“Daemon | j.b|” (Rapimenti, sempre rapimenti…)

-Mia Lady?-

La Bionda punzecchia con l’unghia la spalla di Lady R, immersa in uno stato di trance con le cuffie nelle orecchie. -Siamo atterrate. Aeroporto di Dressrosa Cazzoridi.-

La recensora si sfila gli auricolari, grugnendo. -Che volo. Finalmente arrivate, quanto ci divertiremo!-

La Bionda scuote la testa. -Siete sicura, Mia Lady? Questi individui sono poco raccomandabili.-

-Non con gli alleati. Ci tratteranno coi guanti di seta, vedrai. E poi, anche a loro interessa questa causa. Sono stronzi, non scemi.-

La ragazza si rivolge verso una telecamera immaginaria, sorridendo.

-Abbiamo bisogno di cattivi fighi, e li abbiamo trovati. So che vi piaceva Dark Souls, pubblico a casa, ma per questa recensione andiamo in un altro posto.-

 

Recensora e scudiera giungono nella piazza centrale, dove sette persone attendono sotto il sole cocente. Uno di loro, che siede al centro del gruppo, solleva una mano in un cenno di saluto.

-Salve, signore. Benvenute a Dressrosa: Isola dei sorrisi, dell’armonia e dei giocattoli.-

Il sole fa brillare i suoi capelli biondi e disegna un riflesso perlaceo negli occhiali da sole rosa. Il vento scuote appena le piume rosa dell’enorme cappotto che porta appoggiato sulle spalle, le braccia scoperte raccolte in grembo.

-Onorati di conoscervi, capitano Donquixiote Doflamingo.-. La scudiera fa la riverenza. -Io sono La Bionda, e la mia signora Lady R…-

Ma si interrompe: lo sguardo della recensora è perso altrove.

-Così…-. Stelline brillano nei suoi occhi.

-State bene, signorina?-

Lady R si lancia in avanti come un ghepardo e si tuffa di testa nel cappotto piumato.

-COSÍ FLUFFOSO!- esclama prima di svanire al suo interno. Solo i piedi sporgono dalla morbida superficie.

-Ecco, è affondata.- Doflamingo fa facepalm. -Tiratela fuori, che in questo universo non ci sono resurrezioni.-

La Bionda tira Lady R per i piedi, deponendola sulle piastrelle. La guerriera sputa piume rosa, un’espressione d’estasi sul viso e cuori negli occhi.

-Fluffoso come un fenicottero.- ansima la recensora.

-Lo dicono in tanti.- il capitano rassetta sul naso gli occhiali da sole. -Questa è la mia famiglia, una parte per lo meno. Sono qui per aiutarci.-

-Ben detto, padroncino!-

Un uomo gigantesco avanza con un rumore appiccicoso. Rivoli di moccio colano dalle sue narici, dalle sue vesti, dalle sue mani. Le recensore si fanno indietro, mentre gli occhi del nuovo arrivato dardeggiano da sotto gli occhiali scuri.

-Allora, padroncino? Sembrano solide. Mi dicono che sanno cavarsela da sole, ottimo così. Sono Trebol, come ti va?-

Egli porge una mano grondante a Lady R, che gli scocca uno sguardo che dice “se mi tocchi ti fracasso”.

-Smettila.- interviene una voce alle sue spalle. -Le spaventi, lascia fare a me.-

-Io non sono spaventa…- ma Lady R si interrompe quando il secondo uomo, magrissimo e dai lunghi capelli castani, si produce in un inchino degno di Steven Tyler. Petali di girasole adornano il colletto del suo lungo mantello rosso.

-Lieto di conoscervi, dolci damigelle. Io sono Diamante. Invece,- indica un enorme uomo alle sue spalle, con lunghi capelli lilla e spalle grandi come un banco di scuola, -lui è Pica. Lui ha dato il nome al vostro aeroporto.-

-Come mai?- domanda La Bionda, ma Pica scuote la testa senza parlare.

-È muto?- sussurra Lady R all’orecchio di Diamante.

-A volte vorrebbe.- risponde questi a bassa voce. Una vecchia alle sue spalle, metà dei capelli rossi e l’altra metà gialli, si fa avanti come per seppellire il prima possibile la questione.

-Io sono Jora, molto piacere. Poi lei è Baby 5, e quello è il mio piccolo dolce Dellinger.-

Un adolescente biondo si dondola sui tacchi delle scarpe snudando candidi denti aguzzi. Una pinna nera da squalo sporge dalla sua schiena. Si fa infine avanti una ragazza mora, che indossa un corto abito da cameriera francese. Una sigaretta accesa pende dalle sue mani.

-Io sono Baby 5. Come posso esservi utile?-

-Lo vedrai.- dice Lady R squadrando il gruppo. Baby 5 si posiziona sull’attenti accanto agli altri.

-Non c’era altra gente? Siete pochini.-

-Gli altri stanno facendo la guardia a casa.- spiega Doflamingo. -Abbiamo sorteggiato chi viene a quest’incontro con le pagliuzze. Gladius sta ancora bestemmiando, ci teneva tanto.-

Lady R storce le labbra. -Dovrebbe esserne grato. Perché recensiamo Daemon, e bisogna essere ben temprati per saperla gestire.-

Un momento di silenzio attraversa gli sguardi dei presenti. Dellinger si stringe alla spalla di Jora, Baby 5 si tormenta le dita, Diamante e Pica si avvicinano l’uno all’altro, e persino Doflamingo sembra intimorito.

-Mah, io me la sento.- annuncia Trebol schizzando muco addosso a tutti. -Andiamola a pigliare. Che male ci fa?-

-Sono d’accordo.- esclama Jora. -Non potrei permettere al mio piccolo Dellybeans di crescere con questa robaccia.-

-E allora divertiamoci.- . Doflamingo si mette comodo sul trono e apre il PC rosa e glitterato. -Portiamo qui quella roba e passiamola al setaccio per bene.-

Diamante solleva l’asta di un microfono, la fa roteare sopra la testa come una majorette, mima contro di essa il gesto di suonare una chitarra elettrica.

-It’s showtime!-

-Ma fa sempre così?- domanda La Bionda a Pica. Questi fa cenno di sì.

 

Daemon è una fic su Wattpad opera di LizEvelynHerondale, ed è stata conclusa nell’agosto del 2017. Centoquindicimila letture, cinquemilatrecento voti, mille libbre di sofferenza su di me, un milione d’imprecazioni per fanwriter91.

https://www.wattpad.com/story/29746152-daemon-j-b

La sinossi della storia è chiara e semplice.

“Può l’odio tramutarsi in amore?

Un assassino può amare?

Perché, si sa, l’amore vince su tutto. O no?”

-No.- dice Doflamingo. -Dopodiché?-

Si tratta di una fanfiction su Justin Bieber. Anzi, della solita fanfiction su Justin Bieber ispirata direttamente a “Danger”, in cui lui è un – ovviamente – criminale, che rapisce una ragazza per poi finirci assieme. Molto originale, senz’altro.

Egli viene tuttavia chiamato con lo pseudonimo Daemon – terzo nome più comune nei libri brutti, presente anche nelle varianti Damian, Damien e Damon, assieme a “Caleb” e “Alec”. Il soprannome dovrebbe dargli una patina di mistero, che però cade completamente perché, ehi, questa storia è taggata nella sezione “Justin Bieber”, ha la sigla “j.b.” nel titolo, il nome del ragazzo tra parentesi quadre alla fine della sinossi e ha in copertina una foto di Justin Bieber.

Evgenij (nel suo salotto, mentre osserva Lady R e i suoi alleati all’opera tramite un Palantìr):- Per un attimo, avevo pensato che fosse una fic su Targaryen: Daemon infatti è il nome di vari principi di quella dinastia, due dei quali furono figure affascinanti. Il primo è il principe furfante, re delle Stepstones assieme ai pirati e alleato della nipote e amante Rhaenyra durante la Danza dei Draghi, e il secondo è Daemon Blackfyre, primo figlio bastardo di Aegon il Mediocre e pretendente al Trono di Spade contro il fratellastro Daeron il Buono. Beh, forse è meglio che questa sia la solita fyccina su Justino el Biebero: ancora troppo doloroso è il ricordo della fyccina televisiva ad alto budget sulle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.-

Mettetevi comodi, miei cari, cominciamo.

 

La nostra storia si apre alla Western University. Ce ne sono tante, ma la prima che compare su Google è canadese (“University Of Western Ontario”), quindi propendo per quella. La nostra protagonista America, detta Mare, saluta la cugina Kim al cancello del college.

fanwriter91 (di fianco a Evgenij, mentre sfoglia delle foto che ha fatto ad Amazon Lily): – America? Come quella di uno dei tanti diari di un’autolesionista. –

College che, a quanto pare, si trova in un varco temporale che conduce nel Far West.

“Si dia il caso che ci siano assassini ovunque tu vada, e voglio che tu tenga gli occhi aperti”

Ma che è, il Boschetto del Cacciatore di Dark Souls 2?
D’un tratto, potentissime casse stereo cominciano a sparare musica di Modest Mussorgsky, e dal solito modellino del Monte Calvo posto vicino al tavolo al quale sono seduti Evgenij e fanwriter91 esce un ben noto video-recensore pizzetto-munito.

– Bella, che mi sono perso? – chiede The Someone. I due recensori lo fissano perplessi.

-Ma veramente noi stiamo seguendo la recensione in differita, tramite Pietra Veggente.- spiega il più alto dei due.

-Tanto per vedere se c’è qualcosa da commentare, visto che Lady R ha già trovato dei temibili alleati.- conclude l’altro.

-Ah!- dice The Someone un po’ imbarazzato. –Allora l’entrata in scena stavolta è stata inutile… Peccato, mi ero anche portato dietro dei ragassuoli pittoreschi…-

Dicendolo, indica una specie di uomo-montagna in tuta aderente con delle gatling fissate agli avambracci, una donna vestita da cowgirl con una benda sull’occhio, un gobbo sui pattini con uno scudo gigante, una ragazza dalla pelle scura e i capelli biondi circondata da insetti, un segaligno con due giganteschi spallacci coperti di spuntoni, un uomo con la bombetta e i baffi da Hitler che manovra delle marionette, un colosso bio-meccanico di quattro metri abbondanti, un samurai con il fodero a forma di fucile, un jazzista, una donna in colbacco con una valigia chiodata e un pennellone dai capelli blu con un trench bianco dalle spalline decorate di spuntoni.

– Sofferenza eterna a Vash the Stampede! – declama il tizio coi capelli blu.

-Com’ebbe a dire il signor Baggins, non mi danno fastidio i visitatori, solo vorrei essere informato prima che venissero a far visita!- borbotta Evgenij stizzito. –Va beh, non importa, basta che non ci disturbiate: ci stiamo perdendo la recensione in diretta via Palantìr.-

 

America riduce il tutto a una preoccupazione da poco, e si fa accompagnare nell’aula di storia, ove sente “una sensazione strana, come se qualcuno mi stesse osservando”.

“Un ragazzo mi stava fissando, con dei graziosi occhi nocciola, le labbra piene e una cresta biondo-oro.

Se ne stava in fondo alla classe, e mi osservava come se mi stesse studiando.

Nonostante fosse un bel ragazzo, non potevo che sentirmi a disagio. Insomma, un po’ di contegno, no?”

EGLI.

Baby 5 e Dellinger si nascondono dietro Pica. Jora si copre gli occhi. Diamante deglutisce.

-Già.- dice Doflamingo con voce stentorea. -Bieber D. Justin.-

Lo sguardo bruciante di Bieber la turba per tutta la lezione, e la ragazza – con un attacco di brio decisamente inaspettato per una Hope – decide di dirgliene quattro, ma desiste quando si accorge che se n’è già andato.

A mensa si ricongiunge con Kim, accompagnata dal fidanzato Lucas. Quest’ultimo è sconvolto: un suo amico del college, tale Andrew Benson, è sparito dalla circolazione. E non è il primo studente a sparire.

Mentre Kim consola il fidanzato, America nota di nuovo il misterioso stalker, trovandolo sexy (priorities, ladies), e semina cugina e ragazzo per chiedergli che vuole.

“Appunto personale: aveva un bel sorriso”

Il ragazzo la intimidisce, e America decide di lasciar perdere: rientrata alla mensa, tuttavia, nota che tutti la stanno fissando. Appena rientra in camera, inoltre, Kim inizia a bussare alla sua porta manco fosse il fisco.

A quanto pare, il ragazzo “non è un ragazzo qualsiasi”.

Si sospetta addirittura che ci sia lui dietro la sparizione di Andrew e degli altri.

E i commenti:

“Aspetta, cos’è che avevi detto un paio di ore fa? ‘perchè un assassino dovrebbe guardare me’? (O qualcosa del genere…) Ragazza ti stai per cacciare nei guai, ma si tratta di Justin sono sempre più sexy Bieber, quindi no problem 😏”

-Sto per vomitare.- dice Trebol. La Bionda solleva la gonna prima che si insozzi.

Il ragazzo è conosciuto solo come Daemon, e Kim prega la cugina di stargli alla larga.

Lei, invece, fa l’esatto opposto. Proprio come in “Danger”!

“Avevo intenzione di scoprire di più su quel Daemon. Non mi sarei mai data per vinta.”

The Someone si appunta mentalmente di assoldare anche il Genei Ryodan, come rinforzo. Non si sa mai.

Magari ne sarebbe anche uscita una gara di stile tra Doflamingo e Hisoka, e si sarebbero potuti vendere i biglietti sottobanco e raggranellare un po’ di Ka$h.

Suo malgrado, la sua curiosità verrà presto esaudita. America decide infatti di andare in biblioteca (col buio, dato che è Ottobre) e lungo la via viene narcotizzata. Questo atto chiude il capitolo uno, Daemon.

fanwriter91:- Banaleeeee… –

Immortan Joe:- Mediocre!-

Capitolo 2, Bad News, ottima rappresentazione di ciò che accade nelle vite di noi recensori.

America è in una stanza lercia, spaventata. Con lei solo un ragazzo col passamontagna, che se lo toglie rivelando di essere… DAEMON.

Capitan Ovvio ha chiamato, ha detto di essere sommerso di lavoro.

“Aggrottai la fronte incredula: «Cosa? Fammi capire: tu mi rapisci, mi rinchiudi in una cella puzzolente, come minimo DEVO sapere perché sono qui!» ero fuori di me. Rapitore o meno, lo odiavo.”

Egli rifiuta però di rivelarle perché l’ha rapita, e si accende una sigaretta ignorandola.

-Se fossimo in 4Kids sarebbe un lecca-lecca.- commenta Doflamingo, e tutti alle sue spalle ridono.

Tra una boccata di nicotina e l’altra, “Daemon” tira in ballo un tale Jason. A quanto pare è lui l’acquirente della giovinetta, ma El Biebero sostiene che, essendo America “fastidiosa” e “petulante”, lui se ne stancherà e la ammazzerà presto.

Poi si rinfila il passamontagna e se ne va, lasciando sola America. La ragazza, terrorizzata, pensa ad Andrew e Jacob e si addormenta.

Daemon ricompare poco dopo: la sveglia con un “Donna, svegliati”, e “aleggia” (sic.) su di lei armato di pistola.

America viene quindi condotta, pistola puntata alla testa, in una casa ricca e moderna dove troviamo Jason, intento a minacciare un certo Cody per avere dei soldi. Si tratta di Jason McCann, il personaggio di Justin in CSI: Miami, ma stavolta non è un doppio di Justin. È anzi un OC col suo nome, un uomo maturo, cosa più unica che rara in queste storie.

“Era piuttosto alto, e degli occhiali da sole ryban gli davano un’aria piuttisto mafiosa e i capelli bianchi non lo imbruttivano di certo.”

-Gli occhiali da sole del padroncino se li mangiano a colazione, quei “ryban”.- dice compiaciuta Baby 5. Un raggio di sole si riflette nelle lenti degli occhiali di Doffy, e schizza verso il cielo come un laser, manco fosse il Grande Mazinga. Tre o quattro piccioni piombano a terra carbonizzati.

-Che swag, signore.- commenta Diamante asciugandosi una lacrima.

Scopriamo dunque la ragione di questo rapimento: il padre di America…

Lady R si interrompe, pestando per terra. L’impronta dei suoi stivali si imprime nel cemento.

Il padre, dicevo, ha accumulato un copioso debito di gioco con questo Jason, il quale non essendo stato pagato per tempo ha deciso di “colpire il suo punto debole: la famiglia”.

-Io l’ho ammazzato, mio padre.- sogghigna Doflamingo.

Ricompare Daemon, o “Mr. Rabbia” come lo chiama America, che la conduce di nuovo via per prepararla per una “festa in barca tra gang”. Mentre il gangster la benda e la fa salire in macchina, ella piange in silenzio e si chiede cosa sarà di lei.

 

Doffy serra le labbra, rattrappendosi nel cappotto piumato.

-Scusate il padroncino, le bende sugli occhi suscitano in lui brutti ricordi.- dice Trebol interponendosi tra lui e le ospiti. -Ce la facciamo, su. Abbiamo passato di peggio, e poi li frantumiamo. Pensa alla vendetta.-. Gli accarezza la schiena, seminando muco nelle piume rosa.

-Già, pensa alla vendetta.- dice Lady R. -Qui nessuno giudica nessuno, eccetto le fyccynare.-

-Sto bene.- ansima Doflamingo. -Andiamo avanti con ‘sta porcheria.-

La macchina si parcheggia di fronte a “O mio dio! Armani!”.

Almeno non è Victoria’s Secret. E c’è un commento che ha stranamente senso.

“Ti hanno rapita , per colpa di tuo padre e…ti metti a urlare di gioia davanti a un negozio …?”

GRAZIE. LODE AL SOLE E AI COMMENTI INTELLIGENTI.

Daemon minaccia America con una pistola nella “ciacca” e le impone di non allontanarsi, di fingersi la sua fidanzata e di chiamarlo col falso nome di Taylor Crawford. Così, molto in medias res, finisce il capitolo.

Un po’ come le puntate di One Piece. *ba-dum tss*

L’autrice ha pietà di noi, e lo shopping ci viene risparmiato: il terzo capitolo, Carpe diem, si apre direttamente con America in cella visitata da Daemon armato. Come sempre ci sono citazioni alla lore di Justin Bieber, come le scarpe Supra rosse e il cappello della NY. Oltre a una frase che…

“Era troppo figo per essere un assassino”.

Commento: “Gli assassini sono fighi”.

La Familia Don Quixiote si mette in posa da Squadra Ginew.

-Cazzo se lo siamo!- esclama Jora.

-Perché? Facciamo qualco…- comincia Diamante, ma la vecchia gli tappa la bocca. -Diama’, per cortesia, non cominciare.-

Daemon conduce America nell’ufficio di Jason. Nell’attesa che arrivi, America decide di sboroneggiare e chiede a Daemon di rivelargli il suo vero nome.

Egli risponde con la violenza del caso, afferrandole le guance fino a farle male. Arriva Jason, fumandosi allegramente uno spinello, e Mare nota che anche Daemon è nel panico.

C’è un’emergenza: “gli sbirri” sanno della festa tra gang. I gangster sono quindi costretti a una fuga d’emergenza, ritirandosi nelle nevi perenni del Quebec. America è rassicurata dalla menzione della polizia, e suppone che nel caos della trasferta possa inventarsi una via di fuga.

Daemon, intanto, chiede a Jason cosa fare di lei.

“Non lo so! Uccidila, rapiscila, facci quel cazzo che vuoi! Io voglio solo scappare, ok?”

Come dice un commento: “Amico fattelo dire, per essere un gangster sei davvero un codardo…”. Ovviamente non la uccideranno, altrimenti non c’è più nessuna trama.

Daemon, ormai carico di autorità, trascina la ragazza in macchina. L’autista è “un ragazzo riccio” dagli occhi verdi –oh, no, porca miseriaccia NO – che deve tenere d’occhio la ragazza mentre El Biebero guida.

Per buona misura, la casa di Jason viene fatta esplodere. Gli piacciono gli effetti speciali, nulla da dire.

I tre giovani arrivano nel mezzo della boscaglia, in un rifugio nei boschi, ove ci viene confermato che il riccio è Harry Styles.

Un collettivo facepalm risuona tra i presenti.

Così si chiude il POV di Mare, intenta a lavarsi nel bagno del “sotto scala”, e si apre quello di Daemon. C’è un accenno alla sua backstory: a quanto pare quella era la vecchia casa di famiglia, dove un tempo un piccolo Bieber aveva paura del rumore delle tubature e abbracciava una scimmia di peluche.

“Poi successe quel che successe, e cambiai ogni cosa.”

-Sparo a caso: sono tutti schiattati.- ride Trebol, e colpisce con una manata la schiena di Pica seminando moccio nei suoi capelli lilla.

-Che schifo, basta!- strilla il gigante… con una voce acutissima e completamente fuori posto per un uomo così enorme.

Lady R si morde il labbro inferiore, ma a La Bionda scappa un risolino.

-E mo’ so’ cazzi.- sussurra Dellinger.

Infatti un pugno grande come una sedia è già sollevato sopra la testa di La Bionda.

-Scusa, scusa. Porca miseria, scusa!- balbetta la scudiera. -Mi è scappato. Non volevo offenderti.-

Lady R porta la mano alla spada, pronta a sfoderarla. Ma è un’altra spada, quella di Diamante, a sbarrare la strada al colpo.

-Calmo… caaalmo.- dice il gladiatore. -Shh. Shh. Adesso ci beviamo un milkshake freddo. Lei non voleva. Sono ospiti importanti. Tieni il tuo caratterino in caldo per il Nemico.-

-Ha riso di me! Come tutti!-. il pugno di Pica trema, il suo timbro sale di un altro paio di semitoni. Una voce si leva da un palazzo in lontananza: “Il lampadario di cristallo!”

-Lo so, ma loro due non sono come tutti. Loro hanno una missione e sono importanti. Lasciale stare. Se vuoi rompere qualcuno c’è il Bad Boy. Lui riderebbe molto di più, no?-

Pica fa cenno di sì, e piomba a sedere senza un fiato.

-Scusate il disguido.- dice Diamante rassettandosi il mantello. -Continuiamo pure.-

Lady R sospira, guardando i nuovi alleati di sottecchi.

In effetti, ragioni per incazzarsi ce ne sono in abbondanza. Tipo quando Harry Styles stuzzica Daemon perché “c’è una ragazza nuda nella tua stessa casa, e tu non sei ancora andato a scopartela”.

Non che Daemon rispetti il suo consenso. “L’idea di America nuda sotto un getto di acqua calda mi eccitò parecchio, ma dovevo mantenere la mia posizione di assassino crudele e spietato. Prima o poi sarebbe finita nel mio letto, ma quando avrei voluto io”.

-Mama, secondo te posso entrare dalle tubature e staccargli il naso a morsi?- chiede Dellinger.

-Proprio no, piccino.- sospira Jora. -Non sarebbe male, anzichenò.-

Torniamo al PoV di America, che finita la doccia trova Daemon “appoggiato al muro dietro di me divertito e… Famelico”.

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La scena è in teoria molto forte: Mare è praticamente nuda e giustamente spaventata, non sa cosa Daemon potrebbe farle e lui sembra trarre piacere dal suo panico. Eppure ci sono i classici stilemi da fyccyna: gli occhi che diventano “completamente scuri”, il ghigno “spaventoso e sexy allo stesso tempo”, e la protagonista che fa apprezzamento sul fascino del boy nonostante abbia pessime e chiarissime intenzioni.

“America, non è stato molto saggio spogliarti con due assassini in casa.”

Lui le si avvicina, dichiara che il suo motto è “cogli l’attimo”, e palpeggia il sedere della ragazza seminuda.

Ma mi raccomando, autrice, non è assolutamente pericoloso. Dopotutto “una parte” di America se lo vuole già limonare.

Sindrome di Stoccolma, senza dubbio. Il cliché da fyccy che tutti amano.

Tranne noi.

Dopodiché lui le strappa di dosso l’asciugamano, lasciandola nuda.

fanwriter91:- Rei di Nanto gli farà causa per plagio. –

-Il nostro Senor Pink una volta ha spogliato una tizia.- esclama Dellinger. -E ha usato il suo reggiseno come tovagliolo.-

-Esatto.- Jora appoggia la mano sulla spalla del giovane. -Ma cosa cambia?-

Dellinger si mette sull’attenti come uno scolaretto: -Senor Pink non è innamorato della signorina. Ella altri non è che una delle quattro groupie che lo seguono dovunque vada: groupie che lui non sopporta, che spesso intralciano il suo lavoro e di cui non è innamorato, essendo leale alla moglie defunta. Perché dovrebbe essere gentile con una che non gli sta simpatica? Tanto a lei non da fastidio, anzi, si sono tutte complimentate con lui per il suo essere “sodo”.-

-Bastava dire che Senor Pink è cattivo, mentre El Biebero qui dovrebbe essere un tormentato partner romantico ideale. Ma hai capito tutto, Dellybeans. Tieni, biscotto alle acciughe!-

-YEAH!-. Dellinger acchiappa il biscotto al volo con la bocca e lo frantuma a morsi.

America, lasciata nuda, scappa piangendo, dove trova Harry. Egli in piena modalità maschio beta: rassicura la ragazza di non farle dal male, le porge degli indumenti e le consiglia di vestirsi per non prendere freddo.

“Non c’era traccia di malvagità nei suoi occhi. Sembrava… Buono. Che ci faceva là? Quel ragazzo, nonostante tutto, mi infondeva fiducia.”

Esatto: di fianco alla Cattiveria Infusa di El Biebero, persino Harry Styles, il signore supremo di Slave, Luce E Ombra e After stessa, diventa un docile agnellino buonissimo, che permette ad America di dormire in camera sua per proteggerla da Daemon e dalle sue brame carnali.

E ovviamente mostra le sue “dolci fossette”.

-Pucci Pucci No Mi: permette a chi lo mangia di piegare al suo volere gli altri tramite le fossette delle proprie guance.- sogghigna Diamante. -Attenzione, funziona solo con le Hope.-

America si veste, indossando anche una felpa “dell’obey (e sottolineo dell’obey)” – WTF? – e afferma di sentirsi “come nel trio alla Harry Potter, solo che ero un ostaggio”. Scopriamo anche che la sventurata è inappetente per la paura, al punto da non mangiare da tre giorni. Uno shift tonale poco poco destabilizzante.

Poco dopo, Styles ricompare per raccontare a Mare i segreti oscuriSSIMIH di Daemon.

“Daemon ha avuto un passato tormentato,”

-LO SAPPIAMO!- urlano tutti in coro. -Non ce l’hanno ancora detto ma lo sappiamo!-

“devi essere piuttosto incline al perdono se vuoi stargli vicino. È così che viviamo. Lui fa le cazzate, e io lo perdono. Anche se ciò non giustifica ciò che ha fatto. Comunque, pare abbia capito il suo errore […] Non ti chiederà mai scusa, ma è già tanto se si rende conto.”

-Va benissimo.- dice Baby 5. -Ma se uno NON vuole stargli vicino, e viene invece rapito e costretto contro la sua volontà a stare lì, che deve fare?-

-Attaccarsi.- dice Trebol. -Behehehehe.-

-E perdonarlo, ovviamente. Anche se gli ammazza famiglia, pesce rosso e maestra di scuola.-

Lady R sospira.

Il capitolo seguente ha un titolo che è tutto un programma: I could’ve killed you, but I didn’t.

-Dai, ragazzi.- sorride Diamante. -Chi non ha mai pensato una cosa del genere?-

Si apre con qualcuno che canta una canzone, Down To Earth, una delle primissime di Bieber, e una America che si improvvisa critica di Rolling Stone.

“Aprii gli occhi, ammaliata dal suono di una voce così limpida e bella, melodica e intonata.”

-Preferirei ascoltare Pica con la laringite.- sussurra Trebol, e per sua fortuna il diretto interessato non se ne accorge, troppo occupato a controllarsi le doppie punte con le guance rosso fuoco.

Lady R ha un moto di pietà, ma c’è altro da fare.

Tipo elucubrare su Harry, e sul perché un ragazzo con “un cuore grandissimo” lavori per la mala. Per fortuna, la cosa dura poco, e la nostra Hope a stelle e strisce arriva a un’altra fase obbligatoria delle fyccyne: la tentata fuga.

Harry dorme, Daemon è nella doccia, e come rapitori fanno un pelino pena. E via, dalla finestra, verso la libertà, lontano dai “diavoli travestiti da strafighi”.

PFFF-

In un attimo, anche La Bionda si rotola a terra. Trebol sta sulla schiena come una testuggine rovesciata, strepitando “behehehehe” nell’orecchio di tutti. Dellinger picchia i pugni a terra.

-Chi cazzo sta ridendo?- strilla Pica mollando le sue ciocche.

-Fufufufufu… Calmo, shh, non è per te. È per questa cosa, guarda.- dice Doflamingo piazzandogli lo schermo davanti alla faccia. Il guerriero strabuzza gli occhi, e crolla a ridere assieme agli altri.

-Pikyah-pikyah-pikyahrarara! La mia milza!-

La Bionda apre la bocca, ma Diamante solleva il dito, coprendosi la bocca ridente con l’altra mano. -Non commentate.-

-Questo è niente.- dice Lady R asciugandosi una lacrima. -Dovevate vedere la “telofanta” di Dangerous… bei tempi, quelli.-

America procede nel mezzo del nulla, senza sapere donde viene e dove va. E ci ritroviamo in una scena uscita praticamente da La Bella E La Bestia: al posto dei lupi, un orso attacca la nostra eroina, che nella fuga inciampa, e viene salvata da El Biebero e dalla sua pistola.

Fanwriter91: – E che palle con questo goffo tentativo d’imitazione! –

La scena non è neanche scritta male, e di per sé sarebbe intensa, anche se un colpo di una semplice pistola non basterebbe mai da solo contro un orso. A volte non basta nemmeno un colpo di fucile.

Peccato che noi recensori sappiamo fin troppo bene il suo scopo: permettere lo sviluppo della romance tra America e Justin.

Se infatti in La Bella E La Bestia (sia animato, sia live action) è Belle a restare con la Bestia di sua volontà, accudendolo dopo lo scontro, qui è proprio Mare a svenire, e Daemon a riportarla a casa “a mo’ di sposa”. Avrei preferito “a sacco di patate”, ma non posso avere tutto.

Comunque, America si accoccola, e Daemon non gradisce.

“Cos’ero? Un fottuto sentimentale che fungeva da eroe della situazione? Feci una smorfia. Come minimo avrei dovuto fotterla di brutto per punirla, fino a renderla incosciente, poi avrei voluto vedere come sarebbe scappata di nuovo.”

Perché evidentemente non gli volevamo abbastanza male prima.

Qui sentiamo inoltre parlare di tale Beth, una ragazza misteriosa che torna in mente a Daemon guardando e stando con America.

Per ricordare al mondo di essere uno stronzo, Daemon butta America sul letto – ecco, qui c’è il “sacco di patate” – la quale gli chiede perché non l’abbia uccisa.

“Mi irrigidii. Non l’avevo fatto. Perché? Non lo sapevo. Non ce la feci a puntarle la pistola contro, nonostante l’avessi fatto un sacco di volte.”

Resosi conto che la sua preziosa repiutescionn sta andando a farsi benedire, El Biebero getta la ragazza sul divano in malo modo e se ne va a litigare con la sua coscienza.

-E no!-. Baby 5 pesta il piede a terra. -Anche qui? Tutti a parlare da soli stanno!-

Per fortuna, la discussione dura poco, perché entra Harry che chiede della rapita, e Justin deve dribblarlo. Così fugge via, diretto al night club più vicino, allo scopo di capire cosa gli accade.

“Qualcosa dentro di me stava cambiando e il mio compito era quello di estinguerla al più presto.”

Non è che ha solo mal di stomaco? Io ci penserei.

Il capitolo seguente ha il calzante titolo di Fear. Si apre con America che, dopo una notte passata in pianto, si chiede cosa abbia in mente di farle Daemon e perché non l’abbia crepata la sera prima. Nel frattempo, la Sindrome di Stoccolma si insinua subdola nella mente della ragazza, guidata dalla memoria della voce d’usignolo di Justin il giorno prima.

-Pica, smettila. Vai a controllarti le doppie punte in bagno, siamo in pubblico.-

Trebol lo tira per il polso, ma Doflamingo solleva la mano prima che la situazione degeneri.

America scopre poi che El Biebero l’ha chiusa in camera, e da dietro la porta chiusa sente rumori di gente che si bacia.

“Se Daemon si fisse azzardato a portarsi a letto una puttanella dove dormivo anche io, i ruoli si sarebbero invertiti. L’avrei ammazzato io”.

Bello lo slut shaming di prima mattina. Il fatto che anche lei possa essere vittima di costrizione non passa nemmeno per la mente della nostra Hope: dopotutto lei è Hope ed è speciale, le altre ragazze – troie e probabilmente bionde – non possono che baciarle gli hopeschi piedi.

Sailor Venus: – Ma che abbiamo fatto di male, noi bionde? –
Yang (controllandosi la coppa D abbondante): – Tsk, tutta invidia! –

 

Più avanti viene detto che la voce della ragazza ricordava molto un’oca. Mi immagino ‘sta tizia che starnazza in camera del Biebero, sbattendo le braccia tipo Ballo Del Qua Qua.

-C’è di peggio,- inizia Trebol, -potrebbe ricordare un pulcin…-

Dellinger gli tira un calcio nello stinco, riempiendosi la punta della scarpa di moccio. Pica, finite le doppie punte da controllare, si è tolto i guanti ed è passato alle unghie.

I due, la donna-oca e l’uomo-sterco (ovviamente lei è bionda, e La Bionda sta già facendo facepalm), scelgono proprio la stanza con dentro America per fare zumzum. Appena la trovano, la Nuova Bionda chiede a Justin – chiamandolo con lo pseudonimo “da buono” Taylor Crawford – se America sia la sua ragazza,

“No, è solo un passatempo. Non c’è problema. America, ti dispiace farci un po’ di posto?”

America è giustamente offesa. Nel frattempo, La Nuova Bionda chiede di fare una cosa a tre “con sguardo svampito”. Ma sta bene? Dovrebbe sembrare una scema, ma io mi preoccupo per la sua salute. Chissà cosa le ha dato quello schifoso. Ovviamente non riconosce la ragazza rapita, e dubito che la droga c’entri.

Commento: “Ehi bella! Stai infangando il nome di “donna”!”

Tu invece, che leggi le fyccyne col bedboi, sei una femminista nata.

Daemon congeda frettolosamente La Nuova Bionda – la nostra, di La Bionda, è già partita con una scialuppa di servizio a recuperarla per il Sindacato Delle Bionde Nelle Fyccy – e quella merda di America gongola.

“Ho sempre avuto un odio profondo per le troie”.

-Ma se la facessimo fuori subito?- domanda Jora. -Tanto sappiamo come va a finire.-

Doflamingo fa cenno di no. -Prima finiamo la fic. Non si lascia nulla in sospeso.-

America si riaddormenta, e purtroppo fa un bel sogno, con “orsi e splendidi occhi castani”.

Il risveglio della ragazza è però molto meno idilliaco. Ella è reclusa in quella stanza da non si sa quanto: eppure non riesce a odiare Daemon, perché “avrebbe potuto ammazzarla”.

Niente da fare, completamente andata. Ancora un po’ e ringrazierà che Daemon non l’ha sacrificata a Satana, appesa per i piedi e usata come punching ball, o venduta come schiava online.

Segue un’altra scena di pianto e un monologo un po’ Tumblresco, ma tutto sommato innocuo. Poi entra Daemon e ci viene servita la reazione di paura della povera ragazza, che si appiattisce contro la testiera del letto appena lo vede.

“Era venuto qui per cosa? Per abusare di me? Per uccidermi?”

Non è amore. La paura non è amore, né può diventarlo. Non c’è niente di romantico, qui. Solo tanta preoccupazione.

Inizia una breve scena di litigio, che inizia a degenerare quando America ricorda a Justin di essere, pronto pronto, un rapitore.

-Ma noooo!- Diamante si copre la bocca con la mano. -E io che pensavo che l’avesse portata lì per mostrarle il suo nuovo parquet.-

La reazione di Justin è a dir poco inquietante, e il modo con cui si avvicina a Mare pestando la sigaretta fa presagire qualcosa di brutto. Che vedremo nel capitolo seguente, intitolato She Drives Me Crazy.

“-Da quando gli ostaggi rispondono ai propri rapitori?- chiese con un ghigno spaventoso e odioso allo stesso tempo, avvicinandosi.-“

Per fortuna non va male come avrebbe potuto: non ci sono botte, né stupri correttivi, e Justin si limita a intimidire la ragazza verbalmente, facendole capire che se osa replicare finisce male.

America ha però fame – e bella forza, non mangia da quattro giorni e stranamente non si è ancora accasciata a terra – e balbetta al suo Signore E Padrone una richiesta di essere nutrita.

Egli, magnanimo e pietoso, accetta di farla andare in cucina. Alla faccia, fatelo santo subito.

“Mentre scendevo le scale,pensai a quanto non riuscivo a capire quel dannato ragazzo.

La sera prima si comportava da perfetto eroe salvatore, poi mi diceva che era meglio se mi avesse uccisa invece che salvata, poi si portava una ragazza e la mandava via, mi offriva una sigaretta e mi minacciava. Era bipolare? Era lunatico? Cosa lo tormentava?”

-Figurarsi se non era bipolare. È diventata la grande scusa.-

Una coppia di sottoposti aiutano La Bionda ad approdare dalla sua scialuppa. -Il problema è che quelle fyccynare non sanno nemmeno cos’è, la bipolarità.-

-Ehi, sei stata veloce. Come sta la nuova arrivata giù al Sindacato delle Bionde nelle Fyccy?-

-Ha deciso di imparare la fisica quantistica. Sono fiera di lei. Un giorno, noi Bionde conquisteremo il mondo e voi non ve ne accorgerete.-

America scende in cucina, dove c’è Harry intento a spadellare. Dopo essersi ustionato un dito, egli sta per farsi scappare il vero nome di Bieber, ma riesce a trattenersi al “Bieb”.

Arriva Daemon prima che la situazione si rilassi. Si capisce poco cosa succeda, dato che Harry menziona al suo boss che America non sarebbe più un ostaggio, e Daemon risponde con sarcasmo che “Tutti hanno una ragazza rapita come animale da compagnia!”

Mi ricorda un anime, The Familiar Of Zero. In esso, l’incapace maghetta Louise Françoise Leblanc De La Vallière fallisce nell’evocare un suo famiglio, l’animale da compagnia che tutte le streghe hanno con sé, richiamando invece un ragazzo umano, Saito. Louise, irascibile e capricciosa, sfoga su di lui la sua rabbia trattandolo come un animale, costringendolo a portare un collare, a dormire su un pagliericcio, e lo assale con una frusta quando non le obbedisce. Crudeltà, peraltro, non condivisa dalle altre streghe, che trattano i loro animali di potere con dolcezza e affetto.

Alla fine, Louise e Saito si mettono insieme.

Sì, è abusivo anche se la vittima è un maschio. Non a caso, molti fan degli anime odiano Louise e trovano che la sua relazione con Saito sgradevole e priva di affetto.

Legittimo odiarla, non fraintendetemi, ma qualcosa mi dice che se fosse stata un Louie non avrebbe avuto tanto disprezzo.

-Io una volta ho usato un tizio come cavalcatura.- sogghigna Doflamingo. -È bello essere il cattivo, ma non fingerei di essere altro che quello.-

-C’è infatti una differenza fra “cattivo” e “bedboi”.- dice Lady R. -Il primo ci piace, il secondo può andammoriammazzato.-

Non che la rapita sia meglio:

“È questo il tuo rispetto per le donne? Dimentichi che sei venuto a questo mondo grazie a una donna?”

Lady R rotea gli occhi.

Il rispetto per le donne manco sai cosa sia, autrice/protagonista. Se lo sapessi non avresti scritto “Daemon”.

“Certo che lo so. Per chi mi hai preso, per un bimbo ignorante che non sa nemmeno cosa sia la figa?”

Questa la risposta di Daemon, e quest’uomo è in debito di vari pugni in faccia. Lo schifoso già medita una punizione, e serve che Harry ricordi al coglione che Jason ha richiesto di non punire la ragazza per farlo stare buono.

Evgenij:- Cosa?! No, non è vero: nel suo momento di caghetta, Jason ha detto chiaramente che potevano anche ammazzarla, per quel che gli importava. Mannaggia ai buchi di trama!-

Torniamo – gaudio e tripudio – nel POV di lui.

“Quella brutta troia. Se non ci fosse stato Harry a fermarmi, che cazzo avrei fatto? Avevo perso totalmente il controllo, come mi succedeva sempre quando qualcosa o qualcuno mi faceva perdere le staffe. Le avrei fatto male, e forse era proprio quello che si meritava.”

-Paradossalmente,- sibila Jora, -sei proprio tu a meritare che ti si faccia male.-

Ricompare anche Beth, la ragazza misteriosa, che a quanto pare aveva lo stesso carattere “composto e ribelle” di America. El Biebero ricorda però a sé stesso di non doversi lasciar andare alle gentilezze, perché “questo ero io”.

Devo ammettere, come backstory non sembra male – più che altro perché per ora non sembrano essere coinvolti Padri Abusivi Senza Spessore – ma potrebbe essere l’occasione di parlare di un altro splendido cliché: la Donna Nel Congelatore.

No, Diama’? Tu ne sai qualcosa.

Altra misoginia, quando Daemon finisce la pasta di Harry che “faceva altamente cagare” e ordina alla loro “ospite” di sfamarli, “d’altronde è questo che fanno le donne”.

-Io gliela preparerei, la cena.- dice Baby 5.

-Tu non prepareresti un bel niente.- interviene Doflamingo. -Perché tu non ti faresti acchiappare da questa gente da poco, e se anche succedesse ti avremmo recuperata prima della fine del capitolo due.-

-Ma gli sarei utile…- tenta ancora la ragazza, ma non ha voglia di continuare.

America si eclissa da brava servetta, e Harry decide di prendere da parte Daemon per discutere della questione.

Harry chiede a Bieber perché è “sempre così stronzo”, e tira ancora in ballo Beth.

“-Non è come Beth.- grugnii. Beth era unica. Quella puttanella non si poteva paragonare a lei.”

Il resto del discorso è sostanzialmente questo, e c’è un’altra – piccola – impennata di qualità alla fine, quando scopriamo che:

  1. 1. Justin nonostante tutto considera Harry un caro amico, e apprezza che sia disposto ad ascoltarlo.
  2. 2. Beth era, oltre che la fidanzata di Justin, la sorella di Harry, e il ragazzo sembra sentire genuinamente la sua mancanza.

Sono momenti piccoli, ma non fanno male. Danno a questo Daemon un po’ di dimensione, più di molti altri Bad Boy che ho visto.

Inoltre, scusate, i cattivi che nonostante tutto formano legami d’affetto tra di loro sono la morte mia.

La Familia Don Quixiote si scioglie di lusinghe.

-Grazie.-

-Che caruccia!-

-Aw, mi farai arrossire.-

-Perché? Non facciamo nulla di speciale.-

-DIAMANTE, PORCA MISERIA, ACCETTA UN COMPLIMENTO UNA VOLTA NELLA VITA!-

Tutto questo discorso è origliato da America, che però, non essendo esattamente una spia consumata, si fa beccare. Il capitolo finisce con Daemon che scende al piano inferiore ignorando bellamente la sua prigioniera, e una serie di commenti da ulcera alla carotide.

“Mamma mia quanto godo”

“Ma dai! Non sei proprio capace ad origliare però!”

“Prova a capirlo: nella sua vita ha incontrato solo troie, non credo abbia mai visto una donna vera”

Mi immagino una scena alla Pinocchio, con una burattina bionda che vuole diventare “una donna vera”.

fanwriter91: – Buon per te, io sono solo disgustato. –

Il capitolo seguente è un avviso. Nulla da dire, eccetto che l’autrice azzecca il congiuntivo (“mi piacerebbe se lo faceste”) e mi sorprende in positivo. Non che questa storia sia particolarmente sgrammaticata, gli errori più brutti sono dei typo innocenti, ma considerando gli standard bassi cui siamo stati abituati – vi ricorderete i “dimmo all’unisolo”, “habbiamo”, “mi dirisi” e “zuccero” di Bieber, Il Mio Incubo – non posso non esserne compiaciuta.

Torniamo alla storia con il capitolo che segue, Trust. Harry si avvicina ad America e la porta con sé nel bosco dando poche spiegazioni. La ragazza è chiaramente nel panico – anche io qui mi aspettavo un omicidio completamente a caso – ma Harry sembra piuttosto interessato a rivivere i celestiali giorni di After, conducendo l’eroina a un lago. Purtroppo nessun orso, stavolta. Va sempre male.

America si fa un altro pianto quando Harry le dice che forse Daemon ha “un piano” nei confronti di lei. Il riccio le offre il suo petto dove singhiozzare, e lei ha un percorso mentale degno di Jade di Insane, in cui si ricorda che hey, Harry POTREBBE essere un assassino.

E penso che anche io potrei piangere nel petto di un assassino, se ‘sta cosa va avanti di questo passo. Meglio ancora, in quel meraviglioso e fluffoso cappotto. Posso?

-No.- dice gelido Doflamingo. -Me lo riempi di moccio, e ho già Trebol da gestire.-

Qui Harry ci rivela la backstory di questa Beth. Ricapitoliamo: era la sorella di Harry, la fidanzata di Justin, e assomigliava fisicamente e caratterialmente ad America. La famiglia di Harry si trasferì in Canada per cercare lavoro, ma la mamma si ammalò – si scoprirà essere cancro – e il padre, per trovare i soldi per curarla, rimase invischiato nel crimine con Jason McCann. Anche Harry segue il padre nella spirale discendente del crimine, dalla quale non gli è permesso di uscire neanche dopo che Anne, la mamma, è morta.

-Respirate, padroncino.- ripete Baby 5 tenendo la mano di Doflamingo. -Tutto bene, è solo una backstory. Non pensate alla vostra mamma. Siamo qui noi.-

-Stupide mamme usa e getta.- mugola il comandante. -Quand’è che gli autori smetteranno di seccarle a caso?-

In questo frangente Daemon e Harry si conobbero, e Beth si fidanzò con il primo per poi morire in un incidente automobilistico. Harry giura tuttavia di non aver mai ucciso nessuno nonostante la sua associazione criminale.

Ve l’ho promesso? Ora ne parliamo! LUCI, TELECAMERE, AZIONE!

Un’abbagliante luce bianca si dirada, e improvvisamente la piazza è arredata come uno studio cinematografico, con luccicanti divani di pelle fucsia e fenicotteri da giardino sullo sfondo. Pica regge un occhio di bue nelle enormi mani. Baby 5, Jora e Dellinger ballano vestiti da vallette, con luccicanti tubini e scarpe col tacco. Doflamingo, La Bionda e gli altri siedono nel pubblico e applaudono. Una voce registrata esclama “E ora: On Air with Lady R!

Lady R, improvvisamente in tailleur nero e fucsia, siede su uno di quei due divani. Sull’altro sta stravaccato a gambe larghe Diamante, intendo a mandare baci in tutte le direzioni.

-Bellezze e gentilbellezze,- annuncia Lady R in un Den Den Mushi, -oggi Donquixiote Diamante è qui per raccontarci del tropo della Donna nel Frigo. Mr. Diamante, cosa sa dirci?-

-Beh, beh.- Diamante mostra a una telecamera immaginaria i bianchissimi denti, avvolgendosi nel mantello come se fosse una stola di seta. -Il tropo della “Donna Nel Frigo” deve il suo nome a un vecchio numero di Lanterna Verde, in cui il nostro eroe trova il cadavere della fidanzata nel suddetto elettrodomestico. Indica i personaggi femminili il cui unico ruolo nella trama è morire, o soffrire in altro modo, solo per portare avanti la trama di un maschio.-

-Orrendo.- dice Lady R. -Ci faccia qualche esempio.-

-Poniamo che un giorno, io e la mia famiglia stiamo conquistando una città. Tutto va benissimo, tutti ci acclamano, quand’ecco che io, Diamante, me, il sottoscritto, l’Eroe del Colosseo, l’Ufficiale di Quadri, il…-

-Scorcia, Diama’!-

-Ecco, io vedo ‘sta principessa che cerca di prendere del cibo per la figlia piccola. Giustamente le sparo, che le viene in mente di stare lì. La signora muore, e questo è il suo unico compito. Morire. Questo cosicché suo marito, il guerriero fichissimo, muscolosissimo e fortissimo Kyros, possa odiarmi a morte anche se ne aveva già abbastanza ragioni – oh, io gli ho conquistato la città e rovesciato il re suo suocero e benefattore – e combattere contro di me in una messa in mostra di mascolinità tradizionale. Insomma, io ho i tacchi, il rossetto, faccio le mosse da rockstar, non posso mica essere altro che il cattiv-

-DIAMANTE!-

-‘Nsomma, l’unico ruolo di questa donna è morire. Il massimo che fa è picchiarmi dall’aldilà indirettamente, quando Kyros mi spinge contro la sua tomba, io ci sbatto la testa contro e svengo. Ecco a cosa serve. Non sappiamo nulla di lei eccetto che fosse pacifista e probabilmente una brava mamma. E ancor meno sappiamo di Anne e Beth. Beth era “come America”, ma se America non ha personalità allora neanche lei. Beth serve solo a morire e a dare un passato triste a Justin. È un oggetto rubato al Bad Boy, che avendola persa è giustificato in tutto ciò che fa come se fosse l’unico al mondo a cui è morto un caro. Non devono necessariamente morire per essere “Nel Frigo”. Possono anche essere rapite, violentate o altrimenti danneggiate. Purché non siano protagoniste e attrici degli eventi che ne consegue.-

Lady R alza i pollici. -Esatto, ed è per questo che il tropo fa schifo. Ma alle fyccynare importa poco. Ottimo intervento: un applauso a Mr. Diamante!-

-Bravo!- urla il pubblico, e il gladiatore si stringe al microfono. -Ma no, per favore. Ho detto due cosette… sembra che abbia portato qui la salvezza divina. Dai, smettetela, che mi mettete in imbarazzo.-

-E smettiamola.- dice Lady R. Diamante scuote la testa. -Va bene, lo ammetto: sono stato fantastico. Grazie, grazie!-

Sta ancora a inchinarsi quando il palco è smantellato.

 

Torniamo a noi. Harry e America rientrano nella baita e vedono che Daemon, come succede sempre quando Beth è tirata in ballo, è andato a fare chissà che. Harry, che come criminale non è esattamente il Non Plus Ultra, decide di andare con America a comprare cibo ed assorbenti per lei… al supermercato.

Portandosi dietro la ragazza rapita, senza nemmeno un paio di baffi finti.

Ma tanto sono tutti cecati, non la riconoscono, e i due tornano alla base come se niente fosse.

A casa, Harry e Mare fanno la classica lotta col cibo finché non arriva Daemon a dire loro di pulire. Dopo che hanno fatto, c’è una scena fanservice con El Biebero che esce dalla doccia mezzo nudo, e pieno di cicatrici.

Eppure, ricordiamo, Jade ha PAURA nel vederlo.

PAURA.

Il che sarebbe legittimo… eccetto che poi devono mettersi insieme e ew, ew, ew.

Il prossimo capitolo è Alone With You. Daemon – e non potete immaginare il cringe che assale il mio animo ogni volta che mi tocca scrivere questo soprannome ridicolo – sparisce a fare l’emo da qualche altra parte, e mentre Harry gli va appresso tirando ancora in ballo la dannatissima Beth, America ne approfitta per una doccia.

Purtroppo lei ri-incontra il suo bel carceriere appena uscita dalla doccia, e in quattro e quattr’otto ci troviamo un’altra aggressione.

-Se mi dessero un Berry per ogni volta che accade,- mugugna Jora, -potremmo pagare tutte le nostre taglie, e mi avanzerebbe pure abbastanza per comprare delle Louboutin nuove a Dellybeans.-

Per fortuna anche stavolta l’autrice si trattiene, ed El Biebero si “limita” a sbattere al muro America e morderle il lobo senza il suo consenso. Riesce a svincolarsi e va a cucinare, presa tra due cuori, due metà, due visi, tra Harry e Daemon. Un triangolo amoroso in piena regola, tra i due carcerieri che la tengono reclusa lontano dalla sua famiglia.

Almeno la trattassero bene, tipo nella classica gabbia d’oro. Ma nossignori: infatti la sera arriva una chiamata dal Grande Capo, e i due rinchiudono America nella stanza di Daemon per impedirle di sentire. La ragazza si abbandona all’ennesimo pianto.

Ed è anche abbastanza comprensibile che pianga. La situazione è stressante e difficile, un passo falso potrebbe costarle grave dolore, e non sa se ne uscirà viva. Peccato che più vedo questa ragazza piangere, meno la voglio fidanzata col suo carceriere.

Al mattino, America trova la porta aperta e scende in cucina, dove c’è Justin Bieber accompagnato dal solito stuolo di descrizioni fanservice del suo aspetto fisico. E di nuovo, la situazione mostrata è abusiva fino al midollo: America è spaventata dall’assenza di Harry nei paraggi, e istintivamente cerca una sedia o un vaso da usare per difendersi da un eventuale agguato.

Inoltre, Justin viene descritto con “lineamenti duri, scuri, da assassino”.

E qui, per chi l’aspettava – e se ci siete veramente vi chiedo: ma state bene? – ecco la scena di violenza sessuale.

Justin vede infatti America sovrappensiero e, nel chiederle a cosa pensa, le si appiccica e inizia a palpeggiarle le parti intime. I suoi occhi vengono descritti come “due pozzi neri”, che credo indichi si è svegliata la Parte Malvagia. Lei lo spinge via, ma lui non sloggia e minaccia di passare allo stupro vero e proprio se lei non canta.

Dei sacri, è come in “Bieber, Il Mio Incubo”, quando Skylar viene assalita da Justin per sapere il suo passato traGGico.

America, presumibilmente per il panico che le rende impossibile ragionare ragionevolmente, chiede al Biebero perché è sempre così “serio”.

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-Fatica sprecata, il Joker più figo è il nostro Doffy!- esclama Trebol, e tutti applaudono mentre il diretto interessato si liscia le piume del cappotto.

El Biebero è colto di sorpresa dalla domanda a casissimo, e ahinoi, qui finisce lo stupro prima di iniziare – grazie – per lasciare il posto alla Pity Party.

Anzitutto, gli occhi del Biebero paiono “vulnerabili”. Ciccio, fai come Doffy qua, mettiti un paio di occhiali da sole specchiati e vedrai che nessuno te li vede.

Poi c’è un dialogo che…

America chiede a Justin cosa abbia passato.

Lui risponde “Semplicemente non ho ragioni per sorridere”, e “nel modo in cui vivo non ci sono ragioni per sorridere”.

Scusateci, ridiamo. Ma che è?

-Fufufufufu!-

-Behehehehehe!-

-Pikyahrararara!-

Justin Bieber non è mai stato un cantante emo, eppure si comporta come se in lui fosse custodita l’essenza stessa del genere. Che poi quanto sono noiosi i cattivi seri. Fate come i qui presenti: sorridete.

Tranne Pica, lui è musone per natura. Ma gli altri ridano pure.

 

Il colosso scrolla appena la spalla, facendo tintinnare gli spallacci borchiati.

Il capitolo si conclude con altre descrizioni degli occhi di Justin, Justin che costringe America a baciarlo, una scena mezza porno in cui lei sembra consenziente completamente a cacchio, e il ritorno trionfale di Harry. Appena lo vede, sullo sguardo di Daemon compare “disgusto”e si allontana sloggiando da sé America come se gli facesse schifo.

Gli voglio male.

Prima di passare a Surprise, il capitolo seguente, inserisco un commento riguardante la scena di sesso quando ancora era mostrata come uno stupro. Difficile capire esattamente a quale punto facciano riferimento, dato che è scritto tutto a mattone.

“FINALMENTE”

“Yuuh finalmentee😍”

“Io li farei. Ceh, Jerry.”

La Familia Donquixiote e le recensore si producono in un facepalm collettivo, che schiocca per vari chilometri.

Passiamo al capitolo seguente prima che me la prenda con un passante innocente.

-E che c’è di male? Noi lo facciamo tutti i giorni.- dice Baby 5.

-Ne so qualcosa.- geme il Passante.

Si apre col POV di Justin, che si chiede perché mai abbia voluto baciare America. Riceviamo altri, agghiaccianti retroscena del suo rapporto con Beth. A quanto pare, infatti, il pezzo di sterco di alce del Canada plasmato in forma umana era solito trattare in modo sgarbato e violento anche lei, e vede la morte della ragazza come una sorta di castigo divino per questo fatto.

Non come un’occasione per migliorarsi, no. Anzi, dice proprio “Non era nel mio carattere prendermi cura di qualcuno”..

Commenti:

“Ma che dolce che sei, dai!”

“Amo’ sei il mio tipo ehehe *pervy emoticon*”

I commenti sono meno di Bieber’s Bitch, ma quando ci si mettono sanno fare schifo assai. Poco dopo, infatti, Justin vede Harry consolare America sullo sfondo. “Feci spallucce costringendomi a fottermene come con le altre puttane con cui ero stato. […] “Nessuno sarebbe riuscito a cambiarmi. Ero un disastro irreparabile, ormai”.

E i commenti…

“Eh ma sei proprio stronzo”
“perché lei era una troia ovvio”
“Ehm… Se mai ti comporterai così quando ci vedremo (e ci sposeremo, ma questo è ovvio) ti faccio girare la testa”
“il disastro più bello che abbia mai visto”
“Un disastro bellissimo”

-Le groupie di Señor Pink hanno più senso critico di ‘ste qua.- ringhia Diamante. -Quelle che, dopo la sua sconfitta, sono rimaste a guardarlo svenuto per qualche ora finché non sono arrivati i marine a portarselo via in manette, con loro che piangevano disperate sullo sfondo. Ma inguattarlo da qualche parte e aspettare che le acque si calmassero no? Erano in cinque, secondo me ce la facevano a tirarlo su.-

Dopo questo delirio di male puro torniamo al POV di Mare, che si sente in colpa per il suo innamoramento (iniziato in modo logico quando la cotta di Baby 5 qui per Sai, ovvero dal nulla) per El Biebero. Finché non entra Harry con una notizia tranciante: loro tre dovranno partire per il Quebec come concordato. La notizia sembra buttare la ragazza giù dal pero, perché solo allora si ricorda di avere una famiglia, una cugina che la cerca e una vita al di fuori da ‘sta casa degli orrori.

Nella disperazione chiede a Harry se almeno la sua famiglia la stia cercando, e riceve come risposta un vago “faranno di tutto per cercarti”. Viene fatta sedere nella macchina e si parte.

Il viaggio verso il gelido nord è lungo, e a un certo punto America dice di dover fare la pipì, al che El Biebero risponde con una roba su come noi donne non sappiamo tenercela.

Mi ricorda quel post virale su un romanzo pubblicato in inglese, in cui l’autore (maschio) si spende in un paragrafo pieno di arzigogoli su come il basso apparato digerente del genere femminile sia molto più complicato e meno collaborativo di quello maschile. Ecco, rifatevi gli occhi.

hhh

Doflamingo si strofina due dita sulla fronte, dove pulsa una vena spessa e tozza. -Quanta pazienza…-

-Sapeste, maestà… Ma qualcuno lo deve pur fare, questo lavoro.-

Bieber accosta in una vecchia fabbrica abbandonata e Mare scende per fare quello che deve fare, ma c’è un imprevisto: i Giorni della Rugiada.

E qui assistiamo a un altro paragrafo di orrore, con Daemon che arriva per mettere l’assorbente ad America le piaccia o no. Ovviamente interno, perché noi dobbiamo soffrire.

Ma DUN DUN DUN, ecco arrivare uno Scagnozzo Sacrificabile.

Perché in queste storie, ricordiamolo, le ragazze sono dei bei soprammobili che i maschi si passano di mano in mano. Il caso del momento si chiama Smith, e minaccia America con un coltello dicendole di tacere o le ficcherà l’assorbente giù per la gola.

All’accorrere dei Veri Uomini (sodi) con le pistole alla mano, egli rivela – di nuovo, DUN DUN DUN – il vero cognome di Daemon: Bieber.

-Il plottwistone, proprio.- sbadiglia Doflamingo.

fanwriter91 (sdraiato su un divano pieno di cuscini): – Zzzzzz… –

Il capitolo seguente è intitolato Revenge, e non senza ragione: questo Smith, creduto fino ad allora morto assieme ai complici da Justin, altri non è che l’assassino di Beth.

Baby 5 alza la mano: -Signora, la donna palo non era morta in un incidente d’auto?-

Lady R annuisce. -Infatti c’è qualcosa che puzza di pesce, e non è Dellinger.- Il ragazzino le fa una pernacchia. -Ma scopriremo poi.-

Bieber è quindi molto vendicativo, e non appena Mare si libera del suo aggressore col tradizionale Calcio Nelle Palle™, unica arma consentita alle eroine femminili in queste storie, Daemon la affida a Harry e si vendica in questa vita prima che nell’altra mentre il riccio conduce l’ostaggio alla macchina.

Justin fa una puntata rapida all’auto dopo uno sparo – impossibile non pensare all’immortale “BOMM UNO SPARO” di Afraid Of You – per prendere fiammiferi e pala per occultare il cadavere. Rimasta ancora sola con Harry, America lo vede triste per il ricordo della sorella morta, e dimentica – come da costume – che lui è uno dei suoi rapitori cerca di consolarlo. Scopriamo inoltre che Mare ha un fratello di nome Tom e che detesta da anni suo padre.

Se ci mettono un padre abusivo esplodo. Ciao, Dressrosa. È stato bello.

Arriva però Justin Bieber, che fa altro fanservice togliendosi la maglietta insanguinata e le brache, per curarsi le ferite poco chiare ricevute nella tenzone. Curata anche Mare, il gruppo riparte.

fanwriter91:- Una donna si scopre? Sgualdrina! Un uomo si scopre? Omg che figo! –

Arriviamo finalmente in un motel, dove ovviamente nessuno riconosce la RAGAZZA RAPITA. Qui America scoppia di nuovo in lacrime – e basta, capisco la tensione ma sarà la quinta volta che piange questa – e Harry, consolandola…

La chiama piccola.

PICCOLA.

PICCOLA.

fanwriter91 (in posizione fetale): – Ho bisogno di qualcuno che mi consoli… la parola piccola… NON… ESISTE… –

Doflamingo emette un gemito, e una crepa attraversa le lenti immacolate dei suoi occhiali.

-La Parola Orrenda…- Trebol si nasconde dietro il capitano. Baby 5 si appallottola in un mucchio tremante, sparendo dietro ai capelli. Pica piomba in ginocchio con un tonfo, gemiti striduli sfuggono dai denti serrati mentre stringe forte le mani di Diamante. Jora culla Dellinger al petto. -C’è mamma qui, va tutto bene. Ti proteggerò.-

-Non preoccupatevi.- Lady R solleva la spada, nonostante le gambe tremanti. -Siamo professioniste. Abbiamo cacciato ‘ste bestie schifose in passato.-

Anche La Bionda solleva la sua spada, e si volta verso un palazzo. -Eccolo!- esclama. -Lassù.-

Il Piccola è aggrappato al tetto di un palazzo, e snuda i denti pronto a colpire.

-Nossignore!- esclama Jora. Il bordo del palazzo si fa tondo e liscio, come una scultura moderna, e gli artigli della bestia cedono contro la sua struttura. Doflamingo solleva la mano destra e acchiappa l’orrore in uno dei suoi fili, facendolo roteare in aria come preso al lazo.

-Gatling Girl!- urla Baby 5, e il suo braccio destro si trasforma in una mitragliatrice. Il Piccola geme di dolore mentre i pallettoni si conficcano nel suo corpo. Atterra con uno stridio, e non fa in tempo a sollevare la testa che una massa di moccio verde, fresca di narice di Trebol, lo immobilizza ai sampietrini.

-Behehehe! Muori, porcheria!- sogghigna l’Ufficiale di Fiori. Una combinazione delle spade di Lady R, La Bionda e Diamante, la katana di Pica e i tacchi a spillo di Dellinger fanno il resto.

-Grazie.- sorride la recensora ad attacco finito. -Siete stati fantastici. Si sono fatti forti, i bestii.-

-Figurati.-. Sul volto di Doflamingo già splendono occhiali da sole nuovi di zecca, identici ai primi. -Se non ci si aiuta fra commilitoni…-

Speriamo di non trovare altri schifi nel capitolo che segue, Montréal. Tanto non c’era altro da vedere in quello di prima, eccetto delle coccole tra America e Harry e… la Parola Orrenda.

Il convoglio si sta lentamente dirigendo in Quebec, e America ripensa alle coccole di Harry. Non che il fatto che uno dei due ragazzi è gentile e accudente, mentre l’altro la tratta come una pezza da piedi, basti a inculcare a ‘sta scema che non ha senso essere divisi tra i due, perché lei paragona la sua attrazione a Daemon a “una falena e una fiamma”.

-MA PORCO GWYN INCORONATO!- urla qualcuno. I vetri tremano, le mani di tutti si levano sulle orecchie.

-Chi era?- domanda un frastornato Trebol.

-Lautrec di Carim. Viene da un’altra opera, ma capitelo: lo hanno appena freebootato.-

La paura di America continua a permeare la narrazione, quando il convoglio del male arriva a Montréal – che effettivamente si trova nel Quebec, un punto a favore per la geografia – e lei continua a temere di non poter scappare ed essere reclusa da qualche altra parte.

Ci viene data altra backstory di Daemon: stavolta sui genitori, ammazzati alla Batman proprio a Montreal, sua città natale. Purtroppo non c’è solo Jason McCann in questo palazzo. Ci sono anche i suoi tirapiedi, tra cui un tale Cole, che si presenta in scena strafatto e in preda ovviamente a pensieri sporchi verso America.
Ovviamente Daemon interviene a difenderla. Non ancora a cazzotti, ma piuttosto a cazzate.

“Tutto si poteva dire di me, ma non che non avessi abbastanza rispetto per le donne. Erano sempre loro a venire da me, loro volevano scopare, e io davo ad ognuna ciò che voleva. Non ne ho mai molestata nessuna, nè uccisa.

Gli insegnamenti di mia madre tuonarono nella mia testa: Nessuna donna è inferiore a te, bamibino mio, trattale con rispetto.

E nonostante fossi consapevole che lei, dal mio comportamento, ne sarebbe rimasta delusa, su quello non avevo mai trasgredito.”

Una paraculata, ma una paraculata, che se non ci fossi io a dirvi di spostarvi…

Troppo tardi: capitano e ufficiali sono a gambe all’aria, e un collettivo “ahia” sfugge dalle loro bocche all’unisono.

-Che paraculata.-. Trebol si appoggia al bastone per alzarsi. -Mi si è scassata la costola.-

-Appoggiatevi a me, padroncino.-. Baby 5 porge la mano a Doflamingo, ma lui la allontana e si alza da solo. Il labbro della giovane donna trema. -Se non so neanche difenderlo dalle paraculate, come posso essergli utile?-

Diamante si raddrizza il cappello sulla testa e si spolvera il mantello. -Ho visto gente dire a Pica che non hanno affatto riso della sua voce con meno coda di paglia di questo qua.-. E il diretto interessato fa cenno di sì, digrignando i denti.

Mio caro Justin Bieber – no, non ti concedo il privilegio di chiamarti Daemon, perché ti voglio male – ciò che hai detto è mostruosamente, orrendamente, tremendamente e oscenamente FALSO.

Ed ecco perché. Roll the clips, La Bionda.

“«Donna, svegliati» mi sentii scuotere malamente. Mugolai in protesta.
«Non fare in modo che ti faccia alzare con le brutte. Alza quel culo»”

“L’idea di America nuda sotto un getto di acqua calda mi eccitò parecchio, ma dovevo mantenere la mia posizione di assassino crudele e spietato. Prima o poi sarebbe finita nel mio letto, ma quando avrei voluto io”.

“Mentre lo allontanavo allungò un braccio sfilandomi l’asciugamano di dosso. Rimasi completamente nuda davanti a lui. Sentii gli occhi pizzicarmi e un terribile senso di umiliazione invadermi.”

“Cos’ero? Un fottuto sentimentale che fungeva da eroe della situazione? Feci una smorfia. Come minimo avrei dovuto fotterla di brutto per punirla, fino a renderla incosciente, poi avrei voluto vedere come sarebbe scappata di nuovo.”

“Quella brutta troia. Se non ci fosse stato Harry a fermarmi, che cazzo avrei fatto? Avevo perso totalmente il controllo, come mi succedeva sempre quando qualcosa o qualcuno mi faceva perdere le staffe. Le avrei fatto male, e forse era proprio quello che si meritava.”

“Lasciamo che sia la nostra ospite ad occuparsi di sfamarci. D’altronde è questo che fanno le donne”
“Se non la smetti ti scopo qui, su questa stanza, in questo posto, e ti lascerò indolenzita per una settimana.- mi minacciò, e questa volta captai la serietà in ciò che diceva. Non aveva preamboli, non si faceva scrupoli. Non aveva nessun rispetto per le donne,

“Ho soldi, ho puttane, ho tutto quello che mi serve.”

E secondo me mi sono pure persa qualcosa per strada.

La Bionda scuote la testa. Ricorda Louis, e i suoi maltrattamenti in “-I Hate you! -I Love you!”. Anche la Familia Donquixiote si scambia sguardi colmi di disgusto.

-Mio padre era un coglione.- dice Doflamingo, freddo come l’Antartide. -Ma almeno era coerente.-

-Quest’uomo… mi fa così schifo da seccarmi il naso.-. Trebol si strofina la mano contro la narice.

-La prossima volta invitiamo anche Sugar, Kuween e Monet, se le cose stanno così. Anche quella traditrice di Viola.- proclama Jora. -Nella Famiglia Donquixiote siamo tutti uguali, uomini e donne. Conta solo proteggere e aiutare il padroncino. E scarafaggi come quel… quel Daemon non sono che una macchia sulle nostre suole.-

-Finiamo la recensione e rompiamolo!- esclama Dellinger. E un bagliore di determinazione illumina il computer di Doflamingo, forte come la volontà di essere personaggi complessi – seppur cattivi.

Care autrici: non abbiate la coda di paglia. Non nascondete dietro una frasetta da poco la vera natura dei vostri personaggi. Non ci casca nessuno.


fanwriter91 (con Boa Hancock e Vivi Nefertari che lo coccolano): – Se solo rileggessero… –

Evgenij (posando la pietra nera):- Credo che non sia questione di rileggere o meno, ma piuttosto di moralità che cambia a seconda della scena. Il bad boy è un molestatore infame quando c’è la scena pervy perché, ehi, è figo e quindi tutto gli è concesso, salvo poi diventare santo protettore delle donne di fronte ad altri bad boy di rango inferiore e/o brutti.-

Tornando a noi: Justin dovrebbe condurre America in una delle “celle” presenti nei sotterranei di questo palazzo, ma il bedboi non si fida a lasciarla sola con Cole che gira strafatto e arrapato, e se la porta piuttosto in stanza. E di nuovo, America ne ha paura. Prega infatti di non essere costretta a dormire con Justin, e il suo consenso è bellamente usato per pulirsi là dove il Sole non viene lodato.

“Si inumidì le labbra e sospirò in maniera teatrale: -America, so che mi odi, quindi che differenza fa se mi dici in faccia quello che dici?- avanzò verso di me, socchiudendo gli occhi. In quel momento mi ricordò un modello abercrombie, sicuro di sè, padrone del suo corpo.”

-E adesso chi sta riden…-

-Non è per te, Pica. Fufufu… almeno ogni tanto ci si diverte in questa melma radioattiva.-

Alla fine, Justin cede la camera da letto ad America e dorme in salotto. Non per gentilezza, oh, ma solo per meglio intercettarla in caso provasse a fuggire.

America scoppia nuovamente a piangere – avanti, Lucia Mondella piange meno di questa qua – e ci delizia con un monologo decente.

Il capitolo seguente, Nightmare, inizia con una succulenta immagine di Bieber che non riesce a dormire perché il divano è scomodo. Prima che il karma possa fare effetto, purtroppo, America urla dalla camera da letto.

El Biebero accorre armato, ma non ci sono altri Scagnozzi Sacrificabili da affrontare: semplicemente, Mare sta avendo l’incubo pronosticato nel titolo, e urla e scalcia.

E che sorpresa, è stato lui – Bieber – a causarglielo, e lui lo viene a sapere in una sconvolgente revelescio (cit. Knight & Princess) quando la ragazza urla il suo nome in codice.

-Ma nooo.- sogghigna Dellinger. -E io che pensavo fosse stata su fino alle tre a leggere creepypasta.-

El Biebero decide di guarirla… versandole in faccia l’acqua della doccia. Mentre lei si sveglia, egli fatica a giungere all’amara verità che sì, lui è la causa del terrore della ragazza.

“La stavo forse torturando? Nella sua mente, io ero il pericolo?”

No, guarda, è il tabaccaio sotto casa. CERTO CHE SEI TU, MICROCEFALO.

È lui il “danger” della situazione!

Ma il peggio deve ancora venire.

“E poi mi comparve il volto di Beth davanti, limpido come l’acqua, mentre aveva uno dei suoi incubi dopo le numerose volte in cui era stata aggredita per colpa mia. Non mi aveva mai detto cosa sognava, ma doverla svegliare ogni volta che la sentivo scalciare e urlare mi torturava, ed eccomi lì a svegliare un’altra ragazza per lo stesso motivo.”

SEI. UNO. STRONZO.

Fai un favore all’umanità, insegna ai pesci a sollevare pesi.

America si sveglia, e Justin tratta il suo panico col dovuto rispetto (“Uno strano desiderio mi avvolse in quel momento. Avrei voluto sbatterla lì, sulla vasca, solo per quei gesti innocui”). Lei chiede però al ragazzo come si chiami, dato che nel suo sogno lui si chiamava Justin.

Lui però vuole chiamarsi Daemon, e le getta dei vestiti asciutti come la carne a un cane.

“Non la sopportavo più. Ovunque andassi, qualunque cosa facessi, la sua vocina acida del cazzo mi risuonava in testa. Se non fosse per Jason, dio, l’avrei già uccisa.
Ma dio, la voglia che ancora avevo di baciarla da quando era nella vasca, tutta bagnata, perché non si placava? Perché cazzo sentivo il bisogno quasi fisico di sbatterla al muro e baciarla?”

-Potrei formare un cuore col mio muco e ci sarebbe più amore che tra questi due.- proclama Trebol.

America, intanto, passa dal fanculizzare Justin in varie lingue al cercare di psicanalizzarlo, cercando di capire se e quanto la morte di Beth lo abbia rovinato.

Come se fosse lui il primo e il solo a subire un lutto. Come se la stessa America non sappia cosa sia la morte. Come se non ci fosse altra via d’uscita dalla sofferenza eccetto causare altra sofferenza.

 

“Non mi importa se sono insensibile. Tutti hanno delle persone morte, non è un buon motivo per far morire tutti gli altri lungo la strada.”

(Rocket Raccoon, Guardiani della Galassia. E poi mi vengono a dire che i cinecomic non sono arte.)

Egli ricompare però alla sua porta, e lei lo definisce senza indugio “il ragazzo più sexy che avessi mai visto”. Segue un altro maledetto litigio in cui i due si colpevolizzano a vicenda, Justin accenna alla possibilità di ammazzarla se la reminiscenza con Beth continuasse a dargli fastidio, e scopriamo che è l’atteggiamento “ribelle” della ragazza, privo di paura nei suoi confronti, a eccitarlo. Ci vorrebbe Freud, si divertirebbe alquanto.

Lei prova ad andarsene, ma lui la afferra facendole male e dicendo che intende baciarla.

E così fa.

Ugh. Qualcuno ci salvi. Per favore, che sto per piangere e faccio brutta figura con gli ospiti.

“E poi il telefono suonò”

GRAZIE, TELOFANTA SALVATRICE!

“-Pronto?- disse con voce roca e tremendamente sexy.”

Un pugno enorme si abbatte sul muro di una casa vicina, lasciandovi una conca grande come una tinozza.

-E BASTA!- ringhia (più o meno) Pica. -Ho capito, ha la voce roca! Bello. Le voci r-roche sono fighe. Nessuno le deride, quelle.- la sua voce si spezza. -Che mi significa?-

-Ci significa che la loro idea di mascolinità è rimasta a sei secoli fa. Respira, ragazzone. Quando abbiamo finito è tutto tuo.-

Che poi Justin Bieber non ha la voce roca. Neanche dopo la pubertà. Capirei Harry, ma Justin no.

Justin congeda frettolosamente la sua prigioniera e corre via preso da urgenti questioni. America si interroga sulla sua attrazione per Bieber e si mette a dormire “per la prima volta, senza gli occhi gonfi di lacrime”.

Li ho io, gli occhi gonfi di lacrime.

-Ehi, signora.- Doflamingo trasale. -Te l’ho già detto, non singhiozzare nel mio cappotto.-

-Ma è così FLUFFOSO!-

Il capitolo seguente è un altro avviso, in cui scopriamo che LizEvelynHerondale ha pubblicato un prequel di Daemon, intitolato Oblivion. Sono tre capitoli, e probabilmente ce ne occuperemo in futuro.

Bieber si presenta all’appartamento di Jason McCann – con ancora l’erezione, che eleganza – e vede, dietro a Harry, “persone che si scannavano contro”.

Ed ora preparatevi a sentire una cosa idiota. Strano, vero?

-Mettiamoci comodi. Delly, tira fuori tè e biscotti.- dice Jora.

-Per me ghiacciato, mi voglio congelare le corde vocali.- interviene Pica.

Tanto per cambiare, El Biebero si rivela essere un pessimo gangster: mentre si discute di questioni importanti alla tavola rotonda della gang, lui continua a pensare al bacio con America. Jason è invece un cowboy fatto e finito, che spara in aria per riportare ordine.

Allora: cos’è successo?

Sentite qui, guardate ‘sto idiota che ha combinato. Vi ricordate di Smith, lo Scagnozzo Sacrificabile ucciso dal Bieber qualche capitolo fa?
Ecco: egli era parte dei CBG, una gang di Quebec City con cui Jason e i suoi avevano fatto un patto di non aggressione. Ora, avendo ammazzato Smith, Justin ha violato il patto tra le bande mettendo a rischio sé stesso, il suo boss e tutti gli altri.

I CBG si vendicheranno: come, secondo voi? Una bomba? Una sparatoria? Chiederanno la consegna di Bieber come pegno?

Nossignori: andranno alla polizia.

-…alla Polizia, Mia Lady?-. La Bionda è la prima a riprendere parola. -La Polizia esiste, in questo universo?-

-A quanto pare sì. Anche se rappresenta un’autorità così pessima che persino i gangster possono servirsene contro altri gangster.-

Mentre Jason minaccia Daemon con una pistola, America si sveglia e trova la porta aperta – di nuovo, testimonianza di quanto sono PESSIMI questi gangster – e anziché cercare di scappare dal palazzo si preoccupa della sorte di Justin e Harry.

Eh, già. Siamo già arrivati a quella fase. Quella in cui la protagonista ha completamente dimenticato la sua vecchia vita e i suoi vecchi affetti per un bel ragazzo.

Tutti si voltano simultaneamente verso Baby 5. -Che c’è? L’ho fatto una volta sola.-

America origlia la conversazione, ma si trova la strada sbarrata da “un bestione di colore con due spalle che, essendo che ero bassa, non mi facevano vedere granché”. Benissimo, anche il razzismo spicciolo, ottimo, continuiamo così. Vi odio.

Il suddetto “bestione” interrompe l’origliare di America e la conduce dal boss…

Chiamandola Piccola! Attento, Diamante, è sopra di te!

Il Piccola, abbarbicato nel colletto del mantello di Diamante, pianta gli artigli nella sua carne.

-AIUTO!- urla l’Ufficiale di Quadri. Doflamingo acchiappa la creatura con i ben noti fili e la stringe in una morsa letale. Jora solleva Dellinger per le braccia e lo fa roteare verso l’orrore.

-PISTOL HIGH HEELS!- urla il ragazzo piegando la gamba. Il gemito del Piccola trafitto perfora l’aria come un’esplosione. Il corpo del bestio atterra sui sampietrini e viene spedito verso il cielo da Lady R con un calcio calibrato direzione Impel Down.

Diamante giace sul fianco, reggendosi alle mani di Trebol e Pica. -Vedo la luce in fondo al tunnel… mi sento morire… così si spegne la stella di Diamante.-

Doflamingo si pulisce le mani insanguinate nei pantaloni. -Baby 5, buttagli in faccia l’acqua per il tè. Vedrai che la smette.-

Ora, quindi America è nella stanza piena di gangster. Per fortuna le donne nelle fyccyne – eccetto quelle veramente imbelli, come Skylar di Bieber, Il Mio Incubo – hanno un’arma a disposizione per le emergenze, il Calcio Nelle Palle. America se ne serve e si libera facilmente dello stereotipo razzista che la tiene prigioniera. Scoppia un parapiglia, Harry porta Mare in salvo e assieme a Justin, ormai in piena modalità cecchino consumato, scappano in auto verso l’ignoto.

Ma ahinoi, development: Justin è stato accoltellato.

-Crepa!- urla Trebol. -Nee, crepa! Così la finiamo!-

Ovviamente non vanno in ospedale, perché “è quello che loro si aspettano” (contenti loro, IDK), e si rifugiano invece in una casa abbandonata e polverosissima. Posto ideale per un ragazzo ferito e sanguinante senza dubbio.

Dopo aver sistemato le sue cose, America trova Justin che smadonna mentre Harry lo cura. Ovviamente è a torso nudo per il buon vecchio fanservice. La giovane si improvvisa crocerossina lo cura, cercando di non farsi soverchiare dal suo fascino. Segue una breve, e fondamentalmente innocua, scena di mezzo lemon.

Passiamo a Too Brave, il capitolo seguente. America si sveglia senza Justin accanto e, di nuovo, è spaventata.

“Mi chiesi se, una volta scesa, lui avrebbe cambiato atteggiamento nei miei confronti. Se sarebbe stato ancora rude, stronzo, crudele.”

Di nuovo, non è salutare. E non so quante volte ancora lo ripeteremo.

La ragazza scende le scale trovando Harry intento a spignattare. Scopriamo che Justin, da bravo maschio tossico, rifiuta di farsi aiutare e farsi vedere mentre è debole.

Dopo colazione, America porta a Justin qualcosa da mangiare e lo trova colpito da una forte febbre. Il ragazzo prega Mare di non dire a Harry delle sue condizioni, perché per motivi non chiari non ha voglia di andare all’ospedale. Lei è però la mamma certificata della situazione, e appena Justin inizia a mostrare segni sempre più evidenti di debolezza, corre da Styles e insieme lo caricano in auto, direzione ospedale.

So cosa volete chiedere, ma vi prego di non farlo. Le risposte alle vostre domande sono quelle che vi aspettate.

Sì, si portano appresso la ragazza che hanno rapito.

No, nessuno la riconosce.

No, lei non chiede aiuto né si rivolge al personale.

Durante il capitolo successivo, I’ll Love You Forever (“Signora, se mi vomita nel cappotto la impicco con i miei fili” “Scusate, Maestà”), narrato dal POV di Justin a metà fra la coscienza e l’incoscienza, sentiamo che lei VUOLE tornare a casa e rivedere la sua famiglia. Eppure non ne approfitta. Bastava prendere da parte un’infermiera, mettersi a chiamare aiuto nel mezzo del corridoio, tentare con un bigliettino, scappare via mentre Harry – che è sconvolto, quindi poco vigile – è distratto.

Invece niente. Piuttosto preferisce restare con uno che ha questi pensieri:

“Okay, non poteva fregarmene di meno. Né direi Nè del fatto che volesse tornare a casa.L’intento iniziale era quello di ucciderla, quindi è quello che avrei fatto. Inoltre, se l’avessi lasciata andare, chi mi assicurava che lei non avrebbe fatto la spia dalla polizia?”

Esattamente il tipo di persona per cui vale la pena buttare via tutti i propri cari, no?

…No?

Un’altra luce abbagliante acceca tutti i presenti. Un attimo dopo è comparso di nuovo lo studio cinematografico.

-Bentornati a “On Air With Lady R”. Stavolta abbiamo due ospiti d’eccezione: Miss Donquixiote Baby 5 e Mr. Donquixiote Pica. Un applauso!-

La donna sorride compiaciuta, mandando qualche saluto. L’uomo sprofonda nelle enormi spalle come se volesse essere in qualunque luogo eccetto che là.

-Parliamo di rapporti umani.- dice Lady R appiccicando il Den Den Mushi alla faccia di Baby 5. -Lei, signora, è famosa per aver voltato gabbana durante la battaglia finale, solo perché un guerriero della fazione opposta le ha chiesto di sposarla.-

-Gli ero utile!- sospira lei. -Sarebbe stato un matrimonio meraviglioso.-

-Un giorno crivelli di pallottole chi ride della mia voce. Quello dopo sposi uno di loro. Non ha senso, Baby 5. Noi siamo una famiglia. Praticamente ti ho cresciuta io.-. Il Den Den Mushi fischia quando Pica vi parla dentro, ma Lady R è abbastanza addestrata da non muovere un muscolo della faccia.

-Veramente non hai fatto un cazzo, stavi sempre da solo col muso.-

-Cosa dovevo fare, leggerti le favole? Avresti riso, ammettilo.-

-Per cortesia, non litigate.- Lady R batte il pugno sul divano. -Miss Baby 5, cosa sa dirci di questo cliché da fyccyna? Del modo facile con cui la ragazza dimentica famiglia, affetti e vita passata per vivere solo in funzione del Bedboi?-

-È stupido, punto e basta. Noi siamo i nostri rapporti umani, e un personaggio che non si lega a niente non è un personaggio completo. Voltare gabbana è una decisione che non si prende a cuor leggero. Lasciare alle spalle i propri cari, dimenticarsi di chi si è stati… è difficile. Richiede un’analisi psicologica, del tempo per adattarsi. Della nostalgia. America doveva avere più tempo con Justin, o una motivazione valida per voler lasciare la sua famiglia. Invece si adatta subito, come se non le fregasse più niente né l’avesse mai fatto.-

-In una famiglia si litiga, a volte succede.- Pica le mette sulla spalla una mano enorme. -Ma alla fine si torna sempre indietro, perché siamo una famiglia. So di non avere un carattere facile. A volte mi faccio prendere dalla rabbia e attacco i miei stessi compagni di squadra. Eppure non penserei mai di cambiare fazione, perché questa famiglia è il mio posto. Non rimbalzo in giro per la trama a seconda degli ordini dell’autore. E un fantoccio senza conflitto come America, e come queste protagoniste, non può legarsi a niente e volere niente per sé.-

Lady R esita, volto impassibile. Poi solleva le mani: -Un applauso!-

-Bravi!- esclama il pubblico. -Bravissimi!-

Baby 5 e Pica si scambiano uno sguardo.

-Mica male, no?-

-Lo ammetto. Mica male.-

Il capitolo prosegue col POV di America, che ci informa che lei e Harry continuano ad accudire Justin, stando con lui a turno anche la notte. Di nuovo, qualcosa che sarebbe molto dolce – da parte di America, ammetto che da parte di Harry è credibile e un bel gesto – se non ci fosse questo contesto di rapimento di fondo.

Ma attenzione! Justin sta avendo un arresto cardiaco!

-Oh, no, che peccato!- esclama Dellinger. -Potrebbe morire, che tragedia!-

E qui, bellezze e gentilbellezze…

State seduti comodi? Avete una superficie su cui lasciarvi cadere comodamente? Avete rimosso le tazze del tè dalle bocche allo scopo di non sputarlo?

Allora, scandiamo la scena con cura. C’è Justin che sta morendo. Ripensa ovviamente a ‘sta benedetta Beth e in preda al “““rimorso””” scoppia a piangere.

Qui sente una voce femminile pronunciare la frase “Puoi dire tutto di te stesso, ma che sei una brutta persona… quello mai”, che è falsa come dire “Puoi dire tutto del cielo, ma che sia blu… quello mai”, e si trova davanti Beth.

Silenzio. Costernazione. Scambio di sguardi.

-…Beth.- ansima Doflamingo. -Beth. La fidanzata che era morta.-

-Esatto, ansima Lady R. -It’s that kind of fyccyna.-

Per lo meno, l’Angelo Elizabeth non ha tempo di sentire le cazzate che Justin sputa. Appena lui si prosterna ai suoi piedi ripetendo di come le ha rovinato la vita, lei lo zittisce con calma e gli ricorda che quella di seguire lui e Harry nella loro vita da criminali è stata una scelta consapevole, che lei ha compiuto autonomamente, e che tutto l’autoflagellarsi di Justin è ultimamente privo di senso. Un bel discorso schietto, razionale, che me la fa immediatamente preferire ad America. E dovrebbero essere simili di carattere… Già il fatto che Beth prenda una decisione autonoma la differenzia da lei.

Però c’è sempre tempo per la paraculaggine. Specie nel discorso di Justin…

“”Beth, mi manchi, cazzo. Senza di te sono una merda, non lo vedi? Lo vedi come tratto la gente? Ho persino rapito una ragazza che ogni giorno minaccio di uccidere, anche se non lo farei mai. Solo tu mi rendi una persona migliore. L’hai sempre fatto. Non voglio più sopportare tutto questo, sono stanco. Non mi merito di vivere, non dopo tutte le cazzate che ho fatto e che continuerò a fare. Quello che voglio e che ho sempre voluto da quando sei morta, è morire, per poterti stare affianco. Perché tu eri il mio tutto, avevi il mio cuore, e ora che non ci sei più il mio cuore è andato con te.”

-Serve che faccia quel discorso?- chiede Doflamingo, ma Lady R scuote la testa. -Tienilo per il gran finale. Fidati, certe cose vanno tenute in fresco come la vendetta.-

Intanto facciamo tutti un applauso a Santa Beth, che fa a Justin un altro discorso diretto e necessario. Lo invita a smettere di crogiolarsi nel passato, a rifarsi una vita, ad apprezzare quello che ha e a sistemare i suoi casini una volta per tutte.

E porca miseria, GRAZIE. Ci voleva proprio una cosa del genere, perché veramente non sopportavo più il continuo vittimismo di Justin. Direi proprio che Beth, con tanto di abito bianco in stile Beatrice nella Divina Commedia, si è ben meritata il paradiso.

Justin, ispirato dalla sua musa, dice addio a Beth e cerca di tornare in vita.

A proposito, tutto ciò non vi ricorda il dialogo “ultraterreno” tra Justin e la sorellina Jazzy in “Danger’s Back”?

Dopo un altro capitolo-annuncio, con un’altra pubblicità di un’altra storia (“Nothing’s Still The Same”, nove capitoli e possibile futura preda), passiamo al capitolo seguente, Go Away.

Pov di America: Justin si è ripreso, e la ragazza ricorda il suo crollo e la sua ripresa di qualche giorno prima. Il Bedboi rifiuta in modo molto capriccioso il cibo da ospedale – comprensibile, ho sentito cose orrende su di esso – e Mare lo invita a mangiarlo fino a finire il piatto.

“Non capivo proprio come mai avesse deciso di ascoltarmi. Insomma… non era da lui.

Poi pensai: e se mi avesse sentita parlare mentre era in coma? Forse si era reso conto ed ero più vicina al mio obiettivo di tornare a casa!”

No, non lo sei. Perché sei in un ospedale pieno di medici, infermieri, inservienti e passanti (incluso il nostro Passante, visitatore assiduo) e avresti benissimo potuto rivolgerti a loro. Ma ormai, è chiaro, la sua famiglia di sangue non la vedrà mai più.

La relazione continua a mostrarsi come sbagliata nel midollo col prosieguo del capitolo, quando Justin chiede ad America delle sue occhiaie, lei lo interroga sul suo improvviso “interesse nei miei confronti”, e lui la mette a tacere dicendo: “Nessun interesse, tranquilla -disse, accennando un sorriso e alzando le mani in segno di resa- solo semplice curiosità”. Anche America avrebbe bisogno di una sua Beth, perché diventa d’improvviso emo.

“Ed eccolo, il solito Justin Bieber. Mi ero totalmente immaginata gli sguardi di tolleranza, mi ero forse illusa che lui avesse sentito solo una parola del mio discorso riguardo al mio stato d’animo?La risposta era sicuramente di si. Justin non sarebbe mai cambiato.”

-Ci crediamo TUTTI.- soggiunge fredda Jora.

Dopo una settimana El Biebero viene dimesso, ma un altro casino sorge all’orizzonte: nella casa abbandonata dove erano stati fino a poco prima è stato fatto a pezzi tutto e sono stati rubati gli oggetti di valore. Capendo che c’entra Jason – pure lui, come ha fatto a non trovarli all’ospedale – Harry e Justin si appartano a discutere sul da farsi.

Non c’è tempo, però. Jason è entrato in casa e bisogna scappare.

Sì, è da solo. Senza nemmeno il classico scagnozzo incapace da villain. E ovviamente si paleserà a Justin anziché sparargli subito addosso tutto quello che ha.

Ma seminare delle bombe no? Appiccare un incendio? Appostarsi in gruppo dentro e crivellarli appena mettono piede in casa?

Jason, sei il peggior gangster della storia. Ti scarterebbero dal Team Rocket da quanto sei incapace.

Come da programma, il Terrore del Canada ordina al suo BFF di portare in salvo la ragazza/peso morto mentre lui rimane indietro a fare l’Uomo e affrontare il cattivo.

Così fanno. Il capitolo si conclude con “uno sparo”, e di nuovo, tante reminiscenze di Afraid Of You.

You Can’t Destroy Me, il capitolo seguente, si apre con il link di una canzone, Time di Hans Zimmer, colonna sonora di Inception. Un bel brano, bisogna dirlo.

Subito dopo ci troviamo davanti America che, in macchina con Harry alla guida, lo prega di tornare indietro a salvare il suo gangsta preferito.

Credo che la sua richiesta implicasse sia lui che lei, ma Harry – che a furia di stare con Justin si è infettato di misoginia – lo legge come se fosse riferito solo a lui.

“Se lo deludessi, andassi a combattere con lui e ti lasciassi sola, a rischio, non me lo perdonerebbe mai. E neanche io”

Beh, dubito che possa avere rancori con te dalla TOMBA.

Per fortuna America ha deciso di smettere di essere un oggetto d’uso, e chiede a Harry di escogitare un piano per aiutare Justin.

Tranquilli, Jason non gli ha ancora sparato e non lo farà a lungo. C’è tanto tempo per una tattica.

Cosa sta facendo Jason anziché ridurre Justin a colabrodo?

L’errore numero uno del Cattivo Dilettante: IL MONOLOGO.

-Ma no! MA NO! Ma Santo Jinbei Incoronato, perché?-. Diamante si tira pugni in fronte.

-Che razza di cattivo fa una cosa del genere?- frigna Jora.

Doflamingo prende un profondo respiro. -Non pretendo cattivi fighi come me. Ma andiamo: il monologo?-

Non si dica, il Monologo è un errore in cui ricadono molti cattivi fighi – guardo te, Randall Boggs di Monsters & Co. – ma quello di Jason più che monologo… è un comizio di Pico de Paperis.

E lo “sparo di prima”, vi chiederete? L’ha preso solo di striscio, al braccio. Ottima occasione per cominciare a monologare.

Anzi, la scena risulta ancora più idiota, perché quando Jason monologa è LUI a essere alla mercé di Justin, che lo ha atterrato nel corpo a corpo e gli punta una pistola alla tempia.

Jason propone quindi di raccontare la fine dei genitori di Justin.

Il padre SenzaNome era, assieme a Jason, il co-fondatore della band, e assieme avevano giurato di non avere distrazioni. Egli aveva tuttavia incontrato la ben conosciuta Pattie Mallette, ex dello stesso Jason da prima della gang, ed era sbocciato l’amore. Jason lo venne a sapere quando la donna era già incinta di Justin; scoppiò una rissa tra lui e SenzaNome, che lasciò Jason in coma per cinque (a numero) anni. Al risveglio Jason non aveva in mente che la vendetta: localizzati SenzaNome, Pattie e il piccolo Justin, ammazzò i due lasciando il bambino orfano.

Più avanti, per una ragione che non ci spiega, ammazzò anche Beth.

Non è una backstory particolarmente brutta, ma è banale. Soprattutto Pattie: se SenzaNome è un personaggio attivo, e le sue azioni influenzano lo sviluppo dei fatti – è lui ad avviare la gang, è lui ad avvicinarsi a Pattie, ed è lui a mandare in coma Jason durante la rissa – Pattie è un oggetto, che subisce i fatti e gravita attorno al marito.

-Serve un altro discorso sulle Donne Nel Frigo? Sono un bravo oratore, sai.- dice Diamante. Ma Lady R fa cenno di no. -Il punto è chiaro.-

-Certa gente non riconosce il vero talento.-

Justin, sconvolto dall’aver lavorato per tre anni con l’assassino dei suoi genitori, perde il controllo e si fa soverchiare da Jason, che gli punta la pistola.

Proprio in quel momento arrivano America e Harry: la prima è tornata in modalità soprammobile, e non fa altro che pregare interiormente a Harry di sparare.

Anche Justin è tornato in Modalità Emo, e attende di morire. Per sua fortuna (ma non nostra) Harry ammazza il Cattivo, e il gangsta finalmente libero si getta ad abbracciare la sua ragazza e il suo migliore amico.

“Forse non era così male vivere.”

Quando recensisci fyccyne, mio caro, a te la vita è male.

Altro capitolo avviso con ringraziamenti ai fan, e passiamo a “Why” (ce lo chiediamo tutti). C’è da gestire il cadavere di Jason, e mentre Justin e Harry fanno il lavoro da uomini, America si ricorda di avere una famiglia e si chiede quando, e sé, tornerà a casa.

…effettivamente ha senso. Jason aveva fatto prelevare Mare da Justin come incentivo al di lei padre per pagargli il debito. Ora che Jason è morto, Justin e Harry devono ancora tenerla prigioniera? Ha senso? Dovrebbero liberarla nel mezzo del nulla, magari drogata, o ucciderla per non lasciare traccia del fatto.

I tre tornano “al rifugio” (dove?!), e durante il viaggio in macchina America prova a parlare con Justin dei lutti che ha subito, ma lui la rifiuta.

Il Mostro del Quebec decide quindi di stare da solo seminando America con Harry in un negozio di abbigliamento come un cane, e rimane solo coi suoi pensieri

Inizia così un flashback: Justin, con una coppia di Bros, stanno al parco a fumare cannoni. Jason li approccia, chiedendo di Justin.

Nel presente, Justin riflette sui suoi errori e sulla morte di Beth, e si chiede se la sua attrazione per America non sia semplicemente fisica.

Beh, la Dottoressa Lady R diagnostica che 1. La somiglianza fisica è stata la prima cosa ad avvicinarlo a lei, e 2. Dovrebbe esserci anche una somiglianza caratteriale, ma dato che America non ha una personalità e Beth compare troppo poco per avere un’idea di che tipo fosse. Ergo sì, solamente attrazione fisica.

Segue un altro flashback, stavolta incentrato sul Fateful Encounter tra El Biebero e la sua donna angelo, importunata da un gruppo di bros che la tengono ferma come se lei fosse la criminale di turno. Ovviamente, come tutte le ragazze non troiye, Beth si presenta sin da subito “con tono velenoso”. Justin le risponde senza scomporsi.

“Considerami colui che tutti temono”

-E adesso chi…-

-Per l’ultima volta, non stiamo ridendo di te! Sul serio, le mie pantofole a fenicottero fanno più paura di lui.-

Il capitolo si conclude con un altro scambio tragicomico.

“«Io non ti temo» disse [Beth], con aria di superiorità.

Sorrisi. «Fai male, piccola»”

-Padroncino, attento! Pistol Girl!-. Baby 5 centra il bestio con un proiettile prima che possa azzannare Doflamingo. Mentre il Piccola grida di dolore, Pica lo prende nel pugno e lo schiaccia nei palmi come una zanzara.

-Vado a lavarmi le mani.- dice alzandosi. Poltiglia blu gocciola dai suoi palmi.

Take Me Home, il capitolo successivo, si apre dopo un timeskip di due giorni in cui il desiderio di America di tornare a casa è ovviamente svanito in un Buco di Trama. Si trovano in un “rifugio” di natura non chiara, uno splendido paesaggio bucolico, e persino Justin sembra rilassato. America si è svegliata in piena notte ed è uscita a riflettere sulla sua situazione.

“Mi ricordai dello sguardo di odio puro che mi aveva lanciato, e di tutte le volte che mi aveva minacciato di uccidermi.

Ma nonostante questo, la sua vicinanza mi provocava un effetto strano, ma piacevole. Erano due settimane quasi che non lo baciavo, e già ne sentivo la mancanza. Era una cosa sbagliata? Senz’altro, ma non potevo farci niente.

D’altro canto il Justin che mi aveva salvato la vita, abbracciata, baciata, era lo stesso che per dispetto mi aveva sfilato l’asciugamano, umiliandomi. Lo stesso che mi aveva spudoratamente chiamato “animale da compagnia”, lo stesso che mi aveva rapito. Eppure non riuscivo a far si che questi fattori negativi -che superavano di gran lunga quelli positivi- occupassero tutta la mia mente, convincendomi ad avere un’idea negativa di lui.”

Tradotto: l’autrice vuole che stiate insieme anche se nulla di questo accoppiamento è positivo nei confronti della protagonista, ergo America è costretta a farsi piacere il suo rapitore.

Baby 5 sospira. -Errore in cui ricadono anche gli autori bravi.-

Justin la raggiunge, e le domanda che per una volta sia lei a parlare della sua vita.

“«Dovresti saperlo, di solito quando si rapisce una persona si sa tutto di lei» osservai, acida.”

Bello il promemoria che c’è un RAPIMENTO in corso. Dopotutto cosa importa se c’è una famiglia che la sta piangendo? Le famiglie non sono niente paragonate ai Bad Boy.

Ma ahinoi… ecco il plottwistone.

Che non è un plottwistone manco per idea, perché è un cliché. E che cliché.

“«So anche che sei nata il 22 febbraio, che ti piace il cibo cinese, che sei originaria di Chicago, che hai un fratello maggiore e che tuo padre da piccola ti picchiava…»

Lo zittii e lo guardai sconvolta, sentendo le lacrime agli occhi. Perché aveva scavato così infondo su un passato che non conosceva nessuno al di fuori della mia famiglia?”

Un padre abusivo.

UN PADRE ABUSIVO!

UN MALEDETTO PADRE ABUSIVO SENZA SPESSORE!

BEH: io avevo detto che se ci fosse stato il Padre Abusivo Senza Spessore sarei esplosa. Egli c’è: quindi… mi dispiace. Bye bye, Dressrosa! Qui si muore da eroi.

Un display è comparso negli occhi di Lady R, e su di esso compare un conto alla rovescia. 15… 14… 13…

-Ecco, quella esplode.- esclama Jora.

-Mia Lady, no! Distruggerete tutta l’isola!- esclama La Bionda.

-Scappiamo!- urla Baby 5. Persino Doflamingo sembra perplesso.

-Ho un’idea. Dellinger, vieni qui.-

Il ragazzo avanza senza una parola mentre Pica si toglie lo stivale con rassegnazione. Dellinger guarda le proprie scarpe, dall’affilato tacco, e capisce.

-Sei un temerario. Tappatevi le orecchie, ragazzi!-.

Tutti obbediscono all’ordine, compresa La Bionda. Un attimo dopo, il tacco della scarpetta piomba nell’alluce del colosso, e un ultrasuono sui cinquantamila hertz riempie la piazza come un fungo atomico. Il pelo dei cani si rizza. Le finestre si crepano. Persino gli occhiali di Doflamingo vacillano.

Ma Lady R è in ginocchio sulle piastrelle, senza più alcun contatore negli occhi. Solo un po’ di fumo dalle orecchie e dalle trecce. -Maledetti padri abusivi. Perché sono dovunque! La prossima volta non ci sarà nessuno a fermarmi.-. Solleva gli occhi verso Pica, ritto su un piede solo, dagli occhi iniettati di sangue e dal piede grosso come un melone. -Mi dispiace. So che dovrei controllarmi. Ti offro una granita per sdebitarmi.-

Un sorriso stoico compare sulle labbra dell’Ufficiale di Picche. “Lascia stare”, mimano le sue labbra.

-Mio eroe!- Diamante si getta ad abbracciarlo, e gli infila il braccio sotto l’ascella appena la gamba sana inizia a vacillare. -Vieni, ti prendo del ghiaccio.-

-Visto? Anche la tua voce è una dote, se usata correttamente.-

Doflamingo si rassetta sul trono come se niente fosse stato e ravvia le piume del suo cappotto.

fanwriter91: – Comunque io preferisco chiamare il padre abusivo Paul… –

Dopo questa… ehm, imbarazzante parentesi, torniamo a noi. La fanfiction è piombata di nuovo nello stereotipo, con America che commenta su come non capisce “i suoi [di Justin] continui sbalzi d’umore, e il suo modo di trattarmi di conseguenza”, un bacio “aggressivo e passionevole” e un accenno di coccole, che si interrompono una volta che El Biebero decide di allontanarla, facendola soffrire.

“«Perché continui a trattarmi così? E’ la seconda fottuta volta che mi rifiuti e che mi fai sentire una merda! Se deve sempre finire così allora io ti prego con tutto il cuore di non baciarmi più.»”

E lui, con calma, le dice di che non la bacerà più.

C’è più amore tra la lanugine dei miei calzini.

A furia di essere trattata a calci in culo, America decide che “basta dare spazio alla dolce America” e tenta di farsi rispettare e portare a casa.

E Justin sembra starci.

“E io? Cosa avrei fatto una volta a casa?”

Ti consiglio una terapia. E la polizia.
Commento: “La cogliona ah no scusa già lo sei”

UGH…

Goodbye è il capitolo che segue. Tanto per cambiare, questa relazione è tutto fuorché romantica, dato che America ha il sospetto che Justin possa volerla far fuori. Oppure con frasi come QUESTA.

“Mi sentivo imprigionata e confusa dal comprotamento di Justin. Ero così arrabbiata e delusa che volevo solo andarmene, ma poi lui sembrava così perso come in quel momento, sembrava quasi che stesse combattendo una battaglia interiore così intensa che io potevo solo guardare i pezzi della sua anima staccarsi a mano a mano.”

Justin, definendosi “un malato mentale del cazzo” (ti voglio non male, MALISSIMO) racconta ad America di quando ha visto Beth all’ospedale. La ragazza è sempre spaventata, il che continua a spaventare. Justin non legge nulla del suo linguaggio corporeo e continua a parlare a vanvera.

“-Ti voglio disperatamente, sempre, da quando ti ho vista per la prima volta, e prima che rischiassi di morire ogni volta che ti baciavo era un pugno allo stomaco perché sentivo di fare un torto a Beth… […] Quando Beth mi disse che era tutto ok, che era il momento che andassi avanti, desideravo baciarti ancora più di prima… e quando finalmente ti ho baciato, c’era quella voce dentro di me che… che mi diceva che ero un fottuto egoista del cazzo, che pensavo solo al mio piacere personale, e che se mi fossi lasciato andare di nuovo avresti fatto la stessa fine di Beth, e io non voglio.-“

E ahinoi, questo basta a scatenare la crocerossina insita in America, che piange commossa e decide che “può aiutare” il suo bel tomo.

-Nel frattempo, i suoi genitori e la sua famiglia staranno piangendo disperati.- sibila Jora. -Ma insomma, l’aMMore.-

Justin insiste che lei “non ha capito un cazzo” e che deve portarla a casa. Quindi nulla… il discorso su Beth non è servito a una minchia, Justin continua a fare l’emo e a ripetere che lei deve andare a casa. Non che abbia tutti i torti a dire che America deve andare a casa, ma Beth nell’alto dei cieli è stata inutile e la sua presenza non costruttiva.

Ora è Justin a insistere che America resti con lui, e lei a chiedergli di rimanere al suo fianco perché “avevo diciotto anni, credevo di essere abbastanza grande per prendere le mie decisioni, e sentivo in quel momento che volevo stare con lui”.

Ovviamente è il Masculo a ottenere quello che vuole. Harry la attende davanti alla macchina e cerca di giustificare il suo maledetto amico con Beth qui e Beth lì. Poi sloggia, con la promessa che si rivedranno.
fanwriter91: – Che palleeeee… –

Justin conduce America vicino al college, presidiato da poliziotti e con cartelloni con la faccia di America dappertutto. Quindi ricordiamo, questa HA dei cari che la cercano, semplicemente preferisce stare col suo #cattivorakazzoH.

Alla fine El Biebero parcheggia e America si prepara a dirgli addio. Che però, come da cliché, “non è un addio, ma solo un arrivederci”.

Poi se ne va, e America si incammina verso la sua vecchia casa.

-Beh, è stata dura ma ce l’abbiamo fatta.-. Jora si rassetta i capelli. -Cosa si fa adesso?-

-Sciocca signora, non è finita. Ci sono ancora sei o sette capitoli.

Stavolta è la vecchia pittrice ad avere la voce stridula. -…che?-

Eh… già. Dopo un altro capitolo-avviso in cui l’autrice si lamenta del cibo irlandese (argh, come ti capisco, ci sono stata un mese e sono triplicata) passiamo al capitolo seguente, Distance Hurts.

Si apre con Faded di Alan Walker (una canzone che mi piace, e soffro), e Kim – la cugina di America, per chi se la fosse dimenticata – è al telefono con la mamma di America, raccontandole delle condizioni critiche in cui versa la figlia.

“-Non c’è niente da fare. Sono settimane che non parla, non mangia… Le chiedo in continuazione cos’abbia e dice sempre di non avere niente. E poi sostiene di essere scappata lei di suo, “per prendersi una pausa”, ma io non me la bevo…-“

La Dottoressa Lady R le diagnostica la Hope-ite. Ovvero, America è ormai talmente assorbita dalla vita con i Bad Boys da tagliare ogni ponte con la sua vecchia vita e i suoi cari. La sua compagna di stanza Hannah, Kim col suo ragazzo, i suoi genitori… naah. Sempre sia lodato il Bad Boy. Nemmeno i poliziotti e lo psicologo sembrano scuotere il guscio della Brava Ragazza, che tormentata dagli incubi continua a chiedersi se le manchi qualcosa.

America non si trova più al college, ma piuttosto al ranch di famiglia, dedita alla nobile arte dell’Evitare Il Prossimo, e si rifugia sotto un albero dal significato speciale: era quello dove spesso si nascondeva quando il suo…

Lady R prende un respiro profondo. La Bionda si fa avanti: -Il suo Padre Abusivo Senza Spessore la menava.- dice.

-…ecco, quello. E dopo che accadeva, suo fratello Tom (al momento negli USA a studiare) la consolava. Poi, ovviamente, torna a sognare il suo Biebero.

America scoppia a piangere, ed ecco ricomparire il fratello Tom, trapiantato a casa dalla Columbia University per riabbracciare la sorella. I due si stringono forte, ma nemmeno a lui la ragazza vuole rivelare cosa le sia successo durante la sua assenza.

“Sono state settimane d’inferno, Mare. Per tutti noi. Credo che ci meritiamo di sapere dove tu fossi stata, con chi, se ti hanno fatto del male…”

Alla fine America vuota il sacco, sotto promessa del fratello di non dire niente a nessuno, nemmeno alla polizia.

Ti prego, Jinbei nell’Alto dei Cieli, fa che Tom abbia le dita incrociate dietro la schiena e poi lo dica a tutti.

Ma non è finita, perché ci tocca tornare da Daemon, che sfoga i dolori al corazon (magari facesse invece la fine di Corazon) sbevazzando senza ritegno e ignorando la gentilezza di Harry. Continua anche a negare di essersi innamorato di lei… PFF.

Harry ha inoltre un comportamento sospetto, dato che continua a fare telofante misteriose a non si sa a chi e uscire la notte a fare chissà che. Egli afferma di star semplicemente rimorchiando una ragazza, ma Justin non se la beve e, tra un’elucubrazione e l’altra su America, medita di scoprire cosa sia in realtà questa situazione.

“Non l’avrei mai uccisa, comunque. Mi bastò vederla quella volta in aula di storia, per capire che non ci sarei mai riuscito. Non solo perché era donna, ma perché era lei. Era così bella e perfetta e.. quasi angelica.

Oh merda… stavo pure diventando poetico. Doveva essere l’alcol, sicuramente.”

Posso augurargli un coma etilico?

-Faccia, faccia.- dice Doflamingo.

Ma come se non bastasse… allontanate di nuovo la tazza dalla bocca, mi raccomando. Justin ha inviato un suo sottoposto di nome Jake a spiare America e quello che fa.

Dellinger si sputa il tè sulla maglietta.

-Scusate, signora. Ero distratto.-

Così prima Justin entra nel panico nel vedere un ragazzo con lei – mi raccomando, lei è di proprietà del suo Signore E Padrone, STO MALE – per poi rilassarsi scoprendo che si tratta del fratello. Inoltre scopre del mutismo e del rifiuto di mangiare della sua bella e si chiede perché.

“L’avevo trattata da schifo, l’avevo umiliata, ma la volevo. Se lei avesse accettato, magari avrebbe potuto cambiarmi definitivamente.”

-Trebol, ti posso abbracciare?- domanda Baby 5.

-Nee, perché?-

-Ho bisogno di qualcosa che faccia meno schifo.-

Altro capitolo avviso, in cui scopriamo che LizEvelynHerondale ha creato un gruppo whatsapp per i fan della storia. Passiamo a Won’t Look Back, in cui Tom interroga la sorella su quello che le è accaduto con progressiva (e comprensibile) rabbia.

Tira in ballo persino il padre, al che America gli ricorda che è stata proprio la di lui insolvenza a causare il rapimento della giovane.

Tom, fatelo santo all’altare consacrato di Jinbei, vuole andare alla polizia. E “fanculo aquella cazzo di promessa, tu sei qui, a malapena esisti, e non dovrei denunciare coloro che ti hanno fatto questo? Anche se uno degli artefici di tutto questo è mio padre? E dovrei rimanere zitto con la mamma? Tu sei pazza se credi una cosa del genere. Dio… sei proprio stupida.”

Baby 5 si stacca da Trebol, mezza appiccicata a lui. -Posso abbracciarlo, adesso?-

E quella maledetta America dice che tanto né Kim né sua madre la ascolterebbero! Ma per favore, fyccynare, BASTA annullare tutti i rapporti passati in onore di Sua Badboyanza e il suo Pacco delle Meraviglie. Oltre a mostrare, tanto per cambiare, solo rapporti tossici tra le donne.

America promette quindi a Tom di togliergli il saluto e scappa via dal ranch, finché non si sdraia in un prato al sorgere delle stelle e vi rimane fino ad addormentarsi.

Passiamo al Biebero, che è talmente agitato dalla tensione e dall’alcol da tirare una craniata contro un corrimano, facendo uscire sangue e ripensando a quando America gli aveva fatto da infermierina. Richiama allora Jake, che annuncia di aver perso di vista l’obiettivo.

Justin, preoccupato per la sua proprietà, decide di andarla a cercare.

A fine capitolo scopriamo che il rapporto tra JB e Harry si sta incrinando e si vedono sempre meno spesso. Bravo Harry, scappa via da questo inferno.

Justin parte al salvataggio: inizia origliando Kim che rimprovera Tom per essersi perso America (e prendendosi anche qualche secondo per darle dell’ “oca rompi coglioni”). La madre interrompe la lite tra i due spedendoli in cerca di America. Lei invece non alza le chiappe dalla sedia a dondolo. Abbiamo a che fare con la mamma di Maggie di Million Dollar Baby.

Ovviamente è El Biebero a trovare la Bella Addormentata, e le dice mentendo di star solo passando di là. A casa, Kim lo ringrazia per averle restituito la cugina, e Justin fa per andarsene, ma arriva Tom che vedendo le sue mani ferite nella crisi di nervi ubriaca di qualche ora prima gli offre di restare per la notte in piena tradizione redneck.

“Volevo solo correre da lei e stringerla, oppure farmistringere [sic.]. L’avevo tenuta in braccio per un quarto d’ora che non mibastava [sic.], ma dovevo accontenrami, perché senza di me sarebbe mortanel [sic.] suo letto, a novant’anni, circondata da un marito normale e datanti nipoti. Con me non avrebbe mai potuto avere questo lieto fine.

Per quanto mi riguarda, con me non c’è nessun lieto fine.”

-Curiosità.- Diamante attacca l’ultimo cerotto alla borsa del ghiaccio sul piede di Pica e si alza. -Chi altro si è stancato delle famiglie tradizionali? Solo io.-

-No, tutti.- dice La Bionda. -Ma nelle fyccyne non si concepisce altro.-

Justin si leva dai piedi e passiamo al capitolo successivo, Bad Dreams. È in corso un flashback-sogno di quando Justin aveva diciannove anni ed era un giovane ribelle che sognava di vivere da solo.

Scopriamo anche che sua madre è scema.

“Sei diventato menefreghista, e stai cominciando a frequentare quei… killer che uccidono le persone. Io ti ho cresciuto meglio di così. Cosa ti è successo? Non ti riconosco più.”

Brava, signora, copriamo gli omicidi perché il figlio è coinvolto. Si vergogni.

Sì, so che è tutto un sogno, ma è idiota uguale. Ha almeno il buonsenso di disconoscerlo, e questa esperienza si chiude con la voce della madre che scompare ripetendo “Cosa sei?”.

Il sogno porta poi Justin in un campo accanto a un’autostrada, dove il cadavere rianimato della madre di Justin gli rinfaccia la sua morte. Poi El Biebero si sveglia agitato e arrabbiato.
Egli entra in camera di Harry e lo trova che dorme sereno. Si vedono sempre meno, ed egli comincia a sospettare che l’inglese trami contro di lui. Dopodiché si dirige alla spiaggia a riflettere, dove scopriamo che, tanto per cambiare, è tossicamente mascolino.

“Ricordai i vecchi insegnamenti di mio padre: l’essere uomo, il comportarsi da uomo. Avevo solo dieci anni ma mi ricordavo bene le sue parole, e con fierezza le avevo sempre portate con me.

Se mio padre fosse stato ancora vivo, mi avrebbe detto di affrontare i miei incubi, le mie paure, e di scacciarle, ed io -essendo il figlio di mio padre- decisi di farlo.”

-Posso ucciderlo?-. Diamante serra i pugni contro il mantello. -Lo piego in sedici e lo metto nel tritadocumenti. I prodotti di tanti padri non meritano di stare al mondo.-

-Prima lo uccido io.- ringhia Jora. -Io sono madre sul serio, fai largo!-

Dellinger e Pica si guardano: genitori, che vergogna.

Inoltre Justin si fuma una sigaretta e butta la cicca in mare. Grazie, come se non avessimo abbastanza ragioni per odiarlo.

Così immerso nelle sue elucubrazioni su – manco a dirlo – America lo lasciamo e torniamo… beh, da lei, intenta a riprendersi dal sonnellino non programmato.

Entra Tom, che le rinfaccia di essere egoista e di mettere il suo “amore impossibile” prima dei suoi cari. Stranamente le entra in testa e lei comincia a dispiacersi. Purtroppo Tom ardisce dire che Daemon è “troppo pericoloso” e la ragazza scoppia a piangere.

Sapete, è da un po’ che non guardo i commenti. Vediamo se… toh, una catena da tre.

“SE TI DIMENTICHI DI LUI TI FACCIO DIVENTARE MASCHIO”

“Nononononono non hai capito proprio un pene”

“No madonna ti uccido”

-Pronto?- Doflamingo incolla l’orecchio al suo Den Den Mushi. -Sì, sono io. Ci siamo tutti… capisco, riferirò. Grazie.- Attacca la cornetta e solleva il dito medio.

-Era Emporio Ivankov, e questo è il messaggio che manda.-

Segue il capitolo “Anonimous” (scritto così): il personaggio punto di vista, dall’identità “anonima”, è svegliato nella sua villa in Brasile dal suo balbettante scagnozzo Steph che annuncia che “H-ha-Harry Styles” vuole parlargli.

-Ma povero caro.- Doflamingo giunge le mani. -Non si tratta così un sottoposto. Per me, i miei sono la mia famiglia. Me li coccolo tutti quanti.-

Il povero Steph, in preda al balbettio, consegna il telefono al suo boss, che scopriamo chiamarsi Mr. 0… no, magari. Signor Farewell, ovvero “addio”. Harry gli chiede aiuto, raccontandogli della morte di McCann – il crimine comunica pochissimo da queste parti – e sembra arrabbiato e risentito, trattando Daemon come un “ingrato”.

E chiede vendetta.

D’accordo, un bel plot twist. Anche se tanto per cambiare anche Harry è cattivo.

Potete immaginare le parolacce e le bestemmie nei commenti. Non ve le leggo solo perché Dellinger è minorenne.

Il ragazzo fa una pernacchia.

Il capitolo seguente è Back To You: siamo nel POV di Justin, che dimostra segni di fatica e viene accudito da Harry. Egli non sembra più sospettare di lui e ne parla in termini amichevoli.

Justin parte in macchina e lascia Harry da solo, e noi nel suo POV.

A quanto pare, il traditore è veramente arrabbiato: invia un messaggio a qualcuno dicendo che El Biebero è partito e pronostica al suo vecchio amico “una lunga battaglia”.

Andiamo ora da America, a cena con la sua famiglia nell’obbligatoria scena in cui si sviliscono i disordini alimentari costringendo la protagonista inappetente a mangiare a colpi di “mangia”. Per fortuna Mare può scapparsene in camera in santa pace, seppur tormentata da un brutto presentimento.

Di nuovo Justin. È l’una di notte e tutto non va bene per niente: si ferma in un autogrill dove entrambe le cameriere che lo servono – stranamente non bionde, una rossa e una mora – ci si appiccicano con fare seducente.

Lui se ne va a mangiare nel parcheggio per non essere ancora infastidito – e ci sta – dando della “gran troia” alla mora – e mi incazzo.

Di nuovo Harry, che casino. Lui e Farewell sono arrivati, che culo, proprio a quell’esatto autogrill. Chiedono di un ragazzo biondo con un taglio in fronte, e la cameriera mora – che evidentemente hanno assunto per un disguido postale – gli indica dove si è diretto Justin.

Ai miei lettori: non date MAI informazioni di questo genere a degli sconosciuti, sia sui clienti che sui vostri colleghi. Non sapete mai con chi avete a che fare e potreste mettere in pericolo qualcuno.

Un caso che ho letto su Tumblr vede un ragazzo che chiede gli orari dei turni di una giovane dipendente di McDonald: i colleghi si rifiutano di darglieli, e interrogando poi la diretta interessata scoprono che quel ragazzo era un ex fidanzato abusivo che la seguiva in giro.

Fate attenzione e rispettate la privacy: siete autorizzati a farlo ed è meglio per tutti.

Justin è in macchina, bloccato nel traffico per via della pioggia (alle tre di notte?) e comincia a capire che ci sono delle auto che lo seguono. Sospetto confermato quando gira in una strada “meno popolata” e loro gli vengono appresso.

America non ha sonno, esce un po’ in veranda a pensare a Justin e a quanto le manca, per poi tornare a letto sperando di dormire. Intanto un altro macchinone compare all’improvviso davanti all’auto di Justin, intrappolandolo. Il ragazzo, “pronto a combattere”, estrae la pistola.

Si presenta il signor Farewell, che di nome fa Roger (non Gold, peccato davvero), ed è un amico di Jason McCann. Scendono poi anche gli henchmen, e da ultimo Harry, che dichiara le sue intenzioni. Avrebbe potuto ingannarlo fingendosi suo amico, ma l’intelletto non brilla in famiglia.

Quindi “Farewell” è il suo cognome di battesimo? Peccato, perché “Mister Addio” è uno pseudonimo figo per un criminale.

-Ci siamo noi, i nostri non sono fighi?- chiede Diamante.

-Scusami, lo dico onestamente: usare il tema “carte da gioco” per un equipaggio è la cosa più mainstream che un personaggio di One Piece possa fare.-

-Doffy, dille qualcosa!- geme il gladiatore.

-È vero, ormai lo fanno tutti. Lo ha fatto Ace, lo ha fatto Kaido…- Doflamingo si gratta il mento. -Se ritorniamo in scena, dobbiamo scegliere un tema diverso. Potremmo andare a tema “fyccyna”: io mi farò chiamare “Bedboi”, tu “Hope”, Trebol “Decklon” e Pica “Troiya”. Che ne dite?-

-Non rispondiamo, padroncino. Non rispondiamo.-

Come potete immaginare, comunque, Bieber non prende bene la questione.

“A quel punto non ce la feci più a trattenermi, e mi fionda su di lui.

Alcune fecce umane cercarono di trattenermi dall’uccidere la principale, ma proprio quest’ultima fece cenno a tutti di restare dov’erano, lasciando che io gli agguantassi il colletto della giacca e che lo spiaccicassi contro l’auto.”

E perché Harry è improvvisamente cattivo?
Esatto, ancora per Beth. Dopo due anni dalla sua morte, improvvisamente, solo ora lui colpevolizza Justin per la sua fine, accusandolo di aver trascinato la ragazza nella spirale del crimine.

E bizzarramente, dopo aver passato vari capitoli a scartavetrarci le scatole con “boohoohoo Beth la amavo tantissimo ed è morta per colpa mia”, Justin decide che proprio ora è il momento di non farlo, accusando piuttosto Harry di essere stato causa indiretta del loro incontro. Poche idee, molto confuse.

Ma non solo: scopriamo che Harry è anche innamorato di America, ed è convinto che Justin voglia portargliela via.

Le donne sono catalizzatori di trama, non attrici della medesima. Sono oggetti da bramare e volere.

-Per favore, signora. Un altro discorso, sono davvero bravo.- insiste Diamante.

-Smettila, va bene? Il concetto è fin troppo chiaro ai miei lettori.-

Gli scagnozzi di Farewell, che sono scemi come solo gli scagnozzi di un film d’azione sanno essere, aspettano che Harry sia massacrato di botte per intervenire. Justin lotta con le unghie e con i denti, e quando non ce la fa più chiude gli occhi pensando ad America.

La quale America continua a non dormire, e mentre cerca un libro con cui ammazzare il tempo sente qualcuno che bussa alla porta. Anziché prendere il fucile da brava campagnola e accogliere il malcapitato con un bel “via dalla mia proprietà”, lei gli apre romanticamente.

È Justin, insanguinato e dolorante.

Evgenij:- Cosa?! Come ha fatto a fuggire? … Non verrà spiegato nulla, vero? Tonto io che lo chiedo.-

Down, il capitolo seguente, si apre con un’omonima canzone di Jason Walker, che fa da colonna sonora alla puntata 1×06 della serie Vampire Diaries.

Dopo un po’ di sbigottimento da parte di lei, e vari “Mare…” da parte di lui, una piangente America accoglie il ragazzo una volta che la assicura di essere solo. Anziché parlare di cose importanti, però, i due preferiscono fare i piccioncini.

“Ho cercato di scordarti, ho cercato di imprimermi nella mente i motivi per i quali ti avevo cacciata dalla mia vita. Ma per quanto essi fossero reali, non mi bastava più il ricordo di te, in tutte le sue sfacettature; ti volevo con tutto me stesso, minuto dopo minuto. E alla fine… mi sono ritrovato qui senza nemmeno pensarci.”

Lui dichiara poi di amarla, pur conoscendo i rischi.

-Siamo commossi, nee.- Trebol sbadiglia senza mettere la mano davanti.

Le ferite del Biebero sono dimenticate, perché è ora di limonare. Dopo il bacio, solo allora, la ragazza chiede a Justin cosa sia successo, e deve scendere a patti col fatto che Harry è cattivo.

Anche Justin, a quanto pare: Harry e Farewell potrebbero infatti tornare, e nonostante tutto ha deciso di andare a casa di America mettendola in pericolo.

Un collettivo facepalm risuona dalla Familia e dalle recensore.

-Se uno di voi fa così lo appendo a un filo per i peli del naso.- ringhia Doflamingo. -Ma non lo farete, non è vero?-

Mare non ha tuttavia problemi a rischiare la vita finché c’è il suo cavaliere al suo fianco, e medita persino di coinvolgere nei casini suo fratello Tom, che a quanto pare le vuole abbastanza bene da starle appresso anche quando fa cazzate di questo calibro.

Justin pure ci sta, quindi addio, siete la famiglia peggiore del mondo.

America conduce dunque El Biebero da Tom, che… allora, sono due uomini che si incontrano per la prima volta, la mascolinità tossica cosa dice, voi che siete uomini?

Doflamingo scuote la testa. Trebol fa la linguaccia. Diamante fa cenno di no col dito. Pica serra la bocca. Solo Dellinger si fa avanti: -Io gli offrirei un tè, no?-

-Bella risposta, caro, ma…- Jora lo prende per il polso. -Non credo intendesse quello.-

-Uffa, mamma. Ma che uomini sono? Si picchiano appena si vedono?-

Esatto. Non si picchiano proprio, ma si mettono a insultarsi finché America non occorre a fermarli.

“io lo amo, Tom. […]. Tu non sai cosa si prova, ma io si. E fidati quando dico che faresti di tutto per la persona che ami.”

Anziché rivolgersi alla polizia (non era necessario tirare dentro Justin, bastava indicare la posizione dei criminali ricercati) decidono tanto per cambiare di cavarsela da soli come i cowboy.

La priorità, tuttavia, resta limonare.

Capitolo seguente, The Very First Time, ambientato nell’appartamento di Tom dove Justin e Mare si nascondono. Promette di iniziare in modo interessante, con Justin che esamina i libri presenti nell’appartamento. Invece diventa il capitolo con la prima scena di sesso esplicito. Timing impeccabile, devo dire: sono braccati da una banda di criminali e decidono che è giunto il momento di farlo.

Oh beh, dato che si vive una volta sola…

Noia totale (ovviamente America è vergine… e a prescindere da ciò, chi è che chiama ancora le proprie mutande “mutandine”?), eccetto per questa parte qua.

“Un’altra volta lo vidi così, e ci trovavamo nel bagno del rifugio. Ci odiavamo a vicenda e mi aveva tolto l’asciugamano di dosso. Mi aveva umiliata.

Ma quello era Daemon, Justin mi stringeva sè e mi guardava come se fossi la creatura più magnifica esistente.”

-Nel nostro arco di One Piece compare un personaggio, Cavendish detto il Lord Pirata.-. Baby 5 si fa avanti tirando una boccata dalla sua sigaretta. -Apparentemente è il classico belloccio pieno di sé: biondo, femminile, con i boccoli, vanitoso, esteta, amante della fama e delle attenzioni, una schiera di ammiratrici sempre appresso. Più avanti, però, il giovane rivela un lato profondo: egli possiede una seconda personalità, Hakuba (o Cavallo Bianco nella traduzione italiana), una creatura crudele e sanguinaria che prende il controllo del suo corpo quando Cavendish si addormenta, capace di sterminare facilmente decine di nemici.-

-E io ne ho fatto le spese.- Dellinger deglutisce. -Come mena, quello.-

-Insomma,- riprende Baby 5, -da come questo fatto viene descritto sembra che Daemon sia la seconda personalità di Justin, il suo lato cattivo a contrastare quello buono. Tanto per cambiare, invece, è solo affetto immeritato. Justin non ha subito alcuna punizione per le azioni compiute, e nonostante ci sia stato un timeskip non vediamo in alcun modo come il ragazzo è evoluto. A quanto pare basta pensare che “Daemon” fosse un’entità differente da Justin, magari al di fuori del suo controllo, per smettere di volergli male. Mi dispiace quasi paragonarla col buon Cavendish, almeno lui era consapevole della sua doppiezza e cercava di controllarsi quando necessario.-

-Ricorda anche il modo con cui la bipolarità viene trattata in altre nostre prede.- interviene La Bionda. -I personaggi cambiano carattere dal nulla, sono un secondo aggressivi e quello dopo cordiali, e dovremmo abbuonarglielo in quanto “bipolari”.-

-In breve,- conclude Lady R, -essi non hanno responsabilità. Come fossero bambini.-

Il capitolo seguente si chiama Don’t Leave Me, ed è ambientato dopo un timeskip di “settimane”. Mare e Justin stanno gestendo il loro problema a colpi di procrastinazione e sesso selvaggio – oltre che, ovviamente, abuso.

“In settimane di convivenza non mancavano i litigi. C’era anche da contare che io e lui stavamo imparando a conoscerci, e spesso non andavamo d’accordo.

A volte nei suoi occhi rivedevo Daemon; il modo in cui si arrabbiava, il suo modo di rispondermi me lo ricordavano, ma allo stesso tempo c’era un nuovo Justin davanti a me che mi dava attenzioni, che mi amava.”

Ancora? SONO LA STESSA PERSONA!

Stanotte però Justin non ha voglia di fare ciupa-ciupa, e piuttosto sta a fumare sul parapetto con fare pensieroso. America lo interroga, e scopriamo che sta pensando a Harry. Comprensibile, sono amici da anni e lui l’ha tradito senza vergogna.

America prova a consolarlo, promettendogli che supereranno anche questo incidente, ma El Biebero si sente stronzo e si atteggia come tale.

“Be’ ti dico una cosa. Fuori da questa bolla che ci circonda fatta di cuoricini c’è una realtà molto diversa […] Là fuori c’è gente che mi vuole morto, America. Gente che arriverebbe a te e ti sgozzerebbe senza pensarci due volte, e tutto questo per colpire me.”

Ma se ne sei consapevole, cacca di mosca appiccata sotto le mie suole, perché l’hai tirata dentro?

E come se non bastasse ricomincia a fare l’emo.

“Presto ti stuferai anche tu. Sarai stanca di correre pericoli per me e te ne andrai. Come hanno fatto tutti, come tutti quelli che incontrerò faranno. È matematico.”

Mare ovviamente ci finisce dentro con tutto l’amo, si commuove e pensa al suo povero bedboi abbandonato da tutti e tanto tormentato e bisognoso d’aiuto.

-Signora, per quel discorso…-

-No, maestà. Preferirei tenerlo per dopo.-

Dopo un po’ di coccole c’è un timeskip, in cui scopriamo di trovarci nel periodo di Natale, precisamente il venti dicembre: nessuno dei familiari di America eccetto Tom sa dove lei sia, poiché alla madre e a Kim ha raccontato delle “scuse plausibili”.

No, non gli ha detto di essere andata in gita in Francia. Peccato, era una vera perla.

America e Justin guardano un talent show (e scopriamo che America considera il rap solo “improvvisare qualche rima”… ignorante e razzista, bellissimo), dopodiché decidono di fare un giro, pur consapevoli dei rischi.

Io spero che quei rischi siano realtà, se non altro ci sarebbe un po’ d’azione.

Dopo un pranzo al ristorante, si fermano in un negozio di Cd dove America va a sbattere contro uno sconosciuto, un ragazzo “muscoloso e imponente” che scopriamo chiamarsi James.

Ovviamente Justin fa l’arrabbiato e il geloso, e “trascina letteralmente” la sua preda fuori dal negozio appena lo sconosciuto si allontana. Appena America gli chiede cosa sia successo, lui dichiara che questo James le sarebbe andato addosso apposta.

“E’ solo che… non voglio che nessuno ti tocchi.”

E lei lo perdona, perché questo modo di comportarsi sono “residui del passato”, e se per favore Pica mi spiaccichi io posso morire qui e ora.

-Innanzitutto ho un piede fuori uso.- protesta lui. -E come seconda cosa, su, non eri una veterana?-

-Hai ragione. A volte è così… faticoso ricordarsi che si può ancora lottare.-

Il capitolo seguente è ambientato sempre sotto Natale, come si evince dal titolo Santa Klaus Is Coming. Sì, tecnicamente sarebbe Claus, qui mi verrebbe da sperare in un crossover con The Umbrella Academy.

America passerà il Natale non con la sua famiglia, ma con Justin e il suo amico Jake. Scopriamo che lei era una liceale solitaria, che stava sempre “con il naso tra i libri”, e Justin commenta di trovare “sexy” le secchione.

-Ahia, smettetela di abbracciarmi, nee!-

-Trebol, paragonato a questa storia, tu sei un soffice peluche che profuma di rose.-

Segue altro sesso, che viene interrotto dal rumore del citofono. Justin apre: l’ospite è un ragazzo biondo (“No, Mia Lady, non lo conosco”), ovvero Jack, che dovrebbe essere il “Jake” menzionato prima. In realtà più avanti verrà chiamato alternativamente Jack o Jake, perché l’autrice non rilegge e non sa decidersi.

Egli annuncia che Harry e Farewell stanno dando la caccia a Bieber, reclutando membri della vecchia gang di Jason McCann tra cui Cole, il ragazzo fumatore di canne che aveva molestato America vari capitoli fa.

Justin decide di cavarsela da solo, ma America ha deciso di smetterla di fare il soprammobile e annuncia di non voler abbandonare il suo amato.

“Forse era sbagliato, forse una persona sana di mente se ne sarebbe tirata subito fuori e mi resi conto che era quello che Justin si aspettava, che io facessi marcia indietro.”

Ma basta usare la malattia mentale come giustificazione per il comportamento da Hope! Mi sembra di tornare a leggere Insane.

Un timeskip ci porta alla mattina della vigilia, con America preoccupata “di trovarmi qualcuno di indesiderato in casa, pronto a sgozzarmi”. Anche se il pericolo più reale per lei al momento sembra essere proprio El Biebero: mentre lui pisola fino a tardi, America si intrattiene con Jack/Jake e teme che Justin si arrabbi se li vede assieme.

“se Justin avesse visto la scena… beh, sicuramente non ne sarebbe scaturito niente di buono. “

Seguono altri paragoni con Beth di cui anche America si è scassata le palle, e scopriamo che le due sono state le uniche ragazze a non “abbandonare” Justin. In un mondo di troiye… insomma, sapete l’adagio.

Poi America e Jack vanno al supermercato, e chi ti trovano? Nientemeno che James (Jason, Jack, James… mi confondo assai), il ragazzo che l’aveva investita nel negozio di CD. Persino lui fa ironia sulla coincidenza continua dell’incontrarsi così frequentemente, e America subito sospetta che c’entri Harry Styles.

Ecco, questa è la vita ove l’ha condotta il suo “amore”. Era un’adolescente normale, con una vita serena, e si è ritrovata trascinata in questo casino per via di Justin e del resto della sua banda.

Se qui c’è amore… se c’è mai stato… io sono Jinbei.

Tutti si fanno il Segno della Croce.

Arriva Jack/Jake a tirare via America, e James si risente per il trattamento scontroso che riceve. Se è un traditore vi avviso, intanto preparatevi, che c’è altro abuso.

-No, per favore.- Doflamingo si massaggia la fronte gonfia e venosa. -Quanto ancora dovremo vedere queste cose imbarazzanti?-

-Fatevi coraggio, siamo quasi alla fine.-

Il fatto è questo: quando Jack/Jake e America tornano all’appartamento, Justin manifesta gelosia per la visibile simpatia fra i due, e dato che entrando in casa stavano litigando riguardo a James, il ragazzo sembra veramente sul punto di esplodere.

“Tu non uscirai più da questa casa, almeno che io non sia con te. […] Io faccio quello che voglio. E se voglio rinchiuderti in casa perché ho paura che qualcuno ti faccia del male lo faccio, va bene?! E non sarai né tu, né nessun altro a farmi cambiare idea. […] Porca puttana America, è così difficile fare quello che ti dico almeno una volta nella vita? O dovrò sempre pararti il culo?”

La chiama “bambina” quando osa protestare, e se ne va sbattendo la porta facendola temere che non torni più. Persino l’autrice la definisce “primadonna”. E una commentatrice scrive “Non è per dire, ma ti sta maledettamente bene! Poi se muori non dare la colpa a Justin!”

Ma io non…

-Quando conquistammo Dressrosa,- dice Doflamingo, -la principessa Viola scambiò la vita di suo padre con i suoi servigi. Considerando il fatto che le avevamo tolto tutto, inclusa la sorella uccisa dal mio buon Diamante, è stato un bel gesto eroico, e la sua abilità di vedere attraverso ogni cosa, incluso l’animo delle persone, ci risultava utile. Eppure, noi non la trattavamo così. Era parte della famiglia come tutti, poteva andarsene in giro e praticare il suo hobby, il ballo. E se si considerano le specifiche… insomma, non vedo perché dovremmo voler bene a questo Justin.-

-Non è ovvio? Perché è bello?-

-Anche noi lo siamo!- si intromette Jora. -E allora? Puoi anche essere Mister Dressrosa, se sei stronzo sei stronzo.-

-Lei non ci entra proprio, nella mentalità dell’adolescente media.-

Apro parentesi prima del capitolo seguente: i commenti hanno dimostrato da vari capitoli una crescente ostilità verso America, chiamandola con appellativi orribili. La ragione è chiara: lei sta con Justin anziché le commentatrici stesse. Durante questo litigio, in particolare, mi tocca leggere roba come “Sta troia mi sta maledettamente sul cazzo per me può pure morire”. Oltre alla certa possibilità di ferire l’autrice (self-insert o no, è un suo personaggio e va giudicato con rispetto), io mi chiedo del perché continuate a leggere una storia se odiate così tanto la protagonista. Solo perché c’è il cantante belloccio dei vostri sogni proibiti?

Segue il capitolo A Different Christmas Eve: Justin gira arrabbiato per la città, indeciso se tornare da America nella speranza che abbia “capito che comportandosi da bambina viziata non avrebbe risolto nulla” (ti auguro di sederti accanto a Trebol per un volo da sedici ore) o rimanere a sbollire ancora.

“Volevo solo proteggerla, e lei si comportava in quel modo? Non si trattava di sottometterla, si trattava solamente di non farle fare la stessa fine che aveva fatto Beth.”

Apparentemente il suo sembra sincero altruismo e affetto verso l’amata, ma è comunque un comportamento abusivo: sono cose che succedono se tra di voi non c’è DIALOGO, e al minimo problema passate ai litigi.

Mentre Justin si sfoga da vero masculo, prendendo a cazzotti il muro fino a farsi sanguinare le mani, vede un’ombra emergere da un Vico Vicoloso e si prepara a combattere pistola alla mano.

A casa, America si sente in colpa per aver causato il litigio (si chiama GASLIGHTING, e anche io vorrei dare fuoco a del gas e buttarmici a tuffo), e quella merda di Jack/Jake le dà ragione, dicendo che il Povero Piccyno voleva solo proteggerla, insomma, ha perso già Beth! Piangiamo e soffriamo.

America si preoccupa per la sorte di Justin, e dopo un po’ di insistenza Jack/Jake accetta di portarsela appresso nella ricerca, urlando il suo nome come degli imbecilli.

È anche un nome molto diffuso, cosa pensano di fare?

Alla fine arrivano al Vico Vicoloso e vengono subito messi in allarme da delle tracce di sangue. Jack/Jake ordina ad America di fare la brava femmina e stare indietro mentre si fa avanti il nostro villain, un vecchio con una cicatrice sulla faccia che “metteva i brividi solo a guardarlo”. Kalokagathia portami via. E sì, è Farewell.

-Volete una bella notizia?-

-Moriremo tutti in un’esplosione nucleare?- domanda Dellinger.

-No: il prossimo capitolo è l’ultimo.-

Uno scroscio di applausi segue alle parole di Lady R. Doflamingo si asciuga la fronte con la manica e abbraccia tutti insieme i suoi tre ufficiali. -Vi regalo una vacanza dopo questo, lo giuro.-

Eccoci quindi a “I Will Find You, I Promise”, che si apre con un flashback dello scontro tra El Biebero e Farewell. Il vecchio promette di lasciar stare America se Justin si consegnasse senza colpo ferire.

Inoltre dice questa cosa.

“Justin, Justin, Justin. Ma noi non abbiamo intenzione di farle proprio niente. Quello che abbiamo intenzione di colpire e danneggiare, sei tu.”

Il che rende PRIVA DI SENSO la preoccupazione esagerata di Justin alcuni capitoli prima e ancora più odiosa quella scena di poco prima.

Justin non si fida del tutto, e rifiuta di stringergli la mano, ma viene tramortito da una botta in testa.

Nel presente Jack/Jake (con America nascosta dietro) patteggia.

“[Jack] Sembrava una roccia, che non si sarebbe spostata nemmeno con la forza di dieci uomini.”

-Pfff… PIKYAH-PIKYAH-PIKYAHRARARARA! Gliela do io la roccia quando abbiamo finito!-

Farewell chiede che Jake gli consegni America, e lei è già pronta a farsi cancellare dalla faccia della terra pur di “far ritornare Justin”. Jack/Jake prova a fermarla, si becca un cazzotto e inizia una rissa con il gangster mentre America scappa in cerca di Justin.

Dove pensi di trovarlo non lo so. Quando arriviamo al di lui PoV scopriamo che ha sognato di stare a letto con America in preparazione a una notte bollente, e si risveglia legato in un capannone, dolorante e insanguinato, preoccupato che stavolta non ce la faccia.

Intanto America scappa, continuando stupidamente a cercare Justin dappertutto – ma con i tempi che hanno i gangster bravi potrebbe essere già stato spedito nel Pacifico via cargo – finché improvvisamente un uomo incappucciato non la afferra, tappandole la bocca.

Ovviamente non c’è nessuno nel raggio di un chilometro e nessuno interviene. Il misterioso individuo dice ad America di stare zitta, pena tanto dolore per Justin, e lei, ormai diventata un’estensione dell’esistenza del suo boy, accetta di andare appresso a questa persona misteriosa nella speranza di rivedere il suo diletto.

Justin è sempre nella cella, preoccupato per America, e viene visitato da Harry. I due hanno uno scontro verbale con Harry che lo prende in giro, e Justin gli rinfaccia anni di amicizia nella speranza che ci sia “il vero lui da qualche parte”.

Harry riapre il discorso su Beth – è morta per colpa tua, boohoohoo, tutti i miei casini sono colpa tua – ma prima che Harry possa fare quello che deve fare ecco il plottwistone.

Credo.

Entra “Jonas, James o come cazzo si chiamava” (più avanti l’autrice lo chiama anche “Johnatan”, se non ti convince il nome di un personaggio cambialo, dagliene uno originale e memorabile tipo Doflamingo), che, come tutti avevamo sospettato dal momento che era comparso, è un complice di Harry nonché l’incappucciato che ha rapito America.

Pertanto giustificando l’attacco d’ira di Justin, perché una donna non può assolutamente avere ragione in una di ‘ste storiacce, deve obbedire ciecamente al suo Signore E Padrone e se pensa con la sua testa mal gliene incoglie.

America è legata in uno stanzino puzzolente, dove entra Harry seguito poi da James, che tiene immobilizzato un Justin pesto e dolorante assieme ad alcuni bodyguard.

Questo è l’ultimo capitolo in cui compare America, poiché dopo c’è solo un epilogo in cui lei non compare. E secondo voi cosa farà la nostra protagonista nella sua ultima apparizione?

-Scatenerà l’Haki del Re Conquistatore debellando da sola tutti i suoi avversari?-

-Dellinger.- Lady R scuote la testa. -Sei giovane e speranzoso. Cerca di restarlo a lungo.-

Invece la storia di America si chiude con Harry Cattivo che, per far soffrire Justin, la stupra davanti ai suoi occhi.

La scena è accennata, viene solo detto che lei grida molto forte, e tanto per cambiare un personaggio femminile viene violentato con il solo scopo di far soffrire e motivare un personaggio maschile.

Come aveva detto Mr. Diamante prima, il tropo della Donna Nel Frigo non implica necessariamente morte. Lo stupro è uno dei mezzi principali: di solito alla donna non è più richiesto nulla. Ella pregherà il suo amato di proteggerla, o sarà così compromessa da non poter agire autonomamente.

Questa situazione è così frequente da essere parodiata già nel 2013 in Kick-Ass 2: l’antagonista Motherfucker tenta di violentare Night Bitch, fidanzata del protagonista, solo per ferire lui. Tuttavia non riesce ad avere un’erezione, causando l’ilarità della ragazza, e la fa piuttosto picchiare dai suoi uomini.

Jora sbuffa. -Avanti, signora. Chiudiamo questa roba, che dobbiamo anche andare a cena.-

È presto fatto. L’epilogo è narrato in terza persona e dal punto di vista di Justin, che viene raccolto svenuto da Jake/Jack nel capannone dove si era ripreso al capitolo prima, e anche in terza persona non smette di essere emo.

“Nulla era più grave delle ferite che portava dentro di sé, dell’autodistruzione che la sua anima stava avviando.”

Justin ricorda cos’è successo ad America e vuole subito partire a salvarla, ma Jake/Jack gli fa notare che non è in condizioni, causando un altro pippone emo in cui Justin si autoflagella e medita il suicidio. Alla fine si calma, per fortuna, e giura di tornare a salvare la sua bella uccidendo tutti i suoi nemici in un finale aperto.

Finale che resterà aperto, perché nel profilo di LizEvelynHerondale non è presente alcun seguito. Ci sono altre due storie, ma una è un prequel a Daemon ambientato dopo la morte di Beth, mentre l’altra è ambientata in Italia con protagonisti originali. L’autrice promette un sequel nell’avviso finale, ma dopo due anni non se n’è ancora fatto nulla.

E così, bellezze e gentilbellezze e Trebol, abbiamo finito.

-ALLELUIA!-. Doflamingo batte le mani. Diamante abbraccia Trebol e Pica. Baby 5 squittisce di gioia. Jora solleva Dellinger e lo fa volare in aria.

-Complimenti, signori.- dice La Bionda. -Una resistenza ammirevole per una preda così massiccia.-

-Siamo professionisti, non per vantarci.- sorride Baby 5. -Ma adesso, il Padroncino non voleva fare un discorso?-

-Oh, sì!- Diamante applaude. -Discorso, discorso, discorso!-

-Nee, sputa l’osso, Doffy!-

-Facci sentire qualcosa!-

Doflamingo si rassetta sulla sedia, sistema gli occhiali sul naso, sorride al pubblico e ai sottoposti.

-Quando ero bambino, i miei genitori erano Nobili Mondiali: una classe così altolocata da poter fare letteralmente quello che vuole, incluso comprare chi gli pare come schiavo. Mio padre, un coglione come pochi, decise di abbandonare la loro città sacra e vivere da uomo comune assieme a mia madre, me e mio fratello. Quando il popolo scoprì le nostre origini, tutti si vendicarono su di noi di anni di soprusi: eravamo destituiti e nessuno ci avrebbe aiutati. Dopo la morte di mia madre, noi tre fummo trovati dalla folla infuriata. Ci legarono, bendarono, e torturarono con l’intento di farci soffrire il più possibile. Fu solo per caso che mi liberai. Trebol, Diamante e Pica, i miei ufficiali favoriti, mi trovarono e mi tennero con sé vedendo in me del potenziale. Ora nessuno mi avrebbe più fatto del male. Inciampavo nella pavimentazione irregolare di una città? Le davamo fuoco. Diventammo una famiglia, accogliemmo chiunque avesse bisogno di un posto. Anche bambini.-

-Come me.-. Baby 5 si asciuga una lacrima. -Dopo che mia madre mi abbandonò, furono loro a trovarmi e accudirmi. Avevano bisogno di me!-

-O come il mio piccolo Dellybeans.- dice Jora coccolandolo. -Il mio povero piccolino, abbandonato da neonato come spazzatura. Per fortuna che adesso c’è la mamma, vero?-

-Eppure sono cattivo.- riprende Doflamingo. -La mia sofferenza non giustifica ciò che ho fatto. Ho ucciso centinaia di innocenti, tiranneggiato un regno, venduto schiavi e separato decine di altre famiglie. Ho sofferto, e ho scelto di diventare cattivo pur avendo di fronte delle alternative. I miei ufficiali hanno scelto di diventare cattivi per sfuggire dalla vita di strada e dalla fame. I miei sottoposti hanno scelto di seguirci. Mio fratello Rocinante ha sofferto come me, ma è rimasto buono fino alla morte – causata dal sottoscritto. Se volessimo redimerci potremmo, ma dovremmo pagare un prezzo alto e doloroso. Tanto non vogliamo: siamo cattivi.-

Lady R e La Bionda sbattono le ciglia di fronte agli occhi umidi.

-Che discorso sublime.- sospira la scudiera. Lady R si fa avanti, palmo aperto.

-Quindi ci state, Familia Donquixiote? Combatterete per me?-

Baby 5 è la prima a farsi avanti, mani sui fianchi e sigaretta all’angolo della bocca.

-Io combatto per i personaggi femminili come me. Perché nessuna possa subire il retcon che ho subito io, annullandosi per un uomo, e perché mantengano invece autonomia e integrità.-

-Io combatto per il nostro diritto di essere uniche, bizzarre, non per forza graziose, ma complesse e complete e coerenti.- dice Jora.

-Io combatto per i rapporti parentali, perché nessun padre sia più abusivo e violento senza motivo, e nessuna madre inutile o usa e getta, ma siano invece presenti e importanti come la mia mamma.- dice Dellinger.

-Io e Diamante combattiamo perché nessun personaggio maschile debba più sentirsi insufficiente, sbagliato o ridicolo se ha qualche caratteristica non convenzionale, non da “vero uomo”.- dice Pica. Diamante, al suo fianco, lo abbraccia strappandogli un accenno di sorriso.

-Io combatto perché mi va. Behehehe!- dice Trebol.

-Ed io,- dice Doflamingo, e tutti si fanno da parte. -Combatto per i cattivi come me. I cattivi bizzarri, crudeli e senza peli sulla lingua. I cattivi che sono cattivi fino in fondo. I cattivi che hanno sofferto, che sanno amare e temere e volere, ma che non rinnegano mai la loro cattiveria. I cattivi che ami perché sono cattivi, e ai quali non basta un bel faccino per diventare poveri cuccioli indifesi. Noi siamo la Famiglia Donquixiote e siamo cattivi: non saremo mai altro che noi.-

-EVVIVA IL PADRONCINO!- urlano in coro. -EVVIVA DOFFY!-

Lady R sorride. Ce l’hanno fatta, finalmente. Ed ora tocca a lei.

Daemon non è tra le peggiori fanfiction mai recensite dal nostro Corpo. Ha due aspetti che definisco senza remore positivi. Anzitutto la grammatica è corretta, e gli errori peggiori sono innocenti scivoloni di ortografia che capitano a tutti. Inoltre, per una volta abbiamo a che fare con una storia su Justin Bieber ambientata in Canada. Anzi, si capisce che l’autrice ha fatto un po’ di ricerca sulle città importanti della nazione, addirittura iscrivendo la protagonista a un college che esiste davvero.

Qui, però, finiscono i lati positivi. Daemon è l’ennesimo racconto di Sindrome di Stoccolma in cui un evento traumatico e crudo come un rapimento viene utilizzato per costruire una storia d’amore provocante. Il personaggio di Justin ha due modalità: cucciolo delicato, traumatizzato dalla morte della sua bella, e criminale arrabbiato che gioca con le vite degli altri. Usa il suo dolore per la morte della sua adorata e per il suo difficile passato come pass per fare quello che gli pare, e il suo amico Harry lo giustifica trattandolo con i guanti.

Gli elementi tradizionali da bad boy, come la gelosia e le belle ragazze che rimorchia mentre tiene prigioniera la protagonista, sembrano inseriti solo perché il bad boy dell’archetipo deve essere così. L’unica scena che è stato piacevole leggere, il sogno in cui Beth dice a Justin di averlo seguito nella sua vita da criminale consapevole del rischio, di smettere di fustigarsi per la sua morte e di passare oltre, non rappresenta alcun punto di sbocco per Justin, che poco dopo allontana America dalla sua vita. Torna da lei quando è in pericolo di vita, mettendola consapevolmente a rischio, per poi prevaricarla e trattarla come un’immatura che vede il mondo rose e fiori appena il rischio cui lui stesso l’ha posta minaccia anche lei.

America ha una personalità più forte di altre protagoniste, che sono piatte come carta e si fanno sbatacchiare per la trama senza mai agire, ma il suo carattere testardo, imp(r)udente e impulsivo rende difficile simpatizzare anche in una situazione così pericolosa. La sua cotta per Justin emerge letteralmente dal nulla, e una volta che emerge la trascina con sé senza via di scampo, al punto da sacrificare tutto il suo mondo e i suoi affetti per un ragazzo che le ha fatto molto più male che bene. Difficile capire cosa sia peggio tra una protagonista che non prende alcuna decisione o una che ne prende solo di pessime, ma così siamo adesso.

Harry passa da migliore amico di sempre di Justin a suo avversario completamente dal nulla, Jason McCann non ha alcun carisma come capo dei cattivi, un po’ meglio Mr. Farewell (il nome figo aiuta), ma la sua motivazione è troppo poco chiara.

Jack/Jake è solo un accessorio, un portacandela per Justin e America che rattoppa la loro relazione quando lui si fa troppo possessivo. James serve a giustificare l’atteggiamento prevaricatore di Justin, dimostrando che non è lui ad essere aggressivo nell’impedirle di incontrare altri maschi, ma lei ad essere ingenua e mettersi in pericolo quando, sorpresa, essi si rivelano effettivamente un pericolo e lui è il solo che può proteggerla.

Infine c’è la famiglia di sangue di America (la mamma senza nome, il P***e A*****o S***a S******e, la cugina Kim e il fratello Tom), che hanno su di lei un’influenza solo negativa, risultando incapaci di aiutarla in un momento di chiaro turbamento emotivo, o che la sostengono attivamente nella peggior decisione della sua vita. Perché lei non abbia raccontato loro del trauma subito, poi, non si sa, ma il fatto che non si fidi di loro serve, tristemente, a far sembrare il Bedboi un rifugio sicuro.

Beth è l’unico personaggio con del carisma, ed è morta.

La trama è banale, infarcita di cliché da fanfiction RPF – la ragazza rapita per il debito del padre, la ragazza rapita portata in luogo pubblico senza che nessuno la riconosca, il tentativo di fuga fallito con salvataggio – e contiene dettagli privi di senso, come l’amico del fidanzato di Kim scomparso del primo capitolo. Che senso avesse, non ne ho idea. Le umiliazioni subite da America, soprattutto quando Justin le strappa di dosso l’asciugamano lasciandola nuda, sono difficili da leggere come sempre. Sul comportamento di Justin come criminale, poi, stendiamo un velo pietoso: non obbedisce al suo superiore e fa quello che gli pare a costo di mettere in pericolo tutta la banda e i loro equilibri, per poi cavarsela sempre grazie a plot armor e capacità oltre il normale.

Non il fondo del barile delle fyccyne, non una Danger o una Slave, ma comunque una storia ricolma di messaggi sbagliati, che mostra ancora una volta una celebrità del mondo reale come un criminale pericoloso e crudele.

Doflamingo si alza dal trono, sistema il cappotto di piume sulle spalle.

-La battaglia è giunta. Torniamo al palazzo reale a riposare. Ne abbiamo bisogno, miei cari.-

Tutta la Famiglia emette un sospiro di sollievo. -Un mese in villeggiatura, facci un favore.-

-Ma dobbiamo combattere. Le fyccyne sono tante e tremende, e noi siamo validi guerrieri. Se le signorine vorranno tornare a Dressrosa offriremo loro catering da parte dei nostri migliori giocattoli.-

-Ne sarei onorata, capitano e maestà. Siete molto ospitale, per un cattivo.-

-Siamo cattivi di classe.- dice Doflamingo. -E speriamo di rivedervi.-

Trebol tira fuori la lingua, Diamante fa la riverenza spiegando il mantello, Pica solleva la mano piegando le dita, Jora stringe a sé Dellinger, Baby 5 sorride.

-Ci vediamo, signorine. Andiamo a sbollire!-

E se ne vanno, cantando la loro musica preferita.

-Ooo-aria raio. Oba Oba Oba!.-

-Pikyah-ra-ra-ra!-

-Ooo-ooo-aria raio. Oba Oba Oba!-

Diario di bordo,

Anche questa è fatta. Fra poco lasceremo Dressrosa. Io e La Bionda andiamo alle terme a recuperare.

Adoro questo lavoro.

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