“Citazioni per una Troia” (Un bel manuale di slut-shaming)

Slut-shaming: letteralmente, onta della sgualdrina o stigma della puttana, termine coniato dal movimento femminista per definire l’atto di colpevolizzare e offendere una donna per comportamenti o desideri in materia sessuale che vengano ritenuti non conformi a regole tradizionali, sociali e/o religiose.

Detto in altri termini, il dare della “puttana, troia, sgualdrina, baldracca” a una donna che cerchi di vivere liberamente la propria sessualità, e, talvolta, l’augurare del male a questa donna o giustificare in tal modo violenze o umiliazioni che costei ha subito.

Quante volte si sentono dire oscenità come “se ti vesti così da puttana, poi non ti devi stupire se ti stuprano”? Troppe.

E a dirlo non sono solo aspiranti stupratori, ma persone che si credono “per bene”. Ma certo, costoro hanno una vita del tutto irreprensibile senz’altro: non importunano il prossimo con lo stravagante vizio del voler essere liberi, rispettano invece ciecamente pregiudizi, stereotipi e modi di vivere che sono stati a loro imposti, non si sognano neanche di pensare con la propria testa, magari molti di loro vanno a messa la domenica (siamo pur sempre in Italia!), e sfogano la frustrazione per la vita miserabile alla quale sono costretti dalla loro stessa ignoranza seminando odio e sputando veleno.

Certo, gli uomini che dicono “insomma, se bevete fino a star male, poi non dovete lamentarvi se vi capitano cose brutte” hanno in realtà sempre bevuto in allegria con gli amici anche fino a vomitare o svenire, ma sono uomini: sanno di non aver mai avuto nulla da temere. E poi, insomma, gli uomini possono divertirsi, le donne, le brave donne, devono star buone in casa a prepararsi per la prole o poi ad accudirla; le altre sono per forza sgualdrine.

Oh, no, costoro non sono stupratori, no. Magari, non sono per nulla affatto violenti, nemmeno a parole: ma solo perché non hanno artigli e zanne, non significa che siano buoni.

Se però si trattasse solo di uomini maschilisti, il sistema non potrebbe stare in piedi. Ciò vale in generale: se in un sistema con oppressori e oppressi tutti gli oppressi fossero uniti nel resistere all’oppressione, la rivoluzione giungerebbe dopo un giorno.

Invece, per usare le parole dello scrittore russo Sergej Dovlatov, “i servi amano i loro odiati padroni più di quanto possa sembrare, e certamente più di se stessi”, e amano avere la possibilità di maneggiarne la frusta contro altri nel loro stesso stato di schiavi.

La professoressa di sociologia Jessica Ringrose ha cercato di spiegare lo slut-shaming delle donne contro altre donne come un modo di mascherare gelosia e invidia tramite “una forma socialmente accettabile di critica sociale dell’espressione sessuale femminile”.

Un esempio emblematico lo si trova nel film Malena. Il personaggio di Monica Bellucci è infatti disprezzato dagli uomini del paese, che la vedono come una puttana per via della sua incredibile e sensuale bellezza, e dalle donne, invidiose di quella stessa bellezza e gelose dell’attenzione che i loro mariti le danno: tutto questo mentre Malena non aveva mai fatto nulla di male, non aveva neanche mai voluto tradire suo marito disperso in guerra.

Nel microcosmo delle fanfiction questa è anche la spiegazione, peraltro chiara e semplice, del continuo odio contro “la bionda maggiorata” sempre insultata nelle fyccine, e contro “la sciacquetta” generica che bacia il bad boy (il quale è al di sopra delle critiche, ovviamente).

Se però pensavate che quello fosse il solo slut-shaming presente su Wattpad, vi sbagliavate: esistono raccolte di insulti diretti alle “troie”!

Care lettrici e cari lettori, come avrete capito da questo lungo preambolo, oggi Evgenij vi parlerà di una raccolta di divertentissime e solo leggermente sessiste “battute” dal titolo “Citazioni per una Troia”. Ringrazio la nostra lettrice su Wattpad a_dreamy_little_girl per avermela segnalata.

https://www.wattpad.com/story/71709949

Intanto, mi viene da chiedermi cosa significhi il titolo: in che senso “citazioni”? Bah, non è palesemente quello il problema.

Cominciamo a leggere queste incredibili perle di umorismo maschilista collezionate da avrilfourever.

Sono ben quarantanove “capitoli” ciascuno contenente una sola frase, ovvero insulto sessista.

Per farvi capire il genere, il primo è questo:

“Sei così troia che sul catalogo IKEA ti hanno messo nella categoria “facile da montare””

Dovrei ridere?

Utrecht_Moreelse_Democrite

Al massimo rido per non piangere di fronte a questo schifo.

Utrecht_Moreelse_Heraclite.JPG

[Le immagini sono i quadri Democrito ed Eraclito, di Johannes Moreelse.]

Comunque, esaminare queste frasi una ad una risulterebbe noioso, quindi le raggrupperò in tre categorie. Inoltre, ho tentato di pensare a qualche battuta per commentare questo schifo, ma non mi è riuscito sempre: anzi, dopo un po’ mi è venuta solo una depressione mista a rabbia. Quindi, fate pure voi, ma mi raccomando: non abbassatevi al livello di chi le ha ideate.

1) Gli insulti contro le “troye”

Si raggruppano qui tutti le battute offensive contenenti quella parola, unita a simpatiche metafore sessiste.

“Sei così troia che sul catalogo IKEA ti hanno messo nella categoria “facile da montare””

Questa è comunque pura fantascienza: niente di quello che vendono all’IKEA è facile da montare, fidatevi.

“Sei così troia che sembri una lavatrice… Ti fai neri,bianchi e colorati tutti a 90°”

Al di là del sessismo, ma chi cavolo sarebbero gli uomini “colorati”?!

“Sei così troia che quando ti pieghi hai già 4 cazzi in culo”

Molto raffinata, invero.

“Sei così troia che quando passi i cani abbaiano”

Ohibò, i cani m’abbaiano sempre contro: che sia io un troio?

“Sei così troia che per scoparti devono prendere il ticket”

Come NON fare un crossover fra Bocca di Rosa e la sanità pubblica.

“Sei così troia che quando la prof parla della guerra di Troia tu arrossisci”

Manco alle elementari si può concepire una cretinata simile.

“Sei così troia che durante la lezione di scienze, alla domanda “qual è il tuo animale preferito” rispondi l’uccello”

“Sei così troia che a forza di sculettare le anche ti hanno chiesto le ferie”

“Sei così troia che l’unica Miss che vorresti essere è “Missvesto””

“Guarda che per “aperto al pubblico” non intendevo le tue gambe, troia”

“Sei così troia che le uniche note musicali che conosci sono “Si La Do””

fanwriter91: – Orpo, questa la diceva anche il bullo omofobo che avevo alle superiori! –

“Sei figa, sei bella, sei troia monella”

Sei frustrata, sei sessista, sei una bella maschilista!

“Sei così troia che quando guardi una banana subito ti ecciti”

“Sei così troia che invece di studiare le materie te le fai”

“Sei così troia che sei gelosa pure della polvere perché se la scopano tutti”

“Sei così troia che mi ricordi gatto Silvestro… Solo che a differenza sua tu l’uccello lo prendi sempre”

… No, il furry pornografico su Silvestro e Titti no!

“Sei così troia che è più facile dire a chi non l’hai data che a chi l’hai data”

“Sei così troia che a forza di contare quante volte apri le gambe sei migliorata in matematica”

Tu invece continuerai a prendere due: questa mentalità maschilista mal si coniuga con il razionalismo necessario per la divina matematica.

“Sei talmente troia che anche se cerchi di tenere le gambe chiuse, queste rimangono aperte”

“Sei talmente troia che a forza di tenere le gambe aperte, le ossa si sono calcificate in modo da farle restare aperte”

“Sei così troia che hai visto più palle te che un albero di Natale”

“Sei così troia che a forza di provarci con tutti, hai cercato di portati a letto pure tuo padre”

Se qualcuno viene a dirmi che ‘sta roba non è offensiva non so come reagisco.

“Sei talmente troia, che giochi a Pokémon Go solo per catturare l’uccello leggendario”

“Sei così troia che a primo impatto sembri vegana, visto che mangi solo piselli”

Sempre meglio di te che ti rodi dall’invidia (che è pure un tipo di insalata).

“Come maledire una troia: Spero che ti vada la sborra di traverso”

Non ti auguro di ricevere il rispetto che mostri solo perché non voglio abbassarmi al tuo livello.

2) Il sessismo cinofilo

In questa categoria si trovano tutti i velenosi insulti contenenti invece riferimenti alla femmina del cane.

A questo proposito, ma perché “cagna” è un termine spregiativo sessista? Grazie ai miei studi classici, so che lo era già nell’antica Grecia: Elena infatti definisce se stessa in questo modo per il suo tradimento ai danni di Menelao.

Parliamoci chiaro, anche “cane” è un insulto, se urlato a un essere umano. Però, significa che una persona è inferiore e vile, mentre cagna sta indicare una donna facile.

Perché non usare queste offese solo nei confronti di pessimi attori?

“Sei così cagna che quando entri su Snapchat l’applicazione del cane si attiva da sola”

Non sono abbastanza social e gggiovane per capirla…

“Sei così cagna che quando ti fanno un complimento invece di arrossire, scodinzoli”

Immagino che tu invece muoia dalla voglia di ricevere un complimento: è buona quest’invidia?

“Sei così cagna che invece di metterti il profumo ti metti l’antipulci”

“Sei così cagna che tutte le volte che vedi un ragazzo abbai”

“Sei così cagna che ti scambiano per un barboncino”

“Sei così cagna che quando entri in un ristorante ti chiedono quale tipo di croccantini vuoi”

“Sei talmente cagna che dopo il sesso non vuoi le coccole, ma i croccantini”

“Sei così cagna che quando ti vedo ti scambio per il mio cane”

“Sei così cagna che quando chiedi un ritratto ti disegnano un cane”

“Sei così cagna che non fai distinzioni tra cani e ragazzi”

Che battute originali e differenziate, davvero!

“Sei talmente cagna che capirai questo: Bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau bau”

Età mentale necessaria per ridere di questa battuta: tre anni.

3) Lo slut-shaming vario ed eventuale

Strano, ma vero, ci sono in questa raccolta anche insulti che non contengono nessuna delle parole “troya” e “cagna”: eccole a voi.

“Taci che hai preso più schizzi te che uno scoglio in mare”

“Non potrai mai essere alla mia altezza, anche perché sei sempre messa a pecora”

“Ti piace così tanto la geometria, che l’unico angolo che conosci è 90”

Ho capito che hai preso tre in trigonometria, ma non è scrivendo battute sessiste che rimedierai.

“C’e un inizio e una fine ma tu dentro le mutande hai un pozzo che ha un inizio ma non una fine”

Cos’è, un paradosso filosofico? No, è solo altra merda.

“Mentre cerchi il Principe Azzurro evita di farti tutto il reame”

Infatti, stai a sentire lei: devi arrivare vergine all’altare, obbedire in tutto e per tutto al principe e poi stare a casa ad accudire la prole. Ma anche no.

“Hai un buco così grande a forza di scopare, che quando non trovi parcheggio basta che apri le gambe e lo trovi”

La finiamo con questa stronzata?! Perché un uomo che va con tante donne è bravo ed esperto, mentre una donna che va con tanti uomini è “rovinata e usata”?! Non è minimamente vero!

La verginità femminile non ha alcun valore mistico o concreto, e non rende una donna migliore di un’altra. Tutto questo è solo un costrutto ideologico maschilista ideato nei secoli passati per privare le donne della libertà nella loro vita sessuale: deve finire!

“Sei come le zanzare, succhi che è una meraviglia”

Questa almeno è scientificamente corretta: infatti, le zanzare che succhiano il sangue sono le femmine. Per maggiori informazioni, consiglio il video di Scienza Brutta del prode Capitan BarbascuraX!

“Tesoro è inutile che scrivi stati sull’amore eterno in stile Shakespeare, se poi salti da un cazzo all’altro come un canguro”

Tesoro, è inutile che scrivi post sull’8 marzo se poi collezioni battute maschiliste per divertimento!

Dopo tutta questa sofferenza, segue un capitolo dove “l’autrice” ringrazia le sue lettrici per le più di duemila visualizzazioni (!!), e propone loro di inventare altri begli insulti sessisti.

Ed ecco a voi quello che le solerti lettrici le hanno suggerito!

“Sei così troia che mentre tu hai fame di cazzi, io ho fame di cibo”

Sono gusti, ma fatti un po’ i cavoli tuoi: letteralmente, fatteli lessi e non dar noia ad altri!

“Hey tu, troia, hai finito col mio ragazzo o ne hai ancora per molto? No sai solo per sapere..così mentre voi due scopate, io vado a comprare la benzina e vi do fuoco”

“Sei così troia che tutto quello che senti ha un doppio senso”

No, perché voi invece siete sante, già. Non avete scritto e letto un libro pieno di insulti volgari e squallidi, proprio no.

“Sei così troia che l’altezza di un ragazzo la misuri con il pene anziché con i centimetri”

Beh, gli inglesi usano i pollici, quindi perché no? Però c’è un problema, ovvero: prendiamo come unità di misura il pene in erezione o quello a riposo? E nel secondo caso, quando fa freddo o a temperatura media?

L’importante è non prendere quello di Rocco Siffredi, altrimenti poi è un casino: bisogna sempre usare i sottomultipli, e sai che pasticcio con le equivalenze.

“Sei così troia che mi sembra di stare nel regno animale….da donne a cagne”

Che combo spettacolare, un insulto contenente sia la parola “troya” che “cagna”: complimenti maryNH93, hai vinto il Sexist Award!

E non è ancora finita qui!

Nell’ultimo capitolo, una delle due lettrici più solerti (la già citata maryNH93) fa cenno in un commento a un qualche problema che “l’autrice” avrebbe avuto con Wattpad. Preso dalla curiosità, ho guardato un po’ la pagina delle conversazioni di questa avrilfourever e il primo post è di una certa GiadaMazza.

Il testo è questo:

“Ragazzi, so che può sembrare un falso, ma sono avrilfourever sotto un altro account. Purtroppo wattpad mi ha cancellato ogni cosa, e così ho dovuto creare un nuovo account. Naturalmente le storie le riscriverò e andrò avanti. Che mi crediate o no, questa è la verità. Sta a voi se credermi o no. Spero solo che voi mi crediate.

Un saluto

“Giada”

Effettivamente, andando sul profilo di questa GiadaMazza si trova la stessa raccolta di insulti schifosi, anche se sono solo trentotto di essi.

Della serie, l’amministrazione di Wattpad era intervenuta contro costei, e la nostra incredibile umorista, anziché capire che forse esiste una cosa chiamata rispetto, semplicemente si è messa a ripubblicare tutto su un altro profilo creato lì per lì. Chapeau, proprio.

E ha avuto un discreto successo, con le sue quasi dodicimila visualizzazioni e nessun commento negativo.

Non penso che sia necessario dire altro per farvi capire quanto e perché questa roba faccia schifo.

Anzi, credo che sia opportuno cedere la parola a writherITA, il gruppo di scrittura su Wattpad che si è posto come obiettivo la sensibilizzazione ai temi del femminismo e la lotta contro ogni forma di discriminazione.

Quando Evgenij ci ha scritto e segnalato questa raccolta stentavo a crederci. Come può essere possibile trovare divertente degli insulti di questo tipo? Come può essere possibile che una raccolta del genere abbia un riscontro così ampio e positivo da parte degli utenti? Da dove deriva tutto questo odio?

Non posso aggiungere altro alla perfetta analisi fatta in questo articolo sul caso scoppiato con queste raccolte qui su wattpad, ma posso solo arrivare a una considerazione importante.

Finché in giro ci sarà chi la penserà così, noi saremo qui per batterci, per sensibilizzare, per smuovere gli animi.

Perché crediamo nella possibilità di poterlo cambiare un po’ questo mondo che sembra girare al contrario.

E finché ci sarà chi la penserà come noi, allora significa che non è tempo perso il nostro.

A quella gente che ride di quegli insulti, a chi ne inventa degli altri e a chi ha creato quelle raccolte mi verrebbe da dire: ci pensate mai se fossero dirette a voi quelle parole? Se dell’odio ingiustificato vi si riversasse addosso, come vi sentireste? Credete che quello che scrivete in quelle raccolte non sia pericoloso?

No, lo è.

Ne è pieno il web di notizie di ragazz* vittime di bullismo che decidono di farla finita. Per cosa? Per dei giudizi, che nessuno ha chiesto, manifestati con insulti pesanti e discriminatori. Nasciamo liberi in questo mondo, liberi da preconcetti e giudizi che poi ci vengono affibbiati da chi si sente in dovere di giudicare il comportamento di una persona. Ma chi vi dà questa libertà, invece? Chi siete voi per ergervi giudici insindacabili?

Le parole sono importanti, vanno usate con cura e possono ferire e uccidere, anche più di un’arma.

WritHer Staff

Passate a dare un’occhiata alle belle iniziative sulla pagina di writherITA!

Dai, abbiamo stroncato quest’orrida raccolta…

Peccato che a_dreamy_little_girl me ne abbia segnalata pure un’altra!

Quest’altra s’intitola “Sei Così Troia Che…”, ed è dichiaratamente una raccolta di insulti da usare contro le “troie”, stando alla descrizione. La demolirò a breve, con grande furia e sommo gaudio!

Con indignazione,

Evgenij



E ora… la scena dopo i titoli di coda! Sempre a cura di fanwriter91!

Ecco a voi il nuovo scontro di Demoni di EFP: Death Battle!

Yang stava guidando la sua moto tra le rovine di Fanficcinopoli.

Cosa ci faceva ancora lì? Purtroppo la macchina del team RWBY aveva preso una buca (di trama), Yang ci era caduta dentro ed era tornata al punto di partenza.

Durante il giro, notò un tizio alto e muscoloso che stava fermo a non fare nulla.
Yang suonò il clacson, ma lui non si mosse.
Fu così che lei gli andò addosso, sfasciando la moto.
– NOOO! Era così giovane! – pianse avvilita.
Giratasi verso il tizio, gli disse:- Ora ti faccio il culo, sai cos’hai fatto? –

Lui si girò.
– Sto seguendo la mia stella. –
Yang si grattò la testa.
– Ah… astrologo? –
– No, maestro di Hokuto, l’uomo dalle sette stelle, l’orsa maggiore è il mio simbolo. –
– Ehi, sembra figo! –

– Non lo è. Il cammino del dio della morte è costellato di sofferenze e tristezza. Ogni passo è pura depressione. Puoi imparare mille mosse, ma non potrai beartene. Il tuo ruolo è uccidere, ma mai per vendetta, solo per impedire che… –

Yang gli tirò un pugno e lo scaraventò contro un palazzo.
– I’m Yang, let’s fight! –

FIGHT!

Rialzatosi, Kenshiro si mise in posa.
– Preparati! Io sono il dio della morte! –

Yang gli tirò una mela in faccia. Kenshiro rimase a guardarla perplesso per qualche secondo, mentre Ryuk raccoglieva il frutto da terra e si dileguava cominciando a divorarlo.

Non appena lo Shinigami sparì dalla scena, i due cominciarono a prendersi a pugni: Kenshiro in vantaggio, riusciva ad anticipare le mosse della sua avversaria grazie alla maggior esperienza.
– L’orsa maggiore mi protegge! –
Con un calcio spedì via la bionda, ma lei sparò coi guanti per darsi la spinta, gli atterrò davanti e gli dette un pugno. Senza smuoverlo.

In risposta lui la colpì sul petto.
– Ah! Mi hai appena toccato le tette, porco! – strillò lei.
– Stavo cercando di premere i centri nervosi, ma il grasso li stava comprendo, ma ho una tecnica adeguata, perché l’Hokuto Shinken è… –
Yang gli tirò un pugno.
– Di certo è prolisso! –

I due continuarono a darsele di santa ragione, Yang sollevò una macchina (sul quale stava il Passante, tornato indietro a riprendersela) e la tirò contro il maestro di Hokuto, ma questi la disintegrò con un raggio di ki. Il Passante volò in aria, lasciò dietro di sé una scia di fumo e si schiantò a terra.

Yang a quel punto scaricò tutti i suoi proiettili contro l’avversario, ma questi avanzava spedito.
Guardatasi attorno, lei s’illuminò, entrò in un hangar e ne uscì a bordo di un carro armato.
– Sarò io a trionfare! –
La cannonata colpì Kenshiro in faccia, ma non lo rallentò nemmeno.

Il maestro di Hokuto cominciò a tempestare di cazzotti il mezzo, che esplose due secondi dopo che Yang si era gettata fuori.
– Ehi, un momento! Questo è un carro armato, non puoi farlo esplodere così! –

Preso il cellulare, la ragazza disse:- Zio, sono io! Telefona a quel tuo amico e digli di colpire il tizio annoiato con cui sto combattendo! Come sarebbe a dire che non sai dove trovarmi?! Non prendermi per il culo, so benissimo che il mio smart è tracciato ventiquattro ore su ventiquattro! –
Un secondo dopo un satellite sparò un raggio nucleare che colpì il Passante.

– Ho detto il tizio annoiato, non lo sfigato!!!-
Il secondo raggio colpì Kenshiro, riducendo in pezzi tutto il quartiere.
– Allora, che ne dici? – chiese la biondona.

Dalle macerie emerse l’uomo dalle sette stelle.
– Mi costringi a usare il 100% della mia forza! –
– Aspetta, se eri così forte perché non l’hai usata subito? –

Kenshiro fece qualche gesto.
– Tecnica segreta della distruzione celeste! –
Yang si abbassò appena in tempo.
– Cuore delle sette stelle! –
Kenshiro usò la sua arte per muoversi con movimenti imprevedibili… che Yang previde senza problemi e lo gonfiò di botte.
– Come puoi anticipare le mie mosse? –
Yang sorrise.

– Bella zio, ti basi sull’orsa maggiore e parli di sette stelle, va da sé che passi da una posizione all’altra seguendo la posizione delle stelle. Guarda che conosco il grande carro, ho fatto le medie! –
Kenshiro era allibito: in duemila anni nessuno era mai riuscito a decriptare le mosse così in fretta!
– Non può essere! –
– Poi, sai com’è… Guarda che dalle mie parti non devi mica dire “super pugno della distruzione” o qualcosa del genere perché funzioni. –

Kenshiro gonfiò la sua confezione da sei.

– L’Hokuto Shinken non può essere sconfitto! Questo perché… –

Yang non lo stava ascoltando, si era infilata le cuffie nelle orecchie, in attesa che finisse il discorso.
– Io ho affrontato molti avversari, sconfiggendoli tutti… –

Yang non lo cagava ancora, aveva infatti scoperto un blog noto come Demoni di EFP, e si stava sganasciando. Provvide anche a cliccare sulle stelline e a condividere.

– La mia è filosofia e lotta! Come lo Yin e lo Yang, donna e uomo lottano con due differenti vie… –
La bionda ormai non ne poteva più e si chiese seriamente perché nei cartoni giapponesi i personaggi parlassero per intere puntate. Secondo i calcoli di Weiss, Goku vs Freezer sarebbe potuta durare solo cinque episodi, anziché oltre quaranta.
– Aspetta, come faceva Weiss a sapere i tempi di quello scontro? –

Yang fu interrotta nel suo flusso di pensieri da un raggio di ki che la scaraventò via.
– E questo è il motivo per cui vincerò. Hai domande? –

La combattente si rialzò un po’ preoccupata: capiva il prendere la vita con filosofia, ma quel tizio era talmente serio da risultare deprimente.
Rialzatasi, attaccò, ma, con un colpo di nanto, Kenshiro le mozzò mano e parte dell’avambraccio.
Yang crollò a terra.
– Oh, no! I’m disarmed! – esclamò.

Passò qualche istante di silenzio.
– Ma tu non ridi mai? – domandò al marmoreo maestro di Hokuto.

– La mia donna è morta. –
– La vita va avanti! –

– I miei genitori sono morti. –
– Ehm, ok, vita scalognata… –

– Mio fratello naturale è morto. –
– Sante quattro fanciulle, che sfiga! –

– I miei fratelli adottivi sono morti. –
– E io che pensavo che Qrow portasse rogna… –

– Mio cognato è morto. –
Yang, comprendendo che la cosa sarebbe andata per le lunghe, ordinò su Amazon un arto di ricambio.

Durante l’attesa, andò a prendere un lettino, fece sdraiare Kenshiro, prese una sedia, ci si sedette sopra, tirò fuori un block-notes e cominciò a prendere appunti. Si rese presto conto che il quantitativo di morti di cari che Kenshiro aveva sopportato era tale da far sembrare Dark Souls un mondo felice e spensierato. Tranne dopo l’eventuale morte di Solaire. Sia lei che Ruby avevano pianto per una settimana, quando era accaduto, Blake si era fatta solariana e Weiss gli aveva pure organizzato un funerale.

Nel frattempo il pacco arrivò.
– … e fu così che il cane del cognato del mio vicino morì precipitando in una voragine che si era aperta a causa dello scontro tra due testate nucleari… –

– Combattiamo! – disse la ragazza tirandogli un cazzotto e nel tentativo di alleggerire la storia, che ormai era diventata deprimente.

Kenshiro recuperò l’equilibrio.

– Preparati! Io sono il dio della morte! –

Una tavoletta di cioccolata lo colpì. Kenshiro, perplesso, abbassò lo sguardo sul dolce.

Shidoh allungò un arto nel tentativo di raccogliere il cioccolato, ma venne travolto dalla carica dei due lottatori, che subito dopo sfondarono la porta di un locale, facendo scappare i clienti.

Yang tirò un tavolo dietro a Kenshiro, ma questi lo spezzò con un taglio di nanto, poi usò la “mano violenta di Hokuto”, sparando un raggio che disintegrò la parete dietro.
I due si lanciarono l’uno contro l’altra, ma dopo un secondo un ceffone li sbatté fuori.

– Ma che cavolo… – pensò Yang.
Rialzatasi, vide Tifa di Final Fantasy che agitava il pugno minacciosa.
– Provate a sfasciarmi ancora il locale e vi ammazzo entrambi!- sbraitò, e chiuse la porta, o quel che ne rimaneva.

Yang abbassò lo sguardo, imbarazzata.
– Meglio non farla arrabbiare. Ok che su Screwattack l’ho battuta, ma andiamo, che possibilità avrei avuto contro una che resiste a una supernova? Comunque, devo dire che ha un gran bel davanzale, le avessi io due bocce del genere… –

Ricordatasi dello scontro e non volendo farsi contagiare dalla parlantina nipponica, Yang tornò a combattere. I due continuarono a darsele per pagine e pagine, furono tipo l’equivalente di cinque puntate di sola azione senza tempi morti, ma per comodità diremo che alla fine erano entrambi sfiniti. Accenneremo anche al fatto che Yang usò il Passante come arma, poco efficace, invero.

– Ma come… come può l’Hokuto essere inefficace? – ansimò Kenshiro.
– Semplice: mi muovo. Il tuo mirare ai punti di pressione funziona se e solo se l’avversario resta fermo. Però io paro e mi muovo, così non li colpisci come la giusta precisione. Fine. –

– Io non posso perdere, poiché è volontà del cielo che io trionfi! Il destino è scritto nelle stelle! –
Yang s’infilò una mano nella scollatura e telefonò immediatamente a Weiss.
– Come minchia faccio a batterlo? Ha dalla sua il cielo! –

– Yang, il cielo non esiste, non è una cupola e ci appare azzurro solo perché l’atmosfera filtra la luce solare. Le stelle poi non c’entrano nulla col destino, sono solo giganteschi ammassi gassosi che bruciano a miliardi di chilometri di distanza. –

– Wow, grazie! Aspetta, ma questa battuta l’hai presa dal Re Leo…-

Weiss concluse la comunicazione: era ora di chiudere lo scontro.

Yang caricò, schivò un colpo, aggirò l’avversario, si sfilò il reggiseno con una sola mossa e lo avvolse attorno alla gola di Kenshiro.
Ken provò a liberarsi, ma l’indumento era stato progettato per reggere un peso immenso, per cui resistette, fino a quando Kenshiro non crollò a terra stecchito.

K.O.!

Next time on Demoni di EFP – Death Battle…

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PS: (Aggiornamento del 09/01/2020) Ho appena scoperto che entrambe le versioni di questo ammasso di insulti sessisti e slut-shaming sono sparite per sempre da Wattpad! Urrà!

12 pensieri su ““Citazioni per una Troia” (Un bel manuale di slut-shaming)

  1. Sono molto contento della vostra iniziativa a favore di una maggiore sensibilizzazione del web su questi argomenti…gli insulti che ho letto sono deliranti! E temo che agli insulti, spesso, seguano azioni pure peggiori…

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  2. Ma esattamente qual è lo scopo di queste “citazioni”? Far ridere? No, perché io non ci trovo assolutamente nulla di divertente, in nessuna. Casomai mi metto le mani ai capelli.
    Per quanto riguarda quello che hai detto tu, Evgenij, vorrei puntualizzare una cosa. Tu sostieni che a fare slut-shaming quando si tratta dell’abbigliamento femminile “non sono solo aspiranti stupratori, ma persone che si credono “per bene””. Dici che “costoro […] non si sognano neanche di pensare con la propria testa, vanno tutti a messa la domenica (siamo in Italia!), e sfogano la loro frustrazione per la vita miserabile alla quale sono costretti dalla loro stessa ignoranza seminando odio e sputando veleno”. Dici che “hanno in realtà sempre bevuto in allegria con gli amici anche fino a vomitare o svenire, ma sono uomini: sanno di non aver mai avuto nulla da temere”. Ecco, questa mi sembra una generalizzazione eccessiva. Ci sono anche persone – sia maschi, sia femmine – che si esprimono in un certo modo perché influenzate dai retaggi maschilisti esistenti nella nostra cultura e perché troppo immature per rendersene conto. Non si può fare di tutta l’erba un fascio dicendo che “sfogano la loro frustrazione per la [loro] vita miserabile”… Semplicemente, oltre a persone più o meno adulte che sono maschiliste e piene di orribili pregiudizi, c’è chi è ancora molto giovane e non ha sviluppato una mentalità abbastanza critica da capire che – contrariamente a quanto spesso ci viene inculcato sin dall’infanzia – non bisogna sputare sentenze contro una donna che ha una vita sessuale attiva. Perché il problema è l’educazione e la “formazione”… Se si cresce in un ambiente sessista, non è così facile accorgersi di certe cose prima di raggiungere un po’ di maturità, non so se mi spiego.

    Solo una puntualizzazione… Ovviamente concordo con l’idea di stroncare raccolte come questa di cui hai parlato e far notare quanto sia sbagliato diffondere determinate affermazioni 🙂

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    1. In base ai commenti che ho trovato, delle ragazze avevano trovato queste battute molto divertenti, tanto che hanno poi voluto contribuire, come ho spiegato.

      Quanto al tuo appunto sulla mia filippica iniziale, l’avevo intesa più contro gli adulti irrecuperabili (quelli che lasciano commenti del genere che ho citato, le mamme pancine che si arrabbiano con “maestrine” e “faciline”). Sì, forse ci sono delle generalizzazioni, ma chi accetta in modo passivo questi pregiudizi non ricade poi forse nella mia descrizione? Da una certa età in poi, l’ignoranza è una scelta (che rende estremamente infelici, a mio parere), e come tale se ne è responsabili. Per carità, non volevo dire che l’autrice fosse in questa categoria, anche se sfortunatamente rischia di essere sulla buona strada. Però sì, ho usato uno stile volutamente predicatorio e provocatorio, e così ho perso alcune sfumature: quindi accetto questa tua puntualizzazione.

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      1. Sì, capisco che a volte bisogna andare direttamente al punto e tralasciare le sfumature, per così dire. E ovviamente, a un certo punto della vita, l’ignoranza non è più una scusante; ci può stare avere determinate convinzioni nell’infanzia e nella prima adolescenza, credo… ma poi bisognerebbe iniziare ad acquisire una certa consapevolezza, al di là di ciò che la società ci può inculcare in testa.
        Però ci tenevo a puntualizzare, perché ho notato che talvolta si appare troppo radicali su alcuni temi relativi alle discriminazioni di genere. Non è il caso di questo blog, ma al di fuori succede – quindi le tue parole potrebbero anche essere viste come un tentativo di fare di tutta l’erba un fascio. Chi ti segue da un po’ capisce meglio la tua posizione, ma per persone che approdano qui le prime volte può essere necessaria qualche precisazione 🙂

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  3. Per collegarmi a quanto scrive Lettrice su una cultura fortemente maschilistica tipica della nostra società, vi racconterò un episodio che mi è accaduto qualche settimana fa. Seguo con una certa regolarità una delle tante pagine facebook che trattano del campionato di calcio della Serie A. Premetto che, di solito, il linguaggio e i temi adottati su questa pagina sono abbastanza corretti, considerato il contesto e l’argomento, anche se, naturalmente, buona parte di coloro che intervengono hanno la tendenza a prendersi un po’ troppo sul serio…ma questo è un altro discorso, perdonate la divagazione. Come dicevo in precedenza, toni e tematiche sono di solito tranquille: un giorno, con mio grande sgomento e non poca perplessità, leggo la seguente frase che recitava più o meno così: «Il calciatore X è così forte da stuprare il calciatore Y». Ora, al di là della questione puramente calcistica che non intendo certamente riprendere in questa sede, quello che mi lasciò perplesso e disgustato era l’uso del verbo stuprare in un contesto che non avrebbe dovuto avere nulla a che vedere con lo stupro. Scrissi sulla pagina in questione facendo notare che era un uso sbagliato del verbo stuprare e chiedendo di cancellare il post in questione. Le risposte che ottenni in proposito possono essere suddivise in due grandi categorie principali: quelli che mi facevano notare «che non avevo senso dell’umorismo (!!!!!!)» e quelli che, bontà loro, cercavano di spiegarmi che il verbo sotto accusa poteva essere certamente usato in quella circostanza, per esprimere, in senso figurato, la supremazia di un calciatore su un altro.
    Vi lascio immaginare la mia faccia mentre leggevo questi commenti…Alla fine ho dovuto inserire il link alla pagina del Vocabolario Treccani per dimostrare loro che non esisteva quel significato del verbo stuprare al quale loro si appellavano…Per fortuna ho anche ricevuto solidarietà (grazie al Cielo!) da parte di altri utenti, però questo episodio mi ha dimostrato, ancora una volta, quanta ignoranza mescolata a superficialità alberghi nel maschio italiano medio del XXI secolo…

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    1. Per quanto sia triste ho notato che il verbo “to rape” è usato anche nelle pagine dove si fanno gli scontri tra personaggi immaginari. Dietro a “stomp” e “curb stomp” c’è appunto “x can rape y”, per dire che lo può schiacciare.

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  4. Questa mi era sfuggita però scusa ma ho da ridire fortemente su questo punto:
    “Solo che a differenza sua tu l’uccello lo prendi sempre”
    … No, il furry su Silvestro e Titti no!”
    Ehm cosa c’entra il furry con questo abominio? Forse intendi lo yiff, che è il porno ed eros nel furry specifico, ma non vuol dire che sia una cosa negativa, e oltre a paragonare un intero universo non necessariamente osé ne parli come se fosse una cosa terrificante quanto questa pseudo fanfiction. Titti e Silvestro così come Bugs e Daffy SONO furry, cioè animali antropomorfi.

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    1. Sì, intendevo che quella “battuta” mi faceva venire in mente scene pornografiche fra Silvestro e Titti, che a me non piacerebbero, ma è il mio gusto personale. Ammetto di non sapere di queste distinzioni, mi spiace per la mia ignoranza: provvedo a correggere.

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