“Rapita dal mio migliore amico” (Hoppami tutta)

Benvenuti in questa nuova recensione offerta da me medesima, nebbiabianca.

Prima di continuare munitevi del cibo che vi piace di più, perché di questa storia presa da Wattpad, il cui titolo fa dedurre che sarà un miscuglio di cose lette e rilette: “Rapita dal mio migliore amico”, l’autrice, tale Super_marty, ha deciso di scrivere sessantanove capitoli di argomenti triti e ritriti nelle fanfiction.

https://www.wattpad.com/story/188282108

Il primo capitolo di questa orripilante fic si apre con la protagonista che si lamenta del suo risveglio in questo modo:

Un altra [addio apostrofo, hai servito la patria con onore] giornata è iniziata, oggi non ho nessuna voglia di andare da questo letto, ma sento la voce di quella peste di Elettra [ci verrà poi detto che è la sorella, ma perché non farlo qui?] che mi toglie le coperte mi devo alzare

Io: El!

E: André mamma dice che ti devi alzare perché devi andare a scuola

Io: uffa!

E: ha anche detto che se non ti alzi non ti fa più le bruschette per tre anni

Mi alzo subito non posso sopravvivere senza la bruschetta capitemi! [nuovo tipo di bruschetta: la “bruschetta capitemi”] Vado in bagno e mi faccio una doccia mi asciugo i capelli e intanto decido che mettere alla fine opto per una maglietta bianca,[una virgola! Grazie!] jeans e vans”.

Ecco, allora… A parte la “voglia di andare da questo letto”, i discorsi diretti scritti nella forma a copione e l’infantilismo della protagonista, potrete notare la totale assenza di virgole che complica la lettura.

Dopo una gigantesca immagine dell’abbigliamento della protagonista, questa, con la solita presentazione da ficcyna (distruggendo quindi a testate la quarta parete), ci informa che si chiama Andrea Salvatore (cognome, a mio parere, preso dalla serie TV “The Vampire Diaries”) e segue tale descrizione:

“Prendo in braccio la mia sorellina di sette anni e le do un bacio sulla guancia. Ah scusate [mi scippassi l’aricchi!] io sono Andrea… Andrea Salvatore è sì sono una ragazza… [grazie, se non me lo avessi detto non ci sarei arrivata] Ho 18 anni, ho i capelli lunghi rossi e occhi azzurri, non solo molto alta e ho delle forme molto generose, ho una sorellina di sette anni di nome Elettra e un fratello maggiore di 20 anni di nome Kaleb, I miei genitori sono persone stupende mio padre è un avvocato mentre mia madre è una professoressa di Filosofia. Ho un carattere molto dolce ma se mi arrabbio posso diventare molto aggressiva”

Da dove cominciare? Quell’ “è sì” mi urta un botto, l’età scritta in cifre, virgole a cazzum e la solita solfa di lei che ha un carattere dolce, ma se si arrabbia sono guai e dolori.  Seh, e con quel “non solo molto alta e ho delle forme molto generose” mi fa capire che la modestia in questa fic non sta di casa.

Così si conclude il primo di sessantanove capitoli formato mignonne.

Il secondo capitolo comincia con un dialogo inutile tra Andrea e suo fratello (che non verrà mai descritto, come anche i genitori di lei che rimarranno senza volto e senza nome), in cui lei specifica che andrà a scuola in macchina e che porterà la sorellina alle elementari. Ed ecco che viene introdotto il nostro bad boy, che, udite udite, non è inglese, né canadese, né coreano, ma… italiano! E chi sarà mai costui?

“Prendo le chiavi prendo Elettra la metto nel seggiolino e parto ma prima di andare alle elementari vado a prendere il mio migliore amico Stash o come lo chiamo io “l’imperatore del ciuffo” [nomignolo cringe che per nostra fortuna non verrà utilizzato per un bel po’] per quanto ha il ciuffo alto. Lo vedo fuori da casa sua che mi aspetta”

Eccolo svelato! Stash Fiordispino, signore e signori!

Evgenij:- Mi spiace, ma da boomer devo chiederlo: chi sarebbe costui?-

Povero ragazzo, in questa fic è un mostro ossessionato dalla protagonista. Nella vita reale è un bravissimo cantante che ha avuto una bimba da poco, sigh.

A parte che l’unica descrizione fin qui fatta di lui ci viene fornita solo perché la protagonista doveva dare una spiegazione al nomignolo cringe. Inutile ribadirvi l’assenza di virgole, credo ve ne siate accorti.

Fuffa, lasciano Elettra a scuola, dialogo noioso, fine.

‘sto capitolo sarebbe di un piattume se non fosse per l’entrata in scena del bad boy.

Il capitolo tre si apre con un dialogo inutile tra Stash e Andrea.

Sappiate che i capitoli non hanno un titolo, ma un numero, credo perché l’autrice non sapesse effettivamente come intitolarli.

E poi c’è questa frase di dubbio significato:

“Arriviamo a scusa parcheggiamo vicino all’auto del cugino di Stash, Alex”

No, non sta parlando con qualcuno; no, non arrivano ad “a scusa parcheggiamo…”.

Ma poi a chi ti riferisci con “a scusa”?! Al lettore?! Certo, per la totale assenza di senso!

Evgenij:- Credo che volesse scrivere “a scuola”, in base a quanto detto in precedenza. Ma nessuno ha fatto notare la svista?-

No, nessuno.

Dopo un altro dialogo inutile (sotto forma di copione, ovviamente) in cui uno dei tre personaggi che parlano viene indicato come “D” (anche se finora il nome di nessun personaggio possiede cotale iniziale), ecco a voi una scena che, per nostra sfortuna, non si svolge nella classe di Elettra, ma in quella della protagonista.

“Prende [chi prende? D? Ma lo devi specificare anche se il suo dialogo è l’ultimo!] la cassa audio e andiamo a scuola, entriamo in ritardo [da veri bad boy e chica mala] e accendiamo a cassa con il Bluetooth di Alex e mettiamo della musica, il professore si continua a chiedere chi è che fa casino con la musica, mentre la classe ride per lo scherzo… È un classico poi con questo prof è facile prendersi gioco di lui”

Conclusione di capitolo migliore non potevi scegliere, autrice. A che mi serve? A capire quanto siano infantili i personaggi? A farmi comprendere che tipo di amicizia ci sia tra i due protagonisti? Che poi, tu vorresti farmi bere che l’insegnante non si sia accorto di una cassa Bluetooth? Bah.

Evgenij:- O che non abbia ammutolito la classe minacciando una punizione collettiva. O anche che nessuno compagno di classe di questi due beoti si scocci di fronte a un tale comportamento.-

E il quarto capitolo comincia… con questi due, Stash e Andrea, che finiscono la scuola e Stash che va a casa della protagonista.

Arrivano a casa, sono soli e quindi vanno in camera di lei a spettegolare.

Elettra compare da un buco di trama grande come un elefante, quindi prima si sono davvero scordati di prenderla – o meglio l’autrice si è scordata di fargliela prendere, e anche lei ha un nomignolo per Stash, ovvero “principe azzurro”, scelto perché una volta a carnevale si era vestito così per aver perso ad una scommessa. Vabbé, da una bambina me lo aspetto un nomignolo del genere.

Stash invita la protagonista e la sua famiglia a cena da lui ed ecco la risposta:

“chiedi a mia madre… Mamma”

E da un altro buco di trama compare la madre che accetta.

Stash li raccomanda di non fare tardi e la madre di Hope risponde che arriveranno in anticipo.

Stash se ne va, ma non prima di lasciare un bacio sulla guancia della protagonista. E qui c’è il pensiero di Andrea che vorrebbe farci capire che sta per accadere qualcosa:

“Perché mi ha baciato? Non lo ha mai fatto!”

Sentite anche voi l’adrenalina scorrervi nelle vene? Quanto pathos!

Il capitolo cinque si apre con lo “Stash pov” (addio genitivo sassone), dove Fiordispino parla con il fratello di Andrea della suddetta cena. Dove ne parlano? Non si sa. Dove si svolge la storia? In Italia, senza città. Chissà perché la cosa non mi stupisce.

“K: perciò verranno tutti?

Io: esattamente… Ricordi cosa devi fare?

K: sì, appena mi dai il segnale devo prendere Elettra e Andrea e portarle in un altra stanza

Io: eccellente [Smithers], ora vai a casa… Tra meno di un ora inizia lo spettacolo”

Questo, miei cari lettori, è un esempio di come non scrivere un dialogo tra due “menti criminali”. Soprattutto quando mancano gli apostrofi davanti alla forma femminile dell’articolo indeterminativo, eh.

Evgenij:- Altro che Mignolo e il Prof!-

Si ritorna all’ “Andrea pov” in cui questa ci spiega che ha fatto una doccia e ci descrive il suo completo, con tanto di foto del vestito con gli accessori.

Evgenij:- NUUOOOO!!!-

Ci viene anche detto che la famiglia del bad boy è ricca, e che Andrea ci tiene a fare bella figura anche se la conoscono da quando aveva “10 anni”.

Pf, non me lo sarei mai aspettato che fossero ricchi!

Ed ecco un’altra immagine, ma questa volta è del vestitino che indossa Elettra. Non potete immaginare quanto mi urtino queste immagini.

Evgenij (con una benda sugli occhi):- Non dirlo a me! Ma almeno ho trovato una soluzione temporanea.-

Devo dire che ti dona, tipo Goju Satoru di Jujutsu Kaisen.

Ma andiamo avanti…

Andrea, Elettra, Kaleb e i loro genitori arrivano a casa di Stasharia (Stash+tasciaria) e-

Evgenij (guardando il muro):- Momento! Che cos’è questa “tasciaria”?-

*Nebbia gira Evgenij verso di lei* Allora… è una parola che deriva da “Tascio”, espressione di derivazione inglese, traduzione siciliana, o l’italianizzazione, di trash ovvero spazzatura. Come dire che è un po’ la “munnizza” (spazzatura) della società.

Evgenij (dando pacche al vuoto):- Grazie, quante cose si imparano in queste recensioni.-

Sì, a proposito della recensione, la protagonista nota l’assenza dei genitori di lui.

“Io: Stash dove sono i tuoi genitori?

S: in un villaggio d’affari

Io: allora perché siamo qui?

S: la questione – tira fuori una pistola e la carica così mio fratello – riguarda i tuoi genitori”

Allora, intanto sono curiosa di sapere di quale villaggio di affari si tratta e se effettivamente esistano i villaggi d’affari. Poi, “e la carica così mio fratello” che cosa vorrebbe dire? Veramente, più mi sforzo più non capisco: carica la pistola addosso al fratello di lei? Il fratello di lei carica la pistola a Stash?

Questa frase, così scritta, può far pensare male molte persone, me compresa.

Alla fine del capitolo Kaleb chiude le sorelle in una stanza, e così inizia il successivo, che purtroppo è solo il sesto.

Andrea continua a spingere la porta per aprirla. Riderei troppo se invece di spingere avesse dovuto tirare, ma vabbé.

Elettra piange, la sorella la consola, la prende in braccio e… (Ok, calma, posso farcela) apre la finestra e scappa.

Cioè, a parte che continuavi a spingere la porta quando la finestra stava là, ma il fratello? La grande spalla della mente criminale le chiude in una stanza al pian terreno con lafinestra senza sbarre? Seriamente?!

In quella famiglia siete uno più esperto dell’altro!

Le due sorelle sentono due spari, poi le braccia del fratello che toglie Elettra dalle braccia di Andrea. Un dubbio personaggio, descritto proprio come “qualcuno” lega la protagonista e la riporta nella casa, in una stanza dove c’è anche Stash.

“Io: perché mi hai portato qui, perché mi fai questo?

S: il mondo non è come credi Andrea, è pieno di gente orribile [Santo Bad Boy da Città Sconosciuta], ma io voglio solo proteggerti

Io: seqiestrandomi e legandomi, sei un genio! [qui non mi sembra sarcasmo, ma un complimento, in base a com’è formulata la frase]

S: perché non capisci che l’ho [mi viene da vomitare] faccio per te?

Io: mi viene difficile pensare che mi stai proteggendo visto che mi hai fatto

S: ora puoi anche non capire ma presto si

Io: dov’è mia sorella?

S: al sicuro… Non le farei mai del male come non ne fai mai a te”

Guarda, mi ha proprio convinta, eh. Sappiate che “seqiestrandomi” deriva da “sequestrare” termine che indica che la storia non è stata riletta. “L’ho” mi ha fatto male agli occhi e le parole di Stash sembrano dette dalla tipica madre con la ciabatta nascosta dietro la schiena.

E si va al settimo capitolo! Dialogo in cui Stash chiede ad Andrea se si ricorda della stanza in cui si trovano, lei dice che è quella in cui giocavano da piccoli, fuffa sulla sorellina sorvegliata dal fratello in un’altra stanza, lui la libera dalle corde, altra fuffa, fine.

Lunghetto, vero? Già…

Capitolo otto.

La protagonista ci racconta che ha passato la notte male, piena di incubi. Entra il fratello, e qui non capisco se lei effettivamente parli o se il fratello le legga nella mente:

“K: André… André!

Lasciami stare!

K: so che sei arrabbiata ma, ti prego alzati… Stash ha detto che ti deve parlare

Qualunque sia ciò che mi deve dire non ha importanza!

K: ti aspetta in sala da pranzo… Non fare tardi”

A voi i commenti. Io non lo capisco.

Hoppami (Hope+amami) va dalla sorella, ma nella stanza non c’è. Kaleb le dice che è già in sala da pranzo e lei va a vestirsi e, come già avrete previsto, a seguire ci tocca un’immagine di cosa indossa. Perfect!

Andrea va nella sala, abbraccia la sorella e Stash la invita a sedersi, cosa che lei fa.

“Io: che cosa vuoi?

S: intanto mangia… Non hai toccato cibo e ieri non hai cenato

Io: a te che importa?

S: m’importa [spero che, come ti hanno importato, ti esportino], m’importa molto della mia futura moglie”

Che colpo di scena, wow.

Ma andiamo avanti, con il capitolo nove.

Qui c’è un botta e risposta tra i due che vi accorcio:

“Io: che diamine ti sei fumato? La marijuana?

S: sai meglio di me che non mi drogo

Io: allora hai bevuto troppo

S: sai che bevo poco e niente… [sua santità] Ti sto parlando con la massima lucidità e serietà

Io: ora sono io a parlare con la massima sincerità e serietà… Mai! E poi mai succederà una cosa del genere che sia chiaro… Mi fai schifo

S: Andrea

Io: Andrea cosa? Andrea che cosa? Hai ucciso i miei genitori e ora pretendi che io mi sposi con te? Ma vaffanculo”

Qui l’autrice vorrebbe far intendere che i due spari nel capitolo precedente sarebbe un riferimento al fatto che i genitori siano stati uccisi. Non ci viene descritto nient’altro, solo due spari e le parole dei personaggi.

A questo scoppio della protagonista io rispondo: “Distruggilo! Così, a fanculo proprio! Sarò con te, tu non devi mollare..”. Una volta tanto che la protagonista non è sottomessa sin dall’inizio (so che me ne pentirò presto; sento già i lettori alla porta con i forconi, sigh).

“Prendo mia sorella in braccio e mi dirigo all’uscita qui sono tutti matti! Provo ad aprire il portone ma è chiuso

S: credi veramente che non abbia prevo [voce del verbo prevere] provvedimenti dalla tua piccola fuga di ieri sera

Io: credi veramente che io rimango qui zitta e buona non tentando la fuga… Mi sembra tutto così ridicolo

S: il fatto che ti voglio sposare?

Io: no idiota, che non mi posso fidare di te il mio migliore amico o dovrei dire ex migliore amico!”

Boom!

Evgenij:- Concordo, boom! Un simile livello di stupidità mi fa sempre pensare a “Afraid of you”.-

Il capitolo dieci inizia con un altro piccolo battibecco tra i due. Poi Andrea diventa improvvisamente Hulk.

“Li prendo l’avambraccio e senza il minimo sforzo premo su esso facendo inginocchiare Stash

S: ahhhh, ok ho capito ti spiace smettere?

IO: che ti serva da lezione, non metterti contro di me

S: stai attenta ragazzina perché se voglio posso farti del male

Tira un pugno a uno specchio che si frantuma, se pensa d’intimorirmi si sbaglia di grosso

Io: l’hai detto tu stesso, non vuoi farmi del male

S: ma se non ti comporti bene la punizione c’è!

Io: ho sentito troppo”

Impasto, questo è un impasto. Hope fortissima e cazzutissima, inversione di ruoli, riinversione con Stash che si becca sette anni di sfiga dando un pugno allo specchio. Bah. Le frasi fatte sono quelle che mi hanno suscitato una risata.

Andrea porta Elettra in un’altra stanza e cerca un modo per scappare, perché: “Noi siamo più furbe di questi uomini (…)

Ed ecco una parte di dialogo messa un po’ a cavolo:

“E: ti voglio bene Andry

Io: anch’io ti voglio bene Ele… Io ti proteggerò sempre sorellina

E: da grande voglio essere come te, forte e bella

Io: avrai tempo tesoro, ora cerchiamo un modo per scappare”

In tutto questo le due non commentano minimamente la presunta morte dei loro genitori. Nulla.

Altro capitolo concluso, altro capitolo che comincia. Mentre la nostra Hoppami pensa a come scappare, suo fratello entra e, lanciandole un vestito, le dice che Stash la vuole pronte alle “6:30”.

Dialogo a botta e risposta tra i due, in cui viene detto da Kaleb che i due dovranno andare ad una cena con dei tizi e che lei non deve far fare brutta a Stash. Ed ecco la parte peggiore:

“Io: il tuo capo ha ucciso i nostri genitori!

K: era necessario

Io: come puoi dire una cosa simile, erano i tuoi stessi genitori le persone che ti hanno accudito e amato da sempre

K: per loro ero solo un peso, loro volevano una femmina non un maschio, loro hanno sempre voluto più bene a voi due e a me chi mi considerava? Nessuno!”

Schifo. Bene, Kaleb, quanto si vede che, anche se sei il più grande, devi ancora maturare.

Riassunto di questo dialogo: discorsi del cazz*!

Capitolo dodici. Dopo un altro botta e risposta interviene Stash:

“S: che sta succedendo? Perché sta piangendo?

K: crede io la odio, ma non è così, ero semplicemente invidioso”

Se leggeste le parole di Kaleb con una voce da bambino, tutto avrebbe senso.

Adesso preparatevi, perché sta arrivando una scena di molestia:

“Sento le braccia di Stash, cerco di liberarmi ma nulla

S: va tutto bene, tranquilla ci sono io qui

Io: è proprio questo il problema!

S: ricominciamo? Andrea ormai ciò che è fatto è fatto! Tu ora sei la mia ragazza e sta sera lo vedranno tutti!

Io: perché io? Non potevi scegliere un altra

S: nessuno è alla tua altezza, e da quando eravamo piccoli che sognavo di fare questo

Alla fine succede le sue labbra sono sulle mie, cerco di spostarmi mi da fastidio questa cosa! Finalmente il bacio finisce

Io: non ti permettere!

S: l’ho già fatto e lo farò ancora! Sia chiaro tu sei mie e di nessun altro!”

Una tizia nei commenti ha scritto “che schifo!” e “mi sto per vomitare”: cara la_moglie_di_theo non so chi tu sia, ma ti capisco perfettamente.

Il mio ragazzo, per baciarmi la prima volta, si è trattenuto dal farlo e mi ha chiesto il permesso. Questo è rispetto, perché pensava potessi non apprezzare. Lui che non mi ha mai fatto nulla di male, e ora tu, Stash dei poveri, rapisci e segreghi questa Andrea, e poi pretendi che ti sposi e che tu possa baciarla come e quando vuoi?

Per fortuna che accompagno il tutto con una limonata e dei biscotti, o avrei preso una pausa da questa recensione.

Capitolo tredici. Fuffa di lui che la costringe ad andare in questo posto, minacciandola di portare Elettra in un collegio, lei cede, immagine del vestito che indosserà alla cena, salgono in auto e lui le raccomanda di non perdere la calma perché le persone che incontreranno sono pericolose. Fine.

Capitolo quattordici: da qui in poi, violenza gratuita. Prego i lettori di indossare gli occhialetti dei topolini di Shrek.

La frase di apertura è tutto dire:

“Entriamo dentro, sento dio che roba, ci sono all’incirca 30 uomini e vicino ad loro ci sono delle donna che sembrano delle grandissime tro… [ti scipp’ i corna] Brave ragazze. Ma ci sono anche delle donne che sembrano delle sottomesse, la cosa mi fa tristezza”

Delicatezza, rispetto per il proprio sesso, una gentil donna.

E qui entra in scena Xx, un porco.

“Xx: ah Fiordispino ma che piacere… La ragazza chi è una nuova escort?

Come osa sto stronzo?

Io: Come prego?

S: lei è Andrea la mia ragazza nonché futura moglie

Xx: ah… Mi scusi io sono Franci… Lei invece è mia moglie Elena… Saluta puttana”

Ma non è finita qui, perché lo schifoso dàuna botta in testa a sua moglie. E qui c’è un colpo di scena, perché, da che la protagonista aveva usato parole brutte per descrivere le donne presenti nella stanza, ora fa la paladina della giustizia.

“La rabbia s’impossessa di me! Lo prendo per il colletto della maglia e lo sbatto al muro, li tiro un calcio nello stomaco

Io: come ti permetti di picchiare una donna? Cosa credi? Che siamo degli oggetti? Ti sbagli di grosso! Se vedo che fai una cosa del genere ti faccio diventare sterile… La cosa vale per voi altri brutti porci!”

Stash la blocca e le dice di calmarsi. Lei in tutta risposta dice di essere femminista.

Ma che ca… Ma cosa? Come?

Evgenij:- Certo, lo slut shaming di poche righe sopra era un modo per esprimere solidarietà.-

Il capitolo si conclude con tale Franci che incita Stash a dare una lezione ad Andrea.

Lei si mette ad urlare, Stash alza a voce, avvertendola che non può parlare così perché:

“S: QUESTA È LA MAFIA”

Evgenij:- Seh, Mafia International. Chiamate Adrian che risolve (anche se poi dirà che è colpa di Andrea se le hanno ammazzato i genitori).-

Ve l’ho detto, questa ficè un’accozzaglia di cose trite e ritrite. I due spasimanti se ne vanno, e fuori dalla… Boh, casa, villa, struttura litigano tra loro. E qui l’autrice vuole farci credere che la protagonista sia chissà quale grande ambasciatrice di giustizia.

“S: mi hai umiliato davanti a tutti! Ti ho semplicemente chiesto di stare calma e di sorridere

Io: non mi hai detto però che delle povere donne vengono umiliate così tanto, lo sai benissimo che se vedo un ingiustizia [come quelle che fai tu agli apostrofi, alle virgole e alla punteggiatura in generale] non mi fermo a stare zitta, no! Io agisco

S: adesso torniamo a casa li facciamo i conti

Io: scordati che io risolvo questa cosa, tu sei dalla parte del torto non io

S: sai cosa avrei dovuto fare? Ti avrei dovuto picchiare adavanti a tutti per la tua ribellione ma non l’ho fatto perché ti amo e sei importante

Io: se ero importante come dici tu non avresti mai ucciso i miei genitori! Quindi lasciami in pace!”

Scusate, ma non è che l’autrice odia Stash? No, perché, da come si comporta e da come parla, sembra che voglia disegnarlo come un cretino (oltre che criminale). Questa cosa è allucinante, e lo è ancora di più in questo capitolo, ovvero il sedicesimo.

I due arrivano a casa e Stash comunica a Kaleb che Andrea l’ha umiliato. Così Kaleb prende Elettra e la porta in un collegio, suscitando la tristezza di Andrea che si chiude nella sua stanza.

Il capitolo diciassette lo saltiamo perché è di un’inutilità unica. Sappiate solo che Hoppami viene buttata fuori dall’insegnante per una cavolata.

E, rileggete bene, Andrea viene buttata fuori dalla classe, quindi è a scuola. Sì, questo è un buco di trama stratosferico. Andrea, rapita da Stash, va a scuola e, ovviamente, né va dalla polizia, né chiede aiuto. ASSURDO.

Questo è il pretesto per il seguente capitolo:

vado nella mia stanza stanza dove ci sta la scala antincendio, mi rannchio in un angolino e piango in silenzio”

Stanza stanza…Rannchio… rannchio… *va a piangere*

*urla disperata* PERCHÉ NON RILEGGETE NIENTE?

*Si riprende*

Andiamo avanti, perché ora entra in scena Alec, ovvero “il più popolare e bello della scuola”, che così a cavolo decide di tenere compagnia ad Andrea.

Ed ecco, a mio avviso, il dialogo più bello e completo finora:

“Al: come mai stai piangendo?

Io: è una cosa un po’ complicata

Al: ti piace ballare?

Io: lo adoro!

Al: bene”

Ah, che bello. Più lo leggo e più mi si riempie il cuore.

Evgenij:- Pare proprio The Room!-

I due ballano e lei pensa che:

“…strano ma vero tra le sue braccia mi sento più sicura, forse è perché è l’unica persona in questa giornata che mi chiede cos’ho e sta cercando di farmi sorridere.”

Sì, anch’io penserei questo di uno che, alla faccia delle lacrime, mi ha chiesto di ballare a casissimo in uno stanzino sotto le scale antincendio. Proprio romantico.

E questo è solo un pretesto per altra violenza. Infatti, Stash arriva facendo così concludere il capitolo e incominciare l’altro con un suo Pov raccapricciante, soprattutto per la prima frase:

“È finita l’ora finale oserei dire”

Che caspita vuol dire? Questa sarebbe la frase per dire che l’ora è finita perché la campanella è suonata.

Evgenij:- A me pareva una sorta di minaccia, tipo “è giunta la tua fine” (non la Finestra Indistruttibile Non Economica), ma esilarantemente più trash.-

Subito dopo costui si dirige nello stanzino e trova Al e Andrea. Fa subito l’aggressivo con il povero ragazzo, dicendogli che Hoppami è la sua ragazza. E Al prontamente risponde:

“Al: se è la tua ragazza come dici tu allora perché non sei venuto tu a consolarla e asciugarle le sue lacrime?”

E qui ci vuole un applauso, dai. Stash gli risponde che non sono affari suoi, praticamente Al l’ha colpito nel punto scoperto.

Stash prende per la vita “con fare possessivo” Andrea. Lei si lamenta perché non vuole tornare in classe con lui, facendo innervosire il bad boy.

Nel capitolo successivo ci viene detto che lei si trova in classe: in pratica ha ceduto e l’ha seguito. I due spasimanti tornano a casa. E qui viene predetto qualcosa di orribile per il nostro Alec. Infatti sia Stash che Kaleb, all’uscita, prendono Alec e lo trascinano in macchina con loro, puntandogli contro, in seguito, un pistola.

E altra scena di molestia:

“Saliamo tutti in auto, vedo che una mano del mio migliore amico si poggia sulla mia coscia e la stringe facendomi anche male”

E qui l’autrice si confonde su chi sia chi perché scrive una frase di Stash come se la dicesse Andrea:

“Io: a casa facciamo i conti ma prima li farò con lui e tu assisterai!”

E il tutto si conclude con loro che, arrivati a casa, scendono nella cantina che è anche una sala torture.

Ora violenza, su violenza. I due schifosi scelgono che tipo di morte dare al povero Alec con Testa o Croce!

Esce testa, ovvero lenta e dolorosa, e Kaleb fa sedere con forza Andrea su una sedia, la ammanetta ad essa e le lascia vedere tutta la scena, che viene descritta molto superficialmente:

“Passiamo due ore orribili… Tra ulrla e sangue mentre i due sadici ridono di gusto e si fanno battute tra di loro… Non posso ancora credere che due delle persone a cui volevo più bene sono dei mostri sadici e crudeli”

Stash ci informa che Alec è morto. Il tutto solo perché ha consolato la sua ragazza e ha ballato con lei. Che schifo, schifo, schifo.

Evgenij:- Va però detto che tutto questo è coerente con la caratterizzazione di Stash fino ad ora, ovvero, quella di un criminale omicida psicopatico. Il problema verrà poi nel seguito, quando la protagonista si innamorerà di lui.-

Giustamente, quando Stash le si avvicina, Andrea si incazza come una bestia e gli dice che se avesse saputo prima del suo vero lato non sarebbe mai diventata sua amica. E ha ragione, cavolo, io gli avrei tirato una testata sulle gengive e subito dopo un calcio nelle palle, e anche all’altro testa di melanzana di mio fratello.

Il ventunesimo capitolo è tutto dialoghi sotto forma di copione. Lui tenta di convincerla di essere ancora quello che conosceva con frasi del tipo:

“S: io per te farei di tutto! Anche se ci sono delle volte in cui ti ammazzerei, ma ammazzerei chiunque ti faccia del male”

In risposta, lei gli chiede di lasciarle vivere la sua vita e lui:

“S: sai che non posso, presto mi devi sposare… Sarai mia moglie la signora Fiordispino e mi darai dei figli

Io: chi ti dice che io non sia sterile?

S: ho tutte le tue cartelle sanitarie… Non voglio correre rischi

Io: più passa il tempo e più mi fai paura

S: non hai bisogno di esserlo io ti amo!

Io: io no, ti vedo solo come un sadico!”

Ma perché? Io sono scioccata, veramente, è sempre peggio. Lei scappa verso la sua camera, ma è chiusa a chiave. E lui le dice che dovranno condividere la stanza.

Ma ‘sto povero cantante che ti ha fatto, autrice?

Nel capitolo dopo lei si ribella, gli tira un calcio nelle palle e una testata e scappa. Grande! Quello che ti avevo detto io! Allora mi ascolti!

Lei riesce ad uscire, prendere la macchina e recuperare sua sorella nel collegio più vicino alla casa. Fortunatamente Andrea è maggiorenne e ha potuto firmare le carte per l’affidamento della sorellina.

(Non chiedete quanto sia elevata la stupidità di Kaleb per aver lasciato la sorellina in un collegio tanto vicino, non c’è una risposta.)

Dopodiché getta il cellulare a mare e sfreccia via in autostrada.

Evgenij:- Ehi, Andrea le sta azzeccando tutte, in quest’ultima parte! Ma non ha chiamato la polizia, ovviamente…-

Tranquilli, cari lettori, non è ancora finita.

Capitolo ventiquattro: due mesi dopo la fuga veniamo a sapere che Elettra frequenta una nuova scuola e che Andrea è diventata una volontaria della Croce Rossa e che, grazie ad essa, ha conosciuto un certo Tristan.

Evgenij:- A questo punto io vorrei chiedere il motivo di tutti questi nomi non italiani: la fic è ambientata in Italia, perché gli unici nomi nella nostra lingua sono quelli della protagonista e della sua sorellina (assieme a quelli del porco mafioso e della sua povera moglie, ma loro sono comparse inutili)? Va bene, Stash si chiama così, ma poi abbiamo Kaleb, Alec e infine Tristan (und Isolde). Bah!-

Quando Andrea torna nella nuova casa (con quali soldi l’abbia presa non si sa) trova un cofanetto con dentro un anello. E sì, c’è pure la foto di tale anello nel testo, d’oh.

Evgenij:- Beh, per la foto di un anello potrei fare un’eccezione… Il mio tesssoro…-

E c’è pure l’abito, e nel testo la foto, d’oh.

Evgenij:- Ecco, te pareva: concedi un mignolo e si prendono tutto il braccio fino alla spalla!-

La protagonista si fa due domande, ma non si preoccupa più di tanto. Nah, infatti, vai a farti la doccia tranquilla, non è che quelle cose le abbia portate un estraneo, no…

Quando la babba torna nell’altra stanza trova la sorellina tra le braccia del fratello e Stash che le punta la pistola.

Che noia.

I commenti: “Aggiornaaaaa please”.

Voglio piangere.

Nel capitolo successivo (siamo al numero venticinque), Stasharia le spiega che l’ha trovata grazie alle foto postate da Tristan su Instagram, segue dialogo fuffoso e pieno di errori.

E il capitolo ventisei si apre con lei che viene agghindata per la fiera del…- ah, no, si sta sposando.

Nel ventisette, il fratello le mette delle catene, tanto per completare lo scenario disgustoso.

“Questa cosa mi ferisce tantissimo, questo non è la persona che consideravo mio fratello, che consideravo una guida, un esempoi”

Certo, l’“esempoi”. Andrea viene trascinata all’altare, con gli occhi di tutti addosso e con le catene? Ma dai, che trash! Praticamente una mucca alla fiera della contea, manca solo che la marchino a fuoco.

E qui la conclusione del capitolo:

“S: Andrea… Andrea… Ohhh!

Io: che c’è?

S: vuoi o non vuoi?

Io: sai cosa ne penso!

S: ti conviene dire lo voglio! O passerai le pene dell’inferno! Chiaro!

Io: lo voglio… Contento?

Prete: puoi baciare la sposa

Le sue labbra sono sulle mie mentre tutti applaudono!”

E il capitolo… Aspettate che controllo… Sì, ventotto, inizia con lei che scappa dal ricevimento per piangere “ad un lago” e lì arriva Tristan, pronto a salvarla dal pazzo di cui lei gli aveva parlato, ma arriva Stash che dopo una sfuriata spara in testa a questo malcapitato seguace di Decklon. Addio anche a te, Tristano, insegna agli angeli a non postare foto su Insta con delle fuggiasche.

E la protagonista descrive la scena facendomi sentire tutta la tristezza e la sciocchitudine:

“Preme il grilletto è il proiettile è dentro il suo cranio, dalle gocce di sangue sono finite sul mio vestito… Sono veramente shocka al massimo. Stash col piede fa cadere il cadere il cadavere di Tristan, si avvicina a me, mi prende il viso con due dita e mi bacia”

Perché non sapete scrivere “scioccata”? Cavolo, anche l’autrice dell’altra storia che ho recensito (ovvero, “Magic”) non lo sapeva fare. Poi, cara Andrea, non ho capito cos’ha fatto cadere Stash, ma andiamo avanti.

E non siamo manco a metà fanfiction, o in questo caso hatefiction, visto come viene descritto il personaggio famoso sul quale si basa.

Il capitolo ventinove si apre con Stash che porta Hoppami dagli ospiti con il vestito macchiato di sangue, presumo. La nostra protagonista è in catalessi, ma i suoi pensieri sono ancora più preoccupanti. Infatti, ci comunica che, per la morte di Alec, torturato davanti a lei per due ore, non aveva reagito così.

Stash la porta fuori dal capannone dove si trovano e la ragazza vomita l’anima. Ecco, contento? E tu la ami?  Ma non farmi ridere, che qui c’è solo da picchiarti, emerito cretino!

E mentre lui le tiene i capelli le canta la sua canzone preferita e lei:

“Oh sempre adorato quando canta e la sua voce mi calma sempre”

Poverina, sta delirando! Chiamate un’ambulanza!

Press F for Hoppami

Il capitolo trenta si apre con una scena no-sense:

“S: va meglio piccola?

Io: un po’

Mi da un bacio sulla guancia

S: stiamo un po’ qui fuori… Un po’ d’aria ti fa bene

Torniamo dentro”

Ma dai! Ma per piacere!

E lui fa concludere la festa e fa anche l’egoista e ipocrita uscendosene così:

“S: ha un attacco d’ansia… Penso che sia meglio farla riposare! Ma stiamo sul jet non rinuncio alla nostra luna di miele! Amore cambiati! Tra poco partiamo

Io: ed Elettra?

S: oh [al contrario, zì] assunto una bravissima babysitter, tranquilla starà bene!”

Così, solo perché vuole farsela, bah. Cioè il fatto che si sono sposati prima di farlo dovrebbe farmi pensare che lui abbia avuto “rispetto della sua persona”? Ma va a cacare, badboy di sta min… No, niente volgarità, la parola completa è “minestra”.

Lei si cambia, non si capisce dove, ma sappiamo cosa si mette grazie a un’immagine.

Poi lui la porta in macchina, giungono in aeroporto e sono sul jet in cinque righe.

Lui si spoglia, e lei lo frena subito, ma lui dice che per quella sera non faranno niente perché lei sta male. Oh, almeno questo, cosa vuoi? Un grazie?

Il trentunesimo capitolo si apre con un dialogo in cui lei dice di non fidarsi di lui, e lui le dice che imparerà a farlo perché un matrimonio si basa su questo e bla bla bla.

Evgenij:- Sì, un matrimonio normale tra persone consenzienti, non uno nel quale la malcapitata è stata trascinata davanti al prete in catene!-

“Mi abbraccia forte, anche se è un mostro tra le sue braccia mi sento sempre protetta”

Alé, prima cavolata da sposata, qualcos’altro?

Evgenij:- Le ha ammazzato i genitori e due ragazzi che si erano mostrati gentili con lei, l’ha rapita, molestata, torturata psicologicamente, costretta a sposarlo, eppure lei si sente protetta dal suo tocco. Perfetto, redenzione a caso in arrivo!-

Il capitolo si conclude con lui che porta la medicina alla bambi…- ehm, ad Andrea. Lei non la vuole perché è brutta e cattiv…- No! Basta, nebbiabianca, commenta con serietà!

Vabbè, lui la convince a prenderla con un film.

Quanti capitoli mancano? Ah, con questo nuovo ne mancano trentasette.

“Mentre guardiamo il film sento la mano del moro sulla mia testa, dio quanto amo quando la gente mi tocca la testa”

Ragazze e ragazzi salutate insieme “il Moro”, sappi che non ci sei mancato.

Ed ecco un’altra parte che si poteva evitare, ma a noi piace soffrire:

“Io: sei un bastardo

S: perché?

Io: sai che è il mio punto debole

S: e si!… [squadrone di punto esclamativo e puntini, enoppì enoppì]

Non sbemme [sbemmere] ti guardarmi e accarezzarmi la mia testa”

Ti guardarmi”, “sbemme”, “ti guardarmi” , “accarezzarmi la mia”, ma dico io, ma un minimo di rilettura, di attenzione. Sembra tu abbia suonato il piano con la tastiera del computer!

La protagonista narra come una bambina a cui mancano i denti.

E il porco, appena vede che lei abbassa le difese, le tempesta il collo di baci per recuperare la notte di nozze.

“Io: che stai facendo

S: dobbiamo recuperare la nostra notte di nozze

Io: scordatelo escluso! Non farò sesso con te!

S: no! Non sesso ma amore [con il sapore]!

Io: neanche morta! Sai almeno che cosa vuol dire fare l’amore? Che entrambi sono d’accordo… Io non lo sono e se provi a toccarmi si chiama stupro!

S: amore ti prego! Cerca di capire sono 10 anni che sono questo momento [cosa sei tu?!]

Io: questo non è amore questa è ossessione… Stammi alla larga

S: mi spiace amore mio ma sono anni che aspetto questo momento”

Allora, i due hanno diciotto anni (non ricordo in quale dei primi capitoli viene detto che frequentano il quinto anno delle superiori), quindi Stash sogna di fare ““l’amore”” con la sua migliore amica da quando avevano otto anni. Che infanzia da depravato!

Non solo questo. Sempre in uno dei primi capitoli viene detto che i due si conoscono da quando avevano dieci anni, non otto! I conti non tornano… Matematica, mi dispiace abbiano dovuto toccare pure te.

Inoltre, lei ha perfettamente ragione, ma a lui importa veramente? No.

Lui comincia a baciarla con “possesovità”, lei piange per la paura, lo spinge via, corre e si chiude a chiave in bagno.

Sinceramente, sto male io per lei. Almeno questa fic mi ha suscitato qualcosa, forse perché ho i Maroon 5 nelle orecchie, ma è raccapricciante cosa lui voglia fare.

Nel capitolo trentatré, con una avviso in grassetto, l’autrice ci specifica che ci saranno scene di sesso.

Stash butta giù la porta, afferra per il polso Andrea, che continua a ribellarsi e a urlare, e la sbatte sul letto.

“Io: ti prego, ti prego non farlo… Sono ancora vergine!

S: lo so benissimo tesoro… E la cosa mi fa così felice e mi eccita così tanto”

Si nunn’affuchi prima di la fine di ‘sta storia, t’affucu io!

(Traduzione: se non affoghi prima della fine di questa storia, ti strozzo io.)

Lei è spaventatissima, e lui la violenta lì, sul letto. Lei sente malissimo, e lui spinge forte e gode, mentre lei piange come una disperata.

Vomito, che schifo, questo libro deve essere segnalato e bruciato.

Sappiate che la fan fiction ha centosedicimila letture e quattromilasettecentotrenta voti.

Evgenij:- Se non altro, i voti sono molti meno delle letture, in proporzione.-

E questa è una recensione, eh, non mi permetto di riportare quella parte spinta, ma i dialoghi finali sì.

“S: buon Dio sei strettissima… Com’è eccitante

Io: SE MI AMI COME DICI TU NON FARESTI UNA COSA SIMILE!

Le mie parole sembrano averlo colpito infatti smette di muoversi ma è ancora in me

S: Andrea… Ascolta

Io: sei un mostro”

“Mostro” è un apprezzamento. Lui è il nulla, lo schifo che sta al di sotto dei batteri.

Questo Stash, non quello reale, questo è da manicomio, da rinchiuderlo e lasciarlo lì solo, al buio, nelle sue perverse follie ossessive.

Sì, è completamente folle perché nel capitolo successivo lei gli schiaffa addosso tutte le sue colpe, lui si para il culo da tutte queste accuse e poi le confessa di aver calcolato il suo ciclo mestruale perché vuole un erede.

“Io: un erede? E per questo che ti servo… Per essere un cavallo riproduttrice?

S: assolutamente no, ti ho sposato perché ti amo!”

No? NO?! L’hai stuprata, e hai ancora il tuo gingillo dentro la sua vagina! Ma no, tu la ami, non è il tuo contenitore, no. La ami.

Troppo, troppo tutto insieme.

E anche la protagonista è confusa. Gioia, rimani in te, sta cercando di farti il lavaggio del cervello!

Lui prova a fare il dolce e lei lo caccia. Fortunatamente lui se ne va, lei si dispera, piange e pensa alla sorella, e lui torna con una bruschetta e una lattina di Coca-Cola. In pratica se la vuole comprare con il suo cibo preferito.

Capitolo trentasei, tornati dalla luna di miele (quanto sia durata non si sa), Andrea scopre di essere incinta, ma Stasharia non lo sa ancora. Hoppami rincontra la sorella, le due si dicono di essersi mancate e Andrea le confessa di essere incinta. La piccola vuole sapere come nascono i bambini ed ecco la spiegazione della protagonista:

“Io: è particolare ma quando due persone sono a letto capita avvolte che succede che si fanno delle coccole speciali, avvolte è il maschio che decide come è quando fare queste coccole”

Lasciamo stare il modo abominevole in cui viene approcciato l’argomento.

“Avvolte” viene da avvolgere, “a volte” vuol dire “ogni tanto”.

Stash la sente e, maiale quant’è, piange di gioia. Capite? È incinta perché l’ha violentata e lui piange di gioia!

Che bellezza! E lui lo dice “a tutti” (non si sa chi siano questi tutti), che commentano così:

“A: congratulazioni papino

D: dov’è la giovane e bella mamma?”

Eh eh, vecchio marpione!

Stash li calma dicendo che lei non sa che lui sa.

E altro capitolo che inizia con il punto di vista di Kaleb. Lui, sapendo la notizia della gravidanza, corre dalla sorella, si congratula con lei, lei chiede come lo sa e lui, da bravo sottoposto, le dice che Stash ha origliato la conversazione tra lei e sua sorella. Fuffa, fuffa, fuffa, Stash arriva la bacia e le tocca la pancia.

E la fic poteva concludersi qui. Perché continuare? Perché le visual così salgono!

Ed eccoci al trentottesimo, i due hanno una discussione sul perché lei non gli abbia detto niente, lei se ne va e, dopo aver percorso un corridoio “pieno di gente che lavora per Stash che continuano a dirmi congratulazioni per il bambino che verrà”, Andrea entra una stanza dove una signora di mezza età le dice di essere lì per aiutarla con il bambino.

Ma Stash l’ha saputo sì e no due minuti fa, ‘sta signora come fa ad essere già qua? Hanno preso la prima persona che passava?

Comunque Andrea la liquida dicendole:

“Io: lei è molto gentile veramente so cavarmela, e mi dispiace che quell’uomo l’ha assunta per nulla, le pagherò lo stipendio di questo mese così potrà andare via”

Ora ditemi dove sta l’utilità di questo capitolo. Ditemelo, perché io non la trovo. Perché i personaggi nuovi durano massimo un capitolo? Perché?

Capitolo trentanove, sono passati dei mesi. Quanti? Non si sa, non ci è dato saperlo. Le descrizioni in questa storia servono solo per la coppietta principale. Le altre cose? Nah, è spreco di tempo.

La pancia è più grossa, momento carino tra lei e la sorella in cui fanno ascoltare una ninna nanna al bimbo con le cuffie. Le due si addormentano, Stash entra e tocca la pancia, ma ci sta Elettra a difendere la sorella usurpata!

“E: non vuole che le tocchi la pancia!

Io: tesoro… Ma io sono il papà del bambino

E: sei cattivo! Hai fatto del male a mamma e papà

Io: piccola lo so ma non ti farei del male e io amo tua sorella

Andrea si sveglia, istintivamente si mette la mano sul ventre e tiene stretta sua sorella

A: vattene!”

E altro giro altra corsa, con il capitolo quaranta.

Manca poco più di un mese al parto e la protagonista si fa le paranoie: ha paura che, una volta nato il bambino, Stash l’ammazzi. E ha ragione, quello è psicopatico!

Stash fa tutto il dolce con frasi come:

“S: buongiorno cucciolotta mia”

E ancora:

“S: buon compleanno mia meravigliosa diciannovenne”

E nonostante lei ci abbia informato che, fino a un momento fa, non gli rivolge la parola da mesi, ora avviene un dialogo tra i due:

“S: non dirmi che ti sei scardata [non ti scardare mai di me…] del tuo compleanno! È sempre stato il tuo giorno preferito

Io: prima si… Ora mi fa pensare solo che passerò il resto della vita con pazzo psicopatico che mi ha messa incinta per avere un erede”

Allora, tesoro, vai via. Per tutto il libro è stato dimostrato più volte che Stash fisicamente è una mezza calzetta. Un calcio bello assestato negli stinchi, una sediata sulla schiena, prendi tutto e scappi. Tanto tutte le volte che te ne sei andata nessuno ti ha fermato, ti hanno ritrovata sì, ma bloccata mentre te ne stavi andando no.

A lei le viene la nausea mattutina, dialogo inutile, conclusione.

Altro capitolo:

“Esco dal bagno e trovo sul letto un pacco regalo, sono un po’ incerta sull’aprire il regalo non mi fido più di lui. Alla fine la curiosità è troppa lo apro e trovo una felpa grigia meraviglia di Teen Wolf la mia serie preferita”

E, dopo la foto della felpa, vorrei dire la mia. Perché non è possibile che in questo modo l’autrice voglia redimere le schifezze fatte nei capitoli precedenti dal badboy, non lo accetto. I personaggi di questa fic ragionano a caso.

Fuffa con la sorellina, dialogo con il fratello dove lui le chiede di perdonarlo e il capitolo si conclude con una frase fatta:

“Io: vorrei tanto ma tutto quello che è successo mi ha fatto vedere le vostre vere facce e ora non mi fido più”

Onestamente non ce la faccio più. Quanto ci scommettete che questa storia vada a finire bene per Stash? Che lei non prenda la sorella e il bambino, spari al fratello e a Stash, e se ne vada cambiando vita, ma portando con sé gli orrori vissuti?

E adesso, il capitolo “Cast”, dove viene detto chi interpretano i personaggi del libro.

Andrea è Anastasia Sidorova: foto

Kaleb è Metthew Daddario: foto

Elettra è Summer Fontana: foto

E Stash è Antonio Stash Fiordispino: foto

Schifo, libro scritto con i piedi. Il capitolo cast è una mazzata sui denti per me che ho il libro serio con milletrecento visualizzazioni (gli altri due ne hanno di più, ma sono scritti per svago).

Capitolo successivo, e adesso, cari lettori, trattenete le bestemmie, perché, dopo un’altra scena noiosa, ecco che arriva la redenzione.

Stash la porta via da Kaleb ed ecco il loro dialogo:

“Io: che cosa vuoi?

S: mi dispiace… Le cose non dovevano andare così! Ma il tempo stava per scadere

Io: di che parli?

S: eri in pericolo di vita

Io: cosa?

S: i miei nemici sanno quanto tu sia importante per me, la sera prima del rapimento hop ricevuto un messaggio dove diceva che ti avrebbero ucciso senza problemi, non volevo perderti sei tutto per me

Io: allora perché hai ucciso i miei genitori?

S: è stato un errore, mi dispiace

Tira su col naso, delle lacrime cadono dai suoi occhi. Non l’ho mai visto piangere

S: ma era l’unico modo per proteggerti… Io ti amo ti prego perdonami”

Sei spazzatura! No, egoista, ipocrita, con problematiche mentali, io ti denuncio, e farò andare al gabbio con te tutti i tuoi amichetti, compreso quello che si definisce mio fratello.

Ecco come doveva rispondergli, e non “devi darmi tempo”, tu tempo non ne hai. Quando quel bambino nascerà si vedrà come madre una povera abusata e come padre un pazzo.

Evgenij:- Non ci posso credere! Questa scusa è più assurda e grottesca di quella di Justino el Biebero in “Bianca come il latte, rossa come il sangue”: lì costui era il bullo della protagonista, e la malmenava di gusto ogni giorno, finché, a un certo punto, confessava di averlo fatto “per il suo bene”, poiché altrimenti altri bulli non meglio specificati (e mai mostrati nella fic) le avrebbero fatto di peggio. Qui è incredibilmente peggio! Prima di tutto, è palese che l’autrice abbia deciso di cambiare solo ora la storia (con l’ovvio intento di rendere il personaggio di Stash in qualche – insensato – modo “perdonabile”): nei primi capitoli abbiamo anche il punto di vista di Stash e Kaleb, e niente di tutto ciò è stato neanche mai accennato. Anzi, una volta Kaleb ha proprio detto esplicitamente di non provare alcun rimorso per l’omicidio dei genitori perché loro preferivano le sue sorelline! Per non parlare poi della crudeltà del tutto gratuita e immotivata (se dobbiamo prendere per buona questa scusa ridicola) che Stash ha mostrato nei confronti di Andrea. In secondo luogo, la scusa sarebbe che il bad boy voleva proteggere la nostra Hope da certi suoi nemici non meglio specificati (e mai apparsi o anche solo menzionati fino ad ora), e quindi la soluzione che adotta è di rapire lei e la sua sorellina, anziché, non lo so, avvertire lei e la sua famiglia e trovare assieme un modo per far fronte alla minaccia (anche senza coinvolgere la polizia, visto il fantomatico coinvolgimento di Stash nel mondo della criminalità organizzata). Ma questo ovviamente è il modo in cui agirebbe una persona normale (per quanto criminale), non certo un sadico, psicopatico e stupratore come il personaggio di Stash. Infine, in che senso i genitori di Andrea sarebbero morti “per errore”?! Forse Stash non sa che sparando in testa alle persone si rischia di causare loro un leggero caso di morte?! In poche parole, questa rivelazione non ha il minimo senso e non è altro che un modo per prendere in giro lettrici e lettori! Ma dai, possibile che nessuno abbia contestato questa idiozia?-

Capitolo quarantatré: abbiamo uno Stash “poov”, dove lui dice di aver detto finalmente la verità ad Andrea, che si è tolto un peso, bla bla, poi Stash parla con Kaleb che continua a dirgli che ha fatto male a dire alla sorella la verità, che certe cose non si possono perdonare, che così facendo la porterà alla morte…

Ah, ora glielo dici che porterà tua sorella alla morte?! Cioè tu mi vorresti far bere che i suoi omicidi erano dettati dall’ammoreh, che i suoi inseguimenti e lo stupro erano per proteggerla, che mandare la sorella al collegio era per difenderla e renderle il futuro più roseo, che costringerla a vedere per due ore la tortura di Alec e sparare in faccia a Tristan di fronte a lei era per renderla felice?

Continuo a leggere perché la recensione deve arrivare alla fine, ma rendetevi conto dello sforzo che ci sto mettendo. Su Wattpad non puoi copiare e incollare, le parti prese dal libro le riscrivo io e ciò mi fa male al cuore.

Quarantaquattresimo capitolo: manca pochissimo al parto, la protagonista e Stash guardano il Trono di Spade.

Evgenij:- Devo dirlo: fyccine come questa mi fanno quasi (e per un infinitesimo di secondo) rivalutare le ultime due stagioni. Almeno Daenerys non si è messa a dire di aver dato fuoco a tutta quella gente per errore.-

Andrea ci informa che l’hanno sempre visto insieme con un flashback ridicolo:

“Io:Hey scemo

S: ciao scemotta

Io: che guardi di bello?

S: una serie che mi è stata consigliata trono di spade [il Trono del Muori ti disereda.]

Io: uhh, posso vedere anch’io?

S: non so, ci sono scene cruente e scene di sesso esplicite [e poi la violenti!]

Io: ti ricordo che mi hai fatto vedere film vietati ai minori perché ho perso delle scommesse quindi fammi posto

S: ma non dovevamo studiare?

Io: si può anche rimediare”

Ho bisogno di Natsu Dragneel che bruci queste pagine con le sue fiamme di drago. Vi prego.

Anzi, per rimanere in linea, DRACARYS!

Alla fine del capitolo le si rompono le acque. E via con Stash che prende in braccio Hoppami, avvisa “tutti” (senza che ci venga spiegato chi), la porta in macchina fino al parcheggio dell’ospedale, poi la porta in braccio dentro all’edificio (non si sa quale ospedale di quale città, ma tanto, a questo punto…) e qui i dottori la accompagnano in sala parto.

Livello di emozione? Sotto zero, niente di niente.

Ed ecco la scena di parto più breve, piena di… come posso definirlo? Veramente indescrivibile:

“S: posso entrare?

Xx: si metta una cuffia e una mascherina

Metto tutto il necessario ed entro anch’io

Io: amore tranquilla sono qui non ti mollo

An: fa male

Io: amore lo so andrà tutto bene

Xx: signora spinga

Andrea continua a spingere finché non esce un piccolo esserino

Xx: è una fimmina”

E chissà che nome sceglieranno per questa creaturina…

“An: che nome li vogliamo dare?

Io: sarò pazzo ma stavo pensando a Kaleese [semmai Khaleesi,nata dalla tempesta, regina di tutte cose…]

An: Kaleese Cheryl Fiordispino

Io: Cheryl?

An: ho sempre amato il nome Cheryl”

Questa bambina andrà all’anagrafe prima dei diciotto, secondo me.

Evgenij:- Fun (and yet sad) fact: varie coppie nel mondo (ma specialmente negli USA) hanno chiamato davvero le loro neonate Daenerys o Khaleesi, prima dell’ottava stagione. Immagino che poi abbiano avuto qualche ripensamento.-

Nel capitolo quarantasei Andrea non riesce a dormire perché vuole che “il moro” le porti la pargoletta.

Neanche tempo di pensarlo che arriva Stash con Kaleese, lei la prende in braccio e, vi tolgo mezzo dialogo noioso, ecco un’altra sequela di frasi fatte:

“Io: promettimi che la nostra piccola Kaleese non farà parte del mondo della mafia, proteggila da tutto questo, da gli omicidi, dagli orrori di questo mondo crudele che non regala nulla a nessuno

S: lo prometto! Questa bambina non farà mai parte di questo mondo [cos…]

Io: grazie Stash, lo apprezzo molto

S: ora che abbiamo una femminuccia perché non facciamo anche il maschietto?

Io: per ora la fabbrica è chiusa! Datti una calmata!”

Ora gli dici di calmarsi?! A parte che lui parla come se si decidesse prima se fare un maschio o una femmina, non sono mica i cromosomi, no…

Evgenij:- Ma poi, quanto varrà mai la promessa di un criminale psicopatico, violento, possessivo, omicida e stupratore? E anche se dovessi credere alle parole di costui, non è mica tanto semplice: se anche la bambina venisse sempre tenuta lontana dal mondo del crimine, ciò non basterebbe affatto a tenerla al sicuro. Molto banalmente, uno di questi fantomatici nemici di Stash potrebbe decidere di rapirla o ammazzarla (o peggio) per ritorsione. Ma è inutile prendersela ancora, questa fic è una montagna di idiozie, un’altra in più non cambia poi molto.-

Capitolo quarantasette: Stash fa una videochiamata Skype con suo padre che percula il nome dato alla bambina, Stash gli comunica che Andrea e la bambina rimarranno fuori dalla mafia perché lui gliel’ha promesso e “sai quanto odio non mantenere le promesse”. Seh, “non ti farò del male” e la violenti, seh.

Il padre dice che va bene a patto che la convinca a dare un erede alla famiglia Fiordispino. Vuole il maschietto e ora il figlio glielo deve dare! Sì, chissene del parere femminile! Diamoci dentro finché non esce un piccolo pargolo. Maria Teresa D’Austria (che succedette al padre nel ruolo di imperatrice, dal momento che non aveva fratelli maschi, e fu lei a regnare, non il marito) si rivolta nella tomba.

Quarantottesimo capitolo: Andrea torna a casa e anche Elettra dice che il nome della bimba è strano. Pf, non apprezzate. Arriva Kaleb ed ecco quella che secondo l’autrice doveva essere una scena comica:

“K: capisco… Posso prendere in braccio la mia nipotina

Io: fa piano! Se ti cade ti taglio la salsiccia!

Kaleb subito si mette le mani vicino alle parti basse con la faccio intimorita

El: che vuol dire che gli tagli la salsiccia?

Io: lo sa lui”

Ahahahahahah, ah ah ah… No, non fa ridere.

Evgenij:- Ma tutto il dramma dei genitori ammazzati con la connivenza del fratello, Kaleb appunto? Niente? Amici come prima?-

Tutti che nei commenti chiedo di continuare, ma se io sto sbadigliando! Non ce la faccio più, veramente.

Capitolo quarantanove: arrivano i genitori di Stash e Andrea abbraccia la suocera perché:

“(…)ho sempre avuto un bene dell’anima a lei per me è una seconda mamma (…)”

Evgenij:- Beh, meno male che ha una mamma di riserva, vista la fine fatta dall’altra.-

Ed ecco l’incontro tra suocero e nuora, che sembra uscito da un dettato di terza elementare:

“Io: suocero

U: nuora

Io: e qui per vedere suo figlio dico bene?

U: anche per mia nipote

Io: entrate

U: mica aspetto il tuo invito, dopo tutto questa è casa mia”

Risuona nell’aria “Damn it Feels Good to be a Gangsta”.

I due genitori vanno dritti dalla bambina. La madre prevede sarà rossa di capelli come Andrea e Hoppami ci informa che “quasi tutte le domande donne della mia famiglia hanno i capelli rossi”.

Hope, stai attenta, questi, dalle parole che dirà il padre di Stash nei prossimi capitoli e per come ragionano tutti i componenti della famiglia Fiordispino, ti metterebbero al rogo.

E qui il padre apre bocca due volte e mi ha triggherata un botto:

“U: spero almeno che non erediti il carattere della madre

Io: cosa vuoi insinuare?

U: che dopo tutto la sfacciataggine e la maleducazione sono il tuo marchio di fabbrica”

Avrei da dissentire visto che: uno, suo figlio nove mesi fa mi ha fatto passare le pene dell’infermo perché qualcuno vuole uccidermi (volendo dar per buona questa scusa assurda); due, lei vuole per forza che io sforni un maschio; tre, finora lei mi ha trattato come una pezza.

Evgenij:- Lasciando un attimo da parte tutto il resto, ma questo astio fra Andrea e il suocero da dove è saltato fuori? Sono solo io, o è veramente stato inserito del tutto a caso solo ora?-

E infatti, sempre in tema di figli maschi, nel capitolo dopo Umberto, padre di Stash, porta il figlio nel suo ufficio e continua ad insistere per un erede. Stash dice che ci vorrà tempo, i due escono e, toh!, Andrea!

Costei ha ascoltato tutto e con tutta la rabbia repressa tira un ceffone al padre di Stash.

Yeee! Sfondalo!

Evgenij:- Va bene, ma rendiamoci conto che lei se la sta prendendo più con il suocero che con il “marito” che l’ha violentata per farle concepire questa figlia.-

Evgenij, non cercare il senso in questa scena, sii contento che lei abbia tirato uno schiaffo (anche da parte nostra) a qualcuno di questa degenerata famiglia.

Umberto la minaccia di farle fare la fine dei genitori e Stash muto. È più coraggiosa lei di te, Stasharia!

E nel cinquantesimo capitolo Andrea se ne vuole andare e Lena,la madre di Stash, le dice di avere pazienza perché il figlio la ama anche se è “ancora succube di mio marito”.

Signora, con tutto il rispetto, ma anche no.

Evgenij:- Però questo modo di pensare (del tutto illogico) è verosimile, per una donna sposata con un capo mafioso.-

La madre di Stash si rigira la protagonista con frasi come:

L: quando mio figlio ti ha conosciuto era talmente felice ha detto che ti voleva sposare subito ma suo padre non era molto felice perché aveva già programmato il matrimonio con un’altra ragazza”

Beh, erano piccoli quando si sono conosciuti, grazie che non voleva.

“L: tu sei l’unica persona al mondo a far diventare mio figlio in una persona buona, ti prego Andrea non abbandonarlo”

Devo dire che il lavaggio del cervello è di famiglia.

Evgenij:- Il personaggio di Stash ora sarebbe buono?! Ma cosa, dove, quando?!-

Il capitolo seguente è tutto dialoghi senza senso, noiosi, nei quali la protagonista fa tutta la (finta) femminista e Umberto arriva con Stash e le dice di ubbidire perché lei è la moglie di un boss della malavita.

Almeno i capitoli sono corti.

Capitolo cinquantatré: Andrea si impone avvertendo Umberto con la seguente affermazione.

“Io: Togliti pure da quella sudicia mente perversa che io faccio quello che vuoi! Prima che accada una cosa del genere i morti dovranno restituire [cosa?] e l’inferno gelare”

Come i Polaretti appena messi in freezer!  *Tutum tish*

Il suocero le punta un coltello alla pancia e lei usa il potere di famiglia: lo rigira!

E lui si dimostra ancora una volta di essere il padre di un maiale:

“Ub: maledetta ragazzina! Mi chiedo che cosa ci prova mio figlio in te

Io: magari una femmina moderna e soprattutto con gli attributi

Ub: gli stessi attributi dove li hai lasciati quando mio figlio ti ha sverginato?

Io: marcisci all’inferno bastardo!”

Stash prova a separarli, lei lo allontana, ci prova la suocera e ci riesce. Il figlio è impedito, non c’è niente da fare.

Evgenij:- In tutto ciò, ho una sola domanda: davvero l’autrice ha scelto “Ub” come abbreviazione di Umberto?-

Caro Evgenij, mi ci sono voluti quindici secondi e una dose di pazzia per collegare Ub a Umberto.

Comunque, Andrea se ne va nella sua stanza, lui lo raggiunge e il capitolo cinquantaquattro si apre con Andrea che sottolinea a Stash il fatto che, mentre il padre le puntava contro un coltello, lui non faceva niente. Brava! Così! Lui non serve a niente, prendi le bambine e cambia identità e Stato!

E lei, udite udite, lo percula:

“Io: ti rendi conto che tuo padre mi ha appena minacciato con un coltello e tu cos’hai fatto niente, sei rimasto fermo a guardare e se mi uccideva?

S: non l’avrebbe mai fatto

Io: e se succedeva

S: sarebbe un uomo morto

Io:  scusami ma fatico veramente a crederci! Sei ancora sotto il suo controllo, non neghiamo l’evidenza”

Oh, sappilo! Sei un’ameba, Stash.

I due scendono al piano di sotto perché chiamati da Lena. Andrea e Umberto parlano e lui le dice che non l’ha mai sopportata dal primo momento perché:

“Ub: odio le rosse! Le trovo viziate e scorbutiche”

Evgenij:- Così, del tutto a caso! Ma poi, l’essere viziate non era prerogativa delle bionde (in base agli stereotipi idioti, ovviamente)?-

Infantilismo everywhere. Questi secondo me campano di infantilismo, e dovrebbero essere dei Boss mafiosi con migliaia di nemici, bah. Come li affrontano? Con il biberon?

Umberto comunica ad Andrea che da lui vuole solo un maschio, di modo che lui possa crescerlo per essere un degno erede della famiglia.

Lei diventa ‘na bestia, gli tira un cazzotto che lo fa cadere all’indietro e gli frega una delle pistole.

Lei gli punta la pistola, lui le punta l’altra (non pensate a male) e Stash punta la sua pistola contro il padre (vi prego).

“Ub: getta l’arma Andrea

Io: prima tu! Non mi fido di te

Ub: la stessa cosa la posso dire di te

Io: ma a differenza tua che io non uccido una persona”

Ma… allora perché gliel’hai puntata contro, scusa? Per fare la scena della cazzuta? Io gli avrei sparato, avrei liberato Stash, mia suocera e il mio futuro.

Evgenij:- Io avrei sparato anche Stash almeno a una gamba, fossi stato in lei: non bisogna dimenticare quello che le ha fatto. E poi avrei chiamato la polizia, finalmente.-

Nel cinquantacinquesimo capitolo Stash impone a tutti di gettare la pistola minacciandoli di fare una strage, e quelli gli obbediscono! Idioti, non vi avrebbe mai fatto niente!

Vabbè, il padre vuole che la sera stessa vadano al ballo (chissà quale, chissà di chi).

Evgenij:- Ma sì, dopotutto c’è solo stato un piccolo stallo alla messicana in cui ci siamo puntati le pistole addosso a vicenda, e che sarà mai!-

Fuffa, Andrea va in biblioteca e il fratello le dice di prepararsi, foto del vestito, fuffa e conclusione di capitolo:

“Io: preferirei buttarmi da un ponte più tosto che andare a questo ballo”

Quel ponte non è solo più tosto del ballo, ma anche più tosto di tutti voi.

Capitolo cinquantasei: i due(insieme ai genitori di lui che spariranno dalla narrazione di questo capitolo) arrivano in un edificio (anche qui zero descrizioni), entrano e boom, tizia di nome Valerie, descritta un minimo, con il suo abito scollatissimo. Valerie si scopre essere la promessa sposa, sostituita da Andrea. La ex mogliettina minaccia Andrea chiamandola put… donna dai facili costumi. Ma la sua minaccia dura due secondi perché Stash la caccia e lei abbozza.

Nel capitolo successivo i due protagonisti – non viene detto se lo fanno anche Umberto e Lena – tornano a casa (sì, il ballo non è servito a niente) e guardano “365 giorni” tanto per completare la fic citandone quella che ne è stata quasi certamente fonte di ispirazione. Lei non apprezza il film (strano, eh, è praticamente la storia di quello che le è capitato) e vuole dormire, a lui piace e lo trova eccitante. L’ho detto che è pazzo. I due battibeccano, lei gli chiede di star zitto e lui le dice:

“S: (…) non ti permetto di mandarmi all’inferno! Se sei viva è solo grazie a me ricordalo!”

Ma grandissimo pezzo di schifo, lei è nei guai per colpa tua. Inoltre, ti ha chiesto di lasciarla dormire, non ti ha mandato all’inferno.

Evgenij:- E poi, sai che bella vita essere la schiava sessuale/macchina riproduttiva di un mafioso omicida psicopatico e stupratore.-

Il capitolo si conclude con lui che le dice che, siccome gli altri mafiosi sanno che lei è il suopunto debole, allora la vogliono morta. Bah, e io che ancora non salto capitoli e arrivo direttamente al finale.

Il capitolo cinquantotto ve lo riassumo, è un sogno/ricordo della protagonista. A quanto pare, il padre di Andrea era coinvolto in non so cosa per liberare di prigione il fratello di non so chi. Il tizio la vede mentre gioca a nascondino con Kaleb e decide che lei a diciannove anni dovrà sposare suo figlio Lucas.

Lei si sveglia e, magia delle magie, va in sala da pranzo e trova Lucas che la vuole sposare.

Che confusione! Ma che cosa sto leggendo?! Perché non è ancora finita?

Nel capitolo successivo lei informa Lucas che è già sposata, ma questo dice che può sempre divorziare e che gli era stata promessa quando lei aveva cinque anni e lui sette.

Lei e Stash rifiutano e Lucas tira fuori un giuramento firmato da entrambi i genitori. Ma che è? Finora lei è stata trattata come un animale: fai cuccioli e vieni promessa ad altri allevatori. Si è persino sposata in catene, cavolo!

Lei brucia la copia, ma non è l’unica. Lucas spiega ai due innamorati che il padre di Andrea era l’avvocato del suo clan, ovvero il clan rivale dei Fiordispino, e quindi lei è sua nemica.

Evgenij:- Ma che vuol dire, mica sono guelfi e ghibellini! Tutta questa roba a caso è stata palesemente aggiunta solo per allungare il brodo, senza curarsi che ciò sia coerente con quanto scritto in precedenza. Che bello, eh. Inoltre, quest’idea che i mafiosi firmino i documenti da dove è mai saltata fuori? Non che sia la prima volta che se ne parla (come dimenticarsi del mitico Tomas, il malvagerrimo boss di “Top Secret”, specializzato nel furto di valigette e nella firma di contratti di prestito a strozzo), ma sarei curioso di sapere chi sia stato il primo a rendere popolare questa scemenza. Che sia stata per caso l’autrice di “365 giorni”?-

Capitolo sessanta: Andrea ha paura, credeva suo padre fosse una persona rispettabile e invece i suoi sogni di gloria sono stati distrutti, così sviene.

Passiamo al pov di Stash:

“Io: maledetto figlio di puttana! Lei non sa nulla della sua famiglia

L: scusami ma io cosa se so se suo padre le ha nascosto la verità per tutta la sua vita?

Io: sparisci da cosa mia!

L: non senza di lei

Incazzato nero prendo la mia posta [Stash passione postino Tom] e la punto verso di lui, ed Andrews fa lo stesso con me”

Chi è ‘sto Andrews?! Ah, è il cognome di Lucas. Perché la storia sta andando sempre più a peggiorare sia per la trama che per la grammatica? Perché litigano per Andrea e poi la lasciano lì distesa sul pavimento manco fosse un tappeto?

Fuffa di questi due emeriti imbecilli che litigano, e anche Lucas dice a Stash che essere il suo migliore amico non cancellerà il fatto che lui abbia ucciso i suoi genitori.

Il sessantunesimo capitolo comincia con Stash che ragiona se uccidere Lucas e cominciare una guerra, o lasciarlo vivere, ma avere paura che lui torni a prendere Andrea.

E Lucas, come hanno fatto un po’ di personaggi in sta fic, lo percula:

“L: con quali mezzi vinci questa guerra? Da quello che so stai perdendo colpi.”

Hai perfettamente ragione Lu’. Ahahaahaha, bravo così. Almeno tu non ti sei sporcato le mani per prenderti la protagonista.

Infatti, Lucas fa notare a Stash che ha vinto, perché, se Stash lo ammazza, non potrà tener testa al resto della sua famiglia, e, se non lo ammazza, il patto firmato dai genitori di Lucas e Andrea permetterà a Lucas di riprendersi Andrea (non so in che modo, ma vabbè).

Lucas se ne va, il medico di famiglia arriva da un buco di trama e Stash con la sua “aiuto” porta Hoppami all’ospedale (chissà quale). Kaleb poi porta da loro Elettra e “Khaleesi”, ma non si chiamava Kaleese? Boh.

Capitolo sessantadue: Andrea si sveglia e Stash le dice che Lucas verrà a prendersela tra una settimana perché lei legalmente è di sua proprietà da quando sono state firmate le carte. Bah, mai una gioia per ‘sta povera ragazza.

Evgenij:- Solo io trovo semplicemente esilarante l’uso del termine “legalmente” riferito a un contratto di matrimonio fra figli di mafiosi? Ma che sciocchezza!-

Andrea fa tutta l’ottimista, dicendo che, se anche Lucas la prendesse, lei troverebbe il modo per sentirlo.

“Io: troverò un modo, o per sentire mio fratello o per sapere di nostra figlia o di Elettra, un modo lo trovo

S: ti amo

Io: anch’io ti amo”

Brava, così! E poi scappi e ti rifai una vita e non lo cerchi più. Gli hai detto “ti amo” per ingannarlo, vero? Per poter essere libera non perché ti sei innamorata del tuo rapitore, assassino dei tuoi genitori, marito forzato e stupratore, vero? VERO?

Sessantatreesimo capitolo: lei saluta tutti, persino sua figlia, perché Lucas è venuta a prenderla e, non so quanto possa essere utile, lascia a sua sorella il suo ciondolo portafortuna (che, se l’ha portato per tutta la storia, è più un portasfortuna) tirato fuori da un buco di trama.

Foto del ciondolo (e te pareva) e lei se ne va.

Nel capitolo sessantaquattro scopriamo che anche Lucas è sottomesso al padre, infatti confessa ad Andrea che lui non avrebbe voluto separarla dal marito.

Evgenij:- A me questo sembra non volersi mai prendere le proprie responsabilità. Ma d’altra parte lo fanno tutti i cattivi di questa fic, tolti i padri, finora.-

Arrivati a villa Andrews, Lucas avvisa Andrea che suo padre ha ucciso sua madre solo perché l’ha contrariato. Schifo, schifo, schifo.

Evgenij:- Sì, fa schifo, ma è coerente con l’essere membro della criminalità organizzata. Non è certo l’ambiente migliore dove trovare marito, nonostante quello che “365 giorni” e fic atroci come questa potrebbero suggerire.-

Entrano, vanno nell’ufficio del padre di Lucas (il nome di costui non verrà mai mensionato e, se inizialmente nei dialoghi è “Xx”, successivamente diventa “Mr. A”) e lei lo incontra.

Nel capitolo successivo il padre di Lucas insulta il defunto padre di Andrea, ma apprezza il colore di capelli di Andrea e la somiglianza con la madre. Infatti lui era innamorato della madre di Andrea, ma, siccome il padre di Hoppami gliel’ha “rubata”, allora lui gli ha “rubato” la figlia.

Ma non è vero, Alexander (padre di Hoppami) ha firmato il foglio, quindi era consensiente: non hai rubato niente!

Evgenij:- Buhahaha!! Ormai non si riesce a mantenere la coerenza interna della storia da un capitolo all’altro!-

Dopodiché, i due ragazzi vengono cacciati dall’ufficio e qui avviene un dialogo obbrobrioso:

“Io: pensavo peggio

L: fidati se ti dico che voleva saltarti addosso per portarti a letto

Io: che schifo

L: non ti preoccupare sarà morto prima di domani

Io: che cosa?

L: non ti preoccupare Andrea, ora la cosa importa è che tu ti riposi, sei troppo sconvzolta”

Anch’io zono zoccvata.

E si comincia il capitolo sessantasei. Sono felice, sto finendo!

È un capitolo inutile, ci viene solo detto che i tre Salvatore hanno ereditato i nemici del padre, che (forse) Lucas vuol far fuori suo padre e che in quella casa Lucas non può essere sé stesso e fare coming out (dice di essere gay). Povero ragazzo, non è colpa tua, sei capitato tra le pagine di una fic depravata, scritta con i piedi e con una società talmente retrograda da odiare le rosse.

Il capitolo sessantasette è saltabile: Lucas e la protagonista vanno ad una cena dove c’è il padre di Lucas e altri tizi (chissà chi) e organizzano il matrimonio.

Mr. A chiama Andrea con il nome di sua madre, scusandosi poi, e dicendo che l’ha fatto perché assomiglia alla madre. Fuffa sul menù del matrimonio, Hoppami rivela:

“Io: sono allergia al pesce”

E io a questa storia.

Nel capitolo sessantotto c’è il secondo matrimonio a cui assistiamo in questa fice senza aver esplicitamente messo se c’è stato o meno il divorzio. Dopo che Andrea si è preparata arrivano Elettra e Kaleb ad abbracciarla e a confortarla.

E qui viene confermata la mia teoria sul suo cognome:

“Io: e Stash?

K: hai presente i vampiri che guardi nelle tue serie tv? Sembra che abbia spento la sua umanità”

Queste sono soddisfazioni!

Kaleb rassicura Andrea che Stash con le bambine si comporta bene.

Poi manda via Elettra e confessa a sua sorella, così a caso, che è bisex.

Quanto ci scommettete che si mette insieme a Lucas?

Evgenij:- Ma che è ‘sta roba? L’autrice voleva per caso ottenere stelline anche dalla comunità LGBTQ+?-

Ormai mi aspetto di tutto da codesta autrice.

Ed eccoci, l’ultimo capitolo. Sono pronta, finalmente la fine, non ne potevo più.

Allora, scena flash di lei che con il fratello arriva alla navata, si sposa, e va al banchetto. Il padre di Lucas si ingozza di riso, ma dopo un po’ si sente male perché Lucas gli ha avvelenato il cibo, e muore.

L’avevo detto io che i personaggi nuovi durano massimo un capitolo.

(Ps: qui Mr. A, nell’inutile piccolo dialogo a copione tra lui e suo figlio, ‒ che avviene poco prima della sua morte – torna a essere Xx. E in suddetto modo vengono introdotti i personaggi sconosciuti, come avverrà tra poco.

Non so a voi, ma questa cosa mi fa male al cuore.)

Tutti brindano al nuovo capo del clan Andrews, ma non la nostra Hoppami che si allontana per andare a vomitare.

Andrea dà di stomaco, qualcuno la prende per i capelli e le mette una mano sulla fronte, e qui vi lascio con l’ultima parte della fic:

“Xx: allora sei proprio allergica ai matrimoni

Riconoscerei la sua voce ovunque

Io: non è divertente… Non dovresti essere qui con me, Lucas ti ucciderebbe

S: lo so, ma sono qui in veste di amico della sposa

Io: sto bene ora, è meglio che vai non voglio che ti facciano del male

S: tranquilla, so badare a me stesso”

E fine.

Ora potete togliere gli occhialetti dei topolini di Shrek, questo scempio si è concluso.

Allora, riassumendo quello che ho apprezzato:

Elettra.

Bene, discorso lungo, scusate.

Ora cose che mi hanno fatta incazzare:

rapimento, molestia, violenza, tortura, stupro, possessività, lavaggio del cervello, matrimonio forzato, egoismo, infantilismo, pazzia, incoerenza, mafia, padre prevenuto sulle chiome rosse, falso femminismo, falsa carità, vittimismo, persone trattate come animali.

Allora, cara Andrea, Stash ti molesta, tortura e uccide una persona davanti a te, ti rapisce, ti violenta, ti costringe ad amarlo, a sposarlo, ti stupra, tenta di farti il lavaggio del cervello più volte, fa la vittima solo per farsi perdonare e avere un figlio maschio per compiacere il padre, e tu dici di amarlo?

Tra errori grammaticali, cliché, balli sotto le scale antincendio (forse è questo che ha portato sfiga ad Alec e Andrea), fratelli invidiosih, ammoreh e riccanza, la storia mi ha da una parte disgustata, dall’altra annoiata.

Ci sono persone che nei commenti chiedono che la storia venga aggiornata, io chiedo che venga eliminata.

E voi, lettori di questo libro di recensioni, cosa volete?

Pace a coloro che hanno letto questa recensione fino alla fine, alla prossima recensione.

Nebbiabianca

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