“Danger’s Back” (L’apologia – di omicidio – colpisce ancora!) – Terza Parte

[Potete trovare la seconda parte di questa recensione qui.]

Bentornati a tutti, io sono ancora FearTear e senza tanti preamboli vi introduco alla terza ed ultima parte di questa immane stronzata che risponde al nome di “Danger’s Back”.

 

Ci eravamo lasciati con Justin a un bivio: sia sua madre Pattie che la sua fidanzata Kelsey sono state rapite dal cattivo di turno, Lyndon, il quale vuole parlare con Justin a quattr’occhi.
I nostri eroi sono di nuovo tutti riuniti in casa per fare il punto della situazione. Non ce ne sarebbe bisogno, ma forse l’autrice pensa che le sue lettrici abbiano la memoria di un pesce rosso. Al termine delle chiacchiere, Justin si reca da solo al luogo dell’appuntamento (un capannone abbandonato, tanto per cambiare). Finalmente faccia a faccia, Justin chiede cos’altro voglia Lyndon da lui, a parte farlo soffrire. La risposta è…

” “Beh, puoi cominciare dicendomi come gestisci gli affari. Ricevi una telefonata, ti arriva una spedizione, e poi? Chiaramente fai molto di più di quel che dai a vedere. Non ti chiamano Danger senza una ragione, giusto? Ci dev’essere una ragione.” “

 

…tutto qui.

 

Lyndon, un boss senza scrupoli a capo di un impero criminale, con decine di uomini al servizio nascosti in ogni angolo di Stratford, ha bisogno di conoscere i segreti di Justin, un bamboccione emotivamente fragile a capo di nulla (ricordiamo che il vero leader della sua gang è Bruce) che si fa sgamare e arrestare come un pollo dalla polizia solitamente incapace. Okay.

 

Evgenij:- Questa cosa ha meno senso del piano di LUI, il temibile gangster puccioso di “Afraid of you” che faceva trovare e uccidere una sosia di Jessie McCool per poterla tenere prigioniera.-

Sapendo che le vite di sua madre e Kelsey sono appese a un filo, Justin obbedisce e… si mette a raccontare la sua backstory?!?

” “Uccidere è stata la prima cosa in cui ero bravo” rivelai “certo, ero bravo nello sport e tutte quelle stronzate ma non mi hanno mai interessato, e poi ho avuto la mia prima rissa a scuola” sospirai “ho picchiato un ragazzino quasi fino alla morte, sono stato espulso all’istante, mi sono fatto coinvolgere in molte altre risse fino a quando Bruce non mi ha scoperto una notte e mi ha detto che avrei potuto usare la mia rabbia per qualcosa di meglio…” “

 

Primo, non è esattamente questo che Lyndon ti ha chiesto.

 

Secondo… non è che questa informazione dipinga Justin sotto una luce migliore, anzi! In questo modo si è scoperto che Justin non ha avuto traumi che lo hanno trasformato in un tipo violento, ma lo era sin dall’inizio! Beh, ovviamente anche gli adulti intorno a lui non hanno contribuito a mantenerlo sulla strada giusta: sono d’accordo con l’espulsione, ma poi? Nessuno ha più provato a suggerirgli un’altra scuola con annessa assistenza psicologica?

 

E poi perché avrebbe picchiato un ragazzino quasi fino alla morte? Che hanno fatto i suoi genitori? Come ha reagito sua sorella? Aveva dato altri segni in precedenza?

Fanwriter91: -Non lo sappiamo, ma ora il quadro è completo:
– Justin era violento fin da ragazzino
– è entrato in contatto coi criminali
– è entrato di buon grado sapendo cosa comportava (non ditemi che non poteva sapere che avere a che fare con la mafia porta a pericoli)
– ha collaborato con la criminalità e ne è entrato a far parte
– ha pestato i piedi a certa gente
– ciò ha causato la morte della sorellina…

Ma non è mica colpa sua, non sia mai!

Questa sequenza non è nemmeno inverosimile: ci sono casi di ragazzini indisciplinati che fanno i vandali e cercano di entrare nella criminalità perché convinti di poter diventare dei veri gangster di cui tutti avranno terrore. Peccato che (come insegna Gomorra) possa finire piuttosto male.-

Tornando al presente, Justin prova a ergersi come un essere umano superiore rispetto a Lyndon, così, a caso.

” “Ecco la differenza tra me e te. Io uccido quelli che se lo meritano, quelli che si rimangiano la parola o quelli che mi vanno contro. Non perseguito i loro cari, come fai tu.”

 

Lyndon rise, scuotendo la testa. “Sei esattamente come me, ma non vuoi rendertene conto. Tu uccidi, tu togli la vita alle altre persone proprio come me. Potresti non colpire i loro cari, ma li ferisci comunque uccidendo la persona a cui vogliono bene.” “

…ha ragione, cazzo se ha ragione! Lyndon dovrebbe essere il cattivo della storia, il bastardo bastardissimo, eppure ha detto una cosa giusta! Justin non può permettersi di dire che non fa del male a nessuno, quando le persone che uccide hanno comunque dei cari che piangeranno la loro scomparsa!

Peccato che poi, piuttosto che soffermarsi sulle riflessioni di Justin riguardo le parole di Lyndon, l’autrice decida di far aggiungere a quest’ultimo che farà bruciare tutti i cari di Justin all’inferno, così da spingere il protagonista a picchiare il suo rivale a sangue. In questo modo, il dilemma morale appena esposto da Lyndon viene bellamente buttato nel cesso. A questo punto tanto valeva non scriverlo affatto!

Segue una scena scopiazzata papale papale dal film Il Cavaliere Oscuro, con Batman/Justin che massacra di botte un ridanciano Joker/Lyndon urlandogli di dire dove ha nascosto Rachel e Harvey/Kelsey e Pattie.
Lyndon gli dice i due indirizzi, ma lo avverte che non può essere in due posti diversi e quindi deve scegliere chi salvare.

 

Justin esce, sale in macchina, telefona a Bruce per dargli gli indirizzi e, mentre Bruce va a salvare Kelsey, Justin corre da sua madre.

Il tutto mentre Lyndon, per l’ennesima volta, sopravvive nonostante Justin avesse minacciato di ucciderlo (Justin era venuto da Lyndon senza pistola, ma dopo le botte aveva minacciato di spezzargli il collo)! MA QUANTO CASPITA È STUPIDA QUESTA SCENA?!?

Justin non è Batman, non si fa scrupoli a uccidere, quindi non ci voleva nulla per sbarazzarsi di Lyndon una volta per tutte!

E Lyndon, che motivo ha avuto di dire a Justin dove si trovano gli ostaggi, se a conti fatti non ha ottenuto nulla in cambio? Non ha riavuto la merce rubata, Justin non gli ha rivelato chissà quale segreto segretissimo, alla fine ha pure sprecato delle bombe! Senza dimenticare che dovrebbe sapere che Justin ha a disposizione degli scagnozzi che lo possono aiutare!

E per finire, a differenza del piano del Joker, qui non c’è nessuna fregatura: Kelsey si trova dove Lyndon ha detto che si trovava, così pure Pattie, e per di più entrambe le bombe erano programmate per esplodere esattamente nello stesso momento! Dove sarebbe il dramma?!

 

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…sapete una cosa? È giunto il momento di rispolverare il gioco “Trova l’errore”!

 

Amici lettori, nelle prossime scene mancherà qualcosa. Una cosa molto importante, a cui i personaggi coinvolti avrebbero dovuto pensare sin dall’inizio. Riuscirete a capire di cosa si tratta prima che io vi dica la soluzione?

Justin va a salvare sua madre e nel frattempo cerca di impietosirci…

” “Mi hanno fatto scegliere, tu o Kelsey. Io… Io ho scelto te.” “

 

…fallendo miseramente, perché, se poco prima ha mandato Bruce a salvare Kelsey, significa che la “scelta” a conti fatti non c’è stata! Le due donne sarebbero state salvate nello stesso momento, e se Justin avesse deciso di andare da una piuttosto che dall’altra, non sarebbe cambiato NULLA!

 

Portandosi dietro sua madre, Justin corre subito all’altro capo della città per vedere se Bruce è riuscito a salvare la fidanzata. Così è (mannaggia), ma Justin non riesce a tirare il classico sospiro di sollievo. Tra la scarica di adrenalina, la paura di aver potuto perdere due persone care, e il trovarsi davanti a un capannone in fiamme (poveri capannoni!), cosa che gli fa ricordare dolorosamente la morte della sorellina Jazzy, il nostro eroe si sente sul punto di crollare, e ce lo fa sapere grazie a un monologo interiore:

 

“ Mi sforzai di rimanere calmo, la tempesta che stava nascendo dentro di me che aumentava mentre il vento cominciava a salire e io sapevo nel profondo del baratro della mia anima che era solo una questione di tempo prima che si formasse un uragano e tutto quello con cui ero entrato in contatto si frantumasse in un milione di pezzi.”

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Ma Justin non è il solo ad avere un blocco psicologico. Pure Kelsey sembra non capire più dove si trova, e non solo a causa della morte scampata per un soffio: sul suo corpo si vedono infatti dei segni evidenti di una violenza sessuale, compiuta presumibilmente da uno dei complici di Lyndon, ovvero quel Cole Santangelo che aveva tentato più volte di uccidere Justin.

 

Dopo aver risvegliato Kelsey dal suo stato di shock, Justin la riaffida a Bruce e poi riaccompagna la madre a casa, dove li stanno aspettando gli altri membri della famiglia: il fratello Jaxon e il padre Jeremy.

 

Perdonatemi se mi ripeterò (e temo che non sarà nemmeno l’ultima volta), ma ho davvero il sospetto che l’autrice Adriana abbia un concetto totalmente sballato della vita in generale. Perché, va bene ogni tanto far compiere ai personaggi delle azioni fuori dal personaggio se non si sa come mandare avanti la trama…

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PURCHÈ NON SI ESAGERI, OVVIAMENTE…

 

…comunque, questo caso qui è davvero TROPPO inverosimile! Dopo aver riabbracciato la moglie, ecco quali sono le prime parole che Jeremy rivolge a Justin:

 

“ “TU,” mi sforzai di incontrare gli scuri e freddi occhi di mio padre mentre mostrava nient’altro che odio verso di me “TU hai fatto questo” sputò duramente avanzando verso di me “tu… ANIMALE!” ”

 

Lo incolpa di aver fatto personalmente tutto il casino. Avrei potuto capirlo quando in passato aveva incolpato Justin per la morte di Jazzy (non l’aveva uccisa lui, ma era appena entrato nel giro della criminalità e quindi la colpa era sua), ma adesso Justin non ha fatto praticamente una mazza! Hanno fatto tutto i suoi nemici!

 

Cioè, tecnicamente la colpa ricade sempre su Justin perché niente di tutto questo sarebbe successo se lui non fosse mai diventato un criminale… però stavolta si tratta di una causa lontanissima, non ha senso che il signor Jeremy mandi a fanculo solo suo figlio, specialmente dopo che gli ha appena riportato la moglie sana e salva!

 

Già, la moglie… lei ovviamente difende Justin, però lo fa in maniera sbagliata.

 

“ “Tu non hai idea di cosa lui ha passato, Jeremy! Non osare nemmeno puntargli il dito contro, perché sai benissimo che nessuno di noi è perfetto!” ”

 

Nessuno è perfetto. Come a dire “Justin è un criminale? Chissenefrega, abbiamo tutti dei difetti!”. Insomma, questo dialogo qui è un nonsense totale. Poi si viene anche alle mani: Jeremy sferra il primo pugno, Justin risponde, Jeremy perde la brocca.

 

“ “Bastardo! Inutile pezzo di merda! Come osi mettere le tue fottute mani su di me?! Sei tu quello che ha distrutto la nostra famiglia, non io! È a causa TUA che soffriamo ogni giorno cercando di riavere una vita normale! (…) Sei un mostro, un assassino a sangue freddo che distrugge tutto ciò che tocca! Non farti rivedere mai più, mi hai capito?” ”

 

Justin, sconfitto su tutta la linea (a parte quei due pugni rifilati al padre non ha nemmeno cercato di spiegarsi), ammette che il padre ha ragione e quindi dice addio per sempre alla famiglia. Ma la madre Pattie non ci sta.

 

“ “No! Non OSARE! Non osare andartene da me! Non ti lascerò andartene da questa famiglia! (…) Ti prego, non farmi questo. Ho bisogno di te. Sei mio figlio… Io ti ho fatto nascere, ti ho nutrito, ti ho cresciuto, ho fatto tutto quello che ho potuto per essere certa che tu crescessi e avessi la migliore vita possibile! Non mi merito questo!” ”

 

Ah sì, signora Bieber? Lei ha fatto tutto quel che era in suo potere per far crescere bene suo figlio?

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Beh, comincio un po’ a capire come mai Justin “Danger” Bieber è venuto fuori in questo modo. Tra il padre incazzoso senza senso e la madre che considera la criminalità come un difetto, non mi stupisco più di tanto.

 

Justin se ne torna al covo (quello di Stratford o di Toronto/Vancouver, ormai non si capisce più nulla) e ritrova Kelsey che ha completamente perso la testa a causa di tutta la tensione, lo stress e soprattutto le violenze carnali che ha subito da parte di Cole Santangelo mentre era stata fatta prigioniera.

 

Justin riesce parzialmente a calmarla, i due si buttano sul letto sfiniti e Justin promette a sé stesso che anche se ha perso una famiglia (?), non ha intenzione di perdere Kelsey e la farà pagare a Lyndon e Cole per tutto il male che hanno fatto.

 

Qui finisce la lunga notte dei nostri eroi, e qui è il momento di svelare la soluzione al gioco “Trova l’errore”!

 

Ricapitoliamo i fatti dal punto di vista della madre di Justin. La signora Pattie Bieber è stata rapita in pieno giorno, ha visto in faccia il suo rapitore, è venuta a sapere che insieme a lei anche la fidanzata di suo figlio era stata sequestrata e rinchiusa insieme a una bomba a tempo. Se voi vi foste trovati nei panni di questa donna, o meglio ancora del suo preoccupato marito, cosa avreste fatto una volta scampati alla morte? A chi avreste pensato di rivolgervi per far sì che una cosa del genere non accada mai più?

 

Indovinato! Come prima cosa avreste pensato alla P-O-L-I-Z-I-A!

 

CHIUNQUE l’avrebbe fatto! Posso capire che Justin e compari preferiscano mettere tutto a tacere così da non far sapere che anche loro sono dei criminali, ma per quanto riguarda Jeremy e Pattie? Anche se Justin se n’è andato, nulla impedisce a Lyndon, Cole o chissà chi altri di prenderli ancora di mira!

 

Esiste una cosa chiamata Programma Protezione Testimoni, USATELA!

 

Il giorno dopo Justin riflette con Bruce sulla loro vita dannata, Bruce gli dice che ormai sono dentro, anche uscendone non è detto che i rischi di morire o perdere una persona amata possano diminuire, non possono arrendersi alle minacce di Lyndon di “prendersi il loro impero”… e poi ha una bella idea: portare tutti in vacanza alle Barbados da suo zio Leo, per almeno una settimana, così che tutti possano riprendersi fisicamente e mentalmente.

 

Per bontà dell’autrice, Lyndon e i suoi uomini non faranno NULLA in città mentre i nostri eroi andranno a spassarsela al mare.

 

Justin accetta la proposta, ma prima di partire la gang si preoccupa di uccidere Spencer, la guardia del corpo che li ha traditi, bruciandolo vivo sotto un mucchio di copertoni in un campo lontano dalla città.

 

Il giorno dopo i nostri eroi e le rispettive fidanzate prendono l’aereo e giungono alle Barbados.

Se si esclude l’assurda facilità con la quale dei criminali patentati sono riusciti a farsi il viaggetto senza destare scalpore, è comunque un capitolo sorprendentemente decente. Ci sono dialoghi più o meno romantici fra le coppie di personaggi secondari, ma soprattutto c’è una lunga scena in cui Kelsey fa molta fatica a tornare tra le braccia di Justin poiché si sente sporca, lurida, brutta, indegna e senza valore, a causa delle violenze subite per mano di Cole.

Alla fine Justin con le solite parole dolci (e pure regalandole una collana) riesce a farla rilassare. Tutto sommato, è un capitolo accettabile. Dico “accettabile” perché migliore di molti altri, ma non posso dargli un voto più alto a causa della storia in cui è contenuto.

 

Durante la vacanza c’è un piccolo arco narrativo che possiamo saltare a pie’ pari per quanto è ininfluente. In breve, lo zio di Bruce, Leo (criminale quanto il nipote) vuole convincere i nostri eroi a lasciare le proprie fidanzate perché a causa loro si stanno rammollendo e rischiano sempre più spesso di morire; per far valere le sue ragioni gli aizza contro dei criminali locali, che però vengono facilmente uccisi in un locale pubblico e poi dimenticati nella riga successiva.

 

Evgenij:- Ma sì, che saranno mai altri omicidi? Noi non possiamo giudicarli, a posto.-

 

La vacanza continua, con lunghissimi capitoli in cui non succede nulla di rilevante (buon per me ^_^). Durante una delle solite scene di coccole, Kelsey e Justin si immaginano degli eventuali figli futuri, scambiandosi nel mentre dei complimenti che mi fanno venire il dubbio di aver letto una storia diversa.

 

“  “Mi immagino due bambini, maschi, e forse anche una bambina, e saranno proprio come il loro padre: gran lavoratore, amorevole, bellissimo e fantastico… Sarai uno splendido padre un giorno.”

 

“Non voglio che assomiglino a me, neanche lontanamente. Piuttosto, voglio che siano come te. Forte, coraggiosa, con una bella parlantina, che sa tenersi lontana dai guai. Voglio che abbiano il tuo cuore.”

 

“Justin, non parlare così. Tu non sei altro che fantastico, mi capisci? Sei un uomo incredibile, qualcuno con un cuore più grande di chiunque io abbia mai incontrato finora…” ”

 

Se lo dite voi…

 

Inoltre vorrei far notare che, mentre Justin ha ancora il buon senso di rifiutare i complimenti e sperare che i figli non crescano affatto come lui, Kelsey accetta invece i complimenti in silenzio, senza un minimo di modestia.

Fanwriter91: -Già m’immagino come verranno su.

Bambino 1:- Mamma, uno mi ha fatto la linguaccia!-
Kelsey:- Legalo e buttalo in un canale.-
Bambino 1:- Ma non è una cosa cattiva?-
Kelsey:- No tesoro, se uccidi uno che ti ha provocato è giustizia!-
Bambino 2:- Mamma, non avevo voglia di studiare e la maestra mi ha dato due!-
Kelsey:- Oh tesoro, andremo da quella puttana e la riempiremo di piombo! Tu avrai senz’altro avuto degli ottimi motivi e lei non ha il diritto di rimproverarti!-
Bambina:- Mamma, ho dato fuoco all’auto del preside e ho ricattato la mia unica amica, quella a cui i genitori sono morti (li ha uccisi papà perché sì) minacciando di abbandonarla. Si è presa lei la colpa di tutto. Sono stata brava?-
Kelsey:- Bravissima, tesoro! Sei proprio come me! –

 

La vacanza finisce, l’allegra brigata torna a Stratford e davanti alla casa trova una bella sorpresa: la polizia, che sta indagando sull’esplosione del capannone nel quale Kelsey era stata rinchiusa dagli Snipers.

MEGLIO TARDI CHE MAI.

 

A questo punto, secondo logica dovrebbero accadere almeno due cose:

1) la polizia non sa dell’esistenza degli Snipers, e la banda di Justin deve provare la propria innocenza;

2) la banda di Justin si arrende e collabora con la polizia per catturare gli Snipers.

 

Ma visto che siamo in una fanfiction di merda, come al solito la trama si sviluppa in una maniera tale che non la si potrebbe scrivere nemmeno battendo i pugni a casaccio sulla tastiera!

 

Udite udite, la polizia SA degli Snipers, ma la priorità non è arrestarli, nooo! La polizia, che è brutta e cattiva, vuole scoprire come mai gli Snipers hanno fatto esplodere un capannone… per avere la conferma che Justin Bieber è ancora invischiato nella lotta tra bande, e quindi sbattere LUI in galera una volta per tutte!

 

Nel capitolo successivo il POV di Justin lascia il posto al narratore in terza persona, ma francamente non ce n’è motivo. Mentre tutti gli altri agenti mettono la casa sottosopra alla ricerca di prove compromettenti, Justin (e non Bruce, che, ci tengo a ricordare, è il CAPO DELLA GANG), viene interrogato da un certo agente Bentley.

 

“ “Se fossi in te, baderei a come parli, Bieber. Un passo falso e io potrò farti arrestare” minacciò sinistramente “Io sono qui per aiutare. Non ho idea del perché ma io so -anzi, lo sappiamo tutti- che quelle esplosioni non erano atti vandalici. Erano una forma di vendetta nei confronti del TUO gruppo.”

 

“Tu non sai un cazzo” sibilò Justin. Non si sarebbe tirato indietro specialmente di fronte a un poliziotto che poteva rigirare le confessioni come più gli piaceva. Ecco cosa erano buoni a fare: ingannarti per il loro tornaconto. Justin lo aveva visto fare troppe volte in passato e si rifiutava di credere a ogni singola parola che sarebbe uscita dalla bocca di Bentley. ”

 

No dai, io non ce la faccio più. Non tutti i poliziotti sono fatti così, quelle che stanno trasparendo sono le opinioni personali di Justin (ovvero, un criminale omicida, ricordiamolo), non ha senso che a dirle sia un narratore imparziale!

 

Bentley annuncia che se Lyndon, il capo degli Snipers, verrà trovato morto, non soltanto Justin sarà il primo sospettato della lista, ma con molta probabilità verrà incarcerato immediatamente. No, non è così che funziona. Anche perché per tutto il resto della storia precedente erano servite delle “prove”, e per prove intendo “cogliere in flagrante”.

 

Justin giustamente (ma con una certa faccia di bronzo) controbatte dicendo che Lyndon potrebbe anche morire per un incidente o per mano di qualcun altro, e inoltre accusa Bentley di concentrarsi sul problema sbagliato: invece che aspettare l’occasione di sbattere Justin al fresco, dovrebbero piuttosto preoccuparsi di catturare Lyndon e impedire a lui di commettere altri crimini.

 

Non è molto chiaro dal testo, ma mi pare che sia scontato che la polizia sia anche sulle tracce di Lyndon. Infatti, Bentley qui sta cercando di convincere Justin a non fare cazzate e restarne fuori, per il suo bene e per quello di Kelsey.

 

“ “La giuria non sarà così gentile questa volta, Justin! Non ci penseranno due volte prima di spedirti in prigione! Vuoi davvero ripetere quello che è successo l’ultima volta che sei finito in tribunale? (…) Pensaci, Justin, tu puoi finire tutto questo. Puoi abbandonare questa vita e cominciarne una nuova con la tua fidanzata, che io so significa molto per te. Non sei obbligato a rimanere ancora invischiato nella criminalità-“

 

“Non è così facile” Justin scosse la testa. “Fanculo, tu non capisci. Con una vita come la mia sarò sempre un bersaglio e voi troverete sempre un modo per starmi alle costole. Non finirà. Questo ciclo è un incubo senza fine. (…) Se mi arrestate, il ciclo continuerà anche se io sarò dietro le sbarre. Pensi che arrestarmi vi renderà le cose più facili? Renderà soltanto le cose peggiori (…) Pensi di sapere tutto di me e delle cose che ho passato ma la verità è che non sai niente. Ora, se vuoi scusarmi, devo disfare i miei bagagli.” ”

 

Il dialogo finisce qui e la polizia, a mani vuote, se ne va.

 

Me ne sarei andato anch’io, sinceramente. Qualcuno con un cervello un po’ più grande del mio potrebbe spiegarmi CHE CACCHIO SIGNIFICA CIÒ CHE HA APPENA DETTO JUSTIN?

 

Il poliziotto gli ha appena fatto una proposta ragionevole, gli ha detto a chiare lettere di smetterla di essere un criminale (e questa è una cosa realistica, altro che “smettila di essere bipolare”!), ma Justin è convinto -ammettendo implicitamente di essere ancora invischiato nella lotta tra bande- che le cose non cambieranno anche se lui finirà per costituirsi. Non capisco, qual è il punto? Di cosa stiamo parlando?

 

***

 

Ansimando pesantemente, FearTear prese di nuovo in mano il telefono.

 

FearTear: -Questa fan fiction mi sta uccidendo… Pronto, parlo con la sede della CGCB?-

 

?: -Oh, è ancora lei. È già arrivato il nostro incaricato?-

 

FearTear: -Non ancora, ma non è questo il problema. Temo che lui da solo non basterà, ho bisogno anche del secondo uomo migliore che avete.-

 

?: -Come desidera.-

 

Il recensore chiuse la chiamata, ma tenne vicino a sé il telefono giusto per sicurezza.

 

Turbo: -E adesso mi vuoi spiegare di cosa si tratta?-

 

FearTear: -Non c’è tempo, dobbiamo andare avanti.-

 

***

 

Siccome l’ufficiale Bentley ha tirato fuori l’argomento del tribunale, Justin ne approfitta per rievocare tramite flashback il giorno in cui è stato processato per l’omicidio di Luke.

 

Uhuhuh, adesso ci divertiamo!

 

 

Comincia il flashback e si ritorna -purtroppo- al POV di Justin. Come un povero piccolo cucciolo che non pensa di meritarsi di stare lì, il nostro eroe tutto ammanettato entra nell’aula del tribunale e il suo sguardo impaurito si sposta prima sul giudice, poi sulla giuria, e infine su Kelsey seduta tra il pubblico.

“ Sembrava così fuori posto e spaventata. Odiavo sapere che fosse lì e ancora di più odiavo sapere che fosse lì per colpa mia. ”

 

In realtà Kelsey non dovrebbe stare lì affatto, visto che:

 

1) all’epoca era ancora minorenne;

2) non c’entrava una mazza con l’omicidio di Luke (era il movente, ma fisicamente non c’era quando è successo);

3) all’inizio di questa storia ci è stato detto che i genitori di Kelsey non le hanno permesso di avere contatti con Justin fino alla maggiore età, quindi come fa lei ad essere lì tutta sola?!

 

Justin va a sedersi accanto al suo avvocato difensore, una donna di nome Jean, poi il processo ha inizio e il protagonista viene chiamato a rispondere alle domande del procuratore, un imbranato di nome Sanchez.

 

Sanchez esordisce chiedendo a Justin quali fossero le sue intenzioni quando ha incontrato Luke quella notte. Justin risponde che “voleva solo parlare”. Sanchez non perde tempo e scende subito nel dettaglio.

 

“ “Perché aveva una pistola?” ribatté lui, il suo tono tagliente che fendeva la tensione che ci circondava.

 

Presi un respiro profondo e sollevai un sopracciglio. “Con la vita che conduco e con la gente che frequento, sarei un idiota se non portassi come una qualche sorta di protezione, no?” scuotendo la testa come se fosse la cosa più ovvia del mondo, serrai la mia mascella.

 

Il procuratore sembrò averne abbastanza prima di sbattere le mani sul tavolo di fronte a me, avvicinarsi alla mia faccia, ribollendo di rabbia per la mia sfacciataggine “Se davvero vi eravate incontrati solo per parlare, allora non ci doveva essere alcun bisogno di portarsi dietro un’arma, non ho ragione?” mi urlò praticamente, aspettando disperatamente che io facessi un passo falso… ”

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STOP, STOP, STOP!

Cos’è che ha appena detto Justin?

 

“ “Con la vita che conduco e con la gente che frequento, sarei un idiota se non portassi come una qualche sorta di protezione, no?” ”

 

Ma allora l’ha ammesso! Ha candidamente ammesso di avere un genere di vita che gli impone di portarsi dietro una pistola! E-ehm, procuratore Sanchez? Dovrebbe fare pressioni su questo punto! Yu-huuu? C’è nessuno?

 

“ “ Il procuratore si voltò verso la giuria. “Questo è il mostro che ha ucciso più persone di quante io ne possa contare.” Sentii il mio sangue cominciare a ribollire alle sue parole, e combattei l’urgenza di scavalcare il tavolo e strangolarlo fino alla morte. “è un criminale e merita di marcire in prigione per tutto il dolore che ha causato.” ”

 

Ecco, bravo, ripartiamo da qui…

 

“ “Obiezione!” Jean gridò “Le opinioni personali non hanno alcuna rilevanza in questo caso. È chiaro che il procuratore vuole incriminare il mio cliente per motivi personali ma per nessuna ragione è chiamato a sbatterli apertamente di fronte alla giuria.” ”

 

Opinioni personali?!? Ci è stato ribadito fino alla nausea che la polizia sospetta di Bieber e aspetta solo la prova definitiva per inchiodarlo! Procuratore Sanchez, glielo dica anche lei!

 

“ “Non ho altre domande, vostro onore.” ”

 

Ma vaffanculo!

 

È il momento del contro-interrogatorio. Trovandosi di fronte il suo avvocato di fiducia (mi sorprende che ne abbia uno e che non gliel’abbiano assegnato d’ufficio), Justin si sente più rilassato e ripete ciò che ha spiegato al procuratore, aggiungendo dettagli volti a impietosire la giuria.

 

“ “Avevo pianificato di incontrare Luke per arrivare ad un accordo così che nessun’altro si sarebbe fatto male. Sapevo che non sarebbe finita bene se avessimo continuato con quella stupida guerra. So come ci si sente a perdere qualcuno vivendo una vita del genere. Ho perso mia sorella qualche anno fa per colpa di una stupida rivalità e non volevo che accadesse di nuovo.” ”

 

Justin spiega poi quello che abbiamo visto nella storia precedente, ovvero che Luke gli ha rivelato di aver spiato Kelsey da lontano e di essere entrato in camera sua, così è scoppiata la rissa.

 

“ “…così mi sono alzato ed è in quel momento che l’ho visto cercare nelle sue tasche per prendere la sua pistola, così gli ho sparato prima che potesse farlo lui per primo.”

 

Annuendo, Jean camminò verso il suo tavolo prima di prendere in mano una busta di plastica e alzarla per farla vedere bene a tutti. “Questa è la pistola che Luke aveva con sé quella notte. I risultati, che dimostrano che le impronte digitali sono le sue, si trovano nella cartella che le ho preparato, signor giudice…” ”

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Le cose non sono andate in questo modo! Anche se Luke aveva intenzione di uccidere Bieber, nel momento in cui è morto non ha avuto alcuna possibilità di difendersi! Era disteso a terra, disarmato, pestato, sanguinante, alla mercé di Justin! Non si è trattato di legittima difesa, ma di omicidio gratuito a sangue freddo!

 

…oh cielo, solo adesso mi viene in mente un dettaglio mica tanto piccolo, che avrebbe potuto chiudere all’istante il processo: c’erano dei TESTIMONI! A parte gli amici di Justin e i complici di Luke, ad assistere all’omicidio c’era anche un intero squadrone di poliziotti, con tanto di megafoni e luci abbaglianti! Loro lo hanno visto, lo hanno colto sul fatto!

 

Oppure volete farmi credere (e a questo punto temo proprio sia così) che in quel momento la polizia si trovava dietro un angolo ed è saltata fuori un secondo dopo che Justin ha sparato a Luke?

 

“ “Jean si voltò verso di me. “Justin, perché non vai avanti e ci dici che cosa ti ha fatto Lucas Delgado prima di quella fatidica notte?”

 

Sentii le corde del mio cuore strattonate violentemente. “Ha rapito la mia ragazza, l’ha torturata, l’ha picchiata e l’ha quasi…” scuotendo la testa, sentii la mia gola bruciare alla parola che stavo per pronunciare “…stuprata” sussurrai “Se non fossi arrivato in tempo a salvarla, Luke le avrebbe portato via tutto, solo per il piacere personale di farmi soffrire.” ”

 

Sì, d’accordo, ma anche sticazzi. Adesso si sta parlando del fatto che Justin si è fatto giustizia da solo, non dei crimini impuniti di Luke!

 

Non è che se io vado ad ammazzare Adolf Hitler mentre sta al cesso poi posso giustificarmi elencando i crimini della mia vittima! Ho comunque ucciso una persona in un momento in cui non poteva difendersi!

 

Stranamente, lo stesso Justin dice una cosa in linea con il mio pensiero… peccato che vada contro la logica della storia.

 

“ “Scossi la testa tristemente, i miei occhi sempre fissi su quelli di Kelsey “No” dissi semplicemente “So le conseguenze che comporta uccidere qualcuno, e se avessi saputo che sarebbe finita in questo modo, avrei lasciato che fosse stato Luke a uccidere me.” ”

 

Ma chi vuoi che ci creda! Justin ha appena finito di dire che Kelsey è la sua ragazza, che la ama e che se non fosse stato per lui Luke le avrebbe fatto ancora più male, e adesso si rimangia tutto dicendo che avrebbe preferito morire e lasciar Kelsey in pasto a Luke piuttosto che finire in galera! Ma mi faccia il piacere!

 

Per riportare l’attenzione della giuria su Luke, Jean fa portare in aula un televisore, un videoregistratore e una videocassetta. Per la precisione, la videocassetta sulla quale Luke aveva registrato, tramite videocamera, il suo tentativo di stupro ai danni di Kelsey dopo averla rapita.

 

Mi stupisco che l’autrice si sia ricordata di questo dettaglio, francamente.

 

Così, tutti i presenti in aula hanno modo di vedere, DALL’INIZIO ALLA FINE, le brutali violenze perpetrate ai danni di una ragazzina di sedici anni. Ragazzina che, vorrei sottolineare, in quel momento si trova lì in quella stessa aula.

 

Non so se l’autrice se n’è resa conto -fortunatamente alcune lettrici nei commenti l’hanno fatto notare- ma qui si sta violando la dignità di una minorenne! In presenza della minorenne in questione, che oltretutto è costretta a rivedere e risentire uno dei momenti più brutti della sua vita!

 

…a meno che non sia stata la stessa Kelsey a firmare una liberatoria per far sì che tutti vedessero il filmato, così da fargli capire che Luke era il mostro e Justin l’eroe. Non mi stupirei, dopotutto stiamo pur sempre parlando di Kelsey.

 

Infine, giusto per ribadire il concetto… Il processo è ai danni di Justin per l’omicidio di Luke, non ai danni di Luke per lo stupro di Kelsey!

 

Luke è morto, non può più rispondere dei suoi crimini!

 

Per nostra fortuna, prima che il giudice possa aggiornare l’udienza, il procuratore Sanchez ha modo di dire un’ultima cosa.

 

“ “Justin Bieber ha posto fine a una vita umana. Questo dovrebbe essere preso in considerazione.” ”

7

Il giorno dopo, sono di nuovo tutti in aula (Kelsey compresa) in attesa del verdetto. Tutti eccetto i membri della giuria, come ci spiega il giudice.

 

“ “Come potete vedere la giuria non è con noi oggi… perché ho deciso di occuparmi personalmente di questo caso, siccome ci sono state delle controversie su come procedere.” ”

 

È possibile una cosa del genere? A me non pare mica. Vabbe’, cortesemente in piedi per favore, sentiamo il verdetto.

 

“ “Justin Bieber, lei è stato colto nell’atto di uccidere Lucas Delgado, ma poiché non c’è stata né cattiveria né premeditazione e la vittima era nell’atto di commettere un crimine…” ”

 

No, no, NOOOOO! Non ci posso credere, MI RIFIUTO di credere che il giudice (o peggio ancora, l’autrice stessa) abbia fatto confusione e abbia finito per credere che Justin avesse ucciso Luke mentre questi stava per violentare Kelsey! NON È ANDATA COSÌ!

 

“ “…Bieber, lei è accusato di omicidio colposo involontario, e la pena prevista va dai cinque ai vent’anni di prigione. Tuttavia, date le circostanze e le prove che sono state mostrate in quest’aula… Justin Bieber, la dichiaro a scontare tre anni di prigione.” ”

 

Il flashback si chiude qui, non prima però di aver sparato un’altra cazzata: in aula scoppia il putiferio e sia Justin che Kelsey si disperano. Ma di cosa vi lamentate, sono solo tre anni! Il giudice è stato fin troppo di manica larga!

Fanwriter91: -Che poi, colposo: vuol dire involontario, e sono abbastanza sicuro che se spari a uno a terra e in fin di vita vuol dire che volevi ucciderlo! L’omicidio colposo è quando sei alla guida, uno sbuca dal nulla e per sbaglio gli vai addosso! Quando spari in aria, la pallottola rimbalza e uccide la vittima!
Ripetiamo: colposo vuol dire che NON volevi uccidere!-

 

Inoltre Justin non dovrebbe essere il “gangster locale”? Il terrore della città? Quello a cui danno la caccia da anni ma non ci sono prove? Ok che è una contraddizione intera, ma dovremmo tenerlo in considerazione!

 

Avrebbe avuto più senso se avessero detto: “ehi, abbiamo corrotto il giudice, siamo salvi!”

 

Torniamo al presente. Il giorno dopo, mentre Carly e Kelsey vanno a scuola da sole, senza che succeda loro nulla di male (ma allora potevate fare a meno di assumere i bodyguard, coglioni!) Justin riunisce i suoi uomini e… rullo di tamburi… dichiara di non voler più fare il criminale.

 

NON si costituirà alla polizia (sarebbe la cosa più logica da fare, e a noi la logica fa schifo!), ma piuttosto cederà tutto quello che possiede -territorio, merce, capannoni assortiti- agli Snipers, e poi si rifarà una vita da zero con Kelsey. Inizialmente Bruce protesta, ma Justin gli ricorda che anche lui, così come tutti gli altri della gang, ha una fidanzata.

 

Mi piacerebbe poter dire che da qui in poi le cose si risolveranno per il meglio e chiudere la recensione, ma purtroppo per i miei nervi ci sono ancora sette capitoli e mezzo di minchiate da segnalare.

 

Mentre è intento a rimettere in ordine la casa, Justin trova il cellulare di Kelsey che, ma guarda un po’ il caso, squilla proprio in quel momento. Non si tratta di una chiamata, ma di tre messaggini da parte di Tanner Evans, il compagno di college di Kelsey:

 

“ Com’erano le Barbados? Ti sei divertita? Dove 6? Io sono in classe prp adesso e la lezione inizia fra 5 minuti.”

 

Proprio come Daenerys al suono delle campane, Justin perde completamente la testa e da qui in avanti si comporterà in una maniera che più incongruente non si può.

 

Facciamo un salto in avanti. Finita la scuola, l’ingenua Kelsey torna a casa e viene inchiodata al muro da Justin il quale, incazzato come un toro, la insulta, la accusa di essere una bugiarda, di avergli disobbedito, che non deve fidarsi di nessuno, che Tanner Evans è un poco di buono e lei ne doveva stare lontana, bla bla bla…

 

…e Kelsey forse per la prima volta dice una cosa sensata e condivisibile.

 

“ “Non tutti là fuori vogliono rapirmi! Non posso continuare a vivere la mia vita in questo modo! La scuola è l’unico posto che mi permette di essere come chiunque altro!”

 

“E Tanner ti aiuterebbe a sentirti normale?”

 

“SÌ! Lui non mi tratta come se io fossi un’assassina. Mi tratta come un essere umano e non mi giudica per il fatto che io sia fidanzata con te! Lui mi accetta per quello che sono, come un vero amico dovrebbe fare!” ”

 

Brava, Kelsey, brava! Difendi il tuo amico, fai vedere a Justin che non ti fai mettere i piedi in testa da nessuno! Vai avanti così e diventerai un personaggio decent-

 

 

Un momento, io questo discorso l’ho già letto da qualche parte, ma dove…

 

“Connie mi ha invitata per farmi distrarre. Lei è la prima vera amica che ho avuto in anni, Kelsey (…) Nessuno parla più con me ora che sanno che sto con John. È uno schifo dover andare in classe e sedermi da sola perché la gente ha paura di parlare con me temendo che John gli farà del male. Non mi sono mai sentita normale in anni, ma finalmente arriva qualcuno e mi tratta come un VERO essere umano. Non mi importa cosa dirai, Kelsey, io vado. Tu puoi vivere così se proprio vuoi, ma io non ne ho più intenzione.”

 

Ma certo! È la stessa cosa che aveva detto Carly difendendo Connie! Stesso argomento, stessa situazione! E com’è che le aveva risposto Kelsey?

 

“Io mi sto solo preoccupando per te! Non è questo che i VERI amici fanno? Connie è preoccupata solo di sé stessa. Non ha già degli amici a Toronto con cui può uscire insieme? Non ha bisogno di trascinare anche te nella merda.”

 

È incredibile come Kelsey riesca a essere una faccia di merda ipocrita pure quando ha ragione!

 

Vabbe’, concentriamoci su Justin che è il problema principale adesso. Il nostro caro Danger ha perso completamente le rotelle e, afferrata Kelsey come una bambola di stracci, la scuote violentemente urlandole in faccia di dirgli dov’è Tanner in quel momento. Kelsey, PER PAURA CHE JUSTIN POSSA FARLE ANCORA PIÙ MALE, obbedisce, ma comunque lo prega di non far del male a Tanner e promette di non parlarci mai più.

 

Tranquilli: nei commenti, le lettrici NON difendono le azioni di Justin, anzi.

 

Justin prende la macchina, in zero secondi arriva al college e spaventa tutti con la sua sola presenza.

” “Tutti si tolsero dal suo passaggio, non volendo farlo infuriare nonostante fosse già arrabbiato a causa delle dure linee intorno ai suoi occhi e l’odio che balenava dentro di essi.” “

 

Nessuno però osa chiamare la polizia, ma perché?!?

Individuato Tanner, Justin lo pedina, lo blocca nel bel mezzo di un vico vicoloso e lo pesta a sangue ripetutamente, fino a quando… ve lo giuro, non sto scherzando… arrivano dei poliziotti a prenderlo in custodia!

Justin viene portato subitaneamente in centrale. Arrivano Kelsey, Bruce e John a visitarlo, si dicono cose, pare che Justin sia completamente impazzito, manda tutti a quel paese… e come al solito, invece di accettare la realtà, i nostri eroi preferiscono appigliarsi all’idea che “quello non è il vero Justin, qualcuno ha preso il suo posto”.

Lasciato poi in pace, il nostro protagonista ritrova un po’ di calma, ma prima che possa pensare a qualcos’altro ecco che entra un certo ispettore Sanchez (omonimo del procuratore visto al processo) per interrogarlo.

” Sanchez si accomodò, gettando una cartella e un registratore sul tavolo. “

 

Un registratore. In bella vista. Durante un interrogatorio.

Non so, caro Sanchez, già che ci sei appenditi al collo un cartellone con su scritto a lettere cubitali  “PER FAVORE SIGNOR BIEBER MI DICA QUALCHE INFORMAZIONE COMPROMETTENTE AD ALTA VOCE COSÌ LA POSSONO SENTIRE TUTTI”!

Ma chi vuoi che apra la bocca vedendo un registratore davanti al nas…

” Alzandosi in piedi, nonostante i polsi fossero legati insieme dalle manette, Justin piegò la testa da un lato. “No, Sanchez, sei tu quello che non sa cosa significa tutto ciò” sogghignò malignamente “Io non vado da nessuna parte. Stratford è mia, baby, è sotto il MIO controllo e tu odi questo, vero? Odi sapere che tempo fa un sedicenne è riuscito a fartela sotto il naso e oggi, eccomi qui, sei anni dopo e la città è ancora mia. Avrò anche scontato la mia pena in prigione ma ti sbagli di grosso se pensi che riuscirai ad ottenere altro da me.”

 

“Oh, non ho bisogno di fare nulla per ottenerlo, Mr. Bieber. Ci hai già pensato tu stesso” sorridendo come se sapesse qualcosa che Justin non sapeva, Sanchez premette un tasto del registratore e se lo avvicinò alle labbra “Fine.” ”

 

 

“ “Che cazzo è questo?” Justin sputò rabbiosamente ma quando i suoi occhi si posarono sull’apparecchio si spalancarono dopo aver capito.

 

“Hai appena ammesso di essere ancora affiliato alla lotta tra bande, perciò l’aggressione di stasera potrà e sarà considerato un tentativo di rappresaglia.” “

Non avendo più nulla da perdere, un incazzatissimo Justin cerca di strangolare l’ispettore ma viene fermato da altri poliziotti. Uscito dalla stanza con il trionfo negli occhi, Sanchez informa gli altri ragazzi di quanto è successo e gli consiglia di salutare Justin un’ultima volta, perché non lo rivedranno più.

Bruce, rimasto finora calmo come un Buddha, si sfoga improvvisamente con Kelsey, dandole la colpa di tutto quello che è successo a Justin da quando è entrata nelle loro vite. Kelsey come al solito urla, piange, gli dà del bugiardo, gli tira un ceffone, poi ha un attacco di panico e dev’essere portata fuori all’aria aperta.
Distesa su una panchina, Kelsey inizia ad avere un delirio in cui si paragona alle stelle, dice che Bruce ha ragione e lei è stata la maledizione di Justin e avrebbe fatto meglio a restare a casa quel venerdì sera invece di andare alla festa…

 

Insomma, sta rinsavendo!

Per poco, perché tutti (Carly, John, e pure un dispiaciuto Bruce) cercano di consolarla nel solito, irritantissimo dialogo riassumibile in “io faccio schifo/non è vero tu sei brava”.

 

La situazione si ristabilisce, il gruppetto di nuovo sereno rientra nell’edificio e scopre che Sanchez sta interrogando un’altra persona: Tanner Evans, prelevato a forza dall’ospedale per poter fornire la sua testimonianza.

Pochi minuti dopo, Tanner esce e viene accolto da Kelsey & co., che per prima cosa notano tutti i lividi che Justin gli ha procurato. Kelsey è dispiaciuta per ciò che gli è accaduto a causa della gelosia di Justin, ma Tanner minimizza… COSAAA?!?

” “Hey, Justin aveva tutte le ragioni per essere… sospettoso nei miei confronti, ma devo dargli credito, Ha davvero un portentoso gancio destro. (…) Inoltre, preferirei essere picchiato da Justin ogni giorno piuttosto che rimanere nella stessa stanza con quel bastardo là dentro” indicò la direzione di Sanchez. “

 

Oddio, ho un brutto presentimento.

” Tanner scrollò le spalle “mi ha chiesto di testimoniare una storia bizzarra che si è inventato. Qualcosa a proposito del fatto che l’unica ragione per cui Justin mi ha aggredito era una specie di rappresaglia. Io gli ho solo detto la verità, che Justin era venuto da me per le sue ragioni. Sanchez mi è sembrato piuttosto disperato. (…) Mi ha fatto ascoltare una specie di registrazione, ma non è nulla che può usare contro Justin. A quanto pare, senza la mia testimonianza a sostenerlo, non ha nulla.” “

 

…ma certo! Che stupido sono stato a non pensarci! Siccome Justin stava cadendo sempre più in basso, qual è il modo migliore per riabilitarlo? Trasformare l’ispettore Sanchez in uno stronzo disposto a prendere con la forza dei poveretti freschi vittime di pestaggio per obbligarli a fornire una falsa testimonianza!

Non sia mai che Justin faccia qualcosa per migliorarsi, devono essere sempre gli altri a peggiorare!

Inoltre, piccola parentesi, la confessione registrata sarebbe bastata e avanzata per far partire un’indagine su Justin, non essendo stata carpita con l’inganno (visto che il registratore era in bella vista sul tavolo, Justin non si può certo difendere dicendo di non averlo notato!).

Ma gli stravolgimenti caratteriali non finiscono qui! Se da una parte abbiamo Sanchez, un buono diventato stronzo, dall’altra abbiamo Tanner, un buono diventato scemo!

” “Sanchez non mi sembrava nemmeno felice del fatto che non avessi fatto voluto denunciare Justin.”

 

“Perché non l’hai fatto? Sarebbe stata l’occasione perfetta per chiuderlo dietro le sbarre.”

 

“Potrei non essere la persona preferita di Justin al momento, o mai, ma non significa che io abbia qualcosa contro di lui. Certo, ha dei problemi a gestire la rabbia e deve lavorarci su ma è un problema suo, non mio. Inoltre, non potevo fare questo a Kelsey.” “

Perché Kelsey soffrirebbe se Justin venisse arrestato un’altra volta, e Tanner non può permettere che ciò accada! Perché l’amore che Justin prova per Kelsey è puro, sano, per nulla tossico, e quisquilie come una violenta aggressione dettata dalla gelosia non significano nulla! …ma vaffanculo.

 

Evgenij:- A me pare che Tanner sia un novello Gesù: alla faccia del porgere l’altra guancia, è stato massacrato senza un motivo e comunque difende Justin!-

 

Kelsey va poi a parlare da sola con Justin, ma il nostro caro protagonista è ancora furioso con la fidanzata e la ricopre di insulti e minacce di morte, poi in un raptus di passione la sbatte anche al muro e le dà un violento succhiotto. Qualsiasi altra ragazza se ne sarebbe andata per lasciarlo sbollire (o meglio ancora, se ne sarebbe andata, PUNTO), ma Kelsey rimane accampando la scusa che “Justin non è più lui”.

 

Appigliandosi a un barlume di lucidità, Justin cerca di farle capire che sarebbe meglio per lei lasciarlo e mettersi con Tanner, che di sicuro saprebbe renderla molto più felice.

 

Il dialogo va avanti così per qualche riga, poi Justin si spazientisce, prende a calci una sedia, ribadisce il suo desiderio di voler uccidere Tanner e ricopre nuovamente di insulti Kelsey la quale se ne va, sconfitta.

 

A questo punto, succede un miracolo. Parlandone con Bruce, Kelsey riesce finalmente a mettere insieme più di cinque frasi di senso compiuto.

 

“ “Non è in sé, sì, lo so. Ma per quante volte ancora potremo usare questa scusa per giustificarlo quando mi tratta come se fossi una bambola di pezza? Justin mi ha sbattuta contro il muro, Bruce! Urlava, i suoi occhi erano inespressivi… era completamente instabile e in quel momento ero così sicura che mi avrebbe messo le mani addosso (…) Avrebbe potuto colpirmi in ogni momento, e io sono ancora qui che cerco di difenderlo e fargli vedere la luce (…) Sto cercando di migliorare le cose, sono disposta a dimenticare tutto ciò che mi ha fatto, quando invece dovrei scappare via… Forse sono io quella che sta perdendo la testa (…) Non posso salvare qualcuno che non vuole essere salvato… Non posso curarlo, non questa volta.” ”

 

Alla fine, Kelsey prende la SACROSANTA decisione di tornare a vivere nell’appartamento con Carly, così da poter stare lontana da Justin per tutti i giorni necessari a quest’ultimo per darsi una calmata e rimettere in ordine le idee.

 

Bene, brava, bis. Davvero, questa volta non ho alcun commento sarcastico da fare al riguardo.

 

Nel capitolo successivo ritroviamo Justin, solo nella sua cella, che riflette su cosa preferisce fare della sua vita. E lo fa… parlando con la voce che ha nella testa?!

 

“ «Era ora che tu iniziassi a vedere che razza di fighettina sei diventato.»

 

“Sta zitto” Justin ruggì rabbiosamente.

 

«Non fare finta che non sia vero. Quella piccola puttanella ti ha maledetto sin dall’inizio. Era ora che ti sbarazzassi di quella zoccola.»

 

“Kelsey non è una zoccola.”

 

 «Smettila di difenderla! Guarda dove ti ha portato, di nuovo in prigione. Bruce aveva ragione, Kelsey ti porterà alla rovina.»

 

“Tu non sai di cosa stai parlando!” ”

 

No, no, NO NO NO NO! NO! Mi rifiuto di credere che l’autrice si sia abbassata a tirare fuori il cliché della personalità multipla per giustificare le cattive azioni di Justin!

 

 

Poco dopo arriva il fido John. Justin si sfoga un po’ con lui, finché…

 

“ “John gridò esasperato “Ti sei accanito contro la tua fidanzata, come hai potuto?”

 

“Chi se ne importa?” Justin borbottò rabbioso “di certo non io!”

 

“Ti stai rovinando la vita!”

 

«No, non sei tu. È John quello che te l’ha rovinata. Lui ti ha convinto a provare sentimenti per quella zoccola, lui ti ha messo in testa l’idea che fosse una cosa buona affezionarsi a qualcuno.»

 

Justin ribattè minaccioso “Me la stai già rovinando tu molto bene.”

 

«Bravo, ragazzo.» ”

 

Mi correggo, l’autrice non sta usando la scusa della doppia personalità. Sta facendo di peggio: sta dando la colpa di tutto alla “voce cattiva” nella testa di Justin, assolvendo quest’ultimo dai suoi peccati!

 

Per quanto mi riguarda (ma questa è la mia personale opinione) le azioni compiute da una persona schizofrenica -perché a questo punto è lampante che Justin lo è- ricadono sulla persona che le ha commesse, punto! La malattia è un’attenuante, ma far finta che sia la responsabile principale è sbagliatissimo! Se ha questo problema (da anni, direi), allora che vada da uno specialista!

E ancora una volta dovremmo chiederci come fa uno schizofrenico che non prende i farmaci giusti a gestire un impero del crimine e a farla in barba a tutta la polizia del paese, ma vabbè…

 

John e Justin continuano a discutere, con il primo che ripete “no, non sei tu, non lasciare che l’oscurità ti consumi di nuovo!”

Gollum (uscendo da un buco di trama e saltellando infuriato): – PLAGIO! PLAGIO! DOVREMMO UCCIDERLI! UCCIDERLI TUTTI E DUE, TESSSORO MIO! –
Riku (uscendo a sua volta): – Sono con te… –

Fino a quando Justin… sigh… ha un ultimo battibecco interiore con il suo lato oscuro, dal quale esce vincitore.

 

Poco dopo John lo riporta a casa (visto che Tanner ha ritrattato la denuncia e Sanchez non è riuscito ad ottenere nulla, Justin è libero purtroppo, anche se i poliziotti lo hanno colto in flagrante). Bruce spiega che Kelsey ha deciso di stargli lontana per un po’, ma Justin, con la forza della disperazione, cerca di spiegarsi.

 

” “Non ero io” sussurrò Justin “non le ho fatto male, quello non ero io. Erano le voci, le voci mi hanno detto di farlo.” “
Senti ciccio, eri tu. Erano le tue mani, era la tua voce, era il tuo cervello, eri TU! Tu non devi tornare da Kelsey, e a questo punto nemmeno la prigione è la soluzione migliore: molto più semplicemente devi farti ricoverare! Accampare la scusa del “eh no, non sono stato io, è stato l’altro me” NON VALE! Anche se hai commesso delle azioni senza cognizione di causa, le hai comunque fatte e per questo devi prendertene la responsabilità!

fanwriter91: – Lo dico? Lo dico: questa è la scusa che usavo io quando avevo TRE ANNI. –

E poi la schizofrenia non si risolve così! Non basta dire “ho combattuto le voci e ho vinto” per guarire di punto in bianco!

Questa storia è anche peggio di quando Kelsey gli disse una volta “smettila di essere bipolare”, solo per il fatto che la bipolarità non c’era. Qui invece il lato schizofrenico di Justin è stato dipinto anche abbastanza bene, ma si è risolto con un favolistico “non sono stato io, è stato il Green Goblin”!

E continuano, imperterriti! Quando Justin, qualche riga dopo, cambia idea e si ridà la colpa di tutto, gli altri ragazzi glielo impediscono rigirando la realtà dei fatti a loro piacimento!

” “L’ho picchiata proprio come hanno fatto Luke e Cole!”

 

“Tu non sei affatto come loro!”

 

“La mia fidanzata… come può credere che io non le farò mai più del male?”

 

“Tu non l’hai mai, mai costretta!” Bruce abbaiò, zittendolo “Tu non l’hai mai trattenuta, non hai mai cercato di metterle le mani addosso! Sì, hai fatto delle cose oltraggiose, ma non erano volute. Non le hai fatto del male per dimostrare qualcosa o vendicarti di qualcuno (…) Non puoi permettere che quella parte di te riprenda il controllo, l’hai respinta, Dio solo sa come, ma ci sei riuscito, e la battaglia non è ancora finita. Puoi farcela.” “

Qui si stanno commettendo tre stronzate contemporaneamente!

 

Primo, si sta costringendo un ragazzo affetto da schizofrenia a combattere la malattia da solo. E, no, l’amore e l’amicizia non servono a un bel cazzo in questi casi!

 

Secondo, si sta suggerendo che l’idea di Kelsey di stare lontana da Justin per un po’ di tempo sia sbagliata!

 

Terzo, si sta assolvendo Justin di tutti i suoi peccati come se fosse stato posseduto dal demonio, quando in realtà quelle cose le ha fatte LUI! Poteva anche non essere padrone di sé, ma quelle azioni le ha comunque fatte LUI!

 

Paragoniamolo a un altro (ex) squilibrato di fantasia e diamo a Cesare quel che è di Cesare. Vi ricordate del più volte citato Sasuke Uchiha, talmente consumato dalla vendetta che il sorriso migliore che poteva fare era questo?

5

Ebbene, quando alla fine della storia Naruto lo ha fatto rinsavire, Sasuke non è mica tornato al villaggio accampando la scusa che era posseduto dalla famigerata “Maledizione dell’Odio” per avere uno sconto di pena, no! Si è preso la completa responsabilità dei suoi crimini passati, ha rifiutato l’idea di farsi trapiantare un braccio nuovo per rimpiazzare quello perso, è partito per un viaggio di redenzione in solitaria, e i suoi amici (specialmente l’allora leader Kakashi, che aveva pure deciso di NON rinchiuderlo in prigione) lo hanno compreso e lo hanno lasciato fare!

Qui invece le cose vanno diversamente. Alla fine Justin si lascia convincere, e sotto una pioggia battente in piena notte si reca fuori dall’appartamento di Kelsey e Carly chiedendo di vedere la sua bella. Carly, posseduta ancora una volta dal buon senso, suggerisce di tenerlo fuori così da dargli una lezione, ma Kelsey si lascia impietosire e apre la porta.

Justin chiede scusa, Kelsey fa la sostenuta, Justin tira fuori di nuovo la minchiata di aver sconfitto le voci nella testa, Kelsey gli crede… PERÒ gli ribadisce che è comunque meglio per tutti e due prendersela comoda, lasciarsi spazio a vicenda e al massimo sentirsi per telefono, per almeno una settimana, così da riprendere la loro relazione in maniera pacifica.

Beh dai, perlomeno UN messaggio positivo in questo mare di merda è saltato fuori.

Passa una settimana senza che succeda nulla di rilevante, Kelsey e Carly continuano a vivere la loro solita vita, mentre Justin e la gang sono pronti a cominciarne una nuova. Con una serie di flashback si scopre che Bruce era figlio di criminali, ha preso in mano “l’impero” dopo la morte del padre e ha reclutato delinquenti da ogni parte del Canada. Scopriamo poi che Justin, agli inizi della sua “carriera”, aveva preso gusto ad uccidere la gente ed era solito disobbedire agli ordini di Bruce per mettersi in mostra: ecco spiegato il motivo per cui la polizia è interessata più a Justin che all’effettivo leader Bruce.

Intanto, Carly ha organizzato un pranzo al bar con Kelsey e, all’insaputa di quest’ultima, Tanner Evans. Kelsey la sgrida, ricordandole che Justin non si fida di Tanner e si arrabbierebbe moltissimo se lo venisse a sapere, ma Carly dice una cosa sacrosanta.

” “Sono stufa di vedere che la tua vita ruota solo intorno a Justin. So che lo ami ma dovresti essere libera di vivere la tua vita come vuoi tu, non come lui vuole che tu la viva. Adesso siediti e rilassati una buona volta.” “

 

Arriva Tanner, si salutano, ma Kelsey gli ricorda che non vuole più essere sua amica e che se ne dovrebbe andare subito. Anche Tanner, come Carly, cerca di farle capire che Justin non deve comandarla.

” “Tu mi stai respingendo senza una ragione, Kelsey. Per essere qualcuno che ti ama così tanto, Justin ha di sicuro un bel problema di fiducia. Se ti amasse, non dovrebbe preoccuparsi di noi perché saprebbe che io non ti amo in quel senso, e viceversa, ma chiaramente non ti ama così tanto come tu pensi che faccia”

 

Prima che ebbi il tempo di rifletterci sopra, il mio palmo incontrò il calore della sua guancia in uno schiaffo così forte che fece tremare la mia pelle. “Sai una cosa, Tanner? Vaffanculo.” “

Kelsey poi prende le sue cose e se ne va. Ecco brava Kelsey, vai a passeggiare dove ci sono i tombini aperti. Ma che modi sono?!

 

Più tardi, di nuovo all’appartamento, Carly elargisce nuove preziose perle di saggezza alla sua amica.

 

“ “Senti, lo so che ami Justin, ma tagliare i ponti con qualsiasi altro ragazzo della tua vita solo perché lui non approva è da stupidi. Ho capito che Justin ha problemi di fiducia, ne ho anch’io, ma Tanner non ha fatto nulla per essere considerato una minaccia.”

 

“Spencer non aveva l’aria malvagia, però hai visto com’era davvero.” ”

 

Ma, si sa, spesso e volentieri le perle vengono buttate ai porci, e anche in questo caso la discussione viene vinta da Kelsey perché è stufa di litigare e vuole andare a dormire. Poco più tardi però riceve la visita inaspettata di Justin e, sopraffatta dalla nostalgia, si lascia andare a una notte di sesso sfrenato.

 

Il giorno dopo, tornato alla base, Justin si ricorda di aver giurato di voler mollare per sempre la criminalità e così, insieme ai suoi ragazzi, imballa tutto quello che possiede e si dirige poi alla base degli Snipers per cedere tutto a Lyndon, e poter così tagliare i ponti con la delinquenza.

 

Nel frattempo, a casa loro, Kelsey e Carly, riappacificate dopo la scenata con Tanner, si preparano per una serata fra ragazze. A un certo punto, però, Carly si ricorda che aveva appuntamento con una compagna di classe per finire un progetto scolastico, per cui se ne va lasciando l’amica da sola. Dopo pochi minuti, succede questo.

 

“ Scivolando i piedi sul pavimento di legno, Kelsey afferrò il corrimano, pronta a salire in camera sua quando lo squillo del campanello risuonò per tutto l’appartamento. Curiosa di sapere chi potesse essere, lentamente Kelsey si fece strada fino alla porta quando realizzò che probabilmente era Carly. Sapendo che si dimenticava sempre le chiavi di scorta, Kelsey ridacchiò tra sé e sé mentre girava la maniglia e apriva la porta.

 

“Te l’avevo dett-“

 

Slam. ”

 

Slam.

 

Slam.

 

SLAM.

 

Complimenti, come creare tensione e poi ammazzarla nella stessa frase.

 

Mentre io sono qui a ridere come un pazzo invece di preoccuparmi per le sorti di Kelsey, Justin e compagnia cantante vanno al covo degli Snipers, che per l’occasione si è evoluto da capannone generico in una magione con tanto di ufficio alla fine di un lungo corridoio, e il boss finale Lyndon che li accoglie voltandosi minacciosamente su una poltrona girevole in pelle.

 

I buoni consegnano tutto, ma Lyndon prima di lasciarli andare li costringe a eseguire una sorta di “prova finale” in cui devono farsi picchiare senza reagire. Justin e amici si fanno pestare come chicchi d’uva, poi ad un certo punto si sente squillare un cellulare. Lyndon interrompe la tortura e concede a Justin di rispondere: dall’altra parte c’è Carly, disperata, che ci informa che Kelsey è stata pestata a sangue da un gruppo di criminali e adesso è ricoverata d’urgenza.

 

Justin molla un gran pugnazzo a Lyndon, il quale sussurra con un ghigno “mai fare un patto col diavolo”.

 

Nel capitolo successivo Justin corre disperatamente all’ospedale… eeeh, no, che cazzo di senso ha tutto questo?

 

Lyndon ha ordinato ai suoi uomini di picchiare Kelsey… a che pro? Se deve esserci del dramma, pretendo che abbia un minimo di senso! Perché questo “piano malefico” di Lyndon a me suona piuttosto come un dispetto inutile! Ha vinto, ha avuto tutto quello che voleva, ha costretto la banda di Justin alla resa, a che cazzo gli serve provocarlo ancora facendo del male alla sua ragazza?

 

Inoltre, ANCORA UNA VOLTA, Justin e compagnia bella se ne vanno dalla base del nemico SENZA UCCIDERLO!

 

Ahhh… trovando traffico, Justin arriva all’ospedale a piedi (era stato pestato dagli uomini di Lyndon un secondo prima, ricordiamolo), fa irruzione, chiede bruscamente alla receptionist dove si trova Kelsey, e…

” Socchiudendo le labbra, la receptionist abbassò lo sguardo sul monitor del suo computer prima che l’azzurro delle sue iridi sbirciasse Justin ancora una volta attraverso le lenti dei suoi occhiali. “Mi dispiace, ma l’orario delle visite è terminato.” “

 

Madonna, BASTA! CHE CAZZO ME NE FREGA DI SAPERE CHE LA RECEPTIONIST SOCCHIUDE LE LABBRA HA GLI OCCHI AZZURRI E GLI OCCHIALI E DEVE GUARDARE IL COMPUTER PRIMA DI GUARDARE DI NUOVO JUSTIN PER RISPONDERGLI! GAAAAAH!!!

 

***

 

FearTear: -Sì, sono sempre io! La situazione è disperata, mandatemeli tutti! Dal primo all’ultimo!-

 

***

 
Justin comincia a gridare. Arriva un uomo della sicurezza per dirgli di calmarsi, ma per tutta risposta Justin minaccia di spezzargli il collo. La voce narrante non manca di ricordarci che Justin ha ancora un paio di manette che gli ciondolano dai pantaloni (cortesia del pestaggio a cui Lyndon lo aveva sottoposto), e questo dettaglio fa alzare la cautela dell’uomo.

” “Se non fai un passo indietro, sarò costretto ad arrestarti-“

 

“Per cosa? Per aver detto la verità? Perché prometto che le mie mani si troveranno intorno alla tua gola ancor prima che tu possa sbattere le palpebre.” “

A questo punto interviene la receptionist, che sicuramente avrà già telefonato alla polizia per portare via dall’ospedale quell’invasato di Justin…

” “È nella stanza 110.” “

 

…invece no, per evitare ogni discussione preferisce accontentare Justin e dirgli dove si trova la sua fidanzata! Ma che cazzo sto leggendo?!

 

Per quel che ne poteva sapere la receptionist Justin poteva essere a) un pazzo b) un criminale appena sfuggito all’arresto c) l’effettivo fidanzato di Kelsey, ma violento e possessivo… cosa che in effetti è!!!

Quindi bambini, anche oggi abbiamo imparato che per ottenere ciò che si vuole bisogna urlare, strepitare, frignare e se ciò non basta, anche minacciare di morte le persone con più potere di noi! Ogni porta vi si aprirà dinnanzi!

Justin arriva a destinazione, ma prima di entrare nella stanza incontra una Carly piangente, che lo implora di non entrare perché, cito testualmente:

” “Kelsey non è la stessa persona, se entri non vedrai ciò che ti aspetti di vedere. Vedrai qualcuno completamente diverso. Non fare questo a te stesso, lei non vorrebbe che tu la vedessi in questo stato.” “

 

Non vedo la correlazione tra “l’essere sfigurati” e il non essere più la stessa persona (e infatti poi la personalità di Kelsey resterà la stessa)… Ma qui Carly è sconvolta, ci può stare che dica cose sconnesse.

Justin entra comunque, e quasi si sente mancare nel vedere lo stato in cui è ridotta la sua ragazza:

” Parecchi fili incrociati fra loro uscivano da ogni vena vitale del suo corpo per impedirle di perdere ossigeno. La sua testa era fasciata per i tanti lividi che le costellavano ogni centimetro della pelle, squarci allineati come di un veterano appena tornato dalla guerra. Il suo occhio sinistro era gonfio e il suo labbro inferiore era stato ricucito da un taglio che aveva ricevuto a causa di un colpo inaspettato. “

 

Insomma, è messa male.

Poco dopo arrivano i compari, ma arriva pure il medico (un certo Dr. Spinelli) che chiede gentilmente a Justin di stare calmo e uscire perché deve fare dei controlli immediati. Justin però crolla in ginocchio, disperatissimo, e Bruce chiede ai presenti di uscire e lasciarli soli un minuto. Il dottore, invece di chiamare la sicurezza per buttarli tutti fuori, acconsente.

” “Vi concedo un minuto, ma non un secondo di più. Se aspettiamo ulteriormente, faremo solo del male a Kelsey.” “

 

Io non ci verrei in quest’ospedale.

Così, mentre a pochi centimetri di distanza Kelsey sta praticamente morendo, Bruce riesce a calmare Justin e convincerlo a far due passi fuori e lasciar fare al dottore. Alla buon’ora.

Poco dopo, in sala d’attesa, Justin & co. vengono raggiunti da nientepopodimenoche la famiglia di Kelsey al gran completo: il preoccupato fratellino Dennis, l’impaziente padre Paul e la più comprensiva madre Meliss…

” “James!” lei lo sgridò.

 

“Maria” rispose lui altrettanto agitato. “

Scusate, errore mio, i genitori adesso si chiamano James e Maria.

Che sciocco, io povero lettore imbecille, a ricordarmi dettagli poco importanti come i nomi dei genitori della protagonista! Se non ci ha pensato l’autrice, perché dovrei sbattermi io?

Ah, che idiozia, che quisquilia! Mi viene da ridere al solo pensiero! Ma sì, ridiamo! Ridiamo per non piangere!

 

Andiamo avantiiii… I genitori di Kelsey notano la presenza degli amici di Justin, e succede questo.

 

“ “E questi gentiluomini chi sarebbero?”

 

Una smorfia disgustata stirò le estremità delle labbra di James. “Questi non sono gentiluomini, tesoro. Sono mostri.” ”

 

Offesa, Carly si fa avanti per difenderli.

 

“ “Questo è il mio fidanzato, John” Carly lo introdusse con calma, mentre lui le avvolgeva un braccio intorno alle spalle e le piazzava un gentile bacio sul lato della sua testa.

 

“Sei associata con loro?” James ruggì in una risata tagliente “ora so da dove mia figlia ha preso le sue cattive decisioni.”

 

“Mi scusi?” Carly inarcò le sopracciglia.

 

“Mi aspettavo di meglio da te, signorinella.”

 

“Senza offesa, signore, ma lei non è mio padre” Carly rispose.

 

“Oh” James piegò la sua testa da una parte “e allora lui dov’è?”

 

“James!” strillò Maria, scioccata per le dure parole che erano cadute dalle labbra di suo marito.

 

“Tu, figlio di puttana” John ruggì facendo un passo avanti, un attimo prima che Carly lo fermasse mettendogli le mani sul petto. ”

 

Ma che sorpresa! Il padre di Kelsey, di solito la voce della ragione, viene improvvisamente tramutato in un perfetto stronzo che insulta la gente a destra e a manca per far risaltare la bontà dei protagonisti!

 

Per la cronaca, finora non è mai stato spiegato che fine abbiano fatto i genitori di Carly (nemmeno nella prima storia, quando Carly viveva da sola nonostante fosse minorenne). Certo che, se è sottinteso che sono morti, l’uscita di Paul… scusate, JAMES, risulta ancora più stronza!

 

Poco dopo, il dottor Spinelli esce dalla stanza e comunica alla famiglia che Kelsey è caduta in un coma piuttosto grave, con l’eventuale rischio che possa risvegliarsi in uno stato vegetativo.

 

La scena è tragica. Melissa… pardon, MARIA piange sulla spalla del marito, Carly fra le braccia di John, Justin urla “NO!” prendendo a pugni il muro… e poi Dennis, il fratellino, prende la parola e si mette a insultare Justin, accusandolo che è tutta colpa sua perché non ha protetto Kelsey, fino a quando la madre non riesce a calmarlo.

 

E ancora una volta, nessuno pensa di chiamare la polizia e denunciare gli Snipers! Ma come cazzo funzionano le cose a Stratford?!? Il Paese delle Meraviglie ha più senso di questo buco infernale!

 

Mentre Dennis e il padre entrano per vedere Kelsey, Maria prende Justin in disparte per parlare a quattr’occhi. Justin, aspettandosi la predica, mette le mani avanti e dice che è tutto vero, è colpa sua se Kelsey rischia di morire o peggio, che non avrebbe mai dovuto avvicinarsi a lei, eccetera eccetera.

 

Dal canto suo, Maria… oh, leggete!

 

“ “Tesoro” Maria si avvicinò per prendergli la mano “non è colpa tua.”

 

“Come può dirlo? Sua figlia è appesa a un filo per causa mia! Tutto questo è successo perché lei era mia!”

 

Scuotendo la testa, Maria strinse la sua mano “Non volevo dire questo. Guarda, quello che fai per vivere, è sbagliato? Molto. Ma tu sapevi cosa sarebbe accaduto? Lo sapevi?”

 

“No” Justin rispose, stupito che la madre di Kelsey stesse parlando seriamente. ”

 

Veramente sì, Justin lo sapeva e ci ha pensato milioni di volte ai pericoli che Kelsey poteva correre stando con lui! Autrice, smettila di far finta che le cose che hai scritto non siano mai avvenute!

 

E vogliamo parlare dell’assurdità di questa situazione? Maria, una signora tutta casa e chiesa, sta consolando Justin, noto criminale, assassino e trafficante (di cosa ancora non si sa) come se fosse un fragile quindicenne bisognoso di affetto materno!

 

“ Maria avvolse un confortante braccio attorno alla sua figura, appoggiando dolcemente il mento sulla sua spalla.

 

Guardandola, Justin si leccò le labbra, aggrottando la fronte “Perché non mi odia?”

 

“Tu hai reso mia figlia felice come non l’avevo mai vista. Come potrei odiarti per questo?” ”

 

Maria, Melissa, a sto punto fai prima a chiamarti “Kelsey Prima”, tanto ormai si è capito che siete la stessa persona riprodottasi per partenogenesi.

 

Passa un’ora. Maria ha raggiunto il resto della famiglia nella stanza di Kelsey. Justin è rimasto fuori per guardare la sua bella da lontano, attraverso la finestra… ma quel grosso cattivone del signor James non glielo permette e abbassa le tendine! Che mostro, che mostro!

 

Ah, sempre a proposito del padre. Parecchie lettrici, nei commenti, lo hanno definito un ipocrita di merda, perché “l’ultima volta che ha visto Kelsey le aveva detto che per lui era morta, adesso con che faccia di bronzo osa presentarsi al suo letto d’ospedale”…

 

…scusate, fate andare un attimo quelle quattro rotelle polverose che avete nel cervello. A me questo sembra l’atteggiamento di un padre che AMA sua figlia nonostante tutto! Fosse rimasto a casa a borbottare “Kelsey è in coma? Ben le sta, l’avevo avvertita!” allora sì che sarebbe stato un pezzo di merda!

 

C’è un salto temporale di una settimana (una settimana in cui nessuno fa un cazzo per sistemare gli Snipers), ma la situazione è sempre la stessa: Kelsey è sempre in coma, e Justin è sempre lì che veglia su di lei aspettandone il risveglio mentre decanta odi mentali.

 

“ Lei era l’amore della mia vita, la luce nell’oscurità che mi circondava ogni giorno. Lei era l’unica persona che teneva tutto il mio essere nel palmo della sua mano e aveva il potere di distruggermi solo schioccando le dita. ”

 

Oh, dice proprio così, non mi invento niente. Se anche Justin si rende conto di essersi fidanzato con la versione al femminile di Thanos, forse sarebbe meglio per lui fare le valige e scappare in un’altra dimensione prima che si risvegli.

 

O forse no, perché -è bene ricordarlo- anche Justin è uno stronzo della peggior specie!

 

“ Perché l’ho delusa? Perché sono finito in questo casino? Perché lei è rimasta con me? Perché è stata ferita? Perché la vita tende a fottermi sempre? Perché non posso essere felice? Perché lei non può essere felice? Perché noi non possiamo essere felici? ”

 

PERCHE’ NON TI SEI COSTITUITO PRIMA, PORCA TROTA! Dovevi solo consegnarti alla polizia e farti aiutare!

 

Poi, di punto in bianco, nella stanza arriva nientemeno che Jeremy, il padre di Justin. Visto il modo con cui si sono lasciati l’ultima volta, mi aspetto come minimo che Jeremy tiri un cazzottone epocale al figlio e gli rinfacci di essere nient’altro che un delinquente portaiella che rovina la vita a chiunque gli voglia bene…

 

Macché.

 

“ Non urlò, non mi ricordò quanto fossi un disastro. Non era arrabbiato né mi odiava. Tutto quello che vedevo era un uomo che cercava di confortare suo figlio, ed è tutto ciò di cui avevo bisogno negli ultimi anni della mia vita. ”

 

Beeeh… anche se in maniera un po’ troppo facilona, pure Jeremy, come James, si sta comportando da bravo padre, quindi non posso criticare.

 

Posso, anzi, DEVO però criticare questo continuo discolpare Justin di tutti i suoi peccati!

 

“ “Ho fatto un casino.”

 

“E anch’io” Jeremy ribatté “ho mandato a quel paese così tante cose crescendo, e non avrei… non avrei dovuto incolparti. Nulla di tutto questo è colpa tua.” ”

 

Dovevo lanciare un nuovo drinking game: “ogni volta che viene impedito a Justin di avere una presa di coscienza, bevete un cicchetto”!

 

Evgenij:- Santo cielo, sarebbe mortale!-

 

Justin cerca comunque di prendersi la colpa, ma nel farlo spara fuori un’altra cazzata.

 

“ “Avrei dovuto fermarmi dopo l’incidente di Jazzy, ma la voglia di vendetta era più forte di qualsiasi altra cosa al mondo. Volevo essere certo che la pagasse, lui e chiunque altro avesse pensato di mettersi contro di me.” ”

 

Justin, non dire stronzate! Avresti potuto uccidere Jason McCann in ogni momento, e invece hai pure accettato il suo aiuto per sbarazzarti di Luke con le bombe!

 

Il dialogo finisce, con Jeremy che promette che d’ora in poi ci sarà sempre per il figlio.

 

Sincronizziamo gli orologi e vediamo un po’ quanto durerà questa promessa.

Nel mentre, Kelsey ha una visione di un futuro ipotetico in cui lei non è mai entrata nella vita di Justin. Per farla breve, Kelsey immagina Justin che rimane ucciso in una sparatoria in un casinò di Las Vegas.

 

Capendo che non può morire perché Justin ha bisogno di lei, Kelsey dà segnali di ripresa. Eccitato, Jeremy vola fuori dalla stanza per chiamare un dottore…

 

…e questa sarà l’ultima volta che il padre di Justin apparirà nella storia!

 

Autrice, se non sapevi come usare questo personaggio tanto valeva non farlo apparire proprio, considerato inoltre che la sua riappacificazione con Justin non ha avuto il minimo senso!

 

Gli ci sono voluti mesi per perdonare la morte della figlia Jazzy, per il rapimento della moglie non ci ha neanche provato… e ci voleva giusto quella santa martire della protagonista per cancellare tutto il rancore dal cuore di Jeremy!? Ma stiamo scherzando?!?

 

Vabbe’, fuori un padre dentro un altro. Arriva James, prende una mano di Kelsey tra le sue e la chiama. Kelsey si risveglia, chiede al padre di non essere arrabbiata con lei, James la rassicura, poi Kelsey vede Justin e chiede di poter parlare con lui.

 

Segue il solito dialogo strappacoglion… pardon, strappalacrime, poi Kelsey dice una cosa su cui né io, né Justin siamo d’accordo.

 

“ “Se dovessi scegliere tra questo (le sue condizioni attuali) e vedere te morire, sceglierei sempre questo.”

 

(…)

 

Lasciai che le sue dita scivolassero dalle mie, mi alzai e uscii dalla stanza. Mi sentivo uno stronzo e forse lo ero al momento, ma non me ne importava nulla. Non potevo accettare che parlasse in questo modo. Preferirei morire piuttosto che vederla soffrire ancora. ”

 

Gira e rigira, siamo tornati allo stesso dilemma dell’altra storia. Kelsey ama Justin ed è disposta a correre qualsiasi pericolo pur di stare con lui, Justin ama Kelsey ma preferirebbe lasciarla andare piuttosto che farle correre il pericolo.

 

Come ho già ribadito migliaia di volte, ci sono solo due modi per risolvere il dilemma: o Kelsey accetta a tutto tondo la vita di Justin e diventa ella stessa una criminale, oppure può lasciar perdere Justin e tornare a una vita normale.

 

E voglio ripetere quello che ha appena pensato Justin:

 

Preferirei morire piuttosto che vederla soffrire ancora. ”

 

Fosse per me la storia finirebbe qui: finalmente il nostro antieroe ha capito cosa è meglio fare, ha preso una decisione sofferta, non troverà mai più un’altra ragazza che lo amerà come lo ha amato Kelsey, ma è comunque felice di saperla sana e salva.

 

E invece, che ve lo dico a fare? L’autrice farà subito in modo di ribaltare, ma che dico, mangiare e poi cagar fuori le carte in tavola! Appena fuori dalla stanza, Justin viene raggiunto da quel brutto cattivone del padre di Kelsey, che lo convince una volta per tutte a lasciare sua figlia nonostante il nostro eroe non voglia, anche se cinque secondi prima era d’accordo!

 

“ “Le hai causato abbastanza danni. Fisicamente e mentalmente, e io penso che sia ora che tu faccia un passo indietro e lasci che lei si ristabilisca. Senza di te.”

 

“Ha bisogno di me.”

 

“No, quello di cui ha davvero bisogno è la sua famiglia.”

 

Chiudendo le mie dita a pugno, affondai le mie unghie nei palmi delle mani fino a sentire il sangue. “Sono io la sua famiglia.”

 

“Tu non sei altro che un killer e l’hai dimostrato in parecchie occasioni. Nulla di ciò che tu dirai o farai cambierà la mia opinione su di te, ma se tu ami così tanto mia figlia come dici, allora devi fare la cosa più nobile e andartene da lei.”

 

“Non posso farlo.”

 

La sua faccia si contorse di rabbia “Ascoltami, e ascoltami bene” spinse il suo dito sul mio petto “lei ha sofferto abbastanza. Mi capisci? Sarebbe morta e perché? Perché è rimasta coinvolta nei tuoi casini. Non perché era destinata ad esserlo, non perché ha provato a salvare qualcun altro, non perché è stato un incidente. Lei avrebbe potuto morire per causa tua.”

 

“Tu non sai nemmeno la metà di come sono andate le cose” replicai, sentendo la rabbia costruirsi dentro di me. Nessuno capisce. Nessuno tranne noi. ”

 

Ma porca vacca! Per capitoli e capitoli Justin non ha fatto altro che ripetere che è stata colpa sua, che Kelsey starebbe meglio senza di lui, e adesso che qualcuno gli sta dicendo praticamente le stesse cose, improvvisamente è sbagliato? Ma andate a cagare!

 

Finalmente… di nuovo… Justin pondera la decisione giusta… che però secondo l’autrice sarebbe sbagliata…

 

“ Aveva ragione. Non potevo continuare ad essere egoista con lei. ”

 

Il dottor Spinelli informa i due che Kelsey si è ripresa magnificamente e ora può ricevere visite. James entra, e ci spostiamo al POV di quella rintronata.

 

“ Sentendo la porta aprirsi, sperai che fosse Justin, ma rimasi quasi delusa nel vedere che non era lui.

 

“Hey, tesoro” mio papà sorrise.

 

Ricambiandogli il sorriso, lo guardai mentre si sedeva vicino a me. “Dov’è Justin?”

 

Qualcosa nei suoi occhi mi disse che non era molto felice di quella domanda. ”

 

E vorrei ben vedere, cazzo! Hai di fronte tuo padre, quello che ti ha fatta piangere disconoscendoti ma che adesso è tornato da te per rimediare, e tu lo ignori in questo modo? Ma sei proprio una sociopatica!

 

Infatti, James chiede scusa per quell’episodio.

 

“ “Molte cose sono successe negli ultimi anni e io me le sono perse perché ero così fissato con le mie opinioni che non ho capito quanto fossi ridicolo. Tu sei mia figlia, e io avrei dovuto proteggerti invece di lasciare che accadesse tutto questo.”

 

“Questo non è per colpa tua” riuscii a dire nonostante la gola secca “Ti prego, non colpevolizzarti. Nessuno lo poteva sapere.”

 

“Io sono tuo padre, avrei dovuto esserci per tenerti al sicuro.” ”

 

James sta più o meno dicendo le stesse cose dette da Jeremy. La differenza è che James sta tenendo fede alla parola data! Mentre Jeremy è ancora smarrito in qualche angolo remoto dell’ospedale alla ricerca di un’infermiera, James sta DAVVERO facendo qualcosa per il bene del sangue del suo sangue!

 

Con uno slancio di magnanimità, James esce a prendersi un caffè per dare a Justin la possibilità di parlare con Kelsey un’ultima volta. …ma Kelsey non ci mette molto a rendere le cose più difficili.

 

“ “Non voglio aspettare ancora di diventare tua moglie. (…) Sarebbe anche ora che io diventassi tua moglie, sai? Penso che abbiamo aspettato abbastanza (…) Con tutto quello che è successo, è il momento perfetto. Possiamo riunire tutti. Anche mio padre è qui e mi ha chiesto scusa.” ”

 

Facendosi forza Justin si rimangia la proposta di matrimonio, ribadisce il concetto che lui ha dei nemici, se lei continua a stare con lui sarà in pericolo, blablabla, Kelsey urla che lo ama, Justin se ne va senza guardarsi più indietro, Kelsey urla a suo padre di fermarlo (PFFFT…), ma non c’è più nulla da fare.

 

Justin è andato. E si è portato via il senno di Kelsey.

 

“ “Justin è la mia vita, è la mia famiglia. Io non sono niente senza di lui, lo capisci? Io… non… sono… niente… senza di lui.”

 

“Questo non è più vero” mio padre mi disse con le lacrime agli occhi “Tu hai me adesso e te lo prometto, tutto si sistemerà, Kelsey. Devi credermi. Tutto si sistemerà.” ”

 

E io dovrei considerare quest’uomo, un padre che ha commesso degli errori e adesso sta cercando in tutti i modi di rimediare e riconquistare una figlia col cervello ormai partito per la tangenziale, come il cattivo della situazione? Sul serio?

 

Justin torna nel frattempo a casa sua. John, Bruce e compari lo trovano in soffitta che si ubriaca e contempla di farla finita, ma riescono a riportarlo alla ragione perché c’è ancora da uccidere gli Snipers.

Per aiutarli nel compito, Bruce ha chiesto l’aiuto del dinamitardo Jason McCann, che puntualmente si presenta.

…COSAAA???

” “Ho sentito che voi ragazzuoli avete bisogno del mio aiuto, e chi sono io per rifiutare una così generosa offerta?” sogghignò malignamente sapendo quanto lo odiavamo.

 

Ruggendo impaziente, gli occhi di Justin lo penetrarono “dacci un taglio con le cazzate e comincia a parlare.”

 

“Voi ragazzi mi avete chiamato, ricordate? Sono qui solo per lavoro.” “

Qualcuno tiri fuori il signor Jeremy dall’ospedale! Ditegli che suo figlio sta collaborando CON IL TIZIO CHE HA UCCISO JAZZY!!! SIGNOR JEREMY, VENGA UN PO’ A VEDERE!!!

 

Mentre stanno ancora rifinendo i dettagli per sconfiggere Lyndon e gli Snipers una volta per tutte, ecco che Justin prende Jason per il collo e… lo minaccia, come al solito!

” “Questo figlio di puttana finirà nella tomba prima ancora che voi possiate sbattere le palpebre. Sarò io a farcelo finire, e ci piscerò sopra. Sarà un giorno di festa. Mi assicurerò di portare dell’alcool. (…) Mi assicurerò che tu paghi per quello che hai fatto alla mia sorellina. A questi stronzi forse non importa un cazzo, ma io non dimentico. Tutta questa merda è iniziata con te, e che io sia dannato se ti lascerò vivere.” “

 

E allora uccidilo, coglione!

Oh, e giusto per farci capire che siamo finiti nel mondo alla rovescia, Carly, che era lì per vedere John, si prende la briga di sgridare Justin per aver mollato Kelsey!

” “L’hai distrutta, lo sai.”

 

“Vattene”.

 

“Scuotendo la testa, i suoi occhi determinati come per dire che non era ancora finita, Carly lasciò la casa, sbattendo la porta dietro di sé.” “

Gli uomini di Lyndon hanno ridotto Kelsey in coma ed erano a tanto così da ridurla a un vegetale, ma a detta di Carly Justin sarebbe ancora più stronzo perché l’ha lasciata per il suo bene. Okay. Bene così.

 

Vabbe’, passiamo all’azione. SENZA CHE LA POLIZIA SE NE ACCORGA, in ogni angolo della città gli Snipers vengono fatti fuori uno per uno da tutti gli altri criminali di Stratford, alleati per l’odio comune nei confronti di Lyndon, ma purtroppo a noi poveri lettori è concesso solo di vedere le azioni di Justin.

 

Insieme a Bruce, Justin si intrufola in un appartamento nemico e in silenzio spia l’arrivo di Cole Santangelo il quale, ignaro di tutto, sta parlando di affari con un complice.

 

“ “Abbiamo due sacchi di erba e qualche pacco di cocaina selezionata. Lyndon ha detto che le vuole tutte per la spedizione di stanotte.” ”

 

…ho letto bene? Droga?

 

 

FINALMENTE si scopre in cosa consistono questi maledetti traffici! Certo, potevano specificarlo un po’ prima invece di aspettare l’ultimissimo capitolo, ma meglio tardi che mai!

Justin prende Cole alle spalle, lo lega a una sedia e comincia a tagliuzzarlo in faccia e sul resto del corpo con dei fendenti rapidi e disordinati, per poi arroventare il coltello e scuoiarlo vivo, prima di dargli il colpo di grazia. Justin wins, FATALITY.

 

Si passa a tre giorni dopo. Kelsey è ancora in ospedale, ma da rincoglionita qual è si rifiuta di mangiare ed è più depressa che mai perché Justin l’ha lasciata. Un pomeriggio qualunque si sfoga con sua madre, la prega di portarla da Justin, e la donna alla fine cede e vede che si può fare.

 

“ “Okay, va bene. Rimani qui mentre io vado a parlare con i dottori. Facciamo passare un’altra ora prima di andare, d’accordo?” ”

 

Però, appena la madre si gira, Kelsey ne approfitta per compiere una fuga spettacolare.

 

“ Annuendo, Kelsey aspettò che la madre fosse uscita prima di alzarsi e assicurarsi che la via fosse libera prima di togliersi la flebo dal braccio insieme ai tubi attaccati al naso. Nascondendo la camicia da notte, si avvicinò in punta di piedi alla porta, nascondendosi momentaneamente da un’infermiera prima di uscire dalla stanza.

 

Facendosi strada fino a un ripostiglio, Kelsey si cambiò velocemente indossando un camicie. Con la testa china, cercando il più possibile di non zoppicare a causa del dolore alle gambe provocate dai calci che aveva subìto, Kelsey si fece strada, mescolandosi con un gruppo di infermiere per poi  scivolare nel più vicino ascensore e chiudere le porte con la forza per far sì che nessun altro entrasse. ”

 

E niente, fa già ridere così.
Pensate sia ridicolo? Aspettate che vi dica questo: uscita dall’ospedale, Kelsey si dirige fino alla casa di Justin, a piedi, sotto la pioggia, SENZA OMBRELLO. Chiunque altro sarebbe morto in queste condizioni, ma lei è la madre di tutte le Hope e in quanto tale arriva a destinazione senza nemmeno starnutire.

 

A questo punto mi chiedo perché Justin abbia ancora paura che i suoi nemici possano farle del male, visto che Kelsey è praticamente indistruttibile.

 

Justin e Kelsey si parlano, ennesimo dibattito sul tema “Io ti amo e non voglio che i miei nemici ti facciano del male / chissenefrega, sarei in pericolo in ogni caso, adesso dimmi perché mi respingi”, poi DEO GRATIAS arriva il padre James, inviato dalla moglie non appena s’è accorta che la figlia era scomparsa.

 

Kelsey lo ringrazia per essere venuto, ma subito dopo gli dice di andarsene perché lei e Justin sono nel mezzo di una conversazione importante. James le ricorda che è appena uscita dal coma e di certo camminare sotto la pioggia non è il modo migliore per recuperare la salute, Justin concorda e ordina a Kelsey di andare, Kelsey come al solito protesta, Justin è d’accordo col padre, ribadisce che separarsi a lei è l’unico modo che conosce per proteggerla, Kelsey come al solito non ne vuole sapere, e mentre viene riportata all’ospedale ha un colpo di genio.

 

“ Poteva sentirlo nel suo cuore, Justin non voleva lasciarla e la preoccupava sapere che lui si rifiutava di arrendersi ai suoi sentimenti. Kelsey poteva essere molte cose, ma non era stupida (Nota di FearTear: AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH). Qualcuno doveva essere entrato nella testa di Justin, e lei era determinata a scoprire chi. ”

 

Rimasto solo, Justin affonda il dolore nell’alcool e poi, continuando a ripetersi che è la cosa giusta da fare, dà fuoco alla stanza in cui si trova. NON morirà, ma questo lo verremo solo a sapere nel sequel.

 

Intanto, di nuovo all’ospedale, Kelsey discute con il padre.

 

“ “Tu non capisci, non hai mai capito. Lo so che sei preoccupato per me e mi vuoi aiutare, ma non sei mai stato presente per anni. Molte cose sono cambiate. Non sono più una bambina, posso prendere le mie decisioni.”

 

“Questo è il punto. Sarai anche maturata fisicamente, ma emotivamente hai ancora la mentalità che avevi anni fa quando sei entrata in questo casino. (…) Ti ha quasi fatta uccidere in più di un’occasione, come puoi star lì e difenderlo dopo tutto quel che è successo?”

 

“Non è colpa sua! Non potrai mai capire, a meno che tu non ti metta nei nostri panni.”

 

“Allora fammi capire.”

 

“Papà, ti voglio bene, ma stai facendo l’ignorante e non posso parlare con te in questo modo. Forse un giorno lo capirai, ma fino a quel giorno ho bisogno che tu mi lasci da sola.” ”

 

Kelsey è proprio una rincoglionita! Il padre le ha chiaramente detto “allora fammi capire”, ha voluto aprirsi al dialogo, e lei l’ha mandato a cagare!

 

A questo punto l’autrice avrà pensato “No no no, così sembra che il padre abbia ragione! Facciamolo stronzo a caso!”

 

“ “Lui non ti ama, Kelsey, non ti ha mai amata. (…) Se ti amasse così tanto come dice, sarebbe qui con te adesso. Nessuno l’ha obbligato ad andarsene. L’ha fatto di sua volontà, ricordatelo.” ”

 

Ma sì, facciamogli dire che Justin non ama Kelsey, così, senza alcun motivo!

 

James chiude la questione e va a prendersi un caffè al bar dell’ospedale, mentre Kelsey si sfoga con la madre Maria, che la comprende.

 

“ “È difficile per lui comprendere il concetto di vita che Justin ha scelto di vivere, e pure io qualche volta mi ritrovo a pensarci, ma prima o poi lo capirà. Lui ti vuole bene nonostante tutto.” ”

 

Il concetto di vita… Ne stanno parlando come se Justin fosse un amish, uno zingaro o un rastafariano… quando in realtà è un ASSASSINO TRAFFICANTE DI DROGA!!! QUESTA NON È UNA COSA SU CUI CI SI PUÒ PASSARE SOPRA!!!

 

E Kelsey rincara la dose.

 

“ “Se lui mi volesse bene, non mi avrebbe detto le cose che ha appena detto o le cose che ha detto in passato. Io ero morta per lui per anni e ora all’improvviso vuole comportarsi come se gli importasse qualcosa di me? Non è così che funziona, mamma. Justin c’era per me nonostante tutto e io non lo lascerò mai perdere, non importa quanto mio padre lo odi.” ”

 

È un caso perso. Non capisce. Non ce la fa. Le cose le entrano da un orecchio e le escono dall’altro.

 

Maria chiude il discorso e raggiunge il marito al bar. Ha così inizio lo SCONTRO FINALE!

 

https://www.youtube.com/watch?v=EAwWPadFsOA

 

“ “Hai avuto un bel coraggio a disconoscere nostra figlia dopo tutto quello che è successo! È per questo che non si è mai tenuta in contatto con noi per tutti questi anni?” ”

Anni? Ma se il padre le avrà detto quelle parole al massimo quattro mesi prima! AUTRICE, NON RICOMINCIARE A RENDERE IL PADRE PEGGIORE DI QUEL CHE NON È!

 

“ “Mi ha praticamente detto quello che tu le hai detto. Come hai potuto farlo a nostra figlia? Lei è nostra, James! L’abbiamo generata noi! Si è innamorata proprio come abbiamo fatto noi, non capisco perché non puoi semplicemente lasciare lei e Justin in pace!”

 

“Quel ragazzo era ed è ancora una causa infinita di problemi per lei! L’ho messa in guardia da lui sin dall’inizio e adesso guardala! L’hanno pestata e ridotta come un pezzo di carne! Sì, lei è nostra figlia, Maria, e mi rifiuto di lasciare che qualcuno le faccia ancora del male.”

 

“Se qualcuno le sta causando dolore, quello sei tu con la tua idiozia” Maria alzò le braccia al cielo, la sua rabbia che brillava attraverso la forza dietro le sue parole. C’era del fuoco dietro i suoi occhi e se qualcuno vi avesse prestato attenzione, avrebbe potuto vedere la somiglianza con sua figlia (Nota di FearTear: questo spiega tutto!).

 

“Ho fatto la cosa giusta, Maria. Non rimpiangerò mai di averlo tenuto lontano da nostra figlia.”

 

“Sei stato tu?”

 

“Se ti riferisci ad aver convinto quel vile giovane uomo a lasciare in pace nostra figlia? Ebbene sì, l’ho fatto.”

 

“Tu l’hai distrutta, James. Hai distrutto nostra figlia e non te ne importa nemmeno.”

 

“Mi importa di tenerla al sicuro ed è esattamente ciò che sto facendo. Tu potresti non essere d’accordo con i miei metodi, ma io preferisco di gran lunga che Kelsey sia arrabbiata con me per qualche giorno piuttosto che visitare la sua tomba.”

 

In pochi secondi, la mano di Maria incontrò la pelle della guancia di James, facendo sì che i presenti si girassero a guardare, ma a questo punto a lei non importava. Tutto ciò su cui era focalizzata era la rabbia che provava nei confronti di suo marito e della sofferenza che stava causando.

 

“Tu ti pentirai di questo, e io non ti salverò dalle conseguenze. Kelsey ti odierà e, Dio, spero che lo faccia perché adesso, ti odio anche io.” ”

 

E così finisce “Danger’s Back”, signore e signori! Con il buon senso mandato completamente a puttane!

 

…okay, respiro profondo, calmiamoci un attimo e riflettiamo. Sia in questa che nella precedente recensione ho più volte puntato il dito contro l’autrice in persona, sgridandola soprattutto per quelle scene che sembrano scritte apposta per dipingere il personaggio del padre, o talvolta Carly, come i cattivi della situazione nonostante stessero dicendo delle cose perfettamente logiche.

 

Quest’ultima scena in particolare si commenta da sola: a meno che Maria non covasse in segreto il desiderio di sbarazzarsi della figlia una volta per tutte, trovo semplicemente IRREALE che una moglie risponda “Ti odio!” al marito che ha appena finito di dire che non vuole veder morire sua figlia.

 

Però, pensandoci a mente fredda, forse l’autrice non è così cretina o disumana come me la sono immaginata durante la lettura. Forse Adriana ha vissuto sulla sua pelle delle brutte esperienze di incomprensione con il padre o la migliore amica, e chi lo sa, magari queste scene sono state scritte proprio come una forma di sfogo indiretto nei confronti delle persone che le hanno causato un dispiacere.

 

Pensandola in questo modo, si potrebbe quantomeno capire come mai la trama di questa fanfiction faccia acqua da tutte le parti.

 

Badate bene: ho detto “capire”, non “perdonare”. Perché non si può proprio far finta di nulla di fronte alle ripetute arrampicate di specchi compiute da tutti i personaggi (escluso il padre di Kelsey) per chiudere un occhio sui crimini di Justin in favore della storia d’amore con la Hope di turno.

 

Se l’autrice ha subito una serie di dispiaceri, mi dispiace per lei, ma questo non le dà il diritto di gestire la trama in modo tale da far passare dalla parte del torto chiunque dica qualcosa di minimamente sensato. Perché, sì, ogni volta che in questa “saga” un personaggio fa qualcosa d’intelligente viene presentato come un mostro o un idiota.

 

E, cosa ancora più preoccupante, non si possono ignorare le migliaia di lettrici di tutto il mondo che hanno apprezzato la storia e i suoi insegnamenti amorali! E non sto parlando solo del passar sopra agli omicidi o allo spaccio di droga, nossignore! Sto parlando del comportamento disgustoso e possessivo che Justin ha sfoderato con la sua fidanzata quando ha scoperto che frequentava un altro ragazzo!

 

Nel sequel, “Danger’s Back 2”, tutt’ora in corso, si scoprirà infatti che Tanner Evans in realtà è il fratellastro di Luke Delgado, è un criminale come lui, ed ha aspettato il momento buono per vendicarsi sia di Kelsey che di Justin!

 

In questo modo, il comportamento ABERRANTE di Justin (e di Kelsey, che pure lei alla fine ha mandato a quel paese Tanner per non disobbedire al fidanzato) viene non solo giustificato, ma addirittura esaltato! Capito, gente? Se il vostro fidanzato si comporta in maniera soffocante, vi urla contro, prende a ginocchiate nei coglioni qualsiasi altro individuo di sesso maschile che cerca di fare amicizia con voi, sicuramente ha ragione!

 

Evgenij:- Ma poi, se era cattivo, perché non ha collaborato con il perfido Sanchez per far arrestare Justin?!-

 

Per il resto, che altro c’è da dire? La storia che ho appena terminato di massacrare è semplicemente disgustosa, ridicola, pesante, scritta in maniera eccessivamente e inutilmente poetica; i personaggi sono quasi tutti deprecabili (si salva giusto l’agente Bentley, quello che ha proposto a Justin di mollare il crimine per sempre) e spesso dicono o pensano frasi senza senso; concetti come l’aldilà o temi seri come le malattie mentali vengono tirati in ballo senza ritegno solo per dare una giustificazione al protagonista; le lettrici sono per la maggior parte rancorose e facili all’insulto… In altre parole, “Danger’s Back” è una storia oscena, raccapricciante, frustrante e diseducativa.

 

In attesa che l’autrice termini di scrivere anche il sequel (attualmente è ferma al tredicesimo capitolo), questa lunghissima parentesi sul mondo di Danger si chiude qua. Vi ringrazio per avermi sopportato, vi mando un bacione e vi saluto.

 

Alla prossima,

FearTear

 

***

 

Sbuffando sonoramente, il recensore si accasciò sulla poltrona. Nemmeno un secondo dopo, qualcuno bussò alla porta dello scantinato.

 

FearTear: -Devono essere quelli della CGCB. Turbo, sii gentile, va’ ad aprire tu. Io non ce la faccio, questa fanfiction mi ha distrutto.-

 

Turbo: -E come faccio? Sono solo uno sprite a otto bit su uno scherm…-

 

Come posseduto dal demonio, il recensore prese il computer e lo lanciò dall’altra parte della stanza, così che Turbo ne uscisse fuori (opportunamente trasformato in una versione tridimensionale di sé stesso).

 

Turbo: -Ho capito il messaggio, vado… Ahio…-

 

Il pilota vestito di bianco si avviò arrancando verso la porta. Aveva appena abbassato la maniglia, quando si fermò.

 

Turbo: -Prima che io apra, mi vuoi spiegare una buona volta cos’è questo “CGCB” a cui hai telefonato in continuazione?-

 

FearTear: -È presto detto. CGCB sta per “Chubby Guys Cuddle Better”. È una società composta dai personaggi più… robusti, e allo stesso tempo più dolci e adorabili, il cui scopo è far sentire meglio il prossimo con i loro solidi abbracci portatori di amicizia ed affetto sconfinato. Entrate, è aperto!-

 

Turbo: -Aspetta, prima dimmi chi sonoAHHH!-

 

Prima che si potesse spostare, Turbo fu travolto da una carica di tenerezza composta da Choji Akimichi, Jesus “Soos” Ramirez, Samwell Tarly, Hodor, Rubeus Hagrid, Majin Bu, Baymax, Ganke Lee, Ned Leeds, Pietro Junior “PJ” Gambadilegno, Ben Hanscom, Super Mario, Obelix, Po, The Ultimate Imposter, Lotti, Yoghina Yokono, Chumley Huffington e tutti i Goron finora apparsi nella serie The Legend Of Zelda da Daruk fino a Yunobo.

 

Qualche minuto più tardi, quando Turbo ritrovò i sensi, i dipendenti della CGCB se n’erano già andati da un pezzo. In compenso, il recensore FearTear, accoccolato sulla poltrona, si era addormentato serenamente con il pollice in bocca, rasserenato dall’amore ricevuto attraverso tutti quegli abbracci spaccaossa.

 

Turbo: -Ahio… Se proprio voleva un abbraccio, poteva benissimo chiederlo a me… uh?-

 

Gli occhi gialli di Turbo caddero su qualcosa abbandonato sul pavimento: un CD, probabilmente smarrito da uno dei teneri ragazzotti appena usciti. Turbo lo raccolse e lesse cosa vi era scritto sopra.

 

Turbo: -“Romance Academy 7”… Non mi pare un videogioco di corse, ma è meglio controllare. Se ci trovo dentro anche un solo mezzo su ruote, questo CD finisce dritto dritto nel tritarifiuti.-

 

Il pilota risistemò il computer rovesciato sulla scrivania, spinse via FearTear e si accomodò per poi inserire il disco. Mentre aspettava che il gioco si caricasse, Turbo non poté evitare di rimuginare tra sé e sé.

 

Turbo: -Però, quella Kelsey… Si è fatto un gran parlare di Justin, ma anche lei non scherza mica con la stronzaggine. Ci credo che sono fatti l’una per l’altro. Bah. Se mai mi innamorerò di qualcuna, voglio che sia il mio esatto opposto. Anche perché, quale donna al mondo potrebbe mai eguagliare la mia spiccata personalità…-

 

In quell’istante il gioco si avviò, e sullo schermo fece capolino una ragazza pixellosa dai lunghi capelli rosa, un fiocco multicolore legato alla testa e una divisa da scolaretta giapponese bianca e azzurra.

 

-Ciao! Piacere di conoscerti! Il mio nome è .GIFfany, sono una tipa estroversa e piena di tanto amore da elargire, ma se provi soltanto a posare gli occhi su un’altra ragazza non ci penserò due volte prima di cancellare la sua esistenza! E tu come ti chiami?-

 

Turbo: -Io… Io… Suddendlyyy, life has new meaning to meee…-

6

-Fine-

Potete trovare qua sotto la recensione del seguito, “Danger’s Back 2”:

Un pensiero su ““Danger’s Back” (L’apologia – di omicidio – colpisce ancora!) – Terza Parte

  1. No, ma c’è il seguito? E io che pensavo che questa storia avrebbe segnato la fine di Danger!
    Complimenti per essere arrivato fino all’ultimo capitolo, comunque. Questa terza parte è forse quella che contiene più insensatezza e mi rimangio ciò che ho detto su Justin: non lo preferisco più a Kelsey! La cosa delle voci è assurda, l’autrice della fanfiction si comporta come se Justin fosse stato posseduto da un demone o roba del genere… però ho apprezzato l’apparizione di Gollum, 😀
    Una cosa che non capisco è l’alleanza finale di Justin con Jason; d’accordo, voleva vendicarsi, ma non aveva deciso di cambiare vita e smettere di fare il criminale?? Poi non mi spiego neppure il discorso del padre di Kelsey, che cerca di convincere la figlia che Justin non la ami e perciò l’abbia abbandonata… ma non credeva che lasciarla andare fosse la cosa più nobile che Justin potesse fare per il bene dell’amata? Che bella coerenza…

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