Macrotema e temi

Quando scrivete un romanzo, è consigliato (non INDISPENSABILE, usatelo solo se vi trovate bene) è il macrotema, ossia il grande tema dell’opera, che dovreste riassumere in poche parole, se ce la fate in una è meglio.


Tuttavia, questa strategia potrebbe apparire forzata e molti aspiranti scrittori fanno fatica a identificare un tema comune nei personaggi delle opere che apprezzano, finendo più per vedere dei temi dei singoli personaggi. Questo punto di vista non è necessariamente sbagliato.

I metodi per individuare il potenziale macrotema sono:



Ordinato:

  • pensate al macrotema, se possibile qualcosa che vi sta a cuore,
  • scegliete l’ambientazione, qualcosa che dia maggiori possibilità di affrontarlo (es: se il tema è la diversità, scegliete un’ambientazione multietnica/multiculturale),
  • caratterizzate i personaggi, dando almeno ai principali l’arco narrativo (la caratterizzazione dovrà coinvolgere il macrotema il più possibile),
  • arrivate a una conclusione che sia pertinente al macrotema,
  • revisionate un numero imprecisato di volte,
  • accertatevi che tutto sia a posto.


Caotico:

  • scegliete l’ambientazione e guardate che idee e spunti vi dà (un medioevo fantasy con la caccia alle streghe? Una società nipponica col culto del dovere?),
  • caratterizzate i personaggi e date loro gli archi narrativi pertinenti,
  • vedete dove vi porta il finale (come si suol dire, un buon libro va avanti da solo),
  • revisionate più volte,
  • scegliete il macrotema,
  • accertatevi che sia tutto in ordine e pertinente.

Se il macrotema non vi piace, state tranquilli: semplicemente si tratta di scegliere uno stile diverso. Ricordatevi comunque che ogni personaggio, preso a sé, deve avere il suo tema personale e sconfiggere il suo fatal flaw, il difetto interiore che gli impedisce di raggiungere il suo grande obiettivo. Se il libro si divide in varie parti, può anche correggere altri difetti.

Uno strumento utile per rendere più interessante il tema è l’equilibrio, che vi esporrò facendo un esempio basato sulla saga del Ciclo dell’Invasione.

In questa serie di libri, la Terra, durante la Seconda Guerra Mondiale, viene invasa da una razza di rettili antropomorfi… sì, tipo dei rettiliani, che però, per motivi vari, hanno la caratteristica di evolversi molto lentamente: la loro civiltà in mille anni praticamente non si evolve.

Benché inizialmente questa caratteristica sembri pendere a favore degli umani, la saga ci mostra pregi e difetti:

  • gli alieni si evolvono molto lentamente perché valutano tutte le conseguenze di ogni innovazione e sono radicati nel PASSATO, che guardano per trovare sicurezza e avere sempre un piano (è letteralmente la descrizione di uno stereotipo Si forte – volendo fare un riferimento alle funzioni psicologiche); sono terrorizzati dai cambiamenti improvvisi, tuttavia il loro impero si mantiene stabile da centinaia di migliaia di anni;
  • i terrestri si evolvono molto più in fretta, ma certe innovazioni (come l’uso del materiale atomico senza dovute precauzioni) portano a danni; questo dimostra che il cambiamento deve avvenire attraverso determinate modalità (i terrestri quindi commettono errori perché non valutano con attenzione le conseguenze);
  • i terrestri mettono in difficoltà gli alieni, statici, attraverso delle tecniche innovative per questi ultimi;
  • l’introduzione dello zenzero (che per i rettiliani è una droga che porta prima all’estasi, poi arriva a cambiare la loro intera società, facendo scoprire l’amore) è un’innovazione;
  • alla fine della storia so già che saranno i terrestri a vincere, attraverso un’invenzione rivoluzionaria, che non porterà a conflitti ulteriori, anzi li farà finire.

Quindi:
– macrotema: l’innovazione;
– frase simbolo: le innovazioni portano a grandi benefici, a patto che si valutino le conseguenze;
– fatal flaw personaggi: legato all’adattamento alle innovazioni e all’innovare nei modi corretti (esempio: uno scienziato che è troppo frettoloso causa un grave errore e uccide tanti altri scienziati).

Più avanti vi parlerò di più di questo libroper trarne altri esempi, sperando che v’interessi!


Passo a un altro esempio: la storia del Lorax. In fondo il video.

Nel racconto un viaggiatore arriva in un bosco pieno di alberi, dalla cui chioma può ricavare un tessuto di altissima qualità. Comincia con “taglio solo 1 o 2 alberi”, poi chiama la famiglia, poi s’ingrandisce ancora.

Il tema non è solo lo sfruttamento dell’ambiente, l’inquinamento o altro. Ci sono alcune frasi, come “vivere nel passato”, che portano al vero macrotema: il progresso.

Ciò si sente dalla frase a 10:03, “i think the progress progressed to fast” (penso che il progresso progredisca troppo in fretta). La natura non ha modo di adattarsi a tutte queste rapidissime introduzioni.

Il progresso squilibrato porta a dei cambiamenti nello sfruttamento delle risorse, tuttavia non viene affiancato da altre innovazioni che permetterebbero lo sfruttamento sostenibile.

A 17:10 l’industriale perde il confronto col suo fatal flaw: “se non avessi fatto io queste cose, le avrebbe fatte qualcun altro”. Pensa quindi che il progresso sia qualcosa di inevitabile, come un’onda che puoi solo cavalcare, guardare da distanza… o da cui venir travolto. Dopo essersi automentito, lo sfruttamento devasta completamente il territorio, uccidendo fino all’ultimo albero. Da qui la città che era stato costruita si spopola: il progresso in questione si è rivelato qualcosa di temporaneo, ma l’inquinamento è stato perenne.
Non è quindi guidato solo da sete di denaro, altrimenti avrebbe detto “il denaro è più importante”. Il credere che il progresso sia inevitabile gli dà anche un’aria più sfaccettata.

Il progresso ha portato anche a delle innovazioni positive: ha inquinato, ma ha dato lavoro a tantissimi operai.

L’industriale ha un’altra possibilità di fermarsi. 20:55 “Tu parli per gli alberi, io parlo per gli uomini.” E’ vero che è guidato dalla sua ambizione, ma usa la società e il progresso per giustificarsi e sentirsi in pace con la coscienza.

Ne consegue che il progresso di per sé non è una cosa sbagliata. Lo diventa quando non gli si pone un freno.

Quindi:
macrotema: progresso
frase simbolo: il progresso porta a conseguenze devastanti, se non gli si pone un freno.
fatal flaw dell’industriale protagonista: credere che il progresso sia inevitabile e quindi cavalcarlo.

Vi invito a prendere un libro che vi piace, anche breve (ottimo per far pratica), e focalizzarvi su alcune frasi a effetto o scene importanti. Da lì potrete ricavare altri macrotemi, vedere come sono stati trattati, eccetera.

Nel caso non vi trovaste bene col metodo, ribadisco: questi consigli servono per aiutarvi a trovare il vostro stile personale, per cui optate pure per altri metodi!

Link:

https://www.youtube.com/watch?v=8V06ZOQuo0k


– fanwriter91



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