I problemi del seno grosso

Ciao a tutti! Qui è HacchanADL e in questo articolo parleremo delle problematiche derivanti dal possedere un seno prosperoso o, per meglio dire, oversize.

Voglio cominciare con una premessa: l’argomento mi coinvolge a un livello personale ed è, effettivamente, la prima volta che ne parlo a un pubblico che va ben oltre la ristretta cerchia di familiari e amici.
Quindi, oltre a riportare dati oggettivi, mi prenderò la libertà di parlare delle mie esperienze soggettive e di vari ed eventuali risvolti psicologici.

Passiamo, dunque, ai fatti.

1. Problemi posturali.

Più grande è il seno, maggiore il suo peso. Chiaro e cristallino. Chi lo possiede, con ogni probabilità, ci pensa poco per questioni di abitudine, ma il consistente peso che grava sul petto non è semplice da controbilanciare (soprattutto se non si possiedono spalle sufficientemente larghe), il che talvolta ci porta ad assumere posizioni curve e a incassare il collo nelle spalle. La ginnastica può aiutare a correggere questi vizi nonché a rilassare i muscoli cervicali in perenne tensione (e, nel mio caso, perennemente infiammati). Anche l’utilizzo di un reggiseno di buona qualità e delle giuste misure è di vitale importanza, ma lo analizzeremo nel prossimo punto.

2. Reperire il giusto reggiseno.

Per aiutarci a distribuire meglio il peso dei nostri bei caciocavalli e, al contempo, mantenerli alti vincendo le forze di gravità, l’ideale sarebbe acquistare reggiseni dalle bretelle più larghe possibili (almeno due dita) e regolabili, col ferretto e di stoffa non imbottita; ultimo, ma non ultimo, occhio alle misure non solo della coppa, ma anche della circonferenza (una circonferenza troppo stretta può far molto male al torace, soprattutto per via del ferretto). Tutto molto idilliaco, davvero, sapere cosa comprare ci porterebbe dritti a metà dell’opera se non fosse che, in Italia, le principali catene di intimo difficilmente arrivano a vendere taglie oltre la quarta (per non parlare della questione bretelle, spesso e volentieri striminzite e tendenti a perdere elasticità dopo qualche lavaggio). Dite addio a modelli simpatici e sbarazzini, purtroppo ci tocca la Sanitaria. Scherzi a parte, in realtà poter trovare dei reggiseni della taglia giusta non è un’impresa impossibile, ma occorre individuare i giusti negozi. Giusto per fare un esempio, nella mia città natale esistono boutiques che vendono reggiseni per seni maggiorati, ma a prezzi che si aggirano spesso attorno al centinaio. Di recente, invece, ho scoperto per puro caso un negozio minuscolo che vende lo stesso tipo di reggiseni, anche di buona marca, a circa la metà.

Unica pecca: la carenza di fantasie dei modelli. Trattandosi di negozi con un target di signore adulte, difficilmente i prodotti avranno motivi diversi dalla tinta unita (nero, bianco, nude e bordeaux nel migliore dei casi), al massimo qualche pizzo e merletto…

Alla poca varietà, alla fine, ci si abitua pure… A differenza dei prezzi.

Unica consolazione è che, per lo meno, ciò che acquistiamo è fatto per durare.

Francamente, non ho mai provato ad acquistare un reggiseno online, ma dubito si tratti di un’impresa semplice, considerando che ogni modello ha una determinata vestibilità pur tenendo conto di tutti i parametri sopraelencati.

Stessa sorte, ahimè, è riservata ai costumi da bagno. Raramente mi è capitato di trovare bikini della giusta misura di coppa al di fuori di questi negozi specializzati e, quelle rare volte, è sorta la necessità di cucire le bretelle al cordoncino del busto, poiché il modello originale prevedeva di annodarle al collo. Sempre ritornando sul discorso di salute e postura, concentrare il peso del seno sull’osso del collo è decisamente nocivo e doloroso, sia nel breve che nel lungo periodo. Inutile dire che giro da quasi cinque anni con le stesse tre paia di costumi.

3. Indumenti a fascia e scollati sulla schiena.

Dimenticateli. L’impossibilità di reperire un reggiseno a fascia capace di sostenere una taglia superiore alla quarta senza, tra l’altro, stringervi il torace creando quel simpatico “effetto insaccato” sotto le ascelle (e questo vale per ogni tipo di fisico), farà magicamente scomparire questo tipo di vestiario dai vostri armadi. La scollatura sulla schiena diverrà un lontano ricordo, a meno che non desideriate imbarcarvi nella frenetica ricerca di un reggiseno da legare in vita della giusta taglia: più facile arrivare alla puntata finale di Beautiful o sperare in una nuova stagione del Trono di Spade senza morti. Idem con patate per i costumi da bagno: per quanto abbia sempre desiderato indossare la fascia e, magari, abbronzarmi le spalle interamente, l’effetto finale era sempre quello di ritrovarmi il seno proteso verso il basso e appesantito fino a farmi male.

4. Dormire.

Per quanto precedentemente affermato, anche dormire sonni tranquilli diviene problematico senza un pratico sostegno. Considerando che non siamo tutti uguali, in particolare per quanto riguarda sensazioni di comfort e fastidio, in questo punto sarò molto soggettiva.

Vivo 24/7 con un reggiseno addosso e non conosco la gioia che molte hanno di levarselo dopo una lunga giornata; per chi porta un peso equiparabile a due teste di neonato, restare senza un sostegno non regala sensazioni di comfort, libertà e benessere, quanto pesantezza e tensione (nonché la paranoia – passatemela – di ritrovarmele prima o poi a terra a pulire il pavimento). Tutto ciò che mi limito a fare è cambiarmelo con uno più vecchio e allargato dall’usura, giusto per non sentirmi soffocare dal malefico ferretto (l’ideale sarebbe, comunque, un reggiseno privo di ferretto). Per quanto strano o incredibile possa apparire, quest’ultimo mi risulta molto meno fastidioso degli stessi seni liberi che tirano spietatamente la pelle del torace.

5. Correre.

Tre parole: boing boing boing. Grazie al dio Pdor, hanno inventato i reggiseni sportivi, non particolarmente belli (a parer mio) come vestibilità, ma pratici e funzionali. Non essendo una grande sportiva e avendo praticato in vita mia solo il nuoto, non ho mai investito gran parte del mio tempo nella ricerca mirata di questo magico sostegno; quelle rare volte in cui capitavo in un negozio di articoli sportivi, non sono mai stata in grado di trovare la taglia giusta, ma non mi avventurerei tanto nell’affermare che è impossibile trovare quello adatto. A ogni modo, ancora riaffiorano alla mente i miei ricordi dei tempi del liceo, quando durante le ore di educazione fisica sentivo addosso sguardi divertiti e battutine idiote nel momento in cui arrivava il mio turno di correre; restituire occhiate velenose era la prassi e automatico stringermi il petto contro i pugni chiusi.

6. Smagliature.

La crescita abbondante del seno, in particolare quando si ha a che fare con pelli poco toniche e idratate, può comportare la comparsa delle famigerate smagliature, regalandovi una texture epidermica tigrata del tutto naturale. Il mio consiglio è quello di curarle sin dalla loro comparsa, ovvero quando presentano ancora una tinta rosata, con pomate apposite e idratandovi il più possibile.

7. I commenti degli astanti.

I seni grossi si notano, questo è un dato di fatto, e non passano inosservati. Commenti sul vostro seno saranno all’ordine del giorno in contesti sociali come scuola e comitive di vario tipo.

Commenti scherzosi, commenti balordi… Qualsiasi sia l’intenzione, qualunque l’accezione, prima o poi vi ritroverete ad affrontare l’argomento e a reggere sguardi tra lo stupito e il catatonico, un po’ come se i vostri interlocutori stessero conversando con un ciclope.

C’è stato addirittura un periodo, durante l’adolescenza, in cui mi sentivo quasi considerata come un paio di tette con le gambe che una vera e propria persona.

Prendere tutto con filosofia è spesso arduo e l’autoironia non sempre spontanea.

Per concludere, possedere un seno grosso, così come averne uno piccolo, non è da considerarsi assolutamente né un pregio né un difetto sul piano oggettivo, poiché ogni corpo che abita questo pianeta è diverso e unico e tutti noi siamo liberi di amare e/o criticare le nostre particolarità senza sentirci avvantaggiati o svantaggiati rispetto a categorie di fisici diametralmente opposte. Sfatiamo, quindi, luoghi comuni che cercano di elevare le donne con le “big bocce” su quelle dal fisico più esile o, viceversa, seni più “a portata di mano” (sì, Cinquanta Sfumature di Grigio, ce l’ho anche con te) che “devono esser contenuti in una coppa di champagne” per esser perfetti su quelli “esagerati”, “strabordanti” e “ommioddio-a-sessant’anni-le-cascheranno-a-terra”.

Le dimensioni non sono mai IL problema, quanto come la società ci fa vivere questo particolare estetico.

Un pensiero su “I problemi del seno grosso

  1. Ciao, grazie per aver parlato dei disagi che derivano dall’avere un seno grosso. Penso che sia davvero importante parlare apertamente della propria corporeità e delle implicazioni che derivano dall’abitare corpi di diverse forme, dimensioni e abilità, perché fin troppo spesso, nonostante tutto, si parla dei corpi delle donne solo in relazione alla normatività di un ideale estetico da incarnare o raggiungere, e non si parla dei corpi come degli strumenti con cui facciamo esperienza del mondo, con cui viviamo tutti i giorni.
    Ho apprezzato molto il fatto che hai aperto il discorso importante sul costo economico dell’avere il seno grosso e le difficoltà a trovare un modello adatto alle proprie esigenze. In questo senso, io mi reputo fortunata – ho una terza scarsa, non ho mai dovuto pormi il problema, e riconosco il mio privilegio. Ma appunto il privilegio diventa visibile solo quando qualcuna/o parla di esperienze diverse, per contrasto.
    Anch’io dormo con il reggiseno. Negli anni mi sono abituata a portare il reggiseno imbottito pressoché sempre, e solo quando ho dolori a collo e spalle per l’esercizio fisico dormo senza reggiseno. Apprezzo la sensazione di contenimento e saldezza che mi dà l’avere il reggiseno.
    Tuttavia, non è sempre stato così. Durante i primi anni dell’adolescenza avevo un forte imbarazzo nei confronti del mio corpo, che mi appariva del tutto inadeguato rispetto a ciò che volevo essere, e ciò che volevo essere era desiderabile. Mia madre, che ha un seno abbondante, ha sempre disprezzato i reggiseni imbottiti e perciò ho continuato a portare reggiseni tipo brassière ben oltre le medie, finché non ho iniziato a fare shopping con le mie compagne di classe del liceo. Non è per niente facile capire di cosa si ha bisogno, e con cosa ci si sente bene, in un contesto in cui non si parla del proprio corpo se non per raffrontarlo a come si sente di dover/voler essere.
    Insomma, ti ringrazio per aver aperto uno spazio dove poter tirare fuori tutto questo, anche se sono pensieri fin troppo sparsi e in disordine.

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