“Broken glasses” (I morti lasciamoli riposare in pace, grazie.)

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fanwriter91 stava guardando degli hentai sul computer, quando improvvisamente notò che fra le vignette stava passando una microscopica macchina da corsa. Il recensore si stropicciò gli occhi, pensando di aver lavorato troppo, e chiuse la pagina, ma la macchina sfrecciò pure sulle colline dello sfondo del desktop, facendosi sempre più vicina fino ad occupare tutto lo schermo. Si trattava di Turbo, ma non era da solo: seduto con lui c’è un altro personaggio pixelloso, un omino dai capelli castani, gli occhi azzurri e un vistoso doppiomento.

FearTear, aka Crybaby, aka Midea, aka FearTearCrybabyMidea, accarezzandosi il mento, disse:
-Accidenti, pensavo che la grafica minimalista riuscisse a farmelo sparire… Vabbe’, grazie del passaggio.-

-A buon rendere! TURBO-TASTIC! – rispose il personaggio prima di sparire nella parte destra dello schermo.

I tre recensori si sedettero davanti allo schermo e salutarono il nuovo arrivato.

FearTear sorrise.
-Ho scelto di presentarmi con questo aspetto perché, proprio come Batman, voglio spaventare i miei nemici diventando ciò che mi fa più paura.-

-La pixel-art? – chiese fanwriter91.

-No: i videogiochi, e come venivano rappresentati nei cartoni animati degli anni novanta. In quasi ogni serie che guardavo, che fosse DuckTales, L’Uomo Ragno e I Suoi Fantastici Amici, Ecco Pippo, Darkwing Duck, oppure telefilm come Hai Paura Del Buio?, puntuale come la morte c’era sempre l’episodio in cui gli eroi venivano intrappolati in un videogioco e rischiavano di morire se non ne uscivano in tempo. Ovviamente io non ho mai creduto che si potesse entrare davvero in un videogioco, in compenso ho finito con l’avere il terrore dei pixel esageratamente grandi e dei suoni elettronici. Pensate che una volta a casa di una compagna di classe ho visto un Atari 2600 in azione e mi sono cagato sotto.-

-Addirittura? Ma dai, non ti sembra di esagerare? – domandò fanwriter91.

Indignato, FearTear fece un fischio e chiamò Turbo, che ricomparve alla sinistra dello schermo.

-Devo già riaccompagnarti a casa? – domandò.

-No, non ancora. Piuttosto, Turbo, puoi far vedere ai gentili signori la tua faccia da guerra? –

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-Grazie, Turbo.- fece FearTear mentre gli altri recensioni si fiondavano a nascondersi dietro al divano.

-Quando vuoi! TURBO-TASTIC! – salutò questi.

-Quanto vorrei che fosse ancora lui il cattivo in Ralph Spaccatutto 2… – sospirò il recensore. -Vabbe’, passiamo alle cose serie!-

***

Salve a tutti, oggi è FearTear che vi parla.

Un anno fa, il 20 Luglio 2017, il mondo della musica -e non- è stato colpito dal suicidio, avvenuto tramite impiccagione, di Chester Bennington, frontman dei Linkin Park.

A causa di un’infanzia e adolescenza segnate da abusi sessuali, bullismo, alcool e droga, Chester ha combattuto per tutta la vita una battaglia contro la depressione, mai completamente vinta nonostante il sostegno dei suoi amici, dei figli e della sua ultima moglie, Talinda Ann Bentley.

Sono solo speculazioni, ma è quasi certo che il fattore scatenante che abbia portato la depressione di Chester al punto di non ritorno sia stato il suicidio (avvenuto il 18 Maggio 2017) di un altro cantante, il rocker Chris Cornell, a cui era profondamente legato.

Colleghi e fan sono rimasti ugualmente sconvolti dalla scomparsa di Chester. Mike Shinoda, seconda voce dei Linkin Park, ha dichiarato di non essere stato in grado di uscire di casa per parecchi giorni; il suo primo album solista, “Post Traumatic”, è stato scritto apposta come un modo per elaborare il lutto.

Anche la sezione dedicata ai Linkin Park su EFP non è più stata la stessa, ovviamente. Le poche fanfiction pubblicate dopo quella data sono per lo più lettere aperte a Chester e one-shot introspettive sui pensieri di Mike Shinoda. Ci sono anche alcune cosiddette “ficcine” normali, ma con protagonisti gli altri membri della band, quindi nulla per cui gridare allo scandalo.

E poi c’è broken glasses, ad opera di una certa CynziaD79.

https://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3743263

Mi è bastato leggere l’introduzione e le note per capire che qualcosa non andava.

Mike e Chester dopo la morte di Chris Cornell scoprono di provare più di una semplice amicizia l’uno per l’altro, e il loro rapporto diventa sempre più intenso. Ma Chester deve fare anche i conti con il suo passato per tornare ad essere un uomo nuovo. Riuscirà Mike a portare via le sue ombre? Cosa succede quando le ferite non guariscono? L’amore è davvero la cura Per ogni dolore?

Mike stravolge ogni suo principio per dedicarsi alla sola persona che abbia amato davvero, perché sente che rischia di perderlo. Ma la vita a volte porta su strade che mai vorresti percorrere…

Scritta dopo la morte di Chester, la storia si concentra su gli ultimi 3 mesi della sua vita …i più intensi.

Genere: Erotico, Sentimentale, Slice of Life

Tipo di Coppia: Slash

Note: Lemon, Lime, What If?

Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate, Threesome

Faccio le dovute precisazioni.

Io non ho alcun pregiudizio nei confronti degli omosessuali, per cui vi prego non vedere in questa recensione intenti omofobici perché non ce ne sono.

E non ho nulla contro chi scrive fanfiction a sfondo yaoi (a patto che le fanfiction in questione siano scritte bene e non cadano nel pessimo stereotipo secondo cui gli omosessuali sono vogliosi di fare sesso ventiquattr’ore al giorno).

Il punto è un altro.

È il fatto che l’autrice abbia usato un avvenimento triste realmente accaduto -stravolgendolo con inesattezze storiche, come vedremo fra poco- come pretesto per poterci scrivere sopra una puerile storia d’amore tra due cantanti -uno dei quali, Chester, è morto da poco meno di un anno, e l’altro, Mike, ne ha sofferto per parecchi giorni- a farmi sentire in diritto di essere indignato.

Usare queste persone, reali, come bambolotti da far sbaciucchiare in una banalissima fanfiction, a pochi mesi dalla tragedia che li ha colpiti (ma anche fra venti, trenta o cent’anni), calandoli oltretutto in un altro contesto tragico come l’immediato lutto per la morte del loro amico Chris Cornell… oggettivamente, direi che è una bella mancanza di rispetto.

Ma vediamo più nel dettaglio.

La storia si compone di due capitoli (entrambi stranamente pubblicati lo stesso giorno), nei quali la vicenda è narrata dal punto di vista di Mike Shinoda.

18/05/2017 h. 01.45 am, Los Angeles Shinodas home

Angolo del pignolo: nelle date, in America, il mese va scritto prima del giorno (ovvero 05/18/2017).

E comunque, perché prendersi la briga di scrivere le “coordinate” della vicenda all’inglese se poi la storia è in italiano?

Una telefonata mi avvertì nel cuore della notte. Di solito tenevo sempre il telefono acceso, e  questa volta a sorprendermi fu una voce femminile.

Era Vicky, la moglie di Chris Cornell,  ed era stranamente in lacrime.

Mi disse che avevano trovato suo marito Chris, voce dei 
Soundgarden e degli Audioslave, morto nel bagno della sua suite a

Detroit, dopo il live del  ventennale.

Si era impiccato appendendosi alla porta.

Prima di tutto, il falso storico: Mike Shinoda, insieme al resto della band, ha saputo della morte di Chris solo in giornata, e non quindici minuti dopo l’ora della conferma del decesso.

In secondo luogo, quali che fossero i rapporti fra Cornell e sua moglie, dubito che una donna scopertasi vedova da poco abbia avuto forza e lucidità sufficienti per informare SUBITO e DI PERSONA gli amici del defunto, specialmente a quell’ora di notte.

Ancora, anche se non era legato a Chris Cornell come lo era Chester, Mike Shinoda non lo avrebbe mai descritto in maniera così distaccata e nozionistica (“suo marito Chris, voce dei
Soundgarden e degli Audioslave, morto nel bagno della sua suite a Detroit, dopo il live del  ventennale”).

Infine, ma questo è un errore proprio venale: come avrebbe fatto Mike a capire che Vicky era “stranamente in lacrime” se ci stava parlando al telefono? Piuttosto poteva dire “aveva stranamente la voce rotta dal pianto”.

Ma la telefonata di Vicky mica finisce qui.

Disse che dovevo andare urgentemente da Chester, perché lei glielo aveva già comunicato,  e lui, che era a casa da solo, aveva riattaccato il telefono dopo aver risposto solamente  ‘’Ok…’’, reazione che mi preoccupava davvero.

Qui non solo Vicky ha la forza di fare telefonate nonostante abbia scoperto da un quarto d’ora di essere vedova, ma ha pure il tempo di preoccuparsi dei problemi psicologici di qualcun altro! Non è  concepibile!

Vediamo quindi cosa fa Mike.

Prima di ogni cosa, chiamai Talinda, moglie di Chester, allarmato, per sapere se lo avesse  sentito. Lei era via, con i figli, a casa dei suoi genitori in Arizona.

Mi disse che ero il solo  che poteva andare da Chester in quel momento, e dovevo farlo subito perché non  rispondeva più al telefono.

Svegliai quindi mia moglie Anna, raccontandole quello che era successo. Lei era molto  amica di Vicky e Chris e rimase di sasso. Svegliammo i bambini e li portammo pure noi  dai nonni, poi la accompagnai subito in aereoporto, continuando a fare il numero di Chez  ma invano.

Il suo telefono suonava a vuoto.

‘’Ti prego non fare cazzate anche tu’’…pensai tra me e me.

” So quanto tieni a Chester, ti prego, cerca di farlo ragionare…” disse Anna.

” Ho due guai ora, non uno…arrivare da Chester quanto prima, e sperare che sia ancora  vivo….” dissi.

” Fai buon viaggio.. Ci vediamo domattina a casa di Chris… “. Le diedi unbacio sulla guancia. Lei annuìpreoccupata.

Ricapitolando: Talinda, moglie di Chester, si trova in Arizona e non può tornare a casa dal marito per vedere come sta; Mike allora sveglia tutta la sua famiglia, porta i figli a casa dei nonni e la moglie Anna all’aeroporto così che lei possa raggiungere Vicky Cornell a Detroit; infine corre a casa di Chester.

Ci si chiede come mai Talinda non abbia chiamato la polizia locale.

Era tutto buio o quasi. Entrai in tutte le stanze. Ribaltai anche una sedia mentre  camminavo, per il nervoso.

Lui era in camera da letto con una lieve luce accesa, in boxer e maglietta, seduto sul letto  tutto rannicchiato ….e si muoveva avanti e indietro, come in trance.

Conoscevo bene quella sua reazione da bambino spaventato, solo che non gli succedeva  più da quando si era disintossicato. Il che poteva significare solo due cose: o aveva avuto  una crisi e a breve avrebbe spaccato tutto, o si era fatto.

“Chris…Chris…non è veronon è vero” diceva, con voce sommessa.

Nessuno sa come avesse veramente reagito Chester alla notizia della morte di Chris Cornell. Però, considerata la sua lotta continua alla depressione, un comportamento come quello descritto dall’autrice non è completamente implausibile.

Mi avvicinai a lui, e gli appoggiai una mano sulla spalla.

” Chazy….” lo chiamai piano. Sapevo che chiamandolo così lo avrei agganciato.

Lui tremava tantissimo, ma la mia vista lo calmò subito.

Si sciolse dalla stretta alle sue gambe, e si appoggiò con la testa sulla mia spalla.

“Mike….Chris è …”. Disse.

” Ssssh….lo so… È tutto a posto… Ora non sei più solo…non aver paura…”.

Segue una scena in cui Mike cerca di tranquillizzare Chester con la sua presenza, con parole di conforto, con del contatto fisico anche molto stretto, finché non riesce a farlo addormentare.

Una scena molto fluff, diciamo.

Sarò sincero: fino a qui, la fic è abbastanza innocua. Errori storici a parte, non ci vedo nulla di male nel voler immaginare uno degli ultimi momenti della vita di Chester in cui ha ricevuto conforto.

Poi però arrivo a leggere questo pezzo…

Tornai a guardarlo. Respirava piano, assorto dal suo sonno.

Mi si accese qualcosa dentro ad averlo accanto a me così. Ero sorpreso. Nonostante il  dispiacere per Chris, il mio sguardo notò che lui si era eccitato. Il mio occhio si sentì colpevole per essere caduto dove non doveva, ma la sua vicinanza fisica mi aveva portato inevitabilmente a vederlo. La cosa mi fece scaldare molto.

“E’ dunque questo l’effetto che ti faccio…?” dissi sottovoce.

La sua mano mi sfiorò il fianco sotto alla camicia. Mi cercava.

“Mike….”.

” Sono qui…”.

” Ti amo…”.
Sorrisi. Non era la prima volta che me lo diceva, ma se mentre in passato lo avrei preso
  come un ti voglio bene….questa volta no. Gli era uscito spontaneo e a fior di labbra,  come un sussurro, e con una mezza lacrima sui suoi occhi.
Che stupido ero stato a non capirlo prima. Sentii qualcosa che mi stava crescendo dentro,
  in modo sempre più forte, a stargli accanto. Un senso di protezione e desiderio. Ero  confuso.
“Anch’io”, risposi. ” Da sempre… “.
Non sapevo se lo avrebbe tenuto in mente, ma una cosa era certa…lo aveva percepito, e
  aveva accennato un mezzo sorriso. Quello che con me, solo con me, gli veniva anche nei momenti più cupi. Mi resi conto che no, non ero mai stato così completo come allora, dentro a quel sorriso.

…improvvisamente mi ricordo delle note nell’introduzione, e non mi sento più tanto tranquillo.

La mattina dopo Mike e Chester si risvegliano come si erano addormentati, abbracciati stretti stretti sul letto matrimoniale.

Chester non ricorda molto di ciò che è successo durante la notte.

“Mike… Che ci fai qui?”.
Io asciugai le sue lacrime con un fazzolettino dalla scatola di kleenex sul comodino di
  Talinda.
” Dimmi…perch
é sei qui? Cosa ho combinato stavolta? “. Mi domandò allarmato.
” Beh…vediamo: mi ha mandato Talinda, preoccupata perch
é non rispondevi al telefono. Devo andare avanti?”.
” La mia testa …non le rispondevo?…Oddio. Allora
è vero… La telefonata di Vicky un  momento prima….”.
” Puoi picchiarmi perch
é sono entrato qui senza avvisare… Ma tu hai lasciato l’ingresso  aperto …e io non potevo lasciarti solo”.
Chester sospir
ò.
“Picchiarti? Oh mio Dio…ma cosa dici? Non lo farei mai.. “.
” Chez ascolta…noi dovremmo …andare a casa di Chris ….per il riconoscimento…e per
  Vicky…”.
” Oh no. Allora
è vero che Chris è stato male….che riconoscimento? Di che parli? “.
” Chez, Chris
è morto …”.

Altra inesattezza storica: il corpo di Chris non è stato riportato subito a casa sua (che si trova a South Beach, in Florida), ma è rimasto a Detroit, Michigan, per gli accertamenti.

Inoltre, la fic non solo contraddice fatti reali, ma si contraddice da sola!

All’inizio viene detto esplicitamente che Chris Cornell è morto per impiccagione, per cui non c’è bisogno di fare alcun riconoscimento del corpo (sempre che l’autrice non intendesse qualcos’altro con “riconoscimento”).

Tantomeno non c’è bisogno che a farlo siano due persone che in quel momento si trovano quasi dalla parte opposta degli Stati Uniti!

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Chester realizza completamente la morte di Chris e, naturalmente, piange. Però, rassicurato da un “andrà tutto bene” di Mike, si calma.

” Così ti voglio Chez…. Quando sei forte e combatti…non devi soffrire… Le tue lacrime mi  uccidono… “.
” Lo so…scusami…”.
Chester mi diede un bacio sulla fronte.
Arrossii.
“Io intanto far
ò il caffè e …risolveremo anche questa cosa va bene?..”. Risposi, sviando  la mia timidezza e il suo sguardo, che in quel momento mi aveva serrato alla sua anima.

Lui annuì e andò in bagno canticchiando a bassa voce. Si era reso conto che non lo avrei  lasciato solo, e questa cosa la apprezzava davvero tantissimo.

Ma anche no! È impossibile calmarsi in fretta dopo aver appreso la notizia della morte di una persona cara!

Specialmente se qualcuno ci dice, egoisticamente, che “le nostre lacrime lo uccidono”!

Primo, mai contesto fu più errato per usare il verbo “uccidere” come una metafora…

Secondo, quando una persona piange bisogna lasciarla fare finché non si sente meglio (le lacrime, i singhiozzi, le grida servono anche per questo). È anche un suo diritto!

Tornando alla fic. Mike e Chester fanno colazione, però a parte bere il caffè non hanno la forza né di mangiare né di parlare. Magari sono stato affrettato nel giudicare male, magari la tristezza si sta per manifestare a scoppio ritardato…

Quando andai a posare le tazze e le sciacquai, lui mi si avvicinòe mi abbracciòper lavita.

Aveva un asciugamano attorno alla vita, solo quello. Era fresco di doccia e profumava di  dopobarba. Fui travolto da un calore insolito nel vederlo così, per cui gli presi i fianchi e  lo tirai verso di me.

…maddeche. Questi stanno pensando alla tensione sessuale, altro che lutto.
Si abbracciano, arrossiscono, si stringono di più, si chiedono a vicenda se si sentono bene, si accarezzano, e poi…

Eravamo l’uno a pochi millimetri dall’altro.
” Mike…ti sei eccitato?…
’’ disse, guardando i miei pantaloni. ‘’…non è che forse devi dirmi  qualcosa?” mi avvicinò a sè mentre ero appoggiato al lavandino della cucina e non  potevo muovermi, anzi non volevo di certo muovermi.
“O vuoi lasciare che indovini io…?”. Continu
ò sommesso a sussurrare nel mio orecchio.
Si strusci
ò con la gamba tra le mie, come faceva con l’asta del microfono a volte, e questa  cosa mi mandò fuori di testa, per cui mi abbandonai sulla sua spalla come stregato. 
Respiravo ansimando.
” Tu mi vuoi…Mike….l’ho percepito tante volte…anzi lo sento tutte le volte che ti sto
  accanto…” Chez mi baciò sul collo.
“Chez …mio Dio, si …” dissi. Impercettibile. Ma lui lo sent
ì.
“Oh Mike…” mi continu
ò a massaggiare tra le gambe con la sua, e ci mise anche la  mano. ” Il mio dolce e meraviglioso Mikey…. che vuole tutto da me…Ti ho dato la mia voce, il mio cuore…e ora …quanto sono cattivo eh?…senti come ti faccio scaldare solo  con la mia vicinanza… “.

“Chez ….io…mmm ….” io ero ammutolito, accaldato, e non mi ero quasi accorto che mi  stava tirando giù i pantaloni e mi palpava anche il sedere. Ci erano partiti i freni inibitori!

Ve lo dico con la maggiore cortesia possibile: ma andate a cagare!

…mi riferisco ovviamente ai personaggi di questa fic, non a quelli reali…

E in quanto a te, cara autrice. Saresti contenta di sapere che qualcuno ti piangerà per dieci secondi al massimo, per poi dimenticarsi di te alla prima eccitazione?

Rosso in viso, ancora stordito, andai a farmi una doccia.
Avremmo avuto tempo di parlarne, anche se era stata una cosa cos
ì bella che non  necessitava di ulteriori parole.
Era il momento di andar via, il suo amico era morto e lui invece si aggrappava a me con
  una dolcezza che mai aveva avuto negli ultimi anni..
Ne ero egoisticamente felice.

…a quanto pare sì, per l’autrice è una cosa del tutto normale.

E, in effetti, è un comportamento anche abbastanza umano. Non è qualcosa di cui andare fieri, sia chiaro, però può succedere che una piccola parte di noi sia felice di poter stare a strettissimo contatto con una persona che ci piace, anche se si tratta di doverla consolare per una tragedia che l’ha colpita.

Ma tirare in ballo un personaggio realmente esistito, morto da pochi mesi, e costringerlo a fare dello yaoi alla faccia di un suo amico anch’egli morto veramente, proprio no!

Ma poi, non sono sposati con figli, questi due? Neanche un pensiero per le due disgraziate loro consorti?

Alla fine del capitolo, dopo un’ultima sigaretta fumata sul balcone, i due partono per il sopracitato “riconoscimento” del corpo di Chris.

Niente di più falso!

Il 18 Maggio 2017, tutti i componenti dei Linkin Park erano in realtà a Hollywood, per registrare una piccola performance per il talk show “Jimmy Kimmel Live”. Avevano da poco saputo della scomparsa di Chris, e per questo iniziarono il mini concerto dedicandogli One More Light, che Chester Bennington eseguì visibilmente commosso.

Il secondo capitolo (un testo monoblocco a causa dell’assenza di formattazione) parte però sui giusti binari. Mike e Chester arrivano a casa Cornell (in quale degli Stati Uniti d’America, non ci è dato sapere), dove si riuniscono alle rispettive mogli, Anna e Talinda, e alla famiglia e i figli di Chris.

” Zio Chazy!” uscì il piccolo Chris Jr. dalla camera, e gli saltò al collo. Lui lo prese in braccio un attimo, e poi lo rimise a terra.

Questo pezzo è in qualche modo coerente con la realtà. In virtù della loro amicizia infatti Chris Cornell ha scelto Chester Bennington come padrino per il suo ultimo figlio, Christopher Nicholas. Ci può stare.

Finita la visita di cortesia c’è un piccolo salto temporale durante il quale Chester e Mike tornano a casa il giorno dopo per l’uscita del loro ultimo album. Ed è vero anche questo: l’album “One More Light” è uscito nei negozi americani il 19 Maggio 2017.

Poi, non si capisce bene quando (il testo monoblocco non aiuta a decifrare le tempistiche), mentre le rispettive mogli tornano a casa loro a riprendersi i bambini lasciati dai nonni, Mike e Chester alloggiano in un hotel per scelta. E, grazie al cielo, si mettono a parlare in maniera più approfondita di Chris Cornell e del vuoto lasciato dentro Chester. Meglio tardi che mai.

“Chester…vieni qui. Cosa c’è ora?”.

” Non riesco a dormire, Mike… Chris mi manca tanto…sto pensando ai suoi bimbi… “.

” Ok…vieni dai, ti faccio posto.. “.

” Mike io…”.

” Forza… “.

Io lo abbracciai. Come succedeva sempre. Chester mi strinse forte a sé. Avevo quasi paura di sfiorarlo. Era talmente fragile in quel momento, che la sua anima era entrata in me.

“Scusami se ti ho trascurato, Mike…in questo ultimo periodo…”.

” Tu non devi nemmeno pensarci. Chris se n’è andato. Quello che ti legava a lui era unico. Noi due siamo ancora qui, e le nostre anime sono una cosa sola…sento la tua sofferenza e la comprendo… “.

Io gli accarezzavo le spalle. Senza rendermene conto.

Ah no, scusate, forse dovevo dire “in maniera più approfondita rispetto a prima”, perché pure stavolta il lutto per Chris serve solo a dare il La a un’altra scena di lovelove <3!

Lui chiuse un attimo gli occhi e socchiuse le labbra, addolcito dal mio affetto, e io sfiorai le sue labbra con le mie. Chester rimase sorpreso.

” …ehi…”.

” Scusa…”.

” No Mike, non scusarti… “.

” Ti amo, Chez…più di ogni altra persona al mondo… Sei il mio sangue.. la mia anima…tutto ciò che ti accade riguarda anche me…sono innamorato fottutamente di ogni tuo respiro.. “.

Lui mi guardò con gli occhi più luminosi che aveva. “

Lo so…Mikey…ti amo allo stesso modo…e non voglio perderti”.

Io a quel punto lo baciai con la lingua.

Non mi importava di Anna, né di Talinda.

Ah, eccolo qui il pensiero dedicato alle mogli…

Si può parlare di adulterio? Direi di sì, visto che Mike ha appena ammesso che non gliene importa nulla del fatto che sia lui che Chester hanno mogli e figli!

Non ci sono giri di parole. L’autrice, pur di far accoppiare come ricci due cantanti, fa loro commettere adulterio senza che nemmeno provino un briciolo di rimorso!

Ma non si rende conto che li sta dipingendo come degli egoisti insensibili? Che li sta denigrando, invece di rispettarli come farebbe ogni qualsiasi altra fan?

L’unica preoccupazione di Mike, qui, è quella di scoprirsi improvvisamente omosessuale. E pure questo pensiero viene subito liquidato senza uno straccio di approfondimento.

Io non sono mai stato gay. Ci scherzavamo spesso sopra. La ‘’stazione di preghiera buddhista’’, diceva Brad e tutte quelle battute. Ora invece non ci capivo più molto.

La sua mano mi sfiorò là in mezzo, attraverso i boxer, e più si eccitava più mi toccava, sempre al di fuori della stoffa, fino a farmi impazzire.

Sentivo il suo calore, la sua bocca sapeva di tabacco e dentifricio alla menta…. La sua dolcezza nello sfiorarmi castamente e poi sempre più con sicurezza…. Mi fece bagnare dentro …ma non glielo dissi.

Sorridemmo entrambi come due adolescenti.

E perché non vi mettete pure a ridere come Wilma e Betty, già che ci siete?

In fondo, avete solo avuto un rapporto extraconiugale come elaborazione del lutto per la morte di un vostro caro amico, che sarà mai?

…’glie possino.

Finito il sesso, i due restano abbracciati “come due siamesi”. Chester sembra essersi calmato, ma poco dopo si ricorda nuovamente di dover piangere per Chris.

Lo sentii piangere sommessamente, poco dopo.

” Non tornerà…”.

” Lo so, Chester… “.

” Ho battezzato suo figlio…è così piccolo…come diavolo farà adesso? Senza suo padre?”.

” Ce la faranno, hanno anche te.vedrai… “.

” Le tue mani sono così calde…Sei qui Mike….”.

Giuro che non ho modificato per niente questo pezzo! Si passa da “i figli di Chris ce la faranno ad andare avanti, hanno te” a “oh Mike, le tue mani sono così calde!” senza alcuno stacco!

La voce narrante di Mike Shinoda ci fa sapere che nei giorni successivi Chester è ricaduto a strapiombo in depressione, all’avvicinarsi del funerale di Chris Cornell. Segue scena in cui Mike cerca di confortare Chester per l’ennesima volta, in maniera non romantica stavolta.

Si passa velocemente al funerale, in cui Chester canta per Chris.

E anche questo è vero. Chester Bennington si è davvero esibito, il 26 Maggio 2017 a Los Angeles, al secondo funerale di Chris Cornell (un primo funerale privato si era svolto tre giorni prima, nello stesso posto) eseguendo il brano Hallelujah.

Questa rara fedeltà agli avvenimenti reali viene purtroppo rovinata dai pensieri inopportuni di Mike, che prima se ne esce con frasi di una banalità sconcertante:

Non credevo che gli avesse fatto così male. Che ci tenesse in un modo così speciale.

Ma che davero? Ma chi l’avrebbe detto!

Poi con un altro falso storico, giusto per compensare:

E mi dispiaceva che lo avesse seppellito.

Chris Cornell non è stato seppellito, bensì cremato al termine del primo funerale. Nel secondo funerale poi le sue ceneri sono state internate in una sezione apposita del cimitero. Rispetto a seppellire qualcuno, non è proprio la stessa cosa.

Infine, assistiamo (per modo di dire) al flashback di un dialogo avvenuto fra Mike Shinoda e Chris Cornell qualche tempo prima.

Chris me lo aveva detto…

” stagli vicino, io non potrò esserci sempre…. Sei il solo che lui vuole avere vicino. Me lo ha raccontato. La pazienza che hai avuto in questi anni, lo hai sollevato ad ogni caduta…non mollarlo”.

“Chris ma perché parli così? Mi fai paura”.

” Perché la vita spesso è imprevedibile “.

Ora sapevo il perché.

In altre parole, l’autrice ha riesumato Chris Cornell per farlo diventare un sostenitore della coppia Chester/Mike. Tutto ciò è grottesco.

E giusto per concludere in bellezza il monologo interiore, ecco un’ulteriore conferma del fatto che a questo Mike non importa un fico secco di aver tradito la moglie.

Nessuna delle nostre due mogli sapeva di ciò che ci eravamo detti, e di come questo evento avesse tirato fuori i miei sentimenti per lui in modo così forte.

Non me ne importava.

Chez mi amava, esattamente come io amavo lui.

Che fulgido esempio di rettitutine!

Quella sera, mentre le mogli sono di nuovo da Vicky Cornell, Chester e Mike si ritrovano nella casa/studio della band (gli altri quattro componenti dei Linkin Park sono convenientemente scomparsi dalla faccia della Terra), con “caffè e dolci, e anche la luce fioca delle candele antifumo alla pesca”.

Io volevo solo che Chester stesse bene, ed ero lunico che ci sarebbe riuscito a farlo star bene.

Vorrei ricordare che Mike Shinoda è, oltre che cantante, anche paroliere. Una frase del genere non la direbbe nemmeno in sogno!

I due si mettono a loro agio e, dopo essersi detti frasi cliché del tipo “A che pensi?”, “E’ come chiudere un capitolo di botto.”, “Si deve andare avanti”… sotto con le smancerie!

Per prima cosa Chester si siede accanto a Mike, gli appoggia la testa su una spalla e al contempo gli infila una mano sotto la maglietta per sentire il battito del suo cuore. Segue un tenero abbraccio. Chester si stacca e ritrova il sorriso, per poi dire che è meglio mettersi al lavoro e scrivere qualcosa, ma Mike è di tutt’altro avviso.

” Non ti ho portato qui per lavorare…ma per rilassarti…” gli dissi. “…non ti preoccupare”.

” Si ….scusa ho paura di….perdere tempo e.. “.

” Vieni qui…” io gli stavo slacciando i pantaloni.

” mmm….che fai?”.

” Veicolo le nostre energie creative…. “.

” Mike.. Mmm” lui chiuse gli occhi e si lasciò cadere sulla spalliera del divano. Gli avevo calato i pantaloni sulle ginocchia.

Gli accarezzai il petto e strofinai la mia mano attraverso i boxer.Mi misi in ginocchio su di lui e lui mi guardò incredulo. Ci accarezzammo. Ci ricomponemmo e a quel punto Chaz sospirò.

Meno male che non si scende nei dettagli, ma è magra consolazione.

In compenso, dopo essersi scambiati altre banalità come “Non voglio più perdere un secondo di te”, “Non sai quanto sono felice oggi che tu sia qui”, “Io ci sarò sempre”, pure Chester ammette di preferire il suo amante Mike alla sua vera famiglia.

” Sto davvero …bene. Non me ne importa del resto. Ci sono Talinda e i ragazzi, certo, ma credimi, non e’ la stessa cosa. Se tu non fossi qui, ora, con me, io probabilmente avrei fatto qualcosa di sbagliato. Invece con te non sbaglio…. mai “.

Stavolta la dico io una frase banale. Il vero Chester Bennington si rivolterebbe nella tomba a leggere questa roba.

I due piccioncini cantano per tutta la notte, ma a un certo punto Chester ha una nuova crisi di panico e inizia a delirare sull’ineluttabilità della morte.

“Andranno via tutti! Moriranno uno dopo l’altro…devo bere qualcosa di forte“.

” Scordatelo….”.

” Mike …” lui si alzò nervosissimo dal divano. “O mi bevo qualcosa o devi fermarmi….dove cazzo erano tutti quando è morto? E dove ero io?”.

” Chester stavamo suonando! Non potevi essere in due posti! “.

” E’ sempre così, se ne vanno via tutti! Andrai via anche tu! “.

Io mi alzai quando lo vidi dirigersi incazzato verso il mixer.

‘’E tutta colpa di queste cosedi questi tour e concerti e tutto…’’. (Da notare come in questa frase, e solo in questa, le virgolette siano diverse dal resto della fic.)

” Eh no cazzo, quello no!” dissi.

“Tanto andrai via, lo so! Ti darò un motivo adatto per andartene!”. ” Allora picchiami! Chester, se ti devi sfogare, allora, menami…ma non prendertela con i miei mixer se non sono abbastanza in grado di farti capire quanto ti amo!” risposi.

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Mike riesce a fermare Chester e salvare il mixer, dopodiché i due si siedono al pc e compongono una nuova canzone dal titolo “Light in Darkness”.

Canzone che nella realtà non esiste.

Segue un altro monologo di Mike, composto da frasi buttate a caso senza un vero filo conduttore.

Ma soprattutto avevo salvato ancora lui dal fare cazzate.

Avevamo sviscerato il demone della morte di Chris e della paura di Chez di restare solo. (“Sviscerato”, se lo dici tu)

Fu fantastico.

Ma per quanto sarebbe durato ancora questo dolore?

Adesso ero fiducioso per il tour.

E poi una battuta che tanto mi ricorda “Quando tutto questo sarà finito, saremo una vera famiglia”, pronunciata da Sirius a Harry nel film de L’Ordine Della Fenice:

Saremmo stati finalmente insieme, liberi di essere noi stessi, e lui si sarebbe sfogato con la sua musica preferita: la nostra. Questo desideravo per Chester. Che fosse forte abbastanza. Che fosse felice. Lo avrei aiutato.

La mattina dopo, altra scena d’ammmore con contorno di battutine sceme e condimento di cringe ipercalorico.

Lui era con la testa sulle mie gambe. Mi guardò in modo dolce.

“Non mi farai andare a casa da solo, vero?…” disse. Io feci cenno di negare. “Mike…”.

“Dimmi…”.

“No , nulla…”.

” Sicuro?”.

” Perché non ti togli la maglietta…fa caldo…”.

” mmm…non so”.

” e dai…”.

” Ahahah sei sempre il solito…infuocato! “.

” E’ che sei così bello nella tua purezza…”.

” Ti è uscita la vena poetica? “.

” Veramente l’ho sempre avuta….”.

” Anche quando ruttavi nel backstage e urlavi nel microfono nel tour di Meteora? “.

” Ahahah che stronzo che sei….”.

” Scherzo…lo so…sei tutto un programma “.

” Non sono uno dei tuoi samples! Adesso vedrai…”.

” Mmm…vediamo? ti faccio suonare un beat?” io lo misi a cavalcioni su di me. Chester rimase colpito.

“Mike….wow. ..”. Lui mi sollevò la maglia e mi baciò sul petto e in giù. Lo lasciai fare, anche perché mi fece rabbrividire. Ci guardammo e ci mettemmo a ridere, poi lui mi abbracciò stretto.

“Chez….”.

” Sei il mio universo, Mike ” mi disse.

” E tu il mio satellite “.

” Davvero? “.

Io annuii.

Erano questi momenti a piacermi da morire, e ultimamente noi due eravamo tornati ad essere davvero uniti.

Così finisce “broken glasses”, e meno male!

Ricapitolando, i peccati più gravi di questa fic sono principalmente due: la mancanza di rispetto nei confronti di due personaggi defunti da poco, e l’adulterio dichiarato con orgoglio dei protagonisti (anch’essi personaggi reali), che li fa apparire sotto una luce assai negativa.

Riguardo il primo peccato… Intendiamoci, è una fic piccola piccola scritta senza scopo di lucro e passata inosservata, una quisquilia in confronto ai cartoni animati sul Titanic o a quella volta che la WWE lucrò sulla morte di Eddie Guerrero facendo finta che il suo spirito guidasse Rey Mysterio per dargli la forza di vincere il titolo mondiale… però, lucro o meno, non è così che si ricordano le persone scomparse.

Con sdegno e nostalgia,

FearTear

-E con questo per oggi è tutto. La volta prossima, se ci sarà, mi presenterò in un’altra veste. Nel frattempo meditate, gente! –

FearTear emise un altro fischio, saltò a bordo della macchina di Turbo e i due pixellosi se ne andarono cantando “They see me rollin’, they hatin…”.

 ***

AGGIORNAMENTO: in data 10/03/2019, la fanfiction “Broken Glasses” è stata rimossa da EFP!

19 pensieri su ““Broken glasses” (I morti lasciamoli riposare in pace, grazie.)

  1. Intanto non hai capito una bel niente di tutto quello che ho scritto. Punto primo, è un romanzo completamente inventato e se tu conoscessi le fan fiction di Astrid Basso e tutto il filone” Bennoda” scopriresti che non è il primo caso di fan fiction ispirata ad una presunta love story tra i due leader dei Linkin Park. La tua analisi è becera e superficiale e fatta per demolire me come scrittrice non conoscendo nulla di quello che ho mai scritto in questi ultimi 20 anni. È fastidiosa e bullizzante. Non conosci il genere a cui mi attengo e ti scandalizzi perché sei omofobo. È vero , ci sono inesattezze storiche ma sono state fatte apposta perché stiamo parlando di un racconto romanzato e non della biografia dei Linkin Park. Quindi son9 assolutamente volute. Punto secondo, non è finita mio caro ☻ Son o io che ho pubblicato solo i primi due capitoli ed é per questo che è passata “inosservata” perché gli ignoranti omofobi come te non la avrebbero capita. È infatti un libro di 200 pagine da cui emerge che secondo me Chester è stato ucciso dagli Illuminati ed è esattamente ciò che penso, mancanza di rispetto ? Allora tutto il Bennoda lo è. Svegliati e magari chiedi delucidazioni prima di sparare sentenze e demolire una autrice. È un ROMANZO e non vi è null a di vero. Ciao.

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    1. In questa recensione non c’è nulla di omofobo, e ti invito a dimostrare il contrario citando eventuali passaggi. Quanto al fatto che esistano romanzi su queste stesse tematiche, ciò non giustifica nulla: magari anche questo filone “Bennoda” è offensivo, magari no. Certamente la tua fic era poco rispettosa circa la morte di una persona reale, e il fatto che tu avresti scritto un romanzo pseudocospiratorio dove si dice che “Chester è stato ucciso dagli Illuminati” rende le cose ancora peggiori.

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      1. Con tutto il rispetto, stiamo parlando di fanfiction e quindi di finzione. Non hai letto il mio romanzo e sicuramente non lo farai mai, ma se hai letto nella realtà vi è chi sostiene che sia lui che Cornell stessero lavorando in una fondazione (reale e non finta) contro la pedofilia e che comunque erano scomodi a tanta gente. Per cui è più che legittimo romanzare questo aspetto. La tua critica si scandalizza del fatto che ho inventato la storia d’amore tra lui e Mike, non dire di no perché lo fai trasparire ovunque. Comunque non ho bisogno delle dritte di chi non fa il critico e che ha letto solo un capitolo. So quanto valgo. Ho pubblicato dei libri su lulu.Com e non su di loro e hanno avuto un buon seguito.
        Scusa ma secondo me non hai letto le decine di fanfiction scritte sulla morte di Chester e non so perché ti abbia così inorridito la mia. Se avessi scritto cose orribili su di lui avrei capito, ma non lo ho fatto. Noi non possiamo sapere davvero che vita conducessero Chester e Mike, ma che il loro rapporto fosee morboso era indubbio. Però non ha più senso parlarne dato che questa fanfiction non verrà mai pubblicata perché la ho scritta solo dopo aver letto decine di bennoda fic a tema che tu non hai mai letto. Un saluto.

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        1. Allora, andiamo con ordine:

          1) Non sono io l’autore di questa recensione. Non so se hai notato, ma la recensione è firmata “Fear Tear”, che non è il mio nickname.

          2) Non importa aver letto “le decine di fanfiction scritte sulla morte di Chester”: Fear Tear ha letto questa e l’ha trovata di cattivo gusto (per le ragioni esposte chiaramente nel testo), e dunque l’ha criticata, come era suo pieno diritto. Tra l’altro, ha ritenuto pure giusto segnalarla all’amministrazione di EFP, la quale l’ha cancellata, a riprova del fatto che vi fosse effettivamente qualcosa che non andava anche in base al regolamento del sito.

          3) “Se avessi scritto cose orribili su di lui avrei capito, ma non lo ho fatto”: invece sì che lo hai fatto, scusa. A te pare una bella cosa dire che una persona tradisce il/la suo/a compagno/a con un/a altro/a? L’orientamento sessuale è completamente irrilevante: tradire il/la partner non è un bel comportamento. Certo, non è un crimine, ma neanche una bella cosa da fare.

          4) “Noi non possiamo sapere davvero che vita conducessero Chester e Mike, ma che il loro rapporto fosee morboso era indubbio.”: prima dici che non possiamo sapere la loro vita intima (vero), poi fai un’affermazione senza fondamenti proprio sulla loro vita intima. Lo trovo un po’ incoerente.

          5) “nella realtà vi è chi sostiene che sia lui che Cornell stessero lavorando in una fondazione (reale e non finta) contro la pedofilia e che comunque erano scomodi a tanta gente. Per cui è più che legittimo romanzare questo aspetto.”: prima di tutto, chi è che lo sostiene? No, sul serio, adesso sono curioso di leggere le fonti sulle quali basi questa affermazione. Poi, a chi sarebbero stati scomodi? Fai dei nomi e fornisci delle fonti, altrimenti quello che hai scritto non ha valore ed è solo una bizzarra teoria cospiratoria. Circa la validità di scrivere romanzi sulla base di tali teorie, sì, si può fare, ma il risultato può essere assai di cattivo gusto.

          6) “La tua critica si scandalizza del fatto che ho inventato la storia d’amore tra lui e Mike, non dire di no perché lo fai trasparire ovunque.” Ripeto che non è la mia critica, ma di Fear Tear. Detto questo, stai chiaramente usando un argomento fantoccio: il problema non è la storia d’amore, ma il fatto che tale storia non solo prenda spunto da due tragedie reali e che, per poter avvenire, debba rendere degli egoisti fedifraghi due celebrità reali. Per citare le parole di Fear Tear

          “L’autrice, pur di far accoppiare come ricci due cantanti, fa loro commettere adulterio senza che nemmeno provino un briciolo di rimorso!
          Ma non si rende conto che li sta dipingendo come degli egoisti insensibili? Che li sta denigrando, invece di rispettarli come farebbe ogni qualsiasi altra fan?”

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          1. Intanto scusami ma con tutti questi pseudonimi che usate sul web pensavo che fossi tu Fear Tear perché sostieni le sue argomentazioni con tale fervore che se non sei lui sei sicuramente un suo amico.
            Comunque non è stato lui a far rimuovere la storia da EFP bensì sono stata io ad averla cancellata di mia volontà dopo aver visto che anche altri erano rimasti scandalizzati. Non ho altro da aggiungere. Purtroppo non sempre è facile essere capiti. Ripeto che non vi è nulla di vero in ciò che ho scritto ed è un lavoro totalmente di fantasia. E ribadisco che può piacere o meno, ma ho trovato che la recensione puntava a sfottere determinati pezzi che ho scritto come troppo melensi e adolescenziali. Era esattamente ciò che volevo, scrivere una fiction adolescenziale e anche un po’ irriverente. Amo sia chester che mike e non mi devo giustificare con nessuno.

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            1. “Intanto scusami ma con tutti questi pseudonimi che usate sul web pensavo che fossi tu Fear Tear perché sostieni le sue argomentazioni con tale fervore che se non sei lui sei sicuramente un suo amico.”

              Certo che condivido le sue argomentazioni, altrimenti non sarei stato favorevole alla pubblicazione di questa recensione. Quanto all’essere amici, lo conosco solo online e solo perché si è offerto di pubblicare delle recensioni qui.

              “Comunque non è stato lui a far rimuovere la storia da EFP bensì sono stata io ad averla cancellata di mia volontà dopo aver visto che anche altri erano rimasti scandalizzati.”

              Ah, questo non lo sapevo, dato che sul sito è apparsa la scritta che la tua fic era stata rimossa dall’amministrazione, nella sezione delle segnalazioni. Comunque, il fatto che anche altri utenti si siano “scandalizzati” dovrebbe suggerirti che forse non siamo solo io e Fear Tear a pensarla in un certo modo.

              “Non ho altro da aggiungere.”

              In realtà, qualcosa da aggiungere lo avresti. Ad esempio, potresti rispondere alle domande che ti ho fatto circa la bizzarra teoria cui hai fatto cenno (ovvero la questione della fondazione contro la pedofilia che avrebbe reso Cornell e Bennington “scomodi a tanta gente”). A questo punto, mi piacerebbe davvero saperne di più.

              “Ripeto che non vi è nulla di vero in ciò che ho scritto ed è un lavoro totalmente di fantasia.”

              Nessuno lo ha mai messo in dubbio, dunque perché lo dici? Tuttavia, anche i lavori di fantasia possono essere di cattivo gusto, tanto più se riferiti a persone reali da non molto tempo tragicamente scomparse.

              “E ribadisco che può piacere o meno, ma ho trovato che la recensione puntava a sfottere determinati pezzi che ho scritto come troppo melensi e adolescenziali.”

              Veramente non è così, e ti invito gentilmente a dimostrarmi il contrario: Fear Tear critica il fatto che la morte di Chris venga usata come pretesto per far copulare Mike e Chester, i quali sembrano tra l’altro non provare nessun rimorso per il tradimento delle rispettive compagne. A parte il fatto che all’inizio di questa lunga sequela di commenti eri partita in quarta dando dell’omofobo a Fear Tear (accusa del tutto ingiustificata), anche quest’altra accusa più mite deve essere provata.

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              1. Basta farsi un giro su YouTube tra vari video che parlano del fatto che Chester sia stato ucciso o cercare su Google Chris Cornell foundation a meno che non abbiano rimosso tutto dopo quattro anni. In quel periodo vari siti parlavano di queste teorie cospiratorie.
                Quanto all’omofobia di Fear Tear io la ho colta perché ogni passaggio che lo ha scandalizzato è guarda caso quello sulla presunta storia intima tra i due. Ecco perché non mi pare tanto una accusa. Comunque qui chiudo la discussione perché ho altro da fare.
                Ciao

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                1. Ah, circa il chiudere la conversazione, fai pure: sei stata tu a iniziarla. Sentiti libera di andare e tornare quando preferisci.

                  “Quanto all’omofobia di Fear Tear io la ho colta perché ogni passaggio che lo ha scandalizzato è guarda caso quello sulla presunta storia intima tra i due.”

                  Ho già spiegato ripetutamente che il problema è come nasce la relazione (usando come pretesto il suicidio di Cornell) e come non vi sia neanche un minimo di rimorso per il doppio tradimento sul quale essa si basa. E ancora ti invito a mostrarmi dove sarebbe l’omofobia in tutto ciò.

                  “Basta farsi un giro su YouTube tra vari video che parlano del fatto che Chester sia stato ucciso o cercare su Google Chris Cornell foundation a meno che non abbiano rimosso tutto dopo quattro anni. In quel periodo vari siti parlavano di queste teorie cospiratorie.”

                  Beh, potevi almeno darmi un qualche link, no? Tanto per farmi capire cosa credi essere vero, anziché essere volutamente vaga e ambigua. Comunque, ho cercato, e ora posso dirlo con sicurezza: è roba da far invidia a QAnon! Si parla di culti satanici guidati da Hillary Clinton e via dicendo! Per favore, dimmi che non credi a simili fesserie.

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      2. Ah comunque la morte di Chester non è affatto avvenuta per abuso di alcoolici perché Chester quella sera aveva bevuto due birre (sempre se era solo) . Si è impiccato, se proprio parliamo di non romanzare la realtà.

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        1. Ma daiiiii, quanto sei puntiglioso, è ovvio che è un romanzo inventato e non una biografia. Personalmente mi è piaciuto e ammiro la fantasia dell autrice

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          1. Qui si è recensita solo la fanfiction, e non il romanzo, e la critica non è tanto rivolta alle invenzioni (che ovviamente sono ammissibili, visto che è un’opera di invenzione), ma al fatto che tale fanfiction manchi di rispetto a delle tragedie reali (le ragioni sono ben argomentate nella recensione).

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            1. Non ho mancato di rispetto a nessuno, i morti non ci guardano e non ci leggono.. Ho solo creato una ipotetica storia sentimentale partendo dal dramma. Tutto qui. Chester stesso diceva che i fans erano liberi di pensare ciò che volevano, quando gli chiesero un parere in una intervista sui bennoda, mettendosi a ridere
              Quindi..

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              1. “Non ho mancato di rispetto a nessuno”

                Questo lo dici tu. E se le mogli di Chester e Mike leggessero questa tua fic? Pensi che a loro farebbe piacere?

                “Chester stesso diceva che i fans erano liberi di pensare ciò che volevano, quando gli chiesero un parere in una intervista sui bennoda, mettendosi a ridere”

                Magari il suo manager gli aveva consigliato di prenderla sul ridere per evitare di alienarsi le simpatie di fan come te. D’altra parte, quando lo stesso Louis Tomlinson ha detto chiaramente che la Larry Ship gli aveva rovinato la vita (https://www.ccn.com/harry-styles-and-louis-tomlinson-shipping-enough/), non è che le shippers abbiano smesso dall’oggi al domani. Anzi. Quindi, credo che anche se Chester avesse espresso un’opinione negativa riguardo al Bennoda, molte “fan” avrebbero continuato imperterrite.

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                1. Ti rispondo subito. Non leggerà mai nessuno questo mio romanzo o fic, perché semplicemente lo ho diffuso tra pochi fans che condividono con me il filone bennoda, quindi le mogli non c’è pericolo che si offendano 😅 e se devo essere sincera quel racconto che ho scritto lo trovo a distanza di anni ridicolo io stessa, sembra scritto da una quindicenne in delirio ormonale per due rockstar
                  Quindi tutta questa discussione dopo quattro anni che la ho scritta mi ha fatto pensare che forse sono stata anche troppo incisiva. Quello che non capite è che non sono la sola ad aver scritto questa cosa post mortem ma esiste un filone intero anche su efp quindi non capisco questo accanimento contro di me. Intanto se permetti io comunque ci ho creduto all’epoca e quindi mi dispiace che si sia presa di sinistra parte

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                  1. Fintantoché la cosa rimane fra te e le tue amiche, sono affari vostri, e certamente nessuno verrà a questionare. Il punto è che questa fic l’hai pubblicata. Visto che l’hai pubblicata, era visibile a tutti, Fear Tear l’ha letta e l’ha criticata su EFP e anche qui, come era suo pieno diritto fare. Fine.

                    “Quello che non capite è che non sono la sola ad aver scritto questa cosa post mortem ma esiste un filone intero anche su efp quindi non capisco questo accanimento contro di me.”

                    Veramente io l’ho capito benissimo, e, se rileggi per bene l’inizio della recensione, lo aveva capito anche Fear Tear. Lui, da fan dei Linkin Park come te, ne avrà pure letta qualcun’altra, ma questa tua lo ha colpito particolarmente in senso negativo. Non si tratta di accanirsi contro di te in quanto persona (né io né lui ti conosciamo), ma di criticare i problemi oggettivi che questo tuo scritto aveva. Quindi non cominciare a fare la vittima, ché con noi non attacca.

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  2. A mio parere, non c’è molto da aggiungere dopo quello che ha già detto l’autrice della fanfiction (a tal proposito, fanfiction=opera di finzione amatoriale che prende SPUNTO da fatti, storie, personaggi, persone realmente accaduti/vissuti/e etc.), e il filone “BENNODA” esisteva molto prima che Chester commettesse suicidio. La “storia” tra Chester e Mike, nella modalità raccontata dall’autrice del romanzo, è una storia che ha tutte le caratteristiche possibili del caso, nella vita reale ce ne sono tante, di storie simili…l’adulterio non è decantato in maniera gioiosa, irrispettosa, inopportuna, bensì raccontato come la scoperta, l’ammissione, la volontà di voler vivere qualcosa di sì proibito, ma di vero, di profondo, come un legame tra due persone che di fronte alla sconvolgente perdita di un carissimo amico, capiscono che non vogliono perdersi…legame che fino ad allora era stato nascosto, giustamente, per non ferire e far male le persone vicine, la propria famiglia, i propri figli…e poi, per non creare il “dovuto” scandalo (già lo è una relazione extraconiugale eterosessuale, figuriamoci una tra due omosessuali)…tutto questo, raccontato, romanzato, in maniera neanche troppo dettagliata…in fin dei conti le parole sono state, a mio avviso, delicate ma profonde, particolarmente attente a non trascendere in dettagli scabrosi. Il mio parere è che questa, ripeto, amatoriale finzione letteraria, non abbia urtato la sensibilità di quelle persone che conoscevano alcuni particolari della vita privata dei due artisti, forse solo quella di chi li ha visti “da fuori” e basta. Ma ognuno recensisce secondo il proprio personale punto di vista. Peace&Love.

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