“Claimed” (Alla Fiera Dell’Est)

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Caro diario di bordo, 

Sono sempre Lady R. Dopo la fuga da Lothric assieme a La Bionda siamo arrivate alle rovine di Forte Ferreo, allo scopo di bagnarci nella lava e rinvigorirci della sua potenza vitale. 

Siamo tranquille, ci rilassiamo, leggiamo storie di qualità, e ci addestriamo per il nostro prossimo nemico. 

I nostri piani futuri includono…”

-Ecco le mail del giorno, Mia Lady.- La Bionda scorre il tablet. -Dunque, una serie di volantini pubblicitari del Culto delle Profondità.-

-Cestino.- risponde Lady R alzando gli occhi dal diario.

-Un invito omaggio alla Sagra della Carbonara, del Cacio e del Pepe.-

-Uh, questo è interessante. Tienilo.-

-Una mail dall’associazione contro la Violenza ai Ratti delle Fogne.-

-Cestino.-

La scudiera rabbrividisce. -Un messaggio sconcio del Gran Sacerdote Sulyvahn. “Mio Re, i vostri Gioielli della Corona mi fanno dimenticare la mia vocazione.”. Ho la vaga idea che il mittente si sia sbagliato-

-Che schifo, cestinalo!- la recensora lancia un sasso in una pozza di lava vicina. -È già il terzo che mi manda per sbaglio. Mio Re venite a confessarvi con me, Mio Re vi aspetto sul trono a mezzanotte… perché è così difficile capire che no significa no?-

-Il Nemico.- risponde La Bionda. -Insegna che per ottenere l’affetto di una persona bisogna prevaricarla e obbligarla a fare quello che si vuole. Ormai persino uomini illustri come lui iniziano a crederci, e gli effetti si vedono.-

Lady R scuote la testa. -È il momento di un attacco, allora. Facciamola vedere a questa gentaglia. Abbiamo bersagli per le mani?-

-Oh, sì.- risponde La Bionda. -Guardate questa, che ne dite?-

La scritta “Claimed” lampeggia sullo schermo del tablet. Lady R sogghigna, accarezzando l’elsa della Spada del Sole.

-Attaccheremo domani, quando il sole sarà alto.-

-Sarà fatto.-

L’amore non è possesso, e non riesco a credere di doverlo ribadire ancora.

Era da un po’ che puntavo questa storia. Mi è apparsa numerose volte davanti tra le consigliate mentre leggevo quell’altro aborto che era Bieber’s Bitch. In realtà erano tre, le storie che mi venivano consigliate più spesso. Precious (originale di Jerry_imagines e tradotta dall’inglese da GirlBelieveIt); Confident, di BizzleGirl_5, e la vittima di oggi.

Ho scelto di stroncare Claimed, scritta in inglese da JustinAvenger e tradotta in italiano da _TrueBeliebers_, per il semplice motivo che essendo lunga ventiquattro capitoli è la più corta delle tre. Precious la supera di poco con ventisette e Confident arriva a cinquantaquattro: lo butto lì, nel caso voleste intuire in che ordine punterò questi altri due, succosi bersagli.

La Bionda chiude l’agendina rosa glitterata e annuisce.

Quello che ci attende in Claimed – già il titolo, come Bieber’s Bitch, è tutto un programma – è un vero e proprio delirio. Quello che non è un cliché talmente abusato da non farmi più ridere neanche nelle parodie è un’assurdità senza pari, un concatenarsi di situazioni, azioni, relazioni e dialoghi che non avrebbero senso nemmeno sotto acidi. Una gehenna di personaggi che si comportano in modo talmente insensato da non essere nemmeno divertenti, solo deprimenti.

Vogliamo vederli in azione? E vediamoli.

Questa è Claimed, scritta da JustinAvenger e tradotta da _TrueBeliebers_: La Bionda, affila bene la Spada del Sole.

https://www.wattpad.com/67160175-claimed-italian-translation-claimed-%7E-justin

Prima l’intro, una sola frase foriera di mille promesse.

“Una ragazza viene scelta e portata via dal ragazzo che ha lacerato il suo mondo più di una volta”

Ah, ok.

Sapete, Bellezze e Gentilbellezze? Comincio a sospettare che qualcuno lassù mi odi.

Come Bieber’s Bitch, anche se in quel caso non ne ho parlato perché ero troppo occupata a non diventare PAZZA, Claimed si apre con un trailer della storia, dove si parla di una ragazza popolare e con tanti amici la cui vita viene schiacciata (“crushed”) da un ragazzo che la costringe ad amarlo. Ci sono clip di Justin Bieber prese dai video musicali – riconosco quella in cui Justin siede su una sedia circondato da lampadine gialle, ma non ricordo da dove venga – e dell’attrice Sasha Pieterse, famosa dalla serie Pretty Little Liars e prestavolto della protagonista Brooke Santilli, con in sottofondo The Reason degli Hoobastank.

Ve la ricordate, no? La canzone che parlava di come una ragazza è “la ragione” per cui un ragazzo vuole ricominciare daccapo come una persona migliore? In cui il ragazzo prova rimorso per le sue azioni e riconosce di aver sbagliato? Oh, ma che sono queste eresie? Un vero Bad Boy non si comporta così!

Oltre al trailer, il primo capitolo non contiene che il copyright della storia originale, un trigger warning per le “tematiche sessuali” e una frase francamente assurda: “Perdendo i miei demoni, perderò anche i miei angeli.” Qualcuno che me la spieghi? Fede Angelica di Lothric, sei tu? Ho già detto che non sono interessata a convertirmi, andate via!

Primo capitolo: Brooke, che lavora in un “negozio di musica” non meglio specificato saluta il suo capo senza nome e si incammina per New York da sola. Grazie, adoro il sapore dei cliché di prima mattina.

“In quella zona di New York, ai ragazzi piaceva possedere ragazze. Voi vi sarete chiedendo In che senso possedere ragazze? È una cosa normale, in fondo.

Ora… io voglio essere ottimista e sperare che semplicemente l’autrice/le traduttrici si sia/no espressa/e male, ma anche se fosse, nel nome dell’onnipotente Pete Burns riflettete su quello che scrivete! Certo che non è normale possedere una persona: si chiama schiavitù ed è uno dei peggiori crimini che un uomo possa compiere su un altro uomo. Dai, però. E abbiamo appena cominciato.

Pochi paragrafi dopo, ecco che arriva il Bad Boy, attratto dall’innocenza della giovine protagonista come una mosca dal miele.

E come in Bieber’s Bitch, i commenti sono una delizia. Ad esempio, quando il Bad Boy chiede alla sua vittima cosa faccia fuori “a quest’ora della notte” (che sarebbero sempre le otto di sera), le fan commentano così.

“Volevo essere stuprata…sai hahah”

“Aspettavo di farmi stuprare sai ? Tu”

“Aspetto uno stupratore e tu? .”

Lo stupro fa ridere, quindi. Non voglio più vivere in questo pianeta. Per fortuna, spoiler, non ci sono stupri mostrati in questa storia. Gaudio e tripudio.

C’è violenza in altre forme, però: Justin Bieber è appena arrivato e si mette a mordere l’orecchio di Brooke, per poi baciarle e succhiarle il collo mentre lei si divincola e chiama aiuto.

Si fa dire il nome della ragazza. Brooke supplica di essere lasciata in pace.

“Perchè [anche qui, siamo in Lombardia all of a sudden] dovrei farlo..” -fece una pausa, avvicinandosi a me in modo che il suo respiro mi colpisse le labbra- “Quando tu sei mia?”

Io riesco solo a immaginare il terrore di quella ragazza. Un pazzo che la aggredisce così, in un luogo isolato, che la assale fisicamente e la proclama “sua”. Lei minaccia di chiamare la polizia: Bieber, per tutta risposta, la trascina via dando occasione alla ragazza di guardarlo in faccia.

Sì, nemmeno io so perché Brooke abbia smesso di divincolarsi e urlare. Non ci viene detto che lo stia facendo, quindi assumo che il bel viso di Justin l’abbia ammutolita. Oppure lui ha i feromoni di Louis in “-I Hate you! -I Love you!”?

“Aveva dei capelli corti color miele, tirati su in un ciuffo disordinato. I suoi occhi erano come abbinati al colore dei capelli. Aveva tatuaggi ovunque e qualche piercing qua e la”.

Almeno in questo caso il cantante ha davvero tatuaggi e piercing, non sono un’aggiunta dell’autrice per dargli un’aria più “cattiva”.

Mentre i commenti si sdilinquiscono sulla sua bellezza, Justin sbatte Brooke contro lo sportello della sua auto proclamandola “sua” e FERMI FERMI FERMI.

Che cos’è questo commento? La Bionda, il Binocolo.

Oh, no. Non ci posso credere.

“A me ricorda bieber’s bitch.”

-Oh, signore del glitter.- esclama La Bionda.

La recensora cade in ginocchio, tremante. Una cacofonia di parole, immagini, volti le riempie gli occhi. Così vicino, così familiare. “Jerry…” mormora. “Jerry… Madison-Lotte… la puttana di Bieber… Emily e Ashley… Robceiros Beer… Tezenis… Shining Star…”

È doloroso, troppo. Non ero pronta per quello. Ma almeno – dice Lady R mentre la scudiera la aiuta ad alzarsi – so che almeno i miei nemici erano collegati fra loro.

“Io non appartengo a nessuno!” sputai, spingendolo dal petto.””

Povera Brooke, ci prova pure. Ma mi sa che non ha capito in che tipo di storia sta.

Justin si presenta e lei rimane atterrita, perché “Quel ragazzo era stato coinvolto in un milione di cose: omicidi, edifici in fiamme, scontri con delle bande e molto altro ancora”.

Quindi, nell’ordine, El Biebero è un assassino, un piromane, e ha come hobby fare a botte con delle “bande”. A me vengono in mente le bande musicali. Dovrò ricordarmi di commissionare a qualcuno una fanart di Justin che viene steso a colpi di corno francese. Sicuro facevano anche musica migliore.

E quando Brooke si autoproclama “sua”, proprietà di Justin, un OGGETTO CHE GLI APPARTIENE, i commenti ridono.

“Rido male”.

“Perchè sto ridendo”

“Anche io 😂”.

Il Joker ha più rispetto per il crimine di voi.

Capitolo 2: La Bionda, hai il bloc note?

-Sì, mia Lady. Perché?-

-Perché le traduttrici e l’autrice hanno l’abitudine di consigliare una o più canzoni a ogni inizio di capitolo, come in questo caso con Alive dei One Direction. Quindi dovremo fare una lista di canzoni e cantanti che sono stati dissacrati da questa storia orribile.-

Per ovvie ragioni, La Bionda non segna i One Direction: non ha dimenticato il trauma di Louis.

Ora facciamo un gioco, il gioco “Bevi Un Sorso Di Vodquila Per Ogni Cliché”.

Un sorso per la mega villa stile Siamo Quelli Di Beverly Hills. *SIP*

Un sorso per l’allusione ai pompini, quando Justin dice “Chiudi la bocca tesoro, non è attraente. […] Voglio che tu usi quella bocca per fare altre cose, ogni tanto.” *SIP*

Un sorso per il Bad Boy chiamato “Lui” – anche se al livello di “LUI” non si è ancora arrivati. *SIP*

Un sorso per i cagnacci cattivi alla Ramsay Bolton, nella fattispecie “Due Pastori Tedeschi e due Rottweilers”. Le maiuscole non le ho messe io. *SIP*

Un sorso per “Lei è mia”. *SIP*

Un sorso per l’elenco delle regole da tenersi in presenza del Bad Boy, che porteranno a una punizione se Brooke le trasgredirà. Ce ne vengono dette tre (non mentire, obbedire senza lamentarsi e non cercare di scappare), ma non scopriamo mai le altre due. Credo che c’entrassero il santificare le feste e il non nominare il nome di Lui invano, ma è solo una teoria. *SIP*

Guarda, La Bionda, c’è un elefante rosa. Secondo te vuol fare amicizia?

Lontano lontano, seduto alla sua scrivania intento a scrivere formule a tutto spiano, Evgenij leva il capo con fare circospetto. 

-Ho come la sensazione che qualcuno si sia dato a un gioco alcoolico senza invitarmi a partecipare…- mormora. –Mah, no, che sciocchezza.- E si rimette a coprire i fogli di inchiostro.

Per la cronaca, anche nell’originale sentiamo solo tre regole. Porco Kremmel incoronato. Sì, mi è rimasta la vena bestemmiatrice dopo Lothric, ma che volemo fa’? A Lothric si bestemmia o si impazzisce, e io intendo restare sana.

Brooke chiede cosa si farà per quanto riguarda la scuola – lei la scuola l’ha finita, ma sta aspettando la lettera d’ammissione all’università e Justin promette di lasciarla andare se lei lo amerà e lui si fiderà di lei.

Una ragazza particolarmente forte e risoluta, qui, si fingerebbe innamorata per poi scappare alla prima occasione. Devo ammettere che, con una coppia abusiva riconosciuta come tale e personaggi più sfaccettati, sarebbe una trama che leggerei volentieri.

Ovviamente, invece, l’autrice ha un’idea tutta sua di “protagonista femminile ben scritta”, e Brooke si mette a imprecare contro Bieber e scappa al piano di sopra chiudendosi in un bagno. Mentre Justin scatena il suo Lupo Ezechiele interiore e picchia alla porta minacciando di abbatterla, Brooke si lancia dalla finestra e finisce nel prato.

Viva e sana.

Ok, si accenna a un atterraggio duro sulla caviglia. Ma non è escluso che questa storia sia ambientata in un AU dove esistono i superpoteri, perché appena Brooke si volta vede Justin “davanti a me”. Possiede il teletrasporto, desumo. ABBIATE PAURA.

Brooke si defila in corsa – un minimo di credito all’autrice che si è ricordata del dolore alla caviglia, anche se così ha ancora meno senso che sia riuscita a sgusciare via senza farsi vedere – e dopo dieci minuti viene raggiunta da uno dei pastori tedeschi di Justin.

Sì, fan del Trono di Spade: è terribilmente simile alle scene con i mastini di Ramsay Bolton. Però questa ragazza è scritta molto peggio di Tansy e Sansa, perché…

“Hey cucciolo.” parlai a bassa voce, sperando che non iniziasse ad abbaiare, avvertendo Justin. “Shh, è tutto a posto, vieni qui.” dissi allungando una mano verso di lui.”

Tre parole: CHE STRACAZZO FAI?!

Io non amo i cani, non so distinguere un Labrador da un Golden Retriever, se avessi un cane – o anche un gatto, un coniglio, un pettirosso… – mi durerebbe una settimana, sono talmente fredda nei confronti del mondo animale che la battaglia con Sif il Grande Lupo Grigio non mi fa né caldo né freddo. Ma persino io so che non esiste una cosa del genere!

Anche ammettendo che Brooke sia cinofila, quel particolare pastore tedesco appartiene all’uomo che ti ha rapita! E lei l’ha riconosciuto, peraltro. Come fai a non capire perché quel cane è lì, o ad aspettarti minimamente che possa aiutarti? Perché gli dici “vieni qui”? Come fai a non sospettare la ragione per cui quel cane ti ha raggiunta?

E indovinate un po? Justin la trova e la riporta a casa.

Un sorso per il cliché della fuga fallita. *SIP*.

Justin se la carica in spalla, lei si mette a prendergli a pugni la schiena, e tra parentesi e in corsivo è scritto “tipico modo di risolvere questo problema per una ragazza bianca”.

Eh?!

Ora, questo è un abisso in cui preferirei non infilare la testa. Ma anche ignorando l’elefante nella stanza, ci sono altre cose di cui parlare. Tipo come facevo a sapere che Brooke fosse bianca, dato che non c’è stato uno straccio di descrizione del suo aspetto fisico. Ok che c’è il cast, ma se seriamente pensate, autrice e traduttrice, di usarlo come surrogato delle descrizioni vuol dire che non sapete proprio come si fa a scrivere. A meno che l’idea delle autrici non sia “il personaggio è bianco finché non si specifica altrimenti”, perché in tal caso c’è seriamente una vena problematica. Una delle tante di questa storia.

Inoltre, questo è un pensiero di Brooke o un intervento dell’autrice? Perché se è un pensiero di Brooke trovo altamente improbabile che lei stesse pensando a quello nella sua situazione, e se è un intervento dell’autrice… è assolutamente ridicolo, sgradevole esteticamente e fuori luogo.

Per la cronaca, l’autodifesa consiglia alle persone caricate sulla spalla del loro aggressore di infilare il proprio piede sotto il suo ginocchio per farlo inciampare, ma non è che se Brooke non se lo ricorda o non lo sa è perché è bianca. Seriamente, autrice: What The Heck.

Superato questo abisso di bizzarria, Justin porta Brooke a casa sua (in spalla? Non viene mostrato… beh, almeno non si lamenta del colore delle pareti come in Bieber’s Bitch), la scarica in una camera da letto senza cerimonie e la obbliga a cambiarsi, nonché a parlare con lui da dietro la porta chiusa della stanza per assicurargli di non essere scappata.

Poi la costringe a scegliere fra due “punizioni”: le classiche sculacciate e… il taser.

Il taser. Ma siamo IMPAZZITI?!

Per fortuna Brooke ha la decenza di scegliere le sculacciate, facendo di questa fanficton la prima istanza registrata in cui le sculacciate sono l’opzione preferibile per la rapita. Eppure è terrorizzata, supplica, piange, e quel pezzo di coglione putrefatto… la chiama piccola.

Un sorso per il soprannome cliché e uno per toglierci dalla bocca il rancido sapore del nomignolo più odiato dal Corpo di Recensione. *SIP* *SIP* Ah, e un altro sorso per le sculacciate. *SIP*

-Mia Lady, mi sento poco bene. Posso andare al bagno?- chiede La Bionda.

-V-Vai pure.- risponde la recensora. -Ce la faccio da sola. La furia della vendetta mi manterrà lucida.-

“Ogni volta che verrai colpita dovrai dire di essere mia. Devi dire il mio nome e cognome.” istruì.”

*SIP* Vediamo i commenti, questa frase ne ha diciassette.

“data di nascita,  codice fiscale, fax, numero delle piume nel cuscino…”

“È così fottutamente imbarazzante.😁😂”

“A rega ve giuro sto ridendo come una posseduta ma provo troppo imbarazzo per lei 😂”

Brooke sopporta le sculacciate con dignità, trovando il trattamento subito non doloroso, ma “semplicemente disgustoso”. Parecchi “piccola” dopo, la ragazza piangente viene messa a letto da Justin assieme a lui. *SIP* *SIP*

Brooke non riesce a dormire, CHISSÀ PERCHÉ, dunque elucubra.

“Come poteva dire che un giorno lo avrei amato. Questo è un crimine.. Non una storia d’amore.”

Ci prova, a resistere: tanto non servirà a niente. Justin si accorge che è sveglia, le bacia la guancia e la chiama di nuovo piccola (*SIP*) dicendo che resterà sveglio finché lei stessa non si addormenterà, “se ti può aiutare a prendere sonno”. Perché sì, a quanto pare secondo questa autrice e queste traduttrici una persona rapita si rilassa meglio in presenza del suo rapitore. Che è come dire che una persona vittima di bullismo si concentra meglio sugli studi quando ha il suo bullo come vicino di banco.

Il capitolo si chiude con un inutile spiegone sul taser preso da Wikipedia. Ah, se questa è l’usanza mi aggiungo anche io.

“Il termine consenso, inteso in senso comune come accordo tra due o più soggetti o membri di un dato gruppo o comunità, in senso tecnico si può riferire a diversi settori della vita sociale.”

Col capitolo 3 inizia la lista di canzoni rovinate da questa fyccyna, con The Man di Aloe Blacc. Brooke si risveglia con Justin che la “coccola” – ho il vomito – e la guarda negli occhi. O meglio…

“Quando i suoi globi incontrarono i miei, sorrise”.

L’hanno detto loro, non io. Ah, e la chiama “gattina”. Lode al Sole, una variazione al cliché.

Ordina a Brooke di vestirsi, “che usciamo”, e le dà una giacca con stampato il cognome “Bieber” sul retro con l’imposizione di non toglierla. Le permette di fare una doccia, sempre facendola parlare per assicurarsi che ci sia. D’accordo, come rapitore è decisamente molto più capace di quello di Bieber’s Bitch che lasciava Mad da sola per ore; d’altra parte questo rende la sua supposta relazione romantica con Brooke ancora più inquietante e tossica.

Ah, e la chiama “piccola”. *SIP*

Brooke, però, rimane chiusa nel bagno ed entra nel panico iniziando a piangere. Justin, con una sequela di “piccola” da morire di coma etilico, la libera e la stringe a sé. La libera andando a prendere la chiave, implicando che l’avrebbe chiusa dentro senza dirglielo. Ma mi sento buona (anche se temo che c’entri la vodquila) e condono le lacrime, che associo allo stato di shock del rapimento.

Quello che non condono sono i commenti.

“Ah cosa stavi nel bagno mica in uno scantinato pieno di muffa, ragnatele e topi eh”

“Cazzo, piccola. Ti sei cagata addosso per una porta”

“Ma tu non sei normale!!!”

“Ma perché? Forse la porta che non si apriva è stata la cosa più normale che ti è capitata da quando è iniziata la storia.”

Così, con Justin attaccato al c…ollo e la giacca col cognome di lui in resta, Brooke viene condotta “in un posto” dove ci sono dei “mostri”.

SE. SOLO.

(Per la cronaca, questo film riuscì a scrivere un’eroina più coraggiosa, carismatica ed efficace di Brooke, ed era un’infante. Nonostante io sia fieramente Team Randall devo concederglielo.)

Il locale, che si chiama Palazzo Nero, non ci viene descritto; in compenso Brooke si allontana troppo da Justin, che la richiama a sé con un ringhio e un succhiotto *SIP*. Le ordina di non togliersi mai la giacca, ed assieme vengono condotti da un maître (chiamato “cameriere”) al tavolo in attesa dei menu.

E ovviamente, la rapita non chiede aiuto e non prova a scappare, nemmeno quando deve andare al bagno e Justin le da sette minuti per fare quello che deve fare. La lascia andare da sola e lei non scappa, non chiama aiuto, non chiede a un’altra cliente del locale di chiamare la polizia. *SIP*

Fuori dal bagno dei maschi ci sono due uomini che smerciano della droga – ovviamente, tutti gli spacciatori vendono la roba a vista e nel bagno di un ristorante/locale/boh, ma che dite – i quali riconoscono “la giacca Bieber” e la aggrediscono. Brooke chiama il nome di Justin anziché un generico “aiuto”, che magari avrebbe fatto accorrere degli altri clienti o il personale del locale.

Quindi un sorso per gli spacciatori a caso e uno per il cliché da fyccyna che mi dà il bollore più di tutti: la ragazza che deve chiedere aiuto al Bad Boy per salvarsi da una situazione più pericolosa di lui. Lo odio più di tutti gli altri: non solo toglie completamente l’indipendenza e l’autosufficienza alle protagoniste, ma si arroga di giustificare la loro dipendenza dal Bad Boy di turno con un punto di trama. Ottima scusa per avere un esercito di donzelle in difficoltà come protagoniste delle vostre storie.

*SIP* *SIP*

Justin, puntualmente, arriva incazzato come una belva, e i due uomini, Matt e Bruce, la lasciano andare. E via di coccole sdolcinate.

Justin chiede poi a Brooke se stesse cercando di scappare; lei dice di sì, nonostante nulla ci abbia mostrato che queste fossero le sue intenzioni (e anche se lo fossero state, nulla le impediva di mentire), e Justin prega la “piccola” (*SIP*) di non lasciarlo.

“Ma ora piccola, tu sei mia. E io devo prendermi cura di te.”

Sapete che questo non sarebbe salutare nemmeno se non fossero un rapitore e una rapita, vero?

Non siamo nell’Ottocento: non è più compito degli uomini “prendersi cura” delle donne. In una coppia bilanciata e moderna ci si prende cura l’uno dell’altro, finché si può.

Ma nello squallore, un viso amico mi viene in soccorso.

“Una bionda si avvicinò al nostro tavolo, sculettando e cercando di mettere in mostra le sue grandi tette finte.”

-Ehi, La Bionda, che ci fai là dentro?-

-Salve, Mia Lady.- dice la scudiera. -Mi hanno detto che se appaio in questa fyccyna per un cameo mi regalano cinquantamila anime e un poster autografato di Sir Alonne. Tanto dura poco, e ho pure le tette finte di gomma. Guardatemi, sembro Dolly Parton!-

La recensora ride. -Da fare invidia alla Regina di Lothric. Che si dice?-

-Nulla di che.- La Bionda si abbassa la scollatura, e il volto di Brooke si fa sempre più rosso. -Magari se la scandalizzo tanto muore.-

-Oppure potresti avvelenargli le frittelle che hanno ordinato come Lady Gaga nel video di Telephone, che ne dici?-

-Mai, mia Lady.- la scudiera sussulta. -Il veleno non è un modo onorevole di uccidere i propri nemici.-

-Contenta tu.-

“Bah… troia..”, borbotta Brooke. E Justin concorda con lei.

“Mi chiedo come alcune ragazze possano andare in giro vestite così, con delle merde di vestiti addosso, se si possono chiamare così.”

-Ma vaffanculo, prenditela col locale che ci da queste uniformi striminzite.- La Bionda solleva il dito medio. La scudiera ricompare nella storia con le frittelle alla mano – le ho chiesto se potesse almeno sputarci dentro, e l’ha fatto – e chiede “cosa ci fanno sorella e fratello oggi, quì”.

Un sorso per l’accento sbagliato. *SIP* Oh, che mal di testa.

Justin insiste che sono due fidanzati, ma La Bionda è brava a recitare. “Oh beh, se con lei non funziona, sai dove trovarmi”. Commenti:

“Quell’occhio te lo stacco e te lo rigiro in culo” (Provaci, che La Bionda ha i Pugnali da Bandito nascosti nelle giarrettiere e vediamo chi stacca l’occhio a chi.)

“Ma davvero esistono ragazze così? Che mondo di merda…” (Come te? Ah, tristemente.)

“Tesò sto cercando la tua dignità…..ma non la trovo. Dove l’hai lasciata?” (Starà facendo compagnia al tuo rispetto per le donne.)

“Ma vai a comprarti i croccantini cagna che hai fame”

“Si, in tangenziale.”

La Bionda si ritira, missione compiuta, il poster è 90×150 e raffigura Sir Alonne in posa con una Hope impalata in cima alla fida katana. Lo incorniceremo.

Ah: una bionda tettona e “troia” che cerca di rimorchiare il Bad Boy e subisce il biasimo suo, della protagonista e dei commenti. *SIP*

Tornati a casa, Brooke attende “come un cagnolino obbediente” che Justin arrivi con “un piccolo kit nero”: un dispositivo per iniettare “dentro di lei” un tracker. E lo fa, nonostante Brooke si dimeni e lo supplichi di non farlo.

Ripetiamo nel caso non fosse chiaro. Justin Bieber inietta un dispositivo di tracciamento nella ragazza rapita.

Ammetto che non ho mai visto nulla del genere, ma non ci tenevo neppure, a vederlo! Siamo fuori dal mondo?! Pensavo che il taser fosse il limite della follia, ma qui si cala veramente nei meandri del grottesco! E questa sarebbe una coppia romantica?! Porca miseria, dai! Le traduttrici sono due, si firmano “Alessia” e “Lucia”: nessuna delle due ha trovato questa scena LIEVEMENTE agghiacciante?!

E se proprio volevano dare a Justin la possibilità di sapere in qualunque momento dov’è Brooke, perché puntare su una tecnologia fantascientifica livello Hunger Games? Un braccialetto elettrico, un collare con microchip, un telefonino incatenato al polso: avrebbe decisamente molto più senso nel contesto. Posso far passare che Justin possieda un taser, l’avrà rubato a un poliziotto o acquistato di contrabbando, ma questo è decisamente troppo.

Groan, ringraziate che il podologo ha detto che non posso prendere a calci altre colonne.

Capitolo quattro: Bleeding Out degli Imagine Dragons si aggiunge alla lista delle canzoni rovinate da Claimed.

Siamo ancora all’… iniezione. Brooke urla divincolandosi, ma senza esito.
“È per il tuo bene”, dice Justin. Ah, tipica dinamica da coppia abusiva. Nonché cliché. *SIP*

Era dai tempi di “Bianca Come Il Latte, Rossa Come Il Sangue” che non vedevo questo cliché in tutto il suo squallore. Ma almeno, in quella storia, Justin picchiava Corinne perché sennò altri avrebbero fatto di peggio. Qui non c’è nemmeno un angolo di giustificazione!

Justin bacia Brooke e la lascia chiusa in camera a chiave. La ragazza, dolorante e col braccio “praticamente insensibile” si trascina fino al bagno. Sta per lanciarsi nuovamente dalla finestra, quando Justin le arriva alle spalle e la minaccia.

“Se salti, adesso, non ti lascerò mai più andare via. Neanche se tu mi dirai di non amarmi.”

Nelle mie fantasie, Brooke gli direbbe qualcosa tipo “E che cosa cambia, da prima?” per poi lanciarsi a tuffo e sparire nella notte verso un aiuto. Invece qui Brooke cade, rimane appesa come una pera (e tanti saluti al braccio “insensibile”) e deve essere aiutata dal Biebero a tirarsi su. Scoppia a piangere, e lui la consola: sarà tipo la quinta volta di fila che ‘sta qui piange, capisco lo choc, ma a una certa basta. Ah, e Justin la chiama “piccola” più volte. *SIP*

Brooke lo chiama “pazzo”, e qui c’è una battuta che…

“Cambierai idea quando verrai colpita dalla Sindrome di Stoccolma.”

Allora… a parte che questo è il cliché di tutti i cliché. *SIP*

Ma sul serio?

Il Bad Boy pronostica la Sindrome di Stoccolma alla ragazza rapita. Ha la deliberata intenzione di scatenare questo fenomeno in lei, rendendola completamente sottomessa e “sua”.

Autrice, traduttrici… non è che dovete PER FORZA competere con Bieber’s Bitch quanto a schifo.

E a proposito di Bieber’s Bitch, ecco una scena molto simile ad alcune di quella storia: Brooke dichiara a Justin che non lo amerà mai e si chiude in bagno perché “non ho nulla da perdere, in fondo”. Un sorso per la ragazza sfrontata, incosciente e petulante spacciata per “forte eroina femminile”. *SIP*

Justin la riacchiappa in una sequela di “piccola” (*SIP*) e si fa portare da lei il suo tubetto di gel per capelli. La fa sedere sulle sue ginocchia e la costringe a simulare un atto di sesso orale con il tubetto di “proddotto”.

Ma santo cielo, questo è un pazzo malato! Altro che Sindrome di Stoccolma, io auguro a tutti e due una sana lobotomia!

Sì, anche a Brooke. Perché concluso questo spettacolino rivoltante Justin si fa massaggiare la testa dalla ragazza, finendo per assopirsi, e lei…

“Sospirai, finalmente felice per essere riuscita a vedere il suo lato vulnerabile. Le sue mani stringevano debolmente la mia camicia e le sue caviglie sfioravano i miei stinchi. Teneva una mano su di me, come se avesse paura di lasciarmi andare.”

Ho voglia di prenderti e darti una scrollata finché non ti ripigli. Non c’è un “lato vulnerabile” in questo ragazzo. Non ha “paura” di lasciarti andare! È un rapitore lunatico e maschilista che ti tratta come un oggetto di sua proprietà, e ti ha appena costretta a simulare del sesso orale con un tubetto di gel! Non merita nulla da te! NULLA!

Nel capitolo 5 Justin sveglia Brooke – che anziché approfittare del sonno di Justin per colpirlo alla testa e scappare si è addormentata contro di lui – con un prosaico “Non obbligarmi a punirti” (Lady R finge di vomitare) e le dice che dovrà andare in “un posto”, e che se tenterà di scappare i cani le andranno appresso.

Intanto Justin si offre di farle la colazione. Nice try, ma resti una merda.

“Che cosa ti piacerebbe principessa?” Domandò alzando il contatore del riscaldamento.”

“Libertà.” Risposi, stringendo gli occhi verso di lui.

“Mmh, questo non si può fare. Mi dispiace.”

Questa scenetta agghiacciante ha pure un commento. “Qualcosa mi dice che si incazzerà…😉”

NON FA RIDERE! È UNA RELAZIONE ABUSIVA!

Così costui prepara i pancake, suggerendo come condimento “un dispositivo GPS, o meglio ancora, qualche tipo di farmaco che ti faccia innamorare di me-“, e dichiarando di volerla far diventare “bagnata” come l’impasto che sta mescolando. E la costringe a baciarlo più volte.

Quando pensi che si sia toccato il fondo, il fondo si allontana.

Brooke lo chiama “bambino” perché non mette lo sciroppo nelle frittelle. Dopotutto, dice, “Tutti siamo ancora un po’ bambini dentro” e le piacerebbe tanto andare a Disneyland.

Justin promette di portarcela. “Pensa a cosa vorresti fare a Disneyland”.

E francamente sarebbe un’idea carina, una fanfiction su una coppia che va a Disneyland: eccetto che qui sono UN RAPITORE E UNA RAPITA. Se volete fare la storia zuccherosa sulla coppietta tenera che va al parco divertimenti fate quella, non mescolatela con un thriller su una ragazza rapita che cerca di sopravvivere. È solo l’ennesima mancanza di rispetto verso la tematica.

Prima di andarsene, Justin presenta a Brooke i suoi cani: i rottweiler, Chain e Killer, e i pastori tedeschi Tank e Delgato. DelgaDo, semmai. DegraDo. E se ne va, lasciandola sola con le bestiole.

Nell’angolo autrice, “Lucy e Alle” si scusano per gli errori di battitura. Ah, sono quelli il problema adesso. Pensavo la giustificazione degli abusi e del rapimento, ma ditemi voi.

Nel capitolo sei, la lista delle canzoni sfregiate da questa schifezza include una con cui sono cresciuta, Give Me Everything di Pitbull – e Ne-Yo, Nayer e Afrojack, ma evidentemente loro non contano. E la bile cresce. La Bionda, spedisci a tutti e quattro una Medaglione del Sole per scusarli della vergogna di apparire in ‘sta roba.

Brooke sta sul divano con “Delgato” in braccio e con un telefono datole da Justin scorre su internet la lista delle possibili giostre da fare a Disneyland. Anche se poi lei menziona gli Universal Studios.

Perché non chiama aiuto con quel telefono? A quanto pare perché il telefono contiene solo il numero di Justin e tutto il resto è “bloccato”.

D’accordo, questo avrebbe potuto funzionare negli anni ’90, ma al giorno d’oggi ci sarebbero altri modi per sistemare la questione. Come usare un sito di posta elettronica, Facebook, Twitter o un altro social network per comunicare con la famiglia o un conoscente e chiedere aiuto. Non ci viene detto se anche questo sia precluso da Justin, quindi ciò che ne capiamo è che Brooke è cretina e/o non ha alcun interesse a scappare. Inoltre Brooke crede sulla parola a Justin, senza nemmeno fare un tentativo per vedere se fosse vero che tutti gli altri numeri sono “bloccati”.

A proposito, vi ricordate come in Bieber’s Bitch Madison rivolgeva sporadici pensieri a suo padre Robert/Robceiros una volta ogni dieci capitoli, e solo quando all’autrice garbava di fare il momentino strappalacrime? Ecco, qui Brooke non ha dedicato nemmeno un pensiero vago alla famiglia che avrebbe perso. Non sappiamo nemmeno, per buona parte della storia, come tale famiglia sia assortita.

Ma vi assicuro, quello che l’autrice farà con la questione è agghiacciante oltremisura.

Brooke dà da mangiare ai cani e riceve una chiamata da Justin, che le annuncia che sta tornando. Tank, uno dei cani, si mette a raspare alla porta; Justin, al telefono, le dice di farlo uscire sul retro, dove a quanto pare non c’è un allarme, ma “le recinzioni sono elettrizzate”.

Che cosa malata, cazzo. Ma non malata quanto la scena seguente, quando Brooke esce nel giardino assieme ai cani e si siede a prendere il sole (niente da fare, nemmeno il sole può salvarti ormai), solo per essere interrotta da un furioso Justin, che la trascina in casa tenendola per un braccio.

“Quando ti ho detto di lasciare uscire i cani non intendevo dire che anche tu potessi uscire.”

  1. 1. Seriamente, la protagonista è considerata inferiore ai cani del Bad Boy.
  2. 2. PERCHÉ NON LE HAI DETTO DI NON USCIRE, FIGLIO DI BRAVA GENTE?!

Indovinate cosa seguirà questo scenario? Esatto: squallore.

Justin ordina a Brooke di aspettarlo di sopra e woah, una variazione a un cliché: Brooke NON è vergine, l’ha già fatto con un ex non specificato. MIRACOLO.

Segue una scena di sesso fanservice dove lei lo masturba, che dura una decina di paragrafi e finisce con questo monumento allo squallore.

“Anche se quello era stato uno dei momenti più intimi che avevo avuto fino ad ora con lui, era il mio preferito. E non per motivi perversi, semplicemente perchè potei per la prima volta, vederlo in un assoluto stato di vulnerabilità, bramando disperatamente il mio tocco.”

Il capitolo finisce con Justin che promette a Brooke di “restituire il favore”.

Qui apro un piccolo excursus sulla violenza contro i personaggi femminili, che non coincide di per sé con violenza sulle donne. In questo caso sì. Non sto dicendo, mai e poi mai, che i personaggi femminili non possono subire aggressioni, violenze, brutalità e trattamenti sgradevoli nella fiction. Tuttavia ritengo che se si vuole far soffrire un personaggio femminile, se si vuole scrivere una donna sconfitta e vittima di abusi, è preferibile farlo in un modo che non sia legato alla sua femminilità.

Ad esempio, il film di Quentin Tarantino The Hateful Eight è stato criticato da molte femministe per le brutalità subite dall’unica componente femminile degli “odiosi otto”: Daisy Domergue, interpretata da Jennifer Jason Leigh, una sboccata assassina prigioniera che sarà frequentemente vittima di pestaggi, aggressioni fisiche e verbali e ferite a sangue da parte di… praticamente tutto il resto del cast.
Ritengo la critica insensata. Le aggressioni subite da Daisy si accordano con la brutalità caratterizzante il mondo del film, e se Daisy ne subisce così tante non è tanto perché donna, ma perché criminale condannata alla forca. È un mondo inospitale e crudo, e questo aspetto si riflette ben oltre al trattamento subito da questo personaggio, che rimane sempre padrona della situazione e non viene mostrata mai sofferente e derelitta.

Jennifer Jason Leigh rispose così alle accuse di misoginia concernenti il suo personaggio.

““Io credo che Quentin sia il regista più concentrato sulle donne. E scrive i migliori ruoli per le donne in circolazione. Non è sessista. Non parla di donne descrivendole come vittime delicate. Daisy è un’assassina. Lei è un tipo alla ‘Ok, scarica la tua rabbia su di me, non me ne importa niente. Picchiami ancora, non mi frega un accidenti’. Non mostra alcuna vulnerabilità e questa tattica che usa ci dice molto sul suo passato e sulla sua infanzia.”

Un caso, invece, di personaggio femminile che subisce brutalità ingiustificate per il solo fatto di essere donna è la solita Sansa Stark, stavolta in Game of Thrones. Lo stupro subito da Ramsay Bolton nella quinta stagione è chiaramente un tentativo della serie di scioccare, ed è solo la ciliegina sulla torta in un’altra ondata di orrori e persecuzioni subiti dalla ragazza. Stavolta, trovo le critiche mosse alla scena più che giustificate. Ma per lo meno, Sansa Stark ha saputo rialzarsi dalla polvere e vendicarsi del suo stupratore uccidendolo. Il mondo del Trono di Spade è misogino e brutale come quello di The Hateful Eight, e, nonostante altri scivoloni come questo (quello di Sansa non è il primo stupro ingiustificato di una donna a verificarsi nella serie), per lo meno i personaggi femminili cercano di cavarsela da soli e usare a proprio vantaggio le loro capacità.

E non cercano di CAMBIARE il loro rapitore misogino, né la misoginia dei personaggi è mai vista come simpatizzante. La stessa Arya Stark, impersonando il defunto Walder Frey, salva le donne della famiglia Frey dalla strage da lei architettata facendo leva sulla misoginia del vecchio lord: esse non bevono il vino avvelenato poiché sanno che, in quanto donne, il vero Walder non gliel’avrebbe dato. Ed è facendo leva su questo che Arya si assicura che loro, innocenti nel massacro delle Nozze Rosse, non muoiano.

Torniamo a noi: il capitolo si apre con Justin che urla “Fanculo!”.

Che è, il vero Justin Bieber che scopre come lo rappresentano le sue cosiddette fan? No, ha semplicemente rotto un oggetto di vetro non specificato, ferendosi pure la mano. Speravo in un taglio con ferita infettiva e conseguente decesso, ma Pete Burns non mi ha graziata. Justin risponde alla presenza di Brooke con bestemmie a mezza voce e “Non ho bisogno del tuo fottuto aiuto, ora vattene”.

Brooke elucubra sul perché si dispiace del trattamento subito e ARGH!

“Ma c’era comunque una parte del mio cuore che continuava a pensare che avesse solamente bisogno di qualcuno che si prendesse cura di lui.”

No, porco Pete Burns crocifisso!

Non ne ha bisogno! Ha bisogno di uno psichiatra e di una cinquantina di anni di carcere. E uno schiaffo da parte mia e di chiunque abbia rispetto per le donne e la buona narrativa.

Finalmente abbiamo il POV di Justin. Un sorso per questo cliché e uno per quello della crocerossina che vuole cambiare il cattivo ragazzo. *SIP* *SIP* E cosa pensa, questo Justin?

Mah, si sente in colpa per aver urlato addosso a Brooke e si autocommisera perché convinto che lei non lo ami. A casa mia, quando vuoi che qualcuno ti ami, devi trattarlo in modo amorevole: evidentemente la #troia che è in me sta parlando.

Justin sale le scale, trovando Brooke a piangere chiusa a chiave in bagno. Sì, è la stessa Brooke che è entrata nel panico quando ci è rimasta chiusa prima.

“Mi dispiacque davvero tanto, sapevo perfettamente di avere dei problemi, ma di certo non le avrei fatto alcun male. Le punizioni erano per il suo bene; insomma, principalmente per il mio personale piacere. Avevo bisogno di sapere che lei non sarebbe più scappata da me, avevo bisogno di amore. Volevo che lei mi amasse.

Come la amavo io.”

Va bene, ma se hai dei problemi FA QUALCOSA. Ci sono psicologi, corsi di recupero rivolti proprio agli uomini violenti. Non sono molto diffusi, purtroppo, ma ci sono. E non venirmi a dire che la punisci “per il suo bene” – di nuovo, questa non è “Bianca Come Il Latte, Rossa Come Il Sangue” dove almeno c’era la minaccia delle altre botte, non c’è nessun “bene” in questa situazione, solo il male che voglio a te e a chi sostiene queste ideologie deviate di “amore sbagliato”.

Se vuoi che qualcuno ti ami comportati in modo amabile. Tipo, insomma, NON RAPIRE RAGAZZE.

E un sorso di vodquila per il bad boy che si autocommisera. *SIP*

Si torna da Brooke, che piange e si rifiuta di aprire la porta del bagno.

“Perchè non posso avere 10 [sì, a numero. *SIP*] minuti per me? Non sto scherzando Justin, non posso avere 10 cazzo di minuti solo per me!”

E poi “Non sei mio padre! Ti odio! Lasciami in pace!”

Robceiros? No, lui dopo Bieber’s Bitch è tornato a Lothric al corso di recupero finanziato dal re in persona per genitori fictional che hanno perso i figli e sono impazziti. Ha raccontato la storia del viaggio in Francia agli altri astanti: stanno ancora ridendo, e lui con loro.

Questo padre manco viene mai mostrato, per la cronaca. Che porcheria.

Justin le da dieci (“10”) minuti da sola, promettendo conseguenze spiacevoli se ritarderà anche solo di un secondo. Ah, ma non eri tu che ti facevi tutto il discorso “boohoohoo non mi ama sono cattivo boohoohoo”? Che paraculo.

“Mi mancava davvero tanto la mia famiglia; mia mamma, mio padre, la mia fastidiosissima sorellina tanto ossessionata con i One Direction.”

Sì, un pippozzo raccontato e non mostrato da una riga e mezzo e condito di fanservice spicciolo non mi fa provare alcuna empatia per ‘sta qua, who’d have thought. Un sorso per il fanservice verso altri gruppi o cantanti teen. *SIP*

Brooke tenta nuovamente la fuga dalla solita finestra. Sì, Justin non ha provveduto a blindarla o chiuderla a chiave. Bel rapitore. Justin le manda un messaggio.

“-Oh piccola, pensi davvero di poterti nasconderti da me?”

Vieni fuori, su, non avere paura. Sei figlia dei draghi, cosa potresti… ah no, scusate. Per un attimo ho creduto di stare in una storia interessante.

Poi… “poterti nasconderti”? Siamo in The Lone Ranger? “Dobbiamo saltiamo”?

Comunque, anziché buttare via il telefono col quale Justin potrebbe rintracciarla, Brooke nota che il messaggio è firmato “Ti amo, J”, e riflette sulla questione.

“Come potrebbe amare qualcuno che lo odia?”

La risposta, bellezze e gentilbellezze, è una sola: cattiva scrittura.

E qui, seriamente si piomba nel delirio più totale. Brooke in fuga sbatte contro un ragazzo, che scopriremo chiamarsi Chase e che sembra amichevole. Ecco, un’occasione perfetta. Sarei disposta a lasciar correre la scena al ristorante con La Bionda, facciamo che la presenza di Justin l’avesse intimorita abbastanza da non cercare una fuga. Ma ora Justin non c’è, è il momento, chiedi aiuto, cerca un telefono, fai arrivare la polizia, trovati un riparo!

Invece sapete cosa fa, la cretina? Lo volete sapere?

VA AL BAR CON LUI E SI UBRIACA.

Non sto scherzando.

Dice che “per tutto il tempo della mia segregazione in casa di Justin” le era mancato il semplice piacere di una serata godereccia, ma non ha senso caratterialmente. Le persone rapite non sono socievoli, anzi: un trauma come questo ridurrebbe immensamente la capacità di socializzazione, specie con sconosciuti come quel Chase. Men che meno è credibile la voglia di ubriacarsi, di perdere lucidità.

Ma tutto questo passa in secondo piano dinnanzi al fatto che Brooke NON STA CHIEDENDO AIUTO!

Brooke è libera, sa che Justin è possessivo, possiede quattro cani e le ha iniettato un… ugh… dispositivo di tracciamento. Dovrebbe chiamare aiuto a gran voce, cercare un telefono al bar, chiedere al barista di nasconderla. Invece sembra completamente dimentica della sua situazione, e si mette a sbevazzare con ‘sto Chase parlando del più e del meno.

Beve così tanto, indovinate un po’, da ubriacarsi, così quando Justin puntualmente arriva e la afferra per il braccio lei perde di vista Chase e si addormenta appena il Bad Boy la mette in macchina.

Brooke Santilli, SEI LA PIÙ IMMENSA CRETINA CHE ABBIA MAI VISTO IN VITA MIA!

Facciamo un paragone: prendiamo la solita Sansa Stark. Nell’ultimo libro pubblicato al momento da martin, A Dance With Dragons, Sansa si trova nella Valle di Arryn sotto la falsa identità della  popolana Alayne, bastarda di Ditocorto. Là fa la conoscenza di Myranda “Randa” Royce, una ragazza della Valle sua coetanea con cui si mette a chiacchierare durante un viaggio – che no, non ha niente a che fare con la Myranda arciera sadica e amante di Ramsay Bolton di Game Of Thrones. Sansa è contenta di avere una nuova amica con cui pettegolare e si gode la compagnia spigliata e disinvolta di Randa: ha senso, però, in questo momento della sua storia, perché Sansa si trova ora al sicuro in un ambiente non ostile, nascosta da una falsa identità che la protegge da ogni sospetto. È ben comprensibile che dopo aver perso tutto ed essendo fuori pericolo abbia voglia di rilassarsi e ridere un po’ assieme a una nuova amica.

Qui, invece, non ha alcun senso che Brooke si metta a bere con quel Chase. Sta ancora scappando, è in pericolo, Justin potrebbe arrivare in qualunque momento, e arriva, infatti: quello che avrebbe dovuto fare era restare lucida e cercare di farsi aiutare e salvare. DOPO, magari avrebbe potuto rilassarsi con uno sconosciuto, ma non in un locale e non ubriacandosi così.

Liberatici di questo monumento all’idiozia possiamo quindi passare al capitolo otto, dove alle canzoni rovinate da questa storia si aggiungono Never Say Never dei The Fray e Demons degli Imagine Dragons. È la seconda canzone degli Imagine Dragons ad apparire in questa playlist degli orrori.

Justin guida, incavolato. “Mi odia così tanto da voler scappare ad ogni possibilità che le si presenta?”, e poi “Perchè ha paura di me?”

Oh, non lo so. La gente tende ad avere paura di chi li rapisce.

Justin ha il durello vedendo Brooke addormentata e ubriaca, “bella e perfetta”, ed è una scena agghiacciante solo per le possibilità che apre. Per nostra fortuna Justin si limita a portarla in casa nel classico “stile sposa” (*SIP*) la mette sul divano “per tenerla d’occhio” e medita una punizione.

“Ero sicuro che avrei adorato vederla soffrire nei palmi delle mie mani; lei che urlava che era solo mia e di nessun altro. Nemmeno di quello stupido cazzone che era con lei al bar.

Presi un respiro profondo, ricordando come quel malato bastardo rideva con lei, con le braccia avvolte attorno alla sua vita. Se fossero state altre circostanze probabilmente lo avrei colpito. Io ero l’unico autorizzato a starle vicino, per non parlare di toccare la mia ragazza.”

E questa piccola scoria tossica si chiede perché Brooke lo odia. È pure un ipocrita, perché rivolge male parole al povero Chase chiamandolo “malato bastardo”, come se fosse lui ad aver rapito una ragazza per capriccio.

Intanto prendiamoci qualche minuto per immaginare Justin che picchia Chase, solo per scoprire che il ragazzo fa kickboxing, sa difendersi, e lo stende di mazzate per poi salvare finalmente Brooke.

Non manca l’omofobia, quando Justin accende la Tv guardando “una sorta di reality show di merda su queste due persone gay che cercando [sic.] di cambiare lo stile di una ragazza”.

Ricordate, Brave Sorelle Cristiane: i gay nelle fyccyne sono tutti delle caricature modaiole che vivono e muoiono appresso ai vestiti. Sempre che quei due fossero effettivamente gay, e non solo uomini eterosessuali che vengono chiamati “gay” perché non ricadono nei ristretti ruoli concessi agli uomini dalla mascolinità tossica. Che schifo di persona.

Nell’altro canale c’è il Tg, dove si parla della scomparsa di Brooke, e il reporter sospetta senza motivo che dietro la sua sparizione ci siano “le bande della parte occidentale della città”.

Justin lo prende in giro. “Non c’è modo che ci trovino”.

Il reporter presenta così altri tre membri della band: Blake Worsely, Daniel Ferona e Dave Heart. Questi personaggi, a differenza di Chase, sono considerati abbastanza importanti da avere una parte nel cast. Rispettivamente Logan Lerman (Percy Jackson, Charlie di Noi Siamo Infinito) Josh Hutcherson (Peeta di Hunger Games) e Austin Butler (una lunga serie di ruoli minori in serie di Disney Channel, Nickelodeon, CSI e DC).

Blake/Logan, a quanto pare, è il gangster “stronzo” del gruppo.

Insomma, temete anche voi questa faccia!

Aiuuuuuto. *tono sarcastico*

Ho visto cattivi di Kirby più terrificanti di lui.

Comunque, ‘sto Blake manda un messaggio incavolato al Biebero perché sono stati nominati al notiziario. Parla anche della “sua” ragazza: esatto, in questa banda di pazzi psicotici ogni membro (sì, la battutaccia è voluta) ha una “sua ragazza” che ha rapito o intende rapire. Justin ha Brooke, questo Blake sta puntando una tal Jessica (“Ho incontrato questa ragazza al bar.. Ho il suo nome e tutto e so in che scuola va. La vado a prendere questo fine settimana.”) e così via.

Ah, bene.

MA PORCA MISERIA.

È terrificante! Un intero sottobosco di ragazze – in età SCOLARE – rapite. Scomparse dalle loro famiglie, dai loro amici, dalle loro vite! E forse c’è di peggio, perché Justin dice che la ragazza precedente di ‘sto Blake “era morta”. Come non ci viene detto. Potrebbe essersi suicidata dall’angoscia e dallo shock, potrebbe averla uccisa lo stesso Blake, potrebbe essere morta in un tentativo di fuga. Neanche ci viene detto il suo nome.

“Fu un’esperienza traumatica per tutti noi.”

Sì, brutta testa di scroto, il trauma l’hai tu, non quella povera tapina che hai strappato alla sua vita e ai suoi cari. Ti auguro tutto il male possibile.

Il resto del capitolo è un noioso POV di Brooke dove lei si risveglia, si stupisce del non subire alcuna punizione, giocherella con Justin (“Sono ancora arrabbiato con te” “Anche io sono ancora arrabbiata con te”) come fossero una qualsiasi coppietta tutta cuoricini, e Justin le pronostica ancora che un giorno lo amerà.

E temo che considerando la sorte di quella povera tapina che “era morta”, sarebbe l’unico modo per salvarsi.

Diamole un nome, se lo merita. Ecco, Minerva come la Dea della guerra romana e la McGranitt: che possa risorgere nella forza e nell’orgoglio, in un personaggio meritevole e indipendente.

RIP Minerva: io e La Bionda non ti dimenticheremo.

Nel capitolo 9, Lego House del povero Ed Sheeran viene deturpata assieme alle altre.

Brooke continua a chiedere della punizione (cretina abissale, non ricordarglielo!), ma Justin afferma che il mal di testa da sbornia sia sufficiente.

“Alzai lo sguardo. Forse Justin stava cambiando per il meglio.”

Lady R solleva il piede per calciare una colonna là vicino, per poi ricordarsi dei consigli del podologo e limitarsi a pestare per terra tipo Gigante di Dark Souls. “NO!” urla. “NO, NO, NO, NO NO NO NO NOOOO!”

Non sta cambiando, porco di quel cazzo! NON LO PUOI CAMBIARE!

Chiama Blake, che afferma che Dave (un altro della gang, ricordate?) è stato portato alla polizia sotto interrogatorio: tempo per un’evasione spettacolare stile Banda Bassotti, cui prenderà parte anche Brooke.

Sì, i commenti si sono accorti dell’elefante nella stanza.

“È tu saresti il gangster più temuto?? Ma sei scemo??!! Ti porti la ragazza alla stazione di polizia quando è il.motivo per cui il tuo amico è li??!!”

“E ti porti dietro la ragazza ricercata?”

A quanto pare, portandosela dietro Justin può “tenerla controllata”. Ma non devi portartela sempre appresso! Legala, chiudila in una stanza, falle fare la guardia dai tuoi cani! Non ci posso credere, sto dando consigli d’azione a un rapitore da fyccyna! Nito, prendimi nelle tue dolci braccia d’osso!

“Stai vicino a me. Non girovagare e non fare niente se vuoi restare indenne.”

Tranquillo, El Biebero: la signorina non tenterà mai di scappare, si è visto prima con Chase.

La ragazza è terrorizzata, e indossa la solita “giacca Bieber”. Ovviamente i due coglioni non incontrano nessuno, e nella stanza “interrogatorio” trovano Blake e Daniel. Iniziano ad organizzare il piano. Blake e Daniel porteranno fuori Dave – palese espediente dell’autrice per non sprecarsi a scrivere un’effettiva scena d’inseguimento in un commissariato – mentre Justin e Brooke faranno da palo.

Perché Justin fa il palo, vi chiederete? Perché…

“Justin tu sei quello che combatte meglio”.

Come ebbi a dire l’altra volta: VIECCE! Ho la Spada del Sole in caldo, e La Bionda che mi fa da buffer con un Tridente dell’Invocatore ricevuto in dono da Sua Grazia Oceiros Re di Lothric.

Sì, ho leccato un po’ i piedi a lui e a Gwynevere, ma che volete farci? Vedere una coppia etero salutare, fondata sull’ascolto e sul consenso, dove sia l’uomo che la donna hanno equa voce in capitolo (prima che uno dei due impazzisca e l’altra muoia), è per noi recensori manna dal cielo.

Li shippo, TANTO: fite me.

In macchina, fuggendo, i criminali alleggeriscono la tensione con qualche battuta orrenda e non tradotta in italiano.

“Quale vegetale ha bisogno di un idraulico?” […] “Un porro!”

In inglese il porro è “leek”, che suona come “leak”, “perdita d’acqua”, ma ovviamente Lucy e Alle possono risparmiarsi la seccatura del cercare una battutaccia sostituta e scrivere in grassetto e tra parentesi “n/a fate finta che faccia ridere ahaha”.

Manco fossero gli sceneggiatori di Boris quando devono scrivere la scena comica con Martellone.

Comunque no, grazie. Ho ancora i flashback di guerra dell’umorismo di Sans di Undertale. Che è solo l’inizio della lista delle ragioni per cui detesto quel personaggio, but that’s for another day.

Il capitolo si conclude con Justin che promette a Brooke di portarla a fare acquisti.

Ah, un bel cliché per tornare a bere. *SIP*

Il capitolo 10 si apre sputando in faccia a Metric, Florida Georgia Line ed Eminem (ok, capisco che non siano proprio uomini fulgidi, ma andiamo, la cosa più “cattiva” che avranno fatto i Florida Georgia Line sarà farsi due risate davanti alle copertine di Playboy), e inizia in medias res con Justin e Brooke che entrano da Forever 21 a un non specificato “centro commerciale”. Sì, fare ricerca per un effettivo centro commerciale di New York andava oltre il poco impegno profuso dall’autrice in ‘sta cosa.

Autrice madrelingua inglese, ricordiamolo, quindi tecnicamente avvantaggiata in tale ricerca.

Justin medita di comprare a Brooke un maglione con scritto “Ritenta, sono impegnata”. Brooke nicchia, e lui le rivolge uno sguardo “che diceva ‘Te la comprerò in ogni caso’.

-Guardate, Mia Lady.- esclama La Bionda. -Anche io ho comprato delle magliette. Ecco, mettete questa.-

Lady R emette un pigolio eccitato. -Grazie! È bellissima, sei un’ottima scudiera!-

Altre magliette dopo, Brooke va verso il camerino e Justin pretende di entrare con lei. La commessa gli impedisce di entrare con lei.

“Levati dalle palle.” Justin alzò gli occhi al cielo, non preoccupandosi della ragazza.

Peccato che questa non sia di nuovo La Bionda undercover, sennò eravate fottuti. Notate comunque come nessuno riconosce la ragazza scomparsa. Tipica idiozia fyccynara.

Justin accetta di aspettare fuori, ma lei deve mostrargli tutte le sue magliette.

“Questa maglia è dannatamente sexy.” Sussurrò, baciandomi sotto l’orecchio.

“Ma penso che starebbe meglio sul pavimento.”

Le fa un succhiotto nonostante lei dica “Basta”. No, questo non basta a far entrare nella testa di Brooke che Justin non è cambiato manco per il cazzo.

Il resto della giornata di shopping è riassunto, eccetto l’ultimo negozio: Victoria’s Secret.

“Posso venire anche io? :(“

“fantastico, mi unisco a voi ragazzi”

“Non poteva mancare😂😂❤️❤️ mi stavo giusto chiedendo quando Juss lo avesse detto❤️😂😂😂”

“CI SCOMMETTEVO  LA VITA”

Che cretineria. Ma non succede niente, comprano della biancheria e se ne vanno. Meh.

Lungo la via del ritorno ascoltano Teenage Dirtbag (scritto “DirtbaNg”) alla radio, canzone di merda per persone di merda, e Justin dichiara di non saper cantare.

I commenti, ovviamente, lo difendono, da brave fangirl prive di gusto.

Io, invece, che sono colta e so come stanno le cose, inserisco i fatti.

Chiedo scusa a tutti gli ispanici e latinoamericani del mondo per questa roba pietosa. È passato un anno da questo spettacolo pietoso, ma io NON DIMENTICO. Persino un irritante tormentone come Despacito non meritava ciò.

A casa, Justin chiede a Brooke se lei abbia paura di lui. Lei risponde di sì, e lui risponde che va bene.

“Perchè si stava comportando in quel modo?”

La Bionda corre in cerchio con un costume da Capitan Ovvio.

E Justin dice “Fino a quando non sarai innamorata di me dovresti aver paura di me,”

Il capitolo undici ingiuria John Mayer e Katy Perry, che riemergono dai tempi gloriosi di “Katheryn Non È Così” per un bel dito medio alla telecamera.

Si apre poi con un incubo di Brooke che si vede inseguita da Justin in stile The Shining, con una sequela di “piccola”. *SIP*. Justin la prende e la tiene stretta nelle sue “braccia tatuate”.

“Questo è ciò che accade quando non segui le regole.” Ringhiò facendomi urlare in agonia”.

Se questi non sono i segni esatti di una coppia tossica non so quali altri ce ne siano da vedere. Justin la consola appena sveglia – giuro, questi “piccola” mi faranno impazzire *SIP* – e dice di non avere intenzione di farle del male.

La Bionda, il costume da Capitan Ovvio è ancora fuori? Credo che dovresti rimettertelo.

Justin la prega di non avere paura, e chissà perché lei non ci crede.

“Molto bipolare? Ieri voleva che io avessi paura di lui.”

Bipolarità usata come scusa per un personaggio incoerente, che saltabecca dal cafone maleducato e violento al fidanzatino tutto coccole, mancando di rispetto alla malattia e a chi ne è affetto davvero? Check! *SIP*

C’è un salto temporale e troviamo Justin che saluta Brooke e la lascia da sola a casa, pur non fidandosi. Io non so di che si preoccupa, tanto quella non scapperà MAI. Lei, piuttosto, si fa una doccia e usa lo shampoo di lui “crogiolandosi nel suo profumo”. Io mi laverei le mani a una sua stretta, ma fatti suoi, cosa vuole che me ne freghi?

Suona il telefono e lei corre a rispondere aspettandosi di parlare con Justin.

“Aspetta. Perché mi sono lanciata se è solo Justin? […] Oh caspita, sto cadendo nella sua trappola.”

La cattiva scrittura farà il suo corso, temo. Justin le urla pure addosso per aver risposto in ritardo. Ogni secondo che passa trova il modo per essere una persona peggiore. Non sapevo nemmeno fosse possibile.

La telefonata è filler stucchevole tra El Biebero e Brooke a cui non credo nemmeno per un secondo. Il capitolo si chiude con uno sputo in faccia agli OneRepublic quando Brooke ascolta la musica in TV.

Il capitolo 12 ingiuria Justin Timberlake e si apre col POV del Bad Boy.

Cosa starà mai facendo, El Biebero, con i colleghi criminali? Innanzitutto conosciamo “il co-leader della banda”, tale Brandon Fung, che ha per prestavolto lo YouTuber dalla faccia prepubescente Cameron Dallas. Nella “sala consiglio” (no, non ho capito nemmeno io dove siamo) Justin si rompe e pensa a Brooke e viene redarguito da Brandon perché non ascolta, stile studente distratto.

No, aspetta: prima Justin aveva parlato di “co-leader”, ma si inalbera perché Brandon lo redarguisce “sbattendo i pugni contro la scrivania”.

“Chi credeva di essere? Ero ancora il capo della banda e sempre lo sarei stato. Le decisioni le prendevo solo io, e quel tono di voce che aveva usato non mi andava per niente bene.”

Ma se fossi veramente il kingpin della situazione, caruccio, non dovresti essere tu ad esporre il piano, anziché distrarti come uno scolaretto a scuola? E poi bel capo sei, se ti fai rimproverare da un presunto sottoposto.

Un paragrafo risicato sulla costosa “roba” che stanno trattando con “quelli” – il menefreghismo dell’autrice trabocca potente – e si presentano i Kativi della situazione. Nel senso quelli più cattivi anche di Justin e dei suoi: “quelli dell’est”.

Esatto, non hanno un nome. Saranno parenti delle “donne dell’est” di quella ributtante scenetta che c’è stata alla Rai un paio d’anni fa?

Ricordate? Alla rubrica Parliamone Sabato, parte di “La Vita In Diretta” condotto da Paola Perego, ora terminato, era stato presentato a una puntata del Marzo 2017 uno speciale in cui i conduttori elencavano le ragioni per cui le “donne dell’Est” (dell’Europa orientale, paesi come Romania, Polonia, Serbia e Ucraina) sono i migliori partiti per l’uomo italiano, adducendo come motivi il loro mantenere un “fisico marmoreo” anche dopo aver partorito, il loro essere “sempre sexy”, perdonare il tradimento, essere disposte a lasciare al loro uomo le redini della relazione, conoscere a menadito i lavori di casa e il fatto che “non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio”. La trasmissione fu logicamente criticata, e la sede della Rai a Roma fu oggetto di vistose proteste da parte di organizzazioni femministe come Non Una Di Meno – ci sono stata anch’io, è stato un bel modo per far sentire la nostra voce.

In ogni caso, questi signori “dell’Est” non possono essere peggio della banda di Justin. Sentite un po’ cosa dicono.

“Mirano alle nostre ragazze. Quindi d’ora in poi dovrete portarle a questi incontri.”

Tutto quello che deduco da questo dialogo è che “quelli dell’Est” sia una crew di guerrieri (e guerriere) asiatici, russi e slavi che lottano per salvare le vittime di El Biebero e dei suoi accoliti.

Ecco perché La Bionda ha il poster di Sir Alonne: gliel’ha dato lui, leader giapponese di Quelli dell’Est, per ringraziarla del lavoro da spia svolto come cameriera. Spinto dal suo onore di samurai e uomo con decenza, egli combatte fiero contro la banda di Bieber e non è mai solo.

Ok, la storia originale parla di “East Side” ma weh, fatemi sognare.

Justin sente i colleghi che commentano su Brooke e se ne va sbattendo la porta, dritto in macchina verso Brooke.

PEGGIOR. GANGSTER. DI. SEMPRE. Io spero in un bel colpo di stato.

Brooke ascolta Justin Timberlake, che credo ogni volta che leggiamo quel passaggio abbia un mezzo infarto. Riceve messaggi da Justin che annuncia di star tornando e lo stuzzica fingendo di voler scappare. Cretina anche lei, se non fosse orrendo da dire direi che se le cerca.

Justin entra a sorpresa nel mezzo dello scambio di messaggini, la limona a tradimento anche se lei si divincola e lei dice “avevo sempre amato quei dolci baci eschimesi.”

Quei cosa?

Aspe, controllo l’originale. Sì, dice “sappy, Eskimo kisses”. Qualcuno me la spiega?

Un’altra bizzarria segue poche righe dopo, da parte di Justin.

“Mi sono trasformato in una palla di dolcezza”.

Le uniche palle sono quelle che sono cadute a noi lettori.

Suona il telefono, è Blake: ha finalmente catturato la sua ragazza, la Jessica di cui ho parlato prima, e la sta portando da Justin. Egli chiede a Brooke di fingersi innamorata di lui perché la nuova arrivata sappia “come deve comportarsi”.

Ed ecco a voi Jessica, interpretata da Sarah Hyland (Modern Family), ed equivalente di Robceiros Beer e Andrew (Bieber’s Bitch) e La Bionda (-I Hate you! -I Love you!) in questa storia come unico personaggio simpatizzante in tutto il marasma.

Ha occhi “pieni di paura”, le mani legate dietro la schiena, è tenuta saldamente dal sogghignante Blake. Sì, questa è una ragazza appena rapita, allora le sapete descrivere, perché con Brooke non l’avete fatto?

Jessica viene presentata a Brooke, ma è così spaventata da non parlare. Blake si ritira con Justin, e Jessica parla a Brooke del suo rapitore.

“L-lui è crudele e-e mi fa male.” Tirò su col naso, rilassandosi al mio tocco.

“Tu devi semplicemente seguire le regole, okay? Basta non far niente che possa farlo arrabbiare.”

Jessica scoppia a piangere fra le braccia della nuova amica, e scopriamo che Blake l’ha picchiata quando ha provato a scappare.

Sì, è terrificante. E sono sicura che Logan Lerman non vorrebbe essere dipinto così.

Brooke, in linea con quello che Justin le ha detto, si finge innamorata di lui, al che Jessica dice “Vorrei che Blake fosse gentile come Justin.”

Ributtante.

Almeno nel capitolo seguente, dopo un’ingiuria a Eminem e Rihanna, Brooke vuota il sacco e parla a Jessica del “vero” Justin. Sì, la parte di poco fa era inutile.

Blake (chiamato “Jake” per qualche motivo) chiama le ragazze al piano inferiore, ma sono Brooke scende, poiché Jessica è terrorizzata, dicendo ai ragazzi che si è addormentata. I ragazzi insistono che scenda, così Brooke va a prenderla. Jessica scende. Un’altra parte inutile.

Justin annuncia a Brooke che sono arrivati con la posta i biglietti “per la Disney”, e che partiranno fra una settimana. Non voglio pensare a chi Justin avrebbe ucciso per ottenerli.

Blake, che porca miseria deve morire male, prende Brooke da parte.

“Justin è davvero cambiato da quando ci sei tu Booke [sic.] e sta continuando a farlo. Non so se sta cambiando in meglio, ma so che sta cambiando.”

“Beh, io penso che stia cambiando in meglio.” risponde Brooke.

La Bionda, la calci tu la colonna per me?
Dice di no, non ha la rabbia sacra come me. Peccato.

E per questa risposta, Blake la considera fuori dalle righe (scritto “dalle linee”) e suggerisce che Justin le metta un guinzaglio. Brooke risponde a tono, che il guinzaglio lo merita lui.

Justin arriva e propone di guardare un film, ma Blake vuole andare per locali. Brooke non ha voglia.

“Ci vai fottutamente da solo al locale.”

Blake, che gareggia per il ruolo di peggior pezzo di merda mai scritto, deve parlare.

“Cazzo amico. Non lasciare puoi [sic. è diventato Yoda] che questa ragazzina ti parli così, fatti fottutamente rispettare! Colpiscila.”

Questo per darvi un’idea del pezzo di feccia con cuoi è finita la povera Jessica. La Bionda, tieni pronto il telefono per la scorta.

Justin le dà un’ultima possibilità, Brooke dice di no, e…

TRIGGER WARNING: qui veramente c’è violenza ad alti livelli.

Justin tira un pugno in faccia ad Brooke, facendole sbattere la testa contro uno “spigolo” non specificato. Jessica scoppia a piangere, e Brooke si accorge di star sanguinando per via degli anelli di Justin.

Vi prego, prendetevi un momento per assorbire ciò che avete appena letto.

Le ha dato un pugno a sangue. Le ha dato un cazzo di pugno in faccia, facendola sanguinare.

Sia chiaro: quando prima ho detto che in questa fyccyna non ci sono stupri non significava che non ci fosse violenza. Ma cazzo, quando mai abbiamo recensito una storia dove il Bad Boy da un PUGNO IN FACCIA alla ragazza rapita?!

E guarda un po’, COGLIONE di un Justin, Brooke scappa via e si chiude di nuovo in bagno per disinfettarsi.

“Justin stava cambiando? Oh si [sic.] certo.”

SVEGLIA, CICCIA! SVEGLIA SVEGLIOSA!

Justin bussa alla porta chiedendo scusa. No, stronzo. Le scuse non bastano a cancellare ciò che hai fatto. Sei una piccola scoria tossica di uomo che non ha senso di esistere.

C’è uno stacco temporale con un asterisco in grassetto e… vediamo Brooke in macchina con Justin, Blake e Jessica verso “Il bar”? Ma che cazzo?

PERCHÉ STA ANDANDO AL BAR, ‘STA CRETINA?

Sul serio, non viene mai spiegato.

Justin continua a chiedere scusa – NO, LE SCUSE NON CANCELLANO UN PUGNO IN FACCIA, SAPPIATELO BENE – e si giustifica dicendo che c’era Blake e non voleva sembrare “una ragazzina”.

Una che?

La traduzione originale usa il termine “sap”, che si potrebbe tradurre come “rammollito”, “pappamolle”, “schiappa”. Invece no, altro sessismo, benissimo. Fanculo.

Brooke si sente per un attimo male quando guarda “i suoi occhi color nocciola pieni di dolore”, ma si ripiglia – per fortuna – e resiste. Al bar Blake afferra subito il braccio di Jessica, e Justin fa lo stesso con Brooke. Lei si divincola, ma lui…

“So che sei arrabbiata con me, ma questo non significa che io non possa tenerti al sicuro una volta la [sic.] dentro.”

Al sicuro da cosa? Il pericolo, stronzo al cubo, sei TU.

A quanto pare la sua idea di “tenere al sicuro” Brooke, è fare il cafone col barista.

“Eri talmente concentrato a segarti mentalmente guardando la mia ragazza che non hai nemmeno preso il mio ordine.”

Vediamo: sega mentale o rapimento, sculacciate, minacce, pugno in faccia e iniezioni forzate?

Justin insiste chiedendo scusa a Brooke. “Brooke voglio che tu sappia che colpirti ha fatto malissimo anche a me, intendo interiormente. Mi sento una merda.”

Eppure il pugno gliel’hai dato, cretino epocale. Meriti di sentirti una merda.

Brooke continua a ignorarlo e se ne va al bagno, triste. Ovviamente Justin non può lasciarle UNO STRACCIO DI SECONDO DI PRIVACY: va a bussarle anche al bagno – nel bagno delle donne? Bagni unisex? – e chiede di nuovo scusa.

“Piccola, ti prego, mi dispiace. Non mi far sentire questo tuo silenzio, è la peggior punizione che qualcuno mi abbia mai dato.”

Belle parole, per un essere che si vantava di voler punire la sua ragazza. Chi la fa l’aspetti, dice il proverbio.

Ma come prevedibile, non dura, Brooke esce, lascia parlare Justin, lui continua a supplicarla.

“Io pensavo che tu stessi cambiando.” Piansi, stringendo la sua maglietta tra i miei pugni.”

“È vero, sono solo una ragazzina [ARIDAJE!] quando si tratta di te, Brooke, mi mandi a puttane il cervello. So di avere problemi di rabbia, oh ma non solo quelli, però sto cercando di cambiare. Cambiare per te.”

Sai, Justin, quando una persona vuole cambiare deve impegnarsi per farlo, mostrare che c’è dell’impegno e che non sono solo parole buttate al vento. Come è palese sarà nel tuo caso. Ma chissenefrega, Brooke lo perdona.

E a questo punto prego in uno svenimento che mi faccia uscire da questa valle di schifo.

Capitolo quattordici, un oltraggio al povero Avicii. Prega per noi, dovunque tu sia. Ci manchi molto.

Justin e Brooke si ricongiungono con Jessica e Blake. Il ragazzo cerca di parlare con Brooke e lei lo segue fuori dal locale. Ormai è talmente crocerossina che potrebbe farsi pagare.

“Una cosa che avevo imparato con Justin era che lui poteva sentire la paura, ero abbastanza sicura che anche Blake potesse”.

Invece, come previsto, Blake non ha carinerie da rivolgere alla protagonista. Le ricorda che è “un giocattolo”, che Justin non deve ammorbidirsi per lei, la chiama “piccola troia” e tenta di strozzarla. Indovinate cosa succede?

Esatto. Justin la salva. *SIP*

Sta finendo la bottiglia. Meno male, almeno non morirò di coma etilico.

Justin mena Blake, e Brooke si vanta di non ricadere nel cliché della “classica ragazza che urla ‘Smettila!’ ”, cioè quella che in storie simili cerca di placare il Bad Boy che picchia il rivale. Ciccia, non è che non ricadere in un cliché giustifica ricadere in decine di altri peggiori.

Io più che altro mi preoccuperei di Jessica, che è rimasta da sola nell’auto di Blake e ha questo mostro come carnefice. Infatti Brooke, dopo un po’ di fuffa stucchevole fra lei e Justin, ci pensa pure.

“[Jess] è nella macchina di Blake. Quando lui è pronto per andare andranno [redundant much redundant?] a casa insieme.” Mi disse [Justin] con un’espressione impassibile in volto.

“Come puoi dirlo così freddamente? Chissà cosa diavolo le farà.” Mi irritai, sentendomi immediatamente spaventata -per Jessica.”

“Piccola non possiamo farci niente.”

Come non possiamo? Non sei tu il mega capo big boss big time business? Fa qualcosa! Redarguiscilo! Tu urli addosso al tuo supposto pari per averti provocato, ma non muovi un mignolo per Jessica?

Sei disgustoso, sei una larva.

Comunque un minimo punto a favore a questa robaccia per il vago accenno di solidarietà femminile. Non è molto, ma dopo Bieber’s Bitch, in cui Mad dà della puttana a una signora appena conosciuta solo perché secondo il suo padre impazzito dal dolore potrebbe essere sua madre, è un po’ d’aria fresca e dolce per me.

“Va tutto bene. Sono qui per proteggerti okay”

Ok, quindi di Jessica fregapacchi. Capito. Ritiro tutto.

Justin ammira la capacità di mentire di Brooke e propone di “usarla” nella banda.

Detto così sembra che cerchino un nuovo trombonista. Con tutto il rispetto per i trombonisti, eh.

Lungo la strada del ritorno, Brooke continua a pensare a Jessica.

“Probabilmente la trattava come un pezzo di merda. Non avevo alcun dubbio sul fatto che l’avesse già violentata. Lui non l’amava, diavolo, sarei rimasta scioccata se solo lei piacesse a Blake.”

Ok, Blake è un mostro, ma queste menzioni di Jessica e dell’inferno che deve star passando sono troppo risicate. Specie se è palese che questa relazione ha come unico senso nella trama fare da contraltare “negativo” a quella fra Justin e Brooke: come se fosse più salutare, quella.

Comunque, qui accade un’altra bizzarria. Brooke, dal nulla, decide di scappare, lasciando a Justin una lettera.

Così, a cavolo. E la lettera va trascritta.

“Justin,

Ho cercato di essere onesta con te. Gli ultimi due giorni con te sono stati davvero belli. Eri cambiato, eri gentile, compassionevole, divertente, tutto quello che io.. Quello che volevo tu fossi.

Ma non potevi rimanere in quel modo? Potresti? Tu devi mantenere la tua “reputazione da ragazzo cattivo.”

A questo punto spero di essere lontana da te e dalla tua mente psicopatica.

Ciao,

Brooke.”

Ok, va bene… ma così a cavolo? Sembra che la molla sia stato il fatto di Jessica, o il cazzotto di un capitolo fa, ma fino a poco prima Justin e Brooke facevano la coppietta tenera. Da dove è uscita questa voglia di scappare?

Vabbè: tanto sappiamo che non durerà. Brooke salta il recinto elettrificato (che è spento, beh, è stato facile…) e scappa nella notte fino a “un edificio di uffici”. E indovinate chi ti trova?

Esatto: Chase, il ragazzo incontrato durante la prima fuga.

Il giovine è accolto con calore della fan del Biebero.

“Ragazze è quello con cui si è scontrato😂

Chase sparisci😚”

“cheesecake di merda

no dai ma che palle sto qua mi sta sul cazzo”

Evidentemente non è abbastanza kativoH per loro. Sigh.

Il capitolo quindici ingiuria Wonderwall degli Oasis, Space Bound di Eminem e… Bleeding Out degli Imagine Dragons, già apparsa una decina di capitoli fa? Poi ancora gli Imagine Dragons? Seriamente, che cavolo ha fatto questa band all’autrice?

Non saranno il gruppo migliore del mondo, io li ho sempre trovati una versione un po’ più pesante e meno depressa dei Coldplay, ma meritano di meglio. Dan Reynolds, il frontman, è un filantropo che sostiene vocalmente la comunità LGBT+ pur essendo non solo etero e cis, ma cresciuto fin da bambino in una comunità mormone bigotta e omofobi all’estremo; tant’è che quest’anno ha lavorato a un documentario per la HBO, intitolato Believer, sulla diffusione smodata dell’omofobia nelle comunità mormoni, e come essere bravi alleati verso la comunità LGBT+ pur non facendone parte.

https://www.bitchyf.it/dan-reynolds-degli-imagine-dragons-gay/

Ha sofferto sin da bambino di spondite anchilosante, una malattia autoimmune alla schiena che gli causava forti dolori, e colite ulcerosa, e adesso sta usando la sua fama per sollevare la consapevolezza su queste malattie e raccogliere fondi al riguardo. Evolve, il loro ultimo album (quello con Thunder, Believer, Whatever It Takes…) racconta del suo processo di gestione della depressione. Ha preso parte anche a numerose campagne contro i maltrattamenti dei Nativi Americani e la sparizione di numerose ragazze indigene nell Nord America. Quest’anno, Dan ha inoltre divorziato dalla moglie Aja Volkmann, cantante del gruppo indie Nico Vega, dopo sette anni di nozze. L’ha fatto nella calma e nel rispetto, come un vero gentiluomo. È un tale unproblematic cupcake che persino Tumblr lo apprezza!

È uno dei più fulgidi esempi di mascolinità non tossica nel mondo reale. La musica della sua band NON MERITA questo trattamento indegno.

Chiusa questa parentesi, Chase e Brooke si salutano e lui… lui sembra una brava persona, si offre di portarla a casa per spiegarsi, e lei FINALMENTE vuota il sacco.

“Io- beh- sono stata rapita.”

Ah, se lo dici tASPETTA CHE?!

Fa anche il nome di Justin, e Chase lo conosce di fama. Ecco, chiamate la polizia! È il momento!

“Grazie per offrirmi un posto dove stare. Non sapevo se mi avrebbe trovata se fossi andata-“

Ok, ma la polizia? CHIAMATE AIUTO, CAZZO!

Speranza vana. Torniamo invece al POV di El Biebero, che si lamenta che “Brooke era certamente una sfida, proprio non riesce ad ascoltarmi.”

Trova il biglietto e reagisce tirando un cazzotto allo specchio che lo manda in pezzi. Ecco, benissimo, meriti proprio sette anni di guai! Niente infezione da taglio nemmeno in questo caso. SOB.

Justin prende Delgato, il pastore tedesco, e parte all’inseguimento. Evidentemente il dispositivo di tracciamento è stato dimenticato. Sì, è tutto tremendamente simile alle scene tra Sansa Stark e Ramsay Bolton. Justin ha pure una pistola!

“Pronta o no, stiamo arrivando.”

A questo punto proporrei direttamente l’accalappiacani. Per tutti e due.

Ovviamente Brooke, anziché chiamare la polizia o almeno la sua famiglia, sta a cazzeggiare con Chase mangiando spaghetti. No, non si strozza.

Chase è un bravo ragazzo, però, e consola Brooke che ha paura di essere trovata. E appena riesce a consolarla un po…

“Aprite questa porta, adesso!” I pugni iniziarono a sbattere sulla porta ed io, senza fiato, non potei fare a meno di seppellire la testa nel petto di Chase.”

Voglio una storia solo su Chase!

Justin fa il conto alla rovescia mentre Brooke si nasconde. Chase va ad aprire – ok, buono ma cretino – e Justin lo afferra per il collo cercando Brooke.

UN. PAZZO. MALATO.

Justin pesta Chase, e Brooke interviene, piangendo.

“Per favore smettila.”

Ah, ma non ti vantavi di non essere “la classica ragazza che urla ‘Smettila!’”?

Justin trascina via Brooke e la bacia sul collo.

“Non doveva essere così!” […] “Tu- tu avresti dovuto amarmi.” […] Ti amo così tanto, ma tu mi lasci! Continui a lasciarmi!” “Sei proprio uguale a tutti quelli che ho mai amato. Mi lasciano.”

Voglio ridere, ma non ci riesco. Piuttosto gli sputerei in faccia.

Tu non hai fatto NULLA per essere amato. Meriti di stare solo, per sempre, tutta la tua schifosa e infima vita! Sei una personcina orribile e senza un minimo di decenza, rispetto e altruismo.

Brooke chiede scusa, e Justin le sorride con “un sorriso malintenzionato, un sorriso pazzo.”

“Le scuse non ti aiuteranno piccola.”

*SIP*.

Ho finito la bottiglia. Userei uno dei suoi vetri per aprirti in due come le cozze.

Il capitolo 16 ingiuria, oltre ai The Fray, Katy Perry e Juicy J… di nuovo gli Imagine Dragons! Ma è una persecuzione!

Peraltro, sapete che Dan Reynolds ha insegnato a sua figlia Arrow che non esistono colori “da donna” e “da uomo”?

Lo lascio qui, non si sa a chi potrebbe servire.

Quanto al capitolo stesso, lo riassumo in breve perché per la maggior parte della sua durata è un piccolo festino dello squallore. Justin sbatte Brooke in macchina “bruscamente”, le scatta addosso con un “cosa guardi” quando lei accarezza un po’ Delgato, la “trascina letteralmente” in casa, la sbatte sul divano, e fa un pippone insopportabile sul perché sia scappata.

A quanto pare è stato per il cazzotto, come avevo supposto. E Justin fa la vittima, povero ciccino, si è sentito così “ferito” dopo averla colpita.

Benissimo, se si è sentito così ferito magari prenderà la decisione di controllarsi e… nevermind, punizione. Sculacciate, con tanto di preliminari squallidi. Le alternative erano il taser e “farmi sentire bene”. Justin trova sempre modi per peggiorare, miracolo. Ah, ma povero cocco, era “ferito” perché le aveva dato un cazzotto.

“Ti amo così tanto.”

Questo che stai facendo sta all’amore quanto il fuoco sta all’acqua, quanto i pinguini stanno alla spiaggia, quanto il bianco sta al nero.

Così, la piangente Brooke, immobilizzata da Justin, viene sbaciucchiata senza il suo consenso.

“Tu non puoi lasciarmi.” Mormorò. “E mai lo farai.”

E via, cinque sculacciate.

La tiritera è la solita, lei piange, urla, e Justin fa tutto il carino a tortura finita.

“Shh, va tutto bene. È tutto finito principessa.” E poi “È per il tuo bene.”

Ma il suo bene DE CHE? Che merda sei, prima fai tutto il triste TorHmenTatIxxImo BooHooHoo per aver tirato un cazzotto in faccia a questa ragazza, e poi LA SCULACCI FACENDOLA PIANGERE?

Ecco quello che odio di ‘sti Bad Boy: quando fanno i paraculo.

Bla bla bla, cena, “ti amo piccola”, e si riprende in medias res durante la notte con una scenetta pseudo-comica “lol, sei sopra di me, oh ma che stiamo facendo?”; segue sesso fanservice.

Che no, NON BASTA A FARMI SCORDARE LE SCULACCIATE E IL PUGNO.

Ah, e Justin viene. L’orgasmo meno meritato nella storia.

-Preferirei vedere Aerys Targaryen il Re Folle col durello vedendo la gente che brucia viva piuttosto che ‘sta porcheria.- commenta La Bionda.

-Ehi, da dove sei uscita?- chiede Lady R. -Non ti vedevo da un po’. Un’altra missione undercover?-

-Sì, Mia Lady. Quelli dell’Est sono pronti ad agire.-

Il capitolo seguente svilisce Eminem ed Avril Lavigne.

Justin sveglia Brooke affermando di avere “dei giri da fare”, fuffa finto-tenera dopo scopriamo che devono andare a “un incontro” della band criminale tutta pucciosa. Momento semi feticista e semi fanservice in cui El Biebero si lava i capelli e Brooke li annusa.

Si parte e si arriva alla reception dell’albergo dove si incontrerebbero i criminali di Justin. Sì, si incontrano così tipo Rotary Club. Vengono accorti da Virginia, una “reporter dall’aria snob” interpretata da Kim Kardashian (quindi una #troia – sul serio, io sono la prima a non difendere Kim Kardashian, ma ancor meno difendo lo slut shaming) che fissa “spudoratamente” Justin e lo chiama con voce “stridula”.

Justin, per tutta risposta, limona Brooke. Virginia non ne è turbata.

“Chi è questa, il tuo nuovo giocattolo?”

Kim Kardashian, peraltro, è in parte armena. Sarà anche lei una spia per “quelli dell’Est”? Commenti.

“Tua sorella è la cameriera dell’altra volta vero?”

“Io credevo che fossi in tangenziale con la cameriera…”

-Guarda, preferirei essere un Seguace di Aldrich che essere la sorella di Kim Kardashian.- commenta La Bionda. -Però hanno ragione, eravamo in tangenziale assieme: ci siamo incontrate sotto un cavalcavia e lei mi ha annunciato le prossime mosse di Quelli dell’Est. Ci hanno viste, Mia Lady, che possiamo fare?-

-Non lo so, al momento.- risponde cupa Lady R. -L’unica è stare attente e non farci cogliere di sorpresa da quelli.-

Ed ecco la parte agghiacciante: l’incontro della banda.

Inizia che è una bellezza, con una descrizione del volto livido di Jessica.

Ah, aspetta, non è Jessica. È BLAKE.

Come mai Blake è tumefatto? Semplice: Justin lo ha – offscreen – preso a cazzotti per convincerlo a trattare meglio Jessica. La cosa in teoria è ammirevole, ma non mi basta per simpatizzare con El Biebero.

  1. L’ha fatto solo perché Brooke gli ha detto di farlo, se non fosse intervenuta lei se ne sarebbe strafregato di Jessica. La rapita precedente di Blake, ricordiamolo, “era morta”, e non mi risulta che Justin si sia prodigato particolarmente in suo favore. Inoltre anche gli altri membri della baby gang sono rapitori, e non escluso che ce ne siano altri, oltre Blake, di violenti. Ma ovviamente, dato che queste ragazze non sono amykette di Brooke, a nessuno importa della loro sorte.
  2. Non c’è nessuna garanzia che appena l’occhio nero si sgonfia Blake non ricominci a picchiare, insultare e probabilmente violentare Jessica. E infatti lei qui dice che Blake l’ha trattata meglio, ma più avanti nella storia, Blake continuerà a commettere soprusi contro la povera ragazza e farla vivere nel terrore.
  3. Le fan sono entusiaste del trattamento riservato a Blake. “Quanto ci godo madonna” “rido”. Benissimo: peccato che anche Justin sia violento con Brooke: come mai lui può fare lo stronzo con lei quanto gli pare senza che vi indigniate minimamente?
  4. L’idea che l’unico modo per fermare un uomo abusivo sia prendere lui stesso a cazzotti in faccia è una cretinata di proporzioni abissali. Come ho detto in precedenza esistono dei centri specializzati per gli uomini violenti, anche solo uno psicanalista potrebbe aiutare a porre un argine a un temperamento violento. Prendere Blake a pugni in faccia è una soluzione temporanea e inefficace – e pericolosa, soprattutto per Jessica.

Tanto è chiaro: lo scopo di questa scena era far fare a Justin un’immeritata figura da Prode Cavaliere della situazione, non migliorare la situazione di Jessica. Andiamo avanti, che sto per vomitare.

Ecco però la parte DAVVERO inquietante.

“Ora, vedo che tutti avete portato le vostre ragazze, dovremmo avere delle sedie per loro a momenti.”

Esatto: come ho anticipato prima, ogni componente di questa baby gang ha rapito una ragazza, e la tiene come “sua”. Le ragazze sono visibilmente terrorizzate, e si muovono “con esitazione”, “spaventate dal fare la cosa sbagliata”.

Ditemi un po’, vi sembra romantica questa cosa?

Vi sembra romantica?

CERTO CHE NON LO È. PORCA DI QUELLA MISERIA, GWYN INCORONATO E PUTREFATTO, NON LO È.

E no, non parlatemi di “badwrong” e di “è solo una storia”. Anche io ho le mie coppie badwrong: tutti le abbiamo. Ma il badwrong ha per caratteristica fondante il non essere una storia d’amore ideale.

La gente che shippa Theon Greyjoy e Ramsay Bolton, Sangwoo e Yoonbum, Hannibal Lecter e Will Graham, Claude Frollo ed Esmeralda, Harley e Joker, o qualunque altra coppia badwrong mai conosciuta a memoria d’uomo SA che non sono una coppia ideale e romantica. Li shippa perché affascinata dalla dinamica, dalla chimica fra i personaggi, dal modo con cui i loro caratteri si giustappongono, ma chi li shippa, se possiede un minimo di buon senso, sa benissimo che non sono una coppia ideale. Nessuno legge Killing Stalking per trovare una tenera storia romantica: va bene, forse qualcuno lo fa, ma quel qualcuno è in errore, al pari di queste fyccynare.

Un altro esempio: nel 2016 è uscita una visual novel interattiva, Boyfriend To Death, in cui il/la protagonista vive una relazione abusiva con uno psicopatico che lo rapisce, lo sevizia, lo stupra e abusa di lui/lei in altri modi. Le opzioni includono Strade, il classico psicopatico sadico e vivace, Sano, un glaciale scienziato che compie crudeli esperimenti, e il demone Rire. È pure uscito un sequel, con altri personaggi e altre dinamiche. Ora, vi chiederete, cosa c’è di diverso tra questo gioco e le fyccyne?

Semplice: chi gioca a Boyfriend To Death, oltre ad essere maggiorenne (il gioco è vietato ai minori per ovvie ragioni), sa benissimo che non è una cosa sana. Che è un gioco, una provocazione, e che nella vita reale uno Strade non si augura a nessuno. E soprattutto, lo scopo di Boyfriend To Death non era e non è mai stato redimere il tuo rapitore con la tua bontà e “purezza”.

Come sta accadendo qui, in pratica.

E che cazzo.

Tornando a questa schifezza, ogni rapita si presenta tipo Alcolisti Anonimi. Ce ne sono venti circa, a detta di Brooke, e le ragazze recitano i loro nomi “nervosamente”. Tra di loro spicca Jamie Anderson [sic.], la ragazza di Brandon il “co-leader”. È interpretata da tal Alexandria DeBerry (modella, vari ruoli minori in film e serie Disney Channel) ed è bionda… eh? Da dove sei uscita, non ti avevo visto allontanarti.

-Fate piano, Mia Lady, vi sentono!- esclama La Bionda. -Ho regalato un Anello del Sacrificio ad Alexandria DeBerry per mandarmi al suo posto.-

-Ecco perché Brandon si comporta in modo “amorevole” con la sua ragazza: perché tu l’hai minacciato come si deve. Grande! Come sta andando la missione?-

-Una favola.- sussurra La Bionda. -Ma è terribile, vogliono rapire altre ragazze.-

-Altre ancora?- domanda Lady R atterrita.

-Sì, “le ragazze di quelli della zona est”. Avvisate presto Sir Alonne, Virginia e gli altri. Bisogna difendersi e presto.-

-Ci puoi contare. Buona fortuna.-

Esatto, quindi. Il piano di El Biebero e dei suoi Bassotti è rapire le ragazze della banda rivale.

Lo squallore sale, sale, come l’acqua in una nave che affonda.

Il capitolo si conclude con David – l’altro criminale, quello interpretato da Josh Hutcherson – che rassicura Brooke che non la assalirebbe mai come ha fatto Blake.

Ok, ciccio, due cose:

  1. 1. Il fatto che tu non la assaliresti non ti rende meno colpevole degli altri: esiste l’omertà.
  2. 2. Ma chissene di Brooke, pensa a Jessica, è LEI la prigioniera di Blake, è LEI che viene menata! SVEGLIA, RAGAZZO!

Almeno il capitolo diciotto è clemente e non ingiuria cantanti che mi piacciano.

Inizia col POV di Justin che vede Brooke correre a parlare con Jessica. Viene fermato da Brandon, il quale propone al Biebero di portare Brooke a prendere un caffè “per parlare delle altre gang”. Justin ci sta, si organizza, e sono invitate anche Brooke e Jamie/La Bionda.

Fuffa romantica fra Justin e Brooke, Daniel/Peeta si allontana, fuffa semi-abusiva in ascensore quando Brooke si posizione “più vicina all’uscita”. Stanno uscendo, Virginia, che si fa?

-Niente.- risponde la receptionist. -Ho solo subito del salutare Slut Shaming da El Biebero.-

“Avevamo solo scopato una volta, e lei pensava che io fossi innamorato di lei o qualcosa del genere. È chiamata una botta e via per una ragione, puttana.”

-Che schifezza. Aspetta, poi però El Biebero dice che Virginia “riusciva a entrare nella testa delle persone”. Che sono questi poteri telepatici di cui non sapevo nulla, Virginia?-

La receptionist si stringe nelle spalle. -Mi dispiace, Mia Lady, è solo una leggenda metropolitana.-

-Peccato, ci sarebbero stati utili.-

Scopriamo il passato di questi due: a quanto pare Virginia avrebbe trascinato Justin “letteralmente su per le scale” durante una festa e hanno fatto sesso. No, continuo a non provare pietà per Justin.

Torniamo al Pov di Brooke, che si sente tradita perché Justin ha avuto una ex. Ok, qui è nel torto. Che doveva fare, tenere in caldo i Gioielli della Corona per te?

Massimo dovresti tagliarglieli, quelli.

Justin rivela un passato da semi-stalker quando aveva spesso visitato il negozio di musica dove lavorava Brooke.

Ma non è a caso, eh no.

“Questi rapimenti non sono fatti a caso, Brooke.” Aggrottò le sopracciglia. “Sono fatti da persone convinte che quella che stanno per rapire, sia la loro anima gemella.”

Posso ridere? Posso, perché sennò piango.

Adesso alla tua “anima gemella” si tirano CAZZOTTI IN FACCIA?

Adesso le “anime gemelle” si rapiscono, minacciano con il taser, sculacciano a sangue, fanno piangere ripetutamente?

MA TI SENTI QUANDO PARLI, MISERRIMO ACARO?

A casa Brooke fa la gelosetta riguardo a Virginia, ma prima che la situazione degeneri appare un nuovo servizio al Tg sulla scomparsa di Brooke. Justin è il sospettato confermato perché “è l’unico per ora che può oltrepassare i confini” (Quali confini? Perché può oltrepassarli? DOVE SIAMO?!) e Brooke è sollevata perché la stanno ancora cercando.

Ah, finalmente si ricorda di aver avuto una famiglia. Bene. Tanto se non c’è il mitico Robert Beer non sono contenta.

Ah, e scopriamo che nessuno sa che faccia abbia El Biebero perché quando fa il criminale indossa una maschera. Tipo Phantom Of The Opera, o Zorro, o Paperinik. Peccato che questa è la prima volta che sentiamo menzionare questo fatto.

Chiama Blake, che invita a cena loro due assieme a lui e Jessica, e a quanto pare “vuole scusarsi”. Fantastico, quello che volevo: altre scuse false. E scommetto cinque milioni di Anime che Jessica è riuscita a “redimere” Blake con la sua “purezza”.

E perché Justin ha bisogno di Blake come assistente, vi chiedete? Perché “mi servono tre uomini quando esco in missione e nessun altro, oltre loro tre, mi convince. Per questo ho bisogno che Blake si scusi.”

Esattamente cosa trova, di bello, in quel bruto? È perché ha i poteri del Dio Poseidone? Eh, questo spiegherebbe molto.

Anche perché nel suo Pov, mentre Brooke dorme, Justin dice di non fidarsi di Blake.

Sei l’incoerenza fatta gangster.

Inoltre El Biebero si è accorto dell’amicizia fra Jessica e Brooke.

“Amo il fatto che Brooke abbia la sua piccola amica.”

Come se avere un’amica con cui confidarsi rendesse meno traumatico quello che Brooke sta passando.

C’è una breve telefonata con Daniel/Peeta, che vuole parlare con Brooke addormentata facendo ingelosire Justin da bravo cafone maschilista. Ma non si può neanche empatizzare tanto con Daniel, perché anche lui ha puntato un ostaggio. Merda come tutti, lo sapevo. Sarà Katniss?

Justin attacca il telefono e tira fuori un libro di suo padre, che racconta della “vita delle gang”. Almeno così pare, perché sembra parlare piuttosto delle abitudini di accoppiamento dei conigli selvatici.

“Quando un membro di una banda trova il suo o la sua preda, il proprio corpo viene attraversato da una scossa di adrenalina. I suoi occhi immediatamente vengono posati sulla ragazza o sul ragazzo, fissandola/o, e sembrerà come se in quel momento fossero le uniche due persone a trovarsi lì. […] Può capitare, però, che quando un membro pensa di aver trovato la sua preda, questo inizi ad arrabbiarsi. Si sentirà come se la parte nascosta e oscura di sè, lo stesse sopraffando. Questo significa che questa persona potrebbe essere la tua preda, ma non la tua anima gemella.”

Tradotto: ‘sti finti gangster sono dei pezzi di sterco, che usano la scusa della “parte nascosta e oscura di sé” per giustificare la loro cafoneria e il loro maschilismo. Voilà.

Il resto del capitolo è fuffa sdolcinata e Brooke che si prepara per la cena. La ragazza ci dice di essere intimorita da Blake. Non voglio pensare nemmeno a cosa starà passando Jessica.

“Tu- tu mi proteggerai.” Sussurrai e lui [Justin] sorrise.

“Sì, lo farò.”

E voglio ben vedere, ce l’ha ficcata LUI lei in quel casino!

Capitolo 19: un insulto ai Maroon 5 dopo apriamo con il Pov di Brooke. Il tavolo è prenotato a nome McCann, e le fangirl pigolano.

Per chi non lo sapesse, Jason McCann era il personaggio interpretato da Justin Bieber in una puntata di CSI in cui è apparso anni fa. Carine le citazioni della lore Bieberiana, ma non ti salveranno.

Dopo un po’ di slut shaming a danno della cameriera Jennifer, colpevole di aver pronunciato le orribili parole “Buonasera, io sono Jennifer” e “Seguitemi, prego”, la NOTP suprema arriva al tavolo con Jessica e Blake. Quest’ultimo si scusa.

“Il modo in cui ho agito era sbagliato, mentre avrei dovuto rispettarti.”

MA SCUSATI CON JESSICA, SCORIA TOSSICA CHE NON SEI ALTRO!

E nessuno nota che c’è un ragazzo con un occhio nero seduto al tavolo?

Justin si permette pure di rimproverare il sottoposto. Come se il cazzotto in faccia a Brooke l’avesse tirato lui.

E a proposito di Jessica, dopo che arriva il cameriere Blake dichiara che lui e la sua rapita stanno “alla grande”, ma la ragazza si ritrae quando viene baciata.

Brooke ha un impeto di decenza e si fa accompagnare da Jessica in bagno per capire cosa sta davvero succedendo.

Sì, Blake l’ha minacciata di picchiarla ancora se facesse cadere la messinscena dell’amore fra di loro. E Jessica scoppia a piangere tra le braccia di Brooke.

Oh, prendere Blake a pugni in faccia non servito a nulla, CHE STRAAAANO.

Intanto Merda Uno e Merda Due litigano.

“Justin guardati! Stai cambiando! Abbiamo bisogno di te come il nostro capo, non come uno che rincorre una ragazza che probabilmente non lo amerà mai.”

Almeno Blake dice UNA cosa che ha senso, maledizione! Justin è cocciuto e insiste col compagno cretino che Brooke lo ama. Questo basta a persuadere Blake che non c’è nulla che non va.

“È fantastico, adesso dobbiamo solo fare innamorare anche Jess.”

Seh, ciao. Quando il sole sorgerà a occidente e tramonterà a oriente.

Le ragazze tornano a posto, e Blake incalza Brooke sul fatto che lei ami Justin. Poi le chiede scusa, e misteriosamente Justin la lascia decidere. Oh cielo, se andiamo avanti così fra cent’anni potrà persino uscire da sola!

Ma Brooke, miracolo, non lo perdona.

Il resto è fuffa, finché non si giunge all’Incontro.

Vedete, Robceiros Beer ha due corrispondenti in questa fyccyna: Jessica come unico personaggio simpatizzante e una nuova arrivata, Keira, interpretata da Troian Bellisario (altra attrice di Pretty Little Liars nel ruolo di Spencer) come il familiare preoccupato per la parente scomparsa.

Keira Santilli è infatti la sorella di Brooke, qui presente assieme al fidanzato Jake, e Justin in un modo molto inquietante sa chi lei sia e la riconosce prima di lei. Naturalmente, da bravo Maschione Alfa Possessivo, ordina a Brooke di andarsene: cosa farà la nostra rapita, in cotale circostanza?

Ecco: se almeno Mad sente il desiderio di rivedere Robceiros quando Justin le dice che lui la cerca, Brooke si blocca e fuffeggia.

“Era quello che volevo?

Mia sorella ed il suo ragazzo erano seduti a neanche un metro da noi e io non le stavo urlando di salvarmi. Justin mi guardò speranzoso e io semplicemente lo fissai, non sapendo cosa dire.

Perché non volevo che mia sorella mi salvasse?”

EH, SE NON LO SAI TU?

Per lo meno il dottor El Biebero ha una teoria a tema.

“Perché ti piaccio.”

Di nuovo, il membro della famiglia affettuoso viene scaricato a vantaggio del Bieberico rapitore che l’altra volta l’aveva pure stuprata; qui le ha dato un pugno in faccia e l’ha sempre trattata a schifo.

Così le due NOTP si preparano ad andarsene, ma la “voce nausantemente [non esiste, questa parola] dolce” di Kiera si accorge di loro.

Che fare?

Prima si ingiuriano i OneRepublic. Poi si torna a Kiera, che prova con tutte le sue forze a iniettare un minimo di razionalità in questa scemenza.

“Brooke Santilli fermati subito o chiamo la polizia!”

SÌ. Brava, Kiera. Fallo per noi. Chiama la polizia, siamo in contatto con l’agente Andrew, verrà lui a salvarvi.

Invece non la chiama: evidentemente è impazzita anche lei. Si lancia piuttosto in braccio a Brooke e la sommerge di coccole e lacrimoni. Minaccia persino Justin di chiamare la polizia, rimanendo impassibile alle sue minacce di “ciò che sono capace di fare”. Brava, Kiera! Salvaci!

Sta per saltare addosso a Justin, ma il suo fidanzato la trattiene. Justin ha un’immediata solidarietà da bro maschilista.

“È meglio che tu tenga il guinzaglio più stretto sulla tua fidanzata, amico.”

Ma Brooke, ahimè, è ormai completamente plagiata dal Biebero, e dice di stare bene. E sapete cosa accade qui? PREPARATEVI.

Kiera chiede un accordo a Justin di passare un giorno con Brooke, promettendo di non dire nulla ai suoi genitori né chiamare le forze dell’ordine.

KIERA CHIEDE UN ACCORDO A JUSTIN PER PASSARE UN GIORNO CON LA SORELLA RAPITA.

Ma fanculo e fanculo! A questi livelli siamo arrivati? Siamo talmente alla mercé del Biebero che bisogna patteggiare con lui tipo Dormammu per riunire le famiglie separate?

Io ho il vomito, seriamente. Questa è peggio che mafia. Questa è dittatura. È la scena di Hunger Games in cui a Katniss vengono concessi pochi secondi per rivedere Prim e la mamma prima di partire per Capitol City.

E non solo: Brooke fa promettere a Kiera di non dire ai suoi genitori di averla trovata, e lei lo rispetta pur non capendo perché.

D’accordo, questi sono messi peggio di Robceiros Beer: lui almeno la figlia la ritrova alla fine. “Brooke-lotte” è andata per sempre e non la riavranno più.

Quasi quasi è meglio così. Hanno una figlia sola: una ragazza che avrà una promettente carriera, un fidanzato di nome Jake che la rispetterà e la tratterà con ogni riguardo, e che lotterà eternamente per i diritti delle donne. Kiera Santilli, Principessa Primogenita E Unica.

Rimasti soli, Justin stringe a sé la sua bambola.

“Non posso semplicemente lasciarti andare.”

E i commenti…

“Tesoro”

“Ouuu amoreee😍”

“amore”

“😭😭😭😭”

Cioè, persino Brooke non è d’accordo con voi!

“Era ovvio che lui fosse mentalmente instabile, ed era anche chiaro che non sapeva veramente cosa fosse amare. Ero quasi sicura del fatto che fosse bipolare. Un minuto era un vero e proprio fidanzato, mentre il minuto successivo mi stava sgridando per non star seguendo le sue ‘regole’.”

Questo è l’antitesi del romanticismo. E no, la citazione di Andy Warhol che segue su come sta a te cambiare le cose anziché aspettare che si cambino da sole non ripara nulla. Questa è una relazione che trabocca abusivi da tutti i pori.

Dopo un momento di fuffa pseudo-romantica durante il ritorno a casa, Brooke scoppia in lacrime e chiede di essere lasciata sola, chiudendosi in bagno per piangere. Ovviamente a Justin non frega nulla del consenso di lei, e insiste di essere fatto entrare.

Perché Brooke piange? Perché si sta rendendo conto di essere innamorata di un criminale.

La reazione sarebbe anche plausibile – lo shock, la vergogna verso sé stessa, il senso di mancanza di difesa – ma non è minimamente approfondita, tutto il focus è su Justin che continua a insistere da dietro la porta con “ti amo” e “ho bisogno di te”. Di cosa ha bisogno Brooke, nel caso essere lasciata in pace, non gliene frega una benamata cippa.

Alla fine Brooke si arrende, esce e limona Justin. Ho il pathos nel corpo, proprio.

Ah, inoltre Justin ha invitato a casa Brandon, che porterà con sé la sua ragazza Jamie. Giusto per non dare alla povera Brooke un attimo di intimità con la sorella.

Quello che non sanno è che Jamie in realtà è La Bionda in incognito. Voleranno scintille.

E si insultano Bruno Mars e Drake (ok, capisco che Drake abbia la carica sessuale di un cerotto usato, ma lasciatelo in pace), per poi procedere al capitolo 21 e all’incontro fatale. Per la cronaca, tra interi paragrafi di fuffa sdolcinata, scopriamo che il giorno dopo andranno a Disneyland in Florida – sì, c’è un Disney World in Florida, a Orlando, una cosa azzeccata! Quindi Brooke sparirà per un tempo non specificato e Keira la saprà lontana e nelle mani del suo rapitore. Che schifo immane!

Fuffa, fuffa, fuffa, mezzo testo della canzone Be Alright di Justin Bieber per un duetto semi-romantico con conseguente sdilinquimento delle fangirl. Justin afferma di averla scritta lui e sì, è vero, in collaborazione con tal Dan Kanter. Un’altra cosa azzeccata, Lode alla Luna Oscura.

Arrivano da Kiera, la caricano in auto, e si raggiungono Brandon e La Bionda/Jamie.

La scudiera dovrebbe recitare per professione.

“È un piacere conoscervi.” I suoi capelli biondi erano leggermente ondulati e scorrevano perfettamente sulle sue spalle. Aveva delle belle curve e onestamente, era bella.”

Commento: “Uff tutte bionde”

-Senti, piccola palla di cacca della Città Infame.- dice La Bionda. -Mi sa che non hai visto la vostra protagonista.-

I criminali se ne vanno e le sorelle + La Bionda restano in incognito. Kiera si fa spiegare la situazione corrente da Brooke, e le chiede perché mai voglia restare col Gangster se, a suo dire, non ne è innamorata.

“Sto provando a farlo cambiare.”

-Cretina.- mormora La Bionda, ma per fortuna non se ne accorgono.

Eh già: cretina. Persino Kiera concorda con noi.

“Se stai cercando così tanto di cambiarlo perché non trovi un ragazzo che non devi cambiare?”

Ecco, Kiera è l’unica con un cervello. Le propone pure di scappare, ora che può, ma Brooke è convinta che Justin “la troverà sempre”. Una paranoia purtroppo realistica per molte donne vittime… neanche di rapimento, anche “solo” di stalking: peccato che NON SIA ROMANTICA!

“Manche [sic.] tanto a mamma e papà. TI amano da morire. Non la smetteranno mai di cercarti.”

Eccoli, i… come si chiamano i genitori di Sasha Pieterse? Sean e Zizi? Seanceiros e Zizinevere della situazione. Ovviamente nessuno se li fila. Nemmeno li vediamo mai.

Ah, Brooke è stata ammessa alla New York University. Che esiste, Lode al Kosmo Tutto. Il rettore è un tale Walter Greenwall su cui non trovo niente, ma dettagli. Non è questo il crimine di ‘sta storiaccia.

Brooke ricorda che Justin le aveva detto che se fosse stata ammessa all’università l’avrebbe lasciata andare quando si sarebbe potuto fidare e lei l’avesse amato.

Niente da fare, bye bye. Un’alunna in meno.

“Mi aveva detto così il primo giorno che mi aveva preso. Tuttavia è cambiato da allora.. Giusto?”

-No.- mima La Bionda con le labbra. -NO. ENNE O. NO.-

Ma la questione viene dimenticata, e le tre ragazze finiscono a cucinare una torta assieme da brave Mogliettine Anni Cinquanta. Inoltre incalzano La Bionda su Brandon, ma lei se la cava.

“Lui ha già detto che mi ama, ma non so se sono pronta a dirglielo anche io.”

Tradotto: ‘STO REGAL CA**O!

Il problema, però, è che Justin e Brandon non tornano e Brooke è preoccupata.

“ANSIAAAA”

“E tu vorresti dirmi che non sei innamorata di lui?… ma fammi il piacere”

“1)che ansia

2) SEI FOTTUTAMENTE INNAMORATA DI LUI”

Il capitolo 22 ingiuria Drake e Avicii (RIP) e vede Justin e Brandon al bar, infastiditi da una cameriera… bruna! Ecco, ormai nemmeno le non-bionde sono al sicuro.

“Sembrava una ragazza preppy, e ciò mi infastidiva.”

Preppy, come i “preps” di My Immortal. Justin Bieber starebbe molto bene con Ebony Way Nata Dalla Tempesta, no?

“Hey, cosa posso portarvi?” sorrise. La sua voce acuta mi fece rabbrividire. Da quando avevo trovato Brooke qualsiasi altra ragazza mi sembrava fastidiosa. Prima di lei probabilmente avrei avuto questa ragazza legata al mio letto in un attimo.

Ora invece la vorrei solo soffocare con la sua camicetta.”

E meno male che era cambiato.

Quanto alla cameriera…

Lady R prende la ricetrasmittente. -Agente segreto sottocoperta Diane, come sta andando?-

-Li tengo d’occhio.- risponde Diane Nguyen. -È divertente fare la spia per Quelli dell’Est. È meno divertente sentire Justin dire che “Le ragazze sono così [sic.] fottutamente fastidiose.” Eccetto Brooke, ovviamente. Come femminista di terza ondata mi dichiaro offesa.-

-Capisco. Sono furiosa anche io.- dice Lady R.

-Voi siete sempre furiosa, Mia Lady.-

-Già. Concentrati sulla tua missione.-

Diane Nguyen trasale. -È terribile. Anche Daniel/Peeta sta per rapire la sua preda. Secondo il libro del padre di Justin bisogna procedere al rapimento anche se lui non è sicuro. “Chi lo sa, magari si innamorerà di lei sul serio.”-

Justin, comunque, non è cambiato mancopenniente.

“Io stavo ancora cercando di domare la mia ragazza, e so quanto può essere difficile.”

Adesso mi immagino Brooke qui, in versione equina.

E qui, finalmente, verso la fine del penultimo capitolo, succede il dramma. Nella televisione del bar, una donna ansimante – il che irrita il pregevole Justin – annuncia a tutti di chiudersi in casa perché “le bande della zona est si stanno aggirando liberamente per le strade”.

Lady R si sdraia per terra rotolando tra le risate.

Ok, dice poi alzandosi. Capisco l’allarme, ma seriamente quando escono le “bande” per strada tutti si nascondono in casa neanche fossero terroristi e nessuno fa niente? Capisco che la polizia è una figura mitologica, ma… DAI!

Justin e Brandon partono a raccolta, bloccati inutilmente da Diane (o meglio da “la stessa puttana di prima”). Justin addirittura minaccia di “farle saltare il cervello”.

“Non ero uno che colpiva le donne, perciò la spinsi leggermente- ma forzatamente- lontano dalla porta. Lei boccheggiò, quasi cadendo a terra.”

Non sei uno che colpiva le donne. Certo: e io sono Darth Vader. Ne ho visti di ipocriti, ma tu sei a un livello irraggiungibile.

Devo ricordarti che hai TIRATO UN CAZZOTTO IN FACCIA A BROOKE, spermino rachitico?

“Eh ma in quel caso è diverso, l’ha fatto perché Blake gli aveva detto di farsi rispettare”.

A parte che questo rende il loro rapporto ancora più insensato, dato che Justin apparentemente sarebbe il superiore di Blake e non dovrebbe ricevere ordini da lui: ma anche se fossero due amici qualsiasi senza legami con il crimine organizzato, tirare un pugno in faccia a una persona che non ti ha attaccato per prima NON È GIUSTIFICABILE.

Lady R riprende il telefono: -Diane? Tutto bene?-

-Sì, Mia Lady. Sono scappati, è il momento. Però che stronzo, eh. Meno male che “non era uno che colpiva le donne.-

-Guarda che nessuno ha dimenticato il pugno in faccia.-

-Noi non dimentichiamo.-

Justin e Brandon sfrecciano a casa dalle loro prede. Brooke si mangia le unghie assieme a La Bionda e Keira. Porte chiuse, finestre sigillate. Manco stesse arrivando la Peste Bubbonica.

La Bionda stimola Brooke a telefonare a Justin. È ora che arrivi, per il funzionamento del piano. Justin arriva, e stabilisce di bussare cinque + cinque volte per farsi riconoscere. Ridicolo, ma benissimo, stanno arrivando. E arrivano. La Bionda deve pure fingersi terrorizzata, che umiliazione.

Entrano, ciascuno raggiunge la sua preda, pianti e fuffa e possesso. Brooke chiede a Justin di proteggere Keira, e lui accetta di malavoglia perché è una brutta persona.

Ad un tratto Justin riceve un messaggio da “Quelli dell’Est”, da cui capisce che hanno riconosciuto la sua casa. E si giunge così all’ultimo capitolo di quelli tradotti.

E si balla, un ultimo insulto a Drake dopo.

Eccoli che arrivano! Le prede – che piangono tutte eccetto “Jamie”, CHISSÀ PERCHÉ – vengono chiuse nell’armadio, e Justin e Brandon affrontano i loro nemici.

Ecco quindi Shaun Gordon, il Big Boss della Zona Est, che è arrabbiato con El Biebero perché non voleva allearsi con lui. È interpretato da David Henrie (Justin Russo nei Maghi di Waverly).

“Tutti sappiamo che sarei stato il miglior capo.” Disse, “E ora vengo a sapere che sei diventato una femminuccia con quella puttana che chiami ‘ragazza’”?

Sigh.

Ma c’è un twist: anche Shaun aveva una ragazza, di cui non vuole parlare.

E perché Shaun è qui, vi chiedete? Per “lei”.

Per Brooke. Oh, quelle surprise.

Così ecco gli schieramenti: Justin/Brandon/Cani vs Shaun/ScagnozzoAnonimo1/ScagnozzoAnonimo2. A quanto pare, Shaun è convinto falsamente che Justin abbia assassinato la sua ex ragazza Emily – no, non quella di Bieber’s Bitch. Non sente ragioni da Justin e GLI TIRA UN PUGNO SUL NASO! Ah, contrappasso!

“Fidati di me, Brooke soffrirà molto di più.”

Non vedo come si potrebbe peggiorare. Ma ahimè, Justin lo butta a terra e corre da Brooke. Che sta venendo picchiata da un ragazzo sconosciuto, come sia uscita dall’armadio non si sa. Rissa, calci, Justin ovviamente vince.

Arriva Shaun, che continua a non ascoltare Justin; ma El Biebero offre un patto per cercare assieme il vero assassino di Emily.

“So cosa si prova, adesso che ho finalmente qualcuno da amare.”

Se quello è amore, io sono Michael Jackson.

No, non lo sono, mi dispiace molto.

Vi riassumo il resto, così finiamo prima. Shaun se ne va, Brooke piange disperata perché Bieber “non l’ha salvata” e lo scagnozzo “l’ha toccata” (non si sa cosa si intenda, così), cure, e scopriamo che Shaun ha lasciato una bomba contro il loro letto.

Sì. Una BOMBA. Tipo ACME. Settata a ventiquattro ore.

Ovviamente Justin la vede e la disinnesca, furioso per essere stato imbrogliato da Shaun. E qui finisce la traduzione.

MENO MALE.

Ma non finisce qui la battaglia, perché Shaun ricompare. Anzi, a sbattere le ciglia non assomiglia più a Shaun. Ha lunghi capelli neri, pelle chiara, naso schiacciato e occhi sottili. Impugna una lunga katana e indossa un’armatura color bronzo, con un cinto rosso in vita.

-Chi sei tu?- domanda El Biebero. -Che vuoi, stronzo? Vuoi rubarci le puttane?-

-Io sono Sir Alonne.- risponde l’uomo. -Cavaliere del Vecchio Re di Ferro, Samurai e uomo con un minimo di decenza, e comando Quelli dell’Est!-

El Biebero si fa indietro atterrito, e si rende conto di essere circondato.

-Merda.- esclama Brandon. -Quella troia di Jamie. Era una spia nemica. E guarda, Boss! C’è la receptionist troia!-

Infatti una prosperosa ragazza dai capelli neri, di carnagione scura, armata di mazza chiodata.

-Io sono Virginia Avagyan Gomez: receptionist, spia infiltrata e sosia di Kim Kardashian, seconda in comando di Quelli dell’Est.-

Le altre spie si fanno avanti per il duello: un ragazzo castano, dalla pelle scura, impugna un fioretto per ogni mano.

-Io sono Chase Kumara, spia infiltrata e stunt-man professionista. Le tue botte non erano niente, per me, e sono qui per fartela pagare.-

Un ragazzo e una ragazza, biondi e pallidi, sfoderano due Spade Lunghe.

-Noi siamo Jennifer e Jack Szabo: gemelli, camerieri e spie slovacche professioniste. Non ci piace come tratti il personale di lavoro, men che meno le signore. Vedremo un po’ chi verrà strozzato con la camicetta di chi.-

La cameriera bruna si strappa di testa la parrucca, sfoggiando una liscia chioma nero-blu, ed estrae una pistola dalla borsetta firmata “Courtney Portnoy”. La pistola, non la borsetta.

-Io sono Diane Nguyen, scrittrice in cerca di una nuova aspirazione. Ho affrontato il delirio di Hollywoo e la guerra in Cordovia: non ho più paura di nulla.-

E non solo: ecco arrivare gli alleati esterni su un furgoncino targato “M4d150N-L0773”.

Prima un uomo sulla quarantina, con le sembianze di Robert Downey Junior, che impugna uno Spadone della Luna.

-Io sono Robceiros Beer. Ti ricordi di me, stronzo? Hai rapito mia figlia, la mia amata Madison-lotte, figlia degli Imagine Dragons.-

Poi un uomo roseo, muscoloso, con corti capelli biondi, che impugna un Dente di Drago colorato di arcobaleno.

-Io sono Dan Reynolds degli Imagine Dragons, un cantante assai più bravo di te e una persona migliore.-

La Bionda sfodera i suoi Coltelli da Bandito e li punta.

-Io sono La Bionda, scudiera di Lady R e vendicatrice delle vittime di rapimento!-

E infine anche Lady R, Spada del Sole alla mano, squadra Justin con aria di sfida.

-E io sono Lady R: membro del Corpo di Recensione, Cavaliere dell’Ordine di Ocelotte, e giustiziera delle fyccyne! TREMATE!-

-Bad Boys, a me!- esclama Justino El Biebero, ed ecco che Blake, David e tutti gli altri Bad Boys compaiono, armati di catene e di penne per scrivere fyccyne in cui vincono sempre. Lady R fa un passo avanti, la spada protesa.

Quel giorno più non vi leggemmo avante. 

Mentre Lady R e La Bionda pulivano via le ultime scorie di Bad Boy dal pavimento, Sir Alonne si avvicinò a loro, la katana rinfoderata e molti capelli sfuggiti alla consueta coda.

-Vorrei congratularmi con voi a nome di Quelli dell’Est. Avete combattuto bene.-

-E io vi ringrazio a nome del Corpo di Recensione, siete guerrieri eccellenti. Quando avete infilato la Katana sotto le ascelle del finto Josh Hutcherson… è stato un tocco di classe.- risponde la recensora.

-Il minimo che potessi fare, Mia Lady.- Alonne sorride. -Sarò anche un uomo, ma non significa che debba essere come quelli. Dover pronunciare quelle battute misogine è stato per me una vergogna, ma sono sempre pronto a combattere per questa causa.-

Allunga la mano verso gli altri, commosso. -Poi guardate, sono così simpatici e vanno d’accordo.-

Ed è vero: il resto di Quelli dell’Est si è riunito e chiacchiera amabilmente con gli alleati esterni.

-Santo cielo, Virginia, sei davvero identica a Kim Kardashian.- commenta Diane.

-Tristemente.- sospira la spia. -Una volta una coppia mi ha fermata per strada chiedendo un autografo per la loro figlia. “Scrivi ‘Alla mia fan numero uno, Jessie McCool’, per favore, nostra figlia ti adora”. Come hanno fatto a non accorgersene?-

-Jessie McCool?- -La ragazza di LUI?- Jack e Jennifer si guardano atterriti. -Sono mesi che lo inseguiamo. Ci scappa sempre.- -Un criminale esperto, senza dubbio.-

-Guardate, gente.- Dan Reynolds indica l’angolo della casa di Justin, dove Jessica attende rannicchiata e tremante. Gli altri si fanno avanti.

-Tutto bene?- domanda Virginia. -Vieni, ti aiutiamo ad alzarti.-

-Mi chiamo Jessica.- mormora lei, la voce che trema. -Non so dove sono, ho paura.-

Robceiros Beer rinfodera lo Spadone della Luna e si fa avanti, le mani protese. -Non avere paura. Ci sono io, non ti può succedere niente. È tutto finito, li abbiamo allontanati.-

-Ti riporteremo a casa, dalla tua famiglia.- promette Jennifer.

-Io non ho una casa, né una famiglia.- balbetta Jessica. -Sono stata creata per questa fyccyna, per essere rapita da Blake e amarlo. Io lo odio, mi maltratta sempre. Vi prego, non andatevene proprio adesso.-

Robceiros si avvicina e abbraccia la ragazza, accarezzandole paternamente i capelli. -Se non hai una famiglia, posso adottarti io. La mia cara, piccola Madison-Lotte ha scelto di vivere col suo rapitore piuttosto che con me. Ti prometto che ti tratterò bene.-

Jessica si asciuga le lacrime e stringe forte Robceiros. -Anche io ho bisogno di una famiglia. Vuoi essere mio padre?-

-Con tutto il cuore.- risponde lui. -Vieni, ti porto a casa. E tanti saluti a te, ingrata di una Madison.- si rivolge a Jessica. -Quando starai meglio ti racconterò la storia della Francia: da crepare dal ridere.-

-Aspettate.- interviene Dan Reynolds. -Dobbiamo andare alla tomba di Minerva, la ragazza uccisa da Blake. Le porteremo un mazzo di fiori ciascuno. Lo merita.-

-Povera ragazza.- Chase serra i pugni. -Vorrei aver potuto salvarla.-

-Lo vorremmo tutti.- sussurra tristemente Diane. -Ma ahimè: le fyccyne sono come Hollywoo, ingoiano innocenti come la pece.-

Mentre tutti si accalcano nel furgoncino, Lady R e La Bionda rinfoderano le armi. Finiamo la recensione, ora che si può.

Santo cielo, che orrore! Ho il vago sospetto che le fyccynare competano in schifo, perché questa storia duella con Bieber’s Bitch per il Trono del Disastro.

Solo l’idea di un sottobosco di giovani rapite da una banda di baby criminali convinti perversamente che in tal modo diverrebbero le loro “anime gemelle” è agghiacciante; ma come se questo problema non fosse abbastanza tremendo da solo, abbiamo personaggi maschili misogini, violenti, incapaci di prendersi uno straccio di responsabilità ed egoisti fino all’ultimo, e personaggi femminili sottomessi, incapaci di resistere, o bollate come “troia” appena appaiono.

Il fatto che ciascuno di questi criminali sia basato, anche se solo fisicamente, su una persona reale rende lo scenario ancora più terrificante.

Justin si atteggia tanto a povera vittima tormentata, ma non fa mai nulla per migliorarsi e rendersi apprezzabile dalla ragazza che si strugge che non lo ami. Brooke è incostante, un attimo ribelle un attimo dopo terrorizzata, e agisce senza un minimo di logica – ricordate tutti quando non chiama la polizia una volta scappata a casa di Chase? Blake è ancora più orribile di Justin, e pur essendo apparentemente un suo sottoposto gli manca completamente di rispetto. Brandon e gli altri criminali sono facce senza volto.

Gli unici personaggi simpatici sono Jessica e Keira, ma sono entrambe vittime e succubi di Justin Bieber e dei suoi. La prima non fa che piangere e avere paura senza mai ribellarsi a Blake – che per carità, sarebbe coerente come posizione di partenza, ma dubito fortemente che questa ragazza avrà un arco di crescita diverso da “mi metto con Blake e lo cambio con la mia bontà come ha fatto Brooke con Justin –, la seconda perde una sorella e si vede costretta ad obbedire al criminale che l’ha rapita pur di riaverla solo un po’.

Una storia orribile; ancora più orribile è che sia stata non solo scritta da una donna, ma tradotta da altre due.

Vi invito a riflettere, _TrueBeliebers_: dov’è il fascino in questo Justin? È davvero questa l’esperienza romantica che augurate alle sue fan?

Spero e prego di no.

Con rabbia.

Lady R.

Prima di andarcene un’ultima chicca: dato che a JustinAvenger piacciono tanto le playlist, sarò io stessa a farne una. Un po’ di buona musica per le eroine del domani.

Make Over – Christina Aguilera

OMG – Sabrina Washington

Runaway Girl – Santigold

I Am The Best – 2ne1

Pynk – Janelle Monae ft. Grimes

What You See (Is What You Get) – Britney Spears

Girls – Marina And The Diamonds

Dirty Laundry – Kelly Rowland

Lost Paradise – Izzy Bizu

***FLAWLESS – Beyoncé ft. Chimamanda Ngozi Adichie

Wonder Woman – Lion Babe

Jump – Madonna

Aggiornamento (06/03/2019): questa fic atroce è sparita da Wattpad! Gioia e tripudio!

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