“Bad Life” (Tamarri All’Attacco!) – Prima Parte

Era una tranquilla mattina come tante, nell’appartamento di Shade Owl: il recensore giocava a Little Hope, che aveva già finito da un pezzo ma doveva ancora platinare per questioni d’onore; Gaia dormiva accanto a lui, facendo un po’ di fusa; Piton aveva eletto il bagno a suo laboratorio personale, piazzandoci dentro provette e calderoni, intento a fare esperimenti con il Distillato della Pace, sfruttando il Passante come cavia; Cthulhu si era invece impadronito della cucina, dove armeggiava attorno ai fornelli con un grembiule a fiori legato stretto addosso, mentre si dilettava nella creazione di nuove ricette, rigorosamente a base di carne umana. Generalmente di pessimo dottore.

Ellie invece sedeva in corridoio, circondata dalle sue armi, e stava pulendo uno dei fucili con stracci e spazzolini, canticchiando qualcosa a mezza voce. Sarebbe stato quasi rilassante se i coltelli e le forbici che doveva ancora pulire non fossero stati macchiati di sangue.

Poi un messaggio sulla messaggistica di Wattpad attirò l’attenzione di Shade Owl, che prontamente prese il telefono per controllare la notifica appena arrivata.

– Oh… ma pensa…- disse.

– Miao?- chiese Gaia, stiracchiandosi.

– Una lettrice mi ha scritto.- spiegò – Ci ha suggerito una ficcyna da stroncare.-

– Ancora Justin Bieber?- chiese Ellie dal corridoio.

– No, stavolta no. Il nome del protagonista è diverso.-

Piton entrò nella stanza con la fronte aggrottata, le mani giunte dietro la schiena.

– Benché non si tratti di celebrità reali è ugualmente contro il regolamento?- chiese – Ci sono contenuti inappropriati?-

– A quanto pare sì, la nostra lettrice dice che merita attenzione. E comunque, non ci metterei la mano sul fuoco per quel che riguarda la cosa delle celebrità reali…-

– Hgfffny l’tjhku nh’ak llyk’thne?- chiese Cthulhu dalla cucina.

– Beh, non lo so, ma è possibile. Insomma, finora in quasi tutte le ficcyne c’erano dottori da farti mangiare, no?-

Il Grande Antico emise un verso di giubilo e farfugliò qualcosa in R’lyehano sull’andare a comprare altro cumino.

– E gli infetti? Ci saranno pure quelli?- chiese Ellie, facendo capolino dal corridoio.

– Se almeno sapessi di preciso cosa intendi tu con “infetti” potrei anche risponderti…- brontolò Shade Owl – Oh… porca miseria!- aggiunse poi.

– Miao?- chiese Gaia.

– No, non c’entra Ellie… stavolta. È che… sto guardando la fic.-

– E…?- chiese Piton.

– Ehm… sono… i capitoli.- aggiunse.

Mostrò il telefono a Piton che, leggendo il numero, sbiancò.

***

Benritrovati a tutti quanti, o voi che leggete! La mia squadra e io siamo di nuovo pronti a farvi leggere una delle nostre recensioni. O meglio, una recensione in più parti, perché la storia che andremo a proporvi è un… ehm… un tantino più corposa di quelle che abbiamo già affrontato finora.

Andiamo con ordine: il titolo di tale fic è “Bad Life”, e conta un totale di 170K letture e 7,5K voti. Essa proviene dal profilo Wattpadiano dell’autrice @llove_life, e ci è stata segnalata (o meglio, mi è stata segnalata) dalla nostra lettrice @asocialmenteasociale, che ha avuto modo di darle un’occhiata e di capire per prima di cosa si trattasse. Appena si è resa conto di ciò che aveva tra le mani non ha esitato a scrivermi, chiedendomi se la squadra e io fossimo disposti a occuparcene.

Malgrado in agenda ci fossero in realtà altre ficcyne, prima, ho pensato che tale sollecitudine meritasse una certa considerazione, così ho spostato questa fic in cima alla lista. Nonostante questo, la recensione ha richiesto molto tempo, soprattutto per la lunghezza della storia.

https://www.wattpad.com/story/222205302-bad-life

Essa infatti conta ben 120 parti, malgrado otto di esse non siano veri capitoli, ma più che altro roba inutile o… sorprese che vi farò, e molte altri di questi capitoli, soprattutto verso la seconda metà e la fine, siano corti e fuffosi, privi di eventi significativi o quasi. In tutto, quindi, sono centododici capitoli più otto aggiunte.

In ogni caso, ho dovuto necessariamente suddividere questa recensione in più parti, onde evitare di scrivere un mappazone gigante che nessuno sarebbe mai riuscito a leggere.

Parlando della trama in sé, la presentazione già riesce a fornirci, cosa rara per le ficcyne, delle info piuttosto utili per capire cosa dovremo aspettarci dalla storia: la Hope di turno si chiama Noemi, e ha ventiquattro anni. Suo padre morì quando ne aveva otto, e la madre si risposò con tale Paul per poi morire a sua volta quando Noemi era appena tredicenne, lasciandola da sola col patrigno. Che ovviamente divenne violento, perse il lavoro a causa di problemi con alcool e droga, cosicché alla fine Noemi si è ritrovata a fare due lavori per vivere.

Si parte bene…

Abbiamo poi le info sul protagonista maschile: James, che come dice la presentazione, è il “Boss della banda più forte e importante di Miami” (ah, bene, per una volta so fin da subito dove ci troviamo! Chissà se incontro Horatio Caine…) e non ci viene svelato molto di più, se non che è un tipo spietato e pericoloso.

Posso aggiungere io dei dettagli ai protagonisti: la Hope, nelle intenzioni della fic (e come verrà ripetuto più volte da altri personaggi), è una ragazza “forte”, a cui “piace difendersi da sola”. In realtà è semplicemente una che subisce gli eventi della sua vita e che non ho mai visto difendersi mezza volta in centoventi capitoli. Di fatto non proverà né ha mai provato a cambiare la sua vita, a sottrarsi agli abusi e nemmeno, in diverse occasioni, a sottrarsi a situazioni pericolose pur avendone l’intenzione, la voglia e l’opportunità, rimanendo ferma dov’era come un attaccapanni.

Anche i suoi cosiddetti amici, colleghi di lavoro, non sono soddisfacenti in alcun modo: malgrado lei dica più volte che sanno tutto della sua situazione (in particolare la Migliore Amica™), costoro non muoveranno un dito per darle una mano. Cosa che verrà giustificata in modo assurdo.

Per quel che riguarda il Bedboy, invece, sappiate fin da subito che, malgrado ci venga descritto come un grande criminale, si comporterà da completo inetto in tale ruolo in più occasioni, mostrandoci spesse volte un lato da stalker, possessivo, violento e a tratti anche pericoloso, e non nel senso che intende la presentazione della fic.

C’è anche da aggiungere che la sua vita criminale sarà presente solo per mezza fic: a momenti alterni sarà come se l’autrice si fosse dimenticata che è a capo di una gang di qualche tipo, e ostenterà una ricchezza degna di Zio Paperone e Bruce Wayne messi insieme, uscendo a divertirsi quasi tutte le sere nei locali, facendo viaggi costosi, comprando oggetti dal prezzo a dir poco proibitivo e addirittura, ad un certo punto, ci verrà nominato un jet privato.

Inoltre non avrà mai a che fare con la polizia, in nessuna occasione, nemmeno quando, ad un certo punto, comparirà un (sedicente) poliziotto, il quale lo ignorerà tranquillamente, malgrado si trovi nello stesso posto con lui proprio per una segnalazione fattagli da un altro personaggio, che lo identificava come rapitore.

Altro fatto curioso, tra i tag della storia spiccano “cattiveria”, “violenza” e “badboy”.

A parte questo, i prestavolto dei protagonisti sono chiari fin da subito, sia perché presentati nel prologo, sia perché ne vedo i nomi tra i tag: per Noemi è stata scelta Selena Gomez, che ricorderete tutti sia come ex fidanzata di Justin Bieber sia per serie TV tipo “I Maghi di Waverly”.

Per James è stato invece scelto il modello britannico Stephen James, sul quale non ho molte informazioni. Anche Wikipedia descrive quasi esclusivamente la sua carriera come modello, anche se per un po’ è stato un calciatore, benché mai ad alti livelli.

Inoltre, l’intera fic è scritta all’indicativo presente, ovviamente in prima persona, cosa che mi urta da morire. Nel senso: non è proprio un errore scrivere al presente indicativo, ma a me onestamente non fa impazzire, e anzi in tutti i romanzi che ho letto veniva usato il passato. E non parlo solo di quelli famosi, parlo anche di romanzetti di nicchia, fumetti d’autore e persino robaccia per cui avrei benissimo potuto evitare di sprecare denaro (tipo “Osama Game”… non so l’anime, ma il libro è una stronzata assurda, ve l’assicuro…).

Questo è tutto ciò che posso dire a livello preliminare. A questo punto direi che possiamo procedere con la recensione vera e propria, e sperare che la fuffa non mi sommerga, stavolta.

Come al solito sarò accompagnato dalla mia squadra di assistenti, ovvero Severus Piton…

Piton: – Ammirevole.-

… il Grande Antico Cthulhu…

Cthulhu: – Ykln t’leeh blyk nuht…- (Voglio mangiare dei dottori…)

… e ti pareva… la mia gatta Gaia…

Gaia: – Miao!-

… ed Ellie. Sì, è ancora qui.

Ellie: – È che qui mi diverto.-

Io no.

***

Partiamo subito con il prologo, che altro non è se non una riproposizione PARI PARI della presentazione della fic. In pratica un copia-incolla di quello che vi ho appena detto io, con la sola aggiunta delle FOTO di Selena Gomez e di Stephen James. Con lo spazio autrice seguente:

Continuate per scoprire cosa succederà.
Ho deciso di non dare troppe indicazioni nella descrizione e nel prologo

Diciamo pure che nel prologo hai deciso di non dire niente… a questo punto potevi solo metterci “NOEMI” e “JAMES” seguiti dalle relative foto. Che avrei disprezzato lo stesso, ma avrebbe avuto già più senso, paradossalmente.

Passiamo al primo capitolo, con Noemi, la nostra Hope, che viene svegliata da Paul, il patrigno che grida a gran voce il suo nome, e lei è giustamente seccata perché sono le otto, ha finito di lavorare alle cinque e alle undici dovrà ricominciare.

Ovviamente i numeri sono scritti in cifre.

Ora, fermiamoci un secondo e facciamo due conti: ci sono ventiquattro ore in una giornata, e lei fa due lavori, suppongo full time. In pratica, lavora sedici ore su ventiquattro, rientra a casa alle cinque e le restano sei ore libere fino alle undici. Il gap di due ore potremmo considerarlo come il tempo di viaggio tra casa e lavori vari (quindi diciamo una mezz’ora per andare al primo lavoro, un’ora per andare al secondo e un’altra mezz’ora per rientrare).

Rimangono, come ho detto, sei ore libere, nelle quali può mangiare, dormire e lavarsi. Diciamo che tra il cucinare e il mangiare (perché dubito seriamente che Paul sia il tipo che cucina) se ne vanno anche una o due di queste ore. Meno se mangia da asporto o prepara tutto col microonde, ma comunque almeno un’ora se ne va. E contiamo un’altra oretta per abluzioni, doccia e preparativi vari.

Rimangono QUATTRO ORE di sonno. Non sono nemmeno lontanamente sufficienti, e so di cosa parlo. Si può sostenere un ritmo del genere per brevi periodi, ma alla lunga si arriva all’esaurimento fisico e mentale, ci si ammala e non si può più lavorare.

Intendiamoci: fare due lavori è possibile, ma non a questi ritmi. Nessuno può sostenerli a lungo. E conosco molte persone che lavorano molte ore al giorno, ben oltre l’orario consueto, ma non dormono meno di sei ore a notte, come minimo.

Insomma, tornando alla storia, Paul pretende che Hopemi vada fare la spesa perché lui ha fame. Saltiamo la scena, che non è molto interessante, e analizziamo invece una cosa che ci viene detta dalla protagonista: tra le varie cose che deve acquistare ci sono molte bottiglie di alcolici (come vi ho detto, Paul è un alcolista, e ci è pure stato detto che si droga, anche se non so di cosa si faccia, ancora), e che, se Noemi non le dovesse comprare, allora Paul si infurierebbe.

Ehm… mi sorge una domanda: perché la ragazza di ventiquattro anni che deve fare la schiava con due lavori e praticamente due minuti di sonno a notte non se ne va? È adulta, e, visto che lavorare già lavora, può trovarsi una casa. Noemi, sfancula Paul e vattene a vivere per conto tuo, magari il più lontano possibile da lui, anche in un’altra città! Cosa ti trattiene lì con lui?

Non si sa. In ogni caso ci viene specificato che tra le undici e le diciannove lavora in un negozio di abbigliamento, poi torna a casa per preparare la cena e cambiarsi e infine alle nove e mezza di sera inizia il turno in un posto chiamato “Karma”, che suppongo sia un locale notturno, fino alle cinque del mattino.

Se rifate i conti seguendo quanto ho detto prima vedete che farà otto ore nel negozio, sette e mezza nel locale e le rimarranno sei ore fino alle undici. Riaggiustando un po’ i miei conti, comunque, le cose non cambiano, dato che la mattina, in quelle sei ore, deve dormire, lavarsi, evidentemente soddisfare i capricci di Paul e ogni tanto sbrigare le faccende di casa, che il patrigno difficilmente farà. Quindi, non cambia molto ciò che ho detto: per dormire sei ore dovrebbe rientrare, addormentarsi praticamente all’istante e uscire appena sveglia.

Piton: – Ma quanto vuoi insistere su questi aspetti?-

Shade: – Finché non mi sarò stufato. Io lavoro da quando avevo sedici anni, e nemmeno è stato facile trovare qualcosa con un contratto regolare in tutto questo tempo. Non mi piace che il mondo del lavoro venga semplificato così. Anche perché un solo turno di otto ore è stancante, a seconda del tipo di lavoro può esaurire mentalmente o fisicamente, se non in entrambi i modi. A me è capitato di fare doppi turni, di uscire di casa alle otto e rientrare alle undici di sera, anche di uscire alle cinque e rientrare a quella stessa ora il giorno dopo. Non è un gioco e, anzi, può essere pericoloso.-

Tornando alla storia, segue un po’ di fuffa, che però ha vita breve (non viene lasciato molto spazio al lavoro pomeridiano di Noemi, infatti è riassunto in poche righe), e dopo cena Paul decide di somministrare un po’ di sana violenza domestica.

Cthulhu: – Ynr lhn’wa tj’ke lltyh n’wh, mgta htke to’lhuj kuth?- (Lo so che non è un dottore, ma posso mangiare anche lui?)

Shade: – Prima o poi potrai farlo, ora concentrati.-

Considerando il tipo di personaggio non ho molto da ridire. Cioè, è uno schifo, ma anche realistico che un alcolista violento picchi qualcuno più debole con un pretesto qualsiasi (in questo caso dice che lei lo ha fatto innervosire la mattina e che la cena non era soddisfacente), ma è trattato tutto in modo alquanto superficiale: nessuno spazio per emozioni vere o approfondimenti psicologici, tutto viene descritto in poche righe, nel paragrafo dopo abbiamo la minuziosa descrizione dell’abbigliamento di Hope.

Mi spiego: la scena delle botte dura letteralmente tra le tre e le otto righe (dico otto includendo i dialoghi, le tre righe sono quelle usate per descrivere l’azione), mentre la descrizione degli abiti e della preparazione arriva a ben dieci righe, nelle quali ci sono molti dettagli sui vestiti e sulle scarpe.

Va bene descrivere minuziosamente il vestiario, se proprio vogliamo renderlo importante per contestualizzare il personaggio lo si può fare, ma è giusto dare spazio anche alle cose davvero importanti. Questa vorrebbe essere una storia romantica su una ragazza vittima di abusi, quindi descriviamoli questi abusi! E non in tre righe, io voglio sapere cosa prova, da quanto va avanti, perché sopporta questa vita invece di scappare, come mai non ha chiesto aiuto a nessuno (amici, vicini, polizia, Paperinik…), quali disagi interiori o insicurezze le provoca, se ha dei segni addosso…

Le vittime di violenza domestica, che subiscono questi abusi, sviluppano sempre una serie di problematiche complesse! Non è qualcosa che può essere riassunto in tre righe! Che poi sono righe di Wattpad, che incolonna tutto il testo… su un foglio di Word diventano tipo uno e mezzo.

Anche la descrizione del Karma, il locale notturno dove lavora, occupa parecchie righe fuffose. Lì conosciamo Giuly (che dovrebbe essere “July”, ma vabe’…), una collega di Noemi, “una bellissima ragazza con un fisico pazzesco”, come ci viene generosamente descritta.

Giuly ci conferma che Hope dorme solo quattro ore a notte. E, ripeto, per brevi periodi va bene, ma con un doppio lavoro e tutti i giorni… no che non va bene.

Ah, e voglio riportarvi quanto segue:

< Ti prego non iniziare a psicoanalizzarmi, se tu lo facessi poi di conseguenza dovresti andare tu da uno strizza cervelli > dico scoppiando a ridere, la mia vita è troppo complicata e dura da poter capire.

Cioè, ma che ti ridi? A parte che “strizzacervelli” si scrive senza spazi, cosa ti metti a ridere pensando alla tua vita “troppo complicata e dura da poter capire”? TI SONO MORTI I GENITORI E VIVI CON UN ALCOLISTA ABUSIVO! Cosa c’è da ridere, me lo spieghi? Anzi, cosa c’è da capire? Vattene e basta, non c’è altro!

Piton: – Magari, andando avanti nel testo, scopriremo che ci sono dei motivi per cui non può vivere da sola.-

Shade: – Malgrado la storia sia appena iniziata, non riesco a immaginarmi quali possano essere. Non vedo condizioni che spieghino perché continua a subite botte e vessazioni da parte di Paul: non è sotto ricatto, non ci sono ordini di un qualche giudice che le impongano di rimanere sotto la tutela di quest’ultimo, è adulta ed evidentemente in grado di provvedere a se stessa…-

Piton: – Volevo essere ottimista.-

Insomma, il turno al “Karma” comincia, e tra la fuffa spicca un ragazzo seduto a un tavolo con altri cinque amici che le chiede un Whisky, che passa il resto della serata a fissarla. Dal “Prive” (che si scriverebbe “privée”). Un posto generalmente isolato, da cui non si può essere visti perché molto appartato e usato solitamente per festini privati. Ma comunque la fissa tutta la sera.

Ellie: – Il che mi pare un po’ inquietante.-

Shade: – Senti chi parla…-

Tornata a casa, Hopemi trova Paul ubriaco che subito la mena e le chiede altri soldi:

< Finalme-nte sei arr-rrivata Troi-etta > dice balbettando, è ubriaco fradicio come sempre ormai. Ogni sera se non è ubriaco è fatto, ecco dove finiscono i miei soldi.

< Ero al lavoro e abbiamo chiuso come sempre alle 5.00 poi bisogna sistemare tutto e oggi eravamo pieni di gente > rispondo esausta dalla lunga giornata, non vedo l’ora di poter toccare il mio bel letto e magari dormire un po’ visto che domani non lavoro al negozio e sono libera fino alle 21.30.

< NO-ON MI RISP-OONDERE CO-OSì, ORVA VIEN-NI QU-UI > mi urla, cazzo è veramente ubriaco e incazzato.

Mi avvicino a lui impaurita.

Non appena sono davanti a lui che è ancora seduto mi tira un forte pugno nello stomaco che mi fa piegare a metà dal dolore, la cosa però è a suo favore perché il mio viso è più vicino così mi prende per i capelli e mi lancia per terra per poi alzarsi e tirarmi calci ovunque.

< D-dammi altr-ri sold-di > mi dice.

< Al momento ho questi domani sera te ne do altri > rispondo io che non avendo altro gli allungo le mance della serata 100$.

< Ok, Dom-mani impegnat-ti di p-più > dopo che mi ha detto questo mi alzo a fatica e vado in camera mia.

Okay, Potere dell’Elenco Numerato, VIENI A ME! (in posa tipo Sailor Moon)

1) Noemi, ma che cazzo ti avvicini a lui quando è evidente che sta per menarti? Scappa, sbronzo com’è mica può correrti dietro!

2) I tuoi soldi li dai a lui? E perché? Ripeto: VATTENE DA QUELLA CASA!

3) Questo non è il modo di parlare di una persona ubriaca marcia, è il modo di parlare di un sintetizzatore vocale che funziona male!

4) Un omone come immagino sia questo Paul (perché non ci viene descritto, ma suppongo che sia piuttosto grasso e piazzato) che mena una ragazzina col fisico di Selena Gomez, che se pesa sessanta chili è già parecchio? E lo fa tutti i giorni? Immagino che sia così, visto che è già la seconda volta in ventiquattro ore. E lei riesce non solo a rialzarsi, ma a continuare a fare due lavori e tutte le faccende di casa?

Vabe’, procediamo, dai… il capitolo è praticamente finito. Rimangono solo poche righe di lei che, giustamente, pensa di non poterne più (e mi pare il minimo), anche se, come ho già detto, non fa niente per andarsene, e una FOTO di Giuly, la cui prestavolto è nientepopò di meno che Taylor Swift, che non vi devo certo dire per cosa è famosa.

Concludo dicendovi che non sono l’unico ad essersi chiesto come mai Hopemi non lasci quella casa o non denunci Paul alla polizia: altre tre persone hanno commentato esprimendo i miei stessi dubbi. Dubbi a cui l’autrice non ha mai risposto, almeno finché non ho commentato anche io.

Aspettate, vi faccio lo screen, così nessuno potrà dire che mi invento le cose:

Così ha risposto a me, e sono ben contento di dire che è anche stata cortese (a differenza di altre autrici, come abbiamo avuto modo di vedere). Ora metto lo screen di una risposta data a un altro commento (molto più vecchio, a cui però avevo prima risposto io, concordando con lo sconcerto di chi lo aveva scritto):

Ancora non potevo sapere cosa intendesse con “non glielo permetteva”. E non l’ho potuto sapere nemmeno dopo. Non è MAI stato chiarito.

Al massimo ci verrà detto (nel capitolo novanta) che Paul minacciava di uccidere lei e chiunque l’avesse aiutata a scappare se solo ci avesse provato.

Quindi un ciccione drogato e alcolizzato è in grado di uccidere degli adulti molto più in forma e in forze di lui, e magari anche il dipartimento di polizia di Miami al quale lei poteva sempre rivolgersi in qualsiasi momento?

Andiamo avanti. Andiamo… avanti.

Passiamo al secondo capitolo, quando DI NUOVO Noemi viene svegliata da delle urla. Deve essere un appartamento molto bene insonorizzato, visto che a quanto pare la cosa non sembra disturbare i vicini e avviene regolarmente…

Urla e rumori sono ovviamente frutto della furia di Paul, che pretende altri soldi. Che lei gli dà.

MA CAZZO, VATTENE INVECE DI FARGLI DA BANCOMAT! PURE UN COMMENTO DI UNA LETTRICE TE LO CONSIGLIA!

E non dite che lo asseconda per evitare le botte: appena gli allunga tutti i soldi che ha da parte (duecento dollari), questo qui pensa bene di tirarle un cazzotto sul naso e di prenderla a calci nello stomaco e poi nella schiena mentre è a terra.

Cioè, solo il giorno prima ha subito DUE pestaggi, un altro quella mattina quando è rientrata e ora, dopo appena cinque ore (è rientrata verso le sei, e adesso sono le undici) ne subisce un quarto. Complimenti, la Rigenerazione delle Hope è decisamente a livelli altissimi, stavolta… tipo Corinne in Bianca Come Il Latte, Rossa Come Il Sangue.

Dopo l’ennesima scarica di mazzate, poi, Paul pretende che lei cucini. Certo, sarà più che in grado di farti da serva dopo che l’hai massacrata… Ah, e le ordina pure di digiunare. Come faccia ad essere ancora viva proprio non lo so… Insomma, ci ritroviamo in camera di Hopemi che ha il ghiaccio sul naso ammaccato e la schiena che le fa così male che nemmeno riesce a muoversi (mi pare il minimo, questo), poi fuffa e a cena opta per del “Chilly” (doveva essere chili, un piatto piccante a base di carne molto consumato in America, ma per qualche motivo si è trasformato nel sapone intimo…), dopodiché si mette il fondotinta e l’eyeliner per coprire i lividi in faccia… non sono esperto di trucchi ma non sono poi tanto convinto che funzionino così bene, coi lividi…

Lady R: – No, non funziona così, a volte a malapena basta per i brufoli.-

Ecco, appunto… e va a lavorare.

Si potrebbe obiettare che in qualche ora non ti riprendi tanto bene da un pestaggio simile, specie se è il quarto in ventiquattr’ore… ma vabe’, procediamo. Io intanto colpisco la parete di testa, tanto per non farmi mancare niente e dare a Cthulhu qualcosa da fare.

Saltiamo di nuovo la fuffa e scopriamo che il “Prive” è occupato dal gruppo di ragazzi tatuati della sera precedente, tra i quali ovviamente c’è lo stesso che l’ha fissata tutto il tempo, che oggi sembra nervoso.

Saltiamo il resto della serata, che comunque viene trattato poco pure dall’autrice, e arriviamo a casa di Hope alle sei del mattino. Subito la nostra protagonista nota due suv scuri che presume siano lì per Paul, che secondo lei si mette sempre nei guai.

Ah, anche questo? Un alcolizzato tossicodipendente che urla un giorno sì e l’altro pure è già un miracolo che non venga visitato dalla polizia regolarmente, quantomeno per disturbo della quiete pubblica (magari ai vicini non frega niente che meni la figliastra, purtroppo succede, ma mi pare strano che a nessuno dia fastidio il rumore continuo), ma ora viene pure fuori che si mette spesso nei guai con fantomatici sconosciuti che, dato il suo stile di vita, sono probabilmente persone poco raccomandabili? Senza che questi lo menino mezza volta per avvertirlo di darsi una regolata?

Il mio Rilevatore di Assurdità sta bippando da un pezzo, gente…

Non so che tipo di “guai” abbia con questa gente a cui accennava Noemi, però mi pare tutto fin troppo alla buona.

Comunque, il capitolo finisce con Paul che le grida di raggiungerlo in salotto.

Nel capitolo dopo, come Noemi arriva, gli dà tutti i soldi in suo possesso (senza che nemmeno le venga chiesto…) e subito dopo si becca una papagna nello stomaco, ma i misteriosi visitatori intervengono per fermare Paul.

Questi ultimi sono ovviamente i “6 ragazzi del Prive”, come li definisce lei. Ma non mettetevi a gridare ai buoni samaritani, perché le cose sono un tantino diverse: siccome Paul ha tanti debiti, ha deciso di venderla a questi simpaticoni.

Non che mi sia ben chiaro quali diritti abbia Paul su Noemi, dato che lei è maggiorenne e non sono parenti, ma sticazzi… ha venduto un essere umano, il che fa più che abbastanza schifo. Se non altro, il suo è un personaggio dichiaratamente negativo, pure per l’autrice della fic, e tutto considerato è anche un personaggio piuttosto buono, per il suo genere: nel senso, malgrado le critiche che ho mosso finora alla storia, Paul è un personaggio fedele a se stesso e coerente nel suo essere abietto ed egoista. È già meglio della Hope, che è così cretina da accettare di vivere con lui malgrado possa legalmente vivere da sola già da sei anni.

Insomma, dicevo: l’ha venduta ai “6 ragazzi del Prive” perché sia la loro schiava. Naturalmente il capo di questi sei è James, il Bedboy della situazione. Quindi è stata acquistata da lui e la sua gang come schiava, ma troverà l’amore. Grandioso.

Ellie: – Gli schiavi non trovano l’amore nei loro schiavisti. Al massimo diventano schiavi sessuali, ma non c’è nulla di romantico in questo.-

Shade: – Sai, a volte dici delle cose sorprendentemente coerenti e adatte alla situazione.-

Ellie: – Se capitasse a me una cosa del genere, evirerei il primo bastardo coi denti, lo disarmerei e poi farei altrettanto agli altri con il machete sottratto al primo.-

Shade: – Poi hai di queste uscite e cresce in me il desiderio di chiuderti in un seminterrato che non ho…-

Lady R: – Wow, Ellie, sei single? V-Voglio dire, sei libera? Ho un paio di potenziali bersagli per te.-

Saltiamo un po’ di fuffa in cui ci sono i “convenevoli” alla schiavitù, tanto a parte Noemi non riesco nemmeno a capire chi è che stia parlando… non ci sono nomi per i membri della banda, né tantomeno descrizioni, anche un qualcosa di minimo per caratterizzarli (che so… un tatuaggio, una cicatrice, un capo d’abbigliamento particolare…). Sono solo voci decorpizzate. Il succo è che le CONCEDONO di andare a prendere un paio di effetti personali. E questa somma cretina LI RINGRAZIA PURE!

< P-prima di andare posso almeno prendere dei vestiti e alcuni miei effetti personali > chiedo un po’ impaurita.
< Non ti serviranno questi stracci da noi > dice uno di loro.
< Se vuoi lui ti accompagna su a prendere delle cose personali > dice serio quello della banda indicando un suo amico.
< O-ok g-grazie > dico per poi dirigermi seguita dal ragazzo.

COSA ACCDENTI LI RINGRAZI, QUESTI TI HANNO LETTERALMENTE COMPRATA PER FARE LA SCHIAVA!?!?!?

Cthulhu: – Tsljy nr’he lkaah l’eht ykkn’he mbuht?- (Quindi la schiavitù è una cosa normale per gli umani?)

Shade: – No, Cthulhu, non più da qualche centinaio di anni.-

Cthulhu: – Tlhy. N’kkeaa sheikk thbrwn’a eht kkrhjal l’thakhhu.- (Bene. Solo il Grande Antico può schiavizzarvi.)

Lady R: – Mi verrebbe da sperare che li ringrazi nel tentativo di blandirli, di non incorrere nella loro ira e illuderli con un’aria obbediente… ma non sembra essere così, soprattutto perché non è detto anche se siamo nella testa di lei. Peccato, perché questo tipo di manipolazione verbale è qualcosa che amo in un personaggio prigioniero.-

Appena tornata di sotto, Hopemi tira un cazzotto sul naso a Paul, facendoglielo sanguinare. Per una volta fa qualcosa per reagire, finalmente.

Salto un paio di paragrafi fuffosi, arriviamo alle parti perlose, che meritano la nostra attenzione.

La nostra Hopemi, da brava ragazza spaventata, che si trova in auto con un gruppo di estranei che l’hanno letteralmente acquistata dal patrigno, che si rende conto di essere in compagnia di criminali, decide di tempestarli di domande:

< Che ci faccio qui con voi? Che volete da me? Perché proprio io? Voi chi siete? Che tipo di debiti aveva il mio patrigno con voi? Mi ucciderete? > chiedo tutto d’un fiato.

Ma una secchiata di cazzi tuoi, come dicono dalle mie parti?
Cioè… sono tutte domande legittime, e in effetti sono affari suoi, ma se fosse davvero spaventata non vomiterebbe tutto ‘sto fiume di domande addosso a questa gente, né succederebbe quanto segue:

< Quante domande Moretta > dice lui ridacchiando e girandosi verso di me.
< C-Chi sei? > chiedo impaurita.
< Sono James il capo della banda e ora anche il tuo, tu invece come ti chiami? > mi risponde lui.

Più che un capobanda, questo mi pare un capetto di una gang scolastica…

Noemi insiste con le domande, e se questo fosse un vero mafioso le spaccherebbe i denti col calcio della pistola pur di farla smettere (non sto scherzando), invece risponde pazientemente alle sue domande: dice di nuovo di chiamarsi James (e questo s’era capito la prima volta che l’hai detto, supergenio…), che è il capo della banda (perché ovviamente tutti i capibanda si occupano personalmente di quisquilie come questa) e poi le chiede… come si chiama.

Cioè, ma questo deficiente nemmeno sa come si chiama la ragazza che ha appena comprato??? Ma sei allo stesso livello di LUI di Afraid Of You! Spera di non scendere più in basso, amico, perché al momento il primato lo ha conquistato il Justin di Everything Can Change!

Insomma, andando avanti le spiega perché l’hanno comprata (senza di fatto aggiungere molto a ciò che sapevamo prima):

< […] Ti ha venduta a noi per salvarsi il culo, era pieno di debiti che lo avrebbero ucciso e ci ha proposto questo scambio.>

Ah, certo… Danger lo insegna, i debitori insolventi vanno ammazzati, così si rimedia alla perdita di denaro… ma questo GIGANTESCO deficiente, poi, la rassicura dicendole che ucciderla sarebbe uno spreco. Geniale: ammazzare chi ti deve dei soldi è ammissibile, e la nuova schiava è uno spreco di omicidio… ma chi diamine ti ha insegnato a fare il mafioso, Rocky e Mugsy?

A parte questo, le spiega che la terrà in casa sua per ubbidire ad ogni suo comando (non sto parafrasando). Se non fosse il Love Interest di Hope non sarebbe un problema, questo… cioè, sarebbe un cattivo, quindi sarebbe un comportamento comprensibile e accettabile nel suo contesto, ma ai Bedboy tutto è concesso.

Le macchine si fermano una volta arrivate a una villa… anzi, “nel cortile di una grandissima e bellissima villa”, e ci mancherebbe altro, ma Hope viene rapidamente portata in un seminterrato che sembra una cella, con una sedia, una “ciotola” (che lei immagina serva per i bisogni, ma credo l’autrice intendesse un secchio), un materasso a mo’ di letto e un lavandino con tanto di asciugamano.

Mentre James va a controllare la roba che ha messo in borsa (perché, mandare qualcuno a controllare subito mentre la borsa la stava facendo? Troppo difficile? Eravate solo in sei, dopotutto… anzi, aveva pure incaricato uno di seguirla!), lei si lava nel lavandino. E quando lui ritorna Hopemi indossa solo l’asciugamando.

WTF???

Piton: – Ehm… in che senso? Cioè… ha fatto il bagno nel lavandino?-

Shade: – Ma che ne so… quel lavandino sarà grande quanto una vasca, magari…-

Giuro, sto ridendo all’idea: la ragazza appena sequestrata da sei estranei palesemente criminali come pagamento dei debiti del patrigno abusivo decide di spogliarsi e farsi un bagno nel lavandino per poi coprirsi con l’unico asciugamano lì presente… non dovrei, ma sto ridendo…

Naturalmente James le ordina di vestirsi lì davanti a lui mentre il nostro eroe di staceppa la guarda fisso, e come lei si toglie il telo nota i lividi e i segni delle percosse:

< Questi non sono di stasera, ti picchiava spesso? > dice indicando i lividi, io in risposta indietreggio e indosso velocemente i vestiti abbassando poi la testa.

Tipica domanda di un mafioso che commercia esseri umani.

Il rigo dopo le ordina di sedersi e la lega per poi augurarle la buonanotte.
Cioè deve dormire legata alla sedia? E lei risponde…

< Buonanotte > rispondo semplicemente e lui se ne va via. Questo sarà l’inizio di un nuovo incubo, il secondo della mia vita.

MA CHE COSA RISPONDI “BUONANOTTE”??? TI HA APPENA LEGATA ALLA SEDIA PER LASCIARTI LÌ FINO A DOMATTINA!!!

Cioè, ma avete idea di quanto sia scomodo dormire su una sedia? Questa domani sarà più indolenzita di me dopo dodici ore a montare farmacie (sì, per vivere faccio anche quello)!

Evgenij:- Ma piuttosto, allora il materasso a cosa serve?-

Shade: – Per delle scene che verranno e non saranno incentrate sul sonno.-

Passiamo al capitolo quattro e al giorno successivo. Hope viene svegliata dai passi che scendono dalle scale, accennandoci al dolore al collo dovuto alla posizione scomoda che ha sostenuto tutta la notte, e arriva uno dei ragazzi della banda, ovviamente bellissimo, che le si approccia col tipico atteggiamento del mafioso che commercia in esseri umani:

< Ciao, io sono Liam > mi sorride lui.
< Ciao, io sono Noemi > rispondo.
< Per colazione ti ho portato un Toast > mi dice porgendomi il piatto che aveva in mano.
< Non ho fame grazie > accenno un leggero sorriso.
< Devi mangiare qualcosa o ti sentirai male > mi dice preoccupato.
< Non ce la faccio, se mai domani > rispondo per poi abbassare la testa.
< è stato il tuo patrigno a procurarti quei lividi? > mi domanda, io rispondo annuendo con la testa. Lui capendo che non ho voglia di parlare se ne va.

Vi prego, datemi qualcosa di più duro di una parete. La mia testa anela dolore.

Porca di quella miseria, questo non è il dialogo tra un carceriere e una persona tenuta prigioniera che ha pure passato tutta la notte legata a una sedia!

Ah, comunque sì… è Liam Payne, come ci conferma la foto alla fine del capitolo.

Lady R: – Dopo aver fatto la musica da solista peggiore del quintetto diventa criminale, capisco.-

Shade: – Credimi, sarebbe stato meglio se avesse continuato con la musica da solista… paradossalmente, lì era più bravo.-

In ogni caso, sorvoliamo un paio di cose e arriviamo alla scena in cui sopraggiunge un certo Demon (così si presenta lui, e non identifico la relativa foto a fine capitolo) che è poi l’omologo di Luke in Afraid Of You, perché come arriva annuncia che loro due si divertiranno insieme.

Evgenij:- Ma Demon non vuol dire “demone”, in inglese? Non a caso, la nostra raccolta di traduzioni in inglese si chiama “Demons of Wattpad”. I genitori di questo tizio l’hanno chiamato Demone? Sono stati preveggenti, visto che crescendo è diventato un criminale stupratore (spoiler che spoiler non è)!-

Shade: – Ehm… uno dei miei cattivi più famosi si chiama, appunto, Demon. Vabe’, parliamo di Fantasy, ed è una mia creazione molto, molto vecchia (avevo tipo sedici anni quando l’ho concepito), malgrado ad oggi lo utilizzi ancora…-

Non sto a scendere nei dettagli (la scena non è scritta malissimo, anche se potrebbe migliorare un po’, ma non ci interessa poi troppo). Essenzialmente la costringe a spogliarsi rimanendo solo con l’intimo e poi a masturbarlo, il tutto descritto in modo sorprendentemente privo di dettagli scabrosi ma che comunque fa capire cosa succede di preciso, inclusa Noemi che pensa di “sentirsi una puttana” mentre fa tutto questo. Il che è normale, Demon la sta costringendo a masturbarlo dopo che l’ha obbligata a spogliarsi… non è una reazione insolita, anche se questa situazione non è colpa della nostra protagonista. Stavolta ci viene descritto qualcosa di molto verosimile.

Il capitolo finisce con lui che, tutto soddisfatto, se ne va dicendo che lei è lì per questo, lasciandola a piangere da sola dopo averla nuovamente legata alla sedia (ancora in biancheria). Ripeto: malgrado l’inizio assurdo, è il primo capitolo che mi mostra qualcosa di verosimile.

Nel capitolo cinque torna Liam con un altro vassoio di roba da mangiare, e quando la vede nuda sgrana gli occhi.
Ma come, non era lì per essere un giocattolo sessuale?

In quel momento arriva anche Demon, a cui subito Liam chiede se sia stato lui. Quando riceve l’ovvia conferma se ne esce così:

< James si arrabbierà molto quando lo verrà a sapere. Lei è sua e lo conosci meglio di me, sai che lui non ama condividere > sembra lo stia avvertendo Liam.

Non so voi, ma ho dei continui flashback di Afraid Of You

Comunque, Demon ribatte che nessuno dirà niente, minacciando entrambi di fare loro del male. Questo sembra sufficiente a convincere Liam ad andarsene senza aggiungere altro, e abbiamo la prima vera scena di stupro, con Demon che costringe Noemi a fargli un pompino urlandole pure di ingoiare.

Sorvoliamo il resto, arriviamo direttamente al mattino dopo (stavolta Noemi ha potuto dormire, ancora legata, sul letto), quando Demon arriva con un certo Frank (anche la sua foto non riesco a identificarla), che a quanto pare è lì solo per guardare. Sorvolo di nuovo, siamo alla seconda scena di stupro, stavolta con penetrazione completa (lo stupratore non viene dentro, comunque), dopo la quale a Noemiviene concesso di lavarsi per poi essere nuovamente legata sul letto.

Passiamo al capitolo sei: Hopemi ci fa sapere che sono già cinque giorni (scritto a numero) che si trova in quel sotterraneo e che Demon è venuto ogni giorno a violentarla e a picchiarla, mentre Liam ha continuato a portarle del cibo che lei ha sempre rifiutato.

Cinque giorni di stupri senza mangiare niente? Alla grande… come cavolo faccia a essere ancora viva non ne sono sicuro.

Subito dopo abbiamo un’altra scena di stupro, finita la quale finalmente arriva James che, trovandola nuda, legata sul letto e ancora sporca di sperma, giustamente perde le staffe:

< CHE CAZZO è SUCCESSO QUI? > sento urlare, mi giro e vedo James davanti a me furioso con di fianco Liam con un viso triste.
< RISPONDIMI TROIA! > mi urla, mi sollevo leggermente tremando di paura, è furioso e in questo momento rimpiango che non sia quel mostro, in questo momento non so cos’abbia in mente di fare il ragazzo che ho davanti.

Piton: – Ehm… non ho capito: lei è legata, sporca di liquido seminale, nuda, sicuramente piena di lividi freschi, chiunque capirebbe che qualsiasi cosa sia successa non è dipesa dalla sua volontà… perché le sta dando della troia?-

Shade: – Non farmi domande difficili, per favore.-

Comunque, Noemi risponde che non è successo niente perché “sarà peggio”. Immagino intenda che sarà peggio con Demon, e anche se evidentemente James può occuparsi di lui e magari anche di Frank posso capire che lei abbia troppa paura per dire qualcosa. Subito dopo James se la prende anche con Liam, chiedendogli se è stato lui.

Insomma, dopo un po’ di fuffa e di insistenze da parte di James, finalmente, Liam ammette che è stato Demon. Scusa, ma dirlo immediatamente no? Davvero hai così paura di questo Demon? Amico, sarai pure un criminale, ma così mi dai l’idea di essere il più sfigato della banda!

Sorvoliamo su quanto viene dopo, che onestamente mi pare irragionevole, e, dopo aver coperto Noemi con una felpa, il nostro Bedboy la porta di sopra…

[…] prendendomi in braccio modi sposa.

Già, tipico comportamento da mafioso, il quale passando dice a Demon che la porta a lavarsi perché “non vuole una sporca puttana”, senza accennare a quanto appena scoperto.

Mi aspettavo che lo aprisse come un melone già adesso, onestamente, ma sorvoliamo e andiamo avanti. Sorvoliamo anche quando la porta nel suo bagno personale in cui le lascia anche fare un lungo bagno rilassante nella vasca.

Quando ha finito la porta in camera a parlare:

< Vieni siediti qui e raccontami ciò che ti ha fatto > mi dice e io mi accomodo di fianco a lui.
< N-non pos-so > balbetto impaurita.
< Sai dovresti avere più paura di me che di lui, quindi è meglio se inizi a parlare > mi informa ma io non apro bocca, mi arriva uno schiaffo che mi fa stendere sul letto dalla forza che ha messo e io metto una mano sopra la guancia dolorante.
< PARLA! > mi urla e io tremo dalla paura, ok ora ho ufficialmente più paura di lui che di Demon.

Il nostro eroe, gente.

Dopo il racconto James esce dalla stanza schifato, e si conclude il capitolo.

Arriviamo al settimo, POV James, ovviamente segnalato in modo esplicito (James) per farcelo capire:

Non ci posso credere …
Io ero fuori per lavoro e il mio migliore amico si è approfittato Noemi, io odio che vengano toccate le mie cose, avevo chiarito che doveva scendere solo Liam per nutrirla e portarla in bagno quando ne avesse bisogno.
Lei è qui per soddisfare solo me.

Ah, è pure il tuo migliore amico? Certo che te li scegli bene…

Ti farei anche notare che non mi sembri avere una grande autorità sui tuoi stessi uomini se il tuo migliore amico, quello che quindi in teoria dovrebbe essere il tuo uomo migliore e il secondo in comando, avendo la tua fiducia, viola tranquillamente i tuoi ordini diretti! E poi, bimbo, l’ultima volta che ho controllato le persone NON SONO COSE! Va bene, l’hai acquistata come schiava, ma porca miseria, questo qui dovrebbe diventare il love interest della protagonista! Da dove dovrebbe nascere l’amore di preciso? Dai suoi muscoli tatuati?

Non si comporta molto meglio di Demon. Okay, non l’ha stuprata, ma continua menarla, a vederla come una cosa e anzi dice chiaramente che lei è lì solo per essere il suo giocattolo!

Procedendo oltre, il nostro protagonista convoca tutti quanti in salotto per parlare di chi l’ha violentata, ma è solo fuffa e non vale nemmeno la pena riassumerla. Al termine (è pure breve) li manda via dalla sua casa. Quindi rimane da solo con la prigioniera, senza nemmeno delle guardie contro eventuali assalti da parte di bande rivali? Perché okay, magari può gestire Hopemi senza aiuto, ma se qualche suo nemico volesse spodestarlo e arrivasse in forze? Li respingerà coi tatuaggi, tipo (quello schifo di tamarro di) Allanon nella (schifosissima e trashissima) serie The Chronicles Of Shannara?

Lady R: – Minimo ha l’Haki del Re, ‘sto disgraziato.-

Dopo essersi calmato un po’, James sale di nuovo da Noemi, chiedendole perché non mangia:

< Perché non mangi? > chiedo dopo qualche minuto di silenzio cercando di cambiare argomento, quello che le è successo in questi giorni l’ha ferita.
< Perché faccio schifo … e mi veniva la nausea > mi risponde.
< Non è assolutamente vero > rispondo.
< Guardami … > dice alzandosi in piedi e mostrandomi ogni livido e segno che ha sul corpo e viso. Vado verso di lei e le alzo il viso facendo scontrare i nostri occhi.
< Nessuno ti toccherà più oltre me! > la informo.

Ah beh, allora tutto a posto!

Torniamo al POV di Noemi:

è stato strano che James sia stato quasi gentile con me, ma ho capito che è incavolato con i suoi amici per il fatto che abbiano approfittato di me mentre lui era via, io sono solo sua. Spero solo che mi lasci stare almeno un paio di giorni prima di prendersi ciò che è suo.

MA GENTILE COSA, CHE TI HA TIRATO FUORI LA VERITÀ A SGANASSONI!? E poi, alla grande con te che insisti con questa storia del “sono solo sua” e “ciò che è suo”! Vabe’, posso immaginare, usando una certa dose di elasticità mentale, che lei si senta una cosa anche in virtù della vita che ha vissuto finora, ma non è che qui venga chiarito, questo punto!

Saltiamo tutto il resto, che è fuffa, e arriviamo al capitolo otto, con Demon che entra in camera sua chiudendosi la porta dietro le spalle.
Cioè, quindi James non ha fatto altro che urlare un pochino? Questo qui ha violato i suoi ordini e violentato la sua schiava personale! Nel contesto della malavita questo dovrebbe tradursi con delle conseguenze anche pesanti, sticazzi che è il suo migliore amico!

Vi faccio un esempio: nella serie Orange Is The New Black la protagonista, a un certo punto (mi pare nella seconda stagione) iniziava da dentro il carcere a vendere per corrispondenza mutandine femminili usate per fare soldi, costruendo un vero e proprio racket. La sua ragazza, prossima alla scarcerazione, finisce col rubarle i soldi e questa, per tutta risposta, il giorno del rilascio fa in modo che le guardie trovino una serie di oggetti quali cacciaviti, pezzi di metallo affilati e altro tra le sue cose. Questo fa annullare il rilascio e la fa trasferire nel carcere di massima sicurezza.
La protagonista lo ha fatto per un semplice motivo: non perdere il rispetto del resto delle sue scagnozze. Se non avesse fatto nulla queste l’avrebbero spodestata in tre secondi, e con questa qui lei ci andava pure a letto! James di fatto ha solo alzato la voce, non ha mosso un dito per punire Demon! Ci credo che alla prima occasione questo qui è tornato alla carica! E il bello è che non viene punito nemmeno Frank! Nessuno subirà conseguenze per aver violato gli ordini!

Evgenij:- Pazzesco, era un miglior mafioso LUI, lo Zayn di Afraid of You!-

Shade: – Infatti qui siamo al livello del Justin di Everything Can Change…-

Tornando alla scena, Demon è lì per vendicarsi del fatto che lei abbia spifferato tutto a James, come promesso, ma prima di poter fare granché arriva proprio il nostro Bedboy che lo caccia via. E ancora non fa niente per impedirgli di tornare. Come criminale perde punti a non finire, questo qui…

Certo, dopo promette che ci sarà sempre qualcuno a controllarla d’ora in avanti, ovvero lui o Liam (che, ricordiamoci, quando Demon l’ha minacciato di morte invece di prendere uno stracazzo di telefono e chiamare James si è limitato ad andarsene senza fiatare).

Saltiamo fuffa e ancora fuffa, con Hopemi che finalmente mangia un’insalata in compagnia di Liam (lei stessa lo invita a pranzare lì con lei…) e un breve paragrafo in cui ci viene detto che Liam racconta di essere nella banda da quando aveva sedici anni dopo essere stato cacciato di casa dai genitori (se ne ignora il motivo), che il capo lo ha sempre trattato bene e che non è cattivo ma ha solo avuto un’infanzia difficile.

Lady R: – …perché, Noemi no?-

Come se l’infanzia difficile (che non verrà mai narrata né mostrata) possa essere una scusa…

Passiamo al nono capitolo, che è tutto fuffa, quindi lo salto a piè pari. Vi segnalo solo che James inizia a farle aiutare la domestica nei lavori di casa e nel servizio a tavola a pranzo e cena (quindi più che “domestica” direi “cameriera”).

Tale domestica si chiama Gemma, e ha pure meno personalità di Hope. Tra l’altro come personaggio è perfettamente inutile, e non mi è dato capire perché questa donna accetti di lavorare per un criminale come se nulla fosse. Potrebbe essere costretta, lui potrebbe controllarla in qualche modo, ma non ci sono dettagli di alcun tipo. Rimarrà un mistero per tutta la trama, così come l’utilità che il personaggio ha ai fini della stessa. Ergo, smetterò di nominarla, tanto non serve a niente.

Arriviamo così al decimo capitolo, ugualmente fuffoso e saltabile, salvo il fatto che, proprio al termine (è notte fonda) Hopemi sente dei rumori dal piano di sotto.

Capitolo undici. I rumori sono James e compagni che rientrano da una serata, e abbiamo un flashback. Nel senso che è proprio segnalato con *FLASHBACK* e *FINE FLASBACK*, cosa che mi urta nel profondo. E che verrà fatta ancora e ancora.

Insomma, in questo *FLASHBACK* Hopemi ha quindici anni (scritto a numero), a uno di distanza da quando sua madre è morta lasciandola sola con Paul che, dopo l’evento, è caduto in depressione ed è sempre ubriaco fradicio.
Vabe’, vi risparmio grossomodo tutto, è solo il ricordo di un altro stupro. Siamo già arrivati a quattro, includendo i tre commessi da Demon, e il tutto nell’arco di due o tre capitoli. Va bene inserire qualche scena scabrosa, specie se non si scende nei dettagli (dopotutto, ricordiamo che il regolamento vieta di descrivere dettagliatamente violenze di questo genere, e l’autrice, gliene rendo merito, ha evitato di farlo, cosa che moltissime altre, invece, hanno pensato bene di non fare), ma era davvero necessario scriverne così tante, dettagliate o meno? Per dire, se proprio doveva parlare di questa, allora tanto valeva tagliare quelle di Demon dopo la prima e dire semplicemente che l’ha violentata per una settimana, si capiva lo stesso!

Ellie: – Nel mio mondo è abbastanza normale: i predoni violentano e schiavizzano praticamente tutto quello che respira. Per questo ho imparato a sopravvivere.-

Shade: – Ellie, tu non hai imparato a sopravvivere, tu hai imparato a fare cose inquietanti come scuoiare le persone per farti un cappotto nuovo. Le capacità di sopravvivenza sono un effetto collaterale.-

Ellie (indossando la sua nuova giacca): – E poi sei tu che ci dici che non capiamo niente di stile…-

Sorvolando la psicopatia della mia zecca personale, al ricordo di come venne deflorata (sì, quando Paul la stuprò fu per lei la prima volta) Noemi scoppia a piangere, il che mi pare anche normale, anche se mi pare un motivomolto vago un po’ di tramestio al piano di sotto che le fa scattare il ricordo di Paul. Mi sarebbe sembrato più sensato uno qualsiasi degli stupri perpetrati da Demon.

Comunque, James possiede il superudito, perché dal piano inferiore l’ha sentita piangere ed è salito a vedere come sta. Lei rifiuta di parlare e inizia la fuffa, quindi procediamo.

Saltiamo anche parte del capitolo dodici, perché fin quasi a metà è ancora fuffa. Siamo sul divano, e James inizia un po’ ad approcciarsi a lei in modo pure un po’ viscido (mano sulla coscia, naso sul suo collo, poi la sdraia e si sistema sopra di lei, il tutto senza che lei abbia dato il minimo assenso) e le dice che “oggi è tutta sua”.

< Oggi sei tutta mia > mi dice malizioso e io non reagisco in alcun modo.
< Parla! Reagisci! > mi dice secco alzando la voce, si solleva da me e mi da una sberla sul viso come se volesse svegliarmi.
< Sono qui per questo no? > sussurro io, mossa sbagliata perché porta ad un nuovo schiaffo.
< SMETTILA! > mi urla.
< è la verità … > rispondo, non mi interessa se mi picchierà di nuovo ormai sono abituata ad essere trattata così, infatti in meno di 2 minuti mi arriva un’altra sberla ma stavolta più forte delle altre due precedenti, sento un sapore ferroso in bocca e quindi immagino mi abbia rotto il labbro con i forti colpi.
< Sono stufo di te! Vattene in camera e scendi solo per preparare il pranzo > mi dice alzandosi e andandosene in giardino.
Io quest’uomo non lo capisco proprio …

Ehm… cosa devi capire di preciso? È un criminale, pure violento, che ti ha comprata come schiava da quel bastardo di Paul per usarti come tale. COSA CAZZO HAI DA CAPIRE?
Semmai, sono io che non capisco te! Ringrazia piuttosto che si sia fermato a un paio di schiaffoni!

Ah, per inciso, alla frase “sono stufo di te” eccetera, sono presenti dei commenti. Ve ne cito uno solo:

“Un po’ di bipolarismo è presente anche in te mio caro”

E l’autrice:

“Ahahahah giusto un po’”

Ahem, no. Questo NON È bipolarismo, porca di quella miseria! Il bipolarismo è ben altro!

Quando l’ho fatto notare la risposta della lettrice è stata:

“Sisi so cosa significa bipolare ma un tantino lo è stato nel senso prima è dolce e bla bla bla e subito dopo fa lo stronzo”

Meno male che lo sai…

Passiamo al POV di James, che è uscito a fumare una sigaretta:

Ammetto che volevo farla mia, ma i suoi commenti mi fanno innervosire facendomi diventare violento e per sua fortuna mi sono fermato prima di esagerare, devo farle capire che qui comando io.

Ah beh, è colpa sua se sei diventato violento, tutto a posto allora… dovevi affermare la tua predominanza.

Saltiamo ciò che viene dopo e citiamo solo la fine del capitolo, in cui la fa tornare di nuovo sul divano con lui, stavolta per annunciarle che stabiliranno delle regole.

Tali regole ci vengono enunciate nel capitolo successivo:

< Le regole sono 3:
1 – devi obbedire SOLO a me;
2 – NESSUNO ti deve toccare a parte me;
3 – uscirai dalla tua stanza solo quando te ne darò il permesso.
Se disubbidirai a queste regole avrai delle punizioni > mi elenca lui.

A parte che la seconda regola dovresti ricordarla al tuo amicone, che mi pare non l’abbia ben capita (ma tanto come capobanda vali meno di Tyrion Lannister come sponsor degli Alcolisti Anonimi), e comunque… vabe’, non insistiamo oltre sulla cosa della schiavitù, tanto ho già ripetuto il concetto fino alla nausea.

A queste tre regole ne aggiunge anche una quarta, ovvero che deve smetterla di dire che è lì per soddisfarlo. Ma perché, scusa, poco fa non sei tu che hai cercato di pipartela sul divano?

Saltiamo la fuffa e citiamo la scena in cui James sale da lei per chiederle quale pizza vorrebbe per cena, insistendo pure perché ne scelga una. Non è tutta questa gran cosa, ma è estremamente anticlimatica (come un altro paio di scene che vi ho già citato): insomma, sei un criminale che l’ha presa come schiava o sei il suo coinquilino?

Finita la cena torniamo (di nuovo) su quel cavolo di divano, dove lui la fa avvicinare fino a farsela sedere sulle ginocchia. Passiamo così ad altre molestie:

< Piccola non fare la timida > le sussurro io mentre le lascio piccoli baci sul collo e sento che le vengono dei brividi e non credo siano per il freddo.
< Lasciati andare > le dico e sento che si sistema meglio sulle mie gambe, mi stacco da lei e vedo che tiene gli occhi chiusi. Quando sente che mi sono staccato apre gli occhi per poi abbassarsi e lasciarmi piccoli baci sul collo che mi fanno eccitare.
< Mmm… mi piace quando ti lasci andare > le dico facendola stendere sul divano con me sopra.
< Sei così eccitante > le sussurro all’orecchio.

Ho idea che questa scena, in teoria, dovrebbe essere il primo momento “fluff” tra i due. In realtà, tuttavia, sono solo ulteriori molestie a cui la vittima finisce per cedere perché, come abbiamo visto prima, se non dovesse “lasciarsi andare” finirebbe a botte un’altra volta.

[Lady R afferra il Piccola per un orecchio e lo sbatte di faccia nella nuova macchina tagliaprosciutto, regalo di Natale del papi.]

Il “loro momento” (come lo definisce James) viene tuttavia interrotto dal campanello: sono Demon e Frank, che vogliono parlargli di un “problema con Paul”.

< Continua ad aumentare i suoi debiti e dice in giro che sua figlia è stata rapita > mi risponde. < Quel figlio di puttana! Beh nessuno sa che lei è qui > dico arrabbiato, vorrei uccidere quel pezzo di merda ma mi deve troppi soldi, prima deve pagare e sapeva che Noemi non bastava per saldare il debito.

SÌ! SÌ! CAZZO, SÌ! FINALMENTE! UN MAFIOSO CHE CAPISCE DI NON POTER UCCIDERE UN SUO DEBITORE FINCHÉ NON SALDA LO STRAMALEDETTO DEBITO! LO CERCAVO DAI TEMPI DI AFRAID OF YOU!

Piton: – Mi sembri un tantino agitato. Vuoi il Distillato della Pace?-

Shade (ballando abbracciato a Gaia, che tenta disperatamente di liberarsi): – Distillato? Dammi la vodka! Oggi festeggio!-

Gaia (indignata): – Miao!-

Insomma, James manda quei due a fare una visitina a Paul, tanto per ricordargli qual è il suo posto (ovvero a dargli due cartoni), poi se ne torna da Noemi, la quale intanto è tutta presa a pensare che le è venuto quasi automatico di “sciogliersi” con James:

[…] come se mi avesse dato il via libera per fare una cosa che tanto volevo.

No! Come ho già detto, se non ti fossi decisa a limonare un po’ con lui ti avrebbe presa a manate un’altra volta! Col cavolo che lo volevi, una persona reale avrebbe agito per PAURA!

Ah, non è più sul divano, siccome lui l’ha mandata in camera, ma sul proprio letto ad aspettarlo con addosso un completino di Victoria’s Secrets (scritto male) che le aveva procurato lui.

Passiamo al capitolo quindici, con lui che si toglie la maglietta e lei che rimane “incantata”.
Vabe’, scena di sesso orale, puramente a beneficio di James. E Hopemi rimane pure delusa:

“Che stupida che sono, che mi aspettavo da lui? Sono qui per soddisfarlo non per fare la fidanzatina e ricevere coccole e gentilezza”

Ben svegliata, milady!

Vabe’, poco dopo James annuncia che se ne andrà per due giorni, così rimarrà Liam con lei, e anche se non lo dice ha preso questa decisione perché così ci sarà qualcuno a proteggerla da Demon.

Lo stesso Demon che, ricordiamolo, dovrebbe essere il suo migliore amico, quindi qualcuno di estremamente fidato, il suo braccio destro, la persona a cui affidare compiti di responsabilità come quello.

Lo stesso Demon che non ha minimamente paura di Liam né di infrangere gli ordini del capo a ripetizione, anche perché tanto ormai è chiaro che il capo in questione non prenderà alcun provvedimento per punire chi li viola.

Lo stesso Demon che ha minacciato Liam di ucciderlo già quando quest’ultimo lo scoprì la prima volta a violentare Noemi, tant’è vero che lo stesso Liam se ne andò zitto zitto ed esitò a lungo prima di dire la verità a James proprio in virtù delle minacce ricevute.

Lo stesso Demon che dopo tipo quattro petosecondi che il capo se n’è andato lasciando Liam lì nella stanza se ne arriva con un borsone a tracolla e una pistola nella cintura, cosa sbagliatissima perché, se ti parte un colpo può succedere una cosa del genere:

Vabe’, tirando le somme Demon e Liam arrivano alle mani, ma il nostro OD resiste meno di me davanti a una torta sacher e finisce lungo disteso dopo due pugni. Dopo che Demon l’ha legato per benino, si dirige verso la nostra Hopemi, che da brava ameba è rimasta in un angolo impaurita invece di provare a scappare cercando aiuto da qualche parte.

Siamo al capitolo seidici, e a suon di ceffoni il nostro kattivo fa spogliare completamente Noemi e la ammanetta alla testata del letto per poi denudarsi a sua volta. A questo punto si rende conto che deve immobilizzarle anche le caviglie, così le lega… l’una all’altra.
Non so, io non vado in giro a stuprare gente, ma ritengo che sarebbe più pratico legarle le caviglie alla sponda del letto per farle divaricare le gambe…vabe’, passiamo oltre. Demon ci spiega quali sono i suoi gusti, manco fosse il Signor Grigio:

< Ora ti mostro cosa ho portato per divertirci, sai io sono un’amante del Bondage e un Dominatore > mi informa e la cosa mi spaventa
< Quindi ti ho portato: delle corde, manette, bende, fruste, ball gag, morsetti per capezzoli, vari dildi di diverse dimensioni, un collare in pelle, sfere vaginali, palline anali, imbracatura del dominio. Tutto per divertirci > mi dice tornando da me con una frusta in pelle

Cos’è questa “imbracatura del dominio”? Cioè, suppongo si riferisca alla tipica tenuta costrittiva BDSM, ma “imbracatura del dominio” mi pare una roba uscita da Dark Souls…

[Lady R solleva una cassetta contenente roba su Gwynevere e Oceiros e la getta nella lava.]

Ah, già che c’è chiede a Hope quanto tempo starà via James. Ma scusa, sei un membro della banda e in teoria il suo migliore amico, non lo dovresti sapere di già?

Insomma, Demon comincia a frustare Hopemi per “punirla” perché si è ribellata (prima che le legasse le caviglie. Perché cercare di scappare PRIMA di essere ammanettata probabilmente era troppo complicato…), poi passa allo stupro vero e proprio (e siamo a cinque), e, quando questo è finito Hopemi, grazie a una cosa detta da Demon, ha l’occasione di fraintendere, pensando che James gli abbia dato il permesso di andare da lei e violentarla. Vabe’, ovviamente serve a creare tensione, e non avrei nulla in contrario a un equivoco tra i protagonisti se non ci fossero di mezzo molestie sessuali (James), stupri (Demon), schiavitù (James e Demon) e condiscendenza per quanto riguarda la schiavitù (Liam, che poi ci viene presentato come il “Best Friend” di Hope).

Siamo adesso al diciassettesimo capitolo. Demon concede una mezz’oretta a Noemi per riposarsi e se ne va, lasciandola lì legata con Liam, che pure lui è legato, e alla faccia della protezione.

Rientra dopo cinque secondi (senza stacchi temporali, meno male che era mezz’ora) insieme a Frank, per una nuova scena di stupro a tre. Siamo arrivati a sei. Meno male che non ho deciso di fare un altro dei miei giochini alcolici, perché mi sa che finirei ubriaco un’altra volta.

Cthulhu: – Ykl, nthe’lky hujen tjhd’kaa kl’htenz.- (Beh, almeno avresti la forza di sopportare.)

Shade: – Sì, ma non mi posso ubriacare tutte le volte che trovo roba del genere, passerei la vita sbronzo…-

Dopo questo ennesimo nonché edificante momento di violenza gratuita abbiamo un sacco di fuffa seguita dal settimo stupro (evvai…). Non c’è altro di rilevante in tutto il capitolo, che finisce poco dopo.

Nel capitolo diciotto (siamo al mattino successivo) dopo una sveglia con pompino abbiamo una telefonata di James al telefono di Liam, al quale Demon passa il telefono minacciandolo perché non dica nulla.

Segue dialogo a mo’ di copione teatrale (POV Liam):

James (J): Ciao Liam come stai?
Liam (L): Ciao James io bene tu?
J: Bene dai per fortuna torno presto. Con Noemi va tutto bene?
L: Sisi tutto bene.
La guardo per un’attimo e mi sento male a mentire così, ma lei mi accenna un piccolo sorriso rassicurante, non so come faccia ad essere così forte questa ragazza.
J: Molto bene ora devo andare ad una riunione ho chiamato per sapere come andava. Ciao.
L: Ciao James.
Dopo di che riattacca la telefonata.

Liam, sei un amico di merda.
Per James, che ti ha affidato Noemi, e per Noemi, che dovrebbe poter contare su di te (anche se è assurdo che abbia trovato questo amicone in una gang di criminali ma vabe’, passiamoci sopra o non la finiamo più). Ora, potrei capire se avessi paura che Demon possa farle del male se ti azzardi a fiatare, ma considerando che tanto la sta torturando comunque non è che cambi molto la situazione… a me sembra più che tu tema per la tua, di pelle.
E lei non è forte, col cavolo che è forte! Sopporta in silenzio tutto quanto fin da quando viveva con Paul, si è lasciata portare via da una gang di criminali senza protestare, non ha cercato minimamente di scappare quando Demon combatteva con Liam… rimanere stoici quando ti stuprano a ripetizione non è forza! Reagire alle violenze cercando di liberarsi del proprio aggressore, è forza! Lei non ha fatto niente per dimostrare forza! Okay, ci vuole molta volontà per sopravvivere a cose del genere, ma non è che si può rimanere imbelli a oltranza!

Saltiamo altra fuffa, segnaliamo la nona scena di stupro (conto anche il pompino di quella mattina) e il capitolo finisce con la porta che si spalanca.

Nel capitolo diciannove scopriamo che (ovviamente) è tornato James: Demon non sapeva infatti che sarebbe tornato dopo soli due giorni, perché Noemi, nell’unica azione intelligente che ha fatto, gli ha mentito dicendogli che sarebbe stato via più a lungo, permettendo così al capobanda di coglierlo in flagrante.

Senza molto successo, aggiungerei:

< CHE CAZZO STA’ SUCCEDENDO QUI? > urla infuriato il capo della banda.
< James io ci ho provato a fermarlo ma non ci sono riuscito > dice Liam, solo ora James si accorge che lui è lì nell’angolo della stanza legato alla sedia e va a liberarlo mentre il biondo rimane sopra di me. Di colpo mentre gli altri 2 ragazzi sono distratti Demon si allunga verso la borsa che si trova di fianco al letto e tira fuori un coltellino a serramanico per poi nasconderlo.
< Stai zitta > mi sussurra. < Se solo dici una parola lo userò per farti tacere > continua minacciandomi.

No, ma quanto schifo fa James come criminale? Anzi, come uomo d’azione in generale? Almeno caccia via Demon prima se devi perderlo d’occhio! Buttalo fuori dalla stanza, se proprio non vuoi riempirlo di sganassoni! Cioè, l’ideale sarebbe neutralizzare l’immediata minaccia e poi liberare gli ostaggi (regole BASILARI di una situazione del genere), ma, visto che tanto non prendi mai alcun provvedimento per punire questo pezzo di sterco, potresti almeno mandarlo via all’istante invece di dargli modo di organizzarsi prima che tu lo punisca!

Insomma, dopo aver liberato Liam il nostro Bedboy si rivolge direttamente a Demon, che ammette candidamente tutto quanto come se fosse la cosa più normale del mondo, inclusa la partecipazione di Frank (che, ricordiamolo, è un tizio random a cui James è legato solo per via delle sue attività criminali, e che quindi dovrebbe punire ancor più duramente di quanto avrebbe dovuto fare con Demon mentre, ancora una volta, se ne è sbattuto altamente).

Al termine del dialogo Demon sfodera il coltellino e minaccia di fare del male a Hopemi se James dovesse avvicinarsi, e finisce con Liam che dall’altra parte grida al capo di fare qualcosa.

Visto che avevo ragione quando dicevo che James doveva farsi rispettare subito? Poi succedono cose del genere. È un criminale così deficiente che rivaleggia con il Justin di Everything Can Change, che pure non era una cima. Dovremmo indire un concorso, questi due arriverebbero certamente in finale!

Passiamo adesso al capitolo venti (su centoventi. Me ne mancano solo cento. Yheee…). Abbiamo un simpatico dialogo fatto di pathos tra i due contendenti in cui emerge chiaramente il pensiero generale sulla Hope:

< Non gliene frega un cazzo di una stupida Troia > dice Demon ghignando mentre preme il coltellino sulla sua pancia, vedo sul suo viso smorfie di dolore.
< Smettila! > le parole mi escono senza che me ne accorga e lei sembra quasi sorpresa dalle mie parole.
< Dai amico comprati una nuova puttana e lei lasciala a me > mi dice, ma io non la lascerò nelle sue mani.
< Non ci penso neanche > rispondo, le sue parole mi hanno come risvegliato dal mio stato di trans, prendo la pistola che ho nei pantaloni estraendola e puntandola verso di lui.
< Che fai amico? Mi uccideresti per una puttana? > chiede ridacchiando.
< Lei è mia e io non condivido le mie cose > esclamo avvicinandomi lentamente, la vedo stringere forte gli occhi e noto che ha spinto più in profondità la lama sulla pancia.

Non ho problemi con Demon, che alla fine dei conti è il cattivo della situazione e mi sta bene che usi certi termini per riferirsi alla protagonista femminile, ma considerando che la storia vorrebbe mostrarci James come “buono” non è esattamente l’ideale sentirgli dire che Noemi è “una sua cosa”.

Ellie: – Giusto. Prima di tutto, lei non è sua o di chiunque altro. In secondo luogo non è una cosa, è una persona, e fanculo che l’ha comprata… ho ammazzato gente per molto meno, e non ho mai risparmiato nessuno schiavista. Ho persino salvato Abby quando è stata catturata da gente del genere!-

Shade: – Considerando che l’hai fatto perché poi volevi combattere con lei fino a ucciderla non è molto nobile come intento…-

Insomma, alla fine Demon sembra acconsentire a liberare Hope… ma, sorpresa sorpresa, appena le ha liberato le mani la usa come scudo umano. E viene detto chiaramente che né James né Liam se l’aspettavano.
Io invece sì, pensa un po’…

E merita un premio questa coppia di frasi:

< Se la lasci non ti farò nulla, faremo finta che non sia successo nulla > dice il capo.
< Sì certo e io ti dovrei credere? So che se la lascio non esco vivo > risponde.

Certo che dovresti, visto che finora James non ha fatto una beata sega di nulla. Sarebbe coerente con la sua condotta. Alla fine a risolvere la cosa è proprio Noemi che, con la mitica Ginocchiata Nelle Palle™, si toglie di dosso Demon, che si piega in due per il dolore (un criminale incallito che si fa mettere sotto così da una ragazza che pesa la metà di lui, per di più indebolita da due giorni di stupri e percosse e che è rimasta legata a un letto per un tempo altrettanto lungo?) consentendole di rifugiarsi dietro James. E subito dopo lei sviene.

A caso.

< Sai qual’è l’unico modo per uscire dalla banda? > chiedo allo stronzo davanti a me.
< Freddo > mi risponde.
< Esatto! > dico per poi sparargli.

E adesso non capisco cosa voglia dire “freddo”. Cioè, è ovvio che il solo modo sia morire, ma… “freddo”? Cos’è “freddo”? Boh…

Piton: – Suppongo che sia un riferimento alla temperatura di un cadavere. Probabilmente il dialogo era inteso come a dire che si può uscire dalla banda solo diventando freddi, nel senso di cadaveri. Ma è un salto logico davvero impressionante, comunque.-

Subito dopo avere (finalmente!) ammazzato il ribelle Demon, James pensa che lo ha deluso moltissimo… aspettate, dovete leggere anche questo:

Demon mi ha deluso moltissimo, aveva già fatto altri errori in passato, ma il più grave in una banda è mettersi contro il capo e mancargli di rispetto e non poteva proprio passarla liscia.6 Domani mi occuperò anche di Frank.

MA CHE CAZZO, E ALLORA PERCHÉ NON HAI FATTO UNA BEATA SEGA FINO AD ORA? Cioè, ha pure fatto un sacco di altri errori, e la mancanza di rispetto è solo l’ultimo? Che poi, ha disubbidito ai tuoi ordini per QUINDICI CAPITOLI prima che tu ti degnassi di fare alcunché! Spero davvero che tu faccia qualcosa anche per Frank quanto prima, invece di dirlo e basta, quantomeno!

Okay… capitolo ventuno. James chiama a raccolta Antony e Matt.

Dico a Antony e Matt di venire subito qui a casa mia e in 10 minuti arrivano.
Sono due ragazzi molto leali a me e alla Banda, so che di loro mi posso fidare e per ora non mi hanno mai deluso.

E allora perché cavolo non hai chiesto a loro di proteggere Noemi? Sarebbero stati due contro uno, Liam chiaramente non era all’altezza! E ti fidi più di loro di quanto ti fidassi di Demon che, ricordiamolo, lo hai definito il tuo migliore amico?

Giuro, io qui non ci capisco niente… non c’è nemmeno un’oncia di logica in tutto questo!

Insomma, affida a questi due il compito di liberarsi del corpo di Demon, ma anche di fare in modo che venga ritrovato senza che però le tracce riconducano alla banda, perché la madre di Demon ha “cresciuta” James e non vuole farla soffrire.
Un vero criminale dal cuore d’oro.

Sorge spontanea una domanda.

James gli ha sparato, e qualsiasi esperto di balistica, persino uno dei RIS della Mediaset, capirebbe al volo che è stato un omicidio, soprattutto se consideriamo che prima di morire James e Demon hanno fatto a botte. Per di più Demon era un noto criminale (o almeno immagino… non ci viene detto quanto la banda sia conosciuta, dopotutto).
Insomma, la polizia vorrà… anzi, dovrà indagare. E quanto ci vorrà per ricostruire i suoi legami con James? Come ha detto anche lui, la madre di Demon lo ha “cresciuta” (cioè, questi due erano pure fratelli adottivi? Alla faccia dell’amicizia!), quindi ci vorrà poco per risalire a lui, quantomeno come testimone da interrogare. A quel punto non sarà difficile inquadrarlo come persona sospetta.
La domanda, di conseguenza, è questa:
COME DIAVOLO SPERA DI FAR RITROVARE IL CORPO SENZA CHE POI RISALGANO ALLA BANDA?

Il resto del capitolo è solamente fuffa che non ci interessa, a parte le due foto di Antony e Matt, rispettivamente interpretati da… ehm…

Okay, ho fatto la ricerca tramite immagini per risalire a loro, come faccio sempre. Non solo non ho scoperto chi siano i prestavolto, trattandosi di tizi palestrati e tatuati a caso, ma mi preme dire che, stavolta, per la foto di Matt ho ottenuto come risultato papabile “ragazzo figo tatuato”.

Passiamo al capitolo ventidue, quando James incita Liam e Noemi a raccontare per filo e per segno tutto quello che è successo in quei giorni. E poco importa se, nella realtà, una ragazza avrebbe difficoltà a fare la cronaca precisa di tutte le violenze che ha subito (o anche a farne un sunto generico), qui Noemi non ha problemi a parlarne perché “ha subito di peggio” quando viveva con Paul.

E dico davvero, eh… Noemi spiega TUTTO QUANTO a James, scendendo anche nei dettagli. E quando James ammette che non riesca a immaginare come si senta lei adesso, risponde così:

< Conoscete Paul e la vita con lui non era una passeggiata. Ora vorrei riposare un pochino > dico cambiando discorso.

Tutto ciò che segue, di nuovo, è fuffa, e tutto sommato non mi dispiace, perché la recensione è già abbastanza lunga di suo… se ci fosse stato altro da riportare non avrei mai finito.

Nel capitolo ventitré ritroviamo questi due sul famoso divano (il precedente era finito con loro che si imbambolavano a fissarsi negli occhi, qualche ora dopo il racconto di Noemi) ancora fermi a fissarsi come baccalà. Poi alla fine James esce dallo stato di “trans” (quindi aveva momentaneamente cambiato sesso) e la bacia.

Mi pare un po’ forzata come cosa: lei è reduce da due giorni di stupri, per non parlare di un’intera vita con Paul, come ha appena finito di dire, e di conseguenza non credo che avrebbe tutta questa voglia di contatto umano nella realtà.

Vabe’, salta fuori che questo è il suo primo bacio, al ché lui si alza e va in cucina. E una lettrice commenta “madò che bipolarismo”.

Io non ci provo neanche più…

Poco dopo ci spostiamo in cucina, dove lei al solito prepara la cena per James, che approfitta dell’occasione per farle qualche domanda:

< Ti manca la tua vecchia vita? > mi chiede tutto d’un tratto.
< No > rispondo secca e lui sembra rimanere scioccato dalle parole uscite dalla mia bocca.
< Allora ti piace stare con me > dice con un tono soddisfatto e un sorrisetto.
< Non ho mai detto questo > commento
< Sai … da un lato di odio perché mi hai rapita e mi costringi a restare tra queste mura facendomi stare alle tue regole e comandi, ma dall’altra mi hai portata via da una vita che odiavo, che mi obbligava a lavorare fino ad essere sfinita tutti i giorni, non avendo tempo per gli amici e in più i maltrattamenti di quel mostro … > continuo sfogandomi.

E, poche righe dopo, pensa che stare lì in confronto è il paradiso (anche tenendo conto dei ripetuti stupri? Davvero?!). Tuttavia non vuole scendere troppo nei dettagli riguardo alla sua vita con Paul, così James lascia cadere il discorso.

No, scherzo, la mena di brutto.

< Quando ti faccio una domanda devi rispondermi! > mi urla, ma io continuo a cucinare evitandolo.
< RISPONDI! > mi urla prendendomi per un braccio facendomi voltare verso di lui, ma io lo fisso senza dire nulla e mi arriva uno schiaffo. Rispondergli mi farebbe più male quindi subisco in silenzio.

Ah, meno male che questo è un paradiso…

Il rigo dopo lui si comporta di nuovo come se nulla fosse, invitandola a cenare con lui, facendo battute e mostrandole la nuova camera da letto (l’ha spostata in una davanti alla sua), ma alla fine del capitolo le ordina (cambiando di nuovo atteggiamento) di parlarle della sua vita con Paul.

Primo, che cacchio te ne frega? Non sono affari tuoi.
Secondo, malgrado ciò che insistono a dire le lettrici (e che insiste a confermare l’autrice) nei commenti, questo non è bipolare. Più che altro mi pare schizofrenico!

Piton: – La schizofrenia è una malattia psicotica di tipo cronico che induce nel soggetto alterazioni del comportamento, delle capacità cognitive e percettive e dell’affettività i cui sintomi includono allucinazioni uditive e visive, deliri paranoidi e pensieri o discorsi incoerenti. Non sparare malattie a caso anche tu.-

Gaia: – Miao!-

Ehm… passiamo al capitolo ventiquattro, quando Noemi ci racconta la sua storia, farcendola di dettagli fuffosi che dovrebbero servire a farci empatizzare con lei, ma visto che sembra una lista della spesa è solo un lungo e pesante elenco di cose. Vi risparmio la lettura, riassumendovi tutto: il padre morì quando lei aveva otto anni in un incidente stradale (ancora), e sua madre tre anni più tardi incontrò Paul, che fin da subito ebbe con lei un comportamento possessivo.

Cioè, Paul (che lei odia a morte) si è sempre comportato con lei in modo possessivo e adesso si starebbe innamorando di uno che la definisce una sua cosa?

Ma quant’è malata questa roba?

Insomma… andando avanti, quando Hope aveva quattordici anni sua madre venne uccisa durante una rapina (il che è uno sprazzo di originalità) e dopo allora venne affidata unicamente a Paul, che dopo l’accaduto iniziò a bere e a drogarsi fino a perdere il lavoro.

Ancora, tuttavia, non ci viene detto perché non se ne sia mai andata appena diventata maggiorenne, o perché non abbia mai cercato aiuto prima presso la polizia, un insegnante o un centro antiviolenza, né come mai gli amici (perché durante il suo racconto dice di averne parlato solo con la sua Migliore Amica™) non abbiano mosso un dito per aiutarla.

Ellie (mentre eviscera un infetto in bagno): – BUCO DI TRAMA!-

Shade: – E non gridare, ti sento!-

Il capitolo finisce, e saltiamo anche i successivi due. Non sono molto lunghi, e nemmeno ci servono a qualcosa. Essenzialmente i due pomiciano e Hope ci ammorba su quanto sia morta dentro.

Nel ventisette Noemi va in cucina per preparare da mangiare e, trovando delle salsicce in cucina, decide di preparare un risotto.

Shade: – Come me che, quando nel mio frigo ho trovato delle mozzarelle, ho deciso di preparare una cassata.-

Cthulhu (mangiando un risotto con le salsicce): – Prekwn th’lyn khe kltna s’hjta nknutt rjny kr’leh.- (Potrebbe trattarsi di un risotto con salsicce come il mio.)

Shade: – Se anche fosse, non penso sia come il tuo.-

Cthulhu: – Tnyke?- (Perché?)

Shade: – Perché nel tuo ci sono salsicce di dottore.-

Dopo pranzo James raggiunge il resto dei suoi compari in un Capannone Abbandonato™ dove lo aspettano tutti quanti, con Frank legato a una sedia.

< Liam visto che mi hai detto che ti vuoi allenare nella lotta ho pensato che oggi inizierai imparando come e dove colpire, il nostro Frank sarà il tuo bersaglio > lo informo io.
< Mi sembra perfetto! > mi risponde lui scrocchiandosi le dita, è pronto a sfogarsi e vendicarsi per tutto quello che ha passato e visto in quei giorni.

Cioè, nemmeno sapeva combattere? LO HA MESSO A PROTEGGERE NOEMI DA DEMON E NEMMENO SAPEVA COMBATTERE?

Sta raggiungendo livelli di coglionaggine epici! James è uno dei criminali più deficienti in cui mi sia mai imbattuto! E voi tutti sapete che ne ho affrontati di incredibili, a partire dal Justin di Top Secret (che comunque era meno stupido del suo capo Tomas).

Insomma, James e Liam iniziano a menare a sangue Frank, che arriva a supplicarli di smettere. E qui dico: va bene che è uno stupratore, un personaggio palesemente negativo usato come rinforzo a Demon e che non c’è niente di buono in lui, ma Liam è teoricamente un personaggio positivo, e nelle intenzioni dell’autrice dovrebbe esserlo ancor di più James, che è il protagonista. Questi due, invece, hanno pensato bene di abbassarsi al livello di Demon e Frank prendendosela con qualcuno che non può difendersi, legato come un salame, e di fargli tutto quello che vogliono fino a che non implora pietà.

Correggetemi se sbaglio, ma per quanto mi riguarda non ne escono tanto bene.

inito il pestaggio, James gli spara mentre Frank ancora lo supplica di non farlo, e poi ordina agli altri di sbarazzarsi del cadavere facendone quello che vogliono, perché “a lui non gliene frega un cazzo”. E la parte migliore sono i commenti delle lettrici.

Quando James ha annunciato a Liam che useranno Frank come sacco d’allenamento:

“Hahaha hahahahahah godoooooooo”

“Amo”

E quando James estrae la pistola:

“Siiiii, finalmente giustizia 😍”

Non ho parole. Semplicemente non ho parole.

Passiamo al capitolo dopo, il ventotto. Tornato a casa, James va da Noemi, raccontandole sia di come ha ucciso Demon mentre lei era svenuta sia di come Liam ha pestato di brutto Frank e di come poi lui stesso gli abbia sparato.
E lei lo ringrazia abbracciandolo pure.

Ellie: – Noemi chiaramente non ci sta troppo con la testa… ha appena sentito la confessione di due omicidi e di un pestaggio e per lei è come se fosse arrivato il Natale. Voglio dire, approvo i metodi usati da James per punire il suo scagnozzo ribelle. Un capo deve farsi rispettare, e lui ci ha messo anche troppo a fare qualsiasi cosa. Ha mandato un messaggio forte e chiaro agli altri, che magari in futuro ci penseranno due volte prima di sgarrare… mi sono persa, cosa volevo dire?-

Shade: – Non lo so, ma continuo a non capire perché ti tengo.-

Intendiamoci, è comprensibile che una vittima di violenza voglia vendetta, ma fino a prova contraria Noemi non è una criminale incallita che risolve le cose alla maniera delle gang. Una come lei tecnicamente denuncerebbe il tutto alla polizia, o comunque non agirebbe sporcandosi le mani o pretendendo che qualcuno lo faccia per lei.

O meglio, nella realtà sarebbe così, ma in questo universo ficcynaro sappiamo bene che non farebbe una beata sega e subirebbe tutto in silenzio. Il che in effetti avviene anche nella realtà, ma non è una cosa sana e, alla fine, le vittime non ne escono tanto allegramente come lei…

Comunque, non si fermano all’abbraccio, perché poco dopo fanno sesso. Tuttavia Hope sente dolore per qualche motivo, ma fa finta di nulla e lascia che James finisca.
Il nostro Bedboy, comunque, finisce col notarlo (visto che lei sta sanguinando) e se ne va sbattendo la porta, furioso perché lei non l’ha fermato.

Su questa nota di psicopatia e di assurdità voglio chiudere la prima parte della recensione. Non siamo nemmeno a metà fic (ricordo: capitolo ventotto su centoventi teorici, centododici reali), eppure già adesso ci sono un sacco di cose che non vanno. Vi lascio una settimana per metabolizzare. Io intanto vado a sfondare altre pareti col cranio. A presto!




Potete trovare la seconda parte di questa recensione qua sotto:

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