“Big Secret.” (La riunione dei sosia) – Prima Parte

Shade Owl era in ferie. Finalmente, tra l’altro: dopo un anno di follia e lavoro, si era concesso due settimane di vacanza e così, infilata Gaia nel trasportino, era montato in macchina e si era diretto in Toscana a casa di sua madre, dove avrebbe trascorso le vacanze.

Purtroppo la tranquillità, anche lì, era piuttosto relativa…

BANG!

– Eh, ma che cazzo… ELLIE!- gridò il recensore, correndo in giardino.

La trovò appostata dietro il muretto col fucile puntato, e stava mirando a cose che solo lei riusciva a vedere, la faccia coperta di tintura mimetica.

– Ho visto un infetto!- esclamò Ellie – Era lì, a trecento metri!-

– Era il vicino col suo cane!-

– Era infetto pure il cane!-

– Hai accoppato anche il cane??-

Attirati dal trambusto, uscirono anche Piton, Gaia e Cthulhu, distratti dai loro passatempi.

– State di nuovo litigando?- chiese il professore.

– No.- disse Ellie – Ha paura che mi possa fare male.-

– Veramente sono io a volerti fare del male!-

– Oh, lo so, scherzi sempre…-

Shade Owl emise un gemito esasperato, ma Cthulhu gli mise una mano sulla spalla.

– Flk’nhy t’jah keh lnbyuk t’huk.-

– Una nuova ficcyna? Davvero?- chiese Shade Owl, stupito.

Piton annuì.

– Appena trovata.-

– Miao!- esclamò Gaia.

– Ah beh… allora tanto vale cominciare. Magari distrarrà pure Ellie.-

BANG!

– … o forse no…-

*

Ebbene, anche in ferie riesco a trovare un po’ di tempo per stroncare e recensire! Oggi torneremo finalmente su EFP, dopo tanto tempo che non mi occupo delle ficcyne postate su tale sito (se ricordate, ultimamente ho stroncato solo su Wattpad), e andremo a caccia delle storie dell’autrice valsxjk.

In realtà tale autrice, con le stesse storie, è presente anche su Wattpad, ma originariamente era solo su EFP, e successivamente ha creato un profilo anche lì. Noi prenderemo in esame la roba di EFP, essendo venuta prima. Penseremo eventualmente a Wattpad in un secondo momento, dato che lì ci sono altre storie, non presenti sul primo sito.

Sul profilo EFP di tale autrice ci sono ben cinque storie, ma tre di esse sono delle One-Shot, e TUTTE, long incluse, sono raccolte nel fandom di Justin Bieber. Quindi sì, avremo di nuovo a che fare con lui.

La prima long si intitola Big Secret, ed è ciò di cui ci occuperemo oggi.

Su EFP la fic consta di 38 capitoli, e ha all’attivo ben 77 recensioni (sempre meglio delle 3, 4, 500 che aveva Bieber23…), e sono tutte positive.

Essa, come vi ho accennato, è presente anche su Wattpad.

https://www.wattpad.com/story/59198211-big-secret-completata

Lì consta ben 123K letture e 6.7K voti, ed è suddivisa in ben 46 parti, anche se in realtà i capitoli sono sempre quelli, e vi sono state fatte solo inutili aggiunte che non hanno nulla a che fare con la trama (quali annunci di altre storie, ringraziamenti o celebrazioni di qualche tipo). Su Wattpad è presente anche il link per il booktrailer su YouTube.

Scommetto che, guardando il trailer, la faccia della protagonista non vi sembrerà affatto sconosciuta. Beh, il vostro presentimento, ve lo garantisco, è corretto.

I capitoli, inoltre, erano costellati di immagini, un tempo (almeno una all’inizio e/o alla fine), ma erano nel vecchio formato, che ormai EFP non supporta più dopo gli aggiornamenti fatti e i cambiamenti subiti dal sito Tinypic, di conseguenza sono crashate da anni.

Evgenij: (in lontananza) – EVVIVA!!!!-

L’intro non è una vera intro, dato che riporta unicamente un paio di dialoghi tra i protagonisti, ma due cose in più ci vengono dette nel primo capitolo postato, intitolato “Introduzione”.

Justin, in questa fic, ha ventitré anni, ovviamente scritto in cifre, ed è a capo di una “grandissima azienda che opera sul campo farmacologico” (insomma, a ventitré anni è il CEO di un’azienda farmaceutica… un po’ improbabile, alla sua età, ma vabe’, ci sono cose più strane, magari ci sta…), ed è il più ricco dell’Unica Città del Pianeta.

Sì, vive a New York.

LaMacchiaNera: -Accidenti, e io che per un attimo ho pensato che la Fic fosse ambientata in un contesto fantasy tipo: “Il Virus Apocalisse si è abbattuto sulla Terra sterminando l’umanità trasformando gli infetti in mostri; i pochi superstiti sono confluiti in quella che è l’Unica Città del Pianeta, solo luogo in cui è ancora possibile avere qualcosa che sembri una vita normale, ma appena fuori dai confini, un’orda di mostri (un misto tra quelli di Resident Evil, Silent Hill e Lovecraft) attende la minima debolezza del sistema per prendersi il posto di specie dominante. L’Umanità però ha ancora una speranza, Justin Bieber, CEO di Big Pharma, e da anni impegnato nella ricerca di un farmaco in grado di debellare l’epidemia apocalittica, ma nonostante la sua abilità nel dominio dei principi attivi ha ancora molto da imparare; ma io ne sono certa: Justin Bieber salverà il mondo!” –

Shade: – E invece ci strapuppiamo le solite cretinate.-

Ovviamente Justin ha uno stuolo di donne che manco il Re di Persia, e un non meglio specificato peso sul cuore che lo opprime, ma di cui nessuno deve venire a conoscenza (il “big secret” del titolo). Inoltre “vuole il successo, vuole sesso, vuole soldi e vuole una nuova assistente per il suo ufficio e magari per il suo letto”.

Con tutte le donne che ha deve pure assumerne una per andarci a letto?

Boh, si parte benino, mi sembra.

Perché, ricordatevelo, sto solo citando il capitolo introduttivo.

Non ci vengono date notizie sulla protagonista femminile, non al momento. La sola cosa che sappiamo è il suo nome.

Sapete come si chiama? Indovinate.

Ebbene… si chiama Chelsey!

Capito perché la prestavolto nel trailer vi sembrava familiare? Eh, sì… è proprio Kelsey, la famigerata Kelsey Marie Ann Jones Andarson McAdams di Danger! Ha solo il nome un pochino diverso, ma si tratta proprio di lei.

Non ci vengono date notizie nelle intro, ma nelle intenzioni dell’autrice dovrebbe essere la classica Hope: “diversa” da tutte le #troje con cui si circonda Justin, timida, badass, coraggiosa, creti… no, cretina no. Nelle intenzioni dell’autrice no.

Ah, e sente le voci. Dico davvero, eh! Per tutto il tempo continuerà a litigare con il “suo interiore” (così lo chiama) su quanto le piaccia Justin. Il che è generalmente (ma non sempre, stando alle mie ricerche è tipo il 70% dei casi) indice di schizofrenia.

LaMacchiaNera: – Il mio interiore, il tuo interiore, il suo interiore, il nostro interiore, il vostro interiore, il loro interiore!-

LeatherFace: – Le nostre interiora!-

Ellie (puntando LeatherFace): – BANG!-

Shade: – Ma come, una volta tanto incontri un tuo simile e tu gli spari in faccia?-

Quanto a grammatica e ortografia, siamo messi quasi decentemente. Nel senso, non è una cosa da cavarsi gli occhi e infilarli in un frullatore, no, ma ci sono un bel po’ di errori, che sono probabilmente dovuti a disattenzione e a mancate riletture, oltre che a un chiaro bisogno di ripassare la grammatica, che stonano enormemente col testo e che spesso mi hanno fatto pensare “ma che cavolo vuol dire?”, tuttavia non è nulla di ingestibile. La vodka permette di ignorare quasi tutto.

Anche se a volte ho avuto la tentazione di sfondare le pareti con la testa. Mi trattengo perché sono a casa di mia madre, stavolta.

Ora che abbiamo terminato la fase preliminare, direi che possiamo tranquillamente procedere. Come sempre sarò accompagnato dai miei assistenti Severus Piton…

Piton: – Ammirevole.-

… Cthulhu…

Cthulhu: – Pl’bny kwa th’ka nha.- (Non demolire casa di tua madre.)

… Gaia…

Gaia: – Miao!-

… ed Ellie.

Ellie: – BANG!-

Oh, ma dai, ancora?

*

La prima frase del primo (vero) capitolo è questa:

Mi sistemo la cravatta e il colletto della camicia davanti al mio solito specchio, sono così bello. Bello da morire. Se lo specchio fosse una persona mi scoperebbe.

Mi salgono già gli istinti suicidi.

LaMacchiaNera: – MMMMMnnnnnnnnnnvvvvvvrrrrrrreeeaaaaahhhhh… Ma quante cazzo di patologie mentali fondate sul narcisismo e l’egocentrismo devi avere per fare un pensiero del genere? –

Visto che voglio incentivare ulteriormente anche i vostri, di istinti suicidi, vi dico che subito dopo c’è di meglio: uscito dalla propria camera, costui si rivolge a una certa Elodie, dicendole (pure un po’ sgarbatamente) che quella sera avrà la serata libera perché “non la vuole tra i piedi”.

Non credo si tratti della Elodie che conosciamo tutti, dato che la storia è del 2015 e lei ha vinto Amici solo nel 2016, salendo veramente alla ribalta un anno più tardi, comunque.

Ad ogni modo, non è questo a dovervi far cringiare. È quanto segue:

Elodie lavora qui da due anni e sono due anni che approfitto di lei palpandola, accarezzandola e toccandola. Ha 20 anni e come tutti, ha bisogno di soldi per mantenere i suoi studi all’università. E io ho bisogno di qualcuno quando mi sento troppo solo, ma solo in casi estremi: così ho lei, la mia cameriera Elodie.

Ellie (caricando un fucile con proiettili da elefante) – Okay, ora lo impallino.-

Non me la sento di fermarla, stavolta.

LaMacchiaNera: – Disgustoso! Questo le patologie mentali ce le ha sul serio! Oltre ad essere un molestatore!-

Abbiamo appena iniziato e, come ha detto il mi collega, già il nostro Justin è un molestatore che compie veri e propri atti di aggressione sessuale nei confronti di una dipendente con problemi economici. E ne va pure fiero!

E migliora andando avanti, eh! Perché, mentre si reca al lavoro, dice chiaramente di aver bisogno di una segretaria che gli tenga in ordine l’ufficio e le pratiche, ma anche che soddisfi le sue voglie!

No, davvero, devo riportarvi i suoi pensieri!

[…]Una di quelle troie che vogliono soldi e sesso. Proprio come me. E poi, mi piacciono le bionde. Adoro le bionde. Sono quelle che hanno le tette più grosse secondo me, però anche certe more non scherzano.

Ricordiamo: siamo ancora AL PRIMO PARAGRAFO DEL PRIMO CAPITOLO.

LaMacchiaNera: – Spoiler: sposerà una bruna! Battuta a parte, credo che questo sia un nuovo record di “Episodio di slut-shaming inserito nel minor tempo dall’inizio della Fic!” –

Saltando dettagli inutili, El Biebero raggiunge il suo ufficio, dove lo attende la nostra Hope di turno, Chelsey Collen (stavolta il cognome rimarrà questo, invece di cambiare ogni dieci capitoli), e come la vede pensa scocciato che ha le tette piccole.

Dico sul serio, andate a leggere. Io intanto mi faccio un drink.

Gaia: – Miao!-

Il dialogo tra i due è particolarmente viscido, e senza vodka non lo reggerei, con Justin che si eccita vedendola timida e sottomessa, non risparmiandosi qualche doppio senso (dice chiaramente che se lo “soddisfa” sarà “promossa”, ma immagino intenda dire “assunta”).

Le consegna anche dei documenti, ma le vieta di leggerli subito: dovrà farlo una volta arrivata a casa.

Prima di farla uscire, infine, le chiede di firmare un… un non so cosa, visto che non ci viene descritto nemmeno in mezza parola, per “registrare che è passata”.

Ma che, adesso non è solo il CEO ma pure l’usciere?

Finito il “colloquio”, Justin ha una riunione con i suoi dipendenti. Ora potete ridere:

Abbiamo bisogno di una nuova cura” Comincio a parlare. “Una innovazione. Qualcosa di nuovo che serva per il futuro.” Tutti mi guardano facendo attenzione. La sala non fiata. Si sente solo la mia voce ed è l’unica che si deve sentire.

Ho pensato.. a una pillola per ridurre la voglia sessuale delle donne.”

Al dire il vero va contro il mio stesso piacere. Ma prima i soldi e poi il piacere.

-E’ un ottima idea, Signor Bieber.- Afferma un tipo seduto al mio fianco. –Inizieremo i nostri studi e le faremo sapere.-

Perfetto, cercate di essere efficienti. Perché Bieber non affonda mai.”

Cthulhu: – N’jka ll’hbey hk’ly R’lyeh!- (Non se ti trascino a R’lyeh!)

Giuro, se questa è una riunione io sono una paperella di gomma.

Che poi, una pillola per ridurre la “voglia sessuale delle donne”? Perché? Cosa dovrebbe curare? Chi la comprerebbe? Quali vantaggi se ne trarrebbero? E poi, come ci sei arrivato? Quali studi hai condotto tra ricerche di mercato e chimica per ritenere che potesse essere utile agli affari e possibile da realizzare? Inoltre, e qui non pensavo di dovermi spiegare, non è il CEO a tirar fuori le idee sui prodotti, lui al limite le approva! Sono i reparti creativi a occuparsene! Sono gli ingegneri, i ricercatori, gente che passa le notti a studiare le malattie esistenti a tirar fuori nuovi prodotti, non un cretinetto straricco che pensa solo a piparsi lo staff femminile!

LaMacchiaNera: – C’è da dire che esistono circa una quarantina di psicofarmaci con l’effetto collaterale di attenuare le voglie sessuali e modificarne uno abbastanza da rendere quello il suo effetto principale non sarebbe impossibile. Dunque, non è qualcosa di fantascientifico. Per quanto riguarda i possibili acquirenti credo possano essere donne ipersessuali come ninfomani e sesso-dipendenti! A parte questo, sembra il pensiero che farebbe un fascistoide perché secondo lui le donne che desiderano il sesso sono in qualche modo troje! –

Shade: – Eh, ma ancora devi vedere cosa verrà dopo, qual è il target di riferimento e soprattutto come è fatto il farmaco. Questo è niente!-

Ellie: – Io personalmente non credo che una pillola del genere sia utile. Già leggere questa roba ha ridotto la mia voglia a zero.-

Shade: – Non che Bieber sia il tuo tipo, non ha il giusto equipaggiamento, a quanto ne so…-

Bah… comunque, il giorno dopo Justin si incontra di nuovo con Hopelsey in ufficio la quale, tutta disgustata, afferma di non voler lavorare in quell’azienda. Immagino dipenda da ciò che ha letto nei documenti che le sono stati consegnati da Justin il giorno prima, e questo spiega perché le ha imposto di leggerli solo a casa: aveva paura che potesse iniziare a menarlo seduta stante.

Tuttavia, Justino è il più furbo di tutti, o quantomeno più di Chelsey, la quale probabilmente deve avere delle serissime tare mentali, infatti il giorno prima non le ha fatto firmare un registro di qualche tipo:

Sa.. Signorina Collen, prima di firmare certi documenti dovrebbe imparare a leggerli.”
Sorrido beffardo e tiro fuori dal cassetto il documento che ha firmato ieri. “Non era per registrare che eri venuta, ma per approvare il mio contratto.”

Cioè, ma questa qui nemmeno si è accorta che non stava firmando un registro di presenze ma un contratto vero e proprio? Potrei capire se lui le avesse chiesto di firmare un contratto e a lei fossero sfuggite le famose scritte in piccolo che tanto piacciono a Zio Paperone per raggirare Paperino, ma qui Chelsey ha confuso un registro di presenze (sul quale al limite ci sono solo le firme e gli orari di ingresso e uscita di altre persone) con un contratto, che è stampato su carta intestata e riporta un sacco di informazioni di vario genere, spesso contando numerose pagine e includendo anche accordi di riservatezza!

Non so di preciso cosa ci sia scritto su quel contratto, ma stando a quello che capisco dal dialogo quello non è un lavoro, ma un rapporto di schiavitù, grossomodo, in cui Justin ha diritto di decidere persino quando la nostra Hope può andare al bagno!

LaMacchiaNera: – Jeff Besoz F**KING APPRUUUVED! –

Quindi, in pratica:

1) Chelsey è totalmente rincoglionita, se non sa distinguere tra un registro e un contratto!

2) Justin è altrettanto idiota se pensa che una sola firma basti per un contratto del genere, dato che le ditte farmaceutiche sviluppano prodotti le cui formule sono perlopiù segrete e, quindi, molti dipendenti (se non tutti) hanno l’obbligo di riservatezza, specie chi lavora a stretto contatto col CEO dell’azienda! Inoltre i contratti si firmano in duplice copia, una per il dipendente e una per l’azienda!

3) Tale firma è stata estorta con l’inganno per un contratto che è assolutamente illegale! Va bene, coi soldi che ha Justin potrebbe benissimo pagarsi un grande studio di avvocati e pure giudice e giuria, ma è comunque un reato quello che ha commesso! E pure grave!

Insomma, malgrado le proteste di Hope alla fine questa deve capitolare, e infatti il capitolo si conclude con lei che è costretta a portare al nostro Bedboy un caffè macchiato.

Ci sono solo due recensioni a questo capitolo, e una delle due (l’altra non merita menzione) recita quanto segue:

“Mi sembra 50 sfumature di grigio,sai?

Spero di no…odio quella trilogia 🤔

Nella precedente recensione ho detto che mi piace un Justin così…mi sbagliavo.

Non lo sopporto!

È maleducato,arrogante e presuntuoso !

Spero che non la terrai per le lunghe, sono molto curiosa!!

A presto”

Sì, pure io avevo pensato a quella roba… l’autrice ha risposto che, comunque, le cose cambieranno abbastanza presto, pur senza fare spoiler. Vedremo andando avanti a cosa si riferiva.

In ogni caso, lode alla lettrice, che aveva pienamente ragione. Mi secca solo che la recensione sia positiva invece che neutra, ma vabe’… non posso avere tutto.

Non finché non avrò il potere assoluto…

Siamo ora al capitolo due, Justin continua ad ammorbarci parlando dell’oscurità che ha dentro e di come usa le donne perché in fondo si sente infelice. Le due palle che mi sta facendo non si misurano nemmeno.

Ah, ora chiama Chelsey “Mrs. Tette Piccole”, e ha deciso di scrivere un diario su di lei “per aumentare le sue idee” su come trattarla in azienda. Insomma per riflettere meglio sui vari modi di molestarla.

Segue il primo estratto del diario, sul loro primo giorno di lavoro insieme. Vi risparmierò la lettura, ma nella prima frase riesce a ripetere tipo cinque volte che “non rispetta i suoi canoni” perché ha le tette piccole. Nemmeno la chiama mai per nome in tutto l’estratto, usa sempre il nomignolo “Mrs. Tette Piccole”. SEMPRE.

Non solo la insulta, facendo del body shaming nei suoi confronti, ma la spersonalizza anche! E lui sarebbe il protagonista maschile e love interest???

Bah… dopo questo edificante scorcio dei suoi pensieri e della sua psiche, Justin cede la narrazione alla Hope, e la cosa ci viene indicata con “Chelsey”, scritto così come ve l’ho riportato. Una cosa che, sulle prime, mi ha confuso: la parte del diario di Justin è scritta anch’essa in corsivo grassetto, e lì per lì ho pensato che fosse sempre un appunto o un pensiero del Bedboy. Invece era l’ennesima, inutile segnalazione di un cambio di POV da parte dell’autrice, che ha gestito la cosa così male da farmi fare casino. Ci ho messo un po’ a capire.

Insomma, Hopelsey sta correndo al lavoro “anche se non vorrebbe”, e onestamente non la biasimo viste le condizioni in azienda…

Si rivolge pure al lettore, infrangendo la quarta parete, per presentarsi e comunicare i suoi pensieri sulla situazione, cosa per me sbagliatissima. Ovviamente i gusti son gusti, ma personalmente infrangere così la quarta parete è una mossa da poco… in passato, quando ero più giovane, l’ho fatto, e andando a rileggere quelle cose mi sono reso conto di quanto enormemente stonassero con i romanzi in questione. Comunque, come ho detto, ero giovane, e visto che di certo lo era anche l’autrice possiamo attribuire questa cosa all’inesperienza. È giustificabile.

In ogni caso, i pensieri di Chelsey su Justin non sono molto positivi, il che è bene, ma storco il naso leggendo questo:

Quasi non lo sopporto, ma è il mio datore di lavoro da adesso e dovrei portarli rispetto. Dovrei.. Tutto sommato se io mi mantengo nella mia posizione e continuo a fare ciò che devo fare mantenendo la mia paga, per mantenere papà che ormai è.. Vabbè, ma questa è tutta un’altra storia.

Per adesso non ci viene detto altro su suo padre, che immagino sia malato e faccia parte dell’ennesimo background tragico, ma non sono d’accordo sulla cosa del mantenere il lavoro… non finisce la frase, ma da come la comincia già mi puzza. Nel senso: “tutto sommato sei io mi mantengo nella mia posizione…” (sorvoliamo la grammatica) mi comunica che lei, malgrado la situazione, tutto sommato deve ritenersi felice fintanto che lavora e viene pagata.

Mia cara, sarà pure che ti servono soldi, ma questo non è l’unico lavoro esistente, sai? Cercati un altro che ti prenda come assistente, vedrai che lo trovi. Magari non così ricco e giovane, ma almeno che ti rispetti!

Vero è che Justin potrebbe rovinarle la reputazione se lei dovesse fare una cosa simile… non c’è molto da scherzare, in situazioni del genere.

Saltiamo la fuffa successiva, che non c’interessa. Slut shaming in arrivo:

Gradirei che tu ti vestissi meglio.” […]

Lo guardo inorridita.

Non mi vestirò come tutte le tue troie di dipendenti.

Aha… bene. Quel briciolo di rispetto che mi stavo costruendo nei riguardi della Hope è appena andato a farsi benedire.

Chelsey di nome e di fatto, eh… mica pensa che quelle ragazze, come lei, sono state assunte con l’inganno, che sono costrette a vestirsi e a comportarsi in un certo modo perché hanno paura di essere licenziate (e con uno nella posizione di Justin c’è poco da scherzare, potrebbero non trovare più un lavoro…)… no, loro sono delle #troje, mentre lei è l’unica buona, là dentro.

Insomma, Justin le ordina di riorganizzarsi il guardaroba per vestirsi come piace a lui, le dà un’agenda e un nuovo computer e lei gli chiede per quanto tempo intenda organizzarle la vita. Al che lui risponde che lo farà fino a quando sarà necessario.

Segue frase che ameremo:

BOOM! Uno spa… ah, no.

Piton: – Ma poi, “sempre” cosa, che come ha detto lei sono solo al primo giorno di lavoro e hanno parlato solo due volte?-

La conversazione che segue, poi, va avanti sconfinando sempre più nell’assurdità, e non merita alcuna menzione. Idiozie in crescendo sulla pillola che inibisce l’appetito sessuale delle donne, per poi passare agli orgasmi in genere. Lasciamo perdere.

La sola cosa che devo per forza riportare è questa. La cretinata più gigalitica che possiate trovare fino al capitolo sette (dico sul serio, lì c’è una roba che nemmeno vi immaginate… ma niente spoiler!):

Di cosa tratterà questo nuovo farmaco?”

Farmaco per diminuire le voglie sessuali nelle donne della mezza età, ma possono usarlo donne di ogni età.”

Mezza età? È per le donne di mezza età???

A QUELL’ETÀ C’È LA MENOPAUSA!!!

Cosa cavolo se ne fanno le donne in menopausa di un inibitore sessuale? È come regalare un seghetto a Ash Williams!

LaMacchiaNera: – E va a farsi benedire la mia tesi secondo cui sia un farmaco per ninfomani e sesso-dipendenti!-

Shade: – Te l’avevo detto, no?-

Dopo questa ABNORME cretinata abbiamo fuffa, c’è poi uno scambio di e-mail tra i due, e le risposte di Chelsey potrebbero anche valerle un licenziamento visti i toni con cui si rivolge al suo capo. Qui però non siamo nel mondo reale ma in un universo ficcynaro, quindi niente.

Saltiamo altra fuffa. Finalmente Hope ci dice qualcosa su suo padre.

Allora… in pratica, è rimasto vedovo quando lei aveva quindici anni, ma lei non ha mai saputo come sia successo.

Davvero?

Nessuno le ha mai detto come è morta sua madre?

Nemmeno vale la pena di commentare…

Insomma, dopo quell’evento il padre senza nome è andato a vivere in campagna, e a Hopelsey i soldi servono… non perché è malato come credevo, ma… per portarlo via di lì!

Giuro, è questo che dice! Le serve denaro per far trasferire suo padre! Per riportarlo in città!

Perché?

Insomma, dice chiaramente che dopo quel giorno suo padre non ha più voluto vedere nessuno, ma non ti serve a niente costringerlo a traslocare, ti serve semmai trovargli un terapista, o quantomeno convincerlo a uscire un po’, a farsi degli amici! Un trasloco non ti serve a una beata sega, come si è rinchiuso in casa in campagna lo farà pure in città! Solo che in città nemmeno dovrà più uscire per fare la spesa, con le consegne a domicilio!

Anzi, pure peggio! Una città, soprattutto una grande come New York, è paradossalmente peggiore di una piccola comunità di campagna! Le città sono frenetiche, la gente corre, bada solo agli affari propri, è più difficile inserirsi, farsi degli amici… le città di provincia, invece, essendo molto piccole, hanno un più forte senso di appartenenza, i legami tra vicini si creano più facilmente, le persone sono più cordiali e aperte… è MOLTO più facile per il padre di Chelsey trovare nuove persone lì dov’è piuttosto che a New York! Gli basta solo uscire due secondi!

Come ho detto, Chelsey è affetta da gravissime tare mentali…

Evgenij:- Mah, talvolta gli abitanti di piccoli borghi sono sospettosi verso i nuovi venuti. In ogni caso, questo è certamente il dramma fyccinaro meno drammatico che abbia mai letto! Cavolo, se il padre fosse stato gravemente malato sarebbe stato un cliché stra-abusato, ma avrebbe fornito una qualche giustificazione all’agire di Chelsey.-

Shade: – Guarda, dipende… come sai ho traslocato varie volte, e mi sono sempre inserito molto meglio in comunità più ristrette. Certo, c’è sempre qualche persona meno aperta, ma per mia esperienza è più facile crearsi un giro di conoscenze in questo genere di ambienti. E in ogni caso ripeto: non serve a nulla traslocare, a suo padre serve una terapia!-

LaMacchiaNera: – Concordo con Evgenij! La trama sarebbe potuta essere Chelsey che deve convincere Justin Bieber a passarle dei soldi per far curare il padre di lei e avrebbe dato una spiegazione anche al perché sia disposta a farsi molestare, rendendo tra l’altro la vicenda più interessante per il lettore! –

Subito dopo anche lei, come Justin, decide di tenere un diario personale. Saltiamo il fuffosissimo pezzo in cui riversa su carta i suoi pensieri sulla giornata, tanto non è interessante.

Arriviamo direttamente al capitolo tre, al momento della cena di lavoro: durante la giornata, infatti, Justino le ha comunicato che ogni sabato sera (no, aspe’… era sabato? Hanno lavorato DI SABATO?) ne tengono una, “per discutere del nuovo farmaco” (riunione settimanale che non faranno mai più… c’è solo questa e basta). Che è una completa idiozia, quindi cosa c’è da discutere? Vuoi lanciare sul mercato un inibitore sessuale, nessuno lo comprerà.

Evgenij:- Magari lo compreranno i ProVita e quelli del Partito della Famiglia, visto che per loro il sesso serve solo a procreare. E poi sono sessisti a bestia, quindi ovviamente sarebbero interessati a reprimere solo le pulsioni femminili.-

Shade: – Come ha già detto, Ellie ha le pulsioni a zero, in questo momento. Leggere ‘sta roba le ha tolto ogni stimolo. Gratis.-

Siamo al pov di Hope, e si trova nell’enorme appartamento di Justin, situato in un grattacielo. Che poi diventerà una villa. Descrizioni manco a pagarle, ma per tutto il capitolo Chelsey mi martellerà lo scroto pensando a quanti soldi ha Justin. Roba che lo dice ogni due o tre frasi.

Un tizio a caso informa Justin che i loro “laboratori di efficienza” (riporto pari pari, eh!) daranno dei risultati sul nuovo farmaco entro un paio di giorni, e poi inizieranno la produzione.

Dopo due giorni?

Sentite, fate come la Umbrella e andate a fabbricare un po’ di Virus T, non servono test ed è più facile smerciarlo…

LaMacchiaNera: – DUE GIORNI? Sul serio? Ma l’autrice lo sa quanto tempo ci vuole per creare un farmaco tra sperimentazione in vitro, in vivo, Fase II, Fase III, farmacovigilanza? Glielo dico io: dieci anni! Questo è il tempo medio per tutti i farmaci che siano un decongestionante o un antitumorale! Sviluppare un farmaco in appena due giorni può significare solo due cose: o sei Panacea in persona oppure uno che vuole suicidarsi portando con sé migliaia di persone! Per chi si stesse chiedendo il senso di quest’ultima frase mi spiego meglio: il motivo per cui ci vuole così tanto tempo per creare un farmaco è perché non si sa mai quali effetti negativi può avere. Pensate per esempio al Talidomide creato per essere usato come sedativo e anti-nausea ma che se assunto in gravidanza faceva nascere il feto senza braccia; inoltre uno può dire “Questo è un effetto collaterale che capita una volta su mille che importanza ha?” Bene, supponiamo che esista un farmaco che uccida lo 0,1% di chi lo assume. Significa che se dieci milioni di persone lo assumono, diecimila di loro moriranno! –

Shade: – Amico mio… ti prego… vai avanti con la lettura.-

Evgenij:- Secondo me, c’è stato un refuso, sopra: sono laboratori di deficienza.-

Subito dopo prende la parola un’altra dipendente a caso la cui unica colpa è essere bionda, e subito Hope se ne esce con “comincio a odiare le bionde”. Dopo che questa dice “Poi…”.

Dico sul serio: lei inizia dicendo “poi…” e subito Hope pensa che odia le bionde!

A caso!

Evgenij:- Il sessismo contro le bionde è come il prezzemolo: non sai perché, ma lo trovi un po’ dovunque.-

Insomma, la Dipendente Generica™ gli dice a Justin che inizieranno i test somministrando il farmaco alle pazienti… tramite vaccino.

Ma… non era una pillola, scusate? Ora è diventata un vaccino? O vogliono iniettare direttamente la pillola nel corpo delle pazienti? Mi immagino già la siringa…

LaMacchiaNera: – Qualcuno può spiegare all’autrice che usare termini farmacologici ad minchiam non la fa sembrare acculturata, ma che al contrario sta spiattellando a tutti quando poco sappia degli argomenti di cui parla oltre a rendere tutto più trash? Ipotizzo, non è che intendeva “somministrare il farmaco per via endovenosa”? –

Evgenij:- Io l’avevo detto che la parola giusta era “deficienza”.-

Poi Justin chiede l’opinione di Chelsey, che essendo l’ultima arrivata avrà sicuramente tutte le informazioni sui progetti in corso e si sarà certamente studiata ogni dettaglio in merito a questa pillola che si assume tramite vaccino:

Mrs. Collen, lei che ne pensa? […]”

[…]

“[…] Credo siano inutili queste pillole.” Tutti rivolgono lo sguardo su di me, forse sorpresi, forse no. Forse lo sapevano che era altamente inutile.

Signorina, non le piace questo progetto?” Mi domanda un tipo.

Lo ritengo inutile, potremmo trovare altre soluzioni, e non per forza il sesso. Ogni giorno ci sono persone che muoiono per delle malattie sconosciute e siamo ancora capaci di pensare alla potenza degli orgasmi?” Domando, mentre tutti mi guardano ancora con attenzione.

E’ un progetto che stiamo attuando da molto tempo.” Comincia a dire lui. “Non ho intenzione di interromperlo. Poi stiamo attuando anche ricerche per ciò che dice lei. Ma per me ora è importante questo tipo di progetto.” Mi guarda scrutandomi e lanciandomi un colpo fulminante. Le sue vene del collo si fecero rosse.

E va bene… un altro Elenco Numerato non ve lo toglie nessuno.

1) Cominciamo col dire che le ditte come questa hanno tutte un consiglio di amministrazione. Justin sarà pure il CEO dell’azienda, ma non può essere l’unico a prendere le decisioni, soprattutto a livello economico. Se ha avuto un’idea del cavolo c’è un’intera tavolata di persone che pensano soprattutto ai propri soldi e a come evitare che diminuiscano. Un farmaco che inibisce l’appetito sessuale è un progetto fallimentare che nessuno appoggerebbe. Poco importa se Justin è il proprietario dell’azienda, un modo per fermarlo lo troverebbero eccome.

2) I membri di suddetto consiglio di amministrazione dovrebbero certamente presenziare a cene di lavoro di questo tipo, nella realtà. Qui però Justin pare abbia invitato solo i suoi dipendenti, sottoposti così spaventati all’idea di contrariarlo da sostenere un’idea cretina come la sua…

3) Come volevasi dimostrare, la Hope è l’unica che abbia il coraggio di dire in faccia al Bedboy come stanno le cose. Figuriamoci se non era così…

4) Ha ragione su una cosa: ci sono moltissime malattie da studiare, al mondo. Al di là del voler fare del bene, i farmaci che combattono queste malattie rendono un mucchio di soldi. Roba che io non guadagnerò mai in tutta la vita. È molto più redditizio inventare nuovi trattamenti piuttosto che perdere tempo ad azzerare le voglie sessuali delle donne! Che poi probabilmente sono sicuro basterebbe far leggere loro questa roba per ottenere lo stesso effetto, pure gratis… basta pensare all’effetto che ha avuto su Ellie!

5) Ci state lavorando da molto tempo… quando? Hai avuto l’idea letteralmente ieri! L’hai proposto tu a una riunione! Subito prima di incontrare Hopelsey! Ci lavorate da ventiquattro ore!

6) Cosa cavolo vorrebbe dire “potremmo trovare altre soluzioni, e non per forza il sesso”? Cioè, soluzione a cosa? Il sesso non è una soluzione, non è… niente! Non in questo contesto! Qui, anzi, nemmeno dovremmo parlare di soluzioni, ma di problemi da risolvere, cosa che la pillola “inventata da Justin” NON FA. Non risolve UNA BEATA SEGA! E comunque il sesso non è certo un problema… se non si è affetti da ninfomania, vabe’. Ma questo farmaco non è stato studiato per curare questo disturbo, e comunque, ripeto, è più corretto parlare di “problemi”, non di “soluzioni”. Ma lo sappiamo, Hope è scema…

7) Le vene del collo… diventano rosse? ODDIO! È L’HULK ROSSO!! SI STA TRASFORMANDO!

LaMacchiaNera: – “È bellissimo questo dialogo perché da qualsiasi punto lo si guarda risulta trash, ridicolo e surreale!”-

Vabe’, fuffa, Chelsey deve andare al bagno e il padrone di casa in persona l’accompagna.

Prima di lasciarla in pace, El Biebero la redarguisce duramente per averlo contraddetto davanti a tutti e poi le ordina di andarsene per ultima. Poco dopo Hope, mentre torna a tavola, incappa in una porta tutta incellofanata. Prima di poter indagare ulteriormente viene intercettata da Elodie, la cameriera/schiava di Justin, che la avverte di allontanarsi in fretta, prima che il Bedboy la scopra a curiosare.

Purtroppo, Justin sopraggiunge proprio in quel momento, malgrado essendo il padrone di casa dovrebbe intrattenere gli ospiti, ma vabe’.

Insomma, caccia via Elodie dicendole che per oggi ha finito e intima malamente a Hope di tornare.

Saltiamo la fuffa. I due si ritrovano da soli sul divano, con Justin furioso per il comportamento di Hopelsey, negandole a più riprese il permesso di andarsene malgrado lei insista nel dire che vuole tornare a casa, in un dialogo con cui il nostro El Biebero alterna il “lei” col “tu” completamente a caso, come farà sempre per tutta la durata della fic.

Il che si chiama “sequestro di persona”. Intendo la cosa del divieto di andarsene, l’altra è totale noncuranza dell’autrice.

Posso farti davvero passare le pene dell’inferno: stai perdendo punti. Sei ancora a.. 0.”

I punti non mi interessano, voglio andare via!”

Non se ne andrà, dobbiamo discutere del suo andamento nell’azienda che non mi piace per niente. Quindi adesso si sieda sul divano.” […]

Devi rispettare tutto quello che c’è scritto [sul contratto].” Mi dice mentre si siede anche lui sul divano togliendosi la cravatta. Se la stringe fra le mani mentre mi guarda. Io deglutisco.

Chiamo la polizia fra.. 3..2..1.

Lascia perdere i conti alla rovescia, chiama e basta! Non stai lanciando un razzo nello spazio, stai subendo molestie!

Si avvicina al mio orecchio e mi tiene le braccia strette nella sua presa.

Uno. Deve comportarsi bene con me. E non si deve impacciare degli affari che non le riguardano.” Parla e sento il suo respiro, come prima, così forte che ho come la sensazione che il mio orecchio sia infuocato.

Due. Deve rispettare l’abbigliamento, gli orari e i termini che deve usare.” Continua ad avere il respiro affannato su di me.

Perché voglio così tanto tirargli uno schiaffo ma poi sento che qualcosa mi spinge a non farlo?

‘Perchè ti piace’, oh il mio interiore a volte lo detesto.

Oh, ma dai… il “tuo interiore”? A parte che ti manca il soggetto, ma comunque lo sai che fa tanto Cinquanta Sfumature? Che poi ‘sta cosa della “Dea Interiore” di Anastasia Steele era già ridicola dall’inizio…

Tre.” Molla la presa e mi guardo le braccia. Ho dei segni rossastri che pian piano tendono a scomparire. “La scoprirete.”

Va bene, è più che evidente che Justin ha dei serissimi problemi. Anche la nostra Hope non scherza, dato che poteva benissimo scappare con la scusa di andare in bagno… magari andando alla polizia per raccontare cosa le sta succedendo.

E poi, fateci caso, ora è passato al VOI! Prima le dava del LEI. E prima ancora le dava del TU! Ma che cavolo, autrice, a questi livelli nemmeno Bieber23 ci arrivava!

Ma vabe’… procediamo.

Saltiamo il resto, che non ci interessa, e arriviamo al capitolo quattro.

Cosa curiosa, si intitola “Pericolo”, che in inglese già sappiamo come si traduce…

Cthulhu: – Ujh l’knha byn!- (È una persecuzione!)

Siamo nel pov di Justin, il dialogo assurdo e abusivo (con il continuo scambio casuale di “lei” e “tu”) prosegue ancora un po’, al punto che lui vuole costringerla a dormire lì.

I pensieri maniacali del nostro Bedboy proseguono, sempre col nomignolo spersonalizzante che questo simpaticone le ha dato nel primo capitolo, pensando anche che dovrebbe sentirsi onorata per via del fatto che ha deciso di includere nel suo harem una donna con così poco seno.

Questa è una buona idea.

Infine, El Biebero aggiunge un’altra regola alle tre che ha enunciato (no, non è la numero quattro, è la cinque… la quattro l’ha saltata, mentre la tre non l’ha ancora rivelata. E mai lo farà… l’autrice se n’è scordata bellamente):

Regola n: 5. Mai deludere il suo datore di lavoro.” Le dico, mentre lei stringe i pugni.

Dipende da cosa intendi. Se il tuo datore di lavoro ti affida un compito sì, è bene non deluderlo, ma se cerca di molestarti allora direi che sei anche autorizzata a spaccargli il naso.

Saltiamo il resto della conversazione e passiamo al pov di Chelsey, che finalmente è riuscita ad andarsene da quella casa. Meno male, perché iniziavo davvero a preoccuparmi, adesso, specie considerati i pensieri tutt’altro che edificanti che Justin stava condividendo coi lettori.

Le prime tre frasi del nuovo pov sono i pensieri della nostra Hope, che sottolineano quanto sia deficiente:

Arrogante, stronzo, menefreghista, opportunista!

Dimentichi bello, affascinante, super sexy..’, oh vocina interiore ti conviene smetterla! Non è vero!

Ma andiamo…’ Zitta!

Io voglio morire.

Continua così per un po’, discutendo col suo “animo interiore”, come lo chiama lei, su quanto questo psicopatico molestatore di donne sia strafigo. Che poi posso capire quando una donna pensa a quanto un uomo che fa un po’ lo stronzo sia bello e tenebroso, va bene, ma quel genere di persona, normalmente, si limita a sfottere un po’, a giocare, a provocare la donna, facendo commenti salaci e forse un po’ offensivi, ma consapevole di ciò che sta facendo.

Mi spiego meglio: è una tecnica d’approccio ben conosciuta dal genere maschile quella di avvicinare una donna facendole battute sul vestito che indossa, sul suo carattere o cose del genere, ma rimanendo sempre entro certi limiti, in modo tale che questa si senta più stuzzicata che offesa, facendo quindi sì che lei, in un secondo momento, continui a pensare a questa persona. In questo modo, se e quando si rivedranno, il “gioco” possa continuare, ma in toni molto diversi che vanno via via ammorbidendosi.

In pratica è un metodo per far sì che la ragazza in questione si ricordi del ragazzo che l’ha approcciata, magari sentendosi sfidata. Funziona con certi tipi di persone, e non è necessariamente un male, fintantoché, come ho detto, si rimane entro certi limiti.

Evgenij:- Fondamentalmente è la relazione di Beatrice e Benedetto in Molto Rumore per Nulla di Shakespeare.-

Shade: – Anche tra Caterina e Petruccio in La Bisbetica Domata, grossomodo. Certo, lì Petruccio teneva anche certi comportamenti particolarmente autoritari per far sì che Caterina si “rabbonisse”, facendo cose che al giorno d’oggi sarebbero ritenute piuttosto fuori luogo o inappropriate. Nulla a che vedere con quello che accade in questa fic, comunque.-

Le autrici di ficcyne, tuttavia, esagerano volutamente, pensando che sia normale quanto scrivono, pensando che sarebbe bello vivere sulla propria pelle una relazione in cui uno come il Justin di queste storie sia un bastardo pervertito da cui la Hope di turno si sente attratta proprio in virtù del suo essere ciò che è, fraintendendo totalmente la meccanica di cui sopra.

Chiudiamo parentesi, andiamo avanti.

Saltiamo il resto del pov, che è fuffoso.

Torniamo a quello di Justino, che ci delizia con un altro estratto del suo diario. Non merita di essere letto, comunque, quindi non ve lo riporto. Limitiamoci a dire che subito dopo molesta un po’ la sua schiava/cameriera prima di correre in ufficio.

Il capitolo si chiude poca fuffa più tardi con un piccolo cliffhanger: gli è arrivata una lettera, e il contenuto pare lasciarlo di sale.

Passiamo quindi al capitolo cinque.

No, anzi, passiamo a un “AVVISO”, dove l’autrice linka il suo profilo Facebook (non più attivo) e quello di Wattpad (ahimè, ancora funzionante).

ADESSO arriviamo al capitolo cinque.

Justin sta parlando al telefono… o meglio, sta litigando con qualcuno, minacciando anche di sporgere denuncia.

Della serie, il bue che dà del cornuto all’asino…

Insomma, dopo aver riattaccato corre in banca per versare un assegno non so a chi, poi c’è un lungo paragrafo in cui mi fa due maroni così sul fatto che a lui piace giocare a carambola (ovvero a biliardo) e che la cosa gli fa sentire di avere il controllo, che a lui piace avere il controllo e bla bla bla…

Una roba non spiegata, non contestualizzata e totalmente inutile. Io riesco a supporre, con un minimo di elasticità mentale e immaginando tutto, che la telefonata fosse relativa a un qualche debito di gioco che ha contratto giocando a biliardo e che il suo interlocutore, tramite la lettera a cui ci ha accennato alla fine dello scorso capitolo, lo volesse ricattare, così Justin prima lo ha minacciato, e poi ha deciso di pagare (facendo quindi il grosso solo per soddisfare il suo ego, visto che poi ha ceduto senza tante storie…).

Ma, ripeto, lo sto solo supponendo, visto che non ci viene dato un minimo di contesto per le sue azioni. A questo punto sarebbe stato meglio tagliare la cosa del biliardo e scegliere se farlo comportare come un duro che non cede ai ricatti o come uno che ha paura di rovinarsi la reputazione e che corre a pagare. Oppure, terza opzione, come un astuto manipolatore quale dovrebbe essere secondo l’autrice e farlo pagare senza storie solo per seguire un suo piano particolare così da vendicarsi in un secondo momento del ricattatore.

Ma no, meglio l’incoerenza e l’infodump. Soprattutto perché, andando avanti nella lettura, ho scoperto di avere sbagliato: NON ERA PER QUESTO che ha versato i ventimila!

Ma non voglio fare spoiler. Leggete e soffrite.

Tornati in ufficio, passiamo al pov di Hopelsey, alle cui spalle si materializza Justin manco fosse un Mangiamorte. Ancora molestie e pensieri idioti della Hope su quanto a lei in realtà lui piaccia.

Io mi chiedo come sia possibile che a una donna piaccia essere molestata dal proprio datore di lavoro… cioè, la molestia sessuale è già grave quando avviene tra pari, quando poi a commetterla è una persona di grado superiore le cose si fanno ancora peggiori, soprattutto a livello psicologico! Ci sono persone che si sono suicidate per questo, altro che “in fondo le piace”!

Tornata finalmente in ufficio, poi, Chelsey ha un altro pensiero veramente, veramente cretino:

L’unica arma in questo caso è l’indifferenza.

No, col cazzo che lo è! Qui non parliamo di qualche innocente presa in giro tra amici, queste sono molestie sessuali! Con l’indifferenza non risolvi una beata sega di nulla! La sola arma che hai è denunciarlo oppure licenziarti! Anzi, entrambe le cose!

Vabe’, andiamo avanti…

Saltiamo la fuffa. Chelsey torna a casa, dove trova tre pacchi davanti alla porta, inviatele dal nostro Bedboy. Dentro il primo c’è un abito nero piuttosto corto, nel secondo dei tacchi in tinta e nel terzo… un biglietto.

Non so, mettilo in una delle altre scatole, cosa ne sprechi una terza?

Non vi riporterò il biglietto, viscido come sempre. Il punto è che questi “regali” sono la sua nuova uniforme da lavoro.

Piton: – Considerando che ci viene detto chiaramente che vestito e scarpe sono delle taglie corrette, mi viene da chiedermi una cosa, come in effetti si chiede poi la stessa Chelsey: come fa Justin a conoscere le sue misure?-

Shade: – Come ci insegna Insane, a Justin basta vedere una Hope per leggerle nel pensiero e indovinare tutto sulla sua vita.-

Piton: – Sto parlando seriamente, cretino. Justin ha dovuto sicuramente fare delle ricerche per trovare le giuste misure per l’abito e per le scarpe. Ha violato chiaramente la privacy di una sua dipendente. I suoi comportamenti erano già oltremodo abusivi e offensivi, e adesso sta sconfinando ampiamente nello stalking. Tutto ciò è profondamente disturbante. Stiamo anzi assistendo a una storia d’amore che nasce dall’abuso, dalla molestia e dallo stalking a opera di un datore di lavoro nei confronti di una sua dipendente. Personalmente ritengo questa storia persino più offensiva di tante altre che abbiamo avuto sottomano finora.-

Sì, Severus ha ragione… tutto questo non è sano. È anzi profondamente sbagliato.

Torniamo ora al pov di El Biebero, che sta aspettando la povera Elodie. Durante l’attesa prende un cofanetto da un cassetto e si reca nella stanza chiusa, quella con la porta coperta dal cellofan in cui si è imbattuta Hopelsey qualche capitolo fa.

Dentro, Justin è preda di un flashback, naturalmente segnalato. Non ve lo riporto, essenzialmente è qualcuno che grida a qualcun altro “lasciala” più e più volte. Non ci sono soggetti né oggetti in queste frasi, nessun indizio o spiegazione, e non ci viene detto cosa c’è dentro la scatola o quella maledetta stanza. Il capitolo si chiude con quella che dovrebbe essere una nota drammatica, ma a me non provoca nulla, anche perché non ho idea di cosa si parli.

Capisco mantenere la suspense, ma gestita così non funziona proprio.

Considerando poi che il capitolo si intitolava “La stanza vuota” mi aspettavo qualcosa di più in merito, non un paio di righe alla fine del capitolo che non mi dicono niente…

Arriviamo adesso al capitolo sei, nel fuffoso pov di Justino, che invita a cena Chelsey tramite messaggio.

Per tutta risposta lei si precipita a casa del capo per riportargli tutti quei pacchi, beccandolo mentre esce dalla doccia:

Mi infilo l’asciugamano attorno alla vita e mi guardo allo specchio […]. Mi guardo per alcuni secondi fino a che il campanello non suoni.

Scendo giù rimanendo in asciugamano e infilandomi due paia di infradito che uso essenzialmente solo quando mi faccio la doccia.

Apro la porta e vedo che c’è Chelsey. Il suo viso arrossato di colpo e le sue mani che tremano mentre reggono dei pacchi mi eccitano ancora di più.

Davvero è andato ad aprire praticamente nudo? E se fosse stato un fattorino? Il portiere? Un tecnico del gas? Testimoni di Geova?

Ellie: – No, lui è troppo figo perché suoni gente random… poteva essere solo una delle sue donne o una Hope.-

Gaia: – Miao!-

Segue un dialogo viscido come sempre, manco Justin fosse una lumaca, che sconfina apertamente nella molestia sessuale (di nuovo) e in tentativi di approccio ben oltre il limite della decenza, per non dire della legalità, considerando che lei non è minimamente consenziente.

Passiamo al pov di Hope, e tagliando un po’ di cose voglio riportarvi questa frase:

[…] Io e lui siamo totalmente diversi e non può essere che ogni volta che incrocio i suoi occhi, il colorito della mia carnagione diventa scuro, e che le mie gambe tremino e che il mio respiro diventa irregolare. […]

Capito? Mentre ai Bedboy diventano scuri gli occhi grazie al Coglionegan, alle Hope cambia la pigmentazione della pelle quando si eccitano o provano imbarazzo!

L’autrice intendeva dire che Chelsey arrossisce, ma scritto così sembra che cambi etnia!

Procedo nella lettura, facendomi largo tra tatuaggi, muscoli scolpiti, figaggine, addominali e io voglio morire…

Segue un lungo, LUNGHISSIMO pezzo che dovrebbe essere erotico, fatto di dita succhiate, sfioramenti e molestie allo stato puro:

Chiuda gli occhi e si lascia trasportare da me.”

Si stacchi o chiamo qualcuno.”

Non lo farà, perché è più forte di lei. So benissimo ciò che prova quando mi sta accanto. Cambia il colorito della vostra pelle e i suoi respiri li sento più irregolari. Come me lo giustifica, signorina Collen?” Mi domanda.

Mi innervosisce.” Dico la prima cosa che mi capita nella testa.

Significa che la imbarazzo.” Sussurra sulle mie labbra mentre le struscia piano sulle mie.

Prosegue così ancora per un bel po’, tanto per far bagnare le lettrici, poi all’improvviso c’è un voltafaccia:

Per favore.” Mi dice. “E’ la prima volta che una donna mi tocca in questo modo e io odio essere toccato così. Ma lei sa farlo in una maniera incredibile.” Continua a parlare e io continuo a fissarlo. “Mi fa strani effetti, Mrs. Collen.” Ammette e io, nuovamente, non so cosa dire.

Non voglio che si ripeta.” Ammicca e il suo sguardo ritorna ad essere quello di sempre.

La magia finisce qui.

Non posso permetterlo, Mrs. Collen. Non posso lasciarmi andare così nei suoi confronti.”

Non c’è niente di male di.. lasciarsi andare con qualcuno, Mr. Bieber e magari guardare una persona con occhi diversi.”

Ma io non sono così, io sono diverso. Io non mi faccio sottomettere. Al massimo sottometto.”

Dovrebbe accettare che qualche volta si perda. E che qualche volta non va tutto liscio come le va di solito a lei.”

MA SE HAI FATTO TUTTO TU!

Porca miseria, ha iniziato lui a tocchicciare! È lui che le ha succhiato le dita! È lui che l’ha costretta a rimanere! È lui che è andato ad aprire coperto solo da un asciugamano!

E adesso si tira indietro perché “non si fa sottomettere”? Ma chi lo avrebbe sottomesso, se era lui a cominciare e condurre tutto? Hope non ha preso nemmeno mezza iniziativa, voleva andarsene! Ha fatto tutto Justin!

Se non altro, il capitolo non ha ricevuto nemmeno mezza recensione, grazie al cielo!

Siamo adesso al capitolo sette, e saltiamo l’enorme quantità di fuffa iniziale. Justin ha una riunione a breve sul nuovo farmaco di staceppa con cui ci sta rompendo dall’inizio della storia, e poi una qualche intervista. Quando arriva anche Chelsey questa gli da del bambino, cosa che triggera di nuovo il nostro El Biebero in modalità flashback:

Non può lasciare il bambino da solo, le conviene scappare. Scappi! Non pensare a me!’

(..)

Non puoi lasciare il bambino da solo,

non puoi lasciare il bambino da solo,

il bambino da solo,

solo.

(..)

Boh. A parte che come al solito passa dal “lei” al “tu” senza soluzione di continuità, non ci viene detto altro. È l’ennesimo esempio di dramma buttato a caso, che ovviamente si rivelerà essere il traGGGGico passato di Justin.

Che, come ben potete capire, è rifatto chiaramente alla maniera di Cristiano Grigio.

Passiamo alla riunione: a quanto pare stanno avendo problemi ad ospitare un certo Blackman.

Stando alle due righe che Justin dedica al soggetto, pare che si tratti di un qualche tipo di eminente studioso la cui opinione per El Biebero conta moltissimo, perché “qui ne vale del suo lavoro”.

A parte che dovrebbe essere “qui ne va del suo lavoro”, ma l’autrice, come avrete capito, ha qualche problemino con le parole… ma finora Justin non ci aveva detto che nessuno può contestarlo, andargli contro, dirgli mezza parola che non gli piace? Chi è questo Blackman? È l’Uomo Nero in persona?

Mi sa che ora il suo nome sarà questo, sì…

E poi, Justin possiede un’azienda, questo Uomo Nero nemmeno lavora per lui… come cavolo fa a perdere il lavoro a causa sua, me lo spiegate?

Insomma, il problema con questo Blackman è che ha appena divorziato e non sa come raggiungerli perché pieno di impegni.

Piton: – Uhm… in auto? In taxi? In aereo? In treno? Su un Thestral? Con la Metropolvere? Su un manico di scopa?-

Ellie: – A piedi? In bicicletta? In triciclo? A cavallo? Sulle spalle di qualcuno?-

Shade: – In deltaplano? Coi pattini a rotelle? In monopattino?-

Cthulhu: – Bnyk thlja ka neh kuujyt? Thnbe rk’uj lub…- (Teletrasportato dai Grandi Antichi? Siamo molto efficienti…)

Gaia: – Miao!-

Davvero… insomma, ‘sto grande esperto di cui non so nulla sta divorziando e quindi non può venire. Boh, non ci vedo questo gran problema… i miei hanno divorziato, ma non è che abbiano smesso di andare a lavorare. Al limite poteva far spostare l’appuntamento al giorno dopo.

Ma Justin ha un’idea luminosa:

Beh, potremmo andare noi da lui.” Ammicco e prendo la mia piccola agenda scorrendo delle pagine. “Fateli dire la sua disponibilità, prendiamo il primo volo e partiamo.”

Tutti mi guardano a bocca aperta.

C’è qualche problema?” Ritorno serio.

Non sappiamo se l’azienda è pronta per questo viaggio. Ci saranno persone che sicuramente non possono permettersi di spendere così tanti soldi, Mr. Bieber e mi scusi per il poco contegno.”

Pago io il viaggio, però voglio che vi mettiate subito in contatto con lui.”

E come facciamo per i laboratori chimici?” Mi chiede un mio dipendente seduto alla mia destra.

Sposteremo anche i laboratori.” Dico e poi faccio per alzarmi.

Vuole organizzare un viaggio aziendale portando con sé tutti i dipendenti arrivando a spostare i laboratori in cui vengono studiati e sviluppati nuovi farmaci per un solo uomo?

Ma è deficiente?

LaMacchiaNera: – Da studente di CTF, vi posso dire che questa azione non ha il benché minimo senso, a partire dallo spostare i laboratori! Ma poi, una ditta farmaceutica che non ha i soldi per permettere un viaggio di lavoro ai suoi dipendenti? Ma sapete quanto denaro ci vuole per mandare avanti lo sviluppo di un farmaco? –

Ma fosse questo il problema! Quella che ha proposto Justin è una spesa abnorme! Centinaia di migliaia (forse anche milioni) di dollari buttati nel cesso per far vedere a un tizio random un farmaco totalmente inutile! Ma digli che potrà venire un altro giorno, chi se ne frega se non può oggi! Cosa spendi tutti quei soldi? È così che gestisci gli affari? Se sposti dipendenti e laboratori ad ogni capriccio di qualche fantomatico “esperto” esterno finisci in bancarotta tipo domani, a maggior ragione per un farmaco che non serve assolutamente a una sega!

E sapete cosa pensa poi questo eminente coglione?

Sarà tutto perfetto.

PERFETTO LO SCONFINATO CULONE METALLICO DEL CAVALIERE DELLA TORRE! Tu vuoi sperperare milioni per una cretinata colossale!

Ovviamente Hope è l’unica a dire che, secondo lei non è una buona idea.

Ma non lo dice perché è ragionevolmente assurdo spostare dei laboratori e far fare un viaggio aziendale all’intero staff solo perché un tizio che non riesce a sganciarsi dai suoi impegni di divorzio…

Lo dice perché…

E se c’è gente che ha una famiglia e non può lasciarla da sola?”

Cioè, il problema è questo per te? Veramente?

I due vanno poi nei laboratori della ditta, discutendo fuffosamente, dove “uno dei chimici” mostra loro il “prototipo della pillola” mostrandogli una proiezione… della pillola.

Ma scusa, non sarebbe più logico mostrargli, semmai, un resoconto sui suoi effetti a breve termine, sulle eventuali reazioni allergiche delle pazienti e sui potenziali effetti collaterali? Certo, in due giorni tutto questo non si vede, nemmeno si può pensare di arrivare alla sperimentazione umana in un tempo tanto breve, ma tanto la coerenza si è suicidata da parecchio, quindi non è che possiamo pretendere più di tanto…

Tuttavia no, gli stanno solo mostrando l’estetica del farmaco, che poi è l’ultimo dei problemi quando si sviluppano delle medicine nuove… ancora non lo hanno sperimentato, quindi non c’è niente di nuovo da sapere. Dicono chiaro e tondo che devono ancora testarlo sulle pazienti. Al che Justin:

Per adesso avete trovato qualche effetto collaterale?”

MA COME CAZZO FANNO A TROVARE DEGLI EFFETTI COLLATERALI SE NON LO HANNO ANCORA TESTATO????

Subito dopo c’è l’intervista a cui vi avevo accennato, in cui viene annunciato il nuovo farmaco. Nemmeno lo hanno sperimentato, hanno solo deciso quale sarà l’aspetto finale della pillola, manco fosse una nuova macchina, e già annunciano il lancio?

Anzi, meglio ancora:

Cosa spera da questo nuovo prodotto?”

Beh ci sto lavorando da mesi, quindi spero possa soddisfare la richiesta di molte donne, il lavoro che c’è dietro è molto duro e spero che avrà successo.”

Lo avrà Mr. Bieber.” La signorina lo guarda con occhi innamorati.

DA MESI QUANDO, CHE HAI AVUTO L’IDEA DA UNA SETTIMANA SCARSA?

E poi, quali richieste dovrebbe soddisfare? Serve a ridurre le voglie sessuali, chi cavolo lo vuole? Le ninfomani?

Ah, prego di notare gli “occhi innamorati” della giornalista…

Dopo l’intervista a Justin viene consegnata un’altra lettera che lo manda nel pallone.

Saltiamo la fuffa, finisce il capitolo.

Siamo al numero nove, e vi preannuncio l’imminente arrivo di un’altra vecchia conoscenza.

Chelsey è di nuovo a casa, e si sta preparando per uscire in serata col nostro Bedboy, e nel frattempo pensa che il nostro amicone “nasconde qualcosa, qualcosa che lo fa letteralmente uscire fuori di testa” ma non sa di cosa si tratti.

Bimba, ti do un indizio: lo conosci da tre giorni. Ed è il tuo capo, non il tuo compagno d’asilo. Non sai cosa nasconde anche perché non è un problema tuo. Smetti di pensarci e trova un lavoro con un capo che non sia un maniaco.

Mentre è immersa in queste profonde riflessioni squilla il cellulare. No, non è Bieber, tranquilli… e no, non è nemmeno un istituto psichiatrico che le offre un soggiorno… no, è la vecchia conoscenza a cui accennavo.

Egli è… rullo di tamburi…

JASON MCCANN!!!

Piton: – Oh santo cielo! Fabbricherà un’altra bomba per fare esplodere il capannone di Luke?-

Ellie: – Fabbrica bombe? Wow! Forte ‘sto ragazzo!-

Shade: – No, niente del genere, stavolta.-

Per chi non lo sapesse o non lo ricordasse, Jason McCann, comparso storicamente anche nella trilogia di Danger, è stato un criminale dinamitardo della serie CSI (interpretato proprio da Justin Bieber), che Adriana v. ha ben pensato di sfruttare come nemesi casuale (e occasionale collaboratore) di Justino El Biebero aka “Danger” in tale serie di ficcyne. Purtroppo senza ricordarsi che i due sarebbero in teoria la stessa persona, ma sticazzi, lei è una grande artista…

Pare non averci pensato nemmeno valsxjk, perché qui Jason non solo non è una sorta di personalità differente che risiede nella mente di Bieber (cosa che potrebbe giustificare il loro essere persone diverse ma con lo stesso volto…): stando a quanto ci dice Hope, egli è in realtà il suo ex migliore amico dai tempi della scuola.

Pluriripetente, tale soggetto si trasferì lontano da New York prima di finire la scuola e un giorno, di punto in bianco, telefonò a Chelsey per dirle che voleva stare da solo e non sentirla mai più, e ora le ritelefona di nuovo, dopo chissà quanti anni, cosa che la rende oltremodo felice.

L’ultima volta che l’ha sentito lui le ha detto di non cercarlo, cosa che (come ammette lei stessa) l’ha fatta stare molto male per tanto tempo. Ma ora è felicissima.

Io personalmente, anche se un po’ potrebbe farmi piacere risentire una persona che mi ha mollato di punto in bianco senza spiegarmi il perché, sarei comunque abbastanza risentito. Certo, avrà avuto le sue ragioni, e sarei disposto ad ascoltare, ma prima di cominciare a starnazzare “con la voce frizzante di allegria” come fa la nostra decerebrata preferita vorrei avere qualche spiegazione…

Comunque, Jason l’ha chiamata perché sì.

Esatto: l’ha mollata perché sì e, dopo aver ritrovato casualmente il suo numero… l’ha chiamata perché vuole rivederla.

TUTTO SENZA MOTIVO! È UN PERSONAGGIO FICCATO A CASO E DI FORZA NELLA TRAMA!

Vabe’, i due si mettono d’accordo per prendere un caffè, e Jason aggiunge che vuole parlare di una cosa importante (ma non aveva detto di aver pensato di chiamarla dopo aver ritrovato PER PURO CASO il suo numero?) sulla quale non si sofferma oltre, poi entra Justin e fuffa.

Ah, di punto in bianco Justin pretende che lei si fermi oltre l’orario (cosa che le farà perdere l’appuntamento con Jason).

Anzi… è meglio se vi riporto la protesta di Hope:

Cosa?!” Squittisco. “E perché? Non erano così gli accordi. Nei giorni dispari il mio turno è fino alle 21. Nei giorni pari è fino alle 19.”

… ma che razza di orario sarebbe?

Cioè… sì, capisco il lavoro su turni, il mio è così… faccio la mattina dalle sei alle quattordici, il pomeriggio dalle quattordici alle ventidue e la notte dalle ventidue alle sei, a seconda di com’è la settimana (poi capita che, se ci sono problemi in ufficio, il mio orario cambi anche su base giornaliera, ma sono situazioni limite)… ma nessuno fa un orario i giorni pari e un altro i giorni dispari! Che razza di cretinata è?

Poco dopo passiamo ai pensieri deviati di Justin, a cui Hope ha detto che deve incontrare “qualcuno”. Allerta spoiler: spara un sacco di stronzate…

[…] Questo ipotetico uomo, mi fa girare le palle: odio quando qualcosa che voglio io, potrebbe avercela qualcun altro. Non sono tipo da innamorarmi delle mie dipendenti: l’amore è una perdita del cazzo di tempo. La voglio solo perché mi attira e lei pende benissimo dalle mie labbra. Insomma, ho portato tutte le mie dipendenti a far visita nel mio letto e lei non dovrebbe farlo? A parte questo e tutto il resto, sa davvero come tranquillizzarmi. Non so come faccia. Non voglio mostrare la mia parte debole con lei, non posso permetterlo e ne tanto meno lo farò. Più dico che voglio stare lontano da lei e più mi ritrovo vicino, e il bello è che lo voglio io. Lei cerca in tutti i modi di evitarmi, è timida, ma devo trovare il suo punto debole. Ne avrà uno. Come ce l’hanno tutti.

Si passa ora a un altro ELENCO NUMERATO! (in lontananza risuona un tuono)

1) Abbiamo per l’ennesima volta la folle psicopatia da possesso in cui si arriva a invidiare ogni altro essere maschile per avere, avere avuto (o, in questo caso, avere la possibilità di farsi) la Hope di turno. Una delle cose più pericolose al mondo, in una relazione, secondo me: oltre a tradursi in una tossica gelosia possessiva nei confronti della donna, questo può portare il Maschio Alfa a prendersela malamente anche con un povero cristo che magari non è nemmeno interessato alla ragazza, non in quel senso, almeno. Impedisce quindi a lei di avere amicizie maschili, e agli altri uomini di frequentare una loro amica.

2) Lei pende dalle tue labbra cosa, che pendere dalle labbra di qualcuno significa stare a sentire ogni singola stronzata che ti esce di bocca come se fosse vangelo? Sul serio, andate a cercare l’espressione sulla Treccani… anzi, ve la copio e incollo:

In senso fig., nell’espressione p. dal labbro, dalle labbra, meno com. dalle parole di qualcuno, ascoltare con grande attenzione e interesse ciò che uno dice, anche per significare ostentata deferenza e passiva sottomissione (cfr. l’analogo uso di essere, stare sospeso).

Dimmi tu quando cazzo mai Chelsey ha tenuto comportamenti del genere nei tuoi confronti?!?!

3) Una donna potrebbe non venire a letto con te per il semplice fatto che ha un minimo di rispetto per se stessa, ma considerando che qui parliamo di una Hope te la sta solo facendo sudare un po’, poi ti basterà dire “ciao” perché si bagni più della Fontana di Trevi.

4) Tranquillizzarti… quando? Hai sempre tenuto comportamenti aggressivi nei suoi confronti. Non proprio fisicamente (anche se le molestie non sono proprio un atteggiamento da uomo tranquillo), ma verbalmente e psicologicamente, questo sì… e di certo non ti ho mai, e ripeto mai, visto calmo, specialmente nei momenti in cui vi siete parlati. Anzi, si percepiva la tensione, e non in senso buono!

5) Timida cosa, che a parte il breve paragrafo in cui è apparsa nel primo capitolo si è sempre messa a criticare ogni tuo comportamento! Le persone timide stanno zitte e non contestano!

Dopo questa sequela di cretinate c’è altra fuffa abusiva, con Justin che le impedisce di andar via malgrado sia finito anche l’orario straordinario a meno che Chelsey non si decida a baciarlo. E lei, naturalmente, non vuole farlo, ma lui è il Bedboy, non esiste che accetti un “no” come risposta.

Anzi, andiamo oltre la semplice molestia verbale:

Vorrebbe dire che lei non ha voglia di baciarmi?” Le stringo forte i fianchi. “E poi, è così sexy con questo nuovo pantalone.” Arrossisce nuovamente. Lo noto e la giro di colpo alla scrivania.

Lei si spaventa e sussulta. La tengo sempre dai fianchi e le bacio il collo strusciandosi le labbra.

Penso che abbia preso gusto.” Le sussurro all’orecchio.

La sento deglutire e questo mi manda ancora di più in estasi. “Ha paura?” Percepisco il suo respiro affannato. “No.” Risponde.

Davvero?” Attacco la mia bocca alla pelle del suo collo e succhio con le labbra, tenendo fra i denti la sua pelle. Lei si muove tentando di mollare la mia presa.

Se non ha davvero paura, allora, deve stare ferma.” Continua ad avere il respiro affannato.

Continuo a succhiare e con le mani le stringo la pancia. Dalla mia bocca fuoriesce un po’ di saliva che in un certo senso, bagna quella piccola macchia, di colorito rosso, lasciata sul collo.

Mi stacco e la lascio andare. Si tocca il punto dove le mie labbra hanno fatto il loro lavoro.

Cosa.. cosa ha fatto?”

Ti ho lasciato il marchio di Mr. Bieber.” Le faccio un occhiolino con un sorrisino.

Lei è pazzo! Non posso uscire conciata in questa maniera!!”

Appunto per questo.”

E per l’autrice questo dovrebbe essere romantico?

Ma nemmeno Ben Solo/Kylo Ren arrivava a questi livelli (e parliamo di uno che comunque era un assassino, genocida e parricida che si è redento COMPLETAMENTE A CASO). Pure Severus si è comportato meglio con Lily!

Piton: – Questa credo sia la prima volta che mi usi come esempio positivo…-

Shade: – Zitto tu, che sei stato friendzonato e poi le hai rivolto insulti razzisti!-

Piton: – … probabilmente la tua prossima vodka avrà un sapore strano.-

Insomma, alla fine Hope esce dall’edificio e Justin, prontamente, la segue, giusto in tempo per vederla abbracciata a Jason McCann. No, non gli vengono le paturnie perché vede uno con la sua stessa faccia, nemmeno lo nota che ha la sua stessa faccia, e non lo nota nemmeno Chelsey… no, semmai formula qualche pensiero ragionevole e razionale:

Dev’essere lui.

Voglio proprio vedere a chi devo spaccare la faccia.

Ragionevole e razionale per lui, intendo.

Tuttavia…

Il sangue mi si gela nelle vene.

Lui.

Credo che la testa non sarà l’unica cosa che gli spaccherò.

Ebbene, lo conosce! Lo conosce già!

Come in Danger, infatti, i due hanno dei conti in sospeso! Eppure, Jason non sembra riconoscere Bieber!

Il capitolo ha ben cinque recensioni, al contrario degli altri che ne hanno al massimo due, ma non ci interessano, tanto sono tutte uguali. E, per di più, lodano il modo di scrivere dell’autrice, che non sembra conoscere bene l’italiano né il concetto di “relazione sana”.

Passiamo adesso al capitolo dieci.

Abbiamo un veloce timeskip e siamo già al momento del caffè. Ma non quello con Jason. Jason è evaporato. Di Jason non so una sega.

No, siamo a casa di Chelsey:

Dopo ciò che è successo a lavoro, ho deciso di invitare Mr. Bieber a casa nel pomeriggio.

Non so perché ma mi sento in dovere di aiutarlo: ci sono troppo dentro.

Magari casa mia non è la più ordinata o bella del mondo, ma forse lo aiuterà a distrarlo un po’.

COSA??? HA INVITATO QUEL MANIACO ABUSIVO A CASA SUA????

Piton: (passando a Shade Owl una fiasca formato famiglia) – Orbene, Distillato della Pace concentrato, forza…-

Cthulhu: – Tn’hky lbrk’the npba nak l’uhn?- (Non l’avrai mica avvelenata come dicevi?)

Piton: – No, parlavo di vodka, non di Distillato della Pace. Io sono un professionista. E comunque non lo ucciderei, lo sai che non può morire.-

Le ha appena fatto un succhiotto contro la sua volontà, si è rifiutato di lasciarla uscire se prima non lo baciava, e questo solo nel finale dello scorso capitolo! Non stiamo a ricapitolare tutto quello che le ha fatto dall’inizio della fic o non finiamo più!

E LEI LO INVITA A CASA???

Ellie: – Mi sa che l’effetto è già svanito…-

Gaia: – Miao!-

Dal caffè col suo vecchio amico questa decerebrata con evidenti disturbi mentali è passata a un caffè col suo capo maniaco e molestatore senza alcun motivo, facendosi prendere totalmente a caso dalla Sindrome della Crocerossina (esiste veramente, cercatela), intavolando una fuffosissima conversazione con lui, che si risolve con un nulla di fatto, dato che alla fine Justin si rifiuta di dire mezza parola su “cos’è che lo affligge così tanto” e se ne va scazzato per giocare a biliardo.

Ha già debiti di gioco, tanto vale aggravarli, no?

Piton: – Beh, non è così strano… i giocatori compulsivi non riescono a controllarsi. È come un problema di alcolismo (tipo il tuo) o tossicodipendenza… sai che ti fa male ma non riesci a smettere.-

Shade: (ciucciando l’ultima goccia di vodka dal fondo di una bottiglia prima di aprire la successiva) – Io smetto quando voglio!-

Hope, comunque, ha un’idea ancor più geniale della precedente:

Posso venire con lei?”

Guarda, tu fossi una Screamer modello David, detti anche Tipo 3, ti incoraggerei ad andargli dietro…

MA COSA CHIEDI DI SEGUIRLO??? MA STATTENE A CASA, NO?

Sul serio, questo la tratta come una pezza da piedi fin dall’inizio della storia e lei non solo lo invita a casa ma ora vuole pure andare a vederlo giocare d’azzardo? Ma quanto si può essere scemi?

Ellie: (con occhiali finti, tocco e toga) – Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. E della prima non sono neanche sicura.-

Shade: – … non cercare di sembrare intelligente, sono stato io a citarti Einstein quando sei caduta nel cassonetto del COSECA.-

Passiamo al locale, dove i due bevono qualcosa (Hope un analcolico, Justin un amaro generico) e poi giocano insieme a carambola, col Ragionier Filini che tiene i punti… no, scusate, quello è Fantozzi… ma dal niente iniziamo di nuovo a parlare come se fossimo in un film porno di bassa categoria. E rimpiango Fantozzi.

Voleva farmi sbagliare?” Domando io con indecisione.

Perché dovrei volerlo?”

La vostra vicinanza alle volte.. mi.. mi intimidisce parecchio.”

E cos’altro la intimidisce, Signorina Collen?”

Voi.”

E secondo voi, ora che io so questo, è una cosa positiva o no?”

Chelsey, ma che cazzo spari?!

Cioè.. volevo dire, non che voi mi intimidiate ma..”

Collen, non dica una parola. E non arrossire.”

Perché non dovrei?”

Lui mi guarda per pochi secondi per poi spostare lo sguardo.

Ho un debole per i visi rossi.”

Cosa.. cosa significa?”

Che mi scoperei tutte le persone che arrossiscono. Specialmente te.” Dice deciso sulle sue parole.

LaMacchiaNera: – Ma non è che il farmaco anti-libido vuole prepararlo per se stesso?-

A parte le elevate capacità grammaticali e sintattiche che si evincono da questo pezzo, a parte la frase sottolineata che mi fa desiderare di prendere il machete di Ellie e di eviscerarmi come una trota in pescheria, sembra davvero il dialogo di un pessimo film a luci rosse. Tranne la cosa del “voi”, che fa tanto ‘800, manco fosse un episodio di Penny Dreadful… e procede su questo andazzo finché Chelsey non dice che deve andare via (Justin ha pagato per giocare due ore, e sono rimasti al massimo dieci minuti… soldi buttati…).

Al che il nostro Bedboy, deluso, amareggiato e solo, torna al bancone per bere qualcos’altro, gioca a biliardo ancora per un po’ scommettendo (e vincendo) contro un altro tizio random e infine va a casa a sbattersi la barista.

No, scherzo, impedisce come sempre a Hope di andarsene.

No! Ma cosa dice? Devo andare davvero, per favore mi lasci andare.” Libera la presa dal mio braccio e mi guarda quasi con uno sguardo arreso.

Deve farmi un favore prima che vada.”

Quale?”

Quando capitano questi momenti, deve darmi del tu. Chiamatemi Justin o signore.”

A parte il fatto che l’autrice ha sempre alternato completamente a caso il lei/voi con il tu, spesso anche durante la stessa frase (cosa che continuerà a fare), o ti chiama “Justin” dandoti del tu o ti chiama “signore” dandoti conseguentemente del lei, pezzo di cretino!

Insomma, lei accetta di chiamarlo Justin (ma non “signore”, per fortuna) e fa per andarsene, ma lui la trattiene ancora un momento: deve preparare le valige per quella cretinata di viaggio aziendale, perché lui vuole che Chelsey vada. La vuole lì per sé e nient’altro.

Non è una cosa romantica, ma nemmeno un po’!

Arriviamo adesso al capitolo dieci. Il precedente essenzialmente non esiste più.

Vedetelo come gli episodi di Soul Eater incentrati su Excalibur: un filler così inutile che se non ci fosse stato non sarebbe cambiato una sega. Non si allaccia né al capitolo precedente né al successivo, non ha ragione d’esistere.

Insomma, Justin sta pensando a Jason McCann e a quanto il suo arrivo lo preoccupi perché, a quanto pare, “sa troppo” e “può essere pericoloso”.

Insomma, è un’altra volta una stramaledetta nemesi di Justin.

Tipo Dottor Jekyll e Mr Hyde, solo che non condividono lo stesso corpo. Peccato, sarebbe stato molto più interessante se davvero Jason fosse stata una seconda personalità latente in Justin…

In ogni caso, finalmente Justin ci chiarisce la questione dei misteriosi versamenti in banca: come avevo immaginato, la lettera che ha ricevuto era proprio da parte di Jason (anche se, personalmente, credo che sarebbe stato più logico mandare una e-mail, o fargli recapitare la lettera a casa, tanto per essere sicuro che la leggesse solo Justin, il quale avrebbe benissimo potuto far aprire la posta a qualche segretaria, dato che è arrivata in ufficio…) il quale lo sta ricattando per una cosa successa anni prima. Era a lui che aveva fatto il bonifico (tramite assegno… un assegno per pagare un ricattatore…) di ventimila dollari.

In ogni caso, abbiamo la conferma che il ruolo di Jason, qui, è quello di Decklon: un bravo ragazzo che tratterà bene la Hope finché la trama non richiederà di trasformarlo in un kattivo spregevole per far risaltare Justin.

Segue un fuffosissimo paragrafo che non vi sto a citare, tanto non ce ne frega niente, almeno finché Justin non decide che deve sapere cosa succede a Chelsey, così… le scrive una mail.

All’una passata della notte.

E pretende pure che gli arrivi in fretta una risposta! Per quanto ne sa, Hopelsey potrebbe benissimo essere a letto!

Ovviamente così non è, infatti lei si trova attualmente in auto con Jason, che l’ha appena riportata a casa. Sì, abbiamo saltato completamente la parte in cui loro due uscivano per il famoso caffè, inclusa la conversazione su “qualcosa di importante” a cui aveva accennato Jason.

Ma che cazz…

Vabe’, la Hope sale in casa e nota che ci sono ben quattro mail non lette (il lato da stalker di Justin lo ha spinto a scriverle compulsivamente negli ultimi quindici minuti) e lei si rimette a discutere con il “suo interiore”.

IL SOGGETTO, CAVOLO! IL SOGGETTO! IL TUO CHE, PORCO AZATHOTH?

Mentre è lì che litiga con se stessa, arriva un’altra mail, sempre da Justin, che non riesce proprio a darsi una regolata:

Sono rimasto a pensarla Mrs. Collen e sono giunto alla conclusione che quel tipo non è adatto a lei. Oh, e, con il marchio della mia azienda come va?

Justin… leggi attentamente: CHI-SE-NE-FREGA! Chi sei tu per dirle chi deve frequentare? Vi conoscete da nemmeno una settimana, sei il suo capo e lei ha tutto il diritto di fare un po’ come cavolo le pare. Tu invece devi prenderti un anno sabbatico, andare in analisi e cominciare ad assumere TANTI medicinali.

Leggendo questa mail, invece che sentirsi furiosa, a disagio, triste, spaventata o quel cavolo che dovrebbe, Chelsey inizia a pensare al fatto che lei non ha esperienza, che è vergine, che quello è stato il suo primo succhiotto…

Non posso prendere a testate i muri di casa di mia madre, si offenderebbe, ma posso bere. Gaia, tanta tanta vodka, ti prego.

Gaia: – Miao!-

Alla fine Hope risponde alla mail facendo un pochino di velato slut shaming (“io non sono come le vostre colleghe”) e se ne va a dormire.

Il mattino dopo trova Justin alla sua porta.

Cthulhu: – Tn’lky rhba vn’eht kl’hu eban’hukk l’na q’nr’tha!- (Come si è permesso di piombare a casa sua!)

Shade: – Credo che lascerò rispondere Severus.-

Piton: – Mi pare ovvio: questa è una reazione totalmente comprensibile, ma anche molto, molto inquietante. Nella sua mente malata Justin ha preso la mail di risposta come un affronto personale. Chelsey si sta ribellando ad ogni ordine che le viene dato, ad ogni cosa che lui dice, e Justin, di conseguenza, cerca di riaffermare il suo dominio, la sua superiorità su di lei, in ogni modo possibile, ordinandole di trattenersi oltre l’orario, imponendole il modo di vestirsi, cercando di impedirle di uscire col suo amico, facendole quel succhiotto… una persona del genere è estremamente instabile e pericolosa, dato che vuole sempre il controllo sui suoi giocattoli, e se crede di non averlo… beh… i fatti di cronaca parlano da soli.-

Già… l’autrice ha pensato di creare un “bel tenebroso” che ha solo bisogno di coccole, invece ha costruito un personaggio profondamente disturbato e potenzialmente pericoloso. Uno stalker in piena regola.

Per fugarvi ogni dubbio, eccovi la definizione del termine secondo Wikipedia:

[…] La parola stalker è traducibile come “cacciatore all’agguato”, “chi avanza furtivamente”. Questi termini non chiariscono sufficientemente il significato anglosassone che è dato agli stalker che pedinano la vittima per scopi puramente molesti. Il verbo to stalk è altrettanto traducibile col significato di “inseguire furtivamente la preda” e deriva dal linguaggio tecnico-gergale venatorio. Letteralmente stalking significa “fare la posta”, “inseguimento”.

Non esiste una definizione generalmente accettata di stalking, ma così come enunciato da studiosi delle molestie assillanti di lingua anglofona è comunque colui che si “apposta”, che “insegue”, che “pedina e controlla” la propria vittima. Il termine “inseguimento” è quello più largamente usato e tradotto. Quest’ultima definizione sembra la più vicina al comportamento tipico del molestatore assillante che è, infatti, quello di seguire la vittima nei suoi movimenti per poi intromettersi nella sua vita privata. Un’altra traduzione molto usata di “stalking” è “persecuzione”, così come lo stalker è chiamato “persecutore” e la vittima “perseguitato”

Per farvi una cultura completa sul fenomeno (o quantomeno per iniziare a farvela) vi rimando alla pagina precisa:

https://it.wikipedia.org/wiki/Stalking

Insomma, tornando a noi: Justin è piombato a casa sua, e la spinge dentro dicendo che deve parlarle, poi inizia a bombardarla di domande sulla serata precedente. Poi, dal nulla:

Devo proteggerti.”

Sì, ha decisamente bisogno di protezione, ma da parte della polizia nei tuoi confronti, razza di psicopatico!

Malgrado Chelsey continui a chiedergli da cosa lui dovrebbe mai proteggerla, Justin si ostina a non rispondere e se ne va. Alla faccia della conversazione, a questo punto potevi benissimo aspettare che arrivasse in ufficio e dirglielo lì. E poi come conti di proteggerla? Assumerai delle guardie del corpo? Sporgerai una denuncia alla polizia (anche se non so per cosa)? Le procurerai una pistola da tenere in casa? Ti stabilirai da lei per un po’ o la ospiterai da te?

No, non farà una beata sega di nulla.

Appena uscito Justin, il campanello suona di nuovo, ma stavolta è Jason. Ma che, tutti si sono dati appuntamento alla sua porta alle otto di mattina?

Comunque, la conversazione non dura molto ed è fuffosa. Saltiamo un po’ di pezzi che non c’interessano.

Siamo nell’ufficio di Justin e Jason, credendo di trovare lì Chelsey, irrompe dicendo che deve portarle il pranzo.

Okay…

1) Non credo proprio che un estraneo potrebbe entrare tanto tranquillamente in un’azienda farmaceutica. Hanno misure di sicurezza alquanto rigide, e quella è proprietà privata.

2) Ammesso e non concesso che lo abbiano lasciato passare (magari le guardie di sicurezza vogliono essere tutte licenziate, che ne so…), come mai è entrato nell’ufficio di Justin? Tanto per cominciare, Jason non può conoscere la topografia dell’edificio, quindi avrà chiesto informazioni, e visto che cercava Chelsey è più logico che chiunque gli abbia dato le indicazioni lo avrà indirizzato all’ufficio di quest’ultima, non a quello del CEO dell’azienda!

3) Tra lui e Justin avviene una lunga, fuffosa conversazione fatta di minacce a vuoto, allusioni al loro passato comune, promesse di portare via Chelsey a Justin (e questa a me sembra proprio una cosa buona) e addirittura minacce a mano armata: Jason infatti tira fuori una pistola.

UNA PISTOLA! È ENTRATO IN UN’AZIENDA PRIVATA CON ADDOSSO UN’ARMA! E NESSUNO SE N’È ACCORTO?

Inoltre, Justin non chiama nemmeno la sicurezza, neanche quando questo se ne va, lasciandolo quindi da solo e liberandolo dalla minaccia di essere ammazzato! Lo potrebbe fare arrestare! Ci sono i filmati di vigilanza, sicuramente avrà qualche telecamera in ufficio! Ma nessuno farà nulla! Niente!

Ellie: – Bah… i predoni sono meglio organizzati, a livello di sicurezza. Ho avuto molti problemi a superare le guardie in silenzio, nei loro accampamenti, e spesso è finita in sparatoria. E loro non avevano telecamere e metal detector!-

Ah, e ovviamente Jason promette anche a Justin che lo ucciderà. Beh, capisco che non lo faccia adesso perché sicuramente qualcuno noterebbe la cosa e verrebbe arrestato, ma considerando che la logica qui è totalmente ribaltata avrebbe potuto agire subito e andarsene, a questo punto…

Bah… saltiamo il resto, passiamo al capitolo undici. Timeskip (segnalato) di due settimane, e Justin sta pensando di essere pronto ad affrontare Jason. Vi risparmio tutto il discorso, voglio citare solo questa frase:

[…] forse avrà vinto la guerra tanto tempo fa, ma la battaglia non la vincerà.

Ahm… Justin, tesoro santo… la citazione è al contrario…

LaMacchiaNera: – Paolo Bitta docet! –

Ad ogni modo, l’indomani c’è la partenza prevista per quell’assurdo viaggio di lavoro con tutti i dipendenti e i laboratori al seguito, ma è solo fuffa. La parte fondamentale è che Justin costringe Chelsey ad accettare di cenare da lui quella sera, malgrado lei insista nel dire che ha un appuntamento, ovviamente con Jason.

Saltiamo altra roba, il successivo quarto di capitolo è occupato da una scena di Chelsey nella vasca che si masturba pensando a Justin e litiga (ancora) con le sue voci interiori.

Un po’ di farmaci servono anche a lei.

Saltiamo altra fuffa, fino ad arrivare alla cena a casa di Justin, che invece di cucinare, di far cucinare alla sua schiava Elodie, di ordinare in un qualche ristorante di lusso, di prendersi uno chef privato per almeno una dannata sera come farebbe qualsiasi uomo coi suoi soldi, ordina del cinese a domicilio. La stessa cosa che potrei fare io con Justeat quando non voglio cucinare.

Mentre mangiano, Justin rivela un dettaglio sulla sistemazione delle camere:

Ho preso una stanza per te nell’hotel dove alloggeremo.”

Questo lo sapevo già..”

Ma è per due.” Mi irrigidisco. “Ci saremo io e te.” Mi guarda.

Perché? Non c’erano camere singole?” Mi alzo dalle sue gambe.

Non so quando, ma lei si è seduta sulle sue gambe. E non so nemmeno il perché.

No, erano tutte matrimoniali. Poche erano singole e le ho riservate a chi lavora nei laboratori chimici. Il resto dormirà a coppia. Potevo scegliere di dormire anche con qualche mia collega bionda.”

Hai preferito scegliere me.. perché?” Gli domando. “E poi, non mi sembra corretto dormire col mio datore di lavoro. Le altre penseranno malissimo!”

Ma davvero? Cosa ne pensano le altre? Ti preoccupa cosa ne penseranno le altre?

1) NON CI CREDO che un albergo abbia solo CAMERE MATRIMONIALI e che non sia in grado di trovarne di singole o con letti separati, non un albergo che ne ha così tante a disposizione (alberghi in grado di ospitare il personale di un’intera azienda generalmente sono i più rinomati e costosi, tipo quelli della catena Hilton, o i Four Seasons, o anche i Ritz).

2) A parte i tecnici di laboratorio devono tutti dormire a coppia? Ci sarà anche gente sposata tra i membri del tuo personale, Justin! Non dico tutti, ma almeno a qualcuno il fatto di dormire con dei colleghi darà fastidio, no? Almeno chiedi letti separati!

3) Certo che non è corretto dormire col tuo datore di lavoro, Chelsey! Specialmente uno che, fino a questo momento, ti ha stalkerata in ogni modo possibile! Nel quadro delle cose questa è solo un’evidente manovra mirata ad avere ulteriormente il controllo su di te e a portarti a letto con uno che non vede l’ora di trapanarti fin dal primo capitolo!

4) Allora, prima di tutto le “bionde” non sono colleghe di Justin, che in quanto CEO è il loro capo, e quindi non ha colleghi (i colleghi sono persone di pari grado. Nel caso di Justin sono sue sottoposte!). In secondo luogo… eh, ma dai! Ancora slut shaming!

Saltiamo il resto, un po’ perché è fuffa e un po’ perché è meglio. Fidatevi, peggiora.

Il capitolo successivo, il dodici, è relativo al viaggio in aereo, ed è estremamente fuffoso. Le uniche cose degne di essere menzionate sono il fatto che sull’aereo privato di Justin c’è posto per l’intero personale dell’azienda (ALLA FACCIA! Possiede un Jet o un aereo di linea???), che tutte le donne sono bionde (e questo già non è un campanello d’allarme per il resto dell’organico dell’azienda, della quale, come mi accorgo solo ora, NON CONOSCO IL NOME?) e che Hope, guardando fuori dall’oblò mentre sono in volo, dice che le persone sembrano formiche.

Ellie: – Quindi la Hope possiede la supervista. È il solo modo in cui può riuscire a vedere una persona di qualsiasi dimensioni ad oltre trentamila piedi!-

Cthulhu: – Bl’ky njk’ha nee’tl hab lj’kstra neht?- (Chi ha osato fornirle tali poteri?)

Shade: – Nessuno lo farebbe. È un ovvio Buco di Trama che le ha permesso di vedere più in là di Superman. Oppure i piloti di Justin sono un tantino sbronzi e volano troppo in basso.-

Cthulhu: – Nt’ja. Kl’het nb’tha kepr prna’t hjna letk.- (Bene. Solo il Grande Antico può dispensare poteri.)

C’è anche il tempo, durante il viaggio, per alcune altre velate molestie verbali da parte di Justin nei confronti di Chelsey. Inoltre, il volo viene trattato come se fosse di linea, con tanto di annunci del capitano.

Senza contare che non ho idea di DOVE CI TROVIAMO! NESSUNO HA MINIMAMENTE NOMINATO LA LOCALITÀ DI ARRIVO!

Poi Justin ci fa sapere che l’Uomo Nero sarà libero l’indomani (e quindi, considerando che il volo è durato solo due ore, poteva BENISSIMO andare lui a visitare la ditta, cosa molto meno dispendiosa…) e quindi già quella sera usciranno rimarranno in albergo…

Ehm… cosa?

Appena siamo atterrati ho avvertito Mr. Blackman del nostro arrivo e penso che già stasera usciremo rimarremo in hotel e domani mattina avremo il nostro primo incontro, salvo complicazioni che spero, non ci siano.

Io personalmente non c’ho capito una sega.

E bello è quello che dice alla reception:

Sono Mr. Bieber, capo dell’azienda di New York di medicina. […]

No, ma quindi è vero… l’azienda NEMMENO CE L’HA un nome! E poi non è un’azienda “di medicina”, è una ditta farmaceutica, porca miseria!

LaMacchiaNera: – Che tristezza! Neanche la fantasia di inventarsi un nome!-

C’è poi una scena pseudofluffosa in camera d’albergo tra Justin e Hopelsey durante la quale l’autrice ci suggerisce di ascoltare Impossible di Shontelle, nello specifico la cover eseguita da Sergio Sylvestre (uno dei tanti che è venuto fuori da “Amici”), e i nostri due protagonisti iniziano a pomiciare sul letto.

Certo, pomicia col tuo stalker, GENIALE!

Ah, postilla: Impossible parla di una donna che si pente della fine della sua relazione col suo ex. Cosa che l’autrice sapeva, infatti lo spiega nello spazio autrice in fondo al capitolo, ma l’ha comunque scelta perché sì.

Stendiamo un velo pietoso e passiamo al capitolo tredici.

La prima metà è inutile fuffa, e la salto tutta. È come Chaz, che poi è come Yamcha, non serve a un cazzo.

Ah, all’improvviso sono cambiate alcune cose riguardo al viaggio di lavoro:

[…] Naturalmente non sono venuti tutti. Chi si occupa dei laboratori chimici alloggia vicino un laboratorio analisi, dove sempre Mr. Bieber conosce alcune persone che hanno dato conferma per farli lavorare lì.

Qui ci siamo solo io, Bieber, alcune colleghe e due colleghi uomini che controllano che tutto vada per il meglio e che ci tengono aggiornati per i laboratori.

Molti colleghi invece, sono rimasti a NY, Justin gli ha fatti rimanere lì così controllavano come procedevano le cose. Erano troppe persone da spostare.

Ma… non dovevano spostare tutto il personale, laboratori inclusi? E ora sono solo quattro gatti? All’improvviso i personaggi hanno avuto un breve aumento del quoziente intellettivo?

Segue un’assurda conversazione con questo Uomo Nero che, pur essendo entusiasta del progetto, se dovesse riscontrare dei difetti nel medicinale (ricordiamolo: il farmaco serve a inibire il desiderio sessuale nelle donne, ed è dedicato soprattutto a quelle oltre la mezza età) non porterà avanti il progetto.

Ciò denota un’estrema ignoranza in materia da parte dell’autrice: tali decisioni vengono tutte prese all’interno dell’azienda che sviluppa il medicinale, non è un esterno a decidere! Questo fantomatico esperto può al limite decidere se vuole dare il suo avvallo, dando maggiore credito al nuovo prodotto, anche se ignoro quali siano le sue credenziali…

Insomma, eseguono esami non meglio specificati sul medicinale per scoprire se ha effetti collaterali, cosa che si potrebbe appurare solo eseguendo dei test su soggetti umani vivi ma sticazzi, c’è un sacco di fuffa mi sto annoiando interrompo qui la recensione.

Dico davvero, è il momento di fermarci… ma non siamo nemmeno a metà fic! E anche così abbiamo trovato una marea di cretinate, senza contare la relazione abusiva!

Per oggi è tutto, ho bisogno di stendermi, e poi c’è Ellie che fissa con aria inquietante le auto parcheggiate qui fuori, non vorrei che ne combinasse una delle sue… continueremo la prossima volta, rimanete in attesa!


Potete trovare la seconda parte di questa recensione qua sotto:

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