“Big Secret.” (La riunione dei sosia) – Seconda Parte

[Potete trovare la prima parte di questa recensione qui.]

Bentornati a tutti quanti, o voi che leggete!

Siamo qui oggi per concludere la recensione di Big Secret, dell’autrice valsxjk.

Ricapitoliamo brevemente: la Hope di oggi, la ventunenne Chelsey Collen, è andata a lavorare (o meglio, è stata costretta a lavorare con l’inganno) presso il Bedboy Justin Bieber, CEO ventitreenne della più grande ditta farmaceutica del mondo (no, non la Umbrella, purtroppo), il quale è un maniaco pervertito, molestatore e stalker con un misterioso passato non meglio specificato.

La Hope è come sempre cretina, incoerente e, ricordiamolo, discute spesso col “suo interiore”, una voce non meglio identificata che ogni tanto fa capolino nello spazio vuoto all’interno del suo cranio suggerendole che in fondo gli abusi di Justin le piacciano perché lui è un gran figo spaziale e quindi ci deve stare.

Ha anche un padre che, dopo la morte della moglie, si è isolato in campagna e che finora è stato solo nominato e non è mai apparso

I due hanno stabilito, come accennavo, una relazione basata sullo stalking e le molestie sessuali da parte di Justin nei confronti di Chelsey, sua segretaria e assistente personale, finché non hanno pomiciato poco prima che interrompessi la recensione, la volta scorsa.

A questi due si aggiungono anche il personaggio di Jason McCann, migliore amico d’infanzia di Hope e nemesi segreta di Justin, e la cameriera/schiava del Biebero, tale Elodie.

Nello specifico, Jason ha minacciato un paio di volte Justin di ucciderlo, senza però fare granché, e gli ha mandato delle lettere per ricattarlo. Non so cosa abbia su di lui che gli permetta di farsi inviare denaro, ma una cosa è certa: da vivo gli è più utile che da morto, visto che così può ricattarlo. Ma in fondo non sappiamo ancora cosa sia successo tra loro, non posso esprimere veri giudizi, al momento.

Elodie, invece, è una ragazza sui vent’anni che Justin ha assunto come cameriera e che, da due anni, molesta regolarmente forte del fatto che a lei servono dei soldi per finire l’università e non può quindi licenziarsi, trattandola come una serva e senza mostrarle rispetto come donna.

La ditta di Justin sta attualmente sviluppando, dietro sua geniale idea, un farmaco capace di inibire le voglie sessuali delle donne, specialmente le cinquantenni, le quali sarebbero in menopausa o quantomeno vicine a tale momento, cosa che renderebbe di fatto inutile il farmaco anche se avesse una sua reale utilità, senza contare il sessismo insito nel concetto stesso di questa nuova medicina, ma vabe’.

Attualmente questo ambizioso progetto ha condotto il nostro luminare della farmacia, aka Justino El Biebero, a portare mezza ditta in trasferta non si sa dove, laboratori inclusi (spendendo quindi milioni senza motivo) solo per andare a trovare un fantomatico “esperto” di qualcosa, ovvero Blackman, qui ribattezzato l’Uomo Nero, perché approvi il farmaco di Justin. Ci eravamo fermati ad esami non meglio specificati condotti su questo inutile farmaco, poi era iniziata la fuffa e a me era venuta a noia la storia, così mi sono fermato per riprendere fiato.

Adesso siamo in albergo, non ci frega niente dei dettagli, Justin trova un’altra busta di Jason e dentro c’è una foto di quella donna.

Non mi chiedete quale donna, non ne ho la più pallida idea. Sul retro c’è un messaggio:

Comincia ad avere paura. Anzi, cominciate ad averne entrambi.’

Paura di cosa? Jason, tu sei una merdina uscita dal nulla, lui è il proprietario di una industria farmaceutica che fattura miliardi, ha contatti presumibilmente pure col governo (non sarebbe strano), come pensi di minacciarlo? Se Justin la piantasse di fare lo stalker e il criceto che ha nel cervello salisse sulla sua caspio di ruota forse capirebbe di poterti far sparire in due petosecondi! E non necessariamente in modo legale, se vuol continuare a fare il Bedboy potrebbe ingaggiare qualche professionista per farti fuori!

Macché, Jason è il kattivo della situazione, non sparirà fino al confronto finale con Justin…

Passiamo ora al capitolo quattordici. Justin è nervoso per via della lettera, ma ovviamente non vuol dire una parola a Chelsey, comportandosi in modo freddo.

Ah, i due adesso sono fidanzati. Dopo una pomiciata, già.

C’è poi l’ennesima, noiosissima, ripetitiva scena del cameriere del ristorante che infastidisce Justin, in questo caso specifico facendo l’occhiolino alla Hope, cosa che ovviamente il nostro Bedboy nota prontamente, e difatti non esita a minacciare il cameriere di fargli perdere il posto di lavoro.

Fuffa, proseguiamo.

Nel senso che salto tutto quanto, non ci interessa leggere di come e quanto a lungo Justin faccia il distaccato con Chelsey, e di come lei poi si senta ferita dal suo atteggiamento. Passiamo direttamente al pov di Justino, dove ci sono un paio di cose minimamente interessanti.

In pratica, il nostro scarso eroe ci fa sapere che, dopo la lettera, ha ricevuto una telefonata da parte di Jason, il quale… ha chiamato solo per dire che non era nella loro stessa città.

MA ALLORA COSA CHIAMI A FARE!!! POTEVI SCRIVERLO BENISSIMO NELLA LETTERA INSIEME ALLE MINACCE!

Non ci viene detto nient’altro di utile, solo le solite, fuffose allusioni al passato misterioso, traGGGGGico e oscuro di Justin, o almeno non in questo paragrafo. Nel successivo, comunque, Chelsey pretende di sapere qualcosa su di lui e, finalmente, riceviamo notizie chiare:

In realtà ho ereditato la mia azienda da mio padre, quando ho finito il liceo mi son messo subito a lavorare, studiando ovviamente. Ho terminato i miei studi subito, grazie all’aiuto della mia famiglia. Ma i miei genitori si sono divorziati quando io ero piccolo, e mio padre lavorava spesso, quindi non lo vedevo mai, mentre mia madre era troppo occupata a tradire mio padre con un altro uomo. Ma secondo lei ero troppo stupido per capire.

Quindi, sono cresciuto con i miei nonni che sono morti quando ancora ero in tenera età. Così ho passato la mia vita a ritrovarmi a fare tutto da solo. Sono cresciuto subito, non ho avuto un’infanzia come tutti gli altri bambini, Collen. Questo mi ha portato ad avere alcune mancanze che ho colmato col mio lavoro e aspirazioni.” Finisco di parlare. “Questo è tutto ciò che ho da dire.”

Quelle poche che ci vengono date, quantomeno.

Niente di tutto questo giustifica il comportamento di Justin! Un divorzio, dei genitori assenti e dei nonni morti, per quanto possano essere episodi pesanti per un bambino, non significano che poi lui debba stalkerare una sua dipendente e trattare le donne come oggetti! Anzi, non si collegano minimamente col suo comportamento da adulto! Una cosa è non sapere come si fa ad amare, un’altra è trattare le donne di merda!

Una buona giustificazione per la sua viione delle donne avrebbe potuto essere che per tutta l’infanzia e l’adolescenza ha visto tutte le donne della sua vita darla a destrea e a manca senza curarsi molto dei sentimenti suoi o del proprio partner, cosa che potrebbe avergli provocato una visione malata e distorta del genere femminile. Quello sì, poteva essere un background comprensibile… questo che ci presenta l’autrice, invece, è incoerente come tutto il resto!

Dopo questo momento di condivisione, Hopelsey insiste nel dire che lui “non ha nessun tipo di problema”, ma che in realtà ha solo bisogno di qualcuno “che gli dia affetto”.

Nessun tipo di problema il pulcioso sospensorio di Kratos, lui è malato, eccome se lo è!

Dopo questa cretinata Hope racconta di suo padre, e afferma che sua madre era bellissima, ma che non le somiglia per niente.

Il pensiero di Justin:

Penso che lei abbia preso molto da sua madre.

……………….

MA CHE CAVOLO NE SAI, TU??? QUANDO MAI L’HAI VISTA???

Giuro, un altro pensiero come questo e vado a tuffarmi in una piscina di chiodi…

Passiamo ora al capitolo quindici.

Saltiamo una gran quantità di fuffa. I due protagonisti si recano al primo test del nuovo farmaco su delle pazienti vere e proprie (quindi questo è il primo, reale test in cui sarà possibile verificare se ci sono effetti collaterali…) e c’è l’occasione di fare nuovamente slut shaming:

Dal finestrino noto che le sue dipendenti, ovviamente bionde, (che a mio avviso, mi sembrano tutte delle oche poco di buono!!), ci stanno fissando.

Ma si può sapere che cosa vi hanno fatto le bionde? Io personalmente preferisco le rosse, ma non è che vada in giro a parlar male delle bionde! Ho un sacco di amiche che sono bionde!

Saltiamo la fuffa che viene dopo, arriviamo al momento del test.

Test che non viene condotto come di norma succede, con le candidate sedute in una sala che assumono il farmaco e annotano ogni effetto collaterale che riscontrano su un questionario, come succede nei telefilm, o con dei soggetti tenuti in osservazione che si sottopongono al trattamento per un tempo prestabilito… no, vengono chiamate alcune di loro che, dopo aver dichiarato di avere assunto il farmaco giorni prima (e io vorrei sapere quando, a questo punto…) vengono semplicemente esaminate un po’ da alcuni medici i quali dichiarano che è tutto a posto.

Cthulhu: – Tnky! Fnta’luj kuth bn’eh oht rl’ah nke n’ahk!- (Oh! Finalmente posso mangiare dei dottori!)

Shade: – Ti sono mancati, eh?-

LaMacchiaNera: – Tra l’altro questa sarebbe la “First in Human” un momento delicatissimo dello sviluppo farmaceutico dove per la prima volta degli esseri umani assumono il farmaco. La somministrazione, di solito, avviene iniettando a dalle due alle sei persone la dose minima necessaria per avere degli effetti, e i soggetti della sperimentazione vengono tenuti sotto stretta osservazione per le ventiquattro ore successive monitorando il tutto con una equipe di medici pronta ad intervenire in caso succeda qualcosa di negativo!-

Shade: – E il meglio deve ancora arrivare. Tieni duro un altro po’…-

Proseguono a esaminare tre pazienti alla volta e nessuna (e ripeto: NESSUNA!) ha accusato alcun tipo di effetto collaterale.

Ma davvero? Nessuna reazione allergica? Nessuna interazione con farmaci precedentemente assunti? Nessun problema dovuto a un sovradosaggio involontario?

Saltiamo ulteriore fuffa. I due tornano in albergo, poi cominciano a litigare perché Justin non vuol parlare del passato e Chelsey si ostina a rompergli le scatole. Segue ancora altra fuffa, poi quella notte Justin ha un incubo:

Non “uno sparo”?

Il sogno, comunque, pare essere su un certo Matthew e “quella donna”, che ancora non ha un nome. O almeno, questo è ciò che pensa Justin nell’ultima frase del capitolo. Non ci viene detto altro.

E meno male che, nello spazio autrice del capitolo precedente, quest’ultima aveva detto che avremmo iniziato ad avere qualche altro dettaglio sul passato di Justin…

Boh, passiamo al numero sedici.

Saltiamo un sacco di fuffa, che occupa la maggior parte del testo. Trovo solo un paragrafo che vale la pena di riportare.

Siamo al secondo giorno di test, e si ripete la stessa tiritera del giorno precedente. A un certo punto Chelsey fa una domanda a Justin:

Le devo fare una domanda.” Mi dice Chelsey ma con una voce sussurrata. Le faccio cenno di parlare. “Ma se qualcuna di loro, per un motivo qualunque, abbia un effetto collaterale, come si fa?”

Ci potrebbe essere l’annullamento del prodotto, Collen. Perderemo quasi tutti i soldi che l’azienda ha versato per mettere in atto questo progetto.”

E a noi che accade?”

L’azienda può cadere in fallimento. Ma se siamo bravi e se nessuno lo verrà a sapere, possiamo far finta di nulla e andare avanti. Poi ad un certo punto, ops, non possiamo più mandare avanti niente. La gente parlerà ma noi dobbiamo comunque essere pronti a inventarci qualunque cosa pur di non fallire.”

Ci tieni molto.”

Non lo faccio solo per me, ma anche per i soldi. Ti rimembro che ci ho investito tantissimo.” Lei annuisce e io rimango in attesa che tutte le matricole abbiano finito le loro analisi.

Vabe’… andiamo con un altro Elenco Numerato…

1) Per un solo soggetto che presenta effetti collaterali non si annulla un intero progetto! Tutti i farmaci hanno effetti collaterali, pure l’aspirina! Dipende da una grandissima varietà di fattori, è impossibile prevederli o evitarli tutti! Qualcuno che accuserà problemi ci sarà sempre! L’obbiettivo non è evitare che ci siano reazioni, ma fare in modo che il farmaco ne produca il meno possibile, su un numero minimo di persone e nella forma più lieve che ci sia! È in questo modo che i medicinali vengono approvati!

2) Sì, è possibile che un farmaco su cui si è investito tanto si riveli un fiasco, a volte, e sì, può succedere che la ditta, se si è esposta troppo, fallisca, in questo caso. Però qui teniamo conto che nella realtà si tratterebbe di un fiasco annunciato, visto che è stato studiato per inibire le voglie sessuali delle donne in menopausa! Inoltre, Justin dice chiaramente che, se “sono bravi e nessuno lo verrà a sapere” potranno fare “finta di nulla”. In pratica, se questo medicinale dovesse rivelarsi pericoloso o persino letale, potranno nascondere la cosa e smerciarlo lo stesso e poi fare gli gnorri quando verranno scoperti! QUESTO È MOSTRUOSO!

È un’azione ASSURDAMENTE illegale e immorale! Fare soldi mettendo in pericolo la vita delle persone! E Justin ne parla come se fosse una cosa assolutamente normale! Con Chelsey che nemmeno se ne preoccupa! Per entrambi va bene così! MA SIAMO MATTI???

LaMacchiaNera: – Senza contare il fatto che se si scoprisse ne verrebbe fuori uno scandalo senza precedenti con decine di arresti, condanne per centinaia di anni e la ditta potrebbe venire smantellata!-

3) Justin dice chiaro e tondo “non lo faccio per me, ma anche per i soldi”. In sostanza, come se ce ne fosse bisogno, conferma che tutto quello che gli importa è il denaro! Okay, è il CEO di un’azienda, e il bilancio deve essere la sua preoccupazione principale, ma qui parliamo comunque di salute pubblica!

LaMacchiaNera: – Oltretutto potrebbe vendere tutte le sue scoperte e i diritti sul farmaco ad un’altra azienda che avrebbe continuato al sperimentazione! Quasi tutte le aziende farmaceutiche fanno così perché non hanno abbastanza denaro!-

4) Concludiamo in modo più leggero: “ti rimembro”? Ma che sei, Leopardi? Io scrivo da vent’anni, e nemmeno io ho mai usato, neanche nei miei romanzi più immaturi, espressioni del genere! Mica stai scrivendo “A Silvia”! Senza contare che ha sbagliato il congiuntivo, prima! “Se… abbia…”! E poi l’autrice vuol fare l’aulica e usare espressioni poetiche? È come se io volessi mettermi a fare citazioni di cultura nominando Ugo Foscolo e poi citando una frase di Francesca Cipriani!

Alla fine della giornata di test, il signor Uomo Nero dice a Justin che una delle “matricole” (non sono studentesse universitarie appena arrivate al college, il termine corretto sarebbe “pazienti”, o al limite “cavie”…) non si è presentata per via di un contrattempo, e che verrà l’indomani.

Subito dopo Chelsey pensa che, poco prima, ha visto una donna uscire di corsa dall’edificio, coperta di macchie rosse:

Quando sono entrata dentro la sala d’attesa, ho intravisto nei corridoi una signora che stava camminando per uscire dalla struttura. Sicuramente era qui per fare il test. Ma correva. Non sono riuscita a vedere il suo viso, ma notavo delle macchie rosse, non molto grandi ma evidenti su un solo braccio e non vorrei che qualcosa sia andato storto. Volevo dire solo questo a Bieber, ma adesso, vedendolo pieno di cose da fare, voglio rassicurarlo e magari non dirlo. Lo vedrà lui stesso domani. Spero non abbia niente a che fare con il suo progetto e credo proprio che si tratti della matricola che oggi non si è presentata.

… cioè, ma si può essere più idioti? Ha appena visto una paziente evidentemente malata scappare via dalla struttura e decide di non dirlo… e la paziente stessa, che sta evidentemente subendo degli effetti collaterali imprevisti, scappa via? Vabe’, avrà paura, forse, ma sarebbe più logico se si rivolgesse proprio a quelli che hanno creato la medicina, in quanto sono loro a conoscere la formula e quindi a poterla aiutare più rapidamente…

Saltiamo altra fuffa, siamo di nuovo in albergo. Chelsey trova per caso delle foto che ritraggono un bambino, e sul retro c’è scritto un nome: Matthew Bieber.

Ebbene, si tratta del fratellino di Justin.

Non sappiamo comunque altro in merito, per adesso. Il capitolo finisce poche righe dopo.

Siamo ora al capitolo sedici. Chelsey è offesa a morte perché Justin “le ha mentito” sul fatto di essere figlio unico.

E sticazzi?

Chelsey… che cosa cavolo vuoi? Chi sei? Vi conoscete da tipo due settimane, malgrado in un pezzo che ho tagliato, mentre parlava con Jason, Justin abbia detto che si conoscono da pochi mesi (e così non è, ma come ci ha insegnato la mia amica Bieber23 il tempo è al servizio delle autrici). Se non vuole parlarti degli affari suoi, allora non rompere i coglioni!

In ogni caso, i due litigano, ma non per la foto… stavolta è Chelsey a fare la fredda, senza nemmeno dirgli di aver trovato le foto di Matthew, e caccia via Justin dalla stanza. Tra l’altro non c’è alcuna escalation, non ci sono parti che si ricolleghino davvero al capitolo precedente: nell’ultima frase Hope si chiedeva perché Justin (che nemmeno era nella stanza con lei) continuasse a mentire, mentre nella prima di questo capitolo “lo guarda con disprezzo”.

Anzi, per come è strutturato il litigio, per le cose che dice Chelsey (che lui vuole solo il suo corpo, che fa così con tutte, che è un “lurido schifoso” eccetera) sembra più che sia arrabbiata perché è un porco (e questo è vero) piuttosto che per non averle detto che aveva un fratello.

Fuffa, Justin torna in camera per dire a Hopelsey che, se vuole, è libera di tornare nell’Unica Città del Pianeta, anche se mancano ancora due giorni alla fine dei test, e che la farà sostituire da Kyle, una Oca Generica™ che è in viaggio con loro.

Poi Justin le chiede giustamente perché è arrabbiata, dato che non lo sa.

La reazione di Hope:

Riaccendo il phon e faccio finta di non aver sentito ciò che lui mi ha appena chiesto.

Lo sa benissimo, continua a mentirmi, e pretende anche che io gli dia retta? Io non li ho mai mentito, mi sono aperta con lui, gli ho raccontato di mia madre, di mio padre, e lui invece mi prende in giro. No, non ci siamo. Ci sto male, ma questi sentimenti che provo con lui devono sparire.

Ma vai a cagare.

Vuoi che sia sincero? Allora digli che sai che ti ha detto una bugia, quando ha finto di essere figlio unico. Così riveli di essere semplicemente una mocciosa frignona che sa solo tenere il muso.

Segue un intero, noiosissimo, ridondante paragrafo che sono i pensieri di Justin su se stesso e Chelsey, con continue, oscure allusioni al suo passato che ormai mi hanno davvero scartavetrato i maroni.

Vi riporto giusto un paio di frasi, perché qualche minimo dettaglio c’è.

Solo Jason sa quello che è realmente successo. Non lo potrò dimenticare. Son stato violento, ho pensato di più a ciò che poteva succedere alla mia carriera, invece di pensare a quello che realmente stava succedendo. Ho perso Matthew e ho perso, forse, l’unica persona che mi avrebbe davvero amato. Lei, Bridget. Era così bella. Adesso è morta, è morta per colpa mia. Per Jason. È morto Matthew, sempre per colpa mia. Per Jason. Ma se solo non avessi seguito la mia testa di merda e avessi fatto le cose con più calma, forse, a quest’ora starei bene. Sarei amato e avrei una vita più normale.

Sul serio, siamo arrivati al capitolo diciotto. Siamo all’incirca a metà fic. Ormai sarebbe anche l’ora di spiegare cosa c’è di così tremendo nel passato di Justin e farla finita, perché io mi sono rotto.

LaMacchiaNera: – Sarà qualche ovvietà del tipo che Justin era in una gang, ha fatto qualcosa di criminale tipo uccidere qualcuno, oppure che è già sposato ma insoddisfatto!-

Abbiamo comunque un nome in più, ovvero Bridget.

Piton: – Sarà mica Bridget, la #troja di I’m Danger, una delle più orride ficcyne di Bieber23?-

Shade: – Può darsi, in fondo ho sempre detto che doveva allontanarsi da Justin prima che fosse troppo tardi…-

Gaia: – Miao!-

Scopriamo anche che Elodie sa cosa successe in quell’occasione particolare, come andarono di preciso le cose, ma non chi fossero le persone coinvolte. Il resto è tutta fuffa, anche quando Chelsey decide di uscire e Justin prova, di nuovo, a farsi dire cos’è successo, con quelle che a me sembrano parole molto ragionevoli. Ma Chelsey è una Hope, di ragionevole non ha nemmeno il nome.

Alla fine, comunque, quella grandissima rompicoglioni decide di parlare e gli chiede di Matthew, spiegando di aver trovato le foto, facendo una scenata drammatica che poteva benissimo risparmiarsi, visto che non è una scoperta così tragica.

Sul serio, le scenate di Beautiful o Sentieri erano più sensate…

Ad ogni modo, finalmente, Justin decide di aprirsi con Chelsey e di rivelarle tutta la verità su quanto accadde quella notte, così da far terminare questa inutile tiritera.

No, scherzo, decide di mentire:

Chelsey, mio fratello è morto. È lui.. ma, purtroppo è rimasto colpito da un incidente e non c’è più.”[…]

Cos’altro nascondi?..” Mi sussurra.

Chelsey, vattene.” Dico duramente. “Non ho voglia di parlare. Né con te e né con nessun altro.”

No, no, non voglio andarmene. Adesso mi è tutto più chiaro.” Mi sussurra.

Adesso sono io che non voglio parlare con te.”[…]

Vabe’, sentite, io ci rinuncio…

Subito dopo squilla il telefono di Chelsey, e Justin riesce a prenderlo per primo e a rispondere, tenendola lontana col braccio.

Ma certo, è una cosa normale rispondere al telefono di qualcun altro senza permesso. Non è mica una violazione della privacy.

[…]Muovo il dito sullo schermo rispondendo alla telefonata.

Non dico niente ed è la voce di un uomo che parla.

Signorina Collen, ci sono delle novità: il Sig. Bieber non ha un fratello, dai suoi documenti non è stato rilevato nessun tipo di legame affettivo di questo genere. L’unica cosa che mi viene da pensare è che sia qualche altro parente, ma di molto stretto a lui. Tipo..” Metto il muto alla chiamata.

Bene… trattengo la voglia di aprirmi il petto con un trinciapollo e parto con l’Elenco Numerato.

1) Nel giro di massimo un’ora Chelsey avrebbe ingaggiato un investigatore privato (perché di sicuro si tratta di questo) per fare indagini sul suo capo? Tra l’altro tramite una semplice telefonata?

2) NON ESISTE CHE UN INVESTIGATORE PRIVATO RIFERISCA I RISULTATI DELLE SUE INDAGINI PER TELEFONO! Oltretutto nemmeno avrebbe avuto tempo di effettuarle, queste indagini!

3) Ma quanto schifo deve fare questo investigatore privato? Ha solo scoperto che Justin non ha fratelli e ha solamente supposto che fosse un qualche altro parente stretto! Ma che cretinata! E poi, un “legame affettivo” non c’entra nulla con la parentela, quello lo puoi avere anche con persone esterne alla famiglia!

Se non altro adesso sappiamo (sì, è piuttosto ovvio) che Matthew era suo figlio, Bridget quasi sicuramente la madre e che sono entrambi morti per qualcosa che è successo nella stanza chiusa a casa di Justin tra quest’ultimo e Jason. Bene, almeno inizio a ricostruire il quadro, anche se l’autrice, nella sua somma maestria narrativa, ha cercato di fare la vaga.

Malgrado Justin abbia risposto a una telefonata che non era per lui da un telefono non suo, ha una reazione comprensibile:

Prima che io mi incazzi e che, quasi, non ti cacci dall’azienda, dì a questo signore che non vuoi più sapere niente su di me. Che hai risolto i tuoi dubbi.” […]

Certo, dovrebbe darsi una regolata anche lui, ma posso capire che sia arrabbiato… anche Chelsey, invece di farsi una secchiata di cazzi suoi, ha violato la sua privacy. Peraltro ingaggiando un investigatore veramente, ma veramente scadente…

Cthulhu: – Tn’ky lemhb thn’ka juhs, l’huk n’buth ug nr’ey ll’ke tuhk?- (So che di solito mangio i dottori, ma posso mangiarmi anche lui?)

Shade: – Accomodati.-

Mentre Cthulhu parte all’assalto dell’investigatore privato, noi andiamo avanti.

Citiamo ora un’altra battuta di Justin, che malgrado abbia ragione mi pare estremamente ipocrita:

“[…]La prossima volta impara a farti i cazzi tuoi. Lo sai che potrei denunciarti?[…]

Beh, lei potrebbe denunciarti per stalking, molestie sessuali, appena un altro po’ per truffa (ricordiamoci cosa ha detto riguardo ai medicinali che non funzionano…), violazione della privacy e forse anche aggressione. Non sei un santo, quindi non fare tanto il perbenista, che malgrado lei sia stata invadente oltre ogni limite tu hai fatto anche di peggio.

[…]

Ce l’avevo con te perché sapevo che mi stavi mentendo..”

Lo so, lo so. Ma hai fatto una cosa che non riesco a concepire.”

[…]

Sì, le oscure mutande di Darth Vader che non riesci a concepirlo… TU HAI FATTO BEN DI PEGGIO, come ho appena detto! Tu per primo hai violato ripetutamente la privacy di Chelsey! Non fare tanto la vittima, che non lo sei neanche un po’! Nella realtà avresti già qualche denuncia per molestie come minimo!

Certo, le accuse sarebbero sicuramente cadute, vista la sua posizione (non è irrealistico: un datore di lavoro molesta abitualmente le dipendenti, qualcuna non ci sta e lo denuncia e quello riesce a far cadere le accuse… tristemente plausibile…), ma se non altro un detective privato decente (e non quello ingaggiato da Chelsey, che fa schifo…) lo avrebbe scoperto in due petosecondi…

Saltiamo il resto che è fuffa, arriviamo all’ultima frase:

Non posso dirti che sono diventato padre a soli 17 anni e che per uno stupido gioco ho perso tutto, no. Non posso dirtelo.

Ricordati che niente è come sembra.

AAAAAAAH!!!!

MA PERCHÈ SOTTOLINEA? PERCHÈ?

CAVATEMI GLI OCCHI, VI PREGO!

LaMacchiaNera: – Okay, signori, è stato bello ma ora me ne vado!-

Piton (buttando nel water il resto della sua scorta di Distillato della Pace): – Va bene… io ci rinuncio.-

Ellie: – Magari possiamo provare a drogarlo. Qualcuno ha un po’ d’erba?-

Gaia: – Miao!-

Ellie: – Sì, lo so, lo renderebbe meno reattivo nel caso ci attaccassero gli infetti, ma era un tentativo!-

Piton: – Senti, è compito mio e di Gaia tenerlo buono… se non ce la faccio io col Distillato ci pensa lei con la vodka… tu rimani nell’angolo e fai quello che devi fare… qualsiasi cosa sia.-

Passiamo al capitolo diciassette, e TUTTA LA LITIGATA DEL CAPITOLO PRIMA è come se fosse… evaporata!

Avevamo lasciato i due che era Justin quello arrabbiato e Chelsey si era sentita in colpa per quello che aveva fatto… e ora, di punto in bianco, Justin le chiede di nuovo cosa c’è che non va e lei insiste nel fare la fredda e dirgli che è solo stanca!

MA CHE CAZZO SUCCEDE IN QUESTA FIC???

Boh… subito dopo squilla di nuovo il telefono di Chelsey (e che è, la storia non può andare avanti se non le squilla il telefono?) e giustamente Justin la butta sul letto e si posiziona sopra di lei per bloccarla…

No, aspetta, cosa?

Le prendo le braccia e faccio cadere lei e il telefono sul letto, posizionandomi sopra il suo corpo.

Ma cosa fai? Lasciami!” Si muove velocemente sotto di me tentando in ogni maniera di scamparsela.

Il cellulare continua a squillare e così rimarrà a fare.

Non ti farò del male. Ma non rispondere al telefono.”

Ma cosa cazzo te ne frega di chi mi chiama al telefono?!!” Alza la voce e la guardo.

Stavamo parlando.” Il mio tono diventa serio. “Risponderai dopo. E poi è anonimo, ti conviene non premere la cornetta.”

… ma questa secondo l’autrice dovrebbe essere una cosa normale?

Saltiamo la fuffa, alla fine lei riesce a liberarsi e lascia la stanza, col telefono che ricomincia a squillare.

Ora vi riporto un lungo paragrafo che contiene i pensieri di Chelsey. Non riesco a riassumerlo, è troppo assurdo… sia come contenuti che come contesto.

So che la mia scelta, molto probabilmente, è la peggiore che potessi fare e magari anche la più esagerata: ma da sola non posso investigare. Devo per forza farmi aiutare da qualcuno fidato.

Al telefono parlavo con una persona che è capace di dirmi qualcosa in più su Bieber. Voglio sapere se quello nella foto è realmente suo fratello, oppure, se è qualche parente di cui non mi ha parlato. La cosa che mi frega, e anche molto, sono quei tre nei sulla spalla. Non possono essere una coincidenza. Dev’essere per forza qualcuno di molto vicino a lui, allora ho pensato subito che potrebbe essere suo fratello: altrimenti, non c’è altra spiegazione. Non mi ha mai parlato di questo Matthew, anzi mi ha anche detto che non è figlio unico. È da quando l’ho scoperto che ci penso e non riesco a farmi altri pensieri. Così, prima che tornasse dall’intervista, mi son messa a frugare su internet e ho trovato un esperto capace di farmi ricapitare ciò che ho chiesto. Prima di tutto, gli ho domandato se per caso Bieber avesse fratelli e lui mi ha risposto che, fra i documenti di Justin, non risulta che abbia fratelli o sorelle. Ma questo è estremamente impossibile!

Inizialmente ero indecisa se inviare o no la foto tramite email, ci ho messo un po’ per decidere ma poi ho lasciato stare. Non voglio violare così la sua privacy, è vero che in parte lo sto già facendo, ma non voglio che veda foto private. Specialmente di un bambino piccolino che avrebbe avuto, si o no, un anno.

Ah, quella foto l’ho riposta nel cassetto di Bieber, penso che lui si accorgerà che manca. Non voglio dirgli niente per ora, voglio vedere fino a che punto può arrivare.

Non so se sentirmi cattiva oppure una vittima. Fatto che sta che lui mi mente e io voglio capire perché. Ho tante domande in testa, ma tantissime, a cui non riesco a dare una risposta. È troppo e dico troppo difficile saper rispondere e fino a quando lui non mi da le certezze di cui ho bisogno, rimarranno un quesito per sempre. È tutto talmente difficile.

LaMacchiaNera: … – che al mercato mio padre comprò? –

Cioè… a parte la grammatica da cani… in pratica questo paragrafo ci conferma una cosa:

IL CAPITOLO PRIMA IN PRATICA NON ESISTE!!!

È come se l’autrice avesse scritto PRIMA il capitolo diciassette, e DOPO il capitolo sedici! Qui i casi sono due, o ha scritto la fic al contrario o ha sbagliato l’ordine di pubblicazione!

Dopo aver detto questo mi ha assalito un dubbio, lo ammetto, e sono andato a verificare. Leggendo la data di pubblicazione dei due capitoli ho scoperto che il capitolo diciassette è stato pubblicato il giorno 02/04/2016, mentre il precedente, il sedici, riporta invece la data 07/04/2016.

AVEVO RAGIONE! L’autrice ha pubblicato i due capitoli e poi li ha scambiati di posto, forse per errore!

In pratica questa storia non fa schifo solo come contenuti, ma anche come pubblicazione! Nemmeno si è curata di controllare se aveva fatto casino! A me è capitato un paio di volte di cliccare per sbaglio sulle frecce nella sezione di gestione delle storie di EFP, ma ho sempre rimediato… qui nemmeno si è preoccupata di controllare!

Salto tutto il resto del capitolo… anche se ci interessasse leggerlo, e così non è, dato che ormai conosciamo già cosa viene dopo, è comunque tutta fuffa, conversazioni tra i due che non fanno minimamente avanzare la trama e altri pensieri fluffosi ma privi di una reale utilità.

Passiamo quindi direttamente al diciotto. Sono passati due giorni dagli eventi del capitolo sedici (che avrebbe dovuto essere il diciassette ma sticazzi…) e c’è un immenso paragrafo pensiero di Chelsey, che è estremamente fuffoso e ridondante come un po’ tutto quello che ho letto finora.

In sintesi pensa che ora lo capisce meglio, che sa perché è così freddo con tutti, che lei ora vuole aprirsi di più nei suoi confronti… l’unico modo che ha per aprirsi di più con Justin è prendere un bisturi e incidersi il petto, ma vabe’…

La sola cosa che mi preme riportare davvero è questa:

[…] Alla donna che aveva avuto dei problemi non è stato rivelato che dipendesse dal prodotto, ma bensì ad una allergia a semplice polvere. Beh, meglio così. Sono contenta che Justin ce l’abbia fatta, ci teneva davvero tanto. […]

LaMacchiaNera: – Questa è deficente! Si rende almeno conto di cosa potrebbe significare questo e quante vite potrebbe rovinare?-

Allora… io in questi giorni mi sono guardato Angels of Death, un anime tratto da un videogioco che dura sedici episodi, che vi consiglio di cercare perché lo pongo allo stesso livello di Mirai Nikki. I protagonisti sono una ragazzina e un serial killer, e lei ha chiesto all’altro di ucciderla se riuscirà a portarlo fuori dal luogo in cui sono stati rinchiusi, cosa che lui ha accettato di fare.

La loro relazione era più sana, meno strana e più coinvolgente di quella che c’è tra Justin e Chelsey.

Insomma… a parte che, come ho detto, una sola paziente che accusa effetti collaterali, peraltro non mortali, non decreta il fallimento di un farmaco… e comunque, questi qui hanno mentito a una paziente, hanno nascosto dei dati importanti e falsato i risultati su un farmaco sperimentale! Oltretutto, a Chelsey va bene così, è soddisfatta, è contenta, le importa solo che Justin abbia ottenuto ciò che vuole…

Nemmeno mi metto più a urlare… questa è follia allo stato puro! Mettono in serio pericolo la salute di chissà quante persone per il bene di Justin!

Ad ogni modo, mentre Chesey sta preparando le valigie, El Biebero la prende e la porta “in una sottospecie di boschetto” (come lo definisce l’autrice) dove c’è un piccolo lago.

Tutto questo per una gita in canoa. Che serve poi solamente a far togliere la camicia a Justin e a far sbavare di nuovo Hope, la quale inizia ad ammorbarci su quanto sia strafigo Justin coi suoi muscoli e i suoi pettorali.

Giuro, sto rimpiangendo Robert Pattinson e il suo “IO SONO UN MOSTRO”! Lui almeno ha iniziato a fare roba seria dopo Twilight… di cui si è pure pentito.

Segue poi un fuffoso botta e risposta tra Justin che come ringraziamento vuole pomiciare e lei che essenzialmente temporeggia. Nelle intenzioni dell’autrice doveva essere una specie di buffo battibecco romantico, ma per come lo sto leggendo io è un guadagnare tempo.

Aspettate, ve lo riporto:

Inizia così un botta e risposta incredibile.

Quante volte?”

Quante vuoi.”

Ci penserò.”

A cosa?”

A quante volte.”

Decidi ora.”

Non mi viene nessun numero.”

Ti do un input: da mille a infinito.”

Da mille a infinito? Oh, questa è bella.”

Credi nell’infinito?”

Penso che esista un per sempre.”

Allora baciami per sempre.”

Vabe’, per fortuna era breve. Alla fine, comunque, i due pomiciano e fuffa fuffa fuffa.

Alla fine Hopelsey annuncia che vuole presentare suo padre a Justin, poi vanno in aeroporto dove tutte “le bionde” guardano male la protagonista.

Bene, altro slut shaming, ci mancava…

Saltiamo la fuffa, citiamo semplicemente il fatto che, a fine capitolo, Hope ci conferma che il nome di sua madre era Bridget, che era poi anche il nome della donna a cui Justin pensa spesso.

Passiamo al capitolo venti, dove i pensieri di Justin ci chiariscono meglio ‘sta cosa.

In pratica, Bridget era una donna sposata con un altro con cui Justin aveva una relazione quando era solo diciassettenne (uhmmm… a diciassette anni è legale avere rapporti sessuali nello stato di New York, stando a mie ricerche precedenti, quindi se non altro non è colpevole di corruzione di minore, questa Bridget…) e ritiene una coincidenza incredibile il fatto che le due donne si chiamassero allo stesso modo.

So che stiamo facendo le stesse supposizioni, ma per ora preferirei non approfondire la questione e procedere. Non abbiamo ancora tutti gli elementi necessari.

Andando avanti, Hopelsey porta Justin in camera sua, che ci viene descritta letteralmente come la camera di una quindicenne:

Sembra la camera di una diciottenne, o meglio, di una quindicenne. Ha tanti peluche sparsi sia sul letto che sugli scaffali. Ha un computer spento, forse rotto per quanto vecchio sia, poi ha tanti poster e CD di cantanti che non sono per niente il mio genere.

È incredibile come siamo diversi.

Piton: – A me sembra più incredibile quanto una donna adulta, per quanto giovane, possa essere infantile.-

Ellie: – Beh, Shade tiene in camera sua ben due Playstation…-

Shade: – Certo, la quattro e la cinque. Mi dovrò pur rilassare quando non lavoro e quando non devo tenerti lontana dalla gente normale! E sono sicuro di non essere l’unico adulto ad averlo fatto. E poi scusa, ma anche tu terrai qualcosa di personale in camera tua, no?-

Ellie: – Beh, sì, qualche machete, la roba che ho preso ai predoni e agli infetti che ho ammazzato e un paio di molotov di emergenza.-

Shade: – … ma perché te l’ho chiesto?-

Insomma, c’è fuffa, poi pomiciano di nuovo. Proprio come i quindicenni in camera da letto, con Justin che… tenetevi forte… “chiede accesso alla sua bocca”.

Quindi va bene.

LaMacchiaNera: – Mi immagino Justin che usa una scheda magnetica e Chelsey che la apre facendo un beeeep, tipo porta che si apre di un laboratorio super-segreto!-

Cioè, nel corso della storia ho letto che Justin ha ventitré anni (ed è già CEO di un’azienda multimilionaria… Signor Grigio, sei tu?) e lei ventuno. Non sono tanto vecchi ma sono comunque adulti. E finora non li ho mai visti comportarsi come tali, quindi siamo coerenti.

Non ci soffermiamo oltre, tutto questo sfocia in una lunghissima serie di preliminari che poi portano a una fuffosa scena di sesso orale a beneficio di Hope.

Arriviamo così al capitolo ventuno, e saltiamo un immenso mare di fuffa al termine del quale Justin propone a Hope di scappare con lui “quando sarà finito tutto”. Non so bene cosa sia questo “tutto” a cui si riferisca, ma… boh, andiamo avanti.

Finita la fuffa Justin finalmente se ne va, poi suona Jason alla porta il quale, dopo poche righe, inzia a fare domande sul nostro Bedboy:

[…]“Com’è andata con Mr. Bieber dei miei stivali?”

[…]

Alla grande.” Mi siedo sul divano e lui mi guarda incuriosito.

Che significa alla grande?” Imita il mio tono di voce.

Non si è comportato male comunque, cioè tutto tranquillo.”

Sei brava a mentire, hai il naso più lungo di me!’ Ma quando devi zittirti?!

Sì, sta litigando di nuovo con le sue vocine interiori. Urge un trattamento con potenti farmaci e un buon terapeuta, perché vi garantisco che questo non è affatto normale…

Oh, ho capito. Stasera sei impegnata?”

Sì, mi ha invitato a casa sua.” Lui serra la mascella e sposta lo sguardo dall’altra parte, seccato.

C’è qualcosa fra di voi?”

Beh.. non proprio..” Arrossisco.

È stato qui?”

Queste domande mi stanno mettendo ansia. Ma da una parte non voglio che lui sappia che io mi sto in un certo senso “frequentando” con Justin. Altrimenti non so come potrebbe reagire.

Perché mi domandi tutte queste cose?” Gli dico.

Perché voglio saperle.”

Quasi non lo riconosco.

Bah, finora Justin si è comportato anche peggio e non ti ha dato poi così fastidio, mi sembra…

Comunque, alla fine Jason ammette che lei gli piace (ma visto che sono adulti avrebbe potuto anche dire “io ti amo”, visto che non hanno più dodici anni) e Chelsey si fa prendere dalle paturnie perché ora deve friendzonarlo.

Saltiamo questa parte, tanto non è interessante.

Capitolo ventidue. Saltiamo la fuffa, Justin va a prendere Chelsey per uscire a cena, ma siccome “casa sua è un disastro” perché Elodie è stata male e non ha potuto pulirla non ce la può portare, così Hope, per non fargli spendere altri soldi, decide che mangeranno lì da lei.

Peccato che:

Non sono mai stata brava a cucinare, diciamo che un po’ di cose le ho imparate da mia madre. Io la guardavo sempre cucinare e lei passo dopo passo mi faceva ripetere ogni cosa. Un giorno provai a fare una torta al cioccolato ma mi venne malissimo, quasi immangiabile! Però mia madre riuscì a consumarla tutta, per farmi felice. Da lì capii che l’arte del cucinare non faceva per me, tranne quando si parlava di fare le polpette. Oh, io le adoro.

Al di là del solito cliché… andate a mangiare fuori! Chissene dei soldi di Justin… dirige una compagnia farmaceutica, ne avrà a miliardi! E se proprio non vuoi che spenda, paga tu! Dove sta scritto che deve offrire lui per forza?

Poi, a bruciapelo, Justin chiede se Jason si è fatto sentire.

Non che siano affari suoi, ma comunque Hope va di nuovo nel pallone. Alla fine lei gli chiede cosa succeda tra loro, e Justin inizia di nuovo a scaldarsi:

Niente che ti riguardi. Lo conosco solamente da tanto tempo.”

Ho capito, ma..”

Nessun ma. Non ti riguarda, Collen.” Si alza e si avvicina al mio orecchio. “Stanne fuori.” Dice in un sussurro. “E stai lontano anche da lui.”

Non posso.”

Perché?” Il suo sguardo da dolce e rilassato, diventa serio e quasi preoccupato.

È un mio amico fin dai tempi del liceo. Non posso stargli lontano, non proprio ora che si è trasferito a NY.”

Tanto da oggi starai sempre con me.”

Che significa?”

Che starai sempre con me, Collen. Cosa non ti è chiaro?” Decido di non prolungare quella conversazione perché non ho voglia di litigare ancora.

Possiamo evitare di litigare?” Gli domando sospirando. […]

In parole povere, Justin le ha appena detto che da quel momento in poi Chelsey è solo di sua proprietà esclusiva e che rimarrà sempre con lui, e Hope… riprende a cucinare.

Riprende a cucinare.

Cioè… non solo non vuole spiegarle perché dovrebbe evitare di rivedere questo suo amico d’infanzia, ma pretende anche di avere su di lei il totale controllo (come cerca di fare fin dall’inizio della fic) e Chelsey, per tutta risposta, gli chiede solo di non litigare?

Shade: – Gaia, ancora vodka…-

Gaia: – Miao!-

Saltiamo il resto della fuffosa cena. Chelsey rimane da sola a casa e poi sente qualcosa:

Dall’ingresso mi sposto in cucina sistemando di cianfrusaglie. Dopo un po’ di secondi sento dei rumori molto forti. Alzo lo sguardo e mi guardo attorno.

Sarà stato sicuramente il vento.

Certo, sente dei rumori forti e li attribuisce al vento, ma mica va a controllare cosa si è rotto… no, rimane in cucina a “sistemare di cianfrusaglie”, non va a sincerarsi che sia tutto a posto.

Infatti poco dopo sente anche dei passi, ma è convinta che non ci sia nessuno perché porte e finestre sono chiuse.

Il che mi dice, ovviamente, che Chelsey non fa come la maggior parte dei Newyorkesi, i quali abitano nei palazzi, e magari hanno qualche impianto di sicurezza per evitare che ladri e malintenzionati irrompano in casa, ma vive in una villetta a schiera come tutti i personaggi di tutte le ficcyne e non ha nemmeno un fottuto campanaccio attaccato a un filo invisibile per avvertirla dell’arrivo di intrusi…

Vabe’, saltiamo tutto, alla fine le danno una botta in testa e sviene. Tanto anche se non ci viene detto lo sappiamo, è stato Jason.

Capitolo ventitré. Come ci dice LA PRIMA FRASE:

Ore 10:00 del mattino.

Certo. Tutte le vittime di rapimento hanno un orologio con sé.

Ma in fondo non è così impossibile: viene fuori che siamo a casa di Jason, e lui compare subito con una bella tazza di the.

Piton: (sorseggiando del the) – Che incivile. Se voleva invitarla per un the bastava chiedere.-

Cthulhu: – Yk’la hb’nuk nrha l’hte ku.- (Però tu non lo offri mai.)

Piton: – Perché a te non piace, Ellie non la voglio intorno, i gatti non bevono the e Shade preferisce la vodka.-

Ad ogni modo, Jason le dice di averla trovata sul ciglio della strada priva di sensi mentre passava per caso, e così anziché chiamare la polizia e riportarla a casa o in ospedale l’ha portata a casa propria. Tutto molto giusto, certo.

In una città di otto milioni e mezzo di persone solo lui si è accorto di una ragazza svenuta sul ciglio della strada.

Ah, e quando Chelsey inizia a chiedersi perché sia stata aggredita…

Bimba, togliti i vestiti.” Mi ordina. Io non so che dire e mi limito a guardarlo confusamente. “Controlla se.. se ti abbia toccato.”

Pensa che forse potrebbe aver abusato di me. Ma è qualcosa di impossibile, io sono vergine e sicuramente me ne sarei accorta. Il fatto è che Jason non lo sa e mi vergogno un po’ di parlargliene.

Sì… sono abbastanza sicuro che non funzioni proprio così, Chelsey… e comunque, se Jason voleva essere sicuro che nessuno l’avesse violentata… PERCHÉ CAZZO NON HA CHIAMATO LA POLIZIA???

Vabe’, per noi che abbiamo qualche neurone funzionante è ovvio che si tratti di un “astuto” piano congegnato da lui stesso medesimo per apparire un eroe e mettere in ombra il Bedboy, ma nulla di tutto questo è minimamente credibile…

Saltiamo la fuffa. Hope lascia casa di Jason e contatta Justin, che è furioso e le ordina di raggiungerlo in azienda. Lei ci va a piedi, perché come sappiamo New York è facilmente percorribile a piedi e ci vogliono cinque minuti per arrivare dovunque senza un veicolo.

Ad ogni modo, quando si incontrano Hope spiega a El Biebero come sono andate le cose la sera prima e poi c’è solo altra fuffa.

Justin torna in ufficio, sconvolto per quello che è successo a Chelsey, e non riesce a concentrarsi. La sua dipendente Kyle, quindi, gli chiede cosa ci sia che non va:

Tutto bene Mr. Bieber?”

No. Kyle portami un caffè per favore.” Lei mi guarda con uno sguardo non bello ma comunque mi risponde con gentilezza. Dopo un po’ ritorna e mi dà il bicchiere di caffè.

La vedo molto in pensiero.” Comincio a berlo, seduto sulla mia poltrona. “Cosa le succede?”

Niente che la riguardi.” Lei si alza e poggia le mani sulle mie spalle massaggiandomele. “Posso aiutarti in un qualche modo.” Mi sussurra.

È proprio una troiona.

Cioè, ti sta chiedendo se può aiutarti in qualche modo e tu pensi che sia una troiona? Ma sei davvero un infame, sai?

Saltiamo altri pezzi. Chelsey vuole andare a cena da Jason per sdebitarsi dell’aiuto (seh… aiuto…) che lui le ha dato quella mattina. Ad accompagnarla è Justin, e i due parlano mentre sono in macchina:

Ho pensato di denunciare alla polizia.”

No, per adesso no Chelsey.”

Perché?” Mi domanda titubante.

Voglio prima cercare di capire cosa e chi è stato. Non avrebbero nessuna prova.”

……………………………………………………………………….

MA CERTO, LE PROVE RACCOLTE DA UN CIVILE INFATTI LI AIUTERANNO MOLTISSIMO!!!

Ma che razza di discorso è???

Bisogna sempre denunciare fatti di questo tipo alle autorità, immediatamente! È la prima cosa da fare! Così possono raccogliere tutte le prove finché sono ancora fresche, prima che vengano contaminate da qualche deficiente come Justin che pensa all’improvviso di essere un novello Detective Conan da due soldi!

Invece questo eminente cretino pensa che prima dovrebbe capire lui chi è stato, raccogliere lui le prove e dopo chiamare la polizia? Ma sono tutti idioti o che???

E LEI LO RINGRAZIA PURE!!! SONO TUTTI TOTALMENTE DEFICIENTI!

Insomma, lasciata Hopelsey da Jason Justin corre a casa di lei per indagare, e si mette quindi a frugare tra le sue cose, inclusa la biancheria. Anzi, dice chiaramente che entra in camera sua e fruga negli armadi e nei cassetti. Quando lei è stata aggredita in soggiorno.

Vedo che il suo lato da stalker non è minimamente sopito.

Ad ogni modo, trova un microfono nell’armadio, più un altro sotto la scrivania:

La mente mi si apre improvvisamente e forse, riesco a collegare tutto.

Il ladro, la botta in testa. Lei è in pericolo.

C’è qualcuno che sta spiando Chelsey.

Meno male che c’è lui a capire che Chelsey è in pericolo… senza il suo aiuto la polizia non avrebbe mai trovato nulla, probabilmente…

Passiamo quindi adesso al capitolo ventiquattro. Di nuovo si apre con la segnalazione dell’orario, cosa che mi fa desiderare un’endovena di candeggina.

LaMacchiaNera: – I novax approvano!-

Shade: – E Cthulhu approva i novax. Dice che sanno di pollo.-

Per la precisione, sono le undici e mezza, ovviamente scritto a numero. Ma l’autrice non ci specifica che, in realtà, sono le undici e trenta pm, quindi le ventitré e trenta. Lo devo capire andando avanti a leggere.

Magicamente, durante la conversazione con Jason, il tempo inizia a scorrere all’indietro:

[…]Io nel frattempo giro il mio sguardo e vedo che ore si son fatte.

Le undici meno venti.

Sticazzi! Si annoia così tanto che il tempo non solo scorre più lentamente, ma va all’indietro!

In ogni caso, Justin le scrive per dirle che sta arrivando e che è in pericolo, tanto per non farla andare nel panico.

Poco dopo i due sono in auto insieme, e Justin le mostra i microfoni che ha trovato in casa di lei. Bravo, spostali pure, non è che hai appena contaminato una scena del crimine e le relative prove…

[…]“Gli ho spenti, ovviamente. Si trovavano nella tua camera. Uno di questi ha una telecamera interna, l’ho riconosciuta benissimo. Questo perché anche nell’azienda ci sono microfoni di questo tipo, per la sorveglianza.”

No, cioè, quindi usi delle microcamere e dei microfoni nascosti in azienda? Questa non è sorveglianza, stai spiando i dipendenti! È assolutamente illegale!

LaMacchiaNera: – Ma poi “microfono con telecamera interna”? Quindi è una telecamera… e basta!-

I due poi litigano sul fatto che Justin non vuole lasciarla indagare con lui perché è troppo pericoloso. In effetti è vero, ma più che altro avrebbero dovuto chiamare subito la polizia… bah…

Anzi…

Non possiamo chiamare la polizia?”

No. È meglio di no.”

Perché?”

Chelsey, è una questione più grande di noi. Possono esserci anche mille persone dietro. Se chiamiamo la polizia potrebbero ucciderci. Tu devi stare al sicuro.” […]

Piton: – No, vabe’, questo è coglione…-

Ellie: – Non avrei saputo dirlo meglio.-

In pratica Justin sta ipotizzando una vera e propria cospirazione per spiare una semplice dipendente? Nemmeno portasse a casa documenti riservati, o discutessero di cose inerenti ai suoi progetti farmaceutici nella sua camera da letto… sta inventando teorie del complotto completamente campate in aria!

Tutto per non chiamare la polizia!

E certo, perché se la chiamasse potrebbero scoprire che è un pericoloso stalker abusivo che molesta le sue dipendenti, non vuole finire in galera anche lui…

Justin porta quindi Chelsey a casa propria, e i due iniziano a riflettere su chi potrebbe avercela con lei e chi potrebbe aver deciso di piazzare le cimici a casa sua. Justin chiama anche qualcuno perché inizi a fare domande in giro, così da raccogliere privatamente delle prove, e a organizzare la protezione di Chelsey.

No, scherzo, iniziano a ballare.

Vuole ballare?” Mi domanda e lo guardo sorpresa.

Ballare? Al dire il vero non ho mai ballato un lento in vita mia..” Lui mi porge la mano e io gli e la stringo.

Non è difficile.” Mi prende la mano destra incrociandola con la sua, fa poggiare l’altra mia mano sulla sua spalla, mentre la sua mano sinistra si poggia sul mio fianco. “Adesso devi seguire me.”

Ci muoviamo lentamente con la musica che accarezza i nostri corpi. Chiudo gli occhi facendomi trasportare da lui, muovendomi secondo i suoi passi.

Tutto ciò che viene dopo è fuffa all’ennesima potenza, poi i due fanno sesso per la prima volta e finisce il capitolo.

LaMacchiaNera: – No, ma sul serio? –

Siamo al venticinque. L’autrice ci scrive che sono le “ore 4:00 del mattino”.

Inizio a desiderare sempre più ardentemente una parete…

Subito abbiamo i fuffosi pensieri di Justin, ridondanti come sempre, sull’amore e sulla sua capacità di amare e su quanto Chelsey sia speciale e io adesso vado a cercare un modo di suicidarmi.

Piton: – Tanto non puoi morire.-

Shade: – Almeno devo provare.-

Saltiamo altra fuffa. Altra segnalazione di orario identica alla prima, adesso sono le sette. Ancora Justin, che ha promesso di indagare, di proteggere Hope, di aiutarla a scoprire chi l’ha aggredita e chi la stesse spiando non fa una beata sega di nulla e si prepara a lanciare il suo inutile farmaco anti-arrapamento per donne di mezza età.

Ah, la ferita alla testa di Chelsey, dopo meno di due giorni, si è rimarginata.

La Rigenerazione delle Hope colpisce ancora.

Saltiamo ancora una enorme quantità di fuffa. Arriviamo a una piccola chicca nascosta nella sala della conferenza stampa:

È tutto allestito per il meglio. La sala conferenze è addobbata con degli striscioni che si intonano perfettamente con la giacca di Justin.

Un caso? Bieber ha ogni risorsa.

Sopra questi striscioni c’è il nome del prodotto: “JB MINORSEXS” *

Le sue iniziali con il nome, dovrebbe significare sesso minore, anche se così suona davvero.. come dire, imbarazzante.

Adoro quel dannato striscione!

Pure Chelsey crede che sia imbarazzante! Cioè, ma come fa a chiamare così un farmaco? E per di più a metterci vicine le sue iniziali su uno striscione?

Dio mio, è ridicolo!

Procediamo, perché durante la conferenza compaiono anche altre cose trash da segnalare:

“[…]Abbiamo scelto di creare questo farmaco, come ben sappiate, per un sondaggio effettuato ad alcune matricole su cui, in seguito, abbiamo testato il prodotto.[…]”

No, una sega! L’idea è stata tua! Non avete condotto alcun sondaggio! Un paio di settimane fa, nel primo capitolo, hai dichiarato di avere avuto un’idea per un nuovo farmaco e tutti ti hanno detto che eri tanto bravo! Non hai mai condotto sondaggi né ricerche! E, per la millesima volta, non si chiamano “matricole”, ma “pazienti”!

“[…]La nostra azienda ci ha lavorato per tantissimo tempo e finalmente ci siamo riusciti. La composizione chimica del prodotto è a base di anastrozolo**” […]

Eeeeee continuiamo con le stronzate.

Per chi non lo sapesse, l’anastrozolo, che esiste veramente, è un farmaco che inibisce la produzione di estrogeni nelle donne in post menopausa bloccando la conversione degli androgeni (ormoni sessuali maschili prodotti dalle ghiandole surrenali) in estrogeni (questo perché le ovaie di una donna in età post menopausale non producono più estrogeni come prima). Di conseguenza, l’anastrozolo impedisce a un determinato enzima detto aromatasi, che agisce solitamente nel tessuto adiposo, di fare il proprio dovere.

Essenzialmente, quindi, l’anastrozolo è un inibitore ormonale che interferisce con l’attività di un enzima specifico.

Ma il desiderio sessuale, detto anche “libido”, si innalza in una donna nei giorni immediatamente precedenti l’ovulazione (in molti casi, non è una verità assoluta) ed è correlato ai cambiamenti dei livelli di testosterone. Più alti sono questi livelli più alto è il desiderio sessuale, infatti nella settimana dopo l’ovulazione il testosterone è ai suoi livelli più bassi.

In parole povere, l’anastrozolo NON HA ALCUN EFFETTO SUL DESIDERIO SESSUALE! È anzi usato, sapete per cosa? PER COMBATTERE IL CANCRO!

JUSTIN HA CREATO UN FARMACO CHE È PURA FUFFA! HA LA STESSA UTILITÀ DI UN CHAZ!

Beh, continuare a leggere è inutile… tutto quello che c’era di interessante l’ho già detto. L’unica altra cosa che succede è che dopo la conferenza a Chelsey squilla il telefono, e qualcuno di non meglio identificato le comunica che suo padre è morto.

Passiamo adesso al capitolo ventisei. Ce ne mancano solamente dieci, coraggio.

Si apre, come quasi sempre, con i pensieri di uno dei protagonisti, e io inizio davvero a non poterne più di questo stile.

In ogni caso Chelsey, tra le sue lagne stracciamaroni (va bene, ha perso suo padre, ma l’autrice ha davvero ammorbato con ‘sta cosa di far partire il capitolo con i pensieri del protagonista di turno…) ci dice che suo padre non è semplicemente morto, ma qualcuno lo ha ucciso sparandogli dopo averlo torturato.

La polizia pare che sia stata contattata da una donna che è rimasta anonima ed è subito scappata via. Non hanno altri elementi, al momento.

Beh, capisco perché Justin non voleva chiamarli… Winchester colpisce ancora.

Subito dopo vanno in commissariato (nota: non siamo più a New York, ricordiamo che il padre di Hope viveva da qualche parte in campagna, ma non è che qualcuno ci dica dove siamo…) e un Poliziotto Generico™ (ci viene detto che è il “comandante”, ma non è una carica di polizia. Al massimo può esserci il Capitano, ma non in un ufficio di provincia… è più plausibile che ci sia uno Sceriffo…) inizia a fare qualche domanda a Hope.

Nulla di che, ma veniamo a sapere che la madre di Chelsey non è morta, è stata uccisa anche lei!

Eppure, Hopelsey continua a dire che suo padre non le ha mai voluto dire altro in proposito. E lei non poteva chiedere alla polizia, no, eh?

Ad ogni modo, il Poliziotto Generico™ si ricorda del caso:

Il caso di Bridget Stevens? Sì, purtroppo sì. Lei era una bambina. Quel caso è stato chiuso da un bel po’.” Io sento le loro parole e quasi non mi viene la pelle d’oca.

Viene anche a me, perché questo è DAVVERO un Commissario Winchester.

I CASI IRRISOLTI NON SI CHIUDONO, SI ARCHIVIANO! Solo i casi risolti vengono chiusi!

Mi immagino la conversazione:

– Commissario, ma lei lo sa che i casi irrisolti non possono essere chiusi?-

– Maronn’u carmine! E che c’aggi’a fa?-

– Deve riaprirlo subito e seguire la procedura corretta! Si immagina cosa succederebbe se il procuratore scoprisse che lei ha chiuso un caso irrisolto? Come ha compilato il rapporto?-

– U’ rappuort? Ma cos’è, si mangia?-

– No, il rapporto sul caso, tutti i dettagli sulla vicenda e sulle vostre scoperte!-

– Ah, vabbuo’, ma so’ passati anni… mo’ aggi’a mangà ‘na ciambell’e ‘nu cornett’. Volete favorì?-

Passiamo alla prossima scena… non prima di aver citato quest’ultima frase:

“ […] Vorrà dire che non chiuderemo il caso, come è successo con vostra madre. Questa volta troveremo chi sia stato.”

… raccapricciante. Se io sentissi un rappresentante delle forze dell’ordine parlare così contatterei immediatamente i suoi superiori per presentare una querela.

Dicevo, prossima scena. Chelsey vuole stare sola e va a farsi un giro.

Anzi no, va in un bar e si ubriaca.

Non vi riporto la ridicola conversazione col barman, che cerca di dissuaderla dal bere… i barman lo fanno, certo, ma dopo che hanno visto il cliente passare una certa soglia. Non qualcuno che è appena arrivato! Anzi, non vedono l’ora di farti bere, gli fai guadagnare bei soldi così! Io ho fatto il barman, al tempo, e so di cosa parlo!

Una volta sbronza a sufficienza, Chelsey esce dal locale e “un tizio”, come lo definisce lei, la intercetta.

Porta un cappello, gli occhiali da sole scuri e ha una sciarpa che lo copre fino alla bocca. Le mani sono coperte da guanti neri.

Ah, ho capito chi è.

Tizio (questo sarà il suo nome, adesso) si carica quindi Hopelsey in spalla e la mette in un’auto. Lei non si ribella, ma ricordiamoci che è ubriaca, ci può stare.

Quando si sveglia è stesa su un letto, ancora ubriaca, e accanto a lei c’è Tizio:

[…] La figura di quel tizio è affianco a me. Indossa ancora il cappello, la sciarpa ma è a petto nudo. Seduto sul letto.

… Tizio è a letto con sciarpa e cappello? Ma davvero?

Scusate, ma è ubriaca! Non bastava dire che non riusciva a vederlo in volto perché troppo stordita?

Vabe’, Tizio la fa bere ancora e ancora, poi comincia a molestarla un po’, la benda (non che serva a qualcosa, sbronza com’è…) e alla fine lei inizia a chiedere di essere portata a casa.

Purtroppo, Tizio vuole prima piparsela, quindi niente.

Sopraggiunge anche un altro uomo, forse Caio, che la fa bere ancora, ma dopo un po’ Tizio lo caccia e rimangono di nuovo da soli.

Vabe’, saltiamo il resto della fuffa, tanto Tizio in realtà è Jason.

Capitolo ventisette. Justin si è reso conto che Chelsey è sparita, poi riceve una telefonata anonima:

Una voce quasi soffocata, seria e per alcuni versi quasi non capibile mi sussurra qualcosa. “Ho un regalo per te.” Sembra quasi meccanizzata.

Con chi diamine sto parlando?” La chiamata riattacca e subito dopo mi arriva un messaggio, con allegata una foto: è Chelsey. Stesa vicino il cancello della mia villa.

No… un attimo…

1) Jason ha chiamato Justin solo per mandargli una foto? Tanto valeva mandargli la foto e basta, no?

2) La foto è stata scattata davanti al cancello di casa di Justin? E come cacchio ci sono arrivati così in fretta? Cos’è, si sono teletrasportati?

3) PERCHÈ CAVOLO SPRECARSI A MANDARE LA FOTO A JUSTIN? Tanto per farlo star male? Sta già male perché sa che Chelsey è scomparsa, probabilmente in mano a qualche malintenzionato, presumibilmente lo stesso che la spiava e che ha ucciso suo padre! A cosa serve mandargli una foto?

Comunque, anche Justin è capace di teletrasportarsi, perché all’improvviso parcheggia l’auto davanti al suo cancello e trova Chelsey stesa a terra.

Ma… Jason, perché cavolo l’hai rilasciata? Hai sfracellato i maroni ogni volta che tu e Justin vi incrociavate minacciando di portargliela via e ora gliela restituisci?

Piton: – Si sarà reso conto che non la sopporta. Dopotutto è una Hope.-

Shade: – Mh… plausibile.-

Comunque Justin, che logicamente non ha mai chiamato la polizia per segnalare la scomparsa di Chelsey, continua a procedere su questa linea e la porta in casa, sbraitando un paio di ordini alla povera Elodie e poi mandandola via. Nemmeno quest’ultima chiamerà le forze dell’ordine.

Alla fine Chelsey si sveglia e inizia a raccontare quel poco che ricorda a Justin, dicendogli che erano in un qualche albergo.

Ma non in una bettola dove nessuno fa domande, o in un albergo a ore, il tipo di posto in cui puoi fare quello che ti pare, tanto nessuno controlla… no, erano in un albergo di lusso.

E certo, un tizio mascherato si presenta in un albergo a cinque stelle con una ragazza sbronza, la porta in camera e nessuno fa domande. Naturale!

Ad ogni modo, Hope afferma che malgrado sia stata costretta a bere e molestata, il misterioso Tizio (che noi sappiamo essere Jason) non l’ha violentata, malgrado quanto aveva detto durante la scena.

No, cioè… Hope dice che “lo sente” che non hanno fatto sesso, quindi non ha prove per affermarlo. Ma lei possiede capacità sensitive che Allison Dubois levati…

Insomma, Justin si fa dire le poche cose che Hope ricorda dell’albergo e le promette che il giorno dopo “controlleranno tutti gli hotel”. Sì, ma di New York o della misteriosa città di campagna dove è stato ammazzato il padre di Chelsey?

No, perché c’è una certa differenza, sapete?

Boh, saltiamo la fuffa, che è parecchia. In qualche modo risalgono all’albergo, ma non ci interessa come. Tanto dirlo o no è uguale, è totalmente irragionevole…

Saltiamo anche la conversazione con la direttrice, che pare non abbia avuto nulla da obbiettare quando Tizio (Jason) ha prenotato la camera, anche se aveva avuto dei sospetti.

Per chiarire: negli alberghi di lusso non vogliono cattiva pubblicità. Se sospettano qualcosa di illecito o di poco pulito fanno sempre in modo di non cedere una camera alle persone in questione e le allontanano.

La direttrice comunque dice loro anche quale fosse la camera in questione, ma non li lascia entrare e consiglia ai due di chiamare la polizia (malgrado l’incoerenza, questa donna ha avuto l’idea giusta… che Justin e Hope, naturalmente, non seguono) così se ne vanno furiosi. Justin però ha un’idea geniale: fa travestire Hope per distrarre la direttrice, mentre lui userà alcune forcine di Elodie per forzare la porta della stanza.

Ho delle forcine che usa Elodie per raccogliersi i capelli. Con quelli la porta si deve aprire per forza. Poi ho controllato, in giro non ci sono telecamere. Solo una, ma è quella che si trova nella hall e che fa vedere l’ingresso e la parte fuori l’hotel. Per ragioni di privacy non si trova in nessun corridoio.”

L’autrice naturalmente non ha mai visto un albergo né telefilm polizieschi.

1) TUTTI gli alberghi di lusso hanno delle TELECAMERE PER LA SICUREZZA nelle aree comuni. Non solo nella hall. Gli unici posti dove non ci sono sono le camere!

2) QUASI NESSUN ALBERGO USA PIÙ DELLE SERRATURE, meno che mai serrature che si aprono con una maledetta forcina! Di certo non quelli di lusso! Usano serrature elettroniche, che si aprono con le schede! E questo da anni, non è una cosa recente! I primi sono anzi stati proprio gli alberghi a cinque stelle!

3) Quando avrebbe controllato, che sono stati solo nella hall e non è stato permesso loro di passare oltre? Non ha mai visto i corridoi dell’albergo!

4) Coi soldi che ha Justin avrebbe benissimo potuto corrompere non dico la direttrice, ma un concierge sicuramente, o comunque altri membri del personale, e ottenere l’accesso alla stanza senza tutta questa ridicola fuffa!

Non ci soffermiamo oltre su queste idiozie… i due riescono a entrare e setacciano la camera, che ancora non è stata ripulita, senza trovare niente, almeno finché non scoprono che uno degli armadi è bloccato:

Mi dirigo di fronte agli armadi, sono molto grandi e son fatti di legno classico.

Tento di aprire le maniglie, ma intravedo una serratura.

È bloccata.”

Come è bloccata?”

Ci vuole la chiave.” Giro attorno alla ricerca di dove può averla messa. “E se ce l’ha lui?”

Probabile.”

E adesso?”

Può essere da stupidi, ma se in questo armadio c’è una cazzo di chiave, vuol dire che nasconde qualcosa.” Afferra la forcina dalla tasca dei suoi jeans. “Vediamo se funziona anche qui.” La inserisce dentro la serratura e la maneggia, cercando di aprire l’armadio. “Andiamo bello, non mi deludere.” Dopo pochi secondi riesce ad aprire l’armadio e quando le due porte si aprono si accendono delle luci, che lasciano intravedere un computer e una chiavetta attaccata al lato.

Justin lo estrae e si poggia sul letto, poggiandolo sulle sue gambe.

Ecco perché lo stronzo deve ritornare. Non si è portato questo.” […]

Ma… sul serio? Fate sul serio?

JASON HA LASCIATO LA CAMERA E NON SI È PORTATO VIA IL COMPUTER???

Ma volete prendermi in giro???

HA LASCIATO UNA PROVA SUL LUOGO IN CUI HA COMMESSO IL SUO CRIMINE! DOVE CHIUNQUE POTEVA TROVARLA!

Ovviamente nel computer trovano una cartella con le immagini che sono state ottenute dalla telecamera nascosta in casa di Chelsey, ma mentre Justin si manda tutto per mail (non so per quale motivo… forse vuole sollazzarsi guardando quelle immagini, dato che sarebbe inutile usarle come prove senza il resto del computer…) sentono che qualcuno sta aprendo la porta.

Così si nascondono sul cornicione fuori dalla finestra.

Giusto.

Ora iniziate a piroettare per dieci minuti.

LaMacchiaNera: – Costava tanto nascondersi sotto al letto? Era anche più sicuro!-

Passiamo al capitolo ventotto. Il misterioso figuro (ovviamente Jason, ma i nostri non lo sanno) si è portato via tutto, senza ovviamente chiedersi come mai il computer che aveva tanto abilmente nascosto fosse fuori dall’armadio, ma non sono un maestro della narrativa come valsxjk, quindi sticazzi.

Dopo c’è fuffa, la sola cosa interessante è che Chelsey riceve una telefonata dalla polizia in cui le dicono che suo padre è stato picchiato prima che gli sparassero tre volte.

Ancora più tardi c’è il funerale del padre di Hope (dopo due-tre giorni che è morto e con le indagini ancora in corso?). Fuffosa discussione con Jason, poi si passa al narratore onnisciente annunciato con la dicitura “Autrice”.

Cosa SBAGLIATISSIMA, per diversi motivi.

1) Come ben sapete, annunciare il cambio di pov scrivendo chi è il personaggio in questione non vuol dire che volete essere chiari, ma che, semplicemente, non sapete scrivere. Come l’autrice ci ha già ampiamente dimostrato.

2) Esistono, nella narrativa, molti tipi di narratore. Non scenderò nei dettagli, ma per farla breve esiste il narratore onnisciente, che conosce ogni evento della storia e lo narra a noi lettori (può essere in seconda persona, come nel capolavoro Il Nome Della Rosa, o in terza persona). Questo narratore conosce anche tutti i personaggi, la loro psicologia, i loro caratteri eccetera. In parole povere è, come dice appunto il nome, onnisciente.

C’è poi il narratore nascosto, simile all’onnisciente: racconta le vicende in terza persona, ma evita di associare pareri o interpretazioni personali. Non ha alcun coinvolgimento nella trama, si limita a raccontare. Il Decameron è un ottimo esempio (fino a dieci narratori nascosti).

Infine abbiamo i narratori esterni e interni alla storia. I primi sono simili ai narratori onniscienti e nascosti, e fondono le caratteristiche di entrambi, conoscendo ogni dettaglio della storia ma non essendo coinvolti in essa, limitandosi a raccontarla.

I secondi, gli interni, sono la tipologia che abbiamo in praticamente tutte le ficcyne: sono personaggi, generalmente protagonisti o al massimo secondari, non onniscienti e coinvolti nella trama.

Per il bene della storia è buona norma (anzi… è una cosa fondamentale) non mischiare mai i tipi di narratore, perché denota mancanza di stile, di capacità e confonde i lettori. E poi a me fa anche schifo.

3) Questo cambio di pov servirà sapete per cosa? Per descrivere i pensieri di Jason. Cosa che l’autrice poteva risolvere semplicemente descrivendo il suo pov. Ma no, meglio passare al narratore onnisciente… incasiniamo ancora di più la storia.

È comunque un pov fuffoso, che racconta quello che un lettore mediamente intelligente ha già capito da prima che inventassero il fuoco: Jason vuole vendetta, e l’autrice lo definisce “quasi psicopatico”.

Aggettivo che si adatta anche a Justin, ma lui è il BIG HERO della sua storia, non può esserlo indipendentemente da ciò che fa.

Dicevo, l’autrice ci racconta che dopo il liceo iniziò a frequentare “giri strani, con fumo ed erba” (mio padre epilettico fuma erba dietro consiglio del neurologo per combattere le crisi, ed è un insegnante. Frequenta giri strani anche lui?) ma ha sempre tenuto nascosta questa parte di sé a Hope.

Tra la fuffa scopriamo anche (sorpresa sorpresona) che Bridget, la donna da cui Justin aveva avuto Matthew, era anche la ragazza di Jason, ed è l’unico dettaglio interessante. Il resto è fuffa.

Passiamo adesso al capitolo ventinove. Ci manca poco, coraggio.

Di nuovo estremamente fuffoso, presenta uno svenimento a caso della protagonista (letteralmente a caso, che dall’alto dei suoi inesistenti studi di medicina la cameriera/schiava Elodie attribuisce allo stress), e poi di colpo Justin ha un’altra idea geniale:

Dobbiamo tornare in quell’hotel, se l’uomo che ha alloggiato in quella stanza è lo stesso che ha ucciso mio padre, allora sicuramente possiamo avercelo in pugno.”

Io avrei un’idea migliore e dovrebbe essere fattibile.”

Quale?”

L’hotel fuori ha due telecamere: una riprende la parte destra della strada e l’altra riprende la hall. Dobbiamo avere quei filmati che risalgono a quella notte e cercare di scoprire qualcosa.”

E come possiamo prenderli?”

Possiamo chiederli. È una cosa legale, non potranno dirci di no.”

Okay, andiamo.”

Vuole chiedere i filmati di sorveglianza a un albergo? Ed è pure convinto che glieli daranno?

LA POLIZIA PUÒ OTTENERLI SOLO CON UN MANDATO! NON È LEGALE, MA NEMMENO UN PO’!

L’unico modo che Justin avrebbe per visionare quei filmati sarebbe corrompere qualcuno, cosa che potrebbe fare. Tuttavia l’autrice era davvero convinta della boiata che ha scritto (come di tutte le altre…) e infatti i due ottengono i filmati senza problemi:

Ci servirebbero i filmati delle telecamere registrati di tre giorni fa.”

Dovete andare nell’ufficio di dietro per quelli. Lei è agente di polizia?”

No, ma quei filmati mi servono.”

Non posso darveli se non siete agenti.”

È per una questione molto importante. La prego.” Afferma Chelsey quasi con tono di voce pregante.

Lei rimane a guardarci per qualche istante.

Venite con me.” Esce dal suo posto e fa cenno ad una sua collega di prendere due minuti il controllo della hall.

Se bastasse fare la voce “pregante” (che immagino dovrebbe essere “implorante” ma sticazzi) allora credo che tutta la cosa del mandato sia solo una perdita di tempo… domani vado nel primo albergo che trovo e chiedo di mostrarmi i filmati di sorveglianza, voglio vedere che succede…

Oltretutto, scoprono pure che la direttrice con cui avevano avuto a che fare l’altra volta, dal giorno alla notte, si è licenziata telefonando per dire che non voleva più lavorare lì. Il perché è un mistero.

Intanto, l’impiegata consegna loro la cassetta della sorveglianza (la storia è del 2015, e già allora si usavano DVD e chiavette USB… nemmeno hanno aggiornato i sistemi, in questo albergo “di lusso”…) e dice loro che hanno ventiquattr’ore per riportarla.

Ah, non sapevo che fosse un videonoleggio…

A casa i due guardano i filmati, ma scoprono che tra le diciotto e trenta e le ventuno e quindici mancano le immagini, e che il video è stato manipolato.

Beh, grazie tante che è stato manipolato, lo danno a cani e porci!

Ellie: (cecchinando il Passante) – Un posto del genere manca totalmente di sicurezza. Chiunque potrebbe entrare, infetti o predoni. Tu sei fortunato ad avere me che monto la guardia giorno e notte.-

Shade: – Guarda, nemmeno ti rispondo.-

Poco dopo arriva la polizia per portare via Justin, ma non so perché, nessuno spiega niente: gli agenti dicono solo che deve seguirli (cosa che lui rifiuta pure di fare, e lì potrebbero ricorrere alle maniere forti).

LaMacchiaNera: – Lo arrestano? Davvero? –

Naturalmente non lo stanno arrestando perché è uno stalker pervertito e molestatore, è stato incastrato: torna infatti il narratore onnisciente di prima, e scopriamo che il MISTERIOSO FIGURO che noi sappiamo BENISSIMO essere Jason ha complottato qualcosa di non meglio specificato con Elodie.

Che per me è più che giustificata a fare qualsiasi cosa, visto quello che ha passato nei due anni in cui è stata la schiava di Justin…

Piccola chicca: l’autrice, nello spazio relativo in fondo al capitolo, annunciava di avere compiuto diciassette anni quel giorno.

In pratica, nemmeno era tanto piccola quando ha scritto questa roba… tutti gli errori di grammatica, le scarse capacità narrative e le azioni che ha attribuito a Justin sono quindi molto più gravi, adesso.

Capitolo trenta, intitolato “prigione”, che è il posto in cui Justin doveva finire dall’inizio.

Siamo in auto con i due agenti, e c’è pure Chelsey, che non è in arresto ma ha insistito per venire e quei due deficienti gliel’hanno lasciato fare. Certo, come no…

Vi riporto inoltre il dialogo, che è davvero surreale:

Chiamerò il mio avvocato.” Dice [Justin] fra i denti stretti.

Si calmi, Bieber.” Dice il tizio della polizia seduto affianco a me.

Non faccia domande. Adesso che arriviamo in commissariato capirà tutto.”

Non ho intenzione di stare zitto.”

Agitarsi non serve a niente.” Afferma il poliziotto tranquillo.

Al via un altro Elenco Numerato.

1) Nessuno ha letto i diritti a Justin, quindi qualsiasi cosa faranno da qui in poi i poliziotti non varrà una sega. Possono accusarlo di quello che gli pare, il procuratore dovrà rilasciarlo comunque per vizio di forma. Ma l’autrice questo non lo sapeva, come ogni brava scrittrice ha pensato che documentarsi fosse una cosa inutile. Anzi, sembra che nemmeno abbia mai visto un telefilm poliziesco, pur avendo deciso di far prendere alla trama una svolta thriller.

2) Justin ha tutto il diritto di chiamare un avvocato, e anzi avrebbe dovuto dire a Chelsey di raggiungerlo alla centrale e di chiamarlo subito (lei è la sua assistente, IN TEORIA dovrebbe avere il numero dell’avvocato!), ma ovviamente la logica nelle ficcyne si piega alle tempeste ormonali.

3) Il poliziotto che resta tranquillo quando il sospettato risponde “non ho intenzione di stare zitto” l’ho visto solo qui. Lo state arrestando o lo state portando a una festa a sorpresa?

Arrivano in commissariato, lì di nuovo gli agenti dicono a Chelsey che dovrebbe scollarsi da Justin ma lei si scrolla semplicemente di dosso la mano che le mettono sulla spalla e gli rimane attaccata tipo cerotto.

Ripeto: l’autrice non ha mai nemmeno visto una serie TV poliziesca.

Anche l’interrogatorio, eseguito nell’ufficio del capitano (di nuovo chiamato “comandante”) invece che in una sala interrogatori come da prassi, è oltremodo assurdo:

Lei è la sua fidanzata?” Quella domanda mi distoglie dai pensieri, pensando ad una buona risposta da dare.

No, cioè.. sono solo..”

… una delle sue vittime, talmente traviata dalle sue manipolazioni da essermi convinta di amarlo.

No, non risponde così, ma sarebbe la cosa giusta da dire…

Non riesco a trovare le parole giuste, eppure vorrei dire così tante cose.

Ha delle crisi di identità signorina?” Mi guarda, con tono arrogante.

Ma crede di essere simpatico?

No, crede di essere un agente di polizia che deve interrogare un sospettato, ma tu sei in mezzo ai coglioni come sempre.

Non credo sia affar vostro.”

Volevo solo dirle che si è cacciato davvero nei guai.” Mi dice.

Perché?”

Per il caso di vostro padre.”

All’udire di quelle parole, sbianco di colpo.

Devo mantenere assolutamente la calma.

Cosa c’entra lui con mio padre?” Domando.

Abbiamo trovato qualcosa che ha condotto sulle sue tracce.”

Quale?”

Sul luogo del delitto abbiamo trovato un coltello.” Stringo le mie mani attorno alle mie braccia.

Quel coltello apparteneva a lui. Sopra ci è inciso il suo cognome. Sono da collezione evidentemente.”

Okay, i poliziotti sono oltremodo deficienti.

AL PADRE DI HOPE HANNO SPARATO! NON C’ERANO FERITE DA COLTELLO!

E poi, su quel coltello almeno c’era del sangue?

Macché, subito a supporre che Justin abbia ingaggiato qualcuno per commettere l’omicidio.

Tra l’altro questo tizio dovrebbe interrogare Justin, invece non gli ha rivolto mezza parola, e Justin stesso non ha ancora aperto bocca (malgrado abbia detto di non voler stare zitto): sta parlando solo quella deficiente di Chelsey!

No, no, no!” Mi alzo e lo fronteggio. “Mi oppongo. Non è così. Qualcuno gli avrà teso una trappola. Siete poliziotti, dovete garantire la giustizia, non accusare gente innocente.”

Finché non sapremo cosa è davvero successo, Mr. Bieber sarà arrestato.”

Cosa?!” La mia voce squittante e sconvolta risuona per tutto l’ingresso. “Ma non avrebbe avuto nessun motivo di fare questo! Si rende conto, la prego. Mio padre e lui non si conoscevano neanche e non capisco come lo fate ad accusare senza prove reali!”

Ma niente, il “comandante” continua a discutere con questa cretina che non sa stare zitta un minuto, finché non dice che la prova è il coltello che hanno trovato.

Un coltello senza alcuna traccia di sangue sulla scena di una sparatoria dimostra solo che siete degli imbecilli completi…

1) Come ho già detto, nessuno ha letto i diritti a Justin, né qualcuno si preoccuperà di farlo, quindi non possono perseguirlo. Sembra ridicolo, ma è così: se non vengono letti i diritti a un sospettato ogni singola volta, questo sarà rilasciato e le accuse cadranno.

2) Arrestare una persona per un omicidio compiuto con una pistola solo perché è stato trovato un oggetto con le sue iniziali sulla scena è assurdo… ci può essere finito in un milione di modi! Potrebbero non essere neanche le sue iniziali, quelle, ma di qualcun altro che le ha come le sue! Non dimostra niente! Quale prova e prova!

3) Chelsey sarebbe dovuta rimanere a casa o seguirli in macchina o in taxi, non salire in auto con agenti e sospettato! E di certo nessun poliziotto normale le avrebbe mai permesso di entrare con Justin durante l’interrogatorio!

4) Suddetto interrogatorio non è mai avvenuto! Il “comandante” non ha posto alcuna domanda, Justin non ha fiatato, ha parlato solo Hopelsey! Questa situazione è fuori dal mondo!

Dopo questa marea di cretinate, Justin viene portato via, e quest’ultimo ordina a Chelsey di chiamare l’avvocato (finalmente) per farlo venire… l’indomani mattina.

Bene. Così passerà l’intera notte in cella insieme a tutti i teppisti e gli ubriaconi del distretto. Ottimo.

Quindi Chelsey torna a casa di Justin e fa questa benedetta telefonata…

Signorina Collen, non sprechi il suo fiato. So già tutto.” Fa una piccola pausa. “È già su quasi tutte le TV di NY.” […]

… e non sei ancora andato di corsa in centrale a tirarlo fuori? Spero che tu lo rappresenti pro bono, perché veramente non vali un cazzo come avvocato…

E poi, è successo due secondi fa, com’è possibile che sia già sui notiziari? È accusato dell’omicidio di un tizio random, nella realtà notizie del genere non vengono rilasciate con edizioni straordinarie, al massimo le senti al telegiornale del mattino!

Evgenij:- Mi sto immaginando i servizi dei tg come quelli in “Afraid Of You”.-

Shade: – Oppure l’edizione straordinaria con tanto di intervista al Governatore quando il Justin di “Danger” venne arrestato per l’omicidio di Luke.-

Dopo questa telefonata Chelsey parla un po’ con Elodie, che le dice di aver fatto una copia del video e di averla riversata “in una chiavetta”.

Parte un FUFFOSISSIMO flashback (segnalato) di quando Hope e Justino trovarono il computer nascosto nella camera dell’albergo, e riconosce la chiavetta USB. Che Elodie potrebbe benissimo aver comprato dovunque, dato che ne esistono milioni tutte uguali.

Ma no, deve per forza essere quella che ha visto lei.

Non esterna i suoi sospetti a Elodie, perché Hope è più furba di tutti, e comincia a fare come la Signora In Giallo, tempestando la povera cameriera/schiava di domande finché non viene triggerato (stavolta a caso) un altro FUFFOSISSIMO flashback, anche questo segnalato.

Sì, l’autrice sa che i lettori sono troppo stupidi per capire da soli.

In questo flashback semplicemente ci vengono riproposte tre scene: la prima è di quando si è svegliata a casa di Jason dopo l’aggressione, la seconda quando Justin scoprì che le avevano piazzato delle cimici in casa e la terza è di quando il MISTERIOSO FIGURO (aka Jason) la portò nella camera d’albergo per molestarla e quasi stuprarla.

Saltiamo altra fuffa, Chelsey è al telefono con Justin (che ha sprecato la sua unica telefonata) e sviene perché ha bevuto la tisana di Elodie che si rivela essere drogata, di nuovo compare il pov “Autrice” e ci viene raccontato semplicemente di come la cameriera/schiava di Justin la carica in una macchina che la porterà da Jason, con cui parla poco dopo al telefono per confermargli che tutto sta andando bene.

LaMacchiaNera: – Avete notato che tutti sembrano aver perso la capacità di iniziare una conversazione normalmente?-

Alla fine del capitolo veniamo a sapere che ad uccidere il padre di Chelsey è stata Elodie, che è l’unica cosa ragionevole tra quelle che ho letto finora: nel senso, ci posso credere che sia stata lei, tra tutte le cretinate che ho letto è l’unica cosa che possa avere senso anche nella realtà.

Capitolo trentuno, di nuovo pov “Autrice”. Elodie ha preso a sua volta la droga per costruirsi un alibi ed è sdraiata sul divano, dove racconta un po’ di bugie alla polizia (anzi, no… a un “capo” della polizia…) per apparire innocente e deviare i sospetti.

Intanto Chelsey si sveglia in una specie di cantinetta, legata a una sedia, dove “qualcuno” da un altoparlante le dice di stare zitta.

Allarme spoiler: stiamo per assistere alla Fiera dei Flashback.

Sta zitta, ti prego.” Dice una voce improvvisa, con un tono seccato.

Ma qui non c’è nessuno.

Chi parla? Cosa vuoi da me?”

Non riesco a capire da dove proviene.

Sono chi ti può rendere felice.” Mi guardo intorno e mi accorgo che in alto c’è una piccola videocamera.

Vuol dire che mi parla attraverso un microfono e segue ogni mio movimento.

L’unica cosa certa è che quest’uomo è lo stesso idiota che avrà piazzato le telecamere in casa mia.

Ti hanno tagliato la lingua?” La sua voce divertita e così schifosamente avida al microfono mi fa davvero rivoltare lo stomaco.

Piton: – Ehm… ma non aveva detto che doveva stare zitta?-

Shade: – Severus, per favore, mancano pochi capitoli… non ci soffermiamo proprio ora…-

Alla fine il suo rapitore entra nella stanza e viene triggerato l’ennesimo, FUFFOSISSIMO flashback di quando Chelsey si è ubriacata e poi avvicinata dal MISTERIOSO FIGURO che poi è Jason e capisce che quello è lo stesso uomo.

Boh, perché continua a mascherarsi non l’ho capito, tanto ormai ha vinto…

I due hanno un battibecco fuffoso in cui lui dimostra di essere kattivo e Hope una badass che non si lascia intimidire, poi DI NUOVO vengono triggerati ALTRI FLASHBACK!

Il primo è riguardo a quando incontrò Elodie per la prima volta, davanti alla porta incellofanata a casa di Justin.

Il secondo è di quando quel coglione di Justin se ne uscì con la teoria del complotto secondo la quale non potevano chiamare la polizia per denunciare la presenza delle cimici in casa di Chelsey.

Il terzo è di quando scoprirono che il video della sorveglianza dell’albergo era stato alterato.

Alla fine Hope ha un’illuminazione: Elodie è complice del MISTERIOSO FIGURO.

A questo punto capisce di dover avvertire Justin, che però è in arresto e quindi vorrei davvero sapere cosa potrebbe mai fare, e per riuscirci deve uscire e trovare un telefono.

Va bene trovare un telefono, ma dovrebbe chiamare la polizia più che altro…

Comunque, ha un’idea geniale per uscire da lì:

Io.. io devo andare in bagno.” Sussurro. “Ho un urgente bisogno.” […]

Bene, andiamo.” Mi dice e io deglutisco.

Un errore degno del Justin di Everything Can Change, ficcyna nella quale interpretava il più inetto e incapace tra tutti i criminali…

In ogni caso, passiamo subito dopo al pov di Justino, il quale viene fatto uscire su cauzione. Che non può essere stata fissata dato che solo i giudici possono stabilirla, e lui non ne ha ancora visto uno.

Una volta fuori, l’avvocato lo informa che Chelsey è stata rapita, così torna dagli agenti per chiedere notizie.

No, scherzo, torna a casa.

Lì riceve una telefonata da Hopelsey, che come supponevo è riuscita a raggiungere un telefono fingendo di dover andare in bagno, cosa che un vero rapitore non permetterebbe mai… insomma, informa Justin che Elodie lo ha tradito.

Visto come l’ha trattata nel corso degli anni non dovrebbe essere poi tanto sorpreso, ma vabe’… prima che il nostro scarso eroe possa fare qualcosa compare appunto Elodie che lo tiene sotto tiro.

Ellie: (facendo il tifo vestita come una ragazza pon pon) – SPARA! SPARA! SPARA! FAI UN BEL BOTTO! RIDIPINGI LE PARETI COL SUO CERVELLO! FAGLI SALTARE LA TESTA!!!-

Gaia: (saltellando accanto a lei): – MIAO!-

Cthulhu: (vestito come Ellie) – Tn’lkta gfn’hyy r’khuht lluw rhjku!- (Ammazzalo e permettimi di divorarne i resti!)

Shade: – Cthulhu, già ad Ellie non stanno bene quei vestiti, ma tu proprio devi correre a cambiarti…-

Piton: (guardando Cthulhu disgustato) – Potrei vomitare…-

Il capitolo trentadue si apre con un avviso dell’autrice che si scusa in anticipo per la volgarità contenuta in esso.

LaMacchiaNera: – Dopo tutto quello che ho letto che sarà mai… –

Onestamente credo che farebbe bene a scusarsi per tutta la storia in sé, in particolare per i comportamenti di Justin nei confronti delle donne e di Chelsey…

Tornando a noi, Justin è sotto tiro, e Elodie lo costringe a salire in macchina dopo un dialogo stracciamaroni che dovrebbe essere pulp e che invece è fuffosamente ridicolo. Macchina nella quale Justin ci rivela di aver nascosto un coltellino “per ogni evenienza”.

Sei il CEO di un’azienda multimilardaria, non un capobanda, quali evenienze dovresti affrontare?

Poi Justin le chiede dove devono andare:

Dove dobbiamo andare?” Sussurro con l’affanno.

In un posto che conosci benissimo.”

Fa la finita e dimmelo.” Sbotto.

Wall Street.**” Mi dice sogghignando. […]

Wall Street? Il luogo dove si trova la sede permanente della Borsa di New York?

Ellie: – Uh… ma perché quei due asterischi?-

Shade: – Ah, vedo che sei acuta. Bene, te lo spiego subito. Anzi, ce lo spiega l’autrice in fondo al capitolo.-

**Wall street penso non esista, è completamente inventato da me (?)

Ellie: – …-

LaMacchiaNera: – Sta trollando… vero? Non è possibile che al mondo esista qualcuno di così ignorante!-

In pratica valsxjk aveva le stesse competenze geografiche di Bieber23…

Comunque, pare che questo posto “completamente inventato dall’autrice” sia effettivamente già noto a Justin, perché legato al suo “misterioso passato”. E ci viene confermata la totale ignoranza dell’autrice in merito alla città di New York:

Dopo alcuni minuti giungiamo sul posto: lo riconosco benissimo.

Questa è una casa abbandonata, dove venivo sempre con Bridget.

Mi serve altra vodka, non posso affrontare tutte queste idiozie…

Gaia: – Miao!-

Justin ed Elodie entrano, e il MISTERIOSO FIGURO/Jason lo informa tramite gli altoparlanti che Chelsey è lì con lui.

Ah. E quindi è riuscita a scappare, a telefonare a Justin e poi si è rituffata tra le braccia del rapitore?

Complimenti!

Subito dopo il MISTERIOSO FIGURO si rivela, e scopriamo con grande sorpresa di nessuno che era proprio Jason, che inizia a menare Justin mentre Elodie lo tiene fermo.

Nel pestaggio Justin perde il coltellino che aveva preso dall’auto. Bel modo di sprecare un dettaglio narrativo importante.

LaMacchiaNera: – Ciao, ciao, coltellino! Sei stato completamente inutile!-

Jason poi lo trascina fino al “cancello” (immagino una porta di ferro fatta a sbarre) dove ha rinchiuso Chelsey, e si triggera un altro flashback.

Cthulhu: – Nt’akly? – (Ancora?)

Shade: – Sì, ancora.-

Il flashback, se non altro, ci mostra per una volta una scena che non abbiamo mai visto, perché risale a quando Justin andava in quella casa con Bridget. Fuffoso, ma almeno non è un copia-incolla come tutti gli altri…

Subito dopo Justin viene sbattuto in cella con Hope, dove viene lasciato solo con lei, e segue SOLO FUFFA INUTILE.

Capitolo trentatré. Ne mancano solo altri tre, dopo.

Segue di nuovo SOLO FUFFA INUTILE, incluso un ancor più inutile flashback di Justin e del suo coltellino nascosto in auto (ovvero la stessa IDENTICA scena di quando è salito in macchina con Elodie) triggerata… dal fatto che Jason ha trovato il coltellino sul pavimento e glielo sta mostrando.

Perché?

Vabe’, subito dopo Jason usa il coltellino per fare uno sfregio sulla guancia di Justin, poi evapora. Nel senso che l’ultima azione che compie è questa, poi non ci viene detto altro su Jason…

Subito dopo Justin e Chelsey si mettono a fare sesso.

Sono stati rapiti, torturati, sono sotto sorveglianza e mettono su un simpatico spettacolino pornografico a beneficio di Jason ed Elodie, mi pare giusto.

E quando Jason scopre cosa stanno facendo:

[Rivolto a Elodie] “Spegni queste cazzo di telecamere. Gli darò una bella lezione. Insegnerò a lui non toccare ciò che è mio e a lei di comportarsi meno da puttana.

No, le hai detto di spegnere le telecamere? GENIALE! Così perderai di vista gli ostaggi! Ostaggi che se fossero minimamente più intelligenti si renderebbero conto di dover pensare a come scappare, non sprecare energie a fare sesso!

E poi, sei tu che li hai messi nella stessa cella! Almeno separali! Farai loro ancor più male, così!

Passiamo adesso al capitolo trentaquattro. Ne saltiamo la maggior parte, che è inutile fuffa. I due scarsi eroi decidono di sfruttare (finalmente) il fatto che le telecamere sono spente e di cercare di scappare.

Altra idea luminosa dei due:

Dovrò solo capire come cazzo si apre questo cancello.”

Ti ricordi quando abbiamo aperto la porta dell’hotel?”

Maledizione, come ho fatto a non pensarci?” Mi avvicino al cancello e frugo nella tasca dei miei pantaloni.

1) Come ho detto, è un’idea veramente cretina perdere di vista gli ostaggi, specialmente se sono liberi di muoversi…

2) Useranno delle forcine per capelli? DELLE FORCINE PER CAPELLI??? Cioè, nemmeno sono stati perquisiti prima di essere rinchiusi?

3) Jason non si è neanche preoccupato di procurarsi un lucchetto o una serratura a prova di scasso? Ma quanto è deficiente?

Quindi, mentre Chelsey finge DI NUOVO di dover usare il bagno per distrarre Elodie (Jason non si sa dove sia) Justin scassina la serratura come un novello Arsenio Lupin, si avvicina di soppiatto alla sua ex schiava/cameriera, le prende la pistola e gliela punta addosso.

Che criminali di merda…

La fuga dei due viene però intralciata da Jason, che compare dal niente:

Andiamo.” Faccio segno a Chelsey di raggiungere subito la porta d’uscita e così fa. Alzo il passo anche io e raggiungiamo entrambi la maniglia, ma qualcuno ci precede. La porta si apre di colpo e scorgo la figura di Jason.

Merda.

Dove cazzo pensavate di andare?” Faccio sì che Chelsey si trovi dietro di me e io le faccio da protezione col mio busto.

Fai un passo e ti sparo.” Affermo con fermezza.

Non ce ne sarà bisogno.” Sogghigna e sento qualcosa che mi colpisce forte la testa fino a farmi sbattere sul pavimento.

… ma perché nessuno spara mai? Se lo avesse fatto invece di perdere tempo a chiacchierare sarebbero già liberi. Ma no, continuiamo con questa fuffosa prigionia stracciamaroni in cui non succede assolutamente niente e la trama non avanza di un micron!

Quando i due idioti si svegliano sono di nuovo nella cantina, legati a delle sedie. Poco dopo arrivano Jason e Elodie, e mentre quest’ultima tiene fermo Justin (che è legato, quindi cosa lo tiene fermo a fare?) il kattivo slega Chelsey e comincia a molestarla allegramente.

Altra idea luminosa:

Pensa Chelsey pensa. Pensa a cosa puoi fare.

E subito dopo penso che lui ha un coltellino dietro la sua schiena. Ma Elodie mi vedrebbe e farebbe del male a Justin. È la mia unica possibilità però, quindi devo assolutamente tentare.

Tentare e sperare.

Allungo le mani verso la sua spalla, aprendo gli occhi e scrutando lo sguardo di Justin, mentre Jason continua a baciarmi. Elodie è distratta, così colgo l’occasione e afferro il coltellino dalla schiena di Jason, spintonandolo via da me con le gambe.

Se questo fosse un contesto reale dubito seriamente che sarebbe andata così… tutta questa situazione è assurda e inverosimile, e stiamo toccando vette sempre più alte di trash!

Segue un fuffosissimo dialogo con Chelsey che minaccia i due rapitori con un coltello (in due contro una, per di più indebolita dalla prigionia… certo, non hanno speranze) e in qualche modo si scatena una lotta tra Hope ed Elodie che finisce con la prima che viene pugnalata alla gamba e sviene di nuovo.

Capitolo trentacinque, il penultimo. Ormai ci siamo quasi.

Chelsey si sveglia legata a un letto e medicata. Accanto a lei c’è Justin, probabilmente addormentato, che per qualche motivo si ostinano a tenere insieme a lei invece di portarlo altrove così da gestire meglio i due ostaggi.

Fuffa, ennesimo flashback fuffoso triggerato a caso che ci ripropone uno dei tanti battibecchi che si sono verificati tra Justin e Chelsey all’inizio della fic, altra fuffa, altro inutile flashback relativo a uno scambio di mail avvenuto tra loro due a inizio fic, ancora altra fuffa, poi l’autrice finalmente si decide a far succedere qualcosa dopo mezzo capitolo di niente e torna Jason, il quale afferma di aver punito Elodie per aver ferito Hopelsey.

Fa anche qualche vago accenno al suo passato in comune con Justin, accenno che Hope naturalmente non riesce a comprendere. Considerando che siamo a fine fic, sarebbe il caso che l’autrice si degnasse di raccontare, perché era già troppo tardi venti capitoli fa…

Infatti, dopo che Jason è andato via, FINALMENTE Justin si degna di raccontare la sua storia:

Allora.. A diciassette anni ho conosciuto una donna. Come tu sai si chiamava Bridget. Questa era più grande di me di molti anni, era anche sposata. Però lei aveva un amante.”

E poi?”

Quell’amante era Jason. Poi ha conosciuto me. Ci siamo frequentati a lungo, dopo di che ha ‘lasciato’ McCann e sono diventato io il suo amante segreto. Tutto questo è stato fatto all’oscuro da suo marito ovviamente. Però non sapevo avesse una figlia. L’ho scoperto molto tempo dopo. E niente.” Ho un nodo alla gola, ma non so perché.

Poi cosa è successo?” Esita un attimo prima di rispondermi.

Poi è andata via da me. In un modo altrettanto simile a come sta succedendo a noi.”

E il marito? La figlia?”

Non gli ho mai conosciuti. Non ho mai saputo chi fossero. A quell’epoca Jason e io ci conoscevamo. Però poi non l’ho più rivisto. Lei morì, lui scomparve.”

Non ti sei mai pentito di quello che hai fatto? Aveva un marito, una figlia..”

No.. Cioè, inizialmente era un gioco per me. Poi, col tempo, mi sono innamorato di lei. Insomma, non mi importava niente se era sposata. Ed è una cosa di cui non mi pentirò mai nella mia vita.”

Cioè… tutto qui? Il suo terrificante e inconfessabile segreto era che aveva avuto una relazione con una donna sposata quando era diciassettenne? Era questo che temeva che Hope scoprisse?

MI HA SCARTAVETRATO I MARONI PER TRENTACINQUE CAPITOLI SOLO PER QUESTO???

Viene anche fuori, andando avanti, che questa Bridget (che ormai avrete capito chi fosse e soprattutto chi fossero marito e figlia) è morta in un incendio che Justin sa essere stato appiccato da Jason:

Come è morta?”

In un incendio. Ho sempre pensato fosse stato Jason la causa..”

E invece?”

Invece.. sì, era stato lui. Ma io sono scappato.”

Che significa?”

Non ho fatto niente per salvarla. Sono andato via. Sono stato un vigliacco.”

E la polizia?”

La polizia non ha mai saputo che in quell’incidente ero stato coinvolto. E non lo deve sapere. Jason scomparve e d’allora mi invia sempre lettere minacciose per non farmi parlare. Versavo sempre sul suo conto in banca dei soldi. Tutto per non essere preso dalla polizia.”

Ehm… perché?

Cioè… cosa, la polizia lo arresterebbe perché è scappato da un incendio? Perché è stato un “vigliacco”, come si autodefinisce? E Jason lo ricattava per questo? Ma quante cretinate sto leggendo?

SEMMAI ERA JUSTIN A POTER RICATTARE JASON! Sapeva che l’incendio era causa sua, immagino che avesse anche delle prove, poteva rigirarselo come voleva!

E POI, LA CAMERA CHIUSA A CASA DI JUSTIN? QUELLA COSA C’ENTRA??? E MATTHEW??? DI LUI CHE MI DITE?

TUTTO QUESTO È OLTREMODO ASSURDO!

Piton: – Non possiamo tenerlo lontano dalle pareti così a lungo… alla prossima recensione dovrà poterle abbattere a testate, mi pare ovvio.-

Cthulhu: – Yk’nlo b’thu heu nukh lt’na keht…- (Per una volta che non spacca tutto quanto…)

Dopo qualche altro rigo fuffoso si passa al pov “Autrice”, con Elodie gonfia come un bubbone per le botte ricevute da Jason, il quale entra arrabbiato e annuncia che, avendo capito di non poter avere Chelsey (chissà… magari perché l’hai rapita, picchiata, torturata eccetera…) ha deciso di dar fuoco a tutto quanto e di uccidere lei e Justin.

La cosa però incontra le proteste di Elodie:

Ma non erano questi i piani!” La ragazza si alza in piedi e lo fronteggia. “Non dovevamo ucciderli! Come faremo con M?”

Ecco risolto il problema.

A parte questo… e ora chi sarebbe “M”?

Piton: – Tiro a indovinare, ma scommetto che è Matthew…-

Comunque, Jason non vuole sentire ragioni e ha deciso di ucciderli. Encomiabile, ma so già che non ci riuscirà.

Siamo all’ultimo capitolo, e dopo un po’ di fuffa Elodie e Jason separano i due (finalmente): Elodie si prende Chelsey, portandola non so dove, e Jason carica Justin in macchina.

Ma non aveva appena detto di volerli uccidere bruciando la casa?

Boh… comunque Jason lo conduce in un appartamento non meglio identificato, dove gli mostra alcune foto di Bridget, poi viene fatta entrare anche Chelsey che ha il viso coperto da un passamontagna e, quando glielo tolgono, si scopre che è stata menata.

E perché le hanno coperto la faccia col passamontagna?

L’autrice stava delirando, mi pare ovvio… è l’unica spiegazione per tutto questo trash!

Vabe’, subito dopo Hope identifica la donna nelle foto come sua madre.

Cosa che noi avevamo capito da quando ci era stato detto che entrambe le donne si chiamavano “Bridget”, ma le autrici delle ficcyne sono convinte che i lettori siano troppo lenti per capire cose del genere…

Evgenij:- E quindi Justin e Jason hanno avuto entrambi una relazione con la madre di Chelsey, e ora vogliono anche la figlia. Solo a me la cosa fa un po’ senso? Voglio dire, anche presa a sé stante, senza considerare tutto il resto.-

Altra serie di flashback a caso, che nemmeno vi sto a descrivere per quanto sono inutili (ma relativi a questa situazione, e tutti copia-incolla di scene già viste, comunque).

Ciò che segue è estremamente fuffoso e degno di una Soap Opera nemmeno tanto buona, ma essenzialmente Jason rivela che Matthew era figlio di Justin e Bridget, che poi è l’unica cosa degna di nota in tutto il testo. Precisiamo anche che Chelsey, malgrado tutto, rinnova il suo imperituro amore per Justin, come se tutta questa faccenda non la toccasse minimamente.

Dopotutto è normale: dopo che suo padre è stato tradito si è rinchiuso in casa senza più uscire né vedere nessuno, sprofondando nella depressione e costringendo Chelsey a cavarsela da sola, sua madre è stata uccisa in un incendio che Jason ha appiccato a causa dell’odio che provava per Justin, ma lei ribadisce il suo amore per quello stalker maniaco e molestatore di donne che ha provocato tanta sofferenza a lei e a suo padre, oltre che la morte di sua madre.

Madre che, tra l’altro, ha avuto un altro figlio. E né lei né suo padre se ne sono mai accorti?

Complimenti!

Dopo questo lungo, noioso, ripetitivo dialogo, finalmente, il kattivo dà fuoco all’appartamento e scappa via con Elodie, e i due protagonisti svengono.

Poi:

Papà..? Papà? Papà!” Mi risveglio mentre le fiamme sono ancora molto alte. La mia pelle brucia, mentre Chelsey è svenuta poggiata sulla mia spalla. Sento delle sirene arrivare. Con gli occhi socchiusi cerco di percepire ancora quel suono. “Papà, papà” Ancora quelle sirene, ancora quella voce.

Metto a fuoco l’immagine e un bambino rimane a guardarmi davanti a me.

In quel momento tutto si blocca e rimaniamo solamente io e lui. Matthew. È proprio Matthew.

Papà?” Rimango a guardarlo.

Non capisco se è solo frutto della mia immaginazione: sarà forse un angelo? O mio figlio è ancora vivo?

Papà..”

In questo momento capisco che è Matthew. Lui è l’ultimo pezzo di questo puzzle.

Angelo o umano?

Allora Matthew.. Se sei davvero tu.. Dammi la tua mano. Fammi sentire che ci sei.

E così fa.

Mio figlio è vivo.

Ultimo colpo di scena, c’è anche Matthew, sbucato fuori da chissà dove.

Così finisce Big Secret, una delle più assurde, sconclusionate e folli ficcyne che io abbia mai recensito fino ad ora. In fondo al capitolo ci sono solo i ringraziamenti dell’autrice, che vi devo citare:

Mi limito a ringraziare me stessa in primis, perché ci ho messo tanto amore e fiducia per realizzare questo racconto. Ringrazio voi lettori e lettrici per avermi sostenuta. Ringrazio Justin per essere sempre la fonte della mia ispirazione.

Vabe’, nemmeno la commento ‘sta cosa. Tiriamo le somme.

Ricapitolando, abbiamo Justin, protagonista maschile, che per tutta la prima metà della storia è uno stalker abusivo, molestatore e violento, che considera le donne oggetto perché da piccolo i genitori gli hanno mostrato poco affetto. La spiegazione addotta è che “non conosce l’amore”. Bella scusa davvero.

Nella seconda metà si tranquillizza un pochino, ma nemmeno troppo, e la storia diventa all’improvviso un fuffosissimo thriller con colpi di scena imbarazzanti, trovate ridicole e stratagemmi campati per aria, oltre che con una trama inverosimile e situazioni irrealistiche.

Chelsey è la solita Hope, con qualche tratto in comune con la sua quasi omonima della serie Danger: non sa farsi gli affari suoi, si innamora a caso di un tizio estremamente possessivo e pericoloso che, nella realtà, le farebbe solo del male, e poi si ritrova invischiata in una cospirazione ridicola e priva di logica.

Tutto questo con la storia del farmaco che inibisce la libido delle donne di mezza età come contorno… quello è un perfetto esempio di mala scrittura, scarsa conoscenza dell’argomento e anche di apologia di reato, dato che Justin ammette che, nel caso in cui il farmaco presentasse problemi, farebbe passare tutto sotto silenzio per fare soldi, mettendo così a rischio la salute di milioni di persone.

Meno male che è Jason il kattivo.

Su di lui nemmeno voglio sprecare parole…

Parliamo invece di Elodie, altra kattiva che comunque ha la mia simpatia.

Insomma… per anni ha fatto da schiava a Justin subendo abusi e molestie, come ci viene detto fin dal primo capitolo dallo stesso Justin. Non la biasimo per esserglisi rivoltata contro e aver fatto di tutto per rovinarlo. Certo, è un’assassina, avendo ucciso lei il padre di Hope, ma comunque riesco a capire le sue azioni… era così stanca, frustrata e disperata che, quando ha incontrato Jason (in un modo che non ci viene spiegato) è stata facile preda delle sue manipolazioni, diventando essa stessa uno strumento nelle mani del kattivo ed eseguendo tutti i suoi ordini, arrivando a diventare un’assassina per lui, il quale ha sfruttato l’odio che Elodie nutriva per Justin al punto da trasformarla in un mostro.

Lei avrà anche commesso un crimine, ma è Jason che l’ha spinta a farlo, e Justin ha fornito a quest’ultimo i mezzi. Io biasimo più che altro loro due più di quanto biasimi lei…

A parte questo, ho solo un’altra cosa da dire, prima di salutarvi: come immagino avrete capito… ESISTE UN SEQUEL!

Esso si intitola Big Secret 2 (viva la fantasia) e sarà la prossima cosa a cui mi dedicherò… appena sarò tornato a casa, avrò demolito le pareti a testate per rifarmi di quelle che non ho potuto sfondare qui da mia madre e dopo che ovviamente Cthulhu avrà ricostruito tutto.

Un saluto anche da Seveur Piton…

Piton: – Ammirevole.-

… il Grande Antico Cthulhu…

Cthulhu: – Tn’lka nby lrna’he j’ry fkthan l’he bnhru riup ne’thuk?- (Ma devi proprio ricominciare a rompere tutto quanto?)

… eh sì… la mia gatta Gaia…

Gaia: – Miao!-

… ed Ellie…

Ellie: – BANG!-

… che è già tornata a cecchinare tutti quelli che vede.

LaMacchiaNera: – A me non mi saluti? –

Ah già… Un saluto anche a LaMacchiaNera che ha dato i suoi pareri da studente di chimica e tecnologia farmaceutica.

A presto!

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