altro, che poi mi chiedo cosa, perché la storia è piena di fuffa a non finire, ma immagino che un evento del genere abbia perlomeno scosso la protagonista.

Evgenij: – Alla prima delle tue domande si può in effetti dare una risposta: gli statunitensi non sanno mangiare. Talvolta mettono il ketchup anche sulla pasta, quindi c’è poco da stupirsi.-

*ripensa traumatizzata alla pizza con l’ananas*

Logicamente, quando la signora Collina legge un messaggio in cui lo stalker le dice di essere tropo vicina al suo migliore amico, lo insulta. Insomma, hai uno stalker pericoloso e con evidenti segni di instabilità mentale che ti minaccia, che si intrufola in casa tua per prepararti la colazione e che ti rifila delle pizze insanguinate, chi non lo insulterebbe di rimando?

Magicamente si passa al giorno successivo, a scuola, dove veniamo deliziati con un bel po’ di slut shaming nei confronti di una certa Isabella, mai citata prima, che a quanto pare è andata a letto con Cameron. Rosicando d’invidia, Genesis dà alla ragazza della sgualdrina, usando termini meno gentili, e l’autrice ci tiene ad aggiungere che questa Isabella è poco intelligente. Non sia mai che una ragazza diversa dalla protagonista e dalla sua cerchia di amiche possa essere considerata pari a loro!

Potrei passare il resto della giornata a elencare quanto sia sbagliato e scorretto il considerare un’altra persona inferiore o l’insultarla per il modo in cui ha deciso di vivere, che poi non è che Isabella avesse fatto qualcosa di eclatante, si è semplicemente innamorata di Cameron e ha deciso di andarci a letto assieme. Visto che ho ancora venti capitoli da recensire, però, mi dovrò limitare a realizzare quanto le Hope pensino di essere perfette al punto di poter giudicare ogni minima scelta di chi le sta intorno, e continuare con questa (non) bella “storia”.

Evgenij: – A parte ciò, io sottolineerei pure la mancanza di empatia della Signorina Collina: incontra una che si è messa con il suo ex violento, possessivo e quasi stupratore e non prova neanche a metterla in guardia? Le potrà stare antipatica finché volete, ma il solo pensiero che rischi di venir stuprata dovrebbe spingere la protagonista a parlarle, no? –

In mensa, perché a quanto pare in quella scuola non si fanno lezioni, Genesis incontra degli amici di Cameron che giocano a football, che le chiedono gentilmente come stia, informandola che Cameron verrà espulso dalla squadra per il tentato stupro, anche se i genitori di Genesis le avevano promesso che l’avrebbero tenuto segreto, ma la storia è comunque finita la telegiornale.

Qui non ho capito bene se si tratti di un errore di trama (cosa probabile) oppure se la vicenda sia stata scoperta da qualcuno e poi divulgata al giornale o cose simili. Anche perché, a quanto sembra, i genitori della nostra Hope sono abbastanza conosciuti, quindi è pensabile che qualche giornalista abbia indagato sul loro conto…

Ad ogni modo, Genesis invita i ragazzi a sedersi al tavolo con lei, e loro, facendo attenzione a non mostrare entusiasmo, altrimenti non sarebbero più dei veri bed boi, accettano.

Genesis si teletrasporta a casa con la magia e… Va bene, scherzo, niente magia, anche se avrebbe reso la storia mille volte più interessante. Comunque, ritroviamo la protagonista a casa, che guarda la TV, quando all’improvviso la trasmissione salta e sullo schermo compaiono delle immagini di lei, risalenti al giorno prima. Da quanto si capisce, qualcuno ha installato delle telecamere in casa sua. Il capitolo si conclude con Genesis che cerca le telecamere, ma non le trova.

Evgenij:- Plot twist, lo stalker in realtà è L, che sta indagando sui poteri nefandi delle Hope!-

Grazie a un misterioso salto temporale, il nuovo capitolo inizia con Sierra, l’amica del buco di trama, che invita la protagonista a un gran galà, che si svolgerà dalle 21 (scritto a numero, logicamente, ma almeno in questo caso l’autrice non ha messo anche “p.m.”) a mezzanotte (questo scritto in lettere perché sì). Visto che sapere come si vestono i personaggi è fondamentale, l’autrice ha pensato bene di mettere un link al vestito indossato dalla protagonista per andare al galà.

Sì, questo è quello che si vede cliccando sul link.

Evgenij:- Giustamente, dato che le foto non esistono.-

Passiamo direttamente alla festa, sperando che almeno questa non sia una noia mortale come il resto della trama. La nostra (non) amata protagonista balla con un ragazzo mascherato, che prima non vuole baciare e poi quando viene costretta da lui si arrende e pensa che sia stato un bellissimo bacio. Specificando che si parla di un bacio sulla guancia, mi viene da chiedere come mai non volesse baciare il ragazzo, e anche come mai il ragazzo volesse baciarla sulla guancia.

Logicamente non troverò risposte, quindi vado avanti con la recensione. La signora Collina riceve un messaggio in cui lo stalker le dice che danza bene. Ora, non ci vuole molto a fare due più due e scoprire che l’uomo con cui ballava era lo stalker. Come prima cosa era mascherato, quindi nessuno poteva conoscere la sua vera identità, però lui ha chiamato Genesis per nome, il che significa che la conosceva. A questo punto, rimangono due opzioni: o è uno degli amici di Genesis che escono convenientemente da buchi di trama o è lo stalker. Considerato che le manda il messaggio appena la signora Collina l’ha perso di vista tra la folla, direi che l’unica spiegazione possibile è che sia lo stalker Justino.

Logicamente, la protagonista, in grado di sapere che c’è del sangue nel ketchup senza nemmeno aprirlo, e di sapere chi le abbia preparato la colazione, non prende in considerazione che forse la persona con cui ha appena finito di ballare sia lo stalker, anzi, ricevuto il messaggio si domanda anche dove possa essersi nascosto lo stalker per, beh, stalkerarla.

All’inizio del capitolo successivo troviamo un bellissimo flashback, anche chiamato trashback, con tanto di indicazione “FLASHBACK” e “FINE FLASHBACK”, nel caso non fosse chiaro. Sierra inizia chiedendo alla protagonista come fosse l’uomo con cui ha ballato, ma lei risponde che è sparito. Stupita, l’amica ci degna di una spiegazione: a quanto pare, prima della festa c’erano state delle selezioni molto attente per la scelta dei ragazzi mascherati che avrebbero dovuto ballare con le ragazze invitate, quindi dileguarsi dopo aver avuto la fortuna di passarle era incoerente.

Vorrei tanto sapere dove sono gli altri ragazzi selezionati, dato che sembra ci sia solo quello che ha ballato con Genesis, ma immagino che noi lettori non siamo degni di una spiegazione.

Il giorno dopo, alla signora Collina viene il dubbio che il ragazzo che aveva ballato con lei fosse lo stalker. Così decide di chiamare l’amica per chiederle se fosse possibile sapere chi fosse. Questa le risponde che sarebbe fattibile solamente se Genesis si ricordasse l’aspetto fisico, e la protagonista, che lo scorso capitolo non sapeva nemmeno descriverlo, riesce a ricordarsi ogni dettaglio del fisico del ragazzo. Beh, quasi ogni dettaglio. Insomma, dà questa descrizione:

“capelli biondi alzati in una perfetta cresta, occhi profondi color nocciola, mascella pronunciata, naso all’insù, muscoloso ma non troppo e alto, ma non troppo “

Il classico esempio di “magra ma non troppo, con le curve al loro posto” al maschile. Grazie a questa precisissima descrizione, e al fatto che non si sa come mai la protagonista sappia le inziali del nome e del cognome del ragazzo, J.B., le due riescono a trovare delle informazioni.

Evgenij:- Davvero non è per nulla spiegato come ci riescano? Che roba!-

Suvvia, cosa vuoi che sia un inutile dettaglio che permette a Genesis di non venire rapita e/o avvelenata dal suo stalker?

Giusto per creare un po’ di suspense, l’autrice decide che è il caso di cambiare completamente discorso. Infatti, dopo essere riuscita a fare la foto all’identikit del ragazzo, troviamo la protagonista intenta a riflettere su chi potesse aver messo le telecamere in casa sua. Logicamente, il colpevole è Derek.

Ma certo, come ho fatto a non pensarci prima? Magari perché questo Derek non è mai stato citato?

Si scopre che è un ragazzo che si intende di informatica ed è molto timido (leggi: non è un bed boi che cambia ragazza ogni settimana), caratteristiche che lo rendono il colpevole ideale. Perché è noto a tutti che, se un ragazzo giovane non ha ancora la fidanzata, allora o è un pervertito che installa telecamere o è gay. Ah, il profumo di pregiudizi di prima mattina. E non vi preoccupate: in questa storia ci saranno entrambi!

Evgenij:- Che Derek sia il Decklon di questa fic? Avrebbe senso, è il triste fato dei Decklon venir calunniati e accusati di misfatti compiuti dal bad boy. –

In effetti potrebbe essere un Decklon. Ma non preoccupativi tanto: non lo sentiremo più nominare.

A quanto pare si è fatta sera, perché Genesis va a letto, e, ancora a quanto pare, di solito beve una tisana prima di addormentarsi, anche se non l’ha mai fatto nella storia. Infatti, per qualche ragione è convinta che all’interno della tazza sia sciolta una “pillola per dormire”, come descritta dall’autrice. Decide quindi di non berla.

Evgenij: – Questa Hope possiede un nuovo super potere: le Predizioni Inspiegate! –

Prima di addormentarsi, sente lo stalker entrare dalla finestra e raggiungerla nel letto. Segue scena di quasi stupro che mi rifiuto di descrivere perché oltre che trash è offensiva, e lo stalker esce nuovamente dalla finestra.

Il titolo del prossimo capitolo è “It’s not possible”. Ma lo dico io che questa storia non è possibile!

Visto che i genitori, riapparsi dal nulla, si iniziano a preoccupare per lei, Genesis decide di trattarli male e chiudersi in camera sua. Poi, dato che non sa cosa fare, decide di uscire dal suo isolamento auto indotto e andare a trovare Cody, e per la strada fermarsi al primo “Sturbacks” che trova, per comprare da mangiare.

Hai uno stalker che ti segue e ti invia messaggi minatori, e tu decidi di andare a passare un tranquillo pomeriggio assieme al tuo amico attraversando una megalopoli come Los Angeles. Il tutto senza correre rischi, e senza preoccuparsi che forse facendo così metterai in pericolo sia te che il tuo amico. Non sto dicendo di rimanere chiusi in casa, solamente magari di denunciare lo stalker? Con tutti i soldi, che non si sa da dove vengano, che hanno i genitori sicuramente potranno permettersi di farlo…

Logicamente, questo è quello che suggerirebbe il buon senso. Genesis, essendo una Hope, farà del suo meglio per fare l’esatto opposto.

Arrivata alla mega villa del suo amico, dato che la madre del ragazzo le ha detto che non voleva ricevere visite così presto la mattina, cosa assolutamente comprensibile, Genesis decide di arrampicarsi sul classico albero che dà proprio sulla finestra della camera di Cody.

Giusto per aggiungere un po’ di drama, lo stalker invia un messaggio in cui scoraggia la signora Collina da baciare Cody, e lei pensa che sia perché lui la vede come una sorella e quindi sarebbe incesto. Non credo che questa sia la definizione di incesto, ma di cosa mi preoccupo? Tanto questo messaggio, come molti altri, finirà presto nel dimenticatoio.

Ma noi, dato che vogliamo farci un paio di risate, lo leggeremo comunque:

Da: Sconosciuto

Sei sexy nei panni della “stalker” bambolina, ma indovina chi lo è di più? Proprio io. Notizia dell’ultimo minuto: puoi stare con Cody quanto vuoi. Se vuoi bacialo ma ti avverto, potrebbe rimanerne schifato. Ci vediamo presto piccola 😉

Stringo di più il cellulare fra la mano. È ovvio che mi rivedrà presto, proprio stasera mentre io dovrò fingere di essere addormentata. Ma aspettate, che vuol dire che Cody potrebbe rimanere schifato se lo bacio? Forse ha capito che siamo migliori amici e che sarebbe strano baciarlo e poi io non lo farei mai. Sarebbe come baciare mio fratello e sinceramente non sono interessata agli “incesti”.

Saltando magicamente alla sera, Genesis tona a casa e, dopo aver mangiato, decide di guardare il materiale su J.B. che si era procurata il capitolo scorso.

Dopo aver scoperto il suo nome intero, Justin Bieber, decide di cercarlo su Google, dove trova vita morte e miracoli, perché logicamente è così che funziona. Non sto mettendo in dubbio che si possano trovare molte informazioni, specialmente su una celebrità come il nostro beneamato Justino, ma in questa fic lui è uno stalker, per di più sconosciuto, quindi dubito fortemente che questo passaggio sia realistico. Per di più, la protagonista trova persino un referto medico, uno dei documenti più privati, che sicuramente non vengono messi sul sito della clinica come ci vorrebbe far credere l’autrice. Passando oltre questa mastodontica incorrettezza, Genesis leggendo il referto medico scopre che Justin è un maniaco, ma la protagonista si addolcisce subito perché gli sono morti i genitori.

A parte che non si capisce bene cosa si intenda come maniaco, perché, non che io sia esperta, ma esistono diversi tipi di manie, cosa significa “non era colpa sua lo faceva perché gli erano morti i genitori”? Capisco che possa essere un trauma, ma cavolo, denuncialo subito! Hai un soggetto potenzialmente pericoloso che ti segue e ti invia messaggi minatori, cosa ci fa ancora lì? Non capisci che ci va di mezzo la tua vita?

*si ricompone* Scusate, le Hope mi fanno questo effetto.

Dicevamo, dopo aver ricevuto un messaggio minatorio da parte dello stalker, Genesis scende come nulla fosse a cena. Si scopre che sono stati invitati anche zii e cugini, convenientemente usciti da un buco di trama. I suoi genitori la informano che avrebbero dovuto parlare del suo comportamento e del processo.

Dopo cena, riprendendo le sue ricerche, la protagonista trova una foto dello stalker e pensa che sia carino. Poi si ricorda che è lo stalker, che le è pure entrato nel letto per violentarla, e ritira quello che ha pensato. La coerenza è inesistente, in questa storia.

Si addormenta e si sveglia in ritardo il mattino dopo, perché è stata drogata. Con cosa? L’unica risposta plausibile sarebbe con le pillole sciolte nella tisana, ma, a quanto noi lettori sappiamo, non ha mai bevuto la tisana la sera prima. Io sto iniziando a rinunciare di cercare un senso in questa storia, non so voi…

Genesis va a scuola, dimenticando completamente che avrebbe dovuto parlare con i suoi genitori, e ci tiene a sottolineare che ora i giocatori di football per lei sono tutti scemi. Non considerando il fatto che la scorsa volta che è andata a scuola ha presentato due giocatori di football come suoi amici del cuore, non è comunque corretto classificare un’intera categoria di persone come scemi solo perché il tuo ex fidanzato era un giocatore di football e non ti ama più, oltre a averti quasi stuprato, anche se per le Hope questo è un inutile dettaglio. A volte la capacità delle Hope di insultare chiunque non sia come loro mi stupisce. A volte penso di aver conosciuto persone che ragionano così e non mi stupisce più.

Riprendendo la storia, di tutta una giornata di lezioni viene descritta solo una lezione di fisica, con interrogazione e problema annessi. Premettendo che io sono un’ignorante di fisica, e non vado molto d’accordo con la matematica, vi lascio il problema e il commento dell’autrice a fine capitolo, giusto per farci due risate in mezzo a questa trama monotona.

“Una persona di massa 500 N è in piedi su una trave sostenuta da due cavalletti. Calcola la forza verso l’alto, X e Y, esercitata dai cavetti sulla trave.”

E il commento dell’autrice, a fine capitolo, è:

“P.S. Il problema di fisica viene dal libro di fisica inglese quindi se vi suonava strano è perchè gli inglesi sono strani e fanno dei libri strani.”

Visto che io sono più innovativa, e abbastanza annoiata, vi do l’occasione di smettere di leggere questa recensione e risolvere il problema.

Siete ancora qui? Beh, avete fatto la scelta sbagliata. Preparatevi a friggervi il cervello, perché la trama non avrà più senso d’ora in avanti.

Evgenij: – Per deformazione professionale, non posso esimermi dal commentare questo problema. Per prima cosa, la massa si misura in grammi, non in Newton (N): il Newton è l’unità di misura della forza, e la forza è uguale alla massa moltiplicata per l’accelerazione di gravità (la famosa formula newtoniana F = mg). Già qui sono un po’ perplesso, ma diciamo che sia un errore di traduzione (vista la scarsa conoscenza della lingua inglese dell’autrice, non mi pare un’ipotesi azzardata). Il resto del problema è però banalmente incomprensibile così com’è, dal momento che fa chiaramente riferimento a una qualche figura (dove si sarebbero potuti vedere i vettori delle forze X e Y) presente sul sussidiario dal quale è stato (malamente) trascritto. Insomma, questo è quello che succede quando si capisce poco sia di fisica che d’inglese e si copiano delle frasi a caso. –

*prende diligentemente appunti* ehm… mi sono persa a “deformazione professionale”…

Passando al capitolo successivo, si scopre che Cameron è in coma, quindi il processo verrà posticipato. Logicamente, non ci è permesso sapere come mai sia in coma. Anche gli zii e le cugine che avevano cenato assieme alla signora Collina e alla sua famiglia qualche sera prima si trovano all’ospedale, perché avevano fatto un incidente contro un tir. Niente di che, un casuale incidente contro un camion, di quelli che capitano a tutti. Io scherzo, ma l’autrice, nelle note a fine capitolo, l’ha veramente presentato come “una cosa che succede a tutti niente di grave, sono solo tutti e tre in coma”.

Giusto per aggiungere un pizzico di “da dove sbuca fuori questo ora?” alla trama, Genesis decide di andare a trovare un suo vecchio amico, Hunter. Guida fuori dalla città, si ferma a dormire in un ostello con la proprietaria logicamente di facili costumi, dato che ha persino i capelli colorati, e raggiunge la casa dell’amico. Senza che i suoi genitori se ne rendano conto e che la scuola dica qualcosa.

Astenendomi dal commentare il nonsense generale della trama, non posso fare a meno di arrabbiarmi per lo slut shaming totalmente gratuito ai danni della povera proprietaria…

Ritornando alla storia, scopriamo solo ora che questo ragazzo che Genesis voleva andare a trovare era un suo compagno di scuola, costretto a trasferirsi per colpa di dei bulli.

Come una ragazza qualsiasi farebbe in casa di un amico, Genesis si chiude nello sgabuzzino e si sente insonnolita. Così chiude gli occhi, ma quando si risveglia scopre di essere ammanettata sopra una piattaforma piena di spine stile videogioco, che continua ad avvicinarsi a lei. Lo stalker, che aveva organizzato tutto, compare dal bordo della piattaforma, e la deride. Il suo pensiero, ovviamente, è quanto sia figo, seguito dall’affermazione che spezza tutto il (poco) pathos della scena:

“voglio averti con me quando la morte incomberà su di me in modo … beh, in modo mortale.”

Prima di morire, Genesis viene salvata da un uomo mascherato. E io che speravo di non dover più sopportare le sue cavolate!

Evgenij: – E poi l’uomo mascherato le dice: “Se non fossi andata a trovare questo tuo amico sbucato da un buco di trama, avresti evitato questa spiacevole tortura.” Ah, no, scusate, non è Celentano, scusate. –

La protagonistasi risveglia in una stanza descritta come una “Suite presidenziale”. Di sicuro preferisco le descrizioni alle foto, o ai link, però qualche parola in più non farebbe male.

A quanto pare, Genesis si trova di nuovo a Los Angeles, perché decide di andare all’ospedale dai genitori, che logicamente sono rimasti nello stesso posto dove li aveva lasciati due giorni prima. Scopre che la cugina piccola, Jazmyn, è morta, mentre i dottori stanno operando gli zii da tre ore. Non che questo abbia un’influenza sulla trama, dal prossimo capitolo sarà tutto dimenticato, in favore di descrizioni accurate su come sia figo e bello lo stalker, ignorando il fatto che probabilmente è anche molto pericoloso.

Evgenij:- Ma io non posso crederci! La sua cuginetta muore e lei non ha neanche un minimo di turbamento emotivo?! Ma siamo sicuri che questanon sia una parodia delle ficcine?-

Ma magari lo fosse! Invece l’autrice era serissima, e pure convinta che la sua storia fosse un esempio per gli altri!

Genesis decide di tornare a casa, e, arrivata, va in camera sua, dove trova Cody affacciato alla finestra. Logicamente non c’è nessuna spiegazione sul come faccia a affacciarsi alla finestra di una camera al secondo piano. Comunque, il ragazzo le fa le condoglianze per la morte della cugina e lei lo tratta in malo modo intimandogli di andarsene. La madre del ragazzo non aveva tutti i torti a non voler Genesis in casa…

Visto che sarà da sola per tutta la notte, il primo pensiero della signora Collina è fare un pigiama party con altri amici usciti dai buchi di trama. Festa che, tra parentesi, non viene descritta. Ma sì, tanto non è importante! Solo le scene con lo stalker figo che la maltratta sono importanti in questa storia, il resto è solo uno sfondo.

Evgenij:- Organizza una festa subito dopo la morte della cuginetta e con gli zii ancora in pericolo di vita?!-

Ma no, quelli erano personaggi di contorno messi lì per fare un po’ di scena e aggiungere drammi a caso. Non credo che l’autrice si ricordi di cose di poco conto come avere fatto morire la cugina e avere lasciato gli zii in ospedale…

Come si poteva immaginare, infatti, la narrazione salta direttamente alla nostra Genesis che si sveglia in camera sua, e vede lo stalker in fondo al suo letto che piange. Vi starete forse chiedendo come abbia fatto a riconoscerlo se non l’ha mai veramente visto in faccia, e soprattutto con il buio, ma non preoccupatevi! Le Hope sono naturalmente dotate di raggi a infrarossi e di detector di stalker/stupratore proprio per occasioni come queste!

Evgenij: – Altro potere da aggiungere alla lista di Shade Owl.-

Invece di prendere il telefono e chiamare la polizia, Genesis urla in faccia allo stalker, insultandolo e minacciandolo di svegliare i propri amici se non se ne fosse andato.

Sinceramente, mi sto stufando di commentare come questa storia non abbia alcun senso e dia i peggiori esempi possibili di come comportarsi quando minacciati, quindi lo dirò una volta sola: chiedete aiuto. Ci sono tantissimi numeri che si possono chiamare per avere assistenza, non fate come le Hope! Quello che è descritto in queste storie non è reale, mi posso dire abbastanza fortunata da non avere avuto esperienze personali, ma, quando si ha a che fare con persone pericolose come queste, è meglio non rischiare e chiedere subito aiuto.

Tornando alla nostra (decisamente non) appassionante storia, lo stalker, da vero malvagio dei fumetti, rivela a Genesis il suo piano malvagerrimo per incontrarla: ha addormentato gli ospiti del pigiama party con del sonnifero uscito magicamente da un buco di trama, e la sta per rapire. Genesis procede a svenire, perché altrimenti la trama non sarebbe potuta andare avanti, e si ritrova legata a un palo, sopra un palazzo in rovina. Notare l’assenza di dettagli che non permettono di capire dove cavolo l’abbia portata lo stalker questa volta. Anche l’autrice era un po’ confusa, perché alcune volte ha scritto tetto, altre mura (il Wall Maria!), altre cornicione della finestra. A meno che Genesis non si sia improvvisamente triplicata, per rendere il tutto comprensibile, facciamo finta che si trovi sul tetto.

Guardandosi intorno, scopre una porta, che in quanto prima porta che vede è sicuramente quella da cui lo stalker l’ha portata lì. Sulla porta c’è anche scritto che ci sono sei (scritto 6, logicamente) piani nell’edificio. Si slega con facilità, e qui mi chiederei cosa l’abbia portata lì a fare lo stalker se nemmeno l’ha legata come si deve, e scende le scale di sicurezza.

Grazie ai suoi istinti da Hope, scopre che c’è un parcheggio sotterraneo, che in quanto parcheggio sotterraneo di un edificio diroccato ha sicuramente un’uscita non bloccata da assi, ruggine o altri palazzi. Ma non è tutto: nel parcheggio incontra lo stalker! Cerca di fuggire da lui, ma per la prima volta che fa qualcosa di sensato la trama interviene a suo sfavore: la fa svenire di nuovo.

Quando si sveglia, si ritrova legata su una sedia in un garage. Invece di essere preoccupata, il suo primo pensiero è sorridere e constatare che in quel periodo è stata più legata che libera. Io direi anche che è svenuta parecchie volte per motivi di trama, ma andiamo avanti. Si addormenta, e qui la capisco, mi sto addormentando anche io a riassumere questo pezzo, spero solo di non averlo reso così noioso per voi lettori. Al suo risveglio, nota che lo stalker è nella stanza con lei, e il suo primo pensiero logicamente è quanto sia figo a petto nudo.

Ora, io mi chiedo come fa a trovarsi in una stanza che fino a qualche riga sopra era in un garage, ma come si può immaginare non ci sarà una risposta.

Evgenij:- A Justino Stalkerino piace molto cambiare location, evidentemente.-

A questo punto lo stalker, con un coltello, inizia a ferirle la spalla, segue affermazione incommentabile da parte di Genesis su quanto costui sia bipolare come comportamento, poi lo stalker esce dalla stanza e lei prova a fuggire. Prima che riesca a alzarsi in piedi, essendosi già magicamente slegata dalla sedia, scoppia un incendio. Lo stalker, molto casualmente, è di fronte all’unica uscita agibile, e, come in un qualsiasi film di serie Z, prima di farla uscire la costringe a baciarlo. Segue commento su come questo sia il primo bacio di lei (ma non era fidanzata, scusate?), poi lo stalker la “solleva a sposa” e la porta al SUV, per riaccompagnarla a casa. Cavolo, niente Ranger Rover questa volta.

Magicamente arriva il mattino dopo, Genesis va a scuola come se nulla fosse. Perché, logicamente, sei stata appena rapita e torturata da un pazzo, e la mattina quando ti svegli vai a scuola così, senza preoccuparti che, magari, se sei scappata e l’hai anche ferito, questo ti verrà a cercare. Continuo con la mia teoria che, secondo me, a questo punto l’autrice non sapeva più cosa scrivere. Oppure non rileggeva nemmeno il capitolo prima di scrivere quello successivo, ma mi sembra strano che non si ricordasse nulla. A scuola, trova Cody e Logan, due degli amici usciti dai buchi di trama, che si baciano. Essendo una Hope, ritiene questo comportamento un insulto, e si arrabbia pure con Cody perché non le ha mai detto di essere gay. Innanzitutto, non è detto che sia gay, per quello che ne sappiamo potrebbe anche avere un qualsiasi altro orientamento sessuale non etero, ma logicamente nell’universo delle Hope se sei un maschio e ti piacciono i maschi devi essere omosessuale. Per non parlare di come viene descritta la scena, e del fatto che Genesis ha anche il coraggio di dire “non sono omofoba o altro”.

Dato che non c’era già abbastanza cringe in questa recensione, ecco la scena:

Guado l’orologio che ho al polso e mi accorgo di essere in ritardo di 5 minuti. Merda in prima ora ho trigonometria! Se sono in ritardo la Foster mi uccide. Corro verso il mio armadietto e afferro il libro e il quaderno per poi salire le scale di corsa. Corro ancora fino a quando i libri non mi cadono dalle mani e la bocca si apre mentre gli occhi analizzano la scena davanti ai miei occhi sgranati.
Logan
.
Cody.
Logan e Cody che si baciano.
Logan e Cody che mi guardano colpevoli.
Logan e Cody, semplicemente.

Come devo prendere questa situazione? A me non da nessun fastidio, non sono omofoba o qualunque altra cosa ma sarebbe sbagliato sentirsi un pò feriti? Perchè non me l’ha detto?  Non l’avrei mai giudicato, perchè ne avrebbe dovuto dubitare?

Stendendo un velo pietoso su questa parte della storia, si scopre che quel sabato ci sarebbe stata una festa, e, visto che il resto del capitolo è di una noia incredibile e non ha nessuna rilevanza nella storia, usiamo anche noi il potere delle scrittrici di fyccine e portiamo avanti il tempo fino al giorno della festa.

Si scopre che la ragazza che aveva spedito gli inviti, descritta con un vestito scollato e tacchi a spillo, che nel linguaggio delle Hope significa che è una “figlia di buona donna”, ha fatto uno scherzo a Genesis e ai suoi amici e ha detto loro di vestirsi eleganti, quando era una festa in maschera. Per evitare maldicenze, vanno subito a cambiarsi.

Lo ammetto, questa scena non c’entra nulla con il resto della storia, ho deciso di riportarla solo per far capire a che livello di “aggiungo cose a caso per rendere la vita della protagonista più interessante così poi tutte vogliono essere lei” si trova questa storia.

Dopo essere tornati alla festa, notano Cameron, l’ex fidanzato di Genesis, e, completamente a caso e out of character, Cody lo picchia. Fermi un attimo: ma Cameron non era in coma? Mi sa che questa storia sta diventando talmente lunga che l’autrice perde dei pezzi…

Anche se alla fine del capitolo viene detto che Genesis e compagnia sono andati via dalla festa, nel capitolo dopo troviamo la nostra (non) amata protagonista che balla ubriaca con lo stalker. Forse vi chiederete cosa ci faccia lo stalker alla festa, e soprattutto di che festa si tratti, se c’era scritto che erano andati via. Me lo sono chiesta anche io, ma non c’è traccia di una spiegazione. Dopo aver detto a Justin che è un vero “bed boy”, scritto precisamente in questo modo, Genesis gli chiede come mai voglia farle del male. Lui nega di volere farle del male, e Genesis si chiede perché menta. Magari perché è uno stalker psicopatico? L’opzione, come sempre, non viene nemmeno presa in considerazione da Genesis, e i due si ritrovano in una villa immensa, dove lo stalker la porta in “una stanza con tante pistole”. Una volta lì, le propone un patto: lei gli avrebbe fatto delle foto, e lui avrebbe risposto alle sue domande. Questa scena non ha il minimo senso, ma nemmeno il resto della storia ne ha. Immagino sia stata aggiunta per far felici le fans che così potevano avere Justin a petto nudo. Non riporto nemmeno le domande di Genesis, che sono al livello bambino dell’asilo. Non per offendere i bambini, ma con tutto quello che avrebbe potuto chiedere gli domanda quanti anni abbia, come si chiami e quale sia il suo cognome, tutte cose che, dato che aveva trovato un suo referto medico, sicuramente sapeva già!

Evgenij: – Questa è più scema di Rat-Man! –

Finite le domande, lo stalker si arrabbia, le ficca un coltello nel polso, ma Genesis frega la macchina di Justin e parte a tutta birra.

Evgenij:- Come cavolo fa a guidare con un polso sanguinante? Non viene spiegato nulla, vero?-

Vedo che stai iniziando a capire come vanno le cose in questa storia. L’importante è far “innamorare” Hope dello stalker, il resto è trascurabile.

Nel capitolo successivo la ritroviamo appena entrata in bagno, dove trova una macchia di sangue, che logicamente significa che lo stalker è stato lì. Tornando in camera sua, trova un biglietto con scritte delle minacce, anche queste palesemente da parte dello stalker.

Mariah, la domestica che era stata ingoiata da un buco di trama, le dice che deve entrare in camera sua. Genesis la vede uscire con un biglietto rosso, e grazie alle sue abilità investigative sa che è un biglietto dello stalker. Riesce a fregarglielo e a nasconderlo nella tasca, poi torna in camera sua e scopre che c’è scritto “Ante Meridiem”. Ancora grazie alle sue innate doti investigative, prende il biglietto di invito alla festa di qualche capitolo fa, e scopre che alcune lettere sono di un colore diverso. Questo non può essere altro che un messaggio cifrato, ma non è nulla per la nostra formidabile detective! In meno di cinque minuti sa già che significa che Mariah si sarebbe incontrata con qualcuno alle tre di notte a Canoga Park, che è veramente una località a Los Angeles.

La nostra protagonista non perde l’occasione per fare festa con gli amici, quindi cerca un locale a Canoga Park e invita (leggi: obbliga a venire con lei) un po’ di amici mai nominati pima, assieme a Cody e Logan. La sera si incontrano e decidono di andare in un bar all’entrata di Canoga Park, e fanno festa per tutta la notte. Fine. Nessuna indagine da parte di Genesis, nessuna menzione all’incontro alle tre di notte. Il capitolo si conclude con Genesis e i suoi amici che si salutano per rientrare a casa.

Evgenij:- Ma… Ma… Ci rinuncio.-

Saltando direttamente al mattino dopo la sua entrata a scuola, Genesis nota che lo stalker la sta aspettando dentro l’edificio. Si domanda cosa ci faccia in quel posto, ma prima che possa avere una risposta una sua amica, d’ora in poi etichettata come sgualdrina ruba stalker, gli corre incontro e lo abbraccia. L’amica racconta allo stalker della festa quella sera a Canoga Park, e lui assicura che ci sarà.

La serata non viene nemmeno descritta, ma la mattina dopo Genesis sa che Mason, a quanto pare un altro amico uscito dal buco di trama, ha messo dei bigliettini rossi nella sua borsa.

Sarà lui il colpevole? Che fine ha fatto Mariah per venti capitoli? Ma soprattutto, Genesis capirà che Justin è uno stalker psicopatico e lo denuncerà? Purtroppo non avremmo nessuna risposta, perché la storia si conclude qui.

In generale, questa fic viola senza dubbio le regole di EFP, perché mostra Justino el Biebero nei panni di uno stalker violento, stupratore e leggermente psicopatico, con aggiunta di cliché e una spolveratina di inglese bistrattato.

Non è certo la fanfiction peggiore mai recensita, ma credo che meriti comunque di essere segnalata, se non altro per il non rispetto nei confronti delle reali vittime di stalking, che hanno tutto il diritto di sentirsi prese in giro da questa “storia”. Senza aggiungere l’odio insensato verso qualsiasi essere respirante che ha una vita più entusiasmante di quella della protagonista e il nonsense inglese generale che permeano tutti i capitoli.

Questo è tutto per la mia recensione, spero vi sia piaciuta!

Alla prossima,

Sploff

2 pensieri su ““Insane Love” (Mi stalker, mi stupra, ma io lo perdono perché ha la cresta e i muscoli!)

  1. Stupenda recensione, complimenti!
    Una cosuccia che ho notato controllando la fyccina su EFP: le recensioni non sono 10, ma 105 (di cui una negativa, ma è per notificare un episodio di plagio da parte di un utente di Wattpad).

    Piace a 1 persona

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