“Bianca come il latte, rossa come il sangue” (Mi picchia, ma lo fa per il mio bene!)

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Questa storia secondo me renderebbe maggiormente se vista come flashback: infatti finisce con una scenetta zuccherosa dove la madre viene aiutata dai bambini a preparare una torta per la festa del papà. Lei è Corinne, mentre suo marito è Justin; si erano conosciuti al liceo, dove lui era un bullo stronzo che la picchiava per il suo bene, poi sono finiti assieme. Mi immagino che storie possa raccontare Corinne ai suoi figli. Qualcosa del tipo:- Bambini, volete che vi racconti ancora di quando vostro padre mi pestava a sangue per conquistarmi?-

http://www.efpfanfic.net/viewstoryv.php?sid=1164275

Seriamente, questa storia non ha il minimo senso. Ora, è chiaro che si tratta di una fantasia su Bieber, e non dovrei prenderla seriamente, peccato però che si spacci per una storia seria e profonda e lasci passare il messaggio orribile che il bullo che vi mena possa essere in realtà il perfetto compagno per la vita!

Ragion per cui ho deciso di stroncarla senza pietà, ma anche di riderci sopra un po’ dato che è piena di forzature, incongruenze e buchi nella trama.

Dunque, la nostra protagonista, questa Corinne, vive nel Bronx con il padre, mentre suo fratello è un militare in missione. Lei è una studentessa modello, lavora anche dopo la scuola, mentre suo padre è un ubriacone degenere che la picchia.

E cominciamo con la prima insensatezza: il fratello militare sa che il padre è un alcolizzato e gli lascia la sorella. Sul serio??

Non avessero nessun altro parente, si potrebbe anche lontanamente capire, ma hanno una zia (piccolo spoiler). Ma su questo fatto avremo modo di tornarci.

Non bastasse questa situazione familiare infelice, la nostra Corinne viene bistrattata da tutti a scuola, come viene mostrato in alcune scene drammatiche: Corinne litiga con la classica capo cheerleader o quel che è (la ragazza che in queste storie viene chiamata oca o troia solo perché se la fa con il bullo figo che poi si metterà con la protagonista, per intenderci), poi entra in mensa e tutti la fissano (boh, si sarà vestita male… sul serio, non si capisce) e infine c’è un bullo che la aspetta ogni volta dopo la scuola per picchiarla in un vicolo buio. Ed egli è… Justin Drew Bieber!!!

“Mi girai e notai il ragazzo di Stuart, uno della squadra di Football, il ragazzo più temuto da me.

“Ragazzina, come te la passi?”
Corinne: “Prima che tu arrivassi stavo bene.”
“Povera, mi dispiace tanto.. o forse no!””

Ah, sì, Bieber è il fidanzato della capo cheerleader, la quale fa Stuart di cognome. E per qualche ragione, il suo nome non compare mai nei dialoghi scritti a mo’ di copione… boh…

Santo cielo, ma perché?? Ora, il bullismo esiste, è un dramma più che reale e quindi va preso sul serio. Invece qui viene solo usato come pretesto narrativo stereotipato di merda per descrivere Justin come uno ‘stronzo dolce’ (odio questa espressione), quindi per renderlo attraente (per masochiste di sicuro) e poi redimerlo a metà del racconto. E in questa storia il modo in cui si redime è davvero… ma non voglio anticiparvi nulla, andiamo con ordine.

La scena in cui ci viene presentato Justin ha del surreale a dir poco: dopo alcuni insulti, si danno appuntamento per dopo. Corinne dà appuntamento a Justin perché la picchi!

E dopo prova pure a mercanteggiare un po’, dice “recupererai la prossima volta”, per indurlo a lasciarla andare (recuperare cosa???), ma poi cede

“Corinne: “Solito vicoletto?”
“Si, impari in fretta a quanto pare.”
Corinne: “Sai com’è, certe cose non te le scordi.””

Mi sembra del tutto normale, anzi, credo che l’agenda di Corinne sia qualcosa del genere:

12:30 pranzo

13:30 Justin mi mena

14:30 mio padre mi mena

15:00 lavoro al bar

22:00 cena

22:30 mio padre mi mena

23:00 studio

Ma che cavolo??? Perché va al luogo dell’appuntamento? Santo cielo, perché non denuncia la cosa? Al preside, a un prof, alla zia, alla polizia??? E magari, già che c’è, eh, racconta anche degli abusi domestici ad opera del padre alcoolizzato?

Niente, va all’appuntamento come un agnellino.

Più tardi al lavoro la sua amica Anne nota i lividi e lei minimizza: ma perchééé??? E diglielo, fatti aiutare!

“Forse le persone non capiscono quanto io ci sto male perché sorrido sempre, nonostante tutto.
Ho un bel sorriso, me lo dicono in tanti, e questo rende allegre le giornate di alcuni dei miei ‘amici’ soprattutto quando hanno dei problemi. Sorrido. È l’unica cosa che posso fare in questo momento.”

Smetti di sorridere e fatti aiutare! Avrai pure vinto un sacco di borse di studio da studentessa modello, ma ti comporti da perfetta idiota! Io non saprei cavarmela da solo in una situazione simile, lo ammetto, perciò so che chiederei aiuto!

Tra l’altro, come fa ad avere sempre un bel sorriso, se viene riempita di legnate ogni giorno? Dovrebbe avere tutti i denti rotti o qualcosa del genere.

Insomma, questa situazione senza senso va avanti più o meno senza cambiamenti per cinque capitoli.

Ah, poi c’è una bella foto: lo trovo di una pigrizia incredibile. E descrivi la protagonista, anziché mettere la foto di una modella o cantante o quel che l’è!

“Anne: “Corinne, cosa sono questi lividi?” – disse preoccupata.
Corinne: “Nulla.” – mi girai e continuai a camminare.
Anne: “Corinne, dai per favore, dimmelo! Andiamo in ospedale, ti ci porto io.”
Corinne: “No. Non ho i soldi per pagare il cibo, figuriamoci per pagarmi i medicinali e l’ospedale.”
Anne: “Allora dillo a tuo padre.”
Corinne: “Cosa? Non ci penso proprio.”
Anne: “E dimmi chi è stato che lo vado a prendere a calci in culo!”
Corinne: “Ahahahah, dai.””

Porco di quel cane, Corinne, fatti aiutare!!

No, sorride e torna a casa: boh, sarà masochista…

“Papà: “A quest’ora si ritorna a casa? Ti sembra questa l’ora adatta, eh? Stupida ragazzina, cosa ti passa per la testa?” – mi urlò in faccia.
Corinne: “Non urlare.”
Papà: “Urlo quanto mi pare e piace, cogliona!”
Corinne: “Vado a dormire.”
Papà: “Tu non vai da nessuna parte.” – mi tirò un ceffone – “Li hai portati i soldi?”
Corinne: “No..”
Papà: “Dammeli. Mi servono.”
Corinne: “Per fare cosa? Per andare in un bar e spenderli tutti? Ti rendi conto che non c’è un cazzo in frigo e che bisogna pagare l’affitto? Te ne vai in giro per i bar a spendere i soldi che IO guadagno ogni santa sera, buttando il sangue. Non ho neanche il tempo per studiare e tu sai cosa stai facendo? Mi stai sfruttando! Papà, mi fai schifo.” – gli urlai.

Iniziò a tirarmi gli schiaffi e a dirmi di ritirare tutto, ma non lo feci e continuò ancora e ancora.
Alle 23:00 mi trovavo nel letto: dovevo prepararmi per l’interrogazione del giorno dopo”

Come potete vedere, la mia idea della probabile agenda di Corinne era molto vicina alla realtà.

In ogni caso, vorrei farvi notare che la situazione qui descritta non è del tutto irreale: certo, è insensato il comportamento di Corinne che non denuncia Justin, ma il fatto che sia costretta a lavorare da un genitore degenere che vive sulle sue spalle non è un’invenzione letteraria. Cose del genere succedevano, e temo che succedano ancora anche nel nostro Paese. E qui il tutto viene raccontato in modo stupido e superficiale solo per dare una parvenza di profondità alla fic e quindi guadagnare più commenti. Questa è una cosa che trovo detestabile, come immaginerete.

Il giorno dopo Corinne incontra nuovamente Justin: a proposito, vorrei farvi notare che, dal momento che per qualche oscura ragione il suo nome non compare nei dialoghi, noi lettori in teoria ancora non sappiamo come si chiami questo personaggio. Siamo al capitolo tre e ancora nessuno l’ha chiamato per nome! Ma l’autrice avrà mai riletto questa roba almeno una volta??

““Oggi avrai il resto.”
Corinne: “Come ti pare.”
“Non reagisci neanche?”
Mi girai e lo guardai.
Corinne: “Cosa dovrei protestare? Mica cambi idea se ti supplico.”
“Oh cazzo, spero non mi denuncerai. Ahahahah.”
Corinne:“Chissà, forse lo farò.”
“Avanti, non ti ho picchiata così tanto.”
Corinne: “Già.”
Mi girai ma lui mi disse.

“Non è colpa mia se sei così debole e poi ammettilo, ti sei dimenticata già tutto.”
Corinne: “Forse non è giusto, ma a volte ciò che succede in un solo giorno, può cambiare un’intera vita.””

Qualcuno può spiegarmi cosa diamine vuol dire l’ultima frase di lei?

Comunque, tenete a mente come si comporta Justin: è crudele e sadico, ride del fatto che lei possa denunciarlo, dice che non l’ha picchiata così tanto, come se fosse una cosa del tutto normale essere malmenati un po’ ogni giorno, e infine le dice che in sostanza è colpa sua perché è debole (quest’ultima affermazione è proprio da nazista!). Non solo, è anche una discreta apologia di reato, unita all’affermare che non l’ha picchiata poi tanto (?!?).

“Soffrivo di bullismo, ma chi se ne importava e soprattutto chi se ne accorgeva.”

Ciccia, a me pare che alla tua amica Anne importasse, sei tu che non vuoi farti aiutare! Scusatemi se sono insensibile, ma la sua amica si è offerta di darle una mano (anche se potrebbe pure parlare con un prof, col preside o chiamare la polizia, eh).

“Dopo aver camminato per un po’ lungo il corridoio, incontrai il professore di filosofia che mi salutò. Continuò a camminare ma dopo si girò e venne verso di me. Mi guardò il viso.
Mi chiese come avevo procurato quei lividi e lo risposi dicendo che ero caduta il giorno prima dalla scalinata della scuola.”

Mi correggo, anche il prof di filosofia vuole aiutarla! La mia stima per quest’uomo è subito grandissima! E lei cosa fa? Dice idiozie (‘sono caduta dalle scale’) e ignora il suo aiuto!

“Non avevo bisogno di nessuno e non cercavo nessuno. Sapevo cavarmela da sola, fanculo gli altri.”

Sei una cretina masochista, cara Corinne! Fanculo gli altri, sì, ma non pure quelli che vorrebbero soccorrerti! Altrimenti ti sta bene quello che ti capita: scusatemi, ma perché si comporta così?

““McCartney, come mai hai detto quella balla prima al prof?”
Corinne: “Bieber, non voglio farti espellere.”
Justin: “Addirittura! Cavolo che paura.”
Corinne: “Sei fortunato per oggi. Non ci voglio niente ad andare dalla preside e poi alla polizia, so comminare e anche correre!” – gli feci l’occhiolino.”

Oh, il nome di Justin è cominciato ad apparire!

A parte ciò, cosa cavolo gli fai l’occhiolino, Corinne?? Stai scherzando con il bullo che ti pesta a sangue ogni giorno?? Ma che problemi hai?? Devi denunciarlo, non flirtare con lui!

Fallo espellere, per Odino!

Beh, a dire il vero, subito dopo cominciano a litigare, lui la stuzzica da bullo stronzo, lei invece gli rinfaccia il male che lui le ha fatto: viene anche detto che un uomo che mena una donna non è affatto più virile o altro, ma fa solo schifo. Giusto, finalmente qualcosa di sensato!

“Justin: “Corinne, se sei debole non posso farci niente.”
Corinne: “Justin, se sei uno stronzo figlio di una buona madre non posso farci niente.””

Oh-oh, Corinne ha insultato la madre di Justin Hitler-Bieber! E giù di ceffoni. Davanti a tutti gli altri che erano in corridoio per la ricreazione: c’è pure un tale amico di Bieber che gli dice che è contro il regolamento. Ma quale regolamento?? La violenza è abominevole e basta, per di più contro una ragazza più piccola che non riesce a difendersi, sante Valchirie!

E… nessuno fa nulla. Boh, i prof saranno tutti in cortile a fumare: ma canne, eh, altrimenti non si spiega.

Justin poi le dice arrabbiato che non deve nominare sua madre perché lei è… partita. Lontanamente avrei potuto capire se avesse detto che era morta, guarda. L’ha abbandonato allora? Sì… e no, dato che pare che si sentano tutti i giorni.

Che dramma sarebbe!?! Ma soprattutto, basta a giustificare il pestaggio??? Stiamo scherzando?!? E poi, la menava anche prima di questa conversazione: perché?? Ohohoh, vedrete… Muahahaha!!

Corinne chiede a Justin cosa mai voglia dalla vita e lui risponde:

“Justin: “Picchiarti. È tutto quello di cui ho bisogno.”
Corinne: “Ho capito che così ti sfoghi, ma perché proprio con me?”
Justin: “Perché si.” – abbassò lo sguardo. C’era qualcosa sotto.
Corinne: “Pensa se la tua ragazza venisse picchiata dal tuo migliore amico senza un motivo. Ti sentiresti morire, vero?”
Justin: “Boh.””

Io… boh… Non so più cosa dire… Ma poi, l’esempio che c’entra? Tutto a caso… niente di spiegato…

Ma aspetta, si lascia intendere che ci sarà qualcosa da spiegare! Stringiamo i denti e arriveremo a un mirabolante plot twist!

Subito dopo Bieber le promette di andarla a trovare a casa più tardi, lei ovviamente non vuole (eh, mi pare ovvio!) e lui dopo scuola insiste. Lei rifiuta ancora di dirgli quando e se sarà a casa e lui per tutta risposta riprende a menarla.

“Justin: “Non me lo faccio ripetere due volte!” Mi prese e iniziò a tirarmi schiaffi e calzi. Mi fece una male della miseria.
Faceva palestra ed aveva molti muscoli mentre io pesavo soltanto 45 chili e per una ragazza di 15 anni è troppo poco. Iniziai ad urlare, cosa che non avevo mai fatto prima: subivo e basta.
Justin: “Stai zitta Corinne.”

Continuai ad urlare.

Andrea: “Justin, che cazzo stai facendo porca troia!”
Justin: “Corri Andrea, corri!” – urlò, e mi lasciarono lì distesa.”

Santo Odino, ma questo è veramente un pazzo assassino! Uno stronzo che mena le donne che non gli ubbidiscono a bacchetta! Fantastico, non esistono abbastanza personaggi del genere nel mondo reale, dobbiamo anche scrivere storie dove li facciamo impersonare dai nostri idoli per redimerli poi! Perfetto…

E il suo amico? A parte il fatto che si chiami Andrea e dovremmo essere negli USA, ma lo vede che mena una ragazzina per due volte nello stesso giorno e praticamente non fa nulla, a parte dirgli a voce di fermarsi.

I casi sono due: o è un bullo violento pure lui (ma allora perché lo ferma e non gli dà una mano piuttosto?) o è un ragazzo normale, e allora perché non fa di più? Se io vedessi anche il mio migliore amico massacrare una donna o un uomo, cercherei di fermarlo, afferrandolo per le spalle, che ne so; solo dopo gli chiederei cosa e perché.

Tra l’altro, questo capitolo s’intitola “Da quando t’interessi a me?”: infatti lui è tenerissimo a interessarsi a lei al punto di prenderla a schiaffi e calci pur di sapere quando è a casa!!

Più tardi al lavoro Anne nota ancora i lividi di Corinne, viene a sapere che anche il padre la picchia, e ha un’idea geniale.

“Anne: “Io vado alla polizia.””

Sì, finalmente! Vai, ti prego! Poi chiama anche la neuro per Corinne, già che ci sei.

“Corinne: “Anne no. Mio padre è la seconda persona che mi rimane e anche se mi provoca dolore, gli voglio bene. Ora scusa, ma torno a casa. Ho una marea di compiti da fare.””

Come ho già scritto sopra, tutto ciò avrebbe senso se lei fosse davvero sola al mondo… Peccato che oltre al fratello abbia una zia!!!

Tra l’altro, il padre la mena e lei comunque gli vuole bene e lo ritiene la seconda persona che le rimane? Dopo la zia che le vuole bene?? Boh…

A proposito delle legnate, ma questa ragazza è Wonder Woman? Xena? Un vampiro? Come fa a farsi pestare a sangue e a non riportare mai lesioni interne o comunque ferite serie? Va bene, ha dei lividi, ma non è uno scherzo un pestaggio serio. Immagino che, per sua fortuna, l’autrice abbia vissuto solo litigi con i suoi fratellini e sorelline e compagni di scuola elementare (come me, d’altronde), ma sarebbe meglio leggere qualcosa prima di parlare di cose che non si conoscono.

Corinne torna a casa, e la situazione degenera in modo atroce.

“Papà: “Anzi, resta qui. Mi servi per una cosa.” – iniziò a sbottonarsi la cintura.
Corinne: “Papà.. cosa vuoi fare?”
Papà: “Sesso piccola, sesso.”
Corinne: “Papà ho solo 15 anni, ti prego.” – dissi con le lacrime agli occhi.
Papà: “E allora? Potresti fare anche questo come lavoro.” – si avvicinò a me, ma gli lancia lo zaino addosso e uscii di casa.”

Questo padre fa schifo, siamo tutti d’accordo. E per fortuna lui non è un personaggio famoso, quindi andrà in prigione e basta!

Corinne scappa, e si imbatte in Bieber. Lei gli chiede da quando s’interessa a lei (secondo me, da sempre, visto che la mena ogni giorno), lui la insulta e lei dice che si sente meglio.

“Justin: “Ti ho detto ‘idiota’.”
Corinne: “E allora? E’ pur sempre bello.” – sorrisi di nuovo.
Justin: “Tu.. tu.. tu non stai bene.””

Ma no! Se riempi di legnate una persona ogni giorno senza alcuna ragione, questa persona prima o poi impazzirà: incredibile, vero?

Lui allora le chiede cosa stia succedendo, lei temporeggia.

“Justin: “Ho tutto il tempo del mondo.” – mi sorrise.
Corinne: “Ti ricordo che tu mi picchi ogni giorno. Ora vuoi fare il bravo amico? Sai, con me non attacca.””

Brava Corinne! Non farti incantare: questo qui è un bullo violento e anche un po’ pazzo che ti mena senza una ragione e senza alcuna pietà.

“Sorrise.

Aveva un sorriso meraviglioso. Lui era meraviglioso.
“Corinne cosa stai dicendo?!?” – pensai.”

Guarda, sono d’accordo con la tua coscienza: cosa minchia stai pensando?!?! Quello che ti pesta a sangue ogni giorno da chi sa quanto tempo adesso è attraente e figo, quindi vuoi fartelo???

Beh, non è neanche così assurdo: Corinne è una masochista all’ultimo stadio. Se fosse vero, la storia potrebbe essere interessante, in quanto racconto crudo della malattia mentale autodistruttiva della protagonista.

Peccato che sia solo una fantasia su Bieber, quindi lui diventerà dolce e sarà redento, e a tutti noi verranno le carie.

Tra l’altro, Corinne è appena sfuggita a un tentativo di stupro da parte del padre: dovrebbe essere terrorizzata, in uno stato di shock totale, certamente non si metterebbe a fantasticare su quanto Bieber sia figo! A meno che ovviamente non sia ormai impazzita e lui le ricordi suo padre… Questa storia aveva la possibilità di diventare un racconto malato e disturbante: in effetti lo è, ma per le ragioni sbagliate.

Quindi già a questo punto Corinne comincia a innamorarsi di Bieber: vorrei ricordarvi che lui l’ha appena presa a calci e schiaffi all’uscita da scuola perché lei non voleva dirgli quando sarebbe stata a casa!!! So di ripetermi, ma tutto ciò è assurdo e abominevole!

A questo punto, tanto valeva che il dialogo fosse di questo tipo:

“Corinne:- Ciao Justin, anche tu in giro!-

Justin:- Sì, ti stavo cercando per picchiarti! Tu?-

Corinne:- Oh, mio padre ha cercato ancora di violentarmi, pensa te!-

Justin:- Ahah, ancora? Ma dai, è già la terza volta questa settimana! Che vecchietto birbantello!-

Corinne:- Beh, solito vicoletto?-

Justin:- Yeah, pestaggio in arrivo, ma questa volta te ne darò di più perché il mio pesciolino rosso compie gli anni!-

Corinne:- Auguri!-“

Insomma, dopo questa scena fuori di testa, si salutano e lei torna a casa.

Corinne prima scappa dal padre che vuole stuprarla e la sera torna anziché correre spaventata alla prima stazione di polizia: questa cosa è del tutto assurda!!!

A parte il fatto che, dopo una simile esperienza, anche chi non avesse altro posto dove andare scapperebbe di casa (andare dalla polizia sarebbe di certo difficile, perché comunque è suo padre e sarebbe un dramma atroce), ma questa ragazza ha una zia!!! Perché non va da lei?

Sulla zia tornerò più avanti, ma, anche senza questa informazione (il lettore a questo punto non sa ancora che la zia esiste), comunque non c’è alcuna possibile giustificazione per questo buco nero nella trama!

La mattina dopo il padre la accoglie con un pugnale in mano: perbacco, non è stata una buona idea tornare a casa da quel criminale violento stupratore di tuo padre! Chi l’avrebbe mai detto?

Lei scappa a scuola, dopo che il padre la ferisce di striscio… Mi pare ovvio! Chi non si comporterebbe così? Guardate, ormai non sto più a ripetermi: non ha senso, ma è solo la prima delle enormi, atroci, elefantiache insensatezze di questa parte della storia.

“Arrivai a scuola. Andai dalla bidella a farmi medicare: lei sapeva tutto di me, era mia zia ma nessuno lo sapeva.”

Già, Corinne ha una zia che fa la bidella a scuola e lo veniamo a sapere solo ora. Così, a caso. E va da lei a farsi medicare delle ferite causate da un coltello. E la zia, che sa tutto di lei, che fa? Nulla.

Per Diana, la zia ha appena medicato Corinne, non sarebbe il momento ideale per andare dalla polizia?? Insomma, perché non vanno a denunciare il padre per tentato omicidio o lesioni??

Ohohoh, ma ci stiamo appena riscaldando, ecco che arriva Bieber!

“Justin: “Ho visto che hai delle medicazioni sul braccio, cosa ti sei fatta?”
Corinne: “Niente di grave.”
Justin: “Sicura?”
Corinne: “Si.”
Mi tirò uno schiaffo.
Corinne: “Grazie.” – mi scese una lacrima e me ne andai.”

Ohohoh, Justin le ha tirato uno schiaffo senza nessun motivo, ma sono sicuro che lei lo trovi comunque figo, no??

Poi lei torna a casa… Torna a casa dal padre che il giorno prima ha cercato di stuprarla e la mattina l’ha attaccata con un coltello!!! Ma è rincoglionita?!? Perché non va dalla zia?!? Perché non chiama la polizia?!? Perché… no, dai, mi prendo un calmante, o mi esplode un’arteria…

Justin però l’ha seguita e la sente gridare, poi vede un ragazzo con una borsa che corre verso la sua casa, gli va dietro ed entra nell’appartamento.

“L’orrore che si presentò ai miei occhi fu orribile: un uomo la stava picchiando.
Quel ragazzo prese l’uomo e lo spinse contro il muro.
Il ragazzo mi disse: “Portala via, adesso.” E così feci.”

Justin, caro Justin, ti faccio notare che l’orribile orrore di un uomo che mena Corinne non dovrebbe sembrarti tanto alieno, giacché tu stesso lo rendi reale da tempo. Detto terra terra, tu la meni di continuo e ora ti scandalizzi perché anche il padre la mena?!? Non so, sarebbe come se Jack lo Squartatore avesse qualcosa da ridire sul comportamento di Sweeney Todd (quello vero, non Johnny Deep).

Poi, il ragazzo, che è Austin, il fratello di Corinne, gli affida la sorella da portar via.

Austin, io capisco che sei sconvolto e che devi affrontare tuo padre, ma stai dicendo a uno sconosciuto che ti ha seguito dentro casa di portar via tua sorella. Magari la salverai dal padre, ma non è che magari la stai gettando in pasto a uno che la mena ogni giorno? Oh, guarda, è così!!!

A questo punto, tanto valeva che la scena si svolgesse così:

“Immediatamente Justin capì che quello doveva essere un immigrato extracomunitario venuto lì appositamente per rubargli il lavoro di picchiatore violento, ma immediatamente il soldato, che, Justin comprese, doveva far parte di quelle ronde in verde che tutte le notti lottavano per la sicurezza, intervenne per fermarlo. A sua volta il soldato, conscio del fatto che avrebbe potuto fermare il padre in 1,732 secondi netti senza coinvolgere la sorella, ordinò allo sconosciuto che lo aveva seguito di portarla via. Il soldato rifletté poi sul fatto che forse sarebbe stato meglio dire allo sconosciuto di chiamare la polizia, ma il padre iniziò a dimenarsi e il giovane lo tramortì con un colpetto, poi si fece un caffè e andò fuori in tutta calma.”

Tornando alla storia, lei ringrazia Justin, e lui la trova bella, e io sto per finire i calmanti.

Il padre viene portato via dalla polizia e Austin raggiunge i due.

“Austin: “Corinne, quanto sei stupida perché non mi hai chiamato prima eh?”
Corinne: “Stavi in missione.” – disse trattenendo le lacrime.
Austin: “Sarei venuto lo stesso, potevo lasciare per venire da te.””

E certo che il fratello sarebbe venuto se lei gli avesse scritto! Ma lei era troppo idiota per chiedere aiuto!

“Austin: “Grazie per quello che hai fatto, sai nostro padre è un alcolizzato e credo faccia uso anche di droghe. Nostra madre è morta quando Corinne è nata. Io sono un militare e a casa non ci sono mai e quindi mi diventa più difficile sapere come sta la mia sorellina.””

Aspetta, vediamo se ho capito bene: il fratello militare sa che il padre è un alcolizzato (o peggio) e gli lascia la sorella. Sul serio? Non avessero nessun altro parente, si potrebbe anche lontanamente capire, ma hanno una zia! Perché non la lascia da lei? Perché non va la zia da un giudice subito? Perché comunque il fratello non fa nulla?

Tra l’altro, il fatto che Corinne poi gli dica di non avergli scritto per non farlo preoccupare o perché era in missione è assurdo: viveva da disperata, pestata ogni giorno da due persone e non ha chiesto aiuto all’unico uomo che avrebbe potuto darle una mano??

Vabbeh, ha rifiutato l’aiuto anche delle altre due persone che le avevano offerto sostegno…

“Justin: “No, devo chiederti scusa Austin. Io sono stato un coglione: ho picchiato Corinne tutti i giorni di scuola. Non so perché l’ho fatto, me ne pento amaramente quindi se vuoi picchiarmi fai pure.” – alzai le mani e abbassai lo sguardo.”

Sì!!! Sì, sì, sì!!!

Altro che picchiarlo, Austin, portalo direttamente a Guantanamo, questo stronzo violento mezzo pazzo!

Io sarei normalmente contro la tortura, ma questa storia mi fa impazzire!

Ok, mi calmo: un bel bicchiere d’acqua e una manciata di calmanti.

Austin, fa’ giustizia: arrestalo e portalo dalla polizia con tuo padre.

“Corinne: “Justin cosa stai dicendo! Quella era la storia del libro che ci ha fatto leggere quella supplente di italiano che è venuta per qualche giorno. Non dire stronzate. In pratica Austin i protagonisti si chiamano come me e lui e lui si è sognato tutto, ahahaha.””

Corinne… Cara piccola masochista, vuoi davvero difendere il tuo carnefice? In modo così idiota poi? Solo un ritardato mentale dieci volte più stupido di Homer Simpson e Peter Griffin potrebbe credere a questa colossale balla!

“Austin: “Se ha fatto una cosa del genere sei morto, ora vado a cercare zia per chiederle se possiamo stare da lei. Voi incamminatevi.””

… sei l’orgoglio del corpo dei Marines, Austin… non sarai mica Austin Powers? No, almeno saresti divertente… sei solo un coglione, e io ho finito le pillole.

“Justin: “Perché fai questo per me?”
Corinne: “Perché non voglio che mio fratello di picchi. Ho sofferto troppo, ora basta. Andiamo?”
Mi prese per mano e ci incamminammo.

Era un eroe, per me.”

Un eroe?!?!?!?!

E cos’avrebbe fatto di eroico? L’ha portata in braccio su una panchina, mentre Austin ha immobilizzato suo padre e chiamato la polizia, dopo averla salvata. Ossia, non ha fatto un tubo!

E anche se veramente l’avesse salvata dal padre, cosa che non è perché è stato Austin e non lui, questo non cancellerebbe il suo comportamento precedente, visto e considerato che le ha appena tirato un altro schiaffo dopo la scuola!!!

Io… non ho parole… è talmente idiota e atroce da essere ormai puro trash. Ma non è una trollata: è tutto inteso come se fosse serio!

Tra l’altro, volendo seguire la logica malata di questa fic, come mai Corinne non protesta contro l’arresto del padre? Abbiamo visto che ha sopportato di tutto e di più perché gli voleva bene (non ha senso, ma lei lo ha detto), poteva denunciarlo e non ha fatto nulla, lui ha cercato di violentarla, poi perfino di ucciderla, e lei è tornata lo stesso a casa. Capisco che sul momento abbia gli ormoni impazziti perché super Justin l’ha salvata, ma dopo non dovrebbe dire “oddio, devo far scagionare mio padre, è la seconda persona che mi sia rimasta!”? Ovviamente tutto ciò non avrebbe senso, ma sarebbe coerente con l’insensato personaggio di Corinne.

Comunque, questo è il punto di svolta della storia: ora le cose andranno di bene in meglio per Corinne, andrà a vivere con questa zia amorevole magicamente apparsa in una riga di questo capitolo, e lei e Justin si innamoreranno.

Ma perché lui la menava? Ohohoh, vedrete… ooh, sssì, vedrete…

In ogni caso, ora i due protagonisti si incamminano verso la casa di questa zia bidella (a proposito, ma ce l’ha un nome? Boh…).

“Camminammo senza dirci una parola, mano nella mano.
Ad un certo punto me la lasciò: dinanzi a noi vidi un mostro. Era la Stuart.
Stuart: “Amore, cosa ci fai con questa?”
Justin: “Stavamo parlando, cosa vuoi?”
Stuart: “Ei, così si parla alla tua ragazza?” – lo prese per la maglia e se lo tirò a sé e spinse le sue labbra sulla sue mentre la mano si trovava nei suoi capelli.”

Altro cliché a caso: la capo cheerleader era fidanzata con Bieber.

Io vorrei però farvi notare che la protagonista definisca ‘mostro’ questa ragazza, mentre sta camminando mano nella mano con il bullo che l’ha menata ogni giorno a scuola fino a quel momento!

Ma Bieber la scarica, ovviamente con tatto e signorilità.

“Justin: “Senti troia, levati da davanti i piedi e fammi passare. Non rompermi più, non stiamo più insieme da tempo ma tu non lo capisci. SPARISCI.” – le disse scandendo l’ultima parola.”

Ahhh, come si fa a non innamorarsi di un ragazzo che tratta con tanta gentilezza la sua ex? Ma ovviamente con te, autrice, ops, volevo dire Corinne, sarà diverso, giusto??? Ah, no, aspetta, ti pestava a sangue fino a ieri!!!

Poi arrivano dalla zia.

“Zia: “Piccola mia, vieni qui..” – mi abbracciò mentre iniziò a piangere – “Scusami, scusami.”
Corinne: “Hey, scusa per cosa?”
Zia: “Stavo aspettando la lettera dal giudice che mi è arrivata proprio oggi. Purtroppo mi sono ritirata tardi e l’ho vista solo adesso..” – mi disse ed abbassò lo sguardo.
Corinne: “Cosa dice la lettera?”
Zia: “Che tuo padre doveva affidarti a me perché non potevi continuare a stare da lui mentre ti picchiava e faceva altre cose che non voglio neanche immaginare.””

La zia, questa fantomatica zia senza nome apparsa nello scorso capitolo, sa che il padre pesta e sevizia Corinne e non dice nulla! In tutti i primi cinque capitoli questo personaggio non esiste! Autrice, mi rivolgo a te, ma ti rendi conto di quanto ciò sia impossibile?

Prima di tutto, perché non le dà conforto qualche volta a scuola? Perché non la aiuta almeno economicamente? Ammesso che si vedano (la storia non ce lo dice), davvero non nota mai i lividi? Pare di sì, da questo dialogo, ma allora perché non la prende subito in casa con sé? Perché passare prima per le vie legali? Non fraintendetemi, io sono per la legalità, ma con giudizio: se quel degenerato del padre avesse provato a far valere la sua patria potestà, credo che un qualunque giudice gliela avrebbe tolta immediatamente. E magari l’avrebbe anche mandato in galera per buona misura, una volta saputo che malmenava e sfruttava sua figlia!

E se invece il padre avesse provato a riprendersi la figlia con la forza, la zia avrebbe potuto chiamare la polizia, ottenendo subito lo stesso risultato!!!

Anzi, perché non ha chiamato subito la polizia??? Sapeva che sua nipote era malmenata dal padre, era lì e non in missione chissà dove (ohohoh, non viene mai detto dove fosse andato il fratello!), sarebbe bastato andare in centrale con Corinne! Magari dopo aver convinto questa rincoglionita a chiedere aiuto a qualcuno!!

E poi, ci sono vari servizi di sostegno per famiglie in situazioni difficili anche nel Bronx, ormai, nonostante gli stereotipi. Ma anche assumendo che non sia così, perché convivere con una simile situazione? Il fratello avrebbe potuto prendere Corinne e affidarla alla zia, poi rivolgersi al padre con durezza e imporgli di smettere di tormentarla. Perché non ha fatto nulla prima di andare in missione??

“Austin: “Perché non mi avete detto di questa situazione?”
Corinne: “Non ricominciare, ok? Stavi in missione, punto. È più importante la tua carriera, ora basta.”
Austin: “No, basta un corno Corinne.”

Corinne: “Porca miseria, non lo capisci che ho male ovunque? Non capisci che ogni volta che spunta fuori questo argomento, tutto le ferite si aprono in particolare quelle del cuore? No eh? Non ti è chiaro che non voglio più parlarne? Non capite che non avete sofferto voi ma io? Basta diamine.””

Insomma, non vuole spiegare perché non ha chiesto aiuto perché le ricorda quanto ha sofferto, e lei ha sofferto perché non ha chiesto aiuto a nessuno; è come uno studente che viene incitato a studiare, lui non studia, viene bocciato e soffre, e quando gli chiedono perché non ha studiato si arrabbia perché gli ricorda l’umiliazione.

Corinne, mi spiace, io non provo per te molta pietà, perché sei idiota. Avevi ben quattro persone a cui chiedere aiuto: tuo fratello, tua zia, la tua amica del lavoro Anne e il prof di filosofia. Quattro persone che ti avrebbero aiutato a uscire da una situazione orrenda come la tua. E cos’hai ripetutamente fatto? Hai ignorato le loro offerte di aiuto e mentito sulla tua reale condizione. Senza ragione alcuna!!!

Tra l’altro, il fatto che Corinne poi gli dica di non avergli scritto per non farlo preoccupare è assurdo: viveva da disperata, pestata ogni giorno da due persone e non ha chiesto aiuto al fratello con cui è cresciuta e che le vuole bene??

Va beh, ma ora non se ne parlerà più. Non sto scherzando: dopo questa conversazione praticamente non parleremo mai più delle violenze che ha subito per mano del padre (vi si faranno uno o due cenni al più). E Justin? Beh, lui se n’è andato ed ecco il monologo del suo unico neurone.

“Non potevo crederci.
Veniva picchiata dal padre e poi derisa a scuola e picchiata da me ma è rimasta sempre forte. È una ragazza così buona e dolce, basta saperla prendere a modo..
Sono stato un’idiota, non dovevo picchiarla per i miei stupidi problemi. A lei erano più grandi.
Ripagherò il danno che le ho creato.” (Come potete vedere, Justin bullizza anche la lingua italiana.)

Vediamo se ho capito bene: ora che ha scoperto che Corinne viveva in una situazione orrenda (a causa anche sua), solo ora si sente in colpa. Se per assurdo Corinne avesse avuto dei genitori amorevoli, ma fosse stata ugualmente stupida da non dire a nessuno di Justin, allora sarebbe stato tutto a posto e avrebbe continuato a menarla, giusto???

Ovviamente, se avesse avuto dei genitori amorevoli, le avrebbero subito chiesto dei lividi e avrebbero scoperto la verità, ad esempio contattando preside e professori. Ma anche se avesse avuto dei genitori assenti, ma non violenti o peggio, allora sarebbe andato bene continuare a picchiarla a sangue???

Va beh, vediamo cosa vuoi fare per redimerti, Justin: sono curioso di vedere se farai davvero qualcosa, a differenza di Niall in “Da nemici ad amici…”.

Ehi, aspetta: non tutto è perduto, perché il giorno dopo succede questo:

“Justin: “Lo so che non ti fidi più di me ma, io ho capito che ho sbagliato e ora..”
Corinne: “L’hai capito solo quando hai saputo che mio padre mi picchiava Justin! Quando tu mi prendevi a botte e ti dicevo di smettere perché mi facevi male, tu non smettevi, anzi continuavi mettendo ancora più forza nei pugni. Non sapevi quello che mi aspettava a casa: di peggio. Smettila, non mi fai compassione.””

Brava Corinne! Hai deciso di accendere il cervello e spegnere le ghiandole ormonali per una volta! Ora denuncialo a qualcuno (a tua zia, ad esempio), e avrà quel che si merita.

“Corinne: “Ieri non mettevo a fuoco il fatto che anche tu sei la causa dei miei dolori.”
Justin: “Mi stai facendo pesare la cosa?””

Ti sta facendo pesare la cosa??? Ma brutto bastardo, la picchiavi a sangue ogni giorno!!! Non è proprio una cosina così da nulla: non dovrebbe solo fartela pesare, ma denunciarti subito!!!

“Corinne: “Non eravamo amici. Mi hai sempre odiata.”
Justin: “Volevo esserlo però.”
Corinne: “Picchiandomi? Non dimostri di essere un uomo così, Bieber.”
Justin: “Ecco, non sapevo cosa stavo facendo.. ero fuori di me Corinne.”
Corinne: “Rientra in te e non parlarmi più.”
[…]

Justin: “Ho sbagliato, ok? Cosa ci posso fare adesso? Non posso toglierti il dolore, non posso ritornare in dietro e far si che tutto questo non accada. Non posso. Ti chiedo scusa e mi dispiace per quello che ti è successo; se hai bisogno io sono qui pronto ad aiutarti.” – mi fece salire il vomito in gola, così mi girai e risposi.
Corinne: “Mi hai picchiata, non c’è niente che tu possa fare per rimediare. Le scuse non le accetto.””

Corinne, ho cambiato idea: non denunciarlo e basta, fallo internare in un manicomio criminale! Ma porca di quella maremma maiala! Le dice che voleva esserle amico, ma la pestava; dice che non era in sé (è bipolare?), e ora vuole aiutarla, mentre fino al giorno prima (sì, il giorno prima) la picchiava!

Ma che cavolo di dialoghi sono?? Per fortuna che ci sono le note dell’autrice, magari si capirà qualcosa.

“Scusate il ritardo, ma non avevo molte idee e volevo scrivere qualcosa di aesrdtfyguhj.”

Ok… stiamo calmi, ora chiamo la neuro e faccio internare lei, così risolviamo tutta la faccenda.

Va beh, Corinne va in classe, e così all’improvviso ora sono tutti gentili con lei, perché hanno saputo della sua situazione. Sono solo io, o questo comportamento è incredibilmente ipocrita? D’accordo, non è tanto grave come quello di Justin, ma ugualmente sembra voler dire ‘finché pensavamo che stessi bene ti trattavamo di merda senza motivo (o per divertimento), ma, ora che sappiamo che stai male, smettiamo’. Non bisogna comportarsi male con gli altri a prescindere!!

Frequentare questa scuola dev’essere altrettanto strano che studiare nel liceo di “Hazard Hall”!

Compare pure questo tale Stefano (ma non eravamo nel Bronx? È italo-americano? … non devo fare battute sul Padrino…) che si scusa a nome di tutti e la aiuta in un nuovo battibecco con la Stuart (ma questa poveraccia non ha un nome?), dandole pure lui della troia. Magari con accento siculo…

Santo cielo, questa storia è scritta da una donna: autrice, perché godi tanto a insultare mortalmente altre donne con più vita sessuale di te??

Insomma, se le desse della stronza, capirei (anche se sono stati quasi tutti stronzi con Corinne), ma quell’insulto è del tutto gratuito.

Comunque, in tutto ciò dice che ha chiuso con Justin: e quando mai aveva iniziato alcunché? Lui la pestava ogni giorno!!!

In seguito, Corinne torna a casa dalla zia e riceve una telefonata.

“Corinne: “Pronto?”
X: “Hai chiuso con me?”
Corinne: “Cosa? ..Justin?”
X: “Hai chiuso con me?”
Corinne: “Stai piangendo?”
Justin: “Perché hai detto quella cosa?”
Corinne: “Perché è la verità Justin.”

Justin: “Quindi io e te abbiamo chiuso per un mio errore? Corinne non puoi farmi questo! Tu per me sei importante e lo sei stata fin dal primo momento. Si ho sbagliato anche di grosso, ma io ti voglio. Forse mi prenderai per pazzo ma farò di tutto per te, ok? Non mi interessa quello che pensi ora di me perché si, hai ragione, sono stato uno stupido e un coglione.. poi ti spiegherò il perché delle mie azioni. Devo andare al parco a giocare a basket. Ciao Corinne e scusa il disturbo..” – attaccò”

… Corinne, ti prego, chiama la neuro! Già che ci sei, fatti visitare pure tu, ma fai internare subito questo pazzo! “Un mio errore”??? La picchiava con violenza e ferocia!!! Lo so che mi ripeto, ma, a parte il fatto che la storia è ripetitiva come una telenovela, sembra che si voglia dimenticare fin troppo allegramente dell’abominevole violenza di Justin nei suoi confronti. E no, non lo permetto!

Lei poi va al campo da basket (cretina), e lui… la ignora e non le spiega nulla: ha senso, visto che è pazzo e stronzo. Passano un po’ di giorni, durante i quali lei non lo vede, le cose vanno bene e bla bla noioso. Poi riceve una lettera.

“Lo so, ho sbagliato. Sono stato un completo idiota e uno stronzo.. capisco la tua reazione, io avrei fatto molto di peggio se ero in te ma, non me la dai un’altra possibilità Corinne?
Vorrei rimediare a tutto il dolore che ti ho causato, vorrei cambiare quel ragazzo stronzo in un ragazzo dolce: me ne dai l’opportunità, per favore?
Solo questo ti chiedo Corinne.
Mi avevano detto che c’era in gioco una scommessa, tu eri il bersaglio. Dovevo picchiarti per 3 giorni di fila.. così ho fatto. Quei ragazzi poi hanno aumentato i giorni, sempre e non potevo arrendermi: mi costringevano. Un giorno ho detto «Basta. Lei soffre e io non voglio farla soffrire: mi rifiuto.» e loro mi hanno preso a botte. Quando quel giorno stavamo a scuola e stavamo parlando e ad un certo punto ti ho tirato uno schiaffo, era perché uno di quei ragazzi che aveva ‘proposto’ questa cosa, stava entrando. Se mi facevo vedere che ti parlavo, ti avrebbero picchiata loro e avrebbero portato un sé un coltello.. non potevo permettere questo.
Tu sei il mio piccolo angelo Corinne e non meriti di essere trattata così e, mi dispiace tanto.
Quando ho visto che tuo padre ti picchiava, volevo uccidermi.
Ti ho rovinato l’adolescenza, ti ho bastonato tante e troppo volte. Adesso voglio migliorare ciò che ho fatto: mi sento un verme, come mi hai definito tu tempo fa.
Sono un bastardo.
Spero di riavere un’altra tua possibilità perché mi sento male al solo pensiero di non poter essere neanche un tuo amico.
Anche, se al dire il vero, voglio essere qualcosa di più.. ma un passo per volta.
Scusami ancora, io non volevo. 😥
A presto Corinne, ti voglio bene.

-Bieber.”

Eccoci finalmente! La grande rivelazione, il plot twist della trama volto a redimere Justin!

Lui picchiava Corinne per il suo bene, perché altrimenti altri ragazzi avrebbero fatto di peggio!

Ohohoh, buon Natale! Ci sono così tante cose che non hanno senso che non so da dove cominciare!

Cominciamo dal principio: Justin dice di volersi redimere, va bene, ci è stato ripetuto fino alla nausea in questi due capitoli. Poi si giustifica spiegando come sono andate le cose.

A quanto pare, nel suo gruppo di amici (‘quei ragazzi’, e chi sono? Andrea e qualcun altro?) fanno una scommessa: Justin avrebbe pestato per tre giorni di fila Corinne, o… O cosa?? Quando si fa una scommessa c’è sempre una controparte: ‘o fai questo o succede quello’. Ma a parte ciò, questo gruppo di ragazzi è formato da bulli stronzi e violenti! Decidono di pestare una ragazzina per divertimento! Tutto ciò purtroppo non è inverosimile, succede anche di peggio…

Ma se Justin fosse stato davvero un bravo ragazzo dall’inizio, come vogliono farci credere ora, come mai faceva parte di un simili gruppo di bulli? Faceva finta? Mi pare che la finzione si sia spinta un po’ troppo oltre, non trovate?? Ma poi, anche volendo fare il duro, non poteva rilanciare dicendo, che ne so, ‘picchio chi mi pare, bro, non mi rompete’?

Poi a quanto pare hanno continuato ad aumentare i giorni, e quando finalmente Justin ha detto di voler smettere, lo hanno pestato. In seguito, avrebbero anche minacciato di far di peggio a Corinne.

Dunque, Justin caro, se ti picchiano e ti minacciano, non fai prima a parlarne con i tuoi genitori (sono divorziati, ma vivi, ricordiamolo) o i professori, a contattare la vittima e i genitori di questa, chiamare la polizia??? Non fanno miracoli, ma provaci almeno! No, è chiaramente meglio picchiare una ragazza indifesa anziché agire da uomo e cercare di difendere entrambi da questi misteriosissimi figuri. I miei vivissimi complimenti!

Questo sarebbe un bravo ragazzo, anzi dolce, secondo l’autrice!

Io non sono coraggioso, ma preferirei mille volte subire del male piuttosto che farlo. E soprattutto, all’età di Justin in questa storia avrei cercato prima di chiedere aiuto ai miei, o a un adulto di riferimento!

Inoltre, questo escamotage per salvare Justin proprio non regge: lui nei primi quattro capitoli si comporta proprio da stronzo con Corinne, la insulta e sfotte gratuitamente. Ma perché?? Se non le vuole male ed è costretto a picchiarla (come sostiene ora), perché deve sempre comportarsi così e dirle che ha bisogno di picchiarla e dirle che è colpa sua se è debole?? Lo dice, santo cielo! Rileggete la recensione! Perché questo fantomatico gruppo di ragazzi che l’ha costretto ai pestaggi lo osserva sempre e comunque? In effetti, nella lettera sembra che questo possa spiegare lo schiaffo che le ha dato il giorno in cui più tardi Austin sarebbe tornato, ma certamente non le botte che le ha dato quando lei gli ha detto che era un figlio di buona donna, né tantomeno quando l’ha presa a calci e schiaffi perché lei non voleva dirgli quando sarebbe stata a casa!!! No, l’ha fatto con ferocia e non ci sono giustificazioni che tengano! O devo sul serio pensare che loro lo stessero monitorando anche in quei momenti? Ma loro chi sono?

Appunto, questi ragazzi che hanno picchiato e minacciato un armadio (come viene descritto Justin) chi diavolo sono? Fanno parte della yakuza o delle mafia italoamericana? Perché ce l’avevano con lei e/o con lui? E soprattutto, dove spariscono? Riappaiono magicamente solo per pestare Justin nel prossimo capitolo, dato che ha smesso di malmenare la protagonista, e poi svaniscono nel nulla. Ma come?? L’autrice aveva creato attorno a loro tutta quell’aura di minaccia, della serie chissà cosa potrebbero fare se Justin non obbedisse o cosa potrebbero fare a Corinne se Justin non la pestasse e poi… puff! Scomparsi dalla trama. Questa non è solo un’altra falla narrativa, ma indebolisce la scusa di Justin in maniera esponenziale: questi qua non erano una vera minaccia. Voglio dire, lo hanno mandato all’ospedale, d’accordo non mi piacerebbe finirci, ma poi non hanno fatto altro.

A proposito, Justin è stato mandato all’ospedale, invece lei viene pestata per mesi e non fa una piega: non è questione di soldi, si possono avere complicazioni serie a causa di lesioni interne, ma questo l’ho già scritto.

In ogni caso, mi ripeto: davanti alla scelta tra picchiare un innocente o essere pestato non credete che una persona onesta e coraggiosa (come si vorrebbe farci credere che questo Justin sia) accetterebbe di subire un’ingiustizia piuttosto che compierla? Poi fate voi, eh…

In conclusione, è tutta un’immensa, incredibile e inconcepibile forzatura!

Se nel prossimo capitolo Justin non venisse mandato all’ospedale da questi misteriosissimi ragazzi, avrei fondate ragioni per crederla tutta un’invenzione di Justin. D’altra parte, poi non fanno nulla di male a Corinne… Ma perché, perché, perché???

Secondo fanwriter91, questo gruppo sarebbe comandato in segreto dalla Stuart che avrebbe voluto impedire a Justin di mettersi con la protagonista della storia; dopo che lei aveva capito di essere solo una comprimaria. Avrebbe un po’ più di senso, magari poi si sarebbe arresa e avrebbe rinunciato a far pestare ulteriormente Corinne, dato che le sue capacità rigenerative rendevano tutto vano.

In ogni caso, dopo tutto questo nonsense, Justin si definisce un bastardo e un verme: bravo, giusto. Avresti anche potuto ucciderti, ma pazienza: scusate, forse sto esagerando, ma è lui che lo scrive e non lo fa. Tutti sono bravi a parole, avrebbe dovuto difendere Corinne sul serio, non pestarla lui per evitare che altri facessero di peggio!!!

E infine… si augura di poter diventare di più di un amico: ossia, vuole pure bombarsela!

Io vorrei che le autrici di simili storie le vivessero sul serio: magari non davvero nel mondo reale (sono contrario alle torture), ma come sogno o esperienza virtuale, che ne so. Vorrei proprio vedere se sarebbero ben felici di accettare le avanches di un bullo che le picchiava a sangue crudelmente fino a pochi giorni prima!

E Corinne come reagisce? Piange di gioia. Ha senso: ha appena scoperto di essere stata picchiata a fin di bene e che quel figo di Bieber vuole farsela. Se non fosse chiaro, sono sarcastico: quanto sei idiota, Corinne?!?

Poi ne parla con la zia. Ah, ora questa persona adulta e responsabile che vuole molto bene a Corinne le farà capire sia che questa scusa non sta in piedi sia che deve assolutamente denunciare Bieber per la sua violenza, del tutto equiparabile a quella paterna.

“Zia: “Che ragazzo dolce, non trovi? Sì, ti ha fatto del male, ma l’ha fatto anche per farti del bene.. è una frase un po’ contorta, però è così.” – “

Mi chiedo perché ancora nutro speranze così audaci e insensate…

In sostanza, la zia crede ciecamente alla lettera (dev’essere rincoglionita), non fa una piega al sapere che questo bullo ha pestato a sangue ogni giorno la sua nipotina, ce lo descrive come un bravo ragazzo (sante Era, Atena e Afrodite!) e infine ci racconta la sua storia.

““Devi sapere che i suoi genitori erano molto giovani quando è nato: la sua mamma aveva all’incirca 17- 18 anni, mentre il padre era diventato da poco ventenne. I genitori di lui vivevano, a quell’epoca, molto lontano e l’unico aiuto economico che avevano erano i genitori di lei. Così, lei e Justin si trasferirono nella casa dei nonni e vissero lì per parecchi anni mentre il padre era in giro in cerca di lavoro. Non ha mai abitato con loro e si vedevano solo per le grandi feste come Natale e Pasqua. La mamma non lavorava perché si prendeva cura di lui e il padre le dava una specie di stipendio ogni mese, per comprare le varie cose che servivano al piccolo Justin. La situazione è andata avanti per anni, fin quando Justin non da dovuto iniziare la scuola, così si sono separati. Sono restati sempre uniti ma comunque Justin non sopportava quella cosa.
Divenuto grande, la mamma di Justin iniziò a cercare lavoro e lo trovò. Misi da parte dei soldi e con quelli, comprò una bellissima casa o, per meglio dire, villa. Per fortuna però il rapporto dei due genitori non è peggiorato anzi, sono rimasti compatti sempre.
Ora lei è andata dal padre che aveva bisogno di aiuto in una faccenda abbastanza seria, dove ci sono in palio parecchi soldini che farebbero bene ad entrambi.
Per questo Justin cerca di fare il duro, ma non lo è e te lo ha dimostrato nella lettera.
So che ti ha fatto del male, ma perdonalo: lo farebbe stare meglio.
Non ha mai avuto un’amica vera. Era sempre considerato il puttaniere di turno ma tu, tu Corinne, puoi cambiarlo.”
 – mi scese una lacrima e accennai un sorriso.”

Dunque, Justin è triste perché non è sempre con la madre e i genitori sono separati! Oh, che storia toccante…

A parte il fatto che non è che si capisca veramente (i genitori hanno divorziato perché lui ha iniziato la scuola? Ma perché?? Ma poi, no, la madre è andata dal padre anche ora… boh… E se non avevano tanti soldi, perché non lavorava anche la mamma, lasciando il figlio con la nonna, esattamente come ha fatto la mia, per dire?? Va beh, ma chissene…), ovviamente per un adolescente o un bambino questo è un dramma reale, ma qui la protagonista era in una situazione decisamente peggiore: orfana di madre con il padre che la menava e voleva stuprarla!

Se la storia di Justin ne giustifica il comportamento, allora Corinne dovrebbe essere una serial killer. Il punto è che la ‘storia’ è talmente esagerata ed esasperata che non ci si può mettere una situazione infelice ma tutto sommato ordinaria come quella di Justin e spacciarla per un trauma: nell’universo della ‘storia’ ci sono traumi ben più grandi.

In ogni caso, alla fine la zia le dice di perdonarlo per farlo stare meglio: poverino, chissà quanto soffre, mica come qualcuno che viene preso a mazzate ogni giorno!

E poi dice alla nipote che può cambiare questo puttaniere… No comment, davvero…

“Aveva ragione: dovevo perdonarlo.

Corinne: “Si zia, hai ragione: devo perdonarlo. Infondo è stato costretto a picchiarmi.. la colpa non è la sua.”
Zia: “Esatto Corinne””

Ma sì, brave rincoglionite: la zia consiglia a sua nipote di iniziare una relazione (di fatto) con il bullo che la riempiva di botte (ma mai una volta il timore che possa ricominciare e che quella lettera sia un cumulo di idiozie??), e lei le dà ragione, dicendo testualmente che non è colpa di Justin.

Ottimo, è già stato assolto con formula piena.

No, obiezione, vostro onore, tutto ciò non ha senso! L’abbiamo visto tutti che la picchiava con ferocia perché lei non voleva dirgli quando sarebbe stata a casa, abbiamo compreso perfettamente che sarebbero esistiti molti altri modi di risolvere la situazione, anziché semplicemente continuare a pestarla, sempre ammettendo che questa scusa sia vera…

Va beh, ma a chi mi sto rivolgendo? Andiamo avanti.

A questo punto Justin è diventato ufficialmente uno “stronzo dolce”: io continuo a pensare che sia uno stronzo violento e coglione, ma sarò tonto io.

Il giorno dopo a scuola però Corinne non lo trova, e più tardi si viene a sapere che è all’ospedale perché ‘loro’ l’hanno picchiato. Lei lo va a trovare, ma lui è scontroso per non si capisce quale ragione e allora battibeccano un po’ a caso.

“Corinne: “Vedi come sei? Io che ti volevo dare un’altra opportunità.. stai buttando tutto nel cesso Justin. Sei stato dolce, ti ammiro per quello che hai fatto per me. Mi hai picchiata sì, ma l’hai fatto a fin di bene e ti dico grazie per questo. Non ti odio, né niente. Voglio essere tua amica, voglio conoscerti fino in fondo, voglio sapere la tua storia, voglio che ti sfoghi con me quando ne sentirai il bisogno, voglio ridere con te, voglio fare stronzate, voglio farti ridere Bieber. Ma se ti comporti così con me, beh, hai sbagliato proprio strada. Ci si vede, ciao.” – me ne andai e le lacrime invasero il mio viso, proprio come quello di Justin.”

Boh, e piangono tutti e due: comunque, si sono trovati, sono ugualmente idioti. Poi lui è sadico, mentre lei è masochista, quindi sono la coppia perfetta.

Alla fine del capitolo l’autrice ci fa anche sapere di aver litigato con il suo ragazzo all’epoca.

Mi spiace, ma se lui l’ha mollata dopo che lei gli ha rinfacciato di non essere abbastanza simile alla sua idea malata di Bieber o a Mr. Grey, allora quel ragazzo ha fatto bene!

In ogni caso, nel nuovo capitolo Corinne è incazzata come una belva con Justin! Davvero, non lo lascia parlare, lo pianta in asso, gli attacca il telefono in faccia e non dà retta neanche alla zia (idiota) che le rinfaccia di non essere gentile. Caspita, si è proprio arrabbiata perché Justin voleva mandarla via in ospedale! Io mi sarei aspettato una simile collera per tutte le violenze passate: credo proprio che Corinne dovrebbe rivedere le proprie priorità, ma per ora va bene anche così.

Addirittura accusa la zia di parteggiare sempre per Bieber e fa riferimento al fatto che lei ha sofferto tanto: tutto vero, tutto giusto! Il pretesto non è proprio quello che mi sarei aspettato, ma va bene.

Oh, non mi faccio illusioni: nel prossimo capitolo lei lo perdona.

Viene infatti organizzata una festa in discoteca o roba del genere, Corinne ci va in ghingheri (e c’è una foto del cavolo che ci mostra com’è vestita, oh che gioia!), un tale Carlo prova a stuprarla e Justin la salva attaccando questo ragazzo e cominciando a fare a botte (d’altronde è un esperto).

Anziché soffermarmi su quanto questa scena sia trita e ritrita (ce n’era una uguale in “Afraid of you”, per dire), mi viene da chiedermi come mai tutti questi nomi italiani: ma non eravamo nel Bronx? Al posto di Andrea, Stefano e Carlo, bastava scegliere Andrew, Stephen and Carl: in ogni caso, la storia sarebbe rimasta uno schifo senza capo né coda.

Bravo, Bieber, hai fatto una vera buona azione completa. Questo ti mette un gradino sopra Niall di “Da nemici ad amici…”, ma comunque nel mondo reale avresti ancora un sacco di strada da fare per tornare ad essere una persona per bene. Ma qui abbiamo capito che vige un altro tipo di logica (per usare un eufemismo).

Ma poi questo Carlo chi cavolo è? Un compagno di scuola? Ha cercato di violentarla, verrà denunciato? Ma che domande sto facendo, suvvia! Ovviamente il personaggio di Carlo è funzionale solo a questa scena di tentato stupro: appare qui e subito scompare.

Comunque, fanwriter91 dice che vorrebbe scrivere un Carlo Gaiden per raccontarne la storia: anche lui è malvagio, ma, seguendo la logica di queste storie abominevoli, lo sarà certamente perché ha avuto una brutta infanzia. Oppure perché è brutto (e messican… no, quella è un’altra porcata).

Io invece vorrei solo un bicchiere di vodka, perché stiamo per leggere dialoghi davvero assurdi.

Dunque, ora Bieber conforta un po’ Corinne: mi pare giusto, in seguito al tentato stupro il bullo che ti pestava è il migliore elemento di conforto. Ma vabbeh, l’ha salvata, lasciamo perdere…

“Corinne: “Non doveva capitare a nessuno, nessuno si merita di essere trattata così. È una cosa bruttissima perché ti senti un’oggetto, un burattino che viene utilizzato solo per quello che gli altri vogliano senza che loro si preoccupino dei tuoi sentimenti. Credevo che era passato tutto, che avevo lasciato la situazione di mio padre alle spalle invece no: sono stanca, voglio una vita normale!” – dissi, mentre le lacrime scorrevano sul mio viso diventando nere a causa della matita.

Ne avevo davvero abbastanza: non ero sexy, non avevo nulla di speciale.
Ero brutta, un po’ grassottella, odiavo i miei fianchi per non parlare dei miei occhi color verde-marrone che facevano schifo. Ero un mostro, mi odiavo.
Corinne: “Cosa ci trovano di bello in me per poter pensare di stuprarmi e portarmi a letto, cosa? – urlai, continuando a piangere.
Justin: “Quelli non hanno cervello, Corinne.”

Corinne: “No per favore, non te ne venire con questa affermazione. Loro il cervello ce l’hanno solo che è contorto, non hanno ricevuto l’amore giusto durante la loro vita e se la prendono con delle ragazze che non c’erano un cazzo, che probabilmente non hanno mai visto. Questo posso anche ammetterlo, ma che un padre pensa di portarsi a letto sua figlia no, non lo concepisco per niente perché quell’uomo è solo un lurido verme che ha pensato di stuprare la figlia che l’ha sempre trattato bene e che andava a lavorare per lui per mantenerlo, quando invece dovrebbe essere tutto il contrario. Capisci? Sono stanca di tutto questo, non ne posso più. Ho gli incubi ogni notte, ho paura che qualcuno mi possa fare del male, ho paura di innamorarmi perché penso che la persona che mi starà accanto possa trattarmi da schifo da un momento all’altro. Dentro di me c’è solo odio e rabbia, Justin.””

Mentre leggevo il primo monologo di Corinne stavo quasi esultando: delle parole sensate! Una reazione giusta e comprensibile! Un lessico non eccellente, ma pazienza. E poi viene il seguito…

In sostanza, Corinne dice che gli stupratori si comportano così perché non hanno mai ricevuto “l’amore giusto”, qualunque cosa esso sia. A parte il fatto che non è vero, ci sono degli stupratori che sono uomini di buona famiglia, molto amati dai genitori e dagli amici, o addirittura felicemente sposati con figli, ma poi cosa cavolo c’entra?

E poi parla nuovamente del padre: ripeto, cosa c’entra il discorso in mezzo? Boh.

Ah, ma ora interviene la zia!

“Zia: “Ti sono stata sempre vicina da piccola, quando poi tua mamma è morta, tuo padre mi ha allontanata da te e non ho avuto più il piacere di prepararti da mangiare, di farti addormentare e di portarti a scuola. Rimpiango il giorno in cui decisi di andare dal giudice per farti affidare a me: avevo paura della tua reazione e di quello che avrebbe detto il giudice. Forse ti avrebbe mandata in orfanotrofio mentre tuo padre sarebbe stato arrestato, chissà. Mi dispiace davvero tanto, sono stata una fifona. Hai passato momenti orribile, e a scuola succedeva di peggio. Io non..”

Fatemi capire: la zia aveva paura che mandassero la nipote in orfanotrofio??? Mai fatta una sola ricerca sulle leggi sull’adozione o l’affidamento di un minore? Poteva chiederne tranquillamente l’affidamento, essendo sua zia, ovvero parente stretta!

E poi cosa ci sarebbe stato di male nel mandare il padre in prigione, visto che sapeva o intuiva che genere di criminale perverso fosse?!?

Ah, ma non importa, Santa Corinne del Bronx la perdona e le dice di non piangere.

E perdona definitivamente pure Justin!

Justin: “Grazie? Per cosa? Ti ho fatto sempre del male..”
Corinne: “Mi hai fatto crescere e poi stasera mi hai salvata.. grazie.”

Credo che il problema stia nel fatto che non mi si sono fuse le connessioni neuronali al pensiero di quanto Bieber sia figo, e dunque non riesco ad accettare l’assurda idiozia della risposta di Corinne. Pestandola a sangue e con crudeltà lui l’avrebbe fatta crescere??? Ma che vuol dire, non ha il minimo senso!!

Dopo questo bel momento allegro, Justin viene invitato a restare a dormire da loro perché è tardi, lui e Corinne dormono nello stesso letto, Corinne ci fa sapere di trovarlo figo e essersene innamorata: proprio quello che penserebbe una appena scampata a uno stupro!

Poi lui si dichiara nel dormiveglia.

Justin: “Io non so cosa mi stia succedendo, lo sai Corinne? Boh, forse mi starò innamorando o forse è un po’ di febbre.. non so quale sia meglio, credimi. Sei fantastica, in tutto e per tutto. Continui a dire che sei brutta, ma ti sei vista? Sei la meraviglia in persona e credimi, a scuola molti ragazzi lo pensano ma lo tengono per sé perché le ragazze non ti danno peso e fanno capire a noi di non darti importanza ma io, l’importanza, te la voglio dare. Io ti voglio, ti voglio per me, capisci? Voglio passare del tempo con te e farti capire che non sono un ragazzo stronzo, ma dolce. Ti voglio come non ho mai voluto nessun’altro e non so come fartelo capire.. sei meravigliosa e io non voglio perderti.. Non ti farò del male. Credimi Corinne, io ti amo! –

Una cosa spicca nel nonsense generale: a quanto pare, molti ragazzi trovano Corinne bella, ma “le ragazze” (quali? Tutte? Tutta la componente femminile della scuola è coalizzata contro di lei?) non la considerano e impongono ai ragazzi di non darle importanza ugualmente. Come??? Perché??? Che vuole dire???

A meno che… è tutta una congiura organizzata dalla Stuart, la boss ufficiale della yakuza del Bronx! Di madre giapponese e padre americano, naturalmente. E qui ci starebbe molto bene un montaggio alla Tarantino, dove si mostrano lei e i suoi scagnozzi che avanzano armati di katane: adoro Kill Bill, inutile a dirsi.

Mentre mi crogiolo nell’immagine di Bieber e Corinne fatti a pezzetti in un ristorante Sushi, ecco che la recensione mi riporta alla realtà.

D’ora in poi la storia entra in una realtà dolce e mielosa: i due fanno i teneri la mattina dopo, si guardano a vicenda e si trovano belli, lui la invita fuori, si dichiara, lei ricambia e si amano.

A parte per il fatto che lo stile di scrittura non è eccelso, questa parte non è male di per sé: lo è nel contesto della storia!! Dopo tutto quello che è successo, questo lieto fine non risulta neanche forzato o banale, ma addirittura grottesco.

È chiaro che l’autrice voleva in realtà scrivere questa storia: una ragazza (nella quale lei si impersona) si innamora di Bieber e viene ricambiata, e quindi vivono per sempre felici e contenti, fra gli arcobaleni, i conigli salterini, gli unicorni rosa e tante cose pucciose.

Peccato però che abbia voluto cercare di rendere la storia ‘profonda’, descrivendo la protagonista come una disperata che vive in una situazione atroce, il tutto in modo totalmente insensato e senza rispetto per le persone che soffrono veramente.

Ma anche nel finale mieloso non bisogna abbassare la guardia: ci sono ben due abominevoli perle di sessismo.

Una è già nel titolo dell’ultimo capitolo: “Io ero sua”. Ma andiamo con ordine.

Justin ora è romantico e dolce al punto da causare le carie al lettore, e invita Corinne al ballo della scuola (la solita americanata che noi italiani maschi conosciamo grazie ad American Pie).

Lei ovviamente accetta, lui va a prenderla a casa e ci sono due foto: una ci mostra la sua reazione ingrifata alla vista di lei, e l’altra ci mostra il completo di lei, che mette bene in vista le minne. Non mi vergogno a dire che sono state un momento di sollievo: perdonatemi, sono un maschio etero, e non ho davvero né pillole né vodka vicino a me, e questa storia fa male a volte!

Ma non mi hanno distratto al punto da non notare questo passaggio.

“In fondo il mio cuore lo amava anche quando era in atto la scommessa, anche quando venivo picchiata da mio padre, anche quando lui mi sembrava solo un fottuto stronzo , ma il mio cuore lo sapeva che lui era dolce, lo sapeva troppo bene.
Purtroppo l’ho capito troppo tardi: quando avevo bisogno di qualcuno lui c’era, ma non lo sapeva neanche lui.”

COOOSAAA???

Corinne pensa tranquillamente che dopotutto amava Justin anche quando lui la pestava ogni giorno, perché sapeva che in fondo lui era dolce! Questo è esattamente il tipo di pensiero delle donne vittime di violenza da parte dei compagni: provano disperatamente ad autoconvincersi che in fondo i loro amati siano buoni, finché non è troppo tardi. È un dramma reale, e qui è sbeffeggiato in modo diabolico!

Poi, mentre sono al ballo, un’altra comparsa si avvicina a Corinne: non sto scherzando, questo ragazzo viene chiamato soltanto ‘ragazzo’ durante i dialoghi, è talmente inutile che non ha neanche un nome!!

Ma a proposito, che fine hanno fatto tutti gli altri personaggi secondari? Anne (la collega sul lavoro di Corinne), Austin, il prof di filosofia, Stefano, la Stuart, Carlo: tutti spariti nel nulla, una volta esaurito il loro ruolo.

Dicevo, questo ragazzo chiede, molto cortesemente, fra l’altro, a Corinne se vuol ballare con lui e Justin Grey gli risponde di girare al largo perché Corinne è la sua ragazza. Ripeto, Bieber risponde al posto di Corinne (!) e manda via questo ragazzo normale che magari voleva corteggiarla in modo normale, senza riempirla di legnate all’inizio: ho capito, questo ragazzo è il Decklon di questo universo parallelo (per scoprire chi sia il mitico Decklon, vi consiglio di leggere la recensione di “Hazard Hall”). E poi Justin ribadisce il concetto, dicendole esplicitamente “tu sei mia”.

Ora, vi mostro come scrivere una frase romantica usando solo pronomi personali e aggettivi possessivi: “Io sono tuo, e tu sei mia”. Sì, è la dichiarazione d’amore di Game of Thrones: porterà sfiga se sei uno Stark, ma mi ha toccato molto. La ragione è semplice: prima l’amante si dà all’amato, e poi implora o spera di essere ricambiato.

Qui invece la cosa è a senso unico: l’uomo (Justin) dice alla donna che gli appartiene, e basta. Anzi, lei è tutta contenta ed eccitata: deficiente, sei felice di essere di sua proprietà?!?

Ma ormai è finita, i due si sposano qualche anno dopo, figliano e il tutto si chiude con Corinne che prepara una torta a Justin con i figli per la festa del papà.

Da qui la mia idea sul fatto che la giusta reazione dei pargoli al sentire del modo in cui il padre e la madre sono finiti assieme dovrebbe essere di orrore e sgomento. Qualcosa del tipo: “Mamma, ma sei scema? Il babbo ti picchiava e tu lo trovavi figo? E pensi davvero che fosse dolce anche quando ti insultava e prendeva a calci e sberle con crudeltà senza nessun motivo apparente??”

In conclusione, questa storia non è diversa dalle altre della stessa categoria: drammi a caso, pentimenti a caso, il bullo stronzo (ma in fondo dolce) è l’uomo migliore che si possa incontrare e altre oscenità simili.

Non viola apertamente il regolamento, ma ci va molto vicino, vista la violenza di Justin nei primi capitoli. D’altra parte, decisamente offende le donne che sono realmente vittime di violenza e più in generale il buon senso, per via della trama totalmente idiota (la giustificazione di Justin è in cima alla lista delle scemenze) e perché sembra che il messaggio sia che il giusto compagno per la vita debba essere un bullo che vi opprime. Perché in realtà lo sta facendo perché vi vuole bene! Non voglio dire che l’autrice aveva l’intenzione di far passare questo messaggio, tuttavia è indubbio il fatto che sia proprio quello che rimane della storia.

In ogni caso, ci si possono anche fare delle grasse risate, tra un esaurimento nervoso e l’altro (o a causa di ciò).

Con rabbia e ilarità miste a mal di testa,

Evgenij

 

PS: Un’ultima cosa: ma il titolo cosa c’entra? Capisco che quel libro piacesse all’autrice, ma non vedo alcun legame. Boh…

PPS: (Aggiornamento del 22/04/2018) Questa abominevole fic, che insegnava alle donne come un ragazzo figo ma violento che le picchiava lo faceva per una buona ragione, è stata rimossa da suinogiallo!

Sì!! Dopo più di un anno, finalmente abbiamo ottenuto questa vittoria!

6 pensieri su ““Bianca come il latte, rossa come il sangue” (Mi picchia, ma lo fa per il mio bene!)

  1. Questa rientra di sicuro nel podio (il tuo capolavoro è Hazzard Hall, senza dubbio! Insomma, lì c’è il mitico Decklon, meriterebbe una storia a sé!)

    Vogliamo parlare della scena dove pensa “lui c’era sempre quando avevo bisogno”?
    Ma per cosa c’era, esattamente? Lui andava a picchiarla e basta, o meglio, lei andava da lui perché era l’orario del pestaggio. Forse per la protagonista era bello che qualcuno s’interessasse a lei, anche solo per pestarla? Oppure tra una botta e l’altra Justin le faceva da psicologo, e, dopo averla fatta sdraiare (a suon di pugni) prendeva appunti e le chiedeva delle sue emozioni?

    Lo hanno già detto altri, e lo dico anch’io: sembra una delle recensioni dei film squallidi di yotobi e compagnia!

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  2. UNA FOLLIA!!
    Quindi genera anche ilarità senza volerlo la storia? che dice che il ragazzo migliore è il bullo? Che cita totalmente a caso, nel titolo un bel libro?
    Ma qui stanno valorosi combattenti che andranno nel Valhalla leggendo e denunciando simili obbrobri, ammira Immortan Joe!

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  3. “Comunque, fanwriter91 dice che vorrebbe scrivere un Carlo Gaiden per raccontarne la storia: anche lui è malvagio, ma, seguendo la logica di queste storie abominevoli, lo sarà certamente perché ha avuto una brutta infanzia. Oppure perché è brutto (e messican… no, quella è un’altra porcata).”
    Perdonatemi l’ignoranza, a cosa ci si riferisce qui?

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